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Archive for the ‘News-ricerca’ Category

Creato esofago umano da cellule staminali.

Posted by giorgiobertin su settembre 22, 2018

Un altro organo in miniatura, o organoide, e’ stato costruito in laboratorio: questa volta si tratta dell’esofago, il primo ricavato interamente da cellule staminali pluripotenti. Gli scienziati del Cincinnati Children’s Center for Cell Cell e Organoid Medicine (CuSTOM) nell’Ohio hanno artificialmente coltivato muscolo, tessuto connettivo e membrana mucosa in laboratorio usando cellule staminali pluripotenti o cellule staminali che possono assumere qualsiasi forma e creare qualsiasi tessuto nel corpo.

human-esophageal-organoid
This confocal microscopic image shows a two-month-old human esophageal organoid bioengineered by scientists from pluripotent stem cells.

Il team ha rivelato che Sox2 guida la formazione delle cellule esofagee inibendo un altro percorso genetico che “direbbe” alle cellule staminali di trasformarsi in cellule respiratorie. Negli esperimenti è stato dimostrato che la perdita di Sox2 provoca una forma di atresia esofagea nei topi.
Il mini esofago e’ cresciuto di circa 300-800 millesimi di millimetro in circa 2 mesi, ed e’ risultato molto simile, nella sua composizione, al tessuto esofageo ‘vero’ prelevato con biopsie da alcuni pazienti.

Gli organoidi esofagei di laboratorio possono aiutare a trattare una serie di condizioni, come il cancro esofageo e la malattia da reflusso gastroesofageo ( GERD ).

Leggi abstract dell’articolo:
Esophageal Organoids from Human Pluripotent Stem Cells Delineate Sox2 Functions during Esophageal Specification
Stephen L. Trisno, … James M. Wells
Cell Stem Cell Available online 20 September 2018 https://doi.org/10.1016/j.stem.2018.08.008

Fonte: Cincinnati Children’s Center for Cell Cell e Organoid Medicine (CuSTOM)

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NICE: linee guida sulla diagnosi e gestione dell’asma.

Posted by giorgiobertin su settembre 21, 2018

Sono state pubblicate a cura del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) le linee guida aggiornate sulla diagnosi, monitoraggio e gestione dell’asma nei bambini, giovani e adulti.  Il documento principale è datato 2013 e viene aggiornato annualmente (precedente anno 2017).

nice logo

Scarica e leggi il documento in full text:
Asthma Quality standard Published: 21 February 2013 nice.org.uk/guidance/qs25

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Identificate le cellule staminali che danno origine a nuove ossa e cartilagine.

Posted by giorgiobertin su settembre 20, 2018

Uno sforzo decennale condotto dagli scienziati della Stanford University School of Medicine è stato premiato con l’identificazione della cellula staminale scheletrica umana. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista “Cell“, potrebbe aprire la strada a terapie rigenerative per fratture ossee, artriti e lesioni articolari.

staminali-scheletriche
A small bone structure arising from the human skeletal stem cell contains cartilage (blue), bone marrow (brown) and bone (yellow).
Courtesy of the Longaker and Chan labs

La cellula, che può essere isolata dall’osso umano o generata da cellule specializzate nel grasso, dà origine a cellule progenitrici che possono creare nuovo osso, lo stroma spugnoso dell’interno dell’osso e la cartilagine che aiuta le nostre ginocchia e le altre articolazioni a funzionare senza intoppi e senza dolore.

Ci sono 75 milioni di americani con artrite, per esempio. Immaginate se potessimo trasformare cellule grasse facilmente disponibili dalla liposuzione in cellule staminali che potrebbero essere iniettate nelle loro articolazioni per creare nuova cartilagine, o se potremmo stimolare la formazione di nuovo osso per riparare le fratture nelle persone anziane.” – afferma il prof. Michael Longaker.
“La cellula staminale scheletrica che abbiamo identificato possiede tutte le qualità tipiche di cellule staminali vere, multipotenti, auto-rinnovanti e specifiche del tessuto”. “Entro i prossimi dieci anni, questa fonte cellulare cambierà le regole nel campo della medicina artroscopica e rigenerativa”.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Identification of the Human Skeletal Stem Cell
Charles K.F. Chan, Gunsagar S. Gulati, Rahul Sinha, Justin Vincent Tompkins, … Michael T. Longaker
Cell VOLUME 175, ISSUE 1, P43-56.E21, SEPTEMBER 20, 2018 DOI:https://doi.org/10.1016/j.cell.2018.07.029

Video Abstract

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Il cancro del colon è causato da batteri e stress cellulare.

Posted by giorgiobertin su settembre 19, 2018

Il team del Professor Dirk Haller presso l’Technical University of Munich (TUM) ha fatto una scoperta inaspettata studiando i fattori scatenanti del cancro del colon: lo stress cellulare in combinazione con un microbiota alterato nel colon guida la crescita del tumore. In precedenza, si presumeva che questa combinazione contribuisca solo a malattie infiammatorie intestinali. Il microbiota intestinale è l’insieme di microorganismi simbiontici che convivono con l’organismo umano senza danneggiarlo.

microbiota

Con il nostro studio, in origine, volevamo studiare il ruolo dei batteri nell’intestino nello sviluppo dell’infiammazione intestinale“, spiega il professor Dirk Haller del Dipartimento di Nutrizione e Immunologia presso il Weihenstephan Science Center della TUM. “Tuttavia, il risultato sorprendente per noi è stata la scoperta che i batteri insieme allo stress nelle cellule causavano tumori (esclusivamente nel colon) e senza il coinvolgimento dell’infiammazione“.

Il fattore di trascrizione ATF6 (Activating transcription factor 6) regola lo stress nelle cellule, l’intensità e la durata dell’attivazione aumentano con le malattie.

Sono stati esaminati i dati di 541 pazienti con cancro del colon. In quei casi in cui il livello del fattore di trascrizione ATF6, che scatena lo stress cellulare, è aumentato significativamente, il tasso di recidiva dopo l’intervento è aumentato: circa il dieci percento dei pazienti era a rischio di contrarre tumore al colon una seconda volta. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Gastroenterology“.

Leggi abstract dell’articolo:
Activated ATF6 Induces Intestinal Dysbiosis and Innate Immune Response to Promote Colorectal Tumorigenesis
Olivia Coleman, Elena Lobner, Sandra Bierwirth, Adam Sorbie, Nadine Waldschmitt, Eva Rath, Emanuel Berger, Ilias Lagkouvardos, Thomas Clavel, Kathleen McCoy, Achim Weber, Mathias Heikenwälder, Klaus-Peter Janssen and Dirk Haller
Gastroenterology 9/2018. DOI: 10.1053/j.gastro.2018.07.028

Fonte: Technical University of Munich (TUM)

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AHA: linee guida sull’ipertensione resistente.

Posted by giorgiobertin su settembre 18, 2018

L’American Heart Association ha aggiornato le sue linee guida del 2008 sul rilevamento e la gestione dell’ipertensione resistente, definita come pressione sanguigna superiore al target >130/80 mm Hg nonostante l’uso concomitante di 3 classi di farmaci antipertensivi, compreso comunemente un calcio antagonista ad azione prolungata, un bloccante del sistema renina-angiotensina (angiotensina inibitore dell’enzima o inibitore del recettore dell’angiotensina) e un diuretico.

farmaci-ipertensione

E’ opportuno ricordare che i farmaci antinfiammatori non steroidei da banco (FANS), inclusi ibuprofene, aspirina, naprossene e alcuni farmaci di prescrizione, come i contraccettivi orali, possono far aumentare la pressione sanguigna, come può fare anche il cosiddetto “effetto camice bianco”, durante la misurazione eseguita dal medico in ambulatorio.

Secondo le linee guida, pubblicate sulla rivista “Hypertension“, se la pressione sanguigna rimane superiore al target nonostante uno stile di vita ottimale e l’aderenza a un regime farmacologico, i medici dovrebbero considerare il passaggio da idroclorotiazide a clortalidone o indapamide.

Scarica e leggi il documento in full text:
Resistant Hypertension: Detection, Evaluation, and Management: A Scientific Statement From the American Heart Association
Robert M. Carey , David A. Calhoun , George L. Bakris , Robert D. Brook , Stacie L. Daugherty , Cheryl R. Dennison-Himmelfarb , Brent M. Egan , John M. Flack , Samuel S. Gidding……
Hypertension published 13 Sep 2018 Hypertension. 2018; Doi: 10.1161/HYP.0000000000000084

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ACG: linee guida sul sanguinamento gastrointestinale acuto.

Posted by giorgiobertin su settembre 18, 2018

L’American College of Gastroenterology, insieme al National Institutes of Health, ha pubblicato le linee guida per la gestione del sanguinamento del basso tratto gastrointestinale.

Lo strumento diagnostico principale è la colonscopia, che può anche avere funzione terapeutica consentendo di fermare la sorgente del sanguinamento, ma mancano dati sufficienti per dimostrare che un suo utilizzo precoce migliori gli esiti clinici.

La pubblicazione sulla rivista “JAMA”

Scarica e leggi il documento in full text:
Management of Patients With Acute Lower Gastrointestinal Tract Bleeding.
Sengupta N, Cifu AS.
JAMA. 2018;320(1):86–87. doi:10.1001/jama.2018.5684

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Mieloma multiplo: linee guida ESMO per il paziente.

Posted by giorgiobertin su settembre 17, 2018

La presente guida è stata preparata dall’Anticancer Fund come servizio per il paziente, per aiutare lui/lei e i suoi familiari a comprendere meglio la natura del mieloma multiplo e a riconoscere le migliori opzioni terapeutiche disponibili in base al sottotipo di malattia. Raccomandiamo ai pazienti di chiedere ai loro medici quali sono gli esami o i tipi di trattamenti necessari per la tipologia e lo stadio di malattia. Le informazioni mediche riportate in questo documentosi basano sulle linee guida per la pratica clinica della European Society for Medical Oncology (ESMO) per il trattamento del mieloma multiplo. La presente guida per il paziente è stata sviluppata in collaborazione con l’ESMO ed è distribuita con il permesso dell’ESMO.

Scarica e leggi il documento in full text:
MIELOMA MULTIPLO: UNA GUIDA PER IL PAZIENTE – INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE BASATE SULLE LINEE GUIDA PER LA PRATICA CLINICA ESMO.

Cancer Patient Guides in Italian

Patient Guides can be downloaded or saved into your own library.

These guides are available in Italian:

Acute Myeloblastic Leukaemia
Bladder Cancer
Bone Sarcomas
Cervical Cancer
Chronic Myeloid Leukaemia
Endometrial Cancer
Follicular Lymphoma
Glioma
Head and Neck Cancer
Liver Cancer
Multiple Myeloma
Non-small cell lung cancer
Oesophageal Cancer
Ovarian Cancer
Pancreatic Cancer
Prostate Cancer
Soft Tissue Sarcomas
Stomach Cancer

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Consumo di latte legato a tassi più bassi di malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su settembre 15, 2018

Il consumo di latticini di circa tre porzioni al giorno è associato a tassi più bassi di malattie cardiovascolari e mortalità, rispetto ai livelli di consumo bassi. Ad affermarlo uno studio osservazionale globale di oltre 130.000 persone in 21 paesi, pubblicato su “The Lancet”.
Nello specifico lo studio ha rilevato che le persone che consumavano tre porzioni di latticini interi al giorno presentavano tassi di mortalità e malattie cardiovascolari più bassi rispetto a quelli che consumavano meno di 0,5 porzioni di latticini al giorno.

latticini

Lo studio Prospective Urban Rural Epidemiological (PURE) ha incluso dati da 136.384 individui di 35-70 anni in 21 paesi. Le assunzioni dietetiche sono state registrate all’inizio dello studio utilizzando questionari alimentari convalidati specifici per paese. I partecipanti sono stati seguiti per una media di 9,1 anni. Durante questo periodo, ci sono stati 6.796 morti e 5.855 eventi cardiovascolari maggiori.

I risultati dello studio PURE sembrano suggerire che l’assunzione di latticini, in particolare latticini interi, potrebbe essere utile per prevenire la morte e le principali malattie cardiovascolari. Tuttavia, come hanno concluso gli autori stessi, i risultati suggeriscono che il solo consumo di prodotti lattiero-caseari non dovrebbe essere scoraggiato, ma addirittura incoraggiato specialmente nei paesi a basso reddito e a medio reddito.

Scarica e leggi il documento in full text:
Association of dairy intake with cardiovascular disease and mortality in 21 countries from five continents (PURE): a prospective cohort study
Mahshid Dehghan, Andrew Mente, Sumathy Rangarajan, Patrick Sheridan,Prof Viswanathan Mohan,Romaina Iqbal, et al.
The Lancet Published:September 11, 2018 DOI:https://doi.org/10.1016/S0140-6736(18)31812-9

Approfondimenti:
Prospective Urban Rural Epidemiology (PURE) study: baseline characteristics of the household sample and comparative analyses with national data in 17 countries. Am Heart J. 2013; 166: 636-646

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Uso di Benzodiazepine e rischio negli anziani.

Posted by giorgiobertin su settembre 14, 2018

L’uso di benzodiazepine tra gli anziani è comune nonostante l’evidenza di molti potenziali rischi. Ora un nuovo studio, pubblicato su “JAMA Internal Medicine” da un team dell’University of Michigan, VA e University of Pennsylvania, ha esaminato e confermato che l’uso a lungo termine di benzodiazepine da parte di adulti aumenta il rischio di effetti collaterali.

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Dei 576 adulti partecipanti allo studio che hanno ricevuto la loro prima prescrizione di benzodiazepine nel 2008-2016, 152 avevano ancora una prescrizione attuale o recente un anno dopo. Lo studio includeva solo le persone le cui benzodiazepine erano state prescritte da non-psichiatri.

Il prof. David Oslin, autore senior del documento afferma: “Quando un medico prescrive per 30 giorni una benzodiazepina, il messaggio al paziente è quello di assumere il farmaco ogni giorno e per un lungo periodo. Questa aspettativa si traduce in un uso cronico che a lungo termine si traduce in maggiori rischi come cadute, deterioramento cognitivo e al peggio insonnia“.

I ricercatori affermano che i loro risultati indicano una forte necessità di una migliore educazione degli operatori sanitari e del pubblico riguardo ai rischi associati a questi farmaci.

Leggi abstract dell’articolo:
Factors Associated With Long-term Benzodiazepine Use Among Older Adults.
Lauren B. Gerlach, Donovan T. Maust, Shirley H. Leong, Shahrzad Mavandadi, David W. Oslin.
JAMA Internal Medicine, 2018; DOI: 10.1001/jamainternmed.2018.2413

Fonte ed approfondimenti: University of Michigan

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NICE: linee guida sull’insufficienza cardiaca cronica.

Posted by giorgiobertin su settembre 14, 2018

Sono state pubblicate a cura di NICE (The National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla diagnosi e gestione dell’insufficienza cardiaca cronica negli adulti. Il documento mira a migliorare la diagnosi e il trattamento per aumentare la durata e la qualità della vita delle persone con insufficienza cardiaca.

Scarica e leggi i documenti in full text:
Chronic heart failure in adults: diagnosis and management
NICE guideline Published: 12 September 2018 nice.org.uk/guidance/ng106

Chronic heart failure in adults
Quality standard [QS9] Published date: June 2011 Last updated: September 2018

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Sviluppato un farmaco contro il pancreas.

Posted by giorgiobertin su settembre 13, 2018

Il tumore al pancreas è caratterizzato da metastasi precoci e una scarsa risposta alla chemioterapia. La gemcitabina, un farmaco chemioterapico con solo modesto beneficio clinico, rimane uno dei pilastri del trattamento per il carcinoma pancreatico avanzato.
Ora i ricercatori dell’University of Houston hanno progettato un nuovo farmaco in grado di inibire due dei principali percorsi della malattia mortale.

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Ruiwen Zhang, M.D., Ph.D. and Robert L. Boblitt Endowed Professor in Drug Discovery, left

I due geni che causano il cancro collegati al cancro del pancreas sono il fattore nucleare delle cellule T attivate1 (NFAT1) e doppio minuto murino 2 (MDM2), un gene che regola (e esaurisce) il gene soppressore del tumore chiamato p53. Se non è presente un soppressore tumorale p53, MDM2 causerà il cancro da solo. NFAT1 up-regola l’espressione di MDM2 e incoraggia la crescita del tumore.

“Abbiamo sviluppato un composto sintetico che chiamiamo MA242, e può ridurre entrambe le proteine ​​allo stesso tempo aumentando la specificità e l’efficienza dell’uccisione del tumore“, ha detto il prof. Zhang. “Nel nostro studio di modellizzazione molecolare, MA242 è un potente doppio inibitore.” Sebbene sia stato creato dall’uomo, il nuovo composto si basa su un tipo di spugna marina.

Il farmaco sarebbe una prima terapia di prima classe per il cancro del pancreas e una nuova struttura concettuale per lo sviluppo di altri farmaci.

Leggi abstract dell’articolo:
Targeting the NFAT1-MDM2-MDMX network for prostate cancer therapy
Jiang-Jiang Qin, Xin Li, Wei Wang and Ruiwen Zhang
In: Proceedings of the American Association for Cancer Research Annual Meeting 2018; 2018 Apr 14-18; Chicago, IL. Philadelphia (PA):
AACR; Cancer Res 2018;78(13 Suppl):Abstract nr 4863.

Fonte: University of Houston

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I batteri intestinali producono elettricità.

Posted by giorgiobertin su settembre 13, 2018

Una nuova ricerca condotta dai ricercatori dell’University of California Berkeley svela un fatto sorprendente, numerosi tipi di batteri intestinali possono generare elettricità.

Listeria
Listeria bacteria transport electrons through their cell wall into the environment as tiny currents, assisted by ubiquitous flavin molecules (yellow dots). CREDIT Amy Cao graphic. Copyright UC Berkeley.

Il Prof. Portnoy e il suo team spiegano che alcuni dei batteri generatori di elettricità identificati includono Listeria monocytogenes (colpevole della diarrea ), Clostridium perfringens (che causa la cancrena) e Enterococcus faecalis (un agente patogeno talvolta acquisito durante le degenze ospedaliere).

Numerosi altri batteri che producono elettricità nell’intestino sono benigni. Alcuni di questi sono probiotici, osservano i ricercatori, mentre altri, come i ceppi Lactobacilli, svolgono un ruolo nella fermentazione.
La ricerca, “potrebbe dirci molto su come questi batteri ci infettano o ci aiutino ad avere un intestino sano” afferma il prof. Portnoy.

Inoltre, gli scienziati si aspettano che il loro risultato inatteso possa essere utile anche in progetti futuri che mirano a creare celle a combustibile microbico, una strategia innovativa per generare energia rinnovabile.
In collaborazione con esperti del Lawrence Berkeley National Laboratory dell’Università della California, il prof. Light e colleghi hanno condotto ulteriori test per vedere quanta elettricità questi batteri intestinali sono in grado di produrre.

Leggi abstract dell’articolo che verrà pubblicato sulla rivista “Nature” il 4 ottobre:

The electrifying energy of gut microbes
Laty A. Cahoon & Nancy E. Freitag

Fonte: University of California Berkeley

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AACR: relazione annuale sullo stato di avanzamento del cancro.

Posted by giorgiobertin su settembre 12, 2018

L’ American Association for Cancer Research (AACR) ha pubblicato il rapporto annuale sul cancro che evidenzia come le scoperte finanziate dalla ricerca a livello federale stanno alimentando lo sviluppo di nuovi e ancora più efficaci modi per prevenire, rilevare, diagnosticare e curare il cancro.


The AACR Cancer Progress Report 2018

Ventidue trattamenti per il cancro sono stati approvati per la prima volta dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti e approvati per nuovi tipi di cancro tra il 1° agosto 2017 e il 31 luglio 2018. Tra questi trattamenti ci sono nuovi immunoterapeutici rivoluzionari chiamati Terapie con cellule T di CAR.
Il tasso di mortalità per cancro negli Stati Uniti è diminuito del 26% per gli adulti dal 1991 al 2015,
Il tasso di fumatori di sigarette negli adulti statunitensi è sceso al 14%; in calo del 42% dal 1965,

Scarica e leggi il report in full text:
AACR Cancer Progress Report 2018

Read the Report – online

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Impianto biadesivo fotodinamico per uccidere le cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su settembre 11, 2018

Gli scienziati della Waseda University, del National Defence Medical College e della Japan Science and Technology Agency hanno sviluppato un nuovo dispositivo di fotoritocco, alimentato via wireless, che potrebbe trattare meglio i tumori negli organi delicati.

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The newly-developed, bioadhesive, wirelessly-powered implant. (Courtesy of Dr. Toshinori Fujie)

La terapia fotodinamica convenzionale induce la morte delle cellule tumorali utilizzando agenti fotosensibilizzanti, che si localizzano nei tumori e si attivano con l’esposizione a una lunghezza d’onda specifica della luce. Negli ultimi anni, la terapia fotodinamica a basse dosi e a lungo termine (terapia fotodinamica metronomica, mPDT) ha mostrato risultati promettenti nel trattamento dei tumori negli organi interni. Tuttavia poiché l’intensità della luce è estremamente bassa (1/1000 del metodo convenzionale), l’effetto antitumorale non può essere ottenuto se la sorgente di luce si sposta anche leggermente lontano dal tumore, rendendo l’illuminazione insufficiente.

“Per risolvere questo problema, abbiamo sviluppato un dispositivo optoelettronico alimentato senza fili che si fissa stabilmente sulla superficie interna di un tessuto animale come un adesivo con fogli di carta bioadesiva ed elastici, consentendo un flusso luminoso continuo e locale verso il tumore”, afferma il prof. Toshinori Fujie.

Per testarne l’efficacia, topi portatori di tumore impiantati con il dispositivo sono stati iniettati con un agente fotosensibilizzante (photofrin) ed esposti a luce rossa e verde, intensità circa 1.000 volte inferiore rispetto agli approcci convenzionali PDT, per 10 giorni consecutivi. L’esperimento ha mostrato che la crescita del tumore era significativamente ridotta nel complesso. Soprattutto sotto la luce verde, il tumore in alcuni topi è stato completamente sradicato.

Lo studio è stato pubblicato online su “Nature Biomedical Engineering“.

Leggi abstract dell’articolo:
Tissue-adhesive wirelessly powered optoelectronic device for metronomic photodynamic cancer therapy
Kento Yamagishi, Izumi Kirino, Isao Takahashi, Hizuru Amano, Shinji Takeoka, Yuji Morimoto e Toshinori Fujie
Nature Biomedical Engineering on July 16, 2018 (GMT) DOI: 1038/s41551-018-0261-7

Fonte: Waseda University

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CNS: nuove linee guida sul trauma della colonna vertebrale.

Posted by giorgiobertin su settembre 10, 2018

Il Congresso dei chirurghi neurologici (CNS) ha pubblicato nuove linee guida di pratica clinica sulla valutazione e il trattamento dei pazienti con trauma toracolombare.

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Queste linee guida forniscono indicazioni sulla valutazione e il trattamento dei pazienti con lesioni alla colonna vertebrale toracica, alla giunzione toracolombare e alla colonna lombare. Le linee guida presentano diciotto domande cliniche relative a una serie di problemi riguardanti la cura di questi pazienti, tra cui: classificazione delle lesioni; valutazione radiologica; valutazione neurologica; trattamento farmacologico; gestione emodinamica; profilassi e trattamento degli eventi tromboembolici; cura non operativa; gestione non operativa e operativa; scelta dell’approccio chirurgico; tempistica dell’intervento chirurgico; e nuove strategie chirurgiche.

Leggi i documenti in full text:
Guidelines on the Evaluation and Treatment of Patients with Thoracolumbar Spine Trauma
Congress of Neurological Surgeons and the Section on Disorders of the Spine and Peripheral Nerves in collaboration with the Section on Neurotrauma and Critical Care

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Nuove linee guida per lesioni cerebrali traumatiche.

Posted by giorgiobertin su settembre 9, 2018

Una nuova serie di linee guida per la riabilitazione di pazienti con TBI da moderata a grave – che incorporano le informazioni dei professionisti della riabilitazione incaricati di fornire assistenza dalla valutazione iniziale attraverso il follow-up a lungo termine – è stata introdotta nel numero di settembre della rivista “The Journal of Head Trauma Rehabilitation (JHTR)“.

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Le linee guida sono state sviluppate da uno sforzo collaborativo di ricercatori, medici e responsabili politici dell’Ontario e del Quebec. Le linee guida complete, bilingue (inglese e francese) sono accessibili all’indirizzo http://braininjuryguidelines.org. Le linee guida sono state sponsorizzate dal Québec Institut nazionale d’eccellenza in santé et en services sociaux (INESSS) e dalla Ontario Neurotrauma Foundation (ONF).

Scarica e leggi i documenti in full text:
Assessment of Users’ Needs and Expectations Toward Clinical Practice Guidelines to Support the Rehabilitation of Adults With Moderate to Severe Traumatic Brain Injury
Lamontagne, Marie-Eve; Bayley, Mark Theodore; Marshall, Shawn; More
The Journal of Head Trauma Rehabilitation. 33(5):288-295, September/October 2018.

Unique Features of the INESSS-ONF Rehabilitation Guidelines for Moderate to Severe Traumatic Brain Injury: Responding to Users’ Needs
Bayley, Mark Theodore; Lamontagne, Marie-Eve; Kua, Ailene; More
The Journal of Head Trauma Rehabilitation. 33(5):296-305, September/October 2018.

A Survey of Perceived Implementation Gaps for a Clinical Practice Guideline for the Rehabilitation of Adults With Moderate to Severe Traumatic Brain Injury
Lamontagne, Marie-Eve; Gargaro, Judith; Marier-Deschênes, Pascale; More
The Journal of Head Trauma Rehabilitation. 33(5):306-316, September/October 2018.

Guideline sections to download in pdf format

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Alimentazione e rischio di cancro della mammella.

Posted by giorgiobertin su settembre 8, 2018

Due studi recenti uno pubblicato su “International Journal of Cancer” e una review pubblicata su Anticancer Research, hanno approfondito i dettagli sul ruolo dell’alimentazione nel rischio di cancro della mammella.

Il primo studio ha valutato la relazione tra consumo di frutta e verdura e incidenza di tumore della mammella, caratterizzandolo rispetto allo stato menopausale, alla positività al recettore ormonale e ai sottotipi molecolari. Il consumo di frutta e verdura è stato stimato mediante questionari ripetuti e validati somministrati a 182.145 donne di età compresa, all’inizio dello studio, tra 27 e 59 anni afferenti al Nurses’ Health Study.
L’assunzione di verdure è risultata globalmente associata a un minore rischio di tumori ER-negativi, cioè negativi ai recettori per gli estrogeni, solitamente più aggressivi.

Il secondo studio (review di articoli pubblicati da gennaio 2013 a maggio 2017), ha preso invece in considerazione i gruppi, di alimenti e la loro correlazione con il rischio di tumore della mammella. I vegetali, come gruppo alimentare, sono significativamente associati a un minore rischio di tumore della mammella, mentre i grassi saturi e le carni rosse/processate sono risultate comuni tra i pattern non salutari associati a un maggiore rischio,

In pratica i risultati di entrambi forniscono ulteriore evidenza che un regime dietetico che includa verdure, ma anche frutta, legumi, proteine magre e farine integrali, potrebbe contribuire a ridurre il rischio di tumore della mammella. Viceversa, pattern dietetici ricchi in grassi saturi e carni rosse e lavorate, zuccheri aggiunti, cibi fritti e farine raffinate possono invece favorirlo.

Leggi il full text dell’articolo:
Fruit and vegetable consumption and breast cancer incidence: Repeated measures over 30 years of follow-up.
Farvid MS, et al.
Int J Cancer 2018 Jul 6. doi: 10.1002/ijc.31653. [Epub ahead of print].

Dietary Patterns and Breast Cancer Risk: A Systematic Review.
Dandamudi A, et al.
Anticancer Res 2018; 38: 3209-22.

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Esame del sangue per lo screening di un attacco cardiaco.

Posted by giorgiobertin su settembre 7, 2018

Gli scienziati del Baker Heart and Diabetes Institute hanno sviluppato un esame del sangue che rileva rapidamente e facilmente se una persona è a rischio di un secondo attacco cardiaco.

Il professor Peter Meikle e il suo team hanno identificato i biomarker plasmatici lipidici (grassi nel sangue) che migliorano i tradizionali fattori di rischio nella previsione di malattie cardiache e ictus.

Baker-Heart
New test for secondary heart attack risk. Credit: Baker Heart and Diabetes Institute

I ricercatori affermano che il test del sangue rivoluzionario è proposto per essere sperimentato in Australia nei prossimi 2-3 anni come parte di un più ampio programma personalizzato di salute di precisione attualmente in fase di sviluppo. Alla fine un medico specialista sarà in grado di richiedere questo test con lo scopo di valutare meglio il rischio del paziente di sviluppare malattie cardiache.

“Il test è stato sviluppato dopo che uno studio ha esaminato 10.000 campioni per trovare i marcatori biologici che determineranno se una persona è a rischio di avere un altro attacco di cuore”, ha detto il Prof Meikle. “Il nostro test utilizzerà fino a dieci marcatori lipidici per diagnosticare meglio le malattie cardiache, è un momento stimolante, ma molto eccitante, abbiamo effettivamente le informazioni e stiamo perfezionando la tecnologia”.

I risultati sono stati pubblicati su JCI Insight.

Leggi abstract dell’articolo:
Large-scale plasma lipidomic profiling identifies lipids that predict cardiovascular events in secondary prevention
Piyushkumar A. Mundra, … , Peter J. Meikle, LIPID Study Investigators
JCI Insight. 2018;3(17):e121326. Published September 6, 2018 https://doi.org/10.1172/jci.insight.121326.

Fonte:  Baker Heart and Diabetes Institute

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Gli scienziati testano un nuovo vaccino contro il melanoma.

Posted by giorgiobertin su settembre 7, 2018

Un vaccino sperimentale contro il cancro che rafforza la capacità del sistema immunitario di combattere i tumori potrebbe funzionare in tandem con altre terapie antitumorali per combattere i tumori aggressivi, ad affermarlo gli scienziati dello Scripps Research Institute in un lavoro pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences – PNAS“.

melanoma-vaccine

La nuova ricerca dimostra che l’aggiunta di una molecola Diprovocim a un vaccino che prende di mira le cellule tumorali può avere risultati incredibili. Diprovocim funziona come un “adiuvante”, una molecola aggiunta a un vaccino per attivare la risposta immunitaria del corpo. La molecola è facile da sintetizzare in laboratorio e facilmente modificabile, il che la rende interessante per l’uso in medicina.

I ricercatori hanno testato il vaccino nei topi con una forma di melanoma notoriamente aggressivo. Tutti i topi nell’esperimento hanno ricevuto la terapia anti-cancro anti-PD-L1. I topi sono stati quindi divisi in tre gruppi: otto hanno ricevuto il vaccino contro il cancro, otto hanno ricevuto il vaccino contro il cancro più Diprovocim e otto hanno ricevuto il vaccino contro il cancro più un adiuvante alternativo chiamato allume.

I ricercatori hanno osservato un tasso di sopravvivenza del 100% in 54 giorni nei topi trattati con il vaccino contro il cancro e Diprovocim. Questo in confronto con un tasso di sopravvivenza pari a zero percento nei topi a cui era stato somministrato solo il vaccino contro il cancro.

È stato emozionante vedere il vaccino lavorare contemporaneamente con un’immunoterapia contro il cancro come l’anti-PD-L1″, afferma il prof. Boger.

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che l’uso di Diprovocim come adiuvante aumenta il potenziale di lotta contro il cancro del vaccino stimolando il sistema immunitario a formare cellule chiamate leucociti infiltranti il ​​tumore.

Leggi abstract dell’articolo:
Adjuvant effect of the novel TLR1/TLR2 agonist Diprovocim synergizes with anti–PD-L1 to eliminate melanoma in mice
Ying Wang et al,
Proceedings of the National Academy of Sciences (2018). DOI: 10.1073/pnas.1809232115

Fonte: Scripps Research Institute

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Nuova tecnica per guarire le ferite direttamente rigenerando le cellule della pelle.

Posted by giorgiobertin su settembre 6, 2018

Gli scienziati del Salk Institute for Biological Studies, La Jolla, CA, USA, hanno sviluppato una tecnica per convertire direttamente le cellule in una ferita aperta in nuove cellule della pelle.

Kurita-Nature
The image represents the first proof of principle for the successful regeneration of a functional organ (the skin) inside a mammal, by a technique known as AAV-based in vivo reprogramming. Epithelial (skin) tissues were generated by converting one cell type (red: mesenchymal cells) to another (green: basal keratinocytes) within a large ulcer in a laboratory mouse model. Click here for a high-resolution image. Credit: Salk Institute.

La nuova tecnica permette di guarire le ulcere cutanee riprogrammando, direttamente nella pelle, le cellule che formano la ferita e che sono coinvolte nel processo di infiammazione e cicatrizzazione. La ‘ricetta‘ della rigenerazione prevede solo quattro ‘ingredienti’, ovvero quattro fattori di riprogrammazione (proteine e molecole di Rna) che riescono a riprogrammare i diversi tipi di cellule che costituiscono la ferita, trasformandoli in cellule simili alle staminali chiamate cheratinociti: pronte a rimpiazzare i precursori delle cellule della pelle persi a causa della ferita, riescono a ricostruire il tessuto strato dopo strato come dei veri muratori.

I primi risultati positivi, ottenuti nella sperimentazione sui topi e pubblicati sulla rivista “Nature“, fanno sperare che in futuro questa tecnica possa diventare un’arma per contrastare invecchiamento e tumori della pelle, oltre che rappresentare un’alternativa alla chirurgia plastica in caso di gravi ustioni, piaghe da decubito e ulcere da diabete.

I risultati “rappresentano una prima prova di principio della possibilità di rigenerare in vivo un intero tessuto tridimensionale come la pelle, e non solo singoli tipi di cellule come fatto in passato“, spiega il coordinatore dello studio il prof. Juan Carlos Izpisua Belmonte. “Questo potrebbe essere utile non solo a potenziare la capacità riparativa della pelle, ma anche a guidare in vivo le strategie rigenerative in varie situazioni patologiche dell’uomo, così come durante l’invecchiamento, fase in cui la riparazione del tessuto è compromessa“.

Leggi abstract dell’articolo:
In vivo reprogramming of wound-resident cells generates skin epithelial tissue
Masakazu Kurita, Toshikazu Araoka, Tomoaki Hishida, David D. O’Keefe, Yuta Takahashi, Akihisa Sakamoto, Masahiro Sakurai, Keiichiro Suzuki, Jun Wu, Mako Yamamoto, Reyna Hernandez-Benitez, Alejandro Ocampo, Pradeep Reddy, Maxim Nikolaievich Shokhirev, Pierre Magistretti, Estrella Núñez Delicado, Hitomi Eto, Kiyonori Harii & Juan Carlos Izpisua Belmonte.
Nature Published: 05 September 2018

Fonte: Salk Institute for Biological Studies, La Jolla, CA, USA

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Nuove linee guida per la valutazione e il trattamento della depressione perimenopausale.

Posted by giorgiobertin su settembre 6, 2018

Sono state pubblicate online sulla rivista “Journal of Women’s Health” e sulla rivista “Menopause” a cura della North American Menopause Society e il Network National of Depression Centers, le linee guida per la valutazione e il trattamento della depressione perimenopausale.

Ricordiamo che la perimenopausa è il periodo che precede la menopausa. Si caratterizza con le prime irregolarità del ciclo mestruale, e termina dopo 12 mesi consecutivi di assenza del ciclo. Si possono verificare anche sintomi simili a quelli propri della menopausa, come vampate di calore, disturbi del sonno e secchezza vaginale.

JWH

Il panel degli esperti si è concentrato su cinque aree chiave: epidemiologia dei sintomi depressivi e disturbi depressivi; la presentazione clinica della depressione; gli effetti terapeutici dei farmaci antidepressivi; gli effetti della terapia ormonale; e l’efficacia di altre terapie, come la psicoterapia, l’esercizio fisico e i prodotti naturali per la salute.

Attualmente mancano raccomandazioni cliniche su come identificare, caratterizzare e trattare la depressione clinica in perimenopausa.

Afferma il Dr. Kornstein. “Queste nuove raccomandazioni cliniche offrono agli operatori sanitari le necessarie informazioni e indicazioni, in modo che possano fornire cure e trattamenti ottimali per le donne di mezza età”.

Leggi il full text dell’articolo:
Guidelines for the Evaluation and Treatment of Perimenopausal Depression: Summary and Recommendations
Pauline M. Maki, Susan G. Kornstein, Hadine Joffe,…Claudio N. Soares, and on behalf of the Board of Trustees for The North American Menopause Society (NAMS) and the Women and Mood Disorders Task Force of the National Network of Depression Centers.
Journal of Women’s Health Published Online:5 Sep 2018 https://doi.org/10.1089/jwh.2018.27099.mensocrec

Menopause: The Journal of The North American Menopause Society
Vol. 25, No. 10, pp. 000-000 DOI: 10.1097/GME.0000000000001174

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CDC: linee guida sul trattamento della lesione cerebrale traumatica lieve in pediatria.

Posted by giorgiobertin su settembre 6, 2018

Sono state pubblicate a cura del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) con il contributo dell’American College of Emergency Physicians (ACEP) le raccomandazioni per una vasta gamma di operatori sanitari responsabili per l’individuazione e gestione della lesione cerebrale traumatica lieve pediatrica (Mild Traumatic Brain Injury – mTBI).

mTBI

La linea guida mTBI pediatrica CDC, pubblicata sulla rivista “Annals of Emergency Medicine“, comprende 19 serie di raccomandazioni cliniche che coprono diagnosi, prognosi, gestione e trattamento.

Queste linee guida standardizzano un quadro per riconoscere, trattare e gestire il recupero di un bambino da lieve lesione cerebrale traumatica – incoraggiando l’uso appropriato dell’imaging diagnostico, prescrizione sicura e assicurandosi che ogni bambino, famiglia o custode sia dotato delle informazioni necessarie per un rapido e sicuro recupero“. – afferma la prof.ssa Angela Lumba-Brown della Emergency Medicine at Stanford University.

Scarica e leggi il documento in full text:
Emergency Department Implementation of the Centers for Disease Control and Prevention Pediatric Mild Traumatic Brain Injury Guideline Recommendations
Angela Lumba-Brown, MD; David W. Wright, MD; Kelly Sarmiento, MPH; Debra Houry, MD, MPH
Annals of Emergency Medicine https://doi.org/10.1016/j.annemergmed.2018.03.045

Fonte: Centers for Disease Control and Prevention (CDC)

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Il veleno d’api può aiutare a trattare l’eczema.

Posted by giorgiobertin su settembre 6, 2018

l veleno d’api e il suo componente principale, la melitina, possono essere trattamenti efficaci per la dermatite atopica (o eczema), secondo uno studio condotto dai ricercatori del e pubblicato sulla rivista British Journal of Pharmacology“.

veleno-api

Attraverso studi condotti su topi e cellule umane, i ricercatori della Catholic University of Daegu in South Korea, hanno scoperto che il veleno d’api e la melitina sopprimono l’infiammazione attraverso vari meccanismi sulle cellule immunitarie vitali che difendono il corpo, chiamate cellule T e sulle molecole infiammatorie.

Questo studio ha dimostrato che il veleno d’api e la melitina hanno attività immunomodulatoria e tale attività è stata associata alla regolazione della differenziazione delle cellule T helper, migliorando così le malattie infiammatorie della pelle causate dalla dermatite atopica“, hanno scritto gli autori.

Leggi abstract dell’articolo:
Therapeutic effects of bee venom and its major component, melittin, on atopic dermatitis in vivo and in vitro
Hyun‐Jin An Jung‐Yeon Kim Woon‐Hae Kim Mi‐Gyeong Gwon Hye Min Gu Min Ji Jeon Sang‐Mi Han Sok Cheon Pak Chong‐Kee Lee In Sook Park Kwan‐Kyu Park
British Journal of Pharmacology First published: 5 September 2018

Fonte: http://www.dailymail.co.uk

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L’immunoterapia delle cellule killer potenziale cura per il cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su settembre 5, 2018

I ricercatori dell’UNSW di Sydney e del California Institute of Biomedical Research (CALIBR) hanno dimostrato il successo di una nuova immunoterapia cellulare per il cancro del pancreas. Il trattamento ha portato i topi a essere completamente liberi dal cancro, comprese le cellule tumorali che si erano già diffuse al fegato e ai polmoni. Lo studio di riferimento è stato pubblicato su “Gut“.

pancreas

Nello studio, il team ha ottenuto cellule di cancro al pancreas da pazienti con malattia in fase avanzata e le ha trapiantate nei topi. Hanno quindi preso le cellule immunitarie dei pazienti e le hanno modificate per identificare ed eliminare specificamente le cellule tumorali, motivo per cui sono anche chiamate cellule killer educate o cellule CAR-T.

Dopo aver iniettato queste cellule CAR-T nei topi, si è riusciti a trovare eventuali cellule tumorali nel corpo, evidenziarle attraverso i marcatori di superficie e successivamente distruggerle. Il trattamento è stato così efficace che gli animali sono rimasti privi di tumore”, dice il professor Chris Heeschen, autore principale della UNSW Medicine.
Questa è la prima volta nella mia carriera che ho visto una cura reale per questa malattia molto aggressiva. Il prossimo passo sarà quello di combinare le cellule CAR-T con trattamenti che rendano più facile per le cellule CAR-T raggiungere le cellule tumorali“, dice il professor Heeschen.

I ricercatori non hanno solo dimostrato l’eccezionale efficacia della loro nuova immunoterapia CAR-T per il trattamento del cancro del pancreas. Hanno anche introdotto una nuova tecnologia che consente loro di controllare completamente l’attività delle cellule CAR-T.
Il team ora spera di portare questa terapia promettente nel più breve tempo possibile in clinica.

Leggi abstract dell’articolo:
Switchable CAR-T cells mediate remission in metastatic pancreatic ductal adenocarcinoma
Deepak Raj, Ming-Hsin Yang, David Rodgers, Eric N Hampton, Julfa Begum, Arif Mustafa, Daniela Lorizio, Irene Garces, David Propper, James G Kench, Travis S Young, Alexandra Aicher, Christopher Heeschen
Gut Aug 2018, gutjnl-2018-316595; DOI: 10.1136/gutjnl-2018-316595

Fonte: UNSW – Sydney

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USPSTF: Linee guida sullo screening del tumore della cervice.

Posted by giorgiobertin su settembre 4, 2018

La U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF ) ha pubblicato una raccomandazione riguardante lo screening del tumore della cervice.
L’USPSTF raccomanda lo screening mediante citologia cervicale ogni 3 anni nelle donne di 21–65 anni di età; le opzioni per le donne di ≥30 anni includono test del virus del papilloma umano ad alto rischio (high-risk human papillomavirus, hrHPV) o co-testing ogni 5 anni, in contrasto con la bozza delle raccomandazioni. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Jama“.

Screening for Cervical Cancer

Si raccomanda.

  • Screening delle donne di 21–29 anni ogni 3 anni con citologia cervicale (Grado A).
  • Screening delle donne di 30–65 anni ogni 3 anni con citologia cervicale o ogni 5 anni con hrHPV±citologia (Grado A).
  • Lo screening non è raccomandato nelle donne di età <21 anni, nelle donne di >65 anni con screening precedente adeguato e non ad alto rischio di sviluppare tumore della cervice e nelle donne sottoposte a isterectomia con rimozione della cervice e senza anamnesi di lesioni precancerose di alto grado o di tumore della cervice (grado D).
  • Le raccomandazioni non valgono per le donne con lesioni cervicali precancerose di alto grado o tumore, esposizione in utero a dietilstilbestrolo o sistema immunitario compromesso.

Scarica e leggi il documento in full text:
Screening for Cervical Cancer: US Preventive Services Task Force Recommendation Statement.
US Preventive Services Task Force.
JAMA. 2018;320(7):674-686. doi: 10.1001/jama.2018.10897

Fonte: U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF )

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