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Archive for the ‘News-ricerca’ Category

Linee guida europee sulla Trombosi Venosa Cerebrale.

Posted by giorgiobertin su settembre 20, 2017

Sono state pubblicate dall’European Stroke Organisation le nuove linee guida sulla diagnosi e trattamento della trombosi venosa cerebrale (cerebral venous thrombosis – CVT).
Queste nuove linee guida forniscono raccomandazioni per una buona assistenza standardizzata” – afferma il prof Jose Ferro, Hospital de Santa Maria, Lisbona, Portogallo. “Sottolineo che le nuove linee guida sono diverse da quelle precedenti in quanto sono totalmente basate su revisioni sistematiche e non includono consenso di esperti“.

ESO-guidelines

La pubblicazione sulla rivista ” European Journal of Neurology“.
A differenza della trombosi arteriosa, la CVT si verifica spesso nei giovani, con un’età media di 37 anni e la condizione ha un elevato tasso di morbilità/mortalità. Colpisce gli individui spesso al culmine della loro vita produttiva e spesso può essere fatale o portare a complicazioni importanti, la diagnosi accurata e il trattamento corretto sono estremamente vitali.

Scarica e leggi il documento in full text:
European Stroke Organization guideline for the diagnosis and treatment of cerebral venous thrombosis – endorsed by the European Academy of Neurology.
Ferro, J. M., Bousser, M.-G., Canhão, P., Coutinho, J. M., Crassard, I., Dentali, F., di Minno, M., Maino, A., Martinelli, I., Masuhr, F., Aguiar de Sousa, D., Stam, J. and the European Stroke Organization (2017)
Eur J Neurol, 24: 1203–1213. doi:10.1111/ene.13381

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Global Burden of Disease Study 2016.

Posted by giorgiobertin su settembre 19, 2017

Il Global Burden of Disease Study 2016 (GBD) realizzato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) – una fondazione finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation e dallo Stato di Washington – è lo studio epidemiologico osservazionale più completo prodotto a livello mondiale. Descrive la mortalità e la morbilità da malattie maggiori, lesioni e fattori di rischio alla salute a livello globale, nazionale e regionale. Esaminando le tendenze dal 1990 ad oggi e facendo confronti tra le popolazioni, è possibile capire le sfide mutevoli della salute che si affrontano in tutto il mondo nel 21° secolo.

Lancet Global Burden of Disease

Lo studio open access è stato pubblicato dalla rivista “The Lancet“. Il rapporto indica che l’aspettativa di vita media globale alla nascita oggi è di 75,3 anni per le donne e di 69,8 anni per gli uomini. Il Giappone ha la più alta speranza di vita per entrambi i sessi (83,9) e la più elevata per le donne (86,9), ma fra la popolazione maschile il record passa a Singapore (81,3). Il paese che ha invece l’aspettativa di vita più bassa è la Repubblica Centrafricana (50,2 anni).

C’è stato un aumento nel numero di decessi da conflitti e terrorismo, che ha raggiunto le 150.500 unità (+143 per cento sul 2006). per le malattie l’Alzheimer e altre demenze legate all’età mostrano una significativa tendenza all’aumento, la cui incidenza in Giappone e in Italia è addirittura raddoppiata rispetto alle aspettative di dieci anni fa.

Leggi uno degli articoli dello studio epidemiologico: Sustainable Development Goals
Measuring progress and projecting attainment on the basis of past trends of the health-related Sustainable Development Goals in 188 countries: an analysis from the Global Burden of Disease Study 2016
GBD 2016 SDG Collaborators, and others
The Lancet, Vol. 390, No. 10100 Published: September 12, 2017

Accedi allo studio: Global Burden of Disease Study (GBD)
Cause of Death
Mortality
Life Expectancy & Probability of Early Death
Sustainable Development Goals

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Nature: I progressi nelle Neuropatie Periferiche.

Posted by giorgiobertin su settembre 19, 2017

Le neuropatie periferiche sono una delle cause principali di dolore e disabilità in tutto il mondo. Queste condizioni possono essere: ereditarie, complicazioni di terapie (in particolare chemioterapia) o complicanze di malattie come il diabete mellito, lesioni traumatiche, malattie autoimmuni o infezioni.

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A partire dal dicembre 2016, la rivista “Nature Neurology Reviews” ha pubblicato una serie di articoli  free che guardano i recenti progressi nella comprensione dei meccanismi della malattia e nella diagnosi e gestione di una varietà di neuropatie periferiche.

Accedi agli articoli in full text:
Nature Reviews Neurology – Issue

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Pharmastar: ebook del congresso ESC 2017.

Posted by giorgiobertin su settembre 19, 2017

A conclusione del Congresso mondiale di cardiologia ESC tenutosi a Barcellona dal 26 al 30 agosto 2017, Pharmastar ha raccolto in un ebook interattivo di 144 pagine, le news, articoli, interviste dell’evento.

CONGRESSO_ESC_2017

Ottima iniziativa consigliato a tutti i cardiologi.

Scarica e leggi il documento in full text:
ESC Congress – Barcelona 2017

Altre info: ESC Congress
Scientific Resources from ESC Congress

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Cancro al seno triplo-negativo: possibile un nuovo trattamento.

Posted by giorgiobertin su settembre 19, 2017

I ricercatori del BIOSS Centre for Biological Signalling Studies at the University of Freiburg e del Freiburg University Medical Center, stanno sperimentando un nuovo trattamento del tumore al seno triplo-negativo, un sottotipo del cancro al seno particolarmente aggressivo.

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Breast cancer stem cell line 1 (BCSC1) from the newly established cell model. Here we can see the proteins keratin 5 in green and keratin 8 in red, with the nucleus in blue. Source: Maurer Lab

I ricercatori come riportato in un articolo pubblicato sulla rivista “Cancer Research“, hanno condotto una ricerca innovativa nei confronti di cellule staminali che promuovono la crescita di questi tumori. Hanno trovato che l’inibizione del regolatore epigenetico KDM4 (potrebbe offrire una nuova possibilità di trattamento per i pazienti affetti da cancro al seno. Hanno usato un modello di cellule di recente creazione che consente agli scienziati di isolare le cellule staminali del cancro direttamente dal tumore del paziente. Un nuovo inibitore del regolatore epigenetico KDM4, sviluppato in laboratorio ha dato risultati molto positivi. Si è stati in grado di bloccare la proliferazione di diverse linee di cellule staminali del cancro e si è avuto in vivo una drastica riduzione della crescita del tumore.

Leggi abstract dell’articolo:
KDM4 inhibition targets breast cancer stem-like cells
Eric Metzger, Stella S Stepputtis, Juliane Strietz, Bogdan-Tiberius Preca, Sylvia Urban, Dominica Willmann, Anita Allen, Fides Zenk, Nicola Iovino, Peter Bronsert, Amelie Proske, Marie Follo, Melanie Boerries, Elmar Stickeler, Jiangchun Xu, Michael B Wallace, Jeffrey A Stafford, Toufike Kanouni, Jochen Maurer and Roland Schüle
Cancer Res September 7 2017 DOI:10.1158/0008-5472.CAN-17-1754

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Linee guida cliniche sul trattamento del cancro al colon.

Posted by giorgiobertin su settembre 18, 2017

L’American Society of Colon and Rectal Surgeons (ASCRS) ha pubblicato in aggiornamento la linea guida clinica sul trattamento del cancro al colon. Il documento aggiorna il precedente pubblicato nel 2012.
La pubblicazione è stata fatta sul fascicolo di ottobre della rivista “Diseases of the Colon & Rectum“.

Colon-cancer-guidelines

Scarica e leggi il documento in full text:
The American Society of Colon and Rectal Surgeons Clinical Practice Guidelines for the Treatment of Colon Cancer
Vogel, Jon D. M.D.; Eskicioglu, Cagla M.D.; Weiser, Martin R. M.D.; Feingold, Daniel L. M.D.; Steele, Scott R. M.D. .. et al.
Diseases of the Colon & Rectum: October 2017 – Volume 60 – Issue 10 – p 999–1017 doi: 10.1097/DCR.0000000000000926

Fonte: American Society of Colon and Rectal Surgeons (ASCRS)

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Linee guida sulla valutazione dei noduli del collo.

Posted by giorgiobertin su settembre 18, 2017

L’American Academy of Otolaryngology – Head and Neck Surgery ha pubblicato nuove linee guida per valutare i noduli del collo negli adulti.
Una massa asintomatica sul collo può essere la manifestazione iniziale o l’unico segno clinico evidente del cancro della testa e del collo, come il carcinoma a cellule squamose (HNSCC), il linfoma, o il cancro della tiroide o delle ghiandole salivari.

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Lo scopo primario di questa linea guida è quello di promuovere una diagnostica efficace e accurata delle masse del collo per garantire che gli adulti con malattia potenzialmente maligna ricevano tempestiva diagnosi e interventi per ottimizzare i risultati.

Secondo le indicazioni inserite nel documento: non devono essere prescritti antibiotici per le masse del collo in assenza di segni e sintomi di infezione batterica; i pazienti a rischio dovrebbero essere sottoposti a un esame fisico mirato e a tomografia computerizzata o risonanza magnetica.
In caso di diagnosi incerta, si consiglia l’agoaspirato, e se dopo questo ancora non si ha una diagnosi, è necessario prevedere ulteriori esami.

Leggi il full text dell’articolo:
Clinical Practice Guideline: Evaluation of the Neck Mass in Adults Executive Summary
Melissa A. Pynnonen, M. Boyd Gillespie, Benjamin Roman, Richard M. Rosenfeld, David E. Tunkel, Laura Bontempo, Itzhak Brook, Davoren Ann Chick, Maria Colandrea, Sandra A. Finestone, Jason C. Fowler, Christopher C. Griffith, Zeb Henson, Corinna Levine, Vikas Mehta, Andrew Salama, Joseph Scharpf, Deborah R. Shatzkes, Wendy B. Stern, Jay S. Youngerman, Maureen D. Corrigan
Otolaryngology–Head and Neck Surgery First Published September 10, 2017; pp. 355–371

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Confermato legame tra vitamina D e rischio di Sclerosi Multipla.

Posted by giorgiobertin su settembre 18, 2017

Un importante studio genetico ha confermato il legame tra bassi livelli di vitamina D e maggior rischio di contrarre la sclerosi multipla.
Le donne che hanno una carenza di vitamina D potrebbero avere il 43% in più di probabilità di sviluppare la sclerosi multipla (MS) rispetto a quelle con livelli normali della vitamina. Ad affermarlo uno studio condotto dai ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health, Boston, i cui risultati suggeriscono che la correzione di questa carenza, in particolare tra le giovani e le donne di mezza età, può ridurre il rischio.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Neurology“.

vitaminaD

Lo studio finlandese di coorte (Finnish Maternity Cohort) iniziato nel 1983, ha coinvolto 800.000 donne finlandesi, che riportano storicamente livelli bassi di vitamina D. I ricercatori hanno definito la carenza di vitamina D sotto i 30 nanomoli per litro; livelli insufficienti, compresi tra 30 e 49 nanomoli per litro; e livelli normali, 50 nanomoli per litro e superiori.
Il nostro studio – afferma la dott.ssa Kassandra Munger – che coinvolge un gran numero di donne, suggerisce che la correzione della carenza di vitamina D nelle donne giovani e di mezza età può ridurre il rischio futuro di MS“.

La vitamina D è prodotta nella nostra pelle grazie all’esposizione solare, infatti è grazie al sole che il nostro corpo è in grado di sintetizzarla. Alcuni alimenti sono utili alla formazione di vitamina D come alcuni tipi di pesce tra cui l’aringa, le sardine e lo sgombro, l’olio di fegato di merluzzo, le uova e molti altri.

Leggi abstract dell’articolo:
25-Hydroxyvitamin D deficiency and risk of MS among women in the Finnish Maternity Cohort
Kassandra L. Munger, Kira Hongell, Julia Aivo, Merja Soilu-Hänninen, Heljä-Marja Surcel, and Alberto Ascherio
Neurology Published online before print September 13, 2017, doi: http:/​/​dx.​doi.​org/​10.​1212/​WNL.​0000000000004489

Fonte: Harvard T.H. Chan School of Public HealthECTRIMS Online Library. Ascherio A. Sep 16, 2016; 147045

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I numeri del cancro in Italia 2017.

Posted by giorgiobertin su settembre 18, 2017

E’ stata pubblicata da AIOM e AIRTUM la settima edizione del volume “I numeri del cancro in Italia – 2017”.
Diminuiscono le diagnosi a stomaco e colon-retto, in crescita pancreas, tiroide e melanoma. Al Nord ci si ammala di più, ma al Sud si sopravvive di meno. Il prof. Pinto, presidente AIOM: “Grazie a terapie efficaci e campagne di prevenzione sono aumentate del 24% in sette anni le persone vive dopo la scoperta della malattia“.

Cancro-2017

Più di mille nuove diagnosi di cancro al giorno nel 2017. Secondo le stime, sono 369 mila i nuovi casi. Si ammalano di più gli uomini (192.000) rispetto alle donne (177.000)
L’incidenza è in netto calo negli uomini (-1.8% per anno nel periodo 2003-2017), legata principalmente alla riduzione dei tumori del polmone e della prostata, ed è stabile nelle donne, ma si deve fare di più per ridurre l’impatto di questa malattia, perché oltre il 40% dei casi è evitabile“.
I cittadini devono essere sensibilizzati sull’importanza di aderire alle campagne di prevenzione – afferma il prof. Fabrizio Nicolis, presidente della Fondazione AIOM – Lo dimostrano i risultati ottenuti grazie all’estensione del programma di screening colorettale, quello più recentemente implementato in Italia.

Scarica e leggi il documento in full text:
I numeri del cancro in Italia – 2017
Scarica il volume I numeri del cancro 2017 – Versione per pazienti e cittadini in formato PDF

Fonte: AIOM

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Batteri nei tumori del pancreas inattivano farmaco antitumorale.

Posted by giorgiobertin su settembre 16, 2017

I microbi contribuiscono non solo allo sviluppo di malattie umane, ma anche alla risposta di malattie al trattamento. In uno studio pubblicato sulla rivista “Science“, i ricercatori del Department of Molecular Cell Biology, Weizmann Institute of Science, Israel e del
Broad Institute of MIT, hanno scoperto che alcuni batteri si trovano all’interno di tumori pancreatici umani. I risultati hanno inoltre dimostrato che alcuni di questi batteri contengono un enzima che inattiva un farmaco comune usato per trattare vari tipi di cancro, incluso il cancro al pancreas: la gemcitabina.

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Poiché l’argomento è nuovo, abbiamo usato metodi diversi per dimostrare che esistevano dei batteri all’interno dei tumori e abbiamo deciso di vedere l’effetto che questi batteri sui farmaci chemioterapici” – afferma il prof. Straussman. Lo studio ha dimostrato che questi batteri metabolizzano il farmaco, rendendolo inefficace. “Siamo stati in grado di trovare il gene batterico responsabile di questo, un gene chiamato cytidine deaminase (CDD)“. Il CDD si presenta in due forme: una forma lunga e una corta. Solo i batteri con la forma lunga del gene CDD inattivano la gemcitabina.
I ricercatori hanno anche dimostrato che inattivando il gene CDD a catena lunga, dopo un trattamento con antibiotici, si è avuta una risposta positiva alla gemcitabina.

In considerazione che un’alta percentuale di adenocarcinomi duttali pancreatici umani, un tumore comunemente trattati con gemcitabina, contengono questi batteri, una terapia esistente per questo cancro letale potrebbe essere migliorata mediante cotrattamento con antibiotici.

Leggi abstract dell’articolo:
Potential role of intratumor bacteria in mediating tumor resistance to the chemotherapeutic drug gemcitabine
BY LEORE T. GELLER, MICHAL BARZILY-ROKNI, TAL DANINO, ….., TODD R. GOLUB, RAVID STRAUSSMAN
SCIENCE 15 SEP 2017 : 1156-1160  DOI: 10.1126/science.aah5043

Fonte: Department of Molecular Cell Biology, Weizmann Institute of Science, Israel

 

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Protesi articolari al titanio possono provocare danni.

Posted by giorgiobertin su settembre 15, 2017

Un team di ricercatori della Mayo Clinic ha scoperto che le nanoparticelle di titanio (TiO2) che sono presenti negli impianti ossei possono causare danni compromettendo la formazione dell’osso e interferendo con la ricrescita nel sito di riparazione. Questo può portare ad allentamento degli impianti e conseguente dolore.

Il team per la loro ricerca ha raccolto i risultati di studi pubblicati di recente dove sono stati analizzati gli effetti degli impianti a base di titanio sulle cellule ossee e sulle cellule correlate. In particolare si sono concentrati sugli effetti delle nanoparticelle del biossido di titanio utilizzato negli impianti di protesi. Questi effetti all’interno della cellula (intracellulare) e all’esterno delle cellule (extracellulari) sono stati riportati sulla rivista “BioResearch Open Access“.

Alcune delle complicanze comuni associate all’artroplastica totale includono infezioni con problemi legati alle articolazioni, come ad esempio le dislocazioni dell’articolazione, l’usura delle ossa residue, lo scioglimento degli impianti, ecc.

titanium  titanium1

Negli impianti con l’attrito tra le superfici vengono rilasciate delle nanoparticelle metalliche nocive che possono entrare nello spazio comune e nei tessuti circostanti, ciò porta all’allentamento degli impianti. Le nanoparticelle di biossido di titanio (TiO2) provenienti dalle leghe di titanio che vengono utilizzate per realizzare questi impianti, sono dannose per le cellule umane.
E’ stato dimostrato che queste nanoparticelle di TiO2 vengono ricoperte con un biocomplesso di calcio e fosforo ed altri composti come le glicoproteine. Quindi entrano nelle cellule in modo simile a “cavalli di Troia“. Una volta all’interno delle cellule possono provocare danni. Programmano le cellule alla morte in un processo chiamato apoptosi. Ciò impedisce un’ulteriore crescita e riparazione delle aree danneggiate delle ossa.

Scarica e leggi il documento in full text:
Local Cellular Responses to Titanium Dioxide from Orthopedic Implants
Yao Jie J., Lewallen Eric A., Trousdale William H., Xu Wei, Thaler Roman, Salib Christopher G., Reina Nicolas, Abdel Matthew P., Lewallen David G., and van Wijnen Andre J.
BioResearch Open Access. July 2017, 6(1): 94-103. https://doi.org/10.1089/biores.2017.0017

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NICE: Linee guida sul trattamento della depressione in pediatria.

Posted by giorgiobertin su settembre 15, 2017

Sono state aggiornate a cura di NICE le linee guida sulla identificazione e gestione della depressione in bambini e adolescenti dai 5 ai 18 anni.

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Il precedente documento era datato 2005 e aggiornato nel 2015. Il nuovo documento contiene un aggiornamento sulla terapia psicologica e sui trattamenti efficaci per la depressione lieve, moderata e grave.

Scarica e leggi il documento in full text:
Depression in children and young people: identification and management
Clinical guideline [CG28] Published date: September 2005 Last updated: September 2017

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I probiotici nella prevenzione e cura del cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su settembre 14, 2017

In un approccio innovativo alla prevenzione e al trattamento del cancro del colon-retto (CRC), gli scienziati stanno studiando i modi per sostituire i metaboliti mancanti nei pazienti soggetti a infiammazione intestinale e CRC.

I ricercatori del del Texas Children’s Hospital e del Baylor College of Medicine (Houston) hanno condotto una serie di esperimenti utilizzando topi che erano insufficienti in HDC (histidine decarboxylase), l’enzima necessario per convertire l’istidina in istamina.
La somministrazione di microrganismi di produzione di istamina nei topi (via orale del probiotico Lactobacillus reuteri 6475) che non dispongono dell’enzima di istidina decarbossilasi (HDC), in particolare  ha ridotto l’infiammazione e la formazione di tumori. Questi risultati suggeriscono che l’alterazione del microbioma intestinale con i probiotici può diventare una nuova strategia preventiva o terapeutica per i pazienti a rischio di CRC associato a malattie infiammatorie intestinali (IBD).

probiotici-CCR
Figure shows presence of colonic tumors (MRS/AOM+DSS panel) by positron emission tomography imaging. Tumor activity is significantly diminished in the presence of the histamine-producing probiotic (L. reuteri 6475/AOM+DSS).

Il ruolo dell’istamina nel cancro umano è ancora poco chiaro. Questi risultati, pubblicati sulla rivista “American Journal of Pathoplogy“, indicano però che i probiotici che generano istamina, in presenza di una sufficiente quantità di proteine ​​(L-istidina), possono migliorare i risultati per i pazienti con cancro al colon e con IBD associato.
Abbiamo dimostrato che l’istamina ha un ruolo significativo nella soppressione dell’infiammazione intestinale cronica e della tumorigenesi del colon-retto“. afferma il prof. Versalovic.

Leggi abstract dell’articolo:
Gut Microbe-mediated Suppression of Inflammation-associated Colon Carcinogenesis by Luminal Histamine Production
Chunxu Gao, Bhanu Priya Ganesh, Zhongcheng Shi, Rajesh Rasik Shah, Robert Fultz, Angela Major, Susan Venable, Monica Lugo, Kathleen Hoch, Xiaowei Chen, Anthony Haag, Timothy C. Wang, and James Versalovic
The American Journal of Pathology, volume 187, issue 10 (October 2017) published by Elsevier – Published online:September 13, 2017

Fonte: ElsevierBaylor College of Medicine (Houston)

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Nuove raccomandazioni cliniche in odontostomatologia.

Posted by giorgiobertin su settembre 14, 2017

Il Ministero della salute e, in particolare, il Gruppo tecnico sull’odontoiatria, ha ritenuto necessario procedere ad un aggiornamento dei contenuti delle linee guida pubblicate nel 2014 sull’odontostomatologia.
La revisione delle raccomandazioni si è resa necessaria in considerazione del cambiamento dell’evidenza scientifica, dell’immissione in commercio di nuovi materiali e dell’utilizzo di nuove tecnologie, specie in ambito protesico.

odontostomatologia

Scopo del documento è la definizione di indirizzi tecnici di livello nazionale sia di natura clinica che di appropriato utilizzo, in ambito odontoiatrico, di attrezzature e materiali. Inoltre, il documento riporta indicazioni su come evitare l’erogazione di prestazioni di qualità non accettabile, in modo da prevenire conseguenti rischi per la salute.

Scarica e leggi il documento in full text:
RACCOMANDAZIONI CLINICHE IN ODONTOSTOMATOLOGIA – Settembre 2017

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Esame del sangue per la diagnosi di degenerazione maculare senile.

Posted by giorgiobertin su settembre 13, 2017

Un nuovo esame per la diagnosi della degenerazione maculare senile è in grado di individuare la malattia e la prognosi a partire da un prelievo sanguigno. Un’innovazione derivata da una ricerca condotta presso il “Massachusetts Eye and Ear” di Boston e pubblicata sulla rivista “Ophthalmology“.

AMD
The back of the eye in a patient with AMD, showing multiple large drusen deposits and pigment changes.

Effettuando una serie di esami del sangue su 90 pazienti malati (30 nella fase precoce della patologia, 30 nella fase intermedia, 30 nella fase avanzata) e su altri 30 soggetti sani, è stato possibile riconoscere la presenza di molecole distintive negli individui che soffrono di questa patologia.
Questi potenziali biomarker lipidici nel plasma sanguigno umano possono portare a una diagnosi precoce, una migliore informazione prognostica e un trattamento più preciso dei pazienti con degenerazione maculare legata all’età (AMD – age-related macular degeneration).

Lo studio ha utilizzato una tecnica nota come metabolomica, analisi delle piccole particelle chiamate metaboliti, nel nostro corpo che riflettono i nostri geni e l’ambiente; possiamo così identificare i profili del sangue associati ad AMD e la sua gravità attraverso i test di laboratorio” – afferma Joan W. Miller, del Massachusetts General Hospital. “Crediamo che questo lavoro aiuterà a lanciare l’epoca della medicina personalizzata nel trattamento di AMD“.

AMD è la causa principale di cecità in persone nei paesi sviluppati e la sua prevalenza aumneta insieme all’invecchiamento globale della popolazione. Mentre AMD ha riconosciuto fattori di rischio genetici e di stile di vita, tra cui lo stato di dieta e fumo, attualmente non sono disponibili tecniche affidabili per individuare i pazienti che possono essere a rischio di sviluppare AMD,

Leggi abstract dell’articolo:
Human Plasma Metabolomics Study across All Stages of Age-Related Macular Degeneration Identifies Potential Lipid Biomarkers
Inês Laíns, Rachel S. Kelly, John B. Miller, Rufino Silva, Demetrios G. Vavvas, Ivana K. Kim, Joaquim N. Murta, Jessica Lasky-Su, Joan W. Miller, Deeba Husain
Ophthalmology Available online 12 September 2017https://doi.org/10.1016/j.ophtha.2017.08.008

Fonte: Massachusetts Eye and Ear – Harvard Medical School, Boston, Massachusetts

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ESC/EACTS: Linee guida per la gestione della malattia cardiaca valvolare.

Posted by giorgiobertin su settembre 13, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’European Society of Cardiology (ESC) e dell’European Association for Cardio-Thoracic Surgery (EACTS), in aggiornamento le linee guida sulla gestione della malattia cardiaca valvolare. Il precedente documento era datato 2012.

ESC-EATS

Scarica e leggi il documento in full text:
2017 ESC/EACTS Guidelines for the management of valvular heart disease: The Task Force for the Management of Valvular Heart Disease of the European Society of Cardiology (ESC) and the European Association for Cardio-Thoracic Surgery (EACTS)
H Baumgartner, V Falk, JJ Bax, M Bon Bon, C Hamm, PJ Holm, B Iung, P Lancellotti, E Lansac, D Rodriguez Muñoz, R Rosenhek, J Sjögren, PT Mas, A Vahanian, TWalther, O Wendler, S Windecker, JL Zamorano
European Heart Journal, ehx391, https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehx391

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I tatuaggi rilasciano nanoparticelle pericolose.

Posted by giorgiobertin su settembre 13, 2017

Micro e nanoparticelle rilasciate dagli inchiostri usati per i tatuaggi viaggiano nel corpo e raggiungono i linfonodi. A dimostrarlo è il primo studio pubblicato sulla rivista “Scientific Reports“, che fornisce dettagliate prove analitiche del trasporto nell’organismo di diversi pigmenti organici e inorganici e delle impurità, costituite anche da elementi tossici, presenti negli inchiostri.

drawing tattookinetics
Translocation of tattoo particles from skin to lymph nodes. Upon injection of tattoo inks, particles can be either passively transported via blood and lymph fluids or phagocytized by immune cells and subsequently deposited in regional lymph nodes. After healing, particles are present in the dermis and in the sinusoids of the draining lymph nodes. Credits: C. Seim.

I ricercatori del Bundesinstitut für Risikobewertung (BfR) in collaborazione con l’Università Ludwig-Maximilians a Monaco di Baviera e la European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) a Grenoble attraverso l’analisi con fluorescenza a raggi X di minuscoli campioni di pelle e di alcuni linfonodi, prelevati a un gruppo di volontari, hanno individuato la presenza di microparticelle e nanoparticelle di biossido di titanio nella pelle e di nanoparticelle nei linfonodi.

I pericoli derivanti dai tatuaggi sono stati finora studiati solo ricorrendo all’analisi in vitro degli inchiostri e dei loro prodotti di degradazione. Le misurazioni di fluorescenza a raggi X sull’ID21 hanno permesso al team di individuare il biossido di titanio nella gamma micro e nano nella pelle e nell’ambiente linfatico. Attraverso la tecnica della spettroscopia a infrarossi di trasformazione di Fourier è stato possibile anche valutare i cambiamenti biomolecolari nei tessuti in prossimità delle particelle del tatuaggio.

Scarica e leggi il documento in full text:
Synchrotron-based ν-XRF mapping and μ-FTIR microscopy enable to look into the fate and effects of tattoo pigments in human skin
Ines Schreiver, Bernhard Hesse, Christian Seim, Hiram Castillo-Michel, Julie Villanova, Peter Laux, Nadine Dreiack, Randolf Penning, Remi Tucoulou, Marine Cotte & Andreas Luch
Scientific Reports 7, Article number: 11395, Published online: 12 September 2017

Fonte: European Synchrotron Radiation Facility (ESRF)

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Depressione e attività cardiaca: dall’ECG un aiuto per lo screening.

Posted by giorgiobertin su settembre 13, 2017

La ricerca del team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova (Claudio Gentili, Daniela Palomba e Simone Messerotti Benvenuti), in collaborazione con i bioingegneri del Centro di ricerca interdipartimentale “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa, suggerisce un nuovo modo di guardare al rapporto tra indici elettrofisiologici e umore.

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Nel corso di una depressione sono riscontrabili delle alterazioni elettrofisiologiche misurabili con l’elettrocardiogramma che, se “rilette” attraverso una tecnica di analisi particolare, portano a individuare soggetti con alta probabilità di depressione.
Con l’aiuto di un software di machine learning, adattato alla nostra analisi dai colleghi dell’università di Pisa, abbiamo potuto stimare il grado di depressione in pazienti con patologia cardiovascolare attraverso una lettura attenta del loro elettrocardiogramma (ECG)” afferma Claudio Gentili docente di Psicologia clinica.

La relazione tra attività cardiaca e umore è molto stretta e dimostrata da numerosi lavori scientifici: i pazienti depressi hanno un rischio maggiore di sviluppare una patologia cardiovascolare e, viceversa, dopo un infarto il rischio di un episodio depressivo può aumentare – afferma la prof. Daniela Palomba. “Il nostro lavoro dimostra come l’approccio utilizzato permette da un lato analisi tarate sul singolo individuo, ma anche la possibilità di effettuare uno screening affidabile a livello del singolo paziente”.

Leggi abstract dell’articolo:
Assessing mood symptoms through heartbeat dynamics: An HRV study on cardiosurgical patients
Gentili, Claudio et al.
Journal of Psychiatric Research, article in press, Published online: August 26, 2017, http://dx.doi.org/10.1016/j.jpsychires.2017.08.018

Fonte: Dipartimento di Psicologia generale – Università di Padova

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Cancro: Linea guida sulla comunicazione medico-paziente.

Posted by giorgiobertin su settembre 12, 2017

La comunicazione clinica efficace è un elemento centrale di tutte le cure oncologiche centrate sul paziente. L‘American Society of Clinical Oncology (ASCO) ha presentato le linee guida sulla comunicazione da parte dei medici della diagnosi di cancro ai pazienti e ai loro cari.

ASCO logo

I clinici affrontano un compito difficilissimo: guidare i pazienti su quello che può essere il più spaventoso e più spiacevole viaggio della loro vita. Dobbiamo preservare la loro speranza e allo stesso tempo dare loro informazioni accurate”, spiega il prof. Timothy Gilligan uno degli autori.

La linea guida pubblicata sulla rivista “Journal of Clinical Oncology“, è una revisione sistematica della letteratura medica pubblicata dal 1° gennaio 2006 fino al 1° ottobre 2016.

Scarica e leggi la guida in full text:
Patient-Clinician Communication: American Society of Clinical Oncology Consensus Guideline
Timothy Gilligan, Nessa Coyle, Richard M. Frankel, Donna L. Berry, Kari Bohlke, Ronald M. Epstein, …et al.
Journal of Clinical Oncology Published online ahead of print September 11, 2017, doi: 10.1200/JCO.2017.75.2311 PMID: 28892432

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I microbi intestinali influenzano la progressione della Sclerosi Multipla.

Posted by giorgiobertin su settembre 12, 2017

I ricercatori di UC San Francisco hanno individuato microbi intestinali specifici associati a sclerosi multipla (MS) nei pazienti umani, mostrando che questi microbi partecipano alla regolazione delle risposte immunitarie nei modelli di topo della malattia.

In due articoli pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) i ricercatori affermano che i microbi intestinali possono svolgere un ruolo nella neurodegenerazione che caratterizza MS. Gli autori sperano che la ricerca aiuterà a capire le origini della MS e potenzialmente portare a trattamenti, come i cambiamenti dietetici o i farmaci basati su sottoprodotti microbici, che potrebbero migliorare il corso della malattia.

brain-MS  Microbioma

Un numero crescente di studi dimostra che i microbi intestinali possono influenzare direttamente la funzione del sistema immunitario umano. Il prof. Baranzini afferma: “l’intestino è in realtà la connessione più intima tra il mondo esterno e il sistema immunitario, il microbioma dell’intestino umano potrebbe svolgere un ruolo nell’insorgenza o nella progressione di MS“.
Il team ha analizzato il microbioma intestinale di 71 pazienti con MS e 71 soggetti di controllo sani, ha individuato le specie specifiche di batteri comuni nelle persone con sclerosi multipla rispetto alla popolazione generale. Poi si sono focalizzati su un compito molto più difficile, indagare su come queste differenze nei batteri intestinali possano influenzare l’attacco del sistema immunitario alla mielina in MS.

Dai risultati è emerso che Akkermansia muciniphila e Acinetobacter calcoaceticus innescavano l’infiammazione e le risposte del sistema immunitario, mentre P. distasonis abbassava l’infiammazione (primo studio).
Nel secondo studio il team ha scoperto che i trapianti di microbiomi da parte di pazienti con MS possono esacerbare i sintomi nei topi con un modello genetico della malattia.
Queste popolazioni batteriche influenzano lo sviluppo e la progressione della MS. Nei pazienti con MS la mancanza di P. distasonis porta ad infiammazione distruttiva e ad un sovraccarico del sistema immunitario.

Questi risultati suggeriscono che i microbi intestinali possono svolgere un ruolo chiave – accanto alla predisposizione genetica e ad altri fattori ambientali – sulle origini della SM. Forse siamo sulla strada buona; modulare il nostro microbioma per ripristinare il metabolismo a basso rischio e meno infiammatorio caratteristico di molte malattie degli esseri umani.

Scarica e leggi il full text degli articoli:
Gut microbiota from multiple sclerosis patients enables spontaneous autoimmune encephalomyelitis in mice
Kerstin Berer, Lisa Ann Gerdes, Egle Cekanaviciute, Xiaoming Jia, Liang Xiao, Zhongkui Xia, Chuan Liu, Luisa Klotz, Uta Stauffer, Sergio E. Baranzini, Tania Kümpfel, Reinhard Hohlfeld, Gurumoorthy Krishnamoorthy, and Hartmut Wekerle
PNAS 2017; published ahead of print September 11, 2017, doi:10.1073/pnas.1711233114

Gut bacteria from multiple sclerosis patients modulate human T cells and exacerbate symptoms in mouse models
Egle Cekanaviciute, Bryan B. Yoo, Tessel F. Runia, Justine W. Debelius, Sneha Singh, Charlotte A. Nelson, Rachel Kanner, Yadira Bencosme, Yun Kyung Lee, Stephen L. Hauser, Elizabeth Crabtree-Hartman, Ilana Katz Sand, Mar Gacias, Yungjiao Zhu, Patrizia Casaccia, Bruce A. C. Cree, Rob Knight, Sarkis K. Mazmanian, and Sergio E. Baranzini
PNAS 2017; published ahead of print September 11, 2017, doi:10.1073/pnas.1711235114

Fonte: UC San Francisco

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Come si sviluppa il cancro al fegato.

Posted by giorgiobertin su settembre 12, 2017

I ricercatori dell’Università di Zurigo e dell’Ospedale universitario di Zurigo hanno scoperto un meccanismo chiave di come si sviluppa il cancro al fegato.

livercancer

Nella maggior parte dei casi, il tumore si sviluppa nei pazienti con malattia epatica cronica. Tali malattie includono infezioni croniche con virus dell’epatite o un fegato grasso derivato da un eccessivo consumo di alcool che causa disordini lipometabolici nutrizionali.

Il team ha scoperto un importante meccanismo nello sviluppo del cancro al fegato. Uno degli attori principali di questo processo è l’enzima caspase-8, che assume un importante doppio ruolo.
Caspasi-8 ha il compito di rilevare il danno del DNA nelle cellule epatiche e procedere alla loro riparazione inoltre innesca la morte programmata della cellula, l’apoptosi, nelle cellule epatiche malate.
I risultati hanno importanti implicazioni per la clinica.

Leggi il full text dell’articolo:
A Dual Role of Caspase-8 in Triggering and Sensing Proliferation-Associated DNA Damage, a Key Determinant of Liver Cancer Development
Yannick Boege, Mohsen Malehmir, Marc E. Healy………..Achim Weber

Fonte: Università di Zurigo

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Nuova cura contro il cancro al polmone.

Posted by giorgiobertin su settembre 11, 2017

Sono stati presentati al congresso della Società europea di oncologica medica – Esmo 2017 (European Society of Clinical Oncology), che si svolge a Madrid, i risultati dello studio PACIFIC – questo il nome dello studio clinico di fase III.  Lo studio è stato guidato dal Moffitt Cancer Center di Tampa, in Florida, e ha coinvolto 235 centri di 26 paesi. Per la prima volta per il cancro al polmone è stato testato il farmaco immunoterapico durvalumab, un inibitore del checkpoint immunitario PD-L1.

Il durvalumab agisce bloccando un recettore, presente sulle cellule tumorali, chiamato Pd-L1 (è proprio questo recettore che “disinnesca” i linfociti T, rendendoli inattivi: in questo modo il farmaco fa sì che i linfociti T si riattivino e attacchino di nuovo il tumore.

Durvalumab

La sperimentazione è stata condotta su 713 pazienti già trattati con chemioterapia a base di platino e radioterapia.  Dai risultati, pubblicati sulla rivista “New England Journal of Medicine“, è emerso in media una sopravvivenza libera da progressione della malattia di 16,8 mesi nel gruppo trattato con durvalumab, rispetto a 5,6 mesi del placebo: circa il triplo. “Durvalumab diminuisce la probabilità di progressione del 48%, con miglioramenti in tutti i sottogruppi di pazienti”, ha detto il prof. Luis Paz-Ares.
Il farmaco potrebbe agire su eventuali micrometastasi già diffuse nell’organismo, sebbene troppo piccole per essere rilevate dagli strumenti diagnostici.
E’ stato anche visto che la radioterapia eseguita in concomitanza con l’immunoterapia può aumentare l’efficacia di quest’ultima nello stimolare il sistema immunitario.

Leggi abstract dell’articolo:
Durvalumab after Chemoradiotherapy in Stage III Non–Small-Cell Lung Cancer
Scott J. Antonia, Augusto Villegas,……and Mustafa Özgüroğlu, for the PACIFIC Investigators
NEJM September 8, 2017 DOI: 10.1056/NEJMoa1709937

AstraZeneca; PACIFIC ClinicalTrials.gov number, NCT02125461.)

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Scoperto come interrompere la malattia di Parkinson.

Posted by giorgiobertin su settembre 11, 2017

Gli scienziati del Department of Neurology, Northwestern University Feinberg School of Medicine, Chicago, USA, hanno identificato una cascata tossica che porta alla degenerazione neuronale nei pazienti con malattia di Parkinson (PD) ed hanno capito come interromperla, secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Science“.

Dimitri-Krainc Professor Dimitri Krainc.

Lo studio dimostra che un intervento con un antiossidante all’inizio del processo di malattia può rompere il ciclo degenerativo e migliorare la funzione dei neuroni nella malattia di Parkinson.
Utilizzando i neuroni umani dai pazienti con Parkinson, il prof. Krainc e il suo team hanno identificato una cascata tossica di disfunzione mitocondriale e lisosomica avviata da un accumulo di dopamina ossidata e da una proteina chiamata alfa-sinucleina.
In particolare, lo studio ha dimostrato che un accumulo di dopamina ossidata ha depresso l’attività della glucosocerebrosidasi lisosomiale (GCase), un enzima implicato nella malattia. I ricercatori hanno cercato di interrompere questa cascata tossica.

“Una delle strategie chiave che ha funzionato nei nostri esperimenti è trattare i neuroni della dopamina all’inizio della cascata tossica con antiossidanti specifici che migliorano lo stress ossidativo mitocondriale e la dopamina ossidata”, ha dichiarato Krainc. “Con questo approccio abbiamo scoperto che possiamo attenuare o prevenire gli effetti tossici a valle nei neuroni dopaminergici umani“.

Leggi abstract dell’articolo:
Dopamine oxidation mediates mitochondrial and lysosomal dysfunction in Parkinson’s disease
BY Lena F. Burbulla, Pingping Song, Joseph R. Mazzulli, Enrico Zampese, Yvette C. Wong, Sohee Jeon, David P. Santos, Judith Blanz, Carolin D. Obermaier, Chelsee Strojny, Jeffrey N. Savas, Evangelos Kiskinis, Xiaoxi Zhuang, Rejko Krüger, D. James Surmeier, Dimitri Krainc.
Science PUBLISHED ONLINE 07 SEP 2017 DOI: 10.1126/science.aam9080

Fonte: Northwestern Medicine University

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Raccomandazioni sul test HR-HPV, screening del carcinoma della cervice.

Posted by giorgiobertin su settembre 10, 2017

Sono state pubblicate a cura del GISCi – Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma le raccomandazioni sul test HR-HPV 1° livello “HPV test: formazione e valutazione degli indicatori di qualità” sullo screening del carcinoma della cervice uterina.
Si tratta della 2° edizione approvata nel corso dell’assemblea del 15 Giugno 2017 tenutasi a Ferrara.

GISCi

La persistenza dell’infezione con tipi ad alto rischio di HPV (HR-HPV) è la condizione necessaria per lo sviluppo del carcinoma della cervice e dei suoi precursori. Il carcinoma della cervice uterina è attribuibile nella quasi totalità dei casi (99%) ad HPV.
Il documento contiene elementi e raccomandazioni utili per i laboratori coinvolti nel percorso di screening per il carcinoma della cervice con test HPV come test primario. Vengono analizzati e dettagliati i diversi aspetti di competenza del laboratorio, dal prelievo alla fase analitica, alla modalità di refertazione e comunicazione dei risultati.

Scarica e leggi il documento in full text:
Raccomandazioni sul test HR-HPV come test di screening primario- 7 agosto 2017

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Infezioni del tratto urinario, Fda approva nuovo farmaco.

Posted by giorgiobertin su settembre 9, 2017

La U.S. Food and Drug Administration ha approvato Vabomere per i pazienti adulti con complicanze e infezioni del tratto urinario (cUTI), tra cui un tipo di infezione renale, pielonefrite, causata da batteri specifici. Vabomere è un farmaco contenente meropenem, antibatterico e vaborbactam, che inibisce determinati tipi di meccanismi di resistenza utilizzati dai batteri.

Vabomere

La sicurezza e l’efficacia di Vabomere sono state valutate in uno studio clinico con 545 adulti con cUTI, inclusi quelli con pielonefrite. Alla fine del trattamento endovenoso con Vabomere, circa il 98 per cento dei pazienti trattati con Vabomere non aveva più infezione nella coltura delle urina, rispetto a circa il 94 per cento dei pazienti trattati con piperacillina/tazobactam, un altro farmaco antibatterico.
Vabomere è prodotto da Rempex Pharmaceuticals.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves new antibacterial drug

FDA Approval of VABOMERE™ (meropenem and vaborbactam) – Rempex Pharmaceuticals

www.vabomere.com for the full prescribing information.

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