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Posts Tagged ‘nutrizione’

Possibile collegamento tra bevande zuccherate e cancro.

Posted by giorgiobertin su luglio 10, 2019

Uno studio pubblicato sul BMJ riporta una possibile associazione tra un maggiore consumo di bevande zuccherate e un aumentato rischio di cancro.
Il consumo di bevande zuccherate è aumentato in tutto il mondo negli ultimi decenni ed è associato in modo convincente al rischio di obesità, che a sua volta è riconosciuto come un forte fattore di rischio per molti tumori.
Lo studio di coorte NutriNet-Santé è stato condotto su 101.257 adulti francesi sani (21% uomini, 79% donne) con un’età media di 42 anni.

Bevande-zuccherate

I risultati mostrano che un aumento di 100 ml al giorno nel consumo di bevande zuccherate era associato a un aumento del 18% del rischio di cancro globale e ad un aumento del rischio di cancro al seno del 22%.

 

Le possibili spiegazioni per questi risultati includono l’effetto dello zucchero contenuto nelle bevande zuccherate sul grasso viscerale (conservato attorno agli organi vitali come il fegato e il pancreas), i livelli di zucchero nel sangue e i marcatori infiammatori, tutti collegati a un aumento del rischio di cancro.

Altri composti chimici, come gli additivi in ​​alcune bevande gassate potrebbero anche svolgere un ruolo importante.
Questi risultati richiedono la replica in altri studi su larga scala, affermano gli autori.

Leggi il full text dell’articolo:
Sugary drink consumption and risk of cancer: results from NutriNet-Sante?
Chazelas Eloi, Srour Bernard, Desmetz Elisa, Kesse-Guyot Emmanuelle, Julia Chantal, Deschamps Valérie et al.
BMJ 2019;366:l2408 https://doi.org/10.1136/bmj.l2408

ClinicalTrials.gov NCT03335644.

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Latte di capra per la salute dell’intestino.

Posted by giorgiobertin su giugno 28, 2019

Una nuova ricerca condotta dagli scienziati della School of Science, RMIT University – Australia ha dimostrato che il latte di capra ha proprietà prebiotiche simili al latte materno e potrebbe supportare la funzione intestinale nei bambini. Lo studio è stato pubblicato sul “British Journal of Nutrition“, ed ha analizzato due tipi di latte commerciale di capra.

news-goats

La ricerca ha esaminato gli oligosaccaridi, un tipo di prebiotico che può aumentare la crescita di batteri benefici e proteggere contro i batteri nocivi nell’intestino. In particolare sono stati trovati 14 oligosaccaridi prebiotici presenti in natura nella formula del latte di capra. Cinque di questi si trovano anche nel latte materno umano.

Il professor Harsharn Gill, ha affermato che questo è il primo studio a rivelare la diversità degli oligosaccaridi nella formula del latte di capra e la loro somiglianza con il latte umano.

I nostri risultati mostrano che la formula del latte di capra può avere forti proprietà prebiotiche e anti-infezione, che potrebbero proteggere i bambini dalle infezioni gastrointestinali”, ha detto Gill. Sono stati evidenziati quali oligosaccaridi prebiotici nella formula del latte di capra sono efficaci nel promuovere selettivamente la crescita di batteri sani nell’intestino.
Quando l’allattamento al seno non è possibile o insufficiente, gli alimenti per lattanti sono comunemente usati come alternativa, ma sono disponibili informazioni limitate sugli oligosaccaridi che possono contenere o sui loro probabili benefici per la salute.

Il nuovo studio ha esaminato la presenza di oligosaccaridi presenti in natura in due formule di latte di capra (Oli6 Stage 1 per bambini di età compresa tra 0-6 mesi e Oli6 Stage 2 per bambini di età compresa tra 6-12 mesi) e le loro proprietà prebiotiche e anti-infezione.

Scarica e leggi il documento in full text:
Oligosaccharides in goats’ milk-based infant formula and their prebiotic and  anti-infection properties
Andrea Leong, Zhiqian Liu, Bogdan Zisu, Christopher Pillidge, Simone Rochfort, Hala Almshawit, Harsharn Gill
British Journal of Nutrition, 1-26 DOI: 10.1017/S000711451900134X Published online: 14 June 2019

Fonte: School of Science, RMIT University – Australia

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Nei broccoli una proteina anti-cancro.

Posted by giorgiobertin su maggio 17, 2019

Il consumo regolare di broccoli e cavoli potrebbe aiutare a prevenire e a contrastare il cancro. Queste verdure, infatti, contengono una molecola che inattiva un gene noto per svolgere un ruolo in una varietà di tumori umani.

In un nuovo documento pubblicato su “Science“, i ricercatori, guidati dall’italiano Pier Paolo Pandolfi, direttore del Cancer Center e Cancer Research Institute del Beth Israel Deaconess Medical Center, dimostrano che il gene, noto come WWP1, l’enzima responsabile della crescita dei tumori più comuni, come quello alla mammella o alla prostata viene spento da un composto naturale che si chiama I3C, indol-3-carbinolo. Questo composto è presente in tutte le crocifere, le piante della famiglia dei broccoli.

broccoli

Stiamo sperimentando sui topolini e i dati sono fantastici sia in chiave di prevenzione che di terapia del tumore. Possiamo usare I3C nell’uomo in studi clinici già da oggi, e avremo farmaci più potenti e selettivi in tempi brevi. Tutto questo è “exciting”. Quello che è però fondamentale ricordare è che non si può prescindere da studi clinici rigorosi nell’uomo. Questa fase è necessaria e imprescindibile. Dobbiamo dimostrare l’efficacia di queste molecole nell’uomo, ma anche capire se hanno tossicità inaspettate” – afferma il prof. Pier Paolo Pandolfi.

Questa scoperta enfatizza l’importanza di introdurre nella dieta alimenti vegetali come le crucifere, i broccoli e i cavolfiori . Un’altra dimostrazione è che una dieta a alto contenuto di vegetali e fibre fa davvero bene, comunque” – conclude Pandolfi.

Leggi abstract dell’articolo:
Reactivation of PTEN tumor suppressor for cancer treatment through inhibition of a MYC-WWP1 inhibitory pathway
BY YU-RU LEE, MING CHEN, JONATHAN D. LEE, JINFANG ZHANG, SHU-YU LIN, TIAN-MIN FU, HAO CHEN, TOMOKI ISHIKAWA, SHANG-YIN CHIANG, JESSE KATON,….., WENYI WEI, PIER PAOLO PANDOLFI
Science Vol. 364, No. 6441 DOI: 10.1126/science.aau0159 May 17th, 2019

Fonte: Cancer Research Institute, Beth Israel Deaconess Cancer Center, Harvard Medical School, Boston

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Un additivo alimentare molto usato altera il microbioma intestinale.

Posted by giorgiobertin su maggio 17, 2019

Una ricerca condotta dall’Università di Sydney fornisce nuove prove sul fatto che delle nanoparticelle di E171, che sono presenti in molti prodotti alimentari, possono avere un’influenza sostanziale e dannosa sulla salute umana.

Lo studio coordinato dal prof. Wojciech Chrzanowski, ha studiato gli impatti sulla salute dell’additivo alimentare E171 (nanoparticelle di biossido di titanio) che è comunemente usato in quantità elevate negli alimenti e alcuni farmaci come agente sbiancante. Trovato in più di 900 prodotti alimentari come bibite, caramelle, dolci, cioccolato, biscotti, e nei chewing gum, l’E171 viene consumato in gran parte ogni giorno dalla popolazione mondiale.

Lo studio condotto sui topi e pubblicato sulla rivista “Frontiers in Nutrition“, ha rilevato che il consumo di alimenti contenenti E171 ha un impatto sul microbioma intestinale (definito dai trilioni di batteri che popolano l’intestino) che potrebbe scatenare malattie come le malattie infiammatorie intestinali e il cancro del colon-retto.

chewing gum

Lo scorso anno uno studio pubblicato in “Scientific Reports“, ha riscontrato un legame fra il consumo di E171 la formazione di tumori del colon.
Inoltre, uno studio in vitro, pubblicato sulla rivista “Environmental Science: Nano” dell’aprile di quest’anno, ha anche scoperto che l’E171 può portare all’alterazione della normale funzionalità cellulare e del mantenimento nel tratto gastrointestinale, il che significa che la sostanza può danneggiare meccanismi di auto-protezione dell’intestino.

“La nostra ricerca ha dimostrato che il biossido di titanio interagisce con i batteri nell’intestino e altera alcune delle loro funzioni che possono causare lo sviluppo di malattie. Stiamo dicendo che il suo consumo dovrebbe essere regolato molto più severamente dalle autorità alimentari” – affermano i ricercatori.
La Francia ha deciso di vietarne l’impiego negli alimenti a partire dal 2020.

Leggi abstract dell’articolo:
Impact of the Food Additive Titanium Dioxide (E171) on Gut Microbiota-Host Interaction
Gabriela Pinget, Jian Tan, Bartlomiej Janac, Nadeem O. Kaakoush, Alexandra Sophie Angelatos, John O’Sullivan, Yen Chin Koay, Frederic Sierro, Joel Davis, Shiva Kamini Divakarla, Dipesh Khanal, Robert J. Moore, Dragana Stanley, Wojciech Chrzanowski and Laurence Macia
Front. Nutr., 14 May 2019 | https://doi.org/10.3389/fnut.2019.00057

Fonte: University of Sidney

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ESsCD: linee guida per la celiachia e altre patologie legate al glutine.

Posted by giorgiobertin su aprile 23, 2019

Sono state pubblicate a cura dell’European Society for the Study of Coeliac Disease (ESsCD), le linee guida per la celiachia e altre patologie legate al glutine sia negli adulti che nei bambini.

frumento

La linea guida si occupa anche di altri disturbi legati al glutine, come la dermatite erpetiforme, che è una manifestazione cutanea caratterizzata da depositi granulari di IgA nelle papille dermiche.

Scarica e leggi il documento in full text:
European Society for the Study of Coeliac Disease (ESsCD) guideline for coeliac disease and other gluten-related disorders.
Al-Toma, A., Volta, U., Auricchio, R., Castillejo, G., Sanders, D. S., Cellier, C., … Lundin, K. E. A.
United European Gastroenterology Journal. https://doi.org/10.1177/2050640619844125

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Alimentazione e tumore alla vescica.

Posted by giorgiobertin su aprile 17, 2019

L’Istituto dei Tumori di Milano (INT) di uno studio multicentrico italiano che include 690 casi di tumore della vescica e 665 controlli ospedalizzati per malattie acute, non neoplastiche e non legate al fumo, ha dimostrato che latte e zuppe a base di soia, spinaci e bietole, fagioli, tè contengono flavonoidi, sostanze antiossidanti e con un effetto anticancerogeno, riducono fino al 44% il rischio di tumore della vescica.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Cancer, Causes & Control“.

soia-isoflavoni

Abbiamo trovato una riduzione significativa del rischio di tumore della vescica del 44% nei soggetti che osservavano l’assunzione maggiore nella dieta di isoflavoni e del 36% nei soggetti con un’elevata assunzione di flavoni, rispetto ai soggetti con il consumo più basso. Per le altre classi di flavonoidi e flavonoidi totali non abbiamo trovato un’associazione significativa con il rischio di tumore della vescica.” – spiega la prof.ssa Valentina Rosato.
Nello studio, gli isoflavoni derivano principalmente dal latte di soia, zuppe a base di soia, verdure e fagioli, mentre i flavoni provengono specialmente dagli spinaci e bietole, verdure, fagioli e tè.

Questo è il primo studio che indica un’associazione inversa tra l’assunzione nella dieta di isoflavoni e flavoni e il rischio di tumore della vescica. “È biologicamente plausibile un possibile effetto dei flavonoidi sul tumore della vescica – sottolinea la prof.ssa Valentina Rosato – l’urina è una via importante per l’escrezione di flavonoidi e dei loro metaboliti e questi componenti bioattivi dietetici sono di conseguenza a diretto contatto con la mucosa della vescica”.

Leggi abstract dell’articolo:
Flavonoids and bladder cancer risk.
Marta Rossi, Panagiota Strikoudi, Maria-Eleni Spei, Maria Parpinel, Diego Serraino, Maurizio Montella, Massimo Libra, Carlo La Vecchia, Valentina Rosato
Cancer Causes Control May 2019, Volume 30, Issue 5, pp 527–535 [Epub ahead of print]

Comunicato stampa: Istituto dei Tumori di Milano

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Bevande zuccherate legate a malattie cardiovascolari e tassi più elevati di cancro.

Posted by giorgiobertin su marzo 24, 2019

Un nuovo studio apparso sulla rivista “Circulation“, ha dimostrato che quando le persone consumano più bevande zuccherate hanno un rischio più elevato di morte a seguito di malattie cardiovascolari e un tasso più alto di sviluppare il cancro.
Per comprendere questa associazione, i ricercatori hanno esaminato i dati di 37.716 uomini nello studio di follow-up e 80.647 donne. Dopo aver controllato i fattori dietetici, l’attività fisica e il BMI, il team ha stabilito che queste bevande zuccherine erano associate a tassi di mortalità più elevati da malattie cardiovascolari (CVD) e a tassi di cancro più elevati.

drinks

L’acqua potabile al posto delle bevande zuccherate è una scelta salutare che potrebbe contribuire alla longevità”, afferma il prof. Vasanti Malik.
L’AHA suggerisce dal punto di vista nutrizionale, di evitare gli zuccheri aggiunti. Questo non include solo bevande zuccherate, ma anche cibi, dato che lo zucchero aggiunto può davvero aumentare nel corso della giornata e portare a effetti indesiderati.

Questi risultati sono coerenti con i noti effetti avversi dell’elevato apporto di zuccheri sui fattori di rischio metabolici e la forte evidenza che bere bevande zuccherate aumenta il rischio di diabete di tipo 2, a sua volta un importante fattore di rischio per morte prematura“, spiega Walter Willett.

Leggi abstract dell’articolo:
Long-Term Consumption of Sugar-Sweetened and Artificially Sweetened Beverages and Risk of Mortality in US Adults
Vasanti S. Malik , Yanping Li , An Pan , Lawrence De Koning , Eva Schernhammer , Walter C. Willett , and Frank B. Hu
Circulation. 2019 Originally published 18 Mar 2019 https://doi.org/10.1161/CIRCULATIONAHA.118.037401

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Due composti del caffe’ contro il tumore alla prostata

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2019

Gli scienziati del Department of Integrative Cancer Therapy and Urology, Kanazawa University Graduate School of Medical Science, Kanazawa, Japan, hanno identificato i composti presenti nel caffè, che possono inibire la crescita del cancro alla prostata. Si tratta di uno studio pilota, condotto su cellule tumorali resistenti ai farmaci in coltura cellulare e in un modello animale.

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I due composti presenti nel caffè, il kahweol acetato e il cafestolo, hanno effetto sulle cellule tumorali della prostata negli animali, dove sono stati in grado di inibire la crescita in cellule resistenti ai comuni farmaci antitumorali.

Si tratta di uno studio pilota, quindi “questo lavoro dimostra che l’uso di questi composti è scientificamente fattibile, ma necessita di ulteriori indagini. Attualmente stiamo valutando come potremmo testare questi risultati in un campione più ampio, e poi negli esseri umani” – affermano i ricercatori.

L’acetato di kahweol e il cafestolo sono idrocarburi, che si trovano naturalmente nella arabica del caffè.

Questo lavoro è stato presentato al congresso dell’Associazione Europea di Urologia EAU di Barcellona (15-19 marzo 2019).

Leggi abstract dell’articolo:
Coffee diterpenes kahweol acetate and cafestol synergistically inhibit the proliferation and migration of prostate cancer cells
Hiroaki Iwamoto Kouji Izumi Ariunbold Natsagdorj Renato Naito Tomoyuki Makino Suguru Kadomoto Kaoru Hiratsuka Kazuyoshi Shigehara Yoshifumi Kadono Kazutaka Narimoto Yohei Saito Kyoko Nakagawa‐Goto Atsushi Mizokami
The Prostate Pages: 468-479 https://doi.org/10.1002/pros.23753

More Information:
George Pounis et al. Reduction by coffee consumption of prostate cancer risk: Evidence from the Moli-sani cohort and cellular models, International Journal of Cancer (2017). DOI: 10.1002/ijc.30720

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Consumo elevato di uova aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su marzo 18, 2019

Un ampio studio sulla medicina nord-occidentale riporta che gli adulti che mangiano molte uova con un aumento del colesterolo nella dieta hanno avuto un rischio significativamente più elevato di malattie cardiovascolari e morte per qualsiasi causa.

egg

Il messaggio importante riguarda il colesterolo, che si trova ad alto contenuto nelle uova e in particolare di tuorli“, ha detto la prof.ssa Norrina Allen del Department of Preventive Medicine, Northwestern University Feinberg School of Medicine, Chicago, Illinois.Come parte di una sana dieta, la gente ha bisogno di consumare poche quantità di colesterolo. Le persone che consumano meno colesterolo hanno un minor rischio di malattie cardiache“.

I tuorli d’uovo sono una delle fonti più ricche di colesterolo alimentare tra tutti i cibi comunemente consumati. Un uovo di grandi dimensioni ha 186 milligrammi di colesterolo.
Lo ha esaminato i dati aggregati di 29.615 adulti statunitensi, razzialmente ed etnicamente diversi, provenienti da sei studi prospettici di coorte per un periodo fino a 31 anni di follow-up (25 Marzo, 1985, e 31 Agosto, 2016). I risultati indicano che le attuali raccomandazioni delle linee guida alimentari statunitensi per il colesterolo e le uova nella dieta potrebbero dover essere rivalutate.

Le persone dovrebbero mantenere bassa l’assunzione di colesterolo nella dieta riducendo cibi ricchi di colesterolo come uova e carne rossa nella dieta.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Associations of Dietary Cholesterol or Egg Consumption With Incident Cardiovascular Disease and Mortality
Victor W. Zhong, Linda Van Horn, Marilyn C. Cornelis et al.
JAMA. 2019;321(11):1081-1095. doi:10.1001/jama.2019.1572

Editorial
Association of Egg Consumption and Dietary Cholesterol With Cardiovascular Disease Risk

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Allergie alimentari e Sclerosi Multipla.

Posted by giorgiobertin su febbraio 20, 2019

I ricercatori del Brigham and Women’s Hospital analizzando la correlazione tra allergia e attività infiammatoria, hanno trovato nuove prove che collegano le allergie alimentari e le ricadute della sclerosi multipla. I risultati sono pubblicati sul “Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry.

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Abbiamo ritenuto che il meccanismo più probabile associato all’allergia e la sua influenza sulla SM sarebbe correlato all’attività infiammatoria”. “Alcuni pazienti affetti da sclerosi multipla con allergie significative si lamentavano di frequenti recidive associate ai loro episodi allergici”, ha detto la prof.ssa Tanuja Chitnis.

La prof.ssa Chitnis è ottimista riguardo al potenziale significato traslazionale del lavoro e sottolinea l’importanza di affrontare le allergie alimentari nell’assistenza ai pazienti con SM.

Leggi abstract dell’articolo:
Food allergies are associated with increased disease activity in multiple sclerosis
Rami Fakih, Camilo Diaz-Cruz, Alicia S Chua, Cindy Gonzalez, Brian C Healy, Neda Sattarnezhad, Bonnie I Glanz, Howard L Weiner, Tanuja Chitnis
Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry, DOI: 10.1136/jnnp-2018- 319301

Fonte: Brigham and Women’s Hospital Brigham and Women’s Hospital

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La celiachia può causare cambiamenti irreversibili alle cellule immunitarie.

Posted by giorgiobertin su febbraio 14, 2019

Le cellule immunitarie nell’intestino delle persone che soffrono di celiachia sono permanentemente sostituite da un nuovo sottogruppo di cellule che promuovono l’infiammazione; ad affermarlo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’University of Cardiff e pubblicato sulla rivista “Cell”.

Nella celiachia, le cellule T trovate nell’intestino reagiscono al glutine e causano infiammazione, che danneggia il rivestimento dell’intestino“.
In circostanze normali, le cellule T hanno un ruolo protettivo nell’intestino e formano una popolazione stabile, tuttavia, nella celiachia, contribuiscono al processo infiammatorio, causando sintomi a breve termine e aumentando il rischio di sviluppare determinati tipi di cancro intestinale” afferma il prof. McLaren (video).

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Il nostro nuovo studio suggerisce che anche se i sintomi a breve termine, come la diarrea e il dolore addominale, possono essere alleviati rimuovendo il glutine dalla dieta, le implicazioni a lungo termine possono rimanere, perché le cellule T che guariscono dal tessuto nell’intestino sono permanentemente sostituito da cellule T “pro-infiammatorie” afferma il prof. James McLaren della Cardiff University’s School of Medicine.

Questa “cicatrice immunologica” permanente pone le basi per il progresso della malattia e potrebbe avere implicazioni a lungo termine per la salute dell’intestino nei pazienti affetti.
I risultati suggeriscono anche che lo stesso processo potrebbe contribuire ad altri disturbi cronici intestinali, come la colite ulcerosa.

Leggi abstract dell’articolo:
Chronic inflammation permanently reshapes tissue-resident immunity in celiac disease
Toufic Mayassi, Kristin Ladell, Herman Gudjonson, James E. McLaren, … Bana Jabri
Cell In Press, Corrected Proof, Available online 7 February 2019 https://doi.org/10.1016/j.cell.2018.12.039

Fonte: University of Cardiff   –  video

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Molecole trovate nello zenzero rimodellano il microbioma.

Posted by giorgiobertin su febbraio 7, 2019

Le nanoparticelle simili agli esosomi (ELNs- Exosome-like nanoparticles) derivate da piante come lo zenzero contengono RNA che regolano la composizione del microbiota intestinale e inducono la produzione di citochine associate alla funzione di barriera intestinale, alleviando la colite nei topi. Questa è la conclusione di uno studio condotto da Yun Teng, Yi Ren e dai loro colleghi dell’Università di Louisville, nel Kentucky, Stati Uniti. I ricercatori hanno riportato i loro risultati sulla rivista “Cell Host & Microbe“.

ginger

Le piante commestibili, in particolare, sono la principale fonte di energia per i microbi intestinali, ma non è noto se questi prodotti alimentari influenzino l’espressione dei geni batterici intestinali. Ora i ricercatori hanno dimostrato che gli RNA ottenuti da ELNs derivati dallo zenzero modellano il microbiota intestinale. In particolare gli RNA dei GELNs inducono l’espressione della citochina IL-22 e inibiscono la colite nei topi. IL-22 è la chiave per la funzione di barriera intestinale.

Leggi abstract dell’articolo:
Plant-Derived Exosomal MicroRNAs Shape the Gut Microbiota
Yun Teng, Yi Ren, Mohammed Sayed, Xin Hu, … Huang-Ge Zhang
Cell Host & Microbe Volume 24, Issue 5, 14 November 2018, Pages 637-652.e https://doi.org/10.1016/j.chom.2018.10.001

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Il digiuno aumenta il metabolismo umano.

Posted by giorgiobertin su gennaio 31, 2019

I ricercatori del Università di Okinawa Institute of Science and Technology (OIST), in una ricerca pubblicata sulla rivista “Scientific Reports” svelano gli effetti precedentemente sconosciuti del digiuno, tra cui in particolare l’aumento dell’attività metabolica e possibili effetti anti-invecchiamento.

Gli scienziati hanno identificato 30 sostanze precedentemente non segnalate la cui quantità aumenta durante il digiuno e indicano una varietà di benefici per la salute.

“Abbiamo ricercato l’invecchiamento e il metabolismo per molti anni e abbiamo deciso di cercare effetti sulla salute sconosciuti nel digiuno umano“, ha detto il dott. Takayuki Teruya, primo autore. “Contrariamente alle aspettative originarie, si è scoperto che il digiuno induceva l’attivazione metabolica piuttosto attivamente.”

fastingheader

In particolare è stata fatta un’analisi di sangue umano intero, plasma e globuli rossi prelevati da quattro individui a digiuno. I ricercatori hanno monitorato il cambiamento dei livelli dei metaboliti – sostanze formate durante i processi chimici che concedono energia agli organismi e consentono loro di crescere. I risultati hanno rivelato 44 metaboliti, di cui 30 precedentemente non riconosciuti, che sono aumentati universalmente tra i soggetti da 1,5 a 60 volte in sole 58 ore di digiuno.
Negli individui a digiuno, questi metaboliti aumentano di livello, suggerendo un meccanismo mediante il quale il digiuno potrebbe aiutare ad aumentare la longevità.

Recenti studi sull’invecchiamento hanno dimostrato che la restrizione calorica e il digiuno hanno un effetto prolungato sulla durata della vita negli animali modello … ma il meccanismo dettagliato è rimasto un mistero“, ha detto Teruya. “Potrebbe essere possibile verificare l’effetto anti-invecchiamento da diversi punti di vista sviluppando programmi di esercizio o farmaci in grado di provocare la reazione metabolica simile al digiuno.

Leggi abstract dell’articolo:
Diverse metabolic reactions activated during 58-hr fasting are revealed by non-targeted metabolomic analysis of human blood.
Takayuki Teruya, Romanas Chaleckis, Junko Takada, Mitsuhiro Yanagida, Hiroshi Kondoh.
Scientific Reports, 2019; 9 (1) DOI: 10.1038/s41598-018-36674-9

Fonte: Università di Okinawa Institute of Science and Technology (OIST)

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Un metabolita derivato dai melograni protegge dalle malattie infiammatorie intestinali.

Posted by giorgiobertin su gennaio 10, 2019

Gli scienziati dell’University of Louisville hanno dimostrato che un metabolita microbico, l’urolitina A (UrooA), derivato da un composto presente nelle bacche e nei melograni, può ridurre e proteggere dalle malattie infiammatorie intestinali (IBD).

metaboliteuroa
Illustration showing tightening of gut barrier cells and reduced inflammation due to UroA Credit: Praveen Kumar Vemula, Ph.D., Institute for Stem Cell Biology and Regenerative Medicine, India, and Venkatakrishna Jala, Ph.D., UofL

I ricercatori hanno determinato che l’urolithina A (UroA) e la sua controparte sintetica, UAS03, mitigano l’IBD aumentando le proteine ​​che rafforzano le giunzioni delle cellule epiteliali nell’intestino riducendo l’infiammazione dell’intestino nei modelli animali. Le giunzioni serrate nella barriera dell’intestino impediscono la fuoriuscita di microrganismi e tossine inadeguati, causando l’infiammazione caratteristica dell’IBD.

La convinzione generale finora sul campo è che le urolitine esercitano effetti benefici attraverso le loro proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti. Abbiamo scoperto per la prima volta che la loro modalità di funzionamento include anche la riparazione della disfunzione della barriera intestinale e il mantenimento dell’integrità della barriera“, afferma il prof. Rajbir Singh.

La ricerca preclinica pubblicata su “Nature Communications” mostra il meccanismo con cui UroA e UAS03 non solo riducono l’infiammazione e ripristinano l’integrità della barriera intestinale, ma proteggono anche contro la colite.

Scarica e leggi il documento in full text:
Enhancement of the gut barrier integrity by a microbial metabolite through the Nrf2 pathway
Rajbir Singh, Sandeep Chandrashekharappa, ….., Praveen K. Vemula & Venkatakrishna R. Jala
Nature Communications volume 10, Article number: 89 (2019) Published: 09 January 2019

Fonte: University of Louisville

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Un uovo al giorno abbassa il rischio di diabete tipo 2.

Posted by giorgiobertin su gennaio 3, 2019

Il consumo di un uovo ogni giorno sembra associarsi con un profilo metabolico del sangue correlato a un minor rischio di diabete di tipo 2, un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Institute of Public Health and Clinical Nutrition, University of Eastern Finland. I risultati sono stati pubblicati su Molecular Nutrition and Food Research”.

Eggs

L’alto uso delle uova è stato tradizionalmente scoraggiato, principalmente a causa del loro alto contenuto di colesterolo. Ora i ricercatori hanno dimostrato che mangiare circa un uovo al giorno era associato a un minor rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 tra gli uomini di mezza età che partecipavano allo studio.

Lo studio ha rilevato che i campioni di sangue degli uomini che hanno mangiato più uova includevano alcune molecole lipidiche che si correlavano positivamente con il profilo ematico degli uomini che rimanevano liberi dal diabete di tipo 2.

Leggi abstract dell’articolo:
Metabolic Profiling of High Egg Consumption and the Associated Lower Risk of Type 2 Diabetes in Middle‐Aged Finnish Men
Stefania Noerman, Olli Kärkkäinen, Anton Mattsson, Jussi Paananen, Marko Lehtonen, Tarja Nurmi, Tomi-Pekka Tuomainen, Sari Voutilainen, Kati Hanhineva, and Jyrki K Virtanen
Molecular Nutrition & Food Research (2018). DOI: 10.1002/mnfr.201800605

Fonte: Institute of Public Health and Clinical Nutrition, University of Eastern Finland

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Bevande zuccherate legate al rischio di malattie renali.

Posted by giorgiobertin su dicembre 26, 2018

Un maggiore consumo di bevande di frutta zuccherate, soda e acqua è stato associato a una maggiore probabilità di sviluppare la malattia renale cronica (CKD). Lo studio condotto dai ricercatori del Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health coordinati dal prof. Casey Rebholz, è stato pubblicato sulla rivista “Clinical Journal della American Society of Nephrology ( CJASN )“.

sugarsweeten

Per il loro studio, i ricercatori hanno valutato l’assunzione di bevande attraverso un questionario sulla frequenza degli alimenti somministrati all’inizio dello studio nel 2000-04 e hanno seguito i partecipanti fino al 2009-13.

I ricercatori suggeriscono inoltre che le bevande zuccherate sono nocive per la salute e possono creare dipendenza.

Leggi abstract dell’articolo:
Patterns of Beverages Consumed and Risk of Incident Kidney Disease
Casey M. Rebholz, Bessie A. Young, Ronit Katz, Katherine L. Tucker, Teresa C. Carithers, Arnita F. Norwood and Adolfo Correa
Clinical Journal of the American Society of Nephrology (2018). December 2018 DOI:10.2215/CJN.06380518

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Le verdure a foglia verde possono proteggere la salute del fegato.

Posted by giorgiobertin su dicembre 21, 2018

Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)” scopre che un composto presente nelle verdure a foglia verde aiuta a prevenire la steatosi epatica non alcolica nei topi. La steatosi epatica non alcolica (NAFLD), o steatosi epatica, è una condizione in cui il grasso si accumula nel fegato.

Green-Leafy-Vegetables

Attualmente non ci sono trattamenti approvati per la NAFLD, che possono curare le condizioni più gravi, come steatoepatite, fibrosi e cirrosi. I medici raccomandano di perdere peso, fare scelte alimentari salutari e fare più attività fisica per ridurre il grasso nel fegato. Ora gli scienziati del Karolinska Institutet in Svezia hanno dimostrato che il nitrato inorganico – un composto che si trova naturalmente nelle verdure a foglia verde – può ridurre l’accumulo di grasso nel fegato.

Quando abbiamo integrato con nitrato alimentare i topi nutriti con una dieta occidentale ricca di grassi e zuccheri, abbiamo notato una percentuale significativamente inferiore di grassi nel fegato – afferma il prof. Mattias Carlström. “Inoltre i roditori che hanno ricevuto il nitrato avevano una pressione sanguigna più bassa e una migliore sensibilità all’insulina rispetto a quelli sottoposti a dieta ricca di grassi senza nitrato”.

Ora vogliamo condurre studi clinici per studiare il valore terapeutico della supplementazione di nitrati per ridurre il rischio di steatosi epatica, i cui risultati potrebbero portare allo sviluppo di nuovi approcci farmacologici e nutrizionali” – conclude il prof. Mattias Carlström.

Leggi abstract dell’articolo.
AMP-activated protein kinase activation and NADPH oxidase inhibition by inorganic nitrate and nitrite prevent liver steatosis
Isabel Cordero-Herrera, Mikael Kozyra, …., and Mattias Carlstrom
PNAS published ahead of print December 17, 2018 https://doi.org/10.1073/pnas.1809406115

Fonte: Karolinska Institutet – Svezia

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Lo zucchero blocca la produzione di batteri benefici nell’intestino.

Posted by giorgiobertin su dicembre 18, 2018

Lo zucchero può mettere a tacere una proteina chiave richiesta per la colonizzazione da un batterio intestinale associato a individui magri e sani, secondo un nuovo studio del Department of Microbial Pathogenesis, Yale School of Medicine, pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences“.

Bacteria Bacteroides fragilis, the major component of normal microbiome of human intestine
(© stock.adobe.com)

Il microbiota intestinale svolge un ruolo chiave nella salute umana e la sua composizione è associata alla dieta. Fino a poco tempo fa, gli scienziati credevano che lo zucchero fosse assorbito nell’intestino e non avesse mai raggiunto l’intestino. Tuttavia, studi recenti hanno dimostrato che lo zucchero può viaggiare fino al colon, dove risiede il microbiota.
Dato l’elevato consumo di saccarosio e fruttosio nella dieta occidentale, volevamo sapere quale effetto produceva sulla composizione del microbioma intestinale“, ha affermato il prof. Eduardo A. Groisman. “Abbiamo studiato gli effetti di una dieta ricca di saccarosio/glucosio nei topi su uno di quei batteri benefici, il Bacteroides thetaiotaomicron, una specie associata alla capacità di elaborare alimenti sani come le verdure”.

Dai risultati è emerso che sia il fruttosio che il glucosio, che insieme formano saccarosio, bloccano la produzione di una proteina chiave chiamata Roc, necessaria per la colonizzazione di questo benefico batterio nell’intestino. “Il ruolo della dieta nel microbiota intestinale va oltre il semplice apporto di nutrienti”, ha detto Groisman. “Sembra che i carboidrati come lo zucchero possano agire anche come molecole di segnalazione.

I zuccheri semplici potrebbero non essere buoni per noi, dice Groisman. “Lo zucchero non è mai stato un superalimento, ma se sta effettivamente alterando la capacità dei batteri di pompare fuori le proteine, il suo ruolo potrebbe andare ben oltre la nutrizione“.

Leggi abstract dell’articolo:
Dietary sugar silences a colonization factor in a mammalian gut symbiont
Guy E. Townsend II, Weiwei Han, Nathan D. Schwalm III, Varsha Raghavan, Natasha A. Barry, Andrew L. Goodman, and Eduardo A. Groisman
PNAS published ahead of print December 17, 2018 https://doi.org/10.1073/pnas.1813780115

Fonte: Department of Microbial Pathogenesis, Yale School of Medicine

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Consumo di carne rossa e sviluppo di malattie cardiache.

Posted by giorgiobertin su dicembre 10, 2018

I ricercatori del Department of Cardiovascular Medicine, Cleveland Clinic, Ohio, USA, hanno scoperto nuovi meccanismi che dimostrano perché e quanto regolarmente mangiare carne rossa possa aumentare il rischio di malattie cardiache, e il ruolo dei batteri intestinali in questo processo. In particolare sul lavoro pubblicato sull'”European Heart Journal, i ricercatori hanno scoperto che una dieta ricca di carne rossa come fonte proteica primaria aumenta significativamente i livelli di TMAO circolanti (trimetilammina N-ossido – un sottoprodotto di batteri intestinali formatosi durante la digestione), rispetto alle diete con carne bianca o non di carne come fonti proteiche.
Il TMAO viene prodotto quando i batteri intestinali digeriscono colina, lecitina e carnitina, sostanze nutritive che sono abbondanti in prodotti animali come carne rossa e fegato e altri prodotti animali e alcune bevande energetiche e integratori.

Alti livelli di TMAO nel sangue (studio condotto su 113 partecipanti) hanno dimostrato di essere un potente strumento per prevedere i futuri rischi di attacco di cuore, ictus e morte, in base alle ricerche precedenti condotte dallo stesso team di ricercatori guidati dal Dr. Hazen.


Research Uncovers another Red Meat Heart Disease Link

In un altro studio, pubblicato sul Journal of Clinical Investigation, il dott. Hazen e il suo gruppo di ricerca hanno rivelato un potenziale nuovo bersaglio per prevenire le malattie cardiovascolari perforando in profondità un percorso microbico intestinale che converte la carnitina in TMAO.

È straordinario che vegani e vegetariani riescano a malapena a produrre il TMAO dalla carnitina alimentare“. “La nuova sorprendente scoperta sul percorso indotto dall’ingestione di carnitina, anche se fornita solo come supplemento in forma di capsula, fornisce importanti approfondimenti sui nuovi interventi per inibire il TMAO, che può aiutare a ridurre i rischi per le malattie cardiovascolari“, ha detto il dott. Hazen (video).

Leggi il full text dell’articolo:
Impact of chronic dietary red meat, white meat, or non-meat protein on trimethylamine N-oxide metabolism and renal excretion in healthy men and women
Zeneng Wang Nathalie Bergeron Bruce S Levison Xinmin S Li Sally Chiu Xun Jia Robert A Koeth Lin Li Yuping Wu W H Wilson Tang Ronald M Krauss Stanley L Hazen
European Heart Journal, ehy799, Published: 10 December 2018 https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehy799

l-Carnitine in omnivorous diets induces an atherogenic gut microbial pathway in humans
Robert A. Koeth, … , Jose Carlos Garcia-Garcia, Stanley L. Hazen
J Clin Invest. 2018. Published December 10, 2018 https://doi.org/10.1172/JCI94601.

Fonte: Department of Cardiovascular Medicine, Cleveland Clinic, Ohio, USA

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Diabete tipo 2: il fruttosio non fa male.

Posted by giorgiobertin su dicembre 3, 2018

I risultati di una meta analisi (155 studi) condotta dai ricercatori del Department of Nutritional Sciences, Faculty of Medicine, University of Toronto, e del Clinical Nutrition and Risk Factor Modification Centre of St. Michael’s Hospital in Canada, mostrano che la maggior parte degli alimenti che contengono fruttosio non hanno un effetto nocivo sui livelli di glucosio nel sangue quando non forniscono calorie in eccesso, anche se in alcuni studi è stato osservato un effetto dannoso sull’insulina a digiuno.

fruttosio

L’analisi di alimenti specifici suggerisce che frutta e succhi di frutta, quando non forniscono calorie in eccesso, possono avere effetti benefici sul controllo glicemico e dell’insulina, specialmente nelle persone con diabete, mentre molti alimenti, come bevande e succhi di frutta con zuccheri aggiunti, apportano un tipo di energia “povera di nutrienti” alla dieta, e sembrano avere effetti dannosi.
Il basso indice glicemico del fruttosio rispetto ad altri carboidrati e un maggiore contenuto di fibre della frutta potrebbero concorrere a spiegare i miglioramenti rispetto ai livelli di glucosio nel sangue.

La revisione è stata pubblicata sulla rivista “British Medical Journal“.

Leggi il full text dell’articolo:
Food sources of fructose-containing sugars and glycaemic control: systematic review and meta-analysis of controlled intervention studies
Choo Vivian L, Viguiliouk Effie, Blanco Mejia Sonia, Cozma Adrian I, Khan Tauseef A, Ha Vanessa et al.
BMJ 2018; 363 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.k4644 (Published 21 November 2018)

Clinicaltrials.gov (NCT02716870).

Fonti: Clinical Nutrition and Risk Factor Modification Centre of St. Michael’s Hospital – Canada, Doctornews33.

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Invecchiamento sano del cervello con una dieta a basso contenuto di proteine.

Posted by giorgiobertin su novembre 21, 2018

Diete a basso contenuto di proteine ​​ad alto contenuto di carboidrati possono essere la chiave della longevità e dell’invecchiamento cerebrale sano, secondo un nuovo studio sui topi dell’University of Sydney, pubblicato su “Cell Reports”.

dietcarbs

La ricerca mostra per la prima volta che le diete illimitate a basso contenuto proteico e ad alto contenuto di carboidrati hanno vantaggi protettivi simili per il cervello come una restrizione calorica, che è ben nota per i suoi benefici di longevità sebbene non sia sostenibile negli esseri umani.

I ricercatori hanno alimentato i topi con carboidrati complessi derivati ​​dall’amido e le proteine ​​della caseina che si trovano nel formaggio e nel latte.

Per valutare i benefici cerebrali della dieta i ricercatori si sono concentrati sull’ippocampo, la regione del cervello responsabile dell’apprendimento e della memoria.

L’ippocampo di solito è la prima parte del cervello a deteriorarsi con malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Tuttavia, la dieta a basso contenuto di proteine ​​ad alto contenuto di carboidrati sembra promuovere la salute e la biologia dell’ippocampo nei topi” – afferma il prof. Couteur.

Scarica e leggi il documento in full text:
Comparing the Effects of Low-Protein and High-Carbohydrate Diets and Caloric Restriction on Brain Aging in Mice
Devin Wahl, Samantha M. Solon-Biet, Qiao-Ping Wang, Jibran A. Wali, Tamara Pulpitel, Ximonie Clark, David Raubenheimer, Alistair M. Senior, and others
Cell Reports, Vol. 25, Issue 8, p2234–2243.e6 Published in issue: November 20, 2018

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I probiotici vivi possono riequilibrare il microbioma intestinale.

Posted by giorgiobertin su novembre 19, 2018

Una nuova ricerca pubblicata su “International Journal of Pharmaceutics” dimostra che i batteri “buoni” del probiotico vivo SymproveTM possono raggiungere e colonizzare con successo l’intestino, dove vanno a modificare la flora intestinale esistente. Sono inoltre in grado di modificare la risposta immunitaria.

bottle-bubble

I ricercatori hanno scoperto che tutti i batteri di Symprove sono sopravvissuti all’acido dello stomaco per raggiungere e colonizzare l’intestino. L’attività dei batteri in questo studio è stata osservata utilizzando un nuovo simulatore dell’ecosistema microbico intestinale umano (SHIME).

L’aggiunta dei probiotici a Symprove ai microbiotici di donatori umani sani ha cambiato la proporzione di gruppi batterici nella flora intestinale, che ha generato un aumento significativo del butirrato – un acido grasso a catena corta (SCFA) che è fondamentale per la salute e il benessere.

L’aggiunta di Symprove ha anche aumentato le citochine antinfiammatorie IL-6 e IL-10, riducendo le chemochine infiammatorie IL-8, MCP-1 e CXCL10, che sono associate a condizioni infiammatorie e infezioni virali.
I dati hanno mostrato che l’alimentazione del microbioma comporta cambiamenti nella flora intestinale e un effetto anti-infiammatorio e immuno-modulatore positivo.

Leggi abstract dell’articolo:
A four-strain probiotic exerts positive immunomodulatory effects by enhancing colonic butyrate production in vitro.
Frédéric Moens, Pieter Van den Abbeele, Abdul W. Basit, Cornelius Dodoo, … Simon Gaisford
International Journal of Pharmaceutics, Volume 555, 30 January 2019, Pages 1-10
https://doi.org/10.1016/j.ijpharm.2018.11.020

Note: Symprove è un integratore multi-ceppo a base d’acqua contenente quattro ceppi unici di batteri “buoni” attivati ​​dal vivo: L rhamnosus, L. acidophilus, L. plantarum ed E. faecium. È consigliabile che Symprove venga assunto per prima cosa al mattino, 10 minuti prima di mangiare o bere e prima che lo stomaco si sia “svegliato” e si attivi. https://www.symprove.com

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Le verdure crude e le insalate confezionate contengono batteri resistenti.

Posted by giorgiobertin su novembre 16, 2018

L’insalata è popolare tra le persone che vogliono mantenere una dieta equilibrata e sana. Le varietà di insalate vengono spesso vendute confezionate e imballate in pellicola. È noto che questi tipi di prodotti freschi possono essere contaminati da batteri rilevanti dal punto di vista dell’igiene.

Un gruppo di lavoro internazionale guidato dal professor Dr Kornelia Smalla del Julius Kühn Institute (JKI) ha ora dimostrato che questi batteri possono anche includere batteri resistenti agli antibiotici. “Dobbiamo arrivare al fondo di queste scoperte“, ha affermato il professor Dr Georg Backhaus, presidente dell’Istituto Julius Kühn. “Questa preoccupante scoperta di questo tipo di batteri sulle piante è in linea con risultati simili per altri alimenti”. “Stiamo valutando urgentemente cosa significhi questa scoperta riguardo al rischio per la salute dei consumatori“.

insalata-in-busta

Ai fini dell’analisi, il gruppo di lavoro guidato dal professor Smalla ha preso in considerazione insalate miste, rucola, etc. nei supermercati tedeschi. I campioni sono stati quindi analizzati al fine di determinare la quantità totale di geni trasferibili di resistenza antimicrobica (i ricercatori usano il termine “resistoma trasferibile“) in Escherichia coli, un batterio intestinale per lo più innocuo, su questi alimenti. Nelle loro analisi, gli esperti si sono concentrati sulla parte dei batteri di Escherichia coli che sono resistenti all’antibiotico tetraciclina.

Dai risultati pubblicati sulla rivista “mBio” Batteri di E. coli resistenti a più classi di antibiotici sono stati trovati su tutti gli alimenti confezionati.

I consumatori devono sempre lavare accuratamente le verdure crude, l’insalata di foglie e le erbe fresche con acqua potabile prima di mangiarle per ridurre al minimo il rischio di ingestione di agenti patogeni o di batteri resistenti agli antimicrobici” – affermano i ricercatori.

In rari casi è necessario che le persone particolarmente immunocompromesse riscaldino sufficientemente verdure ed erbe fresche (almeno due minuti a 70 °C) prima del consumo secondo le istruzioni dei medici curanti.

Leggi il full text dell’articolo:
The transferable resistome of produce
Khald Blau, Antje Bettermann, Sven Jechalke, Eva Fornefeld, Yann Vanrobaeys, Thibault Stalder, Eva M. Top, Kornelia Smalla
mBio Nov 2018, 9 (6) e01300-18; DOI: 10.1128/mBio.01300-18

Fonte: Julius Kühn Institute (JKI)

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Verso un vaccino contro la celiachia.

Posted by giorgiobertin su novembre 5, 2018

E’ stato scoperto un vaccino in grado di annullare l’effetto del glutine nell’intestino. Il vaccino è ancora in fase sperimentale e potrebbe essere la risposta alle tante persone che soffrono di celiachia.

La celiachia è un’infiammazione cronica dell’intestino tenue, dovuta all’ingestione di glutine in soggetti predisposti.

Il vaccino, denominato Nexvax2, è ancora in fase sperimentale ed è stato sviluppato da ricercatori australiani del “The Royal Melbourne Hospital” e del “Head of Coeliac Research at the Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research“. L’obiettivo del farmaco è permettere al sistema immunitario dei celiaci di rispondere al glutine (video).
Nexvax2, è sicuro e tollerabile. Nexvax2 riprogramma le cellule T in modo tale da non attaccare più determinate sequenze di aminoacidi – peptidi – all’interno delle proteine ​​che costituiscono il glutine, esponendo ripetutamente il corpo [VIDEO] a forme modificate di tre di questi peptidi.


Patients with coeliac disease given new hope with start of trial

La dieta priva di glutine è l’unico trattamento attuale per la malattia celiaca, ma è onerosa, complessa e non sempre efficace” – afferma il prof. Jason Tye-Din.

Persino i pazienti più diligenti possono subire gli effetti avversi dell’esposizione accidentale. Questo studio metterà alla prova se il vaccino, Nexvax2, può specificamente indirizzare la risposta immunitaria al glutine nelle persone con malattia celiaca e modificare gli effetti associati. ” – specifica il prof.  Jason Tye-Din.

La sperimentazione di Nexvax2® (RESET CeD) per il trattamento della malattia celiaca inizierà a Melbourne e poi si svilupperà a Perth, Adelaide, Brisbane, Mackay e la Sunshine Coast.

Epitope-specific immunotherapy targeting CD4-positive T cells in coeliac disease: two randomised, double-blind, placebo-controlled phase 1 studies.
Goel, G., et al.
Lancet Gastroenterol Hepatol. 2017; [Epub ahead of print].

Fonti: The Royal Melbourne Hospital – Head of Coeliac Research at the Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research

more about this clinical trial

www.clinicaltrials.gov (Identifier: NCT03644069).

ImmusanT Nexvax2® Fact Sheet.

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I dolcificanti artificiali rendono tossici i batteri intestinali.

Posted by giorgiobertin su ottobre 6, 2018

I ricercatori del Ben-Gurion University of the Negev (BGU) in Israel and Nanyang Technological University in Singapore, hanno scoperto che i dolcificanti artificiali sono tossici per i microbi intestinali digestivi.
I ricercatori, che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista “Molecules” avvertono che il consumo di dolcificanti artificiali è collegato a disordini metabolici, aumento di peso, cancro, diabete di tipo 2 e alterazione dei microbi intestinali.


What Do Artificial Sweeteners Actually Do to Your Body?

Lo studio collaborativo ha indicato la tossicità relativa di sei dolcificanti artificiali (aspartame, sucralosio, saccarina, neotame, advantame e acesulfame potassio-k) e 10 integratori sportivi contenenti questi dolcificanti artificiali. I batteri nel sistema digestivo sono diventati tossici se esposti a concentrazioni di solo un milligrammo per millilitro di queste sostanze.

Abbiamo modificato i batteri bioluminescenti di E. coli, che si illuminano quando rilevano sostanze tossiche e agiscono come un modello di rilevamento rappresentativo del complesso sistema microbico“, ha affermato il prof. Ariel Kushmaro.

Lo studio ha confermato i risultati di uno studio del 2014 su “Nature“, che ha esaminato il modo in cui gli edulcoranti possono portare a intolleranza al glucosio, probabilmente a causa del loro effetto sul microbioma intestinale.
Il prof. Kushmaro avverte: “Le persone dovrebbero ridurre in modo significativo o evitare il consumo di dolcificanti artificiali“.

I dolcificanti artificiali sono stati identificati come inquinanti ambientali emergenti. I ricercatori hanno notato che le loro tracce sono state trovate nell’acqua potabile, nelle acque superficiali e nelle falde acquifere sotterranee.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Measuring Artificial Sweeteners Toxicity Using a Bioluminescent Bacterial Panel
Ariel Kushmaro
Molecules 2018, 23(10), 2454; doi:10.3390/molecules23102454

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