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Posts Tagged ‘microbiologia’

Nuova ricerca per combattere il cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su ottobre 7, 2017

Un team di ricercatori del Data Center presso la Columbia University coordinati dal prof. Danino, ha dimostrato che i batteri nei tumori del pancreas degradano un farmaco usato come chemioterapico per curare i pazienti che hanno il cancro al pancreas, la Gemcitabina.

Tal_Danino Prof. Tal Danino

I risultati dello studio sono stati pubblicati nella rivista “Science“. Lo studio può portare a sperimentazioni cliniche negli esseri umani. E se si trovano antibiotici per uccidere i batteri nei pazienti pancreatici, la chemioterapia può diventare più efficace, dando a questi pazienti più speranza e più vita.

La comprensione della microbiologia tumorale ci aiuterà a migliorare i nostri trattamenti chemioterapici esistenti per i pazienti affetti da tumore“, afferma Danino.

Leggi abstract dell’articolo:
Potential role of intratumor bacteria in mediating tumor resistance to the chemotherapeutic drug gemcitabine
BY LEORE T. GELLER, MICHAL BARZILY-ROKNI, TAL DANINO,…….TODD R. GOLUB, RAVID STRAUSSMAN
Science 15 SEP 2017 : 1156-1160

Fonte:  Data Center – Columbia University

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NICE: Line guida sulle infezioni del tratto urinario nei bambini.

Posted by giorgiobertin su settembre 28, 2017

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla diagnosi e gestione delle infezioni del tratto urinario nei neonati, nei bambini e nei giovani (sotto i 16 anni). Il documento include infezioni del tratto urinario superiore o inferiore, e sono comprese informazioni e consigli sulle famiglie e sugli assistenti.

urinary tract infection

Scarica e leggi il documento in full text:
Urinary tract infection in children and young people
Quality standard [QS36] Last updated: September 2017

Urinary tract infection in under 16s: diagnosis and management
Clinical guideline [CG54] Last updated: September 2017

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I microbi intestinali influenzano la progressione della Sclerosi Multipla.

Posted by giorgiobertin su settembre 12, 2017

I ricercatori di UC San Francisco hanno individuato microbi intestinali specifici associati a sclerosi multipla (MS) nei pazienti umani, mostrando che questi microbi partecipano alla regolazione delle risposte immunitarie nei modelli di topo della malattia.

In due articoli pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) i ricercatori affermano che i microbi intestinali possono svolgere un ruolo nella neurodegenerazione che caratterizza MS. Gli autori sperano che la ricerca aiuterà a capire le origini della MS e potenzialmente portare a trattamenti, come i cambiamenti dietetici o i farmaci basati su sottoprodotti microbici, che potrebbero migliorare il corso della malattia.

brain-MS  Microbioma

Un numero crescente di studi dimostra che i microbi intestinali possono influenzare direttamente la funzione del sistema immunitario umano. Il prof. Baranzini afferma: “l’intestino è in realtà la connessione più intima tra il mondo esterno e il sistema immunitario, il microbioma dell’intestino umano potrebbe svolgere un ruolo nell’insorgenza o nella progressione di MS“.
Il team ha analizzato il microbioma intestinale di 71 pazienti con MS e 71 soggetti di controllo sani, ha individuato le specie specifiche di batteri comuni nelle persone con sclerosi multipla rispetto alla popolazione generale. Poi si sono focalizzati su un compito molto più difficile, indagare su come queste differenze nei batteri intestinali possano influenzare l’attacco del sistema immunitario alla mielina in MS.

Dai risultati è emerso che Akkermansia muciniphila e Acinetobacter calcoaceticus innescavano l’infiammazione e le risposte del sistema immunitario, mentre P. distasonis abbassava l’infiammazione (primo studio).
Nel secondo studio il team ha scoperto che i trapianti di microbiomi da parte di pazienti con MS possono esacerbare i sintomi nei topi con un modello genetico della malattia.
Queste popolazioni batteriche influenzano lo sviluppo e la progressione della MS. Nei pazienti con MS la mancanza di P. distasonis porta ad infiammazione distruttiva e ad un sovraccarico del sistema immunitario.

Questi risultati suggeriscono che i microbi intestinali possono svolgere un ruolo chiave – accanto alla predisposizione genetica e ad altri fattori ambientali – sulle origini della SM. Forse siamo sulla strada buona; modulare il nostro microbioma per ripristinare il metabolismo a basso rischio e meno infiammatorio caratteristico di molte malattie degli esseri umani.

Scarica e leggi il full text degli articoli:
Gut microbiota from multiple sclerosis patients enables spontaneous autoimmune encephalomyelitis in mice
Kerstin Berer, Lisa Ann Gerdes, Egle Cekanaviciute, Xiaoming Jia, Liang Xiao, Zhongkui Xia, Chuan Liu, Luisa Klotz, Uta Stauffer, Sergio E. Baranzini, Tania Kümpfel, Reinhard Hohlfeld, Gurumoorthy Krishnamoorthy, and Hartmut Wekerle
PNAS 2017; published ahead of print September 11, 2017, doi:10.1073/pnas.1711233114

Gut bacteria from multiple sclerosis patients modulate human T cells and exacerbate symptoms in mouse models
Egle Cekanaviciute, Bryan B. Yoo, Tessel F. Runia, Justine W. Debelius, Sneha Singh, Charlotte A. Nelson, Rachel Kanner, Yadira Bencosme, Yun Kyung Lee, Stephen L. Hauser, Elizabeth Crabtree-Hartman, Ilana Katz Sand, Mar Gacias, Yungjiao Zhu, Patrizia Casaccia, Bruce A. C. Cree, Rob Knight, Sarkis K. Mazmanian, and Sergio E. Baranzini
PNAS 2017; published ahead of print September 11, 2017, doi:10.1073/pnas.1711235114

Fonte: UC San Francisco

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Gli antibiotici indeboliscono il sistema immunitario.

Posted by giorgiobertin su agosto 18, 2017

I ricercatori della University of Virginia School of Medicine hanno scoperto che l’uso di antibiotici porta ad una riduzione della varietà dei microbi nell’intestino ed interferisce con la capacità del sistema immunitario di combattere le malattie.

In particolare i neutrofili, un tipo di cellule immunitarie, sono meno efficaci nel combattere le infezioni e viene indebolita la barriera intestinale contro gli agenti patogeni che invadono il corpo.

Antibiotici

I neutrofili svolgono un ruolo importante come una risposta immunitaria innata quando i patogeni invadono il corpo”, ha dichiarato il prof. Koji Watanabe. “Abbiamo scoperto che la disgregazione antibiotica dei microbi naturali nell’intestino lo lascia suscettibile di infezioni gravi”.
Gli antibiotici vanno usati nei casi strettamente necessari. “L’uso ingiusto degli antibiotici non solo aumenta il rischio di batteri resistenti a molteplici farmaci e il rischio di infezione da C. difficile ma incide anche sulla funzione delle cellule del sangue“. affermano i ricercatori che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista scientifica “PLOS Pathogens“. 

Leggi il full text dell’articolo:
Microbiome-mediated neutrophil recruitment via CXCR2 and protection from amebic colitis
Koji Watanabe, Carol A. Gilchrist, Md Jashim Uddin, Stacey L. Burgess, Mayuresh M. Abhyankar, Shannon N. Moonah, Zannatun Noor, Jeffrey R. Donowitz,…et al.
Plos Pathogens Published: August 17, 2017 https://doi.org/10.1371/journal.ppat.1006513

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La fibra alimentare aiuta a mantenere sano l’intetsino.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2017

I ricercatori di UC Davis Health, in una ricerca pubblicata sulla rivista “Science“, hanno scoperto come i sottoprodotti della digestione della fibra alimentare da parte dei microbi intestinali fungono da combustibile giusto per aiutare le cellule intestinali a mantenere la salute dell’intestino.

Gut-Bacteria-Infographic

La ricerca è importante perché identifica un potenziale obiettivo terapeutico per riequilibrare il microbiota intestinale e aggiunge un crescente consenso sulla complessa interazione tra microbiota intestinale e fibra alimentare.
La nostra ricerca suggerisce che uno dei migliori approcci per mantenere la salute dell’intestino potrebbe essere quello di nutrire i microbi intestinali benefici con la fibra alimentare, la loro fonte preferita di sostentamento“, ha dichiarato Andreas Bäumler, professore di microbiologia medica e immunologia a UC Davis Health e autore dello studio.

I microbi intestinali residenti metabolizzano la fibra alimentare non digerita per produrre acidi grassi a catena corta, che segnalano alle cellule dell’intestino di massimizzare il consumo di ossigeno, limitando così la quantità di ossigeno diffuso nel lumen intestinale. I batteri utili non sopravvivono in un ambiente ricco di ossigeno, il che significa che il nostro microbioma e le cellule intestinali lavorano insieme per promuovere un ciclo virtuoso che mantiene la salute dell’intestino.

I livelli di ossigeno più elevati ci rendono più suscettibili agli agenti patogeni enterosi aerobici come Salmonella o Escherichia coli, che usano l’ossigeno per eliminare i microbi benefici concorrenti” – afferma il prof. Andreas Bäumler.
La nuova ricerca ha identificato il recettore peroxisome proliferator receptor gamma (PPARg) come regolatore responsabile del mantenimento del ciclo di protezione.

Leggi abstract dell’articolo:
Microbiota-activated PPAR-γ signaling inhibits dysbiotic Enterobacteriaceae expansion
BY MARIANA X. BYNDLOSS, ERIN E. OLSAN, FABIAN RIVERA-CHÁVEZ,…….ANDREAS J. BÄUMLER
SCIENCE 11 AUG 2017 : 570-575

Gut cell metabolism shapes the microbiome
BY PATRICE D. CANI
SCIENCE 11 AUG 2017: 548-549

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Un microbo dell’intestino per trattare la Sclerosi Multipla.

Posted by giorgiobertin su agosto 9, 2017

I ricercatori di Mayo Clinic, insieme ai colleghi dell’Università di Iowa, riferiscono in un articolo pubblicato sulla rivista “Cell Reports“, di aver scoperto che un microbo umano può aiutare a trattare le malattie autoimmuni, come la Sclerosi Multipla.
I dati sono preliminari e gli esperimenti sono stati condotti su un modello preclinico di Sclerosi Multipla. Dai campioni microbiotici (tre ceppi batterici) prelevati dall’intestino a sorpresa è emerso che Prevotella histicola, sopprime efficacemente la malattia immunitaria in un modello di topo con SM.

Dr. Joseph Murray discusses human gut microbe to treat MS

Se possiamo usare i microbi già esistenti nel corpo umano per curare la malattia umana, possiamo affermare che si apre una nuova era della medicina“. afferma il prof. Murray.
Prevotella histicola, coltivata nell’intestino umano, ha causato una diminuzione in due tipi di cellule pro-infiammatorie, con un aumento delle famiglie di cellule che combattono le malattie: cellule T, cellule dendritiche e un tipo di macrofagi.

Il team conclude che, in futuro, questo tipo di microbi intestinali può svolgere un ruolo nel trattamento della Sclerosi Multipla, malattia causata da un attacco del sistema immunitario alla guaina mielinica, un isolamento naturale che copre i nervi del cervello e del midollo spinale.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Human Gut-Derived Commensal Bacteria Suppress CNS Inflammatory and Demyelinating Disease
Ashutosh Mangalam, Shailesh K. Shahi, David Luckey, Melissa Karau, Eric Marietta, Ningling Luo, Rok Seon Choung, Josephine Ju, Ramakrishna Sompallae, Katherine Gibson-Corley, Robin Patel, Moses Rodriguez, Chella David, Veena Taneja, Joseph Murray
Cell Reports Volume 20, Issue 6, p1269–1277, 8 August 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.celrep.2017.07.031

Fonte: Mayo Clinic

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Un tipo di batteri accelera la crescita del cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su luglio 16, 2017

I ricercatori del Texas A & M Health Science Center hanno scoperto che una sottospecie del batterio Streptococcus gallolyticus sembra promuovere attivamente lo sviluppo del cancro del colon-retto, questo potrebbe portare a possibili strategie di trattamento. I risultati sono pubblicati sulla rivista “PLOS Pathogens“.

Streptococcus gallolyticus

Gli scienziati già conoscevano da tempo tempo che le persone infette da S. gallolyticus hanno maggiori probabilità di avere il cancro del colon-retto. Quale fosse il suo ruolo non era ben chiaro.
Ora il team coordinato dal prof. Yi Xu attraverso i risultati della coltura cellulare e in vivo sugli animali ha dimostrato che quando la produzione di una certa proteina, chiamata β-catenina, nota a svolgere un ruolo chiave nel cancro del colon-retto, è stata ridotta in una cellula, S. gallolyticus non ha promosso la proliferazione delle cellule tumorali del colon-retto. Questo indica un possibile percorso attraverso il quale i batteri guidano lo sviluppo del cancro.
In particolare negli esperimenti sugli animali coloro che sono stati trattati con S. gallolyticus hanno sviluppato più tumori e avevano una maggiore produzione della proteina β-catenina, nonché altri segni di gravità del cancro.

Si pensa che circa il 2 all’8 per cento delle persone sane ha SGG nel tessuto del colon. Rimane ancora da capire se SGG sta alla base delle mutazioni iniziali che causano il cancro. SGG talvolta provoca infezioni delle valvole cardiache, e i medici di solito consigliano a chiunque con questa infezione un controllo anche per il cancro del colon. Circa la metà delle persone con un’infezione della valvola cardiaca di SGG ha anche avuto un cancro del colon non diagnosticato.

Se il ruolo del batterio nel cancro è confermato, i tumori del colon potranno essere trattati un giorno con antibiotici o persino prevenuti con un vaccino.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Streptococcus gallolyticus subsp. gallolyticus promotes colorectal tumor development
Ritesh Kumar, Jennifer L. Herold, Deborah Schady, Jennifer Davis, Scott Kopetz, Margarita Martinez-Moczygemba, Barbara E. Murray, Fang Han, Yu Li, Evelyn Callaway, Robert S. Chapkin, Wan-Mohaiza Dashwood, Roderick H. Dashwood, [ … ], Yi Xu
PLOS Pathogens Published: July 13, 2017 https://doi.org/10.1371/journal.ppat.1006440

Fonte: Texas A & M Health Science Center

Approfondimenti:
Klein RS, Recco RA, Catalano MT, Edberg SC, Casey JI, Steigbigel NH (13 October 1977). “Association of Streptococcus bovis with carcinoma of the colon“. N. Engl. J. Med. 297 (15): 800–2. PMID 408687. doi:10.1056/NEJM197710132971503

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Nanoparticelle antibiotiche contro i batteri resistenti ai farmaci.

Posted by giorgiobertin su luglio 14, 2017

La resistenza agli antibiotici è un problema crescente, soprattutto tra un tipo di batteri classificati come “Gram-negativi“. Questi batteri hanno due membrane cellulari, rendendo più difficile penetrare e uccidere le cellule.
I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno utilizzato la nanotecnologia per sviluppare trattamenti più mirati per questi batteri resistenti ai farmaci. In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista “Advanced Materials“, riferiscono che un peptide antimicrobico confezionato in una nanoparticola di silicio ha ridotto drasticamente il numero di batteri nei polmoni dei topi infetti da Pseudomonas aeruginosa, una malattia causata dal batterio Gram-negativo che può portare alla polmonite.

adma201701527

Per il peptide antimicrobico, i ricercatori hanno scelto una tossina batterica sintetica chiamata KLAKAK. Hanno attaccato questa tossina ad una varietà di “peptidi di traffico”, che interagiscono con le membrane batteriche. Di 25 peptidi testati, il miglior risultato si è avuto con una combinazione di KLAKAK con un peptide chiamato lactoferrina, che era 30 volte più efficace nell’uccisione di Pseudomonas aeruginosa rispetto ai singoli peptidi. Si sono avuti minimi effetti tossici sulle cellule umane.

Leggi abstrcat dell’articolo:
Porous Silicon Nanoparticle Delivery of Tandem Peptide Anti-Infectives for the Treatment of Pseudomonas aeruginosa Lung Infections
Ester J. Kwon, Matthew Skalak, Alessandro Bertucci, Gary Braun, Francesco Ricci, Erkki Ruoslahti, Michael J. Sailor and Sangeeta N. Bhatia
Advanced Materials online: 12 JUL 2017 | DOI: 10.1002/adma.201701527

Fonte: MIT (Massachusetts Institute of Technology)

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Morbo di Alzheimer: olio di oliva protegge dal declino cognitivo.

Posted by giorgiobertin su giugno 24, 2017

Ricercatori italiani della prestigiosa Lewis Katz School of Medicine (LKSOM) presso la Temple University di Philadelphia hanno scoperto che l’olio extravergine di oliva, maggior componente della dieta mediterranea, protegge dal declino cognitivo e riduce i sintomi legati a patologie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer. Gli studiosi, coordinati dal professor Domenico Praticò, docente presso il Dipartimento di Farmacologia e Microbiologia dell’ateneo americano, sono giunti a questa conclusione dopo aver condotto alcuni esperimenti con modelli murini (topi).

Pratico Photo   olio-oliva

L’esame istologico condotto sul tessuto cerebrale degli animali da esperimento ha evidenziato un’integrità sinaptica migliore e una riduzione dei livelli di placche amiloidi e proteina tau negli animali alimentati con una dieta ricca di olio di oliva extravergine. In pratica, l’olio di oliva avrebbe protetto questi animali dalle conseguenze della neurodegenerazione, catalizzando la cosiddetta autofagia, il processo di rimozione dei ‘rifiuti’ che si accumulano nelle cellule nervose.

La pubblicazione dei risultati è stata fatta sulla rivista “Annals of Clinical and Translational Neurology“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Extra-virgin olive oil ameliorates cognition and neuropathology of the 3xTg mice: role of autophagy
Elisabetta Lauretti, Luigi Iuliano and Domenico Praticò
Annals of Clinical and Translational Neurology Version of Record online: 21 JUN 2017 | DOI: 10.1002/acn3.431

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Analisi della flora intestinale per comprendere l’autismo.

Posted by giorgiobertin su giugno 4, 2017

I ricercatori del Cnr e dell’Università di Firenze hanno approfondito lo studio dell’insieme dei microorganismi intestinali (microbiota) di soggetti affetti da autismo.
Attraverso sofisticate tecniche di metagenomica e bioinformatica i ricercatori hanno caratterizzato le centinaia di batteri e – per la prima volta – anche i funghi presenti nell’intestino (questi ultimi rappresentano circa l’1-2% del microbiota intestinale).

microbiota

Nei soggetti presi in esame, il profilo di cinque generi microbici e uno fungino, inclusi i coliformi, Clostridium e Candida, appaiono aumentati al crescere della gravità dei sintomi. Riscontrata, inoltre, la presenza di Escherichia coli, un batterio rivelatore di stati infiammatori.

I risultati forniscono un set di marcatori preziosi per valutare e guidare studi di intervento sulla dieta, che è alla base della composizione del microbiota. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Microbiome“.

Leggi il full text dell’articolo:
New evidences on the altered gut microbiota in autism spectrum disorders
Francesco Strati, Duccio Cavalieri, Davide Albanese, Claudio De Felice, Claudio Donati, Joussef Hayek, Olivier Jousson, Silvia Leoncini, Daniela Renzi, Antonio Calabrò and Carlotta De Filippo
Microbiome 2017 5:24 DOI: 10.1186/s40168-017-0242-1

Fonte: Università di Firenze

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Nuovo test per diagnosticare rapidamente la Sepsi.

Posted by giorgiobertin su maggio 17, 2017

I ricercatori hanno sviluppato un test in grado di diagnosticare rapidamente e in modo affidabile la sepsi, una complicazione potenzialmente pericolosa per la vita che può accadere quando il corpo intero reagisce ad un’infezione.

Nello studio riportato su “Journal of Clinical Laboratory Analysis“, i ricercatori descrivono quello che viene chiamato un sistema “TaqMan-Based Multiplex PCR real-time”, che permette di rilevazione rapidamente 10 dei più frequenti batteri patogeni da campioni di sangue in poche ore.

JCLA-cover

È interessante notare che  gli agenti patogeni in alcuni casi risultati negativi in cultura da sangue di pazienti con sepsi sono stati rilevati con questo metodo. Noi ipotizziamo che i frammenti di DNA residui dei batteri potrebbero essere rilevati da questo sistema, anche se sono stati distrutti da farmaci antibatterici o dal sistema immunitario“, ha detto il dottor Bing Zhang, autore senior dello studio.

Leggi abstract dell’articolo:
Rapid diagnosis of sepsis with TaqMan-Based multiplex real-time PCR
Chang-Feng Liu, Xin-Ping Shi, Yun Chen, Ye Jin, Bing Zhang
J Clin Lab Anal. 2017;00:e22256. https://doi.org/10.1002/jcla.22256

Fonte: Wiley

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Relazione tra malattia del cervello e microbioma intestinale.

Posted by giorgiobertin su maggio 11, 2017

I ricercatori della Penn Medicine – University of Pennsylvania – Philadelphia, hanno dimostrato un legame diretto e inaspettato tra il microbioma e alcune malattie cerebrovascolari.
I batteri del microbioma intestinale guidano la formazione di malformazioni cavernose cerebrali (CCM), dette anche angiomi cavernosi o cavernomi, lesioni vascolari caratterizzate da agglomerati di capillari sanguigni (gomitoli vascolari) abnormemente dilatati e fragili, che possono causare ictus e crisi epilettiche (video).

CCM-human-brain
CCMs in a mouse using microCT Credit: Issam Awad, University of Chicago

Il team ha scoperto, come descritto nell’articolo pubblicato sulla rivista “Nature“, che il percorso molecolare che sta alla base del CCM è attivato da TLR4, un recettore per un lipopolisaccaride, molecola batterica (LPS). L’attivazione di TLR4 sulle cellule endoteliali cerebrali da parte di LPS è notevolmente accelerata nella formazione di CCM. Al contrario, se TLR4 viene rimosso dalle cellule endoteliali, o se i topi sono trattati con farmaci che bloccano la funzione TLR4, la formazione CCM viene impedita.

In conclusione batteri del microbioma intestinale negli animali possono guidare la formazione di CCM attraverso la relazione LPS-TLR4. Il ruolo chiave della segnalazione LPS-TLR4 è stato trovato essere presente anche negli esseri umani.

Lo studio suggerisce che i trattamenti progettati per bloccare la segnalazione TLR4 alterando il microbioma possono essere usati per il trattamento di questa malattia“, ha detto il prof. Mark Kahn.

Leggi abstract dell’articolo:
Endothelial TLR4 and the microbiome drive cerebral cavernous malformations
Alan T. Tang ,Jaesung P. Choi ,Jonathan J. Kotzin ,Yiqing Yang ,Courtney C. Hong, Nicholas Hobson,Romuald Girard… Xiangjian Zheng & Mark L. Kahn.
Nature (2017) Published online 10 May 2017, doi: 10.1038/nature22075

Fonte: Penn Medicine – University of Pennsylvania – Philadelphia

CCM Italia  –  video

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Strategia di Gene-editing per eliminare il virus HIV negli animali.

Posted by giorgiobertin su maggio 2, 2017

Gli scienziati del Lewis Katz School of Medicine at Temple University (LKSOM) e dell’University of Pittsburgh hanno dimostrato che è possibile asportare DNA dell’HIV dai genomi di animali vivi per eliminare ulteriori infezioni. Questa è la prima volta che gli esperimenti vengono eseguiti in tre diversi modelli animali, tra cui un modello “umanizzato”, in cui nei topi sono state trapiantate le cellule immunitarie umane infettate con il virus.

Il team è il primo a dimostrare che la replicazione dell’HIV-1 può essere completamente spenta e il virus eliminato dalle cellule infette in animali con una potente tecnologia di gene-editing nota come CRISPR/Cas9.

Cas9-HIV

Il nuovo studio segna un passo in avanti importante nella ricerca di una cura permanente per l’infezione da HIV. “La fase successiva potrebbe essere quella di ripetere lo studio in primati, un modello animale più adatto in cui l’infezione da HIV induce la malattia, al fine di dimostrare ulteriormente l’eliminazione del virus HIV-1 DNA nelle cellule T infette e in altri siti tra cui le cellule del cervello“, ha detto il prof Khalili. “Il nostro obiettivo finale è uno studio clinico in pazienti umani.

Leggi abstract dell’articolo:
In Vivo Excision of HIV-1 Provirus by saCas9 and Multiplex Single-Guide RNAs in Animal Models.
Chaoran Yin, Ting Zhang, Xiying Qu, Yonggang Zhang, Raj Putatunda, Xiao Xiao, Fang Li, Weidong Xiao, Huaqing Zhao, Shen Dai, Xuebin Qin, Xianming Mo, Won-Bin Young, Kamel Khalili, Wenhui Hu.
Molecular Therapy, 2017; DOI: 10.1016/j.ymthe.2017.03.012

Fonte: Lewis Katz School of Medicine at Temple University

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ECDC: Rapporto sull’uso degli antimicrobici.

Posted by giorgiobertin su febbraio 23, 2017

ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) e l’EFSA hanno pubblicato un rapporto sulla resistenza agli antimicrobici, sottolineando la grave minaccia che questo problema rappresenta per la salute pubblica delle persone e degli animali. Le infezioni causate da batteri resistenti agli antimicrobici causano circa 25 000 decessi nell’Unione europea ogni anno.

Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “La resistenza antimicrobica è una minaccia allarmante e mette la salute umana e animale in pericolo. Abbiamo fatto notevoli sforzi per fermare la sua ascesa, ma questo non è sufficiente. Dobbiamo essere più veloci, più forti ed agire su diversi fronti. Questo è il motivo per cui la Commissione lancerà un nuovo piano d’azione questa estate che darà un nuovo quadro per le future azioni coordinate per ridurre la diffusione della resistenza antimicrobica.

ecdc-report

Il rapporto mostra che, in generale, la resistenza ai farmaci nei batteri di Salmonella è alta in tutta l’UE. Una particolare preoccupazione viene rivolta ai comuni tipi di Salmonella negli esseri umani, come la Salmonella Typhimurium monofasica, che presentano un’elevatissima resistenza multi-farmaco. Un uso prudente degli antibiotici in medicina umana e veterinaria è estremamente importante per affrontare la sfida della resistenza antimicrobica.

Scarica e leggi i documenti in full text:
The European Union summary report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2015
Data visualisation tool
Food and Waterborne diseases and zoonoses programme page
Press release

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Programmati batteri contro i tumori.

Posted by giorgiobertin su febbraio 9, 2017

Gli scienziati della Chonnam National University Hwasun Hospital, Republic of Korea, sono riusciti a modificare dei batteri per combattere il cancro. Questi batteri della famiglia Clostridium e Salmonella si sono infiltrati con successo nei tumori ed hanno attivato il sistema immunitario per uccidere le cellule maligne; il nuovo studio è stato descritto sulla rivista “Science Translational Medicine“.

zheng
Genetically modified Salmonella bacteria target tumors and make the immune system extra aggressive toward cancer cells. Younghee Lee/CUBE3D Graphic

Dagli esperimenti la dimensione dei tumori è diminuita al di sotto dei limiti rilevabili in 11 dei 20 topi che avevano ricevuto iniezioni di un ceppo di batteri progettati per essere innocuo, ma in grado di sopprimere in modo efficace la crescita delle masse tumorali.
Jin Hai Zheng e colleghi hanno utilizzato batteri di Salmonella typhimurium come “cavalli di Troia”, che infiltrati negli ambienti a basso ossigeno trovati all’interno dei tumori hanno attivato un segnale di risposta immunitaria – da una proteina chiamata FlaB, coinvolti nelle attività tumorali.

Gli autori ipotizzano che il buon profilo di sicurezza rende i batteri ingegnerizzati una potenziale strategia anticancro molto promettente.

Leggi abstract dell’articolo:
Two-step enhanced cancer immunotherapy with engineered Salmonella typhimurium secreting heterologous flagellin
BY JIN HAI ZHENG, VU H. NGUYEN, SHENG-NAN JIANG, SEUNG-HWAN PARK, WENZHI TAN, SEOL HEE HONG, MYUNG GEUN SHIN, IK-JOO CHUNG, YEONGJIN HONG, HEE-SEUNG BOM, HYON E. CHOY, SHEE EUN LEE, JOON HAENG RHEE, JUNG-JOON MIN
SCIENCE TRANSLATIONAL MEDICINE08 FEB 2017

Science news: Scientists turn food poisoning microbe into powerful cancer fighter
By Michael PriceFeb. 8, 2017

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Batteri intestinali legati al diabete di tipo 1.

Posted by giorgiobertin su gennaio 20, 2017

Le persone con diabete di tipo 1 mostrano cambiamenti nel loro sistema digestivo che non si vedono nelle persone che non hanno la malattia autoimmune, ad affermarlo un nuovo studio italiano pubblicato sulla rivista “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism“.

Questo è il primo studio che ha avuto l’opportunità di analizzare il profilo infiammatorio, microbioma, e l’associazione alla mucosa duodenale dei pazienti con diabete di tipo 1, rispetto ai pazienti con malattia celiaca e controlli sani“.“L’espressione di 10 geni specifici proinfiammatori risultano significativamente aumentati nel duodeno dei pazienti con diabete di tipo 1 rispetto ai controlli sani e ai pazienti con malattia celiaca“, afferma il prof. Lorenzo Piemonti, dell’Ospedale San Raffaele di Milano, Italia.
batteri microbiota

Lo studio ha incluso 54 pazienti – 19 con diabete di tipo 1, 19 con malattia celiaca, e 16 controlli sani. Le biopsie della mucosa duodenale sono stati condotte presso l’ospedale San Raffaele dal 2009 al 2015. L’infiammazione è stata valutata da uno studio di espressione genica e di immunoistochimica. La composizione del Microbioma è stata analizzata con 16S rRNA gene sequencing.
La mucosa duodenale dei pazienti con diabete di tipo 1, ha mostrato un significativo aumento dei batteri Firmicutes (Gram-positivi) e una riduzione Proteobacteria (Gram-negativi) e Bacteroidetes (Gram-negativi) rispetto ai controlli sani.

Per anni, abbiamo cercato la causa del diabete di tipo 1 nel pancreas. Forse, abbiamo guardato nel posto sbagliato, vi è la possibilità che l’intestino hanno un ruolo chiave nello sviluppo della malattia“. – concludono i ricercatori.
Se i risultati saranno confermati, sarà possibile sviluppare un nuovo trattamento nelle persone con un alto rischio di sviluppare il diabete di tipo 1.

Leggi abstract dell’articolo:
Duodenal mucosa of patients with type 1 diabetes shows distinctive inflammatory profile and microbiota
Silvia Pellegrini, Valeria Sordi, Andrea Mario Bolla, Diego Saita, Roberto Ferrarese, Filippo Canducci, Massimo Clementi, Francesca Invernizzi, Alberto Mariani, Riccardo Bonfanti, Graziano Barera, Pier Alberto Testoni, Claudio Doglioni, Emanuele Bosi, Lorenzo Piemonti
Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism published Jan. 19 – DOI: https://doi.org/10.1210/jc.2016-3222

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Scoperta nuova fonte naturale per potenti farmaci anti-cancro.

Posted by giorgiobertin su dicembre 21, 2016

Gli scienziati del campus della Florida del The Scripps Research Institute (TSRI) hanno sviluppato un processo efficiente per scoprire rapidamente nuovi “prodotti naturali enediyne” da microbi del suolo che potrebbero portare allo realizzazione di farmaci antitumorali estremamente potenti.

La famiglia enediyne di prodotti naturali ha avuto un profondo impatto sulla chimica moderna, la biologia e la medicina. Molti degli enediynes naturali sono entrati studi clinici contro il cancro e in Giappone la zinostatina viene utilizzata clinicamente.

calicheamicin   Calicheamicin: An antitumor antibiotic featuring an enediyne unit

Il prof. Ben Shen ed i suoi colleghi hanno scoperto una nuova famiglia di prodotti enediyne naturali, chiamati tiancimycins, (TNMs) che uccidono le cellule tumorali più rapidamente e completamente in confronto a molecole tossiche utilizzate e approvate dalla FDA come gli anticorpi monoclonali collegati a farmaci citotossici che colpiscono solo le cellule tumorali. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “mBio“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Strain Prioritization and Genome Mining for Enediyne Natural Products
Xiaohui Yan, Huiming Ge, Tingting Huang, Hindra, Dong Yang, Qihui Teng, Ivana Crnovčić, Xiuling Li, Jeffrey D. Rudolf, Jeremy R. Lohman, Yannick Gansemans, Xiangcheng Zhu, Yong Huang, Li-Xing Zhao, Yi Jiang, Filip Van Nieuwerburgh, Christoph Rader, Yanwen Duan and Ben Shen
mBio vol. 7 no. 6 e02104-16 20 December 2016 doi:10.1128/mBio.02104-16

Fonte: The Scripps Research Institute (TSRI)

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Collegamento fra il microbioma intestinale e la malattia di Parkinson.

Posted by giorgiobertin su dicembre 9, 2016

E’ stato confermato per la prima volta il legame tra battteri intestinali e malattie neurodegenerative. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Cell” è stato condotto su topi geneticamente modificati per il Parkinson.


Professor Sarkis Mazmanian explains how he and postdoctoral scholar Tim Sampson discovered the link between the gut biome and Parkinson’s disease. Credit: Caltech

Per la prima volta – spiega Sarkis Mazmanian, pioniere degli studi sul microbioma, tra gli autori dello studio e professore della California Institute of Technologyabbiamo scoperto un nesso biologico fra il microbioma intestinale e la malattia di Parkinson. Più genericamente, la ricerca rivela che una malattia neurodegenerativa può avere origine nell’intestino e non solo nel cervello, come si pensava in precedenza. La scoperta in pratica rappresenta un cambio di paradigma e apre per il futuro nuove possibilità di trattamento per i pazienti” – video.

Una simile scoperta – conclude il Prof. Sarkis Mazmanian –potrebbe servire da marker diagnostico per la malattia, o persino fornire nuovi obiettivi per lo sviluppo di farmaci specifici.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Gut microbes promote motor deficits in a mouse model of Parkinson’s disease
Sampson, Timothy R. et al. Sarkis Mazmanian
Cell, Volume 167, Issue 6, 1469 – 1480.e12– 1 December 2016

Download video & images

Fonte: California Institute of Technology

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Nuovo composto rileva i componenti del biofilm batterico.

Posted by giorgiobertin su novembre 26, 2016

I rucercatori del Karolinska Institutet hanno sintetizzato un nuovo composto per il monitoraggio delle infezioni batteriche che formano biofilm. Fino ad ora non esistevano metodi specifici per il rilevamento della composizione del biofilm; non si riusciva ad avere un’analisi dei singoli batteri e della melma extracellulare generata dall’infezione.


Smart molecules reveal bacterial biofilm

Le molecole che abbiamo sviluppato sono uniche in quanto possono colorarsi in modo diverso a seconda di come si legano e si piegano. Noi di solito li chiamiamo camaleonti molecolari, perché cambiano colore a seconda dell’ambiente“, spiega il professor Peter Nilsson, Università di Linköping. “Questo è il primo metodo che colora specificamente i componenti del biofilm. Questo significa che i ricercatori che desiderano studiare i meccanismi che stanno alla base dei batteri che formano il biofilm, hanno un nuovo strumento per comprendere il processo“.

Nello studio, pubblicato sulla rivista “Nature Journal Biofilms and Microbiomes“, i ricercatori dimostrano come il metodo può essere usato per studiare batteri Salmonella, sia in piastre di coltura che in tessuto infetto. (video)

Leggi abstract dell’articolo:
Real-time opto-tracing of curli and cellulose into live Salmonella biofilms using luminescent oligothiophenes
Ferdinand X. Choong, Marcus Brooks, Sara Fahlén, BG Leif Johansson, Keira Melican, Michael Reno, K. Peter R Nilsson, Agneta Richter Dahlfors
Nature Journal Biofilms and Microbiomes, published online 23 October 2016, doi: 10.1038/npjbiofilms.2016.24

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Scoperti nuovi antibiotici setacciando il microbioma umano.

Posted by giorgiobertin su novembre 16, 2016

La maggior parte degli antibiotici in uso oggi sono basati su molecole naturali prodotte dai batteri – e dato l’aumento della resistenza agli antibiotici, c’è un urgente bisogno di trovarne di nuovi per vie alternative.
I ricercatori della Rockefeller University hanno scoperto, utilizzando metodi computazionali per identificare quali geni del genoma di un microbo possono produrre composti antibiotici e quindi sintetizzarli, due nuovi antibiotici molto promettenti: humimycin A e B. I composti appartengono ad una famiglia di batteri chiamata Rhodococcu.

Gli humimycins è stato dimostrato sono particolarmente efficaci contro i batteri Staphylococcus e Streptococcus, che possono causare pericolose infezioni negli esseri umani e tendono a crescere la resistenza a diversi antibiotici. Gli humimycins funzionano inibendo un enzima che i batteri usano per costruire le loro pareti cellulari – e una volta che viene interrotta la costruzione della parete cellulare, i batteri muoiono.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Nature Chemical Biology“.

Leggi abstract dell’articolo:
Discovery of MRSA active antibiotics using primary sequence from the human microbiome.
Chu J, Vila-Farres X, Inoyama D, Ternei M, Cohen LJ, Gordon EA, Reddy BV, Charlop-Powers Z, Zebroski HA, Gallardo-Macias R, Jaskowski M, Satish S, Parco S, Perlin DS, Freundlich JS , Brady SF
Nat Chem Biol. 2016 Oct 17. doi: 10.1038/nchembio.2207.

Fonti: Rockefeller University – Natureworldnews

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Additivi alimentari possono causare il cancro al colon-retto.

Posted by giorgiobertin su novembre 8, 2016

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Cancer Research” gli emulsionanti che vengono aggiunti ai cibi più elaborati per favorirne la consistenza e prolungarne la durata, possono alterare i batteri intestinali in un modo da promuove l’infiammazione intestinale e conseguente cancro colorettale.

Lo studio da parte di un team di ricercatori della Georgia State University ha dimostrato che basse concentrazioni di due emulsionanti comuni – carbossimetilcellulosa e polisorbato-80 – induce un basso grado di infiammazione e obesità. Al contrario è stato trovato che un’assunzione di emulsionanti altera gravemente la composizione della flora intestinale, e lo fa in modo tale da promuovere l’infiammazione e crea un ambiente favorevole per lo sviluppo del cancro.
Non solo gli emulsionanti hanno alterato l’ambiente microbiotico in un modo da favorire l’infiammazione, ma anche hanno cambiato l’equilibrio tra proliferazione cellulare e morte cellulare, che favorisce lo sviluppo del tumore.

emulsiifiers1  emulsiifiers

Gli emulsionanti quindi inducono alterazioni del microbioma. Queste alterazioni sono necessarie e sufficienti per cambiare l’equilibrio nelle cellule epiteliali intestinali. Variazioni nelle cellule epiteliali si pensa provochino la comparsa e lo sviluppo di tumori.

Ricordiamo che gli emulsionanti sono detergenti, molecole aggiunte ai prodotti alimentari trasformati, e sono utilizzati per aiutare l’acqua a mescolarsi con l’olio, dando all’alimento trasformato una consistenza liscia.

Leggi abstract dell’articolo:
Dietary emulsifier-induced low-grade inflammation promotes colon carcinogenesis
Emilie Viennois, Didier Merlin, Andrew T. Gewirtz and Benoit Chassaing
Cancer Research DOI: 10.1158/0008-5472.CAN-16-1359 Published 7 November 2016

Fonte: Georgia State University

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ESCMID: Linee guida sulle infezioni da Clostridium difficile.

Posted by giorgiobertin su agosto 26, 2016

L’European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (ESCMID) ha pubblicato sulla rivista “Clinical Microbiology and Infection” le nuove linee guida di best practice per la diagnosi delle infezioni da Clostridium difficile(CDI). Il documento aggiorna il precedente pubblicato nel 2009 dalla stessa società, e include raccomandazioni sull’uso delle nuove tecnologie come nucleic acid amplification tests (NAAT).

Logo ESCMID

Le nuove linee guida sono orientate ai microbiologi, gastroenterologi, specialisti di malattie infettive e addetti ai controlli delle infezioni” afferma il Professor Ed Kuijper.

Scarica e leggi il documento in full text:
European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases: update of the diagnostic guidance document for Clostridium difficile infection
M.J.T. Crobach, T. Planche, C. Eckert, F. Barbut, E.M. Terveer, O.M. Dekkers, M.H. Wilcox, E.J. Kuijpe
Clinical Microbiology and Infection, Volume 22, S63-S81– DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cmi.2016.03.010

Fonte: European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (ESCMID)

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Nuovo test per distinguere tra infezioni virali e batteriche.

Posted by giorgiobertin su agosto 24, 2016

Un team internazionale di scienziati – coordinato dai ricercatori dell’Imperial College di Londra – ha scoperto due geni che vengono attivati quando un bambino ha una infezione batterica. Questo potrebbe consentire ai medici di distinguere rapidamente tra una malattia virale o batterica, e identificare i primi casi di infezioni potenzialmente mortali.

senior-researcher

Lo studio, pubblicato su “JAMA“, ha scoperto che i due geni, chiamati IFI44L e FAM89A, si attivano in posizione “on” quando una infezione batterica è presente. Questo studio, condotto su 250 bambini ha rilevato che i due geni predicono un’infezione batterica con una precisione 95-100 per cento. Lo studio potrebbe consentire ai medici di distinguere tra infezioni batteriche e virali, e individuare i primi casi di infezioni gravi che potrebbero essere mortali.

Meningite, setticemia e polmonite tutte si verificano come risultato di una infezione batterica. Riuscire a differenziare queste condizioni potenzialmente pericolose per la vita dovrebbero consentire ai sanitari di intervenire rapidamente con trattamenti accurati.
Inoltre, facendo una distinzione se un individuo ha una infezione virale o batterica può impedire la prescrizione di antibiotici per i virus. Ricordiamo che gli antibiotici sono efficaci solo contro i batteri e non combattono le infezioni causate da virus come il raffreddore, l’influenza, il mal di gola e la bronchite.

Attualmente, quando un bambino in visita dal medico o al pronto soccorso con una febbre, non esiste nessun metodo rapido per determinare se il bambino ha una malattia batterica o virale. Molti bambini sono ricoverati in ospedale e ricevono antibiotici, perché il team medico non è in grado di escludere immediatamente la possibilità di una infezione batterica – ma in realtà, sono affetti da un virus.
Tagliare il numero di antibiotici prescritti in modo inappropriato è fondamentale per fermare la diffusione della resistenza antimicrobica, che minaccia il futuro della medicina moderna.

Leggi abstracts degli articoli:
Diagnostic Test Accuracy of a 2-Transcript Host RNA Signature for Discriminating Bacterial vs Viral Infection in Febrile Children
Jethro A. Herberg, PhD; Myrsini Kaforou, PhD; Victoria J. Wright, PhD; Hannah Shailes, BSc; Hariklia Eleftherohorinou + al.
JAMA 2016;316(8):835-845. doi:10.1001/jama.2016.11236.

Association of RNA Biosignatures With Bacterial Infections in Febrile Infants Aged 60 Days or Younger
Prashant Mahajan, MD, MPH, MBA; Nathan Kuppermann, MD, MPH; Asuncion Mejias, MD, PhD; Nicolas Suarez + al.
JAMA. 2016;316(8):846-857. doi:10.1001/jama.2016.9207.

Editorial: Genetics and the Evaluation of the Febrile Child

Fonte: Imperial College London

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Super antibiotico sconfigge i batteri resistenti.

Posted by giorgiobertin su luglio 29, 2016

I ricercatori tedeschi dell’Università di Tubinga e del German Center for Infection Research (DZIF), hanno scoperto che i batteri dal naso umano producono un antibiotico efficace contro gli agenti patogeni multiresistenti.

Lugdunin    Lugdunin
Graphic demonstrating the function of Lugdunin. Staphylococcus lugdunensis (white) colonize on human nasal epithelial cells (pink) and combat the Staphylococcus aureus pathogen (yellow) by producing Lugdunin.

Le infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici – come il patogeno Staphylococcus aureus (MRSA), che colonizza sulla pelle umana – sono tra le principali cause di morte in tutto il mondo. L’habitat naturale dei batteri Staphylococcus è la cavità nasale umana. Nei loro esperimenti, Dr. Bernhard Krismer, Alexander Zipperer e il professor Andreas Peschel dell’Interfaculty Institute for Microbiology and Infection Medicine Tübingen (IMIT) hanno osservato che lo Staphylococcus aureus è raramente presente quando Staphylococcus Lugdunensis è residente nel naso.

Analizzando i campioni prelevati a 187 pazienti ospedalieri, chi ospitava il tipo lugdunensis aveva una probabilità sei volte minore degli altri di ospitare il tipo aureo. I due germi insomma sono rivali, anzi protagonisti di una vera e propria guerra batteriologica.

Gli studi in vivo sul modello animale sono positivi. Una volta spruzzati nel naso di cavie da laboratorio, i batteri “buoni” eliminano i germi cattivi. Quando sono somministrati a topi la cui pelle è infettata con il tipo aureo, riescono a contrastare l’infezione.

Normalmente gli antibiotici sono formati solo da batteri del suolo e funghi,” dice il professor Andreas Peschel. “L’idea che la microflora umana possa anche essere una fonte di agenti antimicrobici è una nuova scoperta“. È possibile che la soluzione al problema degli agenti patogeni multiresistenti sia sempre stata sotto al nostro naso, anzi dentro. Con questa battuta la rivista “Nature” presenta la scoperta del potente antibiotico.

Leggi abstract dell’articolo:
Human commensals producing a novel antibiotic impair pathogen colonization
Alexander Zipperer,Martin C. Konnerth,Claudia Laux,Anne Berscheid,Daniela Janek, Christopher Weidenmaier,Marc Burian,Nadine A. Schilling, Christoph Slavetinsky, Matthias Marschal,Matthias Willmann,Hubert Kalbacher,Birgit Schittek,Heike Brötz-Oesterhelt,Stephanie Grond,Andreas Peschel & Bernhard Krismer
Nature 535, 511–516 (28 July 2016) doi:10.1038/nature18634

Fonte: Università di Tubinga

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Flora batterica alterata e Diabete tipo 2.

Posted by giorgiobertin su luglio 18, 2016

Una ricerca condotta da un team di scienziati internazionali, coordinati dal prof. Oluf Pedersen del Metabolism Center University of Copenaghen ha scoperto che gli squilibri specifici della flora batterica intestinale contribuiscono in modo significativo alla resistenza insulinica, un precursore di malattie comuni come il diabete di tipo 2, l’ipertensione e le malattie cardiovascolari aterosclerotiche, in crescita epidemica.

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Per condurre la ricerca, gli autori hanno incluso nello studio 75 pazienti con diagnosi di diabete di tipo 2 e 277 soggetto sani (gruppo di controllo), ed hanno analizzato non solo le concentrazioni di insulina e l’andamento di più di 1.200 metaboliti nel sangue, ma anche il Dna di centinaia di batteri nel tratto intestinale per verificare se certi squilibri nel microbioma fossero coinvolti nella genesi di malattie metaboliche oppure cardiovascolari.

I risultati hanno mostrato che le persone con insulino-resistenza avevano alti livelli ematici di un sottotipo aminoacido a catena ramificata chiamato ‘BCAA’ (BCAA), ed anche,  soprattutto, che questa elevazione del BCAA è mediata dai cambiamenti nella composizione e funzione della flora intestinale. In particolare, le specie batteriche ‘Prevotella copri‘ e ‘Bacteroides vulgatus‘, abitualmente residenti nel nostro microbioma intestinale, sono responsabili della biosintesi di questi BCAA.

I ricercatori hanno condotto in parallelo anche uno studio su un modello animale, hanno alimentato dei topi da laboratorio con grandi quantità di ‘Prevotella copri‘ per un periodo tre settimane. E cosa è successo? i topi con i batteri hanno mostrato dei livelli insolitamente elevati di BCAA nel sangue, ed hanno sviluppato la resistenza all’insulina e intolleranza al glucosio.

Introducendo nella dieta una maggiore assunzione giornaliera di qualsiasi tipo di verdura associata a un minore consumo di alimenti ricchi di grassi animali gli squilibri della flora intestinale tendono a normalizzarsi migliorando la sensibilità all’insulina del paziente.

Leggi abstract dell’articolo:
Human gut microbes impact host serum metabolome and insulin sensitivity
Helle Krogh Pedersen,Valborg Gudmundsdottir,Henrik Bjørn Nielsen,Tuulia Hyotylainen, Trine Nielsen,Benjamin A. H. Jensen, Kristoffer Forslund,Falk Hildebrand,Edi Prifti, Gwen Falony,Emmanuelle Le Chatelier + al.
Nature (2016) Published online 13 July 2016 doi:10.1038/nature18646

Fonte:  Metabolism Center University of Copenaghen

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