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Posts Tagged ‘Metabolismo’

Linee guida sulla diagnosi e trattamento dell’amenorrea.

Posted by giorgiobertin su aprile 10, 2017

La Endocrine Society ha pubblicato le nuove linee guida sulla diagnosi e il trattamento dell’amenorrea ipotalamica sulla rivista “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism“.

Amenorrea  Amenorrea1

L’amenorrea ipotalamica è una forma di mancanza di ovulazione cronica, non dovuta a cause organiche identificabili, ma spesso associata a stress, perdita di peso, esercizio fisico eccessivo, o a una combinazione di fattori” afferma Catherine Gordon, del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center.

Come viene evidenziato nel documento è necessario un approccio di trattamento multidisciplinare, che includa supporto medico, dietistico e di salute mentale.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Functional Hypothalamic Amenorrhea: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline
Catherine M. Gordon Kathryn E. Ackerman Sarah L. Berga Jay R. Kaplan George Mastorakos Madhusmita Misra M. Hassan Murad Nanette F. Santoro Michelle P. Warren
J Clin Endocrinol Metab jc.2017-00131. DOI: https://doi.org/10.1210/jc.2017-00131

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Una molecola protegge dalle malattie metaboliche.

Posted by giorgiobertin su aprile 1, 2017

Sulla rivista “Journal of Diabetes Research” è stato pubblicato uno studio che dimostra come l’irisina – una molecola di recente scoperta prodotta dal muscolo scheletrico durante esercizio fisico – possa spiegare gli effetti positivi dell’esercizio sul metabolismo dell’organismo.

Lo studio – che ha coinvolto 70 soggetti sani, di ambo i sessi, di età compresa tra 18 e 75 anni, non sovrappeso, privi di significative patologie metaboliche, tra cui 20 sportivi ad alto livello agonistico – è stato condotto dai ricercatori, del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con il Policlinico San Donato IRCCS di Milano, l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi.

irisina

Dallo studio è emerso che un aumento dell’Irisina correlato alla quantità di attività fisica svolta porta ad un benessere nell’organismo. Uno stato di benessere che riduce la probabilità dell’insorgenza di malattie metaboliche quali diabete mellito, obesità e sindrome metabolica.

Scarica e leggi il documento in full text:
Irisin: A Potential Link between Physical Exercise and Metabolism—An Observational Study in Differently Trained Subjects,
from Elite Athletes to Sedentary People, Stefano Benedini, Elena Dozio, Pietro Luigi Invernizzi, Elena Vianello, Giuseppe Banfi, Ileana Terruzzi, Livio Luzi, and Massimiliano Marco Corsi Romanelli
Journal of Diabetes Research Volume 2017 (2017), Article ID 1039161, 7 pages

Fonte: Università degli Studi di Milano

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Scoperto batterio intestinale che abbatte gli zuccheri complessi.

Posted by giorgiobertin su marzo 23, 2017

I ricercatori dell’Institute for Cell and Molecular Biosciences at Newcastle University coordinati dal prof. Harry Gilbert, hanno scoperto dei microrganismi singoli nell’intestino umano che hanno la possibilità di smontare il più complesso dei carboidrati nella nostra dieta.
E’ la prima volta che una tale scoperta viene fatta e si spera che questo possa essere utilizzato per identificare nuovi prodotti pro-biotici per migliorare la salute delle persone.

gut-bacteria-standard

I batteri nell’intestino crasso hanno un grande impatto sulla salute e sulla fisiologia in quanto aiutano a disintegrare le sostanze negli alimenti che non possiamo digerire, come gli amidi e le fibre. La principale fonte di sostanze nutritive disponibili per i batteri intestinali sono i carboidrati dalla dieta umana, che il corpo non è in grado di metabolizzare. Il polisaccaride più complesso è “rhamnogalacturonan II (RG-II)“. Il team di scienziati internazionali ha scoperto che RG-II viene metabolizzato attraverso l’azione di un particolare enzima batterico, noto come Glicosidasi, che prende di mira i carboidrati complessi nel grosso intestino. Sono stati scoperti sette geni che producono Glicosidasi (l’enzima divide il legame glicosidico che unisce insieme gli zuccheri dei polisaccaridi) – e contribuiscono alla degradazione di RG-II.

Questo è un eccitante passo in avanti nella comprensione di come i batteri intestinali umani lavorano” – afferma il prof. Gilbert.

Leggi abstract dell’articolo:
Complex pectin metabolism by gut bacteria reveals novel catalytic functions
Didier Ndeh, Artur Rogowski, Alan Cartmell, Ana S. Luis, Arnaud Baslé, Joseph Gray, Immacolata Venditto, Jonathon Briggs, Xiaoyang Zhang, Aurore Labourel, Nicolas Terrapon, Fanny Buffetto, Sergey Nepogodiev, Yao Xiao, Robert A. Campo, Yanping Zhu, Malcolm A. O’Neill, Breeanna R. Urbanowicz, William S. York, Gideon J. Davies, D. Wade Abbott, Marie-Christine Ralet, Eric C. Martens, Bernard Henrissat e Harry J. Gilbert
Nature Published online 22 March 2017 – Doi: 10.1038 / nature21725

Fonte: Institute for Cell and Molecular Biosciences at Newcastle University

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Alzheimer legato agli acidi grassi insaturi nel cervello.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2017

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista “PLoS Medicine” sulla demenza ha scoperto che il metabolismo degli acidi grassi insaturi omega-3 e omega-6 nel cervello sono associati con la progressione della malattia di Alzheimer (AD).

brain-regions
New research examines the levels of fatty acids in brain regions vulnerable to Alzheimer’s disease

In questo studio, i ricercatori dell’Institute of Pharmaceutical Science, King’s College London e del National Institute on Aging degli Stati Uniti hanno esaminato campioni di tessuto cerebrale di 43 persone di età compresa tra 57 a 95 anni. In particolare i livelli dei metaboliti nelle regioni del cervello comunemente associate con il morbo di Alzheimer: giro frontale medio e il giro temporale inferiore. Hanno confrontato le differenze di centinaia di piccole molecole in tre gruppi: 14 persone con cervelli sani, 15 che avevano alti livelli di tau e amiloide, ma non presentavano problemi di memoria e 14 clinicamente diagnosticati malati di Alzheimer.
Dai risultati è emerso che gli acidi grassi insaturi sono risultati significativamente diminuiti nei cervelli degli ammalati di Alzheimer rispetto ai cervelli dei pazienti sani.

I grassi saturi nella dieta possono aumentare i livelli del colesterolo “cattivo” – cioè, il colesterolo delle lipoproteine a bassa densità – mentre quelli insaturi possono abbassarlo. Gli acidi grassi risultati correlati con AD in questo studio erano: acido docosaesaenoico, acido linoleico, acido arachidonico, acido linolenico, acido eicosapentaenoico e acido oleico.
Gli autori fanno notare che saranno necessari ulteriori studi più grandi per replicare e confermare i risultati.

Scarica e leggi il documento in full text:
Association between fatty acid metabolism in the brain and Alzheimer disease neuropathology and cognitive performance: A nontargeted metabolomic study
Stuart G. Snowden, Amera A. Ebshiana, Abdul Hye, Yang An, Olga Pletnikova, Richard O’Brien, John Troncoso, Cristina Legido-Quigley, Madhav Thambisetty.
PLoS Med 14(3): e1002266 Published: March 21, 2017http://dx.doi.org/10.1371/journal.pmed.1002266

Unsaturated fatty acid metabolism in Alzheimer’s disease
Snowden et al.

Fonte: Institute of Pharmaceutical Science, King’s College London

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Eversense: Sensore impiantabile per misurare la glicemia.

Posted by giorgiobertin su marzo 9, 2017

Si chiama Eversense, il sensore impiantabile sotto la cute per il monitoraggio continuo della glicemia (Cgm) prodotto da Roche Diabetes Care che promette di semplificare e rendere più sicura la gestione del diabete.
Il dispositivo, ora disponibile anche in Italia, misura i livelli di glucosio 24 ore al giorno, funziona ininterrottamente per 90 giorni, comunica i dati alla app del dispositivo mobile. Gli algoritmi predittivi avvertono il paziente di probabili episodi di ipo o iperglicemia in tempo utile per rimediare. I dati possono venire condivisi con il proprio diabetologo attraverso il portale dedicato.

Eversense     Senseonics
Eversense-System (PRNewsFoto/Roche Diabetes Care)

I pazienti impiantati con Eversense nella prima settimana di marzo sono in tutto 5. Tre sono stati impiantati a Padova dal team della dottoressa Bruttomesso dell’Unita’ Operativa Complessa di Malattie del Metabolismo diretta dal professor Avogaro e due sono stati impiantati a Olbia presso il centro di Diabetologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Olbia diretto dal dottor Giancarlo Tonolo.

“L’impianto di per sé è molto semplice fatto in anestesia locale con un taglio microscopico, la procedura occupa solo qualche minuto” – ha affermato il Dr. Giancarlo Tonolo.

Una rivoluzione nel monitoraggio della glicemia.

Accedi al sito web: Eversense

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Linee guida sulla diagnosi, gestione e trattamento dell’osteoporosi.

Posted by giorgiobertin su marzo 8, 2017

Queste linee guida pubblicate nel 2016 sulla rivista “Reumatismo” vogliono essere di aiuto ai clinici delle varie aree specialistiche che, con competenze ed interesse diverso, afferiscono alla gestione dell’Osteoporosi o, più in generale, alle problematiche del metabolismo minerale e delle malattie metaboliche dello scheletro.

SIOMMMS-osteoporosi

Esse riassumono il lavoro di una attenta revisione della letteratura e forniscono raccomandazioni elaborate dalla messa a punto di una valutazione ponderata dei livelli di evidenza.

Scarica e leggi il documento in lingua italiana.
Linee guida per la diagnosi, la prevenzione ed il trattamento dell’osteoporosi
M. Rossini, S. Adami, F. Bertoldo, D. Diacinti, D. Gatti, S. Giannini, A. Giusti, N. Malavolta, S. Minisola, G. Osella, M. Pedrazzoni, L. Sinigaglia, O. Viapiana, G.C. Isaia
Reumatismo, 2016; 68 (1): 1-42

Scarica e leggi il documento in lingua inglese.
Guidelines for the diagnosis, prevention and management of osteoporosis

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Mangiare meno rallenta il processo d’invecchiamento.

Posted by giorgiobertin su febbraio 11, 2017

Gli scienziati del Brigham Young University, hanno scoperto che mangiare poco può rallentare il processo cellulare dell’invecchiamento. In particolare i Ribosomi – organuli cellulari, immersi nel citoplasma o ancorati al reticolo endoplasmatico ruvido, responsabili della sintesi proteica, quando rallentano nelle loro funzioni rallenta di conseguenza anche il processo d’invecchiamento.

ribosome

Il ribosoma è un computer molto complesso e come la vostra automobile ha bisogno periodicamente della manutenzione e sostituzione delle parti che si consumano più velocemente, ha detto John Price – professore di biochimica alla Brigham Young University. “La velocità della produzione dell’energia si abbassa, e permette ai ribosomi di auto-ripararsi”.

Dagli esperimenti sugli animali è emerso che “Quando è stato limitato il consumo di calorie, c’è un aumento lineare nella durata della vita” ha detto Price. “Abbiamo trovato che la restrizione ha causato i cambiamenti biochimici reali che hanno rallentato l’invecchiamento“.

I ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista “Molecular & Cellular Proteomics” affermano che la restrizione calorica non è stato testata negli esseri umani come strategia anti-invecchiamento, e il messaggio essenziale dello studio è comprendere l’importanza dei meccanismi dell’invecchiamento collegati alla nutrizione.

Leggi abstract dell’articolo:
Mechanisms of In Vivo Ribosome Maintenance Change in Response to Nutrient Signals
Andrew D. Mathis, Bradley C. Naylor, Richard H. Carson, Eric Evans, Justin Harwell, Jared Knecht, Eric Hexem, Fredrick F. Peelor III, Benjamin F. Miller, Karyn L. Hamilton, Mark K. Transtrum, Benjamin T. Bikman, and John C. Price
Mol Cell Proteomics 2017 16: 243-254, doi:10.1074/mcp.M116.063255

Fonte: Brigham Young University

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Il consumo di uva previene la malattia di Alzheimer.

Posted by giorgiobertin su febbraio 5, 2017

Il consumo di uva due volte al giorno per sei mesi protegge contro calo metabolico nelle aree Alzheimer-correlate del cervello. Ad affermarlo uno studio randomizzato e controllato condotto dai ricercatori del Department of Molecular and Medical Pharmacology, David Geffen School of Medicine presso l’University of California Los Angeles, USA su persone con declino della memoria precoce. La bassa attività metabolica in queste aree del cervello è un segno distintivo della malattia di Alzheimer in stadio precoce.

grapes   demenza

I Fenoli d’uva, tra cui i flavonoidi e i polifenoli correlati alle uve, sono noti per avere proprietà antiossidanti e proprietà anti-infiammatorie (Joseph et al., 2005).
La ricerca, pubblicata sulla rivista “Experimental Gerontology“, suggerisce che l’uva può contribuire a sostenere la salute del cervello, lavorando in diversi modi – riducendo lo stress ossidativo nel cervello, promuovendo il flusso di sangue sano nel cervello, aiutando a mantenere i livelli di una sostanza chimica cerebrale chiave che promuove la memoria (Maher P. 2016).

Leggi abstract dell’articolo:
Examining the impact of grape consumption on brain metabolism and cognitive function in patients with mild decline in cognition: A double-blinded placebo controlled pilot study
Jooyeon Lee, Nare Torosyan, Daniel H. Silverman
Experimental Gerontology Volume 87, Part A, January 2017 Pages 121-128

Maher, P. (2016). Grapes and the brain. In J.M. Pezzuto (Ed.), Grapes and health (pp. 139-161). Switzerland: Springer International Publishing. Doi: 10.1007/978-3-319-28995-3

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Identificato un gene che protegge contro le malattie infiammatorie intestinali.

Posted by giorgiobertin su febbraio 2, 2017

I ricercatori del UT Southwestern Medical Center hanno identificato un gene che protegge l’intestino dalle malattie infiammatorie intestinale (IBD). Lo studio sui topi ha trovato, utilizzando la tecnologia CRISPR gene-editing/Cas9, una mutazione nel gene GATM. Questo gene GATM è necessario per la rapida ricostituzione della barriera della mucosa intestinale che protegge la parete intestinale contro l’infiammazione causata da batteri nel tratto digestivo. Il gene GATM è necessario per la sintesi della creatina.

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IBD è una malattia cronica, recidivante, remittente dove le prove di guarigione nel rivestimento del tratto digestivo è fondamentale per la remissione a lungo termine. La terapia attuale tende a concentrarsi sulla riduzione della risposta infiammatoria“, ha detto il professore Bruce Beutler. “Tuttavia, la corretta guarigione dello strato e delle cellule che rivestono il tratto digestivo è essenziale per la remissione a lungo termine della mucosa. Questo studio indica che la guarigione richiede un efficace intervento sul metabolismo energetico.” “.. la conoscenza di questi geni ci può aiutare a capire come IBD si verifica negli esseri umani, e come trattarla.

Gli esperimenti sono stati condotti sui topi con due copie della mutazione recessiva GATM chde mostravano sintomi simili a persone con IBD: diarrea, perdita di peso, e la morte delle cellule che rivestono l’intestino. I sintomi sono migliorati quando i topi hanno ricevuto creatina nel loro acqua potabile. Lo studio indica che la creatina è necessaria per fornire l’energia necessaria per il rifornimento rapido della barriera mucosale intestinale.

Leggi abstract dell’articolo:
Creatine maintains intestinal homeostasis and protects against colitis
Emre Turer, William McAlpine, Kuan-wen Wang, Tianshi Lu, Xiaohong Li, Miao Tang, Xiaoming Zhan, Tao Wang, Xiaowei Zhan, Chun-Hui Bu, Anne R. Murray, and Bruce Beutler
PNAS 2017 ; published ahead of print January 30, 2017, doi:10.1073/pnas.1621400114

Fonte: UT Southwestern Medical Center

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Endocrine Society: Linee guida sull’obesità in età pediatrica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 1, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’Endocrine Society e dell’European Society of Endocrinology and the Pediatric Endocrine Society, sulla rivista “The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM)” le linea guida aggiornate che coprono la prevenzione, il trattamento e la valutazione dell’obesità in età pediatrica.

obesity-childhood

Il documento oltre alla prevenzione e al trattamento, fornisce raccomandazioni su come valutare i bambini affetti da obesità per complicanze mediche o psicologiche, quando valutare i bambini obesi a seguito di cause genetiche rare e quando a prendere in considerazione farmaci o interventi chirurgici per gli adolescenti gravemente colpiti.

Scarica e leggi il documento in full text:
Pediatric Obesity—Assessment, Treatment, and Prevention: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline.
Dennis M. Styne, Silva A. Arslanian, Ellen L. Connor, Ismaa Sadaf Farooqi, M. Hassan Murad, Janet H. Silverstein, Jack A. Yanovski;
JCEM  2017  jc.2016-2573  doi: 10.1210/jc.2016-2573

Fonte: Endocrine Society

Per statistiche e dati su obesità in età pediatrica, visita: Society’s Endocrine Facts & Figures Report

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ADA: Linee guida sulla Neuropatia Diabetica.

Posted by giorgiobertin su gennaio 21, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’American Diabetes Association in aggiornamento, il precedente documento era datato 2004, le linee guida sul trattamento della Neuropatia diabetica.

Diabetes-Care-cover

Le Neuropatie diabetiche sono le complicanze croniche più diffuse del diabete. Questo gruppo eterogeneo di condizioni colpisce diverse parti del sistema nervoso e si presenta con diverse manifestazioni cliniche. Il riconoscimento precoce e la corretta gestione della neuropatia nel paziente con diabete è molto importante.

Il documento pubblicato sulla rivista “Diabetes Care“oltre che alla diagnosi e alla terapia, tratta anche la prevenzione della neuropatia, compreso il controllo glicemico e la modifica dello stile di vita.

Scarica e leggi il documento in full text
Diabetic Neuropathy: A Position Statement by the American Diabetes Association
Rodica Pop-Busui, Andrew J.M. Boulton, Eva L. Feldman, Vera Bril, Roy Freeman, Rayaz A. Malik, Jay M. Sosenko and Dan Ziegler
Diabetes Care 2017 Jan; 40(1): 136-154. https://doi.org/10.2337/dc16-2042

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Neurofibromatosi: scoperta proteina responsabile della crescita tumorale.

Posted by giorgiobertin su gennaio 19, 2017

Uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Biochimica dell’Università di Padova ha svelato il meccanismo di formazione tumorale nei pazienti con la sindrome genetica neurofibromatosi di tipo I (NF1), aprendo così nuove vie per terapie anti-neoplastiche mirate.

mitocondri-rasola

Attraverso lo studio dei mitocondri, ossia gli organelli che forniscono attraverso la respirazione buona parte dell’energia di cui le cellule hanno bisogno per le varie funzioni vitali – spiega Andrea Rasola – abbiamo osservato che nelle cellule NF1 la respirazione mitocondriale è parzialmente inibita da una proteina chiamata TRAP1, e che questa diminuita respirazione è necessaria perché queste cellule formino tumori. TRAP1 viene specificamente attivata nei mitocondri delle cellule NF1, il che rende loro possibile diminuire l’attività di una delle proteine della respirazione. Ciò causa un blocco del metabolismo cellulare ed il conseguente accumulo di una piccola molecola, il succinato, che non può più essere metabolizzato. Proprio il succinato rende le cellule NF1 aggressive, facendole diventare capaci di crescere in maniera non regolata e quindi di formare tumori”.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Cell Reports” appare particolarmente importante poiché offre la possibilità di sviluppare terapie anti-neoplastiche altamente selettive per questi pazienti, attraverso l’identificazione di inibitori di TRAP1.

Leggi il full text dell’articolo:
Absence of neurofibromin induces an oncogenic metabolic switch via mitochondrial ERK-mediated phosphorylation of the chaperone TRAP1
Ionica Masgras, Francesco Ciscato, Anna Maria Brunati, …, Fiorella Calabrese, Paolo Bernardi, Andrea Rasola
Cell Reports 18, 659–672 January 17, 2017

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Piccolo aumento del zinco nella dieta ferma il deterioramento del DNA.

Posted by giorgiobertin su gennaio 16, 2017

Lo zinco è un minerale essenziale che supporta la crescita e lo sviluppo umano, così come aiuta a mantenere sano il sistema immunitario del corpo. I ricercatori del UCSF Benioff Children’s Hospital Oakland Research Institute (CHORI) in California suggeriscono che anche un piccolo aumento della assunzione di zinco al giorno può aiutare l’organismo a proteggere il suo DNA.

La quantità giornaliera di zinco, come raccomandato dal National Institutes of Health (NIH), è di 8 milligrammi per le donne e 11 milligrammi per gli uomini, anche se le linee guida variano a seconda dell’età.

zinco  Zinco

Il nuovo studio – pubblicata nel Journal of Clinical Nutrition – suggerisce che un apporto ulteriore piccolo come 4 milligrammi al giorno può avere un impatto positivo sulla salute cellulare, così come aiutare il corpo umano a combattere le infezioni. La rotture del DNA nei leucociti è stata ridotta con un aumento del zinco nella dieta, il che suggerisce che un modesto aumento di zinco riduce l’ “usura” giornaliera del DNA.

Questa è la prima volta che un piccolo aumento di zinco dietetico ha dimostrato di ridurre lo stress ossidativo e i danni al DNA.

Siamo stati piacevolmente sorpresi nel vedere che solo un piccolo aumento di zinco nella dieta può avere un impatto molto significativo sul metabolismo in tutto il corpo. Questi risultati presentano una nuova strategia per misurare l’impatto di zinco sulla salute e rafforzano l’evidenza che interventi alimentari di base possono migliorare carenze di micronutrienti in tutto il mondo.” – afferma il prof. Janet King

Leggi il full text dell’articolo:
A moderate increase in dietary zinc reduces DNA strand breaks in leukocytes and alters plasma proteins without changing plasma zinc concentrations
Sarah J Zyba, Swapna V Shenvi, David W Killilea, Tai C Holland, Elijah Kim, Adrian Moy, Barbara Sutherland,
Virginia Gildengorin, Mark K Shigenaga, and Janet C King
Am J Clin Nutr First published ahead of print December 21, 2016 doi: 10.3945/ajcn.116.135327

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Eccesso di zucchero accorcia la vita.

Posted by giorgiobertin su gennaio 14, 2017

Un eccessivo consumo di zuccheri aumenta il rischio di morte prematura. Lo rivela uno studio condotto dai ricercatori dell’University College di Londra, pubblicato sulla rivista “Cell Reports“.

sugar   moscherino

Lo studio ha scoperto che l’azione di un gene, chiamato Foxo, viene inibita nelle mosche nutrite con un’elevata quantità di zucchero nella prima parte della loro vita, causando effetti a lungo termine.
Il gene Foxo è importante per la longevità in molte specie, inclusi lieviti, insetti, nematodi ed esseri umani. Anche se condotto su moscerini, spiegano i ricercatori, lo studio ha ricadute potenzialmente importanti anche per gli esseri umani perché il “gene della longevità” coinvolto è presente e attivo anche negli uomini.

Secondo i ricercatori l’abitudine di mangiare troppi zuccheri, quando persiste per molti anni di seguito, potrebbe lasciare il segno a lungo termine sulla nostra salute, accelerando i processi di invecchiamento.

Scarica e leggi il documento in full text:
Nutritional Programming of Lifespan by FOXO Inhibition on Sugar-Rich Diets
Adam J. Dobson, Marina Ezcurra, Charlotte E. Flanagan, Adam C. Summerfield, Matthew D.W. Piper, David Gems, Nazif Alic
Cell Reports, Vol. 18, Issue 2, p299–306 Published in issue: January 10, 2017

Fonte: University College of London

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Tumori: i grassi responsabili delle metastasi.

Posted by giorgiobertin su dicembre 15, 2016

Uno studio condotto presso l’Institute for Research in Biomedicine (IRB Barcelona) e pubblicato sulla rivista “Nature” ha identificato le cellule responsabili per l’avvio e la promozione di metastasi in diversi tipi di tumori umani. Le metastasi tumorali per formarsi e ‘viaggiare‘ nel corpo hanno bisogno dei grassi che si introducono con la dieta.

I ricercatori hanno scoperto studiando alcuni tumori orali umani che alcune cellule hanno alti livelli di una proteina chiamata CD36, coinvolta nel metabolismo dei grassi. Se manca questa proteina, i tumori umani analizzati non sembrano in grado di metastatizzare (video). E questo vale non solo per i carcinomi orali, in cui la proteina è stata identificata, ma anche per altri tumori, tra cui il carcinoma del seno e il melanoma.


IRB Barcelona: Targeting metastasis-initiating cells through the fatty acid receptor CD36

Il Dr. Aznar-Benitah ha sottolineato: “Ci aspettiamo che questo studio possa avere un grande impatto sulla comunità scientifica e per ulteriori progressi nel campo della ricerca sulle metastasi, e speriamo di essere in grado di convalidare il potenziale di CD36 come un trattamento anti-metastasi“.

Leggi abstract dell’articolo:
Targeting metastasis-initiating cells through the fatty acid receptor CD36
Gloria Pascual, Alexandra Avgustinova, Stefania Mejetta, Mercé Martín, Andrés Castellanos, Camille Stephan-Otto Attolini, Antoni Berenguer, Neus Prats, Agustí Toll, Juan Antonio Hueto, Coro Bescós, Luciano Di Croce & Salvador Aznar Benitah
Nature (2016):Published online07 December  – Doi: 10.1038/nature20791

Fonte: Institute for Research in Biomedicine (IRB Barcelona)

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Passo in avanti nella ricerca di terapie sul Diabete.

Posted by giorgiobertin su dicembre 2, 2016

L’artemisinina (principio attivo estratto dall’artemisia annuale (Artemisia annua) approvato dalla FDA, da decenni usato per trattare la malaria, trasforma le cellule alfa che producono glucagone nel pancreas in cellule produttrici di insulina – acquisendo così le caratteristiche di cellule beta, il tipo di cellula danneggiata nel diabete di tipo 1.
Questi risultati innovativi, pubblicati sulla rivista Cell, fornisce le basi per un nuovo approccio promettente verso una cura per il diabete di tipo 1.

csm_langerhansche
Artemisinin can convert pancreatic alpha cells into functional beta-like cells through enhanced GABA signaling.

Senza insulina – che normalmente “dice” al corpo di iniziare a ridurre i livelli di glucosio – lo zucchero nel sangue non può entrare nelle cellule, dove viene normalmente trasformato in energia. Come risultato, il glucosio si blocca nel sangue, e si instaura il diabete con tutte le sue conseguenze. Per decenni, gli scienziati hanno cercato di trovare un modo per sostituire le cellule beta – a volte indicate come cellule delle isole perché si trovano in una zona endocrina del pancreas conosciute come Langerhans.

Esaminando il ruolo di una varietà di farmaci approvati sulle trasformazioni cellulari alfa e beta, i ricercatori del CeMM Research Center for Molecular Medicine in Austria, hanno scoperto che l’artemisinina trasforma le cellule pancreatiche alfa in cellule beta-like funzionali, che producono insulina.

Con il nostro studio, abbiamo potuto dimostrare che artemisinina cambia il programma di epigenetica delle cellule alfa glucagone-produzione e induce profonde alterazioni della loro funzione biochimica“, spiega il prof. Stefan Kubicek. Il modo in cui questo accade è attraverso l’attivazione dei recettori GABA. “siamo fiduciosi che la scoperta dell’artemisinina e la sua modalità di azione può costituire la base per una nuova terapia del diabete di tipo 1“.

Leggi abstract dell’articolo:
Artemisinins Target GABAA Receptor Signaling and Impair α Cell Identity
Jin Li, Tamara Casteels, Thomas Frogne, Camilla Ingvorsen, ……Jacob Hecksher-Sørensen, e Stefan Kubicek
Cell 2016. DOI:10.1016/j.cell.2016.11.010.

Fonte: CeMM Research Center for Molecular Medicine

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Isolata proteina che potrebbe arrestare lo sviluppo di diabete e obesità.

Posted by giorgiobertin su novembre 29, 2016

I ricercatori dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio potrebbero aver fatto un passo avanti con la scoperta di una proteina che potrebbe presto fermare lo sviluppo di diabete e obesità negli esseri umani. il team ha lavorato per parecchi anni su un batterio chiamato “akkermansia muciniphila“.

Per ora, i ricercatori hanno dimostrato la sicurezza nell’utilizzo del batterio sugli esseri umani. Tuttavia, devono ancora dimostrare che gli effetti positivi dimostrati nei topi si applicano anche agli esseri umani. La sperimentazione umana è in corso presso il Saint-Luc clinics of the University of Louvain e non è ancora conclusa.

blood-glucose-test
Researchers have isolated a protein that in the future may stop the development of diabetes.

Inaspettatamente, abbiamo scoperto che la pastorizzazione di A. muciniphila ha migliorato la sua capacità di ridurre lo sviluppo di massa grassa, insulino-resistenza e la dislipidemia nei topi.” – afferma il prof. Patrice Cani coordinatore del progetto. Dopo la pastorizzazione, i ricercatori hanno scoperto che la sua efficacia era raddoppiata. Akkermansia è diventato così efficace che impediva lo sviluppo di obesità e diabete di tipo 2 topi.
Questa è la prima volta che viene dimostrata l’efficacia di akkermansia pastorizzato contro queste condizioni metaboliche nei topi.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Medicine“.

Leggi abstract dell’articolo:
A purified membrane protein from Akkermansia muciniphila or the pasteurized bacterium improves metabolism in obese and diabetic mice
Hubert Plovier, Amandine Everard, ……Clara Belzer, Willem M de Vos & Patrice D Cani
Nature Medicine (2016) doi:10.1038/nm.4236 – Published online 28 November 2016

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Individuato l’ormone responsabile dell’obesità.

Posted by giorgiobertin su novembre 9, 2016

I ricercatori della Stanford University School of Medicine di Stanford (Usa), coordinati da Brian J. Feldman, hanno individuato un ormone che favorisce lo sviluppo dell’obesità. Si tratta di Adamts1, una sostanza rilasciata dalle cellule adipose mature, che induce le staminali a differenziarsi in cellule di grasso.

feldman
Brian Feldman and his colleagues conducted a series of experiments that led to the discovery of a hormone that they believe triggers the production of more fat cells in the body. Norbert von der Groeben

Per identificare il ruolo di Adamts1 e capire come funziona, il team di Feldman ha condotto una serie di esperimenti che utilizzano cellule di grasso e loro precursori in vitro, seguiti da studi effettuati su topi e sull’uomo. Gli scienziati hanno constatato che lo stress e un’alimentazione ipercalorica stimolano la produzione di Adamts1, aumentando il rischio di sviluppare l’obesità.

I risultati dello studio non escludono la possibilità che altri ormoni, non ancora scoperti, influenzino le cellule di grasso ‘a maturare’; tuttavia, Adamts1 è probabilmente uno dei più importanti. “Ci può essere un gruppo di regolatori, ma la potenza di Adamts1 suggerisce che si tratta di un segnale dominante, e gioca un fattore molto importante” – afferma il prof. Feldman.
Gli scienziati vogliono ora capire se Adamts1 possa in qualche modo essere usato come bersaglio per farmaci anti-obesità.

Leggi abstract dell’articolo:
A glucocorticoid- and diet-responsive pathway toggles adipocyte precursor cell activity in vivo
BY JANICA C. WONG, KATHERINE C. KRUEGER, MARIA JOSÉ COSTA, ABHISHEK AGGARWAL, HONGQING DU, TRACEY L. MCLAUGHLIN, BRIAN J. FELDMAN
SCI. SIGNAL.25 OCT 2016 : RA103

Fonte: Stanford University School of Medicine di Stanford

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AHA/ACC: Linee guida nutrizionali per ridurre il rischio cardiovascolare.

Posted by giorgiobertin su novembre 8, 2016

Sono state pubblicate sulla rivista “Circulation“, a cura dell’American Heart Association Nutrition Committee of the Council on Lifestyle and Cardiometabolic Health le linee guida nutrizionali per ridurre il rischio cardiovascolare.

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Scarica e leggi il documento in full text:
Recommended Dietary Pattern to Achieve Adherence to the American Heart Association/American College of Cardiology (AHA/ACC) Guidelines: A Scientific Statement From the American Heart Association
Linda Van Horn, Jo Ann S. Carson, Lawrence J. Appel, Lora E. Burke, Christina Economos, Wahida Karmally, Kristie Lancaster, Alice H. Lichtenstein, Rachel K. Johnson, Randal J. Thomas, Miriam Vos, Judith Wylie-Rosett and Penny Kris-Etherton
Circulation. 2016;CIR.0000000000000462, originally published October 27, 2016 – http://dx.doi.org/10.1161/CIR.0000000000000462

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ATA: Linee guida sull’ipertiroidismo.

Posted by giorgiobertin su ottobre 6, 2016

Sono state pubblicate in aggiornamento a cura dell’American Thyroid Association (ATA), le linee guida 2016 sull’ipertiroidismo. Il precedente documento era datato 2011.

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Il documento è orientato ai medici nella gestione dei pazienti affetti da tutte le forme di tireotossicosi (condizione in cui vi è un eccesso di ormoni tiroidei nell’organismo), tra cui l’ipertiroidismo. Il trattamento adeguato di tireotossicosi richiede una diagnosi accurata, e le 124 raccomandazioni presentate nella nuova guida aiutano a definire le attuali migliori pratiche per la valutazione del paziente, la diagnosi e il trattamento come la chirurgia, la radioattività, e farmaci antitiroidei.. Le linee guida sono pubblicate sulla rivista in “Thyroid“.

Scarica e leggi il documento in full text:
2016 American Thyroid Association Guidelines for Diagnosis and Management of Hyperthyroidism and other causes of Thyrotoxicosis
Douglas S. Ross, Henry B. Burch, David S. Cooper, M. Carol Greenlee, Peter Laurberg, AnaLuiza Maia, Scott A. Rivkees, Mary Samuels, Julie Ann Sosa, Marius N. Stan, and Martin A.Walter
Thyroid DOI: 10.1089/thy.2016.0229

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Il Mango, previene obesità e diabete di tipo 2.

Posted by giorgiobertin su settembre 15, 2016

I ricercatori dell’Oklahoma State University di Stillwater (Usa), in uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of Nutrition” hanno trovato che il consumo quotidiano di mango aiuta a prevenire la disbiosi o dismicrobismo, ossia l’alterazione della flora batterica intestinale causata dal consumo eccessivo di grassi.

mango

Gli esperimenti sono stati condotti sui topi e gli studiosi hanno osservato che il consumo elevato del frutto esotico aveva protetto i roditori dalla disbiosi. I topi che ne avevano consumato quotidianamente dosi ingenti, infatti, non presentavano l’alterazione della flora intestinale e la perdita dei batteri buoni che sono generalmente associate alle diete ricche di grassi. Di conseguenza, erano meno esposti al rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e obesità, che vengono favoriti dallo squilibrio della flora batterica.

Il mango è una buona fonte di fibre, che proteggono dalla disbiosi intestinale provocata dalle diete ricche di grassi. Inoltre, studi precedenti hanno dimostrato che il frutto ha proprietà anti-obesità e ipoglicemiche” – afferma il professor Edralin A. Lucas. “I risultati di questo studio condotto sugli animali dimostrano che aggiungere il mango alla dieta potrebbe aiutare a mantenere l’intestino in salute e a tenere sotto controllo la presenza dei batteri benefici. Ma è necessario condurre ulteriori ricerche per verificare se questi effetti possono essere osservati anche negli esseri umani“.

Leggi abstract dell’articolo:
Mango Supplementation Modulates Gut Microbial Dysbiosis and Short-Chain Fatty Acid Production Independent of Body Weight Reduction in C57BL/6 Mice Fed a High-Fat Diet
Babajide Ojo, Guadalupe Davila El-Rassi, Mark E Payton, Penelope Perkins-Veazie, Stephen Clarke, Brenda J Smith, and Edralin A Lucas
J. Nutr. jn226688; first published online June 29, 2016. doi:10.3945/jn.115.226688

Articoli correlati:
Il mango contro obesità, tumori e costipazione.

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Scoperta proteina che potrebbe fermare la diffusione del cancro.

Posted by giorgiobertin su settembre 12, 2016

Gli scienziati dell’Università di Sheffield hanno identificato una proteina che induce le cellule a mangiare i loro vicini morenti, aiutando a prevenire l’infiammazione – qualcosa che è vitale nella lotta per fermare la diffusione del cancro.

pacman

I ricercatori hanno scoperto il Pac-Man nella proteina Rac1 che attiva la funzione cellulare e induce le cellule a ‘mangiare’ le cellule vicine morenti in modo efficiente; questo riduce al minimo l’infiammazione dannosa che è legata ad una varietà di malattie tra cui il cancro.

Il team, guidato dal dottor Nasreen Akhtar dal Dipartimento di Oncologia e Metabolismo dell’Università, ha fatto la scoperta mentre studiava come il seno femminile elimina le cellule morte e il latte in eccesso quando non è più necessario.
Senza Rac1, le cellule morte e le inondazioni del latte nelle interconnessione dei dotti mammari causano gonfiare e innescando l’infiammazione cronica. I condotti gonfi poi non riescono a rigenerare e produrre latte in una futura gravidanza.” – afferma il professore Akhtar.

Rac1 è espressa in vari tipi di cancro tra cui il cancro al seno e gli inibitori Rac1 sono attualmente in esame come terapie antitumorali. Sappiamo che l’infiammazione sostenuta è legata alla progressione del cancro, i risultati preliminari dimostrano che il blocco Rac1 può fermare la diffusione del cancro.”

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Developmental Cell“.

Scarica e leggi il documento in full text:
Rac1 Controls Both the Secretory Function of the Mammary Gland and Its Remodeling for Successive Gestations
Nasreen Akhtar, Weiping Li, Aleksander Mironov, Charles H. Streuli
Developmental Cell Volume 38, Issue 5, p522–535, 12 September 2016 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.devcel.2016.08.005

Fonte ed approfondimenti: University of Sheffield

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ESC/EAS: Linee guida sulla gestione delle dislipidemie.

Posted by giorgiobertin su agosto 28, 2016

Sono state pubblicate dall’European Society of Cardiology (ESC) e l’European Atherosclerosis Society (EAS) le linee guida sulle dislipidemie.

I lipidi sono probabilmente il fattore di rischio più importante per le malattie cardiovascolari (CVD),” ha detto il professor Ian Graham (Irlanda), presidente della Task Force (ESC). “Il rapporto tra i lipidi, soprattutto lipoproteine a bassa densità (LDL), e CVD è forte”.
Gli attacchi cardiaci si verificano raramente nelle popolazioni con livelli di lipidi estremamente bassi.

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Le nuove linee guida sottolineano la necessità di abbassare i livelli di lipidi nelle popolazioni e nei soggetti ad alto rischio. Nel documento vengono anche dati consigli utili per il trattamento di combinazione in pazienti con colesterolo alto resistente. Le statine sono la prima linea di trattamento. La terapia combinata con ezetimibe e una statina fornisce una riduzione incrementale a livelli di colesterolo LDL del 15 – 20%.

Scarica e leggi il documento in full text:
2016 ESC/EAS Guidelines for the Management of Dyslipidaemias
Alberico L. Catapano, Ian Graham, Guy De Backer,…+al.
EHJ First published online: 27 August 2016 – DOI: http://dx.doi.org/10.1093/eurheartj/ehw272

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Fibra di mais migliora la salute delle ossa nelle donne.

Posted by giorgiobertin su agosto 27, 2016

Secondo una nuova ricerca condotta presso la Purdue University di West Lafayette, un supplemento di fibra di mais solubile quotidiana aiuta in modo significativo a costruire e mantenere il calcio nelle ossa per le donne adolescenti e in postmenopausa.

FiberUp

Nella nuova ricerca, il team ha valutato come la dose di fibra di mais influenza l’assorbimento del calcio, le proprietà delle ossa e del microbioma dell’intestino nelle donne adolescenti e post-menopausa.
I risultati dello studio sulle donne in post-menopausa sono stati pubblicati nel “American Journal of Clinical Nutrition“, mentre i risultati sulle donne adolescenti sono stati pubblicati nel “Journal of Nutrition“.

Nello studio postmenopausale, 14 donne sane in postmenopausa hanno consumato 0 grammi, 10 grammi o 20 grammi di fibra di mais solubile ogni giorno per 50 giorni. Le donne nei gruppi che hanno ricevuto 10 grammi e 20 grammi – hanno avuto nelle ossa un miglioramento della ritenzione di calcio del 4,8 per cento e 7 per cento, rispettivamente.

Nello studio sulle adolescenti, 28 ragazze di età compresa tra 11 e 14 anni hanno consumato 0 grammi, 10 grammi, o 20 grammi di fibra di mais solubile ogni giorno per 4 settimane, pur mantenendo la loro dieta regolare. Le femmine in entrambi i gruppi di 10 grammi e 20 grammi hanno visto un aumento dell’assorbimento del calcio di circa il 12 per cento, che corrisponde all’1,8 per cento in più di scheletro all’anno.

I sintomi gastrointestinali sono stati minimi in entrambi gli studi ed anche nei gruppi di controllo. Nutrendo adeguatamente i “batteri buoni” della flora intestinale con fibre solubili, come quelle del mais, si può favorire l’assorbimento del calcio.

Leggi abstracts degli articoli:
Soluble corn fiber increases bone calcium retention in postmenopausal women in a dose-dependent manner: a randomized crossover trial
Steven A. Jakeman, Courtney N. Henry, Berdine R. Martin, George P. McCabe, Linda D. McCabe, George S. Jackson, Munro Peacock, Connie M. Weaver
American Journal of Clinical Nutrition doi: 10.3945/ajcn.116.132761

Soluble Corn Fiber Increases Calcium Absorption Associated with Shifts in the Gut Microbiome: A Randomized Dose-Response Trial in Free-Living Pubertal Females
Corrie M. Whisner, Berdine R. Martin, Cindy H. Nakatsu, Jon A. Story, Claire J. MacDonald-Clarke, Linda D. McCabe, George P. McCabe, and Connie M. Weaver
Journal of Nutrition doi: 10.3945/jn. 115.227256

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Scoperta proteina che promuove la ripartizione del grasso.

Posted by giorgiobertin su agosto 25, 2016

I ricercatori della UT Southwestern Medical Center hanno scoperto che una proteina, spesso si trova sulla superficie delle goccioline di grasso all’interno delle cellule – è particolarmente abbondante nei muscoli degli atleti di resistenza – e può contribuire alla ripartizione più efficiente e salutare del grasso.
Lo studio riporta un nuovo ruolo per la proteina, perilipin 5, nel nucleo della cellula come regolatore del metabolismo dei grassi.

Perilipin

Credit image: Nature Communications

I risultati potrebbero avere implicazioni significative per lo sviluppo di nuovi modi per trattare l’obesità e il diabete di tipo 2“, ha dichiarato il Dr. Perry Bickel, Professore Associato di Medicina Interna presso UT Southwestern e autore senior dello studio pubblicato su “Nature Communications.

Leggi il full text dell’articolo:
Nuclear Perilipin 5 integrates lipid droplet lipolysis with PGC-1α/SIRT1-dependent transcriptional regulation of mitochondrial function
Violeta I. Gallardo-Montejano, Geetu Saxena, Christine M. Kusminski, Chaofeng Yang, John L. McAfee, Lisa Hahner, Kathleen Hoch, William Dubinsky, Vihang A. Narkar, Perry E. Bickel
Nature Communications 7, Article number: 12723 doi:10.1038/ncomms12723 Published 24 August 2016

Fonte: UT Southwestern Medical Center

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