Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 412 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento

Posts Tagged ‘farmacologia’

Possibile un vaccino per abbassare il colesterolo.

Posted by giorgiobertin su giugno 21, 2017

Un nuovo studio rivela come un vaccino è riuscito ad abbassare il colesterolo “cattivo” nei topi ed ha ridotto l’aterosclerosi, che è un restringimento delle arterie causate da un accumulo di placca.

Il vaccino si chiama AT04A ed è già entrato una sperimentazione clinica umana, i risultati dovrebbero essere pronti entro la fine di quest’anno.
Se il vaccino risultasse sicuro ed efficace negli esseri umani, i ricercatori dicono che ci sarebbe una strategia terapeutica a lungo termine per il colesterolo alto; piuttosto che prendere le statine ogni giorno, i pazienti potrebbero semplicemente avere un’iniezione iniziale, seguito da un richiamo annuale.

syringe

Nel nuovo studio – pubblicato sull’European Heart Journal – il Dr. Günther Staffler e il suo team dell’ AFFiRis (la compagnia che ha sviluppato AT04A) descrivono lo sviluppo del vaccino con l’obiettivo di bloccare l’attività di un enzima chiamato Proprotein covertase subtilisin/kexin type 9 (PCSK9). Prodotto dal fegato, PCSK9 è noto per legarsi ai recettori del colesterolo LDL. Il blocco di PCSK9 è considerato una strategia promettente per abbassare il colesterolo LDL.

Quando iniettato sotto la pelle dei roditori, il team ha scoperto che il vaccino AT04A ha portato ad una riduzione del 53 per cento dei livelli di colesterolo totale, rispetto ai topi non vaccinati, così come una riduzione del 64 per cento dei danni ai vasi sanguigni legati all’aterosclerosi. Il vaccino ha portato ad una riduzione del 21-28 per cento dei markers biologici relativi all’infiammazione dei vasi sanguigni.

Ricordiamo che le statine efficaci per abbassare il colesterolo, non sono senza rischi, con effetti collaterali tra cui dolori muscolari e danni al fegato. Per di più, le statine devono essere prese su base giornaliera, un regime che è difficile per alcuni pazienti da seguire.

Leggi abstract dell’articolo:
The AT04A vaccine against proprotein convertase subtilisin/kexin type 9 reduces total cholesterol, vascular inflammation, and atherosclerosis in APOE*3Leiden.CETP mice
Christine Landlinger, Marianne G. Pouwer, Claudia Juno, José W.A. van der Hoorn, Elsbet J. Pieterman, J. Wouter Jukema, Guenther Staffler, Hans M.G. Princen, Gergana Galabova
Eur Heart J 2017 ehx260  Published: 19 June 2017. doi: 10.1093/eurheartj/ehx260

Vaccination to prevent atherosclerotic cardiovascular diseases
Ulrich Laufs; Brian A. Ference

Fonte: AFFiRis

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vitamina C e antibiotico contro le staminali del cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 15, 2017

Una combinazione di vitamina C e antibiotici potrebbe essere la chiave per uccidere le cellule staminali del cancro, ad affermarlo un nuovo studio del Biomedical Research Centreal University of Salford nel Regno Unito. Si apre così la strada ad una strategia che potrebbe combattere il cancro e la sua resistenza al trattamento.

In particolare per raggiungere i loro risultati, i ricercatori hanno somministrato la Doxiciclina- un antibiotico usato per curare l’acne , la polmonite e altre infezioni – a cellule staminali del cancro [cancer stem cells (CSCs) in dosi crescenti per di 3 mesi, in presenza di vitamina C.

La doxiciclina con dosi di vitamina C, è stata in grado di rimuovere il glucosio da CSC – questo affama in modo efficace le cellule portandole alla morte.

In questo scenario, la vitamina C si comporta come un inibitore della glicolisi nella produzione di combustibili di energia nei mitocondri, la ‘motore’ della cellula“, spiega il prof. Bonuccelli.

Il team spiega che l’antibiotico induce “flessibilità metabolica“, nel senso che inibisce la capacità delle cellule di cambiare fonti di combustibile come mezzo di sopravvivenza; di conseguenza, le cellule sono lasciate con il solo glucosio come fonte di energia.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Oncotarget“.

Leggi il full text dell’articolo:
Vitamin C and Doxycycline: a synthetic lethal combination therapy targeting metabolic flexibility in cancer stem cells (CSCs).
De Francesco EM, Bonuccelli G, Maggiolini M, Sotgia F, Lisanti MP
Oncotarget. 2017 Jun 9. doi: 10.18632/oncotarget.18428. [Epub ahead of print]

Correlati:
VITAMIN C is up to ten times more effective at stopping cancer cell growth than pharmaceuticals such as 2-DG

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le statine possono aumentare il rischio di Parkinson.

Posted by giorgiobertin su giugno 14, 2017

I ricercatori della Penn State College of Medicine, in uno studio pubblicato sulla rivista “Moviment Disorder“, suggeriscono che le statine non dovrebbero essere prescritte per prevenire la malattia di Parkinson.

Le statine sono un tipo di farmaco comunemente usato per abbassare il colesterolo “cattivo” nei livelli nel sangue. Spesso sono prescritte a pazienti a rischio di malattie cardiovascolari, le statine migliorano il flusso di sangue e ripristinano l’elasticità delle arterie.

L’uso di statine è associato con una maggiore, non minore, rischio di malattia di Parkinson, e l’associazione è più evidente per le statine lipofile, un’osservazione in contrasto con l’ipotesi corrente che queste statine proteggono le cellule nervose“, dice il Prof. Huang.

Non stiamo dicendo che le statine causano la malattia di Parkinson, ma piuttosto che […] statine non dovrebbe essere utilizzato basandosi sull’idea che proteggono contro il morbo di Parkinson.” conclude Huang.

Leggi abstract dell’articolo:
Statins may facilitate Parkinson’s disease: Insight gained from a large, national claims database
Guodong Liu, Nicholas W. Sterling, Lan Kong, Mechelle M. Lewis, Richard B. Mailman, Honglei Chen, Douglas Leslie and Xuemei Huang
Moviments Disorders pages 913-917 | DOI: 10.1002/mds.27006

Fonte:  Penn State College of Medicine

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | 1 Comment »

Nanoparticelle paramagnetiche con anticorpi contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 9, 2017

Gli scienziati dell’Institute for Nanobiotechnology della Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, United States, hanno creato una nanoparticella che porta due diversi anticorpi capaci di spegnere le proprietà difensive delle cellule tumorali, e attivare una robusta risposta immunitaria antitumorale nei topi. Come descritto sulla rivista “ACS Nano” il team di ricercatori è stato in grado di rallentare drasticamente la crescita del melanoma e sradicare il cancro negli animali da laboratorio.
Questa nuova strategia testata sugli animali potrebbero migliorare le immunoterapie del cancro.

immunoswitch

Utilizzando particelle di ferro paramagnetiche di circa 100 nanometri di diametro, i ricercatori hanno inserito sopra due differenti tipi di anticorpi: uno blocca una proteina chiamata programmed death ligand 1 (PD-L1), che le cellule tumorali utilizzano per mascherare se stesse alle cellule immunitarie; un’altra che stimola le cellule T, un tipo di cellula immunitaria che combatte il cancro.
Combinando queste due funzioni, spiega il prof. Schneck, è possibile efficacemente inibire il tumore e contemporaneamente accendere la capacità da parte del sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali”.

I ricercatori stanno ora lavorando per migliorare le nanoparticelle attraverso la ricerca di combinazioni più efficaci di anticorpi da includere. Poiché le particelle sono magnetiche, essi prevedono anche di verificare se i risultati possono essere migliorati mediante magneti che guidino le particelle mantenendole nel sito del tumore.

Leggi abstract dell’articolo:
Dual Targeting Nanoparticle Stimulates the Immune System To Inhibit Tumor Growth
Alyssa K. Kosmides, John-William Sidhom, Andrew Fraser, Catherine A. Bessell, and Jonathan P. Schneck
Publication Date (Web): June 7, 2017 (Article) – DOI: 10.1021/acsnano.6b08152

 

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

OMS: Elenco aggiornato dei farmaci essenziali.

Posted by giorgiobertin su giugno 8, 2017

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha aggiornato l’Essential Medicines List (EML) aggiungendo 30 medicinali per adulti e 25 per bambini. Il totale dei farmaci ritenuti essenziali dall’OMS per affrontare le più importanti esigenze sanitarie sale così a 433.

Farmaci sicuri ed efficaci sono una parte essenziale di qualsiasi sistema sanitario“, ha detto il dottor Marie-Paule Kieny, l’OMS, Vice Direttore Generale per i sistemi sanitari e innovazione. “Fare in modo tutte le persone possono accedere alle medicine di cui hanno bisogno, quando e dove ne hanno bisogno, è di vitale importanza per il progresso dei paesi verso la copertura sanitaria universale.

banner_oms

L’innovazione più rilevante della nuova versione dell’EML si registra nella sezione degli antibiotici – tra i quali gli esperti dell’OMS ne hanno aggiunti 10 per gli adulti e 12 per i bambini.

Tra i nuovi farmaci inseriti nell’EML rientrano: due trattamenti orali (dasatinib e nilotinib) per la leucemia mieloide cronica; la prima terapia combinata (sofosbuvir/ velpatasvir) per trattare tutti e sei i tipi di epatite C; dolutegravir, per il trattamento dell’infezione da HIV e la profilassi di pre-esposizione (PrEP) con solo tenofovir o in combinazione con emtricitabina o lamivudina, per prevenire l’infezione; delamanid, per il trattamento dei bambini e degli adolescenti con tubercolosi multiresistente (MDR-TB) e clofazimina per bambini e adulti con MDR-TB; alcuni farmaci per le cure palliative.

Scarica e leggi i documenti in full text:
WHO Model List of Essential Medicines 20th List (March 2017) – pdf 1,5Mb
WHO Model List of Essential Medicines for Children 6th List (March 2017) – pdf 1,19 Mb

Posted in E-journal E-Book, News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

AIFA: Report sulle reazioni avverse ai vaccini 2014-15.

Posted by giorgiobertin su giugno 8, 2017

L’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) rende disponibile ilRapporto sorveglianza post-marketing dei vaccini per gli anni 2014 e 2015“.
Il Rapporto fornisce una fotografia dello status delle segnalazioni relative alla sicurezza dei diversi tipi di vaccini nel periodo preso in esame.

Rapporto-vaccini-AIFA

Nella prima parte sono riportate le elaborazioni effettuate sulle segnalazioni spontanee dei sospetti eventi avversi che seguono l’immunizzazione registrati nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza. “Le reazioni avverse segnalate attraverso i sistemi di vigilanza passiva – spiega il report Aifa – rappresentano dei sospetti e non la certezza di una relazione causale tra prodotto medicinale (vaccino) somministrato ed evento avverso”.

Nella seconda parte sono descritti i principali eventi regolatori che hanno riguardato i vaccini, ovvero gli approfondimenti e le azioni intraprese a livello regionale, nazionale ed europeo nel biennio in esame.

Il Rapporto si conclude con approfondimenti dedicati alle malattie prevenibili da vaccino in relazione all’andamento delle coperture, con la descrizione dei progetti di farmacovigilanza attiva coordinati dall’AIFA.

Scarica e leggi il report in full text:
Rapporto sulla sorveglianza postmarketing dei vaccini in Italia 2014-2015
Numero pagine: 170 Data: 05/06/2017

Fonti: AIFA – DIRE – Notiziario settimanale Sanita’

Posted in E-journal E-Book, News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Cannabinoidi e chemioterapia per uccidere le cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su giugno 7, 2017

Una nuova ricerca ha confermato che i cannabinoidi – le sostanze chimiche attive della cannabis – sono efficaci nell’uccidere le cellule leucemiche, in particolare quando utilizzate in combinazione con trattamenti di chemioterapia.

Da esperimenti in laboratorio sugli animali è stato dimostrato che alcuni cannabinoidi inibiscono la crescita tumorale, promuovendo la morte delle cellule, riducendo la crescita cellulare, e bloccando lo sviluppo dei vasi sanguigni che alimentano il tumore. Ad oggi, sono stati identificati più di 100 cannabinoidi, tutti con differenti proprietà e profili chimichi.

Cannabis

Nello studio pubblicato sulla rivista “International Journal of Oncology” i ricercatori del St George’s, University of London nel Regno Unito hanno dimostrato che il cannabinoide delta-9-THC (tetraidrocannabinolo (THC)), se usato da solo, uccide le cellule leucemiche. Tuttavia, se usato in combinazione con la chemioterapia, la sua potenza risultata significativamente migliorata.
La combinazione di chemioterapia con cannabinoidi ha fornito risultati migliori rispetto alla sola chemioterapia.

Abbiamo dimostrato per la prima volta che l’ordine in cui vengono utilizzati i cannabinoidi e la chemioterapia è cruciale nel determinare l’efficacia complessiva di questo trattamento. […] I cannabinoidi sono una prospettiva molto eccitante in oncologia“. afferma il prof. Wai Liu coordinatore del progetto.

Leggi abstract dell’articolo:
Anticancer effects of phytocannabinoids used with chemotherapy in leukaemia cells can be improved by altering the sequence of their administration
Katherine A. Scott Angus G. Dalgleish Wai M. Liu
International Journal of Oncology Pages:369-377 Published online on: May 29, 2017 https://doi.org/10.3892/ijo.2017.4022

Fonte: St George’s, University of London

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un anticorpo per tutti i tumori.

Posted by giorgiobertin su giugno 7, 2017

Per la prima volta la FDA ha approvato un farmaco antitumorale a prescindere dalla sede. Le indicazioni del pembrolizumab (Keytruda), immunoterapico anti PD-1, prevedono infatti che l’anticorpo monoclonale possa essere dato a tutti i malati adulti e pediatrici con tumori solidi non operabili, metastatici, con un’instabilità dei microsatelliti (MSI-H) o deficienti del mismatch repair (dMMR), che hanno una progressione dopo i trattamenti precedenti o, ancora, a coloro che hanno un carcinoma del colon con MSI-H o dMMR e che sono in progressione dopo fluoropirimidina, oxaliplatino e irinotecan.

Keytruda

Il via libero è giunto dopo che sono stati resi noti i risultati di 149 pazienti arruolati in cinque trial non controllati, multicoorte, multicentrici e a braccio singolo, condotti su 90 persone con tumore del colon e 59 con uno tra 14 diversi tipi di cancro, e che avevano ricevuto il pembrolizumab alle dosi di 200 mg ogni 3 settimane oppure 10 mg/kg ogni 2.

Il prodotto è commercializzato da Merck Sharp & Dohme.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves first cancer treatment for any solid tumor with a specific genetic feature

Medication Guide for KEYTRUDA  
The physician Prescribing Information also is available.

Fonti: FDA – CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri)

Keytruda 

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Svolta nella terapia per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su giugno 6, 2017

Una vera e propria svolta nel trattamento del cancro alla prostata è venuta nel corso del Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso a Chicago.

L’aggiunta di abiraterone acetato (Zytiga) più prednisone alla terapia ormonale standard per gli uomini con nuova diagnosi di alto rischio, carcinoma della prostata metastatico abbassa la probabilità di morte del 38%.
I dati provengono dallo studio di fase III ‘Latitude’, condotto su 1.200 uomini. L’abiraterone ha più che raddoppiato il tempo medio intercorso prima che la malattia ricominciasse a progredire, da 14,8 a 33 mesi. Il farmaco è stato dato al posto della chemioterapia.

zytiga1

Abiraterone non solo prolunga la vita, ma anche abbassato la probabilità di recidiva del 70% e ha ridotto il rischio di gravi complicanze ossee del 50%”, ha detto l’autore  dello studio Nicholas James,  Professore di Oncologia Clinica presso la Queen Elizabeth Hospital di Birmingham, Regno Unito.

Per gli uomini che ricevono una diagnosi di cancro alla prostata in fase avanzata questo rappresenta un’evoluzione di trattamento, un nuovo efficace approccio. Dalla chemioterapia ad abiraterone“. Commentano gli esperti. “E’ una buona notizia per questi pazienti, poiché trattare la malattia con abiraterone può significare vivere più a lungo con un ridotto impatto di effetti collaterali”.

Il risultato terapeutico che abbiamo osservato in questo studio, dato dall’uso precoce di abiraterone – sottolineano gli scienziati – è comparabile a quello della chemio, dimostrato negli studi già effettuati. La differenza è che il farmaco è molto più tollerabile, tanto che molti pazienti non riportano nessun effetto collaterale”.

News dall’ASCO:
Abiraterone Delays Metastatic Prostate Cancer Growth by 18 Months, Extends Survival

Leggi abstract dell’articolo:
LATITUDE: A phase III, double-blind, randomized trial of androgen deprivation therapy with abiraterone acetate plus prednisone or placebos in newly diagnosed high-risk metastatic hormone-naive prostate cancer.
J Clin Oncol 35, 2017 (suppl; abstr LBA3)

Zytiga: Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto – EMA

ZYTIGA® (abiraterone acetate)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuovo farmaco per riparare i difetti della cartilagine nel ginocchio.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2017

L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha raccomandato l’autorizzazione all’immissione in commercio di un nuovo medicinale: Spherox, per terapie avanzate (ATMP) per il trattamento dei pazienti adulti che presentano difetti sintomatici della cartilagine articolare nei condili femorali e nella patella, con estensione dell’area interessata inferiore a 10 cm².

knee_pain

Spherox è un ATMP composto da sferoidi, aggregati sferici di condrociti (cellule che si trovano nella cartilagine sana). In questa terapia, viene prelevata una piccola porzione di cartilagine sana per produrre in laboratorio sferoidi di condrociti che saranno inseriti artroscopicamente nel ginocchio del paziente per formare nuovi tessuti che guariscano il difetto.

Gli effetti positivi di Spherox sono stati valutati in due studi clinici, con pazienti tra i 18 ei 50 anni di età. Il primo studio, uno studio di fase II, ha incluso 75 pazienti con estensione del difetto da 4 a 10 cm², mentre nel secondo, uno studio di fase III, sono stati coinvolti 102 pazienti con estensione del difetto da 1 a 4 cm².

Il parere adottato dal CHMP (comitato per i medicinali per uso umano) costituisce una fase intermedia del percorso di accesso a Spherox per i pazienti. Il parere del CHMP sarà ora inviato alla Commissione Europea per l’adozione di una decisione relativa all’immissione in commercio del medicinale in tutta l’Unione Europea.

Fonte: AIFA EMA

New advanced therapy to repair cartilage defects in the knee

CHMP summary of positive opinion for Spherox

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuovo possibile farmaco contro l’autismo.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2017

I ricercatori dell’University of California, San Diego coordinati da prof. Robert Naviaux, hanno sperimentato un farmaco adoperato per il trattamento della malattia del sonno africana: la suramina contro l’autismo.

Il farmaco è stato testato su un gruppo molto ristretto di persone, un campione statisticamente poco significativo: 10 bambini autistici tra i 5 e i 14 anni, i “Benefici misurabili (linguaggio e socialità), anche se transitori” ci sono stati su tutti i piccoli pazienti. I primi test, condotti anche su topolini di laboratorio, sono stati molto promettenti, mostrando un evidente miglioramento dei sintomi.

Secondo gli scienziati (video) uno dei possibili motori dello sviluppo della malattia è un particolare processo biochimico delle nostre cellule. Gli scienziati lo chiamano “risposta cellulare al pericolo” (Cell danger response), determinato da un danno cellulare. Questo meccanismo, secondo gli scienziati, nell’infanzia o in gravidanza s’incepperebbe.

I ricercatori Usa che hanno pubblicato il loro lavoro sulla rivista “Annals of Clinical and Translational Neurology” stanno adesso lavorando sulla stessa categoria di farmaci della suramina, i cosiddetti antipurinergici, potenzialmente in grado di normalizzare questa risposta biochimica delle cellule.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Low-dose suramin in autism spectrum disorder: a small, phase I/II, randomized clinical trial
Robert K. Naviaux, Brooke Curtis, Kefeng Li, Jane C. Naviaux, A. Taylor Bright, Gail E. Reiner, Marissa Westerfield, Suzanne Goh, William A. Alaynick, Lin Wang, Edmund V. Capparelli, Cynthia Adams, Ji Sun, Sonia Jain, Feng He, Deyna A. Arellano, Lisa E. Mash, Leanne Chukoskie, Alan Lincoln and Jeanne Townsend
Annals of Clinical and Translational Neurology 26 MAY 2017 | DOI: 10.1002/acn3.424

Fonte: University of California, San Diego

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Strumento online per estrarre le informazioni sulla tossicità dei farmaci.

Posted by giorgiobertin su giugno 3, 2017

Vi è un crescente interesse da parte dei motori di ricerca più sofisticati di far fronte alla complessità dei dati biomedici, non solo consentendo query di ricerca più mirate, ma anche facilitando l’integrazione e la costruzione di basi di conoscenze biologiche con l’analisi di insiemi di dati sperimentali.

I ricercatori del Spanish National Cancer Research CentreCNIO Structural Biology and BioComputing Programme hanno realizzato un software online LimTox che integra metodi di state-of-the-art di text mining, machine learning e tecnologie linguistiche, al fine di potenziare il motore di ricerca biomedico semantico. LimTox consente il recupero e la classificazione delle entità chimiche e biologiche, le interazioni tra di loro, la visualizzazione delle strutture chimiche dei composti identificati automaticamente nel testo, e la generazione di grafici di rete.

LimTox

Il server web LimTox può aiutare i ricercatori e medici per recuperare le associazioni di reazioni avverse utilizzando ricerche per parole chiave e le query semplici particolarmente ottimizzate per gestire le entità quali i prodotti chimici e i geni.
Lavora estraendo le informazioni dagli abstract e dai full text dei documenti dall’archivio biomedico PubMed, European Public Assessment Reports (EPAR), pubblicato dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA), e New Drug Application (NDA) degli stati Uniti.

LimTox ha una particolare attenzione sulle reazioni avverse e tossicità dei composti chimici con enfasi al danno epatico indotto da farmaci, comprese le sostanze che causano un peggioramento della funzione epatica e epatocarcinogenesi.

Il database è gratuito e aperto a tutti gli utenti a http://limtox.bioinfo.cnio.es/ ed è stato descritto sulla rivista “Nucleic Acids Research

Accedi al database:
Limtox

LimTox: a web tool for applied text mining of adverse event and toxicity associations of compounds, drugs and genes
Andres Cañada Salvador Capella-Gutierrez Obdulia Rabal Julen Oyarzabal Alfonso Valencia Martin Krallinger
Nucleic Acids Res gkx462. DOI: https://doi.org/10.1093/nar/gkx462 Published: 22 May 2017

Fonte: Spanish National Cancer Research Centre

Posted in News-ricerca, Tecnologia Web | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Nuovo sito web per l’interazione di farmaci oncologici.

Posted by giorgiobertin su giugno 2, 2017

Le interazioni farmacologiche sono un problema significativo per i pazienti oncologici ed i professionisti sanitari che li trattano. Combinando le competenze a livello internazionale dell’Università di Liverpool (UK) sulle interazioni farmaco-farmaco con l’esperienza della farmacologia clinica in oncologia ed ematologia della Radboud University, Nijmegen (the Netherlands), è stato possibile realizzare questo portale  in risposta alla necessità di una migliore gestione di interazioni farmaco-farmaco con agenti anti-cancro.

Cancer Drug Interactions

Accedi alla risorsa web:
Drug Interaction Checker

Posted in News-ricerca, Tecnologia Web | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un nuovo antibiotico contro i superbatteri.

Posted by giorgiobertin su giugno 1, 2017

Un gruppo di ricerca dello Scripps Research Institute in California ha sviluppato un nuovo antibiotico potente contro la resistenza batterica.

I ricercatori hanno usato come molecola di partenza la vancomicina, un antibiotico che interferisce con la formazione della parete nelle cellule batteriche. La vancomicina è stata utilizzata clinicamente per decenni, e solo in tempi recenti sono comparsi batteri dotati di una resistenza a questa molecola.


Three modifications to vancomycin’s structure (shown in blue) give it new “mechanisms of action” for fighting infection. (Image courtesy Boger Lab.)

I ricercatori hanno provato ad aumentarne la potenza, modificando la struttura chimica dell’antibiotico fino a renderlo 1.000 volte più efficace del suo predecessore. “Con queste modifiche, serve meno antibiotico per avere lo stesso effetto“, spiega Dale Boger, autore dello studio pubblicato sulla rivista “PNAS” .

Per la prima volta nella storia degli antibiotici, la nuova vancomicina è in grado di interferire con diversi processi biologici essenziali per la sopravvivenza dei batteri.
Nonostante il nuovo antibiotico sia molto promettente, gli autori spiegano che non è ancora pronto per essere testato sull’essere umano. Prima bisogna trovare un modo di produrlo più velocemente e ad un costo minore – oggi la sintesi richiede circa 30 passaggi, e poi si potrà procedere ai test sugli animali e sugli esseri umani.

Leggi abstract dell’articolo:
Peripheral modifications of [Ψ[CH2NH]Tpg4]vancomycin with added synergistic mechanisms of action provide durable and potent antibiotics
Akinori Okanoa, Nicholas A. Isleya, and Dale L. Boger
PNAS 2017; published ahead of print May 30, 2017, doi:10.1073/pnas.1704125114

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Promettente un nuovo farmaco per il trattamento dell’asma grave.

Posted by giorgiobertin su maggio 27, 2017

Uno studio condotto dai ricercatori  della McMaster University coordinati dal pneumologo professore Parameswaran Nair, ha mostrato risultati promettenti per un nuovo farmaco per i pazienti di affetti da asma grave.
I risultati dello studio, pubblicato sul “New England Journal of Medicine“, dimostra che i pazienti trattati con questo potenziale nuovo farmaco, chiamato benralizumab, un anticorpo monoclonale che agisce contro la catena alfa del recettore dell’interleuchina 5, erano in grado di ridurre l’uso di corticosteroidi e prednisone per via orale più di quattro volte rispetto a quelli trattati con placebo.

Il trial clinico”ZONDA”  ha valutato l’effetto del benralizumab 30 mg in 220 pazienti di 12 paesi, in un regime di dosaggio di otto o quattro settimane  in pazienti adulti affetti asma grave.

Benralizumab

Il dato è molto impressionante“, ha detto Parameswaran Nair. “Nello studio, i pazienti sono stati in grado di ridurre la loro dose di prednisone di ben il 75 per cento, avevano il 70 per cento in meno di riacutizzazioni e il 93 per cento di visite in meno al pronto soccorso o ricoveri, mantenendo la loro funzione polmonare“.
Benralizumab elimina quasi completamente un globuli bianchi chiamati eosinofili dalla circolazione e dal tessuto polmonare. Sono necessari ulteriori studi a lungo termine con questo farmaco per essere assolutamente certi della sicurezza di questa strategia di trattamento”.

Benralizumab non è un farmaco approvato, ma è in fase di revisione regolamentare in diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti.

Scarica e leggi il documento in full text:
Oral Glucocorticoid–Sparing Effect of Benralizumab in Severe Asthma
Parameswaran Nair, Sally Wenzel, Klaus F. Rabe, Arnaud Bourdin, Njira L. Lugogo, Piotr Kuna, Ph.D., Peter Barker, Stephanie Sproule, M.Math., Sandhia Ponnarambil, and Mitchell Goldman, for the ZONDA Trial Investigators
NEJM May 22, 2017 DOI:10.1056/NEJMoa1703501

ClinicalTrials.gov number, NCT02075255

AstraZeneca

Benralizumab Significantly Reduced Oral Corticosteroid Dosages and Asthma Exacerbation Rates for Patients with Severe, Uncontrolled Asthma: Results of the ZONDA Phase III Trial

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sviluppato un nuovo metodo per il trattamento dell’aterosclerosi.

Posted by giorgiobertin su maggio 25, 2017

I ricercatori della Ben Gurion University del Negev e del Sheba Medical Center hanno sviluppato un nuovo metodo per il trattamento dell’aterosclerosi e la prevenzione dell’insufficienza cardiaca, utilizzando un bio-polimero che riduce la placca arteriosa e l’infiammazione nel sistema vascolare.
Quando le cellule endoteliali diventano infiammate, producono una molecola chiamata “E-selectina“, che porta i globuli bianchi del sangue (monociti) nell’area e provocano l’accumulo di placca nelle arterie.

Heart_attacks

“Il nostro polimero E-selectina-targeting – spiega il prof. Ayelet David del Dipartimento BGU di Biochimica Clinica e Farmacologia – riduce la placca esistente e impedisce l’ulteriore progressione della placca e dell’infiammazione, prevenendo la trombosi arteriosa, l’ischemia, l’infarto del miocardio e l’ictus”.
Il polimero si deposita sul tessuto danneggiato e non provoca danni al tessuto sano, non ci sono quindi effetti collaterali. Attualmente le statine sono i farmaci più importanti per il trattamento dell’aterosclerosi, che possiedono però un certo numero di effetti collaterali noti.

La nuova terapia è stata già brevettata ed è ora in fase preclinica. Il nuovo polimero, è stato testato sui topi ed ha dato risultati molto positivi. I ricercatori hanno trattato i topi con l’aterosclerosi attraverso quattro iniezioni del polimero ed hanno esaminato il cambiamento nelle vene dopo quattro settimane.

Siamo rimasti stupiti dai risultati“, dice Jonathan Leor, professore di cardiologia presso l’Università di Tel Aviv. “Il cuore l’attività muscolare dei topi trattati era migliorata notevolmente, hanno avuto meno infiammazione nelle loro arterie e lo spessore è diminuito in modo significativo“. “Si potrebbe dire che questo è il primo risultato del genere. Ora siamo alla ricerca di una società farmaceutica che porti avanti i passi per lo sviluppo del farmaco e l’eventuale commercializzazione“.

Lo studio è in fase di pubblicazione.

Fonti: Phys.org  –  Ben Gurion University del Negev

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Linee guida canadesi sugli inibitori della pompa protonica.

Posted by giorgiobertin su maggio 24, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “Canadian Family Physician” le linee guida di pratica clinica su quando è possibile diminuire l’utilizzo di inibitori della pompa protonica.
Le nuove raccomandazioni si concentrano sugli adulti di età superiore ai 18 anni con sintomi gastrointestinali superiori che hanno ricevuto i PPI per un minimo di 4 settimane e hanno avuto una risoluzione sintomatica.
Per questi pazienti, le linee guida raccomandano che i medici dovrebbero ridurre la dose giornaliera di PPI o interrompere il farmaco e passare il paziente all’uso PPI su richiesta.

PPI

Quando i PPI sono prescritti in modo inappropriato o utilizzati troppo a lungo, possono interagire con altri farmaci prescritti in contemporanea e contribuire a non-aderenza, reazioni avverse, interazioni farmacologiche, accessi e ricoveri in reparti di emergenza” affermano gli autori.

Scarica e leggi il documento in full text:
Deprescribing proton pump inhibitors – Evidence-based clinical practice guideline
Barbara Farrell, … et al.
Can Fam Physician. 2017 May;63(5):354-364.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Alzheimer: scoperto un trattamento per prevenire la perdita di memoria negli animali.

Posted by giorgiobertin su maggio 24, 2017

I ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca e dell’IRCCS – Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri in uno studio è pubblicato sulla rivista “Journal of Controlled Release”, hanno scoperto un trattamento in grado di prevenire la perdita di memoria in modelli animali.

JCR-cover

Agendo prima della comparsa dei sintomi sarà possibile prevenire la perdita di memoria che caratterizza la malattia di Alzheimer. In particolare i liposomi multifunzionali prevengono la perdita della memoria se somministrati molto precocemente, prima della comparsa dei sintomi della patologia. Amyposomes cosi si chiamano queste nanoparticelle, rallentano l’accumulo nel cervello del beta-amiloide grazie a un effetto di “scarico” periferico nel fegato e nella milza (“sink effect”), impedendo così l’aumento dimensionale delle placche nel cervello e la comparsa dei sintomi della malattia.

Abbiamo dimostrato la possibilità di prevenire la perdita di memoria – spiega il professor Massimo Masserini, dell’Università di Milano-Bicocca – uno dei problemi più devastanti nei malati di Alzheimer. La cura non è applicabile già oggi all’uomo, nonostante questo sia il nostro obiettivo per il futuro. Visto che il trattamento sembra funzionare al meglio se si agisce molto precocemente, prima della morte dei neuroni, per individuare i pazienti in questo stadio dovranno essere sviluppati sistemi diagnostici molto sensibili, in grado di individuare la malattia prima della comparsa dei sintomi“.

Leggi abstract dell’articolo:
Multifunctional liposomes delay phenotype progression and prevent memory impairment in a presymptomatic stage mouse model of Alzheimer disease
Simona Mancini | Claudia Balducci | Edoardo Micotti | Daniele Tolomeo | Gianluigi Forloni | Massimo Masserini | Francesca Re
Journal of Controlled Release Volume 258, 28 July 2017, Pages 121–129  https://doi.org/10.1016/j.jconrel.2017.05.013

Fonte: Università di Milano-Bicocca

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuova terapia per la degenerazione maculare umida legata all’età.

Posted by giorgiobertin su maggio 23, 2017

I ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine, in uno studio pubblicato sulla rivista “The Lancet“,affermano che una terapia genica sperimentale che utilizza un virus per introdurre un gene terapeutico nell’occhio è sicura e può essere efficace nel preservare la vista nelle persone con degenerazione maculare umida legata all’età (Amd). La degenerazione maculare senile è una malattia complessa in cui più difetti genetici e fattori ambientali provocano la degenerazione della retina e graduale perdita della visione centrale.

Macula

Lo studio clinico di fase 1 ha coinvolto 19 uomini e donne, di 50 anni o più con AMD umida avanzata.

Abbiamo utilizzato un virus, simile a quello del raffreddore comune, ma alterato in laboratorio in modo che non sia in grado di causare malattie, come carrier per un gene e l’abbiamo iniettato nell’occhio” afferma Peter Campochiaro, della Johns Hopkins University School of Medicine che poi aggiunge: “Il virus penetrando nelle cellule retiniche deposita il gene che trasforma le cellule in fabbriche per produrre una proteina terapeutica, chiamata sFLT01“.

L’iniezione intravitreale di AAV2-sFLT01 sembrava essere sicura e ben tollerata a tutti i dosaggi. Una terapia innovativa che apre nuove speranze di cura per i pazienti affetti da questa patologia.

Scarica e leggi il documento in full text:
Intravitreous injection of AAV2-sFLT01 in patients with advanced neovascular age-related macular degeneration: a phase 1, open-label trial
Jeffrey S Heier, Saleema Kherani, Shilpa Desai, Pravin Dugel, …… + al.
The Lancet Published: 16 May 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(17)30979-0

This trial is registered with ClinicalTrials.gov, number NCT01024998.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

EMA. Pubblicato l’Annual Report 2016.

Posted by giorgiobertin su maggio 20, 2017

L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha pubblicato il Rapporto annuale 2016, che illustra i principali risultati conseguiti dall’Agenzia negli ambiti della valutazione dei medicinali, del sostegno alla ricerca e sviluppo di trattamenti nuovi e innovativi e del monitoraggio della sicurezza dei farmaci.

EMA logo

Scarica e leggi il report in full text:
Annual report 2016

Fonte: Agenzia Europea per i Medicinali (EMA)

Posted in E-journal E-Book, Materiali Didattici | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Osteoartrosi al ginocchio: nessun beneficio dagli steroidi.

Posted by giorgiobertin su maggio 17, 2017

Il prof Timothy E. McAlindon, della Tufts Medical Center di Boston e i suoi colleghi hanno scoperto che le iniezioni di steroidi somministrati ogni 3 mesi non fornivano benefico rispetto al placebo, nell’alleviare il dolore al ginocchio nei pazienti con osteoartrosi del ginocchio (OA).

Osteoarthritis

I ricercatori hanno anche evidenziato che le iniezioni di steroidi in realtà portano ad una maggiore perdita di volume della cartilagine ossea se somministrati oltre 2 anni. Le scoperte del team provengono da un’analisi di 140 pazienti con OA sintomatica del ginocchio. Tutti i pazienti avevano infiammazione della membrana sinoviale, che riveste le articolazioni.
Rispetto ai pazienti che hanno ricevuto il placebo, coloro che hanno ricevuto triamcinolone hanno avuto una maggiore perdita di volume della cartilagine; si è vista una perdita di spessore della cartilagine di 0,21 millimetri, rispetto ai 0,10 millimetri del gruppo placebo.

In conclusione i pazienti con gonartrosi al ginocchio è improbabile che traggano beneficio da iniezioni di corticosteroidi.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Effect of Intra-articular Triamcinolone vs Saline on Knee Cartilage Volume and Pain in Patients With Knee Osteoarthritis A Randomized Clinical Trial.
McAlindon TE, LaValley MP, Harvey WF, Price LL, Driban JB, Zhang M, Ward RJ.
JAMA. 2017;317(19):1967-1975. doi:10.1001/jama.2017.5283

Multimedia

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

ACCP: Linee guida sulla terapia per la malattia tromboembolica venosa.

Posted by giorgiobertin su maggio 17, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “Jama” a cura dell’American College of Chest Physicians (ACCP) le linee guida sulla terapia antitrombotica per la malattia tromboembolica venosa o tromboembolismo venoso (TEV), una delle patologie più comuni del sistema circolatorio.

DVT

La malattia tromboembolica venosa o TEV, indica un problema che molti conoscono: la formazione di un trombo, cioè un coagulo di sangue che ostruisce una vena profonda (nella maggior parte dei casi agli arti inferiori) e che, in certi casi, si stacca e arriva ai polmoni, provocando un’embolia.

Leggi il documento:
Antithrombotic Therapy for Venous Thromboembolic Disease
Jain A, Cifu AS.
JAMA. 2017;317(19):2008-2009. doi:10.1001/jama.2017.1928

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nanoterapia contro i tumori.

Posted by giorgiobertin su maggio 16, 2017

Per la prima volta, i ricercatori del Department of Pharmaceutical Sciences, Washington State University (WSU) hanno dimostrato che è possibile somministrare un farmaco contro il tumore collegandolo ad un globulo. Questa innovazione potrebbe colpire i tumori con farmaci antitumorali che, come succede ora danneggiano i tessuti sani.

Nanoterapia    Credit image: Washington State University

Il team ha lavorato su scala microscopica utilizzando una particella nano-terapica (nanoparticella + farmaco) collegandola ad un globulo bianco che combatte le infezioni, i ricercatori hanno dimostrato di poter rendere disponibile il farmaco oltre la corazza dei vasi sanguigni che di solito proteggono un tumore.

In particolare abbiamo iniettato nei topi nanoparticelle d’oro trattate con anticorpi che mediano l’unione delle nanoparticelle e dei neutrofili. Quando il tumore è stato esposto alla luce infrarossa, l’interazione della luce con le nanoparticelle d’oro ha prodotto calore che ha ucciso le cellule tumorali“, ha detto il professore di scienze farmaceutiche Wang.

Abbiamo sviluppato un nuovo approccio per fornire farmaci contro i tumori utilizzando i globuli bianchi del nostro corpo“, afferma Wang. “Questo sistema può essere applicato per fornire molti farmaci antitumorali, come la doxorubicina;  speriamo che possa aumentare l’efficacia delle terapie tumorali rispetto ad altri sistemi attualmente utilizzati.”

Leggi abstract dell’articolo:
Photosensitization Priming of Tumor Microenvironments Improves Delivery of Nanotherapeutics via Neutrophil Infiltration
Dafeng Chu, Xinyue Dong, Qi Zhao, Jingkai Gu and Zhenjia Wang
Advanced Materials Version of Record online: 15 MAY 2017 | DOI: 10.1002/adma.201701021

Approfondimenti:
Nanoparticle Targeting of Neutrophils for Improved Cancer Immunotherapy
Dafeng Chu, Qi Zhao, Jian Yu, Faya Zhang, Hui Zhang, Zhenjia Wang
Published Date – 17 March 2016

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un collirio per curare la cecità legata all’età.

Posted by giorgiobertin su maggio 16, 2017

Gli scienziati dell’Università di Birmingham hanno sviluppato un tipo di collirio che potrebbero rivoluzionare il trattamento di una delle principali cause di cecità: la degenerazione maculare legata all’età (AMD).

eye-drop

Gli scienziati guidati dal biochimico Dr Felicity de Cogan, hanno sperimentato con successo un metodo per somministare un farmaco come collirio, ottenendo gli stessi risultati dell’iniezione. Viene utilizzato un “cell-penetrating peptide (CPP)” per rendere disponibile il farmaco.
Il CPP-farmaco ha il potenziale per avere un impatto significativo sul trattamento dell’AMD rivoluzionando le opzioni di consegna dei farmaci“. “Il complesso CPP-farmaco è anche una potenziale applicazione ad altre malattie oculari croniche che richiedono l’erogazione del farmaco nella camera posteriore dell’occhio“.

I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista “Investigative opthamology e Visual Science“, potrebbe significare la fine di iniezioni dolorose direttamente nell’occhio.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Topical Delivery of Anti-VEGF Drugs to the Ocular Posterior Segment Using Cell-Penetrating Peptides.
Felicity de Cogan, Lisa J. Hill, Aisling Lynch, Peter J. Morgan-Warren, Judith Lechner, Matthew R. Berwick, Anna F. A. Peacock, Mei Chen, Robert A. H. Scott, Heping Xu, Ann Logan.
Investigative Opthalmology & Visual Science, 2017; 58 (5): 2578 DOI: 10.1167/iovs.16-20072

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

ACP: Linee guida sul trattamento dell’osteoporosi.

Posted by giorgiobertin su maggio 10, 2017

Sono state pubblicate dall’American College of Physicians (ACP), sulla rivista “Annals of Internal Medicine” le linee guida di pratica clinica basata sulle evidenze per il trattamento delle donne e degli uomini con osteoporosi. Le precedenti raccomandazioni di ACP per il trattamento di bassa densità ossea e osteoporosi per prevenire le fratture, erano state pubblicate nel 2008.

L’osteoporosi è una malattia scheletrica sistemica caratterizzata da una diminuzione della massa ossea e deterioramento del tessuto osseo che porta ad un aumento del rischio di fragilità ossea e fratture, specialmente all’anca, colonna vertebrale e polso.

ACP

La linea guida si focalizza sui vantaggi comparativi e rischi dei trattamenti farmacologici a breve e lungo termine. L’evidenza suggerisce che i medici devono trattare le donne con osteoporosi con terapia farmacologica per cinque anni. Continuare il trattamento dopo i primi cinque anni può essere utile per alcune pazienti e meno per altre.

Non si raccomanda il monitoraggio della densità ossea durante il periodo di trattamento di cinque anni perché le prove non mostrano alcun beneficio. ACP raccomanda inoltre di non utilizzare la terapia in menopausa con estrogeni più terapia progestinica o raloxifene per il trattamento dell’osteoporosi nelle donne. Il trattamento con estrogeni è associato a gravi danni, come un aumento del rischio di incidenti cerebrovascolari ed eventi tromboembolici venosi che superano i potenziali benefici.

I destinatari di questa linea guida includono tutti i medici. La popolazione di pazienti bersaglio comprende uomini e donne con bassa densità ossea e osteoporosi.

Scarica e leggi il documento in full text:
Treatment of Low Bone Density or Osteoporosis to Prevent Fractures in Men and Women: A Clinical Practice Guideline Update from the American College of Physicians
Amir Qaseem, MD, PhD, MHA; Mary Ann Forciea, MD; Robert M. McLean, MD; Thomas D. Denberg, MD, PhD; for the Clinical Guidelines Committee of the American College of Physicians
Ann Intern Med. 2017. DOI: 10.7326/M15-1361

Pharmacologic Treatment of Low Bone Density or Osteoporosis to Prevent Fractures” – 2008

Fonte: American College of Physicians (ACP)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »