Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 426 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento

Posts Tagged ‘farmacologia’

Creati nuovi farmaci anticancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 15, 2017

I ricercatori del Boise State University hanno creato farmaci anticancro che possono uccidere le cellule tumorali di 58 dei 60 tipi di tumori conosciuti dal National Cancer Institutes NCI-60 panel, che attaccano 9 sistemi e organi del corpo umano.

Lo studio pubblicato sulla rivista “BMC Cancer” a cura dei professori Abdelkrim Alileche e Greg Hampikian riporta che due farmaci, 9R e 9S1, sono effettivamente attivi su 58 dei 60 tumori.

boise-state

Le proteine, comunemente note come “Nullomeri”, sono delle sequenze  di nucleotidi o aminoacidi molto brevi, assenti in natura. I ricercatori hanno utilizzato alcune delle sequenze di queste proteine, con soli cinque aminoacidi, per uccidere le cellule tumorali umane. I peptidi 9S1R e 9R sono risultati con un ampio effetto letale sulle linee cellulari tumorali resistenti ai farmaci e ormonali e persino sulle cellule staminali del cancro.

Dopo la straordinaria scoperta il prof. Hampikian afferma: “Ci sono ancora 196 peptidi di Nullomer che sono sotto screening, e abbiamo altri candidati promettenti “.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
The effect of Nullomer-derived peptides 9R, 9S1R and 124R on the NCI-60 panel and normal cell lines
Abdelkrim AlilecheEmail and Greg Hampikian
BMC Cancer 2017 17:533 https://doi.org/10.1186/s12885-017-3514-z© Published: 9 August 2017

Fonte: Boise State University

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Leucemia: Spogliate le cellule tumorali della loro immortalità.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2017

I ricercatori della University of Bradford West Yorkshire – UK, hanno scoperto un nuovo farmaco che mette a nudo le cellule tumorali della loro “immortalità” e potrebbe aiutare a curare i pazienti affetti da una delle forme più aggressive di leucemia.

AML

Il farmaco, chiamato HXR9, funziona impedendo alle cellule tumorali di evitare il processo naturale che causa la morte di cellule dannose, noto come apoptosi. Il composto mira ad una particolare famiglia di geni, chiamati geni HOX, che sono coinvolti nel controllo della rapida crescita delle cellule. Negli adulti questi geni sono spenti, ma nelle cellule tumorali possono essere riaccesi. Questo permette alle cellule tumorali di crescere e dividersi continuamente aggirando i normali meccanismi che innescano l’apoptosi, rendendoli effettivamente “immortali“. HXR9 elimina nelle cellule tumorali questa capacità spegnendo i geni HOX.

Analizzato i dati sull’espressione genica di 269 pazienti con leucemia mieloide acuta (AML) è stata trovata un’associazione tra l’attività di un gruppo di geni HOX e il tasso di sopravvivenza del paziente. Si sta preparando una sperimentazione clinica prevista per l’anno prossimo, dove una forma di HRX9 sarà somministrata a pazienti affetti da tumore che non hanno reagito ad altri tipi di trattamento.

I ricercatori hanno anche scoperto che quando hanno combinato HXR9 con un altro farmaco, un inibitore della proteina chinasi C chiamato Ro31, si è avuto un aumentato ulteriormente della riduzione della crescita del cancro.

Leggi il full text dell’articolo:
Inhibition of HOX/PBX dimer formation leads to necroptosis in acute myeloid leukaemia cells
Raed A. Alharbi1, Hardev S. Pandha, Guy R. Simpson, Ruth Pettengell, Krzysztof Poterlowicz, Alexander Thompson, Kevin Harrington, Mohamed El-Tanani and Richard Morgan
Oncotarget Published: August 07, 2017 https://doi.org/10.18632/oncotarget.20023

Fonte: University of Bradford

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Immunoterapia per il trattamento del Diabete tipo 1.

Posted by giorgiobertin su agosto 10, 2017

Un approccio immunoterapico per il trattamento del diabete di tipo 1 è stato sperimentato clinicamente con successo dai ricercatori del King’s College London in collaborazione con la Cardiff University School of Medicine. Il trattamento ed è stato dimostrato essere sicuro e sembra impedisca alla malattia di progredire e peggiorare.

Insulin-inside-a-cell

Immunoterapie mirano a modulare il sistema immunitario di una persona, di solito per alleviare le condizioni autoimmuni come la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide o il lupus. Il diabete di tipo 1 è anch’esso un disturbo autoimmune, in cui le cellule T del sistema immunitario attaccano erroneamente le cellule beta di produzione di insulina del pancreas. . Senza trattamento il numero delle cellule beta diminuirà lentamente e il corpo non sarà più in grado di mantenere i livelli normali di glucosio nel sangue.

La terapia MonoPepT1De. descritta sulla rivista “Science Translational Medicine”  prevede l’iniezione nel sangue di una persona di piccoli segmenti di proinsulina che si trasformerà poi in insulina. Il trattamento è stato somministrato a 21 persone con diagnosi di diabete di tipo 1, mentre ad altre otto persone è stato somministrato un placebo. Entrambi i gruppi hanno ricevuto iniezioni ogni settimana per sei mesi. A 12 mesi dall’inizio dello studio, il gruppo placebo aveva bisogno di aumentare la dose di insulina iniettabile in media del 50%. Coloro che hanno ricevuto l’immunoterapia sono rimasti stabili, senza alcuna necessità di aumentare le loro dosi di insulina e senza nessun segno di distruzione di cellule beta.

È stato incoraggiante vedere che le persone che ricevono il trattamento necessitano di meno insulina per controllare i loro livelli di glucosio nel sangue, suggerendo che il loro pancreas stava lavorando meglio” dice Mark Peakman del King’s College di Londra. .”Stiamo testando un farmaco che potrebbe essere utilizzato entro cinque anni, se tutto va bene”,

Idealmente, il farmaco dovrebbe essere somministrato a bambini che iniziano a sviluppare la malattia e, possibilmente, a soggetti con un elevato rischio genetico per il diabete di tipo 1.

Leggi abstract dell’articolo:
Metabolic and immune effects of immunotherapy with proinsulin peptide in human new-onset type 1 diabetes
BY MOHAMMAD ALHADJ ALI, YUK-FUN LIU, SEFINA ARIF, DANIJELA TATOVIC, HINA SHARIFF, VIVIENNE B. GIBSON, et al.
SCIENCE TRANSLATIONAL MEDICINE 09 AUG 2017 Vol. 9, Issue 402, eaaf7779 DOI: 10.1126/scitranslmed.aaf7779

Fonti: King’s College London – Cardiff University School of Medicine   –  MedlinePlus news

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

FDA approva farmaco per l’Epatite C.

Posted by giorgiobertin su agosto 7, 2017

La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha approvato Mavyret ( è una combinazione fissa di due agenti antivirali: glecaprevir (100mg), inibitore della proteasi NS3/4A e pibrentasvir (40mg), un inibitore di NS5A.) per il trattamento di adulti affetti da virus dell’epatite C cronica (HCV), genotipi 1-6 senza cirrosi (malattia del fegato) o con cirrosi lieve, compresi i pazienti con moderata o gravi malattie renali, compresi quelli che sono in dialisi.

L’epatite C è una malattia virale che provoca infiammazione del fegato che può portare a diminuita funzionalità epatica o insufficienza epatica. Ci sono almeno sei genotipi distinti di HCV, o ceppi, che sono gruppi geneticamente distinti del virus. Conoscere il ceppo del virus può aiutare per le raccomandazioni sul trattamento.

Il farmaco è prodotto da AbbVie Inc. North Chicago, Illinois.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves Mavyret for Hepatitis C

AbbVie Inc. North Chicago, Illinois

Approfondimenti:

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

ASCO: Linee guida sul controllo della nausea e del vomito nel trattamento del cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 7, 2017

Sono state aggiornate a cura dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), le linee guida cliniche riguardanti i nuovi farmaci per nausea e vomito correlati al trattamento del cancro. L’aggiornamento fornisce nuove informazioni basate sull’evidenza relative all’uso appropriato di olanzapina, antagonisti del recettore NK1 e dexametasone.

ASCO logo

Per sviluppare questa linea guida, il gruppo di esperti ha condotto una revisione sistematica della letteratura medica pubblicata tra novembre 2009 e giugno 2016.
Enormi progressi sono stati realizzati nel corso degli ultimi 25 anni nella prevenzione della nausea indotta da chemioterapia e vomito con l’introduzione di nuove classi di farmaci antiemetici” ha dichiarato il prof. Mark G. Kris. “Il beneficio completo di questi progressi nel trattamento sarà realizzato soltanto, se le linee guida evidence-based saranno pienamente attuate.”

Scarica e leggi il documento in full text:
Antiemetics: American Society of Clinical Oncology Clinical Practice Guideline Update
Paul J. Hesketh, Mark G. Kris, Ethan Basch, Kari Bohlke, Sally Y. Barbour, Rebecca Anne Clark-Snow, Michael A. Danso, Kristopher Dennis, L. Lee Dupuis, Stacie B. Dusetzina, Cathy Eng, Petra C. Feyer, Karin Jordan, Kimberly Noonan, Dee Sparacio, Mark R. Somerfield, and Gary H. Lyman
Journal of Clinical Oncology Published online ahead of print July 31, 2017, doi:10.1200/JCO.2017.74.4789

Information for patients about nausea and vomiting is available at cancer.net/navigating-cancer-care/side-effects/nausea-and-vomiting.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

ACC/AHA/HFSA: Aggiornate le linee guida sull’insufficienza cardiaca.

Posted by giorgiobertin su agosto 7, 2017

Dal 1980, l’American College of Cardiology (ACC) e l’American Heart Association (AHA) traducono le prove scientifiche in linee guida di pratiche cliniche con raccomandazioni per migliorare la salute cardiovascolare. Queste linee guida, basate su metodi sistematici per valutare e classificare le prove scientifiche, costituiscono una pietra miliare per una cura di qualità cardiovascolare. Il documento pubblicato il 6 agosto sulla rivista “Journal of the American College of Cardiology” aggiorna il precedente pubblicato nel 2013.

AHA-ACC

Questo aggiornamento mirato rappresenta la seconda parte di una pubblicazione in due step. La prima parte che è stata pubblicata come “2016 ACC/AHA/HFSA Aggiornato sulla nuova terapia farmacologica per insufficienza cardiaca” – J Am Coll Cardiol 68 : 1476 – 1488, ha introdotto le linee guida sulle nuove terapie, in particolare sull’uso di un inibitore dell’inibitore dell’angiotensina-neprilisina (ARNI) (Valsartan/sacubitril) e un modulatore di nodo sinusale (ivabradina). Documento pubblicato in contemporanea dalla “Società Europea di Cardiologia” – “2016 ESC Guidelines for the Diagnosis and Treatment of Acute and Chronic Heart Failure“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
2017 ACC/AHA/HFSA Focused Update of the 2013 ACCF/AHA Guideline for the Management of Heart Failure
A Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines and the Heart Failure Society of America
Clyde W. Yancy, Mariell Jessup, Biykem Bozkurt, Javed Butler, Donald E. Casey Jr., Monica M. Colvin, Mark H. Drazner, Gerasimos S. Filippatos, Gregg C. Fonarow, Michael M. Givertz, Steven M. Hollenberg, JoAnn Lindenfeld, Frederick A. Masoudi, Patrick E. McBride, Pamela N. Peterson, Lynne Warner Stevenson, Cheryl Westlake
JACC Volume 70, Issue 6, August 2017 DOI: 10.1016/j.jacc.2017.04.025

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un farmaco contro il diabete rallenta il Parkinson.

Posted by giorgiobertin su agosto 6, 2017

Si chiama exenatide il farmaco che potrebbe rallentare o persino fermare il Parkinson. Attualmente in commercio per il trattamento del diabete mellito di tipo 2, l’exenatide è stato testato per la prima volta su pazienti affetti da questa malattia neurodegenerativa.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Lancet“, e condotto dai ricercatori dell’University College di Londra, ha coinvolto 62 pazienti e rappresenta il primo studio clinico per questo morbo con risultati così promettenti.

Nello studio randomizzato in doppio cieco contro placebo i 62 pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale, (né i pazienti né i medici che somministravano il farmaco, o il placebo, erano a conoscenza di informazioni). La terapia è stata effettuata mediante iniezione sottocutanea, una volta a settimana per 48 settimane, seguita da 12 settimane di interruzione.

ParkinsonsBrains

Il prof. Tom Foltynie, uno degli autori afferma: “l’exenatide non solo è in grado di contrastare i sintomi del morbo, ma sembrerebbe fermare l’evoluzione della malattia. Dobbiamo essere entusiasti e sentirci incoraggiati da questi risultati, ma dobbiamo andarci anche cauti perché li dobbiamo replicare“. “Sebbene i risultati siano promettenti, è necessario sperimentare l’exenatide per un periodo di tempo maggiore“.

Ricordiamo che con i trattamenti esistenti, possiamo alleviare la maggior parte dei sintomi per alcuni anni, ma la malattia degenerativa continua a peggiorare. Exenatide attiva i recettori per l’ormone GLP-1 nel pancreas per stimolare il rilascio di insulina. I recettori GLP-1 si trovano anche nel cervello, e le ricerche precedenti avevano dimostrato che l’attivazione può aumentare la funzione delle connessioni dopaminiche, agire come anti-infiammatorio, migliorare la produzione di energia e attivando segnali di sopravvivenza cellulare.

Leggi abstract dell’articolo:
Exenatide once weekly versus placebo in Parkinson’s disease: a randomised, double-blind, placebo-controlled trial
Dilan Athauda, Kate Maclagan, Simon S Skene, Martha Bajwa-Joseph, Dawn Letchford, Kashfia Chowdhury, Steve Hibbert, Natalia Budnik, Vrachc, Luca Zampedri,… , Prof Andrew J Lees, Nigel H Greig, Susan Tebbs, Prof Thomas Foltynie
The Lancet Available online 3 August 2017 https://doi.org/10.1016/S0140-6736(17)31585-4

The study is registered at ClinicalTrials.gov (NCT01971242) and is completed.

Comment:
Werner Poewe, Klaus Seppi
Insulin signalling: new target for Parkinson’s treatments?
The Lancet, Available online 3 August 2017

Fonte: University College London NewScientist

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuovo target per il trattamento del cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 4, 2017

Gli scienziati hanno scoperto che il targeting di un enzima conosciuto come NOX4 interrompe l’azione di un tipo di cellule chiamato fibroblasti associati al cancro (Cancer-associated fibroblasts (CAFs)), riducendo la dimensione dei tumori nei topi fino al 50%.

I fibroblasti sono cellule sane il cui ruolo è quello di tenere insieme diversi tipi di organi. Quando vengono ingannati dalle cellule tumorali, diventano CAFs e sono noti per aiutare i tumori a crescere, a diffondere e ad eludere la terapia. Fino ad ora, i tentativi di indirizzarli non hanno avuto esito.

Un team di ricercatori dell’University of Southampton ha scoperto che livelli superiori di CAFs sono stati associati a una bassa sopravvivenza in diversi tipi di cancro, inclusi i tumori dell’intestino, della testa e del collo.

jnci_110_cover NOX4

Analizzando molti tipi di cancro, abbiamo individuato un meccanismo comune responsabile della formazione dei CAF nei tumori“. afferma il prof. Gareth Thomas. “Queste cellule rendono i tumori aggressivi e difficili da trattare, e possiamo vedere interessanti possibilità per il targeting di CAFs in molti pazienti che non rispondono bene alle terapie esistenti“.

I topi sono stati trattati farmacologicamente con un farmaco chiamato GKT137831 per inibire NOX4, che ha a livello statistico significativamente ridotto l’accumulo dei miofibroblasti e la crescita tumorale.

Dai risultati ottenuti possiamo dire che i CAF possono essere mirati con un farmaco e che i loro effetti “pro-tumori” possono essere invertiti nei topi, dando ai ricercatori un punto di partenza per sviluppare nuovi  trattamenti più efficaci in futuro” – conclude Gareth Thomas.

Leggi abstract dell’articolo:
Targeting the myofibroblastic cancer-associated fibroblast phenotype through inhibition of NOX4.
Christopher J. Hanley, Massimiliano Mellone, Kirsty Ford, Steve M. Thirdborough, Toby Mellows …Gareth J. Thomas
Journal of the National Cancer Institute Published: 03 August 2017 110 (1): djx121. DOI: https://doi.org/10.1093/jnci/djx121

Fonte: Cancer Research UK

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un nuovo farmaco contro il Parkinson.

Posted by giorgiobertin su agosto 1, 2017

I ricercatori della Binghamton University, State University of New York, hanno sviluppato un nuovo farmaco che potrebbe limitare la progressione della malattia di Parkinson, fornendo un miglioramento dei sintomi a centinaia di migliaia di persone con la malattia.

I sintomi della malattia di Parkinson sono comunemente gestiti usando un agonista selettivo del recettore della dopamina. Mentre questi farmaci sono utili nel primo stadio del Parkinson, essi tendono a perdere efficacia nelle fasi successive della malattia.

BJP-cover
Il team di ricerca, coordinato dal professor Chris Bishop dell’Università di Binghamton, ha impiegato un modello preclinico della malattia di Parkinson per confrontare gli effetti del ropinirolo, un agonista della dopamina, sul un nuovo farmaco multifunzionale, noto come D-512.
I risultati hanno dimostrato che il D-512 è più efficace del ropinirolo nel trattamento dei sintomi della malattia, prolungando la finestra temporale in cui gli animali hanno mostrato benefici.

D-512 è unico perché non solo tratta i sintomi della malattia di Parkinson, ma la molecola stessa è un antiossidante“, ha dichiarato il prof. Lindenbach. “Questa proprietà antiossidante è importante perché una causa principale della malattia di Parkinson sembra essere eccessivo stress ossidativo è un piccolo gruppo di cellule cerebrali che facilitano il movimento“.

Il farmaco attualmente è in una fase pre-clinica. I risultati sono pubblicati sulla rivista “British Journal of Pharmacology“.

Leggi abstract dell’articolo:
D-512, a novel dopamine D2 / D3 receptor agonist, demonstrates superior anti-parkinsonian efficacy over ropinirole in parkinsonian rats.
David Lindenbach, Banibrata Das, Melissa M Conti, Samantha M Meadows, Aloke K Dutta, Christopher Bishop.
British Journal of Pharmacology, 2017; DOI: 10.1111/bph.13937

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nanoparticelle antibiotiche contro i batteri resistenti ai farmaci.

Posted by giorgiobertin su luglio 14, 2017

La resistenza agli antibiotici è un problema crescente, soprattutto tra un tipo di batteri classificati come “Gram-negativi“. Questi batteri hanno due membrane cellulari, rendendo più difficile penetrare e uccidere le cellule.
I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno utilizzato la nanotecnologia per sviluppare trattamenti più mirati per questi batteri resistenti ai farmaci. In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista “Advanced Materials“, riferiscono che un peptide antimicrobico confezionato in una nanoparticola di silicio ha ridotto drasticamente il numero di batteri nei polmoni dei topi infetti da Pseudomonas aeruginosa, una malattia causata dal batterio Gram-negativo che può portare alla polmonite.

adma201701527

Per il peptide antimicrobico, i ricercatori hanno scelto una tossina batterica sintetica chiamata KLAKAK. Hanno attaccato questa tossina ad una varietà di “peptidi di traffico”, che interagiscono con le membrane batteriche. Di 25 peptidi testati, il miglior risultato si è avuto con una combinazione di KLAKAK con un peptide chiamato lactoferrina, che era 30 volte più efficace nell’uccisione di Pseudomonas aeruginosa rispetto ai singoli peptidi. Si sono avuti minimi effetti tossici sulle cellule umane.

Leggi abstrcat dell’articolo:
Porous Silicon Nanoparticle Delivery of Tandem Peptide Anti-Infectives for the Treatment of Pseudomonas aeruginosa Lung Infections
Ester J. Kwon, Matthew Skalak, Alessandro Bertucci, Gary Braun, Francesco Ricci, Erkki Ruoslahti, Michael J. Sailor and Sangeeta N. Bhatia
Advanced Materials online: 12 JUL 2017 | DOI: 10.1002/adma.201701527

Fonte: MIT (Massachusetts Institute of Technology)

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Alzheimer: Farmaco ripristina le connessioni cellulari negli animali.

Posted by giorgiobertin su luglio 7, 2017

Un nuovo farmaco in grado di ripristinare le memorie e le connessioni tra le cellule cerebrali nei topi in un modello della malattia di Alzheimer, è stato sperimentato dai ricercatori della Yale University.

Mouse-model
Cortical tissue with plaques stained in blue, and astrocytes responding to drug treatment in red.

I ricercatori della Yale avevano precedentemente identificato una proteina sulla membrana cellulare – metabotropic glutamate receptor 5 or mGluR5 – come ingresso che aiuta nella trasmissione delle istruzioni dannose nella replicazione cellulare. Il nuovo composto, Silent Allosteric Modulation or SAM (BMS 984923), creato da Bristol Myers Squibb, per il trattamento della schizofrenia, ripristina le sinapsi e la memoria dopo quattro settimane di trattamento nei modelli animali con Alzheimer. I ricercatori affermano che il passo successivo è quello di preparare uno studio per le prove preliminari del farmaco sugli esseri umani.

Il farmaco ha completamente cancellato i danni alle sinapsi e la perdita di memoria nei modelli murini della malattia di Alzheimer“, ha detto il prof. Stephen Strittmatter, neurologo alla Yale University. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Cell Reports“. “Il farmaco non distrugge le placche associate con il morbo di Alzheimer, ma permette loro di coesistere con i neuroni”, ha detto Strittmatter.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Silent Allosteric Modulation of mGluR5 Maintains Glutamate Signaling while Rescuing Alzheimer’s Mouse Phenotypes
Laura T. Haas, Santiago V. Salazar, Levi M. Smith, Helen R. Zhao, Timothy O. Cox, Charlotte S. Herber, Andrew P. Degnan, Anand Balakrishnan, John E. Macor, Charles F. Albright, Stephen M. Strittmatter.
Cell Reports Volume 20, Issue 1, p76–88, 5 July 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.celrep.2017.06.023

Fonte: Yale University

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Arriva in Italia un nuovo farmaco per la SLA.

Posted by giorgiobertin su luglio 6, 2017

L’Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA, ha approvato l’introduzione in Italia del Radicut, nome commerciale dell’edaravone, un nuovo farmaco contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Il nostro Paese è il primo in Europa ad avere un nuovo farmaco sulla SLA in commercio dopo piu’ di vent’anni.

La decisione di AIFA, avvenuta dopo un’approfondita e attenta valutazione delle evidenze scientifiche disponibili e pubblicate su “Lancet Neurology” a maggio di quest’anno, ha fatto seguito alla richiesta da parte di AISLA di rendere disponibile il Radicut agli ammalati italiani.
L’unico farmaco approvato per la SLA, nel 1995, era stato il Rilutek (Riluzolo) che ha dimostrato una modesta efficacia nel prolungare di pochi mesi la sopravvivenza dei pazienti. Il Radicut risulta essere in grado di rallentare moderatamente la degenerazione motoria causata della malattia.

Il Radicut oggi e’ in uso in Giappone e Corea del Sud, mentre una sperimentazione con edaravone a somministrazione per via orale e’ in corso in Olanda. Nel maggio del 2017 la FDA, Food and Drug Administration, ne ha autorizzato l’uso negli Stati Uniti.

Safety and efficacy of edaravone in well defined patients with amyotrophic lateral sclerosis: a randomised, double-blind, placebo-controlled trial
Abe, KojiAbe, Koji et al.
Lancet Neurology Volume 16, No. 7, p505–512, July 2017 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S1474-4422(17)30115-1

This trial is registered with ClinicalTrials.govNCT01492686.

Fonte: AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica

Determina AIFA

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Farmaco anti-asma promettente contro il diabete.

Posted by giorgiobertin su luglio 6, 2017

Dopo 12 settimane di assunzione di un farmaco anti-asma, un gruppo di pazienti con diabete di tipo 2 ha mostrato una riduzione clinicamente significativa del glucosio nel sangue nel corso di un trial clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo. I risultati dei ricercatori dell’University of California San Diego School of Medicine e dei ricercatori dell’Università di Michigan, sono pubblicati sulla rivista “Cell Metabolism“.

fat-cells
Fat cells outlined in blue with inflammatory cells (inflammation) in green.

Amlexanox, un farmaco anti-infiammatorio e anti-allergico usato per trattare l’asma, sviluppato nel 1980 in Giappone, si è rivelato un potenziale approccio terapeutico nel trattamento del diabete di tipo 2.
La parte più emozionante di questo nuovo farmaco è che non è mai stato studiato prima per il diabete”, ha detto il prof. Saltiel. “E’ promettente, ma ci sono ancora molte domande che devono ricevere una risposta”. “Tra queste: Quali cambiamenti genetici sono implicati? Qual’è il giusto dosaggio del farmaco? A che ora del giorno dovrebbe essere somministrato? Ogni quanto tempo dovrebbero i pazienti prendere il farmaco? Quali altre combinazioni di farmaci possono essere utilizzati con Amlexanox? Stiamo progettando un nuovo studio per dare le risposte“.

Amlexanox è un inibitore di due enzimi, IKKɛ e TBK1. In studi precedenti, Saltiel e il suo team avevano scoperto che questi due enzimi sono indotti in topi obesi, causando un calo di spesa energetica o la riduzione di calorie bruciate.

Leggi abstract dell’articolo:
Inhibition of IKKɛ and TBK1 Improves Glucose Control in a Subset of Patients with Type 2 Diabetes
Oral, Elif A. Alan R. Saltie et al.
Cell Metabolism, Volume 26, Issue 1, p157–170.e7, 5 July 2017

Trial: https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01842282

Fonte: University of California San Diego School of Medicine

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sviluppati antidolorifici senza effetti collaterali.

Posted by giorgiobertin su luglio 5, 2017

I ricercatori della Freie Universität Berlin and Charité – Universitätsmedizin Berlin at Campus Benjamin Franklin, hanno sviluppato una nuova classe di farmaci contro il dolore.

fu-logo

Utilizzando nuovi metodi di sintesi chimica, la morfina – farmaco convenzionale contro il dolore – è stata accoppiata a molecole carrier, i cosiddetti nanovettori. Il legame si rompe solo all’arrivo nel tessuto bersaglio, per cui la morfina non può causare effetti indesiderati nei tessuti sani, come il cervello o la parete intestinale. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista “eLife.

I ricercatori sono stati in grado di dimostrare che la nuova formulazione di polimero coniugato “poliglicerolo+morfina” ha avuto effetto solo nei tessuti infiammati, e questo elimina il rischio di effetti collaterali pericolosi.

Scarica e leggi il documento in full text:
Polyglycerol-opioid conjugate produces analgesia devoid of side effects
Sara González-Rodríguez Mohiuddin A Quadir Shilpi Gupta Karolina A Walker Xuejiao Zhang Viola Spahn Dominika Labuz Antonio Rodriguez-Gaztelumendi Martin Schmelz Jan Joseph Maria K Parr Halina Machelska Rainer Haag Christoph Stein
eLife 2017;6:e27081 DOI: 10.7554/eLife.27081

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Possibile un vaccino per abbassare il colesterolo.

Posted by giorgiobertin su giugno 21, 2017

Un nuovo studio rivela come un vaccino è riuscito ad abbassare il colesterolo “cattivo” nei topi ed ha ridotto l’aterosclerosi, che è un restringimento delle arterie causate da un accumulo di placca.

Il vaccino si chiama AT04A ed è già entrato una sperimentazione clinica umana, i risultati dovrebbero essere pronti entro la fine di quest’anno.
Se il vaccino risultasse sicuro ed efficace negli esseri umani, i ricercatori dicono che ci sarebbe una strategia terapeutica a lungo termine per il colesterolo alto; piuttosto che prendere le statine ogni giorno, i pazienti potrebbero semplicemente avere un’iniezione iniziale, seguito da un richiamo annuale.

syringe

Nel nuovo studio – pubblicato sull’European Heart Journal – il Dr. Günther Staffler e il suo team dell’ AFFiRis (la compagnia che ha sviluppato AT04A) descrivono lo sviluppo del vaccino con l’obiettivo di bloccare l’attività di un enzima chiamato Proprotein covertase subtilisin/kexin type 9 (PCSK9). Prodotto dal fegato, PCSK9 è noto per legarsi ai recettori del colesterolo LDL. Il blocco di PCSK9 è considerato una strategia promettente per abbassare il colesterolo LDL.

Quando iniettato sotto la pelle dei roditori, il team ha scoperto che il vaccino AT04A ha portato ad una riduzione del 53 per cento dei livelli di colesterolo totale, rispetto ai topi non vaccinati, così come una riduzione del 64 per cento dei danni ai vasi sanguigni legati all’aterosclerosi. Il vaccino ha portato ad una riduzione del 21-28 per cento dei markers biologici relativi all’infiammazione dei vasi sanguigni.

Ricordiamo che le statine efficaci per abbassare il colesterolo, non sono senza rischi, con effetti collaterali tra cui dolori muscolari e danni al fegato. Per di più, le statine devono essere prese su base giornaliera, un regime che è difficile per alcuni pazienti da seguire.

Leggi abstract dell’articolo:
The AT04A vaccine against proprotein convertase subtilisin/kexin type 9 reduces total cholesterol, vascular inflammation, and atherosclerosis in APOE*3Leiden.CETP mice
Christine Landlinger, Marianne G. Pouwer, Claudia Juno, José W.A. van der Hoorn, Elsbet J. Pieterman, J. Wouter Jukema, Guenther Staffler, Hans M.G. Princen, Gergana Galabova
Eur Heart J 2017 ehx260  Published: 19 June 2017. doi: 10.1093/eurheartj/ehx260

Vaccination to prevent atherosclerotic cardiovascular diseases
Ulrich Laufs; Brian A. Ference

Fonte: AFFiRis

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vitamina C e antibiotico contro le staminali del cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 15, 2017

Una combinazione di vitamina C e antibiotici potrebbe essere la chiave per uccidere le cellule staminali del cancro, ad affermarlo un nuovo studio del Biomedical Research Centreal University of Salford nel Regno Unito. Si apre così la strada ad una strategia che potrebbe combattere il cancro e la sua resistenza al trattamento.

In particolare per raggiungere i loro risultati, i ricercatori hanno somministrato la Doxiciclina- un antibiotico usato per curare l’acne , la polmonite e altre infezioni – a cellule staminali del cancro [cancer stem cells (CSCs) in dosi crescenti per di 3 mesi, in presenza di vitamina C.

La doxiciclina con dosi di vitamina C, è stata in grado di rimuovere il glucosio da CSC – questo affama in modo efficace le cellule portandole alla morte.

In questo scenario, la vitamina C si comporta come un inibitore della glicolisi nella produzione di combustibili di energia nei mitocondri, la ‘motore’ della cellula“, spiega il prof. Bonuccelli.

Il team spiega che l’antibiotico induce “flessibilità metabolica“, nel senso che inibisce la capacità delle cellule di cambiare fonti di combustibile come mezzo di sopravvivenza; di conseguenza, le cellule sono lasciate con il solo glucosio come fonte di energia.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Oncotarget“.

Leggi il full text dell’articolo:
Vitamin C and Doxycycline: a synthetic lethal combination therapy targeting metabolic flexibility in cancer stem cells (CSCs).
De Francesco EM, Bonuccelli G, Maggiolini M, Sotgia F, Lisanti MP
Oncotarget. 2017 Jun 9. doi: 10.18632/oncotarget.18428. [Epub ahead of print]

Correlati:
VITAMIN C is up to ten times more effective at stopping cancer cell growth than pharmaceuticals such as 2-DG

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le statine possono aumentare il rischio di Parkinson.

Posted by giorgiobertin su giugno 14, 2017

I ricercatori della Penn State College of Medicine, in uno studio pubblicato sulla rivista “Moviment Disorder“, suggeriscono che le statine non dovrebbero essere prescritte per prevenire la malattia di Parkinson.

Le statine sono un tipo di farmaco comunemente usato per abbassare il colesterolo “cattivo” nei livelli nel sangue. Spesso sono prescritte a pazienti a rischio di malattie cardiovascolari, le statine migliorano il flusso di sangue e ripristinano l’elasticità delle arterie.

L’uso di statine è associato con una maggiore, non minore, rischio di malattia di Parkinson, e l’associazione è più evidente per le statine lipofile, un’osservazione in contrasto con l’ipotesi corrente che queste statine proteggono le cellule nervose“, dice il Prof. Huang.

Non stiamo dicendo che le statine causano la malattia di Parkinson, ma piuttosto che […] statine non dovrebbe essere utilizzato basandosi sull’idea che proteggono contro il morbo di Parkinson.” conclude Huang.

Leggi abstract dell’articolo:
Statins may facilitate Parkinson’s disease: Insight gained from a large, national claims database
Guodong Liu, Nicholas W. Sterling, Lan Kong, Mechelle M. Lewis, Richard B. Mailman, Honglei Chen, Douglas Leslie and Xuemei Huang
Moviments Disorders pages 913-917 | DOI: 10.1002/mds.27006

Fonte:  Penn State College of Medicine

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | 1 Comment »

Nanoparticelle paramagnetiche con anticorpi contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 9, 2017

Gli scienziati dell’Institute for Nanobiotechnology della Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, United States, hanno creato una nanoparticella che porta due diversi anticorpi capaci di spegnere le proprietà difensive delle cellule tumorali, e attivare una robusta risposta immunitaria antitumorale nei topi. Come descritto sulla rivista “ACS Nano” il team di ricercatori è stato in grado di rallentare drasticamente la crescita del melanoma e sradicare il cancro negli animali da laboratorio.
Questa nuova strategia testata sugli animali potrebbero migliorare le immunoterapie del cancro.

immunoswitch

Utilizzando particelle di ferro paramagnetiche di circa 100 nanometri di diametro, i ricercatori hanno inserito sopra due differenti tipi di anticorpi: uno blocca una proteina chiamata programmed death ligand 1 (PD-L1), che le cellule tumorali utilizzano per mascherare se stesse alle cellule immunitarie; un’altra che stimola le cellule T, un tipo di cellula immunitaria che combatte il cancro.
Combinando queste due funzioni, spiega il prof. Schneck, è possibile efficacemente inibire il tumore e contemporaneamente accendere la capacità da parte del sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali”.

I ricercatori stanno ora lavorando per migliorare le nanoparticelle attraverso la ricerca di combinazioni più efficaci di anticorpi da includere. Poiché le particelle sono magnetiche, essi prevedono anche di verificare se i risultati possono essere migliorati mediante magneti che guidino le particelle mantenendole nel sito del tumore.

Leggi abstract dell’articolo:
Dual Targeting Nanoparticle Stimulates the Immune System To Inhibit Tumor Growth
Alyssa K. Kosmides, John-William Sidhom, Andrew Fraser, Catherine A. Bessell, and Jonathan P. Schneck
Publication Date (Web): June 7, 2017 (Article) – DOI: 10.1021/acsnano.6b08152

 

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

OMS: Elenco aggiornato dei farmaci essenziali.

Posted by giorgiobertin su giugno 8, 2017

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha aggiornato l’Essential Medicines List (EML) aggiungendo 30 medicinali per adulti e 25 per bambini. Il totale dei farmaci ritenuti essenziali dall’OMS per affrontare le più importanti esigenze sanitarie sale così a 433.

Farmaci sicuri ed efficaci sono una parte essenziale di qualsiasi sistema sanitario“, ha detto il dottor Marie-Paule Kieny, l’OMS, Vice Direttore Generale per i sistemi sanitari e innovazione. “Fare in modo tutte le persone possono accedere alle medicine di cui hanno bisogno, quando e dove ne hanno bisogno, è di vitale importanza per il progresso dei paesi verso la copertura sanitaria universale.

banner_oms

L’innovazione più rilevante della nuova versione dell’EML si registra nella sezione degli antibiotici – tra i quali gli esperti dell’OMS ne hanno aggiunti 10 per gli adulti e 12 per i bambini.

Tra i nuovi farmaci inseriti nell’EML rientrano: due trattamenti orali (dasatinib e nilotinib) per la leucemia mieloide cronica; la prima terapia combinata (sofosbuvir/ velpatasvir) per trattare tutti e sei i tipi di epatite C; dolutegravir, per il trattamento dell’infezione da HIV e la profilassi di pre-esposizione (PrEP) con solo tenofovir o in combinazione con emtricitabina o lamivudina, per prevenire l’infezione; delamanid, per il trattamento dei bambini e degli adolescenti con tubercolosi multiresistente (MDR-TB) e clofazimina per bambini e adulti con MDR-TB; alcuni farmaci per le cure palliative.

Scarica e leggi i documenti in full text:
WHO Model List of Essential Medicines 20th List (March 2017) – pdf 1,5Mb
WHO Model List of Essential Medicines for Children 6th List (March 2017) – pdf 1,19 Mb

Posted in E-journal E-Book, News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

AIFA: Report sulle reazioni avverse ai vaccini 2014-15.

Posted by giorgiobertin su giugno 8, 2017

L’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) rende disponibile ilRapporto sorveglianza post-marketing dei vaccini per gli anni 2014 e 2015“.
Il Rapporto fornisce una fotografia dello status delle segnalazioni relative alla sicurezza dei diversi tipi di vaccini nel periodo preso in esame.

Rapporto-vaccini-AIFA

Nella prima parte sono riportate le elaborazioni effettuate sulle segnalazioni spontanee dei sospetti eventi avversi che seguono l’immunizzazione registrati nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza. “Le reazioni avverse segnalate attraverso i sistemi di vigilanza passiva – spiega il report Aifa – rappresentano dei sospetti e non la certezza di una relazione causale tra prodotto medicinale (vaccino) somministrato ed evento avverso”.

Nella seconda parte sono descritti i principali eventi regolatori che hanno riguardato i vaccini, ovvero gli approfondimenti e le azioni intraprese a livello regionale, nazionale ed europeo nel biennio in esame.

Il Rapporto si conclude con approfondimenti dedicati alle malattie prevenibili da vaccino in relazione all’andamento delle coperture, con la descrizione dei progetti di farmacovigilanza attiva coordinati dall’AIFA.

Scarica e leggi il report in full text:
Rapporto sulla sorveglianza postmarketing dei vaccini in Italia 2014-2015
Numero pagine: 170 Data: 05/06/2017

Fonti: AIFA – DIRE – Notiziario settimanale Sanita’

Posted in E-journal E-Book, News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Cannabinoidi e chemioterapia per uccidere le cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su giugno 7, 2017

Una nuova ricerca ha confermato che i cannabinoidi – le sostanze chimiche attive della cannabis – sono efficaci nell’uccidere le cellule leucemiche, in particolare quando utilizzate in combinazione con trattamenti di chemioterapia.

Da esperimenti in laboratorio sugli animali è stato dimostrato che alcuni cannabinoidi inibiscono la crescita tumorale, promuovendo la morte delle cellule, riducendo la crescita cellulare, e bloccando lo sviluppo dei vasi sanguigni che alimentano il tumore. Ad oggi, sono stati identificati più di 100 cannabinoidi, tutti con differenti proprietà e profili chimichi.

Cannabis

Nello studio pubblicato sulla rivista “International Journal of Oncology” i ricercatori del St George’s, University of London nel Regno Unito hanno dimostrato che il cannabinoide delta-9-THC (tetraidrocannabinolo (THC)), se usato da solo, uccide le cellule leucemiche. Tuttavia, se usato in combinazione con la chemioterapia, la sua potenza risultata significativamente migliorata.
La combinazione di chemioterapia con cannabinoidi ha fornito risultati migliori rispetto alla sola chemioterapia.

Abbiamo dimostrato per la prima volta che l’ordine in cui vengono utilizzati i cannabinoidi e la chemioterapia è cruciale nel determinare l’efficacia complessiva di questo trattamento. […] I cannabinoidi sono una prospettiva molto eccitante in oncologia“. afferma il prof. Wai Liu coordinatore del progetto.

Leggi abstract dell’articolo:
Anticancer effects of phytocannabinoids used with chemotherapy in leukaemia cells can be improved by altering the sequence of their administration
Katherine A. Scott Angus G. Dalgleish Wai M. Liu
International Journal of Oncology Pages:369-377 Published online on: May 29, 2017 https://doi.org/10.3892/ijo.2017.4022

Fonte: St George’s, University of London

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un anticorpo per tutti i tumori.

Posted by giorgiobertin su giugno 7, 2017

Per la prima volta la FDA ha approvato un farmaco antitumorale a prescindere dalla sede. Le indicazioni del pembrolizumab (Keytruda), immunoterapico anti PD-1, prevedono infatti che l’anticorpo monoclonale possa essere dato a tutti i malati adulti e pediatrici con tumori solidi non operabili, metastatici, con un’instabilità dei microsatelliti (MSI-H) o deficienti del mismatch repair (dMMR), che hanno una progressione dopo i trattamenti precedenti o, ancora, a coloro che hanno un carcinoma del colon con MSI-H o dMMR e che sono in progressione dopo fluoropirimidina, oxaliplatino e irinotecan.

Keytruda

Il via libero è giunto dopo che sono stati resi noti i risultati di 149 pazienti arruolati in cinque trial non controllati, multicoorte, multicentrici e a braccio singolo, condotti su 90 persone con tumore del colon e 59 con uno tra 14 diversi tipi di cancro, e che avevano ricevuto il pembrolizumab alle dosi di 200 mg ogni 3 settimane oppure 10 mg/kg ogni 2.

Il prodotto è commercializzato da Merck Sharp & Dohme.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves first cancer treatment for any solid tumor with a specific genetic feature

Medication Guide for KEYTRUDA  
The physician Prescribing Information also is available.

Fonti: FDA – CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri)

Keytruda 

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Svolta nella terapia per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su giugno 6, 2017

Una vera e propria svolta nel trattamento del cancro alla prostata è venuta nel corso del Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso a Chicago.

L’aggiunta di abiraterone acetato (Zytiga) più prednisone alla terapia ormonale standard per gli uomini con nuova diagnosi di alto rischio, carcinoma della prostata metastatico abbassa la probabilità di morte del 38%.
I dati provengono dallo studio di fase III ‘Latitude’, condotto su 1.200 uomini. L’abiraterone ha più che raddoppiato il tempo medio intercorso prima che la malattia ricominciasse a progredire, da 14,8 a 33 mesi. Il farmaco è stato dato al posto della chemioterapia.

zytiga1

Abiraterone non solo prolunga la vita, ma anche abbassato la probabilità di recidiva del 70% e ha ridotto il rischio di gravi complicanze ossee del 50%”, ha detto l’autore  dello studio Nicholas James,  Professore di Oncologia Clinica presso la Queen Elizabeth Hospital di Birmingham, Regno Unito.

Per gli uomini che ricevono una diagnosi di cancro alla prostata in fase avanzata questo rappresenta un’evoluzione di trattamento, un nuovo efficace approccio. Dalla chemioterapia ad abiraterone“. Commentano gli esperti. “E’ una buona notizia per questi pazienti, poiché trattare la malattia con abiraterone può significare vivere più a lungo con un ridotto impatto di effetti collaterali”.

Il risultato terapeutico che abbiamo osservato in questo studio, dato dall’uso precoce di abiraterone – sottolineano gli scienziati – è comparabile a quello della chemio, dimostrato negli studi già effettuati. La differenza è che il farmaco è molto più tollerabile, tanto che molti pazienti non riportano nessun effetto collaterale”.

News dall’ASCO:
Abiraterone Delays Metastatic Prostate Cancer Growth by 18 Months, Extends Survival

Leggi abstract dell’articolo:
LATITUDE: A phase III, double-blind, randomized trial of androgen deprivation therapy with abiraterone acetate plus prednisone or placebos in newly diagnosed high-risk metastatic hormone-naive prostate cancer.
J Clin Oncol 35, 2017 (suppl; abstr LBA3)

Zytiga: Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto – EMA

ZYTIGA® (abiraterone acetate)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuovo farmaco per riparare i difetti della cartilagine nel ginocchio.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2017

L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha raccomandato l’autorizzazione all’immissione in commercio di un nuovo medicinale: Spherox, per terapie avanzate (ATMP) per il trattamento dei pazienti adulti che presentano difetti sintomatici della cartilagine articolare nei condili femorali e nella patella, con estensione dell’area interessata inferiore a 10 cm².

knee_pain

Spherox è un ATMP composto da sferoidi, aggregati sferici di condrociti (cellule che si trovano nella cartilagine sana). In questa terapia, viene prelevata una piccola porzione di cartilagine sana per produrre in laboratorio sferoidi di condrociti che saranno inseriti artroscopicamente nel ginocchio del paziente per formare nuovi tessuti che guariscano il difetto.

Gli effetti positivi di Spherox sono stati valutati in due studi clinici, con pazienti tra i 18 ei 50 anni di età. Il primo studio, uno studio di fase II, ha incluso 75 pazienti con estensione del difetto da 4 a 10 cm², mentre nel secondo, uno studio di fase III, sono stati coinvolti 102 pazienti con estensione del difetto da 1 a 4 cm².

Il parere adottato dal CHMP (comitato per i medicinali per uso umano) costituisce una fase intermedia del percorso di accesso a Spherox per i pazienti. Il parere del CHMP sarà ora inviato alla Commissione Europea per l’adozione di una decisione relativa all’immissione in commercio del medicinale in tutta l’Unione Europea.

Fonte: AIFA EMA

New advanced therapy to repair cartilage defects in the knee

CHMP summary of positive opinion for Spherox

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuovo possibile farmaco contro l’autismo.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2017

I ricercatori dell’University of California, San Diego coordinati da prof. Robert Naviaux, hanno sperimentato un farmaco adoperato per il trattamento della malattia del sonno africana: la suramina contro l’autismo.

Il farmaco è stato testato su un gruppo molto ristretto di persone, un campione statisticamente poco significativo: 10 bambini autistici tra i 5 e i 14 anni, i “Benefici misurabili (linguaggio e socialità), anche se transitori” ci sono stati su tutti i piccoli pazienti. I primi test, condotti anche su topolini di laboratorio, sono stati molto promettenti, mostrando un evidente miglioramento dei sintomi.

Secondo gli scienziati (video) uno dei possibili motori dello sviluppo della malattia è un particolare processo biochimico delle nostre cellule. Gli scienziati lo chiamano “risposta cellulare al pericolo” (Cell danger response), determinato da un danno cellulare. Questo meccanismo, secondo gli scienziati, nell’infanzia o in gravidanza s’incepperebbe.

I ricercatori Usa che hanno pubblicato il loro lavoro sulla rivista “Annals of Clinical and Translational Neurology” stanno adesso lavorando sulla stessa categoria di farmaci della suramina, i cosiddetti antipurinergici, potenzialmente in grado di normalizzare questa risposta biochimica delle cellule.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Low-dose suramin in autism spectrum disorder: a small, phase I/II, randomized clinical trial
Robert K. Naviaux, Brooke Curtis, Kefeng Li, Jane C. Naviaux, A. Taylor Bright, Gail E. Reiner, Marissa Westerfield, Suzanne Goh, William A. Alaynick, Lin Wang, Edmund V. Capparelli, Cynthia Adams, Ji Sun, Sonia Jain, Feng He, Deyna A. Arellano, Lisa E. Mash, Leanne Chukoskie, Alan Lincoln and Jeanne Townsend
Annals of Clinical and Translational Neurology 26 MAY 2017 | DOI: 10.1002/acn3.424

Fonte: University of California, San Diego

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »