Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 459 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento
  • Annunci

Posts Tagged ‘farmacologia’

Emicrania: FDA approva un nuovo farmaco.

Posted by giorgiobertin su maggio 19, 2018

La U.S. Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l’utilizzo di erenumab per i pazienti con emicrania. Disponibile in una formulazione autoiniettabile che si somministra una volta al mese, il farmaco è un antagonista del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP). E’ il primo di questa nuova classe a ricevere l’approvazione della Fda.

erenumab-emicrania

Erenumab (Aimovig) è un anticorpo monoclonale sperimentale interamente umano specificamente progettato per antagonizzare il recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP, Calcitonin-Gene-Related-Peptide), che si ritiene svolga un ruolo critico nel causare l’emicrania. Il CGRP è un neuropeptide composto da 37 amminoacidi prodotto in quantità eccessiva nei neuroni del sistema trigemino-vascolare e responsabile dell’attacco emicranico conseguente una forma di infiammazione localizzata.

La sicurezza, l’efficacia e la tollerabilità di erenumab sono state valutate nel corso di studi clinici che hanno coinvolto oltre 3mila pazienti.
Novartis, la ditta che commercializza il prodotto si aspetta l’approvazione da parte dell’UE nei prossimi mesi.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves novel preventive treatment for migraine

Aimovig

Annunci

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pillola fluorescente illumina le cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su maggio 18, 2018

Lo screening del futuro potrebbe consistere nell’ingoiare una pillola speciale che contiene un colorante in grado di reagire alla luce infrarossa. La pasticca si lega alle molecole comunemente presenti nelle cellule tumorali, nei vasi sanguigni che alimentano i tumori e nei tessuti infiammati rendendole fluorescenti una volta esposte alla luce infrarossa.

pill

Il nuovo strumento diagnostico per il cancro al seno, messo a punto dai ricercatori del Department of Biomedical Engineering, University of Michigan è stato descritto su “Molecular Pharmaceutics“. E’ stato testato con successo sui topi e riesce a distinguere un tumore benigno da uno maligno meglio delle tradizionali immagini mammografiche.

La luce infrarossa penetra nel corpo in profondità senza rischiare di causare danni al Dna o di provocare nuovi tumori come, anche se in minima parte, può succedere con i raggi X. La pillola fluorescente permette di distinguere un tumore benigno da una maligno e di individuare le masse pericolose più nascoste.

Leggi abstract dell’articolo:
Oral Administration and Detection of a Near-Infrared Molecular Imaging Agent in an Orthotopic Mouse Model for Breast Cancer Screening
Sumit Bhatnagar, Kirti Dhingra Verma, Yongjun Hu, Eshita Khera, Aaron Priluck, David E. Smith, and Greg M. Thurber
Mol. Pharmaceutics, 2018, 15 (5), pp 1746–1754 DOI: 10.1021/acs.molpharmaceut.7b00994

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Reumatologia: nuovo farmaco attivo su tre malattie rare.

Posted by giorgiobertin su maggio 17, 2018

Un nuovo farmaco (Canakinumab) è risultato efficace su tre malattie rare scoperte di recente e caratterizzate da episodi ricorrenti di febbre e di infiammazione. E questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista “The New England Journal of Medicine“. L’efficacia dell’anticorpo, che presto dovrebbe essere presto disponibile anche in Italia, è stata valutata con una sperimentazione clinica mondiale coordinata dai medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

canakinumab

Le tre malattie sono la Febbre Mediterranea Familiare (Fmf), il deficit di mevalonato chinasi (Mkd) e la sindrome periodica associata al recettore 1 del fattore di necrosi tumorale (Traps). Tutte e tre sono genetiche, causate dalle mutazioni di tre geni coinvolti nella risposta infiammatoria.

L’anticorpo è specifico, agisce in maniera mirata bloccando l’attività biologica dell’interleuchina 1. I pazienti inclusi nel trial sono 181, provenienti da 59 istituti di 15 Paesi.
I risultati hanno dimostrato una straordinaria efficacia in tutte e tre le malattie con la pressoché totale scomparsa degli episodi febbrili, migliorando decisamente la qualità della vita dei pazienti.

I risultati dello studio in termini di efficacia e di sicurezza del farmaco hanno permesso di ottenere la sua autorizzazione sia dall’Ema (Agenzia Europea del Farmaco), sia dall’Fda americano (Food and Drug Administration)“, ha spiegato il prof. Fabrizio De Benedetti, responsabile di reumatologia del Bambino Gesù e coordinatore mondiale della sperimentazione.

Leggi abstract dell’articolo
Canakinumab for the Treatment of Autoinflammatory Recurrent Fever Syndromes
Fabrizio De Benedetti, M.D., Ph.D., Marco Gattorno, M.D., Jordi Anton, M.D., Ph.D., Eldad Ben-Chetrit, M.D., Joost Frenkel, M.D., Ph.D., Hal M. Hoffman, M.D., Isabelle Koné-Paut, M.D., Ph.D., Helen J. Lachmann, M.D., Seza Ozen, M.D., Anna Simon, M.D., Ph.D., Andrew Zeft, M.D., Inmaculada Calvo Penades, M.D., Ph.D., et al.
N Engl J Med 2018; 378:1908-1919 DOI: 10.1056/NEJMoa1706314

ClinicalTrials.gov number, NCT02059291

Canakinumab indicazioni

 

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Iperplasia prostatica benigna: efficace la Serenoa repens.

Posted by giorgiobertin su maggio 16, 2018

Una review della letteratura scientifica coordinata dal prof. Vincenzo Ficarra, dell’Università di Messina e pubblicata dal British Journal of Urology ha confermato che la Serenoa Repens (Permizon), nota anche come saw palmetto o palmetta della Florida (pianta della famiglia delle Arecaceae) riequilibra il sistema ormonale e i problemi del tratto urinario inferiore legati all’iperplasia prostatica benigna.

Permixon-serenoa

I ricercatori hanno analizzato 15 studi randomizzati controllati e 12 osservazionali, con dati su 5.800 pazienti, ed hanno valutato l’efficacia di 320 mg di estratto esanico di Serenoa repens, rilevando i dati: nicturia, picco di flusso urinario (Qmax), indice International Prostate Symptom Score (IPSS), volume della prostata, funzionalità sessuale ed eventi avversi al farmaco.
Il composto ha evidenziato un aumento dello svuotamento della vescica, un aumento del flusso urinario. Sotto il profilo della sicurezza Serenoa repens ha mostrato un buon profilo e non ha interferito a livello di funzionalità sessuale.

Scarica e leggi il documento in full text:
Efficacy and safety of a hexanic extract of Serenoa repens (Permixon®) for the treatment of lower urinary tract symptoms associated with benign prostatic hyperplasia (LUTS/BPH): Systematic review and meta‐analysis of randomized controlled trials and observational studies
Remigio Vela‐Navarrete Antonio Alcaraz Alfredo Rodríguez‐Antolín Bernardino Miñana López Jesús M Fernández‐Gómez Javier C Angulo David Castro Díaz Javier Romero‐Otero Francisco J Brenes Joaquín Carballido José M Molero García Antonio Fernández‐Pro Ledesma José Manuel Cózar Olmos José Manasanch Dalmau Isaac Subirana Cachinero Michael Herdman Vincenzo Ficarra
BJU International First published: 25 April 2018 https://doi.org/10.1111/bju.14362

Fonte: Quotidiano Sanità.it

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Calvizie, un farmaco contro l’osteoporosi frena la caduta dei capelli.

Posted by giorgiobertin su maggio 12, 2018

I ricercatori dell’University of Manchester’s Centre for Dermatology Research hanno scoperto un nuovo farmaco che potrebbe alleviare il disagio di uomini e donne che soffrono di calvizie.
Lo studio, pubblicato sulla rivista “Plos Biology” dimostra che un farmaco originariamente concepito come trattamento per l’osteoporosi ha un effetto stimolante drammatico sui follicoli piliferi donati da pazienti sottoposti a trapianto di capelli.

Attualmente solo due farmaci – minoxidil e finasteride – sono disponibili per il trattamento della calvizie maschile (alopecia androgenetica).
Tuttavia, entrambi gli agenti hanno effetti collaterali moderati e spesso producono risultati di ricrescita dei capelli deludenti. L’unica altra opzione disponibile per i pazienti è la chirurgia del trapianto di capelli.

L’approccio era identificare i meccanismi molecolari di un vecchio farmaco immunosoppressore: chiamato WAY-316606. Si tratta di una piccola molecola che inibisce la proteina sFRP-1 (Secreted frizzled-related protein 1) secreta, un antagonista endogeno della glicoproteina secreta WNT. Grazie a questo meccanismo biologico WAY-316606 risulta molto efficace nel combattere l’osteoporosi

I risultati dei test sono stati molto incoraggianti. I ricercatori dell’University of Manchester affermano che saranno necessari test più ampi e a lungo termine prima che il nuovo farmaco possa essere autorizzato dalle agenzie che regolamentano il settore.

Scarica e leggi il documento in full text:
Identifying novel strategies for treating human hair loss disorders: Cyclosporine A suppresses the Wnt inhibitor, SFRP1, in the dermal papilla of human scalp hair follicles
Nathan J. Hawkshaw, Jonathan A. Hardman, Iain S. Haslam, Asim Shahmalak, Amos Gilhar, Xinhong Lim, Ralf Paus
Plos Biology Published: May 8, 2018 https://doi.org/10.1371/journal.pbio.2003705

Fonte: University of Manchester’s Centre for Dermatology Research

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Creata dentiera in 3D anti-infezioni.

Posted by giorgiobertin su maggio 12, 2018

I ricercatori dell’University of  Buffalo School of Dental Medicine hanno realizzato con innovative stampanti 3D dentature artificiali munite al loro interno di capsule microscopiche che periodicamente rilasciano nella bocca amfotericina B, un efficace farmaco antimicotico.

A differenza delle tradizionali strategie igieniche, come immersioni nei collutori o nel bicarbonato di sodio o passaggi nel forno a microonde, il nuovo dispositivo aiuterebbe a prevenire le infezioni mentre è in uso.

La nuova protesi realizzata in acrilammide, il materiale attualmente usato per le dentiere, è stata sottoposta a una serie di test per valutarne la resistenza e la capacità di rilasciare il farmaco (video).


3-D Printed Dentures That Bite Back at Infection

I risultati dei test, pubblicati sulla rivista “Materials Today Communications“, hanno dimostrato che la nuova dentiera presenta proprietà meccaniche paragonabili a quelle dei prodotti tradizionali, offrendo un efficace sistema per ridurre il rischio di stomatiti.

Il principale impatto di questo innovativo sistema di stampa 3D è il suo potenziale impatto sul risparmio di tempo e costi” – afferma il prof. Praveen Arany. “La tecnologia consente ai medici di creare rapidamente una protesi dentaria personalizzata, un enorme miglioramento rispetto alla produzione convenzionale che può variare da pochi giorni a qualche settimana”.

Leggi asbtract dell’articolo:
Functionalized prosthetic interfaces using 3D printing: Generating infection-neutralizing prosthesis in dentistry
Malvika Nagrath, Alexander Sikora, Jacob Graca, Jennifer L. Chinnici, … Praveen R. Arany
Materials Today CommunicationsVolume 15, June 2018, Pages 114-119 https://doi.org/10.1016/j.mtcomm.2018.02.016

Fonte: University of  Buffalo School of Dental Medicine

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Antibiotici orali aumentano il rischio di calcoli renali.

Posted by giorgiobertin su maggio 11, 2018

I ricercatori pediatrici del Children’s Hospital of Philadelphia hanno scoperto che bambini e adulti trattati con alcuni antibiotici per via orale hanno un rischio significativamente più elevato di sviluppare calcoli renali.

Il gruppo di studio, come pubblicato sulla rivista “Journal of the American Society of Nephrology“, ha visionato le cartelle cliniche elettroniche del Regno Unito, che coprivano 13 milioni di adulti e bambini visitati dai medici generici nella rete di miglioramento sanitario tra il 1994 e il 2015. Il team ha analizzato la precedente esposizione agli antibiotici per quasi 26.000 pazienti con calcoli renali, rispetto a quasi 260.000 soggetti di controllo.
Dai risultati è emerso che cinque classi di antibiotici orali – solfati orali, cefalosporine, fluorochinoloni, nitrofurantoina e penicilline ad ampio spettro – erano associate ad una diagnosi di calcoli renali. Il rischio per chi ha assunto questi farmaci era del 27% più alto rispetto ai controlli.

CHOP       kidney_stones

Gli scienziati sapevano già che gli antibiotici alterano la composizione del microbioma umano, la comunità di microrganismi nel corpo. Le interruzioni del microbioma intestinale e urinario sono state collegate al verificarsi di calcoli renali, ma nessuno studio precedente ha rivelato un’associazione tra uso di antibiotici e calcoli.

I maggiori rischi per i calcoli renali erano nei bambini e negli adolescenti. Il rischio di calcoli renali è diminuito nel tempo, ma è rimasto elevato diversi anni dopo l’uso di antibiotici.

Leggi asbtract dell’articolo:
Oral Antibiotic Exposure and Kidney Stone Disease
Gregory E. Tasian et al.
Journal of the American Society of Nephrology, online May 10, 2018. https://doi.org/10.1681/ASN.2017111213

Approfondimenti: Tasian GE et al, “Annual Incidence of Nephrolithiasis among Children and Adults in South Carolina from 1997 to 2012,” Clinical Journal of the American Society of Nephrology, published online Jan. 14, 2016, to appear in the March 2016 print issue. doi.org/10.2215/CJN.07610715

Fonte: The Children’s Hospital of Philadelphia

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Trovato il tempo migliore per somministrare farmaci chemioterapici.

Posted by giorgiobertin su maggio 10, 2018

Per la prima volta, gli scienziati della University of North Carolina at Chapel Hill, guidati dal premio Nobel Aziz Sancar hanno analizzato la riparazione del DNA di tutto il genoma in un animale per 24 ore per trovare quali geni sono stati riparati, dove esattamente e quando, ponendo le basi per un uso più preciso di farmaci anti-cancro.

Ognuno di noi ha piccoli orologi a funzionamento proteico all’interno delle nostre cellule che operano in base al ciclo giornaliero di 24 ore. Questi orologi circadiani sono importanti per la corretta funzione biologica di diversi organi: cuore, fegato, polmoni, cervello, pelle. Tuttavia, non sappiamo esattamente come interagiscono con altre funzioni biologiche di base, come la riparazione del DNA – il processo che le nostre cellule subiscono costantemente perché siamo perennemente bombardati da cose che distruggono il DNA. Luce solare, per esempio.

Circadian-rhythms-in-anticancer-drug

I ricercatori hanno sviluppato un modo per misurare la riparazione del danno al DNA causato dal cisplatino – un comune farmaco antitumorale. Hanno misurato la riparazione del DNA dopo il trattamento con cisplatino nel corso di un intero ciclo circadiano di 24 ore attraverso un intero genoma di un mammifero. Per un topo, sembra che il tempo più impegnativo per la riparazione del DNA nei tessuti sani sia prima dell’alba e prima del tramonto.

Abbiamo scoperto che ci sono quasi 2.000 geni, le cui diverse parti sono riparate in diversi momenti della giornata, a seconda del gene“, ha detto il prof. Aziz Sancar. “Crediamo che la comprensione di questi schemi circadiani e della cinetica in tutto il genoma e in vari organi ci aiuterà a scoprire e sviluppare regimi di trattamento migliori per le persone con cancro”. “Pensiamo inoltre che comprendere il modo preciso in cui funzionano i nostri orologi circadiani sia la chiave per rallentare la progressione del cancro”.

Leggi abstract dell’articolo:
Cisplatin-DNA adduct repair of transcribed genes is controlled by two circadian programs in mouse tissues
Yanyan Yang, Ogun Adebali, Gang Wu, Christopher P. Selby, Yi-Ying Chiou, Naim Rashid, Jinchuan Hu, John B. Hogenesch, and Aziz Sancar
PNAS May 7, 2018. 201804493; published ahead of print May 7, 2018. https://doi.org/10.1073/pnas.1804493115

Fonte: University of North Carolina at Chapel Hill

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuovo antibiotico contro le infezioni resistenti.

Posted by giorgiobertin su maggio 9, 2018

E’ disponibile anche in Italia il farmaco, commercializzato con il marchio Zavicefta (un farmaco che combina i due principi ceftazidime e avibactam), contro i batteri multiresistenti.

La disponibilità di ceftazidima/avibactam riveste una fondamentale importanza – dichiara Claudio Viscoli, Presidente della Società Italiana di Terapia Antinfettiva (SITA) – si tratta di un nuovo antibiotico di cui avevamo estrema necessità, perchè attivo sulla famigerata Klebsiella resistente ai carbapenemici. Avere disponibile questa nuova opzione terapeutica per le infezioni da batteri Gram-negativi resistenti, tanto attesa dai clinici, può cambiare lo scenario”.


Un farmaco efficace nelle infezioni resistenti

L’Agenzia europea del farmaco (EMA) nell’Annual Report 2016 ha definito ceftazidima/avibactam ‘terapia innovativa’ perché rappresenta una nuova opportunità di trattamento e un progresso per la salute pubblica. Ceftazidima e avibactam lavorano in sinergia: la reale innovazione terapeutica che caratterizza il nuovo antibiotico è proprio avibactam, capace di ripristinare e ampliare l’azione anti-infettiva di ceftazidima contro i patogeni Gram-negativi.

Il farmaco è prodotto dalla società Pfizer, in regime di rimborsibilità.

Foglio illustrativo Zavicefta: informazioni per l’utilizzatore

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cancro al seno: scoperta una proteina legata alle metastasi.

Posted by giorgiobertin su maggio 7, 2018

I ricercatori del Montreal Clinical Research Institute (IRCM) coordinati dal professore Jean-François Côté presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Montréal, che studiano le metastasi, la principale causa di morte correlata al cancro, hanno scoperto una proteina che, una volta disattivata, potrebbe impedire lo sviluppo di metastasi in un tipo di cancro aggressivo, carcinoma mammario HER2-positivo.

IRCM

Nello studio il team ha dimostrato che una proteina, AXL, influenza l’insorgenza di metastasi nel tumore HER2-positivo, un tipo aggressivo che rappresenta il 20 per cento dei tumori al seno. Nei tumori al seno HER2-positivi, le cellule con alti livelli di AXL hanno maggiori probabilità di distaccarsi dai tumori per formare metastasi.
La ricerca è stata condotta su topi e campioni di cellule tumorali prelevate da pazienti oncologici. E’ stata somministrata una terapia farmacologica inibente l’AXL ai topi con tumori HER2-positivi ed è stato scoperto che le metastasi erano meno inclini a svilupparsi. Il farmaco è attualmente in fase di sperimentazione in studi clinici per vari usi terapeutici. Se gli studi successivi hanno lo stesso successo, questo trattamento potrebbe anche essere usato per il trattamento i pazienti con cancro al seno.

I risultati sono pubblicati sulla rivista “Cell Reports“.

Scarica e leggi il documento in full text:
The Receptor Tyrosine Kinase AXL Is Required at Multiple Steps of the Metastatic Cascade during HER2-Positive Breast Cancer Progression
Marie-Anne Goyette, Stéphanie Duhamel, Léo Aubert, Ariane Pelletier, Paul Savage, Marie-Pier Thibault, Radia Marie Johnson, Peter Carmeliet, …. Jean-François Côté
Cell Reports, Vol. 23, Issue 5, p1476–1490 Published in issue: May 01, 2018 DOI: https://doi.org/10.1016/j.celrep.2018.04.019

Fonte: Montreal Clinical Research Institute (IRCM)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumore al seno e Obesità: un legame pericoloso.

Posted by giorgiobertin su maggio 4, 2018

L’obesità e il sovrappeso sono associate a una prognosi peggiore delle pazienti con tumore al seno: il rischio di mortalità è di circa 1,33 volte superiore nelle pazienti obese rispetto a quelle di peso nella norma, a confermarlo una meta-analisi pubblicata nel 2010. Ora i ricercatori dell’Institut Jules Bordet di Bruxelles e dell’Istituto Nazionale dei Tumori e Università degli Studi di Milano hanno dimostrato che la somministrazione di un farmaco antinfiammatorio durante la rimozione del carcinoma mammario è associata alla riduzione del rischio di recidiva nelle pazienti sovrappeso e obese.

obesity-breast-cancer

Lo studio condotto su 827 pazienti (529 operate con in più la somministrazione intraoperatoria per via iniettiva di ketorolac e 298 senza) e 1007 (787 operate con in più la somministrazione intraoperatoria per via iniettiva di diclofenac e 220 senza). In entrambi i gruppi vi erano pazienti sovrappeso e obesi. Nel gruppo che è stato sottoposto alla terapia con ketorolac si è verificata una diminuzione di recidive, che è stata più evidente nel caso di indice di massa corporea elevato.

Già altri studi suggerivano un ruolo potenziale dei farmaci antinfiammatori non steroidei nella prevenzione delle recidive – spiega Elia Biganzoli, Dirigente Ricercatore dell’Unità di Biostatistica, Biometria e Bioinformatica dell’Istituto Nazionale dei Tumori – Ma questo posiziona per la prima volta nero su bianco il ruolo di un antinfiammatorio non steroideo, in particolare il ketorolac, focalizzandone in più la capacità di azione nelle pazienti sovrappeso e obese”.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Journal of the National Cancer Institute“.

Leggi abstract dell’articolo:
Potential Benefit of Intra-operative Administration of Ketorolac on Breast Cancer Recurrence According to the Patient’s Body Mass Index
Christine Desmedt, Romano Demicheli, Marco Fornili, Imane Bachir, Mariana Duca, Giulia Viglietti, Martine Berlière, Martine Piccart, Christos Sotiriou, Maurice Sosnowski,Patrice Forget, Elia Biganzoli
JNCI J Natl Cancer Inst (2018) https://doi.org/10.1093/jnci/djy042 Published: 30 April 2018

Effect of obesity on survival of women with breast cancer: systematic review and meta-analysis.
Protani M1, Coory M, Martin JH.
Breast Cancer Res Treat. 2010 Oct;123(3):627-35. doi: 10.1007/s10549-010-0990-0. Epub 2010 Jun 23.

Comunicato stampa Istituto Nazionale dei Tumori

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scoperto recettore chiave del sistema immunitario per combattere il cancro.

Posted by giorgiobertin su aprile 22, 2018

Gli scienziati dell’Università di Southampton hanno dimostrato come stimolare una posizione specifica sulla superficie delle cellule immunitarie può essere molto importante nella loro lotta contro il cancro.

Il nuovo lavoro riguarda un recettore chiamato CD40 trovato sulla superficie di alcune cellule immunitarie che regola la loro attività. I recettori CD40 sono normalmente dispersi sulla superficie delle cellule immunitarie in riposo, ma devono essere concentrati e raggruppati in complessi altamente organizzati al fine di innescare una risposta immunitaria contro il cancro. Gli scienziati ritengono che sia necessario un clustering molto preciso per innescare un segnale di attivazione per “dare il via” alle cellule immunitarie che combattono le malattie, incluso il cancro.


Concentrated CD40 receptions (grey wavy lines) on the immune cell surface

L’uso del sistema immunitario del corpo per trovare e uccidere le cellule tumorali sta rapidamente cambiando il modo in cui la malattia viene gestita e curata. Il cancro mostra dei marcatori unici che possono essere riconosciuti dal sistema immunitario, il cancro spesso previene l’attacco del sistema immunitario mettendo le cellule immunitarie in uno stato di stand-by. Una nuova famiglia di farmaci che stimolano il sistema immunitario, sono in grado di invertire la capacità delle cellule tumorali di esaurire le cellule immunitarie e di farle ripartire.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Cancer Cell” ha anche scoperto che la capacità dei farmaci anticorpali, che si legano alla proteina CD40, di raggruppare i recettori delle cellule immunitarie era un requisito chiave affinché le cellule immunitarie si “sveglino” e combattano il cancro.

Scarica e leggi il full text dell’articolo.
Complex Interplay between Epitope Specificity and Isotype Dictates the Biological Activity of Anti-human CD40 Antibodies
Xiaojie Yu, H.T. Claude Chan, Christian M. Orr, Osman Dadas, Steven G. Booth, Lekh N. Dahal, Christine A. Penfold, Lyn O’Brien, and others
Cancer Cell, Vol. 33, Issue 4, p664–675.e4 Published online: March 22, 2018 DOI: https://doi.org/10.1016/j.ccell.2018.02.009

Fonte: Università di Southampton

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Identificata una proteina associata al cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2018

I ricercatori del Department of Pharmacology, UT Southwestern Medical Center, Dallas, Texas, USA hanno identificato una proteina fortemente associata al carcinoma mammario metastatico e che potrebbe essere l’obiettivo di future terapie.

luo-chen
Dr. Yan Chen (left) and Dr. Weibo Luo (right) discovered that the protein ZMYND8 may be a useful biomarker to indicate breast cancer that will spread.

Alti livelli della proteina ZMYND8 sono correlati ad una scarsa sopravvivenza in pazienti affetti da cancro al seno, ha detto il prof. Weibo Luo. Una famiglia di proteine ​​denominata fattore ipossia-inducibile (HIF) controlla le risposte all’ipossia, attivando i percorsi che portano alla crescita e alla diffusione delle cellule tumorali. “La nostra ricerca mostra che ZMYND8 è un regolatore che attiva centinaia di oncogeni HIF-dipendenti nelle cellule del cancro al seno”, ha detto il prof. Luo.

La ricerca su un modello murino di cancro al seno ha mostrato che l’esaurimento di ZMYND8 blocca la crescita di nuovi vasi sanguigni nei tumori e porta alla morte delle cellule del cancro al seno.
Questo lavoro svela un meccanismo epigenetico primario nella progressione del cancro al seno mediata da HIF e rivela un possibile bersaglio molecolare per la diagnosi e il trattamento della malattia aggressiva“, conclude il prof. Luo.

Leggi abstract dell’articolo:
ZMYND8 acetylation mediates HIF-dependent breast cancer progression and metastasis
Yan Chen, Bo Zhang, Lei Bao, Lai Jin, Mingming Yang, Yan Peng, Ashwani Kumar, Jennifer E. Wang, Chenliang Wang, Xuan Zou, Chao Xing, Yingfei Wang, Weibo Luo
J Clin Invest. 2018. Published April 9, 2018 https://doi.org/10.1172/JCI95089.

Fonte: Department of Pharmacology, UT Southwestern Medical Center, Dallas, Texas, USA

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Nanoparticelle bloccano la crescita del cancro al polmone.

Posted by giorgiobertin su aprile 11, 2018

Il tipo più comune di cancro del polmone, cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC), continua ad essere difficile da trattare, con cinque anni di sopravvivenza tassi di circa il 36 per cento per i tumori fase 3A. I ricercatori del Jefferson College of Pharmacy –  Pennsylvania, United States, stanno sviluppando un nuovo approccio terapeutico basato sulle nanotecnologie che è stato recentemente dimostrato essere efficace nei modelli murini della malattia. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Molecular Pharmaceutics“.

mp-2017
Credit image: Department of Pharmaceutical Sciences, College of Pharmacy, Thomas Jefferson University

Le nanoparticelle sono state progettate per fornire una molecola che ha dimostrato di bloccare la crescita del tumore e può rendere i tumori più suscettibili alla chemioterapia. La molecola, chiamata microRNA 29b, sarebbe inefficace se somministrata mediante iniezione da sola, poiché rapidamente si degradava nel sangue o veniva prelevata e rimossa dalle cellule immunitarie.

Per risolvere il problema il team del prof. Sunday Shoyele ha sviluppato una nanoparticella composta da quattro parti. Un anticorpo umano, immunoglobulina G (IgG), per nascondere la particella al sistema immunitario, un antigene MUC1, che agisce come un sistema di navigazione che guida le nanoparticelle ai tumori polmonari coperti da MUC1, un carico utile terapeutico, microRNA-29b, ed un insieme di altri due componenti incollati insieme con un polimero appiccicoso chiamato poloxamer-188.

Negli esperimenti si è dimostrato che questi componenti formano una nanoparticella sferica in grado di individuare correttamente i tumori polmonari e di ridurre i tumori nei modelli murini della malattia.
Saranno necessari ulteriori test prima che la tecnologia sia pronta per essere testata in studi clinici sull’uomo. La fase preclinica sembra essere andata a buon fine.

Leggi abstract dell’articolo:
Evaluation of MUC1-Aptamer Functionalized Hybrid Nanoparticles for Targeted Delivery of miRNA-29b to Nonsmall Cell Lung Cancer
Maryna Perepelyuk, Koita Sacko, Karthik Thangavel, and Sunday A. Shoyele
Molecular Pharmaceutics 2018 15 (3), 985-993 DOI: 10.1021/acs.molpharmaceut.7b00900

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Diabete: un cerotto misura la glicemia.

Posted by giorgiobertin su aprile 11, 2018

Un team di ricercatori del Department of Pharmacy & Pharmacology dell’University of Bath ha creato un cerotto adesivo non invasivo, che permette la misurazione dei livelli di glucosio attraverso la pelle senza un esame ematico del dito, eliminando potenzialmente la necessità per milioni di diabetici di eseguire frequentemente i test di prelievo dolorosi con aghi.

device-glucosio-skin
The device can measure glucose levels without piercing the skin

Il cerotto non perfora la pelle, ma estrae il glucosio dal fluido tra le cellule attraverso i follicoli piliferi, a cui si accede individualmente tramite una serie di sensori miniaturizzati utilizzando una piccola corrente elettrica. Il glucosio si raccoglie in piccoli serbatoi e viene misurato. Le letture possono essere prese ogni 10-15 minuti per diverse ore.
Questa rivoluzionare nella gestione quotidiana del diabete per i pazienti – è stata presentata sulla rivista “Nature Nanotechnology“.

In questo studio il team ha testato il cerotto sulle pelli di maiale, dove hanno dimostrato di poter monitorare con precisione i livelli di glucosio negli stessi intervalli dei pazienti diabetici umani, il cerotto è stato in grado di tracciare le variazioni di zucchero nel sangue in tutta la giornata.

L’architettura specifica del nostro array consente operazioni senza calibrazione e ha l’ulteriore vantaggio di consentire la realizzazione con una varietà di materiali in combinazione. Abbiamo utilizzato il grafene come uno dei componenti in quanto offre importanti vantaggi: in particolare, è forte, conduttivo, flessibile e potenzialmente a basso costo e rispettoso dell’ambiente. Inoltre, il nostro design può essere implementato utilizzando tecniche di fabbricazione ad alta produttività come la serigrafia, che speriamo possa supportare in definitiva un dispositivo usa e getta, ampiamente economico”. afferma la prof.ssa Adelina Ilie.

La speranza è che questo cerotto, una volta superati tutti i test su pazienti, sia in grado di inviare le letture della glicemia direttamente allo smartphone del paziente che così può sapere con sicurezza quando deve prendere le terapie o l’insulina.

Leggi abstract dell’articolo:
Non-invasive, transdermal, path-selective and specific glucose monitoring via a graphene-based platform
Luca Lipani, Bertrand G. R. Dupont[…]Adelina Ilie
Nature Nanotechnology (2018) Published online: 09 April 2018 doi:10.1038/s41565-018-0112-4

Fonte: Department of Pharmacy & Pharmacology dell’University of Bath

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una combinazione di farmaci riduce il numero di polipi colorettali.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2018

Un grosso studio clinico di prevenzione ha dimostrato che una combinazione di due farmaci ha sostanzialmente ridotto il numero di polipi colorettali precancerosi in persone con un rischio ereditario molto elevato di sviluppare il cancro del colon-retto.

colon-cancer

Nello studio, le persone con questa condizione ereditaria – chiamata poliposi adenomatosa familiare (FAP) – che sono state assegnate in modo casuale a ricevere la combinazione di erlotinib (Tarceva) e sulindac (Aflodac) avevano meno di un terzo del numero di polipi dopo 6 mesi di trattamento rispetto ai pazienti che hanno ricevuto placebo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “JAMA Oncology“.

I risultati precedenti dello stesso studio clinico randomizzato hanno dimostrato che il trattamento con questi due farmaci ha ridotto il numero di polipi nel duodeno (la prima parte dell’intestino tenue) di circa il 70%.
I risultati sono stati “notevoli, poiché nessun altro farmaco ha dimostrato efficacia nel ridurre il carico dei polipi duodenali“, ha commentato il prof. Asad Umar.

Il team di ricerca sta attualmente arruolando i pazienti in una nuova sperimentazione che sta valutando se una dose ridotta di erlotinib da solo, somministrata meno spesso, sarebbe altrettanto efficace ma meno tossica della combinazione utilizzata in questo studio.

Leggi abstract dell’articolo:
Association of Sulindac and Erlotinib vs Placebo With Colorectal Neoplasia in Familial Adenomatous Polyposis: Secondary Analysis of a Randomized Clinical Trial. 
Samadder NJ, Kuwada SK, Boucher KM, et al.
JAMA Oncol. Published online February 8, 2018. doi:10.1001/jamaoncol.2017.5431

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Creata pillola anticoncezionale senza ormoni.

Posted by giorgiobertin su marzo 30, 2018

I ricercatori del Kungliga Tekniska Högskolan di Stoccolma hanno creato un nuovo contraccettivo femminile che non usa gli ormoni ma una sostanza naturale che viene dai crostacei. E’ infatti sul chitosano, una sostanza prodotta dai gusci esterni dei granchi, dei gamberi e delle aragoste, che si potrà concentrare una nuova tecnica anticoncezionale.


The distribution of chitosan over a mucin drop is shown in flourescence. (Image: Thomas Crouzier)

I ricercatori hanno scelto il chitosano, un polisaccaride derivato dalla chitina. La quale è una sostanza che si sviluppa nei gusci esterni dei crostacei, come i gamberi che per i paesi nordici è facile procurarsi in quantità industriali a prezzo modico, e la sostanza agisce a livello della cervice. Dove la mucosa solitamente impervia all’ingresso dell’utero si allenta naturalmente durante l’ovulazione, permettendo al liquido seminale maschile di fecondare gli ovuli. Ma il polimero potrebbe impedire la fecondazione senza appunto indurre disturbi, dolori o altri effetti collaterali.

L’idea infatti è quella di sviluppare un prodotto composto da una capsula vaginale che si dissolve rapidamente e che va a modificare lo strato di muco superficiale, creando una sorta di barriera. I ricercatori hanno anche lavorato per migliorare le altre proprietà delle mucose, come la lubrificazione e l’idratazione.
Il nuovo preparato non interviene sul processo ormonale e dunque non causa effetti collaterali.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Biomacromolecules” dell’American Chemical Society.

Scarica e leggi il full text:
Reinforcing Mucus Barrier Properties with Low Molar Mass Chitosans
Sujit Kootala, Luimar Filho, Vaibhav Srivastava, Victoria Linderberg, Amani Moussa, Laurent David, Stéphane Trombotto, and Thomas Crouzier
Biomacromolecules 2018 19 (3), 872-882 DOI: 10.1021/acs.biomac.7b01670

Fonte: Kungliga Tekniska Högskolan in Stockholm.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Una combinazione di immunoterapie contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su marzo 29, 2018

Uno studio pre-clinico, pubblicato su “Clinical Cancer Research“, da parte dei ricercatori dell’University of Southampton ha combinato anticorpi diretti contro PD-1 / PD-L1, un tipo di immunoterapia noto come blocco del checkpoint che supera la resistenza delle cellule tumorali al sistema immunitario, con un altro anticorpo contro CD27, che avvia il sistema immunitario per trovare e uccidere le cellule tumorali.

cancer cell

I risultati hanno dimostrato che la terapia combinata ha prodotto fino al 60% di protezione dal cancro rispetto al 10% di protezione quando è stato somministrato un solo trattamento. Gli anticorpi PD-1/L1 sono già somministrati a persone con tumori come il melanoma e cancro del polmone, ma il beneficio di questi anticorpi è visto solo in un piccolo numero di pazienti.

L’uso del blocco dei checkpoint ha rivoluzionato il campo dell’immunoterapia del cancro, ma non basta per fermare il cancro dall’evadere il sistema immunitario, abbiamo bisogno di rafforzare il sistema immunitario per combattere le cellule del cancro. Combinando il blocco del checkpoint con un anticorpo anti-CD27, siamo stati in grado di dimostrare che i due approcci possono essere sfruttati per migliorare potenzialmente le attuali opzioni di trattamento.” – afferma il professore Aymen Al-Shamkhani.

Il team di ricerca afferma che questo lavoro pre-clinico supporta degli studi clinici che sono già in corso.

Leggi abstract dell’articolo:
PD-1 blockade and CD27 stimulation activate distinct transcriptional programs that synergize for CD8+ T-cell driven anti-tumor immunity
Sarah L Buchan, Mohannah Fallatah, Stephen M Thirdborough, Vadim Y Taraban, Anne Rogel, Lawrence J. Thomas, Christine A Penfold, Li-Zhen He, Michael A Curran, Tibor Keler and Aymen Al-Shamkhani
Clin Cancer Res March 7 2018 DOI: 10.1158/1078-0432.CCR-17-3057

Fonte: University of Southampton

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Drugs@FDA: Nuova app sui farmaci.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2018

La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha annunciato la disponibilità dell’applicazione mobile Drugs @ FDA Express. Su questa app mobile, il pubblico può cercare informazioni suifarmaci approvati dalla FDA, farmaci generici da prescrizione e da banco e farmaci biologici.

drugs-FDA

Accedi alla Drugs@FDA

Questa app per mobile può essere scaricata via iTunes (per Apple devices) e da Google Play store (per Android devices).

Fonte: Food and Drug Administration (FDA)

Posted in Tecno Sanità, Tecnologia Web | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rivista open access: Journal for ImmunoTherapy of Cancer.

Posted by giorgiobertin su marzo 24, 2018

Journal for ImmunoTherapy of Cancer (JITC) è la rivista open access della Society for Immunotherapy of Cancer (SITC), peer reviewed che pubblica su tutti gli aspetti dell’immunologia del tumore e dell’immunoterapia del cancro, con l’obiettivo di arricchire la comunicazione e far progredire la comprensione scientifica in questo campo in rapida evoluzione.

jitc-logo

I temi di interesse spaziano dallo spettro base scientifico-traslazionale-clinico e includono interazioni ospite-tumore, microambiente tumorale, modelli animali, biomarcatori immunitari predittivi e prognostici, nuove terapie farmaceutiche e cellulari, vaccini, terapie combinate a base immunitaria e immunitarie tossicità correlata.

Accedi al sito della rivista:
Journal for ImmunoTherapy of Cancer (JITC)

Posted in E-journal E-Book | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Linee guida su Fibrillazione atriale e demenza.

Posted by giorgiobertin su marzo 23, 2018

L’European Heart Rhythm Association (EHRA), l’Heart Rhythm Society, l’Asia Pacific Heart Rhythm Society e la Latin American Heart Rhythm Society hanno pubblicato su “Europace” e “Heart Rhythm” le linee guida sulle aritmie e funzioni cognitiva.

AF-decline-cognitive

Viene quindi confermata una correlazione fibrillazione atriale e demenza.
In particolare i pazienti con fibrillazione atriale (FA) potrebbero vedere ridotto il rischio di demenza assumendo una terapia anticoagulante orale. La fibrillazione atriale è associata a un rischio più elevato di danno cognitivo e demenza. Questo rischio di demenza risulta aumentato nei pazienti con fibrillazione atriale che non ricevono una terapia adeguata.

Scarica e leggi il documento in full text:
European Heart Rhythm Association (EHRA)/Heart Rhythm Society (HRS)/Asia Pacific Heart Rhythm Society (APHRS)/Latin American Heart Rhythm Society (LAHRS) expert consensus on arrhythmias and cognitive function: what is the best practice?
Nikolaos Dagres, Tze-Fan Chao, Guilherme Fenelon, Luis Aguinaga, Daniel Benhayon, Emelia J Benjamin, T Jared Bunch, Lin Yee Chen, Shih-Ann Chen, Francisco Darrieux
EP Europace, euy046, https://doi.org/10.1093/europace/euy046 Published: 18 March 2018

Dagres N, et al. HeartRhythm. 2018;doi:10.1016/j.hrthm.2018.03.005.

Fonte: https://www.medscape.com/viewarticle/894093 – Heart Rhythm Society

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I farmaci da utilizzare nelle cure palliative.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2018

Le cure palliative mirano a garantire il controllo dei sintomi e la miglior qualità di vita possibile per i pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più ai trattamenti specifici.

cure-palliative

L’Agenzia Italiana del Farmaco e la Società Italiana di Cure Palliative hanno redatto due documenti che raccolgono le evidenze scientifiche disponibili a supporto dell’impiego off-label dei medicinali più frequentemente utilizzati nell’ambito delle cure palliative.

Nello specifico si tratta di 10 farmaci impiegati off-label routinariamente nelle cure palliative in età pediatrica e di 8 utilizzati con le stesse finalità nell’adulto.

Scarica e leggi i documenti:

Fonte: Agenzia Italiana del Farmaco

Posted in Materiali Didattici | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I farmaci normalmente usati influenzano i batteri intestinali.

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2018

Il team di ricerca tedesco ha esaminato oltre 1000 farmaci commercializzati contro 40 batteri rappresentativi dall’intestino umano e ha scoperto che più di un quarto dei non antibiotici (250 su 923) influenzano la crescita di almeno una specie nel microbioma.

Microbioma

L’intestino umano contiene un gran numero di specie di batteri, indicati collettivamente come il microbioma intestinale. Nell’ultimo decennio, è diventato chiaro che la composizione del microbioma intestinale influenza la salute umana. È noto che gli antibiotici hanno un grande impatto su questo microbioma, ad esempio causano effetti collaterali gastrointestinali.

Alcuni farmaci non antibiotici comunemente usati hanno dimostrato di causare cambiamenti nella composizione del microbioma intestinale, ma la piena estensione di questo fenomeno era sconosciuta fino ad ora. Il documento pubblicato su “Nature” dai ricercatori dell’European Molecular Biology Laboratory, Genome Biology Unit, Germany è il primo a definire sistematicamente le interazioni dirette tra farmaci commercializzati e singoli batteri intestinali. Non solo anti-infettivi, ma i farmaci di tutte le classi terapeutiche hanno inibito la crescita di diversi microbi intestinali.

Lo studio evidenzia anche il rischio, in precedenza inosservato, che il consumo di farmaci non antibiotici possa promuovere la resistenza agli antibiotici, poiché i meccanismi generali di resistenza dei microbi ai farmaci a bersaglio umano e agli antibiotici sembrano in gran parte sovrapporsi.
Siamo entusiasti di andare avanti ed esplorare le interazioni farmaco-microbo in comunità microbiche intestinali complesse, in quanto ciò ci aiuterà a capire come le persone a volte rispondono in modo diverso allo stesso farmaco“, afferma il prof. Georg Zeller.

Leggi abstract dell’articolo:
Extensive impact of non-antibiotic drugs on human gut bacteria
Lisa Maier, Mihaela Pruteanu, Michael Kuhn, Georg Zeller, Anja Telzerow, Exene Erin Anderson, Ana Rita Brochado, Keith Conrad Fernandez, Hitomi Dose, Hirotada Mori, Kiran Raosaheb Patil, Peer Bork & Athanasios Typas
Nature Published: 19 March 2018 doi:10.1038/nature25979

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuovo approccio per sconfiggere la sopravvivenza delle cellule del cancro.

Posted by giorgiobertin su marzo 14, 2018

Alcuni tumori combattono contro i trattamenti regolari come la chemioterapia o la radioterapia a causa delle loro varie “strategie” di sopravvivenza. Ma manipolando i processi cellulari, gli scienziati del Cancer Center della University of Colorado ad Aurora hanno trovato un modo per aggirare uno dei meccanismi di autoconservazione del cancro.

autophagy   apoptosi

L’autofagia – un termine che significa “divorare se stessi” in greco – è, normalmente, il modo attraverso cui le cellule si mantengono ordinate e funzionali. Quando viene attivata l’autofagia, le cellule scompongono gli elementi che non sono più utili e “riciclano” il materiale per il riutilizzo. Questo processo aiuta le cellule tumorali a prosperare.
Le cellule tumorali usano l’autofagia “nel loro stesso interesse” che è quello di eludere l’apoptosi o la morte cellulare. In definitiva mentre l’apoptosi procede allo smontaggio della cellula fino in fondo, causando la morte della cellula, nell’autofagia, la morte viene posticipata riciclando parte del materiale cellulare.

La chemioterapia e la radioterapia possono aumentare la presenza di autofagia nelle cellule tumorali, consentendo di eludere la morte cellulare e riprendere la loro attività in seguito.
Ora i ricercatori hanno sviluppato una nuova strategia per bypassare l’autofagia delle cellule tumorali e innescare la loro morte in modo più efficiente. Hanno scoperto che il legame, così misterioso, tra autofagia e apoptosi è il fattore di trascrizione FOXO3a, una proteina che porta con sé le “istruzioni” su ciò che dovrebbe avvenire a livello cellulare.

Non vogliamo che le cellule tumorali si fermino, vogliamo che muoiano definitivamente. Abbiamo dimostrato che FOXO3a è la chiave per ottenere questo risultato” – afferma il prof. Andrew Thorburn
I ricercatori hanno sperimentato l’utilizzo di inibitori dell’autofagia insieme ad un farmaco soppressore del tumore chiamato Nutlin. Dai risultati su colture cellulari e modelli murini di tumori tumorali, i ricercatori hanno confermato che questa strategia funziona. Ci sono le basi per le future sperimentazioni cliniche.

Leggi abstract dell’articolo:
Autophagy Inhibition Mediates Apoptosis Sensitization in Cancer Therapy by Relieving FOXO3a Turnover
Brent E. Fitzwalter, Christina G. Towers, Kelly D. Sullivan, Zdenek Andrysik, Maria Hoh, Michael Ludwig, Jim O’Prey, Kevin M. Ryan, Joaquin M. Espinosa, Michael J. Morgan, Andrew Thorburn
Developmental Cell, Volume 44, Issue 5, 555 – 565.e3 DOI: https://doi.org/10.1016/j.devcel.2018.02.014

Fonte: Cancer Center – University of Colorado

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

FDA approva un nuovo trattamento per l’HIV.

Posted by giorgiobertin su marzo 12, 2018

La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Trogarzo (ibalizumab-uiyk), un nuovo antiretrovirale per i pazienti adulti affetti da HIV già trattati in precedenza con le terapie attualmente disponibili ma senza successo (HIV multiresistente, MDR HIV).


Trogarzo (ibalizumab). Mechanism of Action. TaiMed Biologics/Theratechnologies

La sicurezza e l’efficacia di Trogarzo sono state valutate in uno studio clinico condotto su 40 pazienti con HIV multiresistente, molti dei quali erano stati precedentemente trattati con 10 o più farmaci antiretrovirali.
Il medicinale viene somministrato per via endovenosa una volta ogni 14 giorni e utilizzato in combinazione con altri farmaci antiretrovirali (video).

Comunicato stampa FDA:
FDA approves new HIV treatment for patients who have limited treatment options

Trogarzo

Posted in News-ricerca, Video | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »