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Posts Tagged ‘farmacologia’

Nanoemulsioni di gel per somministrare farmaci.

Posted by giorgiobertin su giugno 23, 2019

Gli ingegneri chimici del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno escogitato un nuovo modo per creare goccioline molto piccole di un liquido sospeso all’interno di un altro liquido, noto come nanoemulsioni. Tali emulsioni sono simili alla miscela che si forma quando si agita un condimento per insalata a base di olio e aceto, ma con goccioline molto più piccole. Le loro minuscole dimensioni consentono loro di rimanere stabili per periodi relativamente lunghi.

nanoemulsions-gel

I ricercatori hanno anche trovato un modo per convertire facilmente le nanoemulsioni liquide in un gel quando raggiungono la temperatura corporea (37 gradi Celsius), che potrebbe essere utile per lo sviluppo di materiali in grado di erogare farmaci quando vengono strofinati sulla pelle o iniettati nel corpo.

Nel loro nuovo studio, pubblicato sulla rivista “Nature Communications“, i ricercatori hanno creato nanoemulsioni che sono rimaste stabili per oltre un anno. Per dimostrare l’utilità potenziale delle emulsioni per il rilascio di farmaci, i ricercatori hanno dimostrato che è possibile incorporare l’ibuprofene nelle goccioline.

Leggi il full text dell’articolo:
Thermoresponsive nanoemulsion-based gel synthesized through a low-energy process
Seyed Meysam Hashemnejad, Abu Zayed Md Badruddoza[…]Patrick S. Doyle
Nature Communications 10 , 1–10

Fonte: MIT

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Sintetizzato chimicamente un potente anticancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 19, 2019

I ricercatori chimici della Harvard University hanno raggiunto quello che un nuovo articolo definiva un “punto di riferimento nella scoperta di farmaci” con la sintesi totale di halichondrin.

Il composto noto per essere un potente agente antitumorale negli studi sui topi, si trova naturalmente nelle spugne di mare – anche se solo in quantità minuscole. La classe di molecole di halichondrin è così diabolicamente complessa che non è mai stata sintetizzata su una scala significativa in laboratorio.

Yoshito Kishi
Yoshito Kishi, chimico di Harvard e Eisai, un’azienda farmaceutica giapponese, che ha sintetizzato l’halichondrin

I ricercatori guidati da Yoshito Kishi, professore di chimica del dipartimento di chimica e biologia chimica di Harvard, hanno ora sintetizzato quantità sufficienti di E7130 (C52-halichondrin-B amine), un farmaco candidato della classe halichondrin, che consente per la prima volta di condurre studi rigorosi sull’attività biologica, sulle proprietà farmacologiche e relativa efficacia.

La ricerca pubblicata sulla rivista “Scientific Report” riporta la sintesi totale della molecola di halichondrin altamente potente E7130 – 11,5 grammi, con il 99,81% di purezza.

Segnaliamo che una versione semplificata di questa molecola, l’eribulina, è diventata un farmaco per il trattamento del carcinoma mammario metastatico e del liposarcoma, ora commercializzato da Eisai.

Scarica e leggi il documento in full text:
A landmark in drug discovery based on complex natural product synthesis
Satoshi Kawano, Ken Ito, Kenzo Yahata, Kazunobu Kira, Takanori Abe, Tsuyoshi Akagi, Makoto Asano, Kentaro Iso, Yuki Sato, Fumiyoshi Matsuura, Isao Ohashi, Yasunobu Matsumoto, Minetaka Isomura, Takeo Sasaki, Takashi Fukuyama, Yusuke Miyashita, Yosuke Kaburagi, Akira Yokoi, Osamu Asano, Takashi Owa & Yoshito Kishi
Scientific Reports 9, Article number: 8656 (2019)

Fonte: Harvard University, Cambridge, Massachusetts, USA

Approfondimenti:
Bai, R., Cichacz, Z. A., Herald, C. L., Pettit, G. R. & Hamel, E. Spongistatin 1, a highly cytotoxic, sponge-derived, marine natural product that inhibits mitosis, microtubule assembly, and the binding of vinblastine to tubulin. Molecular pharmacology 44, 757–766 (1993).

Fodstad, O., Breistol, K., Pettit, G. R., Shoemaker, R. H. & Boyd, M. R. Comparative antitumor activities of halichondrins and vinblastine against human tumor xenografts. Journal of experimental therapeutics & oncology 1, 119–125 (1996).

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FDA: approvato farmaco per la cefalea a grappolo.

Posted by giorgiobertin su giugno 15, 2019

La statunitense Food and Drug Administration (FDA) ha esteso le indicazioni di Emgality (galcanezumab-gnlm), approvando il primo trattamento per la cefalea a grappolo episodica negli adulti.

migrane

L’efficacia di Emgality – già approvato dall’FDA a settembre 2018, per il trattamento preventivo dell’emicrania negli adulti – per questa nuova indicazione è stata dimostrata in uno studio clinico che ha coinvolto 106 pazienti, in cui il medicinale è stato confrontato con il placebo.

FDA press release:
FDA approves first treatment for episodic cluster headache that reduces the frequency of attacks

https://www.emgality.com/

galcanezumab

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Nuova opzione per il trattamento dell’artrite reumatoide.

Posted by giorgiobertin su giugno 6, 2019

In uno studio internazionale su larga scala condotto dal reumatologo Josef Smolen del Dipartimento di Medicina III, Medical University of Vienna, Vienna, Austria, ha stabilito che un farmaco ancora da approvare contenente l’inibitore selettivo JAK-1 upadacitinib di AbbVie, si è dimostrato una nuova opzione per il trattamento dell’artrite reumatoide attiva (RA).

È stato dimostrato che tra il 12,5% e il 20% dei pazienti a cui veniva somministrato il farmaco ogni giorno sperimentavano la cosiddetta “remissione sostenuta”, uno stato che è quasi come essere guarito. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista “The Lancet”.

Upadacitinib

Le Janus kinases (JAK) svolgono un ruolo importante nella trasmissione del segnale intracellulare e sono necessarie per inoltrare i segnali dai vari recettori al nucleo della cellula. Nel reumatismo, tuttavia, sono responsabili delle risposte infiammatorie. Attualmente sono disponibili e usati per il trattamento dell’artrite reumatoide due inibitori della JAK (tofacitinib e baricitinib).

In questo studio che ha coinvolto 648 pazienti, i ricercatori hanno dimostrato che l’upadacitinib in monoterapia fornisce un netto miglioramento nell’artrite reumatoide. L’effetto di upadacitinib: “Funziona molto rapidamente – una buona risposta è evidente dopo solo due o quattro settimane“, dice il prof. Smolen.

Leggi abstract dell’articolo:
Upadacitinib as monotherapy in patients with active rheumatoid arthritis and inadequate response to methotrexate (SELECT-MONOTHERAPY): a randomised, placebo-controlled, double-blind phase 3 study.
Josef Smolen, Aileen Pangan, Paul Emery, William Rigby, Yoshiya Tanaka, Juan Ignacio Vargas, Ying Zhang, Nemanja Damjanov, Alan Friedman, Ahmed Othman, Heidi Camp, Stanley Cohen
The Lancet http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(19)30419-2

ClinicalTrials.gov, number NCT02706951

Fonte: Medical University of Vienna

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ASCO: nuovi farmaci per il trattamento dei tumori alla prostata in stadio avanzato.

Posted by giorgiobertin su giugno 4, 2019

Il “New England Journal of Medicine” ha pubblicato i primi risultati di uno studio clinico internazionale di fase III denominato TITAN (National Clinical Trials Number 02489318), che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco, l’apalutamide, per il trattamento dei tumori della prostata in stadio avanzato.

apalutamide

I ricercatori hanno scoperto che il trattamento con apalutamide (ERLEADA) ha migliorato significativamente la sopravvivenza globale, con una riduzione del 33% del rischio di morte rispetto alla terapia standard di cura. Inoltre, questo studio ha mostrato che l’apalutamide ha ritardato in modo significativo la progressione della malattia. Lo studio ha incluso la partecipazione di 230 istituzioni in tutto il mondo e l’arruolamento di oltre 1.000 pazienti nello studio (525 pazienti trattati con apalutamide plus e [androgen-deprivation therapy – ADT], 527 hanno ricevuto placebo plus e ADT).

Questo è uno studio importante che ha dimostrato, per la prima volta, un miglioramento significativo della sopravvivenza e del ritardo nella progressione della malattia con questa nuova classe di farmaci nota come “inibitore dei recettori degli androgeni potente e diretto negli uomini con carcinoma prostatico avanzato”. – afferma il prof. Kim Chi, MD, oncologo medico presso la British Columbia Cancer Agency.
Lo studio è stato presentato nel corso del Meeting: 2019 ASCO Annual Meeting.

Leggi abstract dell’articolo:
Apalutamide for Metastatic, Castration-Sensitive Prostate Cancer.
Chi, K.N. et al., for the TITAN Investigators
New England Journal of Medicine. doi.org/10.1056/NEJMoa1903307

(National Clinical Trials Number 02489318)

First results from TITAN: A phase III double-blind, randomized study of apalutamide (APA) versus placebo (PBO) in patients (pts) with metastatic castration-sensitive prostate cancer (mCSPC) receiving androgen deprivation therapy (ADT).
Meeting:
2019 ASCO Annual Meeting Abstract No: 5006 Citation:  J Clin Oncol 37, 2019 (suppl; abstr 5006)

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Tumore al pancreas: un farmaco raddoppia la sopravvivevnza.

Posted by giorgiobertin su giugno 2, 2019

Una terapia innovativa e personalizzata migliora la sopravvivenza dei pazienti con tumore metastatico al pancreas. Si chiama olaparib, e nei pazienti con mutazione dei geni BRCA1 e/o BRCA2 ha ridotto del 47% il rischio di progressione della malattia. A 2 anni, il 22% dei pazienti trattati con olaparib risulta libero da progressione di malattia (rispetto al 9,6% di quelli trattati con placebo). A dimostrarlo è lo studio internazionale di fase III POLO, presentato oggi in seduta plenaria al 55mo Congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO) e pubblicato sul “New England Journal of Medicine”.

olaparib

Questo studio, spiega il prof. Giampaolo Tortora, “avrà dunque un impatto importante sulla vita dei pazienti, poichè il cancro del pancreas è un killer che registra una delle peggiori prognosi tra i tumori solidi e contro il quale le armi sono ridotte“. I dati sono molto incoraggianti: “Ad un anno la malattia si è ‘fermata’ nel 15% dei pazienti trattati con placebo contro il 34% di quelli curati col farmaco; ad 1,5 anni rispettivamente nel 10% e nel 30% e a due anni nel 10% nel 22%”.

Confidiamo che dopo la pubblicazione di oggi dei risultati ottenuti dallo studio POLO sul “British Medical Journal”, ci possa essere in Italia un programma di uso compassionevole per garantire l’accesso al farmaco ai pazienti che ne necessiterebbero” – ha sottolineato Tortora -. “Stiamo avviando contatti con l’azienda produttrice in questa direzione e prevediamo un aumento della domanda da parte dei malati”.

Leggi abstract dell’articolo:
Maintenance Olaparib for Germline BRCA-Mutated Metastatic Pancreatic Cancer
Talia Golan, M.D., Pascal Hammel, M.D., Ph.D., Michele Reni, M.D., Eric Van Cutsem, M.D., Ph.D., Teresa Macarulla, M.D., Ph.D., Michael J. Hall, M.D., Joon-Oh Park, M.D., Ph.D., Daniel Hochhauser, M.D., Ph.D., Dirk Arnold, M.D., Ph.D., Do-Youn Oh, M.D., Ph.D., Anke Reinacher-Schick, M.D., Ph.D., Giampaolo Tortora, et al.
NEJM June 2, 2019 DOI: 10.1056/NEJMoa1903387

POLO ClinicalTrials.gov number, NCT02184195.

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Cancro al seno: scoperto un nuovo farmaco.

Posted by giorgiobertin su giugno 1, 2019

Per la prima volta, uno degli ultimi farmaci approvati per il tumore al seno ha dimostrato di riuscire ad aumentare la sopravvivenza complessiva. Ribociclib, questo è il nome del farmaco. Dallo studio è emerso che dopo 42 mesi di follow-up, la sopravvivenza globale è stata del 70% per le donne trattate in prima linea con la combinazione ribociclib più terapia ormonale standard, rispetto al 46% di chi è stato trattato con la sola terapia ormonale standard (un inibitore dell’aromatasi o tamoxifen). Complessivamnte, il rischio di morte risulta ridotto del 29%. Sono questi i risultati finali dello studio MONALEESA-7, pubblicati anche sul “New England Journal of Medicine” e presentato a Chicago, al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology.


Loop Retarder Ribociclib Enlarged Surviving Rates To 70 Percentage Following Three And A Part Year.

Ribociclib è un inibitore delle chinasi ciclina-dipendenti 4 e 6 (CDK4/6, due proteine che sottostanno alla progressione del tumore – video), approvato in Europa alla fine dello scorso anno per il trattamento di prima linea delle donne in premenopausa con un tumore al seno avanzato o metastatico, positivo ai recettori ormonali (HR+/HER2-). Lo studio MONALEESA-7 (di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo – video) ha riguardato 672 pazienti tra 18 e 59 anni.

Le donne che hanno ricevuto Ribociclib hanno vissuto una mediana di 23,8 mesi senza che la malattia progredisse rispetto ai 13 mesi per le donne che hanno ricevuto il placebo. 4 I ricercatori hanno osservato che dopo 42 mesi di follow-up, per i pazienti trattati con ribocilcib, il tasso di sopravvivenza era del 70% se somministrato con terapia endocrina rispetto al 46% quando somministrato con placebo. Complessivamente ciò ha rappresentato una riduzione relativa del 29% del rischio di morte.

Leggi abstract dell’articolo:
Phase III MONALEESA-7 trial of premenopausal patients with HR+/HER2− advanced breast cancer (ABC) treated with endocrine therapy ± ribociclib: Overall survival (OS) results. Abstract No: LBA1008
Author(s): Sara A. Hurvitz, Seock-Ah Im, Yen-Shen Lu, Marco Colleoni, Fabio Andre Franke, Aditya Bardia, Nadia …
Citation:
J Clin Oncol 37, 2019 (suppl; abstr LBA1008)

Adding Ribociclib to First-Line Endocrine Therapy Significantly Improves Survival for Pre-Menopausal Women With Advanced Breast Cancer
ASCO June 1, 2019

Ribociclib, a CDK 4/6 Inhibitor for Breast Cancer (video)

Clinical trial: Study of Efficacy and Safety in Premenopausal Women With Hormone Receptor Positive, HER2-negative Advanced Breast Cancer (MONALEESA-7)

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FDA: Terapia genica per l’atrofia muscolare spinale.

Posted by giorgiobertin su maggio 31, 2019

La prima terapia genica in grado di arrestare la progressione dell’atrofia muscolare spinale (spinal muscular atrophy (SMA)) attraverso una sola infusione ha ricevuto il via libera negli Stati Uniti.
L’atrofia muscolare spinale è una malattia rara caratterizzata dalla perdita dei neuroni che trasportano i segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli.

Zolgensma

La malattia provoca atrofia muscolare progressiva, che interessa, in particolar modo, gli arti inferiori, i muscoli respiratori e della deglutizione. La forma più severa, causata da mutazioni nel gene SMN1, nel 90% dei casi porta alla morte o alla ventilazione permanente entro i primi due anni di vita. La nuova terapia, Zolgensma prodotta da Novartis, utilizza un virus per fornire una copia normale del gene SMN1 ai nati con un gene difettoso. Il farmaco viene somministrato per infusione ed è stato approvato dalla Food and Drug Administration (Fda), per bambini sotto i due anni.

La sicurezza e l’efficacia di Zolgensma si basano su uno studio clinico in corso e uno studio clinico completato che coinvolge un totale di 36 pazienti pediatrici con SMA ad insorgenza infantile di età compresa tra circa 2 settimane e 8 mesi all’ingresso nello studio.

L’approvazione segna un’altra pietra miliare nel settore delle terapie geniche“, ha dichiarato Ned Sharpless, Commissario dell’Fda.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves innovative gene therapy to treat pediatric patients with spinal muscular atrophy, a rare disease and leading genetic cause of infant mortality

Approfodnimento: NIH: Spinal Muscular Atrophy

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Asma lieve: nuovi possibili trattamenti.

Posted by giorgiobertin su maggio 26, 2019

Due nuovi studi, presentati all’American Thoracic Society International Conference e pubblicati sul “New England Journal of Medicine” da un gruppo internazionale di ricercatori, potrebbero cambiare il modo in cui viene gestito il trattamento dell’asma lieve.

inhaler

Nel primo lavoro la combinazione budesonide-formoterolo somministrata al bisogno è risultata superiore ad albuterolo al bisogno nella prevenzione delle riacutizzazioni dell’asma in adulti con malattia lieve.

Nel secondo lavoro i ricercatori coordinati dal prof. Lazarus, of the UCSF Division of Pulmonary and Critical Care Medicine, and the Cardiovascular Research Institute, hanno trovato che la maggior parte dei pazienti di età superiore ai 12 anni con asma lieve persistente aveva bassi livelli di eosinofili nell’espettorato. La somministrazione a questi pazienti di mometasone, un glucocorticoide per inalazione, in confronto con tiotropio, un antagonista muscarinico a lunga durata d’azione, ha avuto una migliore risposta con il mometasone.

Leggi abstracts degli articoli:

Controlled Trial of Budesonide–Formoterol as Needed for Mild Asthma
Richard Beasley, D.Sc., Mark Holliday, B.Sc., Helen K. Reddel, Ph.D., Irene Braithwaite, Ph.D., Stefan Ebmeier, B.M., B.Ch., Robert J. Hancox, M.D., Tim Harrison, M.D., Claire Houghton, B.M., B.S., Karen Oldfield, M.B., Ch.B., Alberto Papi, M.D., Ian D. Pavord, F.Med.Sci., Mathew Williams, Dip.Ex.Sci., et al., for the Novel START Study Team
NEJM May 19, 2019 DOI: 10.1056/NEJMoa1901963

Mometasone or Tiotropium in Mild Asthma with a Low Sputum Eosinophil Level
Stephen C. Lazarus, M.D., Jerry A. Krishnan, M.D., Ph.D., Tonya S. King, Ph.D., Jason E. Lang, M.D., Kathryn V. Blake, Pharm.D., Ronina Covar, M.D., Njira Lugogo, M.D., Sally Wenzel, M.D., Vernon M. Chinchilli, Ph.D., David T. Mauger, Ph.D., Anne-Marie Dyer, M.S., Homer A. Boushey, M.D., et al., for the National Heart, Lung, and Blood Institute AsthmaNet
NEJM May 19, 2019 DOI: 10.1056/NEJMoa1814917

EDITORIAL MAY 19, 2019
How Should We Treat Patients with Mild Asthma?
G.W.K. Wong

Fonte: University of California – San Francisco

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Cinque piante tropicali con proprietà antitumorali.

Posted by giorgiobertin su maggio 24, 2019

I ricercatori dell’Università Nazionale di Singapore, Dipartimento di Farmacia (NUS Pharmacy) hanno impiegato 3 anni a studiare le proprietà farmacologiche delle piante locali. Hanno scoperto che tre specie erano particolarmente efficaci nell’inibire la crescita di diversi tumori ed hanno pubblicato i loro risultati sul “Journal of Ethnopharmacology”.

Erbe-anticancro

Nonostante l’uso diffuso della medicina moderna a Singapore, esiste una tradizione nell’uso di piante locali per trattare varie condizioni, incluso il cancro. Il team si è concentrato su sette piante che le persone hanno usato come medicine tradizionali per il cancro:

• Berry Bandicoot ( Leea indica )
• Sabah Snake Grass ( Clinacanthus nutans )
• Fool’s Curry Leaf ( Clausena lansium )
• Seven Star Needle ( Pereskia bleo )
• Black Face General ( Strobilanthes crispus )
• Foglia sudafricana ( Vernonia amygdalina )
• Simpleleaf Chastetree ( Vitex trifolia )

Nello studio, il team ha preparato estratti di foglie “fresche”, “sane” e “mature” da queste piante e ha esaminato i loro effetti sulle cellule di cancro al seno, ovarico, uterino, cervicale, leucemico , epatico e del colon.
Bandicoot Berry, South African Leaf e Simpleleaf Chastetree hanno avuto un effetto antitumorale su tutti e sette i tipi di cancro. Fool’s Curry Leaf e Black Face General avevano anche proprietà protettive contro alcune cellule tumorali.

Le piante medicinali sono state usate per il trattamento di diversi disturbi sin dai tempi antichi“, afferma l’autore dello studio il prof. Koh Hwee Ling. “ma le loro proprietà antitumorali non sono state studiate bene“. “I nostri risultati forniscono nuove prove scientifiche per l’uso di erbe tradizionali per il trattamento del cancro e aprono la strada allo sviluppo di nuovi agenti terapeutici“.

Leggi abstract dell’articolo:
Evaluation of anti-proliferative activity of medicinal plants used in Asian Traditional Medicine to treat cancer
Journal of Ethnopharmacology Volume 235, 10 May 2019, Pages 75-87 https://doi.org/10.1016/j.jep.2018.12.040
Yin-Yin Siew, Hui-Chuing Yew, Soek-Ying Neo, See-Voon Seow, … Hwee-Ling Koh

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Terapia antibiotica nella pancreatite acuta.

Posted by giorgiobertin su maggio 16, 2019

Un team di ricercatori internazionali ha fatto una revisione della letteratura con l’obiettivo di investigare le attuali pratiche cliniche e sviluppare raccomandazioni che guidino i medici nella prescrizione di un trattamento antibiotico nella pancreatite acuta.

Pancreatology

Il documento ha formulato quattro dichiarazioni di consenso per incoraggiare la riduzione del trattamento antibiotico ingiustificato nella pancreatite acuta e utilizzare la procalcitonina come biomarcatore per guidare il processo decisionale.

Scarica e leggi il full text  dell’articolo:
Antibiotic therapy in acute pancreatitis: From global overuse to evidence based recommendations
Andrea Párniczky, Tamás Lantos, Eszter Margit Tóth, Zsolt Szakács, … Péter Hegyi
Pancreatology Available online 19 April 2019 https://doi.org/10.1016/j.pan.2019.04.003

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Promettente un nuovo trattamento dell’ictus.

Posted by giorgiobertin su maggio 11, 2019

Un lavoro decennale di ricerca condotto dai ricercatori dell’Università della California, a Riverside – UCR, sul trattamento dell’ictus può passare agli studi clinici. Il trattamento si concentra sulle neureguline, una famiglia di proteine ​​presenti in natura che si è dimostrata promettente per il trattamento dell’ictus.

Durante l’ictus, l’apporto di sangue al cervello viene interrotto. Molto spesso, un’arteria al cervello viene bloccata da un grumo o da una rottura dei vasi sanguigni. Senza sangue – e quindi senza ossigeno o sostanze nutritive – che raggiungono il cervello, le cellule del cervello iniziano a morire localmente, nel “nucleo”, entro un paio d’ore. Successivamente, le cellule del nucleo scoppiano e rilasciano i loro componenti nell’area circostante, che quindi subisce una drammatica risposta infiammatoria. Questa zona, chiamata penombra ischemica, muore nel corso di diverse ore o giorni. Neuregulin-1, o NRG-1, una delle quattro proteine ​​della famiglia delle neuregolinine, previene questa infiammazione e la morte cellulare.
Brian-Ford Byron Ford is a professor of biomedical sciences at UC Riverside.

Le cellule nel nucleo muoiono diventando sovraeccitate ed esplodendo“, ha detto Byron Ford, professore di scienze biomediche presso la Scuola di Medicina UCR, la cui azienda, Brain-Gen, ha brevetti per l’uso di NRG-1 per il trattamento dell’ictus. “Le cellule nella penombra ischemica muoiono commettendo un suicidio. Ciò accade, crediamo, per impedire a tutto il cervello di morire“.
Ora affermano i ricercatori l’uso di una particolare forma di neuregulina, chiamata Neucardin, già brevettata per trattare l’insufficienza cardiaca è stato dimostrato che funziona per l’ictus in modelli animali.

Gli scienziati intendono rivolgersi alla Food and Drug Administration – FDA, per espandere l’uso di Neucardin per l’ictus. “Zensun Biotech ha già completato le sperimentazioni cliniche di fase I e di fase II per l’insufficienza cardiaca e ha dimostrato che la neucardina è sicura e migliora la funzione cardiaca nei pazienti“, ha affermato il prof. Ford. “Un ictus è come un attacco di cuore nel cervello. Se la FDA afferma che possiamo fare il riferimento incrociato dei dati di Zensun per l’approvazione per trattare l’ictus, questo accelererebbe notevolmente le questioni mentre ci candidiamo per diventare parte di NIH StrokeNet.

Evaluation of neuregulin-1‘s neuroprotection against ischemic injury in rats using diffusion tensor imaging.
Wang S, Li Y, Paudyal R, Ford BD, Zhang X.
Magn Reson Imaging. 2018 Nov;53:63-70. doi: 10.1016/j.mri.2018.07.002. Epub 2018 Jul 21.

Regulation of inflammatory responses by neuregulin-1 in brain ischemia and microglial cells in vitro involves the NF-kappa B pathway.
Simmons LJ, Surles-Zeigler MC, Li Y, Ford GD, Newman GD, Ford BD.
J Neuroinflammation. 2016 Sep 6;13(1):237. doi: 10.1186/s12974-016-0703-7.

Spatio-temporal assessment of the neuroprotective effects of neuregulin-1 on ischemic stroke lesions using MRI.
Wang S, Li Y, Paudyal R, Ford BD, Zhang X.

Neuregulin-1 inhibits neuroinflammatory responses in a rat model of organophosphate-nerve agent-induced delayed neuronal injury.
Li Y, Lein PJ, Ford GD, Liu C, Stovall KC, White TE, Bruun DA, Tewolde T, Gates AS, Distel TJ, Surles-Zeigler MC, Ford BD.
J Neuroinflammation. 2015 Apr 2;12:64. doi: 10.1186/s12974-015-0283-y.

Fonte: Università della California, a Riverside – UCR

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Verso un vaccino contro il cancro colorettale.

Posted by giorgiobertin su maggio 6, 2019

Uno studio clinico di fase I mostra la promessa di un nuovo vaccino contro il cancro del colon-retto, in quanto non ha causato effetti collaterali seri, mentre l’attività ematologica ha dimostrato l’attivazione delle cellule immunitarie. I risultati pubblicati su “Journal for ImmunoTherapy of Cancer” offrono la speranza di un vaccino efficace per il cancro del colon-retto.

Il vaccino messo a punto dai ricercatori del Jefferson (Philadelphia University + Thomas Jefferson University), negli Stati Uniti, agisce mobilitando il sistema immunitario contro una molecola specifica che gli scienziati chiamano GUCY2C (colorectal cancer antigen GUCY2C). Ricerche precedenti hanno scoperto che questa molecola è un marker che i tumori del colon-retto esprimono e che aiuta queste cellule cancerogene a distinguersi dalle cellule sane.

I ricercatori hanno accoppiato questa molecola con un’altra che aumenta la reazione immunitaria con la speranza di colpire le cellule tumorali e ucciderle. “Questo è uno studio chiave e fornisce delle prove sulla possibilità di indirizzare in sicurezza il proprio sistema immunitario del paziente per cercare e distruggere questo tipo di tumore. Questa è una vera pietra miliare – resa possibile dagli scienziati e dai clinici nella nostra squadra di cancro del colon-retto che lavora in sincronia.” – afferma il prof. Karen E. Knudsen, Ph.D., che è il direttore del Sidney Kimmel Cancer Center di Jefferson Health in Philadelphia.

I risultati positivi di questa nuova sperimentazione clinica di fase 1 che ha coinvolto 10 persone con cancro al colon in stadio 1 o 2 sono abbastanza promettenti, i ricercatori affermano di poter iniziare ulteriori studi (fase II) già nel prossimo autunno.

Leggi il full text dell’articolo:
Split tolerance permits safe Ad5-GUCY2C-PADRE vaccine-induced T-cell responses in colon cancer patients
Adam E. Snook, Trevor R. Baybutt, Bo Xiang, Tara S. Abraham, John C. Flickinger Jr, Terry Hyslop, Tingting Zhan, Walter K. Kraft, Takami Sato and Scott A. Waldman
Journal for ImmunoTherapy of Cancer 2019 7:104 https://doi.org/10.1186/s40425-019-0576-2

This trial (NCT01972737) was registered at ClinicalTrials.gov on October 30th, 2013. https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01972737

Fonte: Thomas Jefferson University

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Comprensione e gestione della nevralgia del trigemino.

Posted by giorgiobertin su aprile 26, 2019

Nonostante i recenti progressi nella comprensione e nel trattamento della nevralgia del trigemino, la sua gestione rimane una sfida considerevole. I principali trattamenti della nevralgia del trigemino sono: i farmaci antiepilettici, i rilassanti muscolari e gli agenti neurolettici.

trigeminal-nerve

La carbamazepina è stata studiata in studi clinici controllati con placebo adeguati negli anni ’60 ed è ancora considerato il farmaco più efficace. Le opzioni di trattamento non farmacologico sono la stimolazione elettrica non invasiva con stimolazione transcranica in corrente continua o stimolazione magnetica transcranica ripetitiva che richiedono entrambi un’ulteriore valutazione in merito all’applicabilità.
C’è uno sforzo continuo per migliorare queste tecniche un articolo open access pubblicato su “F1000 Research” fa il punto della situazione sia nella comprensione che nella gestione di questa patologia.

Scarica e leggi il documento in full text:
Recent advances in understanding/managing trigeminal neuralgia
Obermann M.
F1000Research 2019, 8(F1000 Faculty Rev):505 (https://doi.org/10.12688/f1000research.16092.1)

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Cancro: linea guida per i trattamenti di precisione.

Posted by giorgiobertin su aprile 20, 2019

I ricercatori del Wellcome Sanger Institute e di Open Targets, a Cambridge, nel Regno Unito, hanno utilizzato la tecnologia CRISPR per interrompere l’attività di quasi 20.000 geni in oltre 300 modelli provenienti da 30 tipi di cancro, e per scoprire quali di questi fossero essenziali per la sopravvivenza delle varie forme tumorali.
I ricercatori hanno sviluppato un nuovo sistema per assegnare una priorità e classificare ben 600 bersagli farmacologici promettenti per lo sviluppo di nuovi trattamenti.


Sanger Institute scientists are using the genetic editing tool CRISPR to discover new drug targets for cancer.

I risultati, pubblicati su “Nature“, hanno lo scopo di accelerare lo sviluppo di trattamenti mirati contro il cancro e avvicinare i ricercatori alla produzione della mappa sulla dipendenza dal cancro, un dettagliato regolamento di trattamenti anticancro di precisione per aiutare più pazienti a ricevere terapie efficaci.
“CRISPR è uno strumento incredibilmente potente che ci consente di fare scienza su una scala e con una precisione che non potevamo fare cinque anni fa. Con CRISPR abbiamo scoperto un’opportunità molto eccitante per sviluppare nuovi farmaci mirati ai tumori“. afferma il Dr Kosuke Yusa

Scienziati e aziende farmaceutiche stanno esplorando nuove terapie mirate che uccidano selettivamente le cellule cancerose, lasciando illeso il tessuto sano» afferma Francesco Iorio, co-primo autore dello studio. “Attualmente produrre nuovi trattamenti efficaci è molto difficile, infatti sviluppare un singolo farmaco può costare uno o due miliardi di dollari, ma circa il 90% dei medicinali viene abbandonato perché non adatto all’uso o inefficace durante lo sviluppo. Pertanto, la selezione di un buon target farmacologico all’inizio del processo può essere considerata la parte più importante della scoperta di nuovi farmaci”.

Leggi abstract dell’articolo:
Prioritization of cancer therapeutic targets using CRISPR–Cas9 screens
Fiona M. Behan, Francesco Iorio, Gabriele Picco, Emanuel Gonçalves, Charlotte M. Beaver, Giorgia Migliardi, Rita Santos, Yanhua Rao, Francesco Sassi, Marika Pinnelli, Rizwan Ansari, Sarah Harper, David Adam Jackson, Rebecca McRae, Rachel Pooley, Piers Wilkinson, Dieudonne van der Meer, David Dow, Carolyn Buser-Doepner, Andrea Bertotti, Livio Trusolino, Euan A. Stronach, Julio Saez-Rodriguez, Kosuke Yusa & Mathew J. Garnett
Nature Published: 10 April 2019

The Cancer Dependency Map at the Sanger Institute

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Sclerosi Multipla: è possibile riparare la mielina danneggiata.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2019

Nella Sclerosi Multipla (SM), la guaina che copre le fibre nervose nel cervello e nel midollo spinale viene danneggiata, rallentando o bloccando i segnali elettrici dal raggiungere gli occhi, i muscoli e altre parti del corpo. Ora i ricercatori dell’Oregon Health & Science University (OHSU), hanno sviluppato un composto che stimola la riparazione di questa guaina protettiva.

La scoperta, che coinvolge topi geneticamente modificati per imitare la sclerosi multipla, è stata pubblicata sulla rivista “JCI Insight“.
Sebbene diversi trattamenti e farmaci alleviano i sintomi della SM, non esiste una cura.

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Stiamo sfruttando la capacità endogena dell’ormone tiroideo di riparare la mielina senza gli effetti collaterali“, ha detto l’autore principale Meredith Hartley. “Siamo riusciti ad aumentare la quantità di sobetirome (una molecola sintetica destinata ad abbassare il colesterolo,) che penetra nel sistema nervoso centrale e promuove la remielizazzione senza i gravi effetti collaterali della terapia ormonale tiroidea.“. In particolare gli scienziati hanno aggiunto un’etichetta chimica alla molecola del sobetirome originale, creando un composto inerte chiamato Sob-AM2. Lo scopo principale del tag è di eliminare una carica negativa che impedisce al sobetirome di penetrare efficacemente nella barriera emato-encefalica. Una volta che Sob-AM2 scivola oltre la barriera e raggiunge il cervello, incontra un particolare tipo di enzima cerebrale che converte Sob-AM2 in sobetirome.

I ricercatori hanno dimostrato che il trattamento nei topi non solo ha innescato la riparazione della mielina, ma sono riusciti a misurare sostanziali miglioramenti motori nei topi trattati con il composto.

Leggi il full text dell’articolo:
Myelin repair stimulated by CNS-selective thyroid hormone action
Meredith D. Hartley, … , Dennis Bourdette, Thomas S. Scanlan
JCI Insight. 2019;4(8):e126329. https://doi.org/10.1172/jci.insight.126329.

Fonte: Oregon Health & Science University (OHSU)

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Linea guida NCCN: gestione delle tossicità correlate all’immunoterapia.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2019

Sono state pubblicate a cura del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) le linee guida di pratica clinica sulle tossicità correlate all’immunoterapia.

NCCN

Scarica e leggi il documento in full text:
Management of Immunotherapy-Related Toxicities, Version 1.2019, NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology
John A. Thompson, Bryan J. Schneider, ……. et al.
Journal of the National Comprehensive Cancer Network Volume 17: Issue 3 DOI: https://doi.org/10.6004/jnccn.2019.0013

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Linea guida EASL: lesioni epatiche indotte da farmaci

Posted by giorgiobertin su aprile 16, 2019

Sono state pubblicate a cura dell’European Association for the Study of the Liver sulla rivista Journal of Hepatology le linee guida sul danno epatico indotto da farmaci.
La lesione epatica idiosincrasica (imprevedibile) indotta da farmaci è uno dei disturbi epatici più difficili affrontati dagli epatologi, a causa della miriade di farmaci usati nella pratica clinica, di erbe disponibili e di integratori alimentari con potenziale epatotossico.

liver-disease

L’epatotossicità di tipo idiosincrasico può essere grave, portando a una varietà particolarmente grave di insufficienza epatica acuta per la quale non è stata ancora sviluppata una terapia efficace. Queste linee guida di pratica clinica riassumono le prove disponibili sui fattori di rischio e diagnosi.

Scarica e leggi il documento in full text:
EASL Clinical Practice Guidelines: Drug-induced liver injury
Andrade, Raúl J.Aithal, Guruprasad P.Karlsen, Tom H. et al.
Journal of Hepatology DOI: https://doi.org/10.1016/j.jhep.2019.02.014

Download Images(.ppt)

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Sintetizzata molecola che agisce in modo mirato contro alcuni tumori.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2019

E’ stata sintetizzata dai ricercatori dell’Università di Padova una nuova molecola che agisce in modo mirato contro i tumori. Questo meccanismo ha per protagonista la Proteina Fosfatasi 2A (PP2A), un naturale regolatore del ciclo cellulare, che si trova ad essere “spenta” nelle cellule tumorali a causa del legame con una piccola proteina (SET).

SApir

PP2A può essere però riattivata usando una piccola molecola, sintetizzata dai ricercatori e brevettata dall’Università di Padova, capace di dissociare il complesso “inattivo” PP2A-SET, così neutralizzando il danno tissutale. Una volta riattivata, PP2A va a ripristinare la naturale mortalità nelle cellule tumorali, altrimenti caratterizzate da una crescita sregolata, ed a ridurre lo stato infiammatorio.

Finora l’attenzione dei ricercatori si è concentrata su tre tipi di tumori: leucemia, tumori epatici e tumori al seno.
Questa strategia, supportata da risultati preclinici molto promettenti, potrebbe aprire la strada a nuovi approcci terapeutici futuri.

La molecola brevettata verrà speditamente avviata allo sviluppo clinico con il fondamentale supporto della Sapir Pharmaceutical.

Articolo correlato:
Targeted activation of the SHP-1/PP2A signaling axis elicits apoptosis of chronic lymphocytic leukemia cells.
Tibaldi E, Pagano MA, Frezzato F, Trimarco V, Facco M, Zagotto G, Ribaudo G, Pavan V, Bordin L, Visentin A, Zonta F, Semenzato G, Brunati AM, Trentin L.
Haematologica. 2017 Aug;102(8):1401-1412. doi: 10.3324/haematol.2016.155747. Epub 2017 Jun 15

Fonte: Unipd

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Nuova strategia per combattere la resistenza agli antibiotici.

Posted by giorgiobertin su aprile 2, 2019

Una nuova strategia per combattere la resistenza agli antibiotici è emersa da uno studio condotto dai ricercatori del Baylor College of Medicine. Pubblicato sulla rivista “Molecular Cell“, il rapporto rivela per la prima volta come i batteri evolvono mutazioni che conferiscono resistenza agli antibiotici e che questo processo può essere inibito con edaravone, un farmaco approvato dalla FDA.

antibiotic-resistance

La resistenza agli antibiotici è una delle minacce più urgenti per la salute pubblica. I batteri sviluppano resistenza grazie alla comparsa di nuove mutazioni nel loro DNA che consentono ai batteri di superare gli effetti mortali dell’antibiotico“, ha detto Susan M. Rosenberg professore di genetica molecolare e umana, di virologia molecolare e microbiologia e di biochimica e biologia molecolare presso Baylor.

Questi risultati suggeriscono che i batteri esposti a basse dosi di antibiotico mettono in atto una strategia molecolare che conferisce un vantaggio di sopravvivenza alla popolazione batterica nel suo complesso ed è probabilmente svantaggiosa per alcuni dei batteri in un’infezione“, ha affermato Rosenberg. “Ci siamo resi conto che esistono farmaci approvati dalla FDA che riducono la produzione di specie reattive dell’ossigeno, uno dei passaggi cruciali che portano a mutazioni“.
Abbiamo scoperto che il farmaco edaravone, che viene utilizzato per il trattamento della sclerosi laterale amiotrofica e dell’ictus, si adatterebbe nei meccanismi molecolari che avevamo descritto inibendo la produzione di specie reattive dell’ossigeno“.

I ricercatori hanno in programma di studiare se questo farmaco è in grado di rallentare il decorso di un’infezione, con o senza trattamento antibiotico, in modelli di infezioni.

Leggi abstract dell’articolo:
Gamblers: An Antibiotic-Induced Evolvable Cell Subpopulation Differentiated by Reactive-Oxygen-Induced General Stress Response
John P. Pribis,Libertad García-Villada,Yin Zhai,Ohad Lewin-Epstein,Anthony Z. Wang,Jingjing Liu,Jun Xia,Qian Mei,Devon M. Fitzgerald,Julia Bos,Robert H. Austin,Christophe Herman,David Bates,Lilach Hadany,P.J. Hastings,Susan M. Rosenberg
Molecular Cell Published: April 1, 2019 DOI: https://doi.org/10.1016/j.molcel.2019.02.037

Fonte: Baylor College of Medicine.

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Linee guida sul trattamento dell’osteoporosi in post-menopausa.

Posted by giorgiobertin su marzo 29, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism” le linee guida di pratica clinica per la gestione farmacologica dell’osteoporosi nelle donne in postmenopausa.

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Nel documento sono stati focalizzati i principi di gestione:

  • il rischio di future fratture nelle donne in postmenopausa dovrebbe essere determinato utilizzando strumenti di valutazione specifici per paese per guidare il processo decisionale.
  • Le preferenze dei pazienti dovrebbero essere incorporate nella pianificazione del trattamento.
  • Gli interventi nutrizionali e sullo stile di vita e la prevenzione delle cadute dovrebbero accompagnare tutti i regimi farmacologici per ridurre il rischio di fratture.

Nella stesura della linea guida il team dell’Endocrine Society, ha preso in considerazione due revisioni sistematiche. La prima ha incluso 107 studi (193.987 donne in postmenopausa, età media di 66 anni, 55% bianco, follow-up mediano di 28 mesi) (J Clin Endocrinol Metab. 2019;104(5):1623–1630). La seconda revisione è stata mirata alla valutazione di valori e preferenze rilevanti per la gestione dell’osteoporosi nelle donne e ha seguito un approccio qualitativo (J Clin Endocrinol Metab. 2019;104(5):1631–1636).

Scarica e leggi il documento in full text:
Pharmacological Management of Osteoporosis in Postmenopausal Women: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline
Richard Eastell Clifford J Rosen Dennis M Black Angela M Cheung M Hassan Murad Dolores Shoback
The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Volume 104, Issue 5, May 2019, Pages 1595–1622, https://doi.org/10.1210/jc.2019-00221

Commentary: Managing Osteoporosis in Postmenopausal Women: An Endocrine Society Guideline – Endocrinology Advisor (free)

Fonte: Endocrine Society

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FDA autorizza immunoterapia contro il cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su marzo 27, 2019

L’Fda ha dato il via libera ad atezolizumab (Tecentriq, della Genentech/Roche) per la somministrazione insieme alla chemioterapia con nab-paclitaxel (Abraxane, della Celgene) per trattare il cancro al seno inoperabile, localmente avanzato o metastatico triplo-negativo (TNBC) nelle donne i cui tumori esprimono PD-L1, una proteina che può aiutare i tumori ad evitare la rilevazione da parte del sistema immunitario.

atezolizumab

L’approvazione si basa sullo studio IMpassion130, un trial di fase III, in cui l’aggiunta dell’inibitore di PD-L1 atezolizumab a nab-paclitaxel ha ridotto il rischio di progressione o morte del 40% rispetto al solo nab-paclitaxel in questa popolazione di pazienti.
I risultati erano stati pubblicati sul ‘New England Journal of Medicine‘ a novembre 2018.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves atezolizumab for PD-L1 positive unresectable locally advanced or metastatic triple-negative breast cancer

View full prescribing information for TECENTRIQ.

Atezolizumab and Nab-Paclitaxel in Advanced Triple-Negative Breast Cancer.
N Engl J Med. 2018 Nov 29;379(22):2108-2121. doi: 10.1056/NEJMoa1809615. Epub 2018 Oct 20.

Fonte: Pharmastar

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FDA approva primo medicinale per la depressione post partum.

Posted by giorgiobertin su marzo 25, 2019

La Food and Drug Administration (FDA) americana, ha approvato il primo farmaco specifico Zulresso (brexanolone) per il trattamento della depressione postpartum (PDP). Il farmaco si assume per via endovenosa e sarà disponibile solo attraverso un programma ristretto che ne prevede la somministrazione solo da parte di un operatore sanitario, all’interno di una struttura certificata.

zulesso

L’efficacia di Zulresso è stata dimostrata in due studi clinici in partecipanti che hanno ricevuto un’infusione endovenosa continua di 60 ore di Zulresso o placebo e sono stati poi seguiti per quattro settimane. In entrambi gli studi, Zulresso ha dimostrato una superiorità rispetto al placebo nel miglioramento dei sintomi depressivi alla fine della prima infusione. Il miglioramento della depressione è stato osservato anche alla fine del periodo di follow-up di 30 giorni.

Le reazioni avverse più comuni riportate da pazienti trattati con Zulresso in studi clinici includono sonnolenza, secchezza delle fauci, perdita di conoscenza e arrossamento. Gli operatori sanitari dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di modificare il regime terapeutico, compreso l’interruzione di Zulresso in pazienti in cui la PDP si aggrava o che manifesta comportamenti e pensieri suicidari emergenti.

Il farmaco è prodotto dalla società Sage Therapeutics.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves first treatment for post-partum depression

Zulresso Generic name: brexanolone

Please see full Prescribing Information

For more information, please visit www.sagerx.com.

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Potenziale nuovo trattamento di combinazione per il cancro del pancreas.

Posted by giorgiobertin su marzo 21, 2019

I ricercatori hanno identificato una possibile nuova strategia terapeutica utilizzando contemporaneamente due tipi di farmaci inibitori per trattare uno dei tumori più letali al mondo: il cancro al pancreas.

L’approccio combinato utilizza un farmaco che inibisce il processo che consente alle cellule tumorali di riciclare i nutrienti essenziali per sopravvivere e un altro farmaco che blocca il percorso utilizzato per riparare il DNA.
I ricercatori dell’Jonsson Comprehensive Cancer Center della UCLA, hanno scoperto che l’approccio è promettente dopo averlo testato su cellule di cancro al pancreas e topi in laboratorio.

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Pancreatic cancer (the cancer cells are seen here) is the third leading cause of cancer-related deaths in the United States.

Il team ha preso in considerazione la clorochina, un farmaco facilmente disponibile usato per curare la malaria e combinato con più di 500 inibitori diversi per esaminare eventuali interazioni inesplorate che potrebbero produrre un effetto “sinergico”. Hanno trovato un inibitore complementare chiamato inibitore della risposta allo stress di replicazione.

I ricercatori poi hanno misurato i metaboliti (piccole molecole) nelle cellule tumorali pancreatiche che sono state trattate con clorochina da sole. Hanno scoperto che il farmaco causa una riduzione dell’aspartato, un aminoacido importante per sintetizzare i nucleotidi, che sono i mattoni per la replicazione e la riparazione del DNA.

La ricerca è stata pubblicata su: “Proceedings of the National Academy of Sciences“.

Leggi abstract dell’articolo:
Lysosome inhibition sensitizes pancreatic cancer to replication stress by aspartate depletion
Irmina A. Elliott, Amanda M. Dann, Shili Xu, Stephanie S. Kim, Evan R. Abt, Woosuk Kim, Soumya Poddar, Alexandra Moore, Lei Zhou, Jennifer L. Williams, Joseph R. Capri, Razmik Ghukasyan, Cynthia Matsumura, D. Andrew Tucker, Wesley R. Armstrong, Anthony E. Cabebe, Nanping Wu, Luyi Li, Thuc M. Le, Caius G. Radu, and Timothy R. Donahue
PNAS published ahead of print March 20, 2019. https://doi.org/10.1073/pnas.1812410116

Fonte: University of California – Los Angeles Health Sciences

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Un nuovo farmaco per abbassare il colesterolo.

Posted by giorgiobertin su marzo 14, 2019

Un nuovo farmaco orale che abbassa efficacemente il colesterolo sembra destinato all’approvazione clinica. Le ultime prove del farmaco hanno dimostrato che è sicuro se usato in combinazione con statine.

Il nuovo studio, pubblicato su “The New England Journal of Medicine“, è il più grande studio condotto ad oggi per testare l’efficacia dell’acido bempedoico, che deve ancora essere approvato in Europa.

NEJMoa1803917

Il farmaco orale impedisce la capacità del corpo di creare colesterolo e potrebbe essere assunto in concomitanza con i trattamenti esistenti con statine dei pazienti, oltre ad agire come trattamento per coloro che non sono in grado di assumere statine a causa di effetti collaterali avversi o interazioni con altri farmaci.
Lo studio ha coinvolto 2230 pazienti, 1488 dei quali hanno assunto acido bempedoico e 742 un placebo. I pazienti provenivano da una serie di paesi, dal Regno Unito e dalla Germania alla Polonia, al Canada e agli Stati Uniti.

Un secondo studio pubblicato dal New England Journal of Medicine ha utilizzato i dati di 654.783 persone per studiare gli effetti a lungo termine dell’acido bempedoico.

Lo studio ha rintracciato i marcatori genetici per determinare i potenziali effetti dell’inibizione dell’enzima lyase ATP-citrato con acido bempedoico. È stato quindi confrontato con l’enzima che le statine solitamente inibiscono, 3-idrossi-3-metilglutaril-coenzima A reduttasi (HMGCR).

Sappiamo che ridurre i livelli di colesterolo è fondamentale per ridurre il rischio di infarto e ictus” – afferma il prof. Kausik Ray “Il nostro ultimo studio mostra che l’acido bempedoico può essere aggiunto ai molti trattamenti disponibili per abbassare il colesterolo”.
“Si tratta di una nuova classe di farmaci che potrebbero essere somministrati a pazienti che stanno già assumendo statine e potrebbero essere di aiuto per ridurre ulteriormente i loro livelli di colesterolo e quindi a ridurre potenzialmente il rischio di infarti e ictus”.

Leggi il full text degli articoli:

Safety and Efficacy of Bempedoic Acid to Reduce LDL Cholesterol
Kausik K. Ray, M.D., M.Phil., Harold E. Bays, M.D., Alberico L. Catapano, Ph.D., Narendra D. Lalwani, Ph.D., M.B.A., LeAnne T. Bloedon, M.S., R.D., Lulu R. Sterling, Ph.D., Paula L. Robinson, M.S., and Christie M. Ballantyne, M.D. for the CLEAR Harmony Trial
N Engl J Med 2019; 380:1022-1032 March 14, 2019 DOI: 10.1056/NEJMoa1803917

CLEAR Harmony ClinicalTrials.gov number, NCT02666664

Mendelian Randomization Study of ACLY and Cardiovascular Disease
Brian A. Ference, M.D., Kausik K. Ray, M.D., Alberico L. Catapano, Ph.D., Thatcher B. Ference, Stephen Burgess, Ph.D., David R. Neff, D.O., Clare Oliver-Williams, Ph.D., Angela M. Wood, Ph.D., Adam S. Butterworth, Ph.D., Emanuele Di Angelantonio, M.D., John Danesh, D.Phil., John J.P. Kastelein… et al.
N Engl J Med 2019; 380:1033-1042 DOI: 10.1056/NEJMoa1806747

EDITORIAL MAR 14, 2019
Human Genetics and Drug Development
M.V. Holmes

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