Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 435 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento

Archive for the ‘Tecno Sanità’ Category

Creata ‘Pelle elettronica’ che trasmette dati biochimici in wireless.

Posted by giorgiobertin su ottobre 15, 2017

Un team internazionale di ricercatori ha creato un microsistema di “pelle elettronica” – “The Lab on the Skin“, che potrebbe essere utilizzata per trasmettere dati sulla salute in modalità wireless (video).
Il sistema è un sottile “ragno” di micro-involucri tridimensionali auto-assemblati che fungono da minuscole molle e connessioni elettriche tra una serie di piccoli chip elettronici, il tutto è incorporato in una morbida matrice di silicone che aderisce alla pelle con un adesivo biocompatibile. Il sistema è abilitato al Bluetooth e può inviare dati ad uno smartphone.


John Rogers – The Lab on the Skin – la prossima generazione di tecnologie indossabili e è stata descritta nel Modern Museum of Art (MoMa) di New York. 09 ott 2017.

Abbiamo sviluppato un mezzo per rendere i componenti elettronici tradizionali e rigidi in morbidi laminati sottili e compatibili con la pelle, in grado di integrarsi con qualsiasi regione del corpo a fornire in modo non-invasivo dati di qualità clinica dello stato fisiologico in formato wireless“, ha detto il professore John Rogers della Northwestern University Feinberg School of Medicine.

Le misure del sistema includono elettroencefalografia, elettromiografia, elettrocardiografia, temperatura cutanea, tasso di respirazione e sismocardiografia.
I ricercatori si stanno approntando studi umani con l’obiettivo di portare il dispositivo sul mercato in 2 o 3 anni.

Leggi il full text dell’articolo:
Self-assembled three dimensional network designs for soft electronics
Kyung-In Jang, Kan Li[…]John A. Rogers
Nature Communications 8, Article number: 15894 (2017) doi:10.1038/ncomms15894

Video – New sweat-monitoring device explained ”

Fonte: Northwestern University Feinberg School of Medicine

Annunci

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Creata fibra ottica che trasmette luce e farmaci nel corpo.

Posted by giorgiobertin su ottobre 12, 2017

Una fibra ottica flessibile e biodegradabile che può fornire luce nel corpo per applicazioni mediche è l’ultimo lavoro di una collaborazione tra ingegneri elettrici e ingegneri dei biomateriali dell’Istituto di Ricerca dei Materiali del “Penn State’s Materials Research Institute” coordinati dal prof. Jian Yang.

La capacità di fornire luce nel corpo è importante per la chirurgia laser, l’attivazione di farmaci, l’immagine ottica, la diagnosi della malattia e l’optogenetica (scienza emergente che combina tecniche ottiche e genetiche di rilevazione, allo scopo di sondare circuiti neuronali all’interno di cervelli di mammiferi). Fornire luce nel corpo è però molto difficile e richiede l’impianto di una fibra ottica in vetro.

Biomaterials

Yang e il suo team hanno creato in precedenza un polimero basato sul citrato, un ingrediente naturale chiave nel metabolismo, che è stato sviluppato come una piattaforma generale per applicazioni biomediche, come viti ossee biodegradabili per la fissazione dell’osso, scaffoidi per l’ingegneria dei tessuti e nanoparticelle per la consegna di farmaci terapeutici a lento rilascio. Ora sono riusciti a realizzare sempre con  il polimero a base di citrato una fibra ottica biodegradabile che può piegarsi ed allungarsi e trasmettere la luce.

Poiché il materiale è non tossico e biodegradabile, la fibra a base di citrato potrebbe essere lasciata all’interno del corpo per lunghi periodi senza la necessità di una seconda operazione per rimuoverla“, ha detto Yang. “Oltre al sensore di rilevamento delle immagini, possiamo aggiungere sostanze chimiche terapeutiche, farmaci o molecole biologiche per il trattamento delle malattie“.

La pubblicazione del lavoro è stata fatta sulla rivista “Biomaterials“.

Leggi abstract dell’articolo:
Flexible biodegradable citrate-based polymeric step-index optical fiber
Dingying Shan, Chenji Zhang, Surge Kalaba, Nikhil Mehta, Jian Yang
Biomaterials, Volume 143, October 2017, Pages 142-148

Fonte: Penn State’s Materials Research Institute

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Colla chirurgica elastica sigilla le ferite in 60 secondi.

Posted by giorgiobertin su ottobre 6, 2017

Un team internazionali di ingegneri biomedici dell’Università di Sydney della Boston’s Northeastern University, del Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering at Harvard University e del Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC) in Boston, hanno sviluppato una colla chirurgica, chiamata MeTro, ad alta elasticità che la rende ideale per sigillare ferite nei tessuti del corpo che si espandono e si allargano continuamente – come i polmoni, i cuori e le arterie.
I risultati sono riportati sulla rivista “Science Translational Medicine“.


Biomedical engineers from the University of Sydney and the United States have collaborated on the development of a potentially life-saving surgical glue, called MeTro.

Il materiale funziona anche su ferite interne che sono spesso in aree difficili da raggiungere e richiedono graffette o suture a causa del fluido corporeo circostante che impedisce l’efficacia di altri sigillanti.

MeTro agisce in soli 60 secondi una volta trattata con luce UV, ha un enzima degradante incorporato che può essere modificato per determinare quanto dura il sigillante – da ore a mesi, per consentire un tempo sufficiente per la guarigione della ferita. La colla viene spruzzata direttamente sulla ferita e attivata con luce.
La bellezza della formulazione MeTro è che, appena entra in contatto con le superfici del tessuto, si solidifica in una fase gelica” – afferma il prof. Nasim Annabi primo autore del lavoro. (video)
Il processo è simile a quello dei sigillanti in silicone utilizzati intorno alle piastrelle bagno e cucina.

Le potenziali applicazioni sono potenti – dal trattamento di gravi ferite interne a siti di emergenza, come ad esempio incidenti stradali e zone di guerra, nonché il miglioramento di interventi chirurgici ospedalieri.

Leggi abstract dell’articolo:
Engineering a highly elastic human protein–based sealant for surgical applications
BY NASIM ANNABI, YI-NAN ZHANG, ALEXANDER ASSMANN, EHSAN SHIRZAEI SANI, GEORGE CHENG, ANTONIO D. LASSALETTA, ANDREA VEGH, BIJAN DEHGHANI, GUILLERMO U. RUIZ-ESPARZA, XICHI WANG, SIDHU GANGADHARAN, ANTHONY S. WEISS, ALI KHADEMHOSSEINI
Science Translational Medicine 04 Oct 2017: Vol. 9, Issue 410, eaai7466 DOI: 10.1126/scitranslmed.aai7466

Fonti ed approfondimenti:
Università di Sydney – Boston’s Northeastern University – Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering at Harvard University

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nobel per la chimica 2017 alla crio-microscopia elettronica.

Posted by giorgiobertin su ottobre 4, 2017

Premiati Jacques Dubochet (svizzero), Joachim Frank (americano) e Richard Henderson (inglese), per il loro contributo allo sviluppo della crio-microscopia elettronica, una tecnica che permette di ricostruire la struttura tridimensionale delle molecole con dettaglio atomico e che negli ultimi anni ha avuto un impatto enorme negli studi di biologia e farmacologia.
Questo metodo ha spostato la biochimica in una nuova era”, spiega la Royal Swedish Academy of Sciences nelle sue motivazioni per l‘assegnazione.

microscopia elettronica

La crio-microscopia elettronica ha permesso di ricostruire con grande dettaglio la struttura di molecole molto complesse: a sinistra, il complesso proteico che regola i ritmi circadiani; al centro, la molecola che regola la percezione della pressione dell’aria e consente il corretto funzionamento dell’udito; a destra, il virus Zika (Credit: Johan Jarnestad/The Royal Swedish Academy of Sciences)

Si tratta di una tecnica di osservazione al microscopio che rende possibile visualizzare le biomolecole, come le proteine, ma anche il DNA o l’RNA, dopo averle “congelate” molto velocemente, con il metodo della vitrificazione. In questo modo si preserva la loro forma naturale ed è possibile osservare nel dettaglio le relazioni spaziali tra le diverse molecole.
Tecniche come questa hanno rivoluzionato la precisione della microscopia elettronica, che da tecnica utilizzata per vedere ammassi confusi è divenuta un modo per osservare la struttura atomica delle molecole.

The Nobel Prize in Chemistry 2017

Popular Information

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

FDA: approvato un duodenoscopio contro le infezioni.

Posted by giorgiobertin su ottobre 2, 2017

La Food and Drug Administration (Fda) ha approvato il primo duodenoscopio con cappuccio monouso all’estremità, un accorgimento che faciliterà la decontaminazione del dispositivo riducendo il rischio di infezioni. Il nuovo strumento, il Pentax ED34i10T, serve a visualizzare le vie biliari e pancreatiche, consentendo anche di raccogliere informazioni su fegato e pancreas.

P_ED34-i10T

Crediamo che il nuovo tappo distale disponibile rappresenti un passo importante verso l’abbassamento del rischio di future infezioni associate a questi dispositivi“, ha dichiarato William Maisel della FDA.

Fda News Release:
FDA clears first duodenoscope with disposable distal cap

Pentax ED34i10T

Comunicazione di sicurezza: ED-3490TK Video Duodenoscopio di Pentax

Posted in Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una app per prevenire il cancro.

Posted by giorgiobertin su settembre 28, 2017

Si chiama “A third less” la nuova app multipiattaforma (Ios, Android, Windows Phone) realizzata dal Consorzio di ricerca Luigi Amaducci, tramite un team coordinato dall’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e composto anche da Università di Padova (Dipartimento di Neuroscienze; Unità operativa di riabilitazione ortopedica), Istituto Oncologico Veneto e azienda Openview, con la sponsorizzazione di Takeda.


A Third Less – La app per la prevenzione oncologica

L’applicazione offre un aiuto nella riduzione del rischio di ammalarsi, fornendo indicazioni sull’alimentazione da seguire, sull’attività fisica da praticare e aiutando a mantenere il peso forma. Ogni utente ha un suo avatar che deve trasformare in un “supereroe” della salute, inserendo nella App informazioni circa i cibi che assume e lo sport che pratica“, ha spiegato Stefania Maggi dell’In-Cnr.
Le scelte nutrizionali possono influenzare la formazione del cancro a diversi livelli, ad esempio interferendo nella proliferazione, differenziazione e morte delle cellule, nell’espressione degli oncogeni e degli oncosoppressori. Anche una regolare attività fisica sembra associata a un ridotto rischio di tumori del colon e della mammella e a una diminuzione del rischio per prostata, polmone e utero“, ha aggiunto Maggi.

All’applicazione sono collegati anche il portale web di approfondimento, nel quale vengono ulteriormente spiegati i consigli pratici.

Portale Web: https://athirdless.com/

Scarica l’applicazione:
per IOS  –  per Android

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità, Tecnologia Web | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

NIH: Disponibile online il più grande set di dati di scansioni del torace.

Posted by giorgiobertin su settembre 27, 2017

L’NIH Clinical Center ha reso disponibile gratuitamente alla comunità scientifica mondiale un set di dati di scansioni è di oltre 30.000 pazienti, tra cui molti con malattia polmonare avanzata. Si tratta di oltre 100.000 immagini di radiografie a raggi X. Con la massima privacy dei pazienti, il set di dati è stato rigorosamente sottoposto a screening per rimuovere tutte le informazioni personali identificabili prima del rilascio.

lung-mass

La lettura e la diagnosi delle immagini radiografiche del torace possono essere relativamente semplici per i radiologi, richiedono una attenta analisi e osservazione, un ragionamento complesso oltre che una conoscenza dei principi anatomici, della fisiologia e della patologia.

L’NIH Clinical Center integrerà mensilmente il database con ulteriori immagini di scansioni complesse come CT e MRI.

Le immagini sono disponibili via Box: https://nihcc.app.box.com/v/ChestXray-NIHCC

ChestX-ray8: Hospital-scale Chest X-ray Database and Benchmarks on Weakly-Supervised Classification and Localization of Common Thorax Diseases.
Wang X, Peng Y, Lu L, Lu Z, Bagheri M, Summers RM
IEEE CVPR 2017,

Fonte: NIH Clinical Center

Posted in Materiali Didattici, News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Protesi articolari al titanio possono provocare danni.

Posted by giorgiobertin su settembre 15, 2017

Un team di ricercatori della Mayo Clinic ha scoperto che le nanoparticelle di titanio (TiO2) che sono presenti negli impianti ossei possono causare danni compromettendo la formazione dell’osso e interferendo con la ricrescita nel sito di riparazione. Questo può portare ad allentamento degli impianti e conseguente dolore.

Il team per la loro ricerca ha raccolto i risultati di studi pubblicati di recente dove sono stati analizzati gli effetti degli impianti a base di titanio sulle cellule ossee e sulle cellule correlate. In particolare si sono concentrati sugli effetti delle nanoparticelle del biossido di titanio utilizzato negli impianti di protesi. Questi effetti all’interno della cellula (intracellulare) e all’esterno delle cellule (extracellulari) sono stati riportati sulla rivista “BioResearch Open Access“.

Alcune delle complicanze comuni associate all’artroplastica totale includono infezioni con problemi legati alle articolazioni, come ad esempio le dislocazioni dell’articolazione, l’usura delle ossa residue, lo scioglimento degli impianti, ecc.

titanium  titanium1

Negli impianti con l’attrito tra le superfici vengono rilasciate delle nanoparticelle metalliche nocive che possono entrare nello spazio comune e nei tessuti circostanti, ciò porta all’allentamento degli impianti. Le nanoparticelle di biossido di titanio (TiO2) provenienti dalle leghe di titanio che vengono utilizzate per realizzare questi impianti, sono dannose per le cellule umane.
E’ stato dimostrato che queste nanoparticelle di TiO2 vengono ricoperte con un biocomplesso di calcio e fosforo ed altri composti come le glicoproteine. Quindi entrano nelle cellule in modo simile a “cavalli di Troia“. Una volta all’interno delle cellule possono provocare danni. Programmano le cellule alla morte in un processo chiamato apoptosi. Ciò impedisce un’ulteriore crescita e riparazione delle aree danneggiate delle ossa.

Scarica e leggi il documento in full text:
Local Cellular Responses to Titanium Dioxide from Orthopedic Implants
Yao Jie J., Lewallen Eric A., Trousdale William H., Xu Wei, Thaler Roman, Salib Christopher G., Reina Nicolas, Abdel Matthew P., Lewallen David G., and van Wijnen Andre J.
BioResearch Open Access. July 2017, 6(1): 94-103. https://doi.org/10.1089/biores.2017.0017

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Creato rilevatore portatile di allergeni alimentari.

Posted by giorgiobertin su settembre 7, 2017

I ricercatori del Massachusetts General Hospital, e della Harvard Medical School, Boston, hanno sviluppato un nuovo sistema portatile di rilevamento degli allergeni – includendo l’analizzatore in un portachiavi – che potrebbe aiutare la maggior parte delle persone con allergie alimentari a gestisce la loro condizione evitando alcuni alimenti specifici, i pesci, le uova o altri prodotti che causano reazione allergica, che può variare da un lieve eruzione cutanea allo ‘shock anafilattico‘ pericoloso per la vita.

iEAT
A portable allergen-detection system with a keychain analyzer could help people with food allergies test their meals.
Credit: The American Chemical Society

I metodi convenzionali per rilevare questi trigger nascosti richiedono apparecchiature di laboratorio ingombranti, sono lenti e non rilevano basse concentrazioni.
Il nuovo dispositivo integrated exogenous antigen testing, o iEAT è costituito da un dispositivo palmare per estrarre allergeni dal cibo, e da un lettore elettronico nel portachiavi per rilevare gli allergeni. La comunicazione dei dati ad uno smartphone avviene in wireless. In meno di 10 minuti, il prototipo potrebbe rilevare cinque allergeni, dal grano, alle arachidi, dalle nocciole, al latte e uova, a livelli inferiori al saggio di laboratorio standard.

Leggi abstract dell’articolo:
Integrated Magneto-Chemical Sensor For On-Site Food Allergen Detection
Hsing-Ying Lin, Chen-Han Huang, Jongmin Park, Divya Pathania, Cesar M. Castro, Alessio Fasano, Ralph Weissleder, Hakho Lee.
ACS Nano, Article ASAP DOI: 10.1021/acsnano.7b04318

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Una penna identifica i tumori in pochi secondi.

Posted by giorgiobertin su settembre 7, 2017

Un team di scienziati e ingegneri dell’Università del Texas di Austin ha inventato un potente strumento che identifica rapidamente e accuratamente il tessuto canceroso durante l’intervento chirurgico, fornendo risultati in circa 10 secondi, più di 150 volte più veloci della tecnologia esistente.
La MasSpec Pen è uno strumento palmare innovativo che fornisce ai chirurghi informazioni diagnostiche precise su quali tessuti tagliare o conservare, aiutando a migliorare il trattamento e ridurre le probabilità di recidiva del cancro.

Riconosce le molecole chiamate metaboliti, prodotte dalle cellule viventi, sia sane che cancerose, e che hanno funzioni molti importanti, come produrre energia e rimuovere le tossine. Ogni forma di tumore produce dei metaboliti particolare, come una sorta di firma molecolare.


The MasSpec Pen Can Detect Cancer By Touch

Dopo aver analizzato i campioni dei tessuti tumorali di 253 pazienti (polmone, ovaie, tiroide e seno), i ricercatori sono riusciti a sviluppare un ‘profilo molecolare‘, arrivando così a identificare i tumori con un’accuratezza del 96%. La penna riesce a estrarre le molecole dal tessuto con pochissima acqua, e le trasferisce attraverso un tubo flessibile allo spettrometro di massa, che calcola la massa delle molecole presenti nel campione. Il risultato compare dopo qualche secondo sullo schermo di un computer, a volte indicando anche il nome del sottotipo di tumore (video)

Leggi abstract dell’articolo:
Non destructive tissue analysis for ex vivo and in vivo cancer diagnosis using a handheld mass spectrometry system.
J. Zhang, J. Rector, J. Q. Lin, J. H. Young, M. Sans, N. Katta, N. Giese, W. Yu, C. Nagi, J. Suliburk, J. Liu, A. Bensussan, R. J. DeHoog, K. Y. Garza, B. Ludolph, A. G. Sorace, A. Syed, A. Zahedivash, T. E. Milner, L. S. Eberlin,
Sci. Transl. Med. 9, eaan3968 (2017).

Fonte:Università del Texas di Austin

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Creato un cuore artificiale morbido.

Posted by giorgiobertin su luglio 14, 2017

I ricercatori svizzeri dell’ETH ( Eidgenössische Technische Hochschule Zürich) hanno sviluppato un cuore di silicio morbido [soft total artificial heart (sTAH)] che assomiglia al cuore umano nell’aspetto e nella funzione.
Il nostro obiettivo è quello di sviluppare un cuore artificiale approssimativamente uguale a quello del paziente e che imita il cuore umano il più vicino possibile nella forma e nella funzione“, afferma il professor Cohrs.

Testing a soft artificial heart

Il cuore artificiale morbido è stato creato dal silicone usando una tecnica di fusione in cera e stampa 3D; Pesa 390 grammi e ha un volume di 679 cm3. “È un monoblocco in silicone con una struttura interna complessa“, spiega Cohrs. “Questo cuore artificiale ha un ventricolo destro e uno sinistro, proprio come un vero cuore umano, anche se non sono separati da un setto ma da una camera aggiuntiva. Questa camera è gonfiata e sgonfiata da aria pressurizzata ed è necessaria per pompare il sangue liquido dalle camere, sostituendo così la contrazione muscolare del cuore umano” (video).

I ricercatori hanno sviluppato un ambiente di test che simula il sistema cardiovascolare umano includendo anche l’uso di un fluido con viscosità comparabile con il sangue umano.

I risultati degli esperimenti sono pubblicati sulla rivista scientifica “Artificial Organs“.

Leggi abstract dell’articolo:
A Soft Total Artificial Heart—First Concept Evaluation on a Hybrid Mock Circulation.
Cohrs, N. H., Petrou, A., Loepfe, M., Yliruka, M., Schumacher, C. M., Kohll, A. X., Starck, C. T., Schmid Daners, M., Meboldt, M., Falk, V. and Stark, W. J.
Artificial Organs First published: 10 July 2017 – doi:10.1111/aor.12956

Fonte: ETH

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità, Video | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nanoparticelle antibiotiche contro i batteri resistenti ai farmaci.

Posted by giorgiobertin su luglio 14, 2017

La resistenza agli antibiotici è un problema crescente, soprattutto tra un tipo di batteri classificati come “Gram-negativi“. Questi batteri hanno due membrane cellulari, rendendo più difficile penetrare e uccidere le cellule.
I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno utilizzato la nanotecnologia per sviluppare trattamenti più mirati per questi batteri resistenti ai farmaci. In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista “Advanced Materials“, riferiscono che un peptide antimicrobico confezionato in una nanoparticola di silicio ha ridotto drasticamente il numero di batteri nei polmoni dei topi infetti da Pseudomonas aeruginosa, una malattia causata dal batterio Gram-negativo che può portare alla polmonite.

adma201701527

Per il peptide antimicrobico, i ricercatori hanno scelto una tossina batterica sintetica chiamata KLAKAK. Hanno attaccato questa tossina ad una varietà di “peptidi di traffico”, che interagiscono con le membrane batteriche. Di 25 peptidi testati, il miglior risultato si è avuto con una combinazione di KLAKAK con un peptide chiamato lactoferrina, che era 30 volte più efficace nell’uccisione di Pseudomonas aeruginosa rispetto ai singoli peptidi. Si sono avuti minimi effetti tossici sulle cellule umane.

Leggi abstrcat dell’articolo:
Porous Silicon Nanoparticle Delivery of Tandem Peptide Anti-Infectives for the Treatment of Pseudomonas aeruginosa Lung Infections
Ester J. Kwon, Matthew Skalak, Alessandro Bertucci, Gary Braun, Francesco Ricci, Erkki Ruoslahti, Michael J. Sailor and Sangeeta N. Bhatia
Advanced Materials online: 12 JUL 2017 | DOI: 10.1002/adma.201701527

Fonte: MIT (Massachusetts Institute of Technology)

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il primo video memorizzato nel DNA.

Posted by giorgiobertin su luglio 13, 2017

E’ stato realizzato il primo video memorizzato nel Dna di batteri viventi: si tratta di una gif animata composta da cinque frame che ritraggono il famoso cavallo al galoppo ripreso alla fine dell’Ottocento dal pioniere della fotografia in movimento, il britannico Eadweard Muybridge.

giphy

Lo strabigliante risultato, pubblicato sulla rivista “Nature“, è stato ottenuto dai biologi dell’Università di Harvard grazie alla tecnica ‘taglia-incolla’ del Dna, la “Crispr”, e dimostra ancora una volta che la molecola della vita ha tutte le carte in regola per diventare una memoria in cui archiviare dati digitali.

CRISPR-Cas: Molecular RecordingIn this video, Wyss Institute and Harvard Medical School researchers George Church and Seth Shipman explain how they engineered a new CRISPR system-based technology that enables the chronological recording of digital information, like that representing still and moving images, in living bacteria. Credit: Wyss Institute at Harvard University

In questo studio dimostriamo che due proteine ​​del sistema CRISPR, Cas1 e Cas2, che abbiamo progettato in uno strumento di registrazione molecolare, insieme a una nuova comprensione dei requisiti di sequenza per dei distanziali ottimali, permette l’acquisizione di ricordi e immagini e il loro deposito nel genoma” – afferma Robert Winthrop Professor of Genetics at Harvard Medical School (video).

Nel lavoro futuro, il team si concentrerà sulla creazione di dispositivi di registrazione molecolare in altri tipi di cellule e sull’ingegneria del sistema per memorizzare le informazioni biologiche.

Leggi abstract dell’articolo:
CRISPR–Cas encoding of a digital movie into the genomes of a population of living bacteria
Seth L. Shipman,Jeff Nivala,Jeffrey D. Macklis & George M. Church
Nature (2017) doi:10.1038/nature23017 Published online 12 July 2017

Lights, camera, CRISPR: Biologists use gene editing to store movies in DNA
Heidi Ledford – 12 July 2017

Fonte: Università di Harvard

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il silicio rivoluziona le interfacce del cervello-computer.

Posted by giorgiobertin su luglio 11, 2017

I ricercatori del Columbia University School of Engineering and Applied Science sfruttando l’ultima elettronica al silicio, hanno inventato un dispositivo di interfaccia cerebrale impiantato che potrebbe trasformare i sistemi artificiali attuali migliorando le funzioni del cervello.

Ad oggi i dispositivi di elettrodi impiantati per stimolare il cervello sono dispositivi estremamente grezzi con degli elettrodi utilizzati per mitigare gli effetti del Parkinson, dell’epilessia e di altre condizioni neurodegenerative. L’invenzione di un dispositivo impiantabile meno invasivo con molti canali che possano interagire con il cervello porterebbe a dei miglioramenti rivoluzionari alle interfacce del cervello-macchina, incluse interfacce dirette alla corteccia uditiva e alla corteccia visiva, espandendo in modo drammatico il modo con cui i sistemi artificiali possono aiutare le funzioni del cervello.

Revolutionizing Brain-Computer Interfaces

Il professore Ken Shepard della Columbia Engineering sta lavorando con il suo team al progetto al progetto DARPA’s Neural Engineering System Design (NESD) con l’obiettivo di realizzare un dispositivo di interfaccia cerebrale impiantabile su scala di un milione di canali per consentire la registrazione e la stimolazione dalla corteccia sensoriale (video).

Progetto: Neural Engineering System Design (NESD)

Fonte: Columbia University School of Engineering and Applied Science

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cartilagine artificiale con proprietà simili alla naturale.

Posted by giorgiobertin su giugno 12, 2017

Gli ingegneri biomedici presso l’Università della California, Davis, hanno creato un tessuto in laboratorio simile alla cartilagine naturale resistete alla trazione. Il tessuto, cresciuto sotto tensione, ma senza un’impalcatura di sostegno, mostra proprietà meccaniche simili e biochimiche alla cartilagine naturale. I risultati sono pubblicati sulla rivista “Nature Materials“.

cartialgine
Lab-grown cartilage grown with tension (top) shows similar mechanical and chemical properties to natural cartilage, which allows our joints to move smoothly. The lower image shows computer modeling of strain distribution across the artificial tissue. (Athanasiou lab, UC Davis)

Il team, guidato dal Professor Kyriacos Athanasiou, Dipartimento di Ingegneria Biomedica, ha cresciuto i condrociti umani in un sistema privo di ponteggio, permettendo alle cellule di auto-assemblarsi e attaccarsi insieme all’interno di un dispositivo appositamente progettato. Una volta che le cellule si sono unite, sono state messe sotto tensione – leggermente allungate – nell’arco di diversi giorni. Il materiale ottenuto è del tutto simile a quello naturale.

Leggi abstract dell’articolo:
Tension stimulation drives tissue formation in scaffold-free systems
Jennifer K. Lee,Le W. Huwe,Nikolaos Paschos,Ashkan Aryaei,Courtney A. Gegg,Jerry C. Hu & Kyriacos A. Athanasiou
Nature Materials (2017) Published online 12 June 2017 doi:10.1038/nmat4917

Fonte: Università della California, Davis,

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un orologio per la diagnosi del Parkinson.

Posted by giorgiobertin su giugno 7, 2017

Un orologio da polso che, in pochi secondi, consenta la diagnosi di Parkinson. Il dispositivo, già brevettato, costerà poche decine di euro ed è stato messo a punto dai ricercatori dell dell’Università Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con i colleghi dell’Università di Oxford.

I risultati relativi all’applicazione dello strumento, altamente innovativo, sono stati  pubblicati sulla rivista “Brain” e presentati al congresso internazionale su Parkinson e disturbi del movimento (abstract n. 748)  in corso a Vancouver dal 4 all’8 giugno.

Parkinson-tremors  parkinson-s-disease

Il dispositivo descritto sulla rivista “Brain” sarà presto a disposizione dei neurologi e degli ambulatori dei medici di famiglia, il test dura appena 10 secondi e permette di rilevare se il paziente è affetto da malattia di Parkinson o se il tremolio delle sue mani è diagnosticabile come tremore essenziale, patologia che al contrario non presenta un’evoluzione progressiva e che richiede un diverso trattamento.

Il ‘segreto‘ dello speciale orologio sta nel particolare algoritmo brevettato dagli scienziati e capace di predire in modo automatico la diagnosi del paziente, partendo dall’analisi del tremore.
Una delle forze del progetto sta nella vastità e varietà del campione analizzato, entrambe possibili grazie al coinvolgimento dei massimi esperti mondiali di tremore, che hanno fornito i dati dei loro pazienti per testare e validare l’algoritmo.

Leggi abstract dell’articolo:
Tremor stability index: a new tool for differential diagnosis in tremor syndromes
Lazzaro di Biase John-Stuart Brittain Syed Ahmar Shah David J. Pedrosa Hayriye Cagnan Alexandre Mathy Chiung Chu Chen Juan Francisco Martín-Rodríguez Pablo Mir Lars Timmerman Petra Schwingenschuh Kailash Bhatia Vincenzo Di Lazzaro Peter Brown
Brain awx104. DOI: https://doi.org/10.1093/brain/awx104

Fonte: Università Campus Bio-Medico di Roma

Meeting: 21st International Congress Abstract Number: 748

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Creato un pacemaker wireless, senza batteria.

Posted by giorgiobertin su giugno 6, 2017

I ricercatori della Rice University e i loro colleghi del Texas Heart Institute (THI) hanno presentato all’IEEE Microwave Symposium Internazionale (IMS) che si tiene a Honolulu dal 04 al 09 giugno, un pacemaker wireless, senza batteria, che può essere impiantato direttamente nel cuore di un paziente.

Pacemaker
The internal components of a battery-free pacemaker introduced this week by Rice University and the Texas Heart Institute. The pacemaker can be inserted into the heart and powered by a battery pack outside the body, eliminating the need for wire leads and surgeries to occasionally replace the battery. Courtesy of Rice Integrated Systems and Circuits

I Pacemaker usano segnali elettrici per mantenere un ritmo costante al cuore, tradizionalmente non vengono impiantati direttamente nel cuore di un paziente. Alcuni dei problemi comuni di questi dispositivi sono le complicazioni connesse ai conduttori (fili), tra cui emorragie e infezioni. Il nuovo prototipo wireless spiega il prof. Babakhani riduce questi rischi eliminando del tutto i cavi.
Il nuovo pacemaker può essere inserito nel cuore ed è alimentato da una batteria fuori del corpo. Viene così eliminata la necessità di cavi di collegamento e la sostituzioni delle batterie.

Il team ha testato con successo il dispositivo in un maiale e ha dimostrato che potrebbe sintonizzare la frequenza cardiaca dell’animale da 100 a 172 battiti al minuto.

Un documento che descrive il dispositivo verrà rilasciato al termine della conferenza.

Fonte ed approfondimenti: Rice University

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

BSG: Guida alla decontaminazione degli endoscopi.

Posted by giorgiobertin su maggio 23, 2017

Sono state pubblicate in aggiornamento a cura del British Society of Gastroenterology le linee guida sulla decontaminazione degli apparecchi per endoscopia gastrointestinale (endoscopi flessibili).
colonscopia

Il documento stabilisce i livelli di decontaminazione e i programmi di decontaminazione. Sottolinea la necessità della formazione del personale sanitario per i processi di decontaminazione e di tenere conto delle competenze adeguate per il loro ruolo. Sancisce la necessità di sistemi di controllo per garantire che i processi di decontaminazione siano adatti allo scopo e soddisfino gli standard richiesti.

Scarica e leggi il documento in full text:
BSG GUIDANCE FOR DECONTAMINATION OF EQUIPMENT FOR GASTROINTESTINAL ENDOSCOPY – update 2017
British Society of Gastroenterology Endoscopy Committee

Fonte: British Society of Gastroenterology

Posted in News dal web, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

CLARITY: Nuova tecnica per rendere trasparenti le ossa.

Posted by giorgiobertin su maggio 4, 2017

I ricercatori del California Institute of Technology hanno messo a punto una nuova tecnica che permette di rendere trasparenti i tessuti molli, in particolare i tessuti ossei. Negli esperimenti di laboratorio è stata evidenziata la proliferazione delle cellule staminali ossee, un processo fondamentale per il rimodellamento delle ossa.

In un osso sano c’è un delicato equilibrio tra l’attività degli osteoblasti, le cellule che costruiscono il tessuto osseo, e gli osteoclasti, che lo distruggono, permettendo un continuo rimodellamento. Questo processo è parzialmente controllato dalle cellule staminali del midollo osseo, chiamate preosteoblasti (od osteoprogenitori), che si sviluppano successivamente in osteoblasti.

La densità di cellule staminali nel tessuto osseo è molto bassa: per questo motivo è assai difficile studiarle in poche sezioni di osso“, ha spiegato Alon Greenbaum, primo autore dell’articolo. “Come se non bastasse, la riduzione dell’osso in sezioni sottili causa un deterioramento della struttura tridimensionale dell’ambiente in cui si sviluppano le staminali: per questo s’impone la necessità di vedere meglio il tessuto intatto“.

Clarity
A mouse tibia that has been rendered transparent with Bone CLARITY. Stem cells appear distributed throughout the bone in red. The ability to see bone stem cell behavior is crucial for testing new osteoporosis treatments.
Credit: Science Translational Medicine, Greenbaum, Chan, et al; Gradinaru laboratory/Caltech

La nuova tecnica consiste nella rimozione dei lipidi dalle cellule e nell’iniezione di idrogel al loro interno per fornire alle cellule
un nuovo supporto strutturale. L’applicazione ai tessuti ossei ha richiesto l’ulteriore rimozione del calcio che contribuisce all’opacità dei tessuti ed è presente nelle ossa in quantità decisamente maggiore che nei tessuti molli (video). La tecnica permetterà di studiare nuove molecole per il trattamento dell’osteoporosi.

La pubblicazione sulla rivista “Science Translational Medicine“.

Leggi abstract dell’articolo:
Bone CLARITY: Clearing, imaging, and computational analysis of osteoprogenitors within intact bone marrow
Alon Greenbaum, Ken Y. Chan, Tatyana Dobreva, David Brown, Deepak H. Balani, Rogely Boyce, Henry M. Kronenber….
SCIENCE TRANSLATIONAL MEDICINE 26 APR 2017, Vol. 9, Issue 387, eaah6518 DOI: 10.1126/scitranslmed.aah6518

Fonte: California Institute of Technology – Le Scienze

Video

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuova piattaforma diagnostica basata su CRISPR.

Posted by giorgiobertin su aprile 14, 2017

Un team di scienziati del Broad Institute of MIT and Harvard, the McGovern Institute for Brain Research at MIT, the Institute for Medical Engineering & Science at MIT, and the Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering at Harvard University ha adattato, attraverso l’utilizzo dell’enzima CRISPR RNA-targeting una piattaforma denominata SHERLOCK (Specific High-sensitivity Enzymatic Reporter unLOCKing) come rivelatore altamente sensibile – in grado di segnalare la presenza di singole molecole di RNA o molecole di DNA (video).

SHERLOCK differisce dal sistema CRISPR-Cas9 in modo fondamentale. Esso utilizza un enzima chiamato Cas13a che taglia il materiale genetico ed ha il vantaggio di innescare il reporter fluorescente. Una volta che Cas13a trova il bersaglio, inizia indiscriminatamente tagliare qualsiasi RNA che incontra. Questi tagli “collaterali” possono costituire la base per la diagnostica di SHERLOCK. “La natura ha un sacco di strumenti molto sorprendenti“, dice Zhang, uno degli autori. “SHERLOCK può rilevare infezioni virali e batteriche, mutazioni tumorali trovate a basse frequenze, e variazioni sottili di sequenza del DNA note come polimorfismi di singoli nucleotidi che sono collegati ad altre malattie“.

Il metodo permette di:
Rilevare la presenza del virus Zika in pazienti – campioni di sangue o di urine entro poche ore;
– Distinguere tra le sequenze genetiche di ceppi africani e americani di virus Zika;
– Discriminare specifici tipi di batteri, come E. coli;
– Rilevare geni di resistenza agli antibiotici;
– Identificare mutazioni cancerose in frammenti di DNA simulati privi di cellule;
– Leggere rapidamente informazioni genetiche umane, come ad esempio il rischio di malattie cardiache, da un campione di saliva.

La sensibilità di rilevamento del nuovo sistema CRISPR-Cas13a specifica per materiale genetico ed è di 1 milione di volte più sensibile rispetto alla tecnica diagnostica più utilizzata, che rileva le proteine nota come ELISA.

SHERLOCK non solo rende più facile trovare le infezioni o mutazioni tumorali che la diagnostica meno sensibile si può perdere“, dice il prof. Collins, “ma il test funziona anche molto rapidamente”.

Prima che la piattaforma di diagnosi sia disponibile sul mercato, deve passare presso le agenzie di regolamentazione, come la Food and Drug Administration. la presentazione è stata fatta sulla rivista “Science“.

Leggi abstract dell’articolo:
Nucleic acid detection with CRISPR-Cas13a/C2c2
JONATHAN S. GOOTENBERG, OMAR O. ABUDAYYEH, JEONG WOOK LEE, ……., JAMES J. COLLINS, FENG ZHANG
Science 13 Apr 2017: eaam9321 DOI: 10.1126/science.aam9321

Fonte: Science News  –  Broad Institute of MIT  –  McGovern Institute for Brain Research at MIT  –  Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering at Harvard University

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Creata sinapsi artificiale che può apprendere.

Posted by giorgiobertin su aprile 9, 2017

I ricercatori del National Center for Scientific Research (Cnrs), Thales, e le Università di Bordeaux, Paris-Sud, e Evry hanno creato un sinapsi artificiale in grado di apprendere autonomamente. Sono riusciti a modellare il dispositivo, che è essenziale per lo sviluppo di circuiti più complessi. La ricerca è stata pubblicata in “Nature Communications“.

biomem_cnrs
Artist’s impression of the electronic synapse: the particles represent electrons circulating through oxide, by analogy with neurotransmitters in biological synapses. The flow of electrons depends on the oxide’s ferroelectric domain structure, which is controlled by electric voltage pulses.
© Sören Boyn/CNRS/Thales physics joint research unit.

Il lavoro del team ha portato alla creazione di una sinapsi artificiale direttamente su un chip in grado di apprendere in maniera autonoma. La base di partenza del progetto è un sottile strato ferroelettrico all’interno di due elettrodi di cui si può regolare la resistenza, tramite degli impulsi di tensione. Insomma, un comportamento simile ai neuroni biologici, che consente di avere una massima connessione nel momento in cui la resistenza è bassa, mentre avverrà esattamente l’opposto quando la resistenza è alta.

Al momento il prototipo, conosciuto anche come memristore, è ancora in fase di testing ma, in un futuro prossimo potrebbere essere implementato per imitare ancora più scrupolosamente i meccanismi che animano la nostra mente.

Leggi il full text dell’articolo:
Learning through ferroelectric domain dynamics in solid-state synapses.
Sören Boyn, Julie Grollier, Gwendal Lecerf, Bin Xu, Nicolas Locatelli, Stéphane Fusil, Stéphanie Girod, Cécile Carrétéro, Karin Garcia, Stéphane Xavier, Jean Tomas, Laurent Bellaiche, Manuel Bibes, Agnès Barthélémy, Sylvain Saïghi, Vincent Garcia.
Nature communications, 3 April 2017. DOI : 10.1038/NCOMMS14736.

Fonte: Unité Mixte de Physique, CNRS, Thales, Univ. Paris Sud, Université Paris-Saclay

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sviluppato software per rilevare il cancro da un campione di sangue.

Posted by giorgiobertin su marzo 24, 2017

I ricercatori dell’University of California a Los Angeles coordinati dal prof. Jasmine Zhou, hanno sviluppato un programma per computer in grado di rilevare simultaneamente il cancro ed individuare in quale parte del corpo si trova il tumore, attraverso l’analisi di un campione di sangue del paziente. Il programma è descritto sulla rivista open access “Genome Biology“.

Cancerlocator Flowchart of CancerLocator. Credit image Genome Biology BiomedCentral

La tecnologia è nella sua prima fase e richiede ulteriore convalida, ma i benefici potenziali per i pazienti sono enormi.” afferma il prof. Zhou. “Abbiamo costruito un database di marcatori epigenetici, in particolare modelli di metilazione, che sono comuni in molti tipi di cancro e anche specifici per tumori provenienti da tessuti specifici, come il polmone o fegato. Abbiamo anche compilato l’impronta molecolare per i campioni non cancerosi e quindi abbiamo le basi per confrontare i campioni di cancro. Questi marcatori possono essere utilizzati per rilevare il DNA trovato liberamente nel sangue distinguendo quello tumorale da quello non-tumorale”.

Il nuovo software è stato testato su campioni di sangue di 29 pazienti affetti da cancro al fegato, 12 pazienti affetti da cancro del polmone e 5 pazienti con cancro mammario. I test sono stati eseguiti 10 volte su ogni campione per convalidare i risultati. Anche se il livello di DNA tumorale presente nel sangue è molto più basso durante le prime fasi di questi tumori, il programma è stato in grado di diagnosticarlo, il che dimostra le potenzialità di questo metodo per la diagnosi precoce del cancro.

Scarica e leggi il documento in full text:
CancerLocator: non-invasive cancer diagnosis and tissue-of-origin prediction using methylation profiles of cell-free DNA
Shuli Kang, Qingjiao Li, Quan Chen, Yonggang Zhou, Stacy Park, Gina Lee, Brandon Grimes, Kostyantyn Krysan, Min Yu, Wei Wang, Frank Alber, Fengzhu Sun, Steven M. Dubinett, Wenyuan Li and Xianghong Jasmine Zhou
Genome Biology 2017 18:53, Published: 24 March 2017 DOI: 10.1186/s13059-017-1191-5

Fonte: Telegraph.co.uk

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Archiviati con successo i file del PC sul DNA.

Posted by giorgiobertin su marzo 9, 2017

Il DNA è un disco rigido creato dalla natura in grado di memorizzare, replicare e trasmettere grandi quantità di informazioni. Gli scienziati della Columbia University e del New York Genome Center hanno trovato un modo per utilizzare il DNA come un disco rigido del computer vero e proprio, la memorizzazione, replicazione e il recupero di diversi file digitali è avvenuta con successo. Nell’articolo pubblicato sulla rivista “Science“, sono riusciti a memorizzare sul dna diversi informazioni, tra cui un cortometraggio e un sistema operativo.

All of Your Data in a Drop of DNA

Il dna non si degrada nel tempo come le videocassette o i cd, e non diventerà obsoleto“, spiega il coautore dello studio Yaniv Erlich. Servendosi di un algoritmo, delle quattro basi nucleotidiche del dna (A, G, C e T) e di un codice a barre per il riassemblaggio dei file, i ricercatori con l’aiuto di una società la Twist Bioscience, specializzata nel trasformare i dati digitali in dati biologici, sono riusciti ad archiviare i dati in delle goccioline. Successivamente con una moderna tecnica di sequenziamento hanno letto i filamenti del dna e tradotto il codice genetico di nuovo in codice binario, recuperando così i file senza alcun errore ( short demo, – Capacity-approaching DNA storage).

I ricercatori sono stati in grado di memorizzare e salvare, senza alcun errore, 215 petabyte di dati su un singolo grammo di dna.”Crediamo che questo sia il dispositivo di archiviazione dati a più alta densità mai creato,” ha detto lo scienziato del computer Yaniv Erlich.

Leggi abstract dell’articolo:
DNA Fountain enables a robust and efficient storage architecture
Yaniv Erlich, Dina Zielinski, et al.
Science 03 Mar 2017: Vol. 355, Issue 6328, pp. 950-954 DOI: 10.1126/science.aaj2038

DNA Fountain enables a robust and efficient storage architecture – bioRxiv preprint first posted online Dec. 4, 2016 (full text pdf)

Fonti ed approfondimenti:
Columbia University
New York Genome Center
A Thumb Drive Made of Genes, Science Friday, Mar. 3, 2017
DNA could store all of the world’s data in one room, Science Magazine, Mar. 2, 2017
This Speck of DNA Contains a Movie, a Computer Virus, and an Amazon Gift Card, The Atlantic, Mar. 2, 2017
What’s Stored in DNA? An Old French Movie and a $50 Gift Card, Wall Street Journal, Mar. 2, 2017

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità, Tecnologia Web | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Eversense: Sensore impiantabile per misurare la glicemia.

Posted by giorgiobertin su marzo 9, 2017

Si chiama Eversense, il sensore impiantabile sotto la cute per il monitoraggio continuo della glicemia (Cgm) prodotto da Roche Diabetes Care che promette di semplificare e rendere più sicura la gestione del diabete.
Il dispositivo, ora disponibile anche in Italia, misura i livelli di glucosio 24 ore al giorno, funziona ininterrottamente per 90 giorni, comunica i dati alla app del dispositivo mobile. Gli algoritmi predittivi avvertono il paziente di probabili episodi di ipo o iperglicemia in tempo utile per rimediare. I dati possono venire condivisi con il proprio diabetologo attraverso il portale dedicato.

Eversense     Senseonics
Eversense-System (PRNewsFoto/Roche Diabetes Care)

I pazienti impiantati con Eversense nella prima settimana di marzo sono in tutto 5. Tre sono stati impiantati a Padova dal team della dottoressa Bruttomesso dell’Unita’ Operativa Complessa di Malattie del Metabolismo diretta dal professor Avogaro e due sono stati impiantati a Olbia presso il centro di Diabetologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Olbia diretto dal dottor Giancarlo Tonolo.

“L’impianto di per sé è molto semplice fatto in anestesia locale con un taglio microscopico, la procedura occupa solo qualche minuto” – ha affermato il Dr. Giancarlo Tonolo.

Una rivoluzione nel monitoraggio della glicemia.

Accedi al sito web: Eversense

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuova classe di prodotti potrebbe rivoluzionare il settore biomedicale.

Posted by giorgiobertin su gennaio 26, 2017

I borani poliedrici, o gruppi di atomi di boro legati ad atomi di idrogeno, stanno trasformando il settore biomedicale. Questi materiali artificiali sono diventati la base per la creazione di terapie contro il cancro, per la somministrazione avanzata di farmaci e nuovi mezzi di contrasto necessari per la diagnosi e il radioimaging.
Ora ricercatori dell’University of Missouri hanno scoperto una nuova classe di materiali a base di borani che potrebbero avere potenziali applicazioni diffuse, tra cui migliori strumenti diagnostici per il cancro e altre malattie, nonché celle solari a basso costo.

Poliarylborani
Polyarylboranes are a new class of materials that could be used in biomedical, personal computer and alternative energy applications. Credit: Mark Lee

Il professore di chimica Mark Lee Jr. e il suo team, hanno scoperto la nuova classe di nanomolecole ibride combinando borani con carbonio e idrogeno. “Questi nuovi materiali, chiamati ‘polyarylborani, possono avere un’utilizzo più ampio di quanto avessimo immaginato, ed ora stiamo esplorando sistematicamente l’uso di questi nuovi cluster.”

Leggi abstract dell’articolo:
Catalyst-Free Polyhydroboration of Dodecaborate Yields Highly Photoluminescent Ionic Polyarylated Clusters
Prof. Mark W. Lee Jr.
Angewandte Chemie, 2017; 129 (1): 144 DOI: 10.1002/ange.201608249

Fonte: University of Missouri

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »