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Posts Tagged ‘sanità pubblica’

Scoperte varianti genetiche associate alla longevità.

Posted by giorgiobertin su aprile 24, 2017

I ricercatori della Boston University School of Public Health (BUSPH) and School of Medicine hanno individuato nuove varianti rare nei cromosomi 4 e 7 associate alla longevità e con rischi ridotti per cardiovascolare e morbo di Alzheimer.

senior women

Il gruppo di ricerca coordinato da Paola Sebastiani, professore di Biostatistics alla BU School of Public Health (BUSPH), ha creato un consorzio di quattro studies — the New England Centenarian Study, the Long Life Family Study, the Southern Italian Centenarian Study, and the Longevity Gene Projec. Sono stati analizzati i profili genetici di 2070 persone ultracentenarie. Le nuove varianti sono state individuate sui cromosomi 4 e 7.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Journals of Gerontology: Biological Sciences“.

Leggi abstract dell’articolo:
Four Genome-Wide Association Studies Identify New Extreme Longevity Variants
Paola Sebastiani Anastasia Gurinovich Harold Bae Stacy Andersen Alberto Malovini Gil Atzmon Francesco Villa Aldi T. Kraja Danny Ben-Avraham Nir Barzila… et al
J Gerontol A Biol Sci Med Sci glx027. DOI: https://doi.org/10.1093/gerona/glx027

Fonte: Boston University School of Public Health (BUSPH) and School of Medicine

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L’attività fisica può scongiurare danni cardiaci.

Posted by giorgiobertin su aprile 22, 2017

In uno studio condotto su 9.427 pazienti di età compresa tra 45-64 anni senza malattie cardiovascolari e un indice di massa corporea superiore a 18,5 kg / m2, i ricercatori del Johns Hopkins Hospital hanno dimostrato che l’attività fisica può ridurre il rischio di danno cardiaco negli adulti di mezza età e anziani e ridurre i livelli di danno cardiaco in persone obese.

JACC-HF

I ricercatori hanno esaminato le associazioni combinate di attività fisica e obesità con il marker nel sangue di danno cardiaco: la troponina. la pubblicazione dei risultati sulla rivista “JACC: Heart Failure” .

Gli individui con bassi livelli di attività fisica avevano significativamente più probabilità di avere livelli elevati di troponina,  che comporta un più alto rischio di danni al cuore.

Leggi abstract dell’articolo:
Physical Activity, Obesity, and Subclinical Myocardial Damage
Roberta Florido, Chiadi E. Ndumele, Lucia Kwak, Yuanjie Pang, Kunihiro Matsushita, Jennifer A. Schrack, Mariana Lazo, Vijay Nambi, Roger S. Blumenthal, Aaron R. Folsom, Josef Coresh, Christie M. Ballantyne, Elizabeth Selvin
JACC: Heart Failure Volume 5, Issue 5, May 2017 DOI: 10.1016/j.jchf.2017.02.002

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B u o n a P A S Q U A 2017.

Posted by giorgiobertin su aprile 16, 2017

buona-pasqua

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Il magnesio potrebbe prevenire le fratture negli anziani.

Posted by giorgiobertin su aprile 13, 2017

I ricercatori delle Università di Bristol e Finlandia orientale hanno seguito 2.245 uomini di mezza età nel corso di un periodo di 20 anni. Essi hanno scoperto che gli uomini con più bassi livelli ematici di magnesio avevano un aumento del rischio di fratture, in particolare le fratture dell’anca. Il rischio di avere una frattura è stata ridotta del 44 percento negli uomini con elevati livelli ematici di magnesio.
Nessuno dei 22 uomini che avevano livelli molto elevati di magnesio (> 2,3 mg / dl) nella popolazione dello studio ha avuto fratture durante il periodo di follow-up.

xrayhipfracture
X-ray of a hip fracture

Questi nuovi risultati possono avere implicazioni per la salute pubblica; bassi livelli ematici di magnesio sono molto comuni nella popolazione, soprattutto tra le persone anziane che sono soggette a fratture. Questi risultati potrebbero aiutare ad avviare iniziative per includere lo screening del magnesio nel sangue come esame di routine, soprattutto negli anziani.

Leggi il full text dell’articolo:
Low serum magnesium levels are associated with increased risk of fractures: a long-term prospective cohort study
Setor K. Kunutsor, Michael R. Whitehouse, Ashley W. Blom and Jari A. Laukkanen
European Journal of Epidemiology First Online: 12 April 2017 doi:10.1007/s10654-017-0242-2

Fonte: Università di Bristol

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UE: Guide sulla gestione del sangue del paziente.

Posted by giorgiobertin su aprile 7, 2017

La Commissione Europea ha pubblicato due guide sull’attuazione della gestione del sangue del paziente (PBM); una indirizzata alle autorità nazionali e l’altra agli ospedali.

2017_eupbm

Le guide sulla gestione del sangue del paziente contribuiranno notevolmente a migliorare lo standard di cura mirata del paziente in tutta l’Europa.

Scarica e leggi documenti in full text:

Building national programmes of Patient Blood Management (PBM) in the EU – A guide for health authorities. – 04 April 2017

Supporting Patient Blood Management (PBM) in the EU – A practical implementation guide for hospitals – 04 April 2017

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Iss: Notiziario febbraio 2017.

Posted by giorgiobertin su marzo 25, 2017

Dall’Iss segnaliamo il Notiziario Vol. 30, n. 2 Febbraio 2017. I contenuti:
– Linea guida ISS-SNLG. Emorragia post partum: come prevenirla, come curarla.
– Salute mentale a scuola: un Progetto europeo per promuovere il benessere psicologico degli studenti.
– Convegno. La ricerca su materiali biologici di origine umana. Giuristi e scienziati a confronto.
– Convegno. Meeting annuale Progetto “Rete del Lazio per la Medicina Traslazionale e sviluppo delle bioterapie dei tumori“.
– BEN (Bollettino Epidemiologico Nazionale).

notiziario

Scarica e leggi il documento in full text:
Notiziario n. 2 Febbraio 2017.

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ASCO: Stato di cura del cancro in America: 2017.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2017

E’ stato pubblicato a cura dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), il rapporto sullo Stato di cura del cancro in America: 2017. Il documento a periodicità annuale, analizza le tendenze demografiche, economiche, e pratiche dell’oncologia che interessano la cura del cancro negli Stati Uniti e descrive il sistema di erogazione delle cura del cancro che è in rapida trasformazione.

2017-report-ASCO

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Journal of Oncology Practice“.

Scarica e leggi il Report in full text:
State of Cancer Care in America: 2017
A Report by the American Society of Clinical Oncology
Journal of Oncology Practice – published online before print March 22, 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1200/JOP.2016.020743

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Open data: Catalogo Dati Italiano ed Europeo.

Posted by giorgiobertin su marzo 15, 2017

Il Portale dati.gov.it è il catalogo nazionale dei metadati relativi ai dati rilasciati in formato aperto dalle pubbliche amministrazioni italiane. Il Portale è promosso dal Governo Italiano e gestito dall’Agenzia per l’Italia digitale con il supporto di FormezPA.
Il catalogo dati aperti espone, al momento, circa 18.000 dataset in formato aperto, così come pubblicati e aggiornati dalle rispettive amministrazioni. Nella home page è presente la finestra di ricerca dei dati e le aree (o categorie) tematiche in cui sono raggruppati i dataset del catalogo.
Es. Sanità:
– Elenco delle Aziende Ospedaliere e delle Aziende Ospedaliere Universitarie;
– Previdenza e assistenza;
– Dati e indicatori riguardanti il tema della sanità nelle regioni;
– Dati con cadenza semestrale malattie professionali per data;
– Dataset ministeriale contiene l’elenco completo delle farmacie aperte al pubblico;
– Parafarmacie;
……

European Data Portal         Dati Aperti Pubblica Amministrazione

Segnaliamo anche il portale Open Data dell’Ue (https://www.europeandataportal.eu/)che offre, attraverso un catalogo di metadati, un punto di accesso ai dati prodotti dalle istituzioni, dalle agenzie e dagli organismi europei. La qualità dei metadati viene verificata su base settimanale.
Es. Health

Accedi al portale nazionale Open Data italiano: dati.gov.it.

Accedi al portale europeo Open Data: Open Data Ue

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NICE: Linee guida sulle cure di ‘fine vita’.

Posted by giorgiobertin su marzo 13, 2017

Sono state pubblicate a cura di NICE ( National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulle cure di fine vita negli adulti. Si tratta di un aggiornamento del documento pubblicato nel 2011.

end of life care

Lo standard di qualità copre l’assistenza per gli adulti (di età dai 18 anni in su) che si avvicinano alla fine della loro vita. Questo include persone che rischiano di morire entro 12 mesi, persone con condizioni incurabili e persone con condizioni acute di pericolo di vita. Il documento include anche il supporto per le loro famiglie e badanti.

Scarica e leggi il documento in full text:
End of life care for adults
Quality standard [QS13] Published date: November 2011 Last updated: March 2017

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Il mirtillo migliora le funzioni cerebrali nelle persone anziane.

Posted by giorgiobertin su marzo 6, 2017

Bere succo di mirtillo concentrato migliora le funzioni cerebrali nelle persone anziane, secondo una ricerca condotta presso l’Università di Exeter.

blueberries
The study gave people a daily drink of blueberry concentrate, providing the equivalent of 230g of blueberries.

Lo studio ha coinvolto persone sane di età compresa tra 65-77 che hanno bevuto succo di mirtillo concentrato ogni giorno. Si sono notati miglioramenti nella funzione cognitiva, nel flusso di sangue al cervello e nell’attivazione del cervello. Attraverso l’esecuzione di test cognitivi ci sono anche prove che suggeriscono un miglioramento nella memoria di lavoro. Rispetto al gruppo placebo, quelli che hanno preso il supplemento di mirtillo hanno mostrato un significativo aumento di attività cerebrale nelle aree del cervello legate alle prove.

I mirtilli sono ricchi di flavonoidi, che possiedono proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie. La ricerca è stat pubblicata sulla rivista “Applied Physiology, Nutrition, and Metabolism“.

Leggi abstract dell’articolo:
Enhanced task related brain activation and resting perfusion in healthy older adults after chronic blueberry supplementation
Joanna L. Bowtell, Zainie Aboo-Bakkar, Myra Conway, Anna-Lynne R. Adlam, Jonathan Fulford
Applied Physiology, Nutrition, and Metabolism, Published on the web 1 March 2017, 10.1139/apnm-2016-0550

Fonte: University of the West of England

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CMAJ: Linee guida per la prevenzione e il trattamento del fumo nei giovanissimi.

Posted by giorgiobertin su marzo 5, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “Canadian Medical Association Journal” le linee guida sulla prevenzione e trattamento del tabagismo nei giovanissimi.

fumo-ragazzi

I ragazzi che vogliono abbandonare le sigarette ci provano in maniera poco strutturata, senza sapere come fare o a chi rivolgersi, per questo le linee guida canadesi sottolineano la necessità di un sforzo da parte dei medici di base, dei pediatri e dei familiari.

Leggi il full text dell’articolo:
Recommendations on behavioural interventions for the prevention and treatment of cigarette smoking among school-aged children and youth
Canadian Task Force on Preventive Health Care
CMAJ February 27, 2017 189:E310-E316; doi:10.1503/cmaj.161242

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Un cerotto «wireless» per combattere l’emicrania.

Posted by giorgiobertin su marzo 2, 2017

I ricercatori del Rambam Healthcare Campus and Technion Faculty of Medicine di Haifa hanno realizzato un cerotto ingegnerizzato con un chip autoalimentato da una microbatteria, attivabile con un’app via wireless da smartphone o tablet per effettuare una neurostimolazione delle terminazioni nervose sottocute e alleviare il dolore.

theranica theranicaiconstech

Lo studio è stato realizzato in 71 pazienti che avevano da 2 a 8 attacchi di emicrania al mese, il trattamento ha riportato un dimezzamento del dolore nel 64% dei casi a due ore dall’attivazione del dispositivo, soprattutto se l’accensione era fatta alle prime avvisaglie dell’attacco, cioè 20 minuti prima dell’arrivo del dolore. Il confronto è stato fatto con il gruppo di controllo che aveva ricevuto solo una falsa stimolazione.

I risultati del trial clinico non sono sufficienti ad affermare che questo device, prodotto dall’azienda israeliana Theranica Bio-Electronics, sia davvero la soluzione finale per l’emicrania anche perchè non è chiaro il meccanismo d’azione. I risultati preliminari sono promettenti, ma la dimensione del campione è relativamente piccola. I risultati dovranno essere confermati con uno studio multicentrico più grande.

Quello effettuato da Theranica e dai ricercatori israeliani per il device Nerivio Migra è  comunque il primo studio pubblicato che ottiene risultati simili a quelli dei famosi triptani, da vent’anni i farmaci di riferimento per questa malattia. I triptani ricordiamo includono una serie di effetti collaterali, e le persone con disturbi cardiaci non possono prenderli. Così una alternativa per il sollievo dal dolore sarebbe accolta da molte persone che soffrono di emicrania.

La fase successiva prevede studi presso tre centri di mal di testa degli Stati Uniti per raccogliere dati che permetteranno all’azienda di presentare la documentazione per l’approvazione da parte dell’FDA.

Leggi abstract dell’articolo:
Nonpainful remote electrical stimulation alleviates episodic migraine pain
David Yarnitsky, Lana Volokh, Alon Ironi, Boaz Weller, Merav Shor, Alla Shifrin, and Yelena Granovsky
Neurology; published ahead of print March 1, 2017, doi:10.1212/WNL.0000000000003760: 1526-632X

ClinicalTrials.gov identifier: NCT02453399.

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WHO: Lista dei batteri antibiotico-resistenti.

Posted by giorgiobertin su febbraio 28, 2017

E’ stata pubblicata a cura del WHO (World Health Organization) una lista degli agenti patogeni antibiotico-resistenti, batteri che rappresentano la più grande minaccia per la salute umana. La lista ha lo scopo di guidare e promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici, nel tentativo di soddisfare la crescente resistenza globale ai farmaci antimicrobici.

logo-who

La lista evidenzia in particolare la minaccia di batteri gram-negativi che sono resistenti a più antibiotici. Questi batteri sono dotati di capacità di trovare nuovi modi per resistere al trattamento e possono passare attraverso il materiale genetico che consente ad altri batteri di diventare resistente ai farmaci.
La lista del WHO è suddivisa in tre categorie in funzione dell’urgenza della necessità di nuovi antibiotici: critica, alta e media priorità. Il gruppo più critico di tutto comprende batteri multiresistenti che rappresentano una minaccia particolare negli ospedali, case di cura, e tra i pazienti la cui cura richiede dispositivi quali ventilatori e cateteri del sangue. Essi comprendono Acinetobacter, Pseudomonas e vari Enterobacteriaceae (compresi Klebsiella, E. coli, Serratia, e Proteus). Possono causare infezioni gravi e spesso mortali, quali infezioni del flusso sanguigno e polmonite.

Scarica e leggi il documento in full text:
Global priority list of antibiotic-resistant bacteria to guide research, discovery, and development of new antibiotics
Who Number of pages: 7 – Publication date: 27 February 2017 – Languages: English

Comunicato stampa WHO

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L’andamento della mortalità per tumori in Europa nel 2017.

Posted by giorgiobertin su febbraio 24, 2017

Sulla rivista “Annals of Oncology” è stato pubblicato uno studio epidemiologico internazionale, coordinato dall’Università Statale di Milano, che stima – per il 2017 – un generale miglioramento nei tassi di mortalità per tumore nell’Unione Europea, con una diminuzione della mortalità più veloce negli uomini rispetto alle donne.

Lo studio ha esaminato i tassi di mortalità di 28 stati membri dell’UE in totale e nei suoi sei maggiori paesi – Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito – sia per tutti i tumori, sia singolarmente per stomaco, intestino, pancreas, polmone, prostata, mammella, utero (compresa cervice) e leucemie, per uomini e donne.

images-cancer Unimi logo

Il fatto che le diminuzioni dei tassi di mortalità siano minori nelle donne rispetto agli uomini essenzialmente riflette i diversi andamenti di mortalità del tumore del polmone e dei tumori correlati al fumo fra i due sessi” afferma il professor La Vecchia. “Infatti i tassi di mortalità per cancro al polmone nelle donne sono in continuo aumento rispetto al 2012; abbiamo predetto un aumento di circa il 5% per quest’anno e un tasso di 14,5 per 100.000 donne; al contrario, negli uomini il tasso di mortalità per il tumore del polmone diminuirà dell’11%, raggiungendo un valore di 33 per 100.000.”

Leggi abstract dell’articolo:
European cancer mortality predictions for the year 2017: with focus on lung cancer
M. Malvezzi, G. Carioli, P. Bertuccio, P. Boffetta, F. Levi, C. La Vecchia and E. Negri
Annals of Oncology. doi:10.1093/annonc/mdx033

Fonti: Università di Milano Comunicato stampa – LeScienze

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Mangiare frutta e verdura riduce il rischio di malattie polmonari.

Posted by giorgiobertin su febbraio 23, 2017

Una ricerca, pubblicata sulla rivista “Thorax“, ha trovato un collegamento tra mangiare grosse quantità di frutta e verdura e la salute dei polmoni.
Alcuni studi precedenti avevano scoperto che i fattori dietetici possano giocare un ruolo nella BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). Per approfondire questo argomento in modo più dettagliato, un gruppo di ricercatori della Karolinska Institutet, Stockholm, Svezia ha monitorato la salute respiratoria di oltre 44.000 uomini svedesi. Di età compresa tra 45-79 all’inizio del processo, i partecipanti sono stati seguiti per una media di 13,2 anni, fino alla fine del 2012.

Dai risultati è emerso che ogni porzione in più di frutta e verdura è stata associata ad un rischio 4 per cento più basso di BPCO in ex fumatori e di un 8 per cento più basso nei fumatori correnti. I ricercatori concludono che: “I risultati ottenuti confermano il forte impatto del fumo di sigaretta sullo sviluppo della BPCO e anche indicano che la dieta ricca di frutta e verdura può avere un ruolo importante nella prevenzione della BPCO“.

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Determinati prodotti alimentari sono stati più efficaci nel ridurre il rischio di BPCO. E’ stato trovato che le verdure a foglia verde, peperoni, mele, pere hanno avuto la più forte influenza sulla riduzione del rischio. Altri come frutti di bosco, agrumi, banane , radici e verdure crocifere, pomodori, aglio, cipolle , piselli non hanno esercitato un effetto significativo.
Poichè il fumo aumenta lo stess ossidativo e l’infiammazione, entrambi sono potenzialmente coinvolti nella BPCO, gli antiossidanti presenti in frutta e verdura possono aiutare a ridurre il loro impatto negativo.

Ricordiamo che fumare e smettere di fumare rimane il principale messaggio di salute pubblica per prevenire lo sviluppo della BPCO.

Scarica e leggi il documento in full text:
Fruit and vegetable consumption and risk of COPD: a prospective cohort study of men
Kaluza J, Larsson SC, Orsini N, et al.
Thorax Published Online First: 22 February 2017. doi: 10.1136/thoraxjnl-2015-207851

Editorial:
Could a healthy diet attenuate COPD risk in smokers?
Raphaëlle Varraso, Seif O Shaheen

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ECDC: Rapporto sull’uso degli antimicrobici.

Posted by giorgiobertin su febbraio 23, 2017

ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) e l’EFSA hanno pubblicato un rapporto sulla resistenza agli antimicrobici, sottolineando la grave minaccia che questo problema rappresenta per la salute pubblica delle persone e degli animali. Le infezioni causate da batteri resistenti agli antimicrobici causano circa 25 000 decessi nell’Unione europea ogni anno.

Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “La resistenza antimicrobica è una minaccia allarmante e mette la salute umana e animale in pericolo. Abbiamo fatto notevoli sforzi per fermare la sua ascesa, ma questo non è sufficiente. Dobbiamo essere più veloci, più forti ed agire su diversi fronti. Questo è il motivo per cui la Commissione lancerà un nuovo piano d’azione questa estate che darà un nuovo quadro per le future azioni coordinate per ridurre la diffusione della resistenza antimicrobica.

ecdc-report

Il rapporto mostra che, in generale, la resistenza ai farmaci nei batteri di Salmonella è alta in tutta l’UE. Una particolare preoccupazione viene rivolta ai comuni tipi di Salmonella negli esseri umani, come la Salmonella Typhimurium monofasica, che presentano un’elevatissima resistenza multi-farmaco. Un uso prudente degli antibiotici in medicina umana e veterinaria è estremamente importante per affrontare la sfida della resistenza antimicrobica.

Scarica e leggi i documenti in full text:
The European Union summary report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2015
Data visualisation tool
Food and Waterborne diseases and zoonoses programme page
Press release

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Mercurio nel pesce, collegato ad alto rischio di SLA.

Posted by giorgiobertin su febbraio 21, 2017

Uno studio condotto dai ricercatori del Dartmouth College di Hanover, guidati dal prof. Elia Stommel ha valutato il rapporto tra SLA e il mercurio nella dieta. Il team di ricerca ha scoperto che il consumo di alti livelli di mercurio attraverso pesce e frutti di mare può essere un fattore di rischio per la malattia di Lou Gehrig – SLA.

mercury-fish

In totale sono stati presi in considerazione 518 partecipanti, 294 con SLA e 224 senza. Il team ha raccolto informazioni dietetiche con un focus particolare sui frutti di mare e i tipi di pesce che i partecipanti hanno mangiato. Il team ha scoperto che coloro che hanno mangiato pesce e frutti di mare contenenti alti valori di mercurio con regolarità, avevavo il 25 per cento in più di mercurio accumulato rispetto al normale ed hanno avuto il doppio del rischio di SLA rispetto a coloro che avevano livelli più bassi.

Gli autori ricordano che mangiare pesce e frutti di mare comporta numerosi benefici per la salute; tuttavia, suggeriscono che le persone prima di fare le scelte di quali pesci consumare devono essere informate sui possibili rischi. I pesce con bassi livelli di mercurio, tra cui salmone e sardine, potrebbero essere le scelte migliori rispetto a squalo o pesce spada.

Il mercurio è una neurotossina conosciuta, se il legame SLA e mercurio viene confermato su studi più ampi, la riduzione nell’assunzione di questo metallo pesante rimane una scelta sensata.
La presentazione dei risultati dello studio sarà fatta durante il 69th ANNUAL MEETING dell’American Academy of Neurology che si svolgerà dal 22 al 28 aprile 2017 a Boston.

Abstract Title: Fish Consumption, Mercury Levels, and Amyotrophic Lateral Sclerosis (ALS)
Elijah Stommel, Celia Chen, Tracie Caller, Patricia Henegan, Brian Jackson, Brenda Hall, Rup Tandan, Walter Bradley, Angeline Andrew
FEBRUARY 20, 2017

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Iss: Notiziario gennaio 2017.

Posted by giorgiobertin su febbraio 19, 2017

Dall’Iss segnaliamo il Notiziario Vol. 30, n. 1 Gennaio 2017. I contenuti:
– Persone che vivono con l’HIV in Italia: dati del secondo censimento.
– I segni della salute: l’ISS al Festival della Scienza 2016 di Genova.
– Convegno. Il Progetto sui lungo-sopravviventi con linfoma per sperimentare un modello di interazione ospedale-territorio.
– BEN (Bollettino Epidemiologico Nazionale).
notiziario

Scarica e leggi il Notiziario in full text:
Notiziario – volume 30, n. 1 gennaio 2017
Bollettino Epidemiologico Nazionale. Versione estesa [PDF – 146.74 kbytes]

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Linee guida sulla diagnosi di Fibrosi Cistica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 18, 2017

Sono state pubblicate da un gruppo di esperti internazionali guidati da Philip Farrell, della University of Wisconsin School of Medicine and Public Health, Madison, per la Cystic Fibrosis Foundation le linee guida per la diagnosi di fibrosi cistica.

cff

I criteri di diagnosi si basano sull’interpretazione della mutazione del Cftr (conduttanza transmembrana della fibrosi cistica) ottenuti attraverso il progetto Clinical and Functional Translation of Cftr (Cftr2 – (http://www.cftr2.org/index.php)). Lo screening neonatale e la comprensione della genetica CF hanno spinto ad una riconsiderazione dei criteri di diagnosi.
La linea guida comprende 27 dichiarazioni di consenso che si applicano a varie popolazioni di pazienti di ogni età.

Scarica e leggi il documento in full text:
Diagnosis of Cystic Fibrosis: Consensus Guidelines from the Cystic Fibrosis Foundation
Farrell, Philip M. et al.
The Journal of Pediatrics , Volume 181 , S4 – S15.e1 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.jpeds.2016.09.064

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Troppo zucchero danneggia il fegato dei bambini.

Posted by giorgiobertin su febbraio 15, 2017

Uno studio dei ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per la prima volta dimostra la correlazione tra consumo di alte quantità di fruttosio e sviluppo di malattie epatiche gravi. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati sul “Journal of Hepatology“.

infografica-merendine-fruttosio

Lo studio è stato condotto tra il 2012 e il 2016 su 271 bambini e ragazzi affetti da fegato grasso. In 1 bambino su 2 gli esami effettuati hanno rilevato livelli eccessivi di acido urico in circolo. L’acido urico è uno dei prodotti finali della sintesi del fruttosio nel fegato. I ricercatori hanno dimostrato l’associazione tra gli alti livelli di acido urico e l’aggravarsi del danno al fegato, soprattutto tra i grandi consumatori di fruttosio: quanto più zucchero ingerivano con la dieta abituale, tanto maggiore era il danno riportato dalle loro cellule epatiche.

Leggi abstract dell’articolo:
Serum uric acid concentrations and fructose consumption are independently associated with NASH in children and adolescents
Antonella Mosca, Valerio Nobili, Rita De Vito, Annalisa Crudele, Eleonora Scorletti, Alberto Villani, Anna Alisi, Christopher D. Byrne
Journal of Hepatology Articles in press DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.jhep.2016.12.025

Fonte ed approfondimenti: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma

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Linee guida internazionali sul Gene Editing.

Posted by giorgiobertin su febbraio 15, 2017

Sono state pubblicate a cura del National Academy of Sciences (NAS) e della National Academy of Medicine (NAM), le prime linee guida di gene editing – ovvero l’aggiunta, rimozione o sostituzione di sequenze di Dna in gameti o embrioni in stadio precoce di sviluppo.

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Il documento illustra le condizioni rigorose che andrebbero verificate prima di consentire l’avvio di studi clinici che impieghino queste tecniche applicate alla linea germinale. L’applicazione dell’editing del genoma a cellule germinali è molto controversa perché le modifiche introdotte verrebbero ereditate dalle generazioni successive.

Scarica e leggi il documento (necessaria registrazione):
Human Genome Editing: Science, Ethics, and Governance (2017)
DOI: https://doi.org/10.17226/24623

Fonti ed approfondimenti:
National Academy of Sciences (NAS)
National Academy of Medicine (NAM)
SaluteH24 (italiano)

 

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ACP: Linee guida per il trattamento del mal di schiena.

Posted by giorgiobertin su febbraio 14, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’American College of Physicians le linee guida di pratica clinica per il trattamento del mal di schiena acuto o subacuto.
Secondo le raccomandazioni pubblicate sulla rivista “Annals of Internal Medicine“, i medici ed i pazienti dovrebbero trattare il mal di schiena acuto o subacuto con le terapie non farmacologiche come quelle sotto forma di calore superficiale, massaggi, agopuntura, o manipolazione spinale. Se la terapia farmacologica è necessaria, si dovrebbero selezionare i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o rilassanti muscolari scheletrici.

back-pain

I medici dovrebbe rassicurare i loro pazienti che lombalgia acuta e subacuta di solito migliora nel tempo indipendentemente dal trattamento“, ha detto Nitin S. Damle (video). “I medici dovrebbero evitare di prescrivere esami inutili e farmaci costosi e potenzialmente dannosi, in particolare narcotici, per i loro pazienti.”
Le prove hanno dimostrato che il paracetamolo non è stato efficace nel migliorare gli esiti del dolore rispetto al placebo. Altre prove hanno dimostrato che gli steroidi sistemici non sono stati efficaci nel trattamento della lombalgia acuta o subacuta.

Scarica e leggi i documenti in full text:
Noninvasive Treatments for Acute, Subacute, and Chronic Low Back Pain: A Clinical Practice Guideline From the American College of Physicians
Amir Qaseem, MD, PhD, MHA; Timothy J. Wilt, MD, MPH; Robert M. McLean, MD; Mary Ann Forciea, MD; for the Clinical Guidelines Committee of the American College of Physicians
Ann Intern Med. [Epub ahead of print 14 February 2017] doi: 10.7326/M16-2367

Systemic Pharmacologic Therapies for Low Back Pain: A Systematic Review for an American College of Physicians Clinical Practice Guideline
Roger Chou, MD; Richard Deyo, MD, MPH; Janna Friedly, MD; Andrea Skelly, PhD, MPH; Melissa Weimer, DO, MCR; Rochelle Fu, PhD; Tracy Dana, MLS; Paul Kraegel, MSW; Jessica Griffin, MS; Sara Grusing, BA
Ann Intern Med. 2017. DOI: 10.7326/M16-2458

Nonpharmacologic Therapies for Low Back Pain: A Systematic Review for an American College of Physicians Clinical Practice Guideline
Roger Chou, MD; Richard Deyo, MD, MPH; Janna Friedly, MD; Andrea Skelly, PhD, MPH; Robin Hashimoto, PhD; Melissa Weimer, DO, MCR; Rochelle Fu, PhD; Tracy Dana, MLS; Paul Kraegel, MSW; Jessica Griffin, MS; Sara Grusing, BA; Erika D. Brodt, BS
Ann Intern Med. 2017. DOI: 10.7326/M16-2459

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I cereali integrali mantengono l’intestino sano.

Posted by giorgiobertin su febbraio 10, 2017

Uno nuovo studio condotto dai ricercatori del Jean Mayer USDA Human Nutrition Research Center on Aging at Tufts University in Boston, mette in evidenza i vantaggi di mangiare cereali integrali rispetto ai cereali raffinati, dopo aver constatato che il primo può portare ad un intestino sano e a delle migliori risposte immunitarie.

refined-grains whole-grains

Grano integrale, avena, segale, orzo, riso e quinoa sono tutti esempi di prodotti integrali, mentre i prodotti del grano raffinati comprendono farina di frumento, riso bianco, e pane arricchito.
Lo studio ha coinvolto 81 adulti sani per un periodo di 6 settimane. 40 dei partecipanti allo studio hanno seguito una dieta di tipo occidentale, che era ricca di cereali raffinati, mentre i restanti 41 partecipanti sono stati sottoposti sempre ad una dieta di tipo occidentale, che era ricca di cereali integrali.

Per valutare come ogni dieta ha influenzato la flora intestinale – la popolazione di microrganismi nell’intestino – i ricercatori hanno analizzato campioni di feci dei partecipanti e campioni di sangue per valutare le risposte immunitarie.
Coloro che si sono alimentati con una dieta ricca di cereali integrali hanno mostrato un aumento di un tipo di batteri chiamati Lachnospira, che è noto per la produzione di acidi grassi a catena corta. Gli acidi grassi a catena corta sono importanti per un sistema immunitario sano.
Inoltre, i soggetti che hanno consumato la dieta cereali integrali hanno mostrato anche una riduzione degli enterobatteri – i batteri che causano l’infiammazione.

Ricordiamo che i cereali integrali sono considerati una parte fondamentale di una dieta salutare. Secondo l’ American Heart Association, che possono contribuire a migliorare il livello del colesterolo, oltre a ridurre il rischio di obesità, malattie cardiache, ictus e diabete di tipo 2.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “American Journal of Clinical Nutrition“.

Leggi abstract dell’articolo:
Substituting whole grains for refined grains in a 6-wk randomized trial has a modest effect on gut microbiota and immune and inflammatory markers of healthy adults
Sally M Vanegas, Mohsen Meydani, Junaidah B Barnett, Barry Goldin, Anne Kane, Helen Rasmussen, Carrie Brown, Pajau Vangay, Dan Knights, Satya Jonnalagadda, Katie Koecher, J Philip Karl, Michael Thomas, Gregory Dolnikowski, Lijun Li, Edward Saltzman, Dayong Wu, and Simin Nikbin Meydani
Am J Clin Nutr ajcn146928; First published online February 8, 2017. doi:10.3945/ajcn.116.146928

This trial was registered at clinicaltrials.gov as NCT01902394.

Online Supporting Material

Fonte: Jean Mayer USDA Human Nutrition Research Center on Aging at Tufts University in Boston

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I farmaci non funzionano contro il mal di schiena.

Posted by giorgiobertin su febbraio 3, 2017

I farmaci anti-infiammatori non steroidei, come l’ibuprofene, usati per trattare il dolore alla schiena portano a pochi benefici, ma addiritura causano effetti collaterali, secondo una nuova ricerca condotta dai ricercatori del “The George Institute for Global Health“.

back-pain

I risultati provengono da una revisione sistematica, pubblicata su “Annals of the Rheumatic Diseases“, che dice: “soltanto uno su sei pazienti trattati con questi farmaci, noti anche come FANS, raggiunge una significativa riduzione del dolore“.
Il Professore Manuela Ferreira afferma che lo studio evidenzia un urgente bisogno di sviluppare nuove terapie per il trattamento del mal di schiena. “I nostri risultati dimostrano che i farmaci anti-infiammatori in realtà forniscono solo un sollievo dal dolore molto limitato e a breve termine. Lo fanno riducendo il livello di dolore, ma solo leggermente, e probabilmente non sono di alcun significato clinico“.

La revisione ha preso in esame 35 studi che hanno coinvolto più di 6000 persone, è stato trovato che i pazienti che assumono antinfiammatori avevano 2,5 volte più probabilità di soffrire di problemi gastro-intestinali, quali ulcere allo stomaco ed emorragie.

Leggi abstract dell’articolo:
Non-steroidal anti-inflammatory drugs for spinal pain: a systematic review and meta-analysis
Gustavo C Machado, Chris G Maher, Paulo H Ferreira, Richard O Day, Marina B Pinheiro, Manuela L Ferreira
Ann Rheum Dis annrheumdis-2016-210597 Published Online First: 2 February 2017 doi:10.1136/annrheumdis-2016-210597

Fonte: The George Institute for Global Health

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Ancora prove che le sigarette elettroniche non sono innocue.

Posted by giorgiobertin su febbraio 3, 2017

I ricercatori della David Geffen School of Medicine, University of California, Los Angeles, in uno studio pubblicato sulla rivista “Jama Cardiology” hanno evidenziato che le e-sigarette non sono innocue.

e-cigarette

L’attuale studio ha incluso 23 utenti abitualmente utilizzatori di e-sigarette (utilizzate quasi tutti i giorni per almeno un anno) e 19 utenti di età compresa tra i 21 ei 45 anni che non fumavano affatto. Si è riscontrato che coloro che utilizzavano delle sigarette elettroniche abitualmente avevano più probabilità di un aumento dell’attività cardiaca simpatica (aumento dei livelli di adrenalina nel cuore) ed un maggiore stress ossidativo – meccanismi noti nelle sigarette di tabacco che portano ad un aumento del rischio cardiovascolare.

I risultati anche se su piccoli numeri affermano i ricercatori “hanno implicazioni importanti per i rischi cardiaci a lungo termine associati con l’uso abituale delle e-sigarette“. “Studi come questo danno ulteriore conferma che l’e-sigarette non sono innocue“, ha detto il professor Joep Perk dell’European Society of Cardiology cardiovascular prevention.

Ricordiamo che nel 2016 le linee guida europee sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari avevano segnalato la necessità di ulteriori ricerche sugli effetti a lungo termine delle e-cigarettes.

Leggi abstract dell’articolo:
Increased Cardiac Sympathetic Activity and Oxidative Stress in Habitual Electronic Cigarette Users. Implications for Cardiovascular Risk
Roya S. Moheimani; May Bhetraratana; Fen Yin; Kacey M. Peters; Jeffrey Gornbein; Jesus A. Araujo; Holly R. Middlekauff
JAMA Cardiol. Published online February 1, 2017. doi:10.1001/jamacardio.2016.5303

Editorial
E-Cigarettes and Risk for Cardiovascular Disease
Aruni Bhatnagar, PhD

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