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Posts Tagged ‘prevenzione’

Calcio nella prevenzione dell’osteoporosi in postmenopausa – linea guida.

Posted by giorgiobertin su ottobre 14, 2017

Il calcio è vitale per la fortificazione delle ossa sane e le società scientifiche di tutto il mondo hanno fornito indicazioni sui fabbisogni quotidiani dall’infanzia alla vecchiaia. L’European Menopause and Andropause Society (EMAS) ha rilasciato una nuova guida clinica che riassume le prove sugli effetti del calcio nella riduzione del rischio di osteoporosi dopo la menopausa.

Maturitas

L’assunzione giornaliera di calcio dopo la menopausa varia da 700 a 1.200 mg. È incerto se l’assunzione eccessiva può causare danni. Alcuni studi epidemiologici hanno sollevato preoccupazioni per il rischio cardiovascolare, la demenza o, paradossalmente, la frattura.

Leggi il documento:
Calcium in the prevention of postmenopausal osteoporosis: EMAS clinical guide
Antonio Cano, Peter Chedraui, Dimitrios G. Goulis, Patrice Lopes, Gita Mishra, Alfred Mueck, Levent M. Senturk, Tommaso Simoncini, John C. Stevenson, Petra Stute, Pauliina Tuomikoski, Margaret Rees, Irene Lambrinoudaki
Maturitas Volume 107, January 2018, Pages 7-12 https://doi.org/10.1016/j.maturitas.2017.10.004

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Lo zinco blocca le cellule tumorali dell’esofago.

Posted by giorgiobertin su ottobre 6, 2017

I ricercatori dell’University of Texas, Arlington, Texas, USA hanno dimostrato che lo zinco sospende in modo selettivo la crescita delle cellule tumorali, ma non le cellule epiteliali esofagee normali.

Zinc-Pills Zinc

Studi precedenti sull’argomento, in realtà, avevano dimostrato che lo zinco è un oligoelemento molto importante per il mantenimento dello stato di salute e per la protezione dell’esofago dal cancro, ma la base di questo meccanismo protettivo non era nota.
La carenza di zinco è stata riscontrata in molti pazienti affetti da tumore“, ha dichiarato il prof. Zui Pan. che ha pubblicato il lavoro sulla rivista “The FASEB Journal“, giornale della Federation of American Societies for Experimental Biology.
I dati clinici e gli studi sugli animali hanno dimostrato che questo minerale è molto importante per la salute del corpo e per la prevenzione del cancro”. “Il nostro studio, per la prima volta, rivela che lo zinco ostacola i segnali di calcio inattivi nelle cellule tumorali, che è assente nelle cellule normali, e quindi lo zinco inibisce selettivamente la crescita delle cellule tumorali. Una quantità insufficiente di zinco può portare allo sviluppo di tumori e altre malattie“.

Lo zinco è abbondante negli spinaci, nei semi di lino, nel manzo, nei semi di zucca e nei frutti di mare come gamberi e ostriche.

Selective inhibitory effects of zinc on cell proliferation in esophageal squamous cell carcinoma through Orai1
Sangyong Choi, Chaochu Cui, Yanhong Luo, Sun-Hee Kim, Jae-Kyun Ko, Xiaofang Huo, Jianjie Ma, Li-wu Fu, Rhonda F. Souza, Irina Korichneva, and Zui Pan
Faseb Journal Published online before print September 19, 2017, doi:10.1096/fj.201700227RRR

Fonte: University of Texas, Arlington, Texas

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Una app per prevenire il cancro.

Posted by giorgiobertin su settembre 28, 2017

Si chiama “A third less” la nuova app multipiattaforma (Ios, Android, Windows Phone) realizzata dal Consorzio di ricerca Luigi Amaducci, tramite un team coordinato dall’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e composto anche da Università di Padova (Dipartimento di Neuroscienze; Unità operativa di riabilitazione ortopedica), Istituto Oncologico Veneto e azienda Openview, con la sponsorizzazione di Takeda.


A Third Less – La app per la prevenzione oncologica

L’applicazione offre un aiuto nella riduzione del rischio di ammalarsi, fornendo indicazioni sull’alimentazione da seguire, sull’attività fisica da praticare e aiutando a mantenere il peso forma. Ogni utente ha un suo avatar che deve trasformare in un “supereroe” della salute, inserendo nella App informazioni circa i cibi che assume e lo sport che pratica“, ha spiegato Stefania Maggi dell’In-Cnr.
Le scelte nutrizionali possono influenzare la formazione del cancro a diversi livelli, ad esempio interferendo nella proliferazione, differenziazione e morte delle cellule, nell’espressione degli oncogeni e degli oncosoppressori. Anche una regolare attività fisica sembra associata a un ridotto rischio di tumori del colon e della mammella e a una diminuzione del rischio per prostata, polmone e utero“, ha aggiunto Maggi.

All’applicazione sono collegati anche il portale web di approfondimento, nel quale vengono ulteriormente spiegati i consigli pratici.

Portale Web: https://athirdless.com/

Scarica l’applicazione:
per IOS  –  per Android

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USA: Linee guida sullo screening del cancro al collo dell’utero.

Posted by giorgiobertin su settembre 26, 2017

L’ U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) ha pubblicato in aggiornamento le raccomandazioni per lo screening del cancro al collo dell’utero. Il documento in formato provvisorio ed è possibile commentarlo entro il 9 ottobre 2017.

cervical cancer

Il documento propone che le donne fino ai trent’anni siano sottoposte a screening triennale per il cancro del collo dell’utero con la sola citologia cervicale, e che le donne di età compresa tra i 30 e i 65 anni siano sottoposte a screening con citologia cervicale ogni tre anni oppure siano sottoposte ogni cinque anni a un test per il DNA del papilloma virus umano ad alto rischio (HPV-DNA).

Queste raccomandazioni non si applicano alle donne che hanno un sistema immunitario compromesso (ad esempio, le donne che vivono con l’HIV). Le donne che hanno avuto un’isterectomia con la rimozione della cervice e non hanno una storia di lesioni precancerose di alto grado o cancro cervicale non sono a rischio per il cancro cervicale e non devono essere sottoposti a screening.

Leggi il documento in full text:
Cervical Cancer: Screening – Draft Recommendation Statement
U.S. Preventive Services Task Force September 2017.

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I probiotici nella prevenzione e cura del cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su settembre 14, 2017

In un approccio innovativo alla prevenzione e al trattamento del cancro del colon-retto (CRC), gli scienziati stanno studiando i modi per sostituire i metaboliti mancanti nei pazienti soggetti a infiammazione intestinale e CRC.

I ricercatori del del Texas Children’s Hospital e del Baylor College of Medicine (Houston) hanno condotto una serie di esperimenti utilizzando topi che erano insufficienti in HDC (histidine decarboxylase), l’enzima necessario per convertire l’istidina in istamina.
La somministrazione di microrganismi di produzione di istamina nei topi (via orale del probiotico Lactobacillus reuteri 6475) che non dispongono dell’enzima di istidina decarbossilasi (HDC), in particolare  ha ridotto l’infiammazione e la formazione di tumori. Questi risultati suggeriscono che l’alterazione del microbioma intestinale con i probiotici può diventare una nuova strategia preventiva o terapeutica per i pazienti a rischio di CRC associato a malattie infiammatorie intestinali (IBD).

probiotici-CCR
Figure shows presence of colonic tumors (MRS/AOM+DSS panel) by positron emission tomography imaging. Tumor activity is significantly diminished in the presence of the histamine-producing probiotic (L. reuteri 6475/AOM+DSS).

Il ruolo dell’istamina nel cancro umano è ancora poco chiaro. Questi risultati, pubblicati sulla rivista “American Journal of Pathoplogy“, indicano però che i probiotici che generano istamina, in presenza di una sufficiente quantità di proteine ​​(L-istidina), possono migliorare i risultati per i pazienti con cancro al colon e con IBD associato.
Abbiamo dimostrato che l’istamina ha un ruolo significativo nella soppressione dell’infiammazione intestinale cronica e della tumorigenesi del colon-retto“. afferma il prof. Versalovic.

Leggi abstract dell’articolo:
Gut Microbe-mediated Suppression of Inflammation-associated Colon Carcinogenesis by Luminal Histamine Production
Chunxu Gao, Bhanu Priya Ganesh, Zhongcheng Shi, Rajesh Rasik Shah, Robert Fultz, Angela Major, Susan Venable, Monica Lugo, Kathleen Hoch, Xiaowei Chen, Anthony Haag, Timothy C. Wang, and James Versalovic
The American Journal of Pathology, volume 187, issue 10 (October 2017) published by Elsevier – Published online:September 13, 2017

Fonte: ElsevierBaylor College of Medicine (Houston)

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Depressione e attività cardiaca: dall’ECG un aiuto per lo screening.

Posted by giorgiobertin su settembre 13, 2017

La ricerca del team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova (Claudio Gentili, Daniela Palomba e Simone Messerotti Benvenuti), in collaborazione con i bioingegneri del Centro di ricerca interdipartimentale “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa, suggerisce un nuovo modo di guardare al rapporto tra indici elettrofisiologici e umore.

Psychiatric-research-cover

Nel corso di una depressione sono riscontrabili delle alterazioni elettrofisiologiche misurabili con l’elettrocardiogramma che, se “rilette” attraverso una tecnica di analisi particolare, portano a individuare soggetti con alta probabilità di depressione.
Con l’aiuto di un software di machine learning, adattato alla nostra analisi dai colleghi dell’università di Pisa, abbiamo potuto stimare il grado di depressione in pazienti con patologia cardiovascolare attraverso una lettura attenta del loro elettrocardiogramma (ECG)” afferma Claudio Gentili docente di Psicologia clinica.

La relazione tra attività cardiaca e umore è molto stretta e dimostrata da numerosi lavori scientifici: i pazienti depressi hanno un rischio maggiore di sviluppare una patologia cardiovascolare e, viceversa, dopo un infarto il rischio di un episodio depressivo può aumentare – afferma la prof. Daniela Palomba. “Il nostro lavoro dimostra come l’approccio utilizzato permette da un lato analisi tarate sul singolo individuo, ma anche la possibilità di effettuare uno screening affidabile a livello del singolo paziente”.

Leggi abstract dell’articolo:
Assessing mood symptoms through heartbeat dynamics: An HRV study on cardiosurgical patients
Gentili, Claudio et al.
Journal of Psychiatric Research, article in press, Published online: August 26, 2017, http://dx.doi.org/10.1016/j.jpsychires.2017.08.018

Fonte: Dipartimento di Psicologia generale – Università di Padova

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SIPREC: Linee guida sul trattamento delle ipercolesterolemie.

Posted by giorgiobertin su settembre 6, 2017

E’ stato pubblicato a cura della SIPREC (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare) un “Documento di consenso sul trattamento delle ipercolesterolemie e per la riduzione del rischio cardiovascolare associato“.

docconsenso

Il documento si incentra largamente sulle recenti Linee Guida dell’European Society of Cardiology per la prevenzione delle malattie vascolari pubblicate nel 2016, sottolineando gli aspetti specifici che riguardano il nostro Paese, anche in rapporto alla etnia prevalente, agli aspetti demografici, alla distribuzione dei fattori di rischio, agli stili di vita ed alle abitudini dietetiche ed, infine, agli aspetti regolatori.

Il documento è rivolto, in particolar modo, ai medici di medicina generale, con l’intento di fornire indicazioni pratiche sulla gestione clinica e terapeutica di pazienti affetti da dislipidemia e, in particolare, in quelli affetti da ipercolesterolemia.

Scarica e leggi il documento in full text:
Documento di consenso per il trattamento delle ipercolesterolemie e per la riduzione del rischio cardiovascolare associato
SIPREC Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare

Fonte: SIPREC (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare)

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Mangiare carne aumenta il rischio di diabete.

Posted by giorgiobertin su settembre 6, 2017

Il professor Koh Woon Puay delle Scienze Cliniche presso la Duke-NUS Medical School (Duke-NUS) e il suo team ha scoperto che una maggiore assunzione di carne rossa e pollame è associata ad un rischio significativamente maggiore di sviluppare il diabete, questo è parzialmente attribuito al più alto contenuto di ferro in queste carni.

meat-eating-diabetes

Questi risultati provengono dallo Singapore Chinese Health Study, che ha reclutato 63.257 adulti di età compresa tra i 45 e i 74 anni tra il 1993 e il 1998 e poi li ha seguiti dal punto di vista alimentare per una media di circa 11 anni. Un più alto consumo di carne rossa e pollame ha evidenziato un aumento del rischio di diabete del 23%, mentre l’assunzione di pesce/molluschi non era associata a rischio di diabete.
Il professor Koh ha affermato: “Non abbiamo bisogno di rimuovere completamente la carne dalla dieta. E’ importante ridurre l’assunzione giornaliera, in particolare per la carne rossa, e scegliere il petto di pollo (non altre parti) e i pesci/molluschi o i prodotti alimentari proteici vegetali e prodotti lattiero-caseari per ridurre il rischio di diabete”.

I risultati di questo, che è uno dei maggiori studi asiatici sul consumo di carne e rischio di diabete è stato pubblicato sulla rivista “American Journal of Epidemiology“.

Leggi abstract dell’articolo:
Meat, Dietary Heme Iron, and Risk of Type 2 Diabetes Mellitus: The Singapore Chinese Health Study
Mohammad Talaei, Ye-Li Wang, Jian-Min Yuan, An Pan, Woon-Puay Koh
American Journal of Epidemiology, Published: 22 August 2017, https://doi.org/10.1093/aje/kwx156

Fonte:  Clinical Sciences at Duke-NUS Medical School

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Lo screening del PSA riduce il rischio di morte per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su settembre 5, 2017

Lo screening dell’antigene specifico della prostata (PSA) è legato a una notevole riduzione del rischio di morte per il cancro alla prostata. A suggerirlo una nuova revisione condotta dai ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle pubblicata sulla rivista “Annals Internal Medicine“.

screening-prostate-psa

Il test PSA è uno dei test predominanti utilizzati per diagnosticare il cancro alla prostata. Valuta i livelli di un antigene specifico della prostata nel sangue, che è una proteina prodotta dalle cellule della ghiandola prostatica.

I ricercatori hanno confrontato il rischio di morte di cancro alla prostata tra uomini che hanno fatto e non hanno sottoposto a screening PSA. La revisione ha dimostrato che lo screening del PSA è associato a una significativa riduzione del rischio di morte da cancro alla prostata.

Sulla base di questi risultati, il team suggerisce che le attuali linee guida dell’United States Preventive Services Task Force (USPSTF)in materia di screening per il cancro alla prostata dovrebbero essere sottoposte a revisione.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Reconciling the Effects of Screening on Prostate Cancer Mortality in the ERSPC and PLCO Trials
Alex Tsodikov; Roman Gulati, et al.
Ann Intern Med. 5 SEPTEMBER 2017. DOI: 10.7326/M16-2586

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Un farmaco riduce l’infiammazione e previene infarto, ictus e cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 30, 2017

I ricercatori del Center for Cardiovascular Disease Prevention-  Brigham and Women’s Hospital hanno presentato al Congresso della Società Europea di Cardiologia, che si tiene a Barcellona, Spagna dal 26 al 30 agosto, i risultati dello studio denominato CANTOS (Canakinumab Anti-inflammatory Thrombosis Outcomes Study) su un farmaco che potrebbe “spegnere” il processo infiammatorio.


Paul Ridker, MD recaps the results of the CANTOS trial – The Canakinumab Anti-Inflammatory Thrombosis Outcomes Study presented at ESC Congress 2017.

Dai risultati dello studio è emerso che il canakinumab, anticorpo monoclonale anti interleuchina 1β prodotto da Novartis, finora largamente impiegato nel trattamento di malattie infiammatorie autoimmuni come l’artrite reumatoide, potrebbe essere utile anche nella riduzione dell’infiammazione.

Nella sperimentazione il farmaco è stato somministrato ad oltre diecimila pazienti con infarto pregresso e alti livelli di proteina C-reattiva ad alta sensibilità. I pazienti sono stati poi suddivisi in diversi gruppi e seguiti dai ricercatori per quattro anni: alcuni hanno ricevuto il trattamento con canakinumab, altri un placebo.

Alla fine del periodo d’osservazione è emerso che nel gruppo di pazienti che avevano ricevuto la cura anti infiammatoria c’era stata una diminuzione del 15% dell’incidenza del rischio vascolare, inclusi infarti e ictus, e si era ridotto del 30% il ricorso a interventi come bypass e altre pratiche chirurgiche cardiache. Ma non solo: anche il numero di morti per tumore, in particolare di quello ai polmoni, era diminuito.

Per la prima volta siamo stati in grado di dimostrare che una molecola è in grado di agire sull’infiammazione e può ridurre il rischio di eventi cardiovascolari gravi, senza agire sui livelli di colesterolo”, ha affermato il prof. Ridker. Si apre forse una nuova sulla cardiologia cardiovascolare (video).

Leggi abstract degli articoli:
Anti-Inflammatory Therapy with Canakinumab for Atherosclerotic Disease
Ridker PM et al.
New England Journal of Medicine August 27, 2017 DOI: 10.1056/NEJMoa1707914

Effects of Interleukin-1b Inhibition with Canakinumab on Incident Lung Cancer in Patients with Atherosclerosis: Exploratory Results from a Randomised Double-blind Placebo Controlled Trial
Prof Paul M Ridker, MD’Correspondence information about the author Prof Paul M RidkerEmail the author Prof Paul M Ridker, Jean G MacFadyen, BA, Tom Thuren, MD, Brendan M Everett, MD, Prof Peter Libby, MD*,, Prof Robert J Glynn, ScD* on behalf of the show CANTOS Trial Group†
Lancet Published: 27 August 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(17)32247-X

CANTOS trial (ClinicalTrials.gov identifier: NCT01327846),

Fonte: Center for Cardiovascular Disease Prevention-  Brigham and Women’s Hospital

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La malattia di Alzheimer influenza la retina.

Posted by giorgiobertin su agosto 18, 2017

I ricercatori di neuroscienze del Cedars-Sinai hanno scoperto che la malattia di Alzheimer influenza la retina – la parte posteriore dell’occhio – simile al modo con cui colpisce il cervello. Lo studio, in fase di sperimentazione a anche rivelato che l’esplorazione dell’occhio non invasiva è in grado di rilevare i segni principali della malattia di Alzheimer anni prima che i pazienti presentino i sintomi.

Utilizzando una scansione dell’occhio ad alta definizione sviluppata appositamente per lo studio, i ricercatori hanno scoperto i principali segnali di avvertimento della malattia di Alzheimer: depositi di amiloide beta, un accumulo di proteine ​​tossiche. I risultati rappresentano un importante progresso verso l’individuazione di persone a rischio elevato anni prima della condizione debilitativa.

AD-retina

I risultati suggeriscono che la retina possa servire da fonte affidabile per la diagnosi della malattia di Alzheimer“, ha dichiarato l’autore principale dello studio, la prof.ssa Maya Koronyo-Hamaoui. “Uno dei maggiori vantaggi dell’analisi della retina è la ripetibilità, che ci permette di monitorare i pazienti e di seguire la progressione della loro malattia“.
La sperimentazione clinica è stata condotta su 16 pazienti affetti da Alzheimer.

Scarica e leggi il full text:
Retinal amyloid pathology and proof-of-concept imaging trial in Alzheimer’s disease
Yosef Koronyo … Keith L. Black, Maya Koronyo-Hamaoui
JCI Insight. 2017;2(16):e93621. Published August 17, 2017 doi:10.1172/jci.insight.93621.

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SIGN: Linee guida sulla riabilitazione cardiaca.

Posted by giorgiobertin su agosto 5, 2017

Sono state aggiornate a cura di SIGN (Scottish Intercollegiate Guidelines Network) due importanti le linee guida. La prima è sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, la seconda sulla riabilitazione cardiaca.

SIGN-149-150

Scarica e leggi i documenti in full text:

SIGN guideline 150: Cardiac rehabilitation

SIGN guideline 149: Risk estimation and the prevention of cardiovascular disease

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Attività fisica contro l’infiammazione.

Posted by giorgiobertin su luglio 19, 2017

L’attività fisica ha forti proprietà anti-infiammatorie, secondo una recente revisione. I risultati sono significativi in ​​quanto l’infiammazione persistente è coinvolta nello sviluppo e nella progressione di malattie croniche come il diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

Gli studi pubblicati sulla rivista “European Journal of Clinical Investigation” hanno rivelato i meccanismi e le molecole dietro la capacità dell’esercizio di bloccare l’infiammazione. In particolare, l’esercizio aumenta i livelli di citochine IL-6 e IL-10, che esercitano effetti antiinfiammatorie inibendo TNF-α (molecola chiave nella resistenza all’insulina periferica, coinvolta nella patogenesi di aterosclerosi e insufficienza cardiaca) e stimolando IL-1ra, limitando così la segnalazione di IL-1β. Inoltre, IL-6 ha un impatto diretto sul metabolismo dello zucchero e del grasso.

Leggi il full text dell’articolo:

Anti-inflammatory effects of exercise: role in diabetes and cardiovascular disease
Bente Klarlund Pedersen
European Journal of Clinical Investigation: 19 JUL 2017 | DOI: 10.1111/eci.12781

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Dieta ricca di pomodori riduce il rischio di tumori della pelle.

Posted by giorgiobertin su luglio 15, 2017

Il consumo quotidiano di pomodoro sembra ridurre di metà lo sviluppo di tumori della pelle in uno studio condotto sui topi dai ricercatori dell’Ohio State University.

Il nuovo studio su come gli interventi nutrizionali possono alterare il rischio per i tumori della pelle è pubblicato sulla rivista “Scientific Reports“.

tomato

I ricercatori hanno scoperto che i topi maschi alimentati con una dieta del 10% di polvere di pomodoro giornaliero per 35 settimane, esposti poi a luce ultravioletta, in media, hanno una diminuzione del 50% dei tumori della pelle rispetto ai topi che non avevano mangiato il pomodoro disidratato.

La teoria che sta dietro al rapporto tra i pomodori e il cancro, è che i carotenoidi, composti pigmentanti che danno il colore ai pomodori, possono proteggere la pelle dai danni della luce UV.

Questo studio ci ha anche dimostrato che dobbiamo considerare il sesso quando esploriamo diverse strategie di prevenzione“. “Quello che funziona negli uomini non può sempre funzionare ugualmente bene nelle donne e viceversa”.
Infatti i ricercatori dello Stato dell’Ohio hanno scoperto che solo topi maschii alimentati con pomodori rossi disidratati avevano riduzioni della crescita tumorale
” – afferma la prof.ssa Tatiana M. Oberyszyn.
Ricordiamo che i tumori della pelle non melanoma sono i più comuni di tutti i tumori.

Leggi abstract dell’articolo:
Tomatoes protect against development of UV-induced keratinocyte carcinoma via metabolomic alterations
Jessica L. Cooperstone, Kathleen L. Tober, Ken M. Riedl, Matthew D. Teegarden, Morgan J. Cichon, David M. Francis, Steven J. Schwartz & Tatiana M. Oberyszyn
Scientific Reports 7, Article number: 5106 Published online: 11 July 2017

Fonte: Ohio State University

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Consumo di alcol e tumori gastro-intestinali.

Posted by giorgiobertin su luglio 12, 2017

L’eccessivo consumo di alcol mette i cittadini europei a rischio di sviluppare i tumori gastro-intestinali. È quanto emerge da un’indagine condotta dalla United European Gastroenterology (UEG), secondo cui gli abitanti dell’Unione Europea consumano in media 2 bevande alcoliche al giorno e corrono un pericolo più alto del 21% di essere colpiti dal cancro del colon-retto e da altre neoplasie dell’apparato digerente.

Alcohol and Digestive Cancers: Time for Change

L’analisi evidenzia che in tutti i 28 Stati europei la media dell’introito giornaliero di alcol risulta “moderata”, ossia compresa tra 1 e 4 bevande alcoliche al giorno. Lo studio ha evidenziato che, nonostante gli elevati livelli di consumo in tutta Europa, ben il 90% delle persone non è a conoscenza del legame tra alcol e cancro. Pertanto, alla luce di questi dati, gli autori affermano che combattere l’abuso di alcol dovrebbe costituire una priorità fondamentale per le autorità governative dell’Unione Europea.

Scarica e leggi il report:
Access the Alcohol and Digestive Cancers Report

Video – Alcohol and Digestive Cancers: Time for Change
View and download an infographic on alcohol and digestive cancers across Europe

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Composti a base di uva uccidono le cellule staminali del cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su giugno 20, 2017

L’effetto combinato di estratto di semi d’uva e resveratrolo potrebbe essere un ottimo trattamento per aiutare a prevenire il cancro al colon. Ad affermarlo uno studio coordinato dal professore Jairam KP Vanamala della Penn State’s College of Agricultural Sciences (video).

La combinazione di resveratrolo e l’estratto di semi d’uva è molto efficace per uccidere le cellule tumorali del colon“, ha detto Vanamala. “E quello che stiamo imparando è che la combinazione di questi composti non è tossica per le cellule sane.” Per ora i risultati positivi si sono ottenuti sia in una capsula di Petri che nei topi. I composti potrebbero aprire la strada alla sperimentazione clinica sul cancro del colon umano e potrebbero essere utilizzati in una pillola per aiutare a prevenire il cancro al colon e diminuire la ricorrenza della malattia in pazienti sopravvissuti al cancro del colon.

Quando presi separatamente in basse dosi, resveratrolo e l’estratto di semi d’uva non sono efficaci contro il cancro e la soppressione di cellule staminali. Combinati insieme uccidono le staminali del cancro al colon.
C’è ancora molto lavoro da fare per capire il meccanismo che sta dietro le proprietà anti-cancro del estratto d’uva, così come altri tipi di frutta e verdura colorate, affermano i ricercatori, che hanno pubblicato i risultati sulla rivista “BMC Complementary and Alternative Medicine“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Grape compounds suppress colon cancer stem cells in vitro and in a rodent model of colon carcinogenesis
Lavanya Reddivari, Venkata Charepalli, Sridhar Radhakrishnan, Ramakrishna Vadde, Ryan J. Elias, Joshua D. Lambert and Jairam K. P. Vanamala
BMC Complementary and Alternative Medicine 2016 16:278

Fonte: Penn State’s College of Agricultural Sciences

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L’olio d’oliva può anche aiutare a prevenire il cancro al cervello.

Posted by giorgiobertin su giugno 6, 2017

I ricercatori del Wellcome Trust Centre for Cell Biology presso l’Università di Edimburgo nel Regno Unito, hanno scoperto che l’acido oleico – un acido grasso monoinsaturo presenti nell’olio di oliva – blocca l’attività di una proteina che causa il cancro nelle cellule cerebrali. Nel lavoro pubblicato sulla rivista “Journal of Molecular Biology” concludono che l’assunzione di olio d’oliva protegge contro il cervello cancro.

olio-oliva

Precedenti ricerche hanno dimostrato che l’acido oleico può inibire l’attività patogenetica di specifiche proteine. Il dottor Michlewski e il suo team ha studiato come il composto dell’olio d’oliva agisca sull’attività delle proteine ​​miR-7, che sono dei microRNA coinvolti nella soppressione della formazione dei tumori al cervello.

I riceractori hanno trovato che l’acido oleico inibisce l’attività di una proteina cellulare chiamata Musashi homolog2, che blocca la produzione di miR-7, e di conseguenza la formazione di tumori cerebrali.

Anche se non possiamo ancora dire che l’olio d’oliva nella dieta aiuta a prevenire il cancro al cervello, i nostri risultati suggeriscono che l’acido oleico è in grado di supportare la produzione di molecole che sopprimono le cellule tumorali coltivate in laboratorio. Ulteriori studi potrebbero aiutare a determinare il ruolo che l’olio d’oliva può avere nella salute del cervello.” afferma il Dr. Gracjan Michlewski.

Scarica eleggi il documento in full text:
Oleic Acid Induces MiR-7 Processing through Remodeling of Pri-MiR-7/Protein Complex
Santosh Kumar, Angela Downie Ruiz Velasco, Gracjan Michlewski
Journal of Molecular Biology Volume 429, Issue 11, 2 June 2017, Pages 1638–1649 https://doi.org/10.1016/j.jmb.2017.05.001

Fonte: Wellcome Trust Centre for Cell Biology University of Edimburg

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Le sigarette light sono più pericolose di quelle normali.

Posted by giorgiobertin su maggio 28, 2017

Le sigarette light non sono meno nocive delle altre sigarette. Al contrario, avrebbero contribuito all’aumento della forma più comune di tumori ai polmoni che si è registrata negli ultimi cinquant’anni nonostante la riduzione del numero di fumatori. Ad affermarlo uno studio condotto dai ricercatori dell’Ohio State University (Usa) pubblicato sulla rivista “Journal of the National Cancer Institute“.

ventilation-sigarrettes ventilation-sigarrettes1

Lo studio ha confermato l’associazione tra il fumo delle sigarette light e l’incidenza dell’adenocarcinoma, tumore che si sviluppa nelle profondità dei polmoni. In questo tipo di sigarette, i fori che circondano il filtro fanno pensare ai fumatori che il fumo inalato sia meno dannoso. Al contrario, i fori consentono una combustione più lenta e ad una temperatura inferiore, il fumo poi si disperde in aria e tutto ciò fa sì che i fumatori tendono ad inalare più intensamente, tanto che i prodotti chimici tossici scendono in profondità nei polmoni.

I nostri dati suggeriscono una chiara relazione tra l’aggiunta di fori di ventilazione nelle sigarette e i tassi crescenti di adenocarcinoma del polmone visti nel corso degli ultimi 20 anni”, ha sottolineato Peter Shields, autore dello studio.
Secondo i ricercatori, è sempre più evidente che queste sigarette “ventilate” sono più pericolose e andrebbero vietate.

Leggi abstract dell’articolo:
Cigarette Filter Ventilation and its Relationship to Increasing Rates of Lung Adenocarcinoma
Min-Ae Song Neal L. Benowitz Micah Berman Theodore M. Brasky K. Michael Cummings Dorothy K. Hatsukami Catalin Marian Richard O’Connor Vaughan W. Rees Casper Woroszylo, Peter G. Shields
J Natl Cancer Inst (2017) 109 (12): djx075. Published: 22 May 2017 DOI: https://doi.org/10.1093/jnci/djx075

Fonte: La Stampa salute

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ACCP: Linee guida sulla terapia per la malattia tromboembolica venosa.

Posted by giorgiobertin su maggio 17, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “Jama” a cura dell’American College of Chest Physicians (ACCP) le linee guida sulla terapia antitrombotica per la malattia tromboembolica venosa o tromboembolismo venoso (TEV), una delle patologie più comuni del sistema circolatorio.

DVT

La malattia tromboembolica venosa o TEV, indica un problema che molti conoscono: la formazione di un trombo, cioè un coagulo di sangue che ostruisce una vena profonda (nella maggior parte dei casi agli arti inferiori) e che, in certi casi, si stacca e arriva ai polmoni, provocando un’embolia.

Leggi il documento:
Antithrombotic Therapy for Venous Thromboembolic Disease
Jain A, Cifu AS.
JAMA. 2017;317(19):2008-2009. doi:10.1001/jama.2017.1928

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Estratti di pomodoro contro il cancro allo stomaco.

Posted by giorgiobertin su maggio 15, 2017

Un nuovo studio, pubblicato sul “Journal of Cellular Physiology“, condotto dai ricercatori dell’Oncology Research Center of Mercogliano (CROM), Istituto Nazionale Tumori – IRCCS – Napoli, Italia diretti dal Prof. Antonio Giordano ha dimostra che gli estratti di pomodoro intero proveniente da due diverse coltivazioni del sud Italia inibiscono la crescita delle cellule del cancro gastrico e le sue caratteristiche maligne.
La ricerca apre la strada a futuri studi volti a implementare le abitudini di vita, non solo per la prevenzione, ma potenzialmente come supporto alle terapie convenzionali.

corbarino       pomodori-san-marzano

Il loro effetto antitumorale non sembra legato a componenti specifici, come il licopene, ma piuttosto suggerire che i pomodori devono essere considerati nel loro complesso“, spiega la dott.ssa Daniela Barone, ricercatore presso il Centro oncologico di ricerca di Mercogliano (CROM).
Estratti di due diverse varietà di pomodori, San Marzano e Corbarino sono stati in grado di inibire la crescita e la clonazione delle cellule maligne. Il trattamento con gli estratti di pomodoro interi influenzano i processi chiave all’interno delle cellule e ostacolano la loro capacità di migrazione, arrestando il ciclo cellulare attraverso la modulazione di proteine specifiche, inducendo a morte le cellule tumorali attraverso apoptosi.

Leggi abstract dell’articolo:
Antitumoral Potential, Antioxidant Activity and Carotenoid Content of Two Southern Italy Tomato Cultivars Extracts: San Marzano and Corbarino
Barone, D., Cito, L., Tommonaro, G., Abate, A. A., Penon, D., De Prisco, R., Penon, A., Forte, I. M., Benedetti, E., Cimini, A., Indovina, P., Nicolaus, B., Pentimalli, F. and Giordano, A.
J. Cell. Physiol. Accepted manuscript online: 10 May 2017 doi:10.1002/jcp.25995

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Linee guida americane sull’insufficienza cardiaca.

Posted by giorgiobertin su maggio 9, 2017

L’American College of Cardiology, l’American Heart Association e la Heart Failure Society of America hanno pubblicato su “Circulation” la seconda parte del loro aggiornamento di orientamento sulla gestione dell’insufficienza cardiaca.La prima parte, dedicata alla terapia farmacologica dell’insufficienza cardiaca, era stata resa pubblicata nel maggio 2016, con l’introduzione di una guida per le nuove terapie, in particolare per l’uso di valsartan/sacubitril e ivabradina.

Heart-failure

Il nuovo documento che aggiorna di fatto quello pubblicato nel 2013 e contiene raccomandazioni importanti relative all’ipertensione, all’apnea nel sonno e all’anemia, in particolare viene trattata anche la prevenzione dell’insufficienza cardiaca.

Scarica e leggi il documento in full text:
2017 ACC/AHA/HFSA Focused Update of the 2013 ACCF/AHA Guideline for the Management of Heart Failure: A Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines and the Heart Failure Society of America
Clyde W. Yancy, Mariell Jessup,…..et al.
Circulation. 2017 Apr 28; CIR.0000000000000509

2016 ACC/AHA/HFSA focused update on new pharmacological therapy for heart failure: an update of the 2013 ACCF/AHA guideline for the management of heart failure.

Fonte: American College of Cardiology

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USPSTF: Linee guida sullo screening per la preeclampsia.

Posted by giorgiobertin su maggio 3, 2017

Sono state pubblicate a cura del US Preventive Services Task Force (USPSTF), sulla rivista “JAMA“, le linee guida sullo screening per la preeclampsia. Il documento aggiorna il precedente datato 1996.

La preeclampsia, nota anche come gestosi e tossiemia gravidica, è una sindrome caratterizzata dalla presenza, singola o in associazione, di sintomi quali edema, proteinuria o ipertensione in una donna gravida.

screening-preeclampsia

Molte delle complicazioni associate alla preeclampsia portano ad induzione precoce del travaglio o parto cesareo e alla successiva nascita pretermine. Ricordiamo che la preeclampsia è la seconda causa di mortalità materna in tutto il mondo e può portare a complicanze materne gravi, tra cui ictus, eclampsia, e insufficienza d’organo; esiti perinatali avversi per il feto e per il neonato includendo la restrizione della crescita intrauterina, basso peso alla nascita, e nati morti.

Le linee guida della US Preventive Services Task Force concludono che le donne incinte dovrebbero essere sottoposte a screening per la preeclampsia utilizzando misurazioni della pressione arteriosa durante la gravidanza.

Scarica e leggi il documento in full text:
Screening for Preeclampsia: US Preventive Services Task Force Recommendation Statement; US Preventive Services Task Force
Bibbins-Domingo K, Grossman D, Curry S, Barry M, Davidson K, Doubeni C, Epling J, Kemper A, Krist A, Kurth A, Landefeld C, Mangione C, Phillips W, Phipps M, Silverstein M, Simon M, Tseng C
Journal of the American Medical Association (JAMA) 317 (16), 1661-1667 (Apr 2017)

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L’attività fisica può scongiurare danni cardiaci.

Posted by giorgiobertin su aprile 22, 2017

In uno studio condotto su 9.427 pazienti di età compresa tra 45-64 anni senza malattie cardiovascolari e un indice di massa corporea superiore a 18,5 kg / m2, i ricercatori del Johns Hopkins Hospital hanno dimostrato che l’attività fisica può ridurre il rischio di danno cardiaco negli adulti di mezza età e anziani e ridurre i livelli di danno cardiaco in persone obese.

JACC-HF

I ricercatori hanno esaminato le associazioni combinate di attività fisica e obesità con il marker nel sangue di danno cardiaco: la troponina. la pubblicazione dei risultati sulla rivista “JACC: Heart Failure” .

Gli individui con bassi livelli di attività fisica avevano significativamente più probabilità di avere livelli elevati di troponina,  che comporta un più alto rischio di danni al cuore.

Leggi abstract dell’articolo:
Physical Activity, Obesity, and Subclinical Myocardial Damage
Roberta Florido, Chiadi E. Ndumele, Lucia Kwak, Yuanjie Pang, Kunihiro Matsushita, Jennifer A. Schrack, Mariana Lazo, Vijay Nambi, Roger S. Blumenthal, Aaron R. Folsom, Josef Coresh, Christie M. Ballantyne, Elizabeth Selvin
JACC: Heart Failure Volume 5, Issue 5, May 2017 DOI: 10.1016/j.jchf.2017.02.002

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Nuova classe di farmaci per abbassare il colesterolo.

Posted by giorgiobertin su marzo 19, 2017

Una nuova classe di farmaci per abbassare il colesterolo è stato trovata per aiutare i pazienti a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e infarto.
In uno studio condotto su 27,564 pazienti (partecipanti da 49 paesi, con una storia di malattia vascolare aterosclerotica, che stavano già assumendo le statine per ridurre il colesterolo), i ricercatori dell’Imperial College di Londra, hanno scoperto che la somministrazione di iniezioni mensili o bimensili del farmaco, chiamato evolocumab, può ridurre i livelli di colesterolo di quasi il 60 per cento, in media, nei pazienti con un rischio di fondo di malattie cardiovascolari.
Secondo i ricercatori, che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista “New Englan Journal of Medicine” il farmaco potrebbe fornire benefici in aggiunta ai pazienti che già assumono statine, riducendo ulteriormente i livelli di colesterolo delle lipoproteine ​​a bassa densità (LDL) nel sangue.

Questa è una delle prove più importanti di riduzione del colesterolo dal primo studio sulle statine, pubblicato 20 anni fa” ha detto il professor Peter Sever, dall’istituto National Heart and Lung presso l’Imperial College of London.
I risultati dimostrano l’effetto protettivo del farmaco attraverso l’abbassamento dei livelli di colesterolo LDL, con nessuna differenza significativa nella comparsa di effetti collaterali.

Aevolocumab  evolocumab-in-hyperlipidemia

Evolocumab è un anticorpo monoclonale umano che agisce bloccando una proteina che riduce la capacità del fegato di rimuovere il colesterolo LDL dal sangue, denominata PCSK9.
Il trattamento è stato approvato per l’uso negli Stati Uniti nel 2016, in aggiunta alla terapia con statine e stile di vita modifiche volte a ridurre il colesterolo LDL in alcuni adulti con malattie cardiovascolari.

Anche in Italia evolocumab (Approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco).

Leggi il full text dell’articolo:
Evolocumab and Clinical Outcomes in Patients with Cardiovascular Disease
Marc S. Sabatine, M.D., M.P.H., Robert P. Giugliano, M.D., Anthony C. Keech, M.D., Narimon Honarpour, M.D., Ph.D., Stephen D. Wiviott, M.D., Sabina A. Murphy, M.P.H., Julia F. Kuder, M.A., Huei Wang, Ph.D., Thomas Liu, Ph.D., Scott M. Wasserman, M.D., Peter S. Sever, Ph.D., F.R.C.P., and Terje R. Pedersen, M.D., for the FOURIER Steering Committee and Investigators
NEJM March 17, 2017 DOI: 10.1056/NEJMoa1615664

(Funded by Amgen; FOURIER ClinicalTrials.gov number, NCT01764633.)

Supplementary Material

EDITORIAL: PCSK9 Inhibition to Reduce Cardiovascular Events – March 17, 2017 | R.P.F. Dullaart

Fonte ed approfondimenti: Imperial College di Londra

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Linee guida per la vaccinazione HPV nella prevenzione del cancro cervicale.

Posted by giorgiobertin su marzo 18, 2017

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO) ha pubblicato una linea guida di pratica clinica sul papillomavirus umano (HPV) la vaccinazione per la prevenzione del cancro del collo dell’utero. Questa è la prima linea guida sulla prevenzione primaria del cancro del collo dell’utero evidence-based per gli operatori sanitari in tutto il mondo.

ASCO-HPV

Scarica e leggi il documento in full text:
Primary Prevention of Cervical Cancer
Silvina Arrossi, Sarah Temin, Suzanne Garland, Linda O’Neal Eckert, Neerja Bhatla, et al.
Journal of Global Oncology Published online March 17, 2016, DOI: 10.1200/JGO.2016.008151

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