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Posts Tagged ‘prevenzione’

ACCP: Linee guida sulla terapia per la malattia tromboembolica venosa.

Posted by giorgiobertin su maggio 17, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “Jama” a cura dell’American College of Chest Physicians (ACCP) le linee guida sulla terapia antitrombotica per la malattia tromboembolica venosa o tromboembolismo venoso (TEV), una delle patologie più comuni del sistema circolatorio.

DVT

La malattia tromboembolica venosa o TEV, indica un problema che molti conoscono: la formazione di un trombo, cioè un coagulo di sangue che ostruisce una vena profonda (nella maggior parte dei casi agli arti inferiori) e che, in certi casi, si stacca e arriva ai polmoni, provocando un’embolia.

Leggi il documento:
Antithrombotic Therapy for Venous Thromboembolic Disease
Jain A, Cifu AS.
JAMA. 2017;317(19):2008-2009. doi:10.1001/jama.2017.1928

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Estratti di pomodoro contro il cancro allo stomaco.

Posted by giorgiobertin su maggio 15, 2017

Un nuovo studio, pubblicato sul “Journal of Cellular Physiology“, condotto dai ricercatori dell’Oncology Research Center of Mercogliano (CROM), Istituto Nazionale Tumori – IRCCS – Napoli, Italia diretti dal Prof. Antonio Giordano ha dimostra che gli estratti di pomodoro intero proveniente da due diverse coltivazioni del sud Italia inibiscono la crescita delle cellule del cancro gastrico e le sue caratteristiche maligne.
La ricerca apre la strada a futuri studi volti a implementare le abitudini di vita, non solo per la prevenzione, ma potenzialmente come supporto alle terapie convenzionali.

corbarino       pomodori-san-marzano

Il loro effetto antitumorale non sembra legato a componenti specifici, come il licopene, ma piuttosto suggerire che i pomodori devono essere considerati nel loro complesso“, spiega la dott.ssa Daniela Barone, ricercatore presso il Centro oncologico di ricerca di Mercogliano (CROM).
Estratti di due diverse varietà di pomodori, San Marzano e Corbarino sono stati in grado di inibire la crescita e la clonazione delle cellule maligne. Il trattamento con gli estratti di pomodoro interi influenzano i processi chiave all’interno delle cellule e ostacolano la loro capacità di migrazione, arrestando il ciclo cellulare attraverso la modulazione di proteine specifiche, inducendo a morte le cellule tumorali attraverso apoptosi.

Leggi abstract dell’articolo:
Antitumoral Potential, Antioxidant Activity and Carotenoid Content of Two Southern Italy Tomato Cultivars Extracts: San Marzano and Corbarino
Barone, D., Cito, L., Tommonaro, G., Abate, A. A., Penon, D., De Prisco, R., Penon, A., Forte, I. M., Benedetti, E., Cimini, A., Indovina, P., Nicolaus, B., Pentimalli, F. and Giordano, A.
J. Cell. Physiol. Accepted manuscript online: 10 May 2017 doi:10.1002/jcp.25995

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Linee guida americane sull’insufficienza cardiaca.

Posted by giorgiobertin su maggio 9, 2017

L’American College of Cardiology, l’American Heart Association e la Heart Failure Society of America hanno pubblicato su “Circulation” la seconda parte del loro aggiornamento di orientamento sulla gestione dell’insufficienza cardiaca.La prima parte, dedicata alla terapia farmacologica dell’insufficienza cardiaca, era stata resa pubblicata nel maggio 2016, con l’introduzione di una guida per le nuove terapie, in particolare per l’uso di valsartan/sacubitril e ivabradina.

Heart-failure

Il nuovo documento che aggiorna di fatto quello pubblicato nel 2013 e contiene raccomandazioni importanti relative all’ipertensione, all’apnea nel sonno e all’anemia, in particolare viene trattata anche la prevenzione dell’insufficienza cardiaca.

Scarica e leggi il documento in full text:
2017 ACC/AHA/HFSA Focused Update of the 2013 ACCF/AHA Guideline for the Management of Heart Failure: A Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines and the Heart Failure Society of America
Clyde W. Yancy, Mariell Jessup,…..et al.
Circulation. 2017 Apr 28; CIR.0000000000000509

2016 ACC/AHA/HFSA focused update on new pharmacological therapy for heart failure: an update of the 2013 ACCF/AHA guideline for the management of heart failure.

Fonte: American College of Cardiology

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USPSTF: Linee guida sullo screening per la preeclampsia.

Posted by giorgiobertin su maggio 3, 2017

Sono state pubblicate a cura del US Preventive Services Task Force (USPSTF), sulla rivista “JAMA“, le linee guida sullo screening per la preeclampsia. Il documento aggiorna il precedente datato 1996.

La preeclampsia, nota anche come gestosi e tossiemia gravidica, è una sindrome caratterizzata dalla presenza, singola o in associazione, di sintomi quali edema, proteinuria o ipertensione in una donna gravida.

screening-preeclampsia

Molte delle complicazioni associate alla preeclampsia portano ad induzione precoce del travaglio o parto cesareo e alla successiva nascita pretermine. Ricordiamo che la preeclampsia è la seconda causa di mortalità materna in tutto il mondo e può portare a complicanze materne gravi, tra cui ictus, eclampsia, e insufficienza d’organo; esiti perinatali avversi per il feto e per il neonato includendo la restrizione della crescita intrauterina, basso peso alla nascita, e nati morti.

Le linee guida della US Preventive Services Task Force concludono che le donne incinte dovrebbero essere sottoposte a screening per la preeclampsia utilizzando misurazioni della pressione arteriosa durante la gravidanza.

Scarica e leggi il documento in full text:
Screening for Preeclampsia: US Preventive Services Task Force Recommendation Statement; US Preventive Services Task Force
Bibbins-Domingo K, Grossman D, Curry S, Barry M, Davidson K, Doubeni C, Epling J, Kemper A, Krist A, Kurth A, Landefeld C, Mangione C, Phillips W, Phipps M, Silverstein M, Simon M, Tseng C
Journal of the American Medical Association (JAMA) 317 (16), 1661-1667 (Apr 2017)

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L’attività fisica può scongiurare danni cardiaci.

Posted by giorgiobertin su aprile 22, 2017

In uno studio condotto su 9.427 pazienti di età compresa tra 45-64 anni senza malattie cardiovascolari e un indice di massa corporea superiore a 18,5 kg / m2, i ricercatori del Johns Hopkins Hospital hanno dimostrato che l’attività fisica può ridurre il rischio di danno cardiaco negli adulti di mezza età e anziani e ridurre i livelli di danno cardiaco in persone obese.

JACC-HF

I ricercatori hanno esaminato le associazioni combinate di attività fisica e obesità con il marker nel sangue di danno cardiaco: la troponina. la pubblicazione dei risultati sulla rivista “JACC: Heart Failure” .

Gli individui con bassi livelli di attività fisica avevano significativamente più probabilità di avere livelli elevati di troponina,  che comporta un più alto rischio di danni al cuore.

Leggi abstract dell’articolo:
Physical Activity, Obesity, and Subclinical Myocardial Damage
Roberta Florido, Chiadi E. Ndumele, Lucia Kwak, Yuanjie Pang, Kunihiro Matsushita, Jennifer A. Schrack, Mariana Lazo, Vijay Nambi, Roger S. Blumenthal, Aaron R. Folsom, Josef Coresh, Christie M. Ballantyne, Elizabeth Selvin
JACC: Heart Failure Volume 5, Issue 5, May 2017 DOI: 10.1016/j.jchf.2017.02.002

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Nuova classe di farmaci per abbassare il colesterolo.

Posted by giorgiobertin su marzo 19, 2017

Una nuova classe di farmaci per abbassare il colesterolo è stato trovata per aiutare i pazienti a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e infarto.
In uno studio condotto su 27,564 pazienti (partecipanti da 49 paesi, con una storia di malattia vascolare aterosclerotica, che stavano già assumendo le statine per ridurre il colesterolo), i ricercatori dell’Imperial College di Londra, hanno scoperto che la somministrazione di iniezioni mensili o bimensili del farmaco, chiamato evolocumab, può ridurre i livelli di colesterolo di quasi il 60 per cento, in media, nei pazienti con un rischio di fondo di malattie cardiovascolari.
Secondo i ricercatori, che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista “New Englan Journal of Medicine” il farmaco potrebbe fornire benefici in aggiunta ai pazienti che già assumono statine, riducendo ulteriormente i livelli di colesterolo delle lipoproteine ​​a bassa densità (LDL) nel sangue.

Questa è una delle prove più importanti di riduzione del colesterolo dal primo studio sulle statine, pubblicato 20 anni fa” ha detto il professor Peter Sever, dall’istituto National Heart and Lung presso l’Imperial College of London.
I risultati dimostrano l’effetto protettivo del farmaco attraverso l’abbassamento dei livelli di colesterolo LDL, con nessuna differenza significativa nella comparsa di effetti collaterali.

Aevolocumab  evolocumab-in-hyperlipidemia

Evolocumab è un anticorpo monoclonale umano che agisce bloccando una proteina che riduce la capacità del fegato di rimuovere il colesterolo LDL dal sangue, denominata PCSK9.
Il trattamento è stato approvato per l’uso negli Stati Uniti nel 2016, in aggiunta alla terapia con statine e stile di vita modifiche volte a ridurre il colesterolo LDL in alcuni adulti con malattie cardiovascolari.

Anche in Italia evolocumab (Approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco).

Leggi il full text dell’articolo:
Evolocumab and Clinical Outcomes in Patients with Cardiovascular Disease
Marc S. Sabatine, M.D., M.P.H., Robert P. Giugliano, M.D., Anthony C. Keech, M.D., Narimon Honarpour, M.D., Ph.D., Stephen D. Wiviott, M.D., Sabina A. Murphy, M.P.H., Julia F. Kuder, M.A., Huei Wang, Ph.D., Thomas Liu, Ph.D., Scott M. Wasserman, M.D., Peter S. Sever, Ph.D., F.R.C.P., and Terje R. Pedersen, M.D., for the FOURIER Steering Committee and Investigators
NEJM March 17, 2017 DOI: 10.1056/NEJMoa1615664

(Funded by Amgen; FOURIER ClinicalTrials.gov number, NCT01764633.)

Supplementary Material

EDITORIAL: PCSK9 Inhibition to Reduce Cardiovascular Events – March 17, 2017 | R.P.F. Dullaart

Fonte ed approfondimenti: Imperial College di Londra

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Linee guida per la vaccinazione HPV nella prevenzione del cancro cervicale.

Posted by giorgiobertin su marzo 18, 2017

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO) ha pubblicato una linea guida di pratica clinica sul papillomavirus umano (HPV) la vaccinazione per la prevenzione del cancro del collo dell’utero. Questa è la prima linea guida sulla prevenzione primaria del cancro del collo dell’utero evidence-based per gli operatori sanitari in tutto il mondo.

ASCO-HPV

Scarica e leggi il documento in full text:
Primary Prevention of Cervical Cancer
Silvina Arrossi, Sarah Temin, Suzanne Garland, Linda O’Neal Eckert, Neerja Bhatla, et al.
Journal of Global Oncology Published online March 17, 2016, DOI: 10.1200/JGO.2016.008151

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Legame molecolare tra zucchero nel sangue e malattia di Alzheimer.

Posted by giorgiobertin su marzo 17, 2017

Alti livelli di zucchero nel sangue, o iperglicemia, è ben noto come una caratteristica del diabete e dell’obesità, ma il suo legame con la malattia di Alzheimer non è mai stato studiato. Ora i ricercatori del Department of Biology and Biochemistry, University of Bath, U.K, hanno dimostrato che l’eccesso di zucchero (iperglicemia) disattiva nel cervello un enzima protettivo importante per difendere le cellule nervose.

sugar    Alzheimer

I pazienti diabetici hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia di Alzheimer rispetto agli individui sani. Nella malattia di Alzheimer le proteine ​​anomale si aggregano per formare placche e grovigli nel cervello che danneggiano progressivamente il cervello e portano ad un grave declino cognitivo.
Studiando campioni di cervello di persone con e senza il morbo di Alzheimer con una tecnica sensibile per rilevare la glicazione, il team ha scoperto che nelle prime fasi dei danni della glicazione nell’Alzheimer è coinvolto un enzima chiamato MIF (macrophage migration inhibitory factor), che svolge un ruolo nella risposta immunitaria e nella regolamentazione dell’insulina.

I ricercatori ritengono che l’inibizione e la riduzione dell’attività di MIF causata dalla glicazione potrebbero essere il ‘punto di svolta‘ nella progressione della malattia. Nello studio i ricercatori hanno visto che in effetti a lungo andare l’eccesso di zucchero nel sangue porta a reazioni tossiche nel cervello (processo di ‘glicazione’) che disattivano l’enzima protettivo, MF, impedendogli di svolgere il proprio lavoro. L’eccesso di zucchero che perdura nel tempo segna a un certo punto l’avvio della malattia quando i danni a MF sono irreversibili.

Dr Omar Kassaar, presso l’Università di Bath, primo autore dello studio afferma: “lo zucchero in eccesso è ben noto per essere un male per noi quando si tratta di diabete e obesità, ma questo link potenziale con la malattia di Alzheimer è ancora un altro motivo per cui dovremmo controllare il nostro consumo di zuccheri nelle nostre diete“.

Scarica e leggi il documento in full text:
Macrophage Migration Inhibitory Factor is subjected to glucose modification and oxidation in Alzheimer’s Disease
Omar Kassaar, Marta Pereira Morais, Suying Xu, Emily L. Adam, Rosemary C. Chamberlain, Bryony Jenkins, Tony James, Paul T. Francis, Stephen Ward, Robert J. Williams & Jean van den Elsen
Scientific Reports 7, Article number: 42874 (2017) doi:10.1038/srep42874

Fonte: Department of Biology and Biochemistry, University of Bath, U.K

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CMAJ: Linee guida per la prevenzione e il trattamento del fumo nei giovanissimi.

Posted by giorgiobertin su marzo 5, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “Canadian Medical Association Journal” le linee guida sulla prevenzione e trattamento del tabagismo nei giovanissimi.

fumo-ragazzi

I ragazzi che vogliono abbandonare le sigarette ci provano in maniera poco strutturata, senza sapere come fare o a chi rivolgersi, per questo le linee guida canadesi sottolineano la necessità di un sforzo da parte dei medici di base, dei pediatri e dei familiari.

Leggi il full text dell’articolo:
Recommendations on behavioural interventions for the prevention and treatment of cigarette smoking among school-aged children and youth
Canadian Task Force on Preventive Health Care
CMAJ February 27, 2017 189:E310-E316; doi:10.1503/cmaj.161242

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Mangiare frutta e verdura riduce il rischio di malattie polmonari.

Posted by giorgiobertin su febbraio 23, 2017

Una ricerca, pubblicata sulla rivista “Thorax“, ha trovato un collegamento tra mangiare grosse quantità di frutta e verdura e la salute dei polmoni.
Alcuni studi precedenti avevano scoperto che i fattori dietetici possano giocare un ruolo nella BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). Per approfondire questo argomento in modo più dettagliato, un gruppo di ricercatori della Karolinska Institutet, Stockholm, Svezia ha monitorato la salute respiratoria di oltre 44.000 uomini svedesi. Di età compresa tra 45-79 all’inizio del processo, i partecipanti sono stati seguiti per una media di 13,2 anni, fino alla fine del 2012.

Dai risultati è emerso che ogni porzione in più di frutta e verdura è stata associata ad un rischio 4 per cento più basso di BPCO in ex fumatori e di un 8 per cento più basso nei fumatori correnti. I ricercatori concludono che: “I risultati ottenuti confermano il forte impatto del fumo di sigaretta sullo sviluppo della BPCO e anche indicano che la dieta ricca di frutta e verdura può avere un ruolo importante nella prevenzione della BPCO“.

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Determinati prodotti alimentari sono stati più efficaci nel ridurre il rischio di BPCO. E’ stato trovato che le verdure a foglia verde, peperoni, mele, pere hanno avuto la più forte influenza sulla riduzione del rischio. Altri come frutti di bosco, agrumi, banane , radici e verdure crocifere, pomodori, aglio, cipolle , piselli non hanno esercitato un effetto significativo.
Poichè il fumo aumenta lo stess ossidativo e l’infiammazione, entrambi sono potenzialmente coinvolti nella BPCO, gli antiossidanti presenti in frutta e verdura possono aiutare a ridurre il loro impatto negativo.

Ricordiamo che fumare e smettere di fumare rimane il principale messaggio di salute pubblica per prevenire lo sviluppo della BPCO.

Scarica e leggi il documento in full text:
Fruit and vegetable consumption and risk of COPD: a prospective cohort study of men
Kaluza J, Larsson SC, Orsini N, et al.
Thorax Published Online First: 22 February 2017. doi: 10.1136/thoraxjnl-2015-207851

Editorial:
Could a healthy diet attenuate COPD risk in smokers?
Raphaëlle Varraso, Seif O Shaheen

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WHO: Linee guida per la diagnosi precoce dei tumori.

Posted by giorgiobertin su febbraio 9, 2017

Sono state pubblicate a cura del WHO ( World Health Organization) in occasione del World Cancer Day (4 February) le linee guida per la diagnosi e trattamento precoce dei tumori.
Ogni anno 8,8 milioni di persone muoiono di cancro, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito, questo perchè molti casi di cancro sono diagnosticati troppo tardi. “Diagnosi di cancro nelle fasi tardive, e l’incapacità di fornire un trattamento, condanna molte persone a inutili sofferenze e a morte precoce”, spiega Etienne Krug, direttore del WHO’s Department for the Management of Noncommunicable Diseases, Disability, Violence and Injury Prevention.
Attuando le misure della nuova guida OMS gli addetti ai lavori sanitari potranno migliorare la diagnosi precoci di cancro e garantire un trattamento immediato“.

cancer_diagnosis

Scarica e leggi il documento in full text:
Guide to cancer early diagnosis
Number of pages: 39 Languages: English ISBN: 978 92 4 151194 0

Fact sheet

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Il consumo di uva previene la malattia di Alzheimer.

Posted by giorgiobertin su febbraio 5, 2017

Il consumo di uva due volte al giorno per sei mesi protegge contro calo metabolico nelle aree Alzheimer-correlate del cervello. Ad affermarlo uno studio randomizzato e controllato condotto dai ricercatori del Department of Molecular and Medical Pharmacology, David Geffen School of Medicine presso l’University of California Los Angeles, USA su persone con declino della memoria precoce. La bassa attività metabolica in queste aree del cervello è un segno distintivo della malattia di Alzheimer in stadio precoce.

grapes   demenza

I Fenoli d’uva, tra cui i flavonoidi e i polifenoli correlati alle uve, sono noti per avere proprietà antiossidanti e proprietà anti-infiammatorie (Joseph et al., 2005).
La ricerca, pubblicata sulla rivista “Experimental Gerontology“, suggerisce che l’uva può contribuire a sostenere la salute del cervello, lavorando in diversi modi – riducendo lo stress ossidativo nel cervello, promuovendo il flusso di sangue sano nel cervello, aiutando a mantenere i livelli di una sostanza chimica cerebrale chiave che promuove la memoria (Maher P. 2016).

Leggi abstract dell’articolo:
Examining the impact of grape consumption on brain metabolism and cognitive function in patients with mild decline in cognition: A double-blinded placebo controlled pilot study
Jooyeon Lee, Nare Torosyan, Daniel H. Silverman
Experimental Gerontology Volume 87, Part A, January 2017 Pages 121-128

Maher, P. (2016). Grapes and the brain. In J.M. Pezzuto (Ed.), Grapes and health (pp. 139-161). Switzerland: Springer International Publishing. Doi: 10.1007/978-3-319-28995-3

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Ancora prove che le sigarette elettroniche non sono innocue.

Posted by giorgiobertin su febbraio 3, 2017

I ricercatori della David Geffen School of Medicine, University of California, Los Angeles, in uno studio pubblicato sulla rivista “Jama Cardiology” hanno evidenziato che le e-sigarette non sono innocue.

e-cigarette

L’attuale studio ha incluso 23 utenti abitualmente utilizzatori di e-sigarette (utilizzate quasi tutti i giorni per almeno un anno) e 19 utenti di età compresa tra i 21 ei 45 anni che non fumavano affatto. Si è riscontrato che coloro che utilizzavano delle sigarette elettroniche abitualmente avevano più probabilità di un aumento dell’attività cardiaca simpatica (aumento dei livelli di adrenalina nel cuore) ed un maggiore stress ossidativo – meccanismi noti nelle sigarette di tabacco che portano ad un aumento del rischio cardiovascolare.

I risultati anche se su piccoli numeri affermano i ricercatori “hanno implicazioni importanti per i rischi cardiaci a lungo termine associati con l’uso abituale delle e-sigarette“. “Studi come questo danno ulteriore conferma che l’e-sigarette non sono innocue“, ha detto il professor Joep Perk dell’European Society of Cardiology cardiovascular prevention.

Ricordiamo che nel 2016 le linee guida europee sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari avevano segnalato la necessità di ulteriori ricerche sugli effetti a lungo termine delle e-cigarettes.

Leggi abstract dell’articolo:
Increased Cardiac Sympathetic Activity and Oxidative Stress in Habitual Electronic Cigarette Users. Implications for Cardiovascular Risk
Roya S. Moheimani; May Bhetraratana; Fen Yin; Kacey M. Peters; Jeffrey Gornbein; Jesus A. Araujo; Holly R. Middlekauff
JAMA Cardiol. Published online February 1, 2017. doi:10.1001/jamacardio.2016.5303

Editorial
E-Cigarettes and Risk for Cardiovascular Disease
Aruni Bhatnagar, PhD

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La dieta attraverso i batteri intestinali influenza il cancro al colon-retto.

Posted by giorgiobertin su gennaio 27, 2017

I ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute and Harvard Medical School,  di Boston coordinati dal professore Shuji Ogino hanno dimostrato con “prove convincenti” che la dieta influenza la probabilità di sviluppare specifiche forme di cancro del colon-retto alterando il microbioma intestinale.

gut-bacteria-in-the-intestine

Nel periodo marzo 2015 e agosto 2016, il team ha analizzato campioni di tessuto tumorale da tutti i pazienti (137.217 individui che facevano parte del Nurses Health Study e Professionals Follow-up Study) con tumore del colon-retto, con particolare attenzione ai campioni  che contenevano Fusobacterium nucleatum.

Il team ha scoperto che i partecipanti, che hanno seguito una dieta prudente – definita come un elevato apporto di verdure, frutta, cereali integrali e legumi – erano a un rischio significativamente più basso di cancro del colon-retto contenenti il batterio F. nucleatum, rispetto ai soggetti che non avevano seguito una dieta in stile occidentale. Su una media 26-32 anni di follow-up, ci sono stati 1.019 casi di cancro del colon-retto individuati tra i partecipanti.

I risultati suggeriscono che F. nucleatum può contribuire allo sviluppo del cancro del colon-retto, interferendo con il sistema immunitario e attivando die percorsi di crescita nelle cellule del colon“, ha sottolineato il professore Ogino.

I ricercatori sulla pubblicazione nella rivista “Jama Oncology“, affermano che F. nucleatum può giocare un ruolo nello sviluppo del cancro del colon-retto. Serviranno comunque studi su larga scala per approfondire la complessa relazione tra dieta, batteri intestinali e cancro.

Leggi abstract dell’articolo:
Diet and Risk of Colorectal Cancer Subtypes Classified by F nucleatum
Raaj S. Mehta, MD; et al.

Fonte: Dana-Farber Cancer Institute

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Diabete di tipo 1 legato alle infezioni da enterovirus nei bambini.

Posted by giorgiobertin su gennaio 10, 2017

Una nuova ricerca condotta dai ricercatori University of Tampere in Finland indaga il legame tra la malattia e un tipo di infezione da enterovirus nei bambini. Lo studio è pubblicato sulla rivista “Diabetologia“.

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Il team – guidato dal Prof. Heikki Hyöty e il Dr. Hanna Honkanen – ha analizzato un totale di 1.673 campioni di feci da 129 bambini che erano risultati positivi per gli anticorpi del Diabete tipo 1, e 3.108 campioni di feci da un gruppo di controllo di 282 bambini. I risultati suggeriscono che le infezioni da enterovirus diagnosticate rilevando RNA virale nelle feci sono associate con lo sviluppo del Diabete di tipo 1  con un ritardo anche di diversi mesi.

I tipi di enterovirus più frequentemente riscontrati sono: Coxsackievirus A4 (che rappresentano il 28 per cento dei virus genotipizzati), A2 coxsackievirus, (che ha il 14 per cento dei virus), e A16 Coxsackievirus (che ha rappresentato l’11 per cento dei virus).

Questa scoperta supporta le osservazioni precedenti di altri studi prospettici che suggerivano che le infezioni da enterovirus possono svolgere un ruolo nell’avvio del processo che danneggia le cellule beta“.
Sarà importante esplorare la possibilità di creare un vaccino contro questi virus per scoprire se si può prevenire il diabete di tipo 1“, affermano i ricercatori.
Gli autori hanno convenuto che ulteriori ricerche sono necessarie per validare ulteriormente i risultati dello studio in corso.

Ricordiamo che il Diabete di tipo 1 (malattia autoimmune che blocca nel corpo la produzione di insulina) è di solito diagnosticato nei bambini e negli adulti, e si verifica quando il sistema immunitario del corpo non riconosce le proprie cellule beta produttrici di insulina; anzi le attacca e le danneggia. Il corpo ha bisogno di insulina per trasformare il glucosio nel sangue in energia.

Leggi abstract dell’articolo:
Detection of enteroviruses in stools precedes islet autoimmunity by several months: possible evidence for slowly operating mechanisms in virus-induced autoimmunity
Honkanen, H., Oikarinen, S., Nurminen, N. et al.
Diabetologia (2017) First Online: 09 January 2017 doi:10.1007/s00125-016-4177-z

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Osservatorio nazionale screening: report 2016.

Posted by giorgiobertin su dicembre 22, 2016

Sono stati presentati i dati del rapporto 2016 dell’Osservatorio nazionale screening (Ons). L’edizione di quest’anno si presenta in una forma completamente rinnovata che intende facilitare l’accesso ai dati presentando i risultati dell’attività dei programmi di screening in modalità dinamica.

ons-rapporto-2016

I dati presentati si riferiscono all’attività svolta dai programmi di screening nel 2014 e nel 2015 e dicono che ci sono progressi. Quasi 13 milioni di inviti nel 2015 (12.987.253, un milione di più che nel 2014) e poco meno di 6 milioni di test (5.876.046, oltre 300.000 in più rispetto al 2014) effettivamente eseguiti. Nel 2015 più dell’80% della popolazione italiana in età target viene regolarmente invitata allo screening mammografico, poco meno a quello cervicale e colorettale. Sempre in evidenza il divario fra Centro Nord e Sud.

Scarica e leggi il full text del rapporto:
Consulta il Rapporto dell’Osservatorio nazionale screening 2016, con i dati sugli screening organizzati aggiornati al 2015.

RAPPORTO ONS 2016

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Sced: la biopsia liquida che identifica i tumori.

Posted by giorgiobertin su novembre 30, 2016

Si chiama SCED -Solid Cancer Early Detenction- la nuova Biopsia liquida capace di riassumere quasi tutti gli screening oncologici: dalla mammografia, all’HPV test, passando per colonscopie e TAC spirale, arrivando a condensare anche tutti gli screening invasivi a cui vengono sottoposte le persone quando il rischio di neoplasie è quasi certo, come le biopsie degli organi.

sced      nihresearche

La nuova tecnica di biopsia liquida, può essere eseguita su soggetti sani che vogliono sapere se sono predisposti ad ammalarsi di qualche forma tumorale o nei casi di familiarità o di esposizione ad agenti cancerogeni come possono essere i fumatori o chi sta tutti i giorni nel traffico cittadino. Attraverso il controllo di 50 geni, questo sistema può identificare ben 2.800 mutazioni favorenti l’insorgenza di un tumore.
Sarà sufficiente un campione di sangue per una diagnosi precoce di almeno 100 forme differenti di tumore.

Un fiore all’occhiello della ricerca Italiana, presentato a Roma da Bioscience Genomics, spinoff dell’Università di Roma Tor Vergata.

Dopo la diagnosi, il test serve anche a monitorare i cambiamenti del tumore nel tempo in maniera rapida e minimamente invasiva, per fornire informazioni necessarie a valutare le varie opzioni di trattamento. Serve, ad esempio, a monitorare nel tempo la comparsa dimutazioni di resistenza alle terapie antitumorali.
In pochi anni, potrà diventare il gold standard nella diagnostica in oncologia.

Il procedimento prevede alcune fasi:
· Prelievo di sangue (7-8 cc)
· Stabilizzazione del campione di sangue per più di 96 ore e spedizione all’HUB (tramite una rigorosa catena di custodia) ai laboratori Bioscience Genomics di Roma (Tor Vergata), Milano (c/o San Raffaele) o San Marino per l’isolamento e sequenziamento del cfDNA, DNA germinale e CTC;
· Rilascio del referto da personale medico specializzato in sede di counseling.

Fonte: www.aboutpharma.com

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Statine: Linee guida per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su novembre 16, 2016

Le statine sono una classe di farmaci comunemente usata per trattare una varietà di problemi legati al cuore. Tuttavia, le statine possono anche essere utilizzate come prevenzione. A questo scopo The United States Preventive Services Task Force ha emesso nuove raccomandazioni riguardanti l’uso di statine per la prevenzione delle malattie cardiovascolari negli adulti.

Le statine prevengono la formazione di colesterolo nel fegato bloccando l’enzima HMG-CoA reduttasi, che è responsabile della produzione di colesterolo. Livelli elevati di colesterolo portano alla formazione di placche nelle arterie che bloccano il flusso di sangue con conseguente malattia cardiovascolare (Cardiovascular disease – CVD).

Dopo aver esaminato le prove sia per i vantaggi che per gli svantaggi dell’uso di statine nella prevenzione, The United States Preventive Services Task Force (USPSTF) hanno emesso un nuovo set di raccomandazioni. La stesura finale della nuova linea guida è stata pubblicata sulla rivista “Jama“, e aggiorna la precedente pubblicazione del 2008. La revisione ha evidenziato che il grado di beneficio dalla terapia con statine è più grande in persone con il più alto rischio di base di subire un evento cardiovascolare.

Scarica e leggi il documento in full text:
Statin Use for the Primary Prevention of Cardiovascular Disease in Adults
US Preventive Services Task Force Recommendation Statement
JAMA. 2016;316(19):1997-2007. doi:10.1001/jama.2016.15450 – November 15, 2016

Statin Use for the Prevention of Cardiovascular Disease: A Systematic Review for the U.S. Preventive Services Task Force (PDF File, 1.5 MB; PDF Help)

Clinical Summary
Statin Use for the Primary Prevention of Cardiovascular Disease in Adults: Preventive Medication

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Additivi alimentari possono causare il cancro al colon-retto.

Posted by giorgiobertin su novembre 8, 2016

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Cancer Research” gli emulsionanti che vengono aggiunti ai cibi più elaborati per favorirne la consistenza e prolungarne la durata, possono alterare i batteri intestinali in un modo da promuove l’infiammazione intestinale e conseguente cancro colorettale.

Lo studio da parte di un team di ricercatori della Georgia State University ha dimostrato che basse concentrazioni di due emulsionanti comuni – carbossimetilcellulosa e polisorbato-80 – induce un basso grado di infiammazione e obesità. Al contrario è stato trovato che un’assunzione di emulsionanti altera gravemente la composizione della flora intestinale, e lo fa in modo tale da promuovere l’infiammazione e crea un ambiente favorevole per lo sviluppo del cancro.
Non solo gli emulsionanti hanno alterato l’ambiente microbiotico in un modo da favorire l’infiammazione, ma anche hanno cambiato l’equilibrio tra proliferazione cellulare e morte cellulare, che favorisce lo sviluppo del tumore.

emulsiifiers1  emulsiifiers

Gli emulsionanti quindi inducono alterazioni del microbioma. Queste alterazioni sono necessarie e sufficienti per cambiare l’equilibrio nelle cellule epiteliali intestinali. Variazioni nelle cellule epiteliali si pensa provochino la comparsa e lo sviluppo di tumori.

Ricordiamo che gli emulsionanti sono detergenti, molecole aggiunte ai prodotti alimentari trasformati, e sono utilizzati per aiutare l’acqua a mescolarsi con l’olio, dando all’alimento trasformato una consistenza liscia.

Leggi abstract dell’articolo:
Dietary emulsifier-induced low-grade inflammation promotes colon carcinogenesis
Emilie Viennois, Didier Merlin, Andrew T. Gewirtz and Benoit Chassaing
Cancer Research DOI: 10.1158/0008-5472.CAN-16-1359 Published 7 November 2016

Fonte: Georgia State University

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Nuovo metodo per la diagnosi precoce del cancro del colon-retto

Posted by giorgiobertin su ottobre 26, 2016

Gli scienziati della Washington State University e la Johns Hopkins Medical School hanno scoperto un veloce, metodo non invasivo che potrebbe portare alla diagnosi precoce del tumore del colon-retto.
Utilizzando la cromatografia liquida UltraPerformance, i ricercatori hanno identificato una serie di molecole nelle feci di topi che indica la presenza di polipi precancerosi.

polipi-cancro

I ricercatori hanno scoperto l’impronta digitale molecolare per il tumore del colon utilizzando una tecnologia chiamata a mobilità ionica-spettrometria di massa. IMMS
Questa “impronta digitale metabolica” corrisponde a cambiamenti nei tessuti di topo e del tumore del colon umano, e suggerisce un potenziale nuovo strumento diagnostico per la diagnosi precoce del cancro del colon-dretto in un ambiente clinico.

Il vantaggio di diagnosi precoce è che siamo in grado di catturare il cancro prima che metastatizza in altre parti del corpo”, ha detto Williams. “I nostri risultati rappresentano la fase zero del cancro, la fase di polipo – già nel cancro del colon può essere rilevato.” “La parte più emozionante è essere in grado di vedere le differenze nelle feci”.

Il prossimo passo è quello di valutare i campioni di feci umane per vedere se l’impronta digitale molecolare è presente con il cancro del colon-retto nelle persone. Le attrezzature di laboratorio necessarie per eseguire questi test diagnostici sono già disponibile in commercio.

I risultati sono stati riportati sulla rivista “Journal of Proteome Research“.

Leggi abstract dell’articolo:
The Fecal Metabolome in Hmga1 Transgenic Mice with Polyposis: Evidence for Potential Screen for Early Detection of Precursor Lesions in Colorectal Cancer
Michael David Williams, Lingling Xian, Tait Huso, Jeong-Jin Park, David Huso, Leslie M Cope, David R Gang, William F. Siems, Linda Resar, Raymond Reeves, and Herbert H. Hill, Jr.
Journal of Proteome Research – DOI: 10.1021/acs.jproteome.6b00035

Fonte: Washington State University

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Non solo le statine riducono il rischio cardiovascolare.

Posted by giorgiobertin su settembre 30, 2016

Cambiamenti nella dieta, altri farmaci, e anche la chirurgia possono ridurre il rischio cardiovascolare in modo simile alle statine. Ad affermarlo una revisione e una meta-analisi pubblicata su “Journal of American Medical Association” (JAMA).

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I ricercatori Brigham and Women Hospital di Boston coordinati dal cardiologo Marc Sabatine, hanno analizzato i risultati di 49 studi clinici. Sono stati inclusi 25 studi clinici con le statine, così come le prove per una dieta-sana per il cuore, l’ezetimibe, e la chirurgia di bypass ileale. La revisione delle prove comprendeva anche due studi con inibitori PCSK9.

Dai risultati è emerso che queste terapie alternative sembrano conferire lo stesso livello di protezione della salute del cuore, come le statine, quando i livelli di colesterolo diminuiscono.
L’attenzione in realtà dovrebbe essere non su un particolare farmaco, ma sulla riduzione del colesterolo LDL“, ha detto il dott. Marc Sabatine. “Questi dati dimostrano che vi sono molteplici interventi che possono essere adottati”. “Le più recenti linee guida nel 2013 si sono concentrate quasi esclusivamente sulle statine e sono rimaste in silenzio sull’obiettivo dell’abbassamento del colesterolo LDL con metodi alternativi“.

Association Between Lowering LDL-C and Cardiovascular Risk Reduction Among Different Therapeutic Interventions: A Systematic Review and Meta-analysis.
Marc S. Sabatine, Silverman MG, Ference BA, Im K, et al.
JAMA. 2016;316(12):1289-1297. doi:10.1001/jama.2016.13985.

Approfondimenti: CBSnews

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NICE: Linee guida sulle malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su settembre 30, 2016

E’ stata pubblicata, in aggiornamento, a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) una linea guida riguardante la valutazione e la cura degli adulti che sono a rischio o che hanno malattie cardiovascolari (CVD), come le malattie cardiache e/o ictus. Il documento ha lo scopo di aiutare gli operatori sanitari ad identificare le persone che sono a rischio di problemi cardiovascolari, comprese le persone con diabete tipo 1 o diabete di tipo 2, o malattia renale cronica. La linea guida descrive il cambio dello stile di vita delle persone e come le statine ppossono essere utilizzate per ridurre il rischio.

cardiovascular-disease-risk

Scarica e leggi il documento in full text:
Cardiovascular disease: risk assessment and reduction, including lipid modification
Clinical guideline [CG181] Last updated: September 2016

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Menopausa precoce legata alle malattie del cuore.

Posted by giorgiobertin su settembre 18, 2016

In uno studio pubblicato on-line da “JAMA Cardiology“, del Dr. Taulant Muka e colleghi dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam, è stato valutato l’effetto dell’insorgenza precoce della menopausa e alcune malattie cardiovascolari (CVD).

early-menopause credit image:  Erasmus MC

Per lo studio i ricercatori hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi di 32 studi (310,329 donne). I risultati sono stati confrontati tra le donne che hanno avuto la menopausa di età inferiore ai 45 anni e le donne con oltre 45 anni. le donne che hanno avuto la menopausa precoce o ad esordio precoce sembrano avere un maggior rischio di malattia coronarica (CHD), mortalità cardiovascolare, e tutte le cause di mortalità, ma nessuna associazione con il rischio di ictus. Le donne tra i 50 e i 54 anni a inizio della menopausa avevano un ridotto rischio di malattia coronarica fatale.

La menopausa precoce serve da sentinella per riconoscere tempestivamente la presenza di un rischio cardiovascolare elevato. In altri termini, riconoscere che le donne con un declino riproduttivo precoce sono una popolazione ad aumentato rischio di malattie cardiovascolari offre importanti opportunità di intervento precoce in termini di prevenzione e, se è il caso, anche di terapia ormonale” – affermano i ricercatori.

Leggi abstract dell’articolo:
Association of Age at Onset of Menopause and Time Since Onset of Menopause With Cardiovascular Outcomes, Intermediate Vascular Traits, and All-Cause Mortality: A Systematic Review and Meta-analysis
Muka T, Oliver-Williams C, Kunutsor S, et al.
JAMA Cardiol. Published online September 14, 2016. doi:10.1001/jamacardio.2016.2415.

Fonte: Erasmus University Medical Center di Rotterdam

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Il Mango, previene obesità e diabete di tipo 2.

Posted by giorgiobertin su settembre 15, 2016

I ricercatori dell’Oklahoma State University di Stillwater (Usa), in uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of Nutrition” hanno trovato che il consumo quotidiano di mango aiuta a prevenire la disbiosi o dismicrobismo, ossia l’alterazione della flora batterica intestinale causata dal consumo eccessivo di grassi.

mango

Gli esperimenti sono stati condotti sui topi e gli studiosi hanno osservato che il consumo elevato del frutto esotico aveva protetto i roditori dalla disbiosi. I topi che ne avevano consumato quotidianamente dosi ingenti, infatti, non presentavano l’alterazione della flora intestinale e la perdita dei batteri buoni che sono generalmente associate alle diete ricche di grassi. Di conseguenza, erano meno esposti al rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e obesità, che vengono favoriti dallo squilibrio della flora batterica.

Il mango è una buona fonte di fibre, che proteggono dalla disbiosi intestinale provocata dalle diete ricche di grassi. Inoltre, studi precedenti hanno dimostrato che il frutto ha proprietà anti-obesità e ipoglicemiche” – afferma il professor Edralin A. Lucas. “I risultati di questo studio condotto sugli animali dimostrano che aggiungere il mango alla dieta potrebbe aiutare a mantenere l’intestino in salute e a tenere sotto controllo la presenza dei batteri benefici. Ma è necessario condurre ulteriori ricerche per verificare se questi effetti possono essere osservati anche negli esseri umani“.

Leggi abstract dell’articolo:
Mango Supplementation Modulates Gut Microbial Dysbiosis and Short-Chain Fatty Acid Production Independent of Body Weight Reduction in C57BL/6 Mice Fed a High-Fat Diet
Babajide Ojo, Guadalupe Davila El-Rassi, Mark E Payton, Penelope Perkins-Veazie, Stephen Clarke, Brenda J Smith, and Edralin A Lucas
J. Nutr. jn226688; first published online June 29, 2016. doi:10.3945/jn.115.226688

Articoli correlati:
Il mango contro obesità, tumori e costipazione.

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Scoperti biomarcatori che aiutano a predire chi avrà un ictus.

Posted by giorgiobertin su agosto 25, 2016

Le persone con alti livelli di quattro biomarcatori nel sangue possono avere più probabilità di sviluppare un ictus rispetto alle persone con bassi livelli di questi biomarcatori, secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Neurology“, la rivista medica dell’ American Academy of Neurology.

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Per lo studio, i ricercatori della Boston University Schools of Medicine and Public Health hanno misurato i livelli di 15 biomarker associati con l’infiammazione nel sangue di persone provenienti da uno studio di coorte che non avevano mai avuto un ictus. I partecipanti sono stati 3.224 un’età media di 61 all’inizio dello studio e sono stati seguiti per una media di nove anni. Durante questo periodo, 98 persone hanno avuto un ictus.
Dei 15 biomarcatori, quattro sono stati associati ad un aumentato rischio di ictus: L’omocisteina, il fattore di crescita endoteliale vascolare, LN-proteina C reattiva, LN-fattore di necrosi tumorale.
L’aggiunta di questi quattro biomarcatori permette di predire il rischio di ictus di una persona in base anche ad altri fattori quali l’età, il sesso, il colesterolo e la pressione sanguigna.

La ricerca futura potrebbe anche valutare se l’abbassamento dei livelli di questi marcatori o bloccandone la loro azione possa essere un modo per evitare l’ictus.

Leggi abstract dell’articolo:
Circulating biomarkers and incident ischemic stroke in the Framingham Offspring Study
Ashkan Shoamanesh, Sarah R. Preis, Alexa S. Beiser, Carlos S. Kase, Philip A. Wolf, Ramachandran S. Vasan, Emelia J. Benjamin, Sudha Seshadri, and Jose R. Romero
Neurology published ahead of print August 24, 2016, doi:10.1212/WNL.0000000000003115: 1526-632X

Editorial
Seeking the “holy grail” of biomarkers to improve stroke risk prediction of clinical scores
Stephen R. Williams and Svetlana Lorenzano

Fonte: American Academy of Neurology

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