Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Unisciti agli altri 285 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • sito web

Il veleno di una vespa uccide le cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su settembre 2, 2015

Il veleno di una particolare tipo di vespa del sud America (Brasile e Argentina) appartenente alla famiglia Polybia paulista che contiene il peptide antimicrobico Polybia-MP1 (MP1), è stato dimostrato dai ricercatori dell’Univesrity of Leeds e del São Paulo State University in Brasile, inibire molteplici forme di cancro, come quello alla prostata, alla vescica e le cellule leucemiche multiresistenti.

brazilian-social-wasp
The Brazilian social wasp defends itself with a venom containing an antimicrobial peptide that has been identified as having anticancer properties.  Image credit: Prof. Mario Palma/Sao Paulo State University

Il nuovo studio, pubblicato nel “Biophysical Journal“, rivela come MP1 è in grado di uccidere le cellule tumorali lasciando le cellule normali illese: attaccando i lipidi sulla superficie delle cellule cancerogene.
Il meccanismo alla base dell’efficace di MP1 risiede sulle membrane delle cellule tumorali che differiscono dalle membrane delle cellule sane. In particolare il posizionamento di due lipidi che formano parte della membrana cellulare: fosfatidilserina (PS) e fosfatidiletanolamina (PE). Nelle cellule tumorali, PS e PE si trovano nella membrana cellulare esterna rivolte verso l’esterno della cellula, mentre nelle cellule sane, sono situate nella membrana interna e si affacciano verso l’interno.

PS aumenta il legame del peptide antimicrobico alla membrana cellulare, mentre la presenza di PE potenzia la capacità di MP1 creando nella membrana dei buchi di grosse dimensioni. La formazione di questi fori è la chiave di come MP1 uccide le cellule tumorali e non quelle sane.

Le terapie tumorali che attaccano la composizione lipidica della membrana cellulare sarebbero una nuova classe di farmaci anti-cancro” – afferma Paul Beales coordinatore dello studio.

Leggi il full text dell’articolo:
PE and PS Lipids Synergistically Enhance Membrane Poration by a Peptide with Anticancer Properties
Natália Bueno Leite, Anders Aufderhorst-Roberts, Mario Sergio Palma, Simon D. Connell, João Ruggiero Neto, Paul A. Beales
Biophysical Journal, Vol. 109, Issue 5, p936–947 – Published in issue: September 01, 2015

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

ESC 2015: Linee guida di cardiologia.

Posted by giorgiobertin su settembre 2, 2015

Sono state pubblicate dall’European Society of Cardiology (ESC) sulla rivista “European Heart Journal” le seguenti linee guida:

– 2015 ESC/ERS Guidelines for the diagnosis and treatment of pulmonary hypertension – Nazzareno Galie, Marc Humbert, + al.  http://dx.doi.org/10.1093/eurheartj/ehv317 First published online: 29 August 2015

– 2015 ESC Guidelines for the management of acute coronary syndromes in patients presenting without persistent ST-segment elevation – Marco Roffi, , Carlo Patrono, et al. – DOI: http://dx.doi.org/10.1093/eurheartj/ehv320 First published online: 29 August 2015

– 2015 ESC Guidelines for the diagnosis and management of pericardial diseases – Yehuda Adler, Philippe Charron, et al. – DOI: http://dx.doi.org/10.1093/eurheartj/ehv318 First published online: 29 August 2015

– Ventricular Arrhythmias and the Prevention of Sudden Cardiac Death – Silvia G. Priori, Carina Blomstro¨m-Lundqvist, + al. DOI: http://dx.doi.org/10.1093/eurheartj/ehv316 First published online: 29 August 2015

– 2015 ESC Guidelines for the management of infective endocarditis – Gilbert Habib, Patrizio Lancellotti, et al. – DOI: http://dx.doi.org/10.1093/eurheartj/ehv319 First published online: 29 August 2015

33.cover-EHJ

Fonte: European Society of Cardiology (ESC) – European Heart Journal

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scoperto gene associato a morte cardiaca improvvisa.

Posted by giorgiobertin su settembre 1, 2015

I ricercatori tedeschi del St. Marien-Hospital Mülheim coordinati dal dott. Heiner Wieneke, durante il Congresso della European Society of Cardiology (ESC) che si sta svolgendo a Londra, hanno presentato i risultati di una ricerca che ha portato alla scoperta di un gene strettamente legato alle morti cardiache improvvise.

ESC_Logo

Il gene si chiama “Gnas” e codifica una “G-proteina” che interagisce sull’attività delle cellule del cuore. Se il gene suddetto è mutato, si genera una proteina anomala che altera le cellule cardiache, provocando la morte improvvisa.

Lo studio ha analizzato il DNA di 1145 pazienti (studio Discovery Trial) portatori di un impianto con defribillatore e il DNA di persone decedute per morte cardiaca improvvisa. E’ stata così scoperta la mutazione genetica del gene Gnas che causa un aumento della tachicardia ventricolare con conseguente aumento del rischio di morte cardiaca improvvisa.

I nostri risultati – ha commentato Wieneke – suggeriscono che il gene Gnas può avere un ruolo importante nella genesi della morte cardiaca improvvisa. Il fine ultimo di queste ricerche, ribadiamo, è quello di mettere a punto un test capace di predire questo evento“.

Leggi abstract dellarticolo:
Gene associated with sudden cardiac death identified by ICD monitoring

Fonte: ESC Congress

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Ipertensione: il caffè aumenta il rischio di eventi cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su agosto 31, 2015

Una ricerca italiana presentata al Congresso Europeo di Cardiologia (ESC), in corso a Londra dal 29 agosto al 2 settembre, ha evidenziato che il consumo di caffè è associato a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari (soprattutto infarti) nei giovani adulti (soggetti tra i 18 e i 45 anni) con ipertensione lieve.

caffè

Nello studio, chiamato HARVEST, i ricercatori hanno cercato di valutare se il consumo di caffè abbia un qualche effetto sul rischio di eventi cardiovascolari e se l’eventuale associazione sia mediata da effetti sulla pressione arteriosa e sul metabolismo del glucosio.

La ricerca ha coinvolto 1201 pazienti non diabetici di età compresa tra 18 e 45 anni, che presentavano ipertensione in stadio 1 (pressione sistolica compresa tra 140 e 159 mmHg e/o diastolica compresa tra 90 e 99 mmHg) non trattata. Il consumo di caffè è stato classificato in base al il numero di tazze di caffè (non decaffeinato) bevute ogni giorno.
Dai risultati è emerso un rischio quadruplicato nei forti bevitori di caffè e triplicato nei bevitori moderati.
Bere caffè aumenta anche il rischio di prediabete nei giovani adulti con ipertensione che sono metabolizzatori lenti della caffeina” ha detto il prof. Mos primo autore della ricerca. Il rischio di prediabete correlato al consumo di caffè è legato al genotipo del gene CYP1A2, da cui dipende il fatto di essere metabolizzatori lenti o veloci della caffeina.

Leggi abstract dell’articolo:
Long term cardiovascular and metabolic effects of coffee consumption in young hypertensive subjects: results from HARVEST study
L. Mos, O. Vriz, S. Martina, F. Saladini, C. Fania, G. Caravelli, M. Ruscio, E. Casiglia, P. Palatini
European Heart Journal ( 2015 ) 36 ( Abstract Supplement ), 159

ESC CONGRESS 2015 SCIENTIFIC PROGRAMME

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il limone protegge dalle infezioni gastrointestinali.

Posted by giorgiobertin su agosto 30, 2015

I ricercatori dell’Università di Heidelberg, del German Cancer Research Center (DKFZ) e dell’University of New South Wales in Australia, in uno studio pubblicato sulla rivista “Virology” hanno scoperto che il succo di limone protegge dalle infezioni, riducendo la possibilità di contrarre infezioni da Norovirus, causa di disturbi gastrointestinali anche gravi.

lemon

Il norovirus è un virus molto contagioso. Costituisce la più frequente causa di gastroenteriti acute di origine non batterica, i cui sintomi sono crampi allo stomaco, diarrea, nausea e vomito. Si trasmette per via orale e fecale o tramite le mani o gli alimenti contaminati. Il citrato del succo di limone o i disinfettanti contenenti citrato possono cambiare la forma delle proteine esterne del virus, impedendogli così di infettare le cellule.

Treatment of norovirus particles with citrate
Anna D. Koromyslova, Peter White, and Grant S. Hansman
Virology 2015, DOI: 10.1016/j.virol.2015.07.009

Fonte ed approfondimenti: The German Cancer Research Center

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

WHO: Linee guida sui nati prematuri.

Posted by giorgiobertin su agosto 29, 2015

Un nuovo documento pubblicato dal WHO dal titolo: “WHO recommendations on interventions to improve preterm birth outcomes” offre consigli sugli interventi da adottare per la mamma quando il parto pretermine è imminente e per il bambino nato prematuro.

preterm

L’Oms ricorda come “le complicazioni dovute a nascite pretermine sono la principale causa di morte tra i bambini sotto i cinque anni di età, responsabile di quasi un milione di morti nel 2013. Senza un trattamento adeguato, per i nati pretermine aumenta il rischio di invalidità permanente e la scarsa qualità della vita“.

Scarica e leggi il documento in full text:
WHO recommendations on interventions to improve preterm birth outcomes

Posted in E-journal E-Book, News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Diabete: Primo trapianto di cellule pancreatiche.

Posted by giorgiobertin su agosto 28, 2015

Una nuova tecnica per il trapianto di isole pancreatiche in pazienti con diabete di tipo 1 è stata applicata con successo al Diabetes Research Institute (DRI) dell’Università di Miami.
E’ certamente un concreto passo in avanti verso lo sviluppo di BioHub, un “mini organo” bioingegnerizzato che imita il pancreas nativo per ripristinare la naturale produzione di insulina nei pazienti con diabete di tipo 1. Il progetto è condotto in collaborazione con ricercatori italiani di Niguarda di Milano, San Raffaele e l’ISMETT di Palermo.

Lo studio di fase I/II, approvato dalla Food and Drug Administration (FDA), si basa su decenni di progresso nel trapianto di isole pancreatiche. “Questo è il primo caso in cui le isole sono state trapiantate con tecniche di ingegneria tissutale all’interno di una impalcatura biologica e riassorbibile sulla superficie dell’omento, tessuto che riveste gli organi addominali. Il sito è accessibile con la chirurgia minimamente invasiva (laparoscopica), ha lo stesso apporto di sangue e le stesse caratteristiche di drenaggio del pancreas e permette di minimizzare la reazione infiammatoria e quindi il danno alle isole trapiantate“. – afferma Camillo Ricordi, professore di chirurgia e direttore del Centro Trapianti Cellulari presso l’Università di Miami. (video)

Attualmente il trapianto viene solitamente effettuato infondendo le isole pancreatiche nel fegato. In questa sede il contatto delle isole con il sangue attiva una reazione infiammatoria che le danneggia.

Ricordiamo che nel diabete di tipo 1, le cellule che producono insulina nel pancreas vengono distrutte dal sistema immunitario, obbligando il paziente a gestire i livelli di zucchero nel sangue mediante diverse somministrazioni giornaliere di insulina.

Fonte: Diabetes Research Institute

Approfondimenti: BioHub –  https://www.youtube.com/watch?v=6YNRcDGf57o

Posted in News-ricerca, Video | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

EMA: Linee guida sulla buona pratica clinica.

Posted by giorgiobertin su agosto 28, 2015

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha rilasciato un aggiornamento sulla linea guida della buona pratica medica (GCP – Good Clinical Practice). La precedente linea guida era stata pubblicata nel 1996. Il documento è in formato bozza ed eventuali commenti sono aperti fino al 03/02/2016 (ich@ema.europa.eu).

EMA logo

Il documento GPC è uno standard internazionale di qualità etica e scientifica per la progettazione, la registrazione e reporting della sperimentazione clinica che prevede la partecipazione di soggetti umani. Il rispetto delle norme garantisce al pubblico la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti in sperimentazione.

Scarica e leggi il documento in full text:
Guideline for good clinical practice E6(R2)

Fonte: European Medicines Agency (EMA)

Approfondimenti: ICH M4E(R2) Guideline reaches Step 2b of the ICH Process

Posted in Formazione, Materiali Didattici | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

NICE: Linee guida sul diabete tipo 1 negli adulti.

Posted by giorgiobertin su agosto 27, 2015

Sono state pubblicate a cura di NICE ( National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla diagnosi e gestione del diabete tipo 1 negli adulti. Il documento aggiorna la precedente linea guida pubblicata nel 2004.

guidance ng17

Scarica e leggi il documento in full text:
Type 1 diabetes in adults: diagnosis and management – NICE guidelines [NG17] Published date: 26 August 2015

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Colite ulcerosa: Pillola intelligente, traccia i processi digestivi.

Posted by giorgiobertin su agosto 27, 2015

Gastroenterologi presso l’University of Chicago Medicine, Chicago, Illinois, USA, stanno sperimentando una “pillola intelligente” elettronica “Smart Pill“, che effettua misurazioni sulla temperatura, pressione e pH all’interno del tratto digestivo.

smartpillsystem smartpill_capsule
The SmartPill with its wireless receiver and software to analyze data from the digestive system. (Photo: Given Imaging, Ltd)

Un paziente inghiotte “Smart Pill”come una pillola normale, questa passa attraverso il corpo, trasmette i dati senza fili ad un ricevitore che può essere indossato sulla cintura o nelle vicinanze. I medici possono quindi scaricare o analizzare i dati in tempo reale per risolvere i problemi digestivi, tenere traccia di quanto velocemente il cibo si muove attraverso l’intestino, analizzare il percorso dei farmaci nel sistema gastrointestinale, il tutto attraverso un monitor.

Alcuni farmaci per la colite ulcerosa sono prodotti con un rivestimento pH-dipendente, in modo tale che il farmaco non è disponibile se non si raggiunge un certo pH. Se intestino di un paziente è molto acido, per esempio, o ha ampie fluttuazioni dei livelli di pH, questi rivestimenti potrebbero non essere sempre il trattamento ideale.

E’ un piccolo studio condotto su volontari, ma dimostra che finora la SmartPill è uno strumento affidabile per effettuare misurazioni di base del tratto digestivo. La sua utilità si espanderà anche oltre queste applicazioni di base, e fornirà ai medici degli strumenti più potenti per misurare i parametri del corpo direttamente dall’interno.“- afferma il prof. David Rubin. gastroenterologo dell’University of Chicago.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Assessment of Tandem Measurements of pH and Total Gut Transit Time in Healthy Volunteers
Adam E Mikolajczyk, Sydeaka Watson, Bonnie L Surma and David T Rubin
Clinical and Translational Gastroenterology (2015) 6, e100; doi:10.1038/ctg.2015.22

Fonte ed approfondimenti: University of Chicago Medicine

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Le patate viola uccidono le staminali del cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 27, 2015

Dei composti trovati nelle patate viola possono aiutare a uccidere le cellule staminali del cancro del colon e limitare la diffusione del cancro, secondo un team di ricercatori della Penn State.
I ricercatori, che hanno pubblicato i loro risultati sul “Journal of Nutritional Biochemistry“; hanno usato una patata al forno viola perché le patate sono ampiamente consumate nei paesi occidentali, e il forno perchè volevano anche assicurarsi che le verdure mantengano le loro proprietà anti-cancro, anche dopo la cottura.

purple-potatoe Image: Stephen Lea

Secondo i ricercatori, che hanno condotto gli esperimenti su topi con tumore del colon e su piastre di Petri, ci possono essere diverse sostanze nelle patate viola che lavorano contemporaneamente su più percorsi per aiutare ad uccidere le cellule staminali del cancro del colon: antociani, acido clorogenico e amido resistente.

Le patate, comprese le patate viola, contengono dell’amido resistente, che funge da cibo per i batteri intestinali che lo convertono in acidi grassi benefici a catena corta come l’acido butirrico,” – ha detto Vanamala uno degli autori. “L’acido butirrico regola la funzione immunitaria nell’intestino, sopprime l’infiammazione cronica e aiuta le cellule tumorali ad autodistruggersi. Gli alimenti possono effettivamente offrire un modo più sano per prevenire il cancro, perché spesso hanno effetti collaterali limitati rispetto ai trattamenti farmacologici“.

Il passo successivo sarà quello di testare i composti contenuti nelle patate viola negli esseri umani per le strategie di prevenzione e trattamento della malattia.

Leggi abstract dell’articolo:
Anthocyanin-containing purple-fleshed potatoes suppress colon tumorigenesis via elimination of colon cancer stem cells
Venkata Charepalli, Lavanya Reddivari, Sridhar Radhakrishnan, Ramakrishna Vadde, Rajesh Agarwal, Jairam K.P. Vanamala
Journal of Nutritional Biochemistry Published Online: August 14, 2015 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.jnutbio.2015.08.005

Fonte ed approfondimenti: Penn State

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un esame del sangue per lo screening del cancro al colon.

Posted by giorgiobertin su agosto 27, 2015

Ricercatori canadesi del BC Cancer Agency e della University of British Columbia – Vancouver, hanno trovato un nuova metodica per lo screening di campioni di sangue contenenti tracce molecolari che indicano la presenza di polipi precancerosi, un segnale di avvertimento chiave per il cancro del colon.

BOEx-Colonoscopy

Il team ha raccolto campioni di plasma di sangue da tre gruppi di persone: 23 pazienti che aveva adenomatosi (precancerosa) polipi, 21 che avevano verificato il cancro al colon, e 25 volontari sani. Dai risultati è emerso, attraverso la Spettroscopia Raman, che utilizza un laser per eccitare il campione e misura gli spostamenti in energia vibrazionale delle sue molecole, una differenza negli spettri del plasma sanguigno di persone con tumore del colon rispetto agli individui senza cancro.

Un esame del sangue, economico e poco invasivo può esser una prima linea di difesa per identificare i pazienti con segni premonitori del cancro e potrà integrare la colonscopia, nello screening. Una volta che i polipi sono identificati, la colonscopia è ancora il modo migliore per capire dove sono situati e come possano essere rimossi.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Label-free surface-enhanced Raman spectroscopy for detection of colorectal cancer and precursor lesions using blood plasma
S. Feng, W. Wang, I. Tai, R. Chen, H. Zeng.
Biomedical Optics Express 6, 3494-3502 (2015).

Fonte: The Optical Society (OSA)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

NICE: Piede diabetico, prevenzione e gestione

Posted by giorgiobertin su agosto 26, 2015

Sono state aggiornate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla prevenzione e gestione dei problemi relativi al piede diabetico. Il precedente documento era datato 2004 con aggiornamenti nel 2011.

NICE-ng19

Scarica e leggi il documento in full text:
Diabetic foot problems: prevention and management – NICE guidelines [NG19] – Published: 26 August 2015

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

NICE: Linee guida sul diabete nei bambini e nei giovani.

Posted by giorgiobertin su agosto 26, 2015

Sono state pubblicate da NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla diagnosi e gestione del Diabete tipo 1 e tipo 2 nei bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni.

nice-ng18

Scarica e leggi il documento in full text:
Diabetes (type 1 and type 2) in children and young people: diagnosis and management – NICE guidelines [NG18] – Published: 26 August 2015

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Collegamenti tra infiammazione e cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su agosto 26, 2015

Un nuovo studio condotto dal prof. Raymond DuBois dell’Arizona State University, ha identificato per la prima volta i dettagli di come un’infiammazione inneschi le cellule tumorali del colon per la diffusione ad altri organi, processo di metastasi.

Gastro-PG1
A new Arizona State University research study led by Biodesign Institute executive director Raymond DuBois has identified for the first time the details of how inflammation triggers colon cancer cells to spread to other organs, or metastasize.
Photo by: Michael Northrop, Biodesign Institute

Abbiamo da tempo notato che l’assunzione di aspirina o altri farmaci antinfiammatori (chiamati farmaci anti-infiammatori non steroidei o FANS), hanno effetti benefici sulla riduzione del rischio di cancro del colon-retto“, ha detto DuBois.
Nello studio abbiamo dimostrato un legame diretto tra il mediatore prostaglandina E2 pro-infiammatorio e cellule staminali del cancro colorettale“.

Quando si hanno livelli elevati di PGE 2 nei pazienti con cancro, la prognosi è spesso infausta. Il ruolo normale di PGE 2 è quello di attrarre le cellule immunitarie del corpo e stimolare percorsi che guariscano le ferite. Il livello di PGE 2 sale e poi scende entro pochi giorni dalla guarigione della ferita. Nel cancro, si hanno elevati livelli di PGE 2 cronici, questo genera delle cellule staminali del cancro che promuovono la progressione del cancro e la diffusione metastatica.

Lo studio sugli animali ha dimostrato che quando PGE 2 si lega al suo recettore sulla superficie della cellula tumorale, PGE receptor 4, o EP4, si innesca una cascata di segnalazioni per le cellule staminali del cancro che si rinnovano e si diffondono. “Siamo stati in grado di bloccare la segnalazione PGE2 con l’aggiunta di un farmaco che inibisce il legame al recettore EP4, questo ha ridotto il numero di polipi e bloccato le metastasi epatiche” – conclude DuBois.

I risultati pubblicati sulla rivista “Gastroenterology“, permetteranno ai ricercatori di identificare nuovi bersagli farmacologici per la prevenzione e il trattamento del cancro del colon.

Leggi abstract dell’articolo:
Prostaglandin E2 Promotes Colorectal Cancer Stem Cell Expansion and Metastasis in Mice
Dingzhi Wang, Lingchen Fu, Haiyan Sun, Lixia Guo, Raymond N. DuBois
Gastroenterology – Published online: August 7 2015

Low-Dose Aspirin or Nonsteroidal Anti-inflammatory Drug Use and Colorectal Cancer Risk. A Population-Based Case–Control Study. Ann Intern Med. Published online 25 August 2015 doi:10.7326/M15-0039

Fonte: Arizona State University

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sclerosi Multipla: bassi livelli di vitamina D aumentano il rischio.

Posted by giorgiobertin su agosto 26, 2015

Bassi livelli di vitamina D aumentano significativamente il rischio di sviluppare la sclerosi multipla (SM), secondo uno studio condotto dal Dr. Brent Richards della McGill University, e pubblicati in “PLoS Medicine“.

vitamind550

Lo studio condotto su 14.498 persone e 24.091 controlli, ha rivelato che le persone con livelli geneticamente bassi di vitamina D hanno un rischio doppio di vedersi diagnosticata la sclerosi multipla. Già in passato altre ricerche avevano trovato un’associazione tra i livelli di vitamina D, che è assicurata all’organismo dalla luce solare e da alcuni cibi, e la sclerosi multipla, malattia autoimmune degenerativa che colpisce i nervi nel cervello e nella corda spinale, per la quale non si conoscono ancora cause e non esistono cure. Ora sembra ci siano delle certezze su questo legame.

La nostra scoperta è importante dal punto di vista della salute pubblica, un’insufficienza di vitamina D è comune, soprattutto nei paesi del nord come il Canada dove l’esposizione alla luce solare – una fonte naturale comune di vitamina D – è diminuita durante il lungo inverno e dove vediamo sproporzionatamente alti tassi di MS “, afferma il dottor Richards.
Prendendo la precauzione di mantenere un livello normale di vitamina D, una persona a rischio potrebbe diminuire il rischio di contrarre SM.

Leggi il full text dell’articolo:
Vitamin D and risk of Multiple Sclerosis: a Mendelian Randomization Study
Lauren E Mokry, Stephanie Ross, Omar S. Ahmad, Vincenzo Forgetta, George Davey-Smith, Aaron Leong, Celia MT Greenwood, George Thanassoulis, J. Brent Richards.
PLOS Medicine Published: August 25, 2015 DOI: 10.1371/journal.pmed.1001866

Fonte: McGill University  –  BBC News

Approfondimenti: http://www.vitamindandms.org/

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tumori: Opuscoli informativi sulle diverse patologie per pazienti.

Posted by giorgiobertin su agosto 25, 2015

Sono stati pubblicati sul portale AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica) a cura dei gruppi di lavoro Linee Guida AIOM, e della Fondazione AIOM degli opuscoli informativi rivolti ai pazienti per diverse patologie oncologiche.

Aiom_logo
I documenti sono scaricabili in formato pdf.

Fonte: AIOM

Posted in Materiali Didattici | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Test da carico di glucosio per predire il diabete.

Posted by giorgiobertin su agosto 25, 2015

Uno studio italiano condotto da Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid), insieme ai ricercatori delle Università Magna Graecia di Catanzaro e Roma Tor Vergata, e pubblicato sul “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism” (Jcem), ha dimostrato che il test da carico orale di glucosio, già utilizzato per le donne in gravidanza, può essere ritenuto valido anche per prevenire il diabete.

Il test che viene realizzato misurando la glicemia di base due ore dopo l’ingestione di 75 grammi di glucosio, dimostra l’importanza di valutare la glicemia, per scoprire le persone ad alto rischio, categoria fino ad ora ignorata, sulla quale però ora si può intervenire.

jcemcover

Il nostro studio dimostra che rispetto ai soggetti con alterata glicemia a digiuno (IFG), le persone con normale tolleranza glucidica, ma con valori di glicemia 1 ora dopo carico orale di glucosio maggiori di 155 mg/dl (‘NGT-alti ad un’ora’), presentano due aspetti patogenetici, tipici del diabete tipo 2, ovvero: una riduzione della sensibilità insulinica e una ridotta funzione secretoria da parte delle beta cellule pancreatiche” – puntualizza il prof. Sesti.

I risultati provengono dallo studio studio CATAMERI (CATAnzaro MEtabolic RIsk factors). Il test di uso comune permette di individuare una nuova categoria di soggetti con ‘pre-diabete‘, i cosiddetti ‘NGT (normal glucose tolerance) – con alta glicemia ad un’ora‘, che presentano un rischio aumentato del 400% di sviluppare un diabete conclamato entro i successivi 5 anni.

Leggi abstract dell’articolo:
One-hour post-load hyperglycemia is a stronger predictor of type 2 diabetes than impaired fasting glucose
Teresa Vanessa Fiorentino, Maria Adelaide Marini, Francesco Andreozzi, Franco Arturi, Elena Succurro, Maria Perticone, Angela Sciacqua, Marta Letizia Hribal, Francesco Perticone and Giorgio Sesti
The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism August 14, 2015http://dx.doi.org/10.1210/jc.2015-2573

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Riprogrammazione delle cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su agosto 24, 2015

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Nature Cell Biology” condotto dai ricercatori del Mayo Clinic di Jacksonville, FL suggerisce che quando vengono ripristinati i segnali miRNA normali in cellule tumorali, queste ritornano ad essere cellule normali.

Mayo Clinic Researchers Find New Code That Makes Reprogramming of Cancer Cells Possible

Il team ha focalizzato la ricerca su due proteine ​​di adesione: E-caderina e p120 catenina. Queste proteine ​​di adesione sono importanti per la formazione di tessuto normale, ed entrambe si trovano nelle cellule tumorali e sembrano essere importanti proprio per la crescita del tumore.  E’ stata scoperta una nuova proteina PLEKHA7, che regola i livelli di microRNA ed è essenziale per garantire la crescita normale delle due proteine E-caderina e p120 catenina. Quando PLEKHA7 viene persa, il complesso di adesione si interrompe e le due proteine in questione diventano promotrici del tumore.

Con la somministrazione di miRNA nelle cellule tumorali si ripristinano i livelli normali, in questo modo dovremmo essere in grado di ristabilire i freni e ripristinare la normale funzione cellulare. Le prime esperienze in alcuni tipi di cancro aggressivi sono davvero molto promettenti.” – afferma il prof. Anastasiadis primo autore della ricerca (video)

Leggi abstract dell’articolo:
Distinct E-cadherin-based complexes regulate cell behaviour through miRNA processing or Src and p120-catenin activity
Antonis Kourtidis, Siu P Ngok, Pamela Pulimeno, Ryan W Feathers, Lomeli R Carpio, Tiffany R Baker, Jennifer M Carr, Irene K Yan, Sahra Borges, Edith A Perez, Peter Storz, John A Copland, Tushar Patel, E Aubrey Thompson, Sandra Citi and Panos Z Anastasiadis
Nature Cell Biology doi:10.1038/ncb3227 – Published online 24 August 2015

Fonte ed approfondimenti: Mayo Clinic

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Linee guida sull’ipoparatiroidismo.

Posted by giorgiobertin su agosto 22, 2015

Sono state pubblicate a cura dell’European Society of Endocrinology, le linee guida sull’ipoparatiroidismo negli adulti. Il documento è stato pubblicato sulla rivista “European Journal of Endocrinology“.

EJE-cover

Le nuove raccomandazioni sono volte a migliorare la cura dell’ipoparatiroidismo cronico, una condizione che si verifica nei pazienti quando non producono abbastanza ormone paratiroideo, questo provoca un calo dei livelli di calcio nel sangue, con complicanze renali, depressione e complicazioni durante la gravidanza.

Scarica e leggi il documento in full text:
European Society of Endocrinology Clinical Guideline: Treatment of chronic hypoparathyroidism in adults
Jens Bollerslev, Lars Rejnmark, Claudio Marcocci, Dolores M Shoback, Antonio Sitges-Serra, Wim van Biesen, and Olaf M Dekkers
Eur J Endocrinol 173 (2) G1-G20, doi: 10.1530/EJE-15-0628

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Diabete: un farmaco riduce gli eventi cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su agosto 21, 2015

Boehringer Ingelheim e Eli Lilly and Company (NYSE: LLY) hanno annunciato i risultati positivi provenienti dallo studio EMPA-REG OUTCOME. Si tratta di un trials clinico (ClinicalTrials.gov Identifier: NCT01131676) condotto in 620 centri di 42 paesi, che ha valutato gli effetti dell’uso del farmaco “Jardiance (empagliflozin)” su oltre 7.000 adulti con diabete di tipo 2 ed elevato rischio cardiovascolare.

JARDIANCE

Jardiance è l’unico agente ipoglicemizzante ad aver dimostrato la riduzione del rischio CV in uno studio dedicato. Ricordiamo che ridurre il rischio cardiovascolare è una componente essenziale nella gestione del diabete.

La riduzione del rischio cardiovascolare dimostrato da Jardiance è eccitante e non vediamo l’ora di condividere i risultati completi,” ha detto il professor Hans-Juergen Woerle, Vicepresidente, Boehringer Ingelheim.
I risultati dettagliati dello studio saranno presentati il 17 settembre al 51° European Association for the Study of Diabetes Annual Meeting a Stoccolma, Svezia.

Fonti ed approfondimenti: Boehringer Ingelheim   –   Eli Lilly and Company

Rationale, design, and baseline characteristics of a randomized, placebo-controlled cardiovascular outcome trial of empagliflozin (EMPA-REG OUTCOME™).
Cardiovasc Diabetol. 2014; 13: 102.

ClinicalTrials.gov Identifier: NCT01131676

Drugs information: empagliflozin    –   Prescribing Information and Patient Information

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cartilagine coltivata in laboratorio e impiantata nel ginocchio.

Posted by giorgiobertin su agosto 21, 2015

I ricercatori dell’Ohio State University Wexner Medical Center, per la prima volta hanno usato un impianto di tessuto a base di cellule del paziente per curare i danni della cartilagine del ginocchio.

La tecnica ( NeoCart – impianto tessuto cartilagineo) consiste nel prelevare le cellule della cartilagine sana dal ginocchio del paziente attraverso chirugia mininvasiva e utilizzare queste cellule per crescere nuova cartilagine in laboratorio, poi impiantare nuovamente la cartilagine dentro al ginocchio del paziente.

Nonostante la disponibilità di procedure e trattamenti, i pazienti sono spesso lasciati alla ricerca di nuove opzioni a causa di un recupero incompleto o della durata limitata dell’effetto “, ha detto il dottor David Flanigan, professore associato di ortopedia presso Wexner Medical Center di Ohio State. “Se questo impianto funziona come pensiamo, potrebbe essere a lungo termine, la soluzione definitiva per i pazienti con queste lesioni” (Clinical trials NCT01066702).

Fonte ed approfondimenti: Ohio State University Wexner Medical Centervideo

Clinical trials.gov   –   Neocart-implant

Posted in News-ricerca, Video | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Un “mini” cuore bionico su un giovane già trapiantato.

Posted by giorgiobertin su agosto 20, 2015

Il professor Gino Gerosa, direttore di Cardiochirurgia dell’ospedale di Padova con i colleghi Cosimo Guglielmi e Vincenzo Tarzia, coadiuvati da un’equipe di anestesisti e infermieri ha eseguito, per la prima volta in Italia, il trapianto di un cuore artificiale totale CardioWest 50 cc. Un intervento, durato ben 11 ore, eseguito inoltre per la prima volta al mondo su un giovane già trapiantato. Pesa 200 grammi, 40 in meno rispetto al CardioWest 70 cc, primo cuore artificiale totale che nel 2007 Gerosa inserì in un paziente adulto. Il CardioWest 50 cc è più piccolo e leggero e quindi adatto a giovani e donne. (video)

Dopo aver espiantato il cuore trapiantato 12 anni prima, operazione particolarmente complessa vista la situazione anatomica legata al precedente trapianto cardiaco – osserva Gerosa – abbiamo inserito il nuovo cuore artificiale totale, e lo abbiamo attivato permettendo il recupero dei vari organi danneggiati. Il dispositivo è stato connesso con i grandi vasi sanguigni del torace e una consolle esterna gli fornisce l’aria capace di far muovere i diaframmi presenti all’interno del cuore artificiale, in grado di eiettare il sangue“.

Il ragazzo è ora in buone condizioni di salute, è stato dimesso ed è completamente guarito dal linfoma (nei pazienti cardiotrapiantati questa neoplasia può presentarsi quale conseguenza della terapia con farmaci immunosoppressori). Il nuovo cuore artificiale non necessita di farmaci immunosoppressori.

Leggi il comunicato stampa unipd   –   video intervista Prof Gerosa  –  Video animazione

Posted in News-ricerca, Video | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scoperto ‘interruttore generale’ dell’obesità.

Posted by giorgiobertin su agosto 20, 2015

Gli scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology • Cambridge) e Harvard Medical School, che hanno analizzato i circuiti a livello cellulare che circondano l’attività del gene FTO – quello più fortemente associato con l’obesità – hanno scoperto una via metabolica che sembra esercitare un controllo globale sulla conservazione del grasso nelle nostre cellule e come questo viene bruciato in calorie. La pubblicazione sulla rivista “New England Journal of Medicine“.

MIT-Obesity Credi image Image: Shutterstock
Researchers find pathway that controls metabolism by prompting fat cells to store or burn fat.

I ricercatori hanno scoperto che la versione ad alto rischio di FTO attiva un importante interruttore di controllo genetico che accende due geni in un’altra parte del genoma: irx3 e IRX5. La termogenesi irx3 e IRX5 controlla il processo cellulare per l’utilizzo di riserve di energia per generare calore nelle cellule adipose.

La termogenesi può essere scatenata da esercizio fisico, dieta, o l’esposizione al freddo, e si verifica sia in adipociti bruni ricchi di mitocondri che sono evolutivamente legati al muscolo, che negli adipociti bianchi che sono invece legati all’immagazzinamento dell’energia.

Manipolare FTO in cellule provenienti da individui predisposti all’obesità permette di spegnere irx3 e IRX5, ripristinare termogenesi a livelli non a rischio e spegnere i geni che favoriscono il deposito di grasso” – afferma Prof. Claussnitzer primo autore. “Potremmo passare da un programma di accumulo di energia a dissipazione di energia sia a livello cellulare che di organismo, fornendo una nuova speranza per una cura contro l’obesità“.

Leggi abstract dell’articolo:
FTO Obesity Variant Circuitry and Adipocyte Browning in Humans
Melina Claussnitzer, Ph.D., Simon N. Dankel, Ph.D., Kyoung-Han Kim, …., Hans Hauner, M.D., and Manolis Kellis, Ph.D.
NEJM August 19, 2015 DOI: 10.1056/NEJMoa1502214

Fonte ed approfondimenti: MIT (Massachusetts Institute of Technology • Cambridge)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Scoperta proteina che protegge dall’Alzheimer.

Posted by giorgiobertin su agosto 19, 2015

I ricercatori della Rockfeller University hanno identificato una serie di processi molecolari, che possono smorzare la produzione di amiloide-β. Questi risultati, riportati sulla rivista “Nature Medicine“, suggeriscono un nuovo percorso nella ricerca di terapie contro l’Alzheimer.

Wave1
Within cells displaying features of Alzheimer’s, the researchers found high concentrations of WAVE1 and the amyloid-β precursor protein within the Golgi, an organelle in which proteins are packaged for shipping. These appear in the cell above as bright, yellow clusters.

La nostra scoperta incentrata su una proteina chiamata WAVE1, che abbiamo trovato essere molto importante nella produzione di amiloide-β. La riduzione di WAVE1 sembra avere un effetto protettivo contro la malattia“, afferma l’autore dello studio Paul Greengard.

WAVE1 è noto per contribuire alla costruzione di filamenti di una proteina chiamata actina che fungono da componenti di base delle strutture cellulari. Nel corso di studio, il team, ha esaminato i livelli di WAVE1 in modelli murini e cellulari della malattia di Alzheimer. Nei cervelli topi con bassi livelli WAVE1 si è trovato che veniva prodotto meno amiloide-β, e questi animali avevano migliori risultati nei test di memoria.

Leggi abstract dell’articolo:
APP intracellular domain–WAVE1 pathway reduces amyloid-β production
Ilaria Ceglia, Christiane Reitz, Jodi Gresack, Jung-Hyuck Ahn, Victor Bustos, Marina Bleck, Xiaozhu Zhang, Grant Martin, Sanford M Simon, Angus C Nairn, Paul Greengard, and Yong Kim
Nature Medicine, online August 17, 2015 – doi:10.1038/nm.3924

Fonte ed approfondimenti: Rockefeller University

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 285 follower