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Sclerosi Multipla: è possibile riparare la mielina danneggiata.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2019

Nella Sclerosi Multipla (SM), la guaina che copre le fibre nervose nel cervello e nel midollo spinale viene danneggiata, rallentando o bloccando i segnali elettrici dal raggiungere gli occhi, i muscoli e altre parti del corpo. Ora i ricercatori dell’Oregon Health & Science University (OHSU), hanno sviluppato un composto che stimola la riparazione di questa guaina protettiva.

La scoperta, che coinvolge topi geneticamente modificati per imitare la sclerosi multipla, è stata pubblicata sulla rivista “JCI Insight“.
Sebbene diversi trattamenti e farmaci alleviano i sintomi della SM, non esiste una cura.

JCI-4-8-cover

Stiamo sfruttando la capacità endogena dell’ormone tiroideo di riparare la mielina senza gli effetti collaterali“, ha detto l’autore principale Meredith Hartley. “Siamo riusciti ad aumentare la quantità di sobetirome (una molecola sintetica destinata ad abbassare il colesterolo,) che penetra nel sistema nervoso centrale e promuove la remielizazzione senza i gravi effetti collaterali della terapia ormonale tiroidea.“. In particolare gli scienziati hanno aggiunto un’etichetta chimica alla molecola del sobetirome originale, creando un composto inerte chiamato Sob-AM2. Lo scopo principale del tag è di eliminare una carica negativa che impedisce al sobetirome di penetrare efficacemente nella barriera emato-encefalica. Una volta che Sob-AM2 scivola oltre la barriera e raggiunge il cervello, incontra un particolare tipo di enzima cerebrale che converte Sob-AM2 in sobetirome.

I ricercatori hanno dimostrato che il trattamento nei topi non solo ha innescato la riparazione della mielina, ma sono riusciti a misurare sostanziali miglioramenti motori nei topi trattati con il composto.

Leggi il full text dell’articolo:
Myelin repair stimulated by CNS-selective thyroid hormone action
Meredith D. Hartley, … , Dennis Bourdette, Thomas S. Scanlan
JCI Insight. 2019;4(8):e126329. https://doi.org/10.1172/jci.insight.126329.

Fonte: Oregon Health & Science University (OHSU)

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Linea guida NCCN: gestione delle tossicità correlate all’immunoterapia.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2019

Sono state pubblicate a cura del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) le linee guida di pratica clinica sulle tossicità correlate all’immunoterapia.

NCCN

Scarica e leggi il documento in full text:
Management of Immunotherapy-Related Toxicities, Version 1.2019, NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology
John A. Thompson, Bryan J. Schneider, ……. et al.
Journal of the National Comprehensive Cancer Network Volume 17: Issue 3 DOI: https://doi.org/10.6004/jnccn.2019.0013

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Cervelli di maiale parzialmente rianimati dopo la morte.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2019

Gli scienziati statunitensi del Department of Neuroscience, Yale School of Medicine, hanno parzialmente rianimato cervelli di maiale quattro ore dopo la macellazione degli animali.
Lo studio pubblicato sulla rivista “Nature“, ha dimostrato che la morte delle cellule cerebrali potrebbe essere interrotta e che alcune connessioni nel cervello possono essere ripristinate.

pig-brain
Immunofluorescent stains for neurons (NeuN; green), astrocytes (GFAP; red), and cell nuclei (DAPI, blue) in the hippocampal CA3 region of brains either unperfused for 10 hours after death (left) or subjected to perfusion with the BrainEx technology (right). After 10 hours postmortem, neurons and astrocytes normally undergo cellular disintegration unless salvaged by the BrainEx system.
Photo credit: Stefano G. Daniele & Zvonimir Vrselja; Sestan Laboratory; Yale School of Medicine

In particolare le cellule del cervello sono rimaste attive fino a dieci ore dopo il decesso, grazie a una macchina che pompava un liquido nutriente nelle arterie. “Ma non possiamo parlare di percezione o di coscienza” precisano i neuroscienziati.
L’elettroencefalogramma era completamente piatto. Ma per dieci ore i neuroni e gli astrociti sono rimasti attivi. Invece di disgregarsi nel giro di pochi minuti, come avviene normalmente alla morte, sono apparsi agli occhi dei ricercatori di un colore verde fosforescente: vivo (vedi foto). Quattro ore dopo l’uccisione, le due carotidi sono state collegate a una macchina che pompava sangue artificiale. E che ha mantenuto in attività i neuroni per altre sei ore. In tutto, per dieci ore dopo la morte.
Definito clinicamente, questo non è un cervello vivente, ma è un cervello cellulare attivo.“- afferma il co-autore Zvonimir Vrselja.

Capire quali sono le capacità di sopravvivenza dei neuroni in assenza di nutrimento – come avviene durante infarti e ictus – aiuterebbe i medici ad affrontare meglio i postumi di queste malattie.

Leggi abstract dell’articolo:
Restoration of brain circulation and cellular functions hours post-mortem
Zvonimir Vrselja, Stefano G. Daniele, John Silbereis, Francesca Talpo, Yury M. Morozov, André M. M. Sousa, Brian S. Tanaka, Mario Skarica, Mihovil Pletikos, Navjot Kaur, Zhen W. Zhuang, Zhao Liu, Rafeed Alkawadri, Albert J. Sinusas, Stephen R. Latham, Stephen G. Waxman & Nenad Sestan
Nature volume 568, pages 336–343 (2019)

Fonte; Department of Neuroscience, Yale School of Medicine

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Scoperto il tallone d’Achille del cancro del pancreas.

Posted by giorgiobertin su aprile 18, 2019

Il carcinoma pancreatico avanzato è spesso asintomatico e porta a una diagnosi tardiva, solo dopo che le metastasi si sono diffuse in tutto il corpo. Inoltre, le cellule tumorali sono racchiuse in uno “scudo protettivo”, un microambiente che conferisce resistenza a molti farmaci per il trattamento del cancro. Ora, i ricercatori del Salk Institute, insieme a un team internazionale di collaboratori, hanno scoperto il ruolo di una proteina di segnalazione che potrebbe essere il tallone d’Achille del cancro del pancreas.


New study targets Achilles’ heel of pancreatic cancer, with promising results

I risultati, pubblicati sulla rivista “Nature“, mostrano che le cellule stellate delle cellule staminali del pancreas tipicamente dormienti nei tessuti normali si attivano e secernono proteine ​​per formare un guscio attorno al tumore nel tentativo di proteggerlo. Le cellule stellate attivate secernono anche una proteina di segnalazione chiamata LIF, che trasmette segnali stimolatori alle cellule tumorali per guidare lo sviluppo e la progressione del cancro del pancreas. I risultati suggeriscono inoltre che LIF potrebbe essere un utile biomarcatore per aiutare a diagnosticare il cancro del pancreas in modo più rapido ed efficiente.

Comprendere questa rete di comunicazione tra le cellule tumorali e le cellule stellate può consentirci di sviluppare terapie più efficaci, insieme a strumenti per una diagnosi precoce” – afferma il prof. Tony Hunter della Salk American Cancer Society.
Precedenti studi hanno dimostrato che se uccidi le cellule stellate del pancreas, allora i tumori peggiorano”, dice Hunter. “Noi non vogliamo distruggere le cellule stellate pancreatiche che secernono fattori di segnalazione, ma piuttosto vogliamo impedire loro di fornire i segnali di stimolazione alle cellule tumorali”.

Leggi abstract dell’articolo:
Targeting LIF-mediated paracrine interaction for pancreatic cancer therapy and monitoring
Yu Shi, Weina Gao, […]Tony Hunter
Nature (2019). DOI: 10.1038/s41586-019-1130-6 , https://www.nature.com/articles/s41586-019-1130-6

Fonte: Salk Institute,

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Alimentazione e tumore alla vescica.

Posted by giorgiobertin su aprile 17, 2019

L’Istituto dei Tumori di Milano (INT) di uno studio multicentrico italiano che include 690 casi di tumore della vescica e 665 controlli ospedalizzati per malattie acute, non neoplastiche e non legate al fumo, ha dimostrato che latte e zuppe a base di soia, spinaci e bietole, fagioli, tè contengono flavonoidi, sostanze antiossidanti e con un effetto anticancerogeno, riducono fino al 44% il rischio di tumore della vescica.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Cancer, Causes & Control“.

soia-isoflavoni

Abbiamo trovato una riduzione significativa del rischio di tumore della vescica del 44% nei soggetti che osservavano l’assunzione maggiore nella dieta di isoflavoni e del 36% nei soggetti con un’elevata assunzione di flavoni, rispetto ai soggetti con il consumo più basso. Per le altre classi di flavonoidi e flavonoidi totali non abbiamo trovato un’associazione significativa con il rischio di tumore della vescica.” – spiega la prof.ssa Valentina Rosato.
Nello studio, gli isoflavoni derivano principalmente dal latte di soia, zuppe a base di soia, verdure e fagioli, mentre i flavoni provengono specialmente dagli spinaci e bietole, verdure, fagioli e tè.

Questo è il primo studio che indica un’associazione inversa tra l’assunzione nella dieta di isoflavoni e flavoni e il rischio di tumore della vescica. “È biologicamente plausibile un possibile effetto dei flavonoidi sul tumore della vescica – sottolinea la prof.ssa Valentina Rosato – l’urina è una via importante per l’escrezione di flavonoidi e dei loro metaboliti e questi componenti bioattivi dietetici sono di conseguenza a diretto contatto con la mucosa della vescica”.

Leggi abstract dell’articolo:
Flavonoids and bladder cancer risk.
Marta Rossi, Panagiota Strikoudi, Maria-Eleni Spei, Maria Parpinel, Diego Serraino, Maurizio Montella, Massimo Libra, Carlo La Vecchia, Valentina Rosato
Cancer Causes Control May 2019, Volume 30, Issue 5, pp 527–535 [Epub ahead of print]

Comunicato stampa: Istituto dei Tumori di Milano

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Cancro: creato “Database delle impronte digitali” di mutazione del DNA.

Posted by giorgiobertin su aprile 16, 2019

In uno studio pubblicato sulla rivista “Cell“, un team di ricercatori dell’University of Cambridge e del King’s College of London ha sviluppato un catalogo completo delle firme mutazionali causate da 41 agenti ambientali legati al cancro. In futuro sperano di estenderlo ulteriormente, utilizzando delle tecniche sperimentali, per produrre un’enciclopedia di modelli di mutazione causati da agenti ambientali.

mutationalsignatures
Image: Whole cancer genomes of six different patients: the plots show all the mutations that are present in whole cancer genomes.

Il nostro DNA, il genoma umano, comprende una serie di molecole note come nucleotidi. Questi sono rappresentati dalle lettere A, C, G e T. Talvolta, i cambiamenti avvengono nella ‘compitazione’ del nostro DNA – ad esempio A diventa G. Questi cambiamenti, noti come mutazioni, possono essere causati da una serie di fattori, alcuni ambientali, come l’esposizione al fumo di tabacco o alla luce ultravioletta.

Quando le cellule si dividono e si moltiplicano, fanno copie del loro DNA, quindi tutti gli errori di ortografia verranno riprodotti. Nel tempo, il numero di errori si accumula portando a una crescita cellulare incontrollata – lo sviluppo di tumori.

Le firme mutazionali sono le impronte digitali che gli agenti cancerogeni lasciano sul nostro DNA e, proprio come le impronte digitali, ognuna è unica“, spiega la dott.ssa Serena Nik-Zainal. “Ci permettono di trattare i tumori come una scena del crimine e, come gli scienziati forensi, ci permettono di identificare il colpevole – e i loro complici – responsabili del tumore“.

I ricercatori hanno anche identificato le impronte digitali lasciate da comuni farmaci chemioterapici, alcuni prodotti chimici dietetici e alcuni presenti nei gas di scarico dei diesel. Questo studio mostra come il DNA umano sia vulnerabile a molti agenti nel nostro ambiente.

Leggi il full text dell’articolo:
A compendium of mutational signatures of environmental agents.
Kucab, JE & Zou, X ………SerenaNik-Zainal.
Cell; 2 May 2019; DOI: 10.1016/j.cell.2019.03.001

Fonte: University of Cambridge

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Linea guida EASL: lesioni epatiche indotte da farmaci

Posted by giorgiobertin su aprile 16, 2019

Sono state pubblicate a cura dell’European Association for the Study of the Liver sulla rivista Journal of Hepatology le linee guida sul danno epatico indotto da farmaci.
La lesione epatica idiosincrasica (imprevedibile) indotta da farmaci è uno dei disturbi epatici più difficili affrontati dagli epatologi, a causa della miriade di farmaci usati nella pratica clinica, di erbe disponibili e di integratori alimentari con potenziale epatotossico.

liver-disease

L’epatotossicità di tipo idiosincrasico può essere grave, portando a una varietà particolarmente grave di insufficienza epatica acuta per la quale non è stata ancora sviluppata una terapia efficace. Queste linee guida di pratica clinica riassumono le prove disponibili sui fattori di rischio e diagnosi.

Scarica e leggi il documento in full text:
EASL Clinical Practice Guidelines: Drug-induced liver injury
Andrade, Raúl J.Aithal, Guruprasad P.Karlsen, Tom H. et al.
Journal of Hepatology DOI: https://doi.org/10.1016/j.jhep.2019.02.014

Download Images(.ppt)

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Codice Deontologico delle Professioni Infermieristiche 2019.

Posted by giorgiobertin su aprile 15, 2019

Dopo dieci anni dalla versione del 2009, la “Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche” – (FNOPI) ha rinnovato integrando con tutto ciò che riguarda leggi, regolamenti, situazioni che si sono succedute negli anni il “Codice Deontologico delle Professioni Infermieristiche“.

FNOPI

Diviso in otto Capitoli, ognuno su un argomento che riguarda professione e/o assistenza, il nuovo Codice chiarisce il dovere dell’infermiere di curare e prendersi cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento di sessualità, etnica, religiosa e culturale.

Scarica e leggi il documento in full text:
Codice Deontologico delle Professioni Infermieristiche 2019

Fonte: FNOPI

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Le cellule staminali del midollo osseo rigenerano la cartilagine.

Posted by giorgiobertin su aprile 14, 2019

Le cellule staminali raccolte dal midollo osseo del paziente hanno un grande interesse come potenziale terapia per l’osteoartrosi del ginocchio (KOA) a causa della loro capacità di rigenerare la cartilagine danneggiata. I risultati sono stati pubblicati su “STEM CELLS Translational Medicine (SCTM)“.

SCTM

In questo trial clinico, primo del suo genere in Canada, i ricercatori hanno usato cellule stromali mesenchimali (MSC), raccolte dal midollo osseo del paziente in anestesia locale, per trattare l’osteoartrosi del ginocchio (KOA).
Il Dr. Viswanathan ha affermato: “Abbiamo anche ottenuto nuove informazioni su un potenziale meccanismo di azione antinfiammatoria di queste cellule nelle articolazioni del ginocchio osteoartritico. Abbiamo notato che l’eterogeneità del donatore è un fattore importante, e il nostro panel di geni assemblati ci aiuta a identificare le cellule che sono potenti nell’osteoartrite: questi sono risultati importanti che speriamo di tradurre in una sperimentazione clinica più ampia e potenziata come parte dei nostri prossimi passi“.

“Questo studio pilota clinico avanza il campo della ricerca sulle cellule staminali per i pazienti con artrite, mostrando sicurezza e fornendo informazioni sulle potenziali linee guida sull’efficacia della terapia” – afferma il prof. Anthony Atala.

Leggi il full text dell’articolo:
Bone Marrow Mesenchymal Stromal Cells in Patients with Osteoarthritis Results in Overall Improvement in Pain and Symptoms and Reduces Synovial Inflammation
Jaskarndip Chahal Alejandro Gómez‐Aristizábal Konstantin Shestopaloff Shashank Bhatt Amélie Chaboureau Antonietta Fazio Jolene Chisholm Amanda Weston Julia Chiovitti Armand Keating Mohit Kapoor Darrell J. Ogilvie‐Harris Khalid A. Syed Rajiv Gandhi Nizar N. Mahomed Kenneth W. Marshall Marshall S. Sussman Ali M. Naraghi Sowmya Viswanathan
STEM CELLS Translational Medicine First Published: 9 April 2019 https://doi.org/10.1002/sctm.18-0183

(ClinicalTrials.gov Identifier: NCT02351011)

Fonte: Prweb

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ASCO/ASH: linea guida sulla gestione dell’anemia associata al cancro.

Posted by giorgiobertin su aprile 13, 2019

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO)e l’American Society of Hematology (ASH) hanno pubblicato sulla rivista “Journal of Clinical Oncology” una linea guida aggiornata sull’uso di agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA) in pazienti con cancro.

ASCO-Anemia

L’uso di agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA) per gestire l’anemia aumenta i livelli di emoglobina (HgB) e riduce la necessità di trasfusioni di globuli rossi, ma aumenta il rischio di eventi tromboembolici. La prima linea guida pratica clinica basata sull’evidenza per l’uso di ESA negli adulti con cancro e anemia è stata pubblicata nel 2002, con aggiornamenti nel 2007 e 2010.

Leggi la linea guida:
Management of Cancer-Associated Anemia With Erythropoiesis-Stimulating Agents: ASCO/ASH Clinical Practice Guideline Update
Julia Bohlius, Kari Bohlke, Roberto Castelli, Benjamin Djulbegovic, Maryam B. Lustberg, Massimo Martino, Giannis Mountzios, Namrata Peswani, Laura Porter, Tiffany N. Tanaka, Gianluca Trifirò, Hushan Yang, and Alejandro Lazo-Langner
Journal of Clinical Oncology DOI: 10.1200/JCO.18.02142 Published online April 10, 2019

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NCCN: linee guida sul melanoma cutaneo.

Posted by giorgiobertin su aprile 12, 2019

Sono state pubblicate a cura del NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology sulla rivista “Journal of the National Comprehensive Cancer Network” le linee guida sul melanoma cutaneo.

MELANOMA

Il melanoma cutaneo è un tumore che deriva dalla trasformazione tumorale dei melanociti, alcune delle cellule che formano la pelle.

Le linee guida NCCN sulla pratica clinica in oncologia per il melanoma cutaneo sono state significativamente riviste negli ultimi anni in risposta ai dati emergenti sulle terapie con inibitori del checkpoint immunitario e sulla terapia mirata al BRAF.

Scarica e leggi il documento in full text:
Cutaneous Melanoma, Version 2.2019, NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology
Coit, D. G., John A. Thompson, et al.
Journal of the National Comprehensive Cancer Network, 17(4), 367-402. Retrieved Apr 12, 2019 DOI: https://doi.org/10.6004/jnccn.2019.0018

Related guidelines:
AAD Guideline: Management of Primary Cutaneous Melanoma (free)

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NICE: linee guida sulla prevenzione e trattamento delle infezioni sito chirurgico.

Posted by giorgiobertin su aprile 12, 2019

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida per la prevenzione e trattamento delle infezioni del sito chirurgico.

NICE-Surgical site infections

Questa linea guida aggiorna e sostituisce la linea guida NICE CG74 (2008) e include raccomandazioni nuove su:
– decolonizzazione nasale prima dell’intervento chirurgico;
– preparazione della pelle antisettica durante l’intervento;
– antisettici e antibiotici prima della chiusura della ferita;
– metodi di chiusura della ferita.

Scarica e leggi il documento in full text:
Surgical site infections: prevention and treatment
NICE guideline [NG125] Published date: April 2019

Related Guidelines:
– Centers for Disease Control and Prevention Guideline for the Prevention of Surgical Site Infection, 2017 – JAMA Surgery(free)

Global guidelines on the prevention of surgical site infection – World Health Organization (free)

Infection prevention in the operating room anesthesia work area – Infection Control & Hospital Epidemiology (free)

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CRISPR-Chip: realizzato un biosensore per rilevare mutazioni genetiche.

Posted by giorgiobertin su aprile 12, 2019

Un team di ingegneri presso il Department of Bioengineering, University of California, Berkeley e il Keck Graduate Institute (KGI) di The Claremont Colleges hanno combinato CRISPR con transistor elettronici realizzati in grafene per creare un nuovo dispositivo portatile in grado di rilevare specifiche mutazioni genetiche in pochi minuti.

Il dispositivo, denominato CRISPR-Chip, potrebbe essere utilizzato per diagnosticare rapidamente malattie genetiche o per valutare l’accuratezza delle tecniche di modifica genica. Il team ha utilizzato il dispositivo per identificare mutazioni genetiche in campioni di DNA da pazienti affetti da distrofia muscolare di Duchenne.


New CRISPR-powered device detects genetic mutations in minutes – (Video di UC Berkeley di Roxanne Makasdjian e Stephen McNally)

Semplicemente basta solo un campione di cellule da cui estrarre il DNA, che verrà analizzato per scoprire se contiene una specifica sequenza nucleotidica. CRISPR viene immobilizzata sulla superficie del transistor in grafene (cioè un dispositivo elettronico a semiconduttori che permette di amplificare un segnale elettrico in entrata), dove cerca la sequenza di DNA bersaglio nel campione e, quando la trova, si lega ad essa modificando la conduttività del grafene, che viene rilevata da un lettore.

Abbiamo sviluppato il primo transistor che utilizza CRISPR per cercare il tuo genoma per potenziali mutazioni“, ha detto la prof.ssa Kiana Aran.

Leggi abstract dell’articolo:
Detection of unamplified target genes via CRISPR–Cas9 immobilized on a graphene field-effect transistor
Reza Hajian, Sarah Balderston, Thanhtra Tran, Tara deBoer, Jessy Etienne, Mandeep Sandhu, Noreen A. Wauford, Jing-Yi Chung, Jolie Nokes, Mitre Athaiya, Jacobo Paredes, Regis Peytavi, Brett Goldsmith, Niren Murthy, Irina M. Conboy & Kiana Aran
Nature Biomedical Engineering Published: 25 March 2019

Fonte: Department of Bioengineering, University of California, Berkeley

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ESGE: linee guida sul trattamento dei calcoli alle vie biliari.

Posted by giorgiobertin su aprile 11, 2019

L’European Society of Gastrointestinal Endoscopy (ESGE) ha pubblicato una nuova linea guida sulla valutazione e il trattamento dei calcoli del dotto biliare comune (CBD) sulla base di una revisione sistematica della letteratura. La linea guida copre l’epidemiologia della coledocolitiasi e dei suoi fattori di rischio, così come il ruolo degli studi di laboratorio e dell’imaging non invasivo. Le raccomandazioni basate sull’evidenza si concentrano principalmente sugli interventi endoscopici, ma includono anche il ruolo e i tempi dell’intervento.

Viene enfatizzato l’uso della dilatazione papillare di palloncino per via endoscopica.

Scarica e leggi il documento in full text (free for a limited period):
Endoscopic management of common bile duct stones: European Society of Gastrointestinal Endoscopy (ESGE) guideline
Manes, Gianpiero; Paspatis, Gregorios; Aabakken, Lars; Anderloni, Andrea; Arvanitakis, Marianna; Ah-Soune, Philippe; Barthet, Marc; Domagk, Dirk; Dumonceau, Jean-Marc; Gigot, Jean-Francois; Hritz, Istvan; Karamanolis, George; Laghi, Andrea; Mariani, Alberto; Paraskeva, Konstantina; Pohl, Jürgen; Ponchon, Thierry; Swahn, Fredrik; ter Steege, Rinze W. F.; Tringali, Andrea; Vezakis, Antonios; Williams, Earl J.; van Hooft, Jeanin E
Endoscopy https://doi.org/10.1055/a-0862-0346 3 April 2019  DOI: 10.1055/a-0862-0346

Commentary: New Guideline on Management of Common Bile Duct Stones – NEJM Journal Watch (free for a limited period)

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ACP: linee guida sullo screening per il cancro al seno nelle donne a rischio medio.

Posted by giorgiobertin su aprile 10, 2019

Le donne a rischio medio, di età compresa tra 50 e 74 anni, che non presentano sintomi per il cancro al seno devono sottoporsi a screening mammografico al seno con mammografia ogni due anni, ad affermarlo l’American College of Physicians (ACP) in una nuova dichiarazione di orientamento pubblicata su “Annals of Internal Medicine.

American College of Physicians Internal Medicine ACP

La dichiarazione dell’orientamento ACP non si applica ai pazienti con precedenti risultati anormali di screening o alle popolazioni ad alto rischio, come le donne con una storia personale di cancro al seno o una mutazione genetica nota per aumentare il rischio.
“Le prove dimostrano che il miglior equilibrio tra benefici e danni per queste donne, che rappresenta la grande maggioranza delle donne, è quello di sottoporsi a screening del cancro al seno con mammografia ogni due anni tra i 50 e i 74 anni” – afferma la prof.ssa Ana Maria María López.

Scarica e leggi il documento in full text:
Screening for Breast Cancer in Average-Risk Women: A Guidance Statement From the American College of Physicians
Amir Qaseem, MD, PhD, MHA; Jennifer S. Lin, MD, MCR; Reem A. Mustafa, MD, MPH, PhD; Carrie A. Horwitch, MD, MPH; Timothy J. Wilt, MD, MPH; for the Clinical Guidelines Committee of the American College of Physicians
Ann Intern Med. 2019. 9 APRIL 2019 DOI: 10.7326/M18-2147

Summary for Patients: Breast Cancer Screening in Average-Risk Women

Related Guidelines:
Breast Cancer: Screening – U.S.Preventive Services Task Force (free)

American Cancer Society Breast Cancer Screening Guideline (free)

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Tumore al seno HER2 positivo: test molecolare in risposta alla terapia neoadiuvante.

Posted by giorgiobertin su aprile 9, 2019

Sono stati pubblicati sulla rivista “Clinical Cancer Research” i risultati di una ricerca condotta dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano sui marcatori precoci di risposta ai trattamenti per le donne con tumore al seno HER2 positivo.

I risultati hanno mostrato che analizzando i microRNA presenti nel sangue è possibile individuare pazienti con maggiori probabilità di risposta alla terapia neoadiuvante con trastuzumab, dopo solo due settimane di trattamento. I risultati sono particolarmente significativi sia perché aggiungono prove sulle potenzialità della biopsia liquida, metodo poco invasivo e strumento predittivo di efficacia della terapia, sia perché aprono la strada a una nuova linea di ricerca nell’ambito degli studi clinici sul tumore della mammella HER2 positivo.
La sperimentazione è stata fatta analizzando i campioni ematici provenienti da 429 donne con carcinoma mammario HER2 positivo, arruolate nella sperimentazione clinica internazionale NeoALTTO (Neoadjuvant Lapatinib and/or Trastuzumab Treatment Optimization Trial).

Clin-Cancer7

Lo studio dimostra per la prima volta la possibilità di utilizzare test basati su microRNA circolanti per la selezione delle pazienti con tumore al seno HER2 positivo che possano beneficiare della terapia con trastuzumab o da indirizzare a terapie con più farmaci che abbiano sempre HER2 come bersaglio” – spiega Maria Grazia Daidone, Direttore del Dipartimento di Ricerca Applicata e Sviluppo Tecnologico (DRAST) dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Si tratta di un approccio innovativo, che rappresenta una svolta nell’individuazione dell’opzione terapeutica più efficace”.

Questo nostro studio ha un grande valore, ma rappresenta solo il primo passo di un percorso più lungo di ricerca che deve confermare il ruolo dell’insieme di microRNA identificati. Per farlo sarà necessario avviare quanto prima uno studio di validazione preclinica (in cellule tumorali di laboratorio) e in clinica (su casistiche indipendenti)” – conclude la prof.ssa Daidone.

Leggi abstract dell’articolo:
Plasma microRNA levels for predicting therapeutic response to neoadjuvant treatment in HER2-positive breast cancer: Results from the NeoALTTO trial
Serena Di Cosimo, Valentina Appierto, Sara Pizzamiglio, Paola Tiberio, Marilena V Iorio, Florentine Hilbers, Evandro de Azambuja, Lorena de la Pena, Miguel Ángel Izquierdo, Jens Huober, José Baselga, Martine Piccart, Filippo G. De Braud, Giovanni Apolone, Paolo Verderio and Maria G Daidone
Clin Cancer Res February 27 2019 DOI:10.1158/1078-0432.CCR-18-2507

Fonte: Noesis srl

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Nuove linee guida sulla SLA.

Posted by giorgiobertin su aprile 8, 2019

Un comitato di consenso composto da 140 membri chiave della comunità internazionale della SLA (ricercatori ALS, medici, rappresentanti dei pazienti, rappresentanti dei finanziamenti alla ricerca, industria e agenzie regolatorie) ha affrontato 9 aree di necessità nell’ambito della ricerca sulla SLA:
(1) studi preclinici;
(2) eterogeneità biologica e fenotipica;
(3) misure di esito;
(4) interventi che modificano la malattia e sintomatici;
(5) assunzione e fidelizzazione;
6) biomarcatori;
(7) fasi di sperimentazione clinica;
(8) oltre i tradizionali progetti di prova;
(9) considerazioni statistiche,
rivedendo le linee guida del consenso di Airlie House del 1999 per la progettazione e l’implementazione di studi terapeutici preclinici e studi clinici sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

SLA

Il lavoro pubblicato su ‘Neurology’ – spiega il prof. Silani – segna un importante passo in avanti perché conclude l’analisi di 112 linee guida e ne approfondisce 15, che sono state considerate di particolare impatto per il disegno dei trial clinici nella Sla. Il momento storico è favorevole alla terapia della Sla perché, anche grazie alla scoperta di oltre 30 geni patogenetici delle malattia a cui abbiamo attivamente partecipato, è oggi possibile ipotizzare una terapia personalizzata a correggere specificamente la genetica dei pazienti affetti: la terapia genica per pazienti con mutazione dei geni SOD1 e C9orf72 sta infatti diventando realtà“.

Leggi il full text dell’articolo:
Revised Airlie House consensus guidelines for design and implementation of ALS clinical trials
Leonard H. van den Berg, Eric Sorenson, Gary Gronseth, Eric A. Macklin, Jinsy Andrews, Robert H. Baloh, Michael Benatar, James D. Berry, View ORCID ProfileAdriano Chio, Philippe Corcia, Angela Genge, Amelie K. Gubitz, Catherine Lomen-Hoerth, Christopher J. McDermott, Erik P. Pioro, View ORCID ProfileJeffrey Rosenfeld, Vincenzo Silani, Martin R. Turner, Markus Weber, Benjamin Rix Brooks, Robert G. Miller, Hiroshi Mitsumoto, for the Airlie House ALS Clinical Trials Guidelines Group
Neurology April 02, 2019; 92 (14)

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Completato atlante genetico in 3D della SLA.

Posted by giorgiobertin su aprile 7, 2019

Completato l’atlante genetico 3D della sclerosi laterale amiotrofica (Sla), che permette di ricostruire quali geni si attivano e dove. Pubblicato sulla rivista “Science“, il risultato si deve al Centro di ricerca sul genoma di New York e aiutera’ a compiere passi in avanti nella comprensione di questa malattia, dal momento in cui si manifesta al modo in cui si sviluppa.

Phatnani_

I ricercatori hanno esaminato quattro momenti della progressione della malattia, dall’inizio dell’eta’ adulta fino allo stadio finale, su oltre 1.100 topi malati, e poi hanno analizzato campioni di midollo prelevati dopo la morte da 80 persone malate.Combinando i dati, i ricercatori sono riusciti a cogliere l’espressione di 12.000 geni simultaneamente.
Per la prima volta possiamo vedere le interazioni da cellula a cellula, capire che cosa va male, dove e in quali tipi di cellule“, spiega il prof.ssa Hemali Phatnani Direttore del New York Genome Center (NYGC).La nostra ricerca ha cercato di capire come le mutazioni causate dalla malattia distruggano le funzioni delle cellule, neuronali e non, e come i danni alle comunicazioni portino alla perdita dei neuroni che controllano il movimento” – video2.

Ricordiamo che la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia progressiva dei motoneuroni che colpisce le cellule nervose del cervello e del midollo spinale.
L’atlante potra’ essere utile anche per studiare altre malattie neurodegenerative, come Alzheimer, Parkinson e corea di Huntington.

Un portale di esplorazione dei dati interattivo è disponibile pubblicamente su https://als-st.nygenome.org/.

Leggi abstract dell’articolo:
Spatiotemporal dynamics of molecular pathology in amyotrophic lateral sclerosis
BY SILAS MANIATIS, TARMO ÄIJÖ, SANJA VICKOVIC, CATHERINE BRAINE, KRISTY KANG, ANNELIE MOLLBRINK, DELPHINE FAGEGALTIER, ŽANETA ANDRUSIVOVÁ, SAMI SAARENPÄÄ, GONZALO SAIZ-CASTRO, MIGUEL CUEVAS, AARON WATTERS, JOAKIM LUNDEBERG, RICHARD BONNEAU, HEMALI PHATNANI
Science 05 aprile 2019: vol. 364, Issue 6435, pp. 89-93 DOI: 10.1126 / science.aav9776

Video1 – Video2

Fonte: New York Genome Center (NYGC).

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Linee guida sullo shock cardiogeno.

Posted by giorgiobertin su aprile 6, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “Journal of American Heart Association” le linee guida aggiornate sullo shock cardiogeno.

jaha3.2019

Lo shock cardiogeno è una condizione medica molto grave, che insorge molto spesso a seguito di un infarto del miocardio e si caratterizza per una ridotta capacità ventricolare.
L’incapacità del cuore di contrarsi e pompare il sangue come dovrebbe fa sì che i tessuti e gli organi del corpo non vengano adeguatamente irrorati (ipoperfusione) e ossigenati (ipossia). Da ciò derivano le manifestazioni tipiche dello shock cardiogeno, che comprendono ipotensione, oliguria e dispnea.

Scarica e leggi il documento in full text:
Cardiogenic Shock
Cyrus Vahdatpour, David Collins, and Sheldon Goldberg
Journal of American Heart Association, 5 apr 2019 https://doi.org/10.1161/JAHA.119.011991

Linee guida correlate:
Contemporary Management of Cardiogenic Shock: A Scientific Statement From the American Heart Association – Circulation
Contemporary Management of Cardiogenic Shock

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Sintetizzata molecola che agisce in modo mirato contro alcuni tumori.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2019

E’ stata sintetizzata dai ricercatori dell’Università di Padova una nuova molecola che agisce in modo mirato contro i tumori. Questo meccanismo ha per protagonista la Proteina Fosfatasi 2A (PP2A), un naturale regolatore del ciclo cellulare, che si trova ad essere “spenta” nelle cellule tumorali a causa del legame con una piccola proteina (SET).

SApir

PP2A può essere però riattivata usando una piccola molecola, sintetizzata dai ricercatori e brevettata dall’Università di Padova, capace di dissociare il complesso “inattivo” PP2A-SET, così neutralizzando il danno tissutale. Una volta riattivata, PP2A va a ripristinare la naturale mortalità nelle cellule tumorali, altrimenti caratterizzate da una crescita sregolata, ed a ridurre lo stato infiammatorio.

Finora l’attenzione dei ricercatori si è concentrata su tre tipi di tumori: leucemia, tumori epatici e tumori al seno.
Questa strategia, supportata da risultati preclinici molto promettenti, potrebbe aprire la strada a nuovi approcci terapeutici futuri.

La molecola brevettata verrà speditamente avviata allo sviluppo clinico con il fondamentale supporto della Sapir Pharmaceutical.

Articolo correlato:
Targeted activation of the SHP-1/PP2A signaling axis elicits apoptosis of chronic lymphocytic leukemia cells.
Tibaldi E, Pagano MA, Frezzato F, Trimarco V, Facco M, Zagotto G, Ribaudo G, Pavan V, Bordin L, Visentin A, Zonta F, Semenzato G, Brunati AM, Trentin L.
Haematologica. 2017 Aug;102(8):1401-1412. doi: 10.3324/haematol.2016.155747. Epub 2017 Jun 15

Fonte: Unipd

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NICE: linee guida sulla gestione dell’incontinenza urinaria e prolasso nelle donne.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2019

Sono state pubblicate a cura di NICE (The National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla gestione dell’incontinenza urinaria e prolasso di organi pelvici nelle donne di età pari o superiore a 18 anni. Copre anche le complicazioni associate alla chirurgia delle maglie per queste condizioni.

nice logo

Scarica e leggi il documento in full text:
Urinary incontinence and pelvic organ prolapse in women: management
NICE guideline [NG123] Published date: April 2019

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Linea guida sulla terapia chirurgica dei tumori surrenali.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2019

Sono state pubblicate a cura dell’Associazione tedesca dei chirurghi endocrini (CAEK) le linee guida sulla terapia chirurgica dei tumori surrenali. La pubblicazione sulla rivista “Langenbeck’s Archives of Surgery“.

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La presente linea guida si propone di fornire raccomandazioni pratiche e qualificate a livello di evidence-based. Si tratta di una revisione della letteratura prevalente per la terapia chirurgica dei tumori surrenalici e si riferisce a pazienti di tutte le età in medicina operatoria che necessitano di un intervento chirurgico surrenale. Si rivolge principalmente chirurghi generali e viscerali, ma offre informazioni per tutti i medici legati alla cura conservativa, ambulatoriale o di ricovero, riabilitazione e medicina generale, così come la pediatria.

Scarica e leggi il documento in full text:
Surgical therapy of adrenal tumors: guidelines from the GermanAssociation of Endocrine Surgeons (CAEK)
K. Lorenz, P. Langer, B. Niederle, P. Alesina… et al.
Langenbeck’s Archives of Surgery https://doi.org/10.1007/s00423-019-01768-z

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Linee guida tedesche per la gestione della colite ulcerosa.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2019

Questa linea guida fornisce raccomandazioni chiave basate sull’evidenza per la diagnosi e il trattamento della colite ulcerosa. Il documento sostituisce la versione precedente del 2011.

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La linea guida è stata sviluppata da un team interdisciplinare di gastroenterologi, chirurghi, patologi, esperti di nutrizione, e gruppi di sostegno ai pazienti sotto l’auspicio della Società Tedesca per la gastroenterologia e le malattie metaboliche. La linea guida utilizza la metodologia basata sul consenso strutturale S3 e include affermazioni sulla pratica clinica, la prevenzione, i problemi infettiologici, la chirurgia e la nutrizione.

Scarica e leggi il documento in full text:
Updated S3-Guideline Ulcerative Colitis. German Society for Digestive and Metabolic Diseases (DGVS)
Torsten Kucharzik, Axel U. Dignass. et al.
Z Gastroenterol 2019; 57(02): 162-241 DOI: 10.1055/a-0824-0861

Articolo correlato:
ACG Clinical Guideline: Ulcerative Colitis in Adults – American Journal of Gastroenterology

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ASCO: Linee guida sul trattamento del mieloma multiplo.

Posted by giorgiobertin su aprile 4, 2019

Il trattamento del mieloma multiplo è cambiato significativamente negli ultimi 5 anni. Dal 2015, data delle precedenti linee guida, sono stati approvati quattro nuovi farmaci, fornendo così più opzioni e aggiungendo ulteriori opzioni di trattamento.

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Per la stesura del documento gli esperti hanno condotto una ricerca bibliografica, che includeva revisioni sistematiche, meta-analisi, studi randomizzati controllati e alcuni studi di fase II pubblicati dal 2005 al 2018 – identificati 124 studi pertinenti. I risultati di interesse comprendevano la sopravvivenza, la sopravvivenza libera da progressione, il tasso di risposta e la qualità della vita.

Scarica e leggi il documento in full text:
Treatment of Multiple Myeloma: ASCO and CCO Joint Clinical Practice Guideline
Joseph Mikhael, Nofisat Ismaila, Matthew C. Cheung, Caitlin Costello, Madhav V. Dhodapkar, Shaji Kumar, Martha Lacy, Brea Lipe, Richard F. Little, Anna Nikonova, James Omel, Namrata Peswani, Anca Prica, Noopur Raje, Rahul Seth, David H. Vesole, Irwin Walker, Alexander Whitley, Tanya M. Wildes, Sandy W. Wong, and Tom Martin
Journal of Clinical Oncology Published online April 01, 2019 DOI: 10.1200/JCO.18.02096 – PMID: 30932732

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WHO: linee guida sulla prevenzione e il controllo delle infezioni da tubercolosi.

Posted by giorgiobertin su aprile 4, 2019

Sono state aggiornate a cura dell’WHO (World Health Organization), le linee guida sulla prevenzione e il controllo delle infezioni da tubercolosi.

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Le linee guida riviste contengono raccomandazioni per specifici controlli amministrativi, ambientali e protezione respiratoria, volte a prevenire l’esposizione e ridurre il rischio di trasmissione di agenti infettivi. Queste linee guida si concentrano su interventi specifici per prevenire la trasmissione di Mycobacterium tuberculosis.

Scarica e leggi il documento in full text:
WHO guidelines on tuberculosis infection prevention and control – 2019 update
Geneva: World Health Organization; 2019. ISBN-13: 978-92-4-155051-2

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