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Linee guida sulla chirurgia artroscopica del menisco.

Posted by giorgiobertin su giugno 25, 2019

L’artroscopia del ginocchio è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, eseguita in anestesia, attraverso la quale sono possibili la diagnosi e la cura di patologie e infortuni all’articolazione del ginocchio.
Il British Association for Surgery of the Knee (BASK) ha pubblicato sulla rivista “The Bone & Joint Journal” una linea guida sul trattamento chirurgico del menisco in artroscopia.

artroscopia ginocchio

Scarica e leggi il documento in full text:
Arthroscopic meniscal surgery
a national society treatment guideline and consensus statement
S. G. F. Abram, D. J. Beard, A. J. Price, BASK Meniscal Working Group*
Bone Joint J 2019;101-B:652–659. Published Online:1 Jun 2019 https://doi.org/10.1302/0301-620X.101B6.BJJ-2019-0126.R1

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Linee guida sulla Leucemia Linfoblastica Acuta Pediatrica.

Posted by giorgiobertin su giugno 25, 2019

Sono state pubblicate a cura del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) le nuove linee guida sulla Leucemia Linfoblastica Acuta Pediatrica, una rara forma di tumore che colpisce le cellule produttrici di linfociti nel midollo osseo.
Le nuove linee guida forniscono consigli sulle migliori cure di supporto anche nei bambini molto piccoli e nei bambini con sindrome di Down.
Sono state incluse numerose nuove strategie terapeutiche, come terapie mirate e la terapia con cellule T con recettore chimerico di antigene (chimeric antigen receptor, CAR) che ha aumentato il tasso di guarigione portandolo a circa il 90%.

ALL-Pediatric

Scarica e leggi il documento in full text (dopo registrazione):
Acute Lymphoblastic Leukemia (Pediatric)
National Comprehensive Cancer Network.

Fonte: National Comprehensive Cancer Network (NCCN)

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Piano Nazionale per la diffusione della Medicina di Genere.

Posted by giorgiobertin su giugno 24, 2019

E’ stato approvato con la firma del Ministro della Salute il decreto con cui viene adottato il Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, previsto dall’articolo 3 della Legge 3/2018, approvato in Conferenza Stato-Regioni lo scorso 30 maggio.

logo_ministerosalute

Il piano si propone di fornire un indirizzo coordinato e sostenibile per la diffusione della Medicina di Genere mediante divulgazione, formazione e indicazione di pratiche sanitarie, che, nella ricerca, nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura, tengano conto delle differenze derivanti dal genere, al fine di garantire la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in modo omogeneo sul territorio nazionale

Scarica e leggi il decreto:
Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere (PDF 1.45 Mb)

Fonte: Ministero della Salute

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Nanoemulsioni di gel per somministrare farmaci.

Posted by giorgiobertin su giugno 23, 2019

Gli ingegneri chimici del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno escogitato un nuovo modo per creare goccioline molto piccole di un liquido sospeso all’interno di un altro liquido, noto come nanoemulsioni. Tali emulsioni sono simili alla miscela che si forma quando si agita un condimento per insalata a base di olio e aceto, ma con goccioline molto più piccole. Le loro minuscole dimensioni consentono loro di rimanere stabili per periodi relativamente lunghi.

nanoemulsions-gel

I ricercatori hanno anche trovato un modo per convertire facilmente le nanoemulsioni liquide in un gel quando raggiungono la temperatura corporea (37 gradi Celsius), che potrebbe essere utile per lo sviluppo di materiali in grado di erogare farmaci quando vengono strofinati sulla pelle o iniettati nel corpo.

Nel loro nuovo studio, pubblicato sulla rivista “Nature Communications“, i ricercatori hanno creato nanoemulsioni che sono rimaste stabili per oltre un anno. Per dimostrare l’utilità potenziale delle emulsioni per il rilascio di farmaci, i ricercatori hanno dimostrato che è possibile incorporare l’ibuprofene nelle goccioline.

Leggi il full text dell’articolo:
Thermoresponsive nanoemulsion-based gel synthesized through a low-energy process
Seyed Meysam Hashemnejad, Abu Zayed Md Badruddoza[…]Patrick S. Doyle
Nature Communications 10 , 1–10

Fonte: MIT

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Immunoterapia: come il sistema immunitario combatte il cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 22, 2019

L’immunoterapia usa il sistema immunitario del corpo per combattere il cancro. Questa animazione spiega tre tipi di immunoterapia usati per trattare il cancro: stimolazione immunitaria non specifica, terapia di trasferimento delle cellule T e inibitori del checkpoint immunitario.

Fonte: http://www.cancer.gov/immunotherapy

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Il termomagnetismo per combattere il cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 21, 2019

La prestigiosa rivista scientifica internazionale “Biochimica et Biophysica Acta – Molecular Cell Research” ha pubblicato un importante studio, condotto in collaborazione tra l’Università di Torino e il Politecnico di Torino, sull’utilizzo degli effetti termomagnetici su biosistemi per combattere il cancro.

Cancer cell electromagnetic

In particolare i ricercatori hanno progettato e realizzato un apparato con il quale è possibile irradiare le colture cellulari tumorali con onde elettromagnetiche a bassissime frequenze e generare effetti termomagnetici per rallentarne la proliferazione. Questo approccio è innovativo perché, a partire da una analisi termofisica del sistema cellulare, è in grado di calcolare la frequenza della radiazione che può agire sulla cellula tumorale, quindi propone un trattamento specifico, indipendente dal difetto molecolare che ha causato il cancro, virtualmente efficace su qualunque tipo di tumore, e innocuo per le cellule non tumorali.

Il trattamento è una novità in campo oncologico perché a differenza delle cure tradizionali non è somministrato un farmaco che la cellula tumorale può eliminare. Invece, si costringe la cellula tumorale a sprecare le sue riserve energetiche e a fermarsi nella riproduzione. Studi promettenti ancora in corso suggeriscono che questo approccio potrebbe essere usato in combinazione con le chemioterapie classiche.

Leggi abstract dell’articolo:
The extremely low frequency electromagnetic stimulation selective for cancer cells elicits growth arrest through a metabolic shift
Loredana Bergandi, Umberto Lucia, Giulia Grisolia, Riccarda Granata, … Francesca Silvagno
Biochimica et Biophysica Acta (BBA) – Molecular Cell Research Volume 1866, Issue 9, September 2019, Pages 1389-1397 https://doi.org/10.1016/j.bbamcr.2019.05.006

Fonte: Università di Torino

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Linee guida sulla gestione del parto pretermine.

Posted by giorgiobertin su giugno 20, 2019

La rottura pretermine precoce delle membrane (PPROM) complica fino al 3% delle gravidanze ed è associata al 30-40% dei parti pretermine. 1 PPROM può causare morbilità e mortalità neonatale significative, principalmente dalla prematurità, sepsi, prolasso del cavo e ipoplasia polmonare. Inoltre, vi sono rischi associati a corioamnionite (un’infiammazione delle membrane fetali a causa di un’infezione batterica) e distacco della placenta.

Premature Rupture Of Membranes

Questa linea guida, redatta dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists,

comprende raccomandazioni relative alla diagnosi, alla valutazione, all’assistenza e ai tempi di nascita delle donne che si presentano con sospetta PPROM da 24 a 36 +6 settimane di gestazione. Una versione di infografica e audio per integrare questa linea guida sono disponibili online Infographic S1, Audio S1.

Scarica e leggi il documento in full text:
Care of Women Presenting with Suspected Preterm Prelabour Rupture of Membranes from 24+0 Weeks of Gestation
Green‐top Guideline No. 73
AJ Thomson on behalf of the Royal College of Obstetricians and Gynaecologists
BJOG: An International Journal of Obstetrics & Gynaecology First published: 17 June 2019 https://doi.org/10.1111/1471-0528.15803

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Focus sull’anarchia cellulare all’origine del cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 20, 2019

I ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) hanno scoperto come l’alterazione di alcune proteine possa scatenare l’anarchia cellulare all’origine del cancro. I risultati della ricerca, sostenuta da Fondazione AIRC e Ministero della Salute, sono pubblicati su “Nature Communications“.

IEOweb_Mapelli

“Sappiamo che la cellula tumorale, a differenza di quella sana, prolifera in modo smisurato e disordinato, e dà così luogo a insiemi eterogenei e complessi di cellule, che noi chiamiamo ‘cancro’ – spiega Mapelli, Direttrice dell’ Unità di Biologia Strutturale del Dipartimento di Oncologia Molecolare all’IEO – Noi abbiamo scoperto alcuni aspetti inediti di questo processo studiando, con le tecnologie più avanzate della biologia strutturale e della biochimica, due proteine che regolano la divisione cellulare, NuMA e LGN.
Il nostro organismo è infatti strutturato per mantenere l’omeostasi, ovvero l’equilibrio delle sue proprietà fisiche e chimiche. Le due proteine che abbiamo studiato hanno un ruolo importante in questo equilibrio, perché hanno il compito, insieme ad altre, di eseguire la divisione cellulare e determinare la posizione della nuova cellula che si crea da quella originaria. Il complesso proteico NuMA-LGN assolve a questa funzione in maniera ordinata e sistematica, in modo che le nuove cellule siano disposte nella posizione corretta all’interno dell’organo di cui fanno parte, e svolgano il proprio ruolo nell’organismo. È come se fossero gli architetti che costruiscono o ristrutturano una casa”
.

Se a causa di un errore, per esempio una mutazione genica – continua Mapelli – queste proteine smettono di fare il proprio lavoro architettonico e posizionano le nuove cellule in modo disordinato e scombinato, si scatena il caos: tessuti e organi crescono in modo incoerente e non riescono più a funzionare in modo corretto. Questa è in genere la situazione in caso di un tumore”…….” Ora possiamo pensare di correggere il malfunzionamento di queste proteine, per esempio trovando una molecola in grado di intervenire sui geni che le regolano”.

Leggi il full text dell’articolo:
Hexameric NuMA:LGN structures promote multivalent interactions required for planar epithelial divisions
Laura Pirovano, Simone Culurgioni[…]Marina Mapelli
Nature Communications 10, 1–14

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Sintetizzato chimicamente un potente anticancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 19, 2019

I ricercatori chimici della Harvard University hanno raggiunto quello che un nuovo articolo definiva un “punto di riferimento nella scoperta di farmaci” con la sintesi totale di halichondrin.

Il composto noto per essere un potente agente antitumorale negli studi sui topi, si trova naturalmente nelle spugne di mare – anche se solo in quantità minuscole. La classe di molecole di halichondrin è così diabolicamente complessa che non è mai stata sintetizzata su una scala significativa in laboratorio.

Yoshito Kishi
Yoshito Kishi, chimico di Harvard e Eisai, un’azienda farmaceutica giapponese, che ha sintetizzato l’halichondrin

I ricercatori guidati da Yoshito Kishi, professore di chimica del dipartimento di chimica e biologia chimica di Harvard, hanno ora sintetizzato quantità sufficienti di E7130 (C52-halichondrin-B amine), un farmaco candidato della classe halichondrin, che consente per la prima volta di condurre studi rigorosi sull’attività biologica, sulle proprietà farmacologiche e relativa efficacia.

La ricerca pubblicata sulla rivista “Scientific Report” riporta la sintesi totale della molecola di halichondrin altamente potente E7130 – 11,5 grammi, con il 99,81% di purezza.

Segnaliamo che una versione semplificata di questa molecola, l’eribulina, è diventata un farmaco per il trattamento del carcinoma mammario metastatico e del liposarcoma, ora commercializzato da Eisai.

Scarica e leggi il documento in full text:
A landmark in drug discovery based on complex natural product synthesis
Satoshi Kawano, Ken Ito, Kenzo Yahata, Kazunobu Kira, Takanori Abe, Tsuyoshi Akagi, Makoto Asano, Kentaro Iso, Yuki Sato, Fumiyoshi Matsuura, Isao Ohashi, Yasunobu Matsumoto, Minetaka Isomura, Takeo Sasaki, Takashi Fukuyama, Yusuke Miyashita, Yosuke Kaburagi, Akira Yokoi, Osamu Asano, Takashi Owa & Yoshito Kishi
Scientific Reports 9, Article number: 8656 (2019)

Fonte: Harvard University, Cambridge, Massachusetts, USA

Approfondimenti:
Bai, R., Cichacz, Z. A., Herald, C. L., Pettit, G. R. & Hamel, E. Spongistatin 1, a highly cytotoxic, sponge-derived, marine natural product that inhibits mitosis, microtubule assembly, and the binding of vinblastine to tubulin. Molecular pharmacology 44, 757–766 (1993).

Fodstad, O., Breistol, K., Pettit, G. R., Shoemaker, R. H. & Boyd, M. R. Comparative antitumor activities of halichondrins and vinblastine against human tumor xenografts. Journal of experimental therapeutics & oncology 1, 119–125 (1996).

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Focus sull’emorragia intracerebrale spontanea.

Posted by giorgiobertin su giugno 18, 2019

L’Emorragia intracerebrale (Intracerebral hemorrhage – ICH) è un sottotipo di ictus associato a significativa morbilità e mortalità. Lo scopo di questa recensione pubblicata dai ricercatori del Department of Neurology, Loyola University Chicago, è di fornire un aggiornamento sulle ricerche negli ultimi tre anni per questa patologia.
Gli argomenti trattati comprendono fattori di rischio, predittori di imaging dell’espansione dell’ematoma, schema di punteggio per predire l’espansione dell’ematoma, terapie emostatiche, abbassamento della pressione arteriosa acuta, somministrazione intraventricolare di alteplase per emorragia intraventricolare e lo stato attuale delle terapie chirurgiche.

Spontaneous Intracerebral Hemorrhage

Scarica e leggi il documento in full text:
Recent advances in spontaneous intracerebral hemorrhage [version 1; peer review: 2 approved].
Garg R and Biller J.
F1000Research 2019, 8(F1000 Faculty Rev):302 (https://doi.org/10.12688/f1000research.16357.1)

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ESMO: linee guida sullo screening e la gestione del tumore al seno.

Posted by giorgiobertin su giugno 18, 2019

L’European Society for Medical Oncology (ESMO) ha pubblicato nuove linee guida per la pratica clinica sullo screening e la gestione del tumore al seno in fase iniziale.

ESMO-Early breast cancer

Lo screening attraverso mammografia è raccomandato dagli esperti ogni anno o ogni due anni nelle età da 50 a 69 anni. Lo screening è opzionale nelle età da 40 a 49 anni e oltre i 70 anni.

Scarica e leggi il documento in full text:
Early breast cancer: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Cardoso F, Kyriakides S, Ohno S, Penault-Llorca F, Poortmans P, Rubio IT, Zackrisson S, Senkus E. on behalf of the ESMO Guidelines Committee
Ann Oncol. 2019 Jun 4 [Epub ahead of print]. doi: 10.1093/annonc/mdz173. PMID: 31161190

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ESMO: aggiornamento delle linee guida sui tumori gastrointestinali.

Posted by giorgiobertin su giugno 18, 2019

L’European Society for Medical Oncology (ESMO) ha pubblicato un aggiornamento delle linee guida per la pratica clinica sul trattamento del carcinoma epatocellulare (hepatocellular carcinoma, HCC) e dei tumori del pancreas, dei tessuti molli e dello stomaco. L’aggiornamento include anche i tumori alla prostata.

esmo-logo

Gli aggiornamenti riguardano le seguenti linee guida pubblicate nel 2015-2016-2018:
Hepatocellular carcinoma: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Vogel A, Cervantes A, Chau I et al. Ann Oncol 2018; 29 (Suppl 4): iv238–iv255.
Cancer of the pancreas: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Ducreux M, Sa Cuhna A, Caramella C, et al. Ann Oncol 2015; 26(suppl 5): v56-v68.
Soft tissue and visceral sarcomas: ESMO-EURACAN Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Casali PG, Abecassis N, Bauer S et al. Ann Oncol 2018 ;29 (Suppl 4): iv51-iv67.
Gastric cancer: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Smyth EC, Verheij M, Allum W, et al. Ann Oncol 2016; 27 (Suppl 5): v38-v49.

Scarica e leggi il documento in full text:
Recent eUpdates to the ESMO Clinical Practice Guidelines on Hepatocellular Carcinoma, Cancer of the Pancreas, Soft Tissue and Visceral Sarcomas, Cancer of the Prostate and Gastric Cancer.
Pentheroudakis G. the ESMO Guidelines Committee
Ann Oncol. 2019 Jun 6. pii: mdz180. doi: 10.1093/annonc/mdz180. [Epub ahead of print]

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Ministero della Salute: Enciclopedia Salute.

Posted by giorgiobertin su giugno 17, 2019

Enciclopedia Salute è un dizionario medico essenziale con informazioni semplici e dirette sulle principali malattie, il loro impatto sociale, i principali fattori di rischio, come prevenirle, riconoscerle, curarle. Nasce per la prima volta dal Ministero della salute, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, e si arricchirà di volta in volta di saperi e conoscenze del Servizio sanitario nazionale. Non sostituisce il parere, la visita o la prescrizione del proprio medico, ma favorisce il dialogo e la partecipazione responsabile.

logo_ministerosalute         NostraSalute

Accedi all’Enciclopedia della Salute

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Elaborate le nuove linee guida per il Pronto soccorso.

Posted by giorgiobertin su giugno 17, 2019

Nuovi codici numerici per la definizione delle priorità e nuovi standard per l’Osservazione breve intensiva e azioni per ridurre il sovraffollamento tra cui il blocco dei ricoveri programmati e l’implementazione del bed management. Sono queste le direttrici su cui si muovono le nuove linee guida elaborate dal Tavolo di lavoro istituito presso il Ministero della Salute ed inviate alle Regioni

Il nuovo modello proposto dal Ministero si adotta di un sistema di codifica a 5 codici numerici di priorità, con codice da 1 a 5. “La nuova codifica – sottolinea il Ministero – consente di focalizzare l’attenzione sulle condizioni cliniche che rientrano nell’ambito dell’urgenza differibile, individuando l’ambito delle patologie da definire come urgenza minore”. L’implementazione della codifica a 5 codici numerici di priorità e il conseguente superamento della codifica con i codici colore dovrà avvenire progressivamente entro 18 mesi dalla pubblicazione del documento.

 

Triage-2019

Le linee guida precisano poi che la “suddivisione in 5 codici di priorità, allo scopo di meglio ridistribuire la popolazione che si presenta in PS. Infatti, il “codice verde”, essendo di gran lunga il più attribuito, non consente di differenziare adeguatamente i pazienti meritevoli di maggior impegno assistenziale da quelli a minore carico gestionale, esponendoli al rischio di eventi sfavorevoli o di sottovalutazione”.

Scarica e leggi il documento in full text:
Linee di indirizzo Nazionale sul Triage intraospedaliero.

Fonte: Quotidiano Sanità

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Linee guida sulla gestione del dolore postoperatorio.

Posted by giorgiobertin su giugno 16, 2019

La French Society of Anesthesia & Intensive Care Medecine (SFAR) hanno pubblicato in aggiornamento una linea guida sulla gestione dl dolore postoperatorio. il precedente documento era datato 2008.

Sfar

Scarica e leggi il documento in full text:
Revision of expert panel’s guidelines on postoperative pain management
Frédéric Aubrun, Karine Nouette-Gaulain, Dominique Fletcher, Anissa Belbachir, … Paul Zetlaoui
Anaesthesia Critical Care & Pain Medicine https://doi.org/10.1016/j.accpm.2019.02.011

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FDA: approvato farmaco per la cefalea a grappolo.

Posted by giorgiobertin su giugno 15, 2019

La statunitense Food and Drug Administration (FDA) ha esteso le indicazioni di Emgality (galcanezumab-gnlm), approvando il primo trattamento per la cefalea a grappolo episodica negli adulti.

migrane

L’efficacia di Emgality – già approvato dall’FDA a settembre 2018, per il trattamento preventivo dell’emicrania negli adulti – per questa nuova indicazione è stata dimostrata in uno studio clinico che ha coinvolto 106 pazienti, in cui il medicinale è stato confrontato con il placebo.

FDA press release:
FDA approves first treatment for episodic cluster headache that reduces the frequency of attacks

https://www.emgality.com/

galcanezumab

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Linee guida attuali sulla gestione del diabete mellito gestazionale.

Posted by giorgiobertin su giugno 14, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “BMC Pregnancy and Childbirth” le linee guida sulla gestione del diabete mellito gestazionale.

diabete-gestazionale

Sono stati analizzati 14 documenti e sono state valutate 361 raccomandazioni originali per la gestione del diabete mellito gestazionale (GDM). In tutte le linee guida incluse, le raccomandazioni sono state sviluppate le diagnosi di GDM, le cure prenatali, l’assistenza intrapartum, l’assistenza neonatale e l’assistenza postpartum.

Scarica e leggi il documento in full text:
Current guidelines on the management of gestational diabetes mellitus: a content analysis and appraisal
Mengxing Zhang, Yingfeng ZhouEmail author, Jie Zhong, Kairong Wang, Yan Ding and Li Li
BMC Pregnancy and Childbirth 2019 19:200 https://doi.org/10.1186/s12884-019-2343-2

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Linee guida sulla gestione della pancreatite acuta.

Posted by giorgiobertin su giugno 13, 2019

Sono state pubblicate a cura della World Society for Emergency Surgery le linee guida sulla gestione della pancreatite severa acuta.

Scarica e leggi il documento in full text:
2019 WSES guidelines for the management of severe acute pancreatitis
Leppäniemi, A., Tolonen, M., Tarasconi, A. et al.
World J Emerg Surg (2019) 14: 27. https://doi.org/10.1186/s13017-019-0247-0

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Un vaccino per il trattamento del linfoma non-Hodgkin.

Posted by giorgiobertin su giugno 10, 2019

I ricercatori dell’Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York, hanno sviluppato un vaccino in situ (utilizza qualcosa nel corpo) per aiutare a creare una risposta immunitaria a livello del corpo contro il linfoma non Hodgkin (NHL).
Esperimenti condotti dal team di ricerca sui topi hanno suggerito che il vaccino potrebbe essere ancora più efficace se combinato con un inibitore del checkpoint immunitario, una forma di immunoterapia già utilizzata per il trattamento del linfoma di Hodgkin e di molti altri tumori. Di conseguenza, il team di ricerca ha lanciato una sperimentazione clinica per testare il vaccino in combinazione con un inibitore del checkpoint immunitario.

dendritic-cell-adaptive-immunity

Considerando che queste ed altre immunoterapie colpiscono direttamente le cellule T, un vaccino in situ agisce principalmente stimolando l’attività di un altro componente del sistema immunitario: le cellule dendritiche.
In particolare l’approccio terapeutico del team Mount Sinai per un vaccino in situ utilizza tre componenti.

– Primo, viene iniettata una forma sintetica di una proteina chiamata FLT3L , che aiuta ad attirare le cellule dendritiche sul tumore.
– Secondo, vengono erogate basse dosi di radiazioni direttamente sul tumore. La radiazione danneggia le cellule tumorali, provocando il rilascio di antigeni che le cellule dendritiche alla fine presentano alle cellule T.
– Terzo, un’altra proteina sintetica, chiamata agonista TLR3, viene iniettata nel tumore. Questo farmaco attiva le cellule dendritiche caricate di antigene all’interno e intorno al tumore, inducendole a viaggiare verso i linfonodi dove risiedono le cellule T e, se tutto va come previsto, avviare una risposta immunitaria a livello dell’intero sistema.

Prima di avviare il processo, il dott. Brody e i suoi colleghi hanno eseguito una serie di esperimenti su modelli murini di linfoma per verificare se l’approccio funzionasse come previsto. I tumori trattati si sono ridotti rapidamente in molti topi e, in circa il 40% degli animali, sono stati completamente estirpati.

La sperimentazione sull’uomo appena avviata (Trial) dal team Mount Sinai accoppierà il vaccino con l’inibitore del checkpoint pembrolizumab (Keytruda) in soggetti con NHL indolente avanzato, carcinoma mammario e tumore della testa e del collo.

Leggi abstract dell’articolo:
Systemic clinical tumor regressions and potentiation of PD1 blockade with in situ vaccination
Linda Hammerich, Thomas U. Marron[…]Joshua D. Brody
Nature Medicine 25 , 814–824

trial (NCT01976585)

Fonte: Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York,

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Nuovo server di preprint per la ricerca medica.

Posted by giorgiobertin su giugno 9, 2019

Cold Spring Harbor Laboratory (CSHL), Yale University e BMJ hanno annunciato il lancio di medRxiv, un archivio online gratuito e servizio di distribuzione di preprints per le scienze mediche e sanitarie.

MedRxiv dovrebbe iniziare ad accettare manoscritti il ​​6 giugno e sarà supervisionato dalle tre organizzazioni.


Research Preprint Server Launches at Yale University

I preprint sono versioni preliminari di articoli di ricerca che i ricercatori condividono tra loro prima di essere pubblicati su una rivista, per migliorare la diffusione dei metodi di studio e dei risultati tra la comunità scientifica e per sollecitare feedback per migliorare l’articolo finale pubblicato.

La missione di medRxiv è migliorare responsabilmente l’apertura e l’accessibilità delle scoperte scientifiche, migliorare la collaborazione tra i ricercatori, documentare la provenienza delle idee e informare la ricerca in corso e pianificata attraverso rapporti più tempestivi di ricerche completate” ha dichiarato John Inglis, co-fondatore di medRxiv e BioRxiv di Cold Spring Harbor Laboratory.

medRxiv accetterà i preprints degli articoli che coprono tutti gli aspetti della ricerca nelle scienze della salute. Il manoscritto può essere pubblicato prima o contemporaneamente alla sottomissione ad una rivista, ma non se è già stato pubblicato. La maggior parte delle riviste di un’ampia gamma di editori consente la pubblicazione di articoli di riviste apparsi in forma precoce su server preprint riconosciuti.

Leggi il full text dell’articolo:
Editorials
New preprint server for medical research
BMJ 2019; 365 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.l2301 (Published 05 June 2019)

Informazioni complete su medRxiv, comprese le linee guida per gli autori, sono disponibili su: medRxiv.org

Fonti: Cold Spring Harbor Laboratory (CSHL)Yale UniversityNature news

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Nuovo radiotracciante può identificare 30 tipi di cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 8, 2019

Una nuova classe di radiofarmaci si è dimostrata efficace nell’identificazione non invasiva di quasi 30 tipi di tumori maligni. Utilizzando la PET/CT 68Ga-FAPI, i ricercatori del German Cancer Research Center, Heidelberg, Germany, sono stati in grado di immaginare i tumori con assorbimento e contrasto dell’immagine molto alti, aprendo la strada a nuove applicazioni nella caratterizzazione, stadiazione e terapia del tumore. La ricerca è stata pubblicata nel numero di giugno di “The Journal of Nuclear Medicine“.

Il radiotracciante Ga-FAPI 68 si rivolge ai fibroblasti associati al cancro, che possono contribuire fino al 90% della massa di un tumore. Molti fibroblasti associati al cancro differiscono dai fibroblasti normali per la loro specifica espressione della proteina di attivazione, o FAP.

Fig3

Leggi abstract dell’articolo:
68Ga-FAPI PET/CT: Tracer Uptake in 28 Different Kinds of Cancer.
Clemens Kratochwil, Paul Flechsig, Thomas Lindner, Labidi Abderrahim, Annette Altmann, Walter Mier, Sebastian Adeberg, Hendrik Rathke, Manuel Röhrich, Hauke Winter, Peter K. Plinkert, Frederik Marme, Matthias Lang, Hans-Ulrich Kauczor, Dirk Jäger, Jürgen Debus, Uwe Haberkorn, and Frederik L. Giesel
J Nucl Med June 1, 2019 vol. 60 no. 6 801-805

Fonte: Society of Nuclear Medicine and Molecular Imaging.

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BSG: linee guida sulla diagnosi e gestione della colangite sclerosante primitiva.

Posted by giorgiobertin su giugno 7, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista Gut, a cura della British Society of Gastroenterology, le linee guida aggiornate sulla diagnosi e gestione della colangite sclerosante primitiva.

colangite_sclerosante_primitiva

La colangite sclerosante primitiva (o idiopatica) è quel complesso di disturbi che riguarda i dotti biliari, con fibrosi e stenosi degli stessi.

Scarica e leggi il documento in full text:
British Society of Gastroenterology and UK-PSC guidelines for the diagnosis and management of primary sclerosing cholangitis
Chapman MH, Thorburn D, Hirschfield GM, et al.
Gut Published Online First: 01 June 2019. doi: 10.1136/gutjnl-2018-317993

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Jessica K Dyson, Ulrich Beuers, David E J Jones, Ansgar W Lohse, Mark Hudson

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Nuova opzione per il trattamento dell’artrite reumatoide.

Posted by giorgiobertin su giugno 6, 2019

In uno studio internazionale su larga scala condotto dal reumatologo Josef Smolen del Dipartimento di Medicina III, Medical University of Vienna, Vienna, Austria, ha stabilito che un farmaco ancora da approvare contenente l’inibitore selettivo JAK-1 upadacitinib di AbbVie, si è dimostrato una nuova opzione per il trattamento dell’artrite reumatoide attiva (RA).

È stato dimostrato che tra il 12,5% e il 20% dei pazienti a cui veniva somministrato il farmaco ogni giorno sperimentavano la cosiddetta “remissione sostenuta”, uno stato che è quasi come essere guarito. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista “The Lancet”.

Upadacitinib

Le Janus kinases (JAK) svolgono un ruolo importante nella trasmissione del segnale intracellulare e sono necessarie per inoltrare i segnali dai vari recettori al nucleo della cellula. Nel reumatismo, tuttavia, sono responsabili delle risposte infiammatorie. Attualmente sono disponibili e usati per il trattamento dell’artrite reumatoide due inibitori della JAK (tofacitinib e baricitinib).

In questo studio che ha coinvolto 648 pazienti, i ricercatori hanno dimostrato che l’upadacitinib in monoterapia fornisce un netto miglioramento nell’artrite reumatoide. L’effetto di upadacitinib: “Funziona molto rapidamente – una buona risposta è evidente dopo solo due o quattro settimane“, dice il prof. Smolen.

Leggi abstract dell’articolo:
Upadacitinib as monotherapy in patients with active rheumatoid arthritis and inadequate response to methotrexate (SELECT-MONOTHERAPY): a randomised, placebo-controlled, double-blind phase 3 study.
Josef Smolen, Aileen Pangan, Paul Emery, William Rigby, Yoshiya Tanaka, Juan Ignacio Vargas, Ying Zhang, Nemanja Damjanov, Alan Friedman, Ahmed Othman, Heidi Camp, Stanley Cohen
The Lancet http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(19)30419-2

ClinicalTrials.gov, number NCT02706951

Fonte: Medical University of Vienna

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Carenza di ferro legata a malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2019

Una nuova scoperta su come la carenza di ferro influisce sulla vascolarizzazione del polmone potrebbe essere la chiave per migliorare il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare.
I ricercatori del Lakhal-Littleton Group at Oxford’s Department of Physiology Anatomy & Genetics in questo nuovo studio hanno esplorato i legami tra carenza di ferro e PAH (pulmonary arterial hypertension). Hanno trovato che la carenza di ferro all’interno delle cellule muscolari lisce delle arterie polmonari è di per sé sufficiente a causare PAH, anche in assenza di anemia. L’effetto della carenza di ferro è dovuto all’aumento del rilascio del vasocostrittore endotelina-1 dalle cellule delle arterie polmonari.
Si tratta del primo studio che descrive il meccanismo che collega la carenza di ferro con le malattie cardiache.

Lakhal-Littleton study reveals critical link between iron deficiency and a serious cardiovascular condition

Il professore associato Samira Lakhal-Littleton, ha dichiarato: “Questa ricerca ha il potenziale di alterare il modo in cui vengono trattati i pazienti con ipertensione arteriosa polmonare”.
Lo studio dimostra che non è l’anemia, ma piuttosto la mancanza di ferro nelle cellule del sistema vascolare che causa il rimodellamento dei vasi polmonari presenti nei soggetti affetti da PAH.

Leggi abstract dell’articolo:
Intracellular iron deficiency in pulmonary arterial smooth muscle cells causes pulmonary arterial hypertension in mice
Samira Lakhal-Littleton, Alexi Crosby, Matthew C. Frise, Goran Mohammad, Carolyn A. Carr, Paul A. M. Loick, and Peter A. Robbins
PNAS first published May 31, 2019 https://doi.org/10.1073/pnas.1822010116

Fonte: Department of Physiology, Anatomy and Genetics – University of Oxford

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ASCO: nuovi farmaci per il trattamento dei tumori alla prostata in stadio avanzato.

Posted by giorgiobertin su giugno 4, 2019

Il “New England Journal of Medicine” ha pubblicato i primi risultati di uno studio clinico internazionale di fase III denominato TITAN (National Clinical Trials Number 02489318), che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco, l’apalutamide, per il trattamento dei tumori della prostata in stadio avanzato.

apalutamide

I ricercatori hanno scoperto che il trattamento con apalutamide (ERLEADA) ha migliorato significativamente la sopravvivenza globale, con una riduzione del 33% del rischio di morte rispetto alla terapia standard di cura. Inoltre, questo studio ha mostrato che l’apalutamide ha ritardato in modo significativo la progressione della malattia. Lo studio ha incluso la partecipazione di 230 istituzioni in tutto il mondo e l’arruolamento di oltre 1.000 pazienti nello studio (525 pazienti trattati con apalutamide plus e [androgen-deprivation therapy – ADT], 527 hanno ricevuto placebo plus e ADT).

Questo è uno studio importante che ha dimostrato, per la prima volta, un miglioramento significativo della sopravvivenza e del ritardo nella progressione della malattia con questa nuova classe di farmaci nota come “inibitore dei recettori degli androgeni potente e diretto negli uomini con carcinoma prostatico avanzato”. – afferma il prof. Kim Chi, MD, oncologo medico presso la British Columbia Cancer Agency.
Lo studio è stato presentato nel corso del Meeting: 2019 ASCO Annual Meeting.

Leggi abstract dell’articolo:
Apalutamide for Metastatic, Castration-Sensitive Prostate Cancer.
Chi, K.N. et al., for the TITAN Investigators
New England Journal of Medicine. doi.org/10.1056/NEJMoa1903307

(National Clinical Trials Number 02489318)

First results from TITAN: A phase III double-blind, randomized study of apalutamide (APA) versus placebo (PBO) in patients (pts) with metastatic castration-sensitive prostate cancer (mCSPC) receiving androgen deprivation therapy (ADT).
Meeting:
2019 ASCO Annual Meeting Abstract No: 5006 Citation:  J Clin Oncol 37, 2019 (suppl; abstr 5006)

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