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FDA approva un nuovo farmaco per la fibrosi cistica.

Posted by giorgiobertin su luglio 4, 2015

L’Fda ha approvato la combinazione di ivacaftor e lumacaftor per il trattamento di pazienti con fibrosi cistica a partire dai 12 anni d’età, che presentano la delezione F508 del gene CFTR in condizione di omozigosi. Il nome commerciale del prodotto è Orkambi, prodotto Vertex Pharmaceuticals.


Kate Marshall provides a compelling pro Orkambi testimony before the FDA Advisory Committee

I risultati provengono da due trials multicentrici randomizzati, controllati e in doppio cieco (TRAFFIC e TRANSPORT) a cui hanno partecipato partecipato circa 200 centri situati negli Stati Uniti, in Europa e in Australia per un totale di 1.108 pazienti.

Leggi comunicato stampa FDA:
FDA approves new treatment for cystic fibrosis

Approfondimenti: Cystic fibrosis news today

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I telomeri all’origine della Fibrosi Polmonare Idiopatica.

Posted by giorgiobertin su luglio 3, 2015

I ricercatori del Spanish National Cancer Research Centre (CNIO) hanno scoperto che i telomeri, le strutture che proteggono i cromosomi, sono all’origine della fibrosi polmonare. Questa è la prima volta che il danno al telomero viene identificato come causa di malattia.

Telomeri-fibrosi Credit image: Cell Reports

La Fibrosi polmonare idiopatica (IPF) provoca una graduale perdita di capacità respiratoria e può essere letale nel giro di pochi anni.  Si formano cicatrici nel tessuto polmonare, che lo rendono rigido, con conseguente difficoltà nella respirazione. La causa della malattia è sconosciuta, anche se può essere attribuita ad una combinazione di genetica e di ambiente (radiazione, fumo, inquinamento).

Lo studio ha trovato che  i telomeri di molti pazienti affetti da fibrosi polmonare idiopatica sono ridotti rispetto al normale. E’ stato dimostrato che la mancanza o accorciamento dei telomeri è letale per tipo II delle cellule alveolari, l’epitelio polmonare non può rigenerarsi senza queste cellule e quindi, non in grado di riparare i danni causati da agenti ambientali tossici.

I ricercatori stanno ora lavorando su modelli animali  per testare “nuove strategie terapeutiche basate sull’attivazione della telomerasi [enzima che ripara i telomeri]“. afferma il prof. Juan M. Povedano primo autore dello studio. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Cell Reports“.

Leggi il full text dell’articolo:
Mice with pulmonary fibrosis driven by telomere dysfunction.
Juan  M. Povedano, Paula Martinez, Juana M. Flores, Francisca!Mulero, Maria A.  Blasco.
Cell Reports (2015). doi:!10.1016/j.celrep.2015.06.028

Fonte ed approfondimenti: Spanish National Cancer Research Centre

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Epatite C: linee guida sull’uso degli antivirali.

Posted by giorgiobertin su luglio 3, 2015

Sono state pubblicate sulla rivista “Hepatology” a cure dell’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD) e dell’Infectious Diseases Society of America (IDSA) in collaboratione con International Antiviral Society-USA (IAS-USA) le linee guida sulla diagnosi, la gestione e il trattamento dell’epatite C.

Hepatology-cover

Queste linee guida sono un documento su come utilizzare al meglio la nuova generazione di antivirali ad azione diretta e le altre opzioni di trattamento dell’Hcv, saranno continuamente aggiornate con le indicazioni provenienti degli ultimi studi scientifici” afferma Keith Lindor uno degli autori.

Scarica e leggi il documento in full text:
HEPATITIS C GUIDANCE: AASLD-IDSA RECOMMENDATIONS FOR TESTING, MANAGING, AND TREATING ADULTS INFECTED WITH HEPATITIS C VIRUS
Authors On behalf of the Hepatitis C Guidance Panel
Hepatology  2015 25 june –  DOI: 10.1002/hep.27950

http://www.idsociety.org/HCV_Cost_Effectiveness/

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NICE: Linee guida su ogni tipo di cancro.

Posted by giorgiobertin su luglio 3, 2015

Sono state  pubblicate sul sito Nice (National institute for health and care excellence) le linee guida aggiornate sul riconoscimento di un tumore sospetto e sulla relativa richiesta di accertamenti. Il documento ha lo scopo di supportare i medici a riconoscere i segni e sintomi di 37 diversi tipi di cancro (video).


One in 2 of us will develop cancer at some point in our lives. NICE has published updated guidelines to support GPs in recognising and testing for the disease.

Vengono forniti  dei tools con flow chart interattivi che permettono di comprendere gli algoritmi diagnostico terapeutici. La prima delle raccomandazioni riguardano le diverse tipologie di cancro, con evidenziati i sintomi e le indagine da effettuare. In un’altra sezione vengono fornite informazioni ai ricercatori come: esecuzione dei test, soglie di età del cancro.

Scarica e leggi il documento in full text:
Suspected cancer: recognition and referral – NICE guidelines [NG12] Published date: June 2015

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Salute a rischio con le bevande zuccherate.

Posted by giorgiobertin su luglio 2, 2015

I dati anticipati (relativi al 2013) all’American Heart Association Council on Epidemiology and Prevention e pubblicati sulla rivista “Circulation” stimano in oltre 180 mila le vittime, ogni anno, di patologie associate al consumo massiccio di bibite zuccherate.

L’impatto diretto del consumo di queste bevande sul diabete e sugli effetti collaterali dell’obesità in termini di malattie cardiovascolari, diabete e tumori è incredibile: queste bevande hanno causato nel solo 2010:
133.000 decessi per diabete,
45.000 decessi per malattie cardiovascolari,
6.450 morti per cancro.

150625_sugar_study Photo: Simon Berry via Flickr

In molte nazioni nel mondo c’è un numero significativo di decessi dovuti a un singolo fattore alimentare, le bevande zuccherate” – afferma il prof. Dariush Mozaffarian del Friedman School of Nutrition Science & Policy della Tufts University di Boston. “Ridurre sostanzialmente o eliminare le bevande zuccherate dall’alimentazione dovrebbe essere una priorità globale. Non ci sono benefici per la salute derivanti dal consumo di bevande zuccherate“.

Leggi abstract dell’articolo:
Estimated global, regional, and national disease burdens related to sugar-sweetened beverage consumption in 2010.”
Singh GM, Micha R, Khatibzadek S, Lim S, Ezzati M, and Mozaffarian, D.
Circulation. Published online ahead of print 06-29-15. doi:10.1161/CIRCULATIONAHA.114.010636

Fonte ed approfondimenti: Friedman School of Nutrition Science & Policy at Tufts University in Boston

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Nuovo farmaco riduce l’obesità.

Posted by giorgiobertin su luglio 2, 2015

Sono stati pubblicati sulla rivista NEJM i risultati dello studio SCALE (Satiety and Clinical Adiposity—Liraglutide). Lo studio è stato condotto tra il giugno 2011 e il marzo 2013 in 191 siti di 27 paesi in Europa, Nord America, Sud America, Asia, Africa e Australia. I soggetti (3731 pazienti) con età dai 18 anni in su che avevano un BMI di 30 kg/m2 o di almeno 27 kg/m2 non trattati per dislipidemia o ipertensione, quindi nessuno dei pazienti presentava diabete al basale, sono stati trattati in rapporto 2:1 con liraglutide 3 mg una volta al giorno (2487 pazienti) contro placebo (1244 pazienti).

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Dai risultati, i pazienti del gruppo liraglutide avevano perso una media di 8,4 ± 7,3 kg di peso corporeo, e quelli nel gruppo placebo avevano perso una media di 2,8 ± 6,5 kg.

L’uso di liraglutide 3 mg, in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico, è risultato associato a miglioramenti clinicamente significativi nei domini fisici della qualità di vita correlata alla salute rispetto al placebo” affermano i ricercatori (View Video Summary).

Leggi abstract dell’articolo:
A Randomized, Controlled Trial of 3.0 mg of Liraglutide in Weight Management

Xavier Pi-Sunyer, Arne Astrup, Ken Fujioka et al.
N Engl J Med 2015; 373:11-22 July 2, 2015 DOI: 10.1056/NEJMoa1411892

(View Video Summary.)

Editorial:
Another Agent for Obesity — Will This Time Be Different?
Elias S. Siraj,

ClinicalTrials.gov number, NCT01272219

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Aggiornamento linee guida sulla procreazione assistita: Legge 40.

Posted by giorgiobertin su luglio 2, 2015

Sono state pubblicate  a cura del Ministero della Salute le linee guida in aggiornamento della L.40/2004, che regola la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), un provvedimento molto atteso dagli operatori del settore e dalle coppie che accedono a queste tecniche, e che entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

logo_ministerosalute

Numerose le variazioni introdotte rispetto alle linee guida attualmente in vigore: l’accesso al trattamento sarà permesso a coppie in cui uno dei partners è portatore di infezione come l’Hiv, l’epatite B o C o malattie sessualmente trasmissibili di altro tipo. Inoltre uno dei due componenti della coppia ricevente può essere donatore per altre coppie. Rimane fisso un limite: non si può sceglier eil fenotipo del donatore.

Scarica e leggi le linee guida in full text:
LINEE GUIDA CONTENENTI LE INDICAZIONI DELLE PROCEDURE E DELLE TECNICHE DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA
Art. 7 – Legge n. 40/2004 – LINEE GUIDA 2015

Fonte: Ministero della Salute comunicato stampa n. 132 del 1° luglio 2015

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Studio internazionale sui Folati.

Posted by giorgiobertin su luglio 1, 2015

Uno studio internazionale coordinato dall’University of Georgia e pubblicato sulla rivista “Journal of Nutrition“, ha fatto il punto sull’utilizzo del folato, una vitamina B essenziale e necessaria nella sintesi, nella riparazione e nel funzionamento del DNA e dell’RNA, i principali mattoni della vita. Il folato è necessario per la produzione e il mantenimento delle nuove cellule ed è particolarmente importante nei periodi di rapida crescita come l’infanzia e la gravidanza.

folato

Un difetto della nascita importante che incide sul midollo spinale – spina bifida, per esempio – può essere prevenuto con il consumo materno sufficiente di folato prima e durante le prime fasi dello sviluppo fetale.

L’obiettivo primario dello studio è quello di determinare i Biomarkers in generale che possono essere misurati per determinare se la salute di un gruppo o di un individuo è a rischio a causa della inadeguatezza dei nutrienti. Il documento è il risultato di quasi cinque anni di lavoro di collaborazione di un gruppo di esperti mondiali della nutrizione.

Scarica e leggi il documento in full text:
Biomarkers of Nutrition for Development-Folate Review
Lynn B Bailey, Patrick J Stover, Helene McNulty, Michael F Fenech,…., Ramkripa Raghavan, and Daniel J Raiten
J. Nutr. jn206599; first published online June 3, 2015. doi:10.3945/jn.114.206599

Fonte: University of Georgia

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Cancro al colon: colpire le cellule staminali dormienti.

Posted by giorgiobertin su luglio 1, 2015

Un team di ricerca internazionale, guidato dall’Università di Melbourne, ha scoperto un modo per controllare il comportamento delle cellule staminali responsabili della diffusione del cancro intestinale. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Stem Cell Reports“.

Fzd7  Credit image: Stem cell Reports

Un recettore sulla superficie cellulare – chiamato Frizzled 7 – è la chiave per l’attività delle cellule staminali che si traduce nella diffusione del cancro. La maggior parte dei pazienti affetti da cancro intestinale muoiono per tumori secondari che si diffondono in tutto il corpo, e non per il cancro primario.

Se si elimina Frizzled7 mentre le cellule sono in uno stato dormiente non sono più in grado di far crescere il tumore“. – afferma il professor Elizabeth Vincan del Cancer Biology Laboratory at the University of Melbourne coordinatore dello studio.

L’obiettivo ora è quello di cercare di arrivare a quelle cellule mentre sono dormienti, prima che cominciano a crescere. Il team sta sviluppando trattamenti di anticorpi anti-Frizzled7 che possono essere utilizzati in combinazione con le altre terapie correnti.

La scoperta porterà a trattamenti che colpiscono le cellule dormienti, un grande cambiamento rispetto alle terapie convenzionali che colpiscono solo le cellule tumorali in crescita.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Frizzled7 Functions as a Wnt Receptor in Intestinal Epithelial Lgr5+ Stem Cells
Dustin J. Flanagan, Toby J. Phesse, Nick Barker, Renate H.M. Schwab, Nancy Amin, Jordane Malaterre, Daniel E. Stange, Cameron J. Nowell, Scott A. Currie, Jarel T.S. Saw, Eva Beuchert, Robert G. Ramsay, Owen J. Sansom, Matthias Ernst, Hans Clevers, Elizabeth Vincan
Stem Cell Reports Volume 4, Issue 5, p759–767, 12 May 2015 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.stemcr.2015.03.003

Fonte ed approfondimenti: Università di Melbourne

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Terapia antibiotica e appendicectomia a confronto.

Posted by giorgiobertin su giugno 30, 2015

I ricercatori dell’University of Turku in Finlandia hanno pubblicato sulla rivista JAMA uno studio condotto su sei ospedali finlandesi ( APPAC – APPendicitis ACuta trial) secondo cui potrebbe essere sufficiente una terapia antibiotica per eliminare l’infiammazione dell’appendicite ed evitare l’intervento chirurgico.

jama1

Lo studio è stato condotto nell’arco di tre anni su 530 pazienti in età compresa tra 18 e 60 anni, affetti da appendicite acuta senza complicanze. Dei 257 pazienti sottoposti a cura con antibiotici, circa il 75% è stato dimesso senza necessità di appendicectomia e l’infiammazione non si è ripresentata nel successivo periodo di follow-up (1 anno) mentre il restante 25% ha avuto comunque bisogno dell’intervento chirurgico senza però che l’appendicite abbia avuto complicanze.

Leggi abstract dell’articolo:
Antibiotic Therapy vs Appendectomy for Treatment of Uncomplicated Acute Appendicitis: The APPAC Randomized Clinical Trial.

Salminen P, Paajanen H, Rautio T, et al.
JAMA. 2015;313(23):2340-2348. doi:10.1001/jama.2015.6154.
Trial Registration  clinicaltrials.gov Identifier: NCT01022567

Editorial
Treating Appendicitis Without Surgery
Edward Livingston, Corrine Vons
JAMA. 2015;313(23):2327-2328. doi:10.1001/jama.2015.6266.

Fonte ed approfondimenti: Hospital District of Southwest Finland – University of Turku

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Diagnosi e gestione dell’asma in età prescolare.

Posted by giorgiobertin su giugno 30, 2015

Sono state pubblicate dal Canadian Thoracic Surgery e dal Canadian Paediatric Society, sulla rivista “Canadian Respiratory Journal” le linee guida sulla diagnosi e gestione dell’asma nei bambini in età prescolare.

CRJ

Scarica e leggi il documento in full text:
Diagnosis and management of asthma in preschoolers: A Canadian Thoracic Society and Canadian Paediatric Society position paper

FM Ducharme, SD Dell, D Radhakrishnan, RM Grad, WT Watson, CL Yang, M Zelman
Canadian Respiratory Journal May/June 2015, Volume 22 Issue 3: 135-143

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Tumore alla prostata: scoperta proteina che blocca le difese immunitarie.

Posted by giorgiobertin su giugno 29, 2015

Uno studio condotto dai ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, coordinati dal dottor Matteo Bellone, capo Unità Immunologia cellulare, potrebbe aprire la strada a nuovi approcci diagnostici e terapeutici del tumore alla prostata nelle sue fasi iniziali.

Cancer-research-cover

La ricerca, a cui è dedicata la copertina di maggio della rivista scientifica Cancer Research, è stata condotta su campioni umani e modelli murini, e ha dimostrato il ruolo della proteina Tenascina-C, maggiormente espressa dal tumore nelle fasi precoci di malattia. Tenascina-C viene prodotta dalle cellule staminali del carcinoma prostatico – le cellule tumorali che contribuiscono alla crescita, alla diffusione e rigenerazione del tumore – e viene utilizzata da queste ultime come un’arma per sfuggire alla risposta del sistema immunitario.

“Sebbene questa ipotesi debba ancora essere verificata appieno sull’uomo, questa ricerca potrebbe modificare l’approccio ai pazienti con tumore in fase iniziale, che al momento vengono soltanto tenuti sotto osservazione nel tempo”. – afferma il dottor Bellone.

Leggi abstract dell’articolo.
Tenascin-C Protects Cancer Stem–like Cells from Immune Surveillance by Arresting T-cell Activation 
Elena Jachetti, Sara Caputo, Stefania Mazzoleni, Chiara Svetlana Brambillasca, Sara Martina Parigi, Matteo Grioni, Ignazio Stefano Piras, Umberto Restuccia, Arianna Calcinotto, Massimo Freschi, Angela Bachi, Rossella Galli, and Matteo Bellone
Cancer Res May 15, 2015 75:2095-2108; Published OnlineFirst March 25, 2015; doi:10.1158/0008-5472.CAN-14-2346

Fonte: IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano

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Nuova classe di farmaci contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 27, 2015

I ricercatori della Saint Louis University in uno studio pubblicato sulla rivista “Cancer Cell“, per fermare le cellule tumorali hanno preso di mira le vie metaboliche che utilizzano queste cellule per svilupparsi e propagarsi.

Sr9243

Le cellule tumorali “Hanno bisogno di strumenti per crescere in fretta“, spiega il Prof. Thomas Burris, “e questo significa che hanno bisogno di avere tutte le parti di nuove cellule per avere nuova energia.” Un percorso che le cellule tumorali utilizzano per far fronte a questo bisogno, è chiamato effetto Warburg, che sfrutta l’utilizzo del glucosio , ed un altro chiamato lipogenesi, per cui le cellule usano i propri grassi per una rapida crescita.

Il team ha scoperto come una piccola molecola che colpisce selettivamente queste due vie ha fermato la crescita delle cellule del cancro in cellule tumorali coltivate in laboratorio e in cellule tumorali umane coltivate in animali, questo senza danneggiare i tessuti sani o indurre perdita di peso, infiammazione o danni al fegato.
La piccola molecola – chiamata SR9243 (farmaco anticolesterolo) – è anche un potenziale farmaco che agisce sulla sintesi del grasso nelle cellule. Il prodotto sopprime anche il consumo di glucosio anormale e interrompe la fornitura di energia alle cellule tumorali.Togliendo loro fonti di grassi e l’energia derivata dallo zucchero, le cellule non prosperano e muoiono.

SR9243 ha funzionato molto bene sul tumore al polmone, alla prostata e sui tumori colorettali, ha funzionato in misura minore in quelli ovarici e nei tumori pancreatici“. afferma il Prof. Burris coordinatore dello studio.
SR9243 aumenta l’efficacia degli attuali farmaci chemioterapici, quando usato in combinazione.

Leggi abstract dell’articolo:
Broad Anti-tumor Activity of a Small Molecule that Selectively Targets the Warburg Effect and Lipogenesis
Flaveny, Colin A. Theodore M. Kamenecka, Thomas P. Burris, et al.
Cancer Cell – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.ccell.2015.05.007

Fonte ed approfondimenti: Saint Louis University

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Creato in laboratorio il neurone artificiale.

Posted by giorgiobertin su giugno 26, 2015

Gli scienziati del Karolinska Institutet sono riusciti a ricreare una cellule nervosa del tutto artificiale, costruita in laboratorio e completamente sintetica: il neurone.

Il neurone da laboratorio è stato realizzato sfruttando la capacità di un polimero di far passare segnali elettrici (video). Il nuovo neurone potrebbe diventare uno strumento importante per trattare situazioni in cui la comunicazione nervosa viene interrotta.

Il prossimo passo che dobbiamo compiere è quello di miniaturizzare il prototipo in modo da renderlo adatto all’impianto nel corpo umano” – afferma la prof.ssa Agneta Richter-Dahlfors del Swedish Medical Nanoscience Centre (SMNC) at Karolinska Institutet’s Department of Neuroscience. “Prevediamo che in futuro, aggiungendo il concetto di comunicazione wireless, il biosensore possa essere collocato in una parte del corpo, e da lì rilasciare i neurotrasmettitori”.

Prima di poter parlare di utilizzo di queste cellule nervose sintetiche nell’uomo, ci vorrà del tempo.La descrizione degli esperimenti e la realizzazione della cellula nervosa è stata riportata sulla rivista “Biosensors & Bioelectronics“.

Leggi abstract dell’articolo:
An organic electronic biomimetic neuron enables auto-regulated neuromodulation
Daniel T. Simon, Karin C. Larsson, David Nilsson, Gustav Burström, Dagmar Galter, Magnus Berggren, Agneta Richter-Dahlfors
Biosensors and Bioelectronics, Volume 71, 15 September 2015, Pages 359-364

Fonte ed approfondimenti: Karolinska Institutet

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Nuova classe di farmaci riduce i tumori pancreatici.

Posted by giorgiobertin su giugno 26, 2015

Gli scienziati dell’UCL (University College London) – School of Pharmacy hanno progettato un composto chimico che ha ridotto la crescita dei tumori del pancreas dell’ 80 per cento nei topi trattati.

MM41 The structure of MM41. Credit: doi:10.1038/srep11385

Il composto, chiamato MM41, è stato progettato per bloccare i geni difettosi; agisce sui piccoli nodi del loro DNA, chiamati quadruplex, che sono molto diversi dal DNA normale e che si trovano soprattutto in geni difettosi.
I risultati, pubblicati sulla rivista “Nature Reports“, dimostrano che MM41 ha avuto un forte effetto inibitorio su due geni-K-RAS e BCL-2, che si trovano nella maggior parte dei tumori pancreatici.

Leggi abstract dell’articolo:
A G-quadruplex-binding compound showing anti-tumour activity in an in vivo model for pancreatic cancer
Stephan A Ohnmacht,Chiara Marchetti,Mekala Gunaratnam,Rachael J Besser,Shozeb M Haider, Gloria Di Vita, Helen L Lowe,Maria Mellinas-Gomez, Seckou Diocou, Mathew Robson, Jiri Šponer,Barira Islam,R Barbara Pedley,John A Hartley & Stephen Neidle
Scientific Reports 5, Article number: 11385 doi:10.1038/srep11385

Fonte ed approfondimenti: UCL School of Pharmacy

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Cancro e sostanze chimiche assunte giornalmente.

Posted by giorgiobertin su giugno 25, 2015

Una task force internazionale di 174 ricercatori di 28 Paesi ha studiato il possibile collegamento tra le sostanze chimiche con cui veniamo a contatto ogni giorno e lo sviluppo del cancro.

Cancerogenesis_Suppl_1.cover

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Cancerogenesis” che ha dedicato il supplemento di giugno all’argomento.
Lo studio ha preso in considerazione oltre 85 sostanze, attualmente considerate non cancerogene per gli esseri umani, e ne ha studiato le interazioni per cercare di capire se l’esposizione a diverse di queste allo stesso tempo potrebbe risultare dannosa.

Dobbiamo urgentemente focalizzare le nostre risorse per studiare gli effetti dell’esposizione alle sostanze chimiche presenti nel cibo che mangiamo, nell’aria che respiriamo e nell’acqua che beviamo” – afferma Andrew Ward professore di Genetica molecolare alla University of Bath – uno degli autori.

Delle 85 sostanze prese in considerazione, 50 sono in grado di influenzare i meccanismi coinvolti nella carcinogenesi, a concentrazioni a cui si possono trovare nell’ambiente. Non solo, ma come uno stesso agente chimico può colpire più processi implicati nella formazione dei tumori, anche i processi stessi possono essere bersaglio di sostanze diverse.

L’effetto cancerogeno delle miscele di sostanze chimiche non può essere ignorato, e deve essere ulteriormente studiato, vagliando una possibile additività di dose di diversi agenti chimici“.- afferma la dott.ssa Chiara Mondello del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia (IGM-CNR) coautrice.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Assessing the carcinogenic potential of low-dose exposures to chemical mixtures in the environment: the challenge ahead
William H. Goodson III , Leroy Lowe , David O. Carpenter , Michael Gilbertson , Abdul Manaf Ali , Adela Lopez de Cerain Salsamendi , Ahmed Lasfar , Amancio Carnero , Amaya Azqueta , Amedeo Amedei, Chiara Mondello, + al.
Carcinogenesis (2015) 36 (Suppl 1): S254-S296 doi:10.1093/carcin/bgv039

Carcinogenesis – Volume 36 Suppl 1 June 2015

Fonti ed approfondimenti: University of Bath, UK  – Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia (IGM-CNR)

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Un esame del sangue per rilevare il cancro del pancreas.

Posted by giorgiobertin su giugno 25, 2015

Uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston e pubblicato sulla rivista “Nature” ha dimostrato come una proteina rilasciata dalle cellule tumorali nel sangue potrebbe essere utilizzata per lo screening del carcinoma pancreatico precoce.  Le cellule tumorali rilasciano la proteina – che è codificata dal gene glypican-1 (GPC1) – di piccole dimensioni che si aggrega agli esosomi (piccole particelle virali contenenti una miscela di DNA, RNA e proteine).

pancreas cancer
If pancreatic cancer is spotted early, surgery that boosts chance of survival is more feasible.

Per lo studio, il team ha messo a punto un esame del sangue che cerca esosomi arricchiti con la glypican 1-proteina – questi esosomi sono chiamati GPC1 + crExos. L’esame che ricerca gli esosomi del cancro è riuscito con successo a differenziare i pazienti con carcinoma pancreatico da pazienti con un’altra malattia la pancreatica cronica.
Lo studio ha inoltre dimostrato che i livelli di GPC1 + crExos erano significativamente più bassi nei pazienti a cui era stato asportato il tumore.

I risultati rappresentano un’opportunità senza precedenti per la diagnosi precoce del cancro al pancreas e conseguente progettazione di potenziali opzioni chirurgiche curative.

Leggi abstract dell’articolo:
Glypican-1 identifies cancer exosomes and detects early pancreatic cancer
Sonia A. Melo,Linda B. Luecke,Christoph Kahlert, Agustin F. Fernandez,Seth T. Gammon,Judith Kaye,Valerie S. LeBleu, Elizabeth A. Mittendorf,Juergen Weitz, Nuh Rahbari,Christoph Reissfelder,Christian Pilarsky,Mario F. Fraga,David Piwnica-Worms & Raghu Kalluri
Nature (2015) Published online 24 June 2015 – doi:10.1038/nature14581

Fonte ed approfondimenti: The University of Texas MD Anderson Cancer Center.

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Linee guida sulla gestione della dislipidemia.

Posted by giorgiobertin su giugno 25, 2015

Sono state pubblicate sulla rivista “Annals of Internal Medicine” le linee guida sulla gestione della dislipidemia (condizione clinica nella quale sono presenti nel sangue elevate concentrazioni di Lipidi) per la riduzione del rischio cardiovascolare negli adulti.
.DyslipTN

Scarica e leggi il documento in full text:
Management of Dyslipidemia for Cardiovascular Disease Risk Reduction: Synopsis of the 2014 U.S. Department of Veterans Affairs and U.S. Department of Defense Clinical Practice Guideline.
Downs JR, O’Malley PG.
Ann Intern Med. [Epub ahead of print 23 June 2015] doi:10.7326/M15-0840

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Padova: intervento record bioprotesi a cuore battente.

Posted by giorgiobertin su giugno 24, 2015

E’ stato eseguito a Padova dall’équipe cardiochirurgica dell’Azienda ospedaliera di Padova il primo intervento combinato al mondo di impianto di bioprotesi valvolare aortica e in contemporanea di riparazione della valvola mitralica.  Un’operazione mai realizzata prima e conclusasi con successo.

Con l’intervento, della durata di quattro ore, l’équipe ha sostituito la valvola aortica con una protesi biologica accartocciata su un catetere di alcuni millimetri e corretto la valvola mitralica attraverso l’impianto di tre coppie di neo-corde in goretex mentre il cuore del paziente continuava a battere. (video).

Si tratta – ha spiegato il prof Gino Gerosa direttore della Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova – “di un intervento micro invasivo, non mini invasivo come siamo abituati a dire quando si riduce l’incisione chirurgica. In questo caso non abbiamo fatto ricorso alla circolazione extra-corporea quindi abbiamo lavorato con cuore battente con una piccolissima incisione“.
L’intervento e’ stato eseguito su un paziente di 78 anni che presentava una grave insufficienza valvolare aortica e una severa insufficienza valvolare mitralica. Dopo un breve decorso post operatorio l’uomo e’ già stato dimesso ed e’ tornato alla sua normale vita dopo pochi giorni risolvendo definitivamente tutti i problemi di insufficienza cardiaca.

Fonte: unipd.it –   padova24ore.it

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Diabete: arriva il cerotto all’insulina.

Posted by giorgiobertin su giugno 24, 2015

Un cerotto al posto delle iniezioni di insulina: è l’invenzione che potrebbe rivoluzionare la vita di milioni di diabetici. La nuova invenzione è frutto dei ricercatori della University of North Carolina e della Nc State, che hanno creato il primo patch all’insulina smart “in grado – spiegano i ricercatori – di rilevare l’aumento dei livelli di zucchero nel sangue e rilasciare dosi di insulina nel sangue in caso di necessità“.

cerotto-insulina   microaghi

The smart insulin patch could be placed anywhere on the body to detect increases in blood sugar and then secrete doses of insulin when needed. (Courtesy of Zhen Gu, PhD)

Il cerotto è ricoperto da oltre un centinaio di microaghi di acido ialuronico, ciscuno piccolo come un pelo. Questi microaghi resi abbastanza rigidi da forare la pelle, sono pieni di microdosi di insulina e di enzimi sensibili al glucosio che rilasciano rapidamente il loro carico quando i livelli di zucchero nel sangue diventano troppo alti. “Il cerotto per il diabete funziona velocemente, è facile da usare ed è composto da materiali biocomaptibili non tossici” spiega il co-autore dello studio Zhen Gu.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences), mostra che il cerotto indolore può ridurre il glucosio nel sangue in un modello di topo di diabete di tipo 1 per un massimo di 9 ore.  L’obiettivo ora è di realizzare un patch intelligente per l’uomo per controllare gli zuccheri in modo personalizzato e indolore.

Leggi abstract dell’articolo:
Microneedle-array patches loaded with hypoxia-sensitive vesicles provide fast glucose-responsive insulin delivery
Jicheng Yu, Yuqi Zhang, Yanqi Ye, Rocco DiSanto, Wujin Sun, Davis Ranson, Frances S. Ligler, John B. Buse, and Zhen Gu
PNAS 2015 ; published ahead of print June 22, 2015, doi:10.1073/pnas.1505405112

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WHO: Insetticidi Ddt e lindano sono cancerogeni.

Posted by giorgiobertin su giugno 24, 2015

L’esposizione al lindano, un insetticida largamente usato fino al 2009, causa un aumento del rischio di linfoma non Hodgkin e cancro dei testicoli e del fegato, mentre il Ddt è una ‘probabile’ causa di tumori. Ad affermarlo è la Iarc, l’agenzia dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) per la ricerca sul cancro, che ha anche inserito gli erbicidi: dichlorodiphenyltrichloroethane (DDT) e 2,4-dichlorophenoxyacetic acid (2,4-D) fra le sostanze ‘forse cancerogene’.

TLO-june2015    lindano

Per il lindano, che viene ancora usato come trattamento per i pidocchi e per la scabbia nell’uomo, ci sono secondo l’agenzia prove che l’esposizione negli agricoltori e in chi maneggia la sostanza di un aumento del 60% del rischio di linfoma.

Per il Ddt – scrivono i 26 esperti di 13 Paesi – c’è una sufficiente evidenza della cancerogenicità negli animali, e una limitata evidenza di cancerogenicità nell’uomo. C’è anche una forte evidenza che questa sostanza interferisca con gli ormoni e con il sistema immunitario“. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Lancet Oncology“.

Leggi abstract dell’articolo:
Carcinogenicity of lindane, DDT, and 2,4-dichlorophenoxyacetic acid
Loomis, Dana et al.
The Lancet Oncology – 23 June 2015 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S1470-2045(15)00081-9

Fonte: WHO – PRESS RELEASE N° 236 – 23 June 2015

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Scoperto un microbo intestinale responsabile dell’obesità.

Posted by giorgiobertin su giugno 24, 2015

I ricercatori dell’Institute of Cardiometabolism and Nutrition (ICAN), e INSERM/University of Paris, hanno scoperto un microbo intestinale che potrebbe essere efficace per migliorare la salute metabolica nelle persone che sono in sovrappeso o obesi.

Pubblicato sulla rivista Gut , lo studio rivela che una maggiore abbondanza di un batterio chiamato akkermansia muciniphila – che rappresenta circa il 3-5% del microbioma intestinale di un individuo sano – è stata associata a valori minori di glicemia e di lipidi, così come ad una migliore distribuzione del grasso.

akkermansia  A-muciniphila

Lo studio ha coinvolto 49 pazienti, di cui 11 erano in sovrappeso e 38 erano obesi. Dall’analisi dei campioni di sangue, della distribuzione dei grassi corporei (valutata con assorbimetria a raggi X a doppia energia) e della presenza di A. muciniphila nell’intestino (analisi feci), è emerso che tutti coloro che avevano una maggiore quantità di A. muciniphila nel loro intestino avevano una maggiore distribuzione del grasso corporeo e un miglioramento del proprio profilo metabolico.

In conclusione, abbiamo dimostrato una significativa associazione tra l’abbondanza di A. muciniphila e la salute metabolica fornendo una prima associazione di A. muciniphila con l’ecosistema intestinale” – afferma il prof. Karin Clément coordinatore dello studio.

Leggi abstract dell’articolo:
Akkermansia muciniphila and improved metabolic health during a dietary intervention in obesity: relationship with microbiome richness and ecology
Maria Carlota Dao, Amandine Everard, Judith Aron-Wisnewsky, Nataliya Sokolovska, Edi Prifti, Eric O Verger, Brandon D Kayser, Florence Levenez, Julien Chilloux, Lesley Hoyles, MICRO-Obes Consortium, Marc-Emmanuel Dumas, Salwa W Rizkalla, Joel Doré, Patrice D Cani, Karine Clément
Published online in Gut on June 22, 2015
http://dx.doi.org/10.1136/gutjnl-2014-308778

Fonte: Institute of Cardiometabolism And Nutrition ICAN (AP-HP/Inserm/UPMC)

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Rischio infarto con i farmaci antiacido.

Posted by giorgiobertin su giugno 24, 2015

I ricercatori della Stanford University School of Medicine hanno trovato un’associazione tra l’uso di inibitori della pompa protonica e la probabilità di incorrere in un attacco di cuore.

PPI  Stride

Gli inibitori di pompa protonica o PPI, sono tra i farmaci più prescritti al mondo, con 14 miliardi dollari di vendite annuali. Essi sono efficaci nel ridurre e prevenire l’acidità dello stomaco, una sensazione di bruciore al petto che si verifica quando l’acido dello stomaco sale nell’esofago (GERD – gastroesophageal reflux disease).

I dati sono stati ottenuti dal database STRIDE della Stanford University (1.8 milioni di pazienti) e da un sistema di registrazione sanitaria elettronica della Practice Fusion (1.1 milioni di pazienti). Gli inibitori della pompa protonica valutati hanno incluso: Dexlansoprazolo, Esomeprazolo, Lansoprazolo, Omeprazolo, Pantoprazolo e Rabeprazolo. Un legame tra uso di inibitori della pompa protonica e infarto miocardico è stato osservato in entrambi i set di dati.

I ricercatori hanno anche valutato i dati raccolti da 1503 pazienti arruolati nello studio prospettico di coorte GenePAD (the Genetic Determinants of Peripheral Arterial Disease), ed è emerso un aumento significativo del rischio di mortalità cardiovascolare negli utilizzatori di inibitori della pompa protonica.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Plos One.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Proton Pump Inhibitor Usage and the Risk of Myocardial Infarction in the General Population.
Shah NH, LePendu P, Bauer-Mehren A, Ghebremariam YT, Iyer SV, Marcus J, et al. (2015)
PLoS ONE 10(6): e0124653. doi:10.1371/journal.pone.0124653

Fonte ed approfondimenti: Stanford University School of Medicine

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Diagnosi e trattamento dei tumori cerebrali.

Posted by giorgiobertin su giugno 23, 2015

I ricercatori dell’Università del Texas MD Anderson Center hanno descritto un nuovo modo di classificare i tumori cerebrali che potrebbe rivoluzionare l’approccio diagnostico e terapeutico. Lo studio multicentrico ha evidenziato le notevoli differenze molecolari tra le varie forme di gliomi, sulla base del “The Cancer Genome Atlas“.
Abbiamo trovato le firme molecolari che possono essere usate per stratificare i pazienti in differenti categorie con diverse caratteristiche ed esiti clinici” – afferma il prof. Alfred Yung uno degli autori dello studio.” “Esaminando le sei forme più comuni di glioma, siamo riusciti a scoprire che possono essere efficacemente raggruppate in tre gruppi molecolari distinti“.

Gliomas video 

Integrative Genomic Analysis of Diffuse Lower-Grade Gliomas.

L’uso dei biomarcatori molecolari nella diagnosi di queste forme di tumori cerebrali porterà ad un modo più uniforme di diagnosticare e trattate i pazienti. Lo studio ha coinvolto 44 istituti nel mondo per un totale di 293 pazienti con gliomi di grado inferiore (OMS gradi II e III), di cui 100 astrocitoma, 77 oligoastrocitoma, e 116 oligodendrogliomi. Sono stati esclusi i gliomi pediatrici.
I risultati porteranno ad una nuova classificazione da parte dell’Organizzazione mondiale della sanita (Oms) sui tumori del sistema nervoso centrale.

Leggi abstract dell’articolo:
Comprehensive, Integrative Genomic Analysis of Diffuse Lower-Grade Gliomas
The Cancer Genome Atlas Research Network – authors
NEJM June 10, 2015 DOI: 10.1056/NEJMoa1402121

EDITORIAL
Multiple Molecular Data Sets and the Classification of Adult Diffuse Gliomas
June 10, 2015 | D.W. Ellison

Cancer Genome Atlas lower-grade glioma publication page (https://tcga-data.nci.nih.gov/docs/publications/lgg_2015).

Fonte: Università del Texas MD Anderson Center

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FDA approva un dispositivo che aiuta i ciechi a vedere con la lingua.

Posted by giorgiobertin su giugno 22, 2015

Un nuovo dispositivo che aiuta i ciechi a ‘vedere’ utilizzando la loro lingua è stato approvato dalla US Food and Drug Administration .

BrainPort-V100

Il BrainPort V100 è un dispositivo alimentato a batteria che include una videocamera montata su un paio di occhiali e un piccolo dispositivo intraorale piatto contenente una serie di elettrodi che l’utente tiene contro la propria lingua. Il software converte l’immagine catturata dalla telecamera in segnali elettrici che vengono poi inviati al dispositivo intraorale e percepiti come vibrazioni o formicolio sulla lingua dell’utente. Con la formazione e l’esperienza, l’utente impara ad interpretare i segnali per determinare la posizione, la dimensione e la forma degli oggetti, e determinare se questi sono in movimento o fermi.

Le persone non vedenti sono in grado di apprendere e interpretare i modelli di stimolazione con la loro lingua, e conoscere in questo modo l’oggetto che hanno di fronte“. – afferma il prof.  William Maisel del Centro FDA.

Gli studi hanno mostrato che il 69 per cento dei 74 soggetti che hanno completato un anno di formazione con il dispositivo hanno con successo riconoscimento gli oggetti dei test.

La commercializzazione del dispositivo nei paesi dell’Unione europea è prevista nei prossimi mesi.

FDA presse release:
FDA allows marketing of new device to help the blind process visual signals via their tongues

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