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Primo trapianto di cuore da cadavere.

Posted by giorgiobertin su marzo 27, 2015

Nel Regno Unito è stato effettuato il primo trapianto di cuore da cadavere in Europa: fino ad ora tale operazione era stata effettuata da pazienti in stato di morte celebrale, quando il muscolo cardiaco era ancora in funzione. I chirurghi del Papworth Hospital, nel Cambridgeshire, hanno dimostrato che anche l’organo ‘spento’ può essere riattivato. L’intervento, perfettamente riuscito, è stato portato a termine su un uomo di 60 anni.

Transmedica

 

Video

La nuova tecnica permetterà di poter incrementare il numero dei cuori donati, sempre troppo basso di fronte alle reali necessità. “È un traguardo fenomenale. Le persone che prima non avrebbero mai potuto ottenere un trapianto di cuore potranno farlo. Al momento i pazienti possono aspettare anche tre anni per un trapianto di cuore, ma meno della metà dei pazienti nella lista d’attesa otterrà effettivamente il trapianto” – afferma il dott. Simon Messer uno degli autori dell’intervento.

Fonte ed approfondimenti: Papworth Hospital

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ECDC: report sulla tubercolosi in Europa 2015.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2015

Nel 2013, 64 844 casi di tubercolosi sono stati segnalati dai 30 Stati membri dell’UE/SEE, secondo i nuovi dati pubblicati dal European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e il WHO Regional Office for Europe. Il tasso di notifica del 12,7 per 100 000 abitanti osservato nel 2013 costituisce una riduzione del 6% rispetto all’anno precedente, in cui sono stati rilevati circa 68 000 casi.

ECDC-TB

Scarica e leggi il report in full text:
Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe – 2015

Dati relativi all’Italia

Fonte ed approfondimenti: ECDC

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SIGN: Linee guida sul glaucoma.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2015

Sono state pubblicate a cura di SIGN (Scottish Intercollegiate Guidelines Network) le linee guida sull’assistenza primaria e valutazione dei pazienti con sospetto glaucoma (malattia dell’occhio caratterizzata da una neuropatia ottica progressiva, associata alla perdita del campo visivo).

SIGN144

La linea guida sarà di particolare interesse per la comunità optometristi, medici di base e operatori sanitari ospedalieri coinvolti nella cura del glaucoma.

Scarica e leggi il documento in full text:
GLAUCOMA REFERRAL AND SAFE DISCHARGE
Guideline No.144 – ISBN 978 1 909103 36 8 – Published March 2015

PATIENT INFORMATION

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Un gene regola la guarigione dopo infarto.

Posted by giorgiobertin su marzo 25, 2015

I ricercatori del Max Planck Institute for Heart and Lung Research, Bad Nauheim, Germany, hanno scoperto un gene, denominato Reg3beta, che svolge un ruolo importante nella guarigione dei tessuti danneggiati nel cuore.

I ricercatori hanno utilizzato un modello di topo per studiare il processo di guarigione dei cuori danneggiati. Hanno scoperto importanti informazioni sul ruolo del sistema immunitario. “Solo poche ore dopo un infarto i globuli bianchi migrano nel muscolo danneggiato. I primi ad arrivare sono granulociti, che rimuovono in primo luogo le cellule miocardiche morte. Successivamente arrivano le cellule del sistema immunitario note come macrofagi. I macrofagi sono particolarmente importanti per un processo di guarigione coordinato e ottimale“, dice Holger Lörchner, autore principale dello studio.
In questo processo il gene Reg3beta agisce come un attrattivo di macrofagi, promuovendo in particolare la loro migrazione nel miocardio danneggiato.
Negli esperimenti i ricercatori sono stati anche in grado di compensare gli effetti negativi causati da una mancanza di Reg3beta. Hanno iniettato artificialmente Reg3beta direttamente nel tessuto cicatriziale notando una accelerazione ed una normalità nel processo di guarigione. Anche se bisognerà attendere i trials sull’uomo, Reg3beta può essere un potenziale candidato nell’infarto miocardico acuto per migliorare i processi di cicatrizzazione del cuore danneggiato.

gene-regulate
Reg3beta attracts white blood cells to the infarct area: After injection of Reg3beta, many more macrophages (stained green) migrate into the infarct tissue (right) than without injection (left). The nuclei of various cells are stained blue. The white contour shows the outline of a blood vessel. Credit: MPI f. Heart and Lung Research

Leggi abstract dell’articolo:
Myocardial healing requires Reg3β-dependent accumulation of macrophages in the ischemic heart
Holger Lörchner,Jochen Pöling, Praveen Gajawada,Yunlong Hou,Viktoria Polyakova, Sawa Kostin,Juan M Adrian-Segarra, Thomas Boettger,Astrid Wietelmann,Henning Warnecke,Manfred Richter,Thomas Kubin & Thomas Braun
Nature Medicine Published online 09 March 2015 doi:10.1038/nm.3816

Fonte ed approfondimenti: Max Planck Institute for Heart and Lung Research

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WHO: Linee guida per la sorveglianza dell’enterovirus.

Posted by giorgiobertin su marzo 25, 2015

Sono state pubblicate dal WHO Regional Office for Europe e dal United States Centers for Disease Control and Prevention (CDC), le linee guida di sorveglianza dell’enterovirus.

Enterovirus-surveillance-guidelines

Lo scopo di queste linee guida è quello di fornire ai decisori nazionali e ai loro consulenti tecnici le informazioni sui principi e le pratiche di adozione di sorveglianza dell’enterovirus per sostenere l’eradicazione della polio.

Scarica e leggi il documento in full text:
Enterovirus surveillance guidelines. Guidelines for enterovirus surveillance in support of the Polio Eradication Initiative
English (PDF, 376.1 KB) – 2015, 46 pages

Fonte: WHO Europe

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Nuovo algoritmo per la terapia dell’Epatite C cronica.

Posted by giorgiobertin su marzo 25, 2015

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato, nella sezione dedicata del Portale istituzionale, il nuovo Algoritmo per la terapia dell’Epatite C cronica, realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF).

aifa-farmaci

Lo scopo di questi nuovi strumenti informatici è quello di permettere ai pazienti di beneficiare della più idonea terapia al momento disponibile e rendere trasparente, oggettivo, tracciabile in qualsiasi momento il percorso che porta all’identificazione del farmaco da utilizzare.

Di seguito si rendono disponibili diversi Modelli di Algoritmi Terapeutici:
Modello Algoritmo Terapia HCV
Modello Algoritmo Terapia Diabete Tipo 2

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Linee guida sullo screening per le malattie della tiroide.

Posted by giorgiobertin su marzo 24, 2015

Sono state aggiornate a cura del U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) le linee guida sullo screening delle malattie alla tiroide. Il precedente documento era stato pubblicato nel 2004.

M15-0483

Le raccomandazioni non sono applicabili a donne in gravidanza e a pazienti adulti asintomatici.

Scarica e leggi il documento in full text:
Screening for Thyroid Dysfunction: U.S. Preventive Services Task Force Recommendation Statement.
Michael L. LeFevre, on behalf of the U.S. Preventive Services Task Force*
Ann Intern Med. [Epub ahead of print 24 March 2015] doi:10.7326/M15-0483

Editorial: Screening and Treating Subclinical Thyroid Disease: Getting Past the Impasse

Screening for Subclinical Thyroid Dysfunction in Nonpregnant Adults: A Summary of the Evidence for the U.S. Preventive Services Task Force
Ann Intern Med. 2004;140(2):128-141.

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Alzheimer: Il ruolo della proteina Tau.

Posted by giorgiobertin su marzo 24, 2015

Esaminando più di 3.600 cervello post-mortem, i ricercatori del campus di Mayo Clinic di Jacksonville, in Florida, e Rochester, Minnesota, hanno scoperto che la progressione della disfunzionalità della proteina tau guida il declino e la perdita di memoria cognitiva nella malattia di Alzheimer. Beta Amiloide, l’altra proteina tossica che caratterizza il morbo di Alzheimer, si accumula come la demenza progredisce.

La proteina tau presiede all’eliminazione delle sostanze potenzialmente tossiche all’interno dei neuroni. Se non funziona correttamente, alcune proteine beta amiloidi restano all’interno della cellula, facendola degenerare e poi morire.

I risultati, pubblicati sulla rivista “Brain” – offrono nuove e preziose informazioni sul ruolo di amiloide e tau nello sviluppo e nella progressione della disfunzione cognitiva nel morbo di Alzheimer, afferma l’autore principale dello studio, Melissa Murray,della Mayo Clinic di Jacksonville (video). “Tau può essere paragonato a delle traversine ferroviarie che stabilizzano un binario del treno che le cellule del cervello usano per trasportare cibo, messaggi e altri prodotti fondamentali per i neuroni. Nell’Alzheimer i cambiamenti anomali della proteina tau causano instabilità nei neuroni dell’ippocampo, in particolare, la proteina si accumula nei neuroni e li porta alla morte“.
La proteina tau anormale inoltre si diffonde da cellula a cellula nella corteccia del cervello che è coinvolta nella pianificazione, nell’elaborazione del pensiero, nel comportamento e nell’attenzione“.

I risultati suggeriscono che arrestare le proteine tau tossiche dovrebbe essere un nuovo punto di riferimento per il trattamento dell’Alzheimer.

Leggi il full text dell’articolo:
Clinicopathologic and 11C-Pittsburgh compound B implications of Thal amyloid phase across the Alzheimer’s disease spectrum
Melissa E. Murray , Val J. Lowe , Neill R. Graff-Radford , Amanda M. Liesinger , Ashley Cannon , Scott A. Przybelski , Bhupendra Rawal , Joseph E. Parisi , Ronald C. Petersen , Kejal Kantarci , Owen A. Ross , Ranjan Duara , David S. Knopman , Clifford R. Jack , Dennis W. Dickson
Brain (2015) DOI: http://dx.doi.org/10.1093/brain/awv050 First published online: 24 March 2015 (12 pages)

Fonte ed approfondimenti: Mayo Clinic

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Scompenso cardiaco: Scoperta proteina chiave.

Posted by giorgiobertin su marzo 23, 2015

I ricercatori della Heart and Vascular Institute – Johns Hopkins University School of Medicine hanno scoperto un enzima che attiva l’insufficienza cardiaca, e i farmaci che bloccano questo enzima che sono già in fase di test per altre malattie.

johnshopkins
Ultrasound images of mouse hearts: Absence of PDE-9 protects the heart from the deleterious effects of pressure overload as seen in the image in the lower right corner. By contrast, mice with intact PDF-9 genes developed enlarged, dilated hearts captured here by walls that are stretched far apart from each other, as shown in the lower left corner Credit: Johns Hopkins Medicine

I risultati della ricerca, descritti sulla rivista “Nature“, rivelano che un enzima chiamato PDE9A interferisce con il naturale sistema del nostro corpo di neutralizzazione dello stress sul cuore. Gli esperimenti hanno dimostrano che l’enzima blocca una molecola di segnalazione, cGMP, che stimola normalmente la produzione di una proteina protettiva del cuore chiamata PKG, nota per proteggere il muscolo cardiaco dai danni provocati dallo stress.

Il team sottolinea che i farmaci che bloccano l’attività di PDE9A sono attualmente in fase di test per il morbo di Alzheimer – un’altra condizione in cui l’enzima si ritiene svolga un ruolo importante – suggerendo che questi farmaci potrebbero essere usati per trattare l’insufficienza cardiaca.

Leggi l’abstract dell’articolo:
Phosphodiesterase 9A controls nitric-oxide-independent cGMP and hypertrophic heart disease
Dong I. Lee,Guangshuo Zhu,Takashi Sasaki,Gun-Sik Cho,Nazha Hamdani,Ronald Holewinski, Su-Hyun Jo,Thomas Danner,Manling Zhang, Peter P. Rainer,  Van Eyk,Walter J. Paulus,Eiki Takimoto & David A. Kass + al.
Nature (2015)  doi:10.1038/nature14332  – Published online 18 March 2015

Fonte ed approfondimenti: Johns Hopkins University School of Medicine

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SIU: Linee guida sulle infezioni alle vie urinarie.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2015

Sono state pubblicate a cura della Società Italiana di Urologia (SIU) le linee guida sulla diagnosi, trattamento e profilassi delle infezioni alle vie urinarie.

SIU-guidelines

La allarmante e progressiva diffusione di patogeni multi-farmaco resistenti (multidrugresistent organisms MDROs) anche in ambito urologico ha fatto ritenere da parte della Società Italiana di Urologia (SIU) le infezioni una vera e propria emergenza clinica su cui fare il punto con la stesura di queste Raccomandazioni.

Scarica e leggi il documento in full text (italiano).
Raccomandazioni in tema di Infezioni delle vie urinarie
A Cura del Comitato Linee Guida – Coordinatore Prof. Michele Battaglia – Pubblicato il 20/03/2015

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Esame del sangue per la diagnosi di osteoartrite.

Posted by giorgiobertin su marzo 21, 2015

I ricercatori dell’Università di Warwick – Medical School hanno scoperto un biomarcatore legato sia all’artrite reumatoide (AR) sia all’osteoartrite (OA).

scientific-reports

La ricerca si era focalizzata sulle proteine citrullinate (CPs), biomarker che si sospettava fosse presente nelle prime fasi della AR. Un aumento nello stadio precoce di queste proteine è stato riscontrato in entrambe le patologie.
Una scoperta inaspettata e significativa. – spiega Naila Rabbani, uno degli autori – Potrebbe aiutare a identificare l’artrite in uno stadio precoce, dando così maggiori possibilità di essere curati in modo efficace. L’uso delle nuove evidenze e l’applicazione dell’algoritmo di marcatori ci ha permesso di fornire le basi per discriminare tra questi due tipi di artrite“.
Questa scoperta permette con un semplice esame del sangue di diagnosticare sia RA e OA diversi anni prima della comparsa dei sintomi fisici“.

Biomarkers of early stage osteoarthritis, rheumatoid arthritis and musculoskeletal health
Usman Ahmed, Attia Anwar, Richard S. Savage, Matthew L. Costa, Nicola Mackay, + et al.
Scientific Reports 5, doi:10.1038/srep09259

Fonte ed approfondimenti: University of Warwick

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Cellule tumorali trasformate in cellule contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2015

Le cellule della leucemia si trasformarono in ‘cellule buone‘. Una trasformazione prodigiosa, che potrebbe aprire la strada ad una cura contro un tipo di leucemia molto aggressivo: è quanto avvenuto, un po’ per caso, presso l’University of Stanford, negli Stati Uniti, ad opera di un’equipe di ricercatori guidata dal dottor Ravi Majeti.

cellule-tumorali-macrofagi

Il singolare approccio è nato osservando le cellule tumorali di alcuni pazienti coltivate in laboratorio. Materiale proveniente da pazienti colpite da leucemia linfoblastica acuta e in particolare dalla forma causata dalla fusione di due cromosomi –il 9 e 21- noto anche come “cromosoma Philadelphia”. Alcune di queste cellule (globuli bianchi difettosi) si trasformavano in macrofagi, particolari componenti del sistema immunitario (spazzini innocui e benefici). Queste cellule ingoiavano di tutto, incluse le loro ‘sorelle‘ malate che non avevano avuto tale mutazione. Insomma, le cellule del cancro si sono trasformate in nemiche principali del cancro stesso.

Una ‘metamorfosi‘ che è stata possibile indurre esponendo le cellule tumorali ad alcuni fattori di trascrizione (un cocktail di proteine che si legano a determinate sequenze di DNA)che permettono la trasformazione.

I ricercatori hanno osservato che le nuove cellule, nonostante conservassero alcune caratteristiche di quelle tumorali da cui derivavano, non scatenavano la malattia in topi modificati geneticamente per non avere difese immunitarie.
Secondo gli autori della ricerca, riprogrammare le cellule cancerogene per convertirle in globuli bianchi “può rappresentare una nuova strategia terapeutica“.

Leggi abstract dell’articolo:

Reprogramming of primary human Philadelphia chromosome-positive B cell acute lymphoblastic leukemia cells into nonleukemic macrophages James Scott McClellan, Christopher Dove, Andrew J. Gentles, Christine E. Ryan, and Ravindra Majeti PNAS 2015 ; published ahead of print March 16, 2015, doi:10.1073/pnas.1413383112

Fonte ed approfondimenti: Stanford University School of Medicine  –  ecancer.org

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Libro bianco: ‘Agire Insieme – Roadmap per una assistenza sanitaria sostenibile’.

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2015

L’European Steering Group (ESG) on Sustainable Healthcare – con il sostegno di AbbVie – ha pubblicato oggi il Libro Bianco europeo “Acting Together – Roadmap for Sustainable Healthcare” [Agire Insieme – Roadmap per una assistenza sanitaria sostenibile].

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Oggi si vive più a lungo e molte delle persone in età avanzata soffrono di malattie croniche. Nel contempo i governi si trovano nella necessità di tagliare i bilanci.
La società europea si evolve e i sistemi sanitari devono adattarsi a questi cambiamenti: offrire un’assistenza maggiore, migliore, erogata con modalità diverse e a costi più bassi.
Prevenzione e intervento precoce, maggiore responsabilizzazione dei cittadini e riorganizzazione nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, sono le tre aree a cui fanno riferimento le 18 linee guida contenute nel documento.

Scarica e leggi il documento:
Acting Together – Roadmap for Sustainable Healthcare – White paper

Sito web: http://www.abbvie.com/sustainable-healthcare/index.html

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Iss: Notiziario febbraio 2015.

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2015

Dal portale dell’Istituto Superiore di Sanità segnaliamo il Notiziario volume 28, n. 2 febbraio 2015. I contenuti:

– Le Infezioni Sessualmente Trasmesse: aggiornamento dei dati dei due Sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia al 31 dicembre 2013
– BEN (Bollettino Epidemiologico Nazionale).

notiziario

Scarica e leggi il documento in full text: Notiziario volume 28, n. 2 febbraio 2015

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Promettente un nuovo farmaco contro la malattia di Crohn.

Posted by giorgiobertin su marzo 19, 2015

Un farmaco sperimentale potrebbe annullare rapidamente i sintomi del disturbo digestivo della malattia di Crohn; ad affermarlo uno studio clinico pubblicato sulla rivista “New England Journal of Medicine” e condotto dai ricercatori del Maryland Medical Center.

Crohn-trial The Mongersen Trial (video)

Il farmaco funzionava rapidamente. “C’è stato un tasso piuttosto elevato di remissione in un breve periodo di tempo. Questo è impressionante“, ha detto il dottor Raymond Croce, un gastroenterologo presso l’Università del Maryland Medical Center.
Il ‘vantaggio‘ derivante dall’uso del farmaco Mongersen è che è assunto per via orale, questo permette il ‘rilascio massimo‘ del composto attivo nei siti infiammati del tratto digestivo. Il farmaco agisce ripristinando l’attività naturale di una proteina anti-infiammatoria chiamata TGF-beta1 (TGF-β1). Lo studio ha coinvolto 166 pazienti con malattia di Crohn.
(Funded by Giuliani; EudraCT number, 2011-002640-27.)

Leggi il full text dell’articolo:
Mongersen, an Oral SMAD7 Antisense Oligonucleotide, and Crohn’s Disease
Gino R. Corazza, M.D., Livia Biancone, M.D., Ph.D., Vincenzo Savarino, M.D., Roberta Pica, M.D., Ambrogio Orlando, M.D., and Francesco Pallone, M.D. + al.
N Engl J Med 2015; 372:1104-1113March 19, 2015 DOI: 10.1056/NEJMoa1407250

EDITORIAL:
Oral SMAD7 Antisense Drug for Crohn’s Disease – March 19, 2015

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Free open-access internal medicine education.

Posted by giorgiobertin su marzo 19, 2015

L’University of Louisville Internal Medicine ha realizzato un progetto di Lectures per fare didattica di medicina interna online. All’interno del portale si possono trovare lezioni speciali facilmente accessibili gratuitamente per la formazione di studenti di medicina, medici e altri professionisti di tutto il mondo.
Tutte le lectures sono state inserite all’interno di un canale Youtube: https://www.youtube.com/user/UofLIM

louisville

Accedi al portale: http://www.louisvillelectures.org/

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Nuova luce su asma e BPCO.

Posted by giorgiobertin su marzo 19, 2015

Nelle malattie come l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), il corpo produce troppo muco, rendendo difficile la respirazione. Una nuova ricerca condotta dai ricercatori della Washington University School of Medicine in St. Louis fornisce la soluzione per contrastare la produzione inadeguata di muco.

CLCA1
When exposed to the protein CLCA1 (red), human cells start to express the chloride ion channel TMEM16A (green) on their surface. New research at Washington University suggests this protein and channel may work together in the over-production of mucus characteristic of diseases such as asthma and chronic obstructive pulmonary disease (COPD).

Sono state identificate le proteine CLCA1 e TMEM16A, un canale onnipresente nelle cellule che rivestono le vie respiratorie. Alti livelli di CLCA1 nelle cellule che rivestono le vie aeree sono riconducibili ad una sovrapproduzione di muco, tipica di malattie delle vie aeree, tra cui l’asma e la BPCO. Il nuovo studio collega i valori di queste due proteine. I canali TMEM16 e le proteine ​​CLCA sono stati associati anche con alcuni tipi di tumori, tra cui tumori al seno con diffusione ai polmoni e in alcuni disturbi cardiovascolari, come ritmi cardiaci irregolari e scompenso cardiaco.

Il nuovo studio pone le basi per lo sviluppo di terapie per le malattie come l’asma, la BPCO, la fibrosi cistica e persino alcuni tipi di cancro“, ha detto uno degli autori Thomas J. Brett.

Leggi il full text dell’articolo:
Secreted CLCA1 modulates TMEM16A to activate Ca2+dependent chloride currents in human cells.
Sala-Rabanal M, Yurtsever Z, Nichols CG, Brett TJ.
eLife. March 17, 2015 – 4:e05875. DOI: 10.7554/eLife.05875.

Fonte ed approfondimenti: Washington University School of Medicine

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NICE: Linee guida sul trattamento della depressione in pediatria.

Posted by giorgiobertin su marzo 18, 2015

Sono state aggiornate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sull’identificazione e trattamento della depressione in bambini (5-11 anni) e giovani (12-18 anni). Il precedente documento risaliva al 2005, ed era stato aggiornato anche nel 2013.

nice logo

La gestione della depressione è stata suddivisa in categorie come definito dalla ICD-10 (International Statistical Classification of Diseases (ICD-10):
– depressione lieve;
– depressione moderata e grave
– depressione grave con sintomi psicotici.

Scarica e leggi il documento in full text:
Depression in children and young people: Identification and management in primary, community and secondary care
March 2015 NICE clinical guideline 28

CG28 Depression in children and young people: full guideline 25 October 2005 PDF 875.77 KB
CG28 Depression in children and young people: evidence update 01 June 2013 PDF 496.08 KB

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WHO: Linee guida sul trattamento dell’Epatite B.

Posted by giorgiobertin su marzo 18, 2015

Sono state pubblicate dal World Health Organization (WHO) le prime linee guida per la prevenzione, la cura e il trattamento delle persone che vivono con l’infezione da epatite B cronica.

hepb-guidelines-cover

Le raccomandazioni contenute nel documento promuovono l’uso di semplici, non invasivi test diagnostici per valutare lo stadio della malattia epatica e l’ammissibilità per il trattamento; la priorità di trattamento per le persone con malattia epatica avanzata e a maggior rischio di mortalità. Le linee guida includono l’uso di due farmaci sicuri ed altamente efficaci, tenofovir o entecavir, e il monitoraggio regolare utilizzando semplici test per la diagnosi precoce del cancro del fegato.

Scarica e leggi il documento in full text:
Guidelines for the prevention, care and treatment of persons with chronic hepatitis B infection
Number of pages: 166 Publication date: March 2015 Languages: English (3MB)

Fonte: World Health Organization

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Cyberlegs: le gambe bioniche.

Posted by giorgiobertin su marzo 18, 2015

Le gambe bioniche sono realtà grazie al progetto Cyberlegs (CYBERnetic LowEr-Limb CoGnitive Ortho-prosthesis) coordinato dall’Istituto di Biorobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Cyberlegs si basa sullo studio e sviluppo di vari tipi di protesi. La prima è una protesi transfemorale con attuatori elettromagnetici che permettono il movimento della zona del ginocchio e di quella della caviglia ed elementi passivi in grado di attutire l’impatto.

Una del prototipo è costituita da uno zainetto, meglio da un tutore a livello del bacino (Active Pelvis Orthosis) in grado di assistere il movimento favorendo la flessione e l’estensione dell’anca, per rendere la camminata più efficiente e naturale, come racconta anche Nicola Vitiello dell’Istituto di biorobotica del Sant’Anna, coordinatore del progetto: “A ogni passo l’ortesi robotizzata fornisce all’amputato un surplus di energia e permette in questo modo di ripristinare un cammino più fisiologico. Durante il progetto questo dispositivo è stato testato con successo da sette amputati, che hanno potuto interagire con il dispositivo in maniera intuitiva e, al tempo stesso, sperimentando un cammino più fisiologico” (video).
La protesi transfemorale motorizzata permette di camminare, di sedersi, di salire o di scendere le scale. L’obiettivo finale è quello di arrivare ad una sorta di “tuta” da indossare, che possa liberare i pazienti dalla carrozzina.

Sitoweb Cyberlegs: http://www.cyberlegs.eu/

Fonte ed approfondimenti: Istituto di Biorobotica della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.
Video

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Identificato un sottotipo di cancro alla prostata letale.

Posted by giorgiobertin su marzo 17, 2015

I ricercatori dell’Università del Colorado Cancer Center in uno studio pubblicato sulla rivista “Cancer Research” hanno definito un nuovo sottotipo di carcinoma della prostata “letale” contrassegnato dalla perdita di due geni, MAP3K7 e CHD1.

Cancer-research-cover

Tutto nasce dall’osservazione che alcuni tipi di cancro della prostata tendono ad essere a crescita lenta e meno pericolosi, mentre altri tendono ad essere in rapida crescita e pericolosi.
Dall’analisi dei campioni di tumore da banche dati accessibili al pubblico è stato dimostrato che la perdita MAP3K7-CHD1 è un fattore molto importante, ed è un marker genetico dei tumori di tipo aggressivo, che rappresentano il 25 per cento delle morti per cancro alla prostata.

L’obiettivo ora è quello di scoprire dei farmaci specifici che uccidono selettivamente le cellule con delezioni MAP3K7-CDH1.

Leggi abstract dell’articolo:
Coordinate Loss of MAP3K7 and CHD1 Promotes Aggressive Prostate Cancer.
Rodrigues LU, Rider L, Nieto C, Romero L, Karimpour-Fard A, Loda M, Lucia MS, Wu M, Shi L, Cimic A, Sirintrapun SJ, Nolley R, Pac C, Chen H, Peehl DM, Xu J, Liu W, Costello JC, Cramer SD.
Cancer Res. 2015 Mar 15;75(6):1021-34. doi: 10.1158/0008-5472.CAN-14-1596.

Fonte: Università del Colorado Cancer Center

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Le proprietà antitumorali dell’olio di oliva.

Posted by giorgiobertin su marzo 16, 2015

L’Olio extra vergine di oliva (OEVO), è da tempo conosciuto per i suoi benefici per la salute del cuore, ora è stato identificato anche per la sua rapida distruzione delle cellule tumorali.

In uno studio pubblicato in Molecular and Cellular Oncology, ricercatori dell’ Hunter College of the University of New York, hanno scoperto che la chiave per comprendere l’effetto tossico dell’oleocantale (una sostanza organica naturale isolata dall’olio extra vergine d’oliva) in cellule cancerose risiede nella sua reazione con i lisosomi della cellula, dove le cellule immagazzinano i rifiuti.
L’oleocantale rompe i lisosomi delle cellule che causano il cancro portando a morte le cellule da 30 minuti a un’ora, lasciando le cellule non-cancerose illese. Questo suggerisce che le membrane lisosomiali delle cellule cancerose sono più deboli rispetto a quelli delle cellule non tumorali. L’oleocantale potrebbe così rivelarsi una opzione terapeutica per il trattamento del cancro.

Breslin uno degli autori ha dichiarato, “la dieta mediterranea è noto per essere associata ad un rischio ridotto per molti tipi diversi di cancro. Considerando che l’intera dieta probabilmente ha molti vantaggi, questo studio sottolinea direttamente come l’olio fenolico, oleocantale, giochi un ruolo particolarmente importante“.

Scarica e leggi il documento in full text:
(-)-Oleocanthal rapidly and selectively induces cancer cell death via lysosomal membrane permeabilization (LMP)
O LeGendre, P A S Breslin & D A Foster
Molecular & Cellular Oncology DOI:10.1080/23723556.2015.1006077

Fonte e video: Hunter College of the University of New York

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Un interruttore molecolare spegne le Malattie Neurodegenerative.

Posted by giorgiobertin su marzo 16, 2015

E’ stato scoperto un nuovo “interruttore” molecolare che potrebbe “spegnere” i sintomi di molte malattie neurodegenerative, come il Parkinson e la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla): è quanto suggeriscono i primi esperimenti condotti sugli animali dai ricercatori dell’Università di Trento coordinati dalla biologa Maria Pennuto e pubblicati sulla rivista “Neuron“.

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La scoperta è nata dallo studio di una rara malattia genetica che colpisce solo gli uomini, l’atrofia muscolare spinale bulbare (nota anche come malattia di Kennedy): causata da una mutazione sul cromosoma X, si manifesta nell’età adulta con atrofia ai muscoli degli arti inferiori e della faccia.

I ricercatori sono riusciti a trovare il punto esatto in cui avviene la modificazione chimica che induce il recettore a funzionare troppo causando l’atrofia: “un sito simile si trova anche in altre proteine associate a malattie neurodegenerative come il Parkinson, la Sla, la malattia di Huntington e l’atassia spinocerebellare di tipo 1 (Sca1)“, precisa la dott.ssa Maria Pennuto. “Se altre ricerche confermeranno la nostra intuizione anche nelle altre malattie potremo puntare a sviluppare nuovi farmaci molecolari“.

Scarica e leggi il documento in full text:
Protein Arginine Methyltransferase 6 Enhances Polyglutamine-Expanded Androgen Receptor Function and Toxicity in Spinal and Bulbar Muscular Atrophy
Scaramuzzino, Chiara et al.
Neuron, Volume 85, Issue 1, 88 – 100 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.neuron.2014.12.031

Fonte: Telethon

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Psoriasi: terapia con un nuovo anticorpo.

Posted by giorgiobertin su marzo 15, 2015

Molti pazienti affetti da psoriasi hanno mostrato un recupero significativo dopo solo una singola dose di un trattamento sperimentale con un anticorpo umano che blocca una proteina di segnalazione del sistema immunitario cruciale per la malattia. Il trial clinico è stato condotto alla Rockefeller University e in altri sette centri. In quasi tutti i 31 pazienti che hanno ricevuto il trattamento si è vista un drammatico, se non completo, miglioramento dei sintomi.

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Skin deep: A sample from one psoriasis patient shows thickening of the outer layer of skin, known as the epidermis (top). Eight weeks after treatment, the epidermis has thinned to a normal level (bottom).

Il risultato sorprendente lo abbiamo ottenuto utilizzando un anticorpo umano che ha come bersaglio il segnale interleuchina-23, questo suggerisce che siamo alle soglie di fare qualcosa di molto diverso dall’attuale modello di trattamento della psoriasi con farmaci immunosoppressori per tutta la vita“, dice uno degli autori dello studio James Krueger.

Un singolo trattamento ha prodotto quello che il team descrive come “un rapido, sostanziale e durevole miglioramento clinico nei pazienti con psoriasi da moderata a grave.” Il sequenziamento genetico di campioni di pelle ha rivelato che l’azione dell’anticorpo ha ridotto l’espressione di molte citochine e altre molecole che definiscono la psoriasi.
I risultati del trial sono stati pubblicati sulla rivista “The Journal of Allergy and Clinical Immunology“.

Leggi abstract dell’articolo:
Anti–IL-23A mAb BI 655066 for treatment of moderate-to-severe psoriasis: Safety, efficacy, pharmacokinetics, and biomarker results of a single-rising-dose, randomized, double-blind, placebo-controlled trial
James G. Krueger, Laura K. Ferris, Alan Menter, Frank Wagner, Alexander White, Sudha Visvanathan, Bojan Lalovic, Stella Aslanyan, and others
Journal of Allergy and Clinical Immunology – Published online: March 12, 2015 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.jaci.2015.01.018

ClinicalTrials.gov: NCT01577550.

Fonte ed approfondimenti: Rockefeller University

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Farmaco per la pressione alta protegge dalla sclerosi multipla.

Posted by giorgiobertin su marzo 14, 2015

Un farmaco approvato dalla FDA per la pressione alta, guanabenz, previene la perdita di mielina e allevia i sintomi clinici di sclerosi multipla in modelli animali, secondo un nuovo studio. Il farmaco sembra migliorare un meccanismo cellulare innato che protegge le cellule produttrici di mielina contro lo stress infiammatorio.

Guanabenz

Questi risultati indicano vie promettenti per lo sviluppo di nuove terapie contro MS, affermano gli scienziati dell’Università di Chicago che hanno pubblicato lo studio su “Nature Communications“.

Pharmaceutical integrated stress response enhancement protects oligodendrocytes and provides a potential multiple sclerosis therapeutic
Sharon W. Way, Joseph R. Podojil, Benjamin L. Clayton, Anita Zaremba, Tassie L. Collins, Rejani B. Kunjamma, Andrew P. Robinson, Pedro Brugarolas, Robert H. Miller, Stephen D. Miller, Brian Popko
Nature Communications 6, Article number: 6532 doi:10.1038/ncomms7532 – Published 13 March 2015

Fonte ed approfondimenti: University of Chicago

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