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Collegamento fra il microbioma intestinale e la malattia di Parkinson.

Posted by giorgiobertin su dicembre 9, 2016

E’ stato confermato per la prima volta il legame tra battteri intestinali e malattie neurodegenerative. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Cell” è stato condotto su topi geneticamente modificati per il Parkinson.


Professor Sarkis Mazmanian explains how he and postdoctoral scholar Tim Sampson discovered the link between the gut biome and Parkinson’s disease. Credit: Caltech

Per la prima volta – spiega Sarkis Mazmanian, pioniere degli studi sul microbioma, tra gli autori dello studio e professore della California Institute of Technologyabbiamo scoperto un nesso biologico fra il microbioma intestinale e la malattia di Parkinson. Più genericamente, la ricerca rivela che una malattia neurodegenerativa può avere origine nell’intestino e non solo nel cervello, come si pensava in precedenza. La scoperta in pratica rappresenta un cambio di paradigma e apre per il futuro nuove possibilità di trattamento per i pazienti” – video.

Una simile scoperta – conclude il Prof. Sarkis Mazmanian –potrebbe servire da marker diagnostico per la malattia, o persino fornire nuovi obiettivi per lo sviluppo di farmaci specifici.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Gut microbes promote motor deficits in a mouse model of Parkinson’s disease
Sampson, Timothy R. et al. Sarkis Mazmanian
Cell, Volume 167, Issue 6, 1469 – 1480.e12– 1 December 2016

Download video & images

Fonte: California Institute of Technology

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Promettente nuovo farmaco contro il Parkinson.

Posted by giorgiobertin su dicembre 8, 2016

Nonostante i miliardi di dollari di ricerca, non vi è ancora alcuna cura per il morbo di Parkinson. Un farmaco progettato negli anni ’70 – levodopa – è ancora in uso, ma i suoi benefici sono limitati, e gli effetti collaterali sono preoccupanti.

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Science Translational Medicine” da parte dei ricercatori del Center for Neurodegenerative Science, Van Andel Research Institute, Grand Rapids, MI, USA, offre uno spiraglio di luce. Un farmaco, inizialmente progettato per il trattamento del diabete, sembra affrontare le cause alla base del morbo di Parkinson.

Questo nuovo farmaco interviene nei processi metabolici che stanno alla base del morbo di Parkinson, piuttosto che riparare e contrastare il danno già fatto.

MSDC
Dopamine-producing brain cells after treatment with MSDC-0160. Photo courtesy of the Patrik Brundin Laboratory, Van Andel Research Institute.

MSDC-0160, questa è la sigla del farmaco è un mTOT (mitochondrial target of thiazolidinediones) modulatore; regola la funzione dei mitocondri – le centrali elettriche della cellula. Sembra riesca a ripristinare la capacità delle cellule cerebrali di convertire le sostanze nutritive in energia utilizzabile.

Una volta che le funzioni della cellula vengono ripristinate, è in grado di gestire l’accumulo di proteine potenzialmente dannose. A sua volta, questo riduce l’infiammazione e la morte delle cellule del cervello.

Leggi abstract dell’articolo:
Mitochondrial pyruvate carrier regulates autophagy, inflammation, and neurodegeneration in experimental models of Parkinson’s disease
BY ANAMITRA GHOSH, TREVOR TYSON, SONIA GEORGE, ERIN N. HILDEBRANDT, JENNIFER A. STEINER, ZACHARY MADAJ, EMILY SCHULZ, EMILY MACHIELA, WILLIAM G. MCDONALD, MARTHA L. ESCOBAR GALVIS, JEFFREY H. KORDOWER, JEREMY M. VAN RAAMSDONK, JERRY R. COLCA, PATRIK BRUNDIN
SCIENCE TRANSLATIONAL MEDICINE 07 DEC 2016: 368RA174

Fonte: Center for Neurodegenerative Science, Van Andel Research Institute, Grand Rapids, USA

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Nuovi biomarker per la diagnosi del cancro al cervello.

Posted by giorgiobertin su dicembre 6, 2016

I ricercatori del Southwestern Medical Center hanno scoperto un nuovo biomarker per il glioma, un tipo comune di cancro al cervello, che può aiutare i medici a determinare l’aggressività di questo tipo di cancro e che potrebbe eventualmente aiutare a determinare il miglior corso di trattamento.

glioma

I ricercatori, coordinati dal prof. Adi Gazdar, hanno scoperto che un’alta espressione di un gene chiamato SHOX2 porta ad una scarsa sopravvivenza nei gliomi grado intermedio.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “ebiomedicine“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
SHOX2 is a Potent Independent Biomarker to Predict Survival of WHO Grade II–III Diffuse Gliomas
Zhang, Yu-An et al.
EBioMedicine , Volume 13 , 80 – 89

Fonte: Southwestern Medical Center

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Passo in avanti nella ricerca di terapie sul Diabete.

Posted by giorgiobertin su dicembre 2, 2016

L’artemisinina (principio attivo estratto dall’artemisia annuale (Artemisia annua) approvato dalla FDA, da decenni usato per trattare la malaria, trasforma le cellule alfa che producono glucagone nel pancreas in cellule produttrici di insulina – acquisendo così le caratteristiche di cellule beta, il tipo di cellula danneggiata nel diabete di tipo 1.
Questi risultati innovativi, pubblicati sulla rivista Cell, fornisce le basi per un nuovo approccio promettente verso una cura per il diabete di tipo 1.

csm_langerhansche
Artemisinin can convert pancreatic alpha cells into functional beta-like cells through enhanced GABA signaling.

Senza insulina – che normalmente “dice” al corpo di iniziare a ridurre i livelli di glucosio – lo zucchero nel sangue non può entrare nelle cellule, dove viene normalmente trasformato in energia. Come risultato, il glucosio si blocca nel sangue, e si instaura il diabete con tutte le sue conseguenze. Per decenni, gli scienziati hanno cercato di trovare un modo per sostituire le cellule beta – a volte indicate come cellule delle isole perché si trovano in una zona endocrina del pancreas conosciute come Langerhans.

Esaminando il ruolo di una varietà di farmaci approvati sulle trasformazioni cellulari alfa e beta, i ricercatori del CeMM Research Center for Molecular Medicine in Austria, hanno scoperto che l’artemisinina trasforma le cellule pancreatiche alfa in cellule beta-like funzionali, che producono insulina.

Con il nostro studio, abbiamo potuto dimostrare che artemisinina cambia il programma di epigenetica delle cellule alfa glucagone-produzione e induce profonde alterazioni della loro funzione biochimica“, spiega il prof. Stefan Kubicek. Il modo in cui questo accade è attraverso l’attivazione dei recettori GABA. “siamo fiduciosi che la scoperta dell’artemisinina e la sua modalità di azione può costituire la base per una nuova terapia del diabete di tipo 1“.

Leggi abstract dell’articolo:
Artemisinins Target GABAA Receptor Signaling and Impair α Cell Identity
Jin Li, Tamara Casteels, Thomas Frogne, Camilla Ingvorsen, ……Jacob Hecksher-Sørensen, e Stefan Kubicek
Cell 2016. DOI:10.1016/j.cell.2016.11.010.

Fonte: CeMM Research Center for Molecular Medicine

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Cancro al fegato: una guida per i pazienti.

Posted by giorgiobertin su dicembre 1, 2016

La guida è stata realizzata dall’Anticancer Fund come servizio per il paziente, per aiutare lui/lei e i familiari a comprendere meglio la natura del carcinoma epatocellulare, che rappresenta il tipo più frequente dei cancro al fegato, e a riconoscere le migliori scelte terapeutiche a disposizione in base al sottotipo di tumore epatico.
Le informazioni mediche riportate si basano sulle linee guida di pratica clinica emanate dall’European Society for Medical Oncology (ESMO) per il cancro al fegato.

esmo-logo   ESMO Patients Guides

Scarica e leggi il documento in full text:
Cancro del Fegato – Una guida per il paziente – basate sulle Linee Guida per la Pratica Clinica ESMO

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Sced: la biopsia liquida che identifica i tumori.

Posted by giorgiobertin su novembre 30, 2016

Si chiama SCED -Solid Cancer Early Detenction- la nuova Biopsia liquida capace di riassumere quasi tutti gli screening oncologici: dalla mammografia, all’HPV test, passando per colonscopie e TAC spirale, arrivando a condensare anche tutti gli screening invasivi a cui vengono sottoposte le persone quando il rischio di neoplasie è quasi certo, come le biopsie degli organi.

sced      nihresearche

La nuova tecnica di biopsia liquida, può essere eseguita su soggetti sani che vogliono sapere se sono predisposti ad ammalarsi di qualche forma tumorale o nei casi di familiarità o di esposizione ad agenti cancerogeni come possono essere i fumatori o chi sta tutti i giorni nel traffico cittadino. Attraverso il controllo di 50 geni, questo sistema può identificare ben 2.800 mutazioni favorenti l’insorgenza di un tumore.
Sarà sufficiente un campione di sangue per una diagnosi precoce di almeno 100 forme differenti di tumore.

Un fiore all’occhiello della ricerca Italiana, presentato a Roma da Bioscience Genomics, spinoff dell’Università di Roma Tor Vergata.

Dopo la diagnosi, il test serve anche a monitorare i cambiamenti del tumore nel tempo in maniera rapida e minimamente invasiva, per fornire informazioni necessarie a valutare le varie opzioni di trattamento. Serve, ad esempio, a monitorare nel tempo la comparsa dimutazioni di resistenza alle terapie antitumorali.
In pochi anni, potrà diventare il gold standard nella diagnostica in oncologia.

Il procedimento prevede alcune fasi:
· Prelievo di sangue (7-8 cc)
· Stabilizzazione del campione di sangue per più di 96 ore e spedizione all’HUB (tramite una rigorosa catena di custodia) ai laboratori Bioscience Genomics di Roma (Tor Vergata), Milano (c/o San Raffaele) o San Marino per l’isolamento e sequenziamento del cfDNA, DNA germinale e CTC;
· Rilascio del referto da personale medico specializzato in sede di counseling.

Fonte: www.aboutpharma.com

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Linee guida 2016 sul trattamento dell’Hiv/Aids.

Posted by giorgiobertin su novembre 30, 2016

Le Linee Guida Italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1 hanno lo scopo di fornire le indicazioni al governo clinico della patologia con l’obiettivo di giungere all’uso ottimale della terapia antiretrovirale. Sono redatte dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), in collaborazione con le Sezioni L e M del Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute.

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Le Linee Guida, essendo basate sulle prove di evidenza ricavate dalla letteratura scientifica e su una valutazione esperta, consentono di indirizzare la prescrizione e la gestione delle terapie secondo parametri di efficacia e appropriatezza.

Scarica e leggi il documento in full text:
Linee Guida Italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1 – 22 Novembre 2016

Fonte: Ministero della Salute

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Isolata proteina che potrebbe arrestare lo sviluppo di diabete e obesità.

Posted by giorgiobertin su novembre 29, 2016

I ricercatori dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio potrebbero aver fatto un passo avanti con la scoperta di una proteina che potrebbe presto fermare lo sviluppo di diabete e obesità negli esseri umani. il team ha lavorato per parecchi anni su un batterio chiamato “akkermansia muciniphila“.

Per ora, i ricercatori hanno dimostrato la sicurezza nell’utilizzo del batterio sugli esseri umani. Tuttavia, devono ancora dimostrare che gli effetti positivi dimostrati nei topi si applicano anche agli esseri umani. La sperimentazione umana è in corso presso il Saint-Luc clinics of the University of Louvain e non è ancora conclusa.

blood-glucose-test
Researchers have isolated a protein that in the future may stop the development of diabetes.

Inaspettatamente, abbiamo scoperto che la pastorizzazione di A. muciniphila ha migliorato la sua capacità di ridurre lo sviluppo di massa grassa, insulino-resistenza e la dislipidemia nei topi.” – afferma il prof. Patrice Cani coordinatore del progetto. Dopo la pastorizzazione, i ricercatori hanno scoperto che la sua efficacia era raddoppiata. Akkermansia è diventato così efficace che impediva lo sviluppo di obesità e diabete di tipo 2 topi.
Questa è la prima volta che viene dimostrata l’efficacia di akkermansia pastorizzato contro queste condizioni metaboliche nei topi.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Medicine“.

Leggi abstract dell’articolo:
A purified membrane protein from Akkermansia muciniphila or the pasteurized bacterium improves metabolism in obese and diabetic mice
Hubert Plovier, Amandine Everard, ……Clara Belzer, Willem M de Vos & Patrice D Cani
Nature Medicine (2016) doi:10.1038/nm.4236 – Published online 28 November 2016

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NICE: Linee guida sulle fratture all’anca negli adulti.

Posted by giorgiobertin su novembre 29, 2016

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla diagnosi e gestione delle fratture all’anca negli adulti (dai 18 anni in su). Il precedente documento era datato 2012.

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La linea guida non riguarda la prevenzione di fratture dell’anca. Il documento è stato sottoscritto dalle istituzioni inglesi:British Orthopaedic Association, Chartered Society of Physiotherapy. Royal College of General Practitioners, Royal College of Physicians.

Scarica e leggi il documento in full text:
Hip fracture in adults – Quality standard Published: November 2016

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Un passo verso una cura per l’artrite reumatoide.

Posted by giorgiobertin su novembre 28, 2016

Un team di ricercatori della Yale University ha identificato un meccanismo genetico che aumenta il rischio di artrite reumatoide grave, una malattia auto-immune infiammatoria che attacca le articolazioni. Insieme con la deregolamentazione del sistema immunitario dei pazienti, i fattori di rischio genetici possono spiegare il 50% della probabilità di sviluppare l’artrite reumatoide.
La scoperta pubblicata sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)“, potrebbe portare allo sviluppo di un trattamento in base ai profili genetici dei pazienti affetti da artrite.

Knee
(© stock.adobe.com)

Il team di ricerca si è concentrato sulle varianti che provocano la malattia, in particolare il gene, MIF, che è stato trovato essere associato con l’artrite reumatoide grave.
Abbiamo dimostrato che la presenza della variante ad alto rischio ha portato a una maggiore produzione MIF e ad alterazioni strutturali in una proteina di superficie cellulare che era stata a lungo associata con tumori invasivi“, ha detto il prof. Bucala. “Una alta espressione del gene MIF aiuta a spiegare le proprietà del cancro del giunto reumatoide.

Leggi abstract dell’articolo:
MIF allele-dependent regulation of the MIF coreceptor CD44 and role in rheumatoid arthritis
Seung-Ah Yoo, Lin Leng, Bum-Joon Kim, Xin Du, Pathricia V. Tilstam, Kyung Hee Kim, Jin-Sun Kong, Hyung-Ju Yoon, Aihua Liu, Tian Wang, Yan Song, Maor Sauler, Jurgen Bernhagen, Christopher T. Ritchlin, Patty Lee, Chul-Soo Cho, Wan-Uk Kim, and Richard Bucala
PNAS 2016 ; published ahead of print November 21, 2016, doi:10.1073/pnas.1612717113

Fonte:  Yale University

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ASTRO: Linee guida sui trattamenti del cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su novembre 27, 2016

Sono state pubblicate a cura dell’American Society for Radiation Oncology (ASTRO) in aggiornamento le linee guida sulle opzioni di trattamento di radiazioni intraoperatorie per il cancro al seno in stadio precoce.

astro

La linea guida, aggiornata sulle recenti evidenze cliniche fornisce indicazioni su un trattamento accelerato nell’uso della radioterapia intraoperatoria (IORT) per l’irradiazione parziale della mammella. La linea guida si basa su una revisione sistematica della letteratura di studi pubblicati dal maggio 2008; Un totale di 419 abstracts sono stati recuperati da PubMed, e 44 articoli da altre banche dati.

Scarica e leggi il documento in full text:
Accelerated Partial Breast Irradiation: Executive summary for the update of an ASTRO Evidence-Based Consensus Statement
Candace Correa, MD, Eleanor E. Harris, MD, Maria Cristina Leonardi, MD, Benjamin D. Smith, MD, Alphonse G. Taghian, MD PhD, Alastair M. Thompson, MD, Julia White, MD, Jay R. Harris,
Practical Radiation Oncology Articles in Press  DOI:http://dx.doi.org/10.1016/j.prro.2016.09.007

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Nuovo composto rileva i componenti del biofilm batterico.

Posted by giorgiobertin su novembre 26, 2016

I rucercatori del Karolinska Institutet hanno sintetizzato un nuovo composto per il monitoraggio delle infezioni batteriche che formano biofilm. Fino ad ora non esistevano metodi specifici per il rilevamento della composizione del biofilm; non si riusciva ad avere un’analisi dei singoli batteri e della melma extracellulare generata dall’infezione.


Smart molecules reveal bacterial biofilm

Le molecole che abbiamo sviluppato sono uniche in quanto possono colorarsi in modo diverso a seconda di come si legano e si piegano. Noi di solito li chiamiamo camaleonti molecolari, perché cambiano colore a seconda dell’ambiente“, spiega il professor Peter Nilsson, Università di Linköping. “Questo è il primo metodo che colora specificamente i componenti del biofilm. Questo significa che i ricercatori che desiderano studiare i meccanismi che stanno alla base dei batteri che formano il biofilm, hanno un nuovo strumento per comprendere il processo“.

Nello studio, pubblicato sulla rivista “Nature Journal Biofilms and Microbiomes“, i ricercatori dimostrano come il metodo può essere usato per studiare batteri Salmonella, sia in piastre di coltura che in tessuto infetto. (video)

Leggi abstract dell’articolo:
Real-time opto-tracing of curli and cellulose into live Salmonella biofilms using luminescent oligothiophenes
Ferdinand X. Choong, Marcus Brooks, Sara Fahlén, BG Leif Johansson, Keira Melican, Michael Reno, K. Peter R Nilsson, Agneta Richter Dahlfors
Nature Journal Biofilms and Microbiomes, published online 23 October 2016, doi: 10.1038/npjbiofilms.2016.24

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Alzheimer: Benzodiazepine aumentano il rischio di fratture all’anca.

Posted by giorgiobertin su novembre 25, 2016

L’uso di benzodiazepine e farmaci correlati aumentano il rischio di frattura dell’anca del 43% nei pazienti con malattia di Alzheimer, secondo uno studio pubblicato sul “Journal of the American Medical Directors Association“.
Il rischio di frattura dell’anca è stato studiato in persone finlandesi residenti in comunità con malattia di Alzheimer, da parte dei ricercatori dell’University of Eastern Finland.

university_finland_logo

Le linee guida di trattamento in diversi paesi raccomandano che i sintomi comportamentali e psicologici della demenza devono essere trattati con le opzioni non farmacologiche. Benzodiazepine e farmaci correlati possono essere utilizzati nel trattamento breve e fino al termine dei sintomi. Questo studio ha coinvolto 46.373 persone che non avevano avuto storie di fratture dell’anca e che non aveva usato le benzodiazepine e farmaci correlati durante l’anno precedente lo studio. Il tempo di follow-up dello studio è stato fino a 5 anni.

Leggi abstract dell’articolo:
Risk of Hip Fracture in Benzodiazepine Users With and Without Alzheimer Disease
Saarelainen, Laura et al.
Journal of the American Medical Directors Association, published online November 12, 2016. doi: 10.1016/j.jamda.2016.09.019

Fonte: University of Eastern Finland

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La mortalità infantile nel mondo.

Posted by giorgiobertin su novembre 25, 2016

Un articolo pubblicato sulla rivista “Lancet” fornisce il quadro aggiornato e completo della mortalità infantile nel mondo. L’indagine è stata condotta da ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, del China National Office of Maternal and Child Health Surveillance e della Sichuan University e si riferisce al periodo 2000-15 su 194 Stati membri.

Dallo studio emergono disuguaglianze di salute, con tassi nazionali di mortalità infantile che variano da 1,9 a 155,1 decessi per 1000 nati vivi, e con il 60,4% dei decessi (3,6 milioni) concentrati in soltanto 10 Paesi.
Secondo le stime del gruppo di esperti, nel 2015 si sono verificati nel mondo 5,9 milioni di decessi tra i bambini sotto i 5 anni, quasi la metà (2,7 milioni, 45,1%) dei quali tra i neonati (primi 28 giorni di vita).

Statistics

Scarica e leggi il documento in full text:
Global, regional, and national causes of under-5 mortality in 2000-15: an updated systematic analysis with implications for the Sustainable Development Goals
The Lancet a novembre 2016
appendici

editoriale di Peter Byass “Child mortality is (estimated to be) falling”. The Lancet, novembre 2016

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ECDC: Epatiti B e C nell’unione Europea.

Posted by giorgiobertin su novembre 24, 2016

L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), come aggiornamento del precedente documento che copriva il periodo 2000-2009, ha pubblicato una approfondita revisione della più recente letteratura scientifica (2005-2015) sulla prevalenza delle epatiti B e C nei Paesi dell’Unione Europea.

hepatitis-b-and-c

Scarica e leggi il documento in full text:
Systematic review on hepatitis B and C prevalence in the EU/EEA
Lara Tavoschi, Erika Duffell, Helena de Carvalho Gomes and Andrew Amato-Gauci; and produced by Sanne
Hofstraat, Abby Falla, Irene Veldhuijzen,Susan Hahné and Birgit van Benthem

Read more:

Annual Epidemiological Report 2016 – hepatitis B

Annual Epidemiological Report 2016 – hepatitis C

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OMS Europa: Hub europeo su migranti e salute.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2016

L’ Oms Europa e il Consiglio sanitario regionale siciliano (che ha fornito anche supporto finanziario), ha creato il primo European Knowledge Hub on Health and Migration (Hub europeo della conoscenza su salute e migrazione). Il portale è pensato per supportare il lavoro di coloro che si occupano direttamente degli aspetti sanitari legati ai fenomeni migratori, il Knowledge Hub mira ad essere un vero e proprio repository delle evidenze scientifiche sul tema e una piattaforma di formazione per tutti gli stakeholder nel campo della migrazione e salute, con un approccio intersettoriale.

who-europe

Scarica e leggi il documento:
EUR/RC66/8 Strategy and action plan for refugee and migrant health in the WHO European Region

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Approfondimenti tematici

Fonte: Epicentro.iss.it

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British Journal of Pharmacy: nuova rivista open access.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2016

L’University of Huddersfield ha iniziato le pubblicazioni di una nuova rivista open access di farmacia il “British Journal of Pharmacy“.

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La rivista si propone di pubblicare documenti originali di ricerca, recensioni critiche e comunicazioni rapide sugli ultimi sviluppi in farmacia. Il primo numero, già disponibile, riunisce argomenti di farmacia e farmacologia, tra cui articoli di ricerca che valutano i probiotici in prodotti commerciali e le diverse forme di dosaggio degli antibiotici.

Accedi al sito web della rivista: British Journal of Pharmacy

Accedi al primo fascicolo: Volume 1 issue 1 (14 items)

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Ama: Linee guida per uso sicuro ed efficace delle apps in sanità.

Posted by giorgiobertin su novembre 22, 2016

Sono state pubblicate dall’American Medical Association (Ama) le linee guida per promuovere un uso sicuro ed efficace delle applicazioni sanitarie per smartphones e tablet.

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Scarica e leggi i documenti in full text:
High-quality mHealth apps can be blended into care

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Scoperta proteina chiave che si lega al colesterolo LDL.

Posted by giorgiobertin su novembre 21, 2016

I ricercatori della Yale University hanno identificato una proteina che svolge un ruolo importante nella accumulo di colesterolo LDL nei vasi sanguigni. La scoperta potrebbe portare ad una strategia aggiuntiva per bloccare l’accumulo di colesterolo LDL, aiutando a prevenire o rallentare l’intasamento delle arterie causa di malattie cardiache.

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Cells expressing the newly described LDL binding protein ALK1 (green).

Per identificare il meccanismo responsabile del trasporto del colesterolo LDL all’interno delle cellule, il team di ricerca ha studiato oltre 18.000 geni dell’endotelio – lo strato interno dei vasi sanguigni umani. Essi hanno esaminato il trasferimento di LDL in cellule endoteliali e quindi si sono concentrati su possibili geni coinvolti nel processo.

Una proteina chiamata ALK1 facilitata il percorso di LDL nelle cellule. “Abbiamo confermato che ALK1 si lega direttamente all’LDL“, ha detto William C. Sessa, professore di Farmacologia e coordinatore della ricerca. “La scoperta di ALK1 come una proteina LDL-binding implica che potrebbe avviare le prime fasi dell’aterosclerosi“, ha osservato il professore. “Se siamo in grado di trovare un modo di bloccare ALK1 utilizzando piccole molecole o anticorpi, utilizzati in combinazione con le strategie ipolipemizzanti, blocchiamo di conseguenza l’accumulo di colesterolo LDL.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Nature Communications“.

Leggi il full text dell’articolo:
Genome-wide RNAi screen reveals ALK1 mediates LDL uptake and transcytosis in endothelial cells
Jan R. Kraehling, John H. Chidlow, Chitra Rajagopal, Michael G. Sugiyama, Joseph W. Fowler, Monica Y. Lee, Xinbo Zhang, Cristina M. Ramírez, Eon Joo Park, Bo Tao, Keyang Chen, Leena Kuruvilla, Bruno Larriveé, Ewa Folta-Stogniew, Roxana Ola, Noemi Rotllan, Wenping Zhou, Michael W. Nagle, Joachim Herz, Kevin Jon Williams, Anne Eichmann, Warren L. Lee, Carlos Fernández-Hernando & William C. Sessa
Nature Communications 7, Article number: 13516 (2016) – Published online: 21 November 2016 doi:10.1038/ncomms13516

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AHA/ACC: Linee guida sulla malattia arteriosa periferica.

Posted by giorgiobertin su novembre 21, 2016

L’American Heart Association e l’American College of Cardiology hanno pubblicato sulle rispettive riviste “Circulation” e “Journal of the American College of Cardiology” un documento congiunto sulla gestione della malattia arteriosa periferica. La nuova linea guida aggiorna quella pubblicata nel 2011.

AHA-ACC-logo

Dal punto di vista della terapia medica gli esperti Aha/Acc raccomandano l’uso di statine per ridurre l’accumulo di colesterolo all’interno delle pareti arteriose. Consigliando ai pazienti con malattia arteriosa periferica anche gli antiaggreganti come l’aspirina o il clopidogrel.

Leggi i documenti:
2016 AHA/ACC Guideline on the Management of Patients With Lower Extremity Peripheral Artery DiseaseA Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines
Marie D. Gerhard-Herman, Heather L. Gornik, Coletta Barrett, Neal R. Barshes, Matthew A. Corriere, Douglas E. Drachman, Lee A. Fleisher, Francis Gerry R. Fowkes, Naomi M. Hamburg, Scott Kinlay, Robert Lookstein, Sanjay Misra, Leila Mureebe, Jeffrey W. Olin, Rajan A.G. Patel, Judith G. Regensteiner, Andres Schanzer, Mehdi H. Shishehbor, Kerry J. Stewart, Diane Treat-Jacobson and M. Eileen Walsh
Circulation. 2016;CIR.0000000000000471, originally published November 13, 2016

2016 AHA/ACC Guideline on the Management of Patients With Lower Extremity Peripheral Artery Disease: Executive SummaryA Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines

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Alzheimer: nuove possibili opzioni di trattamento.

Posted by giorgiobertin su novembre 21, 2016

I ricercatori australiani della University of New South Wales, Sydney, Australia, hanno identificato una proteina, la p38γ chinasi, che viene dispersa quando l’Alzheimer progredisce. E quando l’aminoacido viene reintrodotto nel cervello di topi, dimostra di avere un effetto protettivo contro i deficit di memoria. Una sorta di ‘proteina della memoria‘, spiegano i ricercatori.

lars_ittner Lead author UNSW Professor Lars Ittner.

Questo studio ha completamente cambiato la nostra comprensione di ciò che accade nel cervello durante lo sviluppo della malattia di Alzheimer“, afferma il prof. Lars Ittner.

Il gruppo di ricerca ha verificato che un passo cruciale nel processo che porta alla formazione dei grovigli era stato finora frainteso. In precedenza, infatti, gli scienziati ritenevano che le proteine beta-amiloidi causassero una modifica – chiamata fosforilazione – a livello della proteina tau, con conseguente morte cellulare e, in ultima analisi, malattia di Alzheimer. L’aumento della fosforilazione della tau si pensava portasse alla sua accumulazione come grovigli.

I risultati del nuovo studio suggeriscono invece che la fosforilazione di tau inizialmente ha un effetto protettivo sui neuroni, e che la beta-amiloide assalga questa funzionalità protettiva, finché non viene progressivamente persa.

Abbiamo scoperto che p38γ, che offre inizialmente una protezione, svanisce presto nel cervello delle persone con AD, suggerendo una perdita di protezione” – afferma Il prof. Ittner. “Parte del nostro studio ha coinvolto la reintroduzione di p38γ e aumentando la sua attività,  abbiamo visto che nei topi si può evitare il deficit di memoria, quindi la proteina ha un vero e proprio potenziale terapeutico. Se saremo in grado di stimolarne l’attività, potremmo essere capaci di ritardare o addirittura arrestare la progressione della malattia di Alzheimer“.

Leggi abstrcat dell’articolo:
Site-specific phosphorylation of tau inhibits amyloid-β toxicity in Alzheimer’s mice
BY ARNE ITTNER, SOOK WERN CHUA, JOSEFINE BERTZ, ALEXANDER VOLKERLING, JULIA VAN DER HOVEN, AMADEUS GLADBACH, MAGDALENA PRZYBYLA, MIAN BI, ANNIKA VAN HUMMEL, CLAIRE H. STEVENS, STEFANIA IPPATI, LISA S. SUH, ALEXANDER MACMILLAN, GREG SUTHERLAND, JILLIAN J. KRIL, ANA P. G. SILVA, JOEL MACKAY, ANNE POLJAK, FABIEN DELERUE, YAZI D. KE, LARS M. ITTNER
Science 18 Nov 2016: Vol. 354, Issue 6314, pp. 904-908 – DOI: 10.1126/science.aah6205

Fonti: University of New South Wales, Sydney, Australia

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ECM e linee guida per oculisti.

Posted by giorgiobertin su novembre 20, 2016

La Soi (Società oftalmologica italiana) ha attivato un sistema Ecm riservato ai medici oculisti, ortottisti/assistenti in oftalmologia, infermieri e biologi. I programmi formativi sono organizzati da CMO S.r.l. ente di formazione riconosciuto dalla commissione ECM con il numero identificativo 681.

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  • Utilizzo di tecnologie avanzate nella chirurgia refrattiva della cataratta e della retina
    Scadenza: 31 dicembre 2016 – Crediti ECM: 10 – Scheda sintetica  –  Accedi
  • Vista e conoscenza. Saper guardare per poter vedere. Dal 26 febbraio 2016 al 31 dicembre 2016 – Crediti ECM: – Scheda sinteticaAccedi – Costo per Soci SOI : GRATUITO – Costo del Corso: 30.00 Euro
  • La semeiotica morfo-funzionale nel glaucoma – Dal 24 marzo 2016 al 31 dicembre 2016 – Crediti ECM: 15 – Scheda sinteticaAccedi
  • Relazione Ufficiale Soi – Chirurgia della Cataratta. Dal 15 settembre 2016 al 31 dicembre 2016 – Crediti ECM: 36 – Scheda sinteticaAccedi – Costo per Soci SOI : GRATUITO  – Costo del Corso: 100.00 Euro

Sono state aggiornate sempre a cura della Società Oftalmologica Italiana le “Linee guida Clinico Organizzative sulla Chirurgia della Cataratta“. Approvate il 25 ottobre 2014 – Primo Aggiornamento novembre 2015 – Secondo Aggiornamento ottobre 2016; e del Consenso Informato sull’intervento di Cataratta“.

Fonte: Soi

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Scoperto anticorpo che neutralizza il virus HIV.

Posted by giorgiobertin su novembre 19, 2016

I ricercatori del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) del Nih (National Institutes of Health), in uno studio pubblicato sulla rivista “Cell” affermano di aver identificato un nuovo modo per combattere il virus Hiv utilizzando l’anticorpo N6, aprendo così la strada allo sviluppo di nuovi potenziali trattamenti più efficaci per la cura e la prevenzione del virus.

antibodyasf

La scoperta di anticorpi contro l’HIV è stata molto difficile perché il virus cambia rapidamente le sue proteine di superficie per eludere il riconoscimento da parte del sistema immunitario.

Il team di scienziati ha identificato N6 nel sangue di un paziente affetto da hiv, osservando che l’anticorpo, oltre a essere capace di neutralizzare il 98% dei ceppi del virus, previene l’infezione legandosi ad una regione specifica della capsula che lo avvolge, impedendogli in questo modo di attaccare le cellule immunitarie che sono il suo bersaglio naturale.

Leggi abstract dell’articolo:
Identification of a CD4-binding site antibody to HIV that evolved near-pan neutralization breadth.
J Huang, BH Kang, E Ishida, T Zhou et al.
Immunity 45, 1108–1121, November 15, 2016 DOI: 10.1016/j.immuni.2016.10.027 (2016).

Fonte: Wired.it

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ESC/EAS: Linee guida sulla gestione delle dislipidemie.

Posted by giorgiobertin su novembre 18, 2016

Sono state pubblicate sulla rivista “Atherosclerosis” e sulla rivista “European Heart Journal” a cura dell’European Society of Cardiology (ESC) e dell’European Atherosclerosis Society (EAS), le linee guida aggiornate sulla gestione delle dislipidemie.

ESC

Nelle nuove linee guida vengono evidenziate le terapie da utilizzare per abbassare il colesterolo LDL. Vengono anche prese in considerazione e descritte in dettaglio le interazioni tra i farmaci, includendo la descrizione dei relativi meccanismi d’azione, l’efficacia negli studi clinici e le possibili reazioni indesiderate.

Scarica e leggi il documento in full text:
2016 ESC/EAS Guidelines for the Management of Dyslipidaemias : The Task Force for the Management of Dyslipidaemias of the European Society of Cardiology (ESC) and European Atherosclerosis Society (EAS) Developed with the special contribution of the European Assocciation for Cardiovascular Prevention & Rehabilitation (EACPR)
Alberico L. Catapano, Ian Graham, Guy De Backer, Olov Wiklund, M. John Chapman, Heinz Drexel, Arno W. Hoes, Catriona S. Jennings, Ulf Landmesser, Terje R. Pedersen, Željko Reiner, Gabriele Riccardi, Marja-Riita Taskinen, Lale Tokgozoglu, W. M. Monique Verschuren, Charalambos Vlachopoulos, David A. Wood, Jose Luis Zamorano on behalf of Authors/Task Force Members
European Heart Journal – DOI: http://dx.doi.org/10.1093/eurheartj/ehw272 2999-3058 First published online: 27 August 2016

Pocket guidelines Published in 2016

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Cerotto intelligente ascolta i suoni del corpo.

Posted by giorgiobertin su novembre 17, 2016

Un nuovo cerotto o tatuaggio elettronico, realizzato dai ricercatori dell’University of Illinois a Urbana-Champaign, riprende i rumori sottili all’interno del corpo umano, compreso il suono del cuore, muscoli e tratto gastrointestinale.

Il dispositivo è costituito da sensori racchiusi in un guscio di silicone flessibile e fiancheggiato da elettrodi. Si attacca alla pelle come un cerotto o tatuaggio temporaneo e misura soli 20 millimetri in tutto. Si può attaccare su quasi ogni parte del corpo e sarà pronto per raccogliere i suoni e le vibrazioni da 0,5 a 550 Hertz – tutto, da un battito cardiaco ad un discorso.


Electronic tattoo listens to sounds in the body

Il nostro corpo genera un sacco di suoni diversi,” afferma Howard Liu presso la University of Illinois a Urbana-Champaign. “Progettando sensori con una costruzione leggera e sottile, siamo in grado di catturare suoni o segnali di vibrazione dalla nostra pelle.”
Il team pensa che la patch potrebbe essere utile per il monitoraggio di una vasta gamma di suoni clinicamente significativi. Si potrebbero tenere sotto controllo gli impianti biologici, allertando i medici a problemi medici potenziali o guasti meccanici.

Liu afferma che la patch potrebbe anche permettere alle persone di comunicare con i droni o protesi a comando vocale.

In un esperimento, il team ha messo il dispositivo in gola delle persone e istituito con un gioco a controllo vocale di Pac-Man. I sensori hanno ascoltato le vibrazioni delle corde vocali dei giocatori, come hanno detto “su“, “giù“, “sinistra” o “destra” per spostare l’avatar del Pac-Man in tempo reale (video).
Quello che abbiamo catturato è la vibrazione direttamente dalla gola“, dice Liu. “Se si catturano i segnali di questo tipo direttamente, si è praticamente immune da tutti i rumori circostanti. Questo tipo di segnali sono a bassa frequenza e vanno dalle attività muscolari, al cuore; tutto questo apre una nuova dimensione delle informazioni“.

Leggi abstract dell’articolo:
Epidermal mechano-acoustic sensing electronics for cardiovascular diagnostics and human-machine interfaces
Yuhao Liu, James J. S. Norton, Raza Qazi, Zhanan Zou, Kaitlyn R. Ammann, Hank Liu, Lingqing Yan, Phat L. Tran, Kyung-In Jang, Jung Woo Lee, Douglas Zhang, Kristopher A. Kilian, Sung Hee Jung, Timothy Bretl, Jianliang Xiao, Marvin J. Slepian, Yonggang Huang, Jae-Woong Jeong, and John A. Rogers
Science Advances 16 Nov 2016: Vol. 2, no. 11, e1601185 DOI: 10.1126/sciadv.1601185

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