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Nuovo farmaco più efficace nel trattamento della fibrillazione atriale.

Posted by giorgiobertin su maggio 5, 2016

Vernakalant, un nuovo farmaco per il trattamento della fibrillazione atriale, ha dimostrato di essere molto più efficace del Ibutilide, un farmaco già utilizzato per questa patologia. E’ stato in grado di normalizzare il ritmo cardiaco dei pazienti più rapidamente e con meno effetti collaterali. Lo rivela uno studio condotto presso il Department of Emergency Medicine at Medical University of Vienna/General Hospital che è stato pubblicato su “Europace“, una rivista della Società Europea di Cardiologia.

Atrial_fibrillation
New drug more effective in treating atrial fibrillation

Vernakalant (approvato nell’EU nel 2010) è stato trovato per avere vantaggi significativi: si ottiene la conversione ad un ritmo sinusale normale entro una media di 10 minuti, rispetto a Ibutilide con una media di 26 minuti. Lo studio ha coinvolto 100 pazienti con fibrillazione atriale nei dipartimenti di emergenza ospedalieri.

Scarica e leggi il documento in full text:
Vernakalant is superior to ibutilide for achieving sinus rhythm in patients with recent-onset atrial fibrillation: a randomized controlled trial at the emergency department
Alexander Simon, Jan Niederdoeckl, Ekaterini Skyllouriotis, Nikola Schuetz, Harald Herkner, Christoph Weiser, Anton N. Laggner, Hans Domanovits, Alexander O. Spiel
Europace (2016) euw052 DOI: http://dx.doi.org/10.1093/europace/euw052

clinicaltrials.gov (NCT01447862)

Vernakalant

Fonte: Department of Emergency Medicine at Medical University of Vienna/General Hospital

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AIOM: lo stato dell’Oncologia in Italia (Rapporto 2016).

Posted by giorgiobertin su maggio 4, 2016

Secondo il rapporto annuale dell’AIOM, la Società Italiana di Oncologia Medica: il 40% dei tumori evitabili con la prevenzione, ma si investe poco. 3 milioni di italiani convivono con una diagnosi d tumore, altri 2 milioni sono guariti.
In media aumentano le guarigioni per chi si ammala di un tumore, siamo arrivati al 68%, il che vuol dire che ci sono alcune forme, come il cancro alla prostata, che ormai rispondono alle terapie in più del 90% dei casi. 87% di guarigioni per il tumore alla mammella.
Nel 2015 sono stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel paese – ha spiegato Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom – e possiamo dire che molto più di metà andrà incontro a guarigione“.

2016_rapporto_oncologia

Scarica e leggi il documento in full text:
Lo Stato dell’Oncologia in Italia

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Possibili nuovi trattamenti per il cancro del pancreas.

Posted by giorgiobertin su maggio 4, 2016

I ricercatori della Purdue University – West Lafayette, IN, USA, hanno dimostrato come il controllo del metabolismo del colesterolo nelle cellule tumorali pancreatiche riduce le metastasi, indicando un potenziale nuovo trattamento con farmaci già utilizzati per l’aterosclerosi.

Abbiamo dimostriamo per la prima volta che se si controlla il metabolismo del colesterolo si può ridurre la diffusione del cancro del pancreas ad altri organi“, ha detto Ji-Xin Cheng, professore alla Purdue University. “Abbiamo scelto il cancro al pancreas per testare questo approccio perché è la malattia più aggressiva di tutti i tipi di cancro.”

pancreatic cancer
Researchers have shown how controlling cholesterol metabolism in pancreatic cancer cells reduces metastasis to other organs, pointing to a potential new treatment. Findings showed a higher number of metastatic lesions in organs of untreated and treated mice, shown at top and bottom, respectively. CREDIT (Purdue University image/Junjie Li)

Il team di ricercatori ha trovato un legame tra l’aggressività del cancro alla prostata e l’accumulo di un composto prodotto quando il colesterolo è metabolizzato nelle cellule. I risultati, descritti sulla rivista “Oncogene“, suggeriscono che una classe di farmaci sviluppati per trattare l’aterosclerosi potrebbe essere riproposta per il trattamento del cancro al pancreas e altre forme di cancro. Negli esperimenti è stato usato avasimibe, un potente inibitore dell’acil -coenzima A – colesterol-aciltransferasi ( ACAT-1 ), in quanto le cellule tumorali pancreatiche erano molto più sensibili alle ACAT-1.

Abbiamo identificato un accumulo aberrante di esteri del colesterolo nel pancreas umano nei campioni di cellule tumorali“, ha detto il prof. Li, primo autore. “L’esaurimento delle esterificazione del colesterolo ha significativamente ridotto la crescita del tumore al pancreas e le metastasi nei topi. I risultati dimostrano una nuova strategia per il trattamento del carcinoma pancreatico metastatico: inibire l’esterificazione del colesterolo“.
Vogliamo portare nel più breve tempo possibile questi farmaci ad un uso clinico nel cancro al pancreas“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Abrogating Cholesterol Esterification Suppresses Growth and Metastasis of Pancreatic Cancer
J Li, D Gu, S S-Y Lee, B Song, S Bandyopadhyay, S Chen, S F Konieczny, T L Ratliff, X Liu, J Xie and J-X Cheng
Oncogene advance online publication, May 2, 2016; doi:10.1038/onc.2016.150

Fonte ed approfondimenti: Purdue University

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Alzhiemer: Un farmaco inverte i cambiamenti genetici della malattia.

Posted by giorgiobertin su maggio 4, 2016

In una nuova ricerca descritta sulla rivista “Molecular Psychiatry“, un team guidato dal prof. Ana Pereira, professore alla Rockefeller University, ha scoperto che il farmaco, riluzolo (ad azione antiglutamatergica), è in grado di invertire principali cambiamenti genetici associati all’invecchiamento e all’Alzheimer.

Nell’invecchiamento e nel morbo di Alzheimer, il glutammato, segnale chimico, può accumularsi tra i neuroni, danneggiando i circuiti“, dice Pereira. “Quando abbiamo trattato i ratti con riluzolo, abbiamo visto una serie di cambiamenti. Quello più significativo, è che le molecole responsabili della compensazione dell’eccesso di glutammato erano tornate a livelli degli animali più giovani“.

riluzole
Clean-up crew: After treatment with riluzole, the brains of old rats showed more of a transporter molecule that removes excess glutamate (brighter fluorescence, right), as compared to untreated rats (left).

Il glutammato viene rilasciato per eccitare altri neuroni e non dovrebbe accumularsi negli spazi tra di loro. Con l’avanzare dell’età, però, il sistema perde di funzionalità e il glutammato tende ad accumularsi in questi spazi intercellulari. Quando si accumula, questo neurotrasmettitore essenziale può causare grossi problemi, danneggiando o uccidendo i neuroni e contribuendo così alla malattia di Alzheimer, e altri disturbi neurologici.
In realtà è che abbiamo usato un farmaco noto per modulare il glutammato, e quando l’abbiamo somministrato ai ratti, abbiamo visto un’inversione di molti dei cambiamenti che iniziano nella mezza età nell’ippocampo” – afferma Pereira.

Oltre alla sua capacità potenziale di placare la perdita di memoria e il declino cognitivo, il riluzolo è importante come un potenziale trattamento per l’Alzheimer. Il farmaco è già in uso per il trattamento di un’altra malattia neurologica, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, ed è pertanto considerato relativamente sicuro.

Leggi abstract dell’articolo:
Age and Alzheimer’s disease gene expression profiles reversed by the glutamate modulator riluzole
AC Pereira, JD Gray, JF Kogan, RL Davidson, TG Rubin, M Okamoto, JH Morrison, and BS McEwen
Mol. Psychiatry, online: March 29, 2016

Clinical Studies and Protocols

Approfondimenti:
Glutamatergic regulation prevents hippocampal-dependent age-related cognitive decline through dendritic spine clustering
Ana C. Pereira, Hilary K. Lambert, Yael S. Grossman, Dani Dumitriu, Rachel Waldman, Sophia K. Jannetty, Katina Calakos, William G. Janssen, Bruce S. McEwen and John H. Morrison
Proceedings of the National Academy of Sciences online: December 15, 2014

Fonte: Rockefeller University

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Nuova classe di farmaci contro il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su maggio 4, 2016

Uno studio – condotto dall’Institute of Cancer Research (ICR), Londra, Regno Unito, e pubblicato sulla rivista “Cancer Research” – rivela importanti intuizioni sul ruolo di Hsp90 e proteine simili nei tumori della prostata resistenti ai farmaci, suggerendo nuovi trattamenti contro cancro.

prostate-cancer-cell
Treated prostate cancer cells (photo: Professor Johann de Bono)

La ricerca sui topi ha dimostrato che i nuovi farmaci – chiamati inibitori Hsp90 – disabilitano un meccanismo che aiuta le cellule del cancro alla prostata ad eludere l’effetto dei trattamenti standard.
Il Prof. Paul Workman, co-autore dello studio, afferma che i nuovi farmaci sono chiamati “farmaci di rete“, perché hanno come bersaglio una rete di segnali nelle cellule tumorali, piuttosto che uno solo percorso.
Questi farmaci possono colpire il cancro in modo più efficace rispetto a quelli che mirano ad una sola proteina, sembrano molto promettenti per prevenire o superare la resistenza ai farmaci.

Le cellule tumorali della prostata hanno bisogno di ormoni maschili chiamati androgeni per alimentare la loro crescita e la loro diffusione. Il blocco dei recettori degli androgeni può essere un trattamento efficace che taglia fuori il loro approvvigionamento. Nei test sugli animali il team ha dimostrato che gli inibitori Hsp90 erano efficace contro AR-V7 – la variante più comune del recettore degli androgeni.

Gli inibitori Hsp90 sono già in fase di sperimentazione per uso umano in studi clinici per diversi tipi di cancro.

Leggi abstract dell’articolo:
Second-Generation HSP90 Inhibitor Onalespib Blocks mRNA Splicing of Androgen Receptor Variant 7 in Prostate Cancer Cells
Roberta Ferraldeschi, Jonathan Welti, Marissa V. Powers, Wei Yuan, Tomoko Smyth, George Seed, Ruth Riisnaes, Somaieh Hedayat, Hannah Wang, Mateus Crespo, Daniel Nava Rodrigues, Ines Figueiredo, Susana Miranda, Suzanne Carreira, John F. Lyons, Swee Sharp, Stephen R. Plymate, Gerhardt Attard, Nicola Wallis, Paul Workman, and Johann S. de Bono
Cancer Res May 1, 2016 76:2731-2742; doi:10.1158/0008-5472.CAN-15-2186

Fonte: Institute of Cancer Research (ICR) – London

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Iss: Notiziario marzo 2016.

Posted by giorgiobertin su maggio 4, 2016

Dal portale dell’istituto Superiore di Sanità segnaliamo il Notiziario volume 29, n. 3 marzo 2016.

notiziario

I contenuti:

– Progetto LIFE PERSUADED – Studio di biomonitoraggio di ftalati e bisfenolo A in coppie italiane madre-bambino: associazione tra esposizione e patologie in età giovanile.
– Conferenza. Sistemi diagnostici rapidi ecotossicologici in caso di allerte ambientali.
– Lo studio CARPHA: caratteristiche delle persone che vivono con l’infezione da HIV in Italia.
– BEN (Bollettino Epidemiologico Nazionale)

Scarica e leggi il documento:
Notiziario volume 29, n. 3 marzo 2016

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Linee guida canadesi sull’ipertensione in pediatria.

Posted by giorgiobertin su maggio 3, 2016

Sono state pubblicate dall’Hypertension Canada’s Canadian Hypertension Education Program (CHEP) Guidelines Task Force, le raccomandazioni evidence-based per la misurazione della pressione arteriosa, la diagnosi di ipertensione nei bambini, e la valutazione dei bambini ipertesi.

Doctor measuring blood pressure of child

Doctor measuring blood pressure of child

Le raccomandazioni contengono materiale di supporto aggiuntivo per il clinico, incluse le tabelle con tecniche standardizzate per la misurazione della pressione arteriosa e la determinazione dei valori di pressione arteriosa normale per i bambini.

Scarica e leggi il documento in full text:
Hypertension Canada’s 2016 Canadian Hypertension Education Program Guidelines for Blood Pressure Measurement, Diagnosis, and Assessment of Risk of Pediatric Hypertension
Anne Fournier for the CHEP Guidelines Task Force
Canadian Journal of Cardiology Volume 32, Issue 5, May 2016, Pages 589–597

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Linee guida pratiche sulla cateterizzazione cardiaca in laboratorio.

Posted by giorgiobertin su maggio 3, 2016

La “Society for Cardiovascular Angiography and Interventions” (SCAI) ha pubblicato in aggiornamento, il precedente documento è datato 2012, le linee guida per le migliori pratiche nei laboratori di cateterizzazione cardiaca. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Catheterization and Cardiovascular Interventions“.

CCI-cover

C’è un enorme attesa tra i cardiologi interventisti per la stesura di un documento completo che illustri i dettagli su come un laboratorio di cateterizzazione cardiaca deve operare. Il documento risponde a questa esigenza” – afferma il prof. Srihari S. Naidu coordinatore del team.

Scarica e leggi il documento in full text:
SCAI Expert Consensus Statement: 2016 Best Practices in the Cardiac Catheterization Laboratory
Srihari S. Naidu, Herbert D. Aronow, Lyndon C. Box, Peter L. Duffy, Daniel M. Kolansky, Joel M. Kupfer, Faisal Latif, Suresh R. Mulukutla, Sunil V. Rao, Rajesh V. Swaminathan and James C. Blankenship
Catheterization and Cardiovascular Interventions Article first published online: 2 MAY 2016 | DOI: 10.1002/ccd.26551

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Intestino: il Microbioma dipende dall’alimentazione.

Posted by giorgiobertin su maggio 2, 2016

Le caratteristiche del microbioma presente nel nostro intestino dipendono da ciò che mangiamo, ma non solo. Anche i farmaci assunti, le malattie e fattori esterni come il fumo concorrono a determinare la diversità della flora batterica intestinale. Sono queste le conclusioni di due studi pubblicati sullo stesso numero della prestigiosa rivista “Science” da due gruppi di ricercatori belgi e olandesi che si sono concentrati sull’analisi delle variazioni della popolazione di microbi intestinali in funzione dello stile di vita.

Science-cover

In entrambi i lavori si sono evidenziati gli effetti dell’alimentazione sulla flora batterica intestinale. “In totale abbiamo identificato più di 60 fattori alimentari che influenzano la diversità [del microbioma]“, afferma Alexandra Zhernakova, primo nome di uno dei due studi. In particolare, alimenti come la frutta, la verdura, il caffè, il tè, il vino, lo yogurt e il siero di latte promuovono una maggiore diversità a livello della flora batterica intestinale. D’altra parte, cibi ricchi di zuccheri semplici – come il latte intero e le bibite zuccherate – sembrano ridurre la diversità dei batteri intestinali.

La regola generale da seguire per promuovere la salute intestinale sembra essere seguire un’alimentazione bilanciata ricca di fibre e povera di carboidrati semplici, ma i meccanismi alla base dei benefici che se ne possono ricavare rimangono ancora in gran parte sconosciuti.

Leggi abstracts degli articoli:
Population-level analysis of gut microbiome variation
BY GWEN FALONY, MARIE JOOSSENS, SARA VIEIRA-SILVA, JUN WANG, YOUSSEF DARZI, KAROLINE FAUST, ALEXANDER KURILSHIKOV, MARC JAN BONDER, MIREIA VALLES-COLOMER… et al.
SCIENCE 29 APR 2016 : 560-564

Population-based metagenomics analysis reveals markers for gut microbiome composition and diversity
BY ALEXANDRA ZHERNAKOVA, ALEXANDER KURILSHIKOV, MARC JAN BONDER, ETTJE F. TIGCHELAAR, MELANIE SCHIRMER, TOMMI VATANEN, ZLATAN MUJAGIC, ARNAU VICH VILA, GWEN FALONY, SARA VIEIRA-SILVA, JUN WANG, FLORIS IMHANN, EELKE BRANDSMA + al.
SCIENCE 29 APR 2016 : 565-569

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Guida pratica sulle Allergie in pediatria.

Posted by giorgiobertin su maggio 2, 2016

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) e la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), hanno pubblicato una nuova linea guida pratica sulle allergie nei bambini.

guidaallergie

Questa Guida, oltre ad essere uno strumento di rapida consultazione per il pediatra, implementando l’appropriatezza degli iter diagnostico-terapeutici si propone di contribuire a razionalizzare la care del bambino allergico nel suo insieme, migliorandone la qualità della vita.

Questa Guida pratica affermano gli autori può vantare due pregi: la sintesi e l’aggiornamento. In altre parole, con un’impostazione schematica e pragmatica, delinea il profilo delle allergie nelle loro espressioni fenotipiche e nelle loro manifestazioni, richiamando nozioni di fisiopatologia, tracciando criteri e percorsi di approccio ragionati ed indicando i più
aggiornati schemi di diagnosi e trattamento.

Scarica e leggi il documento:
Guida pratica sulle allergie

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Rapporto Osservasalute 2015.

Posted by giorgiobertin su maggio 1, 2016

Stili di vita degli italiani in leggero miglioramento, si fa più sport e si fuma meno. Ma la prevenzione resta la cenerentola del Paese e i cittadini trascurano azioni, come le vaccinazioni, che evitano alcune gravi malattie.

Rapporto Osservasalute 2015

Migliorato nell’ultimo decennio lo stato di salute degli italiani che risulta complessivamente buono, con un aumento, nei 10 anni trascorsi, della speranza di vita per entrambi i generi (passata dal 2002 al 2012 per gli uomini da 77,2 a 79,6 anni e per le donne da 83,0 a 84,4 anni) ed una diminuzione del tasso di mortalità infantile, pur con differenze non da poco tra Nord e Sud (nel 2011 il tasso di mortalità infantile è stato di 3,1 morti per 1.000 nati vivi, in diminuzione rispetto al 2006 in cui era di 3,4; si noti però che un nato residente nel Meridione ha una probabilità di morire nel primo anno di vita 1,3 volte superiore rispetto a uno residente al Centro e 1,4 volte superiore rispetto a uno residente al Nord).

I punti deboli restano quelli di sempre, sintetizzabili nei pessimi stili di vita che restano tali, probabilmente anche in correlazione a condizioni di vita sempre più precarie e difficili nel quotidiano. Un dato esemplificativo tra tutti, la sedentarietà che aumenta in maniera significativa per entrambi i generi: da 34,6% a 36,2% negli uomini e da 43,5% a 45,8% nelle donne. Come dimenticare, poi, il problema persistente di peso dei cittadini del Bel Paese: continua il trend in crescita della percentuale di italiani sovrappeso e obesi, complessivamente, il 45,8% dei soggetti di età ≥18 anni è in eccesso ponderale (era il 45,4% nel 2009, il 45,9 nel 2010, il 45,8 nel 2011).

Accedi ai risultati Regione per Regione

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La felicità è scritta nei geni.

Posted by giorgiobertin su aprile 30, 2016

Secondo uno studio internazionale su larga scala condotto all’Università di Vrije ad Amsterdam su 298.000 persone, apparso su “Nature Genetics“, potrebbe esistere anche una chiave della felicità scritta direttamente nel Dna delle persone. Esisterebbero infatti varianti specifiche che aiutano a mantenere il benessere psicologico anche di fronte ad eventuali avversità, e i portatori di questa particolare variante genetica sarebbero più pronti a superare le difficoltà della vita.
I ricercatori hanno trovato che le varianti genetiche per la felicità sono espresse principalmente nel sistema nervoso centrale, le ghiandole surrenali e il sistema del pancreas.

Nature_genetics

Leggi abstract dell’articolo:
Genetic variants associated with subjective well-being, depressive symptoms, and neuroticism identified through genome-wide analyses
Aysu Okbay, Bart M L Baselmans, Jan-Emmanuel De Neve, Patrick Turley, Michel G Nivard, Mark Alan Fontana….et al.
Nature Genetics Published online 18 April 2016 doi:10.1038/ng.3552

Fonte: Università di Vrije ad Amsterdam

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Un cerotto può predire l’infarto prima che arrivi.

Posted by giorgiobertin su aprile 29, 2016

Nell’epoca dei dispositivi indossabili desta grande interesse un sensore indossabile usa e getta che pesa solo 11 grammi e registra l’attività cardiaca oltre ad altre funzione vitali.

Il cerotto applicato al petto dei pazienti, ne monitora l’attività cardiaca, la frequenza, la temperatura, il movimento fisico, il ritmo della respirazione, la postura e anche eventuali cadute.


BEPATIENT BEVITAL

Il cerotto può trasmettere segni vitali allo studio del medico curante 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana, nonché inviare segnali di allarme, a volte con settimane di anticipo, prima che comincino i problemi seri. Una connessione bluetooth a basso consumo energetico, alimentata da una piccola batteria zinc-air della durata di circa quattro giorni, trasmette i dati a uno smartphone o un hub prima di essere memorizzato in un server cloud gestito da BePATIENT.

Il sistema è stato testato con successo su circa 100 pazienti in cinque ospedali in Europa. BeVITAL verrà utilizzato in uno studio di monitoraggio del paziente con insufficienza cardiaca post-dimissione al John Muir Medical Center di Walnut Creek e Concord, California. Valeska Schroeder, product manager di Vital Connect, spera dopo il trial di ricevere il nulla osta regolamentare a BeVITAL, in modo da lanciare il prodotto a milioni di nuovi pazienti a rischio.

Fonte: QZ.com

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Antidepressivi in gravidanza associati a depressione adolescenziale.

Posted by giorgiobertin su aprile 28, 2016

Uno studio che sarà pubblicato nel numero di maggio 2016 del Journal of American Academy of Child and Adolescent Psychiatry (JAACAP) riferisce che l’uso di alcuni antidepressivi durante la gravidanza può causare depressione nella prole entro l’inizio dell’adolescenza.

CAP-MAY

Utilizzando i dati nazionali del registro della salute della Finlandia dal 1996 al 2010, i ricercatori hanno scoperto che i bambini esposti a inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) durante la gestazione avevano più probabilità di avere una diagnosi di depressione dopo 12 anni, raggiungendo una incidenza cumulativa dell 8,2% nei 15 anni. Per i bambini le cui madri non avevano usufruito in gravidanza di antidepressivi l’incidenza era dell’1,9%.

I risultati sono in linea con gli studi nei roditori, che affermano che l’uso di SSRI durante la gravidanza aumenta il rischio di depressione nella prole“. Afferma il Dr. Heli Malm, il primo autore dello studio.

Leggi abstract dell’articolo:
Gestational Exposure to Selective Serotonin Reuptake Inhibitors and Offspring Psychiatric Disorders: A National Register-Based Study
Heli Malm, Alan S. Brown, Mika Gissler, David Gyllenberg, Susanna Hinkka-Yli-Salomäki, Ian W. McKeague, Myrna Weissman, Priya Wickramaratne, Miia Artama, Jay A. Gingrich, Andre Sourander
Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, Volume 55, Issue 5, 359 – 366

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Perdita di sonno un danno per i vasi sanguigni.

Posted by giorgiobertin su aprile 27, 2016

I ricercatori del Department of Neurosurgery of Helsinki University Hospital, in uno studio pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” hanno scoperto che la perdita di sonno influenza anche il metabolismo del colesterolo sia in termini di espressione genica che nei livelli di lipoproteine nel sangue.

insonnia

Analizzando i diversi metaboliti, i ricercatori hanno scoperto che le persone che soffrono di perdita di sonno hanno avuto un minor numero di lipoproteine ad alta densità HDL, comunemente noti come le proteine buone di trasporto del colesterolo, rispetto alle persone che hanno dormito a sufficienza.
Insieme ad altri fattori di rischio, questi risultati aiutano a spiegare il più alto rischio di malattie cardiovascolari osservati nelle persone privati del sonno e aiutano a capire i meccanismi attraverso i quali la mancanza di sonno aumenta questo rischio.

Leggi il full text dell’articolo:
Prolonged sleep restriction induces changes in pathways involved in cholesterol metabolism and inflammatory responses.
Vilma Aho & al.
Scientific Reports, 22 April 2016.

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Svolta nel trattamento di una malattia genetica ereditaria.

Posted by giorgiobertin su aprile 26, 2016

Gli scienziati delle Università di York e di Leiden hanno fatto un significativo passo avanti nel trattamento di una malattia genetica ereditaria che danneggia le cellule muscolari e nervose nel corpo.

Pompe disease

Si tratta della malattia di Pompe, causata da un gene difettoso che si traduce in un deficit di un enzima chiamato acido alfa-glucosidasi (GAA), che provoca debolezza muscolare progressiva nelle persone di tutte le età.
Il team ha portato alla sintesi di prodotti chimici ‘sonde’ fluorescenti che possono essere applicate per la diagnosi medica. I ricercatori dicono che i composti aiuteranno per trattamenti più efficaci, permettendo terapie migliori e medicina personalizzata.

Questi strumenti permettono agli scienziati di misurare i livelli di un enzima nelle persone sane e malate. L’imaging dei livelli degli enzimi attivi aiuterà a valutare la gravità della malattia e anche contribuire quali sono i trattamenti più efficaci“. – afferma il prof. Davies.

Leggi abstract dell’articolo:
Detection of Active Mammalian GH31 α-Glucosidases in Health and Disease Using In-Class, Broad-Spectrum Activity-Based Probes
Jianbing Jiang, Chi-Lin Kuo, Liang Wu,…., Jeroen D. C. Codée, Rolf G. Boot, Gideon J. Davies, Herman S. Overkleeft, and Johannes M. F. G. Aerts
ACS Cent. Sci., Publication Date (Web): April 26, 2016 (Research Article) DOI: 10.1021/acscentsci.6b00057

Fonte: Università di York

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Ottenute staminali da pelle e campioni di urina.

Posted by giorgiobertin su aprile 23, 2016

Ottenere staminali pluripotenti da un piccolo campione di pelle o di urina, mediante il processo della riprogrammazione cellulare: tutto questo è possibile, e lo dimostra uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova e dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (Vimm), pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature Methods“.

L’innovativa tecnologia, dicono i ricercatori, è cinquanta volte più efficace delle precedenti e cento volte più economica. Non solo: permette anche di riprogrammare cellule “difficili o senescenti” e, in sostanza, estende ad ogni paziente la possibilità di ottenere le proprie cellule staminali, permettendo ai medici di curarlo in modo sempre più specifico e personalizzato.

Grazie a queste nuove prospettive scientifiche e tecnologiche” spiega il professor Nicola Elvassore, responsabile scientifico del laboratorio BioERA e coordinatore dello studio “si è riusciti ad ottenere staminali pluripotenti da cellule isolate da una biopsia cutanea o da un campione di urina: grazie alla potenzialità di queste staminali abbiamo quindi ricreato in laboratorio quello che possiamo definire un micro-fegato, ovvero cellule del fegato che presentano la medesima patologia del paziente in esame e che ci permette di andare a sviluppare una terapia mirata sul paziente stesso“.

Leggi abstract dell’articolo:
High-efficiency cellular reprogramming with microfluidics
Camilla Luni,Stefano Giulitti,Elena Serena,Luca Ferrari,Alessandro Zambon,Onelia Gagliano,Giovanni G Giobbe,Federica Michielin, Sebastian Knöbel,Andreas Bosio & Nicola Elvassore
Nature Methods (2016) Published online 18 April 2016 doi:10.1038/nmeth.3832

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Scoperto legame tra la coagulazione e lo sviluppo dei tumori.

Posted by giorgiobertin su aprile 22, 2016

Uno studio dell’Istituto Europeo di Oncologia, sostenuto dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul cancro, recentemente apparso su Nature Communications, dimostra che esiste un legame di causa ed effetto tra la coagulazione e lo sviluppo dei tumori, aprendo la strada all’uso dei farmaci anticoagulanti nella prevenzione tumorale.

Istituto Europeo Oncologia logo

L’alterazione della coagulazione può in molti casi evidenziare la presenza di tumori agli organi interni (intestino, pancreas, polmoni), un fenomeno noto come la sindrome di Trusseau” – spiega Maria Rescigno, Direttore del programma di Immunoterapia dello IEO. “Tuttavia, non si riusciva a capire se l’aumento della coagulazione fosse una causa o un effetto della presenza di un tumore. Noi abbiamo osservato in modelli che sviluppano spontaneamente tumori intestinali come l’utilizzo di anticoagulanti può prevenire la formazione dei tumori, dimostrando che la coagulazione è uno dei fattori all’origine del processo di cancerogenesi“.

Questi risultati possono portare non solo allo sviluppo di un nuovo approccio terapeutico, ma anche al possibile utilizzo di marker della coagulazione e dell’attivazione dei neutrofili nella diagnosi precoce dei tumori associati ai fenomeni coagulativi, come quelli del pancreas o del piccolo intestino“. conclude la prof.ssa Rescigno.

Leggi abstract dell’articolo:
Coagulation induced by C3aR-dependent NETosis drives protumorigenic neutrophils during small intestinal tumorigenesis
Silvia Guglietta,Andrea Chiavelli,Elena Zagato, Carsten Krieg, Sara Gandini,Paola Simona Ravenda,Barbara Bazolli,Bao Lu, Giuseppe Penna & Maria Rescigno
Nature Communications 7, Article number: 11037 doi:10.1038/ncomms11037

Fonte: Istituto Europeo di Oncologia

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La mortalità in Italia nell’anno 2013.

Posted by giorgiobertin su aprile 22, 2016

È disponibile on line il nuovo rapporto sulla mortalità in Italia che presenta un’analisi descrittiva del fenomeno nell’anno 2013, basato sui dati ufficiali e definitivi pubblicati dall’Istat e relativi ai decessi verificatisi tra le persone residenti in Italia (sono quindi esclusi i decessi di stranieri non residenti nel nostro Paese).

morti-2013
Per la mortalità generale e per le principali cause di morte (35 per gli uomini, 36 per le donne) sono presentate tabelle con i tassi standardizzati e i numeri assoluti dei decessi e cartine con i rapporti standardizzati di mortalità. L’analisi è articolata per genere, età e area geografica di residenza (Province, Regioni e grandi ripartizioni geografiche: Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud e Isole).

Scarica e leggi il documento in full text:
La mortalità in Italia nell’anno 2013.
Giada Minelli, Moreno Demaria, Valerio Manno,Monica Vichi, Stefano Maria D’Ottavi, Giuseppe Loreto,Lucilla Di Pasquale,Roberta Crialesi, Luisa Frova,Stefano Marchetti, Fabio Galati, Susanna Conti.
Rapporti ISTISAN 16/6

Fonte: Iss

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Nuova classe di molecole migliora il trattamento contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su aprile 21, 2016

Le cellule tumorali comunicano con il loro ambiente attraverso delle molecole che trasmettono segnali all’interno della cellula. I segnali aiutano le cellule tumorali a moltiplicarsi e a diffondersi. Una strategia per combattere il cancro è avere dei farmaci che bloccano la trasmissione di questi segnali.

Abbiamo studiato una molecola chiamata steroid receptor coactivator-3 (SRC-3), che è sovraespressa nel cancro al seno 1 (AIB1). Essa svolge un ruolo importante nel cancro al seno, ma anche nel polmone, dell’ovaio, della prostata e del pancreas.” afferma il Dott Jin Wang, assistente professore di farmacologia. “Per anni è stato conosciuto che l’eliminazione SRC-3 dalle cellule tumorali ha come risultato nelle cellule un rallentamento della loro proliferazione e migrazione“.

PNAS16-cover

I ricercatori si sono concentrati sulla ricerca di piccole molecole che potrebbero facilmente entrare nelle cellule tumorali e indirizzare SRC-3. Dopo uno screening di un gran numero di composti è stato trovato che SI-1 e poi chimicamente modificato SI-2 soddifava le esigenze.

Non sappiamo esattamente come funziona SI-2. Tuttavia, sappiamo che si lega a SRC-3 e innesca in qualche modo la sua degradazione“, ha detto Wang. “Abbiamo scoperto che più SI-2 aggiungiavamo alle cellule tumorali, e meno proteina SRC-3 era presente. Nei nostri esperimenti, le cellule tumorali alla fine morivano perché non potevano produrre abbastanza SRC-3 per mantenere la loro crescita“.

Leggi il full text dell’articolo:
Development of potent small-molecule inhibitors to drug the undruggable steroid receptor coactivator-3
Xianzhou Song, Jianwei Chen, Mingkun Zhao, Chengwei Zhang, Yang Yu, David M. Lonard, Dar-Chone Chow, Timothy Palzkill, Jianming Xu, Bert W. O’Malley, and Jin Wang
PNAS 2016 ; published ahead of print April 15, 2016, doi:10.1073/pnas.1604274113

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Cancro al pancreas legato a specifici batteri della bocca.

Posted by giorgiobertin su aprile 20, 2016

La presenza di alcuni batteri nella bocca può indicare un aumentato rischio di cancro al pancreas – una malattia che spesso inizia con pochi sintomi e per i quali non esiste un test screening di routine. E’ questa la conclusione di uno studio prospettico di coorte della NYU Langone Medical Center a New York, presentato all’American Association for Cancer Research annual meeting a New Orleans, LA, April 16-20, 2016.

Il nostro studio offre la prima prova diretta che i cambiamenti specifici nel mix microbico in bocca – microbioma orale – rappresentano un fattore di rischio probabile per il cancro del pancreas assieme all’età avanzata, il sesso maschile, il fumo, la razza afro-americana, e una storia di famiglia della malattia.” – afferma l’epidemiologo Dr Jiyoung Ahn della NYU School of Medicine.

oral-diseases  pancreas

In particolare, è stato trovato che la presenza di Porphyromonas gingivalis comporta un rischio del 59% in più di sviluppare il cancro al pancreas, rispetto a coloro che non avevano il batterio. Allo stesso modo, la presenza di Actinomycetemcomitans Aggregatibacter è collegato a un rischio superiore al 50%. Entrambi i tipi di batteri sono noti per essere associati con la periodontite (un’infiammazione ed un’infezione di ossa e legamenti che sostengono i denti).

Questi cambiamenti batteriche del cavo orale potenzialmente ci mostrano chi è più a rischio di sviluppare il cancro al pancreas.” – conclude il Dr. Ahn. I dati dovranno essere confermati in uno studio più ampio.

In un’altro studio pubblicato qualche mese fa, Ahn e colleghi dimostravano che il fumo delle sigarette era collegato ad un cambio del microbioma orale.

Leggi abstract della presentazione:
Human oral microbiome and prospective risk for pancreatic cancer: a population based, nested case control study
Xiaozhou Fan, Alexander V. Alekseyenko, Jing Wu, Eric J. Jacobs, Susan M. Gapstur, Mark P. Purdue, Christian C. Abnet, Rachael Stolzenberg-Solomon, George Miller, Jacque Ravel, Richard B. Hayes, Jiyoung Ahn
Presentation time: Tuesday, Apr 19, 2016, 4:20 PM – 4:35 PM

Fonte: NYU Langone Medical Center a New York

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L’intelligenza artificiale aiuta a diagnosticare il cancro.

Posted by giorgiobertin su aprile 20, 2016

I ricercatori dell’University of California Los Angeles – NanoSystems Institute, in un lavoro pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” dichiarano di aver messo a punto una tecnica che combina un microscopio speciale con un algoritmo di intelligenza artificiale, non distruttivo per identificare il cancro in un campione di sangue.

Photonic+time+stretch+microscope  Photonic time stretch microscope

Come pubblicato in altri post del blog esistono attualmente altre tecniche che non utilizzano l’etichettatura, sono imprecise perché identificano le cellule tumorali basandosi solo su una sola caratteristica fisica.
La tecnica di immagini delle cellule dell’UCLA, avviene senza distruzione ed è in grado di identificare 16 caratteristiche fisiche – tra cui le dimensioni, la granularità, la luce assorbita e la biomassa – invece di una sola. Essa combina due componenti: un microscopio fotonico time stretch, che è in grado di immaginare rapidamente le immagini delle cellule nei campioni di sangue (6 milioni di immagini al secondo), e un programma per computer di apprendimento profondo che identifica le cellule tumorali con una precisione superiore al 95 per cento.
L’apprendimento profondo è una forma di intelligenza artificiale che utilizza complessi algoritmi per estrarre dati significativi, con l’obiettivo di raggiungere decisioni accurate.

Scarica e leggi il documento in full text:
Deep Learning in Label-free Cell Classification
Claire Lifan Chen, Ata Mahjoubfar, Li-Chia Tai, Ian K. Blaby, Allen Huang, Kayvan Reza Niazi & Bahram Jalali
Scientific Reports 6, Article number: 21471 (2016) doi:10.1038/srep21471

Fonte: University of California Los Angeles

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NICE: Linee guida sulla depressione negli adulti.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2016

Sono state pubblicate da NICE (National Institute for Health and Care Excellence), in aggiornamento, le linee guida sull’identificazione e gestire della depressione negli adulti di età dai 18 anni in su.

depression in adults

Questa linea guida è un aggiornamento della Linea Guida NICE pubblicata a dicembre 2004 e rivista ad aprile 2007, e la sostituisce.

Scarica e leggi il documento in full text:
Depression in adults: recognition and management

NICE has also produced a guideline on depression in adults with a chronic physical health problem (NICE guideline CG91).

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Creata pelle elettronica che tiene traccia dello stato di salute.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2016

I ricercatori giapponesi della Graduate School of Engineering di Tokyo, hanno sviluppato un materiale ultra-sottile che si attacca alla pelle e contiene l’elettronica per monitorare i livelli di ossigeno nel sangue (video).

L’e-pelle è una pellicola protettiva comprendente cinque strati alternati di un materiale inorganico chiamato oxynitrite di silicio ed un materiale organico chiamato parylene. I materiali consentono di creare dispositivi ultra-sottili e ultra-flessibili che rimangono stabili all’aria per diversi giorni proteggendo l’elettronica dal vapore acqueo e dall’aria.


E-skin Tech Turns Your Body Into a Walking Display

I ricercatori, che hanno pubblicato i risultati sulla rivista “Biomaterials“,  sperano che la loro e-skin porterà alla creazione di dispositivi per misurare e visualizzare non solo l’ossigeno nel sangue, ma anche altre funzioni vitali.

Leggi abstract dell’articolo:
Ultraflexible organic photonic skin
Tomoyuki Yokota1, Peter Zalar, Martin Kaltenbrunner, Hiroaki Jinno, Naoji Matsuhisa, Hiroki Kitanosako, Yutaro Tachibana, Wakako Yukita, Mari Koizumi and Takao Someya
Science Advances 15 Apr 2016: Vol. 2, no. 4, e1501856 DOI: 10.1126/sciadv.1501856

Fonte ed approfondimenti: Graduate School of Engineering di Tokyo

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Tumore al pancreas: un dispositivo per ridurre la crescita.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2016

I ricercatori dell’Institute for Medical Engineering and Science, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge, USA hanno sviluppato un piccolo dispositivo impiantabile per la distribuzione di farmaci chemioterapici direttamente nel sito del tumore al pancreas [+Pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC)]. I test sui topi hanno mostrato che questa somministrazione è fino a 12 volte più efficace rispetto a quella per via endovenosa, che è ricevuta dalla maggior parte dei pazienti.

Biomaterials

Il dispositivo è un sottile film, flessibile che può essere caricato con farmaci, arrotolato in un tubo stretto e inserito in un catetere. Una volta impiantato nel pancreas, il film si sviluppa e si adatta alla forma del tumore.
È possibile impiantare il nostro dispositivo per ottenere un rilascio del farmaco localizzato per controllare la progressione del tumore e, potenzialmente, ridurre [il tumore] a una dimensione in cui un chirurgo può rimuoverlo.” – afferma la Dr. Laura Indolfi primo autore dello studio.

In topi con il dispositivo impiantato la crescita tumorale è rallentata, e in alcuni casi si è ridotta. I ricercatori hanno anche scoperto un aumento delle cellule tumorali morte che circondano il sito di destinazione. Queste sono più facili da rimuovere durante l’intervento chirurgico di tessuto tumorale dal vivo.

Il team ha anche osservato che il film ha agito come una barriera fisica che ha ridotto le metastasi – la migrazione delle cellule tumorali – agli organi vicini.

Le iniezioni di chemioterapia possono anche fallire perché i tumori pancreatici hanno pochi vasi sanguigni attraverso i quali i farmaci possono entrare, e spesso si circondano di uno spesso rivestimento fibroso che mantiene il farmaco al difuori.
I ricercatori hanno ora in programma di testare il dispositivo in uno studio clinico sui pazienti umani.

Leggi abstract dell’articolo:
A tunable delivery platform to provide local chemotherapy for pancreatic ductal adenocarcinoma
Laura Indolfi, Matteo Ligorio, David T. Ting, Kristina Xega, Abraham R. Tzafriri, Francesca Bersani, Nicola Aceto, Vishal Thapar, Bryan C. Fuchs, Vikram Deshpande, Aaron B. Baker, Cristina R. Ferrone, Daniel A. Haber, Robert Langer, Jeffrey W. Clark, Elazer R. Edelman
Biomaterials, Volume 93, July 2016, Pages 71-82  –  doi:10.1016/j.biomaterials.2016.03.044

Fonte: Institute for Medical Engineering and Science, Massachusetts Institute of Technology

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