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Bloccando un gene si riducono i grassi nel sangue.

Posted by giorgiobertin su agosto 1, 2015

I ricercatori dell’University of Montreal hanno dimostrato che bloccando un gene in certi pazienti è possibile diminuire la concentrazione di trigliceridi nel sangue, anche nei casi di gravi di ipertrigliceridemia.

cellule-grassi
Une importante étude clinique ciblant les maladies reliées à l’excès de gras dans le sang est publiée par des chercheurs de l’UdeM. Photo : Thinkstock.

I risultati dello studio clinico, dimostrano l’importante contributo del gene apoC-III (Apolipoprotein C-III nei complessi meccanismi con cui il nostro corpo gestisce i grassi nel sangue. “Decodificare questi meccanismi apre la porta a precisi interventi individuali per la prevenzione del rischio residuo associato alle diverse cause di grave ipertrigliceridemia“, ha detto il dottor Gaudet principale autore dello studio.

Lo studio di coorte condotto su 57 pazienti è stato pubblicato sulla rivista “New England Journal of Medicine” – ClinicalTrials.gov number, NCT01529424.

Leggi abstract dell’articolo:
Antisense Inhibition of Apolipoprotein C-III in Patients with Hypertriglyceridemia
Daniel Gaudet, M.D., Ph.D., Veronica J. Alexander, Ph.D., Brenda F. Baker, Ph.D., Diane Brisson, Ph.D., Karine Tremblay, Ph.D.,……… Brunzell, M.D., and John J.P. Kastelein, M.D., Ph.D.
N Engl J Med 2015; 373:438-447 July 30, 2015 DOI: 10.1056/NEJMoa1400283

Daniel Gaudet, M.D., Ph.D., Diane Brisson, Ph.D., Karine Tremblay, Ph.D., Veronica J. Alexander, Ph.D., Walter Singleton, M.D.,……. M. Crooke, Ph.D., Joseph L. Witztum, M.D., ont publié Targeting APOC3 in the familial chylomicronemia syndrome dans le New England Journal of Medicine le 4 décembre 2014.

Fonte ed approfondimenti:University of Montreal

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Paralisi: Buoni risultati dalla stimolazione del midollo.

Posted by giorgiobertin su luglio 31, 2015

Cinque uomini con paralisi completa degli arti (da più di due anni) sono stati in grado di generare volontariamente dei movimenti grazie ad un a nuova strategia non invasiva consistente in una stimolazione elettrica del midollo spinale. La strategia, chiamato stimolazione transcutanea, eroga corrente elettrica al midollo spinale per mezzo di elettrodi posizionati strategicamente sulla pelle della schiena (video).


Non-invasive Neuromodulation of leg movements after paralysis

Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori dell’Università della California, Los Angeles; University of California, San Francisco; e l’Istituto Pavlov, San Pietroburgo, Russia.

Nel corso della ricerca i pazienti sono stati sottoposti a una serie di sessioni di 45 minuti, una volta alla settimana, per circa 18 settimane per determinare gli effetti della stimolazione elettrica non invasiva sulla loro capacità di spostare le gambe.
Sorprendentemente, alla fine dello studio, e dopo l’aggiunta di buspirone, i pazienti paralizzati erano in grado di muovere le gambe senza stimolazione e in tutti la loro gamma di movimento era in media la stessa di quando si muovevano a seguito della stimolazione.

E’ come se avessimo risvegliato alcune reti in modo che una volta che le persone hanno imparato a utilizza tali reti, diventano meno dipendenti e anche indipendenti dalla stimolazione”, ha detto il prof. Edgerton uno degli autori.

Leggi abstract dell’articolo:
Noninvasive Reactivation of Motor Descending Control after Paralysis.
Yury Gerasimenko, Daniel Lu, Morteza Modaber, Sharon Zdunowski, Parag Gad, Dimitry Sayenko, Erika Morikawa, Piia Haakana, Adam R Ferguson, Roland R Roy, Victor Reggie Edgerton.
Journal of Neurotrauma, 2015; 150616094123009 DOI: 10.1089/neu.2015.4008

Fonte ed approfondimenti: National Institute of Biomedical Imaging and Bioengineering at NIH

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Identificati cinque tipi di cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su luglio 29, 2015

I ricercatori del Cancer Research Uk in collaborazione con quelli del Addenbrooke’s Hospital, hanno scoperto che il cancro alla prostata può essere classificato in cinque diversi tipi.

Prostate

I risultati, pubblicati sulla rivista EBioMedicine, avranno importanti implicazioni cliniche per il futuro. I medici potranno identificare quali tumori sono presenti nel paziente e stabilire il grado di aggressività e di diffusione. è probabile che la diffusione in modo aggressivo e crescere.

Il metodo utilizzato nello studio ha dimostrato di essere più efficace nel predire i tumori più aggressivi rispetto all’antigene (PSA) prostatico specifico e al sistema di classificazione Gleason.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Integration of copy number and transcriptomics provides risk stratification in prostate cancer: A discovery and validation cohort study
H. Ross-Adams, A.D. Lamb, M.J. Dunning, S. Halim, J. Lindberg, C.M. Massie, L.A. Egevad, R. Russell, and others
EBioMedicine nPublished online: July 29 2015
Supplemental materials

Fonti ed approfondimenti: Cancer Research UK  –  The Independent, Mail Online and BBC

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ESMO: Linee guida sul cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su luglio 28, 2015

Sono state pubblicate sulla rivista “Annals of Oncology“, a cura dell’European Society for Medical Oncology (ESMO) gli aggiornamenti delle linee guida sulla diagnosi, trattamento e follow-up del cancro alla prostata.

logo_ESMO

Scarica e leggi il documento in full text:

Cancer of the prostate: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.

C. Parker, S. Gillessen, A. Heidenreich, and A. Horwich on behalf of the ESMO Guidelines Committee

Annals of Oncology Advance Access published July 22, 2015

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FDA approva un nuovo farmaco contro il cancro della pelle.

Posted by giorgiobertin su luglio 27, 2015

La U.S. Food and Drug Administration ha approvato Odomzo (sonidegib) per il trattamento di pazienti con carcinoma a cellule basali localmente avanzato, una  tipologia di tumore della pelle più diffuso tra la popolazione.

L’odomzo è stato approvato per tutti quei pazienti il cui il cancro non ha sviluppato metastasi ma è ritornato dopo un intervento chirurgico di rimozione, la radioterapia o non ha risposto a nessuno di questi due trattamenti. Il carcinoma a cellula basali rappresenta l’80% dei tumori della pelle che non sono melanoma e inizia nella parte più esterna dell’epidermide, quella che di solito viene esposta regolarmente al sole.

basal_cell_carcinoma

Odomzo viene assunto con una pillola una volta al giorno. Agisce inibendo un percorso molecolare, chiamato Hedgehog, che è attivo in tumori a cellule basali. Sopprimendo questo percorso, Odomzo può arrestare o ridurre la crescita delle lesioni cancerose.
L’efficacia di Odomzo è stata dimostrata in uno studio multicentrico, in doppio cieco, nel quale 66 pazienti con carcinoma localmente avanzato a cellule basali.

Odomzo è commercializzato da East Hanover, New Jersey-based Novartis Pharmaceuticals Corporation.

FDA press release:
FDA approves new treatment for most common form of advanced skin cancer

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Uso dei farmaci in Italia – Rapporto OsMed 2014

Posted by giorgiobertin su luglio 26, 2015

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato  il Rapporto OsMed 2014 – L’uso dei farmaci in Italia.
Gli italiani hanno consumato, nel 2014, una media di 1,7 dosi di farmaco al giorno pro capite. I farmaci di più largo consumo si confermano quelli cardiovascolari, a seguire i farmaci del sangue e organi emopoietici, quelli dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, i medicinali del sistema nervoso centrale e quelli dell’apparato respiratorio. In diminuzione invece il consumo di antibiotici (-3%).

Osmed-2014

Il Rapporto OsMed 2014, rispetto ai precedenti, si arricchisce di alcune importanti novità: dall’inserimento di un focus specifico sull’uso dei farmaci in età pediatrica, ad una nuova modalità di analisi dei dati della medicina generale, che passa da una prospettiva di farmaco utilizzazione ad una più ampia qualificazione del processo di cura.

Scarica e leggi il documento in full text:
Rapporto OsMed 2014

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Scoperto un farmaco che rallenta l’Alzheimer.

Posted by giorgiobertin su luglio 26, 2015

Alla Conferenza internazionale della Alzheimer’s Association, in corso a Washington 18-23 luglio, sono stati presentati i primi studi (Clinical Trial in fase 3) su una nuova molecola, il solanezumab, che sembra ritardi del 34% la progressione della malattia di Alzheimer in pazienti allo stadio iniziale del decorso.


BBC News – Alzheimer drug solanezumab may slow effects

Il farmaco solanezumab, un anticorpo monoclonale prodotto da Eli Lilly and Company, a differenza degli altri trattamenti, sembra riuscire a prolungare la vita dei cellule cerebrali, attaccando le proteine beta-amiloidi che formano le placche tipiche della malattia e responsabili della morte dei neuroni.

“Se i nostri risultati dovessero essere replicati“, spiega Eric Karran, direttore della ricerca alla Alzheimer’s Association Uk, “avremmo compiuto un grande passo avanti nella ricerca sulla malattia, e per la prima volta la comunità scientifica potrà dire di essere in grado di rallentarne il decorso, il che rappresenta un incredibile avanzamento“.

Liu-Seifert H, Siemers E, Holdrige K, Andersen S, et al. Delayed-Start of up to 3.5 Years in the Phase 3 Solanezumab Expedition Program in Mild Alzheimer’s Disease. Presented at Alzheimer’s Association International Conference (AAIC) 2015, July 18-23, 2015.

Doody, R., Thomas, R.G., Farlow, M., Iwatsubo, T., et al. (2014). Phase 3 Trials of Solanezumab for Mild-to-Moderate Alzheimer’s Disease. The New England Journal of Medicine, 370, 311-321. doi: 10.1056/NEJMoa1312889

Fonte: Wired.it   –   BBCNews  – Eli Lilly and Company

Approfndimenti: Clinical trial

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Una tossina del pesce potenziale terapia contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su luglio 25, 2015

Gli scienziati dall’Università di Friburgo hanno risolto il meccanismo molecolare di una tossina del pesce che potrebbe essere usata in futuro come farmaco per trattare il cancro.

Afp18

I ricercatori hanno studiato un agente patogeno di Yersinia (un genere di batteri appartenente alla famiglia Enterobacteriaceae), che causa delle malattie nel salmone e nella trota, con conseguente grandi perdite finanziarie nell’industria del pesce, e nell’uomo responsabile di affezioni intestinali, la Y. pestis causa della peste bubbonica.
La tossina in questione è Afp18, che disattiva la proteina RhoA. RhoA è responsabile di molti trattamenti vitali nelle cellule degli esseri umani e del pesce. Per esempio, gestisce la costruzione e la suddivisione dei filamenti dell’actina. Questi filamenti sono necessari non solo per divisione cellulare, ma anche per la diffusione delle metastasi del tumore nell’organismo. Dai risultati dello studio, è emerso che iniettando la tossina Afp18 nei pesci si è riusciti a bloccata la divisione cellulare.

Le proteine Rho-Regolarici sono importanti nella crescita di cancro, particolarmente nelle metastasi. Per questo motivo, i ricercatori dall’Università di Friburgo ritengono che questa tossina del pesce sia un grande potenziale terapeutico nel trattamento del cancro.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Nature Communications“.

Leggi abstract dell’articolo:
Tyrosine glycosylation of Rho by Yersinia toxin impairs blastomere cell behaviour in zebrafish embryos
Thomas Jank, Stephanie Eckerle, Marcus Steinemann, Christoph Trillhaase, Marianne Schimpl, Sebastian Wiese, Daan M. F. van Aalten, Wolfgang Driever, Klaus Aktories
Nature Communications 6, Article number: 7807 doi:10.1038/ncomms8807

Fonte ed approfondimenti: Università di Friburgo

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La cataratta può essere trattata con un collirio.

Posted by giorgiobertin su luglio 24, 2015

La cataratta, una delle principali causa di cecità negli esseri umani, un giorno potrebbe essere curabile con un collirio invece che con un intervento chirurgico.

senior-eye
Surgery to treat cataracts is not available to everyone. Treatment with eye drops could be a game changer.

I ricercatori dell’Universtà di California San Diego (UCSD) e dell’Universtità di Pechino hanno dimostrato in un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” come una soluzione contenente uno steroide naturale, il Lanosterolo che può somministrato sotto forma di collirio, diminuisce la cataratta nei cani.

Il nostro studio identifica il lanosterolo come molecola chiave nella prevenzione e trattamento della cataratta.” – afferma il Professor Kang Zhang, coordinatore del progetto.
Attualmente, l’unico modo per curare la cataratta è la chirurgia. Il potenziale terapeutico del lanosterolo è stato scoperto dopo che il team ha studiato due famiglie affette da cataratta, rilevando che i membri erano portatori di mutazioni a livello di un gene coinvolto nella produzione del lanosterolo.

Leggi abstract dell’articolo:
Lanosterol reverses protein aggregation in cataracts
Ling Zhao,Xiang-Jun Chen,Jie Zhu,Yi-Bo Xi,Xu Yang,Li-Dan Hu,Hong Ouyang, Sherrna H. Patel,Xin Jin, Danni Lin,Frances Wu +al.
Nature Published online 22 July 2015

Ophthalmology: Cataracts dissolved by Hejtmancik

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ASCRS: Linee guida sulla gestione delle malattie del colon-retto.

Posted by giorgiobertin su luglio 23, 2015

Sono state pubblicate dall’ American Society of Colon and Rectal Surgeons (ASCRS), sulla rivista “Diseases of the Colon and Rectum” le seguenti linee guida:

 

 

 

ASCRS-logo

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SIGN: Linee guida sulla sindrome coronarica acuta.

Posted by giorgiobertin su luglio 22, 2015

Sono state pubblicate in formato provvisorio da SIGN (Scottish Intercollegiate Guidelines Network) le linee guida sulla sindrome coronarica acuta.
Gli operatori sanitari, i responsabili del servizio sanitario, e altri gruppi interessati possono proporre delle osservazioni entro il 14 agosto 2015.

Sign-logo

Scarica e leggi il documento in full text:
Draft SIGN guideline on Acute Coronary Syndrome (994K)

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Nuovo possibile trattamento contro la depressione.

Posted by giorgiobertin su luglio 21, 2015

I ricercatori dell’University of Texas Southwestern Medical Center in uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Neuroscience” hanno stabilito che elevando i livelli della molecola adenosina monofosfato ciclico (cAMP) nelle cellule del cervello nei topi è possibile modificare positivamente la risposta allo stress; questo potrebbe essere un nuovo potenziale target terapeutico per il trattamento della depressione.

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I ricercatori hanno trovato che i livelli di cAMP possono essere elevati interrompendo l’attivazione di un enzima chiamato fosfodiesterasi-4 (PDE4).
Questi risultati entusiasmanti potrebbero aiutare a sviluppare nuovi trattamenti per ridurre la risposta allo stress e prevenire o trattare la depressione in modo efficace in futuro“, ha detto il prof. James A Bibb coordinatore dello studio.

Leggi abstract dell’articolo:
cAMP signaling in stress response
Florian Plattner, Kanehiro Hayashi, Adan Hernández, David R Benavides, Tara C Tassin, Chunfeng Tan, Jonathan Day, Maggy W Fina, Eunice Y Yuen, Zhen Yan, Matthew S Goldberg, Angus C Nairn, Paul Greengard, Eric J Nestler, Ronald Taussig, Akinori Nishi, Miles D Houslay and James A Bibb
Nature Neuroscience – Published online 20 July 2015

Fonte ed approfondimenti: University of Texas Southwestern Medical Center

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Classifica delle migliori Università italiane 2015-2016.

Posted by giorgiobertin su luglio 21, 2015

Il Sole 24 Ore ha realizzato, anche quest’anno, la classifica delle migliori università italiane.
Il podio generale delle università statali è stato “vinto” dall’ Ateneo di Verona, seguito da Trento e dal Politecnico di Milano, che condivide il terzo posto con l’Alma Mater di Bologna. Padova si conferma al quinto posto
La classifica generale delle università non statali ha nei primi tre posti: Milano Bocconi, Roma LUISS e Milano San Raffaele. Un secondo posto anche all’ università di Pavia, nella classifica della didattica. Riconfermati i risultati di Padova del 2014  per la didattica 14° e per la ricerca 5°.

uniclass2015

Dodici i fattori utilizzati per stilare le classifiche, che una volta consultati possono risultare utili a chi, dovendo scegliere l’università, vuole orientare la propria scelta verso criteri ben precisi.

Didattica:
1. Attrattività, (scarica le tabelle per Ateneo)
2. Sostenibilità;  (scarica le tabelle per Ateneo)
3. Stage; (scarica le tabelle per Ateneo)
4. Mobilità internazionale; (scarica le tabelle per Ateneo)
5. Borse di studio; (scarica le tabelle per Ateneo)
6. Dispersione; (scarica le tabelle per Ateneo)
7. Efficacia; (scarica le tabelle per Ateneo)
8. Soddisfazione; (scarica le tabelle per Ateneo)
9. Occupazione; (scarica le tabelle per Ateneo)

Ricerca:
10. Ricerca; (scarica le tabelle per Ateneo)
11. Fondi Esterni; (scarica le tabelle per Ateneo)
12. Alta formazione.(scarica le tabelle per Ateneo)

La classifica per indicatore e la classifica in base alla didattica e alla ricerca si trova al link del “Sole 24 ore“.

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Test della saliva per diagnosticare l’Alzheimer.

Posted by giorgiobertin su luglio 20, 2015

Un test della saliva per rivelare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. E’ questa la speranza dei ricercatori canadesi dell’università di Alberta, che hanno presentato i risultati dei loro nuovi studi all’Alzheimer’s Association International Conference, in corso a Washington DC dal 18 1l 21 luglio. Alcuni composti chimici presenti nella nostra bocca potrebbero fornire un modo economico e non invasivo se il cervello ha iniziato a subire i cambiamenti che culminano nella perdita di memoria e funzione cognitiva.

AAIC-15

Nel corso della conferenza sono state presentate altre ricerche come: un’analisi del fluido cerebrale per stabilire l’elevata presenza di neurogranina, una proteina che si trova solo nel cervello e che svolge un ruolo importante nella conduzione dei segnali tra le sinapsi delle cellule nervose; impiegare gare la Pet per identificare stati infiammatori che potrebbero essere fatali per il tessuto cerebrale.

Fonti e approfondimenti:

Researchers Report New Ways To Predict The Development Of Alzheimer’s Disease
Alzheimer’s Association
Saliva seen as possible diagnostic tool for Alzheimer’s disease
— The Washington Post
Researchers Looking for Ways to Predict Alzheimer’s Before It Starts
— NBC News

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Resveratrolo e quercetina per il trattamento del cancro.

Posted by giorgiobertin su luglio 19, 2015

Resveratrolo e quercetina, due polifenoli che sono stati ampiamente studiati per le loro proprietà salutari, potrebbe presto diventare la base per il trattamento del cancro, essenzialmente migliorando l’efficacia e potenziando l’uso di farmaci chemioterapici esistenti.

Il resveratrolo e la quercetina sembrano ridurre la tossicità cardiaca di un farmaco antitumorale molto diffuso, la adriamicina.

rev+querc

I ricercatori della Oregon State University/College of Pharmacy negli esperimenti condotti hanno trovato che la co-somministrazione dei due polifenoli potrebbe permettere un ampio uso della adriamicina, e nello  stesso tempo sfruttare le proprie proprietà anti-cancro dei polifenoli.

Il resveratrolo è un composto naturale che si trova in alimenti come uva, vino rosso, tè verde, alcuni frutti, bacche e cioccolato fondente, ed è stato oggetto di decine di studi scientifici per i suoi vari valori di salute. La quercetina, è un potente antiossidante, si trova nei capperi, alcuni frutti di bosco, frutta, ortaggi e verdure a foglia verde.

Leggi abstract dell’articolo:
Combinatorial resveratrol and quercetin polymeric micelles mitigate doxorubicin induced cardiotoxicity in vitro and in vivo
Brianna Cote, Lisa Janssen Carlson, Deepa A. Rao, Adam W.G. Alani
Journal of Controlled Release Volume 213, 10 September 2015, Pages 128–133

Fonte ed approfondimenti: Oregon State University/College of Pharmacy

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Research Involvement and Engagement: nuova rivista open access.

Posted by giorgiobertin su luglio 18, 2015

BioMed Central ha lanciato una nuova rivista con un modello peer-review “Research Involvement and Engagement  con lo scopo di riconoscere l’importanza del contributo pubblico (pazienti) nella co-produzione di conoscenza e ricerca.

Research Involvement and Engagement

Accedi e leggi gli articoli in full text:
Research Involvement and Engagement

Patients’, clinicians’ and the research communities’ priorities for treatment research: there is an important mismatch
Crowe S, Fenton M, Hall M, Cowan K and Chalmers I
Research Involvement and Engagement 2015, 1:2 (25 June 2015)

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Gli ultrasuoni accelerano la guarigione di ulcere e piaghe.

Posted by giorgiobertin su luglio 17, 2015

I tempi per la guarigione delle ulcere cutanee e piaghe da decubito possono essere ridotti di un terzo con l’uso di ultrasuoni a bassa intensità, secondo uno studio pubblicato sul “Journal of Investigative Dermatology“.

I ricercatori dell’Università di Sheffield e dell’University of Bristol, nel Regno Unito, hanno scoperto che l’ecografia trasmette una vibrazione attraverso la pelle e risveglia le cellule nelle ferite contribuendo a stimolare e accelerare il processo di guarigione. La tecnica è particolarmente efficace nel trattamento nei pazienti diabetici e negli anziani.

Ultrasound-350  Dr-Mark-350 Dr. Mark Bass

Utilizzando gli ultrasuoni si svegliano le cellule e si stimola un normale processo di guarigione. Il trattamento non comporta il rischio di effetti collaterali che sono spesso associati con trattamenti farmacologici“. “Ora che abbiamo dimostrato l’efficacia degli ultrasuoni abbiamo bisogno di esplorare ulteriormente il segnale“, afferma il Dr Mark Bass.

Abbiamo scoperto che il segnale a ultrasuoni che attualmente usiamo è efficace, ma è possibile che dalla raffinazione del trattamento si possano migliorare ulteriormente gli effetti. Poiché l’ecografia è relativamente priva di rischi ci si può aspettare di vederne un ampio uso clinico, entro tre o quattro anni.” – conclude Bass coordinatore della ricerca.

Leggi abstract dell’articolo:
Ultrasonic Stimulation of Mouse Skin Reverses the Healing Delays in Diabetes and Aging by Activation of Rac1
James A Roper, Rosalind C Williamson, Blandine Bally, Christopher A M Cowell, Rebecca Brooks, Phil Stephens, Andrew J Harrison and Mark D Bass
J Invest Dermatol advance online publication, July 16, 2015; doi:10.1038/jid.2015.224

Comment: Our Star Trek-style skin-healing technology could be the end of chronic wounds

Fonte ed approfondimenti: Università di Sheffield   –   University of Bristol

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Scoperti i neuroni che controllano lo spostamento del corpo.

Posted by giorgiobertin su luglio 17, 2015

Gli scienziati del Kavli Institute for Systems Neuroscience a Trondheim in Norvegia diretti dai coniugi Moser che lo scorso anno hanno ricevuto il Nobel per la scoperta dei cosiddetti “neuroni GPS”, hanno scoperto i neuroni del cervello specializzati nella percezione della velocità, ovvero lo spostamento del corpo dell’animale rispetto agli oggetti che lo circondano e la zona dedicata a questa funzione è localizzata nella porzione mediale del lobo temporale del cervello, nella zona della corteccia entorinale.

moserneNeurons-speed
Bottomless car. Credit: Nature (2015) doi:10.1038/nature14622

La zona della corteccia entorinale era già nota per la propria funzione di percezione della posizione dello spazio, ma solo in senso statico. Gli esperimenti condotti ora dagli scienziati hanno rilevato la presenza di alcune cellule specializzate nella rilevazione della velocità.

I neuroni ‘tachimetro’ rappresentano all’incirca il 15% delle cellule della corteccia entorinale cerebrale. Il loro compito e’ quello di accendersi quando aumenta la velocita’ degli spostamenti, indipendentemente dalla localizzazione nello spazio o dalla direzione scelta. I ricercatori norvegesi li hanno visti in azione nei topi di laboratorio.

Leggi abstract dell’articolo:
Speed cells in the medial entorhinal cortex
Emilio Kropff, James E. Carmichael, May-Britt Moser & Edvard I. Moser
Nature Published online 15 July 2015 – doi:10.1038/nature14622

‘Speed cells’ in brain track how fast animals run
Science| DOI: 10.1126/science.aac8857

Fonte: Kavli Institute for Systems Neuroscience   –  Le Scienze

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Linee guida sulla Fibrosi Polmonare Idiopatica.

Posted by giorgiobertin su luglio 17, 2015

Sono stati pubblicati dall’American Thoracic Surgery sull’ American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, rivista della società scientifica, gli aggiornamenti delle linee guida sulla Fibrosi Polmonare Idiopatica. Il precedente documento era datato 2011.

ajrccm-cover

Scarica e leggi il documento in full text:
An Official ATS/ERS/JRS/ALAT Clinical Practice Guideline: Treatment of Idiopathic Pulmonary Fibrosis. An Update of the 2011 Clinical Practice Guideline
Ganesh Raghu, Bram Rochwerg, Yuan Zhang,……
American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, Vol. 192, No. 2 (2015), pp. e3-e19. doi: 10.1164/rccm.201506-1063ST

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AzoPORE: Spugna molecolare che assorbe anidride carbonica.

Posted by giorgiobertin su luglio 16, 2015

Si chiama AzoPORE (AZObenzene nanoPORous matErial) la spugna molecolare costituita da materiale molecolare nanoporoso in grado di assorbire selettivamente l’anidride carbonica e rilasciarla per illuminazione.

I risultati di questa innovativa ricerca, è frutto del lavoro dei ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca coordinati da Angiolina Comotti in collaborazione con l’Università di Bologna. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Nature Chemistry“.

AzoPORE ha l’aspetto di una comune polvere cristallina, ma al suo interno è attraversata da canali di dimensioni nanometriche, centomila volte più sottili di un capello, che percorrono l’intero volume del materiale.

La novità esclusiva di AzoPORE è la sua sensibilità alla luce, resa possibile grazie alla sua struttura molecolare costituita da unità di azobenzene che si contraggono con la luce, provocando un rapido collasso della struttura cristallina porosa, con il conseguente smantellamento dei canali e il rilascio di molecole di CO2 intrappolate nei pori (video).

AzoPORE è totalmente riutilizzabile perché la struttura cristallina e la porosità vengono ripristinate scaldando il materiale. AzoPORE costituisce il primissimo esempio di materiale molecolare poroso sensibile a stimoli luminosi; una scoperta importantissima dal punto di vista scientifico.

Leggi abstract dell’articolo:
Photoinduced reversible switching of porosity in molecular crystals based on star-shaped azobenzene tetramers
Massimo Baroncini, Simone d’Agostino, Giacomo Bergamini, Paola Ceroni, Angiolina Comotti, Piero Sozzani, Irene Bassanetti, Fabrizia Grepioni, Taylor M. Hernandez, Serena Silvi, Margherita Venturi & Alberto Credi
Nature Chemistry Published online 06 July 2015 – doi:10.1038/nchem.2304

Fonte: Università di Milano-Bicocca

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NICE: Linee guida sul trattamento e gestione della Fibrillazione Atriale.

Posted by giorgiobertin su luglio 16, 2015

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sul trattamento e gestione della Fibrillazione Atriale (una condizione che colpisce il cuore, facendolo battere irregolare e troppo veloce, con conseguente aumento del rischio di ictus e altre patologie).

guidance_atrial_fibrillation

Scarica e leggi il documento in full text:
Atrial fibrillation: treatment and management Issued: July 2015 – NICE quality standard 93

Information for the public: quality standards

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AIOM: Prima carta per l’etica in oncologia.

Posted by giorgiobertin su luglio 16, 2015

Condivisione delle scelte terapeutiche, empatia nella relazione medico-paziente, equità di accesso alle cure innovative e valorizzazione della ricerca clinica. Sono questi i quattro principi su cui si basa la Carta di Ragusa sull’Etica in Oncologia, la prima mai realizzata in Italia dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) al termine delle “Giornate dell’Etica”, promosse recentemente in Sicilia.

etica-oncologia

Scarica e leggi i documenti:
Dichiarazioni di Ragusa sull’etica in oncologia

Materiali in formato PDF relativi all’evento

Una nuova etica per l’oncologia “La riflessione” pubblicata sul Corriere della Sera,
Dr. Carmine Pinto, Presidente Nazionale AIOM

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Un gene nei pesci spiega l’obesità.

Posted by giorgiobertin su luglio 15, 2015

Uno studio fatto da un gruppo di ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston ha permesso di capire e studiare l’evoluzione e le mutazioni di un gene (MC4R – Melanocortin receptor 4) presente in una particolare famiglia di pesci che potrebbe essere la chiave per combattere l’obesità negli esseri umani.

L’Astyanax mexicanus, questo è il nome del pesce, vive da migliaia di anni nelle acque delle caverne del Messico nordorientale, un ambiente estremo e privo di luce. L’evoluzione ha concesso la sopravvivenza della specie, modificando alcuni meccanismi, in particolare quello metabolico. Questi pesci sono capaci di mangiare senza limiti e poi di digiunare per mesi rallentando il metabolismo.

Lo studio pubblicato sulla rivista Pnas evidenzia le diverse mutazioni del gene MC4R, un’interruttore dell’anoressia (presente anche nel cervello dell’uomo) che viene acceso e spento da due ormoni, l’insulina e la leptina.
Le mutazioni che riducono l’attività di questo gene sembrano capaci di scatenare una fame compulsiva utile per la sopravvivenza dei pesci.
Lo studio cerca di chiarire le basi genetiche e i meccanismi che stanno alla base dell’obesità. Già nel 2008, erano state segnalate mutazioni di MC4R in associazione con l’obesità ereditaria umana.

Leggi abstract dell’articolo:
Melanocortin 4 receptor mutations contribute to the adaptation of cavefish to nutrient-poor conditions
Ariel C. Aspiras, Nicolas Rohner, Brian Martineau, Richard L. Borowsky, and Clifford J. Tabin
PNAS 2015; published ahead of print July 13, 2015, doi:10.1073/pnas.1510802112

Common variants near MC4R are associated with fat mass, weight and risk of obesity. Nature Genetics 40 (6): 768–75.

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ASGE: Il ruolo dell’endoscopia nella dispepsia e nelle malattie pancreatiche.

Posted by giorgiobertin su luglio 14, 2015

Sono state pubblicate a cura dell’ASGE (American Society for Gastrointestinal Endoscopy) le linee guida sul ruolo dell’endoscopia nelle malattie pancreatiche benigne e nella dispepsia.

ASGE logo

Importante anche il documento sugli indicatori di qualità nelle procedure endoscopiche del tratto gastrointestinale. I documenti saranno pubblicati sul fascicolo di agosto della rivista “Gastrointestinal Endoscopy”.

Scarica e leggi i documenti in full text:

The role of endoscopy for benign pancreatic disease
Gastrointest Endosc 2015;ePub ahead of print. DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.gie.2015.04.022

The role of endoscopy in dyspepsia
Gastrointest Endosc 2015;ePub ahead of print. DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.gie.2015.04.003

Quality Indicators for GI Endoscopic Procedures

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FDA: approvato farmaco per il tumore del polmone non a piccole cellule.

Posted by giorgiobertin su luglio 14, 2015

L’ U.S. Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l’impiego di gefitinib (Iressa) quale terapia di prima linea per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in fase metastatico il cui tumore esprima mutazioni del gene EGFR.

Gefitinib-Iressa

 

Iressa è commercializzato da AstraZeneca Pharmaceuticals

FDA press release:
FDA approves targeted therapy for first-line treatment of patients with a type of metastatic lung cancer

Fonte: AstraZeneca Pharmaceuticals

Approfondimenti:
Douillard JY et al. First-line gefitinib in Caucasian EGFR mutation-positive NSCLC patients: a phase-IV, open-label, single-arm study. Br J Cancer 2014 Jan 7; 110, 55-62. doi: 10.1038/bjc.2013.721.

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