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Cancro al pancreas: nuovi approcci di trattamento.

Posted by giorgiobertin su agosto 19, 2019

Una scoperta degli scienziati dell’Huntsman Cancer Institute (HCI) dell’Università dello Utah potrebbe condurre i ricercatori a un modo più efficace per curare il cancro del pancreas.

murtaugh

La ricerca si è concentrata su una proteina trovata sulla superficie cellulare chiamata Piezo1 per studiare in che modo la morbidezza del tessuto cerebrale ha influenzato il comportamento della cellula.
Come la maggior parte dei tumori, il carcinoma del pancreas si sviluppa in parte a causa dei cambiamenti genetici nelle cellule sane, facendo crescere quelle cellule fuori controllo.

Questi cambiamenti genetici non possono essere invertiti e di solito non rispondono ai farmaci anti-cancro.
Il team ha condotto studi incentrati sul PTF1A, una proteina utilizzata dalle cellule del pancreas per ignorare i cambiamenti genetici e rimanere “differenziata” o sana.

Le cellule differenziate sono non divisibili e ben educate. PTF1A mantiene questo buon comportamento nelle cellule differenziate del pancreas“, ha detto il prof. Murtaugh.
Quando si verifica il carcinoma del pancreas, il PTF1A viene sempre spento.

I ricercatori sono stati in grado di impedirlo e hanno scoperto che mantenere PTF1A era sufficiente per bloccare completamente la formazione delle cellule tumorali del pancreas.

Hanno anche scoperto che le cellule tumorali nella fase iniziale sono tornate alle normali cellule del pancreas quando il PTF1A è stato riacceso.

PTF1A ha anche bloccato la crescita delle cellule tumorali in fase avanzata.
I risultati molto positivi sono stati ottenuti sui topi e sulle le linee cellulari di cancro del pancreas umano.
Non possiamo avviare una sperimentazione clinica su questo domani, ma ora abbiamo modi semplici di procedere che potrebbero portare a nuovi approcci nei prossimi cinque o dieci anni” – puntualizzano i ricercatori.

Leggi abstract dell’articolo:
Prevention and Reversion of Pancreatic Tumorigenesis through a Differentiation-Based Mechanism
Nathan M. Krah,Shuba M. Narayanan,Deanne E. Yugawa,Julie A. Straley,Christopher V.E. Wright,Raymond J. MacDonald,L. Charles Murtaugh
Published: August 15, 2019 DOI: https://doi.org/10.1016/j.devcel.2019.07.012

Fonte: Huntsman Cancer Institute (HCI) dell’Università dello Utah

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Invertito il processo di invecchiamento delle cellule staminali.

Posted by giorgiobertin su agosto 18, 2019

Gli scienziati hanno dimostrato che le cellule staminali più vecchie possono essere ripristinate a uno stato più giovane. La scoperta ha importanti implicazioni per la ricerca sulle malattie degenerative e la comprensione fondamentale del processo di invecchiamento.

La nuova ricerca, pubblicata su “Nature“, rivela come l’aumento della rigidità del cervello mentre invecchiamo provoca disfunzione delle cellule staminali cerebrali e dimostra nuovi modi per invertire le cellule staminali più vecchie in uno stato più giovane e più sano.

Un team del Wellcome-MRC Cambridge Stem Cell Institute, ha studiato cervelli di ratto giovani e anziani per comprendere l’impatto dell’irrigidimento cerebrale correlato all’età sulla funzione delle cellule progenitrici di oligodendrociti (OPC). Queste cellule sono un tipo di cellule staminali cerebrali importanti per il mantenimento della normale funzione cerebrale e per la rigenerazione della mielina, la guaina grassa che circonda i nostri nervi, che è danneggiata nella sclerosi multipla (SM). Gli effetti dell’età su queste cellule contribuiscono alla SM, ma la loro funzione diminuisce anche con l’età nelle persone sane.

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Aged brain stem cells grown on a soft surface (right) show more healthy, vigorous growth than similar aged brain stem cells grown on a stiff surface (left). Image credit: Michael Segel

Quando le vecchie cellule cerebrali sono cresciute sul materiale morbido, hanno iniziato a funzionare come cellule giovani – in altre parole, sono state rinnovate. Ciò suggerisce un nuovo modo di superare la perdita di funzione legata all’età in questo importante sistema di cellule staminali” afferma il professor Robin Franklin.

La ricerca si è concentrata su una proteina trovata sulla superficie cellulare chiamata Piezo1. E’ stata studiata per stabilire in che modo la morbidezza del tessuto cerebrale influenza il comportamento della cellula.

“Quando abbiamo rimosso Piezo1 dalle cellule staminali cerebrali invecchiate, siamo stati in grado di indurre le cellule a percepire un ambiente circostante morbido, anche quando crescevano sul materiale rigido“, ha spiegato il professor Robin Franklin. “Inoltre, siamo riusciti a eliminare Piezo1 negli OPC all’interno del cervello di ratto invecchiato, il che ha portato al rinnovamento delle cellule e alla capacità di assumere nuovamente la loro normale funzione rigenerativa”.

Leggi il full text dell’articolo:
Niche stiffness underlies the ageing of central nervous system progenitor cells.
M Segel, B Neumann, M Hill, I Weber, C Viscomi, C Zhao, A Young, C Agley, A Thompson, G Gonzalez, A Sharma, S Holmqvist, D Rowitch, K Franze, R Franklin and K Chalut
Nature. Doi: https://www.nature.com/articles/s41586-019-1484-9.

Fonte: Wellcome-MRC Cambridge Stem Cell Institute

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Cancro al seno: campi elettromagnetici per arrestare la diffusione delle cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su agosto 17, 2019

Un nuovo studio, pubblicato su “Communications Biology“, ha scoperto che i campi elettromagnetici sono efficaci nell’arrestare la diffusione di alcune cellule tumorali al seno.

cancer-cell

Un team della Ohio State University ha costruito uno strumento che potrebbe colpire la migrazione delle cellule tumorali. Chiamata bobina di Helmholtz, i ricercatori l’hanno utilizzata per applicare una quantità uniforme di energia elettromagnetica a una gamma di cellule tumorali al seno.
In particolare i ricercatori hanno scoperto che le cellule metastatiche di carcinoma mammario triplo negativo, che sono le cellule più difficili da trattare, erano le più sensibili ai campi elettromagnetici.

Il team è stato in grado di esaminare con precisione l’impatto di tale energia sulla forma e sul movimento delle cellule tumorali.

Ciò che abbiamo mostrato, biologicamente, è che queste cellule tumorali stanno diventando profondamente meno metastatiche, il che è una scoperta molto importante.” afferma il prof. Jonathan Song.
Prima di testare la tecnologia sull’uomo, i ricercatori dovranno prima verificare i risultati sugli animali, molto probabilmente i topi.

Leggi il full text dell’articolo:
Electromagnetic fields alter the motility of metastatic breast cancer cells
Ayush Arpit Garg, Travis H. Jones, Sarah M. Moss, Sanjay Mishra, Kirti Kaul, Dinesh K. Ahirwar, Jessica Ferree, Prabhat Kumar, Deepa Subramaniam, Ramesh K. Ganju, Vish V. Subramaniam & Jonathan W. Song
COMMUNICATIONS BIOLOGY | (2019)2:303 | https://doi.org/10.1038/s42003-019-0550

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Tumori associati all’obesità in aumento nei giovani.

Posted by giorgiobertin su agosto 16, 2019

Uno studio basato sulla popolazione ha scoperto che i tumori associati all’obesità colpiscono le persone in età sempre più precoce.
L’analisi di oltre 2,6 milioni di casi dal 2000 al 2016 ha rilevato che la percentuale di nuovi casi di tumore associato all’obesità che si verificano in soggetti di età pari o superiore a 65 anni è diminuita in questo intervallo, mentre è aumentata in quelle di età compresa tra 50 e 64 anni, ha affermato il prof. Siran Koroukian della School of Medicine – Case Western Reserve University of Cleveland.

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I dati sono stati pubblicati online su “JAMA Network Open“.

Leggi il full text dell’articolo:
Changes in Age Distribution of Obesity-Associated Cancers.
Koroukian SM, Dong W, Berger NA.
JAMA Netw Open. 2019;2(8):e199261. doi:10.1001/jamanetworkopen.2019.9261

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Univadis: banca dati sui farmaci.

Posted by giorgiobertin su agosto 16, 2019

La banca dati farmaci Univadis consente di accedere a dosaggi, indicazioni e controindicazioni per oltre 16.000 tipi di farmaci. Potrai trovare i relativi farmaci distinti per farmaco di marca o generico.
Univadis ti offre gli strumenti e le risorse essenziali per aiutarti a prendere le decisioni giuste al momento giusto: controllo delle interazioni, un vasto database di farmaci e le relative guide alle malattie.

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Accedi al database: https://www.univadis.it/references/drug-database

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Linee guida sulla diagnosi e gestione dell’acidosi metabolica.

Posted by giorgiobertin su agosto 15, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “Annals of Intensive Care“, a cura di un team di esperti francesi, le linee guida sulla diagnosi e gestione dell’acidosi metabolica: una condizione patologica che è caratterizzata da un incremento dell’acidità del plasma sanguigno che può avere molteplici cause. Un’acidosi grave (pH < 7,10) può causare nausea e vomito associati a mal di testa, stanchezza, sonnolenza e malessere.

AIC

Scarica e leggi il documento in full text:
Diagnosis and management of metabolic acidosis: guidelines from a French expert panel
Jung, B., Martinez, M., Claessens, YE. et al.
Ann. Intensive Care (2019) 9: 92. https://doi.org/10.1186/s13613-019-0563-2 First Online: 15 August 2019

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AAN: linee guida sul trattamento del mal di testa nei bambini e adolescenti.

Posted by giorgiobertin su agosto 14, 2019

L’American Academy of Neurology e l’American Headache Society hanno pubblicato sulla rivista “Neurology” le linee guida sul trattamento farmacologico preventivo dell’emicrania nei bambini e adolescenti.

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Raccomandazioni: La maggior parte degli studi randomizzati controllati che studiano l’efficacia dei farmaci preventivi per l’emicrania pediatrica non dimostrano la superiorità rispetto al placebo. Le raccomandazioni per la prevenzione dell’emicrania nei bambini comprendono la consulenza sullo stile di vita e i fattori comportamentali che influenzano la frequenza del mal di testa e la valutazione e la gestione dei disturbi da comorbilità associati alla persistenza del mal di testa.

Scarica e leggi il documento in full text:
Practice guideline update summary: Pharmacologic treatment for pediatric migraine prevention
Maryam Oskoui, Tamara Pringsheim, Lori Billinghurst,… et al.
Neurology Aug 2019, 10.1212/WNL.0000000000008105; DOI: 10.1212/WNL.0000000000008105

Practice guideline update summary: Acute treatment of migraine in children and adolescents
Maryam Oskoui, Tamara Pringsheim, Yolanda Holler-Managan, Sonja Potrebic, Lori Billinghurst.. wt al.
Neurology Aug 2019, 10.1212/WNL.0000000000008095; DOI: 10.1212/WNL.0000000000008095

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Nuovi trattamenti per le infezioni ricorrenti del tratto urinario.

Posted by giorgiobertin su agosto 13, 2019

Chi soffre di infezioni ricorrenti del tratto urinario (UTI) potrebbe aspettarsi trattamenti più efficaci grazie alla ricerca condotta dall’Università del Queensland in Australia.

Dalla ricerca è emerso che E. coli recuperato dai campioni fecali del paziente era la causa delle infezioni ricorrenti.

UTIs 190814

UQ’s Professor Mark Schembri and Associate Professor Scott Beatson working toward a solution for recurring UTI infection

Ora sappiamo che i batteri possono risiedere nell’intestino per periodi molto lunghi e causare UTI ricorrenti, nonostante il trattamento antibiotico”.
Pertanto, è il momento di prendere in considerazione l’uso di antibiotici che non solo tratteranno l’infezione nella vescica, ma elimineranno anche il serbatoio di infezione nell’intestino che semina un’infezione ricorrente della vescica.” – afferma il prof. Scott A. Beatson.
Se lo stesso ceppo continua ad essere identificato, potremmo progettare un trattamento su misura per eliminare i batteri non solo dall’urina del paziente, ma anche dal serbatoio intestinale” conclude il professore.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Nature Communications“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Population dynamics of an Escherichia coli ST131 lineage during recurrent urinary tract infection
Brian M. Forde, Leah W. Roberts[…]Scott A. Beatson
Nature Communications volume 10, Numero articolo:3643 (2019) Pubblicato: 13 agosto 2019

Fonte: University of Queensland

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NCCN: linee guida sul dolore negli adulti con cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 12, 2019

Sono state pubblicate sul “Journal of the National Comprehensive Cancer Network” le linee guida sul dolore nei pazienti adulti con il cancro.

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Il documento è incentrato sulla prescrizione appropriata e sicura di analgesici oppioidi, ottimizzazione di analgesici non oppioidi e farmaci adiuvanti e integrazione di metodi non farmacologici nella gestione del dolore da cancro.

Scarica e leggi il documento in full text:
Adult Cancer Pain, Version 3.2019, NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology
Swarm, R. A., Paice, J. A., Anghelescu, D. L., Are, M., Bruce, J., Buga, S., Chwistek, et al.
Journal of the National Comprehensive Cancer Network J Natl Compr Canc Netw, 17(8), 977-1007. Retrieved Aug 12, 2019, from https://jnccn.org/view/journals/jnccn/17/8/article-p977.xml

Linee guida correlate:
WHO Guidelines for the pharmacological and radiotherapeutic management of cancer pain in adults and adolescents – World Health Organization (free PDF)

Management of cancer pain in adult patients: ESMO Clinical Practice Guidelines – Annals of Oncology

Optimal pain management for patients with cancer in the modern era – CA: A Cancer Journal of Clinicians (free)

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Linee guida sulla diagnosi e gestione delle infezioni cutanee post-operatorie.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “Current Dermatology Reports” le linee guida sul rischio, prevenzione, diagnosi e gestione delle infezioni cutanee post-operatorie.

CDR

Leggi abstract dell’articolo:
Risk, Prevention, Diagnosis, and Management of Post-Operative Cutaneous Infection
Rachel L. KylloMurad Alam
Current Dermatology Reports June 2019, Volume 8, Issue 2, pp 80–84

Linee guida correlate:
Surgical site infections: prevention and treatment – National Institute for Health and Care Excellence

Global guidelines on the prevention of surgical site infection – World Health Organization

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BSG: Linee guida sul monitoraggio del reflusso esofageo.

Posted by giorgiobertin su agosto 10, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “Gut” a cura della  British Society of Gastroenterology le linee guida per la manometria esofagea e il monitoraggio del reflusso esofageo.

manometria-esofagea

Le linee guida sostituiscono quelle prodotte nel 2006. Dal 2006 ci sono stati significativi progressi tecnologici, in particolare lo sviluppo della manometria ad alta risoluzione (HRM) e il monitoraggio dell’impedenza esofagea.

Scarica e leggi il documento in full text:
British Society of Gastroenterology guidelines for oesophageal manometry and oesophageal reflux monitoring
Trudgill NJ, Sifrim D, Sweis R, et al
Gut Published Online First: 31 July 2019. doi: 10.1136/gutjnl-2018-318115

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ASCO: linee guida sul tromboembolismo venoso in pazienti con cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 9, 2019

Sono state pubblicate a cura dell’American Society of Clinical Oncology , sulla rivista “journal of Clinical Oncology“, le linee guida sulla profilassi e trattamento del tromboembolismo venoso (VTE)in pazienti con cancro.

La revisione sistematica ha incluso 35 pubblicazioni sulla profilassi e il trattamento del TEV e 18 pubblicazioni sulla valutazione del rischio di TEV.
I medici possono offrire tromboprofilassi con apixaban, rivaroxaban o LMWH (Eparina a basso peso molecolare) a pazienti ambulatoriali ad alto rischio selezionati con cancro.
Ricordiamo che la maggior parte dei pazienti ricoverati in ospedale con tumore e patologie acute richiedono tromboprofilassi durante il ricovero.

Scarica e leggi il documento in full text:
Venous Thromboembolism Prophylaxis and Treatment in Patients With Cancer: ASCO Clinical Practice Guideline Update
Nigel S. Key, Alok A. Khorana, Nicole M. Kuderer, Kari Bohlke, Agnes Y.Y. Lee, Juan I. Arcelus, Sandra L. Wong, Edward P. Balaban, Christopher R. Flowers, Charles W. Francis, Leigh E. Gates, Ajay K. Kakkar, Mark N. Levine, Howard A. Liebman, Margaret A. Tempero, Gary H. Lyman, and Anna Falanga
Journal of Clinical Oncology 0 0:0

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Tumori: la terapia Car-T approvata dall’AIFA.

Posted by giorgiobertin su agosto 7, 2019

La prima cura per leucemie e linfomi basata sull’utilizzo di linfociti T «ingegnerizzati» dello stesso paziente sarà ora rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale.

Car-T

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha dato il via libera alla rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale della prima terapia a base di cellule Car-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) in Italia.

La nuova terapia, denominata Kymriah (tisagenlecleucel) e messa a punto da Novartis– riferisce l’Aifa in una nota – potrà essere prescritta secondo le indicazioni approvate da Ema (European Medicine Agency) e utilizzata presso i centri specialistici che saranno selezionati dalle Regioni, per pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) resistenti alle altre terapie o nei quali la malattia sia ricomparsa dopo una risposta ai trattamenti standard e per pazienti fino a 25 anni di età con leucemia linfoblastica acuta (Lla) a cellule B“.

L’approvazione avviene attraverso un nuovo modello di rimborso, il pagamento al risultato (payment at results), utilizzato da AIFA per la prima volta, è dunque l’atto conclusivo di un lavoro di programmazione sanitaria.

Comunicato stampa AIFA:

AIFA approva la rimborsabilità della prima terapia CAR-T 

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Livelli anormali di emoglobina associati a rischio demenza.

Posted by giorgiobertin su agosto 6, 2019

Nuovi livelli di emoglobina – sia bassi che alti – sono associati ad un aumentato rischio di sviluppare una successiva demenza. Ad affermarlo uno studio condotto dai ricercatori dell’Erasmus Medical Center, Rotterdam, Paesi Bassi – basato su 12.305 partecipanti. Dai risultati è emerso che gli individui con anemia avevano il 41% in più di probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer (AD) e il 34% in più di sviluppare qualsiasi tipo di demenza rispetto agli individui senza anemia.

I ricercatori hanno anche scoperto che quelli con emoglobina alta erano a maggior rischio di sviluppare demenza.

emoglobina

Bassi livelli di emoglobina, inclusa l’anemia, potrebbero portare direttamente a danni neuronali dovuti alla riduzione dell’erogazione di ossigeno, o attraverso alterazioni vascolari o metaboliche concomitanti, ad esempio cambiamenti nel legame con l’amiloide-beta-42, che è un marcatore importante della patologia dell’Alzheimer” afferma il prof. Frank J. Wolters.

Scarica e leggi il documento in full text:
Hemoglobin and anemia in relation to dementia risk and accompanying changes on brain MRI
Frank J. Wolters, Hazel I. Zonneveld, Silvan Licher, Lotte G.M. Cremers, on behalf of the Heart Brain Connection Collaborative Research Group,, M. Kamran Ikram, Peter J. Koudstaal, Meike W. Vernooij, M. Arfan Ikram
Neurology Jul 2019, 10.1212/WNL.0000000000008003; DOI: 10.1212/WNL.0000000000008003

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Creato un occhio artificiale in 3D da cellule umane.

Posted by giorgiobertin su agosto 5, 2019

I ricercatori del Dipartimento di Bioingegneria, Università della Pennsylvania, Filadelfia, Pennsylvania, Stati Uniti, hanno creato un occhio tridimensionale, capace di ammiccare. Il modello, realizzato con cellule umane, è descritto in un articolo pubblicato online su “Nature Medicine“.


Engineered human ocular surface model – Credit: Jeongyun Seo and Dongeun Huh at the University of Pennsylvania

Gli autori hanno coltivato cellule di tessuto umano derivate dalla cornea e dalla congiuntiva in un’interfaccia aria-liquido per ricreare la superficie dell’occhio. Questa è stata quindi coltivata all’interno di una piattaforma con esposizione a fluidi lacrimali e ad una palpebra di idrogel artificiale che ha imitato il battito spontaneo.
L’occhio artificiale in futuro potrebbe essere usato al posto di modelli animali per studiare disturbi come l’occhio secco e per testare nuovi farmaci (video).

Ora i ricercatori dovranno migliorare ulteriormente questo modello artificiale arricchendolo con nuovi elementi, come i vasi sanguigni, le terminazioni nervose e le cellule del sistema immunitario.

Leggi abstract dell’articolo:
Multiscale reverse engineering of the human ocular surface
Jeongyun Seo, Woo Y. Byun, Farid Alisafaei, Andrei Georgescu, Yoon-Suk Yi, Mina Massaro-Giordano, Vivek B. Shenoy, Vivian Lee, Vatinee Y. Bunya & Dongeun Huh
Nature Medicine Published: 05 August 2019

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Scoperto meccanismo molecolare per bloccare la crescita di alcuni tumori.

Posted by giorgiobertin su agosto 5, 2019

Uno studio condotto dal Dipartimento di Medicina Molecolare della Sapienza in collaborazione l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha svelato un nuovo meccanismo molecolare per bloccare la crescita dei tumori caratterizzati da un’alterazione della via di segnale di Hedgehog, una via coinvolta nello sviluppo di numerose neoplasie. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Communications“.

Ricerca Laboratori OPBG

La via di segnalazione di Hedgehog è fondamentale nel corretto sviluppo di un organismo, ma allo stesso tempo può diventare estremamente dannosa se stimolata in modo inappropriato. L’attivazione incontrollata di questa via è infatti responsabile dell’insorgenza di una vasta gamma di tumori, compreso il medulloblastoma, il tumore cerebrale più diffuso nell’infanzia.

I ricercatori hanno studiato il ruolo di ERAP1 (endoplasmic reticulum aminopeptidase 1) (una proteina coinvolta nella risposta immunitaria) nella progressione tumorale, identificando in questa molecola un importante regolatore della via di Hedgehog e un promettente bersaglio terapeutico per la cura dei tumori. In particolare è stato dimostrato in diversi modelli sperimentali sia in vitro, sia in vivo, che la proteina ERAP1, se inattivata, innesca una cascata di eventi virtuosi che determinano il blocco della crescita tumorale.

Questa nuova scoperta potrebbe avere grandissime potenzialità e offrire nuovi importanti scenari terapeutici. È inoltre molto probabile che anche in altri tumori, sia pediatrici che dell’adulto, l’uso di farmaci in grado di inibire ERAP1 possa aprire la strada per una nuova strategia terapeutica contro i tumori.

Leggi abstract dell’articolo:
ERAP1 promotes Hedgehog-dependent tumorigenesis by controlling USP47-mediated degradation of βTrCP.
Paola Infante, Flavia Bernardi, Miriam Caimano, Paolo Romania, Marta Moretti, Ludovica Lospinoso Severini, Julie Talbot, Ombretta Melaiu, Mirella Tanori, Laura Di Magno, Diana Bellavia, Carlo Capalbo, Stéphanie Puget, Enrico De Smaele, Gianluca Canettieri, Daniele Guardavaccaro, Luca Busino, Angelo Peschiaroli, Simonetta Pazzaglia, Giuseppe Giannini, Gerry Melino, Franco Locatelli, Alberto Gulino, Olivier Ayrault, Doriana Fruci & Lucia Di Marcotullio
Nature Communications volume 10, Article number: 3304 (2019) DOI: 10.1038/s41467-019-11093-0.

Fonte: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma

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NICE: linee guida sul parto e parto pretermine.

Posted by giorgiobertin su agosto 1, 2019

Sono state pubblicate a cura di NICE le linee guida aggiornata sul parto e parto pretermine. Questa linea guida copre la cura delle donne ad aumentato rischio o con sintomi e segni di parto pretermine (prima di 37 settimane) e le donne che hanno un parto pretermine pianificato.

labor preterm

Scarica e leggi il documento in full text:
Preterm labour and birth
NICE guideline [NG25] Published date: November 2015 Last updated: August 2019

Documenti correlati:
Practice Bulletin No. 171: Management of Preterm Labor
Obstetrics & Gynecology: October 2016 – Volume 128 – Issue 4 – p e155-e164 doi: 10.1097/AOG.0000000000001711

Preterm Labor: One Syndrome, Many Causes
Science. 2014 Aug 15; 345(6198): 760–765.

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Sordità ereditaria: editing genomico per restituire l’udito ai topi.

Posted by giorgiobertin su luglio 30, 2019

Gli scienziati del Department of Neurobiology, Harvard Medical School, Boston, MA, USA, hanno utilizzato un nuovo approccio di editing genomico per restituire l’udito ai topi cosiddetti ‘Beethoven’, cioè affetti da una forma di sordità ereditaria.

I ricercatori hanno utilizzato la tecnica di editing Crispr-Cas9 per restituire l’udito ad alcuni topi sordi a causa di una mutazione puntiforme – cioè di una sola lettera del DNA – sul gene TMC1, responsabile della produzione di una proteina legata alle capacità uditive.

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From left: normal hair cells, untreated hair cells of Beethoven mice, treated hair cells of Beethoven mice. Image: Carl Nist-Lund and Jeffrey Holt

Lo studio, pubblicato su “Nature Medicine“. può essere considerato una pietra miliare nel settore poiché ha dimostrato un significativo miglioramento, in termini di efficacia e sicurezza, delle tecniche di editing genomico. La nuova tecnica permette udi combinare due forme di identificazione del segmento di DNA da correggere, garantendo un taglio preciso e selettivo solo sulla copia difettosa del gene, lasciando intatta l’altra. Dagli esperimenti è emerso che il 99% dei tagli si è verificato solo sulla copia difettosa del gene.
Dall’analisi del DNA è stato rilevato che il trattamento è stato efficace esclusivamente sulla copia mutata del gene TMC1 e ha risparmiato quella normale.
I risultati dimostrano che la nuova terapia genica ha efficacemente messo a tacere la copia difettosa del gene e recuperato l’udito degli animali malati. “Riteniamo che il nostro lavoro apra la porta verso un modo iper-mirato per trattare una serie di disturbi genetici che derivano da una copia difettosa di un gene“, ha affermato il prof. Jeffrey Holt.

Leggi abstract dell’articolo:
Allele-specific gene editing prevents deafness in a model of dominant progressive hearing loss
Bence György, Carl Nist-Lund, Bifeng Pan, Yukako Asai, K. Domenica Karavitaki, Benjamin P. Kleinstiver, Sara P. Garcia, Mikołaj P. Zaborowski, Paola Solanes, Sofia Spataro, Bernard L. Schneider, J. Keith Joung, Gwenaëlle S. G. Géléoc, Jeffrey R. Holt & David P. Corey
Nature Medicine volume 25, pages 1123–1130 (2019)

Fonte: Harvard Medical School, Boston

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Obesità o sovrappeso accelerano l’invecchiamento del cervello.

Posted by giorgiobertin su luglio 30, 2019

L’obesità o il sovrappeso a 60 anni accelerano l’invecchiamento del cervello di 10 anni. Ad affermarlo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Miami in uno studio pubblicato sulla rivista “Neurology“.

Le persone con un giro vita più grande e un indice di massa corporea più elevato avevano maggiori probabilità di presentare un’assottigliamento nell’area della corteccia del cervello, il che implica che l’obesità è associata a una ridotta materia grigia del cervello. Queste associazioni sono risultate particolarmente forti in coloro che avevano meno di 65 anni, il che aggiunge peso alla teoria secondo cui avere scarsi indicatori di salute nella mezza età può aumentare il rischio di invecchiamento del cervello, di problemi di memoria e di capacità di pensiero successivamente“, spiega l’autore dello studio Tatjana Rundek.

Obesity

Lo studio ha coinvolto 1.289 persone con un’età media di 64 anni, alle quali è stato misurato all’inizio dello studio sia il Bmi che la circonferenza della vita. Circa sei anni dopo, i partecipanti sono stati sottoposti a scansioni cerebrali con risonanza magnetica per misurare lo spessore della corteccia cerebrale, il volume generale del cervello e altri fattori.

Dai risultati è emerso che avere un Bmi più elevato è associato a una corteccia cerebrale più sottile. Nelle persone in sovrappeso, ogni aumento di unità di Bmi è stato associato a una corteccia più sottile di 0,098 millimetri e in persone obese con una corteccia più sottile di 0,207 mm. Avere una corteccia più sottile è legato ad un aumentato rischio di malattia di Alzheimer.

Leggi abstract dell’articolo:
Measures of obesity are associated with MRI markers of brain aging: The Northern Manhattan Study.
Caunca MR, Gardener H, Simonetto M, Cheung YK, Alperin N, Yoshita M, DeCarli C, Elkind MSV, Sacco RL, Wright CB, Rundek T.
Neurology. 2019 Jul 24. pii: 10.1212/WNL.0000000000007966. doi: 10.1212/WNL.0000000000007966. [Epub ahead of print]

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Linee guida di consenso sui test genetici per il cancro al seno ereditario.

Posted by giorgiobertin su luglio 29, 2019

L’American Society of Breast Surgeons ha pubblicato le linee guida di consenso sui test genetici per il cancro al seno ereditario. I test genetici per valutare il rischio ereditario di cancro sono un’area complessa, ampia e dinamica della ricerca medica.

BRAC

Se vengono eseguiti test genetici, tali test dovrebbero includere BRCA1/BRCA2 e PALB2, con altri geni appropriati per lo scenario clinico e la storia familiare. Per i pazienti con carcinoma mammario di nuova diagnosi, l’identificazione di una mutazione può influire sulle raccomandazioni terapeutiche (chirurgia e potenzialmente radiazioni) e sulla terapia sistemica.

Scarica e leggi il documento in full text:
Consensus Guidelines on Genetic` Testing for Hereditary Breast Cancer from the American Society of Breast Surgeons
Manahan, E.R., Kuerer, H.M., Sebastian, M. et al.
Ann Surg Oncol (2019) First Online 24 July 2019 https://doi.org/10.1245/s10434-019-07549-8

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ACG: linee guida sulla Emocromatosi Ereditaria.

Posted by giorgiobertin su luglio 29, 2019

Sono state pubblicate sull’American Journal of Gastroenterology a cura dell’American College of Gastroenterology, le linee guida sulla Emocromatosi Ereditaria. L’Emocromatosi Ereditaria è una patologia genetica caratterizzata da eccessivo accumulo di ferro (Fe) che causa danno tissutale.

Emocromatosi

La disponibilità di test diagnostici molecolari ha reso possibile la conferma della diagnosi per la maggior parte dei pazienti. I test non invasivi come la risonanza magnetica T2 ha reso più semplice la quantificazione della deposizione epatica di ferro ed eliminato la necessità di biopsia epatica nella maggior parte dei pazienti.
La flebotomia rimane il pilastro della terapia, ma le nuove terapie emergenti come i nuovi agenti chelanti possono avere un ruolo per i pazienti.

Scarica e leggi il documento in full text:
ACG Clinical Guideline: Hereditary Hemochromatosis
Kris Kowdley, Kyle Brown, Joseph Ahn, et al.
American Journal of Gastroenterology: July 22, 2019 – Volume Publish Ahead of Print – doi: 10.14309/ajg.0000000000000315

Linee guida correlate:
Diagnosis and management of hemochromatosis: 2011 Practice Guideline by the American Association for the Study of Liver Diseases

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NICE: linee guida sulla gestione della Sclerosi Multipla.

Posted by giorgiobertin su luglio 28, 2019

Sono state pubblicate in aggiornamento a cura di NICE le linea guida che coprono la diagnosi e la gestione della sclerosi multipla nelle persone di età pari o superiore a 18 anni. Il documento mira a migliorare la qualità della vita degli adulti con sclerosi multipla promuovendo la gestione dei sintomi, e i trattamento efficaci delle ricadute.

Multiple-sclerosis

Scarica e leggi il documento in full text:
Multiple sclerosis in adults: management
Clinical guideline [CG186] Published date: October 2014 Last updated: July 2019

 

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Scoperta una molecola che previene la formazione delle metastasi.

Posted by giorgiobertin su luglio 27, 2019

I ricercatori della Humanitase Università Statale di Milano, coordinati dal prof. Alberto Mantovani hanno scoperto il ruolo centrale della proteina MS4A4A nell’attivare una risposta immunitaria protettiva contro la diffusione metastatica del tumore. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Nature Immunology“.

Questa molecola, scoperta in cellule del sistema immunitario, i macrofagi, si associa al recettore Dectina-1, controllandone la funzione. MS4A4A è anche essenziale per attivare un dialogo tra i macrofagi – cellule primitive del sistema immunitario che nei tumori hanno un significato prognostico – e le cellule Natural Killer, che sono in grado di uccidere le cellule tumorali.

MS4A4A

Abbiamo scoperto il gene responsabile di MS4A4A 10 anni fa nei macrofagi associati al tumore, ma il ruolo della proteina da esso codificata si è chiarito da poco” – spiega il prof. Massimo Locati. “…MS4A4A è essenziale affinché i macrofagi possano attivare la risposta antitumorale, prevenendo così la formazione delle metastasi. Per questa funzione MS4A4A si candida a essere un biomarcatore di macrofagi all’interno dei tumori“.

MS4A4A appartiene a una famiglia di proteine, una delle quali CD 20 si è dimostrata bersaglio molecolare adeguato per lo sviluppo di terapie immunomodulanti. Questa scoperta pertanto apre anche nuove possibilità terapeutiche basate sull’utilizzo di MS4A4A come possibile bersaglio per innovativi approcci di immunoterapia, a vantaggio di un sempre maggiore numero di malati di cancro.

Scarica e leggi il documento in full text:
The macrophage tetraspan MS4A4A enhances dectin-1-dependent NK cell–mediated resistance to metastasis
Irene Mattiola, Federica Tomay, Maria De Pizzo, Rita Silva-Gomes, Benedetta Savino, Tamara Gulic, Andrea Doni, Silvia Lonardi, Marie Astrid Boutet, Alessandra Nerviani, Roberta Carriero, Martina Molgora, Matteo Stravalaci, Diego Morone, Irina N. Shalova, Yunquin Lee, Subhra K. Biswas, Giovanna Mantovani, Marina Sironi, Costantino Pitzalis, William Vermi, Barbara Bottazzi, Alberto Mantovani and Massimo Locati.
Nature Immunology 20, pages 1012–1022 (2019)

Fonte: Humanitase Università Statale di Milano

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NICE: linee guida sugli attacchi di panico e di ansia.

Posted by giorgiobertin su luglio 26, 2019

Sono state pubblicate a cura di NICE le linee guida che coprono la cura e il trattamento delle persone adulte (età maggiore di 18 anni) con disturbo d’ansia generalizzato (ansia cronica) o attacchi di panico (con o senza agorafobia). Il documento aggiorna il precedente datato 2011.

anxiety-disorder

Scarica e leggi il documento in full text:
Generalised anxiety disorder and panic disorder in adults: management
Clinical guideline [CG113]

Linee guida correlate:
Royal Australian and New Zealand College of Psychiatrists clinical practice guidelines for the treatment of panic disorder, social anxiety disorder and generalised anxiety disorder

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NICE: linee guida sulle malattie dei motoneuroni.

Posted by giorgiobertin su luglio 25, 2019

Sono state aggiornate a cura di NICE le linee guida sulla diagnosi e gestione della malattia dei motoneuroni. si tratta di un gruppo di patologie neurologiche che affliggono selettivamente i soli motoneuroni, le cellule cerebrali (neuroni) che controllano l’attività della muscolatura volontaria, tra cui la parola, la camminata, la deglutizione, il respiro.

nice logo
Questa linea guida include raccomandazioni su:

– riconoscimento e referral
– informazioni e supporto alla diagnosi
– valutazioni cognitive
– fattori prognostici
– organizzazione delle cure
– pianificando la fine della vita
– gestione dei sintomi

Scarica e leggi il documento in fulle text:
Motor neurone disease: assessment and management
NICE guideline [NG42] Published date: February 2016 Last updated: July 2019

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