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Posts Tagged ‘urologia’

Linee guida sulle terapie ossee per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su gennaio 28, 2020

Sono state pubblicate dall’ASCO (American Societyof Clinical Oncology) le linee guida sulla salute ossea e terapie ossee mirate per il cancro alla prostata. Il documento cerca di dare la risposta al quesito: Quali terapie mirate alla salute delle ossa sono efficaci in tutte le fasi del carcinoma della prostata?LA pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Journal of Clinical Oncology“.

JCO

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Bone Health and Bone-Targeted Therapies for Prostate Cancer: ASCO Endorsement of a Cancer Care Ontario Guideline
Philip J. Saylor, R. Bryan Rumble, Scott Tagawa, James A. Eastham, Antonio Finelli, Pavan S. Reddy, Terry M. Kungel, Merel G. Nissenberg, and Jeff M. Michalski
Journal of Clinical Oncology Published online January 28, 2020 DOI: 10.1200/JCO.19.03148

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NICE: Linee guida sulle lesioni renali acute.

Posted by giorgiobertin su gennaio 4, 2020

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence ) le linee guida sulla prevenzione e gestione della lesione renale acuta in bambini, giovani e adulti. La linea guida include raccomandazioni nuove e aggiornate sulla prevenzione delle lesioni renali acute negli adulti con mezzi di contrasto a base di iodio.

Acute kidney injury

Scarica e leggi il documento in full text:
Acute kidney injury: prevention, detection and management
NICE guideline [NG148]Published date: December 2019

Linee guida correlate:
Practical approach to detection and management of acute kidney injury in critically ill patient – Journal of Intensive Care (free)

Sepsis associated acute kidney injury – The BMJ (free)

 Acute kidney injury from sepsis: current concepts, epidemiology, pathophysiology, prevention and treatment – Kidney International (free)

Drug-induced acute kidney injury diverse mechanisms of tubular injury – Current Opinion in Critical Care (free)

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Linee guida cliniche sull’emodialisi.

Posted by giorgiobertin su ottobre 24, 2019

Sono state pubblicate in aggiornamento le linee guida di pratica clinica sull’emodialsi. Il precedente documento era stato pubblicato nel 2009.

Guideline on Haemodialysis

Scarica  e leggi il documento in full text:
Renal Association Clinical Practice Guideline on Haemodialysis
Damien Ashby, Natalie Borman, James Burton, Richard Corbett, Andrew Davenport, Ken Farrington, Katey Flowers, James Fotheringham, R. N. Andrea Fox, Gail Franklin, Claire Gardiner, R. N. Martin Gerrish, Sharlene Greenwood, Daljit Hothi, Abdul Khares, Pelagia Koufaki…
BMC Nephrology 2019 20:379 Published on: 17 October 2019 https://doi.org/10.1186/s12882-019-1527-3

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Nanoparticelle d’oro per il trattamento sicuro ed efficace del cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su agosto 28, 2019

I ricercatori del The Mount Sinai Hospital/Mount Sinai School of Medicine hanno progettato delle nanoparticelle d’oro biocompatibili per convertire la luce del vicino infrarosso in calore dimostrando così di abolire in modo sicuro ed efficace i tumori di grado medio-basso all’interno della prostata.

Questo trattamento potrebbe offrire ai pazienti un’opzione terapeutica mirata che preserverebbe le strutture critiche all’interno della prostata, evitando così gli effetti collaterali associati al trattamento della ghiandola intera come le prostatectomie.

Le nanoparticelle di oro-silice (GSN) – AuroLase® Therapy, sono composte da un nucleo di silice e un guscio d’oro con un diametro di 150 nanometri. Gli AuroShells® sono progettati per assorbire energia dalla luce del vicino infrarosso e convertirla in calore, causando la morte selettiva delle cellule ipertermiche, senza influire sul tessuto adiacente non tumorale. Il trattamento è stato efficacemente dimostrato in precedenti studi cellulari e modelli animali. Dopo il trattamento, le particelle vengono eliminate attraverso il fegato, mentre alcune rimangono sequestrate nel fegato e nella milza. Non ci sono effetti collaterali noti.


Gold Nanoparticles Used in Photothermal Therapy Shown to be Safe and Effective Treatment for Prostate Cancer

Negli esperimenti condotti su sedici uomini di età compresa tra 58 e 79 anni con carcinoma della prostata di livello medio-basso, l’ablazione laser focale mediata da GSN ha avuto successo nell’87,5 percento delle lesioni trattate.
L’infusione di nanoselli di oro e silice consente una terapia mirata che cura il cancro, risparmiando al contempo il resto della prostata, preservando così la qualità della vita di un paziente riducendo gli effetti collaterali indesiderati, che potrebbero includere disfunzione erettile e/o perdita di urina.“dice il dottor Rastinehad, primo autore.

Leggi abstract dell’articolo:
Gold nanoshell-localized photothermal ablation of prostate tumors in a clinical pilot device study
Ardeshir R. Rastinehad, Harry Anastos, Ethan Wajswol, Jared S. Winoker, John P. Sfakianos, Sai K. Doppalapudi, Michael R. Carrick, Cynthia J. Knauer, Bachir Taouli, Sara C. Lewis, Ashutosh K. Tewari, Jon A. Schwartz, Steven E. Canfield, Arvin K. George, Jennifer L. West, and Naomi J. Halas
Proc Natl Acad Sci USA first published August 26, 2019. https://doi.org/10.1073/pnas.1906929116

Fonte: The Mount Sinai Hospital/Mount Sinai School of Medicine

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Nuovi trattamenti per le infezioni ricorrenti del tratto urinario.

Posted by giorgiobertin su agosto 13, 2019

Chi soffre di infezioni ricorrenti del tratto urinario (UTI) potrebbe aspettarsi trattamenti più efficaci grazie alla ricerca condotta dall’Università del Queensland in Australia.

Dalla ricerca è emerso che E. coli recuperato dai campioni fecali del paziente era la causa delle infezioni ricorrenti.

UTIs 190814

UQ’s Professor Mark Schembri and Associate Professor Scott Beatson working toward a solution for recurring UTI infection

Ora sappiamo che i batteri possono risiedere nell’intestino per periodi molto lunghi e causare UTI ricorrenti, nonostante il trattamento antibiotico”.
Pertanto, è il momento di prendere in considerazione l’uso di antibiotici che non solo tratteranno l’infezione nella vescica, ma elimineranno anche il serbatoio di infezione nell’intestino che semina un’infezione ricorrente della vescica.” – afferma il prof. Scott A. Beatson.
Se lo stesso ceppo continua ad essere identificato, potremmo progettare un trattamento su misura per eliminare i batteri non solo dall’urina del paziente, ma anche dal serbatoio intestinale” conclude il professore.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Nature Communications“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Population dynamics of an Escherichia coli ST131 lineage during recurrent urinary tract infection
Brian M. Forde, Leah W. Roberts[…]Scott A. Beatson
Nature Communications volume 10, Numero articolo:3643 (2019) Pubblicato: 13 agosto 2019

Fonte: University of Queensland

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Test delle urine per stabilire il trattamento del cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su giugno 27, 2019

I ricercatori dell’ University of East Anglia’s Norwich Medical School coordinati dal prof. Shea Connell, hanno sviluppato un test delle urine per diagnosticare il cancro alla prostata aggressivo e predire se i pazienti necessiteranno di un trattamento fino a cinque anni prima rispetto ai metodi clinici standard.

In particolare i ricercatori hanno esaminato l’espressione di 167 geni nei campioni. Hanno trovato 35 geni che possono aiutare a prevedere quanto pericoloso possa essere un cancro alla prostata. Hanno inoltre anche monitorato la salute degli uomini per una media di sei anni. I profili di 23 uomini il cui cancro è progredito erano significativamente diversi da quelli il cui cancro non progrediva. Il trials ha coinvolto 537 pazienti.

urine-prostate-cancer

Il nuovo test sperimentale chiamato “PUR” (Prostate Urine Risk) identifica gli uomini che hanno fino a otto volte meno probabilità di aver bisogno di un trattamento entro cinque anni dalla diagnosi. Attualmente i test più comunemente utilizzati per il cancro alla prostata includono esami del sangue, un esame fisico noto come esame rettale digitale (DRE), una risonanza magnetica o una biopsia.

La dott.ssa Clark ha dichiarato: “Questa ricerca dimostra che il nostro test delle urine potrebbe essere utilizzato non solo per diagnosticare il cancro alla prostata senza la necessità di una biopsia invasiva, ma per identificare il livello di rischio di un paziente. Ciò significa che potremmo prevedere se i pazienti affetti da cancro alla prostata già sottoposti a sorveglianza attiva abbiano bisogno o meno di un trattamento. La cosa veramente eccitante è che il test ha predetto la progressione della malattia fino a cinque anni prima che venisse rilevata da metodi clinici standard”. I risultati sono entusiasmanti, il test deve essere convalidato in un gruppo più ampio di pazienti.

Scarica e leggi il documento in full text:
A four‐group urine risk classifier for predicting outcomes in patients with prostate cancer
Shea P. Connell Marcel Hanna Frank McCarthy Rachel Hurst Martyn Webb Helen Curley Helen Walker Rob Mills Richard Y. Ball Martin G. Sanda Kathryn L. Pellegrini Dattatraya Patil Antoinette S. Perry Jack Schalken Hardev Pandha Hayley Whitaker Nening Dennis Christine Stuttle Ian G. Mills Ingrid Guldvik Movember GAP1 Urine Biomarker Consortium Chris Parker Daniel S. Brewer Colin S. Cooper Jeremy Clark.
BJU International First published: 20 May 2019 https://doi.org/10.1111/bju.14811

Fonti: University of East Anglia’s Norwich Medical School WebMDBBC

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ASCO: nuovi farmaci per il trattamento dei tumori alla prostata in stadio avanzato.

Posted by giorgiobertin su giugno 4, 2019

Il “New England Journal of Medicine” ha pubblicato i primi risultati di uno studio clinico internazionale di fase III denominato TITAN (National Clinical Trials Number 02489318), che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco, l’apalutamide, per il trattamento dei tumori della prostata in stadio avanzato.

apalutamide

I ricercatori hanno scoperto che il trattamento con apalutamide (ERLEADA) ha migliorato significativamente la sopravvivenza globale, con una riduzione del 33% del rischio di morte rispetto alla terapia standard di cura. Inoltre, questo studio ha mostrato che l’apalutamide ha ritardato in modo significativo la progressione della malattia. Lo studio ha incluso la partecipazione di 230 istituzioni in tutto il mondo e l’arruolamento di oltre 1.000 pazienti nello studio (525 pazienti trattati con apalutamide plus e [androgen-deprivation therapy – ADT], 527 hanno ricevuto placebo plus e ADT).

Questo è uno studio importante che ha dimostrato, per la prima volta, un miglioramento significativo della sopravvivenza e del ritardo nella progressione della malattia con questa nuova classe di farmaci nota come “inibitore dei recettori degli androgeni potente e diretto negli uomini con carcinoma prostatico avanzato”. – afferma il prof. Kim Chi, MD, oncologo medico presso la British Columbia Cancer Agency.
Lo studio è stato presentato nel corso del Meeting: 2019 ASCO Annual Meeting.

Leggi abstract dell’articolo:
Apalutamide for Metastatic, Castration-Sensitive Prostate Cancer.
Chi, K.N. et al., for the TITAN Investigators
New England Journal of Medicine. doi.org/10.1056/NEJMoa1903307

(National Clinical Trials Number 02489318)

First results from TITAN: A phase III double-blind, randomized study of apalutamide (APA) versus placebo (PBO) in patients (pts) with metastatic castration-sensitive prostate cancer (mCSPC) receiving androgen deprivation therapy (ADT).
Meeting:
2019 ASCO Annual Meeting Abstract No: 5006 Citation:  J Clin Oncol 37, 2019 (suppl; abstr 5006)

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Cancro alla prostata: è possibile eliminare le cellule staminali tumorali.

Posted by giorgiobertin su maggio 27, 2019

Uno studio condotto dai gruppi di ricerca dei prof.i Catapano e Carbone dell’Istituto di Ricerca Oncologica (IOR, affiliato all’USI Università della Svizzera italiana) di Bellinzona, in Svizzera, pubblicato sul “Cell Metabolism” rivela un nuovo modo per eliminare le cellule staminali tumorali (CSC) nel cancro della prostata e migliorare l’efficacia del trattamento.
Gli scienziati hanno scoperto un nuovo meccanismo che promuove l’espansione delle CSC nel cancro della prostata controllando la divisione mitocondriale ed hanno dimostrato che il blocco di questo processo porta alla progressiva perdita di CSC con un impatto drammatico sulla crescita del tumore in più modelli di cancro alla prostata.

CELLMET

Le CSC sono una piccola frazione della popolazione totale di cellule tumorali in un tumore. Le CSC hanno proprietà simili alle cellule staminali normali, compresa la capacità di riprodurre cellule identiche con caratteristiche simili alle cellule staminali evitando differenziazioni, invecchiamento e morte. È importante sottolineare che queste proprietà consentono ai CSC di persistere dopo il trattamento promuovendo la metastasi e la ricaduta del tumore.

I ricercatori dello IOR hanno scoperto che BRD4, una proteina che regola l’attività dei geni legandosi alla cromatina, controlla la sopravvivenza e l’espansione delle CSC prostatiche promuovendo la fissione mitocondriale. Nelle CSC prostatiche, BRD4 attiva il gene che codifica il fattore di fissione mitocondriale (mff), una proteina chiave richiesta per la divisione mitocondriale. Il blocco della funzione di BRD4 da knockdown genetico o inibitori farmacologici (inibitori BET), che impediscono il legame con BRD4 alla cromatina, ha portato ad una fissione mitocondriale compromessa, all’invecchiamento progressivo e alla morte delle CSC nella prostata.

Gli inibitori di BRD4 e altre proteine ​​BET sono attualmente sottoposti a valutazione clinica per il trattamento del cancro.

Scarica e leggi il full text:
Epigenetic Control of Mitochondrial Fission Enables Self-Renewal of Stem-like Tumor Cells in Human Prostate Cancer
Gianluca Civenni, Roberto Bosotti, Andrea Timpanaro, …, Esteban Cvitkovic, Giuseppina M. Carbone, Carlo V. Catapano
Cell Metabolism Published:May 23, 2019 DOI: https://doi.org/10.1016/j.cmet.2019.05.004

Fonte: Istituto di Ricerca Oncologica

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Nuovo bersaglio terapeutico per il cancro alla prostata metastatico.

Posted by giorgiobertin su maggio 22, 2019

I ricercatori del Cold Spring Harbor Laboratory, NY (Stati Uniti) hanno dimostrato che il trattamento delle cellule tumorali nella prostata con un farmaco che ha come obiettivo una proteina chiamata PHLPP2 può impedire alle cellule tumorali di diffondersi ad altri organi del corpo.

Lo studio su “Journal of Cell Biology“, rivela che l’inibizione di PHLPP2 ha ridotto i livelli di MYC, una proteina oncogenica che causa molti diversi tipi di cancro che non possono essere trattati con terapie convenzionali. MYC è un potente oncogene perché promuove la crescita e la proliferazione delle cellule tumorali.

Novak
NOWAK ET AL., 2019

I ricercatori hanno scoperto che le cellule del cancro alla prostata metastatico richiedono il PHLPP2 per sopravvivere e proliferare. Hanno scoperto che PHLPP2 aiuta a stabilizzare il MYC rimuovendo un gruppo fosfato che altrimenti causerebbe la distruzione di MYC. Negli esperimenti sugli animali da laboratori la rimozione del gene PHLPP2 ha impedito alle cellule tumorali della prostata di metastatizzare ad altri organi.
L’eliminazione di questo enzima non ha manifestato segni di tossicità nei topi o nelle cellule umane.

Il team co-guidato dal dott. Trotman e dal dottor Dawid Nowak afferma che la sopravvivenza a 5 anni dei pazienti con carcinoma della prostata metastatico è solo il 28 per cento, mentre la sopravvivenza a 5 anni dei pazienti con malattia della prostata localizzato è quasi il 99 per cento.

I risultati di questo studio suggeriscono che la progettazione di inibitori PHLPP2 farmacologicamente rilevanti potrebbe aiutare a inibire efficacemente la progressione del cancro alla prostata, con possibili applicazioni anche su altri tipi di cancro.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
The PHLPP2 phosphatase is a druggable driver of prostate cancer progression
Dawid G. Nowak, Ksenya Cohen Katsenelson, Kaitlin E. Watrud, Muhan Chen, Grinu Mathew, Vincent D. D’Andrea, Matthew F. Lee, Manojit Mosur Swamynathan, Irene Casanova-Salas, Megan C. Jibilian, Caroline L. Buckholtz, Alexandra J. Ambrico, Chun-Hao Pan, John E. Wilkinson, Alexandra C. Newton, Lloyd C. Trotman
The Journal of Cell Biology May 2019, jcb.201902048; DOI: 10.1083/jcb.201902048

Fonte: Cold Spring Harbor Laboratory, NY

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NCCN: linee guida sul cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su maggio 19, 2019

Le linee guida NCCN per il cancro alla prostata includono raccomandazioni riguardanti la diagnosi, la stratificazione del rischio e il workup, le opzioni di trattamento per la malattia localizzata e la gestione delle malattie ricorrenti e avanzate per i medici che curano i pazienti con cancro alla prostata. Le parti delle linee guida includono i test genetici germinali e somatici, stratificazione del rischio con nomogrammi i test molecolari multigene tumorali, terapia di deprivazione androgenica, terapia ormonale secondaria, chemioterapia e immunoterapia in pazienti con carcinoma prostatico.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista della società: “Journal of the National Comprehensive Cancer Network“.

Scarica e leggi i documenti in full text:
Prostate Cancer, Version 2.2019, NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology
James L. Mohler, Emmanuel S. Antonarakis, Andrew J. Armstrong… et al.
J Natl Compr Canc Netw 2019;17(5):479–505 Publication Date: May 2019 DOI: https://doi.org/10.6004/jnccn.2019.0023

Articoli correlati:

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NICE: linee guida sulla diagnosi e gestione del cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su maggio 10, 2019

Questa linea guida pubblicata da NICE copre la diagnosi e la gestione del cancro alla prostata nell’assistenza secondaria, comprese le informazioni sul modo migliore per diagnosticare e identificare le diverse fasi della malattia e su come gestire gli effetti avversi del trattamento; include anche raccomandazioni sul follow-up.

ProstatecancerNICE

Scarica e leggi il documento in full text:
Prostate cancer: diagnosis and management – National Institute for Health and Care Excellence
NICE guideline [NG131] Published date: May 2019

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AUA/SUFU: linee guida sull’incontinenza dopo trattamento prostatico.

Posted by giorgiobertin su maggio 9, 2019

L’incontinenza urinaria dopo il trattamento della prostata è una delle poche malattie urologiche che è iatrogena e, quindi, prevedibile e forse prevenibile. La valutazione del paziente incontinente, i fattori di rischio per l’IPT, la valutazione del paziente prima dell’intervento e un approccio graduale alla gestione sono trattati in questa linea guida. Sono inoltre forniti algoritmi per la valutazione del paziente, la gestione chirurgica.

La linea guida è stata redatta da un panel di scienziati dell’American Urological Association (AUA) e della Society of Urodynamics, Female Pelvic Medicine & Urogenital Reconstruction (SUFU).

Scarica e leggi il documento in full text:
Incontinence after Prostate Treatment: AUA/SUFU Guideline (2019)
Jaspreet S. Sandhu, MD; Benjamin Breyer, MD; Craig Comiter, MD; James A. Eastham, MD; Christopher Gomez, MD; Daniel J. Kirages, PT; Chris Kittle; Alvaro Lucioni, MD; Victor W. Nitti, MD; John T. Stoffel, MD; O. Lenaine Westney, MD; M. Hassan Murad, MD; Kurt Mc Cammon, MD
AUA/SUFU Guideline published 2019

Evaluation Algorithm
Surgical Management Algorithm
AUS Failure Algorithm
Sling Failure Algorithm

Linea guida correlata:
Surgical Management of Benign Prostatic Hyperplasia/Lower Urinary Tract Symptoms (2018, amended 2019)

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Linee guida sulle infezioni ricorrenti del tratto urinario nelle donne.

Posted by giorgiobertin su maggio 5, 2019

Sono state pubblicate a cura delle società scientifiche internazionali di urologia: AUA (American Urological Association/CUA Canadian Urological Association/SUFU (Society of Urodynamics, Female Pelvic Medicine & Urogenital Reconstruction) le linee guida sulle infezioni ricorrenti del tratto urinario non complicato nelle donne.

Scarica e leggi il documento in full text:
Recurrent Uncomplicated Urinary Tract Infections in Women: AUA/CUA/SUFU Guideline
Jennifer Anger, MD, MPH; Una Lee, MD; A. Lenore Ackerman, MD, PhD; Roger Chou, MD; Bilal Chughtai, MD; J. Quentin Clemens, MD; Duane Hickling, MD, MSCI; Anil Kapoor, MD; Kimberly S. Kenton, MD, MS; Melissa R. Kaufman, MD, PhD; Mary Ann Rondanina, Ann Stapleton, MD; Lynn Stothers, MD; Toby C. Chai, MD
American Urological Association Education and Research

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AUA: linee guida sulla diagnosi e trattamento della vescica iperattiva.

Posted by giorgiobertin su aprile 29, 2019

Sono state pubblicate dall’American Urologic Association le linee guida sulla diagnosi, trattamento e il follow-up dei pazienti affetti da vescica iperattiva. Il precedente documento era stato pubblicato nel 2012 e modificato nel 2014.

American Urologic Association

Scarica e leggi il documento in full text:
Diagnosis and Treatment of Non-Neurogenic Overactive Bladder (OAB) in Adults (2019)
E. Ann Gormley, Deborah J. Lightner, Kathryn L. Burgio, Toby C. Chai, J. Quentin Clemens, Daniel J. Culkin, Anurag Kumar Das, Harris Emilio Foster, Jr., HarrietteMiles Scarpero, Christopher D. Tessier, Sandip Prasan Vasavada
American Urological Association (AUA)/ Society of Urodynamics

Algorithm associated with this Guideline [pdf]

Fonte: American Urologic Association

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Linee guida cliniche per i calcoli alle vie urinarie.

Posted by giorgiobertin su aprile 25, 2019

Sono state pubblicate sull’International Journal of Urology a cura dell’Urological Association of Asia (UAA) le linee guida cliniche per i calcoli alle vie urinarie.

iju.2019.26.issue-5.cover

Questa linea guida copre tutti i campi delle malattie causate dai calcoli, dall’eziologia alla prevenzione delle recidive.

Ricordiamo che i calcoli delle vie urinarie iniziano a formarsi in un rene e le loro dimensioni possono aumentare nell’uretere o nella vescica. In base alla sede di formazione di un calcolo, si parla di calcolo renale, ureterale o vescicale. Il processo di formazione dei calcoli è definito urolitiasi, litiasi renale o nefrolitiasi.

Leggi abstract dell’articolo:
The Urological Association of Asia clinical guideline for urinary stone disease
Kazumi Taguchi Sung Yong Cho Anthony CF Ng Manint Usawachintachit Yung‐Khan Tan Yao Liang Deng Cheng‐Huang Shen Prem Gyawali Husain Alenezi Abbas Basiri…. et al.
International Journal of Urology First published: 24 April 2019 https://doi.org/10.1111/iju.13957

This article is the summarized version of the following article: http://uaanet.org/data/UAA-CGL-urinary-stone-disease.pdf.

Articoli correlati:
– NICE Guideline – Renal and Ureteric Stones: Assessment and Management (free guidelines)
– Medical Management of Kidney Stones: AUA Guideline
– Dietary and Pharmacologic Management to Prevent Recurrent Nephrolithiasis in Adults: A Clinical Practice Guideline From the American College of Physicians (free)

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Alimentazione e tumore alla vescica.

Posted by giorgiobertin su aprile 17, 2019

L’Istituto dei Tumori di Milano (INT) di uno studio multicentrico italiano che include 690 casi di tumore della vescica e 665 controlli ospedalizzati per malattie acute, non neoplastiche e non legate al fumo, ha dimostrato che latte e zuppe a base di soia, spinaci e bietole, fagioli, tè contengono flavonoidi, sostanze antiossidanti e con un effetto anticancerogeno, riducono fino al 44% il rischio di tumore della vescica.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Cancer, Causes & Control“.

soia-isoflavoni

Abbiamo trovato una riduzione significativa del rischio di tumore della vescica del 44% nei soggetti che osservavano l’assunzione maggiore nella dieta di isoflavoni e del 36% nei soggetti con un’elevata assunzione di flavoni, rispetto ai soggetti con il consumo più basso. Per le altre classi di flavonoidi e flavonoidi totali non abbiamo trovato un’associazione significativa con il rischio di tumore della vescica.” – spiega la prof.ssa Valentina Rosato.
Nello studio, gli isoflavoni derivano principalmente dal latte di soia, zuppe a base di soia, verdure e fagioli, mentre i flavoni provengono specialmente dagli spinaci e bietole, verdure, fagioli e tè.

Questo è il primo studio che indica un’associazione inversa tra l’assunzione nella dieta di isoflavoni e flavoni e il rischio di tumore della vescica. “È biologicamente plausibile un possibile effetto dei flavonoidi sul tumore della vescica – sottolinea la prof.ssa Valentina Rosato – l’urina è una via importante per l’escrezione di flavonoidi e dei loro metaboliti e questi componenti bioattivi dietetici sono di conseguenza a diretto contatto con la mucosa della vescica”.

Leggi abstract dell’articolo:
Flavonoids and bladder cancer risk.
Marta Rossi, Panagiota Strikoudi, Maria-Eleni Spei, Maria Parpinel, Diego Serraino, Maurizio Montella, Massimo Libra, Carlo La Vecchia, Valentina Rosato
Cancer Causes Control May 2019, Volume 30, Issue 5, pp 527–535 [Epub ahead of print]

Comunicato stampa: Istituto dei Tumori di Milano

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NICE: linee guida sulla gestione dell’incontinenza urinaria e prolasso nelle donne.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2019

Sono state pubblicate a cura di NICE (The National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla gestione dell’incontinenza urinaria e prolasso di organi pelvici nelle donne di età pari o superiore a 18 anni. Copre anche le complicazioni associate alla chirurgia delle maglie per queste condizioni.

nice logo

Scarica e leggi il documento in full text:
Urinary incontinence and pelvic organ prolapse in women: management
NICE guideline [NG123] Published date: April 2019

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Linee guida di pratica clinica per la gestione della batteriuria asintomatica.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2019

Sono state pubblicata a cura dell’Infectious Diseases Society of America (IDSA) e pubblicate in “Clinical Infectious Diseases” le linee guida aggiornate di pratica clinica sulla gestione della batteriuria asintomatica (presenza di batteri nelle urine senza sintomatologia urinaria quale dolore, bruciore).

IDSA

Secondo il documento i medici dovrebbero riflettere attentamente prima di sottoporre i pazienti a una infezione del tratto urinario (UTI) per evitare un’iperdiagnosi e un trattamento antibiotico non necessario.

La presenza di batteri nelle urine senza i sintomi di un’infezione – non deve essere trattata con antibiotici tranne che in alcuni pazienti come quelli che hanno subito chirurgia urologica e donne in gravidanza.
L’abuso di antibiotici si aggiunge al crescente problema della resistenza agli antibiotici.

Scarica e leggi il documento in full text:
Clinical Practice Guideline for the Management of Asymptomatic Bacteriuria: 2019 Update by the Infectious Diseases Society of America
Lindsay E Nicolle, Kalpana Gupta, Suzanne F Bradley, Richard Colgan, Gregory P DeMuri, Dimitri Drekonja, Linda O Eckert, Suzanne E Geerlings, Béla Köves, Thomas M Hooton, Manisha Juthani-Mehta, Shandra L Knight, Sanjay Saint, Anthony J Schaeffer, Barbara Trautner, Bjorn Wullt, Reed Siemieniuk
Clinical Infectious Diseases, Published: 21 March 2019, ciy1121, https://doi.org/10.1093/cid/ciy1121

Fonte: ‘Infectious Diseases Society of America (IDSA)

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Due composti del caffe’ contro il tumore alla prostata

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2019

Gli scienziati del Department of Integrative Cancer Therapy and Urology, Kanazawa University Graduate School of Medical Science, Kanazawa, Japan, hanno identificato i composti presenti nel caffè, che possono inibire la crescita del cancro alla prostata. Si tratta di uno studio pilota, condotto su cellule tumorali resistenti ai farmaci in coltura cellulare e in un modello animale.

small_cup_of_coffee

I due composti presenti nel caffè, il kahweol acetato e il cafestolo, hanno effetto sulle cellule tumorali della prostata negli animali, dove sono stati in grado di inibire la crescita in cellule resistenti ai comuni farmaci antitumorali.

Si tratta di uno studio pilota, quindi “questo lavoro dimostra che l’uso di questi composti è scientificamente fattibile, ma necessita di ulteriori indagini. Attualmente stiamo valutando come potremmo testare questi risultati in un campione più ampio, e poi negli esseri umani” – affermano i ricercatori.

L’acetato di kahweol e il cafestolo sono idrocarburi, che si trovano naturalmente nella arabica del caffè.

Questo lavoro è stato presentato al congresso dell’Associazione Europea di Urologia EAU di Barcellona (15-19 marzo 2019).

Leggi abstract dell’articolo:
Coffee diterpenes kahweol acetate and cafestol synergistically inhibit the proliferation and migration of prostate cancer cells
Hiroaki Iwamoto Kouji Izumi Ariunbold Natsagdorj Renato Naito Tomoyuki Makino Suguru Kadomoto Kaoru Hiratsuka Kazuyoshi Shigehara Yoshifumi Kadono Kazutaka Narimoto Yohei Saito Kyoko Nakagawa‐Goto Atsushi Mizokami
The Prostate Pages: 468-479 https://doi.org/10.1002/pros.23753

More Information:
George Pounis et al. Reduction by coffee consumption of prostate cancer risk: Evidence from the Moli-sani cohort and cellular models, International Journal of Cancer (2017). DOI: 10.1002/ijc.30720

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La terapia cellulare potrebbe sostituire i trapianti di rene.

Posted by giorgiobertin su marzo 15, 2019

Gli scienziati di Wake Forest Institute for Regenerative Medicine (WFIRM) stanno lavorando su un approccio promettente per il trattamento della malattia renale cronica – la rigenerazione dei tessuti danneggiati utilizzando cellule terapeutiche.

Sfruttando le proprietà uniche delle cellule staminali derivate dal fluido amniotico umano , gli scienziati della WFIRM hanno dimostrato che le cellule potrebbero potenzialmente aiutare a recuperare la funzionalità degli organi in un modello pre-clinico di malattia renale.

Kidney-transplants

I nostri risultati indicano che questo tipo di cellule staminali potrebbe essere usato come una fonte cellulare universale e potrebbe fornire una strategia terapeutica alternativa per i pazienti affetti da questa malattia cronica e debilitante”, ha detto il prof. James J. Yoo.
I nostri studi dimostrano che il trattamento con cellule staminali del liquido amniotico ha avuto effetti positivi sul miglioramento funzionale e sul recupero strutturale del rene” – afferma il prof. Anthony Atala.

Leggi abstract dell’articolo:
Effect of Human Amniotic Fluid Stem Cells on Kidney Function in a Model of Chronic Kidney Disease,
Dr. Sunil George Dr. Mehran Abolbashari Dr. Tae-Hyoung Kim Dr. Chao Zhang Dr. Julie Allickson Dr. John D. Jackson Prof. Sang Jin LeeDr. In Kap Ko Dr. Anthony Atala Prof. James J Yoo
Tissue Engineering Part A (2019).

Fonte: Wake Forest University Baptist Medical Center

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Una combinazione di farmaci per il trattamento del carcinoma renale avanzato.

Posted by giorgiobertin su febbraio 18, 2019

Una combinazione di due farmaci – uno di loro un agente immunoterapico – potrebbe diventare un nuovo standard per il trattamento di prima linea per i pazienti con carcinoma renale metastatico. Ad affermarlo i ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute, che riporta i risultati di uno studio clinico di fase 3 – JAVELIN Renal 101 – sulla rivista “The New England Journal of Medicine“.


Toni Choueiri, MD, director, Lank Center for Genitourinary Oncology, director, Kidney Cancer Center, Jerome and Nancy Kohlberg Associate Professor of Medicine, Harvard Medical School, Dana-Farber Cancer Institute, discusses avelumab/axitinib data in renal cell carcinoma.

Questo è sicuramente meglio di sunitinib – si spera che ciò porterà presto all’approvazione della Food and Drug Administration“, ha detto il ‘prof. Toni K. Choueiri. Video
Si tratta del primo studio chiave che combina avelumab con un farmaco che ha come obiettivo il recettore del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGFR). I bloccanti del VEGFR come sunitinib e axitinib sono progettati per affamare i tumori interrompendo l’afflusso di sangue. Farmaci immunoterapici come avelumab – che blocca un checkpoint immunitario chiamato PD-L1 – agiscono attivando cellule T immunitarie “esauste” in modo che possano attaccare più efficacemente le cellule tumorali.

La sperimentazione clinica ha coinvolto 886 pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato non trattato, che erano stati randomizzati a ricevere la combinazione di farmaci o sunitinib da solo.

Leggi abstract dell’articolo:
Avelumab plus Axitinib versus Sunitinib for Advanced Renal-Cell Carcinoma
Robert J. Motzer, Konstantin Penkov,………and Toni K. Choueiri
NEJM February 16, 2019 DOI: 10.1056/NEJMoa1816047

JAVELIN Renal 101 ClinicalTrials.gov number, NCT02684006.)

EDITORIAL FEB 16, 2019 Combination Therapy as First-Line Treatment in Metastatic Renal-Cell Carcinoma B. Escudier

Fonte:  Dana-Farber Cancer Institute

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NICE: linee guida sulla gestione di calcoli renali e uretrali.

Posted by giorgiobertin su gennaio 11, 2019

Questa linea guida aggiornata dal NICE copre la valutazione e la gestione dei calcoli renali ed uretrali. Mira a migliorare il rilevamento, l’eliminazione e la prevenzione dei calcoli, riducendo così il dolore e l’ansia e migliorando la qualità della vita.

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La linea guida include raccomandazioni su:

– imaging diagnostico
– gestione del dolore
– terapia medica espulsiva
– trattamenti chirurgici, compresa la litotripsia con onde d’urto
– stenting prima e dopo il trattamento
– test metabolici
– prevenire la recidiva , compresi consigli dietetici e sullo stile di vita, citrato di potassio e tiazidici.
Non copre il rene ostruito infetto, che necessita drenaggio urgente.

Scarica e leggi il documento in full text:
Renal and ureteric stones: assessment and management
NICE guideline [NG118] Published date: January 2019

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Il diabete è legato alla disfunzione erettile.

Posted by giorgiobertin su dicembre 27, 2018

Una nuova ricerca pubblicata sulle rivista “American Journal of Human Genetics” suggerisce che una suscettibilità genetica al diabete di tipo 2 possa essere una causa di disfunzione erettile.

Il rischio di sviluppare il rischio di sviluppare Erectile dysfunction (ED) è da due a tre volte superiore nelle persone con diabete di tipo 2 rispetto a quelli senza la condizione, anche secondo il National Institutes of Health (NIH).

AJHG-cover

Il nuovo studio rafforza il legame tra le due condizioni e conferma che una predisposizione genetica al diabete di tipo 2 può portare a ED. I risultati aggiungono anche alla crescente evidenza che alcune posizioni genetiche sono associate a ED. Lo studio ha esaminato i dati di oltre 220.000 uomini ed è stato condotto da Anna Murray, professore associato presso l’Università di Exeter Medical School, e dal professor Michael Holmes, del Dipartimento di Popolazione della Nuvola di Nuffield presso l’Università di Oxford – entrambi nel Regno Unito.

Leggi abstract dell’articolo.
GWAS identifies risk locus for erectile dysfunction and implicates hypothalamic neurobiology and diabetes in etiology
Jonas Bovijn, Leigh Jackson, Jenny Censin, Chia-Yen Chen, … Michael V. Holmes
AJHG In Press, Corrected Proof, Available online 21 December 2018

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Sviluppato un metodo non invasivo per rilevare il cancro alla vescica.

Posted by giorgiobertin su dicembre 4, 2018

Un gruppo di ricerca guidato dagli ingegneri della Tufts University ha sviluppato un metodo non invasivo per rilevare il cancro alla vescica che potrebbe rendere lo screening più facile e accurato rispetto agli attuali test clinici invasivi che prevedono l’ispezione visiva della vescica.

Si tratta del primo successo nell’uso della microscopia a forza atomica (AFM) per scopi diagnostici clinici. I ricercatori sono stati in grado di identificare le caratteristiche distintive delle cellule cancerose con l’esame delle urine, attraverso lo sviluppo di una mappa di risoluzione su scala nanometrica delle cellule di superficie, come riportato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)“.

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Atomic force microscopy (AFM) map of the adhesion features of the cell surface for a normal cell (left) versus a cancer cell (right) isolated from the urine of patients. Credit: Igor Sokolov, Tufts University

Introducendo un metodo diagnostico non invasivo che è più accurato rispetto all’esame visivo invasivo, potremmo ridurre significativamente i costi e l’inconveniente per i pazienti“, ha affermato il prof. Igor Sokolov. “Tutto ciò che serve è un semplice campione di urina, non solo potremmo monitorare più efficacemente i pazienti dopo il trattamento, ma potremmo anche più facilmente schermare individui sani che hanno una storia familiare della malattia e potenzialmente rilevare il grado di sviluppo del cancro, oltre che l’efficienza dello screening precoce“.

Il metodo diagnostico incorpora l’apprendimento automatico, consentendo un riconoscimento più accurato delle caratteristiche della superficie della cellula, quali adesione, rugosità, direzionalità e proprietà frattali, tra gli altri. Il test basato su AFM dimostra una sensibilità superiore al 90% nella rilevazione del cancro della vescica rispetto ai metodi attuali.

Leggi abstract dell’articolo:
Noninvasive diagnostic imaging using machine-learning analysis of nanoresolution images of cell surfaces: Detection of bladder cancer
I. Sokolov el al.
PNAS published ahead of print December 3, 2018. www.pnas.org/cgi/doi/10.1073/pnas.1816459115

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Identificato un driver molecolare del cancro alla prostata mortale.

Posted by giorgiobertin su novembre 26, 2018

I ricercatori del Samuel Oschin Comprehensive Cancer Institute a Cedars-Sinai, hanno identificato un nuovo driver molecolare del cancro alla prostata letale, insieme a una molecola che potrebbe essere utilizzata per attaccarlo. I risultati, pubblicati sulla rivista “Nature Medicine“, sono stati effettuati su topi di laboratorio. Se confermati negli esseri umani questi risultati potrebbero portare a metodi più efficaci per controllare alcuni tipi aggressivi di cancro alla prostata.

Onecut2
Il grafico mostra un’attività elevata di una rete di fattori di trascrizione che include la molecola Onecut2 nei tumori di pazienti il ​​cui carcinoma prostatico ha resistito alla terapia ormonale (sopra la barra viola) rispetto ad altri tipi. (Michael Freeman, Ph.D.) Credit: Nature Publishing Group

Per la ricerca, il team ha analizzato i dati genetici e molecolari di pazienti oncologici in un ampio database. Hanno trovato evidenza di una elevata attività della molecola Onecut2 nei tumori di pazienti il ​​cui cancro alla prostata resisteva alla terapia ormonale. Onecut2, un tipo di fattore di trascrizione, è necessario affinché il corpo produca determinate proteine.

Onecut2 interferiva con l’attività delle proteine ​​del recettore degli androgeni, gli obiettivi della terapia ormonale per il cancro alla prostata. Questo processo potrebbe consentire al cancro di diventare meno dipendente dagli ormoni per la crescita. Allo stesso tempo, Onecut2 ha spinto alcune delle cellule tumorali a trasformarsi in una varietà più aggressiva che resiste alla terapia ormonale. “Queste doppie azioni di Onecut2 potrebbero aiutare a spiegare in che modo alcuni tumori della prostata eludono la terapia ormonale e diventano più aggressivi“, ha detto il professore Freeman. “Onecut2 è un regolatore principale del cancro alla prostata letale che può essere un utile bersaglio terapeutico in oltre un terzo dei pazienti il ​​cui cancro si diffonde e sfugge alla terapia ormonale“.

In ulteriori esperimenti su campioni di tessuti umani, database farmaceutici e animali da laboratorio, i ricercatori hanno identificato un composto, CSRM617, che ha neutralizzato Onecut2. Hanno dimostrato che CSRM617 ha ridotto significativamente le dimensioni delle metastasi del cancro alla prostata nei topi.

Leggi abstract dell’articolo:
ONECUT2 is a targetable master regulator of lethal prostate cancer that suppresses the androgen axis
Mirja Rotinen, Sungyong You, …., Beatrice S. Knudsen & Michael R. Freeman
Nature Medicine Published: 26 November 2018 DOI: 10.1038/s41591-018-0241-1

Fonte: Samuel Oschin Comprehensive Cancer Institute a Cedars-Sinai

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