Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 447 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento

Posts Tagged ‘urologia’

La soia potrebbe aumentare il rischio di cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su novembre 28, 2017

In uno studio pubblicato sulla rivista “International Journal of Cancer” i ricercatori del Fairbanks School of Public Health dell’Università dell’Indiana, hanno trovato che alcuni elementi presenti nella soia, aumentano il rischio di cancro alla prostata.

soia

In particolare alimenti ricchi di fitoestrogeni e isoflavoni, appunto come la soia, possano aumentare il rischio di cancro in alcuni organi per la loro somiglianza strutturale al 17 β-estradiolo.

Il presente studio indaga se l’assunzione di questi composti può influenzare il rischio di cancro alla prostata nelle popolazioni umane. Durante un follow-up mediano di 11,5 anni, sono stati identificati 2.598 casi di cancro alla prostata (inclusi 287 casi avanzati) tra i 27.004 uomini inseriti in un test di screening del cancro della prostata, del polmone e del colon-retto. Valutando gli stili di vita e le abitudini alimentari attraverso i dati statistici è risultato che il cancro della prostata, soprattutto le sue forme avanzate ed aggressive, era più frequente in coloro che assumevano alimenti ricchi di isoflavoni.

Leggi abstract dell’articolo:
Dietary intake of isoflavones and coumestrol and the risk of prostate cancer in the Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian Cancer Screening Trial
Reger, M. K., Zollinger, T. W., Liu, Z., Jones, J. F. and Zhang, J.
Int. J. Cancer. doi:10.1002/ijc.31095

Annunci

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Cancro alla prostata: livelli bassi di testosterone riducono il rischio.

Posted by giorgiobertin su novembre 6, 2017

Gli uomini con quantità basse di testosterone nel loro sangue hanno circa il 20% in meno di probabilità di sviluppare il cancro alla prostata. Ad affermarlo uno studio presentato alla National Cancer Research Institute (NCRI) Cancer Conference a Liverpool.

Gli scienziati dell’Università di Oxford hanno condotto il più grande studio fino ad oggi sull’analisi degli ormoni e il rischio di cancro alla prostata. Lo studio – finanziato da Cancer Research UK – ha esaminato campioni di sangue da circa 19.000 uomini di età compresa tra i 34-76 anni, raccolti tra il 1959 e il 2004. Di questi uomini, 6.900 hanno sviluppato il cancro alla prostata.
Hanno trovato che gli uomini con i livelli più bassi di testosterone avevano significativamente meno probabilità di sviluppare il cancro della prostata rispetto a tutti gli altri uomini di controllo.

prostate cancer  2017Conference

Il cancro alla prostata ha bisogno del testosterone per crescere. Quasi tutti i tumori della prostata che si diffondono hanno recettori iperattivi del testosterone. La terapia ormonale – la cura standard per il trattamento del cancro della prostata – blocca o abbassa la quantità di testosterone nel corpo.
In futuro, questi risultati potrebbero essere importanti per aiutare a sviluppare un approccio per ridurre il rischio di sviluppare la malattia da parte degli uomini“. – afferma il professor Matt Seymour.

Leggi abstract:
Low circulating free testosterone is associated with reduced incidence of prostate cancer: A pooled analysis of individual participant data from 20 prospective studies

Fonte: Nuffield Department of Population Health – University of Oxford

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Nuovo test diagnostico per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su ottobre 24, 2017

I ricercatori della Queen’s University Belfast hanno condotto il più grande studio di ricerca al mondo utilizzando un test diagnostico sviluppato da Almac Diagnostics, per comprendere meglio la biologia del cancro alla prostata; questo potrebbe portare ad una trasformazione di come attualmente viene diagnosticato e trattato il cancro alla prostata.

Prostate-DX

La diagnosi attuale del cancro alla prostata comprende biopsie, scansioni e analisi del sangue per determinare quanto è aggressivo il cancro e successivamente sviluppare un appropriato piano di trattamento. I medici ripetutamente riportano che questi strumenti non sono sempre efficaci nel determinare quanto è aggressivo il cancro, il che può significare che è difficile decidere il miglior trattamento per un singolo paziente”. afferma il prof. Suneil Jain del  Centre for Cancer Research & Cell Biology presso la Queen’s University Belfast.

Almac Diagnostics ha sviluppato un biomarker di espressione genica, noto come Metastatic Assay, che mira a diagnosticare rapidamente il tipo di cancro alla prostata. Il test condotto su 248 pazienti precedentemente trattati per il cancro alla prostata ha analizza la genetica del tumore consentendo ai medici di comprendere il tipo di tumore, sia che si tratti di una crescita lenta o aggressiva e se quest’ultima, in che misura.

I risultati della ricerca pubblicati sulla rivista “Annals of Oncology“, hanno dimostrato che il test diagnostico è più efficace dei test clinici standard.

Leggi il full text dell’articolo:
Validation of a Metastatic Assay using biopsies to improve risk stratification in patients with prostate cancer treated with radical radiation therapy
S Jain C A Lyons S M Walker S McQuaid S Hynes D Mitchell B Pang G E Logan A M McCavigan D O’Rourke D McArt S McDade I Mills K M Prise L A Knight C J Steele P W Medlow V Berge B Katz D A Loblaw D P Harkin J James J M O’Sullivan R D Kennedy D J Waugh
Annals of Oncology, mdx637, https://doi.org/10.1093/annonc/mdx637, Published: 10 October 2017

Fonti: Queen’s University Belfast Almac Diagnostics

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Linee guida sulla terapia immunosoppressiva nel trapianto di rene.

Posted by giorgiobertin su ottobre 14, 2017

Sono state pubblicate a cura di NICE le linee guida sulla terapia immunosoppressiva per prevenire il rigetto nel trapianto di rene sia negli adulti che nei bambini e nei giovani.

immunosuppressive therapy for kidney transplant

Le terapie sono: basilimimab (Simulect, Novartis Pharmaceuticals), tacrolimus a rilascio immediato (Adoport, Capexion, Modigraf, Prograf, Tacni, Vivadex), mycophenolate mofetil (versioni Cellcept e non marcate), immunoglobuline (Thymoglobuline), rilascio prolungato tacrolimus (Advagraf, Envarsus), micofenolato sodico (Myfortic Novartis Pharmaceuticals, Ceptava), sirolimus (Rapamune), everolimus (Certican) e belatacept (Nulojix).

Scarica e leggi i documenti in full text:

Immunosuppressive therapy for kidney transplant in adults – Technology appraisal guidance [TA481] Published date: 11 October 2017

Immunosuppressive therapy for kidney transplant in children and young people – Technology appraisal guidance [TA482] Published date: 11 October 2017

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Scoperto il biomaker per il trattamento del cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su ottobre 13, 2017

In uno studio pubblicato sulla rivista “JAMA Oncology” i ricercatori del Cleveland Clinic Lerner Research Institute hanno dimostrato per la prima volta come un’anomalia genetica legata al testosterone possa aiutare a predire le risposte individuali dei pazienti a terapie specifiche per cancro alla prostata.


HSD3B1 and Resistance to Androgen‐Deprivation Therapy in Prostate Cancer

Il gruppo di ricerca, guidato dal professore Nima Sharifi, del Cleveland Clinic Lerner Research Institute, ha studiato il ruolo della variante genetica HSD3B1 (1245C) in due diverse popolazioni di pazienti affetti da carcinoma prostatico, dopo la terapia di deprivazione degli androgeni (ADT).
I ricercatori hanno trovato per la prima volta che dopo la radioterapia e l’ADT, il cancro alla prostata era molto più probabile si diffondesse rapidamente negli uomini che avevano la variante HSD3B1 (1245C).

HSD3B1 (1245C) come biomarker predittivo può aiutare a guidare decisioni critiche di trattamento. La prospettiva di vita per pazienti con questa variante genica è scarsa, questi studi offrono speranza per una nuova strategia di trattamento con inibitori androgeni di nuova generazione, come abiraterone e enzaltamide.

Leggi abstracts degli articoli:
Association of HSD3B1 Genotype With Response to Androgen-Deprivation Therapy for Biochemical Recurrence After Radiotherapy for Localized Prostate Cancer
Jason W. D. Hearn; Wanling Xie; Mari Nakabayashi; Nima Almassi; Chad A. Reichard; Mark Pomerantz; Philip W. Kantoff; Nima Sharifi.
JAMA Oncol. Published online October 12, 2017. doi:10.1001/jamaoncol.2017.3164

Editorial
HSD3B1—A Predictive Biomarker in Advanced Prostate Cancer

Andrew W. Hahn; Sumanta K. Pal; Neeraj Agarwal
JAMA Oncol. Published online October 12, 2017. doi:10.1001/jamaoncol.2017.3158

HSD3B1 and Response to a Nonsteroidal CYP17A1 Inhibitor in CRPC

Fonte: Cleveland Clinic Lerner Research Institute

Posted in News-ricerca, Video | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

NICE: Line guida sulle infezioni del tratto urinario nei bambini.

Posted by giorgiobertin su settembre 28, 2017

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla diagnosi e gestione delle infezioni del tratto urinario nei neonati, nei bambini e nei giovani (sotto i 16 anni). Il documento include infezioni del tratto urinario superiore o inferiore, e sono comprese informazioni e consigli sulle famiglie e sugli assistenti.

urinary tract infection

Scarica e leggi il documento in full text:
Urinary tract infection in children and young people
Quality standard [QS36] Last updated: September 2017

Urinary tract infection in under 16s: diagnosis and management
Clinical guideline [CG54] Last updated: September 2017

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Infezioni del tratto urinario, Fda approva nuovo farmaco.

Posted by giorgiobertin su settembre 9, 2017

La U.S. Food and Drug Administration ha approvato Vabomere per i pazienti adulti con complicanze e infezioni del tratto urinario (cUTI), tra cui un tipo di infezione renale, pielonefrite, causata da batteri specifici. Vabomere è un farmaco contenente meropenem, antibatterico e vaborbactam, che inibisce determinati tipi di meccanismi di resistenza utilizzati dai batteri.

Vabomere

La sicurezza e l’efficacia di Vabomere sono state valutate in uno studio clinico con 545 adulti con cUTI, inclusi quelli con pielonefrite. Alla fine del trattamento endovenoso con Vabomere, circa il 98 per cento dei pazienti trattati con Vabomere non aveva più infezione nella coltura delle urina, rispetto a circa il 94 per cento dei pazienti trattati con piperacillina/tazobactam, un altro farmaco antibatterico.
Vabomere è prodotto da Rempex Pharmaceuticals.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves new antibacterial drug

FDA Approval of VABOMERE™ (meropenem and vaborbactam) – Rempex Pharmaceuticals

www.vabomere.com for the full prescribing information.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cancro alla prostata: scoperto come ridurre le recidive.

Posted by giorgiobertin su settembre 8, 2017

In uno studio approfondito, un team internazionale di ricercatori guidato da scienziati britannici dell’University of Surrey ha studiato l’impatto della terapia anti-ormonale [androgen-deprivation therapy (ADT)] su campioni prelevati da pazienti con cancro alla prostata.

prostate-cancer

La terapia anti-ormonale è un trattamento comunemente prescritti per il cancro della prostata, che aiuta a ridurre i livelli di ormoni maschili – che stimolano le cellule tumorali a crescere – nella ghiandola. I ricercatori hanno scoperto che una conseguenza della terapia anti-ormone è l’attivazione dell’enzima riparazione del DNA, PARP.
L’attivazione di PARP permette alle cellule tumorali di resistere alla terapia anti-ormonale, e sviluppare una forma più aggressiva della malattia.

I ricercatori hanno scoperto che la prescrizione di inibitori PARP, un farmaco comunemente usato nel cancro al seno, al fianco di terapia anti-ormonale può essere efficace nel ridurre le recidive di cancro della prostata.

Il cancro della prostata è una malattia devastante, con un tasso di mortalità elevato. La nostra scoperta contribuirà a porre rimedio a questa e ad aumentare le possibilità di sopravvivenza per le migliaia di uomini che hanno contratto la malattia ogni anno” –  afferma il prof. Mohammad Asim.
Il passo successivo è quello di effettuare studi clinici per testare se questa combinazione di trattamento è sicura nei pazienti”.

Nuova ed entusiasmante scoperta che offre speranza a migliaia di maschi e limiterà la ricorrenza del cancro alla prostata. I risultati sono stati pubblicati su “Nature Communications“.

Leggi il full text dell’articolo:
Synthetic lethality between androgen receptor signalling and the PARP pathway in prostate cancer
Mohammad Asim, Firas Tarish[…]Thomas Helleday
Nature Communications 8, 374 doi:10.1038/s41467-017-00393-y

Fonte: University of Surrey

 

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Lo screening del PSA riduce il rischio di morte per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su settembre 5, 2017

Lo screening dell’antigene specifico della prostata (PSA) è legato a una notevole riduzione del rischio di morte per il cancro alla prostata. A suggerirlo una nuova revisione condotta dai ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle pubblicata sulla rivista “Annals Internal Medicine“.

screening-prostate-psa

Il test PSA è uno dei test predominanti utilizzati per diagnosticare il cancro alla prostata. Valuta i livelli di un antigene specifico della prostata nel sangue, che è una proteina prodotta dalle cellule della ghiandola prostatica.

I ricercatori hanno confrontato il rischio di morte di cancro alla prostata tra uomini che hanno fatto e non hanno sottoposto a screening PSA. La revisione ha dimostrato che lo screening del PSA è associato a una significativa riduzione del rischio di morte da cancro alla prostata.

Sulla base di questi risultati, il team suggerisce che le attuali linee guida dell’United States Preventive Services Task Force (USPSTF)in materia di screening per il cancro alla prostata dovrebbero essere sottoposte a revisione.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Reconciling the Effects of Screening on Prostate Cancer Mortality in the ERSPC and PLCO Trials
Alex Tsodikov; Roman Gulati, et al.
Ann Intern Med. 5 SEPTEMBER 2017. DOI: 10.7326/M16-2586

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Come le cellule tumorali della prostata si trasformano per le metastasi.

Posted by giorgiobertin su agosto 9, 2017

Gli scienziati del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center hanno riferito, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Communications” di aver scoperto un processo biochimico che fornisce alle cellule tumorali della prostata la capacità quasi innaturale di cambiare forma, di comprimersi in altri organi e di porre le radici in altre parti del corpo.
Gli scienziati affermano inoltre che nelle culture cellulare e negli studi del processo metastatico sui topi, viene coinvolta una proteina legata al cancro chiamata AIM1, e suggeriscono potenziali modi per intercettare o invertire la capacità dei tumori di diffondersi.

AIM1
Left: AIM1 proteins are stained brown in normal prostate cells and are located along the outside border of each cell. Right: AIM1 proteins in primary prostate cancer cells diffuse throughout each cell. Credit: Nature Communications

Per lo studio, gli scienziati hanno estratto ed analizzato i dati pubblici disponibili sulla ricerca genetica e sulla chimica di centinaia di tumori primari e metastatici sugli uomini con cancro alla prostata. Hanno trovato che un gene chiamato AIM1 è legato ai tumori della prostata metastatici e che la riduzione delle proteine ​​AIM1 è legata alla diffusione del tumore.

I nostri esperimenti mostrano che la perdita di proteine ​​AIM1 dà alle cellule tumorali della prostata la capacità di cambiare forma, migrare e invadere“. afferma il prof. Michael Haffner, patologo presso il Johns Hopkins Kimmel Cancer Center. “Sembra che quando i livelli di proteine ​​AIM1 si abbassano, l’impalcatura delle cellule tumorali della prostata diventano più malleabili e capaci di invadere altri tessuti;  con AIM1, il ponteggio delle cellule è normale e viene mantenuta una struttura rigida e ordinata.

Le cellule tumorali prostatiche prive di AIM1 erano in grado di migrare negli spazi liberi ed invadere i tessuti connettivi ad una frequenza superiore rispetto alle cellule con livelli normali di AIM1.

Leggi il full text dell’articolo:
AIM1 is an actin-binding protein that suppresses cell migration and micrometastatic dissemination.
Michael C. Haffner, David M. Esopi, Alcides Chaux, …, Steven S. An & Srinivasan Yegnasubramanian
Nature Communications 8, Article number: 142 Published online: 26 July 2017

Fonte: Johns Hopkins Kimmel Cancer Center

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Test del sangue per la diagnosi di cancro alla prostata aggressivo.

Posted by giorgiobertin su giugno 20, 2017

I ricercatori del Queen Mary University of London’s Barts Cancer Institute (BCI) hanno sviluppato un nuovo test per identificare i pazienti con cancro alla prostata aggressivo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista “Clinical Cancer Research”, ha analizzato campioni di sangue di 81 pazienti affetti da cancro alla prostata utilizzando una nuova tecnologia di cattura cellula chiamata Parsortix sviluppato dalla British company ANGLE plc.
A differenza di molti altri sistemi, il sistema Parsortix cattura tutti i tipi di cellule tumorali (CTC) circolanti – le cellule tumorali che hanno lasciato il tumore originale, convogliate nel flusso sanguigno prima di diffondersi in tutto il corpo.

Il team ha scoperto che la combinazione del numero di CTC con il livello di ‘antigene prostatico specifico – PSA‘ del paziente (usato nei test attualmente disponibili) ha dato il miglior risultato come predittore di metastasi (oltre 92 per cento).
Questo è uno studio molto promettente per i pazienti ed ha il potenziale per aumentare la capacità dei medici di agire precocemente per il trattamento di coloro che sono a un più alto rischio di morire di cancro alla prostata. Fornire un trattamento più adeguato e in modo rapido potrebbe contribuire a salvare vite umane e prolungare l’aspettativa.” – affermano i ricercatori.

The novel association of circulating tumor cells and circulating megakaryocytes with prostate cancer prognosis.
Lei Xu, Xueying Mao, Tianyu Guo, Pui Ying Chan, Greg Shaw, John Hines, Elzbieta Stankiewicz, Yuqin Wang, Tim Oliver, Amar Ahmad, Daniel Berney, Jonathan Shamash, Yong-jie Lu.
Clinical Cancer Research. doi: 10.1158/1078-0432.CCR-16-3081

Fonti:
Queen Mary University of London
PARSORTIX BREAKTHROUGH DELIVERS RARE BLOOD CELL DISCOVERY IN PROSTATE CANCER – Angle plc.

Posted in News-ricerca, Video | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Svolta nella terapia per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su giugno 6, 2017

Una vera e propria svolta nel trattamento del cancro alla prostata è venuta nel corso del Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso a Chicago.

L’aggiunta di abiraterone acetato (Zytiga) più prednisone alla terapia ormonale standard per gli uomini con nuova diagnosi di alto rischio, carcinoma della prostata metastatico abbassa la probabilità di morte del 38%.
I dati provengono dallo studio di fase III ‘Latitude’, condotto su 1.200 uomini. L’abiraterone ha più che raddoppiato il tempo medio intercorso prima che la malattia ricominciasse a progredire, da 14,8 a 33 mesi. Il farmaco è stato dato al posto della chemioterapia.

zytiga1

Abiraterone non solo prolunga la vita, ma anche abbassato la probabilità di recidiva del 70% e ha ridotto il rischio di gravi complicanze ossee del 50%”, ha detto l’autore  dello studio Nicholas James,  Professore di Oncologia Clinica presso la Queen Elizabeth Hospital di Birmingham, Regno Unito.

Per gli uomini che ricevono una diagnosi di cancro alla prostata in fase avanzata questo rappresenta un’evoluzione di trattamento, un nuovo efficace approccio. Dalla chemioterapia ad abiraterone“. Commentano gli esperti. “E’ una buona notizia per questi pazienti, poiché trattare la malattia con abiraterone può significare vivere più a lungo con un ridotto impatto di effetti collaterali”.

Il risultato terapeutico che abbiamo osservato in questo studio, dato dall’uso precoce di abiraterone – sottolineano gli scienziati – è comparabile a quello della chemio, dimostrato negli studi già effettuati. La differenza è che il farmaco è molto più tollerabile, tanto che molti pazienti non riportano nessun effetto collaterale”.

News dall’ASCO:
Abiraterone Delays Metastatic Prostate Cancer Growth by 18 Months, Extends Survival

Leggi abstract dell’articolo:
LATITUDE: A phase III, double-blind, randomized trial of androgen deprivation therapy with abiraterone acetate plus prednisone or placebos in newly diagnosed high-risk metastatic hormone-naive prostate cancer.
J Clin Oncol 35, 2017 (suppl; abstr LBA3)

Zytiga: Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto – EMA

ZYTIGA® (abiraterone acetate)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Radioterapia stereotassica efficace per il cancro del rene.

Posted by giorgiobertin su maggio 3, 2017

I pazienti affetti da cancro al rene potrebbe presto avere un’alternativa ai trattamenti tradizionali, a dimostrarlo una nuova ricerca condotta dai ricercatori dell’UT Southwestern Medical Center Kidney Cancer Program del Harold C. Simmons Comprehensive Cancer Center.

Definitive radiation treatment for kidney cancer and metastases

Nello studio il team ha dimostrato che il trattamento del cancro del rene metastatico in forma avanzata attraverso una concentrazione di radiazione denominata ‘radioterapia stereotassica ablativa‘ realizza il controllo di oltre il 90 per cento delle metastasi.

Questo studio dimostra che la radiazione stereotassica fornisce una buona alternativa non invasiva al trattamento convenzionale, e permette il controllo efficace della malattia“, afferma il prof. Raquibul Hannan, docente di Radioterapia Oncologica. “E’ un’alternativa per i pazienti che non sono candidati alla chirurgia a causa delle loro condizioni e della posizione delle metastasi“. (video)

Lo standard di cura per il carcinoma renale metastatico è la terapia sistemica, ad esempio con farmaci o immunoterapia mirata, che ha spesso molti effetti collaterali. Il nostro studio dimostra che alcuni di questi pazienti possono essere trattati con la radioterapia stereotassica con l’obiettivo di guarire, o di ritardare la terapia sistemica, consentendo ai pazienti di godere di una migliore qualità della vita senza gli effetti collaterali dei farmaci” – conclude il prof. Hannan.

Leggi abstract dell’articolo:
Safety and Efficacy of Stereotactic Ablative Radiation Therapy for Renal Cell Carcinoma Extracranial Metastases
Wang, Chiachien Jake et al.
International Journal of Radiation Oncology • Biology • Physics , Volume 98 , Issue 1 , 91 – 100

Fonte: UT Southwestern Medical Center

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

ASCO: Linee guida sulla Radioterapia per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su marzo 29, 2017

Sono state aggiornate a cura dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e Cancer Care Ontario le linee guida di pratica guida clinica sulla brachiterapia (radioterapia interna) per i pazienti con carcinoma della prostata. L’aggiornamento fornisce raccomandazioni basate sull’evidenza per diversi gruppi di rischio del paziente, e specifica le forme più efficaci di brachiterapia.

Brachytherapy_procedure

Questa linea guida fornisce informazioni molto chiare su quello che oggi è lo standard non chirurgico di cura per la maggior parte dei pazienti affetti da cancro alla prostata – brachiterapia da sola o come parte di un approccio combinato“, ha detto Andrew Loblaw, che ha sviluppato l’aggiornamento della linea guida, che rappresenta ASCO. “La brachiterapia è anche più conveniente rispetto alla radioterapia esterna ed ha una probabilità molto più alta di curare la malattia. Tuttavia, non tutti i pazienti possono avere la brachiterapia e non tutti i centri di trattamento sono esperti nella fornitura di brachiterapia di alta qualità.

Scarica e leggi il documento in full text:
Brachytherapy for Patients With Prostate Cancer
Joseph Chin, R. Bryan Rumble, Marisa Kollmeier, Elisabeth Heath, Jason Efstathiou, Tanya Dorff, Barry Berman, Andrew Feifer, Arthur Jacques,† and D. Andrew Loblaw
Journal of Clinical Oncology Published online March 27, 2017, DOI: 10.1200/JCO.2016.72.0466

Methodology Supplement
Data Supplement

Fonte: American Society of Clinical Oncology (ASCO)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scoperto il meccanismo che diffonde il cancro della prostata alle ossa.

Posted by giorgiobertin su marzo 14, 2017

I ricercatori della Washington State University in collaborazione con i colleghi del Department of Medicine, Cedars-Sinai Medical Center, Los Angeles hanno scoperto il meccanismo che permette alle cellule tumorali della prostata di migrare e proliferare (metastasi) nelle ossa del corpo, favorendo la diffusione dei tumori ossei presenti in circa il 90 per cento dei decessi di cancro alla prostata.

BoneMetastasesFromCarcinoma

In particolare un enzima chiamato MAOA attiva una cascata di segnali che rende più facile per le cellule tumorali l’invasione e la crescita nell’osso. Di solito, l’osso è costruito da cellule chiamate osteoblasti specializzate nella produzione di tessuto osseo. Durante la crescita e la guarigione intervengono delle cellule grandi chiamate osteoclasti, dotate di molti nuclei, mobili e specializzate nel riassorbimento del tessuto osseo. Il team ha trovato che l’enzima MAOA innesca tre proteine ​​che aumentano la distruzione degli osteoclasti.
Le cellule tumorali possono specificamente attivare gli osteoclasti per la degradazione delle ossa“, ha detto il prof. Wu.

I ricercatori hanno utilizzato un farmaco chiamato clorgyline per inibire l’attività dell’enzima MAOA; il farmaco ha interrotto il sistema di segnalazione che porta all’invasione delle cellule del cancro e alla proliferazione. Farmaci simili sono usati clinicamente come antidepressivi.

Attualmente non ci sono stati studi clinici di segnalazione sul minor rischio di cancro alla prostata nelle persone che assumono antidepressivi“, ha detto Wu. “I nostri studi sui topi forniscono risultati molto promettenti, che meritano ulteriori indagini – come la regolazione della formulazione, della dose e della via di somministrazione degli inibitori MAOA“.

Leggi abstract dell’articolo:
MAOA-Dependent Activation of Shh-IL6-RANKL Signaling Network Promotes Prostate Cancer Metastasis by Engaging Tumor-Stromal Cell Interactions
Wu, Jason Boyang et al.
Cancer Cell, Volume 31, Issue 3, p368–382, 13 March 2017

Fonte: Washington State University

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuovo test distingue i tumori aggressivi della prostata.

Posted by giorgiobertin su marzo 9, 2017

Un nuovo test è stato sviluppato dai ricercatori della UEA Norwich Medical School per fare la distinzione tra forme aggressive e meno aggressive di cancro alla prostata, contribuendo ad evitare a volte dannosi trattamenti non necessari.

Trattamento curativo del cancro alla prostata con chirurgia o radioterapia ha bisogno di essere idealmente rivolto alla minoranza di uomini con tumori significativi, in modo che il resto siano risparmiati dagli effetti collaterali del trattamento, che comprende spesso l’impotenza“. afferma il prof. Colin Cooper, professore di genetica del cancro al di UEA Norwich Medical School.
Applicando un nuovo approccio matematico, i ricercatori hanno identificato una categoria di cancro alla prostata umano di ‘prognosi infausta’ chiamato DESNT.
Sono stati classificati da una bassa espressione un nucleo di 45 geni, molte proteine che codificano la struttura delle cellule, il trasporto di ioni e l’adesione cellulare. Questo era comune tra i campioni di tumori noti per avere una cattiva prognosi del paziente.

Scientists at the University of East Anglia have developed a mathematical test to classify prostate cancer and distinguish between the ‘pussycats’ and the ‘tigers’

I risultati della ricerca riportati sono importanti perché aggiungono informazioni cruciali che ci aiuteranno a costruire un quadro più completo di ciò che rende alcuni tipi di cancro alla prostata aggressivi. Questo senza dubbio aiuterà a fornire una diagnosi precoce e più accurata e, a sua volta ci informerà sul trattamento migliore per la malattia“. Afferma il prof Cooper. “L’esistenza di questa distinzione è un passo significativo per aiutare nell’individuazione di una terapia appropriata, e contribuire ad evitare un eccesso di trattamento”. (video)

Scarica e leggi l’articolo in full text:
DESNT: A Poor Prognosis Category of Human Prostate Cancer
Bogdan-Alexandru Luca, Daniel S. Brewer, Dylan R. Edwards, Sandra Edwards, Hayley C. Whitaker, Sue Merson, Nening Dennis, Rosalin A. Cooper, Steven Hazell, Anne Y. Warren, The CancerMap Group, Rosalind Eeles, Andy G. Lynch, Helen Ross-Adams, Alastair D. Lamb, David E. Neal, Krishna Sethia, Robert D. Mills, Richard Y. Ball, Helen Curley, Jeremy Clark, Colin S. Cooper, et al.
European Urology Focus In Press, Available online 6 March 2017

Fonte: UEA Norwich Medical School

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scoperta la causa genetica del tumore ai testicoli.

Posted by giorgiobertin su febbraio 15, 2017

I ricercatori dell’Università degli Studi di Padova hanno scoperto le cause genetiche del tumore del testicolo. Il gene E2f1, deputato alla regolazione della divisione cellulare, è più frequentemente alterato nei soggetti colpiti dal cancro al testicolo. La ricerca, coordinata dall’endocrinologo e andrologo dell’Università di Padova Prof. Foresta è stata condotta dall’Istituto Oncologico Veneto – IOV, e pubblicata sulla rivista “Endocrine Related Cancer”.

logo_unipd         iov

I ricercatori, studiando 261 giovani con cancro del testicolo, hanno dimostrato che l’aumentata attività di questo gene caratterizza la predisposizione alla replicazione cellulare tipica del tumore. L’alterazione del gene E2f1 giustifica almeno in parte le ragioni di una predisposizione familiare nello sviluppo del tumore. Inoltre, i risultati raggiunti permettono di identificare la suscettibilità a sviluppare questo tumore nei giovani a rischio.

Leggi abstract dell’articolo:
Copy number variations of E2F1: a new genetic risk factor for testicular cancer
Maria Santa Rocca, Andrea Di Nisio, Arianna Marchiori, Marco Ghezzi, Giuseppe Opocher, Carlo Foresta, and Alberto Ferlin
Endocr Relat Cancer first published on 19 January 2017, doi:10.1530/ERC-16-0514

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un radiotracciante per la diagnosi di cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su febbraio 8, 2017

I ricercatori del National Institute of Biomedical Imaging e Bioingegneria (NIBIB) hanno sviluppato un nuovo radiotraciante per diagnosticare il cancro alla prostata. Lo studio di fase I di sperimentazione clinica si è concluso con successo. Ricordiamo che gli studi di fase I sono in genere condotti con un piccolo gruppo di persone, al fine di stabilire la sicurezza e identificare eventuali possibili effetti collaterali.

chen-image
The new tracer shows tumors in a 64 year old man newly diagnosed with prostate cancer.

Attualmente, i medici utilizzano una varietà di tecniche di imaging e test per diagnosticare e monitorare il cancro alla prostata compresi i test PSA sangue, la risonanza magnetica (MRI), il singolo fotone di emissione tomografia computerizzata (SPECT), tomografia ad emissione di positroni (PET) e la tomografia computerizzata (CT ) a scansioni. Ogni metodo ha punti di forza e di debolezza, ma non esiste un unico metodo che è in grado di identificare con successo e monitorare tumori primari, linfonodi metastatici, e lesioni ossee.

Xiaoyuan Chen e il suo team hanno cercato di risolvere questo problema con lo sviluppo di un radiofarmaco che potrebbe identificare il cancro alla prostata in tutte le fasi. I radiotraccianti sono costituiti da molecole carrier che sono legate strettamente ad un atomo radioattivo.
Il tracciante, come descritto sulla rivista “Journal of Nuclear Medicine” è stato in grado di identificare con successo 3 su 4 tumori primari, tutti i 14 linfonodi metastatici e, significativamente, è stato in grado di identità tutti e 20 le lesioni ossee nei pazienti.

Leggi abstract dell’articolo:
Clinical Translation of a Dual Integrin αvβ3– and Gastrin-Releasing Peptide Receptor–Targeting PET Radiotracer, 68Ga-BBN-RGD.
Jingjing Zhang, Gang Niu, Lixin Lang, Fang Li, Xinrong Fan, Xuefeng Yan, Shaobo Yao, Weigang Yan, Li Huo, Libo Chen, Zhiyuan Li, Zhaohui Zhu, and Xiaoyuan Chen.
The Journal of Nuclear Medicine. 01 Feb. 2017.

Fonte: National Institute of Biomedical Imaging e Bioingegneria (NIBIB)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Evitare la biopsia della prostata utilizzando la risonanza magnetica.

Posted by giorgiobertin su gennaio 24, 2017

L’esecuzione di una risonanza magnetica negli uomini con carcinoma prostatico sospetto potrebbe risparmiare ad un quarto di essi il dover subire la biopsia della prostata, secondo uno studio pubblicato su “The Lancet da parte dei ricercatori dell’University College Londra.

trus-biopsy

La scansione multi-parametric MRI (MP-MRI) mostra quanto sia grande un tumore, come densamente siano aggregate le sue cellule e come siano legate al flusso sanguigno – tutti fattori che contribuiscono a determinare l’aggressività del cancro.
Per lo studio, 576 pazienti con sospetto cancro alla prostata sono stati scanditi da MP-MRI prima di subire due forme di biopsia: standard transrettale ecoguidata (TRUS) e di controllo. Il team ha dimostrato che l’esecuzione della scansione MP-MRI prima della biopsia ha potuto identificare gli uomini con tumori innocui che non hanno bisogno automaticamente di una biopsia, ma di un semplice monitoraggio.

Scarica e leggi il documento in full text:
Diagnostic accuracy of multi-parametric MRI and TRUS biopsy in prostate cancer (PROMIS): a paired validating confirmatory study
Ahmed, Hashim U et al.
The Lancet Published: 19 January 2017 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(16)32401-1

This study is registered on ClinicalTrials.gov, NCT01292291.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Trattamento laser contro il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su dicembre 20, 2016

I chirurghi della Division of Surgery and Interventional Science, University College London, UK hanno descritto e riportato i risultati di un nuovo trattamento per il cancro della prostata in fase iniziale.
La tecnica, testata in Europa, utilizza il laser ed un farmaco (Padeliporfin) a base di batteri di acque profonde per eliminare i tumori, tutto ciò senza causare gravi effetti collaterali. Si tratta della terapia fotodinamica vascolare mirata (4 mg/kg padeliporfin via endovenosa nell’arco di 10 minuti) con fibre ottiche inserite nella prostata per coprire la zona di trattamento desiderato e successiva attivazione con luce laser 753 nm con una potenza fissa di 150 mW/cm per 22 min 15 s).

prostate_cancer_laser_therapy

I trials in fase I e II sono stati condotti, come riportato sulla rivista “The Lancet Oncology“, su 413 uomini ed hanno dimostrato che in quasi la metà di loro non era rimasta traccia di cancro. Inoltre si sono attenuati e in parte risolti i problemi dell’impotenza permanente e dell’incontinenza, che sono spesso il prezzo del trattamento del cancro della prostata con la chirurgia o la radioterapia. Il processo ha coinvolto 47 ospedali in tutta Europa ed ha mostrato che il 49% dei pazienti è andato in remissione completa.

Il nuovo trattamento utilizza un farmaco, a base di batteri che vivono nel buio quasi totale del fondo marino e che diventano tossici solo quando esposti alla luce. Quando il laser è acceso, si attiva il farmaco per uccidere il cancro e lascia la prostata sana intatta.

Trattamenti di terapia focale come questo hanno il potenziale per offrire una soluzione coloro che hanno un cancro localizzato, non ancora diffuso al di fuori della prostata“, ha detto il prof Mark Emberton coordinatore degli studi.

Tuttavia, il nuovo trattamento non è ancora disponibile per i pazienti con cancro alla prostata. La nuova tecnica sarà valutata dalle autorità di regolamentazione europea, all’inizio del prossimo anno.

Leggi abstract dell’articolo:
Padeliporfin vascular-targeted photodynamic therapy versus active surveillance in men with low-risk prostate cancer (CLIN1001 PCM301): an open-label, phase 3, randomised controlled trial
Azzouzi, Abdel-Rahmène, Prof Christian Gratzke, MD, Prof Mark Emberton, et al.
The Lancet Oncology, Published: 19 December 2016 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S1470-2045(16)30661-1

This trial is registered with ClinicalTrials.gov, number NCT01310894.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

RCOG: Linea guida sulla gestione della sindrome della vescica dolorosa.

Posted by giorgiobertin su dicembre 14, 2016

Questo orientamento, un’iniziativa congiunta Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (RCOG) e British Society of Urogynaecology (BSUG), ha lo scopo di fornire informazioni basate su prove per i medici di assistenza primaria e secondaria sui sintomi e le opzioni di trattamento per la sindrome di dolore vescicale (BPS – Bladder Pain Syndrome) nelle donne.

bladder-guidelines

La BPS può essere definita come dolore, pressione o disagio nel bacino/vescica, in associazione a sintomi urinari (frequenza, urgenza, nicturia, vescica dolorosa al riempimento) della durata di almeno sei settimane, e senza alcuna causa identificabile.
La linea guida copre anche trattamenti farmacologici e ulteriori opzioni di trattamento tra cui la chirurgia una volta che tutto il resto è stato provato.

Scarica e leggi il documento in fulltext:
Management of Bladder Pain Syndrome (Green-top Guideline No. 70)

Fonte: Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (RCOG)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

Individuata proteina chiave nel cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su novembre 11, 2016

Gli scienziati del The Wistar Institute hanno dimostrato come una proteina chiamata TRAP1 – un importante regolatore della produzione di energia nelle cellule sane e tumorali – è un importante motore per il cancro alla prostata e sembra essere un obiettivo terapeutico prezioso per la malattia. I risultati sono stati pubblicati sul “Journal of Biological Chemistry“.

jbc-cover

I mitocondri sono conosciuti come la centrale elettrica delle cellule a causa del loro ruolo nella produzione di energia, e negli ultimi anni, la ricerca ha dimostrato che i diversi tumori sono in grado di manipolare i geni e le proteine responsabili della produzione di energia, al fine di aiutarli a sopravvivere.

TRAP1 è una proteina chaperone (classe funzionale di famiglie proteiche) che si trova in grandi quantità nei mitocondri delle cellule tumorali. Dai risultati dello studio è emerso che TRAP1 ha un ruolo nel promuovere la “fitness mitocondriale” di un tumore prostatico, rendendolo più aggressivo e meno sensibile al trattamento. Secondo i ricercatori la proteina potrebbe essere un bersaglio terapeutico “perseguibile”.

Stiamo continuando nel nostro programma di ricerca e sviluppo molto promettente volto a colpire i mitocondri nei tumori.” ha detto il prof. Dario Altieri Presidente e direttore del Wistar Institute Cancer Center.

Leggi abstract dell’articolo:
Transgenic Expression of Mitochondrial Chaperone TRAP1 Accelerates Prostate Cancer Development
Sofia Lisanti, David S. Garlick, Kelly G. Bryant, Michele Tavecchio, Gordon B. Mills, Yiling Lu, Andrew V. Kossenkov, Louise C. Showe, Lucia R. Languino, and Dario C. Altieri
Journal of Biological Chemistry First Published on October 17, 2016 doi: 10.1074/jbc.M116.745950

Fonte: Wistar Institute

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cancro alla prostata: Terapia ormonale aumenta il rischio di demenza.

Posted by giorgiobertin su ottobre 14, 2016

Gli uomini con cancro alla prostata che sono trattati con una forma di terapia ormonale per abbassare il testosterone, hanno il doppio delle probabilità di sviluppare demenza entro cinque anni. Ad affermarlo uno studio retrospettivo delle cartelle cliniche dei pazienti con cancro alla prostata  condotto alla Stanford Universtity e pubblicato sulla rivista “JAMA Oncology“.

androgen-deprivation

Il testosterone può promuovere la crescita dei tumori della prostata, e così i medici hanno utilizzato terapia di deprivazione androgenica per abbassare il testosterone e altri androgeni nei pazienti con cancro alla prostata sin dal 1940.

Il team ha esaminato i record (cartelle cliniche) di quasi 10.000 pazienti con carcinoma della prostata. Dei 1.829 che hanno ricevuto la terapia di deprivazione androgenica (ADT), 7,9 per cento ha sviluppato la demenza entro cinque anni, contro il 3,5 per cento di quelli non trattati con ADT.

Il rischio è reale e, a seconda della storia di demenza del paziente, si può prendere in considerazione dei trattamenti alternativi” – afferma Nigam Shah, professore associato di informatica biomedica alla Stanford Universtity.
I ricercatori avvertono comunque che i malati di cancro alla prostata che stanno ricevendo ADT non dovrebbe apportare modifiche ai loro farmaci senza parlare prima con i loro medici.

Leggi il full text dell’articolo:
Association Between Androgen Deprivation Therapy and Risk of Dementia
Kevin T. Nead, MD, MPhil; Greg Gaskin, BS; Cariad Chester, BS; Samuel Swisher-McClure, MD, MSHP; Nicholas J. Leeper, MD; Nigam H. Shah, PhD, MBBS
JAMA Oncol. 2016; doi: 10.1001/jamaoncol.2016.3662

Fonte: Stanford Universtity

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Cancro alla prostata: Analisi computazionale per possibili trattamenti.

Posted by giorgiobertin su agosto 12, 2016

I ricercatori dell’UC Santa Cruz e UCLA hanno applicato una serie completa di strumenti di analisi di casi letali di cancro alla prostata metastatico [castration-resistant prostate cancer (CRPC)], producendo una mappa dettagliata delle complesse reti di interazioni tra geni e proteine che consentono alle cellule tumorali della prostata a proliferare e di eludere il trattamento.

graphical-abstract-425

Sono stati analizzati campioni di tessuto ottenuti durante l’autopsia da pazienti con carcinoma della prostata metastatico letale; le analisi sofisticate hanno permesso di caratterizzare le cellule tumorali di ciascun paziente in dettagli senza precedenti. L’analisi computazionale dei set di dati risultanti ha prodotto schemi personalizzati delle vie di segnalazione delle cellule tumorali con dettagli che suggeriscono potenziali bersagli per la terapia.

Un passaggio chiave in molte delle vie di segnalazione è la “fosforilazione“, l’attivazione o la disattivazione di una proteina aggiungendo un gruppo fosfato in certi siti della proteina. Gli enzimi che fosforilano le proteine sono chiamati chinasi, e molti nuovi farmaci contro il cancro sono inibitori proprio della chinasi. Una componente importante di questo studio è un’analisi completa della “fosfoproteoma” dei tumori e delle cellule tumorali della prostata, che permettono di rivelare i cambiamenti negli stati di fosforilazione di proteine cellulari. E’ stata prodotta una nuova enciclopedia di fosforilazione delle proteine nelle cellule tumorali della prostata e dei tessuti.

I profili individuali basati sull’analisi di cellule tumorali di ogni paziente hanno rivelato informazioni clinicamente rilevanti. Lo strumento utilizzato per generare questi profili individuali va sotto l’acronimo pChips (phosphorylation-based cancer hallmarks using integrated personalized signatures).

Phosphoproteome Integration Reveals Patient-Specific Networks in Prostate Cancer
Drake, Justin M. … James A. Wohlschlegel, Thomas G. Graeber, Owen N. Witte
Cell – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cell.2016.07.007

Fonte: UNIVERSITY OF CALIFORNIA Santa Cruz

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

AUA: Linee guida sul trattamento dei calcoli renali.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2016

Sono state pubblicate dall’American Urological Association (AUA) le linee guida sulla gestione chirurgica dei pazienti con calcoli renali. Le linee guida forniscono istruzioni sulla valutazione dei pazienti con calcoli renali e/o ureterali ed evidenziano gli studi di laboratorio e per immagini che dovrebbero essere usati prima di un intervento per tali pazienti.


New guidelines published for physicians treating patients with kidney stones – University of Alabama at Birmingham

Le linee guida delineano raccomandazioni per gli esperti in materia di trattamento dei calcoli renali, piccoli depositi minerali duri formati all’interno dei reni e calcoli ureterali.
Le linee guida precedenti contenevano informazioni sulla terapia espulsiva medica mediante l’utilizzo di alfa-bloccanti per facilitare il passaggio dei calcoli in tutti i segmenti dell’uretere. I precedenti documenti erano stati pubblicati sulla rivista “Journal of Urology” nel 2005 e nel 2007.

Scarica e leggi il documento in full text:
SURGICAL MANAGEMENT OF STONES: AMERICAN UROLOGICAL ASSOCIATION/ENDOUROLOGICAL SOCIETY GUIDELINE
Dean Assimos, Amy Krambeck, Nicole L. Miller, Manoj Monga, Hassan Murad, Caleb P. Nelson, Kenneth T. Pace, Vernon M. Pais Jr., Margaret S. Pearle, Glenn M. Preminger, Hassan Razvi, Ojas Shah, Brian R. Matlaga

AUA guideline on management of staghorn calculi: diagnosis and treatment recommendations.
Preminger GM, Assimos DG, Lingeman JE et al.
J Urol 2005; 173: 1991

2007 guideline for the management of ureteral calculi.
Preminger GM, Tiselius HG, Assimos DG et al
J Urol 2007; 178: 2418.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »