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Posts Tagged ‘gastroenterologia’

Cancro al pancreas: nuovi approcci di trattamento.

Posted by giorgiobertin su agosto 19, 2019

Una scoperta degli scienziati dell’Huntsman Cancer Institute (HCI) dell’Università dello Utah potrebbe condurre i ricercatori a un modo più efficace per curare il cancro del pancreas.

murtaugh

La ricerca si è concentrata su una proteina trovata sulla superficie cellulare chiamata Piezo1 per studiare in che modo la morbidezza del tessuto cerebrale ha influenzato il comportamento della cellula.
Come la maggior parte dei tumori, il carcinoma del pancreas si sviluppa in parte a causa dei cambiamenti genetici nelle cellule sane, facendo crescere quelle cellule fuori controllo.

Questi cambiamenti genetici non possono essere invertiti e di solito non rispondono ai farmaci anti-cancro.
Il team ha condotto studi incentrati sul PTF1A, una proteina utilizzata dalle cellule del pancreas per ignorare i cambiamenti genetici e rimanere “differenziata” o sana.

Le cellule differenziate sono non divisibili e ben educate. PTF1A mantiene questo buon comportamento nelle cellule differenziate del pancreas“, ha detto il prof. Murtaugh.
Quando si verifica il carcinoma del pancreas, il PTF1A viene sempre spento.

I ricercatori sono stati in grado di impedirlo e hanno scoperto che mantenere PTF1A era sufficiente per bloccare completamente la formazione delle cellule tumorali del pancreas.

Hanno anche scoperto che le cellule tumorali nella fase iniziale sono tornate alle normali cellule del pancreas quando il PTF1A è stato riacceso.

PTF1A ha anche bloccato la crescita delle cellule tumorali in fase avanzata.
I risultati molto positivi sono stati ottenuti sui topi e sulle le linee cellulari di cancro del pancreas umano.
Non possiamo avviare una sperimentazione clinica su questo domani, ma ora abbiamo modi semplici di procedere che potrebbero portare a nuovi approcci nei prossimi cinque o dieci anni” – puntualizzano i ricercatori.

Leggi abstract dell’articolo:
Prevention and Reversion of Pancreatic Tumorigenesis through a Differentiation-Based Mechanism
Nathan M. Krah,Shuba M. Narayanan,Deanne E. Yugawa,Julie A. Straley,Christopher V.E. Wright,Raymond J. MacDonald,L. Charles Murtaugh
Published: August 15, 2019 DOI: https://doi.org/10.1016/j.devcel.2019.07.012

Fonte: Huntsman Cancer Institute (HCI) dell’Università dello Utah

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BSG: Linee guida sul monitoraggio del reflusso esofageo.

Posted by giorgiobertin su agosto 10, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “Gut” a cura della  British Society of Gastroenterology le linee guida per la manometria esofagea e il monitoraggio del reflusso esofageo.

manometria-esofagea

Le linee guida sostituiscono quelle prodotte nel 2006. Dal 2006 ci sono stati significativi progressi tecnologici, in particolare lo sviluppo della manometria ad alta risoluzione (HRM) e il monitoraggio dell’impedenza esofagea.

Scarica e leggi il documento in full text:
British Society of Gastroenterology guidelines for oesophageal manometry and oesophageal reflux monitoring
Trudgill NJ, Sifrim D, Sweis R, et al
Gut Published Online First: 31 July 2019. doi: 10.1136/gutjnl-2018-318115

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ACG: linee guida sulla Emocromatosi Ereditaria.

Posted by giorgiobertin su luglio 29, 2019

Sono state pubblicate sull’American Journal of Gastroenterology a cura dell’American College of Gastroenterology, le linee guida sulla Emocromatosi Ereditaria. L’Emocromatosi Ereditaria è una patologia genetica caratterizzata da eccessivo accumulo di ferro (Fe) che causa danno tissutale.

Emocromatosi

La disponibilità di test diagnostici molecolari ha reso possibile la conferma della diagnosi per la maggior parte dei pazienti. I test non invasivi come la risonanza magnetica T2 ha reso più semplice la quantificazione della deposizione epatica di ferro ed eliminato la necessità di biopsia epatica nella maggior parte dei pazienti.
La flebotomia rimane il pilastro della terapia, ma le nuove terapie emergenti come i nuovi agenti chelanti possono avere un ruolo per i pazienti.

Scarica e leggi il documento in full text:
ACG Clinical Guideline: Hereditary Hemochromatosis
Kris Kowdley, Kyle Brown, Joseph Ahn, et al.
American Journal of Gastroenterology: July 22, 2019 – Volume Publish Ahead of Print – doi: 10.14309/ajg.0000000000000315

Linee guida correlate:
Diagnosis and management of hemochromatosis: 2011 Practice Guideline by the American Association for the Study of Liver Diseases

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ESGE: Linea guida di preparazione dell’intestino per la colonscopia.

Posted by giorgiobertin su luglio 14, 2019

Sono state aggiornate a cura dell’European Society of Gastrointestinal Endoscopy (ESGE) le linee guida sulla preparazione dell’intestino per la colonscopia.
Da ricordare che una preparazione inadeguata dell’intestino ha un effetto negativo su tutti gli aspetti della procedura di colonscopia e, soprattutto, sulla sua accuratezza.

cover_endoscopy

Dalla pubblicazione della linea guida ESGE sulla preparazione dell’intestino nel 2013, sono state pubblicate prove aggiuntive sull’efficacia e la sicurezza dei diversi aspetti della preparazione dell’intestino, compresi dieta, tempistica e tipo di lassativo. L’obiettivo principale di questo aggiornamento è di incorporare tali nuove prove nelle raccomandazioni cliniche da adottare in scenari di routine e specifici.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Bowel preparation for colonoscopy: European Society of Gastrointestinal Endoscopy (ESGE) Guideline – Update 2019
Cesare Hassan, James East, Franco Radaelli, Cristiano Spada, Robert Benamouzig, Raf Bisschops, Michael Bretthauer, E. Dekker, Mario Dinis-Ribeiro, Monika Ferlitsch, Lorenzo Fuccio, Halim Awadie, Ian Gralnek, Rodrigo Jover, Michal F. Kaminski, Maria Pellisé, Konstantinos Triantafyllou, Giuseppe Vanella, Carolina Mangas-Sanjuan, Leonardo Frazzoni, Jeanin E. Van Hooft, Jean-Marc Dumonceau
Endoscopy DOI: 10.1055/a-0959-0505

Supplementary material

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Linee guida per il trattamento laparoscopico delle ernie.

Posted by giorgiobertin su luglio 13, 2019

Sono state aggiornate a cura dell’International Endohernia Society (IEHS) le linee guida per il trattamento laparoscopico delle ernie della parete addominale ventrale e incisionale. Il documento è stato pubblicato sulla rivista “Surgical Endoscopy“; il precedente documento era datato 2014.

Laparoscopic-Ventral-Hernia

Scarica e leggi il documento in full text:
Update of Guidelines for laparoscopic treatment of ventral and incisional abdominal wall hernias (International Endohernia Society (IEHS))—Part A
Bittner, R., Bain, K., Bansal, V.K. et al.
Surg Endosc (2019). https://doi.org/10.1007/s00464-019-06907-7

Update of Guidelines for laparoscopic treatment of ventral and incisional abdominal wall hernias (International Endohernia Society (IEHS)): Part B
Bittner, R., Bain, K., Bansal, V.K. et al.
Surg Endosc (2019). https://doi.org/10.1007/s00464-019-06908-6 First Online: 10 July 2019

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Latte di capra per la salute dell’intestino.

Posted by giorgiobertin su giugno 28, 2019

Una nuova ricerca condotta dagli scienziati della School of Science, RMIT University – Australia ha dimostrato che il latte di capra ha proprietà prebiotiche simili al latte materno e potrebbe supportare la funzione intestinale nei bambini. Lo studio è stato pubblicato sul “British Journal of Nutrition“, ed ha analizzato due tipi di latte commerciale di capra.

news-goats

La ricerca ha esaminato gli oligosaccaridi, un tipo di prebiotico che può aumentare la crescita di batteri benefici e proteggere contro i batteri nocivi nell’intestino. In particolare sono stati trovati 14 oligosaccaridi prebiotici presenti in natura nella formula del latte di capra. Cinque di questi si trovano anche nel latte materno umano.

Il professor Harsharn Gill, ha affermato che questo è il primo studio a rivelare la diversità degli oligosaccaridi nella formula del latte di capra e la loro somiglianza con il latte umano.

I nostri risultati mostrano che la formula del latte di capra può avere forti proprietà prebiotiche e anti-infezione, che potrebbero proteggere i bambini dalle infezioni gastrointestinali”, ha detto Gill. Sono stati evidenziati quali oligosaccaridi prebiotici nella formula del latte di capra sono efficaci nel promuovere selettivamente la crescita di batteri sani nell’intestino.
Quando l’allattamento al seno non è possibile o insufficiente, gli alimenti per lattanti sono comunemente usati come alternativa, ma sono disponibili informazioni limitate sugli oligosaccaridi che possono contenere o sui loro probabili benefici per la salute.

Il nuovo studio ha esaminato la presenza di oligosaccaridi presenti in natura in due formule di latte di capra (Oli6 Stage 1 per bambini di età compresa tra 0-6 mesi e Oli6 Stage 2 per bambini di età compresa tra 6-12 mesi) e le loro proprietà prebiotiche e anti-infezione.

Scarica e leggi il documento in full text:
Oligosaccharides in goats’ milk-based infant formula and their prebiotic and  anti-infection properties
Andrea Leong, Zhiqian Liu, Bogdan Zisu, Christopher Pillidge, Simone Rochfort, Hala Almshawit, Harsharn Gill
British Journal of Nutrition, 1-26 DOI: 10.1017/S000711451900134X Published online: 14 June 2019

Fonte: School of Science, RMIT University – Australia

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Nuovo test non invasivo per le malattie intestinali.

Posted by giorgiobertin su giugno 27, 2019

Un nuovo studio dei ricercatori della Facultad de Estudios Superiores Zaragoza in Messico, pubblicato su “Experimental Physiology” propone un nuovo test non invasivo per valutare la funzione intestinale che può aiutare a schermare e monitorare il trattamento delle malattie dell’intestino utilizzando solo un piccolo campione (1 ml) di sangue e feci.


New, non-invasive test for Bowel Diseases

Quanto bene funzioni l’intestino è determinato dalla barriera intestinale, un complesso sistema multistrato. Questo può essere paragonato a un filtro che controlla con precisione il passaggio dei nutrienti e impedisce ai batteri di passare dall’interno dell’intestino al flusso sanguigno.

Nei pazienti con IBD ed altre malattie intestinali, la barriera intestinale è compromessa. La parete intestinale è più simile a un setaccio strappato, consentendo a più prodotti batterici di passare dall’intestino al sangue. Questo è comunemente definito come intestino permeabile.

Il nuovo test misura la concentrazione di prodotti batterici intestinali (prodotti dai batteri durante il metabolismo) nel sangue e nelle feci del paziente. Gli autori ritengono che con ulteriori ricerche questa valutazione della perdita intestinale sarà molto importante nella diagnosi e nel trattamento di IBD e di altre malattie intestinali (video).

Scarica e leggi il documento in full text:
Inflammatory bowel disease associates with increased gut‐to‐blood penetration of SCFA: A new, noninvasive marker of a functional intestinal lesion
Kinga Jaworska Marek Konop Klaudia Bielinska Tomasz Hutsch Marcin Dziekiewicz Aleksandra Banasz kiewicz Marcin Ufnal
Experimental Physiology First Published: 26 June 2019 https://doi.org/10.1113/EP087538

Link video di YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=I5ha-1Pte-0&feature=youtu.be

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ESMO: aggiornamento delle linee guida sui tumori gastrointestinali.

Posted by giorgiobertin su giugno 18, 2019

L’European Society for Medical Oncology (ESMO) ha pubblicato un aggiornamento delle linee guida per la pratica clinica sul trattamento del carcinoma epatocellulare (hepatocellular carcinoma, HCC) e dei tumori del pancreas, dei tessuti molli e dello stomaco. L’aggiornamento include anche i tumori alla prostata.

esmo-logo

Gli aggiornamenti riguardano le seguenti linee guida pubblicate nel 2015-2016-2018:
Hepatocellular carcinoma: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Vogel A, Cervantes A, Chau I et al. Ann Oncol 2018; 29 (Suppl 4): iv238–iv255.
Cancer of the pancreas: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Ducreux M, Sa Cuhna A, Caramella C, et al. Ann Oncol 2015; 26(suppl 5): v56-v68.
Soft tissue and visceral sarcomas: ESMO-EURACAN Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Casali PG, Abecassis N, Bauer S et al. Ann Oncol 2018 ;29 (Suppl 4): iv51-iv67.
Gastric cancer: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Smyth EC, Verheij M, Allum W, et al. Ann Oncol 2016; 27 (Suppl 5): v38-v49.

Scarica e leggi il documento in full text:
Recent eUpdates to the ESMO Clinical Practice Guidelines on Hepatocellular Carcinoma, Cancer of the Pancreas, Soft Tissue and Visceral Sarcomas, Cancer of the Prostate and Gastric Cancer.
Pentheroudakis G. the ESMO Guidelines Committee
Ann Oncol. 2019 Jun 6. pii: mdz180. doi: 10.1093/annonc/mdz180. [Epub ahead of print]

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Linee guida sulla gestione della pancreatite acuta.

Posted by giorgiobertin su giugno 13, 2019

Sono state pubblicate a cura della World Society for Emergency Surgery le linee guida sulla gestione della pancreatite severa acuta.

Scarica e leggi il documento in full text:
2019 WSES guidelines for the management of severe acute pancreatitis
Leppäniemi, A., Tolonen, M., Tarasconi, A. et al.
World J Emerg Surg (2019) 14: 27. https://doi.org/10.1186/s13017-019-0247-0

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BSG: linee guida sulla diagnosi e gestione della colangite sclerosante primitiva.

Posted by giorgiobertin su giugno 7, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista Gut, a cura della British Society of Gastroenterology, le linee guida aggiornate sulla diagnosi e gestione della colangite sclerosante primitiva.

colangite_sclerosante_primitiva

La colangite sclerosante primitiva (o idiopatica) è quel complesso di disturbi che riguarda i dotti biliari, con fibrosi e stenosi degli stessi.

Scarica e leggi il documento in full text:
British Society of Gastroenterology and UK-PSC guidelines for the diagnosis and management of primary sclerosing cholangitis
Chapman MH, Thorburn D, Hirschfield GM, et al.
Gut Published Online First: 01 June 2019. doi: 10.1136/gutjnl-2018-317993

Articoli correlati:
Primary sclerosing cholangitis
Jessica K Dyson, Ulrich Beuers, David E J Jones, Ansgar W Lohse, Mark Hudson

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Tumore al pancreas: un farmaco raddoppia la sopravvivevnza.

Posted by giorgiobertin su giugno 2, 2019

Una terapia innovativa e personalizzata migliora la sopravvivenza dei pazienti con tumore metastatico al pancreas. Si chiama olaparib, e nei pazienti con mutazione dei geni BRCA1 e/o BRCA2 ha ridotto del 47% il rischio di progressione della malattia. A 2 anni, il 22% dei pazienti trattati con olaparib risulta libero da progressione di malattia (rispetto al 9,6% di quelli trattati con placebo). A dimostrarlo è lo studio internazionale di fase III POLO, presentato oggi in seduta plenaria al 55mo Congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO) e pubblicato sul “New England Journal of Medicine”.

olaparib

Questo studio, spiega il prof. Giampaolo Tortora, “avrà dunque un impatto importante sulla vita dei pazienti, poichè il cancro del pancreas è un killer che registra una delle peggiori prognosi tra i tumori solidi e contro il quale le armi sono ridotte“. I dati sono molto incoraggianti: “Ad un anno la malattia si è ‘fermata’ nel 15% dei pazienti trattati con placebo contro il 34% di quelli curati col farmaco; ad 1,5 anni rispettivamente nel 10% e nel 30% e a due anni nel 10% nel 22%”.

Confidiamo che dopo la pubblicazione di oggi dei risultati ottenuti dallo studio POLO sul “British Medical Journal”, ci possa essere in Italia un programma di uso compassionevole per garantire l’accesso al farmaco ai pazienti che ne necessiterebbero” – ha sottolineato Tortora -. “Stiamo avviando contatti con l’azienda produttrice in questa direzione e prevediamo un aumento della domanda da parte dei malati”.

Leggi abstract dell’articolo:
Maintenance Olaparib for Germline BRCA-Mutated Metastatic Pancreatic Cancer
Talia Golan, M.D., Pascal Hammel, M.D., Ph.D., Michele Reni, M.D., Eric Van Cutsem, M.D., Ph.D., Teresa Macarulla, M.D., Ph.D., Michael J. Hall, M.D., Joon-Oh Park, M.D., Ph.D., Daniel Hochhauser, M.D., Ph.D., Dirk Arnold, M.D., Ph.D., Do-Youn Oh, M.D., Ph.D., Anke Reinacher-Schick, M.D., Ph.D., Giampaolo Tortora, et al.
NEJM June 2, 2019 DOI: 10.1056/NEJMoa1903387

POLO ClinicalTrials.gov number, NCT02184195.

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Nuovo trattamento per la malattia del fegato grasso.

Posted by giorgiobertin su maggio 23, 2019

Un team di ricercatori guidato dalla Duke-NUS Medical School e National Heart Center Singapore (NHCS) ha scoperto che la disattivazione della proteina interleuchina 11 (IL11) con anticorpi terapeutici inverte l’infiammazione e la cicatrizzazione del fegato in pazienti affetti da steatoepatite non alcolica non intrattabile (NASH). La pubblicazione dei risultati è stata fatta sulla rivista “Gastroenterology“.

il11
Credit for illustration: Dr. Eleonora Adami, Duke-NUS Medical School

Il team ha scoperto che il gene IL11 innesca lo sviluppo della NASH e il grasso si accumula nei fegati delle persone con questa condizione. È più comune nelle persone che sono obese e diabetiche e causa affaticamento, dolore addominale , prurito della pelle, nausea e può portare alla cirrosi epatica o al cancro. Gli anticorpi terapeutici sviluppati dai ricercatori Duke-NUS e NHCS hanno inibito IL11 in un modello pre-clinico che imitava la forma umana della NASH, prevenendo e invertendo l’infiammazione del fegato e portando persino a livelli più bassi di colesterolo e glucosio nel sangue.

Milioni di persone sono affette da diabete e pericolosa malattia del fegato grasso – abbiamo identificato un nuovo approccio per trattare questi pazienti e ripristinare la loro funzionalità epatica, riducendo al contempo i grassi pericolosi e il glucosio nel loro sangue“, afferma il professor Stuart Cook. “Puntiamo ad avere i farmaci pronti per le sperimentazioni cliniche entro la fine del 2020″.

Leggi il full text dell’articolo:
Inhibiting Interleukin 11 Signaling Reduces Hepatocyte Death and Liver Fibrosis, Inflammation, and Steatosis in Mouse Models of Non-Alcoholic Steatohepatitis
Widjaja AA, Singh BK, Adami E, Viswanathan S, Dong J, D’Agostino GA, Ng B, Lim WW, Tan J, Paleja BS, Tripathi M, Lim SY, Shekeran SG, Chothani SP, Rabes A, Sombetzki M, Bruinstroop E, Min LP, Sinha RA, Albani S, Yen PM, Schafer S and Cook SA
Gastroenterology Available online 9 May 2019 https://doi.org/10.1053/j.gastro.2019.05.002

Fonte: Duke-NUS Medical School

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Un chip per studiare la fisiologia del microbioma intestinale umano.

Posted by giorgiobertin su maggio 21, 2019

Il microbioma umano, l’enorme collezione di microbi che vivono all’interno e sul nostro corpo, influenza profondamente la salute e le malattie umane. La flora intestinale umana in particolare, che ospita il numero più elevato di microbi, non solo abbatte i nutrienti e rilascia le molecole importanti per la nostra sopravvivenza, ma è anche protagonista nello sviluppo di molte malattie tra cui infezioni, malattie infiammatorie intestinali, cancro, malattie metaboliche, malattie autoimmuni e disturbi neuropsichiatrici.

microbioma
Bacteria of the human gut microbiome (yellow) are populating the intestinal epithelial channel of the anaerobic Intestine Chip that maintains gut-like low-oxygen concentrations. The bacteria are directly attaching to a dense mucus layer produced by the intestinal epithelium. Credit: Wyss Institute at Harvard University.

Un team di ricerca presso Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering at Harvard University, ha sviluppato un dispositivo che permetterà di studiare come interagiscono intestino e batteri, identificando il ruolo del microbioma nella salute e nella malattia.
In particolare hanno sviluppato un chip microfluidico che rende possibile la co-coltura. Il chip contiene due compartimenti separati da una membrana porosa – uno per una cultura dell’epitelio intestinale umano vascolarizzato e un altro per un microbioma complesso. Coltivando il dispositivo in una camera anaerobica personalizzata, i ricercatori hanno creato un gradiente di ossigeno in base al quale le cellule umane ricevono abbastanza per crescere e sopravvivere, ma i batteri sono esposti a condizioni di ossigeno ridotto, che imitano la situazione nell’intestino umano.

“Abbiamo generato un gradiente di ossigeno attraverso i due canali che consente ancora di sostenere l’epitelio intestinale con l’ossigeno che si diffonde attraverso la membrana porosa“, ha detto Elizabeth Calamari. “Inoltre, abbiamo installato i chip intestinali con sensori ottici in grado di segnalare le concentrazioni di ossigeno locali in entrambi i canali in tempo reale senza disturbare il gradiente di ossigeno.”

I ricercatori sperano che questo lavoro possa aiutare la medicina personalizzata e identifichi il ruolo del microbioma in una varietà di malattie.

Leggi abstract dell’articolo:
A complex human gut microbiome cultured in an anaerobic intestine-on-a-chip
Sasan Jalili-Firoozinezhad, Francesca S. Gazzaniga, Elizabeth L. Calamari, Diogo M. Camacho, Cicely W. Fadel, Amir Bein, Ben Swenor, Bret Nestor, Michael J. Cronce, Alessio Tovaglieri, Oren Levy, Katherine E. Gregory, David T. Breault, Joaquim M. S. Cabral, Dennis L. Kasper, Richard Novak & Donald E. Ingber
Nature Biomedical Engineering Published: 13 May 2019 https://doi.org/10.1038/s41551-019-0397-0

Fonte: Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering at Harvard University

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Un additivo alimentare molto usato altera il microbioma intestinale.

Posted by giorgiobertin su maggio 17, 2019

Una ricerca condotta dall’Università di Sydney fornisce nuove prove sul fatto che delle nanoparticelle di E171, che sono presenti in molti prodotti alimentari, possono avere un’influenza sostanziale e dannosa sulla salute umana.

Lo studio coordinato dal prof. Wojciech Chrzanowski, ha studiato gli impatti sulla salute dell’additivo alimentare E171 (nanoparticelle di biossido di titanio) che è comunemente usato in quantità elevate negli alimenti e alcuni farmaci come agente sbiancante. Trovato in più di 900 prodotti alimentari come bibite, caramelle, dolci, cioccolato, biscotti, e nei chewing gum, l’E171 viene consumato in gran parte ogni giorno dalla popolazione mondiale.

Lo studio condotto sui topi e pubblicato sulla rivista “Frontiers in Nutrition“, ha rilevato che il consumo di alimenti contenenti E171 ha un impatto sul microbioma intestinale (definito dai trilioni di batteri che popolano l’intestino) che potrebbe scatenare malattie come le malattie infiammatorie intestinali e il cancro del colon-retto.

chewing gum

Lo scorso anno uno studio pubblicato in “Scientific Reports“, ha riscontrato un legame fra il consumo di E171 la formazione di tumori del colon.
Inoltre, uno studio in vitro, pubblicato sulla rivista “Environmental Science: Nano” dell’aprile di quest’anno, ha anche scoperto che l’E171 può portare all’alterazione della normale funzionalità cellulare e del mantenimento nel tratto gastrointestinale, il che significa che la sostanza può danneggiare meccanismi di auto-protezione dell’intestino.

“La nostra ricerca ha dimostrato che il biossido di titanio interagisce con i batteri nell’intestino e altera alcune delle loro funzioni che possono causare lo sviluppo di malattie. Stiamo dicendo che il suo consumo dovrebbe essere regolato molto più severamente dalle autorità alimentari” – affermano i ricercatori.
La Francia ha deciso di vietarne l’impiego negli alimenti a partire dal 2020.

Leggi abstract dell’articolo:
Impact of the Food Additive Titanium Dioxide (E171) on Gut Microbiota-Host Interaction
Gabriela Pinget, Jian Tan, Bartlomiej Janac, Nadeem O. Kaakoush, Alexandra Sophie Angelatos, John O’Sullivan, Yen Chin Koay, Frederic Sierro, Joel Davis, Shiva Kamini Divakarla, Dipesh Khanal, Robert J. Moore, Dragana Stanley, Wojciech Chrzanowski and Laurence Macia
Front. Nutr., 14 May 2019 | https://doi.org/10.3389/fnut.2019.00057

Fonte: University of Sidney

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Terapia antibiotica nella pancreatite acuta.

Posted by giorgiobertin su maggio 16, 2019

Un team di ricercatori internazionali ha fatto una revisione della letteratura con l’obiettivo di investigare le attuali pratiche cliniche e sviluppare raccomandazioni che guidino i medici nella prescrizione di un trattamento antibiotico nella pancreatite acuta.

Pancreatology

Il documento ha formulato quattro dichiarazioni di consenso per incoraggiare la riduzione del trattamento antibiotico ingiustificato nella pancreatite acuta e utilizzare la procalcitonina come biomarcatore per guidare il processo decisionale.

Scarica e leggi il full text  dell’articolo:
Antibiotic therapy in acute pancreatitis: From global overuse to evidence based recommendations
Andrea Párniczky, Tamás Lantos, Eszter Margit Tóth, Zsolt Szakács, … Péter Hegyi
Pancreatology Available online 19 April 2019 https://doi.org/10.1016/j.pan.2019.04.003

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Verso un vaccino contro il cancro colorettale.

Posted by giorgiobertin su maggio 6, 2019

Uno studio clinico di fase I mostra la promessa di un nuovo vaccino contro il cancro del colon-retto, in quanto non ha causato effetti collaterali seri, mentre l’attività ematologica ha dimostrato l’attivazione delle cellule immunitarie. I risultati pubblicati su “Journal for ImmunoTherapy of Cancer” offrono la speranza di un vaccino efficace per il cancro del colon-retto.

Il vaccino messo a punto dai ricercatori del Jefferson (Philadelphia University + Thomas Jefferson University), negli Stati Uniti, agisce mobilitando il sistema immunitario contro una molecola specifica che gli scienziati chiamano GUCY2C (colorectal cancer antigen GUCY2C). Ricerche precedenti hanno scoperto che questa molecola è un marker che i tumori del colon-retto esprimono e che aiuta queste cellule cancerogene a distinguersi dalle cellule sane.

I ricercatori hanno accoppiato questa molecola con un’altra che aumenta la reazione immunitaria con la speranza di colpire le cellule tumorali e ucciderle. “Questo è uno studio chiave e fornisce delle prove sulla possibilità di indirizzare in sicurezza il proprio sistema immunitario del paziente per cercare e distruggere questo tipo di tumore. Questa è una vera pietra miliare – resa possibile dagli scienziati e dai clinici nella nostra squadra di cancro del colon-retto che lavora in sincronia.” – afferma il prof. Karen E. Knudsen, Ph.D., che è il direttore del Sidney Kimmel Cancer Center di Jefferson Health in Philadelphia.

I risultati positivi di questa nuova sperimentazione clinica di fase 1 che ha coinvolto 10 persone con cancro al colon in stadio 1 o 2 sono abbastanza promettenti, i ricercatori affermano di poter iniziare ulteriori studi (fase II) già nel prossimo autunno.

Leggi il full text dell’articolo:
Split tolerance permits safe Ad5-GUCY2C-PADRE vaccine-induced T-cell responses in colon cancer patients
Adam E. Snook, Trevor R. Baybutt, Bo Xiang, Tara S. Abraham, John C. Flickinger Jr, Terry Hyslop, Tingting Zhan, Walter K. Kraft, Takami Sato and Scott A. Waldman
Journal for ImmunoTherapy of Cancer 2019 7:104 https://doi.org/10.1186/s40425-019-0576-2

This trial (NCT01972737) was registered at ClinicalTrials.gov on October 30th, 2013. https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01972737

Fonte: Thomas Jefferson University

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NICE: linee guida sulla gestione della colite ulcerosa e del morbo di Crohn.

Posted by giorgiobertin su maggio 6, 2019

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla gestione della colite ulcerosa nei bambini, giovani e adulti, e sulla gestione della malattia di Crohn sempre nei bambini, giovani e adulti.

nice logo

Scarica e leggi i documenti in full text:
Ulcerative colitis: management – National Institute for Health and Care Excellence (free)
NICE guideline [NG130] Published date: May 2019

Articoli correlati:
ACG Clinical Guideline: Ulcerative Colitis in Adults – American Journal of Gastroenterology (free)
AGA Clinical Practice Guidelines on the Management of Mild-to-Moderate Ulcerative Colitis – Gastroenterology (free)

Crohn’s disease: management
NICE guideline [NG129] Published date: May 2019

Articoli correlati: ACG Clinical Guideline: Management of Crohn’s Disease in Adults – The American Journal of Gastroenterology (free)

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Linee guida sullo Screening del Cancro Colorettale.

Posted by giorgiobertin su aprile 27, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “JAMA“, a cura della Task force statunitense multisocietà sul cancro colorettale (MSTF) (American College of Gastroenterology [ACG], American Gastroenterological Association [AGA] e American Society for Gastrointestinal Endoscopy [ASGE]), le linee guida sullo screening del Cancro Colorettale (CRC).

Colorectal Cancer Screening JAMA

Lo screening dovrebbe iniziare all’età di 50 anni nelle persone a rischio medio (quelle senza una storia familiare ad alto rischio), eccetto che per gli afroamericani, in cui prove limitate supportano lo screening a partire da 45 anni.
Le persone con una storia familiare di CRC o un adenoma avanzato documentato in un parente di primo grado più giovane di 60 anni o 2 parenti di primo grado a qualsiasi età sono a rischio più elevato e devono sottoporsi a colonscopia ogni 5 anni; dovrebbero essere sottoposte a screening a partire da 40 anni.

Scarica e leggi il documento in full text:
Colorectal Cancer Screening
Gupta N, Kupfer SS, Davis AM.
JAMA. Published online April 25, 2019. doi:10.1001/jama.2019.4842

Articolo correlati:
-Colorectal cancer screening for average‐risk adults: 2018 guideline update from the American Cancer Society – CA: A Cancer Journal for Clinicians (free)

Colorectal Cancer Screening – U.S. Preventive Services Task Force (free resources)

Recommendations on screening for colorectal cancer in primary care – Canadian Task Force on Preventive Health Care (free

Colorectal Cancer Screening: Recommendations for Physicians and Patients from the U.S. Multi-Society Task Force on Colorectal Cancer – The American Journal of Gastroenterology (free)

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Tosse cronica e reflusso gastroesofageo nei bambini: linee guida.

Posted by giorgiobertin su aprile 23, 2019

Il CHEST Expert Cough Panel ha provveduto a pubblicare sulla rivista “Chest“, utilizzando le linee guida metodologiche dell’American College of Chest Physicians le linee guida su tosse cronica e reflusso gastroesofageo (GERD) nei bambini.

Chronic cough

I relatori hanno approvato che: il trattamento per GERD non dovrebbe essere usato quando non ci sono caratteristiche cliniche di GERD e; Le linee guida pediatriche per la GERD dovrebbero essere utilizzate per guidare il trattamento e le indagini.

Leggi il full text dell’articolo:
Chronic cough and gastroesophageal reflux in children – CHEST Guideline and Expert Panel Report
Anne B. Chang, John J. Oppenheimer, Peter J. Kahrilas, Ahmad Kantar, Bruce K. Rubin, Miles Weinberger, Richard S. Irwin on behalf of the CHEST Expert Cough Panel
Chest Published online: April 16, 2019, DOI: https://doi.org/10.1016/j.chest.2019.03.035

Articoli correlati:
Shields MD, Bush A, Everard ML et al. British Thoracic Society Guidelines Recommendations for
the assessment and management of cough in children. Thorax 2008; 63 Suppl 3:iii1-iii15

NICE guideline. Gastro-oesophageal reflux disease in children and young people. https://www
nice org uk/guidance/ng1 2015; accessed 19th Aug 2018

Rosen R, Vandenplas Y, Singendonk M et al. Pediatric Gastroesophageal Reflux Clinical Practice Guidelines: Joint Recommendations of the North American Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition and the European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2018; 66(3):516- 554.

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ESsCD: linee guida per la celiachia e altre patologie legate al glutine.

Posted by giorgiobertin su aprile 23, 2019

Sono state pubblicate a cura dell’European Society for the Study of Coeliac Disease (ESsCD), le linee guida per la celiachia e altre patologie legate al glutine sia negli adulti che nei bambini.

frumento

La linea guida si occupa anche di altri disturbi legati al glutine, come la dermatite erpetiforme, che è una manifestazione cutanea caratterizzata da depositi granulari di IgA nelle papille dermiche.

Scarica e leggi il documento in full text:
European Society for the Study of Coeliac Disease (ESsCD) guideline for coeliac disease and other gluten-related disorders.
Al-Toma, A., Volta, U., Auricchio, R., Castillejo, G., Sanders, D. S., Cellier, C., … Lundin, K. E. A.
United European Gastroenterology Journal. https://doi.org/10.1177/2050640619844125

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Scoperto il tallone d’Achille del cancro del pancreas.

Posted by giorgiobertin su aprile 18, 2019

Il carcinoma pancreatico avanzato è spesso asintomatico e porta a una diagnosi tardiva, solo dopo che le metastasi si sono diffuse in tutto il corpo. Inoltre, le cellule tumorali sono racchiuse in uno “scudo protettivo”, un microambiente che conferisce resistenza a molti farmaci per il trattamento del cancro. Ora, i ricercatori del Salk Institute, insieme a un team internazionale di collaboratori, hanno scoperto il ruolo di una proteina di segnalazione che potrebbe essere il tallone d’Achille del cancro del pancreas.


New study targets Achilles’ heel of pancreatic cancer, with promising results

I risultati, pubblicati sulla rivista “Nature“, mostrano che le cellule stellate delle cellule staminali del pancreas tipicamente dormienti nei tessuti normali si attivano e secernono proteine ​​per formare un guscio attorno al tumore nel tentativo di proteggerlo. Le cellule stellate attivate secernono anche una proteina di segnalazione chiamata LIF, che trasmette segnali stimolatori alle cellule tumorali per guidare lo sviluppo e la progressione del cancro del pancreas. I risultati suggeriscono inoltre che LIF potrebbe essere un utile biomarcatore per aiutare a diagnosticare il cancro del pancreas in modo più rapido ed efficiente.

Comprendere questa rete di comunicazione tra le cellule tumorali e le cellule stellate può consentirci di sviluppare terapie più efficaci, insieme a strumenti per una diagnosi precoce” – afferma il prof. Tony Hunter della Salk American Cancer Society.
Precedenti studi hanno dimostrato che se uccidi le cellule stellate del pancreas, allora i tumori peggiorano”, dice Hunter. “Noi non vogliamo distruggere le cellule stellate pancreatiche che secernono fattori di segnalazione, ma piuttosto vogliamo impedire loro di fornire i segnali di stimolazione alle cellule tumorali”.

Leggi abstract dell’articolo:
Targeting LIF-mediated paracrine interaction for pancreatic cancer therapy and monitoring
Yu Shi, Weina Gao, […]Tony Hunter
Nature (2019). DOI: 10.1038/s41586-019-1130-6 , https://www.nature.com/articles/s41586-019-1130-6

Fonte: Salk Institute,

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Linea guida EASL: lesioni epatiche indotte da farmaci

Posted by giorgiobertin su aprile 16, 2019

Sono state pubblicate a cura dell’European Association for the Study of the Liver sulla rivista Journal of Hepatology le linee guida sul danno epatico indotto da farmaci.
La lesione epatica idiosincrasica (imprevedibile) indotta da farmaci è uno dei disturbi epatici più difficili affrontati dagli epatologi, a causa della miriade di farmaci usati nella pratica clinica, di erbe disponibili e di integratori alimentari con potenziale epatotossico.

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L’epatotossicità di tipo idiosincrasico può essere grave, portando a una varietà particolarmente grave di insufficienza epatica acuta per la quale non è stata ancora sviluppata una terapia efficace. Queste linee guida di pratica clinica riassumono le prove disponibili sui fattori di rischio e diagnosi.

Scarica e leggi il documento in full text:
EASL Clinical Practice Guidelines: Drug-induced liver injury
Andrade, Raúl J.Aithal, Guruprasad P.Karlsen, Tom H. et al.
Journal of Hepatology DOI: https://doi.org/10.1016/j.jhep.2019.02.014

Download Images(.ppt)

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ESGE: linee guida sul trattamento dei calcoli alle vie biliari.

Posted by giorgiobertin su aprile 11, 2019

L’European Society of Gastrointestinal Endoscopy (ESGE) ha pubblicato una nuova linea guida sulla valutazione e il trattamento dei calcoli del dotto biliare comune (CBD) sulla base di una revisione sistematica della letteratura. La linea guida copre l’epidemiologia della coledocolitiasi e dei suoi fattori di rischio, così come il ruolo degli studi di laboratorio e dell’imaging non invasivo. Le raccomandazioni basate sull’evidenza si concentrano principalmente sugli interventi endoscopici, ma includono anche il ruolo e i tempi dell’intervento.

Viene enfatizzato l’uso della dilatazione papillare di palloncino per via endoscopica.

Scarica e leggi il documento in full text (free for a limited period):
Endoscopic management of common bile duct stones: European Society of Gastrointestinal Endoscopy (ESGE) guideline
Manes, Gianpiero; Paspatis, Gregorios; Aabakken, Lars; Anderloni, Andrea; Arvanitakis, Marianna; Ah-Soune, Philippe; Barthet, Marc; Domagk, Dirk; Dumonceau, Jean-Marc; Gigot, Jean-Francois; Hritz, Istvan; Karamanolis, George; Laghi, Andrea; Mariani, Alberto; Paraskeva, Konstantina; Pohl, Jürgen; Ponchon, Thierry; Swahn, Fredrik; ter Steege, Rinze W. F.; Tringali, Andrea; Vezakis, Antonios; Williams, Earl J.; van Hooft, Jeanin E
Endoscopy https://doi.org/10.1055/a-0862-0346 3 April 2019  DOI: 10.1055/a-0862-0346

Commentary: New Guideline on Management of Common Bile Duct Stones – NEJM Journal Watch (free for a limited period)

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Linee guida tedesche per la gestione della colite ulcerosa.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2019

Questa linea guida fornisce raccomandazioni chiave basate sull’evidenza per la diagnosi e il trattamento della colite ulcerosa. Il documento sostituisce la versione precedente del 2011.

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La linea guida è stata sviluppata da un team interdisciplinare di gastroenterologi, chirurghi, patologi, esperti di nutrizione, e gruppi di sostegno ai pazienti sotto l’auspicio della Società Tedesca per la gastroenterologia e le malattie metaboliche. La linea guida utilizza la metodologia basata sul consenso strutturale S3 e include affermazioni sulla pratica clinica, la prevenzione, i problemi infettiologici, la chirurgia e la nutrizione.

Scarica e leggi il documento in full text:
Updated S3-Guideline Ulcerative Colitis. German Society for Digestive and Metabolic Diseases (DGVS)
Torsten Kucharzik, Axel U. Dignass. et al.
Z Gastroenterol 2019; 57(02): 162-241 DOI: 10.1055/a-0824-0861

Articolo correlato:
ACG Clinical Guideline: Ulcerative Colitis in Adults – American Journal of Gastroenterology

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Cancro al colon: diagnosi precoce con il microbioma intestinale.

Posted by giorgiobertin su aprile 2, 2019

uN gruppo di ricerca del Cibio dell’Università di Trento hanno scoperto il collegamento tra la composizione della popolazione batterica intestinale e il cancro al colon e individuato un insieme di batteri ricorrenti nei pazienti a cui viene diagnosticata la malattia. I risultati dello studio, che rappresentano una possibile svolta per la diagnosi precoce non invasiva, sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Medicine“.

Segato CIBIO

“Nei campioni fecali di persone affette da cancro al colon abbiamo osservato la presenza di un insieme di batteri “marcatori” del carcinoma, in primis il Fusobacterium nucleatum che era già stato associato alla malattia, ma anche una decina di altri batteri che rafforzano tale associazione” – afferma il prof. Nicola Segata, responsabile del laboratorio di Metagenomica computazionale al Dipartimento Cibio dell’Università di Trento.

Oltre a batteri e altri microorganismi, i ricercatori hanno individuato un’altra particolare caratteristica del microbioma associato al cancro al colon-retto: un numero statisticamente più elevato di copie di un gene che codifica per l’enzima cutC. “Questo enzima”, spiega Nicola Segata, “è coinvolto nel metabolismo della colina – un composto organico preveniente dalla dieta – e nella conseguente produzione di una molecola (la trimetilammina) che è stata associata in altri studi a un rischio più elevato di contrarre il cancro al colon-retto“.

La scoperta della correlazione tra microbioma intestinale e cancro al colon-retto può avere immediata applicazione sul piano della diagnosi precoce. “Il microbioma rilevato nelle feci è altamente predittivo per la presenza della malattia e, combinato con altri test disponibili come quello del sangue occulto nelle feci, può aumentare l’accuratezza diagnostica di test non invasivi” – concludono i ricercatori.

Leggi abstract dell’articolo:
Metagenomic analysis of colorectal cancer datasets identifies cross-cohort microbial diagnostic signatures and a link with choline degradation
Andrew Maltez Thomas, Paolo Manghi, […]Nicola Segata
Nature Medicine Published: 01 April 2019

Fonte: Cibio dell’Università di Trento

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