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Posts Tagged ‘gastroenterologia’

Nelle donne lo stress danneggia la salute dell’intestino.

Posted by giorgiobertin su ottobre 18, 2017

I ricercatori del Department of Microbiology and Molecular Biology at Brigham Young University in Provo, UT, USA, hanno scoperto che i topi femmine quando sono stati esposti allo stress hanno subito cambiamenti nel loro microbioma intestinale – cioè la comunità di microrganismi che risiedono nell’intestino – paragonabili a quanto è visto in risposta ad una dieta ad alto contenuto di grassi.


Stress could be just as unhealthy as junk food

Lo stress può essere dannoso in molti modi, ma questa ricerca è nuova in quanto lega lo stress a cambiamenti specifici nel microbiota intestinale delle donne“, afferma la prof.ssa Bridgewater. “A volte pensiamo allo stress come un fenomeno puramente psicologico, ma provoca diversi cambiamenti fisici” (video).

Nella società, le donne tendono ad avere tassi più alti di depressione e ansia, che sono legati allo stress“, conclude la Bridgewater. “Questo studio suggerisce che una possibile fonte della diversità di genere può essere ricondotta ai diversi modi con cui il microbiota dell’intestino risponde allo stress nei maschi e nelle le femmine“.

Anche se lo studio è stato effettuato solo sugli animali, i ricercatori ritengono che può avere implicazioni significative per gli esseri umani.

Leggi il full text dell’articolo:
Gender-based differences in host behavior and gut microbiota composition in response to high fat diet and stress in a mouse model
Laura C. Bridgewater, Chenhong Zhang, Yanqiu Wu, Weiwei Hu, Qianpeng Zhang, Jing Wang, Shengtian Li & Liping Zhao
Scientific Reports 7, Article number: 10776 (2017) doi:10.1038/s41598-017-11069-4

Fonte: Department of Microbiology and Molecular Biology at Brigham Young University in Provo

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Identificata una mutazione genetica che provoca il cancro al fegato.

Posted by giorgiobertin su ottobre 13, 2017

I ricercatori dell’University of Copenaghen hanno scoperto che la fusione di due geni (DNAJB1–PRKACA) porta allo sviluppo del cancro al fegato chiamato Carcinoma epatocellulare fibrolamellare (Fibrolamellar hepatocellular carcinoma (FL-HCC)).

Gastro-cover150

I ricercatori hanno utilizzato la tecnologia rivoluzionaria CRISPR/Cas9 che consente di “modificare” il materiale genetico. Hanno prodotto reagenti CRISPR/Cas9, che provocano esattamente la fusione desiderata dei due geni. Gli esperimenti sono stati condotti sui topi.

Siamo ora in grado di documentare che questa mutazione è la causa di questa forma di cancro. Sospettavamo la mutazione, ma è la prima volta che dimostriamo che è causa della malattia. Questo permette di avere un obiettivo per un futuro trattamento“, afferma l’autore dello studio, il professore Morten Frödin del Biotech Research & Innovation Centre, BRIC.

I risultati sono pubblicati sulla rivista “Gastroenterology“.

I ricercatori hanno anche una strategia chiara su come realizzare e utilizzare un farmaco per questa mutazione genetica. Hanno già iniziato a collaborare con una grande azienda farmaceutica.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
CRISPR/Cas9 Engineering of Adult Mouse Liver Demonstrates That the Dnajb1–Prkaca Gene Fusion is Sufficient to Induce Tumors Resembling Fibrolamellar Hepatocellular Carcinoma
Lars H. Engelholm, Anjum Riaz, Denise Serra, Frederik Dagnæs-Hansen, Jens V. Johansen, Eric Santoni-Rugiu, Steen H. Hansen, Francesco Niola, and others
Gastroenterology Published online: September 15, 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1053/j.gastro.2017.09.008

Fonte: University of Copenaghen

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Nuova ricerca per combattere il cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su ottobre 7, 2017

Un team di ricercatori del Data Center presso la Columbia University coordinati dal prof. Danino, ha dimostrato che i batteri nei tumori del pancreas degradano un farmaco usato come chemioterapico per curare i pazienti che hanno il cancro al pancreas, la Gemcitabina.

Tal_Danino Prof. Tal Danino

I risultati dello studio sono stati pubblicati nella rivista “Science“. Lo studio può portare a sperimentazioni cliniche negli esseri umani. E se si trovano antibiotici per uccidere i batteri nei pazienti pancreatici, la chemioterapia può diventare più efficace, dando a questi pazienti più speranza e più vita.

La comprensione della microbiologia tumorale ci aiuterà a migliorare i nostri trattamenti chemioterapici esistenti per i pazienti affetti da tumore“, afferma Danino.

Leggi abstract dell’articolo:
Potential role of intratumor bacteria in mediating tumor resistance to the chemotherapeutic drug gemcitabine
BY LEORE T. GELLER, MICHAL BARZILY-ROKNI, TAL DANINO,…….TODD R. GOLUB, RAVID STRAUSSMAN
Science 15 SEP 2017 : 1156-1160

Fonte:  Data Center – Columbia University

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Lo zinco blocca le cellule tumorali dell’esofago.

Posted by giorgiobertin su ottobre 6, 2017

I ricercatori dell’University of Texas, Arlington, Texas, USA hanno dimostrato che lo zinco sospende in modo selettivo la crescita delle cellule tumorali, ma non le cellule epiteliali esofagee normali.

Zinc-Pills Zinc

Studi precedenti sull’argomento, in realtà, avevano dimostrato che lo zinco è un oligoelemento molto importante per il mantenimento dello stato di salute e per la protezione dell’esofago dal cancro, ma la base di questo meccanismo protettivo non era nota.
La carenza di zinco è stata riscontrata in molti pazienti affetti da tumore“, ha dichiarato il prof. Zui Pan. che ha pubblicato il lavoro sulla rivista “The FASEB Journal“, giornale della Federation of American Societies for Experimental Biology.
I dati clinici e gli studi sugli animali hanno dimostrato che questo minerale è molto importante per la salute del corpo e per la prevenzione del cancro”. “Il nostro studio, per la prima volta, rivela che lo zinco ostacola i segnali di calcio inattivi nelle cellule tumorali, che è assente nelle cellule normali, e quindi lo zinco inibisce selettivamente la crescita delle cellule tumorali. Una quantità insufficiente di zinco può portare allo sviluppo di tumori e altre malattie“.

Lo zinco è abbondante negli spinaci, nei semi di lino, nel manzo, nei semi di zucca e nei frutti di mare come gamberi e ostriche.

Selective inhibitory effects of zinc on cell proliferation in esophageal squamous cell carcinoma through Orai1
Sangyong Choi, Chaochu Cui, Yanhong Luo, Sun-Hee Kim, Jae-Kyun Ko, Xiaofang Huo, Jianjie Ma, Li-wu Fu, Rhonda F. Souza, Irina Korichneva, and Zui Pan
Faseb Journal Published online before print September 19, 2017, doi:10.1096/fj.201700227RRR

Fonte: University of Texas, Arlington, Texas

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Test genetico per la diagnosi di cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su ottobre 3, 2017

Un test genetico sviluppato dai ricercatori dell’University of Pittsburgh School of Medicine è risultato molto sensibile nel determinare quali cisti pancreatiche hanno più probabilità di trasformarsi in cancro al pancreas aggressivo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Gut“, la rivista della British Society of Gastroenterology.

pancreatic-cancer-test

Le cisti pancreatiche – piccole tasche di liquido nel pancreas – sono sempre più rilevate sulle scansioni mediche. Per la maggior parte, le cisti sono benigne. Ma poiché alcune possono progredire nel cancro al pancreas, i medici devono determinare se è necessario  rimuoverle chirurgicamente.
I ricercatori hanno sviluppato PancreaSeq®, che richiede una piccola quantità di liquido rimosso dalla cisti per testare 10 diversi geni tumorali associati al cancro al pancreas.

Lo studio ha dimostrato con l’accuratezza del 100%, che PancreaSeq permette di classificare correttamente ogni paziente con neoplasie intraduttali papillari mucinose (IPMN) del pancreas – un precursore comune al cancro al pancreas – basato sulla presenza di mutazioni in due geni, KRAS e GNAS.

I risultati di successo sono un passo fondamentale verso un approccio di medicina di precisione per individuare e curare il cancro al pancreas, che ha uno dei tassi di sopravvivenza più bassi di tutti i tumori.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Preoperative next-generation sequencing of pancreatic cyst fluid is highly accurate in cyst classification and detection of advanced neoplasia
Singhi AD, McGrath K, Brand RE, et al.
Gut Published Online First: 28 September 2017. doi: 10.1136/gutjnl-2016-313586

Fonte: University of Pittsburgh School of Medicine

Approfondimenti:
Linee guida per la gestione delle neoplasie mucinose del pancreas (International Association of Pancreatology 2012)
PancreaSeq

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FDA: approvato un duodenoscopio contro le infezioni.

Posted by giorgiobertin su ottobre 2, 2017

La Food and Drug Administration (Fda) ha approvato il primo duodenoscopio con cappuccio monouso all’estremità, un accorgimento che faciliterà la decontaminazione del dispositivo riducendo il rischio di infezioni. Il nuovo strumento, il Pentax ED34i10T, serve a visualizzare le vie biliari e pancreatiche, consentendo anche di raccogliere informazioni su fegato e pancreas.

P_ED34-i10T

Crediamo che il nuovo tappo distale disponibile rappresenti un passo importante verso l’abbassamento del rischio di future infezioni associate a questi dispositivi“, ha dichiarato William Maisel della FDA.

Fda News Release:
FDA clears first duodenoscope with disposable distal cap

Pentax ED34i10T

Comunicazione di sicurezza: ED-3490TK Video Duodenoscopio di Pentax

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Linee guida sull’endoscopia gastrointestinale.

Posted by giorgiobertin su ottobre 1, 2017

La British Society of Gastroenterology (Bsg) e l’Association of Upper Gastrointestinal Surgeons of Great Britain and Ireland (Augis) hanno pubblicato sulla rivista “Gut” le linee guida sull’endoscopia gastrointestinale.

BSG  Upper_endoscopy

Il documento stabilisce le norme minime previste nell’endoscopia diagnostica del tratto gastrointestinale superiore. La necessità di questo documento congiunto è sorta dal riconoscimento che mentre la competenza tecnica può essere rapidamente acquisita, in pratica l’esecuzione di un esame di alta qualità è variabile, con un tasso inaccettabilmente elevato di mancata di diagnosi di cancro con l’endoscopia.

Scarica e leggi il documento in full text:
Quality standards in upper gastrointestinal endoscopy: a position statement of the British Society of Gastroenterology (BSG) and Association of Upper Gastrointestinal Surgeons of Great Britain and Ireland (AUGIS)
Sabina Beg, Krish Ragunath, Andrew Wyman, Matthew Banks, Nigel Trudgill, Mark D Pritchard, Stuart Riley, John Anderson, Helen Griffiths, Pradeep Bhandari, Phillip Kaye, Andrew Veitch
Gut Published Online First: 18 August 2017. doi: 10.1136/gutjnl-2017-314109

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Linee guida cliniche sul trattamento del cancro al colon.

Posted by giorgiobertin su settembre 18, 2017

L’American Society of Colon and Rectal Surgeons (ASCRS) ha pubblicato in aggiornamento la linea guida clinica sul trattamento del cancro al colon. Il documento aggiorna il precedente pubblicato nel 2012.
La pubblicazione è stata fatta sul fascicolo di ottobre della rivista “Diseases of the Colon & Rectum“.

Colon-cancer-guidelines

Scarica e leggi il documento in full text:
The American Society of Colon and Rectal Surgeons Clinical Practice Guidelines for the Treatment of Colon Cancer
Vogel, Jon D. M.D.; Eskicioglu, Cagla M.D.; Weiser, Martin R. M.D.; Feingold, Daniel L. M.D.; Steele, Scott R. M.D. .. et al.
Diseases of the Colon & Rectum: October 2017 – Volume 60 – Issue 10 – p 999–1017 doi: 10.1097/DCR.0000000000000926

Fonte: American Society of Colon and Rectal Surgeons (ASCRS)

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Batteri nei tumori del pancreas inattivano farmaco antitumorale.

Posted by giorgiobertin su settembre 16, 2017

I microbi contribuiscono non solo allo sviluppo di malattie umane, ma anche alla risposta di malattie al trattamento. In uno studio pubblicato sulla rivista “Science“, i ricercatori del Department of Molecular Cell Biology, Weizmann Institute of Science, Israel e del
Broad Institute of MIT, hanno scoperto che alcuni batteri si trovano all’interno di tumori pancreatici umani. I risultati hanno inoltre dimostrato che alcuni di questi batteri contengono un enzima che inattiva un farmaco comune usato per trattare vari tipi di cancro, incluso il cancro al pancreas: la gemcitabina.

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Poiché l’argomento è nuovo, abbiamo usato metodi diversi per dimostrare che esistevano dei batteri all’interno dei tumori e abbiamo deciso di vedere l’effetto che questi batteri sui farmaci chemioterapici” – afferma il prof. Straussman. Lo studio ha dimostrato che questi batteri metabolizzano il farmaco, rendendolo inefficace. “Siamo stati in grado di trovare il gene batterico responsabile di questo, un gene chiamato cytidine deaminase (CDD)“. Il CDD si presenta in due forme: una forma lunga e una corta. Solo i batteri con la forma lunga del gene CDD inattivano la gemcitabina.
I ricercatori hanno anche dimostrato che inattivando il gene CDD a catena lunga, dopo un trattamento con antibiotici, si è avuta una risposta positiva alla gemcitabina.

In considerazione che un’alta percentuale di adenocarcinomi duttali pancreatici umani, un tumore comunemente trattati con gemcitabina, contengono questi batteri, una terapia esistente per questo cancro letale potrebbe essere migliorata mediante cotrattamento con antibiotici.

Leggi abstract dell’articolo:
Potential role of intratumor bacteria in mediating tumor resistance to the chemotherapeutic drug gemcitabine
BY LEORE T. GELLER, MICHAL BARZILY-ROKNI, TAL DANINO, ….., TODD R. GOLUB, RAVID STRAUSSMAN
SCIENCE 15 SEP 2017 : 1156-1160  DOI: 10.1126/science.aah5043

Fonte: Department of Molecular Cell Biology, Weizmann Institute of Science, Israel

 

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I probiotici nella prevenzione e cura del cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su settembre 14, 2017

In un approccio innovativo alla prevenzione e al trattamento del cancro del colon-retto (CRC), gli scienziati stanno studiando i modi per sostituire i metaboliti mancanti nei pazienti soggetti a infiammazione intestinale e CRC.

I ricercatori del del Texas Children’s Hospital e del Baylor College of Medicine (Houston) hanno condotto una serie di esperimenti utilizzando topi che erano insufficienti in HDC (histidine decarboxylase), l’enzima necessario per convertire l’istidina in istamina.
La somministrazione di microrganismi di produzione di istamina nei topi (via orale del probiotico Lactobacillus reuteri 6475) che non dispongono dell’enzima di istidina decarbossilasi (HDC), in particolare  ha ridotto l’infiammazione e la formazione di tumori. Questi risultati suggeriscono che l’alterazione del microbioma intestinale con i probiotici può diventare una nuova strategia preventiva o terapeutica per i pazienti a rischio di CRC associato a malattie infiammatorie intestinali (IBD).

probiotici-CCR
Figure shows presence of colonic tumors (MRS/AOM+DSS panel) by positron emission tomography imaging. Tumor activity is significantly diminished in the presence of the histamine-producing probiotic (L. reuteri 6475/AOM+DSS).

Il ruolo dell’istamina nel cancro umano è ancora poco chiaro. Questi risultati, pubblicati sulla rivista “American Journal of Pathoplogy“, indicano però che i probiotici che generano istamina, in presenza di una sufficiente quantità di proteine ​​(L-istidina), possono migliorare i risultati per i pazienti con cancro al colon e con IBD associato.
Abbiamo dimostrato che l’istamina ha un ruolo significativo nella soppressione dell’infiammazione intestinale cronica e della tumorigenesi del colon-retto“. afferma il prof. Versalovic.

Leggi abstract dell’articolo:
Gut Microbe-mediated Suppression of Inflammation-associated Colon Carcinogenesis by Luminal Histamine Production
Chunxu Gao, Bhanu Priya Ganesh, Zhongcheng Shi, Rajesh Rasik Shah, Robert Fultz, Angela Major, Susan Venable, Monica Lugo, Kathleen Hoch, Xiaowei Chen, Anthony Haag, Timothy C. Wang, and James Versalovic
The American Journal of Pathology, volume 187, issue 10 (October 2017) published by Elsevier – Published online:September 13, 2017

Fonte: ElsevierBaylor College of Medicine (Houston)

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I microbi intestinali influenzano la progressione della Sclerosi Multipla.

Posted by giorgiobertin su settembre 12, 2017

I ricercatori di UC San Francisco hanno individuato microbi intestinali specifici associati a sclerosi multipla (MS) nei pazienti umani, mostrando che questi microbi partecipano alla regolazione delle risposte immunitarie nei modelli di topo della malattia.

In due articoli pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) i ricercatori affermano che i microbi intestinali possono svolgere un ruolo nella neurodegenerazione che caratterizza MS. Gli autori sperano che la ricerca aiuterà a capire le origini della MS e potenzialmente portare a trattamenti, come i cambiamenti dietetici o i farmaci basati su sottoprodotti microbici, che potrebbero migliorare il corso della malattia.

brain-MS  Microbioma

Un numero crescente di studi dimostra che i microbi intestinali possono influenzare direttamente la funzione del sistema immunitario umano. Il prof. Baranzini afferma: “l’intestino è in realtà la connessione più intima tra il mondo esterno e il sistema immunitario, il microbioma dell’intestino umano potrebbe svolgere un ruolo nell’insorgenza o nella progressione di MS“.
Il team ha analizzato il microbioma intestinale di 71 pazienti con MS e 71 soggetti di controllo sani, ha individuato le specie specifiche di batteri comuni nelle persone con sclerosi multipla rispetto alla popolazione generale. Poi si sono focalizzati su un compito molto più difficile, indagare su come queste differenze nei batteri intestinali possano influenzare l’attacco del sistema immunitario alla mielina in MS.

Dai risultati è emerso che Akkermansia muciniphila e Acinetobacter calcoaceticus innescavano l’infiammazione e le risposte del sistema immunitario, mentre P. distasonis abbassava l’infiammazione (primo studio).
Nel secondo studio il team ha scoperto che i trapianti di microbiomi da parte di pazienti con MS possono esacerbare i sintomi nei topi con un modello genetico della malattia.
Queste popolazioni batteriche influenzano lo sviluppo e la progressione della MS. Nei pazienti con MS la mancanza di P. distasonis porta ad infiammazione distruttiva e ad un sovraccarico del sistema immunitario.

Questi risultati suggeriscono che i microbi intestinali possono svolgere un ruolo chiave – accanto alla predisposizione genetica e ad altri fattori ambientali – sulle origini della SM. Forse siamo sulla strada buona; modulare il nostro microbioma per ripristinare il metabolismo a basso rischio e meno infiammatorio caratteristico di molte malattie degli esseri umani.

Scarica e leggi il full text degli articoli:
Gut microbiota from multiple sclerosis patients enables spontaneous autoimmune encephalomyelitis in mice
Kerstin Berer, Lisa Ann Gerdes, Egle Cekanaviciute, Xiaoming Jia, Liang Xiao, Zhongkui Xia, Chuan Liu, Luisa Klotz, Uta Stauffer, Sergio E. Baranzini, Tania Kümpfel, Reinhard Hohlfeld, Gurumoorthy Krishnamoorthy, and Hartmut Wekerle
PNAS 2017; published ahead of print September 11, 2017, doi:10.1073/pnas.1711233114

Gut bacteria from multiple sclerosis patients modulate human T cells and exacerbate symptoms in mouse models
Egle Cekanaviciute, Bryan B. Yoo, Tessel F. Runia, Justine W. Debelius, Sneha Singh, Charlotte A. Nelson, Rachel Kanner, Yadira Bencosme, Yun Kyung Lee, Stephen L. Hauser, Elizabeth Crabtree-Hartman, Ilana Katz Sand, Mar Gacias, Yungjiao Zhu, Patrizia Casaccia, Bruce A. C. Cree, Rob Knight, Sarkis K. Mazmanian, and Sergio E. Baranzini
PNAS 2017; published ahead of print September 11, 2017, doi:10.1073/pnas.1711235114

Fonte: UC San Francisco

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Come si sviluppa il cancro al fegato.

Posted by giorgiobertin su settembre 12, 2017

I ricercatori dell’Università di Zurigo e dell’Ospedale universitario di Zurigo hanno scoperto un meccanismo chiave di come si sviluppa il cancro al fegato.

livercancer

Nella maggior parte dei casi, il tumore si sviluppa nei pazienti con malattia epatica cronica. Tali malattie includono infezioni croniche con virus dell’epatite o un fegato grasso derivato da un eccessivo consumo di alcool che causa disordini lipometabolici nutrizionali.

Il team ha scoperto un importante meccanismo nello sviluppo del cancro al fegato. Uno degli attori principali di questo processo è l’enzima caspase-8, che assume un importante doppio ruolo.
Caspasi-8 ha il compito di rilevare il danno del DNA nelle cellule epatiche e procedere alla loro riparazione inoltre innesca la morte programmata della cellula, l’apoptosi, nelle cellule epatiche malate.
I risultati hanno importanti implicazioni per la clinica.

Leggi il full text dell’articolo:
A Dual Role of Caspase-8 in Triggering and Sensing Proliferation-Associated DNA Damage, a Key Determinant of Liver Cancer Development
Yannick Boege, Mohsen Malehmir, Marc E. Healy………..Achim Weber

Fonte: Università di Zurigo

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Asma associata allo sviluppo delle malattie infiammatorie intestinali.

Posted by giorgiobertin su settembre 8, 2017

In uno studio case-control basato sulla popolazione, i ricercatori dell’ University of Calgary, Alberta, Canada, e colleghi, hanno dimostrato l’associazione dell’asma con la malattia di Crohn (3.087 pazienti) e con la colite ulcerosa (2.377 pazienti).
Sebbene l’eziologia dell’asma e dell’IBD non sia ben compresa, le due malattie condividono caratteristiche comuni, tra cui l’essere radicate in una complessa interazione tra genetica, fattori ambientali e microbioma. Molti di questi fattori di rischio sono comuni sia a livello di IBD che di asma.

Nello studio pubblicato sulla rivista “Clinical Gastroenterology and Hepatology” i ricercatori coordinati dalla Drs. Ellen Kuenzig, hanno scoperto che una diagnosi di asma è stata associata ad aumentate probabilità di malattia di Crohn (video).

Scarica e leggi il dcoumento in full text:
Asthma Is Associated With Subsequent Development of Inflammatory Bowel Disease: A Population-based Case–Control Study
M. Ellen Kuenzig, Cheryl Barnabe, Cynthia H. Seow, Bertus Eksteen, Maria E. Negron, Ali Rezaie, Remo Panaccione, Eric I. Benchimol, Mohsen Sadatsafavi, J. Antonio Aviña-Zubieta, Gilaad G. Kaplan
Clinical Gastroenterology and Hepatology Volume 15, Issue 9, September 2017, Pages 1405–1412.e3

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Scoperto meccanismo per la rigenerazione delle cellule del fegato.

Posted by giorgiobertin su agosto 29, 2017

Un team di ricercatori internazionali ha dimostrato per la prima volta il ruolo dei colangiociti (cellule epiteliali dei dotti biliari) nella rigenerazione epatica. I risultati dello studio sono molto promettenti per la medicina rigenerativa e la lotta contro le malattie del fegato. La scoperta del team è stata pubblicata su “Nature“.

Il fegato è uno dei pochi organi del corpo umano capace di rigenerarsi. In caso di danni al fegato a seguito di traumi o malattie croniche, le cellule epatiche principali – gli epatociti, che sono responsabili di tutte le funzioni di base del fegato – sono in grado di rigenerarsi dividendosi in nuovi epatociti. I dettagli di questo meccanismo e se altri tipi di cellule epatiche sono coinvolte nel processo di formazione di nuovi epatociti rimane poco chiaro.

Nello studio condotto su animali transgenici, è stato dimostrato che le cellule epiteliali dei canali biliari – coloangiociti – sono coinvolti nella rigenerazione degli epatociti. Inoltre, gli scienziati suggeriscono che il potenziale di rigenerazione negli epatociti derivanti da colangiociti può essere superiore a quello dei normali epatociti.
I ricercatori stanno cominciando i lavori volti ad isolare e a trapiantare dei colangiociti autologhi a pazienti con cirrosi del fegato. Sono inoltre impegnati nella sperimentazione di nuovi geni bersaglio, il cui blocco potrebbe impedire o stabilizzare i processi associati alla fibrosi e alla cirrosi del fegato.

Leggi abstract dell’articolo:
Cholangiocytes Act as Facultative Liver Stem Cells during Impaired Hepatocyte Regeneration
Raven, Alexander, Wei-Yu Lu, Tak Yung Man, Sofia Ferreira-Gonzalez, Eoghan O’Duibhir, Benjamin J. Dwyer, John P. Thomson, et al.
Nature 547, no. 7663 (July 20, 2017): 350–54. DOI: 10.1038/nature23015

Fonte: Skolkovo Institute for Science and Technology (Skoltech; Russia)

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Una app per la diagnosi precoce del cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su agosto 29, 2017

Il cancro al pancreas ha una delle previsioni peggiori – con un tasso di sopravvivenza di cinque anni del 9 percento – Questo è dovuto in parte alla mancanza di sintomi evidenti e di strumenti di screening non invasivi che permettano di individuare il tumore prima che si diffonda.

Ora i ricercatori dell’University of Washington hanno sviluppato un’applicazione che potrebbe consentire alle persone, scattando semplicemente un selfie con lo smartphone, di individuare il cancro al pancreas o altre malattie (video).

BiliScreen: Smartphone-based App for Measuring Adult Jaundice

BiliScreen utilizza una telecamera smartphone, algoritmi di visione informatica e strumenti di apprendimento macchina per rilevare i livelli di bilirubina aumentati nella sclera di una persona o nella parte bianca dell’occhio. La nuova applicazione è descritta in un documento che sarà presentato il 13 settembre a Ubicomp 2017, the Association for Computing Machinery’s International Joint Conference on Pervasive and Ubiquitous Computing.

Uno dei primi sintomi del cancro al pancreas, così come per altre malattie, è l’itterizia, una macchia gialla della pelle e degli occhi causata da un accumulo di bilirubina nel sangue. La capacità di rilevare segni di ittero quando i livelli di bilirubina sono minimamente elevati; ma prima che siano visibili a occhio nudo, potrebbe consentire uno screening completamente nuovo per i soggetti a rischio.

La speranza è che le persone possano fare questa semplice prova una volta al mese – nella privacy delle proprie case – e qualcuno potrebbe individuare la malattia abbastanza presto per sottoporsi a un trattamento che potrebbe salvargli la vita” – affermano i ricercatori. Gli occhi sono un gateway davvero interessante nel corpo – le lacrime possono dirci quanto glucosio abbiamo, la sclera ci può dire quanta bilirubina abbiamo nel sangue.

Scarica e leggi il documento in full text:
BiliScreen: Smartphone-Based Scleral Jaundice Monitoring for Liver and Pancreatic Disorders
ALEX MARIAKAKIS, MEGAN A. BANKS, LAUREN PHILLIPI, LEI YU, JAMES TAYLOR, and SHWETAK
N. PATEL, University of Washington

Fonte: University of Washington

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Scoperto un nuovo biomarcatore per la terapia al cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su agosto 28, 2017

Il gruppo di ricerca oncologica dell’Università e dell’Azienda ospedaliera di Verona, ha identificato un biomarcatore – HOXB9 – come fattore predittivo di risposta ai farmaci anti-angiogenici per il trattamento personalizzato dei pazienti con cancro del colon-retto in stadio avanzato. I risultati dello studio, sostenuto dall’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (Airc), sono pubblicati sulla rivista scientifica internazionale “Clinical Cancer Research“.

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I ricercatori hanno dimostrato che il fattore trascrizionale HOXB9 ha un ruolo chiave nella resistenza del cancro del colon ai farmaci anti-angiogenici comunemente impiegati nel trattamento di questa patologia.
Abbiamo così potuto dimostrare che HOXB9 è il mediatore di una potente reazione infiammatoria responsabile della resistenza ai trattamenti anti-angiogenici in diversi tipi di tumore” – afferma il prof. Davide Melisi.
Tra gli sviluppi futuri di questi risultati c’è sicuramente a breve l’inizio di una sperimentazione clinica prospettica randomizzata nell’ambito della quale i pazienti con cancro del colon-retto riceveranno una terapia personalizzata sulla base dell’espressione di HOXB9. Inoltre tale marcatore potrebbe essere utile nel predire la risposta ai farmaci anti-angiogenici anche in altre patologie di grande interesse come il cancro dell’esofago e dello stomaco“, conclude il professore.

Leggi abstract dell’articolo:
Homeobox B9 Mediates Resistance to Anti-VEGF Therapy in Colorectal Cancer Patients
Carmine Carbone, Geny Piro, Francesca Simionato, Francesca Ligorio, Chiara Cremolini, Fotios Loupakis, Greta Alì, Daniele Rossini, Valeria Merz, Raffaela Santoro, Camilla Zecchetto, Marco Zanotto, Federica Di Nicolantonio, Alberto Bardelli, Gabriella Fontanini, Giampaolo Tortora and Davide Melisi
Clin Cancer Res August 1 2017 23 (15) 4312-4322; DOI:10.1158/1078-0432.CCR-16-3153

Fonte: Università degli Studi di Verona

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Gli antibiotici indeboliscono il sistema immunitario.

Posted by giorgiobertin su agosto 18, 2017

I ricercatori della University of Virginia School of Medicine hanno scoperto che l’uso di antibiotici porta ad una riduzione della varietà dei microbi nell’intestino ed interferisce con la capacità del sistema immunitario di combattere le malattie.

In particolare i neutrofili, un tipo di cellule immunitarie, sono meno efficaci nel combattere le infezioni e viene indebolita la barriera intestinale contro gli agenti patogeni che invadono il corpo.

Antibiotici

I neutrofili svolgono un ruolo importante come una risposta immunitaria innata quando i patogeni invadono il corpo”, ha dichiarato il prof. Koji Watanabe. “Abbiamo scoperto che la disgregazione antibiotica dei microbi naturali nell’intestino lo lascia suscettibile di infezioni gravi”.
Gli antibiotici vanno usati nei casi strettamente necessari. “L’uso ingiusto degli antibiotici non solo aumenta il rischio di batteri resistenti a molteplici farmaci e il rischio di infezione da C. difficile ma incide anche sulla funzione delle cellule del sangue“. affermano i ricercatori che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista scientifica “PLOS Pathogens“. 

Leggi il full text dell’articolo:
Microbiome-mediated neutrophil recruitment via CXCR2 and protection from amebic colitis
Koji Watanabe, Carol A. Gilchrist, Md Jashim Uddin, Stacey L. Burgess, Mayuresh M. Abhyankar, Shannon N. Moonah, Zannatun Noor, Jeffrey R. Donowitz,…et al.
Plos Pathogens Published: August 17, 2017 https://doi.org/10.1371/journal.ppat.1006513

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La fibra alimentare aiuta a mantenere sano l’intetsino.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2017

I ricercatori di UC Davis Health, in una ricerca pubblicata sulla rivista “Science“, hanno scoperto come i sottoprodotti della digestione della fibra alimentare da parte dei microbi intestinali fungono da combustibile giusto per aiutare le cellule intestinali a mantenere la salute dell’intestino.

Gut-Bacteria-Infographic

La ricerca è importante perché identifica un potenziale obiettivo terapeutico per riequilibrare il microbiota intestinale e aggiunge un crescente consenso sulla complessa interazione tra microbiota intestinale e fibra alimentare.
La nostra ricerca suggerisce che uno dei migliori approcci per mantenere la salute dell’intestino potrebbe essere quello di nutrire i microbi intestinali benefici con la fibra alimentare, la loro fonte preferita di sostentamento“, ha dichiarato Andreas Bäumler, professore di microbiologia medica e immunologia a UC Davis Health e autore dello studio.

I microbi intestinali residenti metabolizzano la fibra alimentare non digerita per produrre acidi grassi a catena corta, che segnalano alle cellule dell’intestino di massimizzare il consumo di ossigeno, limitando così la quantità di ossigeno diffuso nel lumen intestinale. I batteri utili non sopravvivono in un ambiente ricco di ossigeno, il che significa che il nostro microbioma e le cellule intestinali lavorano insieme per promuovere un ciclo virtuoso che mantiene la salute dell’intestino.

I livelli di ossigeno più elevati ci rendono più suscettibili agli agenti patogeni enterosi aerobici come Salmonella o Escherichia coli, che usano l’ossigeno per eliminare i microbi benefici concorrenti” – afferma il prof. Andreas Bäumler.
La nuova ricerca ha identificato il recettore peroxisome proliferator receptor gamma (PPARg) come regolatore responsabile del mantenimento del ciclo di protezione.

Leggi abstract dell’articolo:
Microbiota-activated PPAR-γ signaling inhibits dysbiotic Enterobacteriaceae expansion
BY MARIANA X. BYNDLOSS, ERIN E. OLSAN, FABIAN RIVERA-CHÁVEZ,…….ANDREAS J. BÄUMLER
SCIENCE 11 AUG 2017 : 570-575

Gut cell metabolism shapes the microbiome
BY PATRICE D. CANI
SCIENCE 11 AUG 2017: 548-549

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Un microbo dell’intestino per trattare la Sclerosi Multipla.

Posted by giorgiobertin su agosto 9, 2017

I ricercatori di Mayo Clinic, insieme ai colleghi dell’Università di Iowa, riferiscono in un articolo pubblicato sulla rivista “Cell Reports“, di aver scoperto che un microbo umano può aiutare a trattare le malattie autoimmuni, come la Sclerosi Multipla.
I dati sono preliminari e gli esperimenti sono stati condotti su un modello preclinico di Sclerosi Multipla. Dai campioni microbiotici (tre ceppi batterici) prelevati dall’intestino a sorpresa è emerso che Prevotella histicola, sopprime efficacemente la malattia immunitaria in un modello di topo con SM.

Dr. Joseph Murray discusses human gut microbe to treat MS

Se possiamo usare i microbi già esistenti nel corpo umano per curare la malattia umana, possiamo affermare che si apre una nuova era della medicina“. afferma il prof. Murray.
Prevotella histicola, coltivata nell’intestino umano, ha causato una diminuzione in due tipi di cellule pro-infiammatorie, con un aumento delle famiglie di cellule che combattono le malattie: cellule T, cellule dendritiche e un tipo di macrofagi.

Il team conclude che, in futuro, questo tipo di microbi intestinali può svolgere un ruolo nel trattamento della Sclerosi Multipla, malattia causata da un attacco del sistema immunitario alla guaina mielinica, un isolamento naturale che copre i nervi del cervello e del midollo spinale.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Human Gut-Derived Commensal Bacteria Suppress CNS Inflammatory and Demyelinating Disease
Ashutosh Mangalam, Shailesh K. Shahi, David Luckey, Melissa Karau, Eric Marietta, Ningling Luo, Rok Seon Choung, Josephine Ju, Ramakrishna Sompallae, Katherine Gibson-Corley, Robin Patel, Moses Rodriguez, Chella David, Veena Taneja, Joseph Murray
Cell Reports Volume 20, Issue 6, p1269–1277, 8 August 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.celrep.2017.07.031

Fonte: Mayo Clinic

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FDA approva farmaco per l’Epatite C.

Posted by giorgiobertin su agosto 7, 2017

La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha approvato Mavyret ( è una combinazione fissa di due agenti antivirali: glecaprevir (100mg), inibitore della proteasi NS3/4A e pibrentasvir (40mg), un inibitore di NS5A.) per il trattamento di adulti affetti da virus dell’epatite C cronica (HCV), genotipi 1-6 senza cirrosi (malattia del fegato) o con cirrosi lieve, compresi i pazienti con moderata o gravi malattie renali, compresi quelli che sono in dialisi.

L’epatite C è una malattia virale che provoca infiammazione del fegato che può portare a diminuita funzionalità epatica o insufficienza epatica. Ci sono almeno sei genotipi distinti di HCV, o ceppi, che sono gruppi geneticamente distinti del virus. Conoscere il ceppo del virus può aiutare per le raccomandazioni sul trattamento.

Il farmaco è prodotto da AbbVie Inc. North Chicago, Illinois.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves Mavyret for Hepatitis C

AbbVie Inc. North Chicago, Illinois

Approfondimenti:

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La curcumina protegge contro il cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su agosto 2, 2017

Un ostacolo comune nel trattamento del cancro al pancreas è la resistenza ai farmaci. Ora in uno studio pubblicato sulla rivista “Carcinogenesis“, i ricercatori dell’Istituto Baylor Scott & White Research hanno dimostrato che la curcumina – un composto che si trova nella curcuma – può aiutare a superare la resistenza alla chemioterapia nel PDAC (pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC)), una forma comune molto aggressiva di cancro al pancreas.

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Precedenti ricerche avevano dimostrato i vantaggi della curcumina per i suoi potenti effetti anti-infiammatori e antiossidanti, ma questo è il primo studio nel suo genere a dimostrare i benefici della curcumina in aggiunta alla chemioterapia.

Il trattamento di alcune cellule con piccole dosi di curcumina, ha permesso di invertire le vie che portano alla chemioresistenza“, afferma il prof. Ajay Goel, autore dello studio. “Questo è un importante passo avanti che potrebbe portare ad una migliore prognosi e a una vita più lunga per i pazienti con cancro pancreatico chemioresistente“.

È stato trovato anche la curcumina previene la formazione di sferoidi, un segno distintivo delle cellule staminali del cancro, questo potrebbero ridurre la crescita e la ricorrenza del tumore.
Sono in corso anche sperimentazioni cliniche per esplorare il ruolo della curcumina nei tumori della cervice, del seno e del colon-retto.

Leggi abstract dell’articolo:
Curcumin sensitizes pancreatic cancer cells to gemcitabine by attenuating PRC2 subunit EZH2, and the lncRNA PVT1 expression
Kazuhiro Yoshida; Shusuke Toden; Preethi Ravindranathan; Haiyong Han; Ajay Goel
Carcinogenesis, DOI: https://doi.org/10.1093/carcin/bgx065 – Published: 17 July 2017

Fonte: Baylor Scott & White Research Institute – Dallas – Tx

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Cancro al colon-retto: un batterio promuove la resistenza alla chemioterapia.

Posted by giorgiobertin su luglio 30, 2017

I ricercatori dell’University of Michigan in collaborazione con Shanghai Jiao Tong University School of Medicine, hanno scoperto che un batterio Fusobacterium nucleatum promuove la resistenza alla chemioterapia nei pazienti affetti da tumore al colon spegnendo il pulsante per il suicidio delle cellule tumorali (apoptosi).
La pubblicazione dei risultati sulla rivista “Cell“.

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Trattiamo i pazienti con la chemioterapia in modo da indurre l’apoptosi delle cellule tumorali, ma alcune cellule tumorali trovano il modo per evitare l’apoptosi indotta dalla chemioterapia, escono dal processo di apoptosi attivando un meccanismo di sopravvivenza cellulare chiamato autofagia. Un meccanismo che protegge le cellule tumorali dalla distruzione“, afferma Weiping Zou, professore di chirurgia presso la Michigan Medicine.

Una volta che l’autofagia è attiva, il cancro diviene resistente alla chemioterapia, Fusobacterium nucleatum mantiene l’autofagia accesa: in questo modo le cellule tumorali possono essere in grado di evitare l’apoptosi indotta“, dice Zou. “I risultati della ricerca sono stati una sorpresa. Non ci aspettavamo che il batterio contribuisse alla chemoresistenza“.
Dobbiamo trovare un approccio specifico per trattare o controllare selettivamente Fusobacterium nucleatum. Inoltre, non sappiamo se un’abbondanza di questo batterio si trova in qualsiasi altro tipo di cancro chemioresistente“, dice Zou. “Dobbiamo continuare gli studi su questo batterio; pensiamo di poter ritardare e prevenire la chemioresistenza nel cancro del colon-retto“.

Leggi il full text dell’articolo:
Fusobacterium nucleatum Promotes Chemoresistance to Colorectal Cancer by Modulating Autophagy
Yu, TaChung,…….Weiping Zou, Jing-Yuan Fang.
Cell , Volume 170, Issue 3, 548 – 563.e16, 27 July 2017, DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cell.2017.07.008

Fonte: University of Michigan

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Le noci aiutano a mantenere l’intestino sano.

Posted by giorgiobertin su luglio 22, 2017

Le conclusioni di un nuovo studio sugli animali suggeriscono che il consumo di noci nella dieta può essere utile per la salute digestiva aumentando la quantità di buoni batteri probiotici nell’intestino.

La salute dell’intestino è legata alla salute generale del resto del corpo“, ha detto il prof. Byerley. “Il nostro studio dimostra che le noci cambiano l’intestino, questo potrebbe aiutare a spiegare perché ci siano altri vantaggi a mangiare le noci come la salute del cuore e del cervello“.

Noci

I componenti bioattivi delle noci possono essere fattori che contribuiscono a fornire questi benefici per la salute. Le noci sono l’unico dado che contiene una notevole quantità di acido alfa-linolenico (ALA), proteine e fibre.
Negli studi sugli animali, i ratti che mangiavano una dieta arricchita di noci hanno visto un aumento di batteri benefici, inclusi Lactobacillus, Roseburia e Ruminococcaceae. Partiranno a breve studi futuri per capire l’effetto sugli esseri umani.

Leggi il full text dell’articolo:
Changes in the Gut Microbial Communities Following Addition of Walnuts to the Diet.
Byerley LO, Samuelson D, Blanchard E, et al.
J Nutr Biochem. 2017. DOI: https://doi.org/10.1016/j.jnutbio.2017.07.001.

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Due tipi di cellule assieme proteggono il tumore al pancreas.

Posted by giorgiobertin su luglio 18, 2017

I ricercatori del NYU Langone Medical Center e del Perlmutter Cancer Center, hanno scoperto che due tipi di cellule lavorano insieme per proteggere i tumori del pancreas dalla distruzione da parte del sistema immunitario. bloccando questa partnership si può ristabilire la capacità del sistema immunitario di attaccare queste cellule tumorali.

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I risultati della ricerca sui topi sono pubblicati sulla rivista “Cell Reports“. Lo studio attuale ha scoperto che Tregs (cellule T regolatorie) hanno il loro effetto mantenendo un secondo tipo di cellule, le cellule dendritiche.
I nostri risultati sostengono che bloccare la partnership tra Tregs e le cellule dendritiche potrebbe essere una risposta per ottenere una immunoterapia efficace contro il cancro al pancreas“, afferma l’autore principale Dafna Bar-Sagi. “Gli studi futuri cercheranno di confermare che questa relazione può diventare il fondamento di nuove strategie di trattamento“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Crosstalk between Regulatory T Cells and Tumor-Associated Dendritic Cells Negates Anti-tumor Immunity in Pancreatic Cancer
Jung-Eun Jang, Cristina H. Hajdu, Caroline Liot, George Miller, Michael L. Dustin, Dafna Bar-Sagi.
Cell Reports Volume 20, Issue 3, p558–571, 18 July 2017

Fonte: NYU Langone Medical Center

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Un tipo di batteri accelera la crescita del cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su luglio 16, 2017

I ricercatori del Texas A & M Health Science Center hanno scoperto che una sottospecie del batterio Streptococcus gallolyticus sembra promuovere attivamente lo sviluppo del cancro del colon-retto, questo potrebbe portare a possibili strategie di trattamento. I risultati sono pubblicati sulla rivista “PLOS Pathogens“.

Streptococcus gallolyticus

Gli scienziati già conoscevano da tempo tempo che le persone infette da S. gallolyticus hanno maggiori probabilità di avere il cancro del colon-retto. Quale fosse il suo ruolo non era ben chiaro.
Ora il team coordinato dal prof. Yi Xu attraverso i risultati della coltura cellulare e in vivo sugli animali ha dimostrato che quando la produzione di una certa proteina, chiamata β-catenina, nota a svolgere un ruolo chiave nel cancro del colon-retto, è stata ridotta in una cellula, S. gallolyticus non ha promosso la proliferazione delle cellule tumorali del colon-retto. Questo indica un possibile percorso attraverso il quale i batteri guidano lo sviluppo del cancro.
In particolare negli esperimenti sugli animali coloro che sono stati trattati con S. gallolyticus hanno sviluppato più tumori e avevano una maggiore produzione della proteina β-catenina, nonché altri segni di gravità del cancro.

Si pensa che circa il 2 all’8 per cento delle persone sane ha SGG nel tessuto del colon. Rimane ancora da capire se SGG sta alla base delle mutazioni iniziali che causano il cancro. SGG talvolta provoca infezioni delle valvole cardiache, e i medici di solito consigliano a chiunque con questa infezione un controllo anche per il cancro del colon. Circa la metà delle persone con un’infezione della valvola cardiaca di SGG ha anche avuto un cancro del colon non diagnosticato.

Se il ruolo del batterio nel cancro è confermato, i tumori del colon potranno essere trattati un giorno con antibiotici o persino prevenuti con un vaccino.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Streptococcus gallolyticus subsp. gallolyticus promotes colorectal tumor development
Ritesh Kumar, Jennifer L. Herold, Deborah Schady, Jennifer Davis, Scott Kopetz, Margarita Martinez-Moczygemba, Barbara E. Murray, Fang Han, Yu Li, Evelyn Callaway, Robert S. Chapkin, Wan-Mohaiza Dashwood, Roderick H. Dashwood, [ … ], Yi Xu
PLOS Pathogens Published: July 13, 2017 https://doi.org/10.1371/journal.ppat.1006440

Fonte: Texas A & M Health Science Center

Approfondimenti:
Klein RS, Recco RA, Catalano MT, Edberg SC, Casey JI, Steigbigel NH (13 October 1977). “Association of Streptococcus bovis with carcinoma of the colon“. N. Engl. J. Med. 297 (15): 800–2. PMID 408687. doi:10.1056/NEJM197710132971503

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