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Posts Tagged ‘Medicina Laboratorio’

Creata ‘Pelle elettronica’ che trasmette dati biochimici in wireless.

Posted by giorgiobertin su ottobre 15, 2017

Un team internazionale di ricercatori ha creato un microsistema di “pelle elettronica” – “The Lab on the Skin“, che potrebbe essere utilizzata per trasmettere dati sulla salute in modalità wireless (video).
Il sistema è un sottile “ragno” di micro-involucri tridimensionali auto-assemblati che fungono da minuscole molle e connessioni elettriche tra una serie di piccoli chip elettronici, il tutto è incorporato in una morbida matrice di silicone che aderisce alla pelle con un adesivo biocompatibile. Il sistema è abilitato al Bluetooth e può inviare dati ad uno smartphone.


John Rogers – The Lab on the Skin – la prossima generazione di tecnologie indossabili e è stata descritta nel Modern Museum of Art (MoMa) di New York. 09 ott 2017.

Abbiamo sviluppato un mezzo per rendere i componenti elettronici tradizionali e rigidi in morbidi laminati sottili e compatibili con la pelle, in grado di integrarsi con qualsiasi regione del corpo a fornire in modo non-invasivo dati di qualità clinica dello stato fisiologico in formato wireless“, ha detto il professore John Rogers della Northwestern University Feinberg School of Medicine.

Le misure del sistema includono elettroencefalografia, elettromiografia, elettrocardiografia, temperatura cutanea, tasso di respirazione e sismocardiografia.
I ricercatori si stanno approntando studi umani con l’obiettivo di portare il dispositivo sul mercato in 2 o 3 anni.

Leggi il full text dell’articolo:
Self-assembled three dimensional network designs for soft electronics
Kyung-In Jang, Kan Li[…]John A. Rogers
Nature Communications 8, Article number: 15894 (2017) doi:10.1038/ncomms15894

Video – New sweat-monitoring device explained ”

Fonte: Northwestern University Feinberg School of Medicine

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Un test rivela i batteri antibiotico resistenti.

Posted by giorgiobertin su ottobre 5, 2017

A causa di un uso eccessivo e di un uso improprio, gli antibiotici stanno perdendo la loro efficacia. Molte specie di batteri si sono evolute creando una resistenza agli antibiotici comunemente usati e ai multifarmaci. Un grosso problema del nostro tempo che affligge ospedali e centri di cura. Il mese scorso, l’Organizzazione mondiale della sanità ha emesso un avviso terribile: il mondo sta esaurendo gli antibiotici.

Bacteria_Antibiotics
A visualization of how the antibiotic resistance test works. Credit: Caltech

Un nuovo test sviluppato presso il Caltech (California Institute of Technology) che identifica batteri resistenti agli antibiotici in ben 30 minuti, potrebbe aiutare i medici professionisti nella scelta di quali antibiotici utilizzare per trattare per esempio un’infezione. La nuova procedura  è stata pubblicata su “Science Translational Medicine“.

Il test si basa sul principio che i batteri tipici replicano il loro DNA (in preparazione per la divisione cellulare) meno bene in una soluzione antibiotica, con conseguente presenza di meno marcatori del DNA. Tuttavia, se i batteri sono resistenti all’antibiotico, la loro replicazione del DNA non è ostacolata e il test rivelerà i numeri di marcatori del DNA sia nelle soluzioni trattate che non trattate.

Il test è stato sperimentato su 54 campioni di urina di pazienti affetti da infezioni delle vie urinarie (urinary tract infections – UTIs) causate da batteri Escherischia coli, i risultati delle prove avevano una corrispondenza del 95 per cento rispetto a quelli ottenuti utilizzando il test standard di due giorni, che è considerato il gold standard per l’accuratezza.

Leggi abstract dell’articolo:
Rapid pathogen-specific phenotypic antibiotic susceptibility testing using digital LAMP quantification in clinical samples
N.G. Schoepp el al.
Science Translational Medicine 04 Oct 2017: Vol. 9, Issue 410, eaal3693. http://stm.sciencemag.org/content/9/410/eaal3693

Fonte: Caltech (California Institute of Technology)

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Test genetico per la diagnosi di cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su ottobre 3, 2017

Un test genetico sviluppato dai ricercatori dell’University of Pittsburgh School of Medicine è risultato molto sensibile nel determinare quali cisti pancreatiche hanno più probabilità di trasformarsi in cancro al pancreas aggressivo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Gut“, la rivista della British Society of Gastroenterology.

pancreatic-cancer-test

Le cisti pancreatiche – piccole tasche di liquido nel pancreas – sono sempre più rilevate sulle scansioni mediche. Per la maggior parte, le cisti sono benigne. Ma poiché alcune possono progredire nel cancro al pancreas, i medici devono determinare se è necessario  rimuoverle chirurgicamente.
I ricercatori hanno sviluppato PancreaSeq®, che richiede una piccola quantità di liquido rimosso dalla cisti per testare 10 diversi geni tumorali associati al cancro al pancreas.

Lo studio ha dimostrato con l’accuratezza del 100%, che PancreaSeq permette di classificare correttamente ogni paziente con neoplasie intraduttali papillari mucinose (IPMN) del pancreas – un precursore comune al cancro al pancreas – basato sulla presenza di mutazioni in due geni, KRAS e GNAS.

I risultati di successo sono un passo fondamentale verso un approccio di medicina di precisione per individuare e curare il cancro al pancreas, che ha uno dei tassi di sopravvivenza più bassi di tutti i tumori.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Preoperative next-generation sequencing of pancreatic cyst fluid is highly accurate in cyst classification and detection of advanced neoplasia
Singhi AD, McGrath K, Brand RE, et al.
Gut Published Online First: 28 September 2017. doi: 10.1136/gutjnl-2016-313586

Fonte: University of Pittsburgh School of Medicine

Approfondimenti:
Linee guida per la gestione delle neoplasie mucinose del pancreas (International Association of Pancreatology 2012)
PancreaSeq

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USA: Linee guida sullo screening del cancro al collo dell’utero.

Posted by giorgiobertin su settembre 26, 2017

L’ U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) ha pubblicato in aggiornamento le raccomandazioni per lo screening del cancro al collo dell’utero. Il documento in formato provvisorio ed è possibile commentarlo entro il 9 ottobre 2017.

cervical cancer

Il documento propone che le donne fino ai trent’anni siano sottoposte a screening triennale per il cancro del collo dell’utero con la sola citologia cervicale, e che le donne di età compresa tra i 30 e i 65 anni siano sottoposte a screening con citologia cervicale ogni tre anni oppure siano sottoposte ogni cinque anni a un test per il DNA del papilloma virus umano ad alto rischio (HPV-DNA).

Queste raccomandazioni non si applicano alle donne che hanno un sistema immunitario compromesso (ad esempio, le donne che vivono con l’HIV). Le donne che hanno avuto un’isterectomia con la rimozione della cervice e non hanno una storia di lesioni precancerose di alto grado o cancro cervicale non sono a rischio per il cancro cervicale e non devono essere sottoposti a screening.

Leggi il documento in full text:
Cervical Cancer: Screening – Draft Recommendation Statement
U.S. Preventive Services Task Force September 2017.

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Esame del sangue per la diagnosi di degenerazione maculare senile.

Posted by giorgiobertin su settembre 13, 2017

Un nuovo esame per la diagnosi della degenerazione maculare senile è in grado di individuare la malattia e la prognosi a partire da un prelievo sanguigno. Un’innovazione derivata da una ricerca condotta presso il “Massachusetts Eye and Ear” di Boston e pubblicata sulla rivista “Ophthalmology“.

AMD
The back of the eye in a patient with AMD, showing multiple large drusen deposits and pigment changes.

Effettuando una serie di esami del sangue su 90 pazienti malati (30 nella fase precoce della patologia, 30 nella fase intermedia, 30 nella fase avanzata) e su altri 30 soggetti sani, è stato possibile riconoscere la presenza di molecole distintive negli individui che soffrono di questa patologia.
Questi potenziali biomarker lipidici nel plasma sanguigno umano possono portare a una diagnosi precoce, una migliore informazione prognostica e un trattamento più preciso dei pazienti con degenerazione maculare legata all’età (AMD – age-related macular degeneration).

Lo studio ha utilizzato una tecnica nota come metabolomica, analisi delle piccole particelle chiamate metaboliti, nel nostro corpo che riflettono i nostri geni e l’ambiente; possiamo così identificare i profili del sangue associati ad AMD e la sua gravità attraverso i test di laboratorio” – afferma Joan W. Miller, del Massachusetts General Hospital. “Crediamo che questo lavoro aiuterà a lanciare l’epoca della medicina personalizzata nel trattamento di AMD“.

AMD è la causa principale di cecità in persone nei paesi sviluppati e la sua prevalenza aumneta insieme all’invecchiamento globale della popolazione. Mentre AMD ha riconosciuto fattori di rischio genetici e di stile di vita, tra cui lo stato di dieta e fumo, attualmente non sono disponibili tecniche affidabili per individuare i pazienti che possono essere a rischio di sviluppare AMD,

Leggi abstract dell’articolo:
Human Plasma Metabolomics Study across All Stages of Age-Related Macular Degeneration Identifies Potential Lipid Biomarkers
Inês Laíns, Rachel S. Kelly, John B. Miller, Rufino Silva, Demetrios G. Vavvas, Ivana K. Kim, Joaquim N. Murta, Jessica Lasky-Su, Joan W. Miller, Deeba Husain
Ophthalmology Available online 12 September 2017https://doi.org/10.1016/j.ophtha.2017.08.008

Fonte: Massachusetts Eye and Ear – Harvard Medical School, Boston, Massachusetts

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I tatuaggi rilasciano nanoparticelle pericolose.

Posted by giorgiobertin su settembre 13, 2017

Micro e nanoparticelle rilasciate dagli inchiostri usati per i tatuaggi viaggiano nel corpo e raggiungono i linfonodi. A dimostrarlo è il primo studio pubblicato sulla rivista “Scientific Reports“, che fornisce dettagliate prove analitiche del trasporto nell’organismo di diversi pigmenti organici e inorganici e delle impurità, costituite anche da elementi tossici, presenti negli inchiostri.

drawing tattookinetics
Translocation of tattoo particles from skin to lymph nodes. Upon injection of tattoo inks, particles can be either passively transported via blood and lymph fluids or phagocytized by immune cells and subsequently deposited in regional lymph nodes. After healing, particles are present in the dermis and in the sinusoids of the draining lymph nodes. Credits: C. Seim.

I ricercatori del Bundesinstitut für Risikobewertung (BfR) in collaborazione con l’Università Ludwig-Maximilians a Monaco di Baviera e la European Synchrotron Radiation Facility (ESRF) a Grenoble attraverso l’analisi con fluorescenza a raggi X di minuscoli campioni di pelle e di alcuni linfonodi, prelevati a un gruppo di volontari, hanno individuato la presenza di microparticelle e nanoparticelle di biossido di titanio nella pelle e di nanoparticelle nei linfonodi.

I pericoli derivanti dai tatuaggi sono stati finora studiati solo ricorrendo all’analisi in vitro degli inchiostri e dei loro prodotti di degradazione. Le misurazioni di fluorescenza a raggi X sull’ID21 hanno permesso al team di individuare il biossido di titanio nella gamma micro e nano nella pelle e nell’ambiente linfatico. Attraverso la tecnica della spettroscopia a infrarossi di trasformazione di Fourier è stato possibile anche valutare i cambiamenti biomolecolari nei tessuti in prossimità delle particelle del tatuaggio.

Scarica e leggi il documento in full text:
Synchrotron-based ν-XRF mapping and μ-FTIR microscopy enable to look into the fate and effects of tattoo pigments in human skin
Ines Schreiver, Bernhard Hesse, Christian Seim, Hiram Castillo-Michel, Julie Villanova, Peter Laux, Nadine Dreiack, Randolf Penning, Remi Tucoulou, Marine Cotte & Andreas Luch
Scientific Reports 7, Article number: 11395, Published online: 12 September 2017

Fonte: European Synchrotron Radiation Facility (ESRF)

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Raccomandazioni sul test HR-HPV, screening del carcinoma della cervice.

Posted by giorgiobertin su settembre 10, 2017

Sono state pubblicate a cura del GISCi – Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma le raccomandazioni sul test HR-HPV 1° livello “HPV test: formazione e valutazione degli indicatori di qualità” sullo screening del carcinoma della cervice uterina.
Si tratta della 2° edizione approvata nel corso dell’assemblea del 15 Giugno 2017 tenutasi a Ferrara.

GISCi

La persistenza dell’infezione con tipi ad alto rischio di HPV (HR-HPV) è la condizione necessaria per lo sviluppo del carcinoma della cervice e dei suoi precursori. Il carcinoma della cervice uterina è attribuibile nella quasi totalità dei casi (99%) ad HPV.
Il documento contiene elementi e raccomandazioni utili per i laboratori coinvolti nel percorso di screening per il carcinoma della cervice con test HPV come test primario. Vengono analizzati e dettagliati i diversi aspetti di competenza del laboratorio, dal prelievo alla fase analitica, alla modalità di refertazione e comunicazione dei risultati.

Scarica e leggi il documento in full text:
Raccomandazioni sul test HR-HPV come test di screening primario- 7 agosto 2017

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Creato rilevatore portatile di allergeni alimentari.

Posted by giorgiobertin su settembre 7, 2017

I ricercatori del Massachusetts General Hospital, e della Harvard Medical School, Boston, hanno sviluppato un nuovo sistema portatile di rilevamento degli allergeni – includendo l’analizzatore in un portachiavi – che potrebbe aiutare la maggior parte delle persone con allergie alimentari a gestisce la loro condizione evitando alcuni alimenti specifici, i pesci, le uova o altri prodotti che causano reazione allergica, che può variare da un lieve eruzione cutanea allo ‘shock anafilattico‘ pericoloso per la vita.

iEAT
A portable allergen-detection system with a keychain analyzer could help people with food allergies test their meals.
Credit: The American Chemical Society

I metodi convenzionali per rilevare questi trigger nascosti richiedono apparecchiature di laboratorio ingombranti, sono lenti e non rilevano basse concentrazioni.
Il nuovo dispositivo integrated exogenous antigen testing, o iEAT è costituito da un dispositivo palmare per estrarre allergeni dal cibo, e da un lettore elettronico nel portachiavi per rilevare gli allergeni. La comunicazione dei dati ad uno smartphone avviene in wireless. In meno di 10 minuti, il prototipo potrebbe rilevare cinque allergeni, dal grano, alle arachidi, dalle nocciole, al latte e uova, a livelli inferiori al saggio di laboratorio standard.

Leggi abstract dell’articolo:
Integrated Magneto-Chemical Sensor For On-Site Food Allergen Detection
Hsing-Ying Lin, Chen-Han Huang, Jongmin Park, Divya Pathania, Cesar M. Castro, Alessio Fasano, Ralph Weissleder, Hakho Lee.
ACS Nano, Article ASAP DOI: 10.1021/acsnano.7b04318

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Una goccia di sangue per la diagnosi di sepsi.

Posted by giorgiobertin su luglio 3, 2017

I ricercatori dell’Università di Illinois e i medici del Carle Foundation Hospital hanno sviluppato un test rapido per la sepsi che conta globuli bianchi e alcuni marcatori proteici sulla loro superficie per monitorare la risposta immunitaria del paziente.

Lo scopo del test è quello di aiutare i medici a identificare la sepsi al suo esordio, monitorare i pazienti infetti e potrebbe anche puntare a una prognosi.

test-sepsi
Rapid test for sepsis that counts white blood cells and protein markers on their surface to monitor a patient’s immune response.

Il test conta i globuli bianchi totali e i globuli bianchi specifici chiamati neutrofili, e misura un marcatore: la proteina chiamata CD64 sulla superficie dei neutrofili. I livelli di CD64 si innalzano all’aumentare della risposta immunitaria del paziente.
I ricercatori, che hanno completato lo studio clinico del dispositivo,  hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista “Nature Communications”.

Leggi abstract dell’articolo:
A Point-of-Care Microfluidic Biochip for Quantification of CD64 Expression from Whole Blood for Sepsis Stratification
U. Hassan, T. Ghonge, B. Reddy Jr., M. Patel, M. Rappleye, I. Taneja, A. Tanna, R. Healey, N. Manusry, Z. Price, T. Jensen, J. Berger, A. Hasnain, E. Flaugher, S. Liu, B. Davis, J. Kumar, K. White & R. Bashir
Nature Communications 8, Article number: 15949 (2017) Published online: 03 July 2017 doi:10.1038/ncomms15949

Fonte: University of Illinois

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Linee guida sulla diagnosi citologica dei noduli alla tiroide.

Posted by giorgiobertin su giugno 21, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’European Thyroid Association le linee guida europee sulla diagnosi citologica , tramite agoaspirato dei noduli alla tiroide. La pubblicazione sulla rivista “European Thyroid Journal“.

agoaspirato Credit image: Mayo Foundation

Scarica e leggi il documento in full text:
European Thyroid Association Guidelines regarding Thyroid Nodule Molecular Fine-Needle Aspiration Cytology Diagnostics
Paschke R. Cantara S. Crescenzi A. Jarzab B. Musholt T.J. Sobrinho Simoes M.
Eur Thyroid J 2017;6:115–129 https://doi.org/10.1159/000468519

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Test del sangue per la diagnosi di cancro alla prostata aggressivo.

Posted by giorgiobertin su giugno 20, 2017

I ricercatori del Queen Mary University of London’s Barts Cancer Institute (BCI) hanno sviluppato un nuovo test per identificare i pazienti con cancro alla prostata aggressivo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista “Clinical Cancer Research”, ha analizzato campioni di sangue di 81 pazienti affetti da cancro alla prostata utilizzando una nuova tecnologia di cattura cellula chiamata Parsortix sviluppato dalla British company ANGLE plc.
A differenza di molti altri sistemi, il sistema Parsortix cattura tutti i tipi di cellule tumorali (CTC) circolanti – le cellule tumorali che hanno lasciato il tumore originale, convogliate nel flusso sanguigno prima di diffondersi in tutto il corpo.

Il team ha scoperto che la combinazione del numero di CTC con il livello di ‘antigene prostatico specifico – PSA‘ del paziente (usato nei test attualmente disponibili) ha dato il miglior risultato come predittore di metastasi (oltre 92 per cento).
Questo è uno studio molto promettente per i pazienti ed ha il potenziale per aumentare la capacità dei medici di agire precocemente per il trattamento di coloro che sono a un più alto rischio di morire di cancro alla prostata. Fornire un trattamento più adeguato e in modo rapido potrebbe contribuire a salvare vite umane e prolungare l’aspettativa.” – affermano i ricercatori.

The novel association of circulating tumor cells and circulating megakaryocytes with prostate cancer prognosis.
Lei Xu, Xueying Mao, Tianyu Guo, Pui Ying Chan, Greg Shaw, John Hines, Elzbieta Stankiewicz, Yuqin Wang, Tim Oliver, Amar Ahmad, Daniel Berney, Jonathan Shamash, Yong-jie Lu.
Clinical Cancer Research. doi: 10.1158/1078-0432.CCR-16-3081

Fonti:
Queen Mary University of London
PARSORTIX BREAKTHROUGH DELIVERS RARE BLOOD CELL DISCOVERY IN PROSTATE CANCER – Angle plc.

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Test del sangue per la diagnosi precoce di cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2017

I ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH) e della Harvard T.H. Chan School of Public Health a Boston, hanno messo a punto un nuovo test del sangue che riconosce precocemente il cancro al pancreas. Un test innovativo che potrebbe cambiare il modo di curare la malattia che oggi in oltre l’80% dei casi si scopre quando è ormai inoperabile.
Il test è basato su 5 marcatori potrebbero rivelarsi estremamente utile nella diagnosi precoce dell’adenocarcinoma duttale pancreatico.

pancreatic-blood-test

L’attuale gold standard tra gli esami ematici, ovvero la determinazione dei livelli di CA19-9 non è in realtà sufficientemente specifico né sensibile per garantire al paziente una maggiore sopravvivenza. Ora “abbiamo identificato un gruppo di 5 marcatori proteici per poter arrivare alla diagnosi di adenocarcinoma e poi abbiamo analizzato i dati in oltre 100 popolazioni cliniche” affermano i ricercatori che hanno pubblicato il lavoro sulla rivista “Science Translational Medicine“.

Il nuovo test si basa su un prelievo di sangue venoso e sfrutta le informazioni contenute nelle vescicole extracellulari circolanti; ha una sensibilità dell’86% e una specificità dell’81% nel diagnosticare l’adenocarcinoma duttale del pancreas.
Il test è ora pronta per essere testato in un numero più grande di pazienti, in particolare in coloro che sono ad alto rischio con una storia familiare di malattia, per esplorare il potenziale utilizzo per lo screening.

Leggi abstract dell’articolo:
Multiparametric plasma EV profiling facilitates diagnosis of pancreatic malignancy
Yang KS, Im H, Hong S, Pergolini I, Del Castillo AF, Wang R, Clardy S, Huang CH, Pille C, Ferrone S, Yang R, Castro CM, Lee H, Del Castillo CF, Weissleder R
Sci Transl Med. 2017 May 24;9(391). pii: eaal3226. doi: 10.1126/scitranslmed.aal3226.

Fonti:

Blood Test for Earlier Detection of Pancreatic Cancer Feasible – Physician’s Briefing
Blood test for pancreatic cancer shows early promise – Health Medicine Network
New test may improve pancreatic cancer diagnoses – ScienceNews
Blood Test for Pancreatic Cancer Shows Early Promise – HealthDay
Harvard-MGH Liquid Biopsy Assay Targets Early Detection of Pancreatic Cancer – 360Dx

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Biomarcatori nella saliva per la diagnosi precoce dell’Alzheimer.

Posted by giorgiobertin su maggio 19, 2017

I ricercatori del Research Institute Beaumont – Beaumont Health, MI, USA, in uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of Alzheimer Disease” hanno scoperto delle piccole molecole nella saliva che aiutano ad identificare le persone a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.

Il prof. Stewart Graham, ha dichiarato: “Abbiamo usato la metabolomica, una tecnica più recente per studiare molecole coinvolte nel metabolismo. Il nostro obiettivo era quello di trovare modelli unici di molecole nella saliva dei nostri partecipanti allo studio che potrebbe essere utilizzati per diagnosticare la malattia di Alzheimer nelle prime fasi, quando il trattamento è considerato più efficace“.

Laboratorio

Lo studio ha incluso 29 adulti suddivisi in tre gruppi: decadimento cognitivo lieve, la malattia di Alzheimer e un gruppo di controllo. Dopo che i campioni sono stati raccolti, i ricercatori hanno identificato positivamente e con precisione, quantificandoli 57 metaboliti. Alcune delle variazioni osservate nei biomarcatori sono state significative. Da dati, è stato possibile fare previsioni per quelli a maggior rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer.

Leggi abstract dell’articolo:
Diagnostic Biomarkers of Alzheimer’s Disease as Identified in Saliva using 1H NMR-Based Metabolomics
Yilmaz A, Geddes T, Han B, Bahado-Singh RO, Wilson GD, Imam K, Maddens M1, Graham SF
J Alzheimers Dis. 2017;58(2):355-359. doi: 10.3233/JAD-161226.

Fonte: Research Institute Beaumont – Beaumont Health, MI, USA,

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Nuovo test per diagnosticare rapidamente la Sepsi.

Posted by giorgiobertin su maggio 17, 2017

I ricercatori hanno sviluppato un test in grado di diagnosticare rapidamente e in modo affidabile la sepsi, una complicazione potenzialmente pericolosa per la vita che può accadere quando il corpo intero reagisce ad un’infezione.

Nello studio riportato su “Journal of Clinical Laboratory Analysis“, i ricercatori descrivono quello che viene chiamato un sistema “TaqMan-Based Multiplex PCR real-time”, che permette di rilevazione rapidamente 10 dei più frequenti batteri patogeni da campioni di sangue in poche ore.

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È interessante notare che  gli agenti patogeni in alcuni casi risultati negativi in cultura da sangue di pazienti con sepsi sono stati rilevati con questo metodo. Noi ipotizziamo che i frammenti di DNA residui dei batteri potrebbero essere rilevati da questo sistema, anche se sono stati distrutti da farmaci antibatterici o dal sistema immunitario“, ha detto il dottor Bing Zhang, autore senior dello studio.

Leggi abstract dell’articolo:
Rapid diagnosis of sepsis with TaqMan-Based multiplex real-time PCR
Chang-Feng Liu, Xin-Ping Shi, Yun Chen, Ye Jin, Bing Zhang
J Clin Lab Anal. 2017;00:e22256. https://doi.org/10.1002/jcla.22256

Fonte: Wiley

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Nuova piattaforma diagnostica basata su CRISPR.

Posted by giorgiobertin su aprile 14, 2017

Un team di scienziati del Broad Institute of MIT and Harvard, the McGovern Institute for Brain Research at MIT, the Institute for Medical Engineering & Science at MIT, and the Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering at Harvard University ha adattato, attraverso l’utilizzo dell’enzima CRISPR RNA-targeting una piattaforma denominata SHERLOCK (Specific High-sensitivity Enzymatic Reporter unLOCKing) come rivelatore altamente sensibile – in grado di segnalare la presenza di singole molecole di RNA o molecole di DNA (video).

SHERLOCK differisce dal sistema CRISPR-Cas9 in modo fondamentale. Esso utilizza un enzima chiamato Cas13a che taglia il materiale genetico ed ha il vantaggio di innescare il reporter fluorescente. Una volta che Cas13a trova il bersaglio, inizia indiscriminatamente tagliare qualsiasi RNA che incontra. Questi tagli “collaterali” possono costituire la base per la diagnostica di SHERLOCK. “La natura ha un sacco di strumenti molto sorprendenti“, dice Zhang, uno degli autori. “SHERLOCK può rilevare infezioni virali e batteriche, mutazioni tumorali trovate a basse frequenze, e variazioni sottili di sequenza del DNA note come polimorfismi di singoli nucleotidi che sono collegati ad altre malattie“.

Il metodo permette di:
Rilevare la presenza del virus Zika in pazienti – campioni di sangue o di urine entro poche ore;
– Distinguere tra le sequenze genetiche di ceppi africani e americani di virus Zika;
– Discriminare specifici tipi di batteri, come E. coli;
– Rilevare geni di resistenza agli antibiotici;
– Identificare mutazioni cancerose in frammenti di DNA simulati privi di cellule;
– Leggere rapidamente informazioni genetiche umane, come ad esempio il rischio di malattie cardiache, da un campione di saliva.

La sensibilità di rilevamento del nuovo sistema CRISPR-Cas13a specifica per materiale genetico ed è di 1 milione di volte più sensibile rispetto alla tecnica diagnostica più utilizzata, che rileva le proteine nota come ELISA.

SHERLOCK non solo rende più facile trovare le infezioni o mutazioni tumorali che la diagnostica meno sensibile si può perdere“, dice il prof. Collins, “ma il test funziona anche molto rapidamente”.

Prima che la piattaforma di diagnosi sia disponibile sul mercato, deve passare presso le agenzie di regolamentazione, come la Food and Drug Administration. la presentazione è stata fatta sulla rivista “Science“.

Leggi abstract dell’articolo:
Nucleic acid detection with CRISPR-Cas13a/C2c2
JONATHAN S. GOOTENBERG, OMAR O. ABUDAYYEH, JEONG WOOK LEE, ……., JAMES J. COLLINS, FENG ZHANG
Science 13 Apr 2017: eaam9321 DOI: 10.1126/science.aam9321

Fonte: Science News  –  Broad Institute of MIT  –  McGovern Institute for Brain Research at MIT  –  Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering at Harvard University

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Sviluppato software per rilevare il cancro da un campione di sangue.

Posted by giorgiobertin su marzo 24, 2017

I ricercatori dell’University of California a Los Angeles coordinati dal prof. Jasmine Zhou, hanno sviluppato un programma per computer in grado di rilevare simultaneamente il cancro ed individuare in quale parte del corpo si trova il tumore, attraverso l’analisi di un campione di sangue del paziente. Il programma è descritto sulla rivista open access “Genome Biology“.

Cancerlocator Flowchart of CancerLocator. Credit image Genome Biology BiomedCentral

La tecnologia è nella sua prima fase e richiede ulteriore convalida, ma i benefici potenziali per i pazienti sono enormi.” afferma il prof. Zhou. “Abbiamo costruito un database di marcatori epigenetici, in particolare modelli di metilazione, che sono comuni in molti tipi di cancro e anche specifici per tumori provenienti da tessuti specifici, come il polmone o fegato. Abbiamo anche compilato l’impronta molecolare per i campioni non cancerosi e quindi abbiamo le basi per confrontare i campioni di cancro. Questi marcatori possono essere utilizzati per rilevare il DNA trovato liberamente nel sangue distinguendo quello tumorale da quello non-tumorale”.

Il nuovo software è stato testato su campioni di sangue di 29 pazienti affetti da cancro al fegato, 12 pazienti affetti da cancro del polmone e 5 pazienti con cancro mammario. I test sono stati eseguiti 10 volte su ogni campione per convalidare i risultati. Anche se il livello di DNA tumorale presente nel sangue è molto più basso durante le prime fasi di questi tumori, il programma è stato in grado di diagnosticarlo, il che dimostra le potenzialità di questo metodo per la diagnosi precoce del cancro.

Scarica e leggi il documento in full text:
CancerLocator: non-invasive cancer diagnosis and tissue-of-origin prediction using methylation profiles of cell-free DNA
Shuli Kang, Qingjiao Li, Quan Chen, Yonggang Zhou, Stacy Park, Gina Lee, Brandon Grimes, Kostyantyn Krysan, Min Yu, Wei Wang, Frank Alber, Fengzhu Sun, Steven M. Dubinett, Wenyuan Li and Xianghong Jasmine Zhou
Genome Biology 2017 18:53, Published: 24 March 2017 DOI: 10.1186/s13059-017-1191-5

Fonte: Telegraph.co.uk

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Un’esame del sangue per rilevare il cancro.

Posted by giorgiobertin su marzo 21, 2017

I medici potrebbe presto essere in grado di rilevare e monitorare il cancro di un paziente con un semplice esame del sangue, riducendo o eliminando la necessità di procedure più invasive, secondo una ricerca della Purdue University Center for Cancer Research pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)“.

fosforilazione    Tao blood test image

Il team del prof. W. Andy Tao, ha individuato una serie di proteine nel plasma sanguigno che, se elevate, significano che il paziente ha il cancro. La fosforilazione, l’aggiunta di un gruppo fosfato ad una proteina può portare alla formazione di cellule del cancro. Così proteine ​​fosforilate, note come fosfoproteine, sono da considerare biomarcatori tumorali. Fino ad ora, tuttavia, gli scienziati non erano sicuri dell’identificazione di fosfoproteine ​​nel sangue, ciò è stato possibile perché il fegato rilascia fosfatasi nel flusso sanguigno, un enzima che defosforila le proteine.

I ricercatori hanno trovato quasi 2.400 fosfoproteine ​​in un campione di sangue e identificato 144 che sono significativamente elevate nei pazienti affetti da cancro. In particolare hanno utilizzato centrifughe per separare il plasma dai globuli rossi, e centrifughe ad alta ed altissima velocità per separare microvescicole ed esosomi. Quelle particelle, che vengono rilasciati dalle cellule che entrano nel flusso sanguigno, possono giocare un ruolo nella comunicazione intercellulare e si pensa siano coinvolte nelle metastasi, la diffusione del cancro da un luogo all’altro nel corpo. Essi racchiudono anche fosfoproteine, che il team del prof. Tao ha identificato utilizzando la spettrometria di massa.

La compagnia Tymora Analytical sta sviluppando anche una tecnologia che permetterebbe ai medici di inserire campioni di sangue su una cartuccia e analizzare le fosfoproteine presenti, eliminando la necessità di centrifughe ad altissima velocità che non sono pratiche in ambito clinico.

Leggi abstract dell’articolo:
Phosphoproteins in Extracellular Vesicles as Candidate Markers for Breast Cancer
I-Hsuan Chena, Liang Xuea, Chuan-Chih Hsua, Juan Sebastian Paez Paeza, Li Panb, Hillary Andaluzc, Michael K. Wendtb,
PNAS Published online before print March 7, 2017, doi:10.1073/pnas.1618088114

Fonte: Purdue University Center for Cancer Research.

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Tumore: diagnosticarlo con un esame del sangue.

Posted by giorgiobertin su marzo 9, 2017

Bioingegneri dell’Università della California di San Diego hanno sviluppato un nuovo test del sangue che potrebbe rilevare il cancro – e individuare in quale parte del corpo il tumore è in crescita.

Lo studio potrebbe fornire un modo per diagnosticare il cancro nella fase iniziale, senza dover fare le procedure chirurgiche invasive come le biopsie. I ricercatori hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista “Nature Genetics“. Questi test sono in grado di rilevare tracce di DNA tumorale nel sangue di pazienti affetti da cancro.

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UC San Diego Bioengineering professor Kun Zhang

Quando una neoplasia si sviluppa, inizia a ‘competere‘ con le cellule sane e diffondendosi, le uccide. Nel momento in cui le cellule muoiono, rilasciano il loro Dna specifico nel sangue. Una sorta di ‘indizio‘ che i ricercatori hanno utilizzato per identificare il tessuto interessato dal cancro.
Il team ha messo insieme una banca dati di modelli di Dna mutato (che gli scienziati chiamano “modelli di metilazione“, o mutazione epigenetica di una parte del Dna), di 10 diversi tessuti normali: fegato, intestino, colon, polmone, cervello, rene, pancreas, milza, stomaco e sangue. Hanno inoltre analizzato campioni tumorali e di sangue di pazienti oncologici per comporre uno schema di marker genetici per ogni tumore.

Leggi abstract dell’articolo:
Identification of methylation haplotype blocks aids in deconvolution of heterogeneous tissue samples and tumor tissue-of-origin mapping from plasma DNA.
Shicheng Guo, Dinh Diep, Nongluk Plongthongkum, Ho-Lim Fung, Kang Zhang and Kun Zhang.
Nature Genetics (2017) doi:10.1038/ng.3805 Published online 06 March 2017

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Eversense: Sensore impiantabile per misurare la glicemia.

Posted by giorgiobertin su marzo 9, 2017

Si chiama Eversense, il sensore impiantabile sotto la cute per il monitoraggio continuo della glicemia (Cgm) prodotto da Roche Diabetes Care che promette di semplificare e rendere più sicura la gestione del diabete.
Il dispositivo, ora disponibile anche in Italia, misura i livelli di glucosio 24 ore al giorno, funziona ininterrottamente per 90 giorni, comunica i dati alla app del dispositivo mobile. Gli algoritmi predittivi avvertono il paziente di probabili episodi di ipo o iperglicemia in tempo utile per rimediare. I dati possono venire condivisi con il proprio diabetologo attraverso il portale dedicato.

Eversense     Senseonics
Eversense-System (PRNewsFoto/Roche Diabetes Care)

I pazienti impiantati con Eversense nella prima settimana di marzo sono in tutto 5. Tre sono stati impiantati a Padova dal team della dottoressa Bruttomesso dell’Unita’ Operativa Complessa di Malattie del Metabolismo diretta dal professor Avogaro e due sono stati impiantati a Olbia presso il centro di Diabetologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Olbia diretto dal dottor Giancarlo Tonolo.

“L’impianto di per sé è molto semplice fatto in anestesia locale con un taglio microscopico, la procedura occupa solo qualche minuto” – ha affermato il Dr. Giancarlo Tonolo.

Una rivoluzione nel monitoraggio della glicemia.

Accedi al sito web: Eversense

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Nuovo test distingue i tumori aggressivi della prostata.

Posted by giorgiobertin su marzo 9, 2017

Un nuovo test è stato sviluppato dai ricercatori della UEA Norwich Medical School per fare la distinzione tra forme aggressive e meno aggressive di cancro alla prostata, contribuendo ad evitare a volte dannosi trattamenti non necessari.

Trattamento curativo del cancro alla prostata con chirurgia o radioterapia ha bisogno di essere idealmente rivolto alla minoranza di uomini con tumori significativi, in modo che il resto siano risparmiati dagli effetti collaterali del trattamento, che comprende spesso l’impotenza“. afferma il prof. Colin Cooper, professore di genetica del cancro al di UEA Norwich Medical School.
Applicando un nuovo approccio matematico, i ricercatori hanno identificato una categoria di cancro alla prostata umano di ‘prognosi infausta’ chiamato DESNT.
Sono stati classificati da una bassa espressione un nucleo di 45 geni, molte proteine che codificano la struttura delle cellule, il trasporto di ioni e l’adesione cellulare. Questo era comune tra i campioni di tumori noti per avere una cattiva prognosi del paziente.

Scientists at the University of East Anglia have developed a mathematical test to classify prostate cancer and distinguish between the ‘pussycats’ and the ‘tigers’

I risultati della ricerca riportati sono importanti perché aggiungono informazioni cruciali che ci aiuteranno a costruire un quadro più completo di ciò che rende alcuni tipi di cancro alla prostata aggressivi. Questo senza dubbio aiuterà a fornire una diagnosi precoce e più accurata e, a sua volta ci informerà sul trattamento migliore per la malattia“. Afferma il prof Cooper. “L’esistenza di questa distinzione è un passo significativo per aiutare nell’individuazione di una terapia appropriata, e contribuire ad evitare un eccesso di trattamento”. (video)

Scarica e leggi l’articolo in full text:
DESNT: A Poor Prognosis Category of Human Prostate Cancer
Bogdan-Alexandru Luca, Daniel S. Brewer, Dylan R. Edwards, Sandra Edwards, Hayley C. Whitaker, Sue Merson, Nening Dennis, Rosalin A. Cooper, Steven Hazell, Anne Y. Warren, The CancerMap Group, Rosalind Eeles, Andy G. Lynch, Helen Ross-Adams, Alastair D. Lamb, David E. Neal, Krishna Sethia, Robert D. Mills, Richard Y. Ball, Helen Curley, Jeremy Clark, Colin S. Cooper, et al.
European Urology Focus In Press, Available online 6 March 2017

Fonte: UEA Norwich Medical School

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Un esame del sangue per rilevare il cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su febbraio 7, 2017

Un team di ricercatori degli Stati Uniti e della Cina ha presentato un test per rilevare il cancro del pancreas, una delle forme più letali, con meno di una goccia di sangue. In particolare il team ha identificato una proteina EphA2 (ephrin type-A receptor 2) sovraespressa nei tumori pancreatici.

Il tumore al pancreas è un tipo di cancro che necessita di un disperato bisogno di un biomarker nel sangue” ha detto il co-autore He Hu del Biodesign Institute, Arizona State University. Il test sviluppato rileva la presenza della proteina EphA2 in appena 0,001 millilitri di plasma sanguigno – la componente liquida del sangue, in cui le cellule sono sospese. La tecnica si basa sul rilevamento sensibile di vescicole extracellulari (SVE) – piccole bolle di materiale emessi dalla maggior parte delle cellule viventi.

exosomesheader
The paper describes a new technique for identifying tumor-derived extracellular vesicles (EVs). The method relies on differently shaped nanoparticle probes that refract light at different wavelengths, one spherical (green) and one rod-shaped, (red).

Questo è stato più preciso test al plasma esistente“, afferma il team. Nello studio pilota, il nuovo test è stato corretto oltre l’85 per cento nell’individuare pazienti affetti da cancro del pancreas. In una serie di esperimenti condotti dal Dr. Hu e colleghi, questo metodo ha identificato campioni di sangue da cancro al pancreas con un’alta sensibilità, compresi quelli con malattia in stadio precoce, facilmente distinguendoli da quelli dei pazienti pancreatite e individui sani. Inoltre, questo metodo ha rilevato alterazioni dei livelli ematici EphA2-EV nei campioni di sangue pre- e post-terapia corrispondente alla risposta del tumore alla terapia, dimostrando il potere del tecnica per monitorare l’efficacia del trattamento.

Anche se l’attuale studio ha esaminato campioni utilizzando la microscopia ottica, i ricercatori prevedono un sistema completamente automatizzato in grado di eseguire tali dosaggi nella clinica a basso costo e ad alto rendimento

I risultati devono essere convalidati in studi più ampi, ma la scoperta “ha il potenziale per migliorare la diagnosi precoce, il trattamento e il monitoraggio del cancro al pancreas e di altri tumori e infezioni“. conclude il prof Hu.
Secondo il prof. Hu saranno necessari 2-3 anni per l’approvazione da parte della FDA.

Leggi abstract dell’articolo:
Nanoplasmonic quantification of tumour-derived extracellular vesicles in plasma microsamples for diagnosis and treatment monitoring
Kai Liang, Fei Liu, Jia Fan, Dali Sun, Chang Liu, Christopher J. Lyon, David W. Bernard, Yan Li, Kenji Yokoi, Matthew H. Katz, Eugene J. Koay, Zhen Zhao & Ye Hu
Nature Biomedical Engineering 1, Article number: 0021 (2017) Published online:
06 February 2017 doi:10.1038/s41551-016-0021

Fonte:  Biodesign Institute, Arizona State University

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Un biosensore in grado di rilevare i tumori nelle fasi iniziali.

Posted by giorgiobertin su gennaio 12, 2017

Prima che si sviluppi un tumore maligno, il sistema immunitario cerca di combattere contro le proteine che sono alterate durante la loro formazione, producendo anticorpi specifici tumorali. Un biosensore sviluppato dai ricercatori della Complutense University of Madrid è stato in grado di rilevare queste unità difensive in campioni di siero di pazienti con cancro al colon-retto e cancro ovarico. Il metodo sviluppato è più veloce e più preciso rispetto ai metodi tradizionali.

Quando le cellule sane si trasformano in tumori, l’espressione di alcune proteine viene alterato. Come difesa, il sistema immunitario produce anticorpi specifici contro di loro. La produzione di questi autoanticorpi inizia diversi mesi o addirittura anni prima che la malattia si sviluppi completamente e venga rilevata dai medici. “Il nostro sistema immunitario produce questi autoanticorpi contro il cancro anche tre anni prima che i primi sintomi compaiono“, spiega Susana Campuzano, della Universidad Complutense de Madrid.

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Rappresentazione di un frammento di DNA e la proteina p53, nota come il guardiano del genoma. /Cho, Y., Gorina, S., Jeffrey, PD, Pavletich, NP.

Gli scienziati hanno realizzato un biosensore che rileva il contenuto degli autoanticorpi generati dai pazienti contro la proteina p53. “Questa proteina è conosciuto come il guardiano del genoma, perché ripara le mutazioni del DNA, evitando alterazioni del ciclo cellulare e la comparsa di tumori“. Quando p53 è mutata e si moltiplica senza controllo, nei pazienti affetti da cancro il sistema immunitario produce autoanticorpi contro p53, avvisando di una possibile trasformazione maligna. “La presenza di anticorpi contro p53 potrebbe essere indicativa dell’esistenza di una malattia neoplastica già avviata o del rischio di svilupparla in un prossimo futuro”.

Il biosensore ha dimostrato una sensibilità 440 volte più elevata e una migliore discriminazione tra campioni di siero positivi e negativi per anticorpi p53 rispetto ad altri metodi. “La sua semplicità di gestione, la portabilità e il tempo per completare la procedura completa (sei ore) lo rendono adatto per l’applicazione nella routine clinica”, conclude la prof.ssa Campuzano.

Leggi abstract dell’articolo (Researchgate -necessaria registrazione):
Towards liquid biopsy: Rapid Determination of the Humoral Immune Response in Cancer Patients using HaloTag Fusion protein-Modified Electrochemical Bioplatforms
María Garranzo-Asensio, Ana Guzmán-ARANGUEZ, Carmen Poves, María Jesús Fernández Aceñero, Rebeca M. Torrente-Rodriguez, Víctor Ruiz-Valdepeñas Montiel, Gemma Domínguez, Luis San Frutos, Nuria Rodríguez, Mayte Villalba, José; M. Pingarrón, Susana Campuzano y Rodrigo Barderas
Analytical Chemistry · November 2016 – DOI: 10.1021/acs.analchem.6b03526

Fonte: El Servicio de Información y Noticias Científicas (SINC)

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Sced: la biopsia liquida che identifica i tumori.

Posted by giorgiobertin su novembre 30, 2016

Si chiama SCED -Solid Cancer Early Detenction- la nuova Biopsia liquida capace di riassumere quasi tutti gli screening oncologici: dalla mammografia, all’HPV test, passando per colonscopie e TAC spirale, arrivando a condensare anche tutti gli screening invasivi a cui vengono sottoposte le persone quando il rischio di neoplasie è quasi certo, come le biopsie degli organi.

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La nuova tecnica di biopsia liquida, può essere eseguita su soggetti sani che vogliono sapere se sono predisposti ad ammalarsi di qualche forma tumorale o nei casi di familiarità o di esposizione ad agenti cancerogeni come possono essere i fumatori o chi sta tutti i giorni nel traffico cittadino. Attraverso il controllo di 50 geni, questo sistema può identificare ben 2.800 mutazioni favorenti l’insorgenza di un tumore.
Sarà sufficiente un campione di sangue per una diagnosi precoce di almeno 100 forme differenti di tumore.

Un fiore all’occhiello della ricerca Italiana, presentato a Roma da Bioscience Genomics, spinoff dell’Università di Roma Tor Vergata.

Dopo la diagnosi, il test serve anche a monitorare i cambiamenti del tumore nel tempo in maniera rapida e minimamente invasiva, per fornire informazioni necessarie a valutare le varie opzioni di trattamento. Serve, ad esempio, a monitorare nel tempo la comparsa dimutazioni di resistenza alle terapie antitumorali.
In pochi anni, potrà diventare il gold standard nella diagnostica in oncologia.

Il procedimento prevede alcune fasi:
· Prelievo di sangue (7-8 cc)
· Stabilizzazione del campione di sangue per più di 96 ore e spedizione all’HUB (tramite una rigorosa catena di custodia) ai laboratori Bioscience Genomics di Roma (Tor Vergata), Milano (c/o San Raffaele) o San Marino per l’isolamento e sequenziamento del cfDNA, DNA germinale e CTC;
· Rilascio del referto da personale medico specializzato in sede di counseling.

Fonte: www.aboutpharma.com

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Nuovo composto rileva i componenti del biofilm batterico.

Posted by giorgiobertin su novembre 26, 2016

I rucercatori del Karolinska Institutet hanno sintetizzato un nuovo composto per il monitoraggio delle infezioni batteriche che formano biofilm. Fino ad ora non esistevano metodi specifici per il rilevamento della composizione del biofilm; non si riusciva ad avere un’analisi dei singoli batteri e della melma extracellulare generata dall’infezione.


Smart molecules reveal bacterial biofilm

Le molecole che abbiamo sviluppato sono uniche in quanto possono colorarsi in modo diverso a seconda di come si legano e si piegano. Noi di solito li chiamiamo camaleonti molecolari, perché cambiano colore a seconda dell’ambiente“, spiega il professor Peter Nilsson, Università di Linköping. “Questo è il primo metodo che colora specificamente i componenti del biofilm. Questo significa che i ricercatori che desiderano studiare i meccanismi che stanno alla base dei batteri che formano il biofilm, hanno un nuovo strumento per comprendere il processo“.

Nello studio, pubblicato sulla rivista “Nature Journal Biofilms and Microbiomes“, i ricercatori dimostrano come il metodo può essere usato per studiare batteri Salmonella, sia in piastre di coltura che in tessuto infetto. (video)

Leggi abstract dell’articolo:
Real-time opto-tracing of curli and cellulose into live Salmonella biofilms using luminescent oligothiophenes
Ferdinand X. Choong, Marcus Brooks, Sara Fahlén, BG Leif Johansson, Keira Melican, Michael Reno, K. Peter R Nilsson, Agneta Richter Dahlfors
Nature Journal Biofilms and Microbiomes, published online 23 October 2016, doi: 10.1038/npjbiofilms.2016.24

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Esofago di Barrett: Nuovo test potrebbe sostituire le endoscopie.

Posted by giorgiobertin su novembre 11, 2016

Gli scienziati del Cancer Research UK finanziati dall’UE hanno scoperto che una ‘spugna su una stringa‘ ingerita come una pillola può essere un test per identificare quali persone con l’esofago di Barrett hanno un basso rischio di sviluppare il cancro esofageo – risparmiando loro endoscopie scomode.

Researchers are looking at a new way of screening for Barrett’s oesophagus. People in the trial swallow a capsule with a piece of string attached to it. This contains a cytosponge. Once the capsule has dissolved, the sponge is pulled out collecting cells from the oesophagus which are looked at in the lab for early changes to the oesophagus. This video shows what it is like to have the cytosponge test.

Il test cytosponge insieme a test di laboratorio supplementari hanno rilevato che il 35 per cento (162) di persone con Barrett inserite nello studio (468) erano a un basso rischio di sviluppare il cancro esofageo.
I risultati mostrano che i pazienti con Barrett potrebbero attraverso test cytosponge essere monitorati dal loro medico di famiglia in ambito locale, per rilevare coloro che sono a basso rischio di sviluppare il cancro, piuttosto che avere endoscopie regolari in ospedale.

Il cytosponge è una piccola pillola attaccata ad un filo che si espande in una spugnetta quando raggiunge lo stomaco. Dopo poco viene tirato indietro fino alla gola utilizzando il filo, in questo modo avviene la raccolta di cellule dall’esofago per l’analisi (video).

La maggior parte delle persone che hanno esofago di Barrett non svilupperà il cancro esofageo, ma al momento non vi è alcun modo per identificare chi lo avrà e chi no. Il nostro studio è il primo passo per usare il cytosponge per rispondere a questa domanda” – afferma il professor Rebecca Fitzgerald, del Cancer Unit MRC presso l’Università di Cambridge.

Leggi abstract dell’articolo:
Risk stratification of Barrett’s oesophagus using a non-endoscopic sampling method coupled with a biomarker panel: a cohort study.
Ross-Innes CS et al. Rebecca C Fitzgerald, BEST2 study group
The Lancet Gastroenterology & Hepatology Published: 10 November 2016 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S2468-1253(16)30118-2
COMMENT
Cytosponge use in risk stratification of Barrett’s oesophagus
Liam Zakko, Prasad Iyer, Kavel Visrodia, Kenneth K Wang

Fonte: Cancer Research UK

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