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Posts Tagged ‘oncologia’

Linee guida sulla diagnosi citologica dei noduli alla tiroide.

Posted by giorgiobertin su giugno 21, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’European Thyroid Association le linee guida europee sulla diagnosi citologica , tramite agoaspirato dei noduli alla tiroide. La pubblicazione sulla rivista “European Thyroid Journal“.

agoaspirato Credit image: Mayo Foundation

Scarica e leggi il documento in full text:
European Thyroid Association Guidelines regarding Thyroid Nodule Molecular Fine-Needle Aspiration Cytology Diagnostics
Paschke R. Cantara S. Crescenzi A. Jarzab B. Musholt T.J. Sobrinho Simoes M.
Eur Thyroid J 2017;6:115–129 https://doi.org/10.1159/000468519

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Test del sangue per la diagnosi di cancro alla prostata aggressivo.

Posted by giorgiobertin su giugno 20, 2017

I ricercatori del Queen Mary University of London’s Barts Cancer Institute (BCI) hanno sviluppato un nuovo test per identificare i pazienti con cancro alla prostata aggressivo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista “Clinical Cancer Research”, ha analizzato campioni di sangue di 81 pazienti affetti da cancro alla prostata utilizzando una nuova tecnologia di cattura cellula chiamata Parsortix sviluppato dalla British company ANGLE plc.
A differenza di molti altri sistemi, il sistema Parsortix cattura tutti i tipi di cellule tumorali (CTC) circolanti – le cellule tumorali che hanno lasciato il tumore originale, convogliate nel flusso sanguigno prima di diffondersi in tutto il corpo.

Il team ha scoperto che la combinazione del numero di CTC con il livello di ‘antigene prostatico specifico – PSA‘ del paziente (usato nei test attualmente disponibili) ha dato il miglior risultato come predittore di metastasi (oltre 92 per cento).
Questo è uno studio molto promettente per i pazienti ed ha il potenziale per aumentare la capacità dei medici di agire precocemente per il trattamento di coloro che sono a un più alto rischio di morire di cancro alla prostata. Fornire un trattamento più adeguato e in modo rapido potrebbe contribuire a salvare vite umane e prolungare l’aspettativa.” – affermano i ricercatori.

The novel association of circulating tumor cells and circulating megakaryocytes with prostate cancer prognosis.
Lei Xu, Xueying Mao, Tianyu Guo, Pui Ying Chan, Greg Shaw, John Hines, Elzbieta Stankiewicz, Yuqin Wang, Tim Oliver, Amar Ahmad, Daniel Berney, Jonathan Shamash, Yong-jie Lu.
Clinical Cancer Research. doi: 10.1158/1078-0432.CCR-16-3081

Fonti:
Queen Mary University of London
PARSORTIX BREAKTHROUGH DELIVERS RARE BLOOD CELL DISCOVERY IN PROSTATE CANCER – Angle plc.

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Composti a base di uva uccidono le cellule staminali del cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su giugno 20, 2017

L’effetto combinato di estratto di semi d’uva e resveratrolo potrebbe essere un ottimo trattamento per aiutare a prevenire il cancro al colon. Ad affermarlo uno studio coordinato dal professore Jairam KP Vanamala della Penn State’s College of Agricultural Sciences (video).

La combinazione di resveratrolo e l’estratto di semi d’uva è molto efficace per uccidere le cellule tumorali del colon“, ha detto Vanamala. “E quello che stiamo imparando è che la combinazione di questi composti non è tossica per le cellule sane.” Per ora i risultati positivi si sono ottenuti sia in una capsula di Petri che nei topi. I composti potrebbero aprire la strada alla sperimentazione clinica sul cancro del colon umano e potrebbero essere utilizzati in una pillola per aiutare a prevenire il cancro al colon e diminuire la ricorrenza della malattia in pazienti sopravvissuti al cancro del colon.

Quando presi separatamente in basse dosi, resveratrolo e l’estratto di semi d’uva non sono efficaci contro il cancro e la soppressione di cellule staminali. Combinati insieme uccidono le staminali del cancro al colon.
C’è ancora molto lavoro da fare per capire il meccanismo che sta dietro le proprietà anti-cancro del estratto d’uva, così come altri tipi di frutta e verdura colorate, affermano i ricercatori, che hanno pubblicato i risultati sulla rivista “BMC Complementary and Alternative Medicine“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Grape compounds suppress colon cancer stem cells in vitro and in a rodent model of colon carcinogenesis
Lavanya Reddivari, Venkata Charepalli, Sridhar Radhakrishnan, Ramakrishna Vadde, Ryan J. Elias, Joshua D. Lambert and Jairam K. P. Vanamala
BMC Complementary and Alternative Medicine 2016 16:278

Fonte: Penn State’s College of Agricultural Sciences

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Scoperto meccanismo biologico che blocca la crescita delle cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su giugno 19, 2017

Gli scienziati hanno scoperto un nuovo percorso cellulare che può promuovere e sostenere la crescita delle cellule tumorali; se inibito questo percorso si blocca la crescita delle cellule tumorali.

Questa importante scoperta in campo oncologico è stata realizzata dal gruppo di ricerca guidato dal professore Andrea Ballabio presso il Tigem, Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Napoli.
La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Science“.

lisosomi

La scoperta – si legge in un comunicato della Fondazione Telethon – si basa sullo studio dei lisosomi, dei piccoli organelli che si trovano all’interno delle nostre cellule, coinvolti in un ampio gruppo di malattie genetiche rare. Partendo proprio da queste ricerche gli scienziati del Tigem hanno confermato che i lisosomi funzionano come dei veri e propri termovalorizzatori, ricavando energia da molecole che ormai non servono più. Questo meccanismo è molto importante quando il corpo, in assenza di cibo o in una situazione di esercizio fisico prolungato, ha bisogno di dar fondo alle riserve di energia interne” (video).

Quando invece siamo in presenza di cibo, questo meccanismo viene bloccato in maniera automatica dal nostro corpo. Lo studio, dimostra che proprio l’inceppamento di questo meccanismo porta alla replicazione e alla crescita delle cellule tumorali, come nel caso dei melanomi e dei tumori del rene e del pancreas. I ricercatori del Tigem hanno quindi dimostrato che l’inibizione di questo meccanismo blocca la crescita tumorale, suggerendo così una nuova strategia per la terapia dei tumori” – afferma la dott.ssa Chiara di Malta (video).

Leggi abstract dell’articolo:
Transcriptional activation of RagD GTPase controls mTORC1 and promotes cancer growth
Chiara Di Malta, Diletta Siciliano, Alessia Calcagni, Jlenia Monfregola, Simona Punzi, Nunzia Pastore, Andrea N. Eastes, Oliver Davis, Rossella De Cegli, Angela Zampelli, Luca G. Di Giovannantonio, Edoardo Nusco, Nick Platt, Alessandro Guida, Margret Helga Ogmundsdottir, Luisa Lanfrancone, Rushika M. Perera, Roberto Zoncu, Pier Giuseppe Pelicci, Carmine Settembre, Andrea Ballabio
Science 16 Jun 2017: Vol. 356, Issue 6343, pp. 1188-1192 DOI: 10.1126/science.aag2553

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Nuovo calcolatore online per predire la sopravvivenza al cancro del colon-retto.

Posted by giorgiobertin su giugno 18, 2017

Per molti pazienti affetti da cancro, dopo lo shock iniziale della loro diagnosi, il pensiero va subito alla stima di quanto tempo hanno da vivere e se alcuni trattamenti potrebbero prolungare la loro esistenza.
Ora i ricercatori dell’University of Nottingham hanno sviluppato un software online gratuito con lo scopo di aiutare le persone a prendere decisioni più consapevoli circa il trattamento e la gestione delle aspettative dopo la diagnosi di cancro al colon-retto.

La ricerca per verificare l’accuratezza del nuovo calcolatore è stata pubblicata sul “British Medical Journal (BMJ)“. E’ stato dimostrato che lo strumento può prevedere in modo affidabile i tassi di sopravvivenza assoluti per gli uomini e le donne con cancro del colon-retto.

QCancer

Il nuovo strumento esamina anche una serie di fattori di rischio del paziente tra cui, storia di fumatore, indice di massa corporea, storia familiare, altre malattie e trattamenti come l’aspirina o statine, così come altre informazioni tra cui la chirurgia o trattamenti come la chemioterapia o trattamenti personalizzati.

Il team ha utilizzato informazioni provenienti da più di 44.000 pazienti da 947 pratiche per sviluppare equazioni separate per uomini e donne di età compresa tra i 15 e i 99 anni al momento della diagnosi di cancro al colon-retto.

Accedi al calcolatore online: QCancer®-2017(colorectal, survival)

Leggi il full text dell’articolo:
Development and validation of risk prediction equations to estimate survival in patients with colorectal cancer: cohort study
Hippisley-Cox Julia, Coupland Carol.
BMJ 2017; 357 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.j2497 (Published 15 June 2017)

Fonte: University of Nottingham

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Vitamina C e antibiotico contro le staminali del cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 15, 2017

Una combinazione di vitamina C e antibiotici potrebbe essere la chiave per uccidere le cellule staminali del cancro, ad affermarlo un nuovo studio del Biomedical Research Centreal University of Salford nel Regno Unito. Si apre così la strada ad una strategia che potrebbe combattere il cancro e la sua resistenza al trattamento.

In particolare per raggiungere i loro risultati, i ricercatori hanno somministrato la Doxiciclina- un antibiotico usato per curare l’acne , la polmonite e altre infezioni – a cellule staminali del cancro [cancer stem cells (CSCs) in dosi crescenti per di 3 mesi, in presenza di vitamina C.

La doxiciclina con dosi di vitamina C, è stata in grado di rimuovere il glucosio da CSC – questo affama in modo efficace le cellule portandole alla morte.

In questo scenario, la vitamina C si comporta come un inibitore della glicolisi nella produzione di combustibili di energia nei mitocondri, la ‘motore’ della cellula“, spiega il prof. Bonuccelli.

Il team spiega che l’antibiotico induce “flessibilità metabolica“, nel senso che inibisce la capacità delle cellule di cambiare fonti di combustibile come mezzo di sopravvivenza; di conseguenza, le cellule sono lasciate con il solo glucosio come fonte di energia.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Oncotarget“.

Leggi il full text dell’articolo:
Vitamin C and Doxycycline: a synthetic lethal combination therapy targeting metabolic flexibility in cancer stem cells (CSCs).
De Francesco EM, Bonuccelli G, Maggiolini M, Sotgia F, Lisanti MP
Oncotarget. 2017 Jun 9. doi: 10.18632/oncotarget.18428. [Epub ahead of print]

Correlati:
VITAMIN C is up to ten times more effective at stopping cancer cell growth than pharmaceuticals such as 2-DG

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Ecco perchè le cellule tumorali crescono e prosperano.

Posted by giorgiobertin su giugno 10, 2017

Alcune cellule tumorali hanno un asso nella manica per evitare la loro morte: incrementare la manutenzione dei telomeri, le “testate” protettive presenti sui cromosomi. Un gruppo di ricerca del Jackson Laboratory (JAX) guidato dal Professor Roel Verhaak in un lavoro pubblicato sulla rivista Nature Genetics ha scoperto il meccanismo della manutenzione dei telomeri di queste cellule tumorali.

Nella maggior parte delle cellule, i telomeri si accorciano nel tempo al punto in cui la divisione cellulare non è più possibile, portando alla morte cellulare. Alcune cellule, come le cellule staminali e le cellule germinali, sono in grado di continuare la divisione perché mantengono attiva la telomerasi, un enzima che allunga i telomeri. Le cellule tumorali riattivano la telomerasi attraverso la trascrittasi inversa telomerica (TERT) ed un RNA ad essa associato inversa, ma i meccanismi alla base sono sconosciuti.

telomeri

Ora i ricercatori hanno analizzato 18.430 campioni di tessuti cancerosi (in 31 diversi tipi di cancro) per determinare e confrontare le lunghezze dei telomeri e monitorare l’attività della telomerasi.
Il 73 per cento – dei tumori esprime TERT (che a sua volta aziona la riattivazione della telomerasi). Oltre all’espressione TERT, i ricercatori hanno scoperto un nuovo importante meccanismo: TERT promoter methylation.
“…abbiamo scoperto che TERT promoter methylation del DNA promuove l’espressione TERT nelle cellule tumorali“. – afferma il prof. Roel Verhaak.

Un filone di ricerca nuovo che necessita sicuramente di ulteriori studi.

Leggi abstract dell’articolo:
Systematic analysis of telomere length and somatic alterations in 31 cancer types
Floris P Barthel,Wei Wei,Ming Tang,Emmanuel Martinez-Ledesma,Xin Hu,Samirkumar B Amin,Kadir C Akdemir,Sahil Seth,Xingzhi Song,Qianghu Wang,Tara Lichtenberg,Jian Hu,Jianhua Zhang,Siyuan Zheng & Roel G W Verhaak
Nature Genetics (2017) Published online 30 January 2017 doi:10.1038/ng.3781

Fonte: Jackson Laboratory (JAX)

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Nanoparticelle paramagnetiche con anticorpi contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 9, 2017

Gli scienziati dell’Institute for Nanobiotechnology della Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, United States, hanno creato una nanoparticella che porta due diversi anticorpi capaci di spegnere le proprietà difensive delle cellule tumorali, e attivare una robusta risposta immunitaria antitumorale nei topi. Come descritto sulla rivista “ACS Nano” il team di ricercatori è stato in grado di rallentare drasticamente la crescita del melanoma e sradicare il cancro negli animali da laboratorio.
Questa nuova strategia testata sugli animali potrebbero migliorare le immunoterapie del cancro.

immunoswitch

Utilizzando particelle di ferro paramagnetiche di circa 100 nanometri di diametro, i ricercatori hanno inserito sopra due differenti tipi di anticorpi: uno blocca una proteina chiamata programmed death ligand 1 (PD-L1), che le cellule tumorali utilizzano per mascherare se stesse alle cellule immunitarie; un’altra che stimola le cellule T, un tipo di cellula immunitaria che combatte il cancro.
Combinando queste due funzioni, spiega il prof. Schneck, è possibile efficacemente inibire il tumore e contemporaneamente accendere la capacità da parte del sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali”.

I ricercatori stanno ora lavorando per migliorare le nanoparticelle attraverso la ricerca di combinazioni più efficaci di anticorpi da includere. Poiché le particelle sono magnetiche, essi prevedono anche di verificare se i risultati possono essere migliorati mediante magneti che guidino le particelle mantenendole nel sito del tumore.

Leggi abstract dell’articolo:
Dual Targeting Nanoparticle Stimulates the Immune System To Inhibit Tumor Growth
Alyssa K. Kosmides, John-William Sidhom, Andrew Fraser, Catherine A. Bessell, and Jonathan P. Schneck
Publication Date (Web): June 7, 2017 (Article) – DOI: 10.1021/acsnano.6b08152

 

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Potenziale bersaglio per il trattamento del cancro al cervello.

Posted by giorgiobertin su giugno 8, 2017

I ricercatori del Cancer Institute Science di Singapore (CSI Singapore) presso l’Università Nazionale di Singapore hanno scoperto che la proteina BCL6 potrebbe potenzialmente essere utilizzata come marcatore per prevedere gli esiti clinici dei pazienti affetti da glioblastoma multiforme (GBM), il tumore più maligno del cervello.

PNAS23.cover       logoNUS

In particolare, lo studio, condotto dal professor H. Phillip Koeffler e pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS), ha trovato che i pazienti con GBM con bassi livelli di proteina BCL6 hanno un tasso di sopravvivenza più alto rispetto a quelli con l’espressione alta di BCL6. Lo studio suggerisce inoltre che BCL6 può essere un possibile bersaglio terapeutico per il glioblastoma multiforme.

Il nostro studio evidenzia BCL6 come un potenziale marker prognostico per predire la sopravvivenza globale dei pazienti con GBM. Abbiamo anche trovato che specificamente interferendo con la funzione BCL6 è possibile interrompere l’interazione BCL6-NCOR, limitando così la moltiplicazione e la diffusione. Stiamo andando avanti, e stiamo lavorando sullo sviluppo di nuovi inibitori piccole molecole per frenare l’attività BCL6, che potenzialmente potrebbe essere una strategia promettente per il trattamento di GBM“, ha detto il prof Koeffler.

Leggi abstract dell’articolo:
BCL6 promotes glioma and serves as a therapeutic target
Liang Xu, Ye Chen, Marina Dutra-Clarke, Anand Mayakonda, Masaharu Hazawa, Steve E. Savinoff, Ngan Doan, Jonathan W. Said, William H. Yong, Ashley Watkins, Henry Yang, Ling-Wen Ding, Yan-Yi Jiang, Jeffrey W. Tyner, Jianhong Ching, Jean-Paul Kovalik, Vikas Madan, Shing-Leng Chan, Markus Müschen, Joshua J. Breunig, De-Chen Lin, and H. Phillip Koeffler
PNAS 2017 114 (15) 3981-3986, doi:10.1073/pnas.1609758114

Fonte: Cancer Institute Science di Singapore (CSI Singapore)

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Cannabinoidi e chemioterapia per uccidere le cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su giugno 7, 2017

Una nuova ricerca ha confermato che i cannabinoidi – le sostanze chimiche attive della cannabis – sono efficaci nell’uccidere le cellule leucemiche, in particolare quando utilizzate in combinazione con trattamenti di chemioterapia.

Da esperimenti in laboratorio sugli animali è stato dimostrato che alcuni cannabinoidi inibiscono la crescita tumorale, promuovendo la morte delle cellule, riducendo la crescita cellulare, e bloccando lo sviluppo dei vasi sanguigni che alimentano il tumore. Ad oggi, sono stati identificati più di 100 cannabinoidi, tutti con differenti proprietà e profili chimichi.

Cannabis

Nello studio pubblicato sulla rivista “International Journal of Oncology” i ricercatori del St George’s, University of London nel Regno Unito hanno dimostrato che il cannabinoide delta-9-THC (tetraidrocannabinolo (THC)), se usato da solo, uccide le cellule leucemiche. Tuttavia, se usato in combinazione con la chemioterapia, la sua potenza risultata significativamente migliorata.
La combinazione di chemioterapia con cannabinoidi ha fornito risultati migliori rispetto alla sola chemioterapia.

Abbiamo dimostrato per la prima volta che l’ordine in cui vengono utilizzati i cannabinoidi e la chemioterapia è cruciale nel determinare l’efficacia complessiva di questo trattamento. […] I cannabinoidi sono una prospettiva molto eccitante in oncologia“. afferma il prof. Wai Liu coordinatore del progetto.

Leggi abstract dell’articolo:
Anticancer effects of phytocannabinoids used with chemotherapy in leukaemia cells can be improved by altering the sequence of their administration
Katherine A. Scott Angus G. Dalgleish Wai M. Liu
International Journal of Oncology Pages:369-377 Published online on: May 29, 2017 https://doi.org/10.3892/ijo.2017.4022

Fonte: St George’s, University of London

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Un anticorpo per tutti i tumori.

Posted by giorgiobertin su giugno 7, 2017

Per la prima volta la FDA ha approvato un farmaco antitumorale a prescindere dalla sede. Le indicazioni del pembrolizumab (Keytruda), immunoterapico anti PD-1, prevedono infatti che l’anticorpo monoclonale possa essere dato a tutti i malati adulti e pediatrici con tumori solidi non operabili, metastatici, con un’instabilità dei microsatelliti (MSI-H) o deficienti del mismatch repair (dMMR), che hanno una progressione dopo i trattamenti precedenti o, ancora, a coloro che hanno un carcinoma del colon con MSI-H o dMMR e che sono in progressione dopo fluoropirimidina, oxaliplatino e irinotecan.

Keytruda

Il via libero è giunto dopo che sono stati resi noti i risultati di 149 pazienti arruolati in cinque trial non controllati, multicoorte, multicentrici e a braccio singolo, condotti su 90 persone con tumore del colon e 59 con uno tra 14 diversi tipi di cancro, e che avevano ricevuto il pembrolizumab alle dosi di 200 mg ogni 3 settimane oppure 10 mg/kg ogni 2.

Il prodotto è commercializzato da Merck Sharp & Dohme.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves first cancer treatment for any solid tumor with a specific genetic feature

Medication Guide for KEYTRUDA  
The physician Prescribing Information also is available.

Fonti: FDA – CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri)

Keytruda 

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Svolta nella terapia per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su giugno 6, 2017

Una vera e propria svolta nel trattamento del cancro alla prostata è venuta nel corso del Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso a Chicago.

L’aggiunta di abiraterone acetato (Zytiga) più prednisone alla terapia ormonale standard per gli uomini con nuova diagnosi di alto rischio, carcinoma della prostata metastatico abbassa la probabilità di morte del 38%.
I dati provengono dallo studio di fase III ‘Latitude’, condotto su 1.200 uomini. L’abiraterone ha più che raddoppiato il tempo medio intercorso prima che la malattia ricominciasse a progredire, da 14,8 a 33 mesi. Il farmaco è stato dato al posto della chemioterapia.

zytiga1

Abiraterone non solo prolunga la vita, ma anche abbassato la probabilità di recidiva del 70% e ha ridotto il rischio di gravi complicanze ossee del 50%”, ha detto l’autore  dello studio Nicholas James,  Professore di Oncologia Clinica presso la Queen Elizabeth Hospital di Birmingham, Regno Unito.

Per gli uomini che ricevono una diagnosi di cancro alla prostata in fase avanzata questo rappresenta un’evoluzione di trattamento, un nuovo efficace approccio. Dalla chemioterapia ad abiraterone“. Commentano gli esperti. “E’ una buona notizia per questi pazienti, poiché trattare la malattia con abiraterone può significare vivere più a lungo con un ridotto impatto di effetti collaterali”.

Il risultato terapeutico che abbiamo osservato in questo studio, dato dall’uso precoce di abiraterone – sottolineano gli scienziati – è comparabile a quello della chemio, dimostrato negli studi già effettuati. La differenza è che il farmaco è molto più tollerabile, tanto che molti pazienti non riportano nessun effetto collaterale”.

News dall’ASCO:
Abiraterone Delays Metastatic Prostate Cancer Growth by 18 Months, Extends Survival

Leggi abstract dell’articolo:
LATITUDE: A phase III, double-blind, randomized trial of androgen deprivation therapy with abiraterone acetate plus prednisone or placebos in newly diagnosed high-risk metastatic hormone-naive prostate cancer.
J Clin Oncol 35, 2017 (suppl; abstr LBA3)

Zytiga: Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto – EMA

ZYTIGA® (abiraterone acetate)

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L’olio d’oliva può anche aiutare a prevenire il cancro al cervello.

Posted by giorgiobertin su giugno 6, 2017

I ricercatori del Wellcome Trust Centre for Cell Biology presso l’Università di Edimburgo nel Regno Unito, hanno scoperto che l’acido oleico – un acido grasso monoinsaturo presenti nell’olio di oliva – blocca l’attività di una proteina che causa il cancro nelle cellule cerebrali. Nel lavoro pubblicato sulla rivista “Journal of Molecular Biology” concludono che l’assunzione di olio d’oliva protegge contro il cervello cancro.

olio-oliva

Precedenti ricerche hanno dimostrato che l’acido oleico può inibire l’attività patogenetica di specifiche proteine. Il dottor Michlewski e il suo team ha studiato come il composto dell’olio d’oliva agisca sull’attività delle proteine ​​miR-7, che sono dei microRNA coinvolti nella soppressione della formazione dei tumori al cervello.

I riceractori hanno trovato che l’acido oleico inibisce l’attività di una proteina cellulare chiamata Musashi homolog2, che blocca la produzione di miR-7, e di conseguenza la formazione di tumori cerebrali.

Anche se non possiamo ancora dire che l’olio d’oliva nella dieta aiuta a prevenire il cancro al cervello, i nostri risultati suggeriscono che l’acido oleico è in grado di supportare la produzione di molecole che sopprimono le cellule tumorali coltivate in laboratorio. Ulteriori studi potrebbero aiutare a determinare il ruolo che l’olio d’oliva può avere nella salute del cervello.” afferma il Dr. Gracjan Michlewski.

Scarica eleggi il documento in full text:
Oleic Acid Induces MiR-7 Processing through Remodeling of Pri-MiR-7/Protein Complex
Santosh Kumar, Angela Downie Ruiz Velasco, Gracjan Michlewski
Journal of Molecular Biology Volume 429, Issue 11, 2 June 2017, Pages 1638–1649 https://doi.org/10.1016/j.jmb.2017.05.001

Fonte: Wellcome Trust Centre for Cell Biology University of Edimburg

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Test del sangue per la diagnosi precoce di cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2017

I ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH) e della Harvard T.H. Chan School of Public Health a Boston, hanno messo a punto un nuovo test del sangue che riconosce precocemente il cancro al pancreas. Un test innovativo che potrebbe cambiare il modo di curare la malattia che oggi in oltre l’80% dei casi si scopre quando è ormai inoperabile.
Il test è basato su 5 marcatori potrebbero rivelarsi estremamente utile nella diagnosi precoce dell’adenocarcinoma duttale pancreatico.

pancreatic-blood-test

L’attuale gold standard tra gli esami ematici, ovvero la determinazione dei livelli di CA19-9 non è in realtà sufficientemente specifico né sensibile per garantire al paziente una maggiore sopravvivenza. Ora “abbiamo identificato un gruppo di 5 marcatori proteici per poter arrivare alla diagnosi di adenocarcinoma e poi abbiamo analizzato i dati in oltre 100 popolazioni cliniche” affermano i ricercatori che hanno pubblicato il lavoro sulla rivista “Science Translational Medicine“.

Il nuovo test si basa su un prelievo di sangue venoso e sfrutta le informazioni contenute nelle vescicole extracellulari circolanti; ha una sensibilità dell’86% e una specificità dell’81% nel diagnosticare l’adenocarcinoma duttale del pancreas.
Il test è ora pronta per essere testato in un numero più grande di pazienti, in particolare in coloro che sono ad alto rischio con una storia familiare di malattia, per esplorare il potenziale utilizzo per lo screening.

Leggi abstract dell’articolo:
Multiparametric plasma EV profiling facilitates diagnosis of pancreatic malignancy
Yang KS, Im H, Hong S, Pergolini I, Del Castillo AF, Wang R, Clardy S, Huang CH, Pille C, Ferrone S, Yang R, Castro CM, Lee H, Del Castillo CF, Weissleder R
Sci Transl Med. 2017 May 24;9(391). pii: eaal3226. doi: 10.1126/scitranslmed.aal3226.

Fonti:

Blood Test for Earlier Detection of Pancreatic Cancer Feasible – Physician’s Briefing
Blood test for pancreatic cancer shows early promise – Health Medicine Network
New test may improve pancreatic cancer diagnoses – ScienceNews
Blood Test for Pancreatic Cancer Shows Early Promise – HealthDay
Harvard-MGH Liquid Biopsy Assay Targets Early Detection of Pancreatic Cancer – 360Dx

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Nuovo sito web per l’interazione di farmaci oncologici.

Posted by giorgiobertin su giugno 2, 2017

Le interazioni farmacologiche sono un problema significativo per i pazienti oncologici ed i professionisti sanitari che li trattano. Combinando le competenze a livello internazionale dell’Università di Liverpool (UK) sulle interazioni farmaco-farmaco con l’esperienza della farmacologia clinica in oncologia ed ematologia della Radboud University, Nijmegen (the Netherlands), è stato possibile realizzare questo portale  in risposta alla necessità di una migliore gestione di interazioni farmaco-farmaco con agenti anti-cancro.

Cancer Drug Interactions

Accedi alla risorsa web:
Drug Interaction Checker

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NICE: Standard di qualità per i tumori ematologici.

Posted by giorgiobertin su giugno 1, 2017

Sono state pubblicati a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) gli standard di qualità per la diagnosi e gestione dei tumori ematologici negli adulti e nei giovani.

Altri standard di qualità che devono essere considerati quando si attiva un servizio o la fornitura di servizi per pazienti con cancro ematologico.

haematological-cancers

Scarica e leggi il documento in full text:
Haematological cancers – Quality standard [QS150] Published date: June 2017

Ultime news su hematological cancer:
https://www.nature.com/subjects/haematological-cancer

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Cancro: Nuovo target cellulare per frenare le metastasi.

Posted by giorgiobertin su maggio 31, 2017

Un team di ricercatori della Johns Hopkins ha scoperto un processo di segnalazione biochimica che induce le cellule tumorali a staccarsi da un tumore e a diffondersi in altre parti del corpo. Nello studio, pubblicato su “Nature Communications, il team ha anche riferito che l’uso combinato di due farmaci esistenti interrompe questo processo e rallenta in modo significativo la tendenza da parte delle cellule tumorali di viaggiare, un comportamento chiamato metastasi.

Hasini

A livello fondamentale, abbiamo trovato che la densità delle cellule è molto importante nell’innescare le metastasi. E’ come essere in attesa di un tavolo in un ristorante molto sovraffollato e quando arriva un messaggio che dice che è necessario prendere posto altrove.” afferma il prof. Jayatilaka primo autore.

Il prof. Jayatilaka e i suoi colleghi hanno sperimentato un mix di farmaci che ha modificato questo messaggio microscopico. I membri del team hanno avvertito che questo trattamento è stato testato in modelli animali, ma non ancora in pazienti affetti da cancro umano.

I due fattori chiave della metastasi, ha detto il coordinatore prof. Wirtz, sono la tendenza delle cellule tumorali di riprodursi molto rapidamente e la loro capacità di muoversi attraverso il tessuto circostante fino a raggiungere il flusso sanguigno, dove possono poi diffondere la malattia in altre parti del corpo. I ricercatori hanno identificato due proteine: interleuchina 6 (IL-6) e interleuchina 8 (IL-8).
IL-6 e IL-8 sembrano consegnare un messaggio alle cellule tumorali, dicendo loro di allontanarsi dal tumore primario densamente popolato”.

In studi sugli animali il team ha scoperto che l’applicazione di due farmaci Tocilizumab, un farmaco approvato per l’artrite reumatoide e in sperimentazione per il cancro ovarico, e Reparaxin come possibile trattamento per il cancro al seno, blocca i recettori che permettono alle cellule tumorali di ottenere i messaggi biochimici di trasferimento.

Leggi abstract dell’articolo:
Synergistic IL-6 and IL-8 paracrine signalling pathway infers a strategy to inhibit tumour cell migration
Hasini Jayatilaka, Pranay Tyle, Jonathan J. Chen, Minsuk Kwak, Julia Ju, Hyun Ji Kim, Jerry S. H. Lee, Pei-Hsun Wu, Daniele M. Gilkes, Rong Fan & Denis Wirtz
Nature Communications 8, Article number: 15584 (2017) doi:10.1038/ncomms15584

Fonte:  Johns Hopkins

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Virus modificato per combattere contro i tumori.

Posted by giorgiobertin su maggio 29, 2017

I ricercatori delle Université de Genève (UNIGE) e Basilea hanno dimostrato la possibilità di rafforzare il sistema immunitario con un virus geneticamente modificato con lo scopo di combattere i tumori.

merkler

Ottenere una risposta forte e specifica contro le cellule tumorali da parte del sistema immunitario è una priorità dell’immunoterapia. Ora i ricercatori hanno modificato un virus che permette al sistema immunitario di “imparare” a “reagire” contro le cellule tumorali. Testato nei topi, il virus modificato permesso di allertare il sistema immunitario, causando il reclutamento di cellule killer dirette contro le cellule tumorali. Questa ricerca, pubblicata sulla rivista “Nature Communications, apre la strada a nuove tecniche nel campo della immunoterapia.

Abbiamo trovato, in condizioni sperimentali, che la risposta immunitaria innescata da questo nuovo vettore è più forte e migliore di quella innescata da vettori tradizionali. Il tasso di risposta è migliorata“, dice il professor Merkler. In esperimenti su topi, il virus modificato è stato anche in grado di indurre risposte in alcuni tipi di tumore che non avevano risposto alla immunoterapia.
Questo virus modificato, molto promettente, è già stato brevettato con l’assistenza di Unitec, la struttura che sostiene i ricercatori presso l’Università di Ginevra.

Replicating viral vector platform exploits alarmin signals for potent CD8+ T cell-mediated tumour immunotherapy
Sandra M. Kallert, Stephanie Darbre, Weldy V. Bonilla, Mario Kreutzfeldt, Nicolas Page, Philipp Müller, Matthias Kreuzaler, Min Lu, Stéphanie Favre, Florian Kreppel, Max Löhning, Sanjiv A. Luther, Alfred Zippelius, Doron Merkler & Daniel D. Pinschewer
Nature Communications 8, Article number: 15327 (2017) Published online:26 May 2017 doi:10.1038/ncomms15327

Fonte: Université de Genève (UNIGE)

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Le sigarette light sono più pericolose di quelle normali.

Posted by giorgiobertin su maggio 28, 2017

Le sigarette light non sono meno nocive delle altre sigarette. Al contrario, avrebbero contribuito all’aumento della forma più comune di tumori ai polmoni che si è registrata negli ultimi cinquant’anni nonostante la riduzione del numero di fumatori. Ad affermarlo uno studio condotto dai ricercatori dell’Ohio State University (Usa) pubblicato sulla rivista “Journal of the National Cancer Institute“.

ventilation-sigarrettes ventilation-sigarrettes1

Lo studio ha confermato l’associazione tra il fumo delle sigarette light e l’incidenza dell’adenocarcinoma, tumore che si sviluppa nelle profondità dei polmoni. In questo tipo di sigarette, i fori che circondano il filtro fanno pensare ai fumatori che il fumo inalato sia meno dannoso. Al contrario, i fori consentono una combustione più lenta e ad una temperatura inferiore, il fumo poi si disperde in aria e tutto ciò fa sì che i fumatori tendono ad inalare più intensamente, tanto che i prodotti chimici tossici scendono in profondità nei polmoni.

I nostri dati suggeriscono una chiara relazione tra l’aggiunta di fori di ventilazione nelle sigarette e i tassi crescenti di adenocarcinoma del polmone visti nel corso degli ultimi 20 anni”, ha sottolineato Peter Shields, autore dello studio.
Secondo i ricercatori, è sempre più evidente che queste sigarette “ventilate” sono più pericolose e andrebbero vietate.

Leggi abstract dell’articolo:
Cigarette Filter Ventilation and its Relationship to Increasing Rates of Lung Adenocarcinoma
Min-Ae Song Neal L. Benowitz Micah Berman Theodore M. Brasky K. Michael Cummings Dorothy K. Hatsukami Catalin Marian Richard O’Connor Vaughan W. Rees Casper Woroszylo, Peter G. Shields
J Natl Cancer Inst (2017) 109 (12): djx075. Published: 22 May 2017 DOI: https://doi.org/10.1093/jnci/djx075

Fonte: La Stampa salute

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Tumore al cervello: Scoperto l’enzima che favorisce la crescita.

Posted by giorgiobertin su maggio 26, 2017

I ricercatori dell’Università del Texas MD Anderson Cancer Center hanno rivelato nuovi dettagli su come un enzima chiamato acetil-CoA sintetasi 2 (ACSS2) permette ai tumori cerebrali di nutrirsi, crescere e diffondersi nonostante l’ambiente circostante sia ostile. I risultati pubblicati su “Molecular Cell“, dimostrano che ACSS2 può giocare un ruolo importante per il trattamento di questa malattia spesso mortale.

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ACSS2 fornisce ai tumori un vantaggio competitivo migliorando la loro capacità di utilizzare un sale di cellulare chiamato acetato come fonte di cibo a base di carbonio, piuttosto che il glucosio più desiderabile che spesso scarseggia nelle cellule tumorali. Questa linea metabolica permette alle cellule tumorali al centro del tumore di sopravvivere e crescere combattendo la carenza di nutrienti.

In sostanza quando le sostanze nutrienti situati al di fuori della cella sono limitati, ACSS2 è in grado di riprogrammare il metabolismo delle cellule tumorali, aumentando l’autofagia e permettendo ai lisosomi di ricevere, digerire e riciclare i nutrienti tanto necessarie per la sopravvivenza e la crescita cellulare.
Se si riesce a fermare la traslocazione nucleare di ACSS2 si taglia fuori la capacità di auto-mantenimento della cellula del cancro al suo livello più fondamentale.

Questi risultati chiariscono un gioco strumentale tra riprogrammazione del metabolismo e l’espressione genica nelle cellule tumorali. L’inibizione delle funzioni di ACSS2 nucleare e la via metabolica, nota come glicolisi, che converte il glucosio in energia nel tumore al seno, sembra essere un approccio efficace per il trattamento del cancro.” afferma il prof. Zhimin Lu.

Leggi abstract dell’articolo:
Nucleus-Translocated ACSS2 Promotes Gene Transcription for Lysosomal Biogenesis and Autophagy
Xinjian Li, Willie Yu, Xu Qian, Yan Xia, Yanhua Zheng, Jong-Ho Lee, Wei Li, Jianxin Lyu, Ganesh Rao, Xiaochun Zhang, Chao-Nan Qian, Steven G. Rozen, Tao Jiang, Zhimin Lu.
Molecular Cell Published: May 25, 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.molcel.2017.04.026

Fonte: Università del Texas MD Anderson Cancer Center

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Scoperto come rallentare la crescita delle cellule del cancro.

Posted by giorgiobertin su maggio 26, 2017

Il cancro è una malattia estremamente complessa, ma la sua definizione è abbastanza semplice: la crescita abnorme e incontrollabile delle cellule. I ricercatori della University of Rochester’s Center for RNA Biology hanno individuato un nuovo modo per rallentare potenzialmente le cellule in rapida crescita che caratterizzano tutti i tipi di cancro. I risultati sono riportati sulla rivista “Science“.

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I ricercatori hanno identificato una proteina chiamata Tudor-SN, che è importante nella fase “preparatoria” del ciclo cellulare – il periodo in cui la cellula si prepara alla divisione. Eliminando questa proteina dalle cellule, utilizzando la tecnologia di editing gene CRISPR-Cas9, le cellule senza Tudor-SN hanno rallentato il ciclo cellulare.

Sappiamo che Tudor-SN è più abbondante nelle cellule tumorali rispetto alle cellule sane, e il nostro studio suggerisce che il targeting per questa proteina potrebbe inibire le cellule tumorali in rapida crescita“, afferma Reyad A. Elbarbary, primo autore dello studio.

Poiché le cellule tumorali hanno un ciclo cellulare difettoso, perseguire i fattori coinvolti nel ciclo cellulare è una strada promettente per il trattamento del cancro“, ha osservato la prof.ssa Maquat,

Leggi abstract dell’articolo:
Tudor-SN–mediated endonucleolytic decay of human cell microRNAs promotes G1/S phase transition
Reyad A. Elbarbary, Keita Miyoshi, Jason R. Myers, Peicheng Du, John M. Ashton, Bin Tian, Lynne E. Maquat.. et al.
Science 26 May 2017: Vol. 356, Issue 6340, pp. 859-862 DOI: 10.1126/science.aai9372

Fonte: University of Rochester’s Center for RNA Biology

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Identificata molecola di RNA che protegge le cellule staminali del cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su maggio 25, 2017

I ricercatori del Dipartimento di Biologia Molecolare dell’Università di Princeton hanno individuato una piccola molecola di RNA che aiuta a mantenere l’attività delle cellule staminali del cancro al seno proteggendole dal sistema immunitario.
Lo studio, pubblicato sulla rivista “Nature Cell Biology“, suggerisce che questo “microRNA” promuove forme particolarmente letali di cancro al seno e che inibendo questa molecola si potrebbe migliorare l’efficacia delle terapie del cancro al seno attualmente esistenti.

Princeton

I ricercatori hanno cercato molecole di RNA brevi chiamate microRNA che possono legarsi e inibire RNA messaggeri codificanti proteine per ridurre i livelli di proteine specifiche. E’stato identificato un microRNA chiamato miR-199a, che aiuta MASC (non-cancerous mammary gland stem cells (MaSCs)) a mantenere l’attività di cellule staminali sopprimendo la produzione di una proteina chiamata LCOR, che lega il DNA nella regolazione dell’espressione genica.

In particolare i ricercatori hanno dimostrato che aumentando miR-199a si migliora la capacità delle cellule staminali tumorali di formare tumori. Aumentando i livelli LCOR, al contrario, si potrebbe ridurre la capacità da parte del tumore di formare delle cellule staminali del cancro.
Il team ha trovato che le pazienti con carcinoma mammario i cui tumori esprimono grandi quantità di miR-199a hanno mostrato tassi di sopravvivenza molto bassi, mentre i tumori con elevati livelli di LCOR ha avuto una prognosi migliore.

Leggi abstract dell’articolo:
Normal and cancerous mammary stem cells evade interferon-induced constraint through the miR-199a–LCOR axis
Toni Celià-Terrassa,Daniel D. Liu,Abrar Choudhury,Xiang Hang,Yong Wei,Jose Zamalloa,Raymundo Alfaro-Aco,Rumela Chakrabarti,Yi-Zhou Jiang,Bong Ihn Koh,Heath A. Smith,Christina DeCoste,Jun-Jing Li,Zhi-Ming Shao & Yibin Kang.
Nature Cell Biology Published online 22 May 2017 doi:10.1038/ncb3533

Fonte: Princeton University’s Department of Molecular Biology

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Tumori della mammella – linee guida.

Posted by giorgiobertin su maggio 23, 2017

Il Collegio Italiano dei Senologi sta pubblicando le linee guida 2017-2018 sulla diagnosi, trattamento e riabilitazione dei tumori della mammella. Il Collegio è un organo della Scuola Italiana di Senologia Onlus.

La Scuola Italiana di Senologia è stata fondata nel 1984 da Umberto Veronesi per contribuire a migliorare il livello di qualità delle diagnosi e delle cure dei tumori della mammella. La Scuola opera da allora in diversi settori: formazione, informazione ed educazione sanitaria, editoria scientifica.

Tumori-mammella-cover

CAPITOLI

Capitoli in fase di revisione e presto disponibili

  • Diagnosi
  • Terapia chirurgica
  • Terapia medica

Fonte: Collegio Italiano dei Senologi

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Identificati i deficit nella corretta riparazione del DNA in molti tumori.

Posted by giorgiobertin su maggio 18, 2017

Un nuovo studio condotto su oltre 48.000 campioni tumorali conservati ha permesso di trovare la prova che una carenza in un meccanismo chiave di riparazione, progettato per mantenere il DNA intatto, può creare la mutazione e provocare il cancro.

Il deficit di riparazione del DNA, homologous recombination deficiency, o HRD, è stato studiato in precedenza solo in pochi tipi di cancro, ora i ricercatori del Georgetown Lombardi Comprehensive Cancer Center, Washington, hanno trovato questa carenza in altri tipi di cancro, tra cui quello della prostata, della mammella, del collo dell’utero e tumori dell’endometrio, nonché in due dei tipi più letali: cancro ovarico e glioma, un tipo di cancro al cervello.

ASCO logo

Non sappiamo ancora l’impatto clinico di molte di queste mutazioni. Tuttavia, diversi studi clinici sono attualmente in corso per valutare un tipo di terapia che inibisca un enzima di riparazione del DNA noto come PARP in tumori con HRD“, ha detto il prof. Heeke. “In effetti, verrà aperto un trial clinico (“Niraparib Plus Carboplatin in Patients with Homologous Recombination Deficient Advanced Solid Tumor Malignancies”) questa estate per valutare l’uso di un inibitore di PARP in pazienti con tumori con questa carenza“.

I ricercatori affermano che i risultati potrebbero svolgere un ruolo importante nell’identificare quali geni e quali tipi di tumore hanno la mutazione, e potrebbe essere mirati a sfruttare questa carenza per aiutare i trattamenti contro il cancro.

L’abstract che descrive il lavoro verrà presentato nel corso del meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology che si terrà il mese prossimo a Chicago.

Leggi abstract dell’articolo:
Prevalence of homologous recombination deficiency among all tumor types.
Arielle Lutterman Heeke, Tabari Baker, Filipa Lynce, Michael J. Pishvaian, Claudine Isaacs; Georgetown Lombardi
J Clin Oncol 35, 2017 (suppl; abstr 1502)

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Nanoterapia contro i tumori.

Posted by giorgiobertin su maggio 16, 2017

Per la prima volta, i ricercatori del Department of Pharmaceutical Sciences, Washington State University (WSU) hanno dimostrato che è possibile somministrare un farmaco contro il tumore collegandolo ad un globulo. Questa innovazione potrebbe colpire i tumori con farmaci antitumorali che, come succede ora danneggiano i tessuti sani.

Nanoterapia    Credit image: Washington State University

Il team ha lavorato su scala microscopica utilizzando una particella nano-terapica (nanoparticella + farmaco) collegandola ad un globulo bianco che combatte le infezioni, i ricercatori hanno dimostrato di poter rendere disponibile il farmaco oltre la corazza dei vasi sanguigni che di solito proteggono un tumore.

In particolare abbiamo iniettato nei topi nanoparticelle d’oro trattate con anticorpi che mediano l’unione delle nanoparticelle e dei neutrofili. Quando il tumore è stato esposto alla luce infrarossa, l’interazione della luce con le nanoparticelle d’oro ha prodotto calore che ha ucciso le cellule tumorali“, ha detto il professore di scienze farmaceutiche Wang.

Abbiamo sviluppato un nuovo approccio per fornire farmaci contro i tumori utilizzando i globuli bianchi del nostro corpo“, afferma Wang. “Questo sistema può essere applicato per fornire molti farmaci antitumorali, come la doxorubicina;  speriamo che possa aumentare l’efficacia delle terapie tumorali rispetto ad altri sistemi attualmente utilizzati.”

Leggi abstract dell’articolo:
Photosensitization Priming of Tumor Microenvironments Improves Delivery of Nanotherapeutics via Neutrophil Infiltration
Dafeng Chu, Xinyue Dong, Qi Zhao, Jingkai Gu and Zhenjia Wang
Advanced Materials Version of Record online: 15 MAY 2017 | DOI: 10.1002/adma.201701021

Approfondimenti:
Nanoparticle Targeting of Neutrophils for Improved Cancer Immunotherapy
Dafeng Chu, Qi Zhao, Jian Yu, Faya Zhang, Hui Zhang, Zhenjia Wang
Published Date – 17 March 2016

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