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Posts Tagged ‘oncologia’

ASCO: linee guida sul trattamento del cancro all’esofago.

Posted by giorgiobertin su giugno 24, 2020

Sono state pubblicate a cura dell’ASCO (American Society of Clinical Oncology) le linee guida sul trattamento del carcinoma all’esofago.

ASCO

Un gruppo di esperti ASCO ha condotto una revisione sistematica della letteratura pubblicata più di recente (1999-2019) sulle opzioni terapeutiche per i pazienti con carcinoma esofageo localmente avanzato.

Si raccomanda la terapia multimodale per i pazienti con carcinoma esofageo localmente avanzato. Per il sottogruppo di pazienti con adenocarcinoma, deve essere offerta la chemioradioterapia preoperatoria o la chemioterapia perioperatoria. Per il sottogruppo di pazienti con carcinoma a cellule squamose, deve essere offerta la chemioradioterapia preoperatoria o la chemioradioterapia senza chirurgia.

Scarica il full text dell’articolo:
Treatment of Locally Advanced Esophageal Carcinoma: ASCO Guideline
Manish A. Shah, Erin B. Kennedy, Daniel V. Catenacci, Dana C. Deighton, Karyn A. Goodman, Narinder K. Malhotra, Christopher Willett, Brendon Stiles, Prateek Sharma, Laura Tang, Bas PL Wijnhoven e Wayne L. Hofstetter
Journal of Clinical Oncology

Additional information is available at www.asco.org/gastrointestinal-cancer-guidelines

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Linee guida cliniche sulla radioterapia per il cancro alla cervice.

Posted by giorgiobertin su giugno 10, 2020

Una nuova linea guida clinica dell’American Society for Radiation Oncology (ASTRO) fornisce raccomandazioni per la radioterapia per il trattamento delle donne adulte con carcinoma alla cervice uterina non metastatico. La linea guida delinea le indicazioni e le migliori pratiche per la radioterapia esterna e la brachiterapia in ambito postoperatorio e definitivo. Le raccomandazioni riguardano anche altri trattamenti tra cui la chemioterapia e la chirurgia se usati in combinazione con radiazioni.
La linea guida è pubblicata online su “Practical Radiation Oncology“.

cervice_uterina

“Il trattamento del cancro alla cervice è notevolmente aumentato negli ultimi 20 anni. L’aumento dell’uso della radioterapia a modulazione di intensità (IMRT) e della brachiterapia basata sull’immagine, in particolare, ha portato a risultati migliori per il paziente e minori complicazioni del trattamento. Questa linea guida incoraggia i medici a rendere questi approcci parte della loro pratica quotidiana”, ha dichiarato la prof.ssa Akila N. Viswanathan,

Scarica e leggi la linea guida in full text:
Radiation Therapy for Cervical Cancer: Executive Summary of an ASTRO Clinical Practice Guideline
Junzo Chino, Christina M. Annunziata, Sushil Beriwal, Lisa Bradfield, Beth A. Erickson, Emma C. Fields, KathrynJane Fitch, Matthew M. Harkenrider, Christine H. Holschneider, Mitchell Kamrava, Eric Leung, Lilie L. Lin, Jyoti S. Mayadev, Marc Morcos, Chika Nwachukwu, Daniel Petereit, Akila N. Viswanathan
Publication stage: In Press Corrected Proof Published online: May 18, 2020 DOI: https://doi.org/10.1016/j.prro.2020.04.002

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Identificato un nuovo percorso per attaccare le cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su giugno 9, 2020

Uno studio condotto dall’Institut de Neurociències (INc-UAB) UNIVERSITAT AUTONOMA DE BARCELONA descrive una nuova strategia per combattere il cancro, basata sull’indurre un potente stress nel tumore che causa la distruzione delle cellule da parte dell’autofagia. Il meccanismo è stato rivelato utilizzando il nuovo farmaco antitumorale ABTL0812, attualmente in sperimentazione clinica. I risultati sono stati validati usando campioni di pazienti oncologici e pubblicati in “Autophagy“.

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Human adenocarcinoma pancreatic cancer cells showing increased autophagy (green dots) in response to ABTL0812 treatment CREDIT INC-UAB

Gli autori dimostrano una nuova strategia per combattere il cancro basata sulla manipolazione dei diidroceramidi, un gruppo di lipidi cellulari. Per la prima volta descrivono la rilevazione di mRNA di due proteine ​​legate allo stress – CHOP e TRIB3 – in campioni di sangue di pazienti sottoposti a sperimentazione clinica, supportandone l’uso come biomarcatori farmacodinamici.

I ricercatori ritengono che questo nuovo meccanismo d’azione potrebbe essere utilizzato in modo sicuro nel trattamento di diversi tipi di tumori. In effetti, lo studio è servito anche a presentare i risultati preliminari su modelli di cancro del pancreas e di altre vie biliari.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
The anti-cancer drug ABTL0812 induces ER stress-mediated cytotoxic autophagy by increasing dihydroceramide levels in cancer cells
Pau Muñoz-Guardiola , Josefina Casas , Elisabet Megías-Roda , Sònia Solé , Héctor Perez-Montoyo , Marc Yeste-Velasco , Tatiana Erazo , Nora Diéguez-Martínez , Sergio Espinosa-Gil , Cristina Muñoz-Pinedo , Guillermo Yoldi , Jose L Abad , Miguel F Segura , Teresa Moran , Margarita Romeo , Joaquim Bosch-Barrera , Ana Oaknin , Jose Alfón , Carles Domènech , Gemma Fabriàs , Guillermo Velasco & Jose M Lizcano
Autophagy Published Online: 25 May 2020

Fonte: Institut de Neurociències (INc-UAB) UNIVERSITAT AUTONOMA DE BARCELONA

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Nuovo possibile trattamento per il cancro del pancreas.

Posted by giorgiobertin su giugno 8, 2020

I ricercatori dell‘University of Cincinnati hanno pubblicato un nuovo studio che rivela come una terapia di combinazione può migliorare i risultati per i pazienti con cancro al pancreas.

Questi risultati della ricerca ci aiuteranno a condurre una sperimentazione clinica con un approccio terapeutico combinato per il trattamento dei pazienti con carcinoma del pancreas“, afferma il prof. Xiaoyang Qi.

sapc

I ricercatori hanno scoperto che l’uso di un composto terapeutico, chiamato SapC-DOPS, una nanovesicola (un sistema di rilascio di farmaci nanotecnologici) fatta di componenti microscopici di una cellula, per fornire una terapia bersaglio biomarker combinata con la chemioterapia standard può mostrare beneficio per i pazienti con cancro al pancreas.

I risultati condotti sugli animali sono pubblicati sulla rivista “Molecular Therapy

Leggi il full text dell’articolo:
Enhanced Efficacy of Combination of Gemcitabine and Phosphatidylserine-Targeted Nanovesicles against Pancreatic Cancer
Kombo F. N’Guessan,Harold W. Davis,Zhengtao Chu,Subrahmanya D. Vallabhapurapu,Clayton S. Lewis,Robert S. Franco,Olugbenga Olowokure,Syed A. Ahmad,Jen Jen Yeh,Vladimir Y. Bogdanov,Xiaoyang Qi
Molecular Therapy First published:June 08, 2020

Fonte: University of Cincinnati

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Scoperto un gene che disattiva la crescita del cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su giugno 1, 2020

I ricercatori della Tulane University School of Medicine New Orleans, Louisiana, USA, hanno identificato un gene che provoca una rapida crescita di una forma aggressiva di cancro al seno. Ancora più importante, hanno anche scoperto un modo per “spegnerlo” e inibire il cancro al seno.

Breast-cancer

I risultati dello studio sugli animali sono stati così convincenti che il team sta ora lavorando all’approvazione della FDA per iniziare gli studi clinici e ha pubblicato i dettagli sulla rivista Scientific Reports“.

Il team guidato dalla dott.ssa Reza Izadpanah ha identificato specificamente un inibitore del gene TRAF3IP2, che ha dimostrato di sopprimere la crescita e la diffusione (metastasi) del carcinoma mammario triplo negativo (TNBC) nei modelli murini che assomigliano molto agli umani.
Ancora più vantaggioso, l’inibizione del gene TRAF3IP2 non solo ha fermato la futura crescita tumorale, ma ha portato i tumori esistenti a ridursi a livelli non rilevabili.

Scarica e leggi il documento in full text:
Targeting TRAF3IP2, Compared to Rab27, is More Effective in Suppressing the Development and Metastasis of Breast Cancer
Alt, E.U., Wörner, P.M., Pfnür, A. et al.
Sci Rep 10, 8834 (2020). https://doi.org/10.1038/s41598-020-64781-z

Fonte: Tulane University School of Medicine

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Le proteine ​​possono inibire lo sviluppo del cancro nei topi.

Posted by giorgiobertin su maggio 26, 2020

In un nuovo studio, i ricercatori dell’Università di Copenaghen hanno scoperto come la proteina PP2A può inibire la crescita del tumore nei topi. La proteina disattiva un enzima che stimola la crescita cellulare, inibendo così lo sviluppo del cancro.

adam17
The researchers’ illustration of PP2A binding to ADAM17 whcich cleaves other proteins such as the growth factor EGF which again binds the receptor EGFR and stimulates cell growth.

“Chiamiamo PP2A una proteina domestica perché si trova quasi ovunque. In tutto ciò che vive – dalle semplici cellule di lievito a cellule complesse nell’uomo. Il PP2A rimuove i gruppi fosfato da altre proteine, e ora abbiamo scoperto queste proteine ​​e in che modo il PP2A, tramite una di queste proteine, inibisce lo sviluppo del cancro”, afferma Jakob Nilsson, professore presso il Centro di ricerca sulle proteine ​​Novo Nordisk.

“La novità del nostro studio è che dimostriamo come PP2A seleziona i gruppi fosfato che devono essere rimossi da altre proteine. E allo stesso tempo, dimostriamo che PP2A spegne un enzima chiamato ADAM17. Questo arresto di ADAM17 provoca l’inibizione della crescita tumorale nei topi” – affermano i ricercatori.

I ricercatori già sapevano da studi precedenti che ADAM17 stimola una varietà di tumori, incluso il cancro al seno e all’intestino. Ma questa è la prima volta che PP2A ha dimostrato di disattivare attivamente l’attività ADAM17.

Leggi il full text dell’articolo.
Mechanisms of site-specific dephosphorylation and kinase opposition imposed by PP2A regulatory subunits
Kruse T, Gnosa SP, Nasa I, et al.
[published online ahead of print, 2020 May 13]. EMBO J. 2020;e103695. doi:10.15252/embj.2019103695

Fonte: Novo Nordisk Foundation Center for Protein Research, Faculty of Health and Medical Sciences, University of Copenhagen

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Nuova terapia per il carcinoma mammario triplo negativo.

Posted by giorgiobertin su maggio 25, 2020

Uno studio condotto dai ricercatori della CIBER-BBN, el Centro de Investigación Príncipe Felipe (CIPF),  della Universitat Politècnica de València (UPV) e dell’ Institut de Recerca Biomèdica (IRB) de Barcelona dimostra che un trattamento combinato di un induttore di senescenza e una nanoparticella senolitica rimuove selettivamente le cellule senescenti, ritarda la crescita tumorale e riduce le metastasi in un modello di carcinoma mammario aggressivo.

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Ramón Martínez Máñez, director científico del CIBER-BBN e investigador en IDM UPV

La senescenza o l’invecchiamento cellulare si verificano sia in situazioni fisiologiche che patologiche. Quando una cellula entra in senescenza, smette di dividersi e rilascia sostanze che causano infiammazione.

Quando si verifica un accumulo incontrollato di quelle cellule senescenti, l’eccesso di fattori infiammatori può eventualmente danneggiare le cellule sane, favorendo così l’invecchiamento e la comparsa di disturbi come il diabete e le malattie neurodegenerative, nonché favorendo lo sviluppo di tumori e causando metastasi.

Con questo nuovo approccio, dopo aver indotto la senescenza, le cellule vengono rimosse attraverso il trattamento con una nanoparticella senolitica. Ciò apre una nuova opportunità terapeutica per migliorare i risultati con i pazienti con carcinoma mammario e stabilisce un nuovo trattamento combinato che può essere significativo per altri farmaci chemioterapici che inducono senescenza.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Preclinical antitumor efficacy of senescence-inducing chemotherapy combined with a nanoSenolytic
Irene Galiana, Beatriz Lozano-Torres, Mónica Sancho, María Alfonso, Andrea Bernardos, Viviana Bisbal, Manuel Serrano, Ramón Martínez-Máñez, Mar Orzáez,
Journal of Controlled Release, Volume 323 https://doi.org/10.1016/j.jconrel.2020.04.045

Articolo correlato:
Galacto‐conjugation of Navitoclax as an efficient strategy to increase senolytic specificity and reduce platelet toxicity

Fonte: CIBER-BBN, el Centro de Investigación Príncipe Felipe (CIPF)

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Farmaci per curare il cancro alla prostata possono inibire il Coronavirus.

Posted by giorgiobertin su maggio 10, 2020

Uno studio della Fondazione Ricerca Biomedica Avanzata dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) in collaborazione con l’università di Padova, basandosi sui dati dei malati di COVID-19 che vedono circa il doppio degli uomini positivi rispetto alle donne, ha rilevato che c’è un enzima che fa da veicolo per infettare le cellule e che questo enzima è lo stesso che viene inibito con i farmaci che si utilizzano per curare i pazienti con il cancro alla prostata.

I malati di tumore prostatico trattati con farmaci che inibiscono gli effetti degli ormoni sessuali maschili (terapia di deprivazione androgenica, Adt) hanno meno probabilità di contrarre Covid-19 e, se infettati, sviluppano la patologia in forma meno grave.

Ricercatore

L’osservazione effettuata finora ha infatti portato i ricercatori a verificare che solo 4 dei 5.273 pazienti veneti con carcinoma prostatico trattati con Adt hanno contratto il virus, e nessuno ha perso la vita.
Dato che la proteina TMPRSS2 è regolata dall’ormone testosterone, oggi il la terapia farmacologica per il tumore alla prostata vede da un lato la riduzione dei livelli di testosterone plasmatico e dall’altro l’inibizione dell’attività dell’enzima TMPRSS2 nelle cellule con farmaci chiamati appunto ‘inibitori’“, spiega il Prof. Alimonti. “Alla luce delle evidenze che questa terapia è in grado di fermare lo sviluppo del tumore alla prostata, potrebbe rivelarsi efficace anche contro l’infezione da Sars-CoV-2″.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Annals of Oncology“.

Androgen-deprivation therapies for prostate cancer and risk of infection by SARS-CoV-2: a population-based study (n=4532)
M. Montopoli, S. Zumerle, R. Vettor, M. Rugge, ………..A. Alimonti
Annals of Oncology In press, journal pre-proof Available online 6 May 2020

Fonte: Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM)

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I pazienti oncologici con COVID-19 hanno un’alta mortalità.

Posted by giorgiobertin su maggio 2, 2020

Le persone con cancro che sviluppano COVID-19 hanno molte più probabilità di morire di malattia rispetto a quelle senza cancro, secondo i ricercatori medici del Montefiore Health System e dell’Albert Einstein College of Medicine. Lo studio, pubblicato nell’edizione online di “Cancer Discovery“, è il più grande finora per valutare i risultati per i pazienti con cancro che sono stati anche infettati da COVID-19.

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I nostri risultati sottolineano la necessità di impedire ai malati di cancro di contrarre COVID-19 e, se lo fanno, di identificare e monitorare da vicino questi individui per sintomi pericolosi“, ha dichiarato il prof. Vikas Mehta.

I nostri dati suggeriscono che non dovremmo interrompere le terapie antitumorali salvavita, ma piuttosto sviluppare strategie per ridurre al minimo le potenziali esposizioni COVID-19 e rivalutare le terapie per le nostre popolazioni di cancro più vulnerabili” – afferma il prof. Mehta.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Case Fatality Rate of Cancer Patients with COVID-19 in a New York Hospital System
Vikas Mehta, Sanjay Goel, Rafi Kabarriti, Daniel Cole, Mendel Goldfinger, Ana Acuna-Villaorduna, Kith Pradhan, Raja Thota, Stan Reissman, Joseph A. Sparano, Benjamin A Gartrell, Richard V. Smith, Nitin Ohri, Madhur Garg, Andrew D. Racine, Shalom Kalnicki, Roman Perez-Soler, Balazs Halmos and Amit Verma
Cancer Discov May 1 2020 DOI:10.1158/2159-8290.CD-20-0516

Fonte: Albert Einstein College of Medicine.

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Un meccanismo cellulare che protegge dal cancro.

Posted by giorgiobertin su aprile 24, 2020

I ricercatori della cattedra di genetica dell’University of Bayreuth hanno scoperto un meccanismo protettivo naturale che porta alla morte programmata di cellule potenzialmente malate. Protegge dal cancro che può svilupparsi a causa della distribuzione irregolare delle informazioni genetiche alle cellule figlie. L’enzima separasi svolge un ruolo centrale in questi processi. I risultati pubblicati su “Nature” offrono approcci promettenti per la terapia del cancro.

Stemmann
Left: In a healthy cell separase becomes active only after NEK2A has already been degraded – MCL1 and BCL-XL are not cleaved. Right: In cells with a defective spindle assembly checkpoint cell division is sped up. The enzymatic activities of NEK2A and separase timely overlap (purple area) – apoptosis is triggered. CREDIT Image: Olaf Stemmann.

La rigida regolazione di questo enzima durante la divisione cellulare è un prerequisito per lo sviluppo di cellule figlie sane. Se la separasi viene attivata troppo presto, esiste il rischio di trasformazione cellulare in cellule tumorali maligne.
I risultati della ricerca offrono diversi punti di partenza per nuove terapie contro il cancro.

Leggi il full text dell’articolo: eparase-triggered apoptosis enforces minimal length of mitosis.
Susanne Hellmuth, Olaf Stemmann:
Nature (2020), doi: https://doi.org/10.1038/s41586-020-2187-y

Fonte: University of Bayreuth

Articoli correlati:
Susanne Hellmuth, Laura Gómez-H, Alberto M. Pendás, Olaf Stemmann: Securin-independent regulation of separase by checkpoint-induced shugoshin-Mad2. Nature (2020), doi: https://doi.org/10.1038/s41586-020-2182-3

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Cambiare il metabolismo per bloccare la crescita del tumore.

Posted by giorgiobertin su aprile 22, 2020

Due gruppi di ricercatori delle Università di Padova e Pavia hanno individuato un metodo per inibire il movimento della proteina TRAP1, coinvolta nel metabolismo delle cellule tumorali.

TRAP1

Abbiamo utilizzato un approcio di avanguardia che permette di analizzare via computer la struttura e la dinamica di TRAP1 e abbiamo studiato in che modo i microscopici movimenti dell proteina ne determinano la funzione. LA ricerca ha permesso di svelare una porzione di TRAP1 che può ospitare un gruppo di molecole in grado di interferire con il movimento della proteina stessa, inibendone l’attività. Le molecole funzionano come i blocchi meccanici di un motore: si inseriscono tra le parti in movimento e le arrestano o le rallentano” – spiega il prof. Giorgio Colombo.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista “Cell Reports“.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Rational Design of Allosteric and Selective Inhibitors of the Molecular Chaperone TRAP1
Carlos Sanchez-Martin,Elisabetta Moroni,Mariarosaria Ferraro,Claudio Laquatra,Giuseppe Cannino,Ionica Masgras,Alessandro Negro,Paolo Quadrelli,Andrea Rasola,Giorgio Colombo
Cell Reports DOI: https://doi.org/10.1016/j.celrep.2020.107531

 

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Un nuovo possibile trattamento per il cancro al fegato.

Posted by giorgiobertin su aprile 20, 2020

Nell’ultimo numero di “Molecular Therapy“, i ricercatori del Skolkovo Institute of Science and Technology e Anderson laboratory (MIT) hanno pubblicato una nuova terapia combinatoria per il trattamento del cancro al fegato.

siRNA-liver-cancer Credit image Molecular Therapy

Utilizzando un approccio siRNA, un campo in cui eccelle la dott.ssa Zatsepin (Skoltech), unito alla tecnologia delle nanoparticelle lipidiche sviluppata nel laboratorio Anderson (MIT), gli scienziati hanno preso di mira le proteine ​​coinvolte nell’apoptosi, un programma regolato per la morte cellulare. In combinazione con la chemioterapia, ciò ha causato una significativa riduzione della carica tumorale in un modello murino di carcinoma epatocellulare.

Quello che facciamo è semplicemente disattivare un meccanismo che previene la morte cellulare, in particolare nelle cellule epatiche“, spiega Dominique Leboeuf, dottorando Skoltech e primo autore di questa pubblicazione. “Una volta disattivato il meccanismo, le cellule diventano più suscettibili alla morte. Ciò consente alla chemioterapia di essere più efficiente, uccidendo più cellule tumorali e impedendole di dividersi. E sebbene il nostro siRNA raggiunga tutte le cellule del fegato, le cellule tumorali sono più sensibili, perché si stanno dividendo rapidamente, quindi saranno più colpite dal trattamento mentre le cellule normali sopravvivono.

Leggi il full text dell’articolo:
Downregulation of the Arg/N-degron Pathway Sensitizes Cancer Cells to Chemotherapy In Vivo
Dominique Leboeuf, Tatiana Abakumova, et al.
Molecular Therapy VOLUME 28, ISSUE 4, P1092-1104, APRIL 08, 2020 https://doi.org/10.1016/j.ymthe.2020.01.021

Fonte: Skolkovo Institute of Science and Technology

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Linee guida per la gestione del cancro ereditario del colon-retto.

Posted by giorgiobertin su aprile 16, 2020

La British Society of Gastroenterology (BSG) ed altre società inglesi hanno pubblicato sulla rivista “Gut“, le linee guida per la gestione del cancro ereditario del colon-retto. Il documento cerca di fornire una chiara strategia per la gestione delle persone a rischio ereditario di carcinoma del colon-retto (CRC), che includa diagnosi, gestione endoscopica, prevenzione e cure chirurgiche.

GUT

Scarica e leggi il documento in full text:
Guidelines for the management of hereditary colorectal cancer from the British Society of Gastroenterology (BSG)/Association of Coloproctology of Great Britain and Ireland (ACPGBI)/United Kingdom Cancer Genetics Group (UKCGG)
Monahan KJ, Bradshaw N, Dolwani S Hereditary CRC guidelines eDelphi consensus group, et al
Gut 2020;69:411-444

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ASCO: linee guida sulla gestione del cancro al seno ereditario.

Posted by giorgiobertin su aprile 8, 2020

Sono state pubblicate dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO), dall’American Society for Radiation Oncology, e Society of Surgical Oncology, le linee guida sulla gestione del cancro al seno ereditario.

ASCO

L’integrazione della genomica nella cura dei pazienti oncologici ha portato ad una crescente popolazione di pazienti con carcinoma mammario identificata con mutazioni germinali (cioè ereditarie) nei geni di suscettibilità al carcinoma mammario, richiedendo ai medici di integrare queste informazioni nel processo decisionale terapeutico. Le linee guida di pratica disponibili hanno affrontato la gestione del rischio futuro di cancro associato a mutazioni germinali e si sono concentrate su strategie di sorveglianza e prevenzione. Tuttavia, mancano le linee guida per la gestione dei portatori di mutazione con carcinoma mammario di nuova diagnosi. Questo documento informa  sulle terapie chirurgiche, radiologiche e sistemiche ottimali per i pazienti con carcinoma mammario con mutazioni germinali nei geni di suscettibilità al carcinoma mammario.

Scarica e leggi il documento in full text:
Management of Hereditary Breast Cancer: American Society of Clinical Oncology, American Society for Radiation Oncology, and Society of Surgical Oncology Guideline
Nadine M. Tung, Judy C. Boughey, Lori J. Pierce, Mark E. Robson, Isabelle Bedrosian, Jill R. Dietz, Anthony Dragun, Judith Balmana Gelpi, Erin W. Hofstatter, Claudine J. Isaacs, Ismail Jatoi, Elaine Kennedy, Jennifer K. Litton, Nina A. Mayr, Rubina D. Qamar, Mark G. Trombetta, Brittany E. Harvey, Mark R. Somerfield, and Dana Zakalik
Journal of Clinical Oncology Published online April 03, 2020. DOI: 10.1200/JCO.20.00299

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Cancro: scoperta proteina che controlla i processi di morte delle cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su aprile 1, 2020

Uno studio dell’Università di Trento rivela una proteina che controlla, come un interruttore, l’attivazione dei processi di morte delle cellule tumorali coordinati da p53, la proteina conosciuta come guardiano del genoma. Il risultato, pubblicato sulla rivista “Cell Reports”, è rilevante per sviluppare terapie oncologiche più mirate ed efficaci.

graphicalabstract

Si è scoperto che c’è un fattore specifico, una proteina chiamata DHX30, che controlla come p53 (guardiano del genoma) indirizza le cellule tumorali verso la morte.
Il dott. Erik Dassi dice: “Quando le cellule tumorali sono trattate con un farmaco particolare, la presenza di questo interruttore (DHX30) influenza il destino delle cellule nell’andare verso la morte piuttosto che verso l’arresto del ciclo cellulare”.

Una scoperta rilevante per sviluppare terapie oncologiche molecolari più mirate ed efficaci, soprattutto su alcuni tipi di tumori, come quelli solidi (ad esempio colon, seno e polmone).

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Nutlin-induced apoptosis is specified by a translation program regulated by PCBP2 and DHX30
Dario Rizzotto, Sara Zaccara, Annalisa Rossi, Alessandro Quattrone, Erik Dassi e Alberto Inga deI Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata – Cibio dell’Università di Trento con Matthew D. Galbraith, Zdenek Andrysik, Ahwan Pandey, Kelly D. Sullivan e Joaquín M. Espinosa
DOI: https://doi.org/10.1016/j.celrep.2020.03.011

Fonte: Università di Trento

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ASCO: linee guida sul trattamento del cancro al colon-retto.

Posted by giorgiobertin su marzo 23, 2020

Sono state pubblicate a cura di ASCO delle linee guida sul trattamento di pazienti con carcinoma del colon-retto in stadio avanzato.

ASCO logo

I destinatari di queste linee guida sono: esperti in oncologia medica, oncologia radiologica, chirurgia, oncologia chirurgica, gastroenterologia.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Treatment of Patients With Late-Stage Colorectal Cancer: ASCO Resource-Stratified Guideline
E. Gabriela Chiorean, Govind Nandakumar, Temidayo Fadelu, Sarah Temin, Ashley Efrain Alarcon-Rozas, Suyapa Bejarano, Adina-Emilia Croitoru, Surbhi Grover, Pritesh V. Lohar, Andrew Odhiambo, Se Hoon Park, Erika Ruiz Garcia, Catherine Teh, Azmina Rose, Bassem Zaki, and Mary D. Chamberlin
JCO Global Oncology 2020 :6, 414-438

Commento della prof.ssa Mary D. Chamberlin

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COVID-19: aggiornamento per oncologi ed ematologi.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2020

Pubblichiamo un aggiornamento per medici oncologi ed ematologi su COVID-19 relativamente a linee guida ed ultimi articoli pubblicati su riviste mediche internazionali.

struttura-coronavirus

Linee guida:

Ultimi articoli:

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Le cure palliative in pazienti con tumore incurabile.

Posted by giorgiobertin su marzo 16, 2020

Sono state pubblicate sulla rivista “Deutsches Ärzteblatt international“, a cura del German Oncology Guideline Program (Leitlinienprogramm Onkologie) le linee guida sulle cure palliative nei pazienti con tumore incurabile.

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Lo scopo della medicina palliativa è ottimizzare la qualità della vita dei pazienti con malattie incurabili e progressive. L’assistenza erogata nella pratica clinica effettiva non è uniforme e spesso tiene conto insufficientemente delle prove scientifiche attualmente disponibili.

Le opzioni non farmacologiche per il trattamento dell’affaticamento comprendono l’esercizio aerobico e metodi psicoeducativi, in particolare la terapia comportamentale cognitiva. I disturbi del sonno possono essere trattati con una migliore igiene del sonno e tecniche di rilassamento, nonché con farmaci. Per la nausea e il vomito, la prima linea di trattamento consiste in farmaci antidopaminergici, come l’aloperidolo.

Il presente documento aggiorna il precedente pubblicato nel 2015.

Scarica e leggi il documento in full text:
The Palliative Care of Patients With Incurable Cancer
Simon, S T; Pralong, A; Radbruch, L; Bausewein, C; Voltz, R.
Dtsch Arztebl Int 2020; 117: 108-15. DOI: 10.3238/arztebl.2020.0108

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NCCN: linee guida sul cancro alla vescica.

Posted by giorgiobertin su marzo 7, 2020

Sono state pubblicate sulla rivista “Journal of the National Comprehensive Cancer Network” le linee guida sul cancro alla vescica.

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Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Bladder Cancer, Version 3.2020, NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology
Thomas W. Flaig, Philippe E. Spiess, Neeraj Agarwa… et al.
Journal of the National Comprehensive Cancer Network Volume 18: Numero 3 Data di pubblicazione online: Marzo 2020 DOI: https://doi.org/10.6004/jnccn.2020.0011

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Clinical Cancer Advances 2020: Rapporto annuale sui progressi contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su febbraio 10, 2020

Ogni anno “Clinical Cancer Advances: ASCO’s Annual Report on Progress Against Cancer” evidenzia i più importanti progressi della ricerca clinica dell’anno passato, incluso l’avanzamento dell’anno, e identifica le aree prioritarie in cui ASCO ritiene che gli sforzi di ricerca debbano essere focalizzati per andare avanti.
Nel 2020, ASCO sottolinea il perfezionamento del trattamento chirurgico del cancro come il progresso dell’anno. I progressi nello sviluppo di nuove terapie per il cancro sistemico non solo hanno migliorato la sopravvivenza dei pazienti e la qualità della vita, ma stanno ora trasformando gli approcci chirurgici al trattamento del cancro. L’emergere di nuove terapie sistemiche – quelle che viaggiano in tutto il corpo e curano le cellule tumorali ovunque si trovino – combinate in modi nuovi e migliori, sta cambiando significativamente il ruolo della chirurgia del cancro

JCO-2020

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Clinical Cancer Advances 2020: Clinical Cancer Advances 2020: Annual Report on Progress Against Cancer From the American Society of Clinical Oncology
Merry Jennifer Markham , Kerri Wachter , Neeraj Agarwal , Monica M. Bertagnolli , Susan Marina Chang , William Dale , Catherine SM Diefenbach , Carlos Rodriguez-Galindo , Daniel J. George , Timothy D. Gilligan , R. Donald Harvey , Melissa L. Johnson , Randall J. Kimple , Miriam A. Knoll , Noelle LoConte , Robert G. Maki , Jane Lowe Meisel , Jeffrey A. Meyerhardt , Nathan A. Pennell, Gabrielle B. Rocque , Michael S. Sabel , Richard L. Schilsky , Bryan James Schneider , William D. Tap , Robert G. Uzzo e Shannon Neville Westin
Journal of Clinical Oncology Published online February 04, 2020 DOI: 10.1200/JCO.19.03141

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Linee guida per la chirurgia del seno in oncologia.

Posted by giorgiobertin su febbraio 7, 2020

E’ stata pubblicata sulla rivista “Anaesthesia” una revisione sistematica e delle raccomandazioni sulla gestione del dolore postoperatorio specifico nella chirurgia al seno in oncologia.

I protocolli analgesici utilizzati per trattare il dolore dopo l’intervento chirurgico al seno variano in modo significativo. L’obiettivo di questa revisione sistematica è stato quello di valutare la letteratura disponibile su questo argomento e sviluppare raccomandazioni per una gestione ottimale del dolore dopo un intervento chirurgico al seno oncologico.

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Le linee guida raccomandano analgesici di base (cioè paracetamolo e farmaci antinfiammatori non steroidei – FANS) somministrati prima dell’intervento o intraoperatorio e proseguiti dopo l’intervento. Inoltre, si raccomandano anche gabapentin pre-operatorio e desametasone. In importanti interventi chirurgici al seno, può essere presa in considerazione una tecnica anestetica regionale come blocco paravertebrale o blocco dei nervi pettorali e/o infiltrazione di anestetici nelle ferite locali per un ulteriore sollievo dal dolore.
Ricordiamo che la chirurgia oncologica della mammella è associata a un significativo dolore postoperatorio acuto e cronico.

Scarica e leggi il documento in full text:
PROSPECT guideline for oncological breast surgery: a systematic review and procedure‐specific postoperative pain management recommendations
A. Jacobs A. Lemoine G. P. Joshi M. Van de Velde F. Bonnet on behalf of the PROSPECT Working Group collaborators#
Anaesthesia First published:26 January 2020 https://doi.org/10.1111/anae.14964

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Completata la più grande banca dati sul Dna dei tumori.

Posted by giorgiobertin su febbraio 5, 2020

Completata la più grande banca di dati genetici sul cancro: contiene la mappa del Dna di 3’000 tumori di 38 tipi diversi che colpiscono 20 organi.

È il primo grande passo verso le cure anticancro su misura perché la lotta ai tumori si gioca sulle banche dati che raccolgono i loro identikit genetici, unica arma per bloccare una malattia che si manifesta in modo diverso da individuo a individuo.
L’analisi ha mappato 2.658 genomi di 38 tipi diversi di tumori. Nel 90% dei campioni analizzati sono stati identificati i geni driver, ossia le principali mutazioni che spingono il tumore ad andare avanti.

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Si è scoperto inoltre che i primi segni del cancro possono comparire anni prima della diagnosi: oltre il 20% delle mutazioni che guidano lo sviluppo dei tumori può essere considerato un evento precoce nello sviluppo di un tumore, con alcuni di questi cambiamenti che avvengono persino decenni prima che il tumore venga scoperto.

Di queste mutazioni, la metà riguarda nove geni, il che significa che c’è un piccolo numero di geni che sono motori comuni dello sviluppo precoce del cancro e questo potrebbe portare allo sviluppo di test per la diagnosi precoce. Lo stesso consorzio ha inoltre scoperto tracce di virus nel 13% dei campioni studiati e identificato i meccanismi che questi utilizzano per innescare le mutazioni nel Dna che portano alla malattia.

In totale, il Pan-Cancer Analysis of Whole Genomes (PCAWG) consortium ha pubblicato più di 20 studi simultaneamente su Nature, Nature Genetics, Nature Communications, Nature Biotechnology e Communications Biology.

Scarica e leggi gli articoli in full text:
Global genomics project unravels cancer’s complexity at unprecedented scale
Marcin Cieslik & Arul M. Chinnaiyan
Nature 578, 39-40 (2020) doi: 10.1038/d41586-020-00213-2

Pan-cancer analysis of whole genomes
Campbell, P.J., Getz, G., Korbel, J.O. et al.
Nature 578, 82–93 (2020). https://doi.org/10.1038/s41586-020-1969-6 

The repertoire of mutational signatures in human cancer
Alexandrov, L.B., Kim, J., Haradhvala, N.J. et al.
Nature 578, 94–101 (2020). https://doi.org/10.1038/s41586-020-1943-3 

Analyses of non-coding somatic drivers in 2,658 cancer whole genomes

Esther Rheinbay, Morten Muhlig Nielsen, […]PCAWG Consortium
Nature volume 578, pages 102–111(2020) https://doi.org/10.1038/s41586-020-1965-x

Genomic basis for RNA alterations in cancer
PCAWG Transcriptome Core Group, Claudia Calabrese, […]PCAWG Consortium
Nature volume 578, pages129–136(2020) https://doi.org/10.1038/s41586-020-1970-0

Patterns of somatic structural variation in human cancer genomes.
Li, Y., Roberts, N.D., Wala, J.A. et al.
Nature 578, 112–121 (2020). https://doi.org/10.1038/s41586-019-1913-9

The collection of papers and associated content will be available via this link: www.nature.com/collections/pcawg/

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Gestione delle malattie cardiache nei pazienti oncologici.

Posted by giorgiobertin su febbraio 4, 2020

Sono state pubblicate su “Annals of Oncology” a cura dell’ESMO- (European Society of Medical Oncology) le linee guida sulla gestione delle malattie cardiache (CV) nei pazienti oncologici durante il trattamento oncologico.

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Queste raccomandazioni di consenso ESMO tentano di sintetizzare le migliori pratiche per la cura dei malati di cancro esposti a potenziali terapie cardiotossiche, inclusi agenti chemioterapici, terapie mirate e radioterapia (RT).
La malattia CV nei pazienti con cancro è complessa e il trattamento deve essere personalizzato. Il campo di applicazione della cardio-oncologia è ampio e comprende la prevenzione, l’individuazione, il monitoraggio e il trattamento della tossicità per CV associata alla terapia del cancro, e dovrebbe anche garantire lo sviluppo sicuro di futuri nuovi trattamenti contro il cancro che riducano al minimo l’impatto sulla salute del CV.

Scarica e leggi il documento in full text:
Management of cardiac disease in cancer patients throughout oncological treatment: ESMO consensus recommendations
Curigliano, G. et al.
Annals of Oncology, Volume 31, Issue 2, 171 – 190 DOI: https://doi.org/10.1016/j.annonc.2019.10.023

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Linee guida sulle terapie ossee per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su gennaio 28, 2020

Sono state pubblicate dall’ASCO (American Societyof Clinical Oncology) le linee guida sulla salute ossea e terapie ossee mirate per il cancro alla prostata. Il documento cerca di dare la risposta al quesito: Quali terapie mirate alla salute delle ossa sono efficaci in tutte le fasi del carcinoma della prostata?LA pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Journal of Clinical Oncology“.

JCO

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Bone Health and Bone-Targeted Therapies for Prostate Cancer: ASCO Endorsement of a Cancer Care Ontario Guideline
Philip J. Saylor, R. Bryan Rumble, Scott Tagawa, James A. Eastham, Antonio Finelli, Pavan S. Reddy, Terry M. Kungel, Merel G. Nissenberg, and Jeff M. Michalski
Journal of Clinical Oncology Published online January 28, 2020 DOI: 10.1200/JCO.19.03148

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Prevenire le metastasi bloccando la produzione di grasso delle cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su gennaio 23, 2020

I ricercatori dell’Université catholique de Louvain in Belgio stanno studiando come il cancro si diffonde nel corpo attraverso le metastasi. La loro scoperta? Il fatto che le cellule tumorali usano i lipidi come cibo per moltiplicarsi. La conservazione dei lipidi favorisce la natura invasiva dei tumori. Nuovi farmaci, attualmente in fase di sperimentazione contro l’obesità, possono anche aiutare a combattere le metastasi.
I risultati sono pubblicati sulla rivista scientifica “Nature Communications“.

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I ricercatori dell’ UCLouvain hanno identificato un fattore chiamato TGF-beta2 come interruttore responsabile sia della conservazione dei lipidi che della natura aggressiva delle cellule tumorali. Meglio ancora, sembra che i due processi si rafforzino a vicenda. Infatti, accumulando lipidi, più precisamente acidi grassi, le cellule tumorali accumulano riserve di energia, che possono quindi utilizzare secondo le necessità, nel corso del loro corso metastatico.

L’acidità che regna nei tumori favorisce l’invasione delle cellule tumorali nei tessuti sani, e promuove, attraverso lo stesso “switch” TGF-beta2, il potenziale invasivo e la formazione di goccioline lipidiche.

Il team ha dimostrato che è possibile ridurre l’invasività del tumore e prevenire le metastasi utilizzando specifici inibitori dell’espressione del TGF-beta2, ma anche composti in grado di bloccare il trasporto di acidi grassi o la formazione di trigliceridi. Tra queste ultime molecole ci sono nuovi farmaci attualmente in fase di valutazione per combattere l’obesità.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
TGFβ2-induced formation of lipid droplets supports acidosis-driven EMT and the metastatic spreading of cancer cells.
Corbet, C., Bastien, E., Santiago de Jesus, J.P. et al.
Nat Commun 11, 454 (2020). https://doi.org/10.1038/s41467-019-14262-3

Fonte: Université catholique de Louvain

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