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Posts Tagged ‘oncologia’

NICE: Linee guida sul trattamento del cancro al seno avanzato.

Posted by giorgiobertin su agosto 19, 2017

La linea guida pubblicata da NICE copre la cura e il sostegno per le persone con un tumore al seno avanzato (fase 4). Il documento mira a aiutare i pazienti e i loro professionisti sanitari a prendere decisioni condivise su test e trattamenti per migliorare i risultati e la qualità della vita.

nice logo

Questa linea guida aggiorna e sostituisce la precedente sempre di NICE pubblicata nel maggio del 2003 ed aggiornata nel 2009.

Scarica e leggi il documento in full text:
Advanced breast cancer: diagnosis and treatment
Clinical guideline [CG81] Published date: February 2009 Last updated: August 2017

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La vitamina C può fermare la progressione della leucemia.

Posted by giorgiobertin su agosto 17, 2017

Dagli anni Settanta i ricercatori si sono interessati alla vitamina C ad alto dosaggio e il suo potenziale terapeutico per il trattamento del cancro. Ora una nuova ricerca mostra come la vitamina C potrebbe fermare il moltiplicarsi delle cellule staminali leucemiche e quindi bloccare alcune forme di cancro del sangue.

La nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Cell è stata condotta da scienziati del Perlmutter Cancer Center dell’Università di New York (NYU) Langone Health a New York City.

VitaminaC-cancer Credit image Cell

È noto che un enzima chiamato Tet metilcitosina diossigenasi 2 (TET2) ha la capacità di produrre cellule staminali – che sono cellule indifferenziate che non hanno ancora acquisito una specifica identità e funzione. Si differenziano in cellule ematiche mature e normali che finiscono per morire similmente a qualsiasi altre cellule normali.
I pazienti con leucemia myelomonocitica cronica presentano un malfunzionamento genetico che riduce il TET2. Questo enzima può essere geneticamente stimolato e la vitamina C può essere la via per farlo.

Quando il gene era spento, i ricercatori hanno scoperto che le cellule staminali hanno cominciato a funzionare male. Il nuovo studio, ha scoperto che il trattamento endovenoso con vitamina C ha favorito la demetilazione del DNA, le cellule staminali hanno cominciato a maturare e morire. Il trattamento ha anche interrotto la proliferazione delle cellule staminali del cancro della leucemia che erano state trapiantate da pazienti umani ai topi.

Si stanno progettando ulteriori studi preclinici per testare gli effetti della vitamina C ad alta dose in combinazione con gli inibitori di PARP in più modelli di leucemia mieloide acuta.

Leggi abstract dell’articolo:
Restoration of TET2 Function Blocks Aberrant Self-Renewal and Leukemia Progression
Luisa Cimmino,……. Benjamin G. Neel, Iannis Aifantis
Cell Published: August 17, 2017  DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cell.2017.07.032

Fonte: Langone Health – New York City.

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Virus geneticamente modificato per combattere il cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 15, 2017

I ricercatori del Sanford Health Center negli Stati Uniti hanno lanciato una sperimentazione clinica di fase 1 utilizzando un virus geneticamente modificato che mira a distruggere tumori resistenti alla terapia.

Il trattamento inietta un virus oncolitico (cancro-distruggente) – virus della stomatite vescicolare (VSV) – nel tumore. Il virus è progettato per crescere nelle cellule tumorali, distruggere questi tumori e poi diffondersi in altri siti di cancro. Durante questo processo, attiva il sistema immunitario nell’area con l’obiettivo di avviare una risposta immunitaria.

Il virus è alterato geneticamente aggiungendo due geni. Il primo gene è un gene interferone umano, che è una proteina naturale anti-virale. Ciò protegge le cellule normali e sane da essere infettate, pur lasciando che il virus possa funzionare contro le cellule tumorali.

Il secondo gene rende la proteina NIS trovata nella ghiandola tiroide, che consente ai ricercatori di monitorare il virus in quanto si diffonde nei siti tumorali.

I virus oncolitici sono la prossima ondata di promettenti trattamenti immunoterapici per il cancro“, afferma l’oncologo prof. Steven Powell.
Vyriad, è la società biofarmaceutica a Rochester, Minnesota, che ha sviluppato questa tecnologia.

Viral Therapy in Treating Patient With Refractory Liver Cancer or Advanced Solid Tumors

Oncolytic Vesicular Stomatitis Virus as a Viro-Immunotherapy – MDPI

Fonte: prweb.com

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Creati nuovi farmaci anticancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 15, 2017

I ricercatori del Boise State University hanno creato farmaci anticancro che possono uccidere le cellule tumorali di 58 dei 60 tipi di tumori conosciuti dal National Cancer Institutes NCI-60 panel, che attaccano 9 sistemi e organi del corpo umano.

Lo studio pubblicato sulla rivista “BMC Cancer” a cura dei professori Abdelkrim Alileche e Greg Hampikian riporta che due farmaci, 9R e 9S1, sono effettivamente attivi su 58 dei 60 tumori.

boise-state

Le proteine, comunemente note come “Nullomeri”, sono delle sequenze  di nucleotidi o aminoacidi molto brevi, assenti in natura. I ricercatori hanno utilizzato alcune delle sequenze di queste proteine, con soli cinque aminoacidi, per uccidere le cellule tumorali umane. I peptidi 9S1R e 9R sono risultati con un ampio effetto letale sulle linee cellulari tumorali resistenti ai farmaci e ormonali e persino sulle cellule staminali del cancro.

Dopo la straordinaria scoperta il prof. Hampikian afferma: “Ci sono ancora 196 peptidi di Nullomer che sono sotto screening, e abbiamo altri candidati promettenti “.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
The effect of Nullomer-derived peptides 9R, 9S1R and 124R on the NCI-60 panel and normal cell lines
Abdelkrim AlilecheEmail and Greg Hampikian
BMC Cancer 2017 17:533 https://doi.org/10.1186/s12885-017-3514-z© Published: 9 August 2017

Fonte: Boise State University

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EANO: Nuove linee guida per il trattamento dei tumori al cervello.

Posted by giorgiobertin su agosto 13, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “The Lancet Oncology” a cura dell’EANO (European Association for Neuro-Oncology) le linee guida  sulla diagnosi e trattamento dei pazienti adulti con tumore al cervello (Gliosi astrocitici e oligodendrogliali, inclusi glioblastomi).

Le linee guida forniscono indicazioni per le decisioni diagnostiche e gestionali, limitando inutili trattamenti e costi. Le raccomandazioni riguardano la prevenzione, la diagnosi precoce e lo screening, la diagnosi istologica e molecolare, la terapia e il follow-up. Gli autori hanno anche integrato i risultati di recenti studi clinici che hanno modificato la pratica clinica.

Il professor Pilkington, responsabile del Brain Tumour Research Centre at the University of Portsmouth, ha dichiarato: “L’attuazione di questa linea guida richiede strutture multidisciplinari di cura e processi di diagnosi e di trattamento definiti, che si concentrano sulla diagnostica patologica e radiologica e i principali metodi di trattamento di Chirurgia, radioterapia e farmacoterapia”.

Scarica e leggi il documento in full text:
European Association for Neuro-Oncology (EANO) guideline on the diagnosis and treatment of adult astrocytic and oligodendroglial gliomas
Prof Michael Weller, …….the European Association for Neuro-Oncology (EANO) Task Force on Gliomas
The Lancet Oncology Volume 18, Issue 6, June 2017, Pages e315-e329

Approfondimenti: New research could help to prevent the development of brain tumours

European Association for Neuro-Oncology (EANO) guidelines for palliative care in adults with glioma – 2017

EANO Guideline on the Diagnosis and Treatment of Malignant Glioma. Lancet Oncol 2014;15:e395–403

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Cancro: Identificati i geni essenziali per l’immunoterapia.

Posted by giorgiobertin su agosto 12, 2017

Un nuovo studio condotto da un team di ricercatori americani del National Cancer Institute (NCI) e di altre istituzioni, coordinati dal prof. Nicholas Restifo ha identificato i geni nelle cellule tumorali che sono necessari affinchè queste non siano distrutte dalle cellule T. Si è cercato di affrontare il problema del perché alcuni tumori non rispondono alla immunoterapia o rispondono solo inizialmente, per poi fermarsi, in pratica come le cellule tumorali sviluppano resistenza alla immunoterapia.

La pubblicazione dello studio è stata fatta su “Nature.

genes-immunotherapy

L’immunoterapia del cancro si basa su cellule T, un tipo di cellule del sistema immunitario, utilizzate per distruggere i tumori. Tuttavia, alcune cellule tumorali sono resistenti alla distruzione scatenata dalle cellule T. Per studiare la base di questa resistenza, i ricercatori hanno cercato di identificare i geni nelle cellule tumorali implicati nel processo. Sono stati trovati più di 100 geni che possono giocare un ruolo nel facilitare la distruzione del tumore da parte delle cellule T.

Uno di questi geni è chiamato APLNR. Il prodotto di questo gene è una proteina chiamata recettore apelin. Anche se era stato sospettato di contribuire allo sviluppo di alcuni tipi di cancro, questa è stata la prima indicazione di un ruolo nella risposta alle cellule T. Ulteriori analisi dei tumori da pazienti resistenti alle immunoterapie ha mostrato che la proteina recettore apelin era non funzionale in alcuni di essi, indicando che la perdita di questa proteina può limitare la risposta al trattamento di immunoterapia.

E’ stata creata una lista di geni potrebbe servire come modello per studiare la comparsa di resistenza del tumore alle terapie contro il cancro cancro a base di cellule T. I ricercatori osservano che se questo insieme di geni viene convalidato in studi clinici, si potrebbe a breve arrivare a trattamenti più efficaci per i pazienti.
Se siamo in grado di capire veramente i meccanismi di resistenza alla immunoterapia, potremmo essere in grado di sviluppare nuove terapie” , afferma il prof. Restifo.

Leggi abstract dell’articolo:
Identification of essential genes for cancer immunotherapy.
Patel SJ, …. Glenn Merlino,Feng Zhang & Nicholas P. Restifo
Nature. Online August 7, 2017. DOI:10.1038/nature23477

Fonte:  National Cancer Institute (NCI)

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Leucemia: Spogliate le cellule tumorali della loro immortalità.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2017

I ricercatori della University of Bradford West Yorkshire – UK, hanno scoperto un nuovo farmaco che mette a nudo le cellule tumorali della loro “immortalità” e potrebbe aiutare a curare i pazienti affetti da una delle forme più aggressive di leucemia.

AML

Il farmaco, chiamato HXR9, funziona impedendo alle cellule tumorali di evitare il processo naturale che causa la morte di cellule dannose, noto come apoptosi. Il composto mira ad una particolare famiglia di geni, chiamati geni HOX, che sono coinvolti nel controllo della rapida crescita delle cellule. Negli adulti questi geni sono spenti, ma nelle cellule tumorali possono essere riaccesi. Questo permette alle cellule tumorali di crescere e dividersi continuamente aggirando i normali meccanismi che innescano l’apoptosi, rendendoli effettivamente “immortali“. HXR9 elimina nelle cellule tumorali questa capacità spegnendo i geni HOX.

Analizzato i dati sull’espressione genica di 269 pazienti con leucemia mieloide acuta (AML) è stata trovata un’associazione tra l’attività di un gruppo di geni HOX e il tasso di sopravvivenza del paziente. Si sta preparando una sperimentazione clinica prevista per l’anno prossimo, dove una forma di HRX9 sarà somministrata a pazienti affetti da tumore che non hanno reagito ad altri tipi di trattamento.

I ricercatori hanno anche scoperto che quando hanno combinato HXR9 con un altro farmaco, un inibitore della proteina chinasi C chiamato Ro31, si è avuto un aumentato ulteriormente della riduzione della crescita del cancro.

Leggi il full text dell’articolo:
Inhibition of HOX/PBX dimer formation leads to necroptosis in acute myeloid leukaemia cells
Raed A. Alharbi1, Hardev S. Pandha, Guy R. Simpson, Ruth Pettengell, Krzysztof Poterlowicz, Alexander Thompson, Kevin Harrington, Mohamed El-Tanani and Richard Morgan
Oncotarget Published: August 07, 2017 https://doi.org/10.18632/oncotarget.20023

Fonte: University of Bradford

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CDC: Dati statistici sui tumori negli Stati Uniti.

Posted by giorgiobertin su agosto 10, 2017

I ricercatori possono accedere e analizzare i dati di incidenza dei tumore sulla popolazione degli Stati Uniti in tutti i 50 stati. I dati statistici sul cancro sono riportati dal CDC’s National Program for Cancer Registries (NPCR) e dal National Cancer Institute’s (NCI’s) Surveillance, Epidemiology, and End Results (SEER). Un software di pubblico utilizzo è a disposizione dei ricercatori gratuitamente per l’interrogazione delle banche dati.

NPCR_SEER_logo

I database includono dati per caratteristiche demografiche (ad esempio età, sesso, razza e anno di diagnosi) e caratteristiche del tumore (ad esempio sito, istologia, fase) e coprono il 100% della popolazione americana.

Sono disponibili due database di utilità pubblica:

  • 2001-2014, che include i dati per 50 stati e il Distretto di Columbia.
  • 2005-2014, che include dati per 50 stati, il distretto di Columbia e Puerto Rico

Accedi al Data Visualizations tool con grafica interattiva: Leading Cancer Cases and Deaths

Fonte: CDC

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Come le cellule tumorali della prostata si trasformano per le metastasi.

Posted by giorgiobertin su agosto 9, 2017

Gli scienziati del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center hanno riferito, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Communications” di aver scoperto un processo biochimico che fornisce alle cellule tumorali della prostata la capacità quasi innaturale di cambiare forma, di comprimersi in altri organi e di porre le radici in altre parti del corpo.
Gli scienziati affermano inoltre che nelle culture cellulare e negli studi del processo metastatico sui topi, viene coinvolta una proteina legata al cancro chiamata AIM1, e suggeriscono potenziali modi per intercettare o invertire la capacità dei tumori di diffondersi.

AIM1
Left: AIM1 proteins are stained brown in normal prostate cells and are located along the outside border of each cell. Right: AIM1 proteins in primary prostate cancer cells diffuse throughout each cell. Credit: Nature Communications

Per lo studio, gli scienziati hanno estratto ed analizzato i dati pubblici disponibili sulla ricerca genetica e sulla chimica di centinaia di tumori primari e metastatici sugli uomini con cancro alla prostata. Hanno trovato che un gene chiamato AIM1 è legato ai tumori della prostata metastatici e che la riduzione delle proteine ​​AIM1 è legata alla diffusione del tumore.

I nostri esperimenti mostrano che la perdita di proteine ​​AIM1 dà alle cellule tumorali della prostata la capacità di cambiare forma, migrare e invadere“. afferma il prof. Michael Haffner, patologo presso il Johns Hopkins Kimmel Cancer Center. “Sembra che quando i livelli di proteine ​​AIM1 si abbassano, l’impalcatura delle cellule tumorali della prostata diventano più malleabili e capaci di invadere altri tessuti;  con AIM1, il ponteggio delle cellule è normale e viene mantenuta una struttura rigida e ordinata.

Le cellule tumorali prostatiche prive di AIM1 erano in grado di migrare negli spazi liberi ed invadere i tessuti connettivi ad una frequenza superiore rispetto alle cellule con livelli normali di AIM1.

Leggi il full text dell’articolo:
AIM1 is an actin-binding protein that suppresses cell migration and micrometastatic dissemination.
Michael C. Haffner, David M. Esopi, Alcides Chaux, …, Steven S. An & Srinivasan Yegnasubramanian
Nature Communications 8, Article number: 142 Published online: 26 July 2017

Fonte: Johns Hopkins Kimmel Cancer Center

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ASCO: Linee guida sul controllo della nausea e del vomito nel trattamento del cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 7, 2017

Sono state aggiornate a cura dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), le linee guida cliniche riguardanti i nuovi farmaci per nausea e vomito correlati al trattamento del cancro. L’aggiornamento fornisce nuove informazioni basate sull’evidenza relative all’uso appropriato di olanzapina, antagonisti del recettore NK1 e dexametasone.

ASCO logo

Per sviluppare questa linea guida, il gruppo di esperti ha condotto una revisione sistematica della letteratura medica pubblicata tra novembre 2009 e giugno 2016.
Enormi progressi sono stati realizzati nel corso degli ultimi 25 anni nella prevenzione della nausea indotta da chemioterapia e vomito con l’introduzione di nuove classi di farmaci antiemetici” ha dichiarato il prof. Mark G. Kris. “Il beneficio completo di questi progressi nel trattamento sarà realizzato soltanto, se le linee guida evidence-based saranno pienamente attuate.”

Scarica e leggi il documento in full text:
Antiemetics: American Society of Clinical Oncology Clinical Practice Guideline Update
Paul J. Hesketh, Mark G. Kris, Ethan Basch, Kari Bohlke, Sally Y. Barbour, Rebecca Anne Clark-Snow, Michael A. Danso, Kristopher Dennis, L. Lee Dupuis, Stacie B. Dusetzina, Cathy Eng, Petra C. Feyer, Karin Jordan, Kimberly Noonan, Dee Sparacio, Mark R. Somerfield, and Gary H. Lyman
Journal of Clinical Oncology Published online ahead of print July 31, 2017, doi:10.1200/JCO.2017.74.4789

Information for patients about nausea and vomiting is available at cancer.net/navigating-cancer-care/side-effects/nausea-and-vomiting.

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Nuovo target per il trattamento del cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 4, 2017

Gli scienziati hanno scoperto che il targeting di un enzima conosciuto come NOX4 interrompe l’azione di un tipo di cellule chiamato fibroblasti associati al cancro (Cancer-associated fibroblasts (CAFs)), riducendo la dimensione dei tumori nei topi fino al 50%.

I fibroblasti sono cellule sane il cui ruolo è quello di tenere insieme diversi tipi di organi. Quando vengono ingannati dalle cellule tumorali, diventano CAFs e sono noti per aiutare i tumori a crescere, a diffondere e ad eludere la terapia. Fino ad ora, i tentativi di indirizzarli non hanno avuto esito.

Un team di ricercatori dell’University of Southampton ha scoperto che livelli superiori di CAFs sono stati associati a una bassa sopravvivenza in diversi tipi di cancro, inclusi i tumori dell’intestino, della testa e del collo.

jnci_110_cover NOX4

Analizzando molti tipi di cancro, abbiamo individuato un meccanismo comune responsabile della formazione dei CAF nei tumori“. afferma il prof. Gareth Thomas. “Queste cellule rendono i tumori aggressivi e difficili da trattare, e possiamo vedere interessanti possibilità per il targeting di CAFs in molti pazienti che non rispondono bene alle terapie esistenti“.

I topi sono stati trattati farmacologicamente con un farmaco chiamato GKT137831 per inibire NOX4, che ha a livello statistico significativamente ridotto l’accumulo dei miofibroblasti e la crescita tumorale.

Dai risultati ottenuti possiamo dire che i CAF possono essere mirati con un farmaco e che i loro effetti “pro-tumori” possono essere invertiti nei topi, dando ai ricercatori un punto di partenza per sviluppare nuovi  trattamenti più efficaci in futuro” – conclude Gareth Thomas.

Leggi abstract dell’articolo:
Targeting the myofibroblastic cancer-associated fibroblast phenotype through inhibition of NOX4.
Christopher J. Hanley, Massimiliano Mellone, Kirsty Ford, Steve M. Thirdborough, Toby Mellows …Gareth J. Thomas
Journal of the National Cancer Institute Published: 03 August 2017 110 (1): djx121. DOI: https://doi.org/10.1093/jnci/djx121

Fonte: Cancer Research UK

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Cellule killer naturali modificate per combattere i tumori.

Posted by giorgiobertin su agosto 3, 2017

Le cellule immunitarie hanno una capacità generale di riconoscere e uccidere molti tipi di cellule infette o anormali e possono anche essere progettate per colpire cellule come quelle cancerogene, con l’obiettivo di un trattamento anticancro. Sono questi i risultati ottenuti dai ricercatori del Department of Stem Cell Transplantation and Cellular Therapy, MD Anderson Cancer Center, Houston, in un report pubblicato sulla rivista “Leukemia“.

provetta

La ricerca preclinica del team ha dimostrato che le cellule killer naturali (NK) derivate da cordoni ombelicali donati possono essere modificate per cercare e distruggere alcuni tipi di leucemia e linfoma. Attraverso l’ingegneria genetica è stato anche possibile aumentare la loro persistenza e incorporare un gene suicida che consente di far morire le cellule modificate se provocano una grave risposta infiammatoria.

Una sperimentazione clinica di fase I/II come prime fasi di queste cellule killer naturali dotate di antigene chimerico derivate dal sangue è stata condotta nel mese di giugno per i pazienti con leucemia linfocitica cronica recidiva o resistente (CLL), leucemia linfocitaria acuta (ALL) o il linfoma non-Hodgkin. Tutti questi sono tumori delle cellule B, cellula ematica bianca coinvolta nella risposta immunitaria.
Le cellule killer naturali sono i killer più potenti del sistema immunitario, ma sono di breve durata e i tumori riescono a evadere le cellule NK di un paziente per progredire“, ha detto la prof.ssa Katy Rezvani
Le cellule T modificate con recettori antigenici chimerici (CAR) contro CD19 hanno dimostrato l’efficacia negli studi clinici. In queste terapie, le cellule T del paziente vengono modificate, ampliate e restituite al paziente, un processo che richiede settimane.

Leggi abstract dell’articolo:
Cord blood NK cells engineered to express IL-15 and a CD19-targeted CAR show long-term persistence and potent anti-tumor activity
E Liu1, Y Tong, G Dotti, H Shaim1, B Savoldo, M Mukherjee, J Orange, X Wan, X Lu, A Reynolds, M Gagea, P Banerjee, R Cai, M H Bdaiwi, R Basar1, M Muftuoglu, L Li, D Marin, W Wierda, M Keating, R Champlin, E Shpall and K Rezvan.
Leukemia 20 July 2017; doi: 10.1038/leu.2017.226

Fonte: Department of Stem Cell Transplantation and Cellular Therapy, MD Anderson Cancer Center

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Scoperto come riprogrammare le cellule del sistema immunitario.

Posted by giorgiobertin su agosto 3, 2017

Gli scienziati degli Gladstone Institutes – San Francisco, California, hanno rivelato, per la prima volta, un metodo per riprogrammare specifiche cellule T. Più precisamente, hanno scoperto come trasformare le cellule pro-infiammatorie che aumentano il sistema immunitario in cellule anti-infiammatorie che lo sopprimono e viceversa.

Quando il sistema immunitario è imballato, a causa di cellule particolari o cellule eccessive che sopprimono la sua funzione, si ha una vasta gamma di malattie, dalla psoriasi al cancro. Manipolando la funzione di alcune cellule immunitarie chiamate cellule T, i ricercatori hanno ripristinato l’equilibrio del sistema al fine di creare nuovi trattamenti mirati per queste malattie.

Il nostro lavoro potrebbe contribuire agli sforzi in corso nel campo dell’immuno-oncologia e nel trattamento del cancro“, ha spiegato il prof. Tao Xu primo autore dello studio. “Questo tipo di terapia non riguarda direttamente il cancro, ma funziona per attivare il sistema immunitario in modo da poter riconoscere le cellule tumorali e attaccarle“.

DingXu_GladstoneInstitutes
Gladstone scientists Sheng Ding (right) and Tao Xu (left) discovered how to reprogram cells in our immune system.

Molti tumori assumono il controllo delle cellule T regolatori per sopprimere il sistema immunitario, creando un ambiente in cui i tumori possono crescere senza essere attaccati. In questi casi, i risultati della ricerca potrebbero essere utilizzati per trasformare le cellule T di regolazione in cellule T efficaci per rafforzare il sistema immunitario in modo da poter meglio riconoscere e distruggere le cellule tumorali.

La scoperta, pubblicata sulla rivista “Nature” è molto importante perchè potrebbe migliorare i trattamenti per le malattie autoimmuni e il cancro.

Leggi abstract dell’articolo:
Metabolic control of TH17 and induced Treg cell balance by an epigenetic mechanism
Tao Xu, Kelly M. Stewart,Xiaohu Wang,Kai Liu,Min Xie,Jae Kyu Ryu,Ke Li,Tianhua Ma, Haixia Wang, Lu Ni,Saiyong Zhu,Nan Cao, Dongwei Zhu,Yu Zhang,Katerina Akassoglou, Chen Dong,Edward M. Driggers & Sheng Ding.
Nature (2017) Published online 02 August 2017 doi:10.1038/nature23475

Fonte: Gladstone Institutes

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La curcumina protegge contro il cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su agosto 2, 2017

Un ostacolo comune nel trattamento del cancro al pancreas è la resistenza ai farmaci. Ora in uno studio pubblicato sulla rivista “Carcinogenesis“, i ricercatori dell’Istituto Baylor Scott & White Research hanno dimostrato che la curcumina – un composto che si trova nella curcuma – può aiutare a superare la resistenza alla chemioterapia nel PDAC (pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC)), una forma comune molto aggressiva di cancro al pancreas.

turmeric-root

Precedenti ricerche avevano dimostrato i vantaggi della curcumina per i suoi potenti effetti anti-infiammatori e antiossidanti, ma questo è il primo studio nel suo genere a dimostrare i benefici della curcumina in aggiunta alla chemioterapia.

Il trattamento di alcune cellule con piccole dosi di curcumina, ha permesso di invertire le vie che portano alla chemioresistenza“, afferma il prof. Ajay Goel, autore dello studio. “Questo è un importante passo avanti che potrebbe portare ad una migliore prognosi e a una vita più lunga per i pazienti con cancro pancreatico chemioresistente“.

È stato trovato anche la curcumina previene la formazione di sferoidi, un segno distintivo delle cellule staminali del cancro, questo potrebbero ridurre la crescita e la ricorrenza del tumore.
Sono in corso anche sperimentazioni cliniche per esplorare il ruolo della curcumina nei tumori della cervice, del seno e del colon-retto.

Leggi abstract dell’articolo:
Curcumin sensitizes pancreatic cancer cells to gemcitabine by attenuating PRC2 subunit EZH2, and the lncRNA PVT1 expression
Kazuhiro Yoshida; Shusuke Toden; Preethi Ravindranathan; Haiyong Han; Ajay Goel
Carcinogenesis, DOI: https://doi.org/10.1093/carcin/bgx065 – Published: 17 July 2017

Fonte: Baylor Scott & White Research Institute – Dallas – Tx

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Cancro al colon-retto: un batterio promuove la resistenza alla chemioterapia.

Posted by giorgiobertin su luglio 30, 2017

I ricercatori dell’University of Michigan in collaborazione con Shanghai Jiao Tong University School of Medicine, hanno scoperto che un batterio Fusobacterium nucleatum promuove la resistenza alla chemioterapia nei pazienti affetti da tumore al colon spegnendo il pulsante per il suicidio delle cellule tumorali (apoptosi).
La pubblicazione dei risultati sulla rivista “Cell“.

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Trattiamo i pazienti con la chemioterapia in modo da indurre l’apoptosi delle cellule tumorali, ma alcune cellule tumorali trovano il modo per evitare l’apoptosi indotta dalla chemioterapia, escono dal processo di apoptosi attivando un meccanismo di sopravvivenza cellulare chiamato autofagia. Un meccanismo che protegge le cellule tumorali dalla distruzione“, afferma Weiping Zou, professore di chirurgia presso la Michigan Medicine.

Una volta che l’autofagia è attiva, il cancro diviene resistente alla chemioterapia, Fusobacterium nucleatum mantiene l’autofagia accesa: in questo modo le cellule tumorali possono essere in grado di evitare l’apoptosi indotta“, dice Zou. “I risultati della ricerca sono stati una sorpresa. Non ci aspettavamo che il batterio contribuisse alla chemoresistenza“.
Dobbiamo trovare un approccio specifico per trattare o controllare selettivamente Fusobacterium nucleatum. Inoltre, non sappiamo se un’abbondanza di questo batterio si trova in qualsiasi altro tipo di cancro chemioresistente“, dice Zou. “Dobbiamo continuare gli studi su questo batterio; pensiamo di poter ritardare e prevenire la chemioresistenza nel cancro del colon-retto“.

Leggi il full text dell’articolo:
Fusobacterium nucleatum Promotes Chemoresistance to Colorectal Cancer by Modulating Autophagy
Yu, TaChung,…….Weiping Zou, Jing-Yuan Fang.
Cell , Volume 170, Issue 3, 548 – 563.e16, 27 July 2017, DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cell.2017.07.008

Fonte: University of Michigan

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Due tipi di cellule assieme proteggono il tumore al pancreas.

Posted by giorgiobertin su luglio 18, 2017

I ricercatori del NYU Langone Medical Center e del Perlmutter Cancer Center, hanno scoperto che due tipi di cellule lavorano insieme per proteggere i tumori del pancreas dalla distruzione da parte del sistema immunitario. bloccando questa partnership si può ristabilire la capacità del sistema immunitario di attaccare queste cellule tumorali.

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I risultati della ricerca sui topi sono pubblicati sulla rivista “Cell Reports“. Lo studio attuale ha scoperto che Tregs (cellule T regolatorie) hanno il loro effetto mantenendo un secondo tipo di cellule, le cellule dendritiche.
I nostri risultati sostengono che bloccare la partnership tra Tregs e le cellule dendritiche potrebbe essere una risposta per ottenere una immunoterapia efficace contro il cancro al pancreas“, afferma l’autore principale Dafna Bar-Sagi. “Gli studi futuri cercheranno di confermare che questa relazione può diventare il fondamento di nuove strategie di trattamento“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Crosstalk between Regulatory T Cells and Tumor-Associated Dendritic Cells Negates Anti-tumor Immunity in Pancreatic Cancer
Jung-Eun Jang, Cristina H. Hajdu, Caroline Liot, George Miller, Michael L. Dustin, Dafna Bar-Sagi.
Cell Reports Volume 20, Issue 3, p558–571, 18 July 2017

Fonte: NYU Langone Medical Center

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Un tipo di batteri accelera la crescita del cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su luglio 16, 2017

I ricercatori del Texas A & M Health Science Center hanno scoperto che una sottospecie del batterio Streptococcus gallolyticus sembra promuovere attivamente lo sviluppo del cancro del colon-retto, questo potrebbe portare a possibili strategie di trattamento. I risultati sono pubblicati sulla rivista “PLOS Pathogens“.

Streptococcus gallolyticus

Gli scienziati già conoscevano da tempo tempo che le persone infette da S. gallolyticus hanno maggiori probabilità di avere il cancro del colon-retto. Quale fosse il suo ruolo non era ben chiaro.
Ora il team coordinato dal prof. Yi Xu attraverso i risultati della coltura cellulare e in vivo sugli animali ha dimostrato che quando la produzione di una certa proteina, chiamata β-catenina, nota a svolgere un ruolo chiave nel cancro del colon-retto, è stata ridotta in una cellula, S. gallolyticus non ha promosso la proliferazione delle cellule tumorali del colon-retto. Questo indica un possibile percorso attraverso il quale i batteri guidano lo sviluppo del cancro.
In particolare negli esperimenti sugli animali coloro che sono stati trattati con S. gallolyticus hanno sviluppato più tumori e avevano una maggiore produzione della proteina β-catenina, nonché altri segni di gravità del cancro.

Si pensa che circa il 2 all’8 per cento delle persone sane ha SGG nel tessuto del colon. Rimane ancora da capire se SGG sta alla base delle mutazioni iniziali che causano il cancro. SGG talvolta provoca infezioni delle valvole cardiache, e i medici di solito consigliano a chiunque con questa infezione un controllo anche per il cancro del colon. Circa la metà delle persone con un’infezione della valvola cardiaca di SGG ha anche avuto un cancro del colon non diagnosticato.

Se il ruolo del batterio nel cancro è confermato, i tumori del colon potranno essere trattati un giorno con antibiotici o persino prevenuti con un vaccino.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Streptococcus gallolyticus subsp. gallolyticus promotes colorectal tumor development
Ritesh Kumar, Jennifer L. Herold, Deborah Schady, Jennifer Davis, Scott Kopetz, Margarita Martinez-Moczygemba, Barbara E. Murray, Fang Han, Yu Li, Evelyn Callaway, Robert S. Chapkin, Wan-Mohaiza Dashwood, Roderick H. Dashwood, [ … ], Yi Xu
PLOS Pathogens Published: July 13, 2017 https://doi.org/10.1371/journal.ppat.1006440

Fonte: Texas A & M Health Science Center

Approfondimenti:
Klein RS, Recco RA, Catalano MT, Edberg SC, Casey JI, Steigbigel NH (13 October 1977). “Association of Streptococcus bovis with carcinoma of the colon“. N. Engl. J. Med. 297 (15): 800–2. PMID 408687. doi:10.1056/NEJM197710132971503

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Dieta ricca di pomodori riduce il rischio di tumori della pelle.

Posted by giorgiobertin su luglio 15, 2017

Il consumo quotidiano di pomodoro sembra ridurre di metà lo sviluppo di tumori della pelle in uno studio condotto sui topi dai ricercatori dell’Ohio State University.

Il nuovo studio su come gli interventi nutrizionali possono alterare il rischio per i tumori della pelle è pubblicato sulla rivista “Scientific Reports“.

tomato

I ricercatori hanno scoperto che i topi maschi alimentati con una dieta del 10% di polvere di pomodoro giornaliero per 35 settimane, esposti poi a luce ultravioletta, in media, hanno una diminuzione del 50% dei tumori della pelle rispetto ai topi che non avevano mangiato il pomodoro disidratato.

La teoria che sta dietro al rapporto tra i pomodori e il cancro, è che i carotenoidi, composti pigmentanti che danno il colore ai pomodori, possono proteggere la pelle dai danni della luce UV.

Questo studio ci ha anche dimostrato che dobbiamo considerare il sesso quando esploriamo diverse strategie di prevenzione“. “Quello che funziona negli uomini non può sempre funzionare ugualmente bene nelle donne e viceversa”.
Infatti i ricercatori dello Stato dell’Ohio hanno scoperto che solo topi maschii alimentati con pomodori rossi disidratati avevano riduzioni della crescita tumorale
” – afferma la prof.ssa Tatiana M. Oberyszyn.
Ricordiamo che i tumori della pelle non melanoma sono i più comuni di tutti i tumori.

Leggi abstract dell’articolo:
Tomatoes protect against development of UV-induced keratinocyte carcinoma via metabolomic alterations
Jessica L. Cooperstone, Kathleen L. Tober, Ken M. Riedl, Matthew D. Teegarden, Morgan J. Cichon, David M. Francis, Steven J. Schwartz & Tatiana M. Oberyszyn
Scientific Reports 7, Article number: 5106 Published online: 11 July 2017

Fonte: Ohio State University

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Raccomandazioni sullo screening del cancro al colon-retto.

Posted by giorgiobertin su luglio 12, 2017

Sono state aggiornate dal U.S. Multi-Society Task Force of Colorectal Cancer (MSTF) le linee guida per i medici sullo screening del cancro al colon-retto. La pubblicazione aggiorna le raccomandazioni dell’MSTF per lo screening delle persone a rischio di cancro al colon retto pubblicate nel 2008.

colorectal-screening

Ricordiamo che lo screening del cancro del colon-retto (CRC) è il processo di individuazione delle lesioni cancerose o precancerose in soggetti asintomatici senza precedenti di cancro o lesioni precancerose. Lo screening è diverso dalla sorveglianza. La sorveglianza si riferisce all’uso di della colonscopia ad intervalli regolari in pazienti con diagnosi precedenti di lesioni cancerose o precancerose.

Le istruzioni di orientamento sono state sviluppate con il consenso congiunto delle tre associazioni: American College of Gastroenterology, the American Gastroenterological Association, e l’American Society for Gastrointestinal Endoscopy.

La pubblicazione è stata fatta su tre giornali di gastroenterologia:  The American Journal of Gastroenterology, Gastroenterology, e GIE: Gastrointestinal Endoscopy

Scarica e leggi il documento in full text:
Colorectal cancer screening: Recommendations for physicians and patients from the U.S. Multi-Society Task Force on Colorectal Cancer
Douglas K. Rex, C. Richard Boland, Jason A. Dominitz, Francis M. Giardiello, David A. Johnson, Tonya Kaltenbach, Theodore R. Levin, David Lieberman, Douglas J. Robertson
Gastrointestinal Endoscopy July 2017 Voume 86, Issue 1, Pages 18–33

Fonte: U.S. Multi-Society Task Force of Colorectal Cancer (MSTF)

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Collegamento dieta ricca di grassi e cancro al colon-retto.

Posted by giorgiobertin su luglio 9, 2017

I ricercatori del Lerner Research Institute Cleveland Clinic in Ohio hanno identificato i meccanismi molecolari sottostanti al collegamento tra una dieta ad alto contenuto di grassi e il cancro del colon-retto.

scr-cover   grassi-alimenti

In particolare i ricercatori hanno identificato un percorso di segnalazione cellulare chiamato JAK2-STAT3, che guida la crescita delle cellule staminali del cancro nel colon in risposta a una dieta ad alto contenuto di grassi.
Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che bloccare il percorso JAK2-STAT3 nei topi alimentati con una dieta ad alta percentuale di grassi ha fermato la crescita di queste cellule staminali, una constatazione che potrebbe alimentare lo sviluppo di nuovi farmaci per il trattamento del cancro del colon-retto.

I risultati dello studio sono stati riportati sulla rivista “Stem Cell Reports“.

Leggi il full text dell’articolo:

RBP4-STRA6 Pathway Drives Cancer Stem Cell Maintenance and Mediates High-Fat Diet-Induced Colon Carcinogenesis
Sheelarani Karunanithi, Liraz Levi, Jennifer DeVecchio, George Karagkounis, Ofer Reizes, Justin D. Lathia, Matthew F. Kalady, Noa Noy
Stem Cell Reports Published online: July 6, 2017

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Vaccini personalizzati contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su luglio 7, 2017

Due tipi di vaccini antitumorali personalizzati, ossia prodotti per colpire le cellule maligne di uno specifico paziente, hanno mostrato di offrire significativi benefici clinici a soggetti con melanoma in stadi già avanzati della malattia. I risultati andranno però confermati da studi effettuati su un numero più consistente di pazienti.

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Manipulating the immune response to tumours.

I tentativi di terapia immunologica (immunoterapia) basate su un generico potenziamento del sistema immunitario hanno sortito scarsi effetti rispetto a quanto sperato, con notevoli effetti collaterali. Il vaccino stimola una risposta immunitaria mirata contro alcuni marcatori di uno specifico tumore di uno specifico paziente. Le mutazioni sono casuali, variano da persona a persona, e vanno quindi di volta in volta identificate con un analisi del DNA tumorale per isolare i geni delle proteine anomale coinvolte. E’ possibile così produrre un vaccino che induce le cellule immunitarie a colpire le cellule che presentano le mutazioni.

I vaccini sono descritti in due lavori pubblicati sulla rivista “Nature 1, 2.”.

Il vaccino personalizzato (segmenti di DNA mutati) è stato somministrato nel primo lavoro a sei persone già sottoposte a intervento chirurgico per rimuovere un melanoma già in fase avanzata. Quattro di questi pazienti non hanno mostrato recidive a 25 mesi dalla terapia, mentre gli altri due, che avevano il tumore in fase particolarmente avanzata, sono state successivamente trattate con un altro tipo di terapia immunologica, anti-PD-1, ottenendo alla fine una completa regressione tumorale.

Nel secondo lavoro il vaccino personalizzato è stato somministrato a 13 pazienti, otto dei quali sono rimasti liberi da tumori a 23 mesi dalla terapia, mentre cinque hanno avuto una ricaduta. Per due di questi cinque, una successiva terapia anti-PD-1 ha portato a una completa regressione tumorale.

Leggi abstracts degli articoli:
An immunogenic personal neoantigen vaccine for patients with melanoma
Patrick A. Ott, Zhuting Hu,Derin B. Keskin,Sachet A. Shukla,Jing Sun,David J. Bozym, Wandi Zhang,Adrienne Luoma.. et al.
Nature (2017) doi:10.1038/nature22991 Published online 05 July 2017

Personalized RNA mutanome vaccines mobilize poly-specific therapeutic immunity against cancer
Ugur Sahin,Evelyna Derhovanessian,Matthias Miller,Björn-Philipp Kloke,Petra Simon, Martin Löwer,Valesca Bukur,… et al.
Nature (2017) doi:10.1038/nature23003 Published online 05 July 2017

Personalized cancer vaccines show glimmers of success
Heidi Ledford

Cancer: Precision T-cell therapy targets tumours
Cornelis J. M. Melief

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Parkinson e melanoma.

Posted by giorgiobertin su luglio 5, 2017

Le persone con la malattia di Parkinson hanno un rischio molto più elevato di contrarre il melanoma, un cancro della pelle, e viceversa, ad affermarlo uno studio della Mayo Clinic pubblicato sulla rivista “Mayo Clinic Proceedings.

In generale, i pazienti con il morbo di Parkinson hanno circa quattro volte più probabilità di avere un melanoma rispetto a quelli senza il morbo di Parkinson, e le persone con melanoma ha avuto un rischio più elevato di quattro volte di sviluppare il morbo di Parkinson.

melanoma

Lo studio della Mayo Clinic ha utilizzato il database delle cartelle cliniche Rochester Epidemiology Project per identificare tutti i casi neurologici confermati di Parkinson dal gennaio 1976 fino a dicembre 2013.
I risultati sostengono un’associazione tra la malattia di Parkinson e il melanoma, non ci sono dati contro levodopa come causa“, affermano i ricercatori. E’ più probabile che comuni anomalie del sistema ambientale, genetico o immunitario siano alla base di entrambe le condizioni dei pazienti; sono necessarie ulteriori ricerche per confermare e perfezionare le raccomandazioni di screening.

Leggi abstract dell’articolo:
Parkinson Disease and Melanoma: Confirming and Reexamining an Association
Lauren A. Dalvin, Gena M. Damento, Barbara P. Yawn, Barbara A. Abbott, David O. Hodge, Jose S. Pulido
Mayo Clinic Proceedings , Volume 92 , Issue 7 , 1070 – 1079 Published in issue: July 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.mayocp.2017.03.014

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Nanoparticelle per fermare le metastasi del cancro.

Posted by giorgiobertin su giugno 26, 2017

Le Metastasi sono la principale causa di morte nel cancro, e gli attuali trattamenti contro di esse sono inefficaci. Ora una nuova ricerca potrebbe aver trovato un modo per rallentare, e forse anche arrestare, la diffusione delle cellule tumorali.

Ricordiamo che la Metastasi è il processo mediante il quale il cancro si diffonde in tutto il corpo. Durante questo processo, le cellule tumorali possono sia invadere i tessuti circostanti sani, sia penetrare le mura dei linfonodi, oppure inserirsi nei vasi sanguigni circostanti.
Ciò che permette alle cellule tumorali di migrare è un insieme di sporgenze che consentono loro di muoversi. Il team di ricercatori – guidati dal prof. Mostafa El-Sayed del Department of Chemistry and Biochemistry al Georgia Tech’s School – Atlanta, è riuscito a tagliare con successo queste sporgenze utilizzando una tecnica speciale.

MES

Le lunghe, sottili protuberanze che aiutano le cellule tumorali a muoversi sono chiamati filopodi. Queste protusioni sono un’estensione di una serie di fibre più larghe chiamate lamellipodi, che si trovano lungo i bordi della cella. Lamellipodi e filopodi sono piccole “gambe” che aiutano le cellule sane a spostarsi all’interno del tessuto. Nelle cellule cancerose, lamellipodi e filopodi sono prodotti in eccesso.

Attraverso dei nanotubi d’oro con incorporata una sostanza: integrina, è stato possibile agire sulla produzione in eccesso di lamellipodi e filopodi della cellula. Nella seconda fase dell’esperimento, il team ha riscaldato le nanoparticelle d’oro con un laser di luce nel vicino infrarosso. Questa ha fermato efficacemente la migrazione delle cellule maligne.

Leggi abstract dell’articolo:
Efficacy, long-term toxicity, and mechanistic studies of gold nanorods photothermal therapy of cancer in xenograft mice
Moustafa R. K. Ali, Mohammad Aminur Rahman, Yue Wu, Tiegang Han, Xianghong Peng, Megan A. Mackey, Dongsheng Wang, Hyung Ju Shin, Zhuo G. Chen, Haopeng Xiao, Ronghu Wu, Yan Tang, Dong M. Shin, and Mostafa A. El-Sayed
PNAS 2017; published ahead of print March 29, 2017, doi:10.1073/pnas.1619302114

Fonte: Department of Chemistry and Biochemistry al Georgia Tech’s School – Atlanta

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Linee guida sulla diagnosi citologica dei noduli alla tiroide.

Posted by giorgiobertin su giugno 21, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’European Thyroid Association le linee guida europee sulla diagnosi citologica , tramite agoaspirato dei noduli alla tiroide. La pubblicazione sulla rivista “European Thyroid Journal“.

agoaspirato Credit image: Mayo Foundation

Scarica e leggi il documento in full text:
European Thyroid Association Guidelines regarding Thyroid Nodule Molecular Fine-Needle Aspiration Cytology Diagnostics
Paschke R. Cantara S. Crescenzi A. Jarzab B. Musholt T.J. Sobrinho Simoes M.
Eur Thyroid J 2017;6:115–129 https://doi.org/10.1159/000468519

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Test del sangue per la diagnosi di cancro alla prostata aggressivo.

Posted by giorgiobertin su giugno 20, 2017

I ricercatori del Queen Mary University of London’s Barts Cancer Institute (BCI) hanno sviluppato un nuovo test per identificare i pazienti con cancro alla prostata aggressivo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista “Clinical Cancer Research”, ha analizzato campioni di sangue di 81 pazienti affetti da cancro alla prostata utilizzando una nuova tecnologia di cattura cellula chiamata Parsortix sviluppato dalla British company ANGLE plc.
A differenza di molti altri sistemi, il sistema Parsortix cattura tutti i tipi di cellule tumorali (CTC) circolanti – le cellule tumorali che hanno lasciato il tumore originale, convogliate nel flusso sanguigno prima di diffondersi in tutto il corpo.

Il team ha scoperto che la combinazione del numero di CTC con il livello di ‘antigene prostatico specifico – PSA‘ del paziente (usato nei test attualmente disponibili) ha dato il miglior risultato come predittore di metastasi (oltre 92 per cento).
Questo è uno studio molto promettente per i pazienti ed ha il potenziale per aumentare la capacità dei medici di agire precocemente per il trattamento di coloro che sono a un più alto rischio di morire di cancro alla prostata. Fornire un trattamento più adeguato e in modo rapido potrebbe contribuire a salvare vite umane e prolungare l’aspettativa.” – affermano i ricercatori.

The novel association of circulating tumor cells and circulating megakaryocytes with prostate cancer prognosis.
Lei Xu, Xueying Mao, Tianyu Guo, Pui Ying Chan, Greg Shaw, John Hines, Elzbieta Stankiewicz, Yuqin Wang, Tim Oliver, Amar Ahmad, Daniel Berney, Jonathan Shamash, Yong-jie Lu.
Clinical Cancer Research. doi: 10.1158/1078-0432.CCR-16-3081

Fonti:
Queen Mary University of London
PARSORTIX BREAKTHROUGH DELIVERS RARE BLOOD CELL DISCOVERY IN PROSTATE CANCER – Angle plc.

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