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Posts Tagged ‘oncologia’

Linea guida NCCN: gestione delle tossicità correlate all’immunoterapia.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2019

Sono state pubblicate a cura del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) le linee guida di pratica clinica sulle tossicità correlate all’immunoterapia.

NCCN

Scarica e leggi il documento in full text:
Management of Immunotherapy-Related Toxicities, Version 1.2019, NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology
John A. Thompson, Bryan J. Schneider, ……. et al.
Journal of the National Comprehensive Cancer Network Volume 17: Issue 3 DOI: https://doi.org/10.6004/jnccn.2019.0013

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Scoperto il tallone d’Achille del cancro del pancreas.

Posted by giorgiobertin su aprile 18, 2019

Il carcinoma pancreatico avanzato è spesso asintomatico e porta a una diagnosi tardiva, solo dopo che le metastasi si sono diffuse in tutto il corpo. Inoltre, le cellule tumorali sono racchiuse in uno “scudo protettivo”, un microambiente che conferisce resistenza a molti farmaci per il trattamento del cancro. Ora, i ricercatori del Salk Institute, insieme a un team internazionale di collaboratori, hanno scoperto il ruolo di una proteina di segnalazione che potrebbe essere il tallone d’Achille del cancro del pancreas.


New study targets Achilles’ heel of pancreatic cancer, with promising results

I risultati, pubblicati sulla rivista “Nature“, mostrano che le cellule stellate delle cellule staminali del pancreas tipicamente dormienti nei tessuti normali si attivano e secernono proteine ​​per formare un guscio attorno al tumore nel tentativo di proteggerlo. Le cellule stellate attivate secernono anche una proteina di segnalazione chiamata LIF, che trasmette segnali stimolatori alle cellule tumorali per guidare lo sviluppo e la progressione del cancro del pancreas. I risultati suggeriscono inoltre che LIF potrebbe essere un utile biomarcatore per aiutare a diagnosticare il cancro del pancreas in modo più rapido ed efficiente.

Comprendere questa rete di comunicazione tra le cellule tumorali e le cellule stellate può consentirci di sviluppare terapie più efficaci, insieme a strumenti per una diagnosi precoce” – afferma il prof. Tony Hunter della Salk American Cancer Society.
Precedenti studi hanno dimostrato che se uccidi le cellule stellate del pancreas, allora i tumori peggiorano”, dice Hunter. “Noi non vogliamo distruggere le cellule stellate pancreatiche che secernono fattori di segnalazione, ma piuttosto vogliamo impedire loro di fornire i segnali di stimolazione alle cellule tumorali”.

Leggi abstract dell’articolo:
Targeting LIF-mediated paracrine interaction for pancreatic cancer therapy and monitoring
Yu Shi, Weina Gao, […]Tony Hunter
Nature (2019). DOI: 10.1038/s41586-019-1130-6 , https://www.nature.com/articles/s41586-019-1130-6

Fonte: Salk Institute,

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Alimentazione e tumore alla vescica.

Posted by giorgiobertin su aprile 17, 2019

L’Istituto dei Tumori di Milano (INT) di uno studio multicentrico italiano che include 690 casi di tumore della vescica e 665 controlli ospedalizzati per malattie acute, non neoplastiche e non legate al fumo, ha dimostrato che latte e zuppe a base di soia, spinaci e bietole, fagioli, tè contengono flavonoidi, sostanze antiossidanti e con un effetto anticancerogeno, riducono fino al 44% il rischio di tumore della vescica.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Cancer, Causes & Control“.

soia-isoflavoni

Abbiamo trovato una riduzione significativa del rischio di tumore della vescica del 44% nei soggetti che osservavano l’assunzione maggiore nella dieta di isoflavoni e del 36% nei soggetti con un’elevata assunzione di flavoni, rispetto ai soggetti con il consumo più basso. Per le altre classi di flavonoidi e flavonoidi totali non abbiamo trovato un’associazione significativa con il rischio di tumore della vescica.” – spiega la prof.ssa Valentina Rosato.
Nello studio, gli isoflavoni derivano principalmente dal latte di soia, zuppe a base di soia, verdure e fagioli, mentre i flavoni provengono specialmente dagli spinaci e bietole, verdure, fagioli e tè.

Questo è il primo studio che indica un’associazione inversa tra l’assunzione nella dieta di isoflavoni e flavoni e il rischio di tumore della vescica. “È biologicamente plausibile un possibile effetto dei flavonoidi sul tumore della vescica – sottolinea la prof.ssa Valentina Rosato – l’urina è una via importante per l’escrezione di flavonoidi e dei loro metaboliti e questi componenti bioattivi dietetici sono di conseguenza a diretto contatto con la mucosa della vescica”.

Leggi abstract dell’articolo:
Flavonoids and bladder cancer risk.
Marta Rossi, Panagiota Strikoudi, Maria-Eleni Spei, Maria Parpinel, Diego Serraino, Maurizio Montella, Massimo Libra, Carlo La Vecchia, Valentina Rosato
Cancer Causes Control May 2019, Volume 30, Issue 5, pp 527–535 [Epub ahead of print]

Comunicato stampa: Istituto dei Tumori di Milano

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Cancro: creato “Database delle impronte digitali” di mutazione del DNA.

Posted by giorgiobertin su aprile 16, 2019

In uno studio pubblicato sulla rivista “Cell“, un team di ricercatori dell’University of Cambridge e del King’s College of London ha sviluppato un catalogo completo delle firme mutazionali causate da 41 agenti ambientali legati al cancro. In futuro sperano di estenderlo ulteriormente, utilizzando delle tecniche sperimentali, per produrre un’enciclopedia di modelli di mutazione causati da agenti ambientali.

mutationalsignatures
Image: Whole cancer genomes of six different patients: the plots show all the mutations that are present in whole cancer genomes.

Il nostro DNA, il genoma umano, comprende una serie di molecole note come nucleotidi. Questi sono rappresentati dalle lettere A, C, G e T. Talvolta, i cambiamenti avvengono nella ‘compitazione’ del nostro DNA – ad esempio A diventa G. Questi cambiamenti, noti come mutazioni, possono essere causati da una serie di fattori, alcuni ambientali, come l’esposizione al fumo di tabacco o alla luce ultravioletta.

Quando le cellule si dividono e si moltiplicano, fanno copie del loro DNA, quindi tutti gli errori di ortografia verranno riprodotti. Nel tempo, il numero di errori si accumula portando a una crescita cellulare incontrollata – lo sviluppo di tumori.

Le firme mutazionali sono le impronte digitali che gli agenti cancerogeni lasciano sul nostro DNA e, proprio come le impronte digitali, ognuna è unica“, spiega la dott.ssa Serena Nik-Zainal. “Ci permettono di trattare i tumori come una scena del crimine e, come gli scienziati forensi, ci permettono di identificare il colpevole – e i loro complici – responsabili del tumore“.

I ricercatori hanno anche identificato le impronte digitali lasciate da comuni farmaci chemioterapici, alcuni prodotti chimici dietetici e alcuni presenti nei gas di scarico dei diesel. Questo studio mostra come il DNA umano sia vulnerabile a molti agenti nel nostro ambiente.

Leggi il full text dell’articolo:
A compendium of mutational signatures of environmental agents.
Kucab, JE & Zou, X ………SerenaNik-Zainal.
Cell; 2 May 2019; DOI: 10.1016/j.cell.2019.03.001

Fonte: University of Cambridge

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ASCO/ASH: linea guida sulla gestione dell’anemia associata al cancro.

Posted by giorgiobertin su aprile 13, 2019

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO)e l’American Society of Hematology (ASH) hanno pubblicato sulla rivista “Journal of Clinical Oncology” una linea guida aggiornata sull’uso di agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA) in pazienti con cancro.

ASCO-Anemia

L’uso di agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA) per gestire l’anemia aumenta i livelli di emoglobina (HgB) e riduce la necessità di trasfusioni di globuli rossi, ma aumenta il rischio di eventi tromboembolici. La prima linea guida pratica clinica basata sull’evidenza per l’uso di ESA negli adulti con cancro e anemia è stata pubblicata nel 2002, con aggiornamenti nel 2007 e 2010.

Leggi la linea guida:
Management of Cancer-Associated Anemia With Erythropoiesis-Stimulating Agents: ASCO/ASH Clinical Practice Guideline Update
Julia Bohlius, Kari Bohlke, Roberto Castelli, Benjamin Djulbegovic, Maryam B. Lustberg, Massimo Martino, Giannis Mountzios, Namrata Peswani, Laura Porter, Tiffany N. Tanaka, Gianluca Trifirò, Hushan Yang, and Alejandro Lazo-Langner
Journal of Clinical Oncology DOI: 10.1200/JCO.18.02142 Published online April 10, 2019

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NCCN: linee guida sul melanoma cutaneo.

Posted by giorgiobertin su aprile 12, 2019

Sono state pubblicate a cura del NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology sulla rivista “Journal of the National Comprehensive Cancer Network” le linee guida sul melanoma cutaneo.

MELANOMA

Il melanoma cutaneo è un tumore che deriva dalla trasformazione tumorale dei melanociti, alcune delle cellule che formano la pelle.

Le linee guida NCCN sulla pratica clinica in oncologia per il melanoma cutaneo sono state significativamente riviste negli ultimi anni in risposta ai dati emergenti sulle terapie con inibitori del checkpoint immunitario e sulla terapia mirata al BRAF.

Scarica e leggi il documento in full text:
Cutaneous Melanoma, Version 2.2019, NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology
Coit, D. G., John A. Thompson, et al.
Journal of the National Comprehensive Cancer Network, 17(4), 367-402. Retrieved Apr 12, 2019 DOI: https://doi.org/10.6004/jnccn.2019.0018

Related guidelines:
AAD Guideline: Management of Primary Cutaneous Melanoma (free)

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ACP: linee guida sullo screening per il cancro al seno nelle donne a rischio medio.

Posted by giorgiobertin su aprile 10, 2019

Le donne a rischio medio, di età compresa tra 50 e 74 anni, che non presentano sintomi per il cancro al seno devono sottoporsi a screening mammografico al seno con mammografia ogni due anni, ad affermarlo l’American College of Physicians (ACP) in una nuova dichiarazione di orientamento pubblicata su “Annals of Internal Medicine.

American College of Physicians Internal Medicine ACP

La dichiarazione dell’orientamento ACP non si applica ai pazienti con precedenti risultati anormali di screening o alle popolazioni ad alto rischio, come le donne con una storia personale di cancro al seno o una mutazione genetica nota per aumentare il rischio.
“Le prove dimostrano che il miglior equilibrio tra benefici e danni per queste donne, che rappresenta la grande maggioranza delle donne, è quello di sottoporsi a screening del cancro al seno con mammografia ogni due anni tra i 50 e i 74 anni” – afferma la prof.ssa Ana Maria María López.

Scarica e leggi il documento in full text:
Screening for Breast Cancer in Average-Risk Women: A Guidance Statement From the American College of Physicians
Amir Qaseem, MD, PhD, MHA; Jennifer S. Lin, MD, MCR; Reem A. Mustafa, MD, MPH, PhD; Carrie A. Horwitch, MD, MPH; Timothy J. Wilt, MD, MPH; for the Clinical Guidelines Committee of the American College of Physicians
Ann Intern Med. 2019. 9 APRIL 2019 DOI: 10.7326/M18-2147

Summary for Patients: Breast Cancer Screening in Average-Risk Women

Related Guidelines:
Breast Cancer: Screening – U.S.Preventive Services Task Force (free)

American Cancer Society Breast Cancer Screening Guideline (free)

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Tumore al seno HER2 positivo: test molecolare in risposta alla terapia neoadiuvante.

Posted by giorgiobertin su aprile 9, 2019

Sono stati pubblicati sulla rivista “Clinical Cancer Research” i risultati di una ricerca condotta dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano sui marcatori precoci di risposta ai trattamenti per le donne con tumore al seno HER2 positivo.

I risultati hanno mostrato che analizzando i microRNA presenti nel sangue è possibile individuare pazienti con maggiori probabilità di risposta alla terapia neoadiuvante con trastuzumab, dopo solo due settimane di trattamento. I risultati sono particolarmente significativi sia perché aggiungono prove sulle potenzialità della biopsia liquida, metodo poco invasivo e strumento predittivo di efficacia della terapia, sia perché aprono la strada a una nuova linea di ricerca nell’ambito degli studi clinici sul tumore della mammella HER2 positivo.
La sperimentazione è stata fatta analizzando i campioni ematici provenienti da 429 donne con carcinoma mammario HER2 positivo, arruolate nella sperimentazione clinica internazionale NeoALTTO (Neoadjuvant Lapatinib and/or Trastuzumab Treatment Optimization Trial).

Clin-Cancer7

Lo studio dimostra per la prima volta la possibilità di utilizzare test basati su microRNA circolanti per la selezione delle pazienti con tumore al seno HER2 positivo che possano beneficiare della terapia con trastuzumab o da indirizzare a terapie con più farmaci che abbiano sempre HER2 come bersaglio” – spiega Maria Grazia Daidone, Direttore del Dipartimento di Ricerca Applicata e Sviluppo Tecnologico (DRAST) dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Si tratta di un approccio innovativo, che rappresenta una svolta nell’individuazione dell’opzione terapeutica più efficace”.

Questo nostro studio ha un grande valore, ma rappresenta solo il primo passo di un percorso più lungo di ricerca che deve confermare il ruolo dell’insieme di microRNA identificati. Per farlo sarà necessario avviare quanto prima uno studio di validazione preclinica (in cellule tumorali di laboratorio) e in clinica (su casistiche indipendenti)” – conclude la prof.ssa Daidone.

Leggi abstract dell’articolo:
Plasma microRNA levels for predicting therapeutic response to neoadjuvant treatment in HER2-positive breast cancer: Results from the NeoALTTO trial
Serena Di Cosimo, Valentina Appierto, Sara Pizzamiglio, Paola Tiberio, Marilena V Iorio, Florentine Hilbers, Evandro de Azambuja, Lorena de la Pena, Miguel Ángel Izquierdo, Jens Huober, José Baselga, Martine Piccart, Filippo G. De Braud, Giovanni Apolone, Paolo Verderio and Maria G Daidone
Clin Cancer Res February 27 2019 DOI:10.1158/1078-0432.CCR-18-2507

Fonte: Noesis srl

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Sintetizzata molecola che agisce in modo mirato contro alcuni tumori.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2019

E’ stata sintetizzata dai ricercatori dell’Università di Padova una nuova molecola che agisce in modo mirato contro i tumori. Questo meccanismo ha per protagonista la Proteina Fosfatasi 2A (PP2A), un naturale regolatore del ciclo cellulare, che si trova ad essere “spenta” nelle cellule tumorali a causa del legame con una piccola proteina (SET).

SApir

PP2A può essere però riattivata usando una piccola molecola, sintetizzata dai ricercatori e brevettata dall’Università di Padova, capace di dissociare il complesso “inattivo” PP2A-SET, così neutralizzando il danno tissutale. Una volta riattivata, PP2A va a ripristinare la naturale mortalità nelle cellule tumorali, altrimenti caratterizzate da una crescita sregolata, ed a ridurre lo stato infiammatorio.

Finora l’attenzione dei ricercatori si è concentrata su tre tipi di tumori: leucemia, tumori epatici e tumori al seno.
Questa strategia, supportata da risultati preclinici molto promettenti, potrebbe aprire la strada a nuovi approcci terapeutici futuri.

La molecola brevettata verrà speditamente avviata allo sviluppo clinico con il fondamentale supporto della Sapir Pharmaceutical.

Articolo correlato:
Targeted activation of the SHP-1/PP2A signaling axis elicits apoptosis of chronic lymphocytic leukemia cells.
Tibaldi E, Pagano MA, Frezzato F, Trimarco V, Facco M, Zagotto G, Ribaudo G, Pavan V, Bordin L, Visentin A, Zonta F, Semenzato G, Brunati AM, Trentin L.
Haematologica. 2017 Aug;102(8):1401-1412. doi: 10.3324/haematol.2016.155747. Epub 2017 Jun 15

Fonte: Unipd

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ASCO: Linee guida sul trattamento del mieloma multiplo.

Posted by giorgiobertin su aprile 4, 2019

Il trattamento del mieloma multiplo è cambiato significativamente negli ultimi 5 anni. Dal 2015, data delle precedenti linee guida, sono stati approvati quattro nuovi farmaci, fornendo così più opzioni e aggiungendo ulteriori opzioni di trattamento.

asco-guidelines

Per la stesura del documento gli esperti hanno condotto una ricerca bibliografica, che includeva revisioni sistematiche, meta-analisi, studi randomizzati controllati e alcuni studi di fase II pubblicati dal 2005 al 2018 – identificati 124 studi pertinenti. I risultati di interesse comprendevano la sopravvivenza, la sopravvivenza libera da progressione, il tasso di risposta e la qualità della vita.

Scarica e leggi il documento in full text:
Treatment of Multiple Myeloma: ASCO and CCO Joint Clinical Practice Guideline
Joseph Mikhael, Nofisat Ismaila, Matthew C. Cheung, Caitlin Costello, Madhav V. Dhodapkar, Shaji Kumar, Martha Lacy, Brea Lipe, Richard F. Little, Anna Nikonova, James Omel, Namrata Peswani, Anca Prica, Noopur Raje, Rahul Seth, David H. Vesole, Irwin Walker, Alexander Whitley, Tanya M. Wildes, Sandy W. Wong, and Tom Martin
Journal of Clinical Oncology Published online April 01, 2019 DOI: 10.1200/JCO.18.02096 – PMID: 30932732

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Scoperto il meccanismo di un gene che guida i tumori metastatici.

Posted by giorgiobertin su aprile 3, 2019

I tumori ovarici, prostatici e mammari metastatici sono notoriamente difficili da trattare e spesso mortali. Ora, i ricercatori del Salk Institute hanno rivelato un nuovo ruolo per la proteina CDK12. I risultati sono stati pubblicati su “Genes & Development“.

Gendev-CDK12
Left: The process of cell division, called mitosis, showing structures called microtubules (orange) pulling the chromosomes (blue) to opposite sides, called spindle poles, of the cell. CDK12 is critical for proper chromosome alignment and progression through mitosis. Right: Without CDK12 the chromosomes become misaligned and detach from the spindle poles. Click here for a high-resolution image.

Analizzando il ruolo di CDK12 nel proteggere le cellule dalla chemioterapia, il team ha scoperto un nuovo gruppo di geni che sono controllati dal CDK12, inclusi molti geni che sono regolati da un’altra proteina chiamata mTORC1, che controlla il metabolismo delle cellule tumorali.

Il team, coordinato dal prof. Alan Saghatelian, è stato in grado di identificare specifici geni regolati dal CDK12 a livello di traduzione. Diverse centinaia di geni vengono controllati dal CDK12, molti di questi sono legati alla crescita delle cellule tumorali.

Abbiamo scoperto un nuovo percorso di traduzione che nessuno sapeva esistesse, utilizzato da molti fattori coinvolti nella divisione cellulare – in particolare, separando i cromosomi“, affermano i ricercatori. “Questa nuova informazione sul ruolo del CDK12 ci aiuta a capire come le cellule tumorali sono disorganizzate, e anche come gli inibitori chimici del CDK12 potrebbero aiutare ad uccidere le cellule tumorali“.

Leggi abstract dell’articolo:
CDK12 phosphorylates 4E-BP1 to enable mTORC1-dependent translation and mitotic genome stability
Seung H. Choi, Thomas F. Martinez, Seongjae Kim, Cynthia Donaldson, Maxim N. Shokhirev, Alan Saghatelian and Katherine A. Jones
Genes & Dev. February 28, 2019, doi:10.1101/gad.322339.118

Fonte: The Salk Institute for Biological Studies, La Jolla, California – La Jolla

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Cancro al colon: diagnosi precoce con il microbioma intestinale.

Posted by giorgiobertin su aprile 2, 2019

uN gruppo di ricerca del Cibio dell’Università di Trento hanno scoperto il collegamento tra la composizione della popolazione batterica intestinale e il cancro al colon e individuato un insieme di batteri ricorrenti nei pazienti a cui viene diagnosticata la malattia. I risultati dello studio, che rappresentano una possibile svolta per la diagnosi precoce non invasiva, sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Medicine“.

Segato CIBIO

“Nei campioni fecali di persone affette da cancro al colon abbiamo osservato la presenza di un insieme di batteri “marcatori” del carcinoma, in primis il Fusobacterium nucleatum che era già stato associato alla malattia, ma anche una decina di altri batteri che rafforzano tale associazione” – afferma il prof. Nicola Segata, responsabile del laboratorio di Metagenomica computazionale al Dipartimento Cibio dell’Università di Trento.

Oltre a batteri e altri microorganismi, i ricercatori hanno individuato un’altra particolare caratteristica del microbioma associato al cancro al colon-retto: un numero statisticamente più elevato di copie di un gene che codifica per l’enzima cutC. “Questo enzima”, spiega Nicola Segata, “è coinvolto nel metabolismo della colina – un composto organico preveniente dalla dieta – e nella conseguente produzione di una molecola (la trimetilammina) che è stata associata in altri studi a un rischio più elevato di contrarre il cancro al colon-retto“.

La scoperta della correlazione tra microbioma intestinale e cancro al colon-retto può avere immediata applicazione sul piano della diagnosi precoce. “Il microbioma rilevato nelle feci è altamente predittivo per la presenza della malattia e, combinato con altri test disponibili come quello del sangue occulto nelle feci, può aumentare l’accuratezza diagnostica di test non invasivi” – concludono i ricercatori.

Leggi abstract dell’articolo:
Metagenomic analysis of colorectal cancer datasets identifies cross-cohort microbial diagnostic signatures and a link with choline degradation
Andrew Maltez Thomas, Paolo Manghi, […]Nicola Segata
Nature Medicine Published: 01 April 2019

Fonte: Cibio dell’Università di Trento

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NICE: linee guida sulla diagnosi e gestione del cancro al polmone.

Posted by giorgiobertin su marzo 31, 2019

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida aggiornate sulla diagnosi e gestione del carcinoma polmonare a piccole cellule e non a piccole cellule. Il documento ha l’obiettivo di migliorare i risultati per i pazienti garantendo che vengano utilizzati i test e i trattamenti più efficaci e che le persone abbiano accesso a cure palliative e follow-up adeguati.

Lung-cancer-NICE

Le nuove raccomandazioni includono:
– valutazione del linfonodo intratoracico;
– imaging del cervello per le persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule;
– radioterapia radicale (inclusa radioterapia stereotassica ablativa [SABR]) per persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule;
– chemioradioterapia e chirurgia per le persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio IIIA-N2;
– radioterapia toracica e irradiazione cranica profilattica per le persone con carcinoma polmonare a piccole cellule.

Scarica e leggi il documento in full text:
Lung cancer: diagnosis and management
NICE guideline [NG122] Published date: March 2019

NICE interactive flowchart – Lung cancer

Quality standard – Lung cancer in adults

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Cancro al pancreas: scoperto un nuovo potenziale bersaglio terapeutico.

Posted by giorgiobertin su marzo 28, 2019

I ricercatori dell’University of Texas MD Anderson Cancer Center potrebbero aver identificato un nuovo approccio per affamare le cellule di uno dei più tumori comuni e mortali, il cancro al pancreas.

pancreas

Nello studio pubblicato sulla rivista “Nature” hanno dimostrato il ruolo della proteina syndecan-1 (SDC1) nella regolazione del gene KRAS. In particolare questa proteina, chiamata , che si sposta sulla superficie cellulare in risposta ai segnali del KRAS mutante, è una proteina nota per essere presente in oltre il 90 percento degli adenocarcinomi duttali del pancreas (Pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC)).

Lo studio inoltre ha spiegato che il posizionamento di SDC1 sulla superficie cellulare è essenziale per le cellule tumorali del pancreas per sovraregolare la macropinocitosi, un meccanismo utilizzato dalle cellule per raccogliere risorse dal loro ambiente per trasformare in energia per la divisione.

Ad oggi, l’inibizione farmacologica della macropinocitosi non è stata completata”, ha detto il prof. Giulio Draetta. “Le nostre scoperte sul ruolo cruciale della SDC1 nella regolazione della macropinocitosi nel carcinoma pancreatico controllato da KRAS invitano all’esplorazione del targeting SDC1 per l’intervento terapeutico”.
Pensiamo che la superficie cellulare sia un luogo eccitante per cercare ulteriori indizi su come le cellule tumorali siano fondamentalmente diverse dalle cellule normali“, spiega il prof. Draetta. “Già, anticorpi monoclonali diretti all’SDC1 sono stati testati per il mieloma multiplo, una fase scientifica che potrebbe aprire lo studio clinico di terapie simili per il cancro del pancreas“.

Leggi abstract dell’articolo:
Syndecan 1 is a critical mediator of macropinocytosis in pancreatic cancer
Wantong Yao, Johnathon L. Rose, […]Giulio F. Draetta
Nature Published: 27 March 2019

Fonte: University of Texas MD Anderson Cancer Center

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FDA autorizza immunoterapia contro il cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su marzo 27, 2019

L’Fda ha dato il via libera ad atezolizumab (Tecentriq, della Genentech/Roche) per la somministrazione insieme alla chemioterapia con nab-paclitaxel (Abraxane, della Celgene) per trattare il cancro al seno inoperabile, localmente avanzato o metastatico triplo-negativo (TNBC) nelle donne i cui tumori esprimono PD-L1, una proteina che può aiutare i tumori ad evitare la rilevazione da parte del sistema immunitario.

atezolizumab

L’approvazione si basa sullo studio IMpassion130, un trial di fase III, in cui l’aggiunta dell’inibitore di PD-L1 atezolizumab a nab-paclitaxel ha ridotto il rischio di progressione o morte del 40% rispetto al solo nab-paclitaxel in questa popolazione di pazienti.
I risultati erano stati pubblicati sul ‘New England Journal of Medicine‘ a novembre 2018.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves atezolizumab for PD-L1 positive unresectable locally advanced or metastatic triple-negative breast cancer

View full prescribing information for TECENTRIQ.

Atezolizumab and Nab-Paclitaxel in Advanced Triple-Negative Breast Cancer.
N Engl J Med. 2018 Nov 29;379(22):2108-2121. doi: 10.1056/NEJMoa1809615. Epub 2018 Oct 20.

Fonte: Pharmastar

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ESMO: aggiornate le linee guida sul tumore al pancreas.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2019

L’European Society for Medical Oncology (ESMO) ha pubblicato un aggiornamento delle proprie Linee guida per la pratica clinica del 2015 concernenti il trattamento, la diagnosi e il follow-up del tumore al pancreas.

logo_ESMO

Queste linee guida di pratica clinica aggiornate di ESMO presentano le ultime informazioni sul cancro del pancreas incluse le raccomandazioni per lo screening e la diagnosi, insieme a strategie terapeutiche abbinate allo stadio.

Documento del 2015:
Cancer of the pancreas: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Ducreux M, Sa Cuhna A, Caramella C, et al.
Ann Oncol 2015; 26(suppl 5): v56-v68.

eUpdate 15 March 2019: New treatment recommendations for pancreatic cancer
eUpdate 20 June 2017: New recommendation for nanoliposomal irinotecan in second line treatment of pancreatic cancer

Fonte: European Society for Medical Oncology (ESMO)

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Il Cancro al pancreas dipende dall’equilibrio di due enzimi.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2019

Gli enzimi della proteina chinasi C (PKC) sono cruciali per un certo numero di attività cellulari, tra cui sopravvivenza, proliferazione e migrazione delle cellule, funzioni che devono essere attentamente controllate per evitare che le cellule vadano fuori controllo e formino un tumore. I ricercatori della School of Medicine della University of California di San Diego hanno scoperto che un altro enzima, chiamato PHLPP1, agisce come un “correttore” per mantenere l’attività su PKC. Nel cancro del pancreas, hanno scoperto che alti livelli di PHLPP1 portano a bassi livelli di PKC, associati alla scarsa sopravvivenza dei pazienti.

Il team ha anche scoperto come le cellule regolano l’attività di PKC. Ogni volta che un PKC iperattivo viene prodotto inavvertitamente, il “correttore” PHLPP1 lo contrassegna per la distruzione.

Ciò significa che la quantità di PHLPP1 nelle celle determina la quantità di PKC“, ha detto il prof. Newton. “Abbiamo scoperto che i livelli di questi enzimi sono particolarmente importanti nel cancro del pancreas.

Se potessimo testare un paziente con cancro al pancreas e sapere che ha un PHLPP1 alto e un PKC basso, potremmo dire che la prognosi non è buona“, ha detto la prof.ssa Newton. “E forse potremmo inibire il PHLPP1, ripristinare l’attività di PKC e in definitiva migliorare le possibilità di sopravvivenza.”

Leggi abstract dell’articolo:
Protein Kinase C Quality Control by Phosphatase PHLPP1 Unveils Loss-of-Function Mechanism in Cancer
Timothy R. Baffi, An-Angela N. Van, Wei Zhao, Gordon B. Mills, Alexandra C. Newton
Molecular Cell Published: March 20, 2019 DOI: https://doi.org/10.1016/j.molcel.2019.02.018

Fonte: School of Medicine della University of California di San Diego

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Potenziale nuovo trattamento di combinazione per il cancro del pancreas.

Posted by giorgiobertin su marzo 21, 2019

I ricercatori hanno identificato una possibile nuova strategia terapeutica utilizzando contemporaneamente due tipi di farmaci inibitori per trattare uno dei tumori più letali al mondo: il cancro al pancreas.

L’approccio combinato utilizza un farmaco che inibisce il processo che consente alle cellule tumorali di riciclare i nutrienti essenziali per sopravvivere e un altro farmaco che blocca il percorso utilizzato per riparare il DNA.
I ricercatori dell’Jonsson Comprehensive Cancer Center della UCLA, hanno scoperto che l’approccio è promettente dopo averlo testato su cellule di cancro al pancreas e topi in laboratorio.

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Pancreatic cancer (the cancer cells are seen here) is the third leading cause of cancer-related deaths in the United States.

Il team ha preso in considerazione la clorochina, un farmaco facilmente disponibile usato per curare la malaria e combinato con più di 500 inibitori diversi per esaminare eventuali interazioni inesplorate che potrebbero produrre un effetto “sinergico”. Hanno trovato un inibitore complementare chiamato inibitore della risposta allo stress di replicazione.

I ricercatori poi hanno misurato i metaboliti (piccole molecole) nelle cellule tumorali pancreatiche che sono state trattate con clorochina da sole. Hanno scoperto che il farmaco causa una riduzione dell’aspartato, un aminoacido importante per sintetizzare i nucleotidi, che sono i mattoni per la replicazione e la riparazione del DNA.

La ricerca è stata pubblicata su: “Proceedings of the National Academy of Sciences“.

Leggi abstract dell’articolo:
Lysosome inhibition sensitizes pancreatic cancer to replication stress by aspartate depletion
Irmina A. Elliott, Amanda M. Dann, Shili Xu, Stephanie S. Kim, Evan R. Abt, Woosuk Kim, Soumya Poddar, Alexandra Moore, Lei Zhou, Jennifer L. Williams, Joseph R. Capri, Razmik Ghukasyan, Cynthia Matsumura, D. Andrew Tucker, Wesley R. Armstrong, Anthony E. Cabebe, Nanping Wu, Luyi Li, Thuc M. Le, Caius G. Radu, and Timothy R. Donahue
PNAS published ahead of print March 20, 2019. https://doi.org/10.1073/pnas.1812410116

Fonte: University of California – Los Angeles Health Sciences

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Due composti del caffe’ contro il tumore alla prostata

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2019

Gli scienziati del Department of Integrative Cancer Therapy and Urology, Kanazawa University Graduate School of Medical Science, Kanazawa, Japan, hanno identificato i composti presenti nel caffè, che possono inibire la crescita del cancro alla prostata. Si tratta di uno studio pilota, condotto su cellule tumorali resistenti ai farmaci in coltura cellulare e in un modello animale.

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I due composti presenti nel caffè, il kahweol acetato e il cafestolo, hanno effetto sulle cellule tumorali della prostata negli animali, dove sono stati in grado di inibire la crescita in cellule resistenti ai comuni farmaci antitumorali.

Si tratta di uno studio pilota, quindi “questo lavoro dimostra che l’uso di questi composti è scientificamente fattibile, ma necessita di ulteriori indagini. Attualmente stiamo valutando come potremmo testare questi risultati in un campione più ampio, e poi negli esseri umani” – affermano i ricercatori.

L’acetato di kahweol e il cafestolo sono idrocarburi, che si trovano naturalmente nella arabica del caffè.

Questo lavoro è stato presentato al congresso dell’Associazione Europea di Urologia EAU di Barcellona (15-19 marzo 2019).

Leggi abstract dell’articolo:
Coffee diterpenes kahweol acetate and cafestol synergistically inhibit the proliferation and migration of prostate cancer cells
Hiroaki Iwamoto Kouji Izumi Ariunbold Natsagdorj Renato Naito Tomoyuki Makino Suguru Kadomoto Kaoru Hiratsuka Kazuyoshi Shigehara Yoshifumi Kadono Kazutaka Narimoto Yohei Saito Kyoko Nakagawa‐Goto Atsushi Mizokami
The Prostate Pages: 468-479 https://doi.org/10.1002/pros.23753

More Information:
George Pounis et al. Reduction by coffee consumption of prostate cancer risk: Evidence from the Moli-sani cohort and cellular models, International Journal of Cancer (2017). DOI: 10.1002/ijc.30720

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ASCO: linee guida per la diagnosi precoce, e trattamento del Cancro al Colon-Retto.

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2019

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO) ha fornito una guida esperta sulla diagnosi precoce del cancro del colon-retto e sul follow-up di trattamento e post-trattamento; le due linee guida sono state pubblicate online sul “Journal of Global Oncology“.

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Il prof. Gilberto Lopes, MD, dell’Università di Miami, e colleghi hanno identificato e rivisto le precedenti linee guida e hanno utilizzato prove da analisi di costo-efficacia per sviluppare raccomandazioni sulla diagnosi precoce del cancro del colon-retto. Gli autori raccomandano un test del sangue occulto fecale di guaiaco e test immunochimici fecali (di base), sigmoidoscopia flessibile (opzione aggiuntiva in limitato) e colonscopia (opzione aggiuntiva in aumento) per pazienti asintomatici, di età compresa tra 50 e 75 anni, senza storia familiare del cancro del colon-retto, sono a rischio medio e si trovano in ambienti con un’alta incidenza di cancro del colon-retto.

Scarica e leggi i documenti in full text:

Gilberto LopesMariana C. SternSarah TeminAla I. ShararaAndres CervantesAinhoa Costas-ChavarriRena EngineerChisato HamashimaGwo Fuang HoFidel David HuitzilMona Malekzadeh MoghaniGovind NandakumarManish A. ShahCatherine TehSara E. Vázquez ManjarrezAzmina VerjeeRhonda Yantiss, and Marcia Cruz Correa
Journal of Global Oncology 2019 :51-22 
Supplemental Material
Ainhoa Costas-ChavarriGovind NandakumarSarah TeminGilberto LopesAndres CervantesMarcia Cruz CorreaRena EngineerChisato HamashimaGwo Fuang HoFidel David HuitzilMona Malekzadeh MoghaniAla I. ShararaMariana C. SternCatherine TehSara E. Vázquez ManjarrezAzmina VerjeeRhonda Yantiss, and Manish A. Shah
Journal of Global Oncology 2019 :51-19 

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Scoperto enzima che può portare a nuovi trattamenti per il cancro al seno e al pancreas.

Posted by giorgiobertin su marzo 17, 2019

I ricercatori del Cancer Center della George Washington University (GW) hanno scoperto che l’enzima USP15 potrebbe potenzialmente portare a nuovi trattamenti per il cancro al seno e al pancreas. I risultati degli esperimenti sono stati pubblicati su “Nature Communications“.

Con questo studio, convalidiamo il ruolo di USP15 nel mantenimento della stabilità del genoma e soppressione del tumore e informare nuovi trattamenti per il cancro al seno“, ha detto il prof. Huadong Pei.

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Killer T cells surround a cancer cell. Credit: NIH

Il Cancer Genome Atlas indica che le delezioni degli enzimi USP15 si verificano nel 16% dei tumori al seno e nel 5% dei tumori pancreatici. Gli studi hanno dimostrato che le mutazioni USP15 associate al cancro aumentano la sensibilità degli inibitori della poli-ribosio polimerasi ADP (PARP) nelle cellule tumorali.
Gli inibitori di PARP sono una nuova classe di inibitori farmacologici sviluppati per molteplici scopi, ma principalmente per il trattamento del cancro. Hanno raccolto una grande attenzione per il loro potenziale nella gestione dei pazienti con mutazioni BRCA.

USP15 fa parte di un gruppo di enzimi deubiquitinanti, responsabili della rimozione delle catene di ubiquitina da proteine ​​e altre molecole, che svolgono ruoli importanti nel mantenimento della stabilità del genoma. Sulla base delle loro ricerche, Pei e il suo team ritengono che USP15 possa funzionare in modo simile all’enzima USP4, che è stato trovato a svolgere un ruolo nella riparazione del DNA dal gruppo di Pei quattro anni fa.

USP15 è un potenziale biomarker per i trattamenti del cancro del pancreas, così come i tumori al seno e alle ovaie“, hanno spiegato i ricercatori.

Leggi il full text dell’articolo:
The deubiquitylating enzyme USP15 regulates homologous recombination repair and cancer cell response to PARP inhibitors
Yihan Peng, Qingchao Liao, Wei Tan, Changmin Peng, Zhaohua Hu, Yali Chen, Zhuqing Li, Jing Li, Bei Zhen, Wenge Zhu, Xiangpan Li, Yi Yao, Qibin Song, Chengsheng Liu, Xiangdong Qi, Fuchu He & Huadong Pei
Nature Communications volume 10, Article number: 1224 Published: 15 March 2019

Fonte: Cancer Center della George Washington University (GW

 

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Scoperto un gene potenziale bersaglio per il trattamento del cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su marzo 10, 2019

Ricercatori australiani e statunitensi hanno sviluppato un modo per scoprire geni elusivi che promuovono il cancro ed hanno già identificato uno che sembra promuovere tumori al seno aggressivi.
I ricercatori dell’Università del Queensland e Albert Einstein College of Medicine hanno sviluppato un approccio statistico per rivelare molti geni precedentemente difficili da trovare che contribuiscono al cancro.

E’ stato utilizzato il metodo Oncomix che consente ai ricercatori di “ingrandire” le informazioni genetiche dei pazienti oncologici e di identificare i geni con due “bumps” distinti di dati – bassa attività in un gruppo di pazienti ma alta attività in un altro.

Il team ha identificato cinque geni che erano eccessivamente attivi in ​​un sottogruppo di pazienti con carcinoma mammario e hanno seguito l’obiettivo più, noto come CBX2.
“Abbiamo spento il gene in una linea di cellule di cancro al seno umano e questo ha rallentato la crescita di quelle cellule tumorali, suggerendo che CBX2 potrebbe promuovere la crescita del tumore” spiega la prof.ssa Jessica C. Mar. “Se ulteriori test confermano che CBX2 è un oncogene, potrebbe essere un potenziale bersaglio terapeutico per i tipi di cancro al seno aggressivi”.

A novel approach to modelling transcriptional heterogeneity identifies the oncogene candidate CBX2 in invasive breast carcinoma
British Journal of Cancer (2019). DOI: 10.1038/s41416-019-0387-8
Daniel G. Piqué, Jessica C. Mar, et al.

Oncomix is now a publicly-available, open source software tool,

Fonte: Università del Queensland

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Un nuovo composto uccide le staminali del cancro al cervello.

Posted by giorgiobertin su marzo 9, 2019

In uno studio pubblicato su “The Proceedings of the National Academy of Sciences“, gli scienziati del Department of Chemistry, The Scripps Research Institute, La Jolla, hanno scoperto che un nuovo composto, che hanno siglato RIPGBM, uccide le cellule staminali del glioblastoma coltivate da tumori dei pazienti con una potenza più di 40 volte quella del temozolomide standard. Hanno anche scoperto che RIPGBM è altamente selettivo, risparmiando altri tipi di cellule cerebrali e che sopprime con forza la crescita dei tumori GBM (multipotent glioblastoma multiforme) in un modello murino della malattia.

La nostra scoperta di questo composto e dei suoi percorsi cellulari offre una promettente nuova strategia per il trattamento del glioblastoma“, afferma il prof. Luke Lairson.

Gli scienziati negli ultimi dieci anni sono giunti a vedere le cellule staminali del cancro CSC (cancer stem cells) di glioblastoma GBM come la chiave per la virulenza di questo cancro. Le CSC di GBM sono relativamente resistenti alla chemioterapia e alle radiazioni e tendono a migrare dal sito del tumore primario in tessuto cerebrale sano adiacente.

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Dopo diversi cicli di screening, gli scienziati hanno scoperto che un composto, RIPGBM, si distingue dagli altri per la sua capacità di uccidere i CSC di GBM risparmiando allo stesso tempo le cellule sane. Funziona in modo selettivo perché è modificato da enzimi o altri fattori che sembrano essere prevalenti in modo univoco nei CSC di GBM. All’interno di queste cellule tumorali il composto modificato, cRIPGBM, innesca un processo di autodistruzione cellulare chiamato apoptosi.

I ricercatori hanno in programma di sviluppare ulteriormente RIPGBM e di eseguire più test sugli animali – e in ultima analisi gli studi clinici sull’uomo, se tutto andrà bene. “In linea di principio, RIPGBM o una molecola come questa potrebbe ridurre di molto il tasso di ricrescita dei tumori di glioblastoma, con effetti collaterali minimi perché risparmierebbe le normali cellule cerebrali“, afferma Lairson.

Leggi abstract dell’articolo:
A cell type-selective apoptosis-inducing small molecule for the treatment of brain cancer
Natasha C. Lucki ………Luke L. Lairson
PNAS published ahead of print March 7, 2019 https://doi.org/10.1073/pnas.1816626116

Fonte: Department of Chemistry, The Scripps Research Institute, La Jolla

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Un batterio orale accelera il cancro al colon.

Posted by giorgiobertin su marzo 5, 2019

I ricercatori della Columbia University College of Dental Medicine hanno determinato come Fusobacterium nucleatum, un comune batterio orale spesso implicato nella carie, accelera la crescita del cancro del colon. Lo studio è stato pubblicato online nella rivista “EMBO Reports”.
Lo studio spiega perché alcuni casi di cancro al colon avanzano molto più rapidamente rispetto ad altri, la causa è questo batterio trovato nella placca dentale.

I ricercatori sanno da tempo che il cancro al colon è causato da mutazioni genetiche che si accumulano tipicamente nel corso di un decennio. “Le mutazioni sono solo una parte della storia”, afferma il leader dello studio prof. Yiping W. Han. “Anche altri fattori, inclusi i microbi, possono avere un ruolo.”
In uno studio precedente, il team di ricerca ha scoperto che il batterio F. nucleatum crea una molecola chiamata FadA adesina, attivando una via di segnalazione nelle cellule del colon che è stata implicata in diversi tumori. Hanno anche scoperto che l’adesina FadA stimola solo la crescita delle cellule cancerose, non delle cellule sane. Il team ha anche scoperto che F. nucleatum aumenta la produzione di Annexina A1, attirando più batteri.

Annexin Credit image Columbia University – College of Dental Medicine.

Analizzando i dati provenienti da 466 pazienti con carcinoma del colon primario, coloro che presentavano una aumentata espressione di Annexina A1 hanno avuto una prognosi peggiore, indipendentemente dal grado di cancro e dallo stadio, dall’età o dal sesso.
I ricercatori stanno attualmente cercando modi per sviluppare l’Annexina A1 come biomarcatore per i tumori più aggressivi e come potenziale bersaglio per lo sviluppo di nuovi trattamenti per il colon e altri tipi di cancro.

Leggi abstract dell’articolo:
Fusobacterium nucleatum promotes colorectal cancer by inducing Wnt/ß-catenin modulator Annexin A1.
Mara Roxana Rubinstein, Jung Eun Baik, Stephen M Lagana, Richard P Han, William J Raab, Debashis Sahoo, Piero Dalerba, Timothy C Wang, Yiping W Han
EMBO Reports (2019). DOI: 10.15252/embr.201847638 | Published online 04.03.2019

Fonte: Columbia University College of Dental Medicine

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Nuovo promettente terapia contro il cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su marzo 5, 2019

Uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Medicine“, condotto dai ricercatori dell’Huntsman Cancer Institute (HCI) dell’Università dello Utah (U of U), descrive un nuovo approccio terapeutico con potenziale per i pazienti con cancro del pancreas. Questi ricercatori hanno scoperto una combinazione di terapia farmacologica che può effettivamente combattere la malattia. I ricercatori dell’HCI hanno prima osservato gli impatti anti-cancro in un ambiente di laboratorio e, successivamente, nel suo primo utilizzo in un paziente umano.

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I dettagli sulla sperimentazione clinica, denominata THREAD, sono disponibili  National Clinical Trial Number 03825289.  La terapia combinata utilizza due farmaci già approvati per l’uso dalla Food and Drug Administration per altre malattie, incluso il cancro. La nuova combinazione di farmaci viene somministrata tramite pillole prese per via orale.

I tumori pancreatici sono caratterizzati da mutazioni in un gene chiamato KRAS. Quando il KRAS viene mutato in questo modo, invia segnali costanti che promuovono la divisione cellulare anormale e la crescita nelle cellule tumorali. Di conseguenza, i tumori crescono senza controllo.

Siamo stati in grado di osservare che la combinazione di questi due farmaci – che, se usati singolarmente, non hanno un impatto significativo sulla malattia – sembra avere un impatto molto potente sulla crescita del cancro del pancreas“, afferma il prof. McMahon. “Abbiamo osservato questo in laboratorio in piastre di Petri, poi in modelli murini, e ora in un paziente affetto da cancro al pancreas su base compassionevole. In effetti, siamo passati da una capsula di Petri a un paziente in meno di due anni: una cronologia che raramente si riscontra nella scienza medica”.

Leggi abstract dell’articolo:
Protective autophagy elicited by RAF→MEK→ERK inhibition suggests a treatment strategy for RAS-driven cancers
Conan G. Kinsey, Soledad A. Camolotto, Amelie M. Boespflug, Katrin P. Gullien, Mona Foth, Amanda Truong, Sophia S. Schuman, Jill E. Shea, Michael T. Seipp, Jeffrey T. Yap, Lance D. Burrell, David H. Lum, Jonathan R. Whisenant, G. Weldon Gilcrease III, Courtney C. Cavalieri, Kaitrin M. Rehbein, Stephanie L. Cutler, Kajsa E. Affolter, Alana L. Welm, Bryan E. Welm, Courtney L. Scaife, Eric L. Snyder & Martin McMahon
Nature Medicine Published: 04 March 2019

Fonte: Huntsman Cancer Institute at the University of Utah

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