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Posts Tagged ‘cardiologia’

Gestione dell’ictus ischemico acuto.

Posted by giorgiobertin su febbraio 15, 2020

In questo lavoro pubblicato sulla rivista BMJ sono stati esaminati i protocolli che supportano la cura dell’ictus pre-ospedaliero e di emergenza, incluso l’uso di protocolli di servizi medici di emergenza per l’identificazione di pazienti con ictus, trombolisi endovenosa nell’ictus ischemico acuto, inclusi aggiornamenti ai criteri di ammissibilità dei pazienti, le finestre dei tempi di trattamento, e le tecniche di imaging avanzate con interpretazione automatizzata per identificare i pazienti con vaste aree del cervello a rischio.

Vengono inoltre analizzati i recenti aggiornamenti nelle raccomandazioni di prevenzione secondaria, incluso l’uso a breve termine della doppia terapia antipiastrinica per prevenire l’ictus ricorrente nel periodo ad alto rischio immediatamente dopo l’ictus.

Stroke

L’ictus ischemico acuto (AIS) è definito dall’improvvisa perdita del flusso sanguigno in un’area del cervello con la conseguente perdita della funzione neurologica. È causato da trombosi o embolia che occlude un vaso cerebrale che fornisce una specifica area del cervello.

Ricordiamo inoltre che il primo passo fondamentale nella cura dell’ictus è l’identificazione precoce dei pazienti con ictus e triage in centri in grado di erogare il trattamento appropriato il più rapidamente possibile.

Leggi il full text dell’articolo:
Management of acute ischemic stroke
Phipps Michael S, Cronin Carolyn A.
BMJ 2020; 368 :l6983

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Consumo di carne trasformata e malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su febbraio 9, 2020

In questo studio di coorte su 29.682 adulti statunitensi riuniti da 6 studi di coorte prospettici, è stato evidenziato che l’assunzione di carne trasformata, carne rossa non trasformata o pollame era significativamente associata a malattie cardiovascolari incidenti, ma l’assunzione di pesce no.

Obiettivo dello studio: Identificare le associazioni di carne trasformata, carne rossa non trasformata, pollame o assunzione di pesce con CVD incidente e mortalità per qualsiasi causa.

red-meat

Studi precedenti hanno stabilito un legame tra il consumo di carne trasformata – come pancetta, hot dog, salsicce e altre carni simili – e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari (CVD) e morte.
La maggiore quantità di grassi saturi in questi alimenti, insieme a un livello più elevato di sale e conservanti, potrebbe spiegare queste associazioni.

I risultati di questo studio sembrano avere implicazioni critiche per la salute pubblica dato che i comportamenti dietetici sono modificabili e la maggior parte delle persone consuma questi quattro tipi di alimenti su base giornaliera o settimanale“. – afferma il prof. Zhong.

Scarica e leggi il documento in full text:
Associations of Processed Meat, Unprocessed Red Meat, Poultry, or Fish Intake With Incident Cardiovascular Disease and All-Cause Mortality.
Zhong VW, Van Horn L, Greenland P, et al.
JAMA Intern Med. Published online February 03, 2020. doi:10.1001/jamainternmed.2019.6969

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Una dieta a basso contenuto proteico riduce il rischio di malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su febbraio 7, 2020

Una dieta a base vegetale può essere la chiave per ridurre il rischio di malattie cardiache. I ricercatori del Penn State College of Medicine hanno dimostrato che le diete a ridotto contenuto di aminoacidi solforati – che si verificano in alimenti ricchi di proteine, come carni, latticini, frutta a guscio e soia – erano associate a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari.
Gli aminoacidi sono i mattoni delle proteine. Una sottocategoria, chiamata aminoacidi di zolfo, tra cui metionina e cisteina, svolge vari ruoli nel metabolismo e nella salute.

veganresearch

“Per decenni è stato compreso che le diete che limitano gli aminoacidi solforati sono benefiche per la longevità negli animali“, ha affermato il prof. John Richie, professore di scienze della salute pubblica presso il Penn State College of Medicine. “Questo studio fornisce la prima prova epidemiologica che l’assunzione eccessiva di aminoacidi solforati può essere correlata ai risultati di malattie croniche nell’uomo.

I ricercatori hanno scoperto che una maggiore assunzione di aminoacidi solforati era associata a un punteggio di rischio cardiometabolico composito più elevato dopo aver tenuto conto di potenziali fattori di confondimento come l’età, il sesso e la storia del diabete e dell’ipertensione. Hanno anche scoperto che l’assunzione di aminoacidi ad alto contenuto di zolfo era associata ad ogni tipo di cibo ad eccezione di cereali, verdure e frutta.
Le carni e altri alimenti ad alto contenuto proteico sono generalmente più alti nel contenuto di aminoacidi solforati“, ha affermato il prof. Zhen Dong

Leggi il full text dell’articolo:
Association of sulfur amino acid consumption with cardiometabolic risk factors: Cross-sectional findings from NHANES III
Zhen Dong,Xiang Gao,Vernon M. Chinchilli,Raghu Sinha,Joshua Muscat,Renate M. Winkels,John P. Richie Jr.
EClinicalMedicine Published:February 03, 2020 DOI: https://doi.org/10.1016/j.eclinm.2019.100248

Fonte: Penn State College of Medicine

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Gestione delle malattie cardiache nei pazienti oncologici.

Posted by giorgiobertin su febbraio 4, 2020

Sono state pubblicate su “Annals of Oncology” a cura dell’ESMO- (European Society of Medical Oncology) le linee guida sulla gestione delle malattie cardiache (CV) nei pazienti oncologici durante il trattamento oncologico.

CV-Cancer

Queste raccomandazioni di consenso ESMO tentano di sintetizzare le migliori pratiche per la cura dei malati di cancro esposti a potenziali terapie cardiotossiche, inclusi agenti chemioterapici, terapie mirate e radioterapia (RT).
La malattia CV nei pazienti con cancro è complessa e il trattamento deve essere personalizzato. Il campo di applicazione della cardio-oncologia è ampio e comprende la prevenzione, l’individuazione, il monitoraggio e il trattamento della tossicità per CV associata alla terapia del cancro, e dovrebbe anche garantire lo sviluppo sicuro di futuri nuovi trattamenti contro il cancro che riducano al minimo l’impatto sulla salute del CV.

Scarica e leggi il documento in full text:
Management of cardiac disease in cancer patients throughout oncological treatment: ESMO consensus recommendations
Curigliano, G. et al.
Annals of Oncology, Volume 31, Issue 2, 171 – 190 DOI: https://doi.org/10.1016/j.annonc.2019.10.023

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Nuovo farmaco dimezza i valori del colesterolo.

Posted by giorgiobertin su gennaio 17, 2020

In sperimentazione (Fase III – Orion-4) il farmaco Inclisiran che dimezzerà i valori di colesterolo. Diversamente da evolocumab e alirocumab, che sono anticorpi monoclonali mirati alla proteina PCSK9, inclisiran si rivolge direttamente all’RNA messaggero e sfrutta uno dei potenti meccanismi naturali del corpo, l’interferenza dell’RNA, per impedire la produzione della proteina PCSK9 nel fegato, dove ha origine, e facilitare la rimozione di LDL-C dal sangue. In questo modo, riesce a ottenere una riduzione dei livelli di colesterolo LDL superiori al 50 per cento, utilizzato ”on top” alla terapia di base con statine ed ezetimibe.


ORION-4 – Introduction for Participants

Inclisiran, che viene somministrato tramite iniezione semestrale, è attualmente in fase III di sperimentazione come trattamento preventivo aggiuntivo alle statine per i pazienti affetti da malattie cardiovascolari aterosclerotiche (ASCVD). Il deposito della domanda di registrazione all’Ema è previsto nel primo trimestre del 2020.

Leggi abstracts degli articoli:
Inclisiran—New hope in the management of lipid disorders?
Krzysztof Dyrbuś, Mariusz Gąsior, Peter Penson, Kausik K. Ray, Maciej Banach
Journal of Clinical Lipidology Available online 12 November 2019 https://doi.org/10.1016/j.jacl.2019.11.001

Inclisiran: UK to roll out new cholesterol lowering drug from next year.
Iacobucci G.
BMJ. 2020 Jan 13;368:m139. doi: 10.1136/bmj.m139.

ORION-4 è uno studio clinico che verifica se un nuovo medicinale chiamato inclisiran previene infarti e ictus.

Fonte: Pharmastar

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Infarto miocardio: batterio intestinale ne favorisce l’insorgenza.

Posted by giorgiobertin su gennaio 13, 2020

Le malattie cardiovascolari, che includono infarto del miocardio e ictus, sono le principali cause di morbilità e mortalità nel nostro Paese. Uno studio tutto italiano ha dimostrato per la prima volta che un batterio di origine prevalentemente intestinale, Escherichia Coli, circola nel sangue dei pazienti con infarto e si concentra nel trombo coronarico favorendone l’insorgenza. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “European Heart Journal“.


Il professor Violi spiega il ruolo dell’E.Coli nell’infarto

Il lavoro, condotto su un campione di 150 pazienti, attraverso metodiche di biologia molecolare, ha dimostrato che il batterio che circolava nel sangue dei pazienti con infarto era l’Escherichia Coli, tipicamente di origine intestinale.
I ricercatori hanno inoltre individuato il recettore cellulare cui l’Escherichia Coli si lega per facilitare la trombosi, Toll-like receptor 4, e hanno inibito il processo trombotico favorito dall’Escherichia Coli attraverso un inibitore specifico.

“Questi risultati – spiega il prof. Francesco Violi dell’Direttore della Clinica Medica del Policlinico universitario Umberto I di Roma oltre ad aver definito un nuovo meccanismo che favorisce l’infarto, aprono nuove prospettive terapeutiche per la sua cura che prevedono o l’uso della molecola individuata nei casi acuti o lo sviluppo di un vaccino che prevenga il processo di trombosi delle coronarie”.
La nostra scoperta è coerente con quella di altri ricercatori in Usa che hanno trovato diversi batteri intestinali nel sangue di pazienti infartuati“, rileva il prof. Violi.

Leggi abstract dell’articolo:
Low-grade endotoxaemia enhances artery thrombus growth via Toll-like receptor 4: implication for myocardial infarction
Roberto Carnevale, Sebastiano Sciarretta, Valentina Valenti, Flavio di Nonno, Camilla Calvieri, Cristina Nocella, Giacomo Frati, Maurizio Forte, Giulia d’Amati, Maria G Pignataro, Anna Severino, Roberto Cangemi, Alessio Arrivi, Marcello Dominici, Enrico Mangieri, Carlo Gaudio, Gaetano Tanzilli, Francesco Violi
European Heart Journal, , ehz893, https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehz893

Video intervista

Fonte: Clinica Medica – Policlinico universitario Umberto I di Roma

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Lo zucchero aumenta la pressione sanguigna?

Posted by giorgiobertin su gennaio 12, 2020

I dati combinati di oltre due dozzine di studi nutrizionali mostrano che mentre le bevande zuccherate con zucchero sono collegate all’elevata pressione sanguigna, gli alimenti più sani che contengono alcuni zuccheri non condividono la stessa relazione e in effetti possono avere un’associazione protettiva quando si tratta di ipertensione. Ad affermarlo i ricercatori dell’University of Toronto che hanno pubblicato i risultati sul Journal of American Heart Association.

sugar

La fonte di cibo è importante“, afferma il prof. John Sievenpiper, “Molte linee guida dietetiche per lo zucchero si basano sull’evidenza che le bevande dolcificate con zucchero sono dannose, ma non dovremmo necessariamente estrapolarle alla frutta intera, allo yogurt magro o ai cereali integrali che contengono zuccheri“.
I risultati dello studio (revisione, che ha riunito i risultati di oltre 900.000 partecipanti) mostrano chiari segnali che le bevande zuccherate con zucchero sono associate all’aumento del rischio di ipertensione e che frutta intera e cibi nutrienti con quantità moderate di zuccheri aggiunti possono essere parte di una dieta sana.

Leggi abstract dell’articolo:
Important Food Sources of Fructose‐Containing Sugars and Incident Hypertension: A Systematic Review and Dose‐Response Meta‐Analysis of Prospective Cohort Studies
Qi Liu …….and John L. Sievenpiper
Journal of the American Heart Association. 2019; 8:e010977. DOI: 10.1161/JAHA.118.010977

URL: https://www.clinicaltrials.gov/. Unique identifier: NCT02702375.

Fonte: University of Toronto

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ASH: Linee guida sulla prevenzione del tromboembolismo venoso in pazienti ospedalizzati.

Posted by giorgiobertin su dicembre 7, 2019

Sono state pubblicate dall’American Society of Hematology le linee guida sulla prevenzione della tromboembolismo venoso in pazienti ospedalizzati chirurgici.

trombo

Per i pazienti sottoposti a interventi di chirurgia generale, il gruppo di esperti scientifici ha formulato raccomandazioni per la profilassi meccanica, per la profilassi pneumatica della compressione con calze a compressione graduata. Nei pazienti sottoposti a artroplastica totale dell’anca o totale del ginocchio, le raccomandazioni includevano l’uso di aspirina o anticoagulanti, nonché un anticoagulante orale diretto su eparina a basso peso molecolare (LMWH). Per importanti interventi di chirurgia generale, il gruppo di esperti scientifici ha suggerito la profilassi farmacologica rispetto alla non profilassi, utilizzando LMWH o eparina non frazionata.

Scarica e leggi il documento in full text:
American Society of Hematology 2019 guidelines for management of venous thromboembolism: prevention of venous thromboembolism in surgical hospitalized patients
David R. Anderson, Gian Paolo Morgano, Carole Bennett, Francesco Dentali, Charles W. Francis, David A. Garcia, et al.
Blood Adv 2019; 3 (23): 3898–3944. doi: https://doi.org/10.1182/bloodadvances.2019000975

Articoli correlati:
European guidelines on perioperative venous thromboembolism prophylaxis – European Journal of Anaesthesiology
–  American Society of Hematology 2018 Guidelines for Management of Venous Thromboembolism: Prophylaxis for Hospitalized and Nonhospitalized Medical Patients (free)

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Aterosclerosi, scoperta la molecola in grado di frenare la malattia.

Posted by giorgiobertin su novembre 27, 2019

Scoperta la molecola in grado di frenare la malattia aterosclerotica. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Immunology, è stato condotto da un gruppo di ricerca internazionale, guidato da Ivan Zanoni del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con la Harvard Medical School di Boston.

Il lavoro pubblicato dimostra che alcune molecole prodotte dal nostro stesso organismo sono in grado di modificare l’attività infiammatoria dei macrofagi, cellule del sistema immunitario che fungono da sentinelle in grado di attivarsi in situazioni di stress.

Lo studio si è focalizzato sulla capacità di un gruppo di fosfolipidi ossidati, che tipicamente si accumulano nei pazienti aterosclerotici, di modificare il metabolismo dei macrofagi e la loro attività infiammatoria.

La ricerca ha mostrato, infatti, che questi fosfolipidi ossidati sono in grado di potenziare il metabolismo dei macrofagi, rendendoli ‘iper-infiammatori’, aumentandone cioè la capacità di produrre l’interleuchina 1 beta, una proteina che induce la risposta infiammatoria alla base dell’aterosclerosi.

La scoperta apre la strada a possibili futuri farmaci in grado di bloccare lo sviluppo dei meccanismi infiammatori alla base dell’aterosclerosi e di prevenire la formazione della placca aterosclerotica.

leggi abstract dell’articolo:
Endogenous oxidized phospholipids reprogram cellular metabolism and boost hyperinflammation
Di Gioia, M., Spreafico, R., Springstead, J.R. et al.
Nat Immunol (2019) doi:10.1038/s41590-019-0539-2

Approfondisci e leggi il comunicato stampa unimib.it:
Aterosclerosi, scoperta la molecola in grado di frenare la malattia

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Sigarette elettroniche e rischio cardiovascolare.

Posted by giorgiobertin su novembre 9, 2019

Questo studio pubblicato sulla rivista “Cardiovascular Research” riassume i dati preclinici e clinici estratti da studi a breve e lungo termine sugli effetti cardiovascolari dell’uso di sigarette elettroniche. I risultati attuali confermano che le sigarette elettroniche non sono un’alternativa innocua al fumo di tabacco. Ci sono prove crescenti che le sigarette elettroniche e i loro componenti di aerosol, nicotina, composti carbonilici, particolato, metalli e aromi, possono avere effetti negativi sul sistema cardiovascolare.
Saranno necessari ulteriori studi sperimentali e clinici per studiare l’uso acuto e cronico delle sigarette elettroniche.

e-sigarette

Scarica e leggi il documento in full text:
Cardiovascular risk of electronic cigarettes: a review of preclinical and clinical studies
Nicholas D Buchanan, Jacob A Grimmer, Vineeta Tanwar, Neill Schwieterman, Peter J Mohler, Loren E Wold,
Cardiovascular Research, , cvz256, https://doi.org/10.1093/cvr/cvz256

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Nuovo obiettivo terapeutico per il trattamento delle malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su ottobre 31, 2019

Gli scienziati dell’University of Sheffield hanno identificano il nuovo potenziale percorso terapeutico per le malattie cardiovascolari.
La ricerca ha dimostrato per la prima volta che una proteina espressa in un sottogruppo di cellule immunitarie contribuisce all’accumulo di depositi di grasso nelle arterie, che porta a malattie cardiovascolari.
Questi depositi di grasso sono causati dai macrofagi, un sottoinsieme di cellule immunitarie che assorbono il colesterolo in eccesso. Quando questo è presente in eccesso, maturano in cellule più grandi cariche di colesterolo note come cellule schiumose (foam cells) che si accumulano e causano blocchi all’interno delle arterie.
Lo studio pubblicato su “Science Advances“, mostra per la prima volta che i livelli di una proteina chiamata Tribbles-1 (TRIB1) all’interno dei macrofagi controlla la quantità di colesterolo assorbita dalle cellule schiumose.

TRIB1image

La ricerca mostra che livelli più alti di TRIB1 hanno aumentato i recettori specifici di assorbimento del colesterolo, promuovendo la malattia arteriosa, mentre la riduzione di TRIB1 ha ridotto la malattia.
I risultati di questo primo studio traslazionale che ha coinvolto l’Università di Leicester e scienziati dall’Ungheria e dagli Stati Uniti, suggeriscono che l’inibizione di TRIB1 nei macrofagi potrebbe essere un obiettivo terapeutico praticabile nel trattamento delle malattie cardiovascolari.

Leggi il full text dell’articolo:
Myeloid Tribbles 1 induces early atherosclerosis via enhanced foam cell expansion
BY JESSICA M. JOHNSTON, ADRIENN ANGYAL, ROBERT C. BAUER, STEPHEN HAMBY, S. KIM SUVARNA, KAJUS BAIDŽAJEVAS, ZOLTAN HEGEDUS, T. NEIL DEAR, MARTIN TURNER, THE CARDIOGENICS CONSORTIUM, HEATHER L. WILSON, ALISON H. GOODALL, DANIEL J. RADER, CAROL C. SHOULDERS, SHEILA E. FRANCIS, ENDRE KISS-TOTH
SCIENCE ADVANCES 30 OCT 2019 : EAAX9183

Fonte: University of Sheffield

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Linee guida per la gestione dei pazienti con ictus ischemico acuto.

Posted by giorgiobertin su ottobre 30, 2019

Sono state pubblicate a cura dell’American Heart Association/American Stroke Association le linee guida aggiornate sulla gestione precoce dei pazienti con ictus ischemico acuto.

aha_logo_stroke

Lo scopo di queste linee guida è fornire una serie completa aggiornata di raccomandazioni in un unico documento per i medici che si occupano di pazienti adulti con ictus ischemico arterioso acuto. Queste linee guida sostituiscono le Linee guida per l’ictus ischemico acuto (Acute Ischemic Stroke – AIS) del 2013 e sono un aggiornamento delle Linee guida AIS del 2018.

Queste linee guida descrivono in dettaglio l’assistenza preospedaliera, la valutazione e il trattamento urgenti e di emergenza con terapie endovenose e intra-arteriose e la gestione in ospedale, comprese le misure di prevenzione secondarie che vengono adeguatamente istituite entro le prime 2 settimane.

Guidelines for the Early Management of Patients With Acute Ischemic Stroke: 2019 Update to the 2018 Guidelines for the Early Management of Acute Ischemic Stroke: A Guideline for Healthcare Professionals From the American Heart Association/American Stroke Association
William J. Powers, Alejandro A. Rabinstein, Teri Ackerson, Opeolu M. Adeoye, Nicholas C. Bambakidis, Kyra Becker, José Biller, Michael Brown, Bart M. Demaerschalk, Brian Hoh, Edward C. Jauch, Chelsea S. Kidwell, Thabele M. Leslie-Mazwi, Bruce Ovbiagele, Phillip A. Scott, Kevin N. Sheth, Andrew M. Southerland, Deborah V. Summers, David L. Tirschwell and on behalf of the American Heart Association Stroke Council
Stroke. 2019, originally publishedOctober 30, 2019 https://doi.org/10.1161/STR.0000000000000211

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ACC/AHA: linee guida sulla prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su ottobre 8, 2019

Sono state pubblicate a  cura delle società American College of Cardiology (ACC) e American Heart Association (AHA) le linee guida riassuntive sulla prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari. Il target sono gli adulti di età pari o superiore a 18 anni.

Primary Prevention of Cardiovascular Disease

Questa dichiarazione ACC/AHA è supportata da revisioni sistematiche delle prove nel 2018 per 5 dei temi chiave: uso di aspirina, diabete di tipo 2, alimentazione e dieta, obesità e perdita di peso e consumo di tabacco.

Scarica e leggi il documento in full text:
Primary Prevention of Cardiovascular Disease.
Jain A, Davis AM.
JAMA. Published online October 04, 2019. doi:10.1001/jama.2019.15915

2019 ACC/AHA Guideline on the Primary Prevention of Cardiovascular Disease
A Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines
Donna K. Arnett, Roger S. Blumenthal, Michelle A. Albert, Andrew B. Buroker, Zachary D. Goldberger, Ellen J. Hahn, Cheryl Dennison Himmelfarb, Amit Khera, Donald Lloyd-Jones, J. William McEvoy, Erin D. Michos, Michael D. Miedema, Daniel Muñoz, Sidney C. Smith Jr., Salim S. Virani, Kim A. Williams Sr., Joseph Yeboah and Boback Ziaeian

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Scoperte le molecole responsabili dell’ipertensione nelle persone obese.

Posted by giorgiobertin su settembre 26, 2019

Non c’è dubbio che all’aumentare del peso corporeo, aumenta anche la pressione sanguigna. Ora, in uno studio sui topi, i ricercatori del Johns Hopkins University School of Medicine hanno rivelato esattamente quali molecole sono probabilmente responsabili del legame tra obesità e pressione sanguigna. Il blocco di una di queste molecole – un canale di segnalazione che si trova in un piccolo organo sul lato del collo – abbassa efficacemente la pressione sanguigna nei topi obesi.

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Il nuovo studio ruota attorno alla leptina, una molecola che controlla l’appetito e il metabolismo in risposta al cibo. Le persone obese spesso diventano resistenti alla leptina, quindi l’aumento dei livelli della molecola dopo un pasto non aumenta più il metabolismo o provoca una sensazione di pienezza. In risposta a questa resistenza, i livelli di leptina continuano a salire con l’obesità. È stato anche dimostrato che la leptina aumenta la pressione sanguigna e, sorprendentemente, l’obesità non cambia questo legame – anche quando le persone sono resistenti agli effetti della leptina sul metabolismo e l’appetito, la loro pressione sanguigna aumenta in risposta alla molecola.

Negli esperimenti il gruppo del prof. Polotsky ha prima confermato che somministrare alte dosi di leptina a topi magri ha innescato un aumento della pressione sanguigna da 10,5 a 12,2 mm Hg, senza avere alcun effetto sulla frequenza cardiaca o sull’assunzione di cibo. il team ha studiato topi obesi che non avevano recettori della leptina – nonostante il loro peso, avevano una pressione sanguigna normale. Ma quando i ricercatori hanno iniettato i geni per i recettori della leptina direttamente nei corpi carotidi di questi topi, le letture della pressione sanguigna degli animali sono aumentate di 9,4-12,5 mm Hg.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Circulation Research“. “Ora stiamo lavorando con biochimici per sviluppare un farmaco a lunga durata d’azione che agisce specificamente“, afferma il prof. Polotsky.

Leggi abstract dell’articolo:
Leptin Induces Hypertension Acting on Transient Receptor Potential Melastatin 7 Channel in the Carotid Body
Mi-Kyung Shin, Candela Caballero-Eraso, Yun-Ping Mu, Chenjuan Gu, Bonnie HY Hyeung, Lenise J Kim, Xiao-Ru Liu, Zhi-Juan Wu, Omkar Paudel, Luis E Pichard, Machiko Shirahata, Wan-Yee Tang, James S.K Sham and Vsevolod Y Polotsky
Circulation Research Originally published 23 Sep 2019https://doi.org/10.1161/CIRCRESAHA.119.315338

Fonte: Johns Hopkins University School of Medicine

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Prevenzione e gestione del tromboembolismo venoso

Posted by giorgiobertin su settembre 24, 2019

L’ American Society of Hematology (ASH) e il McMaster University GRADE Centre hanno pubblicato in aggiornamento sulla rivista Jama, le linee guida sulla prevenzione e diagnosi del tromboembolismo venoso.

ASH

Scarica e leggi il documento in full text:
Prevention and Management of Venous Thromboembolism.
Paul JD, Cifu AS.
JAMA. Published online September 23, 2019. doi:10.1001/jama.2019.13853

Articoli correlati:
An Update on the Diagnosis and Treatment of Venous Thromboembolic Disease

American Society of Hematology 2018 Guidelines for management of venous thromboembolism: treatment of pediatric venous thromboembolism
Paul Monagle, Carlos A. Cuello,
Blood Advances 2018 2:3292-3316; doi: https://doi.org/10.1182/bloodadvances.2018024786

American Society of Hematology 2018 guidelines for management of venous thromboembolism: optimal management of anticoagulation therapy
Daniel M. Witt, Robby Nieuwlaat…
Blood Advances 2018 2:3257-3291; doi: https://doi.org/10.1182/bloodadvances.2018024893

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Una polipillola per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su settembre 15, 2019

Una pillola con più componenti da assumere una volta al giorno può prevenire eventi cardiovascolari gravi come infarto ed ictus. Ad affermarlo uno studio pubblicato sulla rivista “The Lancet” condotto da un team internazionale di ricercatori coordinati da Reza Malekzadeh, della Teheran University of Medical Science, Iran.
La polipillola è composta da idroclorotiazide 12,5 mg, aspirina 81 mg, atorvastatina 20 mg e enalapril 5 mg.

polypill

Per la pratica clinica, il messaggio principale è che non dovremmo aspettare fino al verificarsi dell’infarto o dell’ictus per iniziare il trattamento. Piuttosto, dovremmo prevenire infarto e ictus in persone apparentemente sane che hanno uno o più fattori di rischio avviando la prevenzione con una polipillola una volta al giorno, che è sicura” afferma Reza Malekzadeh.

Leggi abstract dell’articolo:
Effectiveness of polypill for primary and secondary prevention of cardiovascular diseases (PolyIran): a pragmatic, cluster-randomised trial
Gholamreza Roshandel, Masoud Khoshnia, Hossein Poustchi, Karla Hemming, … Reza Malekzadeh
The Lancet Volume 394, Issue 10199, 24–30 August 2019, Pages 672-683 https://doi.org/10.1016/S0140-6736(19)31791-X

Trial:  ClinicalTrials.gov, number NCT01271985.

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ESC Congress 2019: linee guida di cardiologia.

Posted by giorgiobertin su settembre 2, 2019

Sono state pubblicate durante il “Congresso dell’European Society of Cardiology” le linee guida aggiornate su:

      • Gestione delle dislipidemie
      • Sindromi coronariche croniche;
      • Diagnosi e gestione dell’embolia polmonare acuta, aggiornamento delle pubblicazioni del 2000, 2008 e 2014;
      • Gestione dei pazienti con tachicardia sopraventricolare;
      • Diabete, pre-diabete e malattie cardiovascolari;

ESC-2019

Scarica e leggi i documenti in full text:

2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias: lipid modification to reduce cardiovascular risk: The Task Force for the management of dyslipidaemias of the European Society of Cardiology (ESC) and European Atherosclerosis Society (EAS)

2019 ESC Guidelines for the diagnosis and management of chronic coronary syndromes: The Task Force for the diagnosis and management of chronic coronary syndromes of the European Society of Cardiology

2019 ESC Guidelines for the diagnosis and management of acute pulmonary embolism developed in collaboration with the European Respiratory Society (ERS): The Task Force for the diagnosis and management of acute pulmonary embolism of the European Society of Cardiology

The Task Force for the management of patients with supraventricular tachycardia of the European Society of Cardiology (ESC): Developed in collaboration with the Association for European Paediatric and Congenital Cardiology (AEPC)

2019 ESC Guidelines on diabetes, pre-diabetes, and cardiovascular diseases developed in collaboration with the EASD: The Task Force for diabetes, pre-diabetes, and cardiovascular diseases of the European Society of Cardiology (ESC) and the European Association for the Study of Diabetes (EASD)

 

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Nice: linee guida sulla diagnosi e gestione dell’ipertensione negli adulti.

Posted by giorgiobertin su agosto 29, 2019

Son state pubblicate a cura di NICE le linee guida aggiornate sulla diagnosi e gestione dell’ipertensione (elevata pressione del sangue) nelle persone di età pari o superiore a 18 anni, comprese le persone con diabete di tipo 2.
Il documento ha lo scopo di ridurre il rischio di problemi cardiovascolari come infarti e ictus aiutando gli operatori sanitari a diagnosticare accuratamente l’ipertensione e trattarla in modo efficace.

ipertensione

Scarica e leggi il documento in full text:
Hypertension in adults: diagnosis and management
NICE guideline [NG136] Published date: August 2019

 NICE interactive flowchart – Hypertension

Linee guida correlate:
2018 ESC/ESH Guidelines for the management of arterial hypertension – European Heart Journal (free)
2017 Guideline for the Prevention, Detection, Evaluation, and Management of High Blood Pressure in Adults: A Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines (free)

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Infarto e ictus: trovata la “porta molecolare” che diminuisce i danni al cuore.

Posted by giorgiobertin su agosto 26, 2019

Un team di ricercatori, coordinato dal dottor Diego De Stefani e dal professor Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova, ha individuato la “porta molecolare” che apre la strada allo sviluppo di nuovi farmaci per combattere le malattie cardiovascolari. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature”.


Infarto e ictus: trovata la “porta molecolare” che diminuisce i danni cuore

Il team ha individuato un nuovo bersaglio molecolare che è potenzialmente in grado di migliorare l’efficienza dei mitocondri durante le crisi energetiche. “Abbiamo scoperto un nuovo canale ionico mitocondriale, cioè una piccola “porta molecolare” in grado di far entrare ioni (in particolare potassio) all’interno dei mitocondri. Questo evento fa “gonfiare” i mitocondri, facendoli funzionare in modo più efficiente e assicurando quindi una maggiore produzione di energia” – afferma il prof. Rizzuto.

L’esistenza di questa “porta molecolare” era stata prevista per la prima volta trent’anni fa, – ha dichiarato il professor Rosario Rizzuto – ma nonostante gli sforzi mai nessuno prima di oggi era riuscito a identificare realmente questa struttura cellulare. Siamo inoltre riusciti a dimostrare come l’apertura di questa “porta” durante l’infarto cardiaco riesca a diminuire il danno alle cellule del cuore. Questa importante scoperta rappresenta quindi il punto di partenza per lo sviluppo di nuovi farmaci mirati in grado di controllare l’apertura e la chiusura di questa “porta molecolare”. La speranza è che questi farmaci si dimostrino efficaci nella riduzione del danno nelle malattie cardiovascolari.

Leggi il full text dell’articolo:
Identification of an ATP-sensitive potassium channel in mitochondria
Angela Paggio, Vanessa Checchetto[…]Diego De Stefani
Nature 21 August 2019

Fonte: Department of Biomedical Sciences, University of Padova, Padova, Italy

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Nuova molecola aiuta a migliorare il recupero dall’infarto.

Posted by giorgiobertin su agosto 22, 2019

I ricercatori del Department of Biomedical Engineering and Mechanics Virginia Tech Blacksburg VA, hanno scoperto un nuovo composto che potrebbe proteggere il tessuto cardiaco prima di un infarto, oltre a preservare le cellule sane quando somministrato dopo un infarto.

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Quasi dieci anni fa il prof. Gourdie, si imbatté in una promettente scoperta. ha trovato che un composto chiamato alphaCT1 agiva sull’attività dei canali nelle membrane cellulari responsabili del controllo degli aspetti chiave, in particolare in relazione alla guarigione delle ferite della pelle.

Il team ha progettato molecole con lievi differenze chimiche rispetto alla molecola madre, il che ha portato a una scoperta inaspettata. Una delle varianti di alphaCT1 – chiamata alphaCT11 – mostrava più attività della molecola madre. “AlphaCT11 sembra essere ancora più efficace del peptide originale nel proteggere i cuori da lesioni ischemiche simili a quelle che si verificano durante un attacco di cuore“, ha detto il prof. Gourdie.
“AlphaCT11 potrebbe fornire la base per un nuovo modo di trattare gli attacchi di cuore e prevenire la diffusione del danno che si verifica immediatamente dopo un attacco di cuore” – sottolinea il prof. Gourdie.

Il team del prof. Gourdie sta sviluppando nuovi metodi per somministrare alphaCT11 usando minuscole goccioline lipidiche di origine naturale chiamate esosomi. Questi esperimenti più recenti potrebbero fornire un trampolino di lancio verso studi clinici in pazienti che hanno subito un infarto.

la pubblicazione del lavoro è stata fatta sulla rivista “Journal of the American Heart Association“.

Leggi il full text dell’articolo:
Interaction of α Carboxyl Terminus 1 Peptide With the Connexin 43 Carboxyl Terminus Preserves Left Ventricular Function After Ischemia‐Reperfusion Injury
Jingbo Jiang, Daniel Hoagland, Joseph A. Palatinus, Huamei He, Jegan Iyyathurai, L. Jane Jourdan, Geert Bultynck, Zhen Wang, Zhiwei Zhang, Kevin Schey, Steven Poelzing, Francis X. McGowan and Robert G. Gourdie
Journal of the American Heart Association Volume 8, Issue 16 Originally published 19 Aug 2019 https://doi.org/10.1161/JAHA.119.012385

Fonte: Department of Biomedical Engineering and Mechanics Virginia Tech Blacksburg VA

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ASCO: linee guida sul tromboembolismo venoso in pazienti con cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 9, 2019

Sono state pubblicate a cura dell’American Society of Clinical Oncology , sulla rivista “journal of Clinical Oncology“, le linee guida sulla profilassi e trattamento del tromboembolismo venoso (VTE)in pazienti con cancro.

La revisione sistematica ha incluso 35 pubblicazioni sulla profilassi e il trattamento del TEV e 18 pubblicazioni sulla valutazione del rischio di TEV.
I medici possono offrire tromboprofilassi con apixaban, rivaroxaban o LMWH (Eparina a basso peso molecolare) a pazienti ambulatoriali ad alto rischio selezionati con cancro.
Ricordiamo che la maggior parte dei pazienti ricoverati in ospedale con tumore e patologie acute richiedono tromboprofilassi durante il ricovero.

Scarica e leggi il documento in full text:
Venous Thromboembolism Prophylaxis and Treatment in Patients With Cancer: ASCO Clinical Practice Guideline Update
Nigel S. Key, Alok A. Khorana, Nicole M. Kuderer, Kari Bohlke, Agnes Y.Y. Lee, Juan I. Arcelus, Sandra L. Wong, Edward P. Balaban, Christopher R. Flowers, Charles W. Francis, Leigh E. Gates, Ajay K. Kakkar, Mark N. Levine, Howard A. Liebman, Margaret A. Tempero, Gary H. Lyman, and Anna Falanga
Journal of Clinical Oncology 0 0:0

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ACC/AHA/ASE: Linee guida sull’ecocardiografia.

Posted by giorgiobertin su luglio 25, 2019

Sono state pubblicate a cura delle società American College of Cardiology/American Heart Association Task/American Society of Echocardiography, le linee guida sull’ecocardiografia. Ricordiamo che l’ecocardiografia (o ecocardiogramma) è una metodica con cui si studiano il cuore e il flusso del sangue attraverso le valvole per mezzo degli ultrasuoni. Offre informazioni sulle caratteristiche morfologiche e funzionali del miocardio, valvole, arterie coronarie, pericardio e grandi vasi.

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Scarica e leggi il documento in full text:
2019 ACC/AHA/ASE Key Data Elements and Definitions for Transthoracic Echocardiography: A Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Data Standards (Writing Committee to Develop Clinical Data Standards for Transthoracic Echocardiography) and the American Society of Echocardiography
Pamela S. Douglas, Blase A. Carabello, Roberto M. Lang, Leo Lopez, Patricia A. Pellikka, Michael H. Picard, James D. Thomas, Paul Varghese, Tracy Y. Wang, Neil J. Weissman, Rebecca Wilgus.
Circulation: Cardiovascular Imaging. 2019;12 Originally published 24 Jun 2019 https://doi.org/10.1161/HCI.0000000000000027

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Carenza di ferro legata a malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2019

Una nuova scoperta su come la carenza di ferro influisce sulla vascolarizzazione del polmone potrebbe essere la chiave per migliorare il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare.
I ricercatori del Lakhal-Littleton Group at Oxford’s Department of Physiology Anatomy & Genetics in questo nuovo studio hanno esplorato i legami tra carenza di ferro e PAH (pulmonary arterial hypertension). Hanno trovato che la carenza di ferro all’interno delle cellule muscolari lisce delle arterie polmonari è di per sé sufficiente a causare PAH, anche in assenza di anemia. L’effetto della carenza di ferro è dovuto all’aumento del rilascio del vasocostrittore endotelina-1 dalle cellule delle arterie polmonari.
Si tratta del primo studio che descrive il meccanismo che collega la carenza di ferro con le malattie cardiache.

Lakhal-Littleton study reveals critical link between iron deficiency and a serious cardiovascular condition

Il professore associato Samira Lakhal-Littleton, ha dichiarato: “Questa ricerca ha il potenziale di alterare il modo in cui vengono trattati i pazienti con ipertensione arteriosa polmonare”.
Lo studio dimostra che non è l’anemia, ma piuttosto la mancanza di ferro nelle cellule del sistema vascolare che causa il rimodellamento dei vasi polmonari presenti nei soggetti affetti da PAH.

Leggi abstract dell’articolo:
Intracellular iron deficiency in pulmonary arterial smooth muscle cells causes pulmonary arterial hypertension in mice
Samira Lakhal-Littleton, Alexi Crosby, Matthew C. Frise, Goran Mohammad, Carolyn A. Carr, Paul A. M. Loick, and Peter A. Robbins
PNAS first published May 31, 2019 https://doi.org/10.1073/pnas.1822010116

Fonte: Department of Physiology, Anatomy and Genetics – University of Oxford

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Aggiornamento di pratica clinica sull’insufficienza cardiaca – 2019.

Posted by giorgiobertin su maggio 30, 2019

L’ESC (European Society Cardiology) ha pubblicato una serie di linee guida sullo scompenso cardiaco (HF) negli ultimi 25 anni, la più recente nel 2016. Data la quantità di nuove informazioni rese disponibili da allora, la società ha riconosciuto la necessità di rivedere e sintetizzare i recenti sviluppi in un documento di consenso pubblicato sulla rivista “European Journal of Heart Failure“.

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Nuove prove sperimentali provenienti da studi minori e metanalisi aggiornate permettono di fornire raccomandazioni raffinate in altre aree selezionate. Inoltre, nuove prove sperimentali in molte di queste aree permetteranno nei prossimi due anni, di stilare delle linee guida programmate da ESC nel 2021 sulla diagnosi e il trattamento dell’insufficienza cardiaca acuta e cronica.

Scarica e leggi il documento in full text:
Clinical practice update on heart failure 2019: pharmacotherapy, procedures, devices and patient management. An expert consensus meeting report of The Heart Failure Association of the European Society of Cardiology.
Petar M. Seferovic Piotr Ponikowski Stefan D. Anker Johann Bauersachs Ovidiu Chioncel John G. F. Cleland Rudolf A. de Boer Heinz Drexel Tuvia Ben Gal Loreena Hill Tiny Jaarsma Ewa A. Jankowska Markus S. Anker Mitja Lainscak Basil S. Lewis Theresa McDonagh Marco Metra Davor Milicic Wilfried Mullens Massimo F. Piepoli Giuseppe Rosano Frank Ruschitzka Maurizio Volterrani Adriaan A. Voors Gerasimos Filippatos Andrew J. S. Coats
Eur J Heart Fail. 2019 26 maggio https://doi.org/10.1002/ejhf.1531

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Classificazione e diagnosi delle cardiomiopatie nei bambini.

Posted by giorgiobertin su maggio 28, 2019

E’ stato pubblicato a cura dell’American Heart Association un documento sulla classificazione e diagnosi delle cardiomiopatie nei bambini. Gli esperti hanno cercato di comprendere le cardiomiopatie nei bambini e gli approcci ottimali alla loro diagnosi.

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Scarica e leggi il documento in full text:
Cardiomyopathy in Children: Classification and Diagnosis: A Scientific Statement From the American Heart Association
Steven E. Lipshultz , Yuk M. Law , Alfred Asante-Korang , Eric D. Austin , Anne I. Dipchand , Melanie D. Everitt , Daphne T. Hsu , Kimberly Y. Lin , Jack F. Price… et al.
Circulation publishedMay 28, 2019 https://doi.org/10.1161/CIR.0000000000000682

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