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Posts Tagged ‘ginecologia’

Identificata una proteina associata al cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2018

I ricercatori del Department of Pharmacology, UT Southwestern Medical Center, Dallas, Texas, USA hanno identificato una proteina fortemente associata al carcinoma mammario metastatico e che potrebbe essere l’obiettivo di future terapie.

luo-chen
Dr. Yan Chen (left) and Dr. Weibo Luo (right) discovered that the protein ZMYND8 may be a useful biomarker to indicate breast cancer that will spread.

Alti livelli della proteina ZMYND8 sono correlati ad una scarsa sopravvivenza in pazienti affetti da cancro al seno, ha detto il prof. Weibo Luo. Una famiglia di proteine ​​denominata fattore ipossia-inducibile (HIF) controlla le risposte all’ipossia, attivando i percorsi che portano alla crescita e alla diffusione delle cellule tumorali. “La nostra ricerca mostra che ZMYND8 è un regolatore che attiva centinaia di oncogeni HIF-dipendenti nelle cellule del cancro al seno”, ha detto il prof. Luo.

La ricerca su un modello murino di cancro al seno ha mostrato che l’esaurimento di ZMYND8 blocca la crescita di nuovi vasi sanguigni nei tumori e porta alla morte delle cellule del cancro al seno.
Questo lavoro svela un meccanismo epigenetico primario nella progressione del cancro al seno mediata da HIF e rivela un possibile bersaglio molecolare per la diagnosi e il trattamento della malattia aggressiva“, conclude il prof. Luo.

Leggi abstract dell’articolo:
ZMYND8 acetylation mediates HIF-dependent breast cancer progression and metastasis
Yan Chen, Bo Zhang, Lei Bao, Lai Jin, Mingming Yang, Yan Peng, Ashwani Kumar, Jennifer E. Wang, Chenliang Wang, Xuan Zou, Chao Xing, Yingfei Wang, Weibo Luo
J Clin Invest. 2018. Published April 9, 2018 https://doi.org/10.1172/JCI95089.

Fonte: Department of Pharmacology, UT Southwestern Medical Center, Dallas, Texas, USA

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Breast Cancer Research: nuova rivista open access.

Posted by giorgiobertin su aprile 15, 2018

Breast Cancer Research è un giornale online internazionale peer-reviewed disponibile sulla piattaforma BioMedCentral.

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Gli articoli di ricerca ad accesso aperto di eccezionale interesse sono inerenti a tutte le aree della biologia e della medicina rilevanti per il cancro al seno, inclusa la normale biologia delle ghiandole mammarie, con particolare attenzione alle basi genetiche, biochimiche e cellulari del cancro al seno. Oltre alla ricerca di base, la rivista pubblica studi preclinici, traslazionali e clinici con una base biologica, compresi gli studi di Fase I e Fase II.

Accedi alla rivista:
Breast Cancer Research

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Promettente un vaccino contro i tumori.

Posted by giorgiobertin su aprile 13, 2018

Un nuovo tipo di vaccino contro il cancro ha prodotto risultati promettenti in una sperimentazione clinica iniziale condotta presso la Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania e l’Abramson Cancer Center dell’Università della Pennsylvania. Il vaccino personalizzato è costituito dalle cellule immunitarie dei pazienti, queste sono esposte in laboratorio al contenuto delle cellule tumorali dei pazienti e quindi iniettate nei pazienti per avviare una risposta immunitaria più ampia.

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Lo studio, condotto in pazienti con carcinoma ovarico avanzato, era uno studio pilota finalizzato principalmente a determinare la sicurezza e la fattibilità, ma c’erano chiari segni che poteva essere efficace: circa la metà dei pazienti vaccinati mostrava segni di risposta alle cellule T anti-tumorali, e quei “responder” tendevano a vivere molto più a lungo senza progressione del tumore rispetto a quelli che non rispondevano.
“Il tasso di sopravvivenza globale a 2 anni di questi pazienti responder era del 100%, mentre il tasso per i non responder era solo del 25%” – affermano i ricercatori.
Lo studio è stato pubblicato su “Science Translational Medicine“.

Questo vaccino sembra essere sicuro per i pazienti e provoca un’ampia immunità anti-tumorale – riteniamo che meriti ulteriori test in studi clinici più ampi“, ha detto l’autore principale il prof. Janos L. Tanyi.
Ogni vaccino è essenzialmente personalizzato per il singolo paziente, utilizzando il tumore del paziente che ha un insieme unico di mutazioni e quindi una presentazione unica al sistema immunitario. È anche un vaccino contro il tumore intero, inteso a stimolare una risposta immunitaria contro non solo un bersaglio associato al tumore, ma centinaia o migliaia.
L’idea è di mobilitare una risposta immunitaria che colpisca il tumore in modo molto ampio, colpendo una varietà di marcatori, inclusi alcuni che potrebbero essere trovati solo su quel particolare tumore” – afferma il prof. Tanyi.

Il vaccino sfrutta il naturale processo dell’immunità dei linfociti T ai tumori, ma lo potenzia per aiutare a superare le formidabili difese dei tumori.

Leggi abstract dell’articolo:
Personalized cancer vaccine effectively mobilizes antitumor T cell immunity in ovarian cancer
Janos L. Tanyi, Sara Bobisse, Eran Ophir, Sandra Tuyaerts, Annalisa Roberti, Raphael Genolet, Petra Baumgartner, Brian J. Stevenson, Christian Iseli……..et al.
Science Translational Medicine 11 Apr 2018: Vol. 10, Issue 436, eaao5931 DOI: 10.1126/scitranslmed.aao5931

Fonte: Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania

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Creata pillola anticoncezionale senza ormoni.

Posted by giorgiobertin su marzo 30, 2018

I ricercatori del Kungliga Tekniska Högskolan di Stoccolma hanno creato un nuovo contraccettivo femminile che non usa gli ormoni ma una sostanza naturale che viene dai crostacei. E’ infatti sul chitosano, una sostanza prodotta dai gusci esterni dei granchi, dei gamberi e delle aragoste, che si potrà concentrare una nuova tecnica anticoncezionale.


The distribution of chitosan over a mucin drop is shown in flourescence. (Image: Thomas Crouzier)

I ricercatori hanno scelto il chitosano, un polisaccaride derivato dalla chitina. La quale è una sostanza che si sviluppa nei gusci esterni dei crostacei, come i gamberi che per i paesi nordici è facile procurarsi in quantità industriali a prezzo modico, e la sostanza agisce a livello della cervice. Dove la mucosa solitamente impervia all’ingresso dell’utero si allenta naturalmente durante l’ovulazione, permettendo al liquido seminale maschile di fecondare gli ovuli. Ma il polimero potrebbe impedire la fecondazione senza appunto indurre disturbi, dolori o altri effetti collaterali.

L’idea infatti è quella di sviluppare un prodotto composto da una capsula vaginale che si dissolve rapidamente e che va a modificare lo strato di muco superficiale, creando una sorta di barriera. I ricercatori hanno anche lavorato per migliorare le altre proprietà delle mucose, come la lubrificazione e l’idratazione.
Il nuovo preparato non interviene sul processo ormonale e dunque non causa effetti collaterali.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Biomacromolecules” dell’American Chemical Society.

Scarica e leggi il full text:
Reinforcing Mucus Barrier Properties with Low Molar Mass Chitosans
Sujit Kootala, Luimar Filho, Vaibhav Srivastava, Victoria Linderberg, Amani Moussa, Laurent David, Stéphane Trombotto, and Thomas Crouzier
Biomacromolecules 2018 19 (3), 872-882 DOI: 10.1021/acs.biomac.7b01670

Fonte: Kungliga Tekniska Högskolan in Stockholm.

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Gravidanza: scoperti 2 geni legati a nausea e vomito.

Posted by giorgiobertin su marzo 21, 2018

Uno studio condotto dai ricercatori del Jonsson Comprehensive Cancer Center, University of California a Los Angeles, pubblicato sulla rivista “Nature Communications“, ha identificato due geni associati alla nausea e al vomito in gravidanza: si tratta dei geni GDF15 e IGFBP7, entrambi coinvolti nello sviluppo della placenta e svolgono un ruolo importante nella gravidanza precoce e nella regolazione dell’appetito.

nausea-gravidanza

L’iperemesi gravidica (HG) grave comporta nausea e vomito in gravidanza e si verifica in circa il 2% delle gravidanze. La causa di HG rimane ancora sconosciuta, ma poichè è presente in un certo grado di familiarità, si pensa che la genetica abbia un ruolo e che la comprensione del contributo genetico è essenziale per comprendere l’eziologia della malattia.

Ora si spera di determinare se i livelli di GDF15 e IGFBP7 possano essere modificati in modo sicuro durante la gravidanza per minimizzare la nausea e il vomito.

Leggi abstract dell’articolo:
Placenta and appetite genes GDF15 and IGFBP7 are associated with hyperemesis gravidarum
Marlena S. Fejzo, Olga V. Sazonova, J. Fah Sathirapongsasuti, Ingileif B. Hallgrímsdóttir, Vladimir Vacic, Kimber W. MacGibbon, Frederic P. Schoenberg, Nicholas Mancuso, Dennis J. Slamon, Patrick M. Mullin & 23andMe Research Team
Nature Communications volume 9, Published online: 21 March 2018 Article number: 1178 (2018) doi:10.1038/s41467-018-03258-0

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Menopausa precoce: staminali ringiovaniscono le ovaie.

Posted by giorgiobertin su marzo 18, 2018

I ricercatori dell’Università dell’Illinois Chicago, grazie ad una terapia a base di cellule staminali sono riusciti a ringiovanire le ovaie di due donne che soffrivano di menopausa precoce (premature ovarian insufficiency (POI)).
Le cellule sono state prelevate dalle stesse donne per essere poi iniettate per la prima volta direttamente nelle ovaie delle pazienti con una tecnica innovativa. Grazie a tale terapia a base di staminali, i sintomi della menopausa nelle due donne sono stati alleviati e a sei mesi dall’iniezione le donne hanno avuto di nuovo il ciclo mestruale (ROSE clinical trial).

Le cellule staminali mesenchimali impiegate sono state ricavate dal midollo osseo delle stesse pazienti e poi iniettate direttamente dentro solo una delle due ovaie, mentre l’altra è stata usata come test di controllo. E’ la prima volta che le staminali vengono iniettate direttamente nelle ovaie.
Nelle due pazienti il livello di estrogeni è aumentato tre mesi dopo le iniezioni e l’effetto è durato per almeno un anno“, afferma Ayman Al-Hendy,  Professore di Ginecologia e Director of Translational Research presso l’University of Illinois a Chicago.
Le immagini a ultrasuoni delle ovaie trattate hanno mostrato un aumento significativo delle loro dimensioni, rispetto a quelle non trattate. Le due pazienti hanno finora tollerato la terapia molto bene, senza complicazioni o effetti collaterali“.

E’ indubbio che nonostante i risultati siano stati più che positivi c’è bisogno di ulteriori studi a conferma della sperimentazione. A breve partirà una sperimentazione su 33 donne.

Approfondimenti:
Human Mesenchymal Stem Cells Partially Reverse Infertility in Chemotherapy-Induced Ovarian Failure.
Mohamed SA, Shalaby SM, Abdelaziz M, Brakta S, Hill WD, Ismail N, Al-Hendy A.
Reprod Sci. 2018 Jan;25(1):51-63. doi: 10.1177/1933719117699705. Epub 2017 May 1.

ROSE clinical trial

Fonte: Endocrine Society

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ASCO: Linee guida clinica sull’uso della radioterapia nel cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su marzo 14, 2018

L’American Society for Radiation Oncology (ASTRO)  ha pubblicato sulla rivista “Pratical Radiation Oncology” una nuova linea guida clinica per l’uso della radioterapia del seno intero per il cancro al seno che espande la popolazione di pazienti per ricevere un trattamento accelerato noto come terapia ipofrazionata.

WBIPR

L’ipofrazionato, permette ai pazienti di ricevere dosi più elevate di radiazioni in un numero inferiore di sessioni di trattamento, in genere completando il trattamento in 3-4 settimane, rispetto alle 5-7 settimane per il trattamento convenzionale.
In precedenza, il trattamento accelerato è stato raccomandato solo per alcuni pazienti, compresi i pazienti più anziani e quelli con malattia meno avanzata, ma i recenti risultati a lungo termine di numerosi studi clinici sostengono fortemente la sicurezza e l’efficacia del trattamento accelerato per la maggior parte dei pazienti affetti da cancro al seno“, ha detto il prof. Benjamin Smith.

Le decisioni terapeutiche, comprese le decisioni tra approcci ipofrazionati e convenzionali, devono essere individualizzate per ciascun paziente e condivise tra il paziente e il medico.

Scarica e leggi il documento in full text:
Radiation therapy for the whole breast: Executive summary of an American Society for Radiation Oncology (ASTRO) evidence-based guideline
Smith, Benjamin D. et al.
Practical Radiation Oncology DOI: https://doi.org/10.1016/j.prro.2018.01.012

Fonte: American Society for Radiation Oncology (ASTRO)

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FDA: Nuovo farmaco per il cancro al seno metastatico ereditato nei geni BRCA.

Posted by giorgiobertin su febbraio 26, 2018

Il farmaco olaparib (Lynparza®) è diventato il primo trattamento approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per i pazienti con carcinoma mammario metastatico che hanno ereditato mutazioni nelGeni BRCA1 o BRCA2.

human-breast-cancer-cells
Human-breast-cancer-cells – Credit NCI

“Questo è un progresso importante per le donne con mutazioni BRCA germinali che hanno il cancro al seno“, ha detto il prof. Elise Kohn del Gynecologic Cancer Therapeutics nella divisione National Cancer Institute.
I geni BRCA1 e BRCA2 producono proteine soppressorie del tumore che aiutano a riparare il DNA danneggiato nelle cellule. Le mutazioni in questi geni causano circa il 75% -80% del carcinoma mammario ereditario e il 5% -10% di tutti i tumori al seno.

La FDA ha basato la sua nuova approvazione sui risultati dello studio clinico OlympiAD, che ha arruolato 302 pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-negativo con una mutazione BRCA germinale. Nello studio, la sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 7,0 mesi per i pazienti del gruppo Olaparib rispetto ai 4,2 mesi per i pazienti del gruppo con terapia standard.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves first treatment for breast cancer with a certain inherited genetic mutation

OlympiAD ClinicalTrials.gov number, NCT02000622

Olaparib

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

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Cancro ovarico: potrebbe essere ereditato da un gene mutato del padre.

Posted by giorgiobertin su febbraio 18, 2018

Gli scienziati del Roswell Park Comprehensive Cancer Center di Buffalo, a New York, USA che studiano il cancro ovarico hanno rivelato una nuova mutazione genetica che aumenta il rischio di cancro ovarico in una donna – e può essere trasmessa a lei da suo padre.

Paternal_ovarian cancers

La ricerca pubblicata sulla rivista “PLOS Genetics” identifica una nuova mutazione associata al carcinoma ovarico e alla prostata ad esordio precoce che viene trasmesso attraverso la linea paterna attraverso il cromosoma X.
Il team ha anche sequenziato porzioni del cromosoma X da 186 persone con carcinoma ovarico e ha scoperto che una mutazione precedentemente non identificata è associata ad un aumentato rischio di cancro ovarico.

I casi di carcinoma ovarico che sono collegati alla mutazione appena identificata si sviluppano più di 6 anni prima rispetto all’età media di insorgenza per il carcinoma ovarico. Questo è importante perché il tumore ovarico viene spesso diagnosticato in una fase avanzata quando è più difficile da trattare.
La ricerca ha anche scoperto un’associazione tra questa mutazione e un aumentato rischio di cancro alla prostata tra i membri della famiglia maschile.

Lo studio, che ha elaborato i dati dal Familial Ovarian Cancer Registry, non ha confermato l’identità e la funzione del gene specifico in gioco in questa associazione, quindi i ricercatori riconoscono che sono necessari ulteriori studi.

Il prof. Kevin Eng e i suoi colleghi ritengono che molti casi di cancro alle ovaie che sembrano sporadici potrebbero effettivamente essere ereditati. L’identificazione del gene responsabile contribuirà quindi a migliorare lo screening del carcinoma ovarico.

Scarica e leggi il documento in full text:
Paternal lineage early onset hereditary ovarian cancers: A Familial Ovarian Cancer Registry study
Eng KH, Szender JB, Etter JL, Kaur J, Poblete S, Huang R-Y, et al.
PLoS Genet 14(2): e1007194 Published: February 15, 2018 https://doi.org/10.1371/journal.pgen.1007194

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USPSTF: Linee guida sullo screening per il cancro ovarico.

Posted by giorgiobertin su febbraio 14, 2018

La US Preventive Services Task Force (USPSTF) raccomanda di non sottoporre a screening per il carcinoma ovarico le donne asintomatiche che non sono ad alto rischio di cancro ovarico. Questi risultati costituiscono la base di una dichiarazione di raccomandazione finale pubblicata sulla rivista “Journal of American Medical Association” DA PARTE DELLA SOCIETà.

uspstf

Per aggiornare la raccomandazione USPST del 2012, i ricercatori hanno esaminato le prove sui benefici e sui rischi dello screening per il carcinoma ovarico tra le donne asintomatiche che non sono ad alto rischio di cancro ovarico.

I ricercatori hanno scoperto che c’erano prove sufficienti per affermare che lo screening del cancro ovarico non riduce la mortalità per cancro ovarico. “Le prove dimostrano che gli attuali metodi di screening non impediscono alle donne di morire di cancro ovarico e che lo screening può portare a interventi chirurgici non necessari nelle donne senza cancro” – afferma il prof. Michael J. Barry.

Scarica e leggi il full text:
Screening for Ovarian Cancer US Preventive Services Task Force Recommendation Statement
US Preventive Services Task Force
JAMA. 2018;319(6):624. doi:10.1001/jama.2017.22136

Editorial: Screening for Ovarian Cancer in Asymptomatic Women

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Primi ovociti umani coltivati in laboratorio.

Posted by giorgiobertin su febbraio 9, 2018

I primi ovociti umani sono stati coltivati per la prima volta in laboratorio fino a completare l’intero processo di maturazione. Attraverso un cocktail di sostanze si sono ottenuti ovuli maturi e in grado di reagire alla fecondazione.
La ricerca promette di rivoluzionare la fertilità, aprendo a nuove cure, a nuove vie per la maternità e di avere un ruolo importante nella medicina rigenerativa.

labgrowneggs
Magnification of a lab-grown, fully matured human egg ready for fertilisation. Credit: Prof David Albertini

Scienziati ed esperti hanno lavorato insieme per sviluppare sostanze idonee affinchè le uova potevano essere coltivate – note come medium di coltura – per supportare ogni fase dello sviluppo cellulare.

La ricerca è stata condotta in collaborazione dal Royal Infirmary Edinburgh, dal Center for Human Reproduction di New York e dal Royal Hospital for Sick Children in Edinburgh, e pubblicata sulla rivista “Molecular Human Reproduction: Basic science of reproductive medicine“.

Essere in grado di sviluppare pienamente le uova umane in laboratorio potrebbe ampliare l’ambito dei trattamenti disponibili per la fertilità. Stiamo lavorando ora per ottimizzare le condizioni che supportano lo sviluppo delle uova in questo modo e studiando quanto siano sani“. afferma la prof.ssa Evelyn Telfer, che ha coordinato la ricerca.

Leggi abstract dell’articolo:
Metaphase II oocytes from human unilaminar follicles grown in a multi-step culture system
M McLaughlin D F Albertini W H B Wallace R A Anderson E E Telfer
MHR: Basic science of reproductive medicine, https://doi.org/10.1093/molehr/gay002

Fonte: University of Edimburg

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La dieta influenza la diffusione del cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su febbraio 8, 2018

Il blocco di proteine ​​che si trovano comunemente nel cibo può essere una chiave per prevenire la diffusione di un tipo di cancro al seno spesso mortale, secondo un nuovo studio multicentrico condotto dai ricercatori del Cancer Research UK Cambridge Institute, University of Cambridge, UK, pubblicato sulla rivista medica “Nature“.

I ricercatori hanno scoperto che limitando un aminoacido chiamato asparagina in topi da laboratorio con carcinoma mammario triplo negativo, si poteva ridurre drasticamente la capacità del cancro di viaggiare in siti distanti nel corpo. Tra le altre tecniche, il team ha utilizzato restrizioni dietetiche per limitare l’asparagina.

asparagus  breast-cancer1

Gli alimenti ricchi di asparagina includono latticini, siero di latte, manzo, pollame, uova, pesce, frutti di mare, asparagi, patate, legumi, noci, semi, soia e cereali integrali. Gli alimenti a basso contenuto di asparagina includono la maggior parte di frutta e verdura.

I ricercatori hanno studiato cellule del cancro al seno triple negative, che crescono e si diffondono più velocemente della maggior parte degli altri tipi di cellule tumorali. Si chiama triplo negativo perché manca di recettori per gli ormoni estrogeni e progesterone e fa poco di una proteina chiamata HER2. Di conseguenza, resiste ai trattamenti comuni, che hanno come obiettivo questi fattori e ha un tasso di mortalità superiore alla media.

Dai risultati degli esperimenti è emerso che la metastasi era molto limitata riducendo la sintetasi asparagina, il trattamento con la L-asparaginasi del farmaco chemioterapico o la restrizione dietetica. Quando ai topi di laboratorio veniva somministrato cibo ricco di asparagina, le cellule tumorali si diffondevano più rapidamente.
Questo studio può avere implicazioni non solo per il cancro al seno, ma per molti tumori metastatici“, ha detto il prof. Ravi Thadhani. Gli scienziati ora stanno considerando di condurre una sperimentazione clinica in fase I.

Leggi abstract dell’articolo:
Asparagine bioavailability governs metastasis in a model of breast cancer
Simon R. V. Knott, Elvin Wagenblast[…]Gregory J. Hannon
Nature Published online:07 February 2018 doi:10.1038/nature25465

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AHA: Malattie cardiovascolari e cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su febbraio 8, 2018

Una dichiarazione scientifica della American Heart Association, pubblicata su “Circulation“, si è occupata per la prima volta delle interazioni tra malattie cardiovascolari e cancro al seno.

CVD-breast-cancer

Durante il trattamento del cancro al seno, la sorveglianza, la prevenzione e la gestione secondaria della cardiotossicità sono fondamentali. Le terapie per il cancro al seno alcune in particolare aumentano il rischio di disfunzione cardiaca, come le antracicline ad alta dose, la radioterapia ad alta dose.

Il documento è importante perchè sottolinea come il cancro al seno e le malattie cardiovascolari condividono molti fattori di rischio comuni, e che aderire a comportamenti di vita sana è associato a una tendenza verso una minore incidenza di cancro al seno e a un rischio significativamente più basso di malattia cardiovascolare.

Leggi abstract dell’articolo:
Cardiovascular Disease and Breast Cancer: Where These Entities Intersect: A Scientific Statement From the American Heart Association
Laxmi S. Mehta, Karol E. Watson, Ana Barac, Theresa M. Beckie, Vera Bittner, Salvador Cruz-Flores, Susan Dent, Lavanya Kondapalli, Bonnie Ky, Tochukwu Okwuosa, Ileana L. Piña, Annabelle Santos Volgman,
Circulation. 2018; CIR.0000000000000556 Originally published February 1, 2018 https://doi.org/10.1161/CIR.0000000000000556

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Lo sperma può portare farmaci chemioterapici alle cellule del cancro cervicale.

Posted by giorgiobertin su dicembre 23, 2017

C’è un nuovo uso per lo sperma: somministrare farmaci antitumorali. La chemioterapia standard è tossica sia per le cellule tumorali che per le cellule normali, portando a sintomi come la nausea e limitando la dose che una persona può ricevere.


Sperm used to deliver chemo drugs to tumours23

Ora i ricercatori del Leibniz Institute for Solid State and Materials Research Dresden in Germania, coordinati dal prof. Haifeng Xu, hanno sperimentato l’uso di cellule spermatiche per assumere farmaci per il cancro nel tratto riproduttivo femminile. Quando hanno caricato gli spermatozoi con doxorubicina, un comune agente chemio e li rilasciati in tumori del cancro cervicale, lo sperma ha nuotato verso i tumori, uccidendo l’87% delle cellule cancerogene entro tre giorni.

Il team ha dotato lo sperma di minuscole imbragature magnetiche a quattro bracci che hanno permesso loro di guidarlo attraverso dei magneti. Quando lo sperma colpisce un tumore solido, le braccia si aprirono, rilasciando lo sperma e permettendo di arrivare al tumore (video).

Oltre al cancro, gli ‘spermamotori‘ potrebbero essere utili per il trattamento di altre condizioni che interessano il tratto riproduttivo femminile come l’endometriosi o le gravidanze ectopiche (condizione patologica in cui l’impianto dell’embrione avviene in sedi diverse dalla cavità uterina), afferma Xu.

Scarica e leggi il documento in full text:
Sperm-Hybrid Micromotor for Targeted Drug Delivery
Haifeng Xu, Mariana Medina-Sánchez, Veronika Magdanz, Lukas Schwarz, Franziska Hebenstreit, and Oliver G. Schmidt
ACS Nano DOI: 10.1021/acsnano.7b06398

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Un farmaco in commercio contro il cancro al seno aggressivo.

Posted by giorgiobertin su dicembre 20, 2017

Il carcinoma mammario triplo negativo, che è una forma particolarmente aggressiva della malattia, ha spesso risultati molto scarsi a seguito delle terapie attualmente utilizzate. Ciò è in parte dovuto alla resistenza delle cellule tumorali simili a staminali, che promuovono la formazione di nuovi tumori.

Ora, i ricercatori del Case Comprehensive Cancer Center della Case Western Reserve University School of Medicine di Cleveland, Ohio, hanno rivelato che le cellule del cancro al seno triple negative possono rispondere a una terapia esistente usata per trattare altre malattie, inclusa la sclerosi multipla (SM), chiamata interferone-β .

interferon-beta

Nel lavoro pubblicato sulla rivista ” PNAS, Proceedings of the National Academy of Sciences, i ricercatori hanno dimostrato che le cellule del carcinoma mammario triplo negativo sono altamente vulnerabili all’interferone β, un potente antimicrobico che attiva anche il sistema immunitario. Il nuovo studio dimostra che l’interferone-β altera la capacità delle cellule del cancro al seno di migrare e formare tumori.

Lo studio ha dimostrato che l’interferone-β si rivolge direttamente alle cellule staminali tumorali. Negli esperimenti di laboratorio, i trattamenti regolari di interferone-β hanno impedito alle cellule staminali del cancro al seno triplo negativo di migrare – il primo passo nella metastasi. I ricercatori hanno convalidato i loro risultati utilizzando un database di tessuti del cancro al seno.

Seguendo questi risultati promettenti, il team del prof. Doherty sta esaminando più da vicino il ruolo svolto dall’interferone-β nella regolazione immunitaria, mirando al suo potenziale nell’aumentare la risposta immunitaria del corpo contro il cancro. Stanno anche sperando di iniziare studi clinici per una possibile terapia con interferone-beta ed esplorare i suoi effetti da solo o come via complementare alla chemioterapia.

Una sfida che gli scienziati dovranno affrontare sarà quella di trovare un modo efficace per fornire l’interferone-β.

I nostri studi futuri esamineranno metodi migliorati di consegna di interferone-β al sito del tumore che incorpora la tecnologia delle nanoparticelle“, spiega Doherty.

Leggi abstract dell’articolo:
Interferon-beta represses cancer stem cell properties in triple-negative breast cancer.
Doherty MR, Cheon H, Junk DJ, Vinayak S, Varadan V, Telli ML, Ford JM, Stark GR, Jackson MW.
Proc Natl Acad Sci U S A. 2017 Dec 11. pii: 201713728. doi: 10.1073/pnas.1713728114.

Fonte: Case Western Reserve University School of Medicine di Cleveland, Ohio

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FDA approva biosimilare per i carcinomi mammari e gastrici.

Posted by giorgiobertin su dicembre 13, 2017

La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Ogivri (trastuzumab-dkst, Mylan), biosimilare di Herceptin (trastuzumab, Genentech, Inc.), per il trattamento di pazienti con carcinoma mammario o gastrico metastatico (adenocarcinoma metastatico dello stomaco o della giunzione gastroesofagea) con iperespressione del gene HER2 (HER2+).

Ogivri Ogivri1

Un biosimilare è un prodotto biologico – generalmente derivato ​​da un organismo vivente, proveniente da molte fonti, come uomini, animali, microrganismi o lieviti – approvato sulla base di dati che dimostrano che è altamente simile a un medicinale già approvato.

Per l’approvazione di Ogivri, l’FDA si è basata sulla revisione di prove e studi sugli animali, dati farmacocinetici e farmacodinamici, dati clinici di immunogenicità e altri dati sulla sicurezza e sull’efficacia clinica, che ne hanno dimostrato la biosimilarità rispetto a Herceptin.

Leggi comunicato FDA:
FDA approves first biosimilar for the treatment of certain breast and stomach cancers

Drug Description

DOSAGE AND ADMINISTRATIONand WARNINGS AND PRECAUTIONS

HIGHLIGHTS OF PRESCRIBING INFORMATION

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Nuovo possibile trattamento contro il cancro all’endometrio.

Posted by giorgiobertin su dicembre 4, 2017

I ricercatori dell’Università della Iowa (UI) College of Pharmacy a Iowa City, coordinati dal prof. Kareem Ebeid, sono riusciti a distruggere le cellule del cancro all’endometrio nei topi con una forma aggressiva della malattia, iniettando delle nanoparticelle caricate con farmaci anti-cancro.

La pubblicazione dei risultati dello studio è stata fatta sulla rivista “Nature Nanotechnology“.

nanoparticle-endometrial-cancer
UI researchers loaded nanoparticles with two cancer drugs and injected them into lab mice with type II endometrial cancer. The super-lethal nanoparticles reduced tumor growth and extended survival rates. In this photo, tiny green nanoparticles attack red tumor cells. The violet areas represent tumor cell nuclei.

Nello studio, il team ha caricato le nanoparticelle con i farmaci paclitaxel e nintedanib, o BIBF 1120. Le nanoparticelle cariche sono in grado di penetrare nei fori dei vasi sanguigni difettosi del tumore. Non solo il trattamento ha ridotto la crescita tumorale nei roditori, ma ha anche prolungato la loro sopravvivenza.

Per due decenni, la terapia standard per il carcinoma endometriale di tipo 2 è stata la chemioterapia e le radiazioni” – afferma il prof. Kimberly K. Leslie, coautore dello studio. “Riteniamo che la nostra ricerca possa avere un impatto positivo oltre il trattamento del carcinoma endometriale e speriamo che, dal momento che i farmaci utilizzati nel nostro studio sono già stati approvati per l’uso clinico, siamo in grado di iniziare presto a lavorare con i pazienti in clinica”.

Leggi abstract dell’articolo:
Synthetically lethal nanoparticles for treatment of endometrial cancer
Kareem Ebeid, Xiangbing Meng[…]Aliasger K. Salem
Nature Nanotechnology, 1–10 doi:10.1038/s41565-017-0009-7 Published online: 04 December 2017

Fonte:  University of Iowa College of Pharmacy.

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Nuovo portale dedicato al carcinoma alla mammella.

Posted by giorgiobertin su novembre 29, 2017

“Breast Cancer Academy” è una nuova piattaforma web per la pubblicazione e la divulgazione di nuove evidenze scientifiche e della loro applicazione nella pratica clinica sul carcinoma alla mammella.
Tutti i contenuti sono a cura di un Board scientifico (l’Academy), costituito da specialisti oncologi e di altre discipline coinvolte nella gestione della paziente con carcinoma della mammella.

Breast Cancer Academy-logo

I materiali saranno accessibili attraverso 3 aree dedicate a utenti diversi:

  • una a supporto del medico oncologo e dei diversi specialisti medici che operano all’interno delle Breast Units (con registrazione gratuita obbligatoria);
  • un’altra dedicata alla paziente e contenente materiale apposito (anche da stampare);
  • una terza, ad accesso riservato, ad esclusivo uso del Board scientifico (“Academy”), responsabile di tutti i contenuti presenti nella piattaforma, all’interno della quale gli esperti coinvolti troveranno documenti e strumenti collaborativi appositamente predisposti per il loro lavoro.

Accedi al portale: https://www.breastcanceracademy.it/

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Linee guida sul Parto naturale dopo un Cesareo.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2017

L’ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) ha pubblicato su “Obstetrics & Gynecology” l’aggiornamento delle proprie linee guida del 2010 sul parto vaginale dopo taglio cesareo – TOLAC (Trial Of Labor After Caesarian).

Obs-Gyn-11-17

Le condizioni che rendono il parto vaginale non opportuno sono:
– età materna avanzata
– alto indice di massa corporea
– peso alla nascita elevato
– precedente cesareo eseguito in assenza di dilatazione cervicale.

L’ACOG raccomanda che il travaglio dopo cesareo venga tentato solo in strutture che possano offrire un taglio cesareo nel caso di minacce immediate per la vita della donna o del feto.

Leggi abstract del documento:
Practice Bulletin No. 184: Vaginal Birth After Cesarean Delivery
American College of Obstetricians and Gynecologists’ Committee on Practice Bulletins—Obstetrics in collaboration with William Grobman.
Obstetrics & Gynecology: November 2017 – Volume 130 – Issue 5 – p e217–e233 doi: 10.1097/AOG.0000000000002398.

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Nuove mutazioni genetiche associate al tumore al seno.

Posted by giorgiobertin su ottobre 24, 2017

Sono stati pubblicati su “Nature” e “Nature Genetics” due studi che descrivono l’identificazione di nuove varianti genetiche associate al rischio di sviluppare carcinoma mammario. Gli studi sono stati coordinati dall’University of Cambridge. Il contributo italiano è dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Istituto Europeo di Oncologia e Istituto FIRC di Oncologia Molecolare, grazie anche al sostegno di AIRC. Un lavoro del Consorzio OncoArray, un enorme impegno che ha coinvolto 550 ricercatori provenienti da circa 300 istituti diversi in sei continenti.

breast cancer

Sale così a 167 il numero di varianti comuni di predisposizione alla malattia (incluse 125 varianti specificamente associate ai tumori cosiddetti “ER-negativi”). Queste nuove varianti (72 per la precisione) sono state identificate mediante l’analisi genetica effettuata sul DNA di più di 137.000 donne colpite da carcinoma mammario, 18.900 donne portatrici di mutazioni in BRCA1, e più di 119.000 donne sane.

Ci sono alcuni modelli chiari nelle varianti genetiche che dovrebbero aiutarci a capire perché alcune donne sono predisposte al cancro al seno e quali geni e meccanismi sono coinvolti” – afferma il prof. Doug Easton dell’University of Cambridge.

In pratica questi studi fanno intravedere la possibilità futura di condurre test basati sulla tipizzazione simultanea di tutte le varianti comuni di rischio di carcinoma mammario ed ovarico. – spiega Paolo Peterlongo, Istituto FIRC di Oncologia Molecolare – Modelli teorici suggeriscono che il cosiddetto PRS (Polygenic Risk Score o punteggio di rischio poligenico), un valore calcolato in base al numero di varianti simultaneamente presenti in un individuo, potrebbe essere utilizzato come fattore predittivo del rischio di sviluppare carcinoma mammario“.

È verosimile – aggiunge Peterlongo – immaginare un futuro in cui l’utilizzo di test basati sul PRS potrà influenzare le politiche nazionali sanitarie al fine di offrire alle donne della popolazione generale e a quelle portatrici di mutazioni ad alto rischio percorsi clinici personalizzati.”

Leggi abstracts degli articoli:
Identification of ten variants associated with risk of estrogen-receptor-negative breast cancer
Roger L Milne, Karoline B Kuchenbaecker[…]Jacques Simard
Nature Genetics Published online: 23 October 2017 doi:10.1038/ng.3785

Association analysis identifies 65 new breast cancer risk loci
Kyriaki Michailidou, Sara Lindström[…]Douglas F. Easton
Nature Published online 23 October 2017 doi:10.1038/nature24284

Fonti: Ufficio stampa Istituto Nazionale dei Tumori, Noesis s.r.l. –  University of Cambridge

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Linee guida sull’epatite C in gravidanza.

Posted by giorgiobertin su ottobre 21, 2017

Sono state pubblicate a cura della Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM) le linee guida specifiche per lo screening, il trattamento e la gestione dell’epatite C in gravidanza.
Il documento è pubblicato sulla rivista “American Journal of Obstetrics and Gynecology” ed è stato approvato dal College of Obstetricians and Gynekologists (ACOG).

SMFM

L’epatite C (hepatitis C virus – HCV) durante la gravidanza è associata a gravi effetti negativi. I neonati nati da donne con HCV hanno maggiori probabilità di avere una bassa crescita fetale e un basso peso alla nascita. Per le donne, l’HCV cronico è associato a un danno epatico progressivo e, durante la gravidanza, può essere trasmesso dalla madre al feto.

Scarica e leggi il documento in full etxt:
Hepatitis C in pregnancy: screening, treatment, and management
Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM) Brenna L. Hughes, Charlotte M. Page, Jeffrey A. Kuller
American Journal of Obstetrics & Gynecology

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Calcio nella prevenzione dell’osteoporosi in postmenopausa – linea guida.

Posted by giorgiobertin su ottobre 14, 2017

Il calcio è vitale per la fortificazione delle ossa sane e le società scientifiche di tutto il mondo hanno fornito indicazioni sui fabbisogni quotidiani dall’infanzia alla vecchiaia. L’European Menopause and Andropause Society (EMAS) ha rilasciato una nuova guida clinica che riassume le prove sugli effetti del calcio nella riduzione del rischio di osteoporosi dopo la menopausa.

Maturitas

L’assunzione giornaliera di calcio dopo la menopausa varia da 700 a 1.200 mg. È incerto se l’assunzione eccessiva può causare danni. Alcuni studi epidemiologici hanno sollevato preoccupazioni per il rischio cardiovascolare, la demenza o, paradossalmente, la frattura.

Leggi il documento:
Calcium in the prevention of postmenopausal osteoporosis: EMAS clinical guide
Antonio Cano, Peter Chedraui, Dimitrios G. Goulis, Patrice Lopes, Gita Mishra, Alfred Mueck, Levent M. Senturk, Tommaso Simoncini, John C. Stevenson, Petra Stute, Pauliina Tuomikoski, Margaret Rees, Irene Lambrinoudaki
Maturitas Volume 107, January 2018, Pages 7-12 https://doi.org/10.1016/j.maturitas.2017.10.004

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Cancro al seno: Un sottoprodotto del colesterolo favorisce le metastasi.

Posted by giorgiobertin su ottobre 13, 2017

I livelli alti di colesterolo sono stati associati con il cancro al seno che si diffonde in altre parti del corpo. Medici e ricercatori non ne sanno la causa di questo collegamento. Ora un nuovo studio dei ricercatori dell’Università di Illinois ha scoperto che il colpevole è un sottoprodotto del metabolismo del colesterolo che agisce sulle cellule immunitarie specifiche in modo da facilitare la diffusione del cancro invece di fermarla.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Nature Communications“, identifica nuovi potenziali bersagli farmacologici che potrebbero inibire le azioni del sottoprodotto del colesterolo, una molecola chiamata 27HC.


Stopping the Spread of Breast Cancer: Cholesterol By-Product Offers New Target for Treatment

Inibendo l’enzima che attiva 27HC, abbiamo trovato un effetto soppressore sulla metastasi del cancro al seno. Ciò suggerisce che un trattamento farmacologico destinato a questo enzima potrebbe essere una terapia efficace“, ha dichiarato Amy Baek.
Normalmente, il sistema immunitario del corpo ha la capacità di attaccare il cancro, ma abbiamo scoperto che 27HC funziona sulle cellule immunitarie per ingannarle, facendo passare le cellule del cancro come cellule buone”.
Un video del prof. Erik Nelson descrive lo studio su YouTube.

Poiché 27HC agisce attraverso il sistema immunitario, e non sul cancro della mammella stesso, i ricercatori ritengono che i loro risultati abbiano un’ampia applicabilità per i tumori solidi. Gli esperimenti condotti sul cancro del colon, ancro al polmone, melanoma e cancro al pancreas ha evidenziato che 27HC aumentava le metastasi per tutti i tipi di tumore, suggerendo che un trattamento destinato a 27HC potrebbe essere efficace in diversi tipi di cancro.

Speriamo di sviluppare farmaci o piccole molecole per inibire 27HC“, ha detto Nelson. “Nel frattempo, esistono farmaci di abbassamento del colesterolo disponibili sul mercato: le statine. I pazienti affetti da tumore con colesterolo alto dovrebbero parlare con i loro medici“.

Leggi il full text dell’articolo:
The cholesterol metabolite 27 hydroxycholesterol facilitates breast cancer metastasis through its actions on immune cells
Amy E. Baek, Yen-Rei A. Yu, Sisi He, Suzanne E. Wardell, Ching-Yi Chang, Sanghoon Kwon, Ruchita V. Pillai, Hannah B. McDowell, J. Will Thompson, Laura G. Dubois, Patrick M. Sullivan, Jongsook K. Kemper, Michael D. Gunn, Donald P. McDonnell & Erik R. Nelson
Nature Communications 8, Article number: 864 Published online: 11 October 2017

Fonte: Università di Illinoisvideo

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USA: Statistiche sul cancro al seno 2017.

Posted by giorgiobertin su ottobre 4, 2017

I tassi di mortalità del cancro al seno in generale sono scesi del 39 per cento tra il 1989 e il 2015, evitando 322.600 morti di cancro al seno durante questi 26 anni negli Stati Uniti. Le donne nere continuano ad avere tassi di morte più elevati per il cancro al seno rispetto alle bianche. Il nuovo report delinea le variazioni sostanziali dell’incidenza e dei tassi di mortalità del cancro al seno per razza/etnia.

breast-cancer-report-2017

Secondo i dati statistici americani l’88 per cento dei tumori al seno è diagnosticato tra le donne di età superiore ai 50 anni e l’89% delle morti di cancro al seno si verificano in questo gruppo di età.

I dati pubblicati dall’American Cancer Society, forniscono un’analisi dettagliata delle tendenze del cancro al seno e le informazioni attuali sui fattori di rischio noti per la malattia; fattori che influenzano la sopravvivenza; gli ultimi dati sulla prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento.

I risultati sono pubblicati in “Breast Cancer Facts & Figures 2017-2018” e in CA: A Cancer Journal for Clinicians.

Breast cancer statistics, 2017, racial disparity in mortality by state.
DeSantis, C. E., Ma, J., Goding Sauer, A., Newman, L. A. and Jemal, A.
CA: A Cancer Journal for Clinicians. doi:10.3322/caac.21412

Linee guida della American Cancer Society per lo screening del cancro al seno

Fonte: American Cancer Society

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FDA approva nuovo trattamento per il cancro al seno metastatico.

Posted by giorgiobertin su settembre 29, 2017

L’US Food and Drug Administration ha approvato oggi Verzenio (abemaciclib) per il trattamento dei pazienti adulti con carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali: (HR) positivo, e recettore del fattore di crescita epidermico umano 2 (HER2). Verzenio è approvato per essere somministrato in combinazione con una terapia endocrina, chiamata fulvestrant.

Verzenio appartiene ad una nuova classe di medicinali chiamati inibitori CDK 4/6 e che sono enzimi che prevengono la divisione cellulare delle cellule del tumore, prevenendone così la crescita.


The Role of CDK 4/6 Inhibitors in the Management of Breast Cancer

Verzenio offre una nuova opzione di trattamento mirata per alcuni pazienti con tumore al seno che non rispondono al trattamento e, a differenza di altri farmaci della stessa classe, può essere somministrato come trattamento autonomo a pazienti precedentemente trattati con terapia endocrina e chemioterapia” – ha affermato il prof. Richard Pazdur dell’FDA.

La sicurezza e l’efficacia di Verzenio in associazione con fulvestrant sono stati studiati in uno studio randomizzato di 669 pazienti con carcinoma mammario HR-positivo e HER2-negativo che avevano progredito dopo il trattamento con terapia endocrina.
Verzenio e prodotta da Eli Lilly and Company.

Leggi Comunicato FDA:
FDA approves new treatment for certain advanced or metastatic breast cancers

European Pharmaceutical Review

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