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Posts Tagged ‘ginecologia’

Linee guida sulla diagnosi e trattamento dell’amenorrea.

Posted by giorgiobertin su aprile 10, 2017

La Endocrine Society ha pubblicato le nuove linee guida sulla diagnosi e il trattamento dell’amenorrea ipotalamica sulla rivista “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism“.

Amenorrea  Amenorrea1

L’amenorrea ipotalamica è una forma di mancanza di ovulazione cronica, non dovuta a cause organiche identificabili, ma spesso associata a stress, perdita di peso, esercizio fisico eccessivo, o a una combinazione di fattori” afferma Catherine Gordon, del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center.

Come viene evidenziato nel documento è necessario un approccio di trattamento multidisciplinare, che includa supporto medico, dietistico e di salute mentale.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Functional Hypothalamic Amenorrhea: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline
Catherine M. Gordon Kathryn E. Ackerman Sarah L. Berga Jay R. Kaplan George Mastorakos Madhusmita Misra M. Hassan Murad Nanette F. Santoro Michelle P. Warren
J Clin Endocrinol Metab jc.2017-00131. DOI: https://doi.org/10.1210/jc.2017-00131

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Cancro ovarico: Scoperte varianti genetiche che aumentano il rischio.

Posted by giorgiobertin su marzo 30, 2017

Uno studio pubblicato su “Nature Genetics” riporta la scoperta di dodici nuove varianti genetiche che aumentano il rischio di contrarre il cancro ovarico epiteliale (EOC).

I ricercatori del Moffitt Cancer Center Tampa, Florida, USA, hanno studiato il genoma di oltre 25.000 donne con cancro ovarico epiteliale e lo ha confrontato con quasi 41.000 controlli sani, per poi analizzare i dati da ulteriori 31.000 portatrici della mutazione BRCA1 e BRCA2, di cui quasi 4.000 con tumore ovarico epiteliale. Con questi risultati ora le varianti genetiche di rischio per il cancro all’ovaio salgono a 30 (18 variante erano state individuate in precedenza).

canro_ovarico

Il cancro ovarico è chiaramente una malattia molto complessa – anche le 30 varianti di rischio ora note per essere in grado di aumentare il rischio di sviluppare la malattia rappresentano solo una piccola frazione della componente ereditaria, ci saranno probabilmente molte più varianti genetiche coinvolte, ognuna con piccoli effetti“, afferma Catherine Phelan primo autore dello studio.

Ricordiamo che il tumore epiteliale si sviluppa nelle cellule che rivestono la superficie esterna delle ovaie. Questo tipo di cancro rappresenta quasi il 90 per cento di tutti i casi di cancro ovarico.

Leggi abstract dell’articolo:
Twelve new susceptibility loci for different histotypes of epithelial ovarian cancer
Catherine Phelan, Karoline Kuchenbaecker, Jonathan Tyrer, Siddhartha Kar, Kate Lawrenson, Stacey Winham et al.
Nature Genetics Published online 27 March 2017 doi:10.1038/ng.3826

Fonte: Moffitt Cancer Center Tampa

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Scoperta la proteina contro il tumore al seno.

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2017

Gli scienziati dell’Università di Torino, coordinati dalla prof.ssa Paola Defilippi, hanno scoperto una proteina in grado di limitare la crescita del tumore al seno e diminuirne la capacità di dare metastasi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Nature Communications“.

Defilippi

La proteina siglata ‘p140Cap‘, è in grado di limitarne la crescita e diminuirne la capacità di dare origine a metastasi.
Il tumore al seno può presentarsi in forme diverse, tra cui le cosiddette ERBB2 positive (corrispondenti al 20% circa dei casi) in cui il gene ERBB2 è duplicato più volte e, di conseguenza, la proteina da esso codificata è espressa in quantità eccessive. Gli scienziati hanno dimostrato che i pazienti in cui ERBB2 è amplificato l’espressione di p140Cap è associata a una probabilità significativamente ridotta di sviluppare una metastasi e una netta differenza nei tassi di sopravvivenza.

I nostri risultati indicano un ruolo specifico per p140Cap nel tenere a freno l’aggressività dei tumori al seno con ERBB amplificato” afferma Paola Defilippi.
Questi dati servono come base di partenza per la messa a punto di nuove terapie per le pazienti che non esprimono la proteina p140Cap e sono soggette a tumori più aggressivi.

Scarica e leggi il documento in full text:
The scaffold protein p140Cap limits ERBB2-mediated breast cancer progression interfering with Rac GTPase-controlled circuitries
Silvia Grasso, Jennifer Chapelle[…]Paola Defilippi
Nature Communications 8, Article number: 14797 (2017) Published online: 16 March 2017 doi:10.1038/ncomms14797

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Linee guida per la vaccinazione HPV nella prevenzione del cancro cervicale.

Posted by giorgiobertin su marzo 18, 2017

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO) ha pubblicato una linea guida di pratica clinica sul papillomavirus umano (HPV) la vaccinazione per la prevenzione del cancro del collo dell’utero. Questa è la prima linea guida sulla prevenzione primaria del cancro del collo dell’utero evidence-based per gli operatori sanitari in tutto il mondo.

ASCO-HPV

Scarica e leggi il documento in full text:
Primary Prevention of Cervical Cancer
Silvina Arrossi, Sarah Temin, Suzanne Garland, Linda O’Neal Eckert, Neerja Bhatla, et al.
Journal of Global Oncology Published online March 17, 2016, DOI: 10.1200/JGO.2016.008151

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Linee guida sull’induzione al parto.

Posted by giorgiobertin su marzo 13, 2017

Sono state aggiornate a cura del Queensland Clinical Guidelines le linee guida sull’induzione al parto. Il documento aggiorna la precedente versione pubblicata nel 2011.

QCG

Scarica e leggi i documen ti in full text:

Consumer information

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Tumore al seno: La soia è sicura e fa bene.

Posted by giorgiobertin su marzo 12, 2017

I prodotti a base di soia sono non solo sicuri ma arrecano anche benefici alle donne con cancro della mammella. Lo stabilisce una ricerca pubblicata sulla rivista “Cancer“, rivista dell’American Cancer Society.

In passato la soia è stata sconsigliata alle pazienti con cancro al seno, ma ora sembra che addirittura protegga contro questo tipo di tumore. “Studi di laboratorio – ricorda Fang Fang Zhang, Friedman School of Nutrition Science and Policy presso la Tufts Universityhanno dimostrato che gli isoflavoni, i componenti della soia dotati di proprietà simil-estrogeniche – sono in grado di rallentare la crescita delle cellule di cancro della mammella“.

isoflavones

Zhang e il suo team hanno valutato la relazione tra apporto dietetico di isoflavoni e mortalità per tutte le cause in 6.235 donne americane e canadesi del Breast Cancer Family Registry, alle quali era stato diagnosticato un cancro della mammella.
Nel corso di un follow-up di 9 anni, le donne con cancro della mammella che consumavano isoflavoni in elevate quantità hanno presentato una riduzione del rischio di mortalità del 21%, rispetto alle donne che ne consumano scarse quantità. Questa riduzione del rischio è stata riscontrata per lo più tra donne con tumori a recettori ormonali negativi e tra quelle non trattate con anti-estrogeni (es. tamoxifene).

Gli alimenti a base di soia non solo possono prevenire il cancro della mammella ma apportano benefici anche alle donne che hanno già ricevuto una diagnosi di tumore.

Leggi abstract dell’articolo:
Dietary isoflavone intake and all-cause mortality in breast cancer survivors: The Breast Cancer Family Registry
Zhang, F. F., Haslam, D. E., Terry, M. B., Knight, J. A., Andrulis, I. L., Daly, M. B., Buys, S. S. and John, E. M.
Cancer First published: 6 March 2017 doi:10.1002/cncr.30615

Fonte: Tufts University

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Linee guida sulla diagnosi, gestione e trattamento dell’osteoporosi.

Posted by giorgiobertin su marzo 8, 2017

Queste linee guida pubblicate nel 2016 sulla rivista “Reumatismo” vogliono essere di aiuto ai clinici delle varie aree specialistiche che, con competenze ed interesse diverso, afferiscono alla gestione dell’Osteoporosi o, più in generale, alle problematiche del metabolismo minerale e delle malattie metaboliche dello scheletro.

SIOMMMS-osteoporosi

Esse riassumono il lavoro di una attenta revisione della letteratura e forniscono raccomandazioni elaborate dalla messa a punto di una valutazione ponderata dei livelli di evidenza.

Scarica e leggi il documento in lingua italiana.
Linee guida per la diagnosi, la prevenzione ed il trattamento dell’osteoporosi
M. Rossini, S. Adami, F. Bertoldo, D. Diacinti, D. Gatti, S. Giannini, A. Giusti, N. Malavolta, S. Minisola, G. Osella, M. Pedrazzoni, L. Sinigaglia, O. Viapiana, G.C. Isaia
Reumatismo, 2016; 68 (1): 1-42

Scarica e leggi il documento in lingua inglese.
Guidelines for the diagnosis, prevention and management of osteoporosis

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Scoperta associazione glucorticoidi e tumore al seno.

Posted by giorgiobertin su febbraio 22, 2017

I ricercatori del Laboratorio nazionale CIB e dell’Università di Trieste, coordinati dal prof. Giannino Del Sal hanno scoperto che una proteina denominata YAP, coinvolta nel tumore al seno, è potenziata da degli ormoni, i glucorticoidi.

cancro_seno

YAP è una proteina che gioca un ruolo cruciale in un grande numero di neoplasie, dove stimola la crescita tumorale e favorisce la comparsa di metastasi. I ricercatori sono alla ricerca di nuovi composti chimici in grado di bloccare questa proteina nelle cellule di tumore alla mammella. Dagli esperimenti dei ricercatori dell’Università di Trieste è emerso che una classe di molecole ha un effetto opposto a quello desiderato, cioè attiva la proteina YAP. Queste molecole sono gli ormoni glucocorticoidi, naturalmente prodotti dall’organismo e coinvolti in vari processi come il controllo del metabolismo, le reazioni del sistema immunitario, nelle risposte a situazioni di stress o anche durante lo sviluppo embrionale.

Abbiamo osservato che nelle cellule di tumore della mammella i glucocorticoidi possono accendere YAP, spingendola ad attivare a sua volta un gruppo specifico di cellule tumorali, le staminali tumorali, verosimilmente responsabili dell’aggressività della malattia e della sua resistenza ai farmaci” – afferma il prof. Del Sal.
I ricercatori hanno anche identificato e provato l’efficacia contro le cellule di tumore alla mammella di un composto chimico che agisce bloccando i glucocorticoidi.

Scarica e leggi il documento in full text:
Glucocorticoid receptor signalling activates YAP in breast cancer
Giovanni Sorrentino, Naomi Ruggeri, Alessandro Zannini, Eleonora Ingallina, Rebecca Bertolio, Carolina Marotta, Carmelo Neri, Elisa Cappuzzello, Mattia Forcato, Antonio Rosato, Miguel Mano, Silvio Bicciato & Giannino Del Sal
Nature Communications 8, Article number: 14073 (2017) Published online:19 January 2017 doi:10.1038/ncomms14073

Fonte: Laboratorio nazionale CIB e dell’Università di Trieste

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Tumore all’ovaio diagnosticato con l’esame del sangue.

Posted by giorgiobertin su febbraio 1, 2017

Sulla rivista “Cancer Letter” sono stati pubblicati i risultati di uno studio, attuato in gran parte attraverso finanziamenti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), che ha consentito di identificare una firma molecolare di microRNA (miRNA) nel siero delle pazienti affette da tumore epiteliale maligno dell’ovaio.
In particolare si sono trovate delle differenze nell’espressione di tre miRNA denominati miR1246, miR595 e miR2278.

cancer-letters3-cover

I miRNA sono delle piccole molecole di RNA che hanno importanti funzioni regolatorie. Sono molecole molto stabili e per questo si è scoperto di recente che vengono utilizzate dal tumore e dai tessuti del nostro organismo come degli importanti messaggeri intracellulari. In breve, funzionano sia all’ interno della cellula sia dopo essere rilasciati in circolo come messaggeri di un processo tumorale o infiammatorio.

La possibilità di rintracciare nel sangue di un paziente le molecole che sono rilasciate dai tumori – afferma Maurizio D’Incalci Capo Dipartimento di Oncologia dell’Istituto ‘Mario Negri’- rappresenta un nuovo, valido strumento, anche meno invasivo, per migliorare i percorsi diagnostici e terapeutici”.

Leggi abstract dell’articolo:
Circulating miRNA landscape identifies miR-1246 as promising diagnostic biomarker in high-grade serous ovarian carcinoma: A validation across two independent cohorts
Paola Todeschini, Elisa Salviato, Lara Paracchini, Manuela Ferracin, Marco Petrillo, Laura Zanotti, Germana Tognon, Angela Gambino, Enrica Calura, Giulia Caratti, Paolo Martini, Luca Beltrame, Lorenzo Maragoni, Daniela Gallo, Franco E. Odicino, Enrico Sartori, Giovanni Scambia, Massimo Negrini, Antonella Ravaggi, Maurizio D’Incalci.
Cancer Letters, Volume 388, 320 – 327

Fonte: IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’

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Rischio di difetti alla nascita con l’uso di antidepressivi in gravidanza.

Posted by giorgiobertin su gennaio 19, 2017

Un nuovo studio dell’ Université de Montréal pubblicato sul British Medical Journal rivela che gli antidepressivi prescritti alle donne in gravidanza potrebbe aumentare la probabilità di avere un bambino con difetti alla nascita.

Nello  studio Quebec Pregnancy Cohort (QPC) (PLoS ONE 2014; 9: e93870. doi: 10.1371 / journal.pone.0093870) sono state esaminate 18.487 donne depresse in gravidanza – un raggruppamento basato sulla popolazione di 289,688 gravidanze registrate tra il 1998 e il 2009. Tra le donne partecipanti, 3.640 – circa il 20 per cento – ha preso antidepressivi nei primi tre mesi.

malformation-echographie   CRÉDIT : THINKSTOCK

Secondo i ricercatori gli antidepressivi in gravidanza – specialmente i primi tre mesi – hanno effetti sulla ricaptazione della serotonina durante l’embriogenesi aumentando il rischio di alcune malformazioni organo-specifiche. “Serotonina durante la gravidanza iniziale è essenziale per lo sviluppo di tutte le cellule embrionali, e quindi ogni insulto che disturba il processo di segnalazione della serotonina ha il potenziale di provocare una grande varietà di malformazioni,” dicono i ricercatori.

Per esempio l’uso di Paxil (paroxetine) è stato associato ad un aumentato del rischio di difetti cardiaci; la Venlafaxina (Effexor) a difetti respiratori.
La depressione è particolarmente grave durante la gravidanza, medici – in particolare psichiatri, ostetrici e altri specialisti – devono più che mai fare attenzione alla prescrizione di antidepressivi.

Scarica e leggi il documento in full text:
Antidepressant use during pregnancy and the risk of major congenital malformations in a cohort of depressed pregnant women: An updated analysis of the Quebec Pregnancy Cohort
Anick Bérard, Jinping Zhao and Odile Sheehy
BMJ Open on January 12, 2017. doi:10.1136/bmjopen-2016-01337

Validity of congenital malformation diagnostic codes recorded in Quebec’s administrative databases

Fonte ed approfondimenti: Université de Montréal

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FDA: nuovo farmaco contro il cancro ovarico.

Posted by giorgiobertin su gennaio 17, 2017

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha recentemente approvato l’impiego del farmaco orfano rucaparib per il trattamento del tumore ovarico avanzato associato a mutazioni deleterie nei geni BRCA in donne che sono già state precedentemente sottoposte a due o più regimi chemioterapici.


Rebecca Kristeleit, BSc, PhD, consultant medical oncologist, University College-London Cancer Institute, discusses the efficacy of rucaparib in the treatment of patients with ovarian cancer.

L’approvazione di questo farmaco è un esempio della tendenza che stiamo vedendo nello sviluppo di agenti mirati per il trattamento di tumori causati da mutazioni specifiche in geni di un paziente“, ha detto Richard Pazdur, MD, direttore dell’Ufficio di ematologia e oncologia della FDA. “Le donne con queste anomalie genetiche che hanno provato almeno due trattamenti di chemioterapia per il tumore ovarico hanno ora un’opzione di trattamento aggiuntivo.”

Rucaparib è un inibitore orale degli enzimi ‘poli-(ADP-ribosio) – polimerasi’ (PARP), ed è sviluppato e commercializzato da Clovis Oncology con il marchio Rubraca.

FDA grants accelerated approval to new treatment for advanced ovarian cancer

A trial of rucaparib for triple negative breast cancer or breast cancer with BRCA gene faults (RIO)

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FDA: Nuovo farmaco per il trattamento del cancro ovarico.

Posted by giorgiobertin su gennaio 11, 2017

La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato con procedura accelerata Rubraca (rucaparib) per il trattamento del cancro ovarico avanzato con mutazione del gene BRCA in donne già precedentemente trattate con due o più chemioterapie.

rucaparib

La sicurezza e l’efficacia di Rubraca sono state studiate in due studi clinici a braccio singolo cui hanno partecipato 106 donne con tumore ovarico avanzato BRCA-mutato, precedentemente trattate con due o più regimi chemioterapici. Nel 54% delle pazienti che hanno ricevuto Rubraca si è assistito ad una regressione totale o parziale del tumore della durata mediana di 9,2 mesi.

Il prodotto e commercializzato da  Clovis Oncology, Inc. based in Boulder, Colorado.

Leggi il Comunicato stampa FDA:
FDA grants accelerated approval to new treatment for advanced ovarian cancer

 

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Metabolismo dei lipidi alla base delle cellule staminali del cancro.

Posted by giorgiobertin su gennaio 8, 2017

I ricercatori hanno scoperto una firma metabolica cruciale per il funzionamento delle “cellule staminali del cancro” che avviano la formazione del tumore. Il team ha anche dimostrato come interferire con questo meccanismo metabolico nel carcinoma ovarico, inibisce la crescita tumorale.

La nuova ricerca si concentra sul targeting delle cellule staminali tumorali, inibendo l’attività degli enzimi necessari per realizzare un processo metabolico chiamato “desaturazione” delle molecole lipidiche.


Lipid Metabolism key to potential treatment for Ovarian Cancer

I lipidi insaturi nelle cellule staminali del cancro sono molto importanti per mantenere la segnalazione necessaria per funzionare“, ha detto il prof. Cheng coordinatore dello studio. “La comprensione del metabolismo dei lipidi nelle cellule staminali del cancro apre una nuova strada per il rilevamento e il trattamento del cancro.”

I nostri risultati mostrano che l’aumento dell’insaturazione dei lipidi è un marker metabolico per le cellule staminali del cancro ovarico ed è un bersaglio per la terapia. Bisogna concentrarsi su questi tipi di cellule” ha concluso il prof. Cheng (video).

L’inibizione della desaturasi dei lipidi ha efficacemente eliminato le cellule staminali del cancro, nelle colture di laboratorio, ed ha  bloccato la capacità di iniziazione del tumore nei topi di laboratorio.

Il lavoro è stato eseguito dai ricercatori della Purdue, Indiana University School of Medicine, e Feinberg School della Northwestern University of Medicine, che hanno pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell“.

Leggi il full text dell’articolo:
Lipid Desaturation Is a Metabolic Marker and Therapeutic Target of Ovarian Cancer Stem Cells
Junjie Li, Salvatore Condello, Jessica Thomes-Pepin, Xiaoxiao Ma, Yu Xia, Thomas D. Hurley, Daniela Matei, Ji-Xin Cheng,
Cell Stem Cell, doi: 10.1016/j.stem.2016.11.004, published 29 December 2016.

Fonte:  Purdue, Indiana University School of Medicine

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Linee guida sulla gestione della malattia alla tiroide in gravidanza.

Posted by giorgiobertin su gennaio 7, 2017

Sono state pubblicate dall’American Thyroid Association (ATA), sulla rivista “Thyroid” le linee guida aggiornate sulla diagnosi e gestione delle malattie della tiroide durante il periodo della gravidanza, dell’allattamento e del post-parto. Il precedente documento era datato 2011.

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Le linee guida comprendono raccomandazioni relative alla diagnosi e la gestione dell’ipotiroidismo, tireotossicosi, noduli tiroidei, e cancro alla tiroide, così come le considerazioni della tiroide nelle donne infertili, considerazioni fetali e neonatali, e indicazioni sulle future ricerche.

Scarica e leggi il documento in full text:
2017 Guidelines of the American Thyroid Association for the Diagnosis and Management of Thyroid Disease during Pregnancy and the Postpartum
Erik K. Alexander (co-chairperson), et al.
Thyroid DOI: 10.1089/thy.2016.0457

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Composto del peperoncino contro il cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su gennaio 2, 2017

La ricerca genetica ha permesso agli scienziati di classificare il cancro al seno in sottotipi, che rispondono in modo diverso a vari tipi di trattamento. Questi sottotipi sono classificati in base alla presenza o assenza di tre recettori che sono noti per promuovere il cancro al seno: estrogeni, progesterone, e il fattore di crescita epidermico recettore 2 (HER2).

Tuttavia, vi sono tipi di cancro che testano negativamente per HER2, così come per gli estrogeni e il progesterone – questa tipologia di tumore al seno è chiamata tumore triplo negativo.
Come alcuni studi hanno dimostrato il tumore triplo negativo è il più difficile da trattare.

Jalapeno peppers
Researchers say a compound in chili peppers could help slow a subtype of breast cancer

I ricercatori dell’Università della Ruhr di Bochum, in Germania, hanno testato l’effetto di un principio attivo che si trova comunemente nel peperoncino o pepe – chiamato capsaicina – su colture cellulari SUM149PT, che è un modello per il carcinoma mammario triplo negativo.

Dai risultati è emerso che le cellule tumorali trattate sono morte più lentamente. Inoltre, le cellule tumorali sono morte in grand e quantità, le rimanenti non erano in grado di muoversi velocemente come prima. Questo suggerisce che la loro capacità di metastatizzare è stata notevolmente ridotta.

Gli autori notano che un apporto di capsaicina attraverso il cibo o inalazione sarebbe sufficiente per trattare il cancro triplo negativo.

Leggi abstract dell’articolo:
Expression and functionality of TRPV1 in breast cancer cells
Weber LV, Al-Refae K, Wölk G, Bonatz G, Altmüller J, Becker C, Gisselmann G, Hatt H
Breast Cancer: Targets and Therapy 2016, 8:243-252

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RCOG: Linee guida sulla sindrome premestruale.

Posted by giorgiobertin su dicembre 19, 2016

Sono state pubblicate a cura del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (RCOG) le linee guida aggiornate per la diagnosi e il trattamento della sindrome premestruale.

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Alcune delle più importanti modifiche rispetto alla linea guida pubblicata in precedenza (2007) includono aggiornamenti sull’uso dei contraccettivi orali di nuova generazione e degli inibitori della ricaptazione della serotonina (Ssri)

Scarica e leggi il documento in full text:
Premenstrual Syndrome, Management (Green-top Guideline No. 48) – Published: 01/12/2016

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Farmaci contro l’ipertensione bloccano il cancro.

Posted by giorgiobertin su dicembre 16, 2016

I ricercatori dell’University of Turku in Finlandia hanno identificato un nuovo modo per bloccare la diffusione del cancro in vitro. Si tratta dei farmaci calcio-antagonisti, che vengono utilizzati per abbassare la pressione sanguigna, riescono a bloccare l’invasione del cancro alla mammella e al pancreas inibendo alcune funzioni delle strutture cellulari.

Lo sviluppo di farmaci che bloccano la capacità delle cellule tumorali di diffondersi è un importante campo per le terapia anti-cancro.
L’Identificazione di farmaci anti-ipertensione come potenziali terapie contro le metastasi del cancro al seno e al pancreas è stata una grande sorpresa. Gli obiettivi di questi farmaci non sono mai stati le cellule tumorali e quindi nessuno aveva considerato la possibilità che questi farmaci potrebbero essere efficaci contro i tipi di cancro aggressivo“. dice il professor Johanna Ivaska coordinatore dello studio.

Turku-University
High-resolution microscope image of an invasive breast cancer cell (magenta) expressing Myosin-10 induced “sticky-fingers” (green).

I ricercatori nello studio, pubblicato sulla rivista “Nature Communications“, si sono concentrati sulla comprensione di come le cellule tumorali si muovono e invadono i tessuti circostanti. Il team ha rilevato che nella diffusione le cellule tumorali utilizzano una proteina chiamata miosina-10 che guida la motilità delle cellule tumorali. La miosina-10 si evidenzia in un gran numero di strutture chiamate filopodi. Si tratta di strutture simili a dita appiccicose che le cellule tumorali utilizzano per percepire il loro ambiente e per navigare. I calcioantagonisti prendono di mira specificamente queste dita appiccicose rendendole inattive, così efficacemente che bloccano (per ora in vitro) il movimento delle cellule del cancro.

Si stanno attualmente valutando l’efficacia del calcio-antagonisti per fermare la diffusione del cancro al seno e al pancreas utilizzando modelli pre-clinici (vivo) e l’analisi dei dati del paziente.

Leggi abstract dell’articolo:
L-type calcium channels regulate filopodia stability and cancer cell invasion downstream of integrin signalling.
Jacquemet G, Baghirov H, Georgiadou M, Sihto H, Peuhu E, Cettour-Janet P, He T, Perälä M, Kronqvist P, Joensuu H, Ivaska J. Nat Commun. 2016 Dec 2;7:13297. doi: 10.1038/ncomms13297.

Fonte: University of Turku

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Tumore al seno: Individuata l’origine precoce delle metastasi.

Posted by giorgiobertin su dicembre 15, 2016

In modo sorprendente i malati di cancro che si presume siano guariti dopo la rimozione del tumore primitivo e la terapia, possono in realtà avere delle cellule tumorali non proliferanti disseminate in altri organi; “dormienti” per anni prima che si riattivino in modo da formare metastasi incurabili.

nature21104
Mechanisms of early dissemination and metastasis in breast cancer. Credit image Nature

Le metastasi del cancro della mammella possono nascere da cellule impazzite che si diffondono nel corpo ancora prima che si sviluppi il tumore vero e proprio. Questo meccanismo molto precoce e ‘silenzioso‘, che potrebbe verificarsi anche nel melanoma e nel tumore del pancreas, è stato studiato dal team di ricerca guidato dal prof. Julio Aguirre-Ghiso, della Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York e pubblicato sulla rivista Nature.

La ricerca condotta su topi e biopsie da paziente, si è concentrata sulla comprensione della biologia delle cellule tumorali residue che persistono in uno stato inattivo dopo la terapia iniziale (risultano ‘immuni‘ alla chemioterapia). Lo studio è molto importante perchè sta rivelando i meccanismi che mantengono le cellule tumorali residue dormienti e i marcatori associati a questo stato.

Leggi abstract dell’articolo:
Mechanism of early dissemination and metastasis in Her2+ mammary cancer
Kathryn L. Harper,Maria Soledad Sosa,David Entenberg,Hedayatollah Hosseini,Julie F. Cheung,Rita Nobre,Alvaro Avivar-Valderas, Chandandaneep Nagi, Nomeda Girnius, Roger J. Davis, Eduardo F. Farias,John Condeelis,Christoph A. Klein & Julio A. Aguirre-Ghiso.
Nature (2016) Published online 14 December 2016 doi:10.1038/nature20609

Metastasis: Pathways of parallel progression
Nature (2016) doi:10.1038/nature21104 Published online 14 December 2016

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ASTRO: Linee guida sui trattamenti del cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su novembre 27, 2016

Sono state pubblicate a cura dell’American Society for Radiation Oncology (ASTRO) in aggiornamento le linee guida sulle opzioni di trattamento di radiazioni intraoperatorie per il cancro al seno in stadio precoce.

astro

La linea guida, aggiornata sulle recenti evidenze cliniche fornisce indicazioni su un trattamento accelerato nell’uso della radioterapia intraoperatoria (IORT) per l’irradiazione parziale della mammella. La linea guida si basa su una revisione sistematica della letteratura di studi pubblicati dal maggio 2008; Un totale di 419 abstracts sono stati recuperati da PubMed, e 44 articoli da altre banche dati.

Scarica e leggi il documento in full text:
Accelerated Partial Breast Irradiation: Executive summary for the update of an ASTRO Evidence-Based Consensus Statement
Candace Correa, MD, Eleanor E. Harris, MD, Maria Cristina Leonardi, MD, Benjamin D. Smith, MD, Alphonse G. Taghian, MD PhD, Alastair M. Thompson, MD, Julia White, MD, Jay R. Harris,
Practical Radiation Oncology Articles in Press  DOI:http://dx.doi.org/10.1016/j.prro.2016.09.007

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La mortalità infantile nel mondo.

Posted by giorgiobertin su novembre 25, 2016

Un articolo pubblicato sulla rivista “Lancet” fornisce il quadro aggiornato e completo della mortalità infantile nel mondo. L’indagine è stata condotta da ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, del China National Office of Maternal and Child Health Surveillance e della Sichuan University e si riferisce al periodo 2000-15 su 194 Stati membri.

Dallo studio emergono disuguaglianze di salute, con tassi nazionali di mortalità infantile che variano da 1,9 a 155,1 decessi per 1000 nati vivi, e con il 60,4% dei decessi (3,6 milioni) concentrati in soltanto 10 Paesi.
Secondo le stime del gruppo di esperti, nel 2015 si sono verificati nel mondo 5,9 milioni di decessi tra i bambini sotto i 5 anni, quasi la metà (2,7 milioni, 45,1%) dei quali tra i neonati (primi 28 giorni di vita).

Statistics

Scarica e leggi il documento in full text:
Global, regional, and national causes of under-5 mortality in 2000-15: an updated systematic analysis with implications for the Sustainable Development Goals
The Lancet a novembre 2016
appendici

editoriale di Peter Byass “Child mortality is (estimated to be) falling”. The Lancet, novembre 2016

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Identificate le proteine ​​responsabili delle metastasi nel cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su novembre 17, 2016

I ricercatori della Boston University School of Medicine (BUSM) hanno utilizzato delle linee di cellule di cancro al seno, che presentano le caratteristiche cliniche di un sottotipo di cancro al seno aggressivo (clinicamente descritto come un cancro al seno triplo negativo), per identificare un nuovo percorso e con esso una proteina, BRD4, necessario alle cellule del cancro al seno per diffondersi.

Sopprimendo l’espressione della proteina BRD4 in queste linee cellulari, è stato osservato che le loro capacità di diffusione sono state bloccate, indicando che BRD4 spinge la diffusione del cancro al seno. Inoltre, i ricercatori hanno condotto un’analisi di screening dei tumori al seno umani ed hanno scoperto che i tumori con elevata espressione di BRD4 avevano più probabilità di metastasi.

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I risultati, che appaiono sulla rivista “Cancer Research“, possono fornire un nuovo obiettivo per sopprimere le metastasi del cancro al seno. “Il target BDR4 rappresenta una strategia innovativa per l’ablazione delle metastasi del cancro al seno“, ha spiegato il dr. Guillaume Andrieu, primo autore dello studio.

Leggi abstract dell’articolo:
BRD4 Regulates Breast Cancer Dissemination through Jagged1/Notch1 Signaling
Guillaume Andrieu, Anna H. Tran, Katherine J. Strissel and Gerald V. Denis
Cancer Res November 15 2016 76 (22) 6555-6567; DOI:10.1158/0008-5472.CAN-16-0559

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WHO: Linee guida sul trattamento dell’herpes genitale.

Posted by giorgiobertin su novembre 9, 2016

Sono state pubblicate dal World Health Organization (WHO) le linee guida sul trattamento dell’Herpes Genital Simplex Virus (HSV).

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Gli obiettivi di queste linee guida sono:
– fornire una guida evidence-based sul trattamento di infezione genitale da HSV; e
– sostenere i paesi per aggiornare le loro linee guida nazionali per il trattamento di infezione genitale da HSV.

Scarica e leggi il documento in full text:
Treatment of Genital Herpes Simplex Virus – Numero di pagine: 44 Data di pubblicazione : 2016
Annex D: Evidence tables and evidence-to-decision frameworks – pdf, 2.10 MB

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Linee guida sulle cisti ovariche nelle donne in postmenopausa.

Posted by giorgiobertin su novembre 8, 2016

Sono state pubblicate a cura del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists le linee guida sulla gestione delle donne in postmenopausa con cisti ovariche.

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Questa è la seconda edizione della linea guida, che è stato precedentemente pubblicato nel 2003, e rivista nel 2010. Il documento ha lo scopo di chiarire quando le masse ovariche possono essere gestiti all’interno di un servizio di ginecologia generale o quando l’intervento specialistico di un servizio di oncologia ginecologica è consigliato. Questo per evitare interventi chirurgici non necessari o test invasivi o costosi; nella grande maggioranza delle pazienti sono semplici cisti benigne.

Scarica e leggi il documento in full text:
The Management of Ovarian Cysts in PostmenopausalWomen
Green-top Guideline No. 34 July 2016

Fonte: Royal College of Obstetricians and Gynaecologists

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Carenza di vitamina B in gravidanza associata a rischio diabete tipo 2 nella prole.

Posted by giorgiobertin su novembre 7, 2016

I bambini nati da madri che avevano carenza di vitamina B12 durante la gravidanza possono essere a maggior rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 ed altri disordini metabolici. Ad affermarlo un nuovo studio della University of Warwick Medical School nel Regno Unito, presentato alla Society for Endocrinology annual conference in corso a Brighton, UK 07 November 2016 – 09 November 2016.

La vitamina B12 è una vitamina solubile in acqua naturalmente presente nei prodotti di origine animale, come il latte, le uova, formaggio, carne, pollame e pesce. E’ anche disponibile come integratore alimentare ed è stato aggiunto ad alcuni prodotti non di origine animale, come i cereali per la colazione.

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I ricercatori hanno dimostrato che le donne con livelli bassi di vitamina B12 durante la gravidanza (meno di 150 picomoli per litro), hanno più probabilità di avere un indice di massa corporea più elevato ( BMI ) ed avere bambini a basso peso alla nascita con elevato colesterolo.
Inoltre, la ricerca ha dimostrato che questi bambini hanno una maggiore resistenza all’insulina durante l’infanzia, aumentando il rischio per il diabete di tipo 2. In particolare hanno più probabilità di avere livelli di leptina (ormone delle cellule di grasso) più elevati di quelli normali, con conseguente aumento del rischio di diabete di tipo 2 e di altri disturbi metabolici. E’ probabile che bassi valori di vitamina B12 spingano l’accumulo di grasso nel feto, e questo porta ad un aumento della leptina.

Se i risultati saranno confermati, il team afferma che potrebbero essere riviste le attuali raccomandazioni per la vitamina B12 durante la gravidanza.

Leggi abstract dell’articolo:
Low maternal B12 associates with higher leptin in maternal adipose tissue, placental tissue and cord blood
Antonysunil Adaikalakoteswari, Manu Vatish, Ilona Goljan & Ponnusamy Saravanan
Endocrine Abstracts (2016) 44 P188 | DOI:10.1530/endoabs.44.P188

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NICE: Linee guida sul parto pretermine.

Posted by giorgiobertin su novembre 4, 2016

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sul parto pretermine (prima di 37 settimane di gravidanza). Il documento è uno standard di qualità e copre l’assistenza per le donne incinte che sono considerate a rischio di, o con sintomi e segni di, parto pretermine e nascita. Non copre le donne con una gravidanza multipla.

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Ricordiamo che la più importante conseguenza del parto prematuro è la disabilità dello sviluppo neurologico. Questo può variare da anomalie motorie gravi, come paralisi cerebrale, a meno gravi come la disabilità cognitiva.

Scarica e leggi il documento in full text:
Preterm labour and birth – Quality standard Published: 19 October 2016

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