Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 426 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento

Posts Tagged ‘endocrinologia’

Immunoterapia per il trattamento del Diabete tipo 1.

Posted by giorgiobertin su agosto 10, 2017

Un approccio immunoterapico per il trattamento del diabete di tipo 1 è stato sperimentato clinicamente con successo dai ricercatori del King’s College London in collaborazione con la Cardiff University School of Medicine. Il trattamento ed è stato dimostrato essere sicuro e sembra impedisca alla malattia di progredire e peggiorare.

Insulin-inside-a-cell

Immunoterapie mirano a modulare il sistema immunitario di una persona, di solito per alleviare le condizioni autoimmuni come la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide o il lupus. Il diabete di tipo 1 è anch’esso un disturbo autoimmune, in cui le cellule T del sistema immunitario attaccano erroneamente le cellule beta di produzione di insulina del pancreas. . Senza trattamento il numero delle cellule beta diminuirà lentamente e il corpo non sarà più in grado di mantenere i livelli normali di glucosio nel sangue.

La terapia MonoPepT1De. descritta sulla rivista “Science Translational Medicine”  prevede l’iniezione nel sangue di una persona di piccoli segmenti di proinsulina che si trasformerà poi in insulina. Il trattamento è stato somministrato a 21 persone con diagnosi di diabete di tipo 1, mentre ad altre otto persone è stato somministrato un placebo. Entrambi i gruppi hanno ricevuto iniezioni ogni settimana per sei mesi. A 12 mesi dall’inizio dello studio, il gruppo placebo aveva bisogno di aumentare la dose di insulina iniettabile in media del 50%. Coloro che hanno ricevuto l’immunoterapia sono rimasti stabili, senza alcuna necessità di aumentare le loro dosi di insulina e senza nessun segno di distruzione di cellule beta.

È stato incoraggiante vedere che le persone che ricevono il trattamento necessitano di meno insulina per controllare i loro livelli di glucosio nel sangue, suggerendo che il loro pancreas stava lavorando meglio” dice Mark Peakman del King’s College di Londra. .”Stiamo testando un farmaco che potrebbe essere utilizzato entro cinque anni, se tutto va bene”,

Idealmente, il farmaco dovrebbe essere somministrato a bambini che iniziano a sviluppare la malattia e, possibilmente, a soggetti con un elevato rischio genetico per il diabete di tipo 1.

Leggi abstract dell’articolo:
Metabolic and immune effects of immunotherapy with proinsulin peptide in human new-onset type 1 diabetes
BY MOHAMMAD ALHADJ ALI, YUK-FUN LIU, SEFINA ARIF, DANIJELA TATOVIC, HINA SHARIFF, VIVIENNE B. GIBSON, et al.
SCIENCE TRANSLATIONAL MEDICINE 09 AUG 2017 Vol. 9, Issue 402, eaaf7779 DOI: 10.1126/scitranslmed.aaf7779

Fonti: King’s College London – Cardiff University School of Medicine   –  MedlinePlus news

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I conservanti alimentari promuovono l’obesità.

Posted by giorgiobertin su agosto 10, 2017

Un nuovo studio pubblicato su “Nature Communications” dai ricercatori del Cedars-Sinai ha dimostrato come i conservanti alimentari possono disturbare gli ormoni umani e promuovere l’obesità. Per ottenere questi risultati i ricercatori hanno sviluppato una nuova piattaforma e un protocollo per testare gli effetti delle sostanze chimiche note come disgregatori endocrini sugli esseri umani.

nature_communications

Le tre sostanze chimiche testate in questo studio sono abbondanti nella vita moderna. Butylhydroxytoluene (BHT) è un antiossidante comunemente aggiunto ai cereali per la prima colazione e ad altri alimenti per proteggere le sostanze nutritive e per conservare i grassi; L’acido perfluorooctanoico (PFOA) è un polimero usato usato come rivestimento impermeabilizzante per tessuti, pellame, carta, nella cera per pavimenti; e la tributiltina (TBT) un composto delle vernici che può diluirsi in acqua e accumularsi nei frutti di mare, erroneamente considerata sicura per l’ambiente.

“Abbiamo scoperto che ognuno di questi prodotti chimici ha danneggiato gli ormoni che comunicano tra l’intestino e il cervello“, il prof. Dhruv Sareen. “Quando abbiamo li abbiamo provati tutti e tre insieme, lo stress combinato era molto più alto“.
Precedenti studi avevano dimostrato che questi composti possono distruggere i sistemi ormonali negli animali da laboratorio, il nuovo studio è il primo ad utilizzare le cellule staminali e i tessuti umani pluripotenti per dimostrare come alcuni composti possono disturbare gli ormoni endocrini critici di segnalazione intestino-tessuti neuronali della regione dell’ipotalamo nel cervello, che regolano l’appetito e il metabolismo.

Poiché i danni chimici si sono verificati nelle “giovani” cellule in fase precoce, i risultati suggeriscono che un sistema ormonale difettoso potrebbe influenzare una donna incinta e il feto nel grembo materno”, ha affermato Sareen. “Abbiamo osservato che le sostanze chimiche testate hanno anche danneggiato i mitocondri – strutture cellulari che trasformano cibo e ossigeno in energia e guidano il metabolismo del corpo”.

Leggi il full text dell’articolo:
Endocrine disruptors induce perturbations in endoplasmic reticulum and mitochondria of human pluripotent stem cell derivatives
Uthra Rajamani, Andrew R. Gross, Camille Ocampo, Allen M. Andres, Roberta A. Gottlieb & Dhruv Sareen
Nature Communications 8, Article number: 219 Published online: 09 August 2017, doi:10.1038/s41467-017-00254-8

Fonte: Cedars-Sinai

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Linee guida aggiornate sui disturbi della menopausa.

Posted by giorgiobertin su luglio 31, 2017

L’American Association of Clinical Endocrinologists (AACE) e l’American College of Endocrinology (ACE) hanno aggiornato il loro position statement sul trattamento dei sintomi della menopausa. Le nuove raccomandazioni aggiornano ed integrano quelle emesse nel 2011 e sono pubblicate sulla rivista su “Endocrine Practice“.

La terapia ormonale sostitutiva (Hrt) deve essere individuata in base all’età della donna, all’inizio della menopausa e ad altri fattori cardiovascolari, metabolici e genetici” specificano gli autori. Tra le nuove raccomandazioni, vi è l’indicazione che un estrogeno transdermico piuttosto che orale potrebbe essere considerato nei casi in cui ci possa essere il rischio trombotico di una paziente; inoltre l’Hrt transdermica potrebbe anche ridurre il rischio di malattie dell’arteria coronarica. Quando è necessario l’uso del progesterone, quello micronizzato è considerato un’alternativa sicura.
La commissione Aace/Ace non approva l’uso di ormoni bioidentici, come nel 2011.

Scarica e leggi il documento in full text:
AMERICAN ASSOCIATION OF CLINICAL ENDOCRINOLOGISTS AND AMERICAN COLLEGE OF ENDOCRINOLOGY POSITION STATEMENT ON MENOPAUSE–2017 UPDATE
Rhoda H. Cobin, MD, MACE1; Neil F. Goodman, MD, FACE2; on behalf of the AACE Reproductive Endocrinology Scientific Committee
Endo Pract,2017;23(7):869-880

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Obesità, diabete e cancro alla mammella: firma genetica comune.

Posted by giorgiobertin su luglio 11, 2017

Un gruppo di ricercatori del Centro della Complessità e dei Biosistemi (CC&B) dell’Università di Milano è riuscito a identificare una sorta di firma genetica comune a obesità, cancro alla mammella e diabete.

Unimi logo

Prove cliniche ed epidemiologiche hanno evidenziato il legame fra obesità, cancro alla mammella e diabete, ma non era ancora stata ottenuta una solida conferma di questa relazione a livello di espressione genetica. Grazie a un approccio innovativo all’analisi dei Big Data i ricercatori sono riusciti ad identificare la firma genetica che accomuna obesità, diabete e cancro alla mammella

La forza del nostro lavoro deriva dall’uso di metodi di filtraggio e riduzione del rumore particolarmente appropriati, grazie ai quali siamo riusciti a mitigare il batch effect. Questa strategia di analisi potrebbe venir utilizzata anche per studiare altre patologie, consentendo di sfruttare con maggior accuratezza l’enorme quantità di dati accumulati nella letteratura biomedica”, afferma il professor La Porta. “Grazie a questo approccio, siamo riusciti a identificare una lista di geni caratteristici dell’obesità, che sono anche associati al diabete di tipo 2 e al cancro alla mammella. Il tutto con un grado di precisione simile a quello usato per identificare il Bosone di Higgs”.

Sono stati individuati 38 geni che sono espressi in maniera diversa negli adipociti provenienti da soggetti obesi, confrontati con quelli provenienti da soggetti on obesi. Una sorta di firma genetica che sembra caratterizzare in maniera specifica la condizione di obesità, indipendentemente dal genere del soggetto. Questi geni sono soprattutto associati a processi di infiammazione e risposta immunitaria, e a
complicazioni note dell’obesità come il diabete di tipo 2 e l’infertilità.

Scarica e leggi il documento in full text:
Integrative analysis of pathway deregulation in obesity.
Francesc Font‐Clos, Stefano Zapperi and Caterina A.M. La Porta.
npj Systems Biology and Applications(2017) 3:18; doi:10.1038/s41540‐017‐0018‐z

Fonte: Università Statale di Milano

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Linee guida sul piede diabetico.

Posted by giorgiobertin su luglio 8, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’International Diabetes Federation le linee guida di pratica clinica sulla gestione e trattamento del piede diabetico.

DIABETIC FOOT

Scarica e leggi il documento in full text:
IDF Clinical Practice Recommendations on the Diabetic Foot – 2017

An abbreviated version of these guidelines, the “Diabetes Foot Screening Pocket Chart

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Farmaco anti-asma promettente contro il diabete.

Posted by giorgiobertin su luglio 6, 2017

Dopo 12 settimane di assunzione di un farmaco anti-asma, un gruppo di pazienti con diabete di tipo 2 ha mostrato una riduzione clinicamente significativa del glucosio nel sangue nel corso di un trial clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo. I risultati dei ricercatori dell’University of California San Diego School of Medicine e dei ricercatori dell’Università di Michigan, sono pubblicati sulla rivista “Cell Metabolism“.

fat-cells
Fat cells outlined in blue with inflammatory cells (inflammation) in green.

Amlexanox, un farmaco anti-infiammatorio e anti-allergico usato per trattare l’asma, sviluppato nel 1980 in Giappone, si è rivelato un potenziale approccio terapeutico nel trattamento del diabete di tipo 2.
La parte più emozionante di questo nuovo farmaco è che non è mai stato studiato prima per il diabete”, ha detto il prof. Saltiel. “E’ promettente, ma ci sono ancora molte domande che devono ricevere una risposta”. “Tra queste: Quali cambiamenti genetici sono implicati? Qual’è il giusto dosaggio del farmaco? A che ora del giorno dovrebbe essere somministrato? Ogni quanto tempo dovrebbero i pazienti prendere il farmaco? Quali altre combinazioni di farmaci possono essere utilizzati con Amlexanox? Stiamo progettando un nuovo studio per dare le risposte“.

Amlexanox è un inibitore di due enzimi, IKKɛ e TBK1. In studi precedenti, Saltiel e il suo team avevano scoperto che questi due enzimi sono indotti in topi obesi, causando un calo di spesa energetica o la riduzione di calorie bruciate.

Leggi abstract dell’articolo:
Inhibition of IKKɛ and TBK1 Improves Glucose Control in a Subset of Patients with Type 2 Diabetes
Oral, Elif A. Alan R. Saltie et al.
Cell Metabolism, Volume 26, Issue 1, p157–170.e7, 5 July 2017

Trial: https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01842282

Fonte: University of California San Diego School of Medicine

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’attività fisica non protegge dal declino cognitivo o dalla demenza.

Posted by giorgiobertin su giugno 30, 2017

Per testare l’ipotesi che l’attività fisica nella mezza età non è associata ad un minor rischio di demenza e che la fase preclinica della demenza è caratterizzata da una diminuzione dell’attività fisica, è stato progettato uno studio di coorte prospettico con un follow-up medio di 27 anni.

physical-activity

Lo studio ha coinvolto 10 308 partecipanti di età compresa tra i 35 e 55 anni, valutati tra il 1985 e il 2013. Secondo lo studio pubblicato sul “British Medical Journal“, l’attività fisica non protegge dal declino cognitivo o dalla demenza.

Questi risultati sono coerenti con i risultati di recenti studi randomizzati di controllo, che non sono riusciti a trovare un effetto dell’intervento con attività fisica sulla funzione cognitiva e sull’incidenza della demenza. “Considerati nell’insieme, questi risultati non suggeriscono un effetto causale dell’attività fisica sul declino cognitivo o sul rischio di demenza”. concludono gli autori.

Scarica e leggi il documento in full text:
Physical activity, cognitive decline, and risk of dementia: 28 year follow-up of Whitehall II cohort study.
Sabia S, Dugravot A, Dartigues JF, Abell J, Elbaz A, Kivimäki M, Singh-Manoux A.
BMJ. 2017 Jun 22;357:j2709. doi: 10.1136/bmj.j2709

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Linee guida sulla gestione dei pazienti con diabete ed osteoporosi.

Posted by giorgiobertin su giugno 23, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM)“, a cura dell’ Endocrine Society le linee guida sulla gestione dei pazienti affetti da diabete di tipo 2 e osteoporosi.

Endocrine Society logo

Numerosi studi hanno dimostrato che il rischio di frattura aumenta nelle persone con diabete di tipo 2.
Metformina, sulfoniluree, inibitori DPP-4, e GLP1 agonisti dei recettori dovrebbe essere il trattamento preferito per il diabete di tipo 2 in pazienti che hanno anche l’osteoporosi”, ha detto il prof. Stavroula A. Paschou primo autore.
La metformina ha effetti benefici sulla formazione ossea e sulla densità minerale ossea.

I ricercatori non hanno trovato prove di eventuali effetti negativi di farmaci per l’osteoporosi sul metabolismo del glucosio, ma un possibile effetto benefico con l’uso di bifosfonati. Essi raccomandano di non apportare nessuna modifica al trattamento dell’osteoporosi a causa della presenza di diabete di tipo 2.
Una dieta sana ed esercizio fisico sono molto importanti per la prevenzione e il trattamento di entrambe le condizioni”, ha detto il prof. Stavroula A. Paschou.

Leggi abstract del documento:
Type 2 diabetes and osteoporosis: a guide to optimal management.
Stavroula Α. Paschou, Anastasia D. Dede, Panagiotis G. Anagnostis, Andromachi Vryonidou, Daniel Morganstein, Dimitrios G. Goulis.
J Clin Endocrinol Metab 2017 jc.2017-00042. doi: 10.1210/jc.2017-00042

Fonte: Endocrine Society

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Linee guida sulla gestione dell’anziano con Diabete di tipo 2.

Posted by giorgiobertin su giugno 11, 2017

Sono state pubblicate a cura della Società Italiana di Diabetologia (Sid) e della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) le raccomandazioni sulla gestione clinica del paziente diabetico anziano, anche alla luce delle evidenze scientifiche e terapeutiche per il trattamento della malattia diabetica.

SID-anziani-diabete

La dieta mediterranea e l’attività fisica aerobica, alternata a esercizi di resistenza e di stretching sono parte fondamentale del trattamento. L’educazione all’automonitoraggio della glicemia è molto importante in questa fascia d’età. L’obiettivo da raggiungere anche nell’anziano è un’emoglobina glicata inferiore al sette per cento.

La metformina resta il farmaco di prima scelta, a meno che non ci sia un’insufficienza renale di grado elevato o uno scompenso cardiaco importante. Tra gli altri anti-diabetici orali la scelta dovrebbe cadere su quelli non a rischio ipoglicemia, quali gli inibitori di DDP-4, da preferire alla repaglinide e alle sulfoniluree, che andrebbero al contrario evitate perché possono dare ipoglicemie gravi (soprattutto la glibenclamide).

Scarica e leggi il documento in full text:
POSITION STATEMENT – Personalizzazione del trattamento dell’iperglicemia nell’anziano con diabete tipo 2
Società Italiana di Diabetologia – Società Italiana di Gerontologia e Geriatria

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un gruppo di neuroni modula l’insulina che il pancreas deve produrre.

Posted by giorgiobertin su giugno 8, 2017

Il cervello è la chiave nella regolazione dell’appetito, peso corporeo e metabolismo. In particolare, v’è un piccolo gruppo di neuroni dell’ipotalamo, chiamato POMC (Proopiomelanocortin), che rilevano e integrano i segnali sullo stato energetico dell’organismo e attivano le risposte fisiologiche appropriate. Questi neuroni sono sensibili alle fluttuazioni dei nutrienti come il glucosio, acidi grassi e aminoacidi.

neurones_pomc
Fluorescence microscopy image of the hypothalamus arcuate nucleus with POMC neurons in green (Image: Alicia G Gómez-Valadés)

Uno studio co-condotto da Institute for Research in Biomedicine (IRB Barcelona) e IDIBAPS sottolinea l’importanza dei meccanismi molecolari neuronali nella rilevazione di sostanze nutritive e nel controllo dei livelli di glucosio, con conseguente rilascio di insulina dal pancreas.

In particolare gli scienziati hanno osservato per la prima volta che la comunicazione tra l’ipotalamo e il pancreas dipende dall’attività della proteina mitofusin 1. Dagli esperimenti hanno iniziato a comprendere alcuni dettagli molecolari di questa connessione. Hanno descritto che le alterazioni sono dovute ad un eccessivo, anche se transitorio, aumento della produzione di radicali liberi dell’ossigeno (ROS) nell’ipotalamo. Quando i livelli di ROS nell’ipotalamo vengono ripristinati in laboratorio, il pancreas comincia a secernere dalle cellule beta i corretti livelli di insulina di nuovo.

I meccanismi molecolari coinvolti non sono perfettamnete noti in dettaglio. Si è evidenziato un cambiamento di forma dei mitocondri, un fenomeno noto come dinamica mitocondriale; un meccanismo di adattamento energetico a mutate condizioni metaboliche, dettate dalle esigenze cellulari.

I risultati pubblicati in “Cell Metabolism aiutano a capire il diabete in modo più dettagliato.

Leggi abstract dell’articolo:
Mitochondrial dynamics mediated by Mitofusin 1 is required for POMC neuron glucose-sensing and insulin release control
Sara Ramírez, Alicia G Gómez-Valadés, Marc Schneeberger, Luis Varela, Roberta Haddad-Tóvolli, Jordi Altirriba, Eduard Noguera, Anne Drougard, Álvaro Flores-Martínez, Mónica Imbernón, Iñigo Chivite, Macarena Pozo,…..Antonio Zorzano and Marc Claret.
Cell Metabolism (2017). doi: 10.1016/j.cmet.2017.05.010

Fonte: IRB Barcellona

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

NICE: Linea guida sulla cura e gestione del diabete di tipo 2 negli adulti.

Posted by giorgiobertin su maggio 11, 2017

Sono state pubblicate in aggiornamento a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla cura e gestione del diabete di tipo 2 negli adulti (18 anni in su). Il documento aggiorna il precedente del 2015.

diabetes-NICE

Il documento si concentra sull’educazione del paziente, consigli dietetici, sulla gestione del rischio cardiovascolare, gestione dei livelli di glucosio nel sangue, e l’identificazione e la gestione di complicanze a lungo termine.

Scarica e leggi il documento in full text:
Type 2 diabetes in adults: management – NICE guideline [NG28] Published date: December 2015 Last updated: May 2017

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Terapia ormonale in post-menopausa, rischio perdita dell’udito.

Posted by giorgiobertin su maggio 10, 2017

E’stato a lungo sospettato che la menopausa e l’uso di ormoni avessero un effetto diretto sull’udito. Ora i ricercatori del Brigham and Women Hospital in uno studio prospettico pubblicato sulla rivista “Menopause“, la rivista della North American Menopause Society (NAMS), ne hanno dimostrato l’associazione.

Dopo aver esaminato la perdita di udito in 80,972 donne coinvolte nel Health Study II Nurses’ seguite nel periodo 1991-2013, i ricercatori hanno scoperto che durante il periodo di studio, il 23 per cento delle partecipanti ha sviluppato la perdita dell’udito. I ricercatori non hanno trovato una associazione significativa tra il complessivo stato di menopausa e il rischio di perdita di udito, anche se il più alto rischio è stato associato con l’età avanzata della menopausa naturale. L’uso della terapia ormonale in postmenopausa è associato a un maggior rischio di perdita dell’udito, e il rischio tendeva ad aumentare con la durata di utilizzo.

NAMS

La nostra ricerca si concentra sull’identificazione di elementi prevenibili alla perdita dell’udito. Sebbene il ruolo degli ormoni sessuali nel udito è complesso e non completamente capito, questi risultati suggeriscono che le donne che si sottopongono a menopausa in un’età più avanzata possono avere un rischio più elevato. Inoltre, più la durata è lunga nell’uso della terapia ormonale in post-menopausa più alto è il rischio di perdita dell’udito. Questi risultati suggeriscono che la salute dell’udito può essere presa in considerazione per le donne al momento di valutare i rischi e i benefici della terapia ormonale“, ha detto il prof. Curhan.

Leggi abstract dell’articolo:
Menopause and postmenopausal hormone therapy and risk of hearing loss.
Curhan, Sharon G.; Eliassen, A. Heather; Eavey, Roland D… et al.
Menopause: May 8, 2017

Fonte: North American Menopause Society (NAMS)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mappatura genetica per il diabete di tipo 2.

Posted by giorgiobertin su maggio 8, 2017

Gli scienziati sono più vicini alla comprensione delle cause genetiche del diabete di tipo 2, individuando 111 nuove sedi cromosomiche (‘loci’) sul genoma umano che indicano la suscettibilità alla malattia, in precedenza solo 76 loci erano conosciuti e studiati. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’University College London (UCL) in collaborazione con l’Imperial College of London.

genetics-diabetes

Lo studio, pubblicato su “The American Journal of Human Genetics“, ha utilizzato un metodo sviluppato presso UCL sulla base di mappe genetiche realizzate per indagare patologie complesse come il diabete di tipo 2. Sono stati analizzati campioni di pazienti di popolazioni europee, africane, americane, comprendente 5.800 soggetti con diabete di tipo 2 e 9.691 soggetti di controllo.

Nessuna malattia con una predisposizione genetica è stata più intensamente studiata come il diabete di tipo 2. Abbiamo dimostrato i benefici della mappatura genetica per identificare centinaia di luoghi in cui le mutazioni causali potrebbero essere presenti in molti popolazioni, tra cui gli afro-americani. Fornire un maggior numero di loci caratteristici per la malattia permetterà agli scienziati di studiare e costruire un quadro più dettagliato dell’architettura genetica del diabete di tipo 2″, ha spiegato l’autore principale, il prof. Nikolas Maniatis.

Attualmente stiamo studiando se questi loci alterano l’espressione dei geni in altri tessuti come il pancreas, fegato e muscolo scheletrico che sono anche rilevanti per diabete di tipo 2.

Leggi abstract dell’articolo:
High-Resolution Genetic Maps Identify Multiple Type 2 Diabetes Loci at Regulatory Hotspots in African Americans and Europeans
Winston Lau, Toby Andrew, Nikolas Maniatis
The American Journal of Human Genetics, Volume 100, Issue 5, 803 – 816, 4 May 2017

Fonte: University College London

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

GIOSEG: Vitamina D per la salute dell’osso.

Posted by giorgiobertin su maggio 5, 2017

La G.I.O.S.E.G. (Glucocorticoid Induced Osteoporosis Skeletal Endocrinology Group) ha pubblicato un documento stilato da una task force sugli effetti scheletrici della vitamina D e del management della sua carenza.

logo_GIOSEG

Il documento ha l’obiettivo di chiarire il ruolo fisiologico della Vitamina D, la sua importanza nel trattamento della fragilità scheletrica e il suo corretto utilizzo basato sulle più recenti evidente scientifiche.

Scarica e leggi il documento in full text:
LA VITAMINA D: UN ORMONE ESSENZIALE PER LA SALUTE SCHELETRICA

Posted in E-journal E-Book | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’obesità infantile legata allo sviluppo del diabete di tipo 2.

Posted by giorgiobertin su aprile 25, 2017

I bambini con obesità hanno un rischio quattro volte più alto di sviluppare diabete di tipo 2 rispetto ai bambini con un indice di massa corporea (BMI) nel range di normalità. Ad affermarlo uno studio condotto dai ricercatori del NIHR Biomedical Research Centre at Guy’s and St. Thomas’ NHS Foundation Trust e King’s College London pubblicato sul “Journal of Endocrine Society“.

I ricercatori hanno anche scoperto che ai bambini con diagnosi di diabete di tipo 1 non è stata trovata nessuna associazione tra obesità e incidenza del diabete di tipo 1, che è una malattia autoimmune.

Leggi abstract dell’articolo:
Body Mass Index and Incident Type 1 and Type 2 Diabetes in Children and Young Adults: A Retrospective Cohort Study
Ali Abbasi, Dorota Juszczyk, Cornelia HM van Jaarsveld, Martin C Gulliford, MA,
J. Endocr. Soc. js.2017-00044. Published: 25 April 2017 DOI: https://doi.org/10.1210/js.2017-00044

Fonte: King’s College London

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | 1 Comment »

Linee guida sulla diagnosi e trattamento dell’amenorrea.

Posted by giorgiobertin su aprile 10, 2017

La Endocrine Society ha pubblicato le nuove linee guida sulla diagnosi e il trattamento dell’amenorrea ipotalamica sulla rivista “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism“.

Amenorrea  Amenorrea1

L’amenorrea ipotalamica è una forma di mancanza di ovulazione cronica, non dovuta a cause organiche identificabili, ma spesso associata a stress, perdita di peso, esercizio fisico eccessivo, o a una combinazione di fattori” afferma Catherine Gordon, del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center.

Come viene evidenziato nel documento è necessario un approccio di trattamento multidisciplinare, che includa supporto medico, dietistico e di salute mentale.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Functional Hypothalamic Amenorrhea: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline
Catherine M. Gordon Kathryn E. Ackerman Sarah L. Berga Jay R. Kaplan George Mastorakos Madhusmita Misra M. Hassan Murad Nanette F. Santoro Michelle P. Warren
J Clin Endocrinol Metab jc.2017-00131. DOI: https://doi.org/10.1210/jc.2017-00131

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Eversense: Sensore impiantabile per misurare la glicemia.

Posted by giorgiobertin su marzo 9, 2017

Si chiama Eversense, il sensore impiantabile sotto la cute per il monitoraggio continuo della glicemia (Cgm) prodotto da Roche Diabetes Care che promette di semplificare e rendere più sicura la gestione del diabete.
Il dispositivo, ora disponibile anche in Italia, misura i livelli di glucosio 24 ore al giorno, funziona ininterrottamente per 90 giorni, comunica i dati alla app del dispositivo mobile. Gli algoritmi predittivi avvertono il paziente di probabili episodi di ipo o iperglicemia in tempo utile per rimediare. I dati possono venire condivisi con il proprio diabetologo attraverso il portale dedicato.

Eversense     Senseonics
Eversense-System (PRNewsFoto/Roche Diabetes Care)

I pazienti impiantati con Eversense nella prima settimana di marzo sono in tutto 5. Tre sono stati impiantati a Padova dal team della dottoressa Bruttomesso dell’Unita’ Operativa Complessa di Malattie del Metabolismo diretta dal professor Avogaro e due sono stati impiantati a Olbia presso il centro di Diabetologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Olbia diretto dal dottor Giancarlo Tonolo.

“L’impianto di per sé è molto semplice fatto in anestesia locale con un taglio microscopico, la procedura occupa solo qualche minuto” – ha affermato il Dr. Giancarlo Tonolo.

Una rivoluzione nel monitoraggio della glicemia.

Accedi al sito web: Eversense

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scoperta la causa genetica del tumore ai testicoli.

Posted by giorgiobertin su febbraio 15, 2017

I ricercatori dell’Università degli Studi di Padova hanno scoperto le cause genetiche del tumore del testicolo. Il gene E2f1, deputato alla regolazione della divisione cellulare, è più frequentemente alterato nei soggetti colpiti dal cancro al testicolo. La ricerca, coordinata dall’endocrinologo e andrologo dell’Università di Padova Prof. Foresta è stata condotta dall’Istituto Oncologico Veneto – IOV, e pubblicata sulla rivista “Endocrine Related Cancer”.

logo_unipd         iov

I ricercatori, studiando 261 giovani con cancro del testicolo, hanno dimostrato che l’aumentata attività di questo gene caratterizza la predisposizione alla replicazione cellulare tipica del tumore. L’alterazione del gene E2f1 giustifica almeno in parte le ragioni di una predisposizione familiare nello sviluppo del tumore. Inoltre, i risultati raggiunti permettono di identificare la suscettibilità a sviluppare questo tumore nei giovani a rischio.

Leggi abstract dell’articolo:
Copy number variations of E2F1: a new genetic risk factor for testicular cancer
Maria Santa Rocca, Andrea Di Nisio, Arianna Marchiori, Marco Ghezzi, Giuseppe Opocher, Carlo Foresta, and Alberto Ferlin
Endocr Relat Cancer first published on 19 January 2017, doi:10.1530/ERC-16-0514

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Endocrine Society: Linee guida sull’obesità in età pediatrica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 1, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’Endocrine Society e dell’European Society of Endocrinology and the Pediatric Endocrine Society, sulla rivista “The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM)” le linea guida aggiornate che coprono la prevenzione, il trattamento e la valutazione dell’obesità in età pediatrica.

obesity-childhood

Il documento oltre alla prevenzione e al trattamento, fornisce raccomandazioni su come valutare i bambini affetti da obesità per complicanze mediche o psicologiche, quando valutare i bambini obesi a seguito di cause genetiche rare e quando a prendere in considerazione farmaci o interventi chirurgici per gli adolescenti gravemente colpiti.

Scarica e leggi il documento in full text:
Pediatric Obesity—Assessment, Treatment, and Prevention: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline.
Dennis M. Styne, Silva A. Arslanian, Ellen L. Connor, Ismaa Sadaf Farooqi, M. Hassan Murad, Janet H. Silverstein, Jack A. Yanovski;
JCEM  2017  jc.2016-2573  doi: 10.1210/jc.2016-2573

Fonte: Endocrine Society

Per statistiche e dati su obesità in età pediatrica, visita: Society’s Endocrine Facts & Figures Report

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

ADA: Linee guida sulla Neuropatia Diabetica.

Posted by giorgiobertin su gennaio 21, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’American Diabetes Association in aggiornamento, il precedente documento era datato 2004, le linee guida sul trattamento della Neuropatia diabetica.

Diabetes-Care-cover

Le Neuropatie diabetiche sono le complicanze croniche più diffuse del diabete. Questo gruppo eterogeneo di condizioni colpisce diverse parti del sistema nervoso e si presenta con diverse manifestazioni cliniche. Il riconoscimento precoce e la corretta gestione della neuropatia nel paziente con diabete è molto importante.

Il documento pubblicato sulla rivista “Diabetes Care“oltre che alla diagnosi e alla terapia, tratta anche la prevenzione della neuropatia, compreso il controllo glicemico e la modifica dello stile di vita.

Scarica e leggi il documento in full text
Diabetic Neuropathy: A Position Statement by the American Diabetes Association
Rodica Pop-Busui, Andrew J.M. Boulton, Eva L. Feldman, Vera Bril, Roy Freeman, Rayaz A. Malik, Jay M. Sosenko and Dan Ziegler
Diabetes Care 2017 Jan; 40(1): 136-154. https://doi.org/10.2337/dc16-2042

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Batteri intestinali legati al diabete di tipo 1.

Posted by giorgiobertin su gennaio 20, 2017

Le persone con diabete di tipo 1 mostrano cambiamenti nel loro sistema digestivo che non si vedono nelle persone che non hanno la malattia autoimmune, ad affermarlo un nuovo studio italiano pubblicato sulla rivista “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism“.

Questo è il primo studio che ha avuto l’opportunità di analizzare il profilo infiammatorio, microbioma, e l’associazione alla mucosa duodenale dei pazienti con diabete di tipo 1, rispetto ai pazienti con malattia celiaca e controlli sani“.“L’espressione di 10 geni specifici proinfiammatori risultano significativamente aumentati nel duodeno dei pazienti con diabete di tipo 1 rispetto ai controlli sani e ai pazienti con malattia celiaca“, afferma il prof. Lorenzo Piemonti, dell’Ospedale San Raffaele di Milano, Italia.
batteri microbiota

Lo studio ha incluso 54 pazienti – 19 con diabete di tipo 1, 19 con malattia celiaca, e 16 controlli sani. Le biopsie della mucosa duodenale sono stati condotte presso l’ospedale San Raffaele dal 2009 al 2015. L’infiammazione è stata valutata da uno studio di espressione genica e di immunoistochimica. La composizione del Microbioma è stata analizzata con 16S rRNA gene sequencing.
La mucosa duodenale dei pazienti con diabete di tipo 1, ha mostrato un significativo aumento dei batteri Firmicutes (Gram-positivi) e una riduzione Proteobacteria (Gram-negativi) e Bacteroidetes (Gram-negativi) rispetto ai controlli sani.

Per anni, abbiamo cercato la causa del diabete di tipo 1 nel pancreas. Forse, abbiamo guardato nel posto sbagliato, vi è la possibilità che l’intestino hanno un ruolo chiave nello sviluppo della malattia“. – concludono i ricercatori.
Se i risultati saranno confermati, sarà possibile sviluppare un nuovo trattamento nelle persone con un alto rischio di sviluppare il diabete di tipo 1.

Leggi abstract dell’articolo:
Duodenal mucosa of patients with type 1 diabetes shows distinctive inflammatory profile and microbiota
Silvia Pellegrini, Valeria Sordi, Andrea Mario Bolla, Diego Saita, Roberto Ferrarese, Filippo Canducci, Massimo Clementi, Francesca Invernizzi, Alberto Mariani, Riccardo Bonfanti, Graziano Barera, Pier Alberto Testoni, Claudio Doglioni, Emanuele Bosi, Lorenzo Piemonti
Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism published Jan. 19 – DOI: https://doi.org/10.1210/jc.2016-3222

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Diabete di tipo 1 legato alle infezioni da enterovirus nei bambini.

Posted by giorgiobertin su gennaio 10, 2017

Una nuova ricerca condotta dai ricercatori University of Tampere in Finland indaga il legame tra la malattia e un tipo di infezione da enterovirus nei bambini. Lo studio è pubblicato sulla rivista “Diabetologia“.

diabetologia1-2

Il team – guidato dal Prof. Heikki Hyöty e il Dr. Hanna Honkanen – ha analizzato un totale di 1.673 campioni di feci da 129 bambini che erano risultati positivi per gli anticorpi del Diabete tipo 1, e 3.108 campioni di feci da un gruppo di controllo di 282 bambini. I risultati suggeriscono che le infezioni da enterovirus diagnosticate rilevando RNA virale nelle feci sono associate con lo sviluppo del Diabete di tipo 1  con un ritardo anche di diversi mesi.

I tipi di enterovirus più frequentemente riscontrati sono: Coxsackievirus A4 (che rappresentano il 28 per cento dei virus genotipizzati), A2 coxsackievirus, (che ha il 14 per cento dei virus), e A16 Coxsackievirus (che ha rappresentato l’11 per cento dei virus).

Questa scoperta supporta le osservazioni precedenti di altri studi prospettici che suggerivano che le infezioni da enterovirus possono svolgere un ruolo nell’avvio del processo che danneggia le cellule beta“.
Sarà importante esplorare la possibilità di creare un vaccino contro questi virus per scoprire se si può prevenire il diabete di tipo 1“, affermano i ricercatori.
Gli autori hanno convenuto che ulteriori ricerche sono necessarie per validare ulteriormente i risultati dello studio in corso.

Ricordiamo che il Diabete di tipo 1 (malattia autoimmune che blocca nel corpo la produzione di insulina) è di solito diagnosticato nei bambini e negli adulti, e si verifica quando il sistema immunitario del corpo non riconosce le proprie cellule beta produttrici di insulina; anzi le attacca e le danneggia. Il corpo ha bisogno di insulina per trasformare il glucosio nel sangue in energia.

Leggi abstract dell’articolo:
Detection of enteroviruses in stools precedes islet autoimmunity by several months: possible evidence for slowly operating mechanisms in virus-induced autoimmunity
Honkanen, H., Oikarinen, S., Nurminen, N. et al.
Diabetologia (2017) First Online: 09 January 2017 doi:10.1007/s00125-016-4177-z

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Linee guida sulla gestione della malattia alla tiroide in gravidanza.

Posted by giorgiobertin su gennaio 7, 2017

Sono state pubblicate dall’American Thyroid Association (ATA), sulla rivista “Thyroid” le linee guida aggiornate sulla diagnosi e gestione delle malattie della tiroide durante il periodo della gravidanza, dell’allattamento e del post-parto. Il precedente documento era datato 2011.

hypothyroidie_1

Le linee guida comprendono raccomandazioni relative alla diagnosi e la gestione dell’ipotiroidismo, tireotossicosi, noduli tiroidei, e cancro alla tiroide, così come le considerazioni della tiroide nelle donne infertili, considerazioni fetali e neonatali, e indicazioni sulle future ricerche.

Scarica e leggi il documento in full text:
2017 Guidelines of the American Thyroid Association for the Diagnosis and Management of Thyroid Disease during Pregnancy and the Postpartum
Erik K. Alexander (co-chairperson), et al.
Thyroid DOI: 10.1089/thy.2016.0457

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Diabete: una patch per la misurazione del glucosio.

Posted by giorgiobertin su dicembre 17, 2016

La società Nemaura Medical ha sviluppato un dispositivo che permetterà ai diabetici di gestire al meglio la loro malattia conoscendo in ogni momento i livelli di glucosio nel sangue stabilendo così ciò che provoca ipoglicemia o iperglicemia nel loro stile di vita.

sugarbeta  sugarbeat_6

Il sistema Sugarbeat comprende: un sensore, un cerotto usa e getta che aderisce alla pelle, uno smartphone, o tablet o PC o watch dotati di uno schermo LCD per la lettura dei dati raccolti dal sensore. Esso consentirà ai diabetici di monitorare costantemente i loro livelli di glucosio e questo senza prelievi di sangue dal dito nel corso della giornata.

Sugarbeat patch può essere fissato in diverse parti del corpo, sul braccio, addome o su una gamba. Una volta fissato, invierà le informazioni via Bluetooth sullo smartphone dell’utente con l’applicazione dedicata installata, o su un piccolo dispositivo portatile. La patch è monouso, utilizzabile per 24 ore, il sensore ha una durata di due anni.

La patch misurerà i livelli di glucosio attraverso il liquido interstiziale dalla pelle, quindi è privo di aghi. Tuttavia non è possibile sfuggire alla puntura che verrà fatta una sola volta per la calibrazione del sensore e ogni volta che si cambia la patch. Le misure saranno effettuate ogni 5 minuti per una valutazione accurata delle variazioni dei livelli di glucosio.
Non è ancora stato fissato il prezzo. Il lancio sul mercato avverrà nel primo trimestre del 2017 in alcuni paesi in Europa, Asia e Medio Oriente.

SugarBEAT: le patch qui va révolutionner la mesure du glucose

SugarBEAT

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Passo in avanti nella ricerca di terapie sul Diabete.

Posted by giorgiobertin su dicembre 2, 2016

L’artemisinina (principio attivo estratto dall’artemisia annuale (Artemisia annua) approvato dalla FDA, da decenni usato per trattare la malaria, trasforma le cellule alfa che producono glucagone nel pancreas in cellule produttrici di insulina – acquisendo così le caratteristiche di cellule beta, il tipo di cellula danneggiata nel diabete di tipo 1.
Questi risultati innovativi, pubblicati sulla rivista Cell, fornisce le basi per un nuovo approccio promettente verso una cura per il diabete di tipo 1.

csm_langerhansche
Artemisinin can convert pancreatic alpha cells into functional beta-like cells through enhanced GABA signaling.

Senza insulina – che normalmente “dice” al corpo di iniziare a ridurre i livelli di glucosio – lo zucchero nel sangue non può entrare nelle cellule, dove viene normalmente trasformato in energia. Come risultato, il glucosio si blocca nel sangue, e si instaura il diabete con tutte le sue conseguenze. Per decenni, gli scienziati hanno cercato di trovare un modo per sostituire le cellule beta – a volte indicate come cellule delle isole perché si trovano in una zona endocrina del pancreas conosciute come Langerhans.

Esaminando il ruolo di una varietà di farmaci approvati sulle trasformazioni cellulari alfa e beta, i ricercatori del CeMM Research Center for Molecular Medicine in Austria, hanno scoperto che l’artemisinina trasforma le cellule pancreatiche alfa in cellule beta-like funzionali, che producono insulina.

Con il nostro studio, abbiamo potuto dimostrare che artemisinina cambia il programma di epigenetica delle cellule alfa glucagone-produzione e induce profonde alterazioni della loro funzione biochimica“, spiega il prof. Stefan Kubicek. Il modo in cui questo accade è attraverso l’attivazione dei recettori GABA. “siamo fiduciosi che la scoperta dell’artemisinina e la sua modalità di azione può costituire la base per una nuova terapia del diabete di tipo 1“.

Leggi abstract dell’articolo:
Artemisinins Target GABAA Receptor Signaling and Impair α Cell Identity
Jin Li, Tamara Casteels, Thomas Frogne, Camilla Ingvorsen, ……Jacob Hecksher-Sørensen, e Stefan Kubicek
Cell 2016. DOI:10.1016/j.cell.2016.11.010.

Fonte: CeMM Research Center for Molecular Medicine

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »