Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 469 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento

Posts Tagged ‘neurologia’

Focus sull’emorragia intracerebrale spontanea.

Posted by giorgiobertin su giugno 18, 2019

L’Emorragia intracerebrale (Intracerebral hemorrhage – ICH) è un sottotipo di ictus associato a significativa morbilità e mortalità. Lo scopo di questa recensione pubblicata dai ricercatori del Department of Neurology, Loyola University Chicago, è di fornire un aggiornamento sulle ricerche negli ultimi tre anni per questa patologia.
Gli argomenti trattati comprendono fattori di rischio, predittori di imaging dell’espansione dell’ematoma, schema di punteggio per predire l’espansione dell’ematoma, terapie emostatiche, abbassamento della pressione arteriosa acuta, somministrazione intraventricolare di alteplase per emorragia intraventricolare e lo stato attuale delle terapie chirurgiche.

Spontaneous Intracerebral Hemorrhage

Scarica e leggi il documento in full text:
Recent advances in spontaneous intracerebral hemorrhage [version 1; peer review: 2 approved].
Garg R and Biller J.
F1000Research 2019, 8(F1000 Faculty Rev):302 (https://doi.org/10.12688/f1000research.16357.1)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

FDA: approvato farmaco per la cefalea a grappolo.

Posted by giorgiobertin su giugno 15, 2019

La statunitense Food and Drug Administration (FDA) ha esteso le indicazioni di Emgality (galcanezumab-gnlm), approvando il primo trattamento per la cefalea a grappolo episodica negli adulti.

migrane

L’efficacia di Emgality – già approvato dall’FDA a settembre 2018, per il trattamento preventivo dell’emicrania negli adulti – per questa nuova indicazione è stata dimostrata in uno studio clinico che ha coinvolto 106 pazienti, in cui il medicinale è stato confrontato con il placebo.

FDA press release:
FDA approves first treatment for episodic cluster headache that reduces the frequency of attacks

https://www.emgality.com/

galcanezumab

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Da un batterio un collirio contro le retinopatie.

Posted by giorgiobertin su giugno 3, 2019

Grazie a uno studio condotto dai ricercatori dell’ISS su una proteina batterica e’ stato ottenuto un collirio che potrebbe migliorare la vista nei casi di retinopatia. In particolare la ricerca, pubblicata sulla rivista “Neuroscience“, ha osservato che la somministrazione topica tramite collirio di una soluzione contenente la proteina batterica Fattore Citotossico Necrotizzante 1 (CNF1) di Escherichia Coli, e’ stata in grado di migliorare le prestazioni visive in un modello animale di retinopatia ipertensiva, una condizione clinica che si riscontra in soggetti con elevati valori di pressione arteriosa sistemica che altera il corretto funzionamento della retina portando ad una perdita graduale della vista.

collirio

CNF1, tramite la modulazione dell’attivita’ della proteina Rac1 nella retina, potrebbe agire come antiinfiammatorio, migliorando quindi la funzionalita’ visiva. La proteina Rac1 appartiene alla famiglia delle Rho GTPasi, piccole proteine regolatorie gia’ note per essere coinvolte nei processi infiammatori e nella risposta allo stress ossidativo a livello vascolare.

Aver dimostrato che l’agire sull’attivita’ della proteina Rac1 sia in grado di migliorare la funzionalita’ in una retina gia’ compromessa – spiega la Dott.ssa Fiorentini – apre la strada a nuove strategie terapeutiche mirate a patologie della vista nella cui patogenesi esiste un’importante componente neuro-infiammatoria. Parlo di malattie altamente invalidanti come la retinopatia ipertensiva, la retinopatia diabetica ed il glaucoma, per le quali ad oggi non esistono cure”.

Leggi abstract dell’articolo:
Eye Drop Instillation of the Rac1 Modulator CNF1 Attenuates Retinal Gliosis and Ameliorates Visual Performance in a Rat Model of Hypertensive Retinopathy
Andrea Matteucci, Laura Ricceri, Alessia Fabbri, Andrea Fortuna, … Stefano Loizzo
Neuroscience, Available online 23 May 2019 https://doi.org/10.1016/j.neuroscience.2019.05.021

Fonte: Ordine Medici Roma

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Linee guida sulla sindrome di Tourette e disturbi cronici da tic.

Posted by giorgiobertin su maggio 21, 2019

L’American Academy of Neurology (AAN) ha pubblicato nuove linee guida (LG) sulla gestione della sindrome di Tourette e altri disturbi cronici da tic. Questo documento e la revisione sistematica della letteratura che supporta le raccomandazioni sono state pubblicate su “Neurology” in concomitanza con la riunione annuale AAN 2019, a Philadelphia.
La sindrome di Tourette è una patologia neuropsichiatrica dell’infanzia e dell’adolescenza, caratterizzata da tic motori e fonici (o vocali). Questi tic consistono in movimenti e suoni ripetuti e involontari; sono, inoltre, difficilmente controllabili e immotivati, cioè privi di uno scopo preciso.


AAN Releases Guideline: Treatment of Tics in People with Tourette Syndrome and Chronic Tic Disorders

Le linee guida raccomandano che gli adulti con sindrome di Tourette grave e resistenti alla terapia medica e comportamentale possano trarre beneficio dalla stimolazione cerebrale profonda (DBS), ma devono prima essere sottoposti a screening da un professionista della salute mentale e continuare a essere monitorati durante il trattamento con DBS.
I trattamenti delineati nella linea guida includono la tossina botulinica, che è un farmaco somministrato per iniezione nei muscoli che producono tic. Le linee guida affermano che i medici dovrebbero consigliare i loro pazienti adolescenti e adulti più anziani su questo trattamento, sulla base di prove limitate.

“I trattamenti possono aiutare a ridurre la frequenza e la gravità del tic, ma raramente eliminano tutti i tic. È importante che le persone siano informate di tutte le opzioni di trattamento disponibili, tra cui l’educazione, le terapie comportamentali, i farmaci o l’attesa vigile. ” – afferma la prof.ssa  Tamara Pringsheim, dell’Università di Calgary in Alberta, Canada.

Scarica e leggi il documento in full text:
Practice guideline recommendations summary: Treatment of tics in people with Tourette syndrome and chronic tic disorders
Tamara Pringsheim, Michael S. Okun, Kirsten Müller-Vahl, Davide Martino, Joseph Jankovic, Andrea E. Cavanna, Douglas W. Woods, Michael Robinson, Elizabeth Jarvie, Veit Roessner, Maryam Oskoui, Yolanda Holler-Managan, John Piacentini
Neurology First published May 6, 2019, DOI: https://doi.org/10.1212/WNL.0000000000007466

Summary for Patients and Their Families

Clinician Summary

PowerPoint Presentation

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scoperta proteina che contribuisce all’invecchiamento del cervello.

Posted by giorgiobertin su maggio 20, 2019

I ricercatori del Department of Neurology and Neurological Sciences, Stanford University School of Medicine hanno scoperto una molecola che si trova nei vasi sanguigni e interagisce con il sistema immunitario che contribuisce all’invecchiamento del cervello. Lo studio pubblicato sulla rivista “Nature Medicine“, ha dimostrato che bloccando questa molecola è possibile ridurre e recuperare i deficit mentali legati all’età.

Tony Wyss-Coray
New research from Tony Wyss-Coray and his collaborators shows that older mice performed better on memory tests when a protein found on the walls of blood vessels in the brain was blocked.

Ci siamo concentrati sulle proteine che cambiano con l’età e che hanno qualcosa a che fare con la vascolarizzazione.” dice il prof. Wyss-Coray.
Fra queste è emersa una proteina che diventa più abbondante con l’età, Vascular Cell Adhesion Molecule 1 (VCAM1), che – come hanno dimostrato i ricercatori – sembra avere un ruolo chiave negli effetti del sangue invecchiato sul cervello. Misure biologiche e cognitive hanno indicato che il blocco di VCAM1 non solo impedisce al plasma vecchio di danneggiare il cervello dei topi giovani, ma può anche invertire i deficit nei topi anziani. In pratica bloccare VCAM1 nel cervello ha finito per rendere i topi più intelligenti.

Il team ha usato due tecniche per bloccare VCAM1: una cancella geneticamente la proteina dal cervello dei topi, l’altra prevede di iniettare un anticorpo che si lega a essa per impedire che si leghi a qualsiasi altra cosa. Entrambi i metodi hanno bloccato i segni di invecchiamento cerebrale nei topi giovani infusi con plasma vecchio e hanno invertito i livelli di marcatori nel cervello dei topi anziani.

VCAM1 (Vascular Cell Adhesion Molecule-1) è una proteina che sporge dalle cellule endoteliali che rivestono le pareti dei vasi sanguigni e che si aggancia alle cellule immunitarie circolanti (globuli bianchi, o leucociti): risponde alle lesioni o alle infezioni aumentandone il numero e innescando le reazioni immunitarie.

Lo studio ha importanti implicazioni sul declino cognitivo legato all’età e sulle malattie cerebrali.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Aged blood impairs hippocampal neural precursor activity and activates microglia via brain endothelial cell VCAM1
Hanadie Yousef, Cathrin J. Czupalla, Davis Lee, Michelle B. Chen, Ashley N. Burke, Kristy A. Zera, Judith Zandstra, Elisabeth Berber, Benoit Lehallier, Vidhu Mathur, Ramesh V. Nair, Liana N. Bonanno, Andrew C. Yang, Todd Peterson, Husein Hadeiba, Taylor Merkel, Jakob Körbelin, Markus Schwaninger, Marion S. Buckwalter, Stephen R. Quake, Eugene C. Butcher & Tony Wyss-Coray
Nature Medicine Published: 13 May 2019

Fonti: Department of Neurology and Neurological Sciences, Stanford University School of MedicineLe Scienze

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

WHO: linee guida sulla prevenzione delle demenze.

Posted by giorgiobertin su maggio 20, 2019

La demenza è una malattia caratterizzata da un deterioramento delle funzioni cognitive oltre a quello che ci si potrebbe aspettare dal normale invecchiamento. Colpisce la memoria, il pensiero, l’orientamento, la comprensione, il calcolo, la capacità di apprendimento, la lingua e il giudizio. La demenza deriva da una varietà di malattie e lesioni che colpiscono il cervello, come la malattia di Alzheimer o l’ictus.
La demenza è un problema di salute pubblica in rapida crescita che colpisce circa 50 milioni di persone a livello globale.

Milioni di persone in tutto il mondo hanno una forma di demenza, gli scienziati non sono ancora sicuri di quale sia la causa di questa condizione. Le nuove linee guida sulla prevenzione pubblicate dall’Organizzazione mondiale della sanità (WHO) valutano 12 fattori di rischio e offrono consigli su come affrontarli.

I possibili fattori sono: bassi livelli di attività fisica, fumo, dieta povera, abuso di alcool, riserva cognitiva insufficiente o compromessa (capacità del cervello di compensare problemi neurologici), mancanza di attività sociale, aumento di peso, ipertensione, diabete, dislipidemia (livelli di colesterolo malsano), depressione e perdita dell’udito.

WHOguidelines_2019

L’esistenza di fattori di rischio potenzialmente modificabili significa che la prevenzione della demenza è possibile attraverso un approccio di sanità pubblica, compresa l’attuazione di interventi chiave che ritardano o rallentano il declino cognitivo o la demenza”, afferma il documento ufficiale.

Gli autori hanno rivolto le raccomandazioni agli operatori sanitari di tutto il mondo, ma sperano che le linee guida presentino una fonte affidabile di informazioni anche per le organizzazioni governative, aiutandole a redigere migliori politiche di prevenzione e cura.

Scarica e leggi il documento in full text:
Risk reduction of cognitive decline and dementia
WHO Guidelines Number of pages: 96 Languages: English ISBN: 978-92-4-155054-3

Fonte ed approfondimenti: WHO

 

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scoperte le mutazioni del DNA che causano le malattie neurodegenerative.

Posted by giorgiobertin su maggio 14, 2019

Gli scienziati dell’University of Adelaide hanno scoperto come le mutazioni nel DNA possono causare malattie neurodegenerative. La scoperta è un passo importante verso un trattamento migliore per rallentare la progressione o l’esordio ritardato in una serie di malattie incurabili come la malattia di Huntington e dei neuroni motori – probabilmente attraverso l’uso, in modi nuovi, di farmaci antinfiammatori esistenti.
La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Human Molecular Genetics“.

DNA-RNA-Proteine

Se il nuovo meccanismo che abbiamo scoperto si rivela corretto, trasformerà il campo delle malattie neurologiche, fornendo un modo diverso di pensare a queste malattie e offrendo nuove opportunità per l’intervento medico” – afferma Robert Richards, professore di Genetica presso la Scuola di Scienze Biologiche dell’Università di Adelaide.

I risultati dello studio sono centrati sull’RNA, la molecola nelle nostre cellule, che è il passaggio intermedio tra il DNA nei cromosomi e le proteine ​​che sono le principali componenti funzionali delle cellule.

Il DNA fornisce un modello per produrre RNA che è normalmente “codificato a barre” per garantire che le cellule lo riconoscano come “suo”, distinguendolo dall’RNA di un invasore straniero, come i virus. Usando il modello sperimentale Fly Drosophila, il professor Richards e il suo team hanno dimostrato che l’RNA “a doppio filamento” interessato era invece riconosciuto come estraneo al corpo o “non-suo”.

“Questo suscita una risposta auto-infiammatoria simile all’anti-virus che porta alla distruzione e alla morte neuronale, causando nel tempo danni neurologici progressivi”, afferma il professor Richards. “L’RNA anormale è costituito da regioni di ripetute sequenze di DNA che si trovano in un numero maggiore di persone affette da Huntington e da altre malattie neurodegenerative”.

Leggi abstract dell’articolo:
‘Non-self’ Mutation: Double-stranded RNA elicits antiviral pathogenic response in a Drosophila model of expanded CAG repeat neurodegenerative diseases,
Clare L Eyk Saumya E Samaraweera Andrew Scott Dani L Webber David P Harvey Olivia Mecinger Louise V O’Keefe Jennifer E Cropley Paul Young Joshua Ho Catherine Suter Robert I Richards
Human Molecular Genetics (2019). DOI: 10.1093/hmg/ddz096

Fonte: The University of Adelaide – Adelaide, South Australia

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Promettente un nuovo trattamento dell’ictus.

Posted by giorgiobertin su maggio 11, 2019

Un lavoro decennale di ricerca condotto dai ricercatori dell’Università della California, a Riverside – UCR, sul trattamento dell’ictus può passare agli studi clinici. Il trattamento si concentra sulle neureguline, una famiglia di proteine ​​presenti in natura che si è dimostrata promettente per il trattamento dell’ictus.

Durante l’ictus, l’apporto di sangue al cervello viene interrotto. Molto spesso, un’arteria al cervello viene bloccata da un grumo o da una rottura dei vasi sanguigni. Senza sangue – e quindi senza ossigeno o sostanze nutritive – che raggiungono il cervello, le cellule del cervello iniziano a morire localmente, nel “nucleo”, entro un paio d’ore. Successivamente, le cellule del nucleo scoppiano e rilasciano i loro componenti nell’area circostante, che quindi subisce una drammatica risposta infiammatoria. Questa zona, chiamata penombra ischemica, muore nel corso di diverse ore o giorni. Neuregulin-1, o NRG-1, una delle quattro proteine ​​della famiglia delle neuregolinine, previene questa infiammazione e la morte cellulare.
Brian-Ford Byron Ford is a professor of biomedical sciences at UC Riverside.

Le cellule nel nucleo muoiono diventando sovraeccitate ed esplodendo“, ha detto Byron Ford, professore di scienze biomediche presso la Scuola di Medicina UCR, la cui azienda, Brain-Gen, ha brevetti per l’uso di NRG-1 per il trattamento dell’ictus. “Le cellule nella penombra ischemica muoiono commettendo un suicidio. Ciò accade, crediamo, per impedire a tutto il cervello di morire“.
Ora affermano i ricercatori l’uso di una particolare forma di neuregulina, chiamata Neucardin, già brevettata per trattare l’insufficienza cardiaca è stato dimostrato che funziona per l’ictus in modelli animali.

Gli scienziati intendono rivolgersi alla Food and Drug Administration – FDA, per espandere l’uso di Neucardin per l’ictus. “Zensun Biotech ha già completato le sperimentazioni cliniche di fase I e di fase II per l’insufficienza cardiaca e ha dimostrato che la neucardina è sicura e migliora la funzione cardiaca nei pazienti“, ha affermato il prof. Ford. “Un ictus è come un attacco di cuore nel cervello. Se la FDA afferma che possiamo fare il riferimento incrociato dei dati di Zensun per l’approvazione per trattare l’ictus, questo accelererebbe notevolmente le questioni mentre ci candidiamo per diventare parte di NIH StrokeNet.

Evaluation of neuregulin-1‘s neuroprotection against ischemic injury in rats using diffusion tensor imaging.
Wang S, Li Y, Paudyal R, Ford BD, Zhang X.
Magn Reson Imaging. 2018 Nov;53:63-70. doi: 10.1016/j.mri.2018.07.002. Epub 2018 Jul 21.

Regulation of inflammatory responses by neuregulin-1 in brain ischemia and microglial cells in vitro involves the NF-kappa B pathway.
Simmons LJ, Surles-Zeigler MC, Li Y, Ford GD, Newman GD, Ford BD.
J Neuroinflammation. 2016 Sep 6;13(1):237. doi: 10.1186/s12974-016-0703-7.

Spatio-temporal assessment of the neuroprotective effects of neuregulin-1 on ischemic stroke lesions using MRI.
Wang S, Li Y, Paudyal R, Ford BD, Zhang X.

Neuregulin-1 inhibits neuroinflammatory responses in a rat model of organophosphate-nerve agent-induced delayed neuronal injury.
Li Y, Lein PJ, Ford GD, Liu C, Stovall KC, White TE, Bruun DA, Tewolde T, Gates AS, Distel TJ, Surles-Zeigler MC, Ford BD.
J Neuroinflammation. 2015 Apr 2;12:64. doi: 10.1186/s12974-015-0283-y.

Fonte: Università della California, a Riverside – UCR

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’esposizione alla luce pulsata può funzionare contro l’Alzheimer.

Posted by giorgiobertin su maggio 10, 2019

I neuroscienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology) avevano dimostrato in lavori precedenti di poter ridurre drasticamente le placche di amiloide nei topi con il morbo di Alzheimer semplicemente esponendo gli animali a uno sfarfallio luminoso a una frequenza specifica. La stimolazione visiva ad una frequenza di 40 hertz (cicli al secondo) induce onde cerebrali note come oscillazioni gamma nella corteccia visiva. Ora i ricercatori negli esperimenti riportati sulla rivista “Neuron“, hanno scoperto che questo trattamento ha effetti diffusi a livello cellulare e aiuta non solo i neuroni ma anche le cellule immunitarie chiamate microglia. Complessivamente, questi effetti riducono l’infiammazione, migliorano la funzione sinaptica e proteggono dalla morte cellulare, nei topi geneticamente programmati per sviluppare la malattia di Alzheimer.

Sembra che la neurodegenerazione sia ampiamente prevenuta“, afferma Li-Huei Tsai, direttore del Picower Institute for Learning and Memory del MIT. “Non ho mai visto niente del genere. È molto scioccante.”


Light-based therapy for Alzheimer’s disease

I ricercatori hanno scoperto che la stimolazione visiva, somministrata un’ora al giorno per 3-6 settimane, ha avuto effetti drammatici sulla degenerazione dei neuroni. Hanno iniziato i trattamenti poco prima dell’inizio della degenerazione, nei modelli di Alzheimer Tau P301S, una versione mutata della proteina Tau, che forma grovigli neurofibrillari come quelli visti nei pazienti di Alzheimer. Dopo tre settimane di trattamento, i topi Tau P301S non hanno mostrato alcuna degenerazione neuronale, mentre i topi Tau P301S non trattati hanno perso il 15-20% dei loro neuroni.

I ricercatori hanno anche in programma di testare il trattamento nei topi con sintomi più avanzati, per vedere se la degenerazione neuronale può essere invertita dopo l’inizio. Hanno anche iniziato gli studi clinici di fase 1 sulla stimolazione della luce e del suono nei pazienti umani.

Leggi abstract dell’articolo:
Gamma Entrainment Binds Higher-Order Brain Regions and Offers Neuroprotection
Chinnakkaruppan Adaikkan, Steven J. Middleton, Asaf Marco, Edward S. Boyden, Thomas J. McHugh, Li-Huei Tsai… et al.
Neuron Published:May 07, 2019 DOI: https://doi.org/10.1016/j.neuron.2019.04.011

Fonte: Massachusetts Institute of Technology

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

BOLD5000: nuovo set di dati e immagini del cervello.

Posted by giorgiobertin su maggio 7, 2019

Neuroscienziati e scienziati informatici hanno realizzato un nuovo set di dati di dimensioni senza precedenti – comprendente scansioni cerebrali di volontari. Il database BOLD5000 contiene circa 5.000 immagini e aiuterà i ricercatori a capire meglio come il cervello elabora le immagini.

I ricercatori della Carnegie Mellon University e della Fordham University, che riportano la notizia sulla rivista “Scientific Data“, hanno acquisito scansioni del cervello attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI).

BOLD5000

I futuri studi di visione che impiegano il set di dati BOLD5000 dovrebbero aiutare i neuroscienziati a comprendere meglio l’organizzazione delle conoscenze nel cervello umano, mentre impareremo di più sulle basi neurali del riconoscimento visivo, saremo anche in una posizione migliore per contribuire ai progressi nella visione artificiale” – afferma il prof. Michael J. Tarr.

Il set di dati BOLD5000 disponibile pubblicamente è già stato scaricato più di 2.500 volte.

Accedi e scarica il database:
https://bold5000.github.io/

BOLD5000, a public fMRI dataset while viewing 5000 visual images
Nadine Chang, John A. Pyles, Austin Marcus, Abhinav Gupta, Michael J. Tarr & Elissa M. Aminoff
Scientific Data volume 6, Article number: 49 (2019) Published: 06 May 2019

BOLD5000: A public fMRI dataset of 5000 images
Nadine Chang, John A. Pyles, Abhinav Gupta, Michael J. Tarr, Elissa M. Aminoff

Fonte: Carnegie Mellon University

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scoperta una nuova forma di demenza.

Posted by giorgiobertin su maggio 3, 2019

Circa il 20 per cento dei malati del morbo di Alzheimer sarebbero affetti in realtà da un’altra forma di demenza, un disturbo del cervello noto come LATE (limbic-predominant age-related TDP-43 encephalopathy) e causato da una diversa proteina del cervello finora sconosciuta, la TDP-43.

La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica “Brain“, è stata compiuta da un team di ricercatori di oltre 20 istituzioni di sei diversi Paesi.
Recenti ricerche e studi clinici sul morbo di Alzheimer ci hanno confermato che non tutte le persone che pensavamo fossero affette da questa malattia lo sono davvero” – afferma la prof.ssa Nina Silverberg, direttrice dell’Istituto nazionale americano sull’invecchiamento (NIA).

late-alzheimers
A newly defined neurodegenerative disease called LATE is characterized by entirely different protein aggregations in the brain than seen in Alzheimer’s(Credit: aa-w/Depositphotos)

Mentre il morbo di Alzheimer è dovuto all’accumulo nel cervello di placche amiloidi e ammassi neurofibrillari che portano alla morte dei neuroni e quindi a un danno cerebrale irreversibile, la LATE pare essere dovuta a una proteina diversa, chiamata TDP-43. Si tratta di una scoperta rivoluzionaria che da un lato non darà risultati immediati nella lotta alla demenza senile, ancora senza cura, ma dall’altro potrebbe aiutare a spiegare perché la ricerca di una cura contro l’Alzheimer si sia rivelata inutile.

Le prove di trattamento di farmaci che sono progettati per funzionare contro l’Alzheimer non avranno alcuna efficacia contro LATE e questo ha importanti implicazioni per la scelta dei partecipanti in studi futuri“, ha detto il prof. Howard.

Le implicazioni di questa nuova ricerca sono potenzialmente abbastanza profonde. Questo studio “eccellente” farà sì che molti scienziati rivalutino i risultati di precedenti studi clinici falliti. La grande sfida che i ricercatori ora devono affrontare è quella di sviluppare rapidamente biomarcatori specifici e sensibili in grado di identificare i pazienti affetti da LATE.

Scarica e leggi il documento in full text:
Limbic-predominant age-related TDP-43 encephalopathy (LATE): consensus working group report
Nelson, Peter T; Dickson, Dennis W….. et al.
Brain, awz099, https://doi.org/10.1093/brain/awz099

Fonte:  Rush University Medical Center

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mappa completa di come l’Alzheimer colpisce il cervello.

Posted by giorgiobertin su maggio 2, 2019

I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno eseguito la prima analisi completa dei geni che sono espressi nelle singole cellule cerebrali dei pazienti con malattia di Alzheimer. I risultati, pubblicati sulla rivista “Nature“, hanno consentito al team di identificare i percorsi cellulari distintivi che sono interessati dai neuroni e da altri tipi di cellule cerebrali.

MIT-Alzheimer's-Genes

“Questo studio fornisce la prima mappa per seguire tutti i processi molecolari che sono alterati nella malattia di Alzheimer in ogni singolo tipo di cellula che ora possiamo caratterizzare in modo affidabile“, dice Manolis Kellis, professore di informatica e membro del MIT’s Computer Science e Artificial Intelligence Laboratory e del Broad Institute of MIT e Harvard. “Si apre un’era completamente nuova per comprendere l’Alzheimer“.

I ricercatori hanno analizzato campioni di cervelli postmortem di 24 persone che hanno mostrato alti livelli di patologia dell’Alzheimer e 24 persone di età simile che non avevano questi segni di malattia. Il team del MIT ha effettuato il sequenziamento dell’RNA monocellulare su circa 80.000 cellule di questi soggetti.

Utilizzando l’approccio di sequenziamento a cella singola, i ricercatori sono stati in grado di analizzare non solo i tipi di cellule più abbondanti, che includono i neuroni eccitatori e inibitori, ma anche le cellule cerebrali non neuronali più rare come gli oligodendrociti, gli astrociti e la microglia. I ricercatori hanno scoperto che ciascuno di questi tipi di cellule mostrava differenze di espressione genica distinte nei pazienti con malattia di Alzheimer.

Questa è la prima applicazione completa della tecnologia di sequenziamento dell’RNA a singola cellula alla malattia di Alzheimer“, afferma Yankner, che non è stato coinvolto nella ricerca. “Prevedo che questa sarà una risorsa molto preziosa per il campo e farà progredire la nostra comprensione delle basi molecolari della malattia.”

Leggi abstract dell’articolo:
Single-cell transcriptomic analysis of Alzheimer’s disease
Hansruedi Mathys, Jose Davila-Velderrain, Zhuyu Peng, Fan Gao, Shahin Mohammadi, Jennie Z. Young, Madhvi Menon, Liang He, Fatema Abdurrob, Xueqiao Jiang, Anthony J. Martorell, Richard M. Ransohoff, Brian P. Hafler, David A. Bennett, Manolis Kellis & Li-Huei Tsai
Nature Published: 01 May 2019

Fonte: Massachusetts Institute of Technology

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Linee guida NICE: ictus e attacco ischemico transitorio.

Posted by giorgiobertin su maggio 1, 2019

Il National Institute for Health and Care Excellence ha pubblicato le linee guida sull’ictus e attacco ischemico transitorio. La linea guida aggiorna la precedente pubblicate nel luglio del 2008.

Stroke-Guidance-NICE

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Stroke and transient ischaemic attack in over 16s: diagnosis and initial management
NICE guideline [NG128] Published date: May 2019

Related Guidelines:
– Guidelines for the Early Management of Patients With Acute Ischemic Stroke: A Guideline for Healthcare Professionals From the AHA/ASA (free)
Dual antiplatelet therapy with aspirin and clopidogrel for acute high risk transient ischaemic attack and minor ischaemic stroke – The BMJ
Canadian Stroke Best Practice Recommendations for Acute Stroke Management (free)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Linee guida per il trattamento degli adulti con tumori cerebrali metastatici.

Posted by giorgiobertin su aprile 29, 2019

Il Congresso dei chirurghi neurologici e l’Associazione americana dei chirurghi neurologici ha presentato le linee guida per il trattamento dei tumori cerebrali metastatici negli adulti. Il documento completo sull’argomento contiene 9 linee guida riguardanti aspetti importanti dell’assistenza ai pazienti.

cns

Accedi alla sezione:
Guidelines for the Treatment of Adults with Metastatic Brain Tumors
Congress of Neurological Surgeons

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Comprensione e gestione della nevralgia del trigemino.

Posted by giorgiobertin su aprile 26, 2019

Nonostante i recenti progressi nella comprensione e nel trattamento della nevralgia del trigemino, la sua gestione rimane una sfida considerevole. I principali trattamenti della nevralgia del trigemino sono: i farmaci antiepilettici, i rilassanti muscolari e gli agenti neurolettici.

trigeminal-nerve

La carbamazepina è stata studiata in studi clinici controllati con placebo adeguati negli anni ’60 ed è ancora considerato il farmaco più efficace. Le opzioni di trattamento non farmacologico sono la stimolazione elettrica non invasiva con stimolazione transcranica in corrente continua o stimolazione magnetica transcranica ripetitiva che richiedono entrambi un’ulteriore valutazione in merito all’applicabilità.
C’è uno sforzo continuo per migliorare queste tecniche un articolo open access pubblicato su “F1000 Research” fa il punto della situazione sia nella comprensione che nella gestione di questa patologia.

Scarica e leggi il documento in full text:
Recent advances in understanding/managing trigeminal neuralgia
Obermann M.
F1000Research 2019, 8(F1000 Faculty Rev):505 (https://doi.org/10.12688/f1000research.16092.1)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Sclerosi Multipla: è possibile riparare la mielina danneggiata.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2019

Nella Sclerosi Multipla (SM), la guaina che copre le fibre nervose nel cervello e nel midollo spinale viene danneggiata, rallentando o bloccando i segnali elettrici dal raggiungere gli occhi, i muscoli e altre parti del corpo. Ora i ricercatori dell’Oregon Health & Science University (OHSU), hanno sviluppato un composto che stimola la riparazione di questa guaina protettiva.

La scoperta, che coinvolge topi geneticamente modificati per imitare la sclerosi multipla, è stata pubblicata sulla rivista “JCI Insight“.
Sebbene diversi trattamenti e farmaci alleviano i sintomi della SM, non esiste una cura.

JCI-4-8-cover

Stiamo sfruttando la capacità endogena dell’ormone tiroideo di riparare la mielina senza gli effetti collaterali“, ha detto l’autore principale Meredith Hartley. “Siamo riusciti ad aumentare la quantità di sobetirome (una molecola sintetica destinata ad abbassare il colesterolo,) che penetra nel sistema nervoso centrale e promuove la remielizazzione senza i gravi effetti collaterali della terapia ormonale tiroidea.“. In particolare gli scienziati hanno aggiunto un’etichetta chimica alla molecola del sobetirome originale, creando un composto inerte chiamato Sob-AM2. Lo scopo principale del tag è di eliminare una carica negativa che impedisce al sobetirome di penetrare efficacemente nella barriera emato-encefalica. Una volta che Sob-AM2 scivola oltre la barriera e raggiunge il cervello, incontra un particolare tipo di enzima cerebrale che converte Sob-AM2 in sobetirome.

I ricercatori hanno dimostrato che il trattamento nei topi non solo ha innescato la riparazione della mielina, ma sono riusciti a misurare sostanziali miglioramenti motori nei topi trattati con il composto.

Leggi il full text dell’articolo:
Myelin repair stimulated by CNS-selective thyroid hormone action
Meredith D. Hartley, … , Dennis Bourdette, Thomas S. Scanlan
JCI Insight. 2019;4(8):e126329. https://doi.org/10.1172/jci.insight.126329.

Fonte: Oregon Health & Science University (OHSU)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cervelli di maiale parzialmente rianimati dopo la morte.

Posted by giorgiobertin su aprile 19, 2019

Gli scienziati statunitensi del Department of Neuroscience, Yale School of Medicine, hanno parzialmente rianimato cervelli di maiale quattro ore dopo la macellazione degli animali.
Lo studio pubblicato sulla rivista “Nature“, ha dimostrato che la morte delle cellule cerebrali potrebbe essere interrotta e che alcune connessioni nel cervello possono essere ripristinate.

pig-brain
Immunofluorescent stains for neurons (NeuN; green), astrocytes (GFAP; red), and cell nuclei (DAPI, blue) in the hippocampal CA3 region of brains either unperfused for 10 hours after death (left) or subjected to perfusion with the BrainEx technology (right). After 10 hours postmortem, neurons and astrocytes normally undergo cellular disintegration unless salvaged by the BrainEx system.
Photo credit: Stefano G. Daniele & Zvonimir Vrselja; Sestan Laboratory; Yale School of Medicine

In particolare le cellule del cervello sono rimaste attive fino a dieci ore dopo il decesso, grazie a una macchina che pompava un liquido nutriente nelle arterie. “Ma non possiamo parlare di percezione o di coscienza” precisano i neuroscienziati.
L’elettroencefalogramma era completamente piatto. Ma per dieci ore i neuroni e gli astrociti sono rimasti attivi. Invece di disgregarsi nel giro di pochi minuti, come avviene normalmente alla morte, sono apparsi agli occhi dei ricercatori di un colore verde fosforescente: vivo (vedi foto). Quattro ore dopo l’uccisione, le due carotidi sono state collegate a una macchina che pompava sangue artificiale. E che ha mantenuto in attività i neuroni per altre sei ore. In tutto, per dieci ore dopo la morte.
Definito clinicamente, questo non è un cervello vivente, ma è un cervello cellulare attivo.“- afferma il co-autore Zvonimir Vrselja.

Capire quali sono le capacità di sopravvivenza dei neuroni in assenza di nutrimento – come avviene durante infarti e ictus – aiuterebbe i medici ad affrontare meglio i postumi di queste malattie.

Leggi abstract dell’articolo:
Restoration of brain circulation and cellular functions hours post-mortem
Zvonimir Vrselja, Stefano G. Daniele, John Silbereis, Francesca Talpo, Yury M. Morozov, André M. M. Sousa, Brian S. Tanaka, Mario Skarica, Mihovil Pletikos, Navjot Kaur, Zhen W. Zhuang, Zhao Liu, Rafeed Alkawadri, Albert J. Sinusas, Stephen R. Latham, Stephen G. Waxman & Nenad Sestan
Nature volume 568, pages 336–343 (2019)

Fonte; Department of Neuroscience, Yale School of Medicine

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuove linee guida sulla SLA.

Posted by giorgiobertin su aprile 8, 2019

Un comitato di consenso composto da 140 membri chiave della comunità internazionale della SLA (ricercatori ALS, medici, rappresentanti dei pazienti, rappresentanti dei finanziamenti alla ricerca, industria e agenzie regolatorie) ha affrontato 9 aree di necessità nell’ambito della ricerca sulla SLA:
(1) studi preclinici;
(2) eterogeneità biologica e fenotipica;
(3) misure di esito;
(4) interventi che modificano la malattia e sintomatici;
(5) assunzione e fidelizzazione;
6) biomarcatori;
(7) fasi di sperimentazione clinica;
(8) oltre i tradizionali progetti di prova;
(9) considerazioni statistiche,
rivedendo le linee guida del consenso di Airlie House del 1999 per la progettazione e l’implementazione di studi terapeutici preclinici e studi clinici sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

SLA

Il lavoro pubblicato su ‘Neurology’ – spiega il prof. Silani – segna un importante passo in avanti perché conclude l’analisi di 112 linee guida e ne approfondisce 15, che sono state considerate di particolare impatto per il disegno dei trial clinici nella Sla. Il momento storico è favorevole alla terapia della Sla perché, anche grazie alla scoperta di oltre 30 geni patogenetici delle malattia a cui abbiamo attivamente partecipato, è oggi possibile ipotizzare una terapia personalizzata a correggere specificamente la genetica dei pazienti affetti: la terapia genica per pazienti con mutazione dei geni SOD1 e C9orf72 sta infatti diventando realtà“.

Leggi il full text dell’articolo:
Revised Airlie House consensus guidelines for design and implementation of ALS clinical trials
Leonard H. van den Berg, Eric Sorenson, Gary Gronseth, Eric A. Macklin, Jinsy Andrews, Robert H. Baloh, Michael Benatar, James D. Berry, View ORCID ProfileAdriano Chio, Philippe Corcia, Angela Genge, Amelie K. Gubitz, Catherine Lomen-Hoerth, Christopher J. McDermott, Erik P. Pioro, View ORCID ProfileJeffrey Rosenfeld, Vincenzo Silani, Martin R. Turner, Markus Weber, Benjamin Rix Brooks, Robert G. Miller, Hiroshi Mitsumoto, for the Airlie House ALS Clinical Trials Guidelines Group
Neurology April 02, 2019; 92 (14)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Completato atlante genetico in 3D della SLA.

Posted by giorgiobertin su aprile 7, 2019

Completato l’atlante genetico 3D della sclerosi laterale amiotrofica (Sla), che permette di ricostruire quali geni si attivano e dove. Pubblicato sulla rivista “Science“, il risultato si deve al Centro di ricerca sul genoma di New York e aiutera’ a compiere passi in avanti nella comprensione di questa malattia, dal momento in cui si manifesta al modo in cui si sviluppa.

Phatnani_

I ricercatori hanno esaminato quattro momenti della progressione della malattia, dall’inizio dell’eta’ adulta fino allo stadio finale, su oltre 1.100 topi malati, e poi hanno analizzato campioni di midollo prelevati dopo la morte da 80 persone malate.Combinando i dati, i ricercatori sono riusciti a cogliere l’espressione di 12.000 geni simultaneamente.
Per la prima volta possiamo vedere le interazioni da cellula a cellula, capire che cosa va male, dove e in quali tipi di cellule“, spiega il prof.ssa Hemali Phatnani Direttore del New York Genome Center (NYGC).La nostra ricerca ha cercato di capire come le mutazioni causate dalla malattia distruggano le funzioni delle cellule, neuronali e non, e come i danni alle comunicazioni portino alla perdita dei neuroni che controllano il movimento” – video2.

Ricordiamo che la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia progressiva dei motoneuroni che colpisce le cellule nervose del cervello e del midollo spinale.
L’atlante potra’ essere utile anche per studiare altre malattie neurodegenerative, come Alzheimer, Parkinson e corea di Huntington.

Un portale di esplorazione dei dati interattivo è disponibile pubblicamente su https://als-st.nygenome.org/.

Leggi abstract dell’articolo:
Spatiotemporal dynamics of molecular pathology in amyotrophic lateral sclerosis
BY SILAS MANIATIS, TARMO ÄIJÖ, SANJA VICKOVIC, CATHERINE BRAINE, KRISTY KANG, ANNELIE MOLLBRINK, DELPHINE FAGEGALTIER, ŽANETA ANDRUSIVOVÁ, SAMI SAARENPÄÄ, GONZALO SAIZ-CASTRO, MIGUEL CUEVAS, AARON WATTERS, JOAKIM LUNDEBERG, RICHARD BONNEAU, HEMALI PHATNANI
Science 05 aprile 2019: vol. 364, Issue 6435, pp. 89-93 DOI: 10.1126 / science.aav9776

Video1 – Video2

Fonte: New York Genome Center (NYGC).

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Intelligenza artificiale e risonanze per la diagnosi dei tumori cerebrali.

Posted by giorgiobertin su marzo 23, 2019

Un team di ricercatori e specialisti – del Department of Animal Medicine, Productions and Health, University of Padua, Legnaro – ha testato una tecnica innovativa, basata su rete neurale, su pazienti con diagnosi radiologica (tramite Risonanza Magnetica) di meningioma e successiva conferma istopatologica (a seguito dell’asportazione chirurgica dello stesso). Il risultato è stato, ex ante, il riconoscimento del grado di malignità della neoplasia, in ben 109 casi su 117, a partire direttamente dalle immagini diagnostiche.

cervellorm

L’esperienza che abbiamo maturato con gli studi di risonanza magnetica sul cane, unica per metodologia, caratteristiche e numerosità – afferma il prof. Tommaso Banzato – l’abbiamo voluta condividere con i colleghi del reparto di Neuroradiologia dell’azienda ospedaliera di Padova. Questo ha aperto ad entrambe le équipe nuovi scenari da cui stanno emergendo ulteriori interessanti sviluppi”.

L’accuratezza di questo modello preliminare, pubblicato sulla rivista pubblicato sul “Journal of Magnetic Resonance Imaging“,  è un’evidente dimostrazione che, in un futuro non così lontano, nuove metodologie basate sull’intelligenza artificiale potranno non solo supportare il radiologo nel proprio processo decisionale verso la diagnosi finale, ma anche guidare scelte terapeutiche mediche, chirurgiche e mininvasive.
L’applicazione delle reti neurali alla diagnostica per immagini sta diventando, a tutt’oggi, uno degli interessi centrali per la comunità scientifica internazionale.

Leggi abstract dell’articolo:
Accuracy of Deep Learning to Differentiate the Histopathological Grading of Meningiomas on MR Images: A Preliminary Study
Tommaso Banzato, Francesco Causin, Alessandro Della Puppa, Giacomo Cester Linda Mazzai Alessandro Zotti.
JMRI First published: 21 March 2019 https://doi.org/10.1002/jmri.26723

Fonte: UNIPD:IT

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Analisi degli occhi per la diagnosi precoce dell’Alzheimer.

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2019

Un esame oculistico veloce potrebbe un giorno consentire agli oculisti di controllare sia la prescrizione degli occhiali che la salute del cervello.

Uno studio condotto su oltre 200 persone al Department of Ophthalmology, Duke University, Durham, North Carolina pubblicato sulla rivista “Ophthalmology Retina” suggerisce che la perdita dei vasi sanguigni nella retina potrebbe segnalare la malattia di Alzheimer.

eye_scan_and_alzheimers

Nelle persone con cervello sano, i vasi sanguigni microscopici formano una rete densa nella parte posteriore dell’occhio all’interno della retina, come visto in 133 partecipanti in un gruppo di controllo. Agli occhi di 39 persone con il morbo di Alzheimer, quella rete era meno densa e anche scarsa in alcuni punti.

Stiamo misurando i vasi sanguigni che non possono essere visti durante un normale esame oculistico e lo stiamo facendo con una tecnologia non invasiva relativamente nuova che prende immagini ad alta risoluzione di vasi sanguigni molto piccoli all’interno della retina in pochi minuti” afferma la prof.ssa Sharon Fekrat del Department of Ophthalmology, Duke University, Durham, North Carolina. “È possibile che questi cambiamenti nella densità dei vasi sanguigni nella retina possano rispecchiare quello che succede nei minuscoli vasi sanguigni nel cervello, forse prima che siamo in grado di rilevare eventuali cambiamenti nella cognizione.”

Una scansione OCTA (angiografia con tomografia a coerenza ottica) potrebbe rivelare cambiamenti in minuscoli capillari – più della metà della larghezza di un capello umano – prima che i cambiamenti dei vasi sanguigni compaiano su una scansione cerebrale come una risonanza magnetica o un angiogramma cerebrale, che evidenziano solo vasi sanguigni più grandi. L’obiettivo è quello di utilizzare questa tecnologia per rilevare il morbo di Alzheimer in anticipo, prima che i sintomi della perdita di memoria siano evidenti.

Leggi abstract dell’articolo:
Retinal Microvascular and Neurodegenerative Changes in Alzheimer’s Disease and Mild Cognitive Impairment Compared with Control Participants
Stephen P. Yoon, Dilraj S. Grewal, Atalie C. Thompson, Bryce W. Polascik, … Sharon Fekrat
Ophthalmology Retina Available online 11 March 2019 https://doi.org/10.1016/j.oret.2019.02.002

Supplemental material is available at www.ophthalmologyretina.org.

Fonte: Department of Ophthalmology, Duke University, Durham, North Carolina

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

NICE: linee guida sulla diagnosi e gestione del delirio.

Posted by giorgiobertin su marzo 13, 2019

Questa linea guida pubblicata da NICE copre la diagnosi e il trattamento del delirio in persone di età pari o superiore a 18 anni in ospedale e in strutture residenziali a lungo termine o in casa di cura.

delirium

Il documento che aggiorna quello pubblicato a luglio del 2010, include raccomandazioni su:
– fattori di rischio di delirio
– indicatori di delirio alla presentazione e osservazioni quotidiane
– prevenire il delirio
– diagnosticare il delirio
– trattamento del delirio

Scarica il documento in full text:
Delirium: prevention, diagnosis and management
Clinical guideline [CG103] Published date: July 2010 Last updated: March 2019

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un nuovo composto uccide le staminali del cancro al cervello.

Posted by giorgiobertin su marzo 9, 2019

In uno studio pubblicato su “The Proceedings of the National Academy of Sciences“, gli scienziati del Department of Chemistry, The Scripps Research Institute, La Jolla, hanno scoperto che un nuovo composto, che hanno siglato RIPGBM, uccide le cellule staminali del glioblastoma coltivate da tumori dei pazienti con una potenza più di 40 volte quella del temozolomide standard. Hanno anche scoperto che RIPGBM è altamente selettivo, risparmiando altri tipi di cellule cerebrali e che sopprime con forza la crescita dei tumori GBM (multipotent glioblastoma multiforme) in un modello murino della malattia.

La nostra scoperta di questo composto e dei suoi percorsi cellulari offre una promettente nuova strategia per il trattamento del glioblastoma“, afferma il prof. Luke Lairson.

Gli scienziati negli ultimi dieci anni sono giunti a vedere le cellule staminali del cancro CSC (cancer stem cells) di glioblastoma GBM come la chiave per la virulenza di questo cancro. Le CSC di GBM sono relativamente resistenti alla chemioterapia e alle radiazioni e tendono a migrare dal sito del tumore primario in tessuto cerebrale sano adiacente.

PNAS10.cover-source

Dopo diversi cicli di screening, gli scienziati hanno scoperto che un composto, RIPGBM, si distingue dagli altri per la sua capacità di uccidere i CSC di GBM risparmiando allo stesso tempo le cellule sane. Funziona in modo selettivo perché è modificato da enzimi o altri fattori che sembrano essere prevalenti in modo univoco nei CSC di GBM. All’interno di queste cellule tumorali il composto modificato, cRIPGBM, innesca un processo di autodistruzione cellulare chiamato apoptosi.

I ricercatori hanno in programma di sviluppare ulteriormente RIPGBM e di eseguire più test sugli animali – e in ultima analisi gli studi clinici sull’uomo, se tutto andrà bene. “In linea di principio, RIPGBM o una molecola come questa potrebbe ridurre di molto il tasso di ricrescita dei tumori di glioblastoma, con effetti collaterali minimi perché risparmierebbe le normali cellule cerebrali“, afferma Lairson.

Leggi abstract dell’articolo:
A cell type-selective apoptosis-inducing small molecule for the treatment of brain cancer
Natasha C. Lucki ………Luke L. Lairson
PNAS published ahead of print March 7, 2019 https://doi.org/10.1073/pnas.1816626116

Fonte: Department of Chemistry, The Scripps Research Institute, La Jolla

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Il sonno ripara i danni al DNA dei singoli neuroni.

Posted by giorgiobertin su marzo 8, 2019

Il sonno ha una funzione specifica e importantissima all’interno di ciascun neurone: permette la riparazione dei danni al DNA che si accumulano durante la veglia.

Nello studio pubblicato su Nature Communications e condotto su Danio rerio, o pesce zebra, un modello animale molto usato in biologia, ricercatori dell’University Bar-Ilan, in Israele, rivelano ora una funzione essenziale del sonno, che si svolge al livello dei singoli neuroni. Utilizzando tecniche di imaging 3D con una risoluzione di un cromosoma, gli autori sono infatti riusciti a dimostrare per la prima volta che i neuroni hanno bisogno del sonno per eseguire la “manutenzione” del DNA che si trova nel loro nucleo.

Zada
Nell’immagine, dinamica dei cromosomi (in verde) in un singolo neurone (in rosso, nella casella tratteggiata) di una larva di pesce zebra (David Zada/ Bar-Ilan University)

Il DNA può essere danneggiato sia da processi chimico-fisici, come radiazioni e stress ossidativo, sia processi biologici, come l’attività del neurone stesso.
Il processo di manutenzione del DNA durante la veglia non è abbastanza efficiente e ha bisogno di un periodo di sonno, durante il quale il cervello riceve un numero di stimoli limitato. “È un po’ come una strada piena di buche“, ha spiegato Lior Appelbaum, che ha guidato lo studio. “Le strade accumulano segni di usura, specialmente durante il giorno nelle ore di punta, ed è più comodo ed efficiente sistemarle di notte, quando c’è poco traffico”.

Abbiamo trovato un nesso causale tra sonno, dinamica dei cromosomi, attività neuronale e danni al DNA e riparazione con rilevanza fisiologica diretta all’intero organismo“, afferma il Prof. Appelbaum. “Il sonno dà l’opportunità di ridurre il danno al DNA accumulato nel cervello durante la veglia.”

Sleep increases chromosome dynamics to enable reduction of accumulating DNA damage in single neurons
D. Zada, I. Bronshtein, T. Lerer-Goldshtein, Y. Garini & L. Appelbaum
Nature Communications volume 10, Article number: 895 (2019) Published: 05 March 2019

Fonti: University Bar-Ilan – Le Scienze

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Regione Toscana: linee guida clinico-organizzative per la Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Posted by giorgiobertin su marzo 6, 2019

Varate dalla Toscana, prima Regione in Italia a farlo, le linee di indirizzo clinico-organizzative per l’assistenza ai pazienti con Sla, Sclerosi laterale amiotrofica.

Il numero crescente di diagnosi di Sla, in Toscana come nel resto d’Italia, e la conseguente richiesta di impegno da parte delle aziende sanitarie, ponevano la necessità di definire in forma organica il percorso assistenziale delle persone con Sla. Le linee di indirizzo sono state messe a punto grazie al lavoro di stretta collaborazione tra gli uffici dell’assessorato, gli esperti toscani e i membri dell’Aisla, l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica.

AISLA-logo

Obiettivo di queste linee di indirizzo, il coinvolgimento diretto e attivo di tutti i soggetti, sia in ambito ospedaliero che sul territorio, al fine di creare un percorso unico e multidisciplinare, che rendesse rapido, puntuale e omogeneo il trattamento dei pazienti.
Sono soddisfatta di questo ottimo lavoro, frutto della collaborazione tra gli uffici dell’assessorato, i professionisti toscani e i componenti dell’Aisla” – commenta l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi.
Le linee guida non devono essere considerate un punto di arrivo, ma un importante punto di partenza affinché la persona possa essere presa in carico globalmente durante tutto il percorso della malattia, soprattutto al domicilio con i propri cari accanto.

Documenti
 Delibera su Sla.pdf
 Linee di indrizzo x Sla.pdf

Fonte: Regione toscana- Servizio Sanitario

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »