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Posts Tagged ‘pediatria’

I Prebiotici riducono il grasso corporeo nei bambini obesi.

Posted by giorgiobertin su giugno 8, 2017

Ci potrebbe essere presto un nuovo strumento nella lotta contro l’obesità infantile. Si tratta dei prebiotici che riducono il grasso corporeo nei bambini che sono in sovrappeso o obesi alterando la loro flora intestinale. Ad affermarlo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista “Gastroenterology“, la rivista ufficiale dell’American Gastroenterological Association (AGA).

I prebiotici sono ingredienti alimentari non digeribili (come la fibra), si trovano naturalmente nell’aglio, cipolle, banane, grano integrale, agiscono come fertilizzanti per stimolare la crescita di batteri buoni nell’intestino, sono diversi dai probiotici, che introducono nuovi batteri nel sistema intestinale.

In questo studio abbiamo dimostrato come un prebiotico potrebbe potenzialmente contribuire a combattere una delle condizioni più diffuse e costose che affliggono i bambini nel mondo sviluppato – sovrappeso – prendendo di mira il microbioma intestinale“, ha detto la prof.ssa Raylene Reimer  dell’ University of Calgary, Alberta, Canada.
Un paio di cucchiaini di un integratore di fibre, da assumere giornalmente, ha prodotto risultati incredibili.

Abbiamo anche recentemente dimostrato (in The American Journal of Clinical Nutrition ) che gli integratori prebiotici possono sopprimere l’appetito – che in parte aiuta a controllare il peso” – conclude Raylene Reimer.

Ai bambini in sovrappeso o obesi reclutati per lo studio (NCT02125955.), è stata data una fibra prebiotica, inulina oligofruttosio arricchita, per 16 settimane ed un altro gruppo di bambini di controllo ha preso un placebo. Dopo quattro mesi, i bambini tra i sette e i 12 anni hanno avuto una diminuzione del grasso corporeo e il grasso attorno all’addome, una condizione che aumenta il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 o malattie cardiache. La fibra ha anche diminuito la quantità di trigliceridi nel sangue del 19 per cento. Ricordiamo che i trigliceridi sono un tipo di grasso che potrebbe aumentare il rischio di malattie cardiache.

Leggi abstract dell’articolo:
Prebiotic Reduces Body Fat and Alters Intestinal Microbiota in Children With Overweight or Obesity.
Nicolucci, A.C., Hume, M.P., Martínez, I., Mayengbam, S., Walter, J., Reimer, R.A.
Gastroenterology (2017), doi: 10.1053/j.gastro.2017.05.055

Clinicaltrials.gov no: NCT02125955.

Fonte: University of Calgary, Alberta, Canada.

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Nuovo possibile farmaco contro l’autismo.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2017

I ricercatori dell’University of California, San Diego coordinati da prof. Robert Naviaux, hanno sperimentato un farmaco adoperato per il trattamento della malattia del sonno africana: la suramina contro l’autismo.

Il farmaco è stato testato su un gruppo molto ristretto di persone, un campione statisticamente poco significativo: 10 bambini autistici tra i 5 e i 14 anni, i “Benefici misurabili (linguaggio e socialità), anche se transitori” ci sono stati su tutti i piccoli pazienti. I primi test, condotti anche su topolini di laboratorio, sono stati molto promettenti, mostrando un evidente miglioramento dei sintomi.

Secondo gli scienziati (video) uno dei possibili motori dello sviluppo della malattia è un particolare processo biochimico delle nostre cellule. Gli scienziati lo chiamano “risposta cellulare al pericolo” (Cell danger response), determinato da un danno cellulare. Questo meccanismo, secondo gli scienziati, nell’infanzia o in gravidanza s’incepperebbe.

I ricercatori Usa che hanno pubblicato il loro lavoro sulla rivista “Annals of Clinical and Translational Neurology” stanno adesso lavorando sulla stessa categoria di farmaci della suramina, i cosiddetti antipurinergici, potenzialmente in grado di normalizzare questa risposta biochimica delle cellule.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Low-dose suramin in autism spectrum disorder: a small, phase I/II, randomized clinical trial
Robert K. Naviaux, Brooke Curtis, Kefeng Li, Jane C. Naviaux, A. Taylor Bright, Gail E. Reiner, Marissa Westerfield, Suzanne Goh, William A. Alaynick, Lin Wang, Edmund V. Capparelli, Cynthia Adams, Ji Sun, Sonia Jain, Feng He, Deyna A. Arellano, Lisa E. Mash, Leanne Chukoskie, Alan Lincoln and Jeanne Townsend
Annals of Clinical and Translational Neurology 26 MAY 2017 | DOI: 10.1002/acn3.424

Fonte: University of California, San Diego

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L’inquinamento atmosferico accorcia i telomeri.

Posted by giorgiobertin su maggio 25, 2017

I bambini e gli adolescenti esposti ad elevati livelli di inquinamento atmosferico da traffico è stato dimostrato che hanno uno specifico tipo di danno al DNA chiamato accorciamento dei telomeri. Lo studio pilota è stato condotto dai ricercatori della School of Public Health, University of California, Berkeley, e pubblicato sulla rivista “Journal of Occupational and Environmental Medicine“.

telomeri  traffic

Lo studio ha incluso 14 bambini e adolescenti che vivono a Fresno, California, la seconda città più inquinata degli Stati Uniti.
I ricercatori hanno valutato la relazione tra gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), un’onnipresente inquinante dell’aria causato dallo scarico del veicolo a motore; e l’accorciamento dei telomeri, un tipo di danno al DNA tipicamente associato con l’invecchiamento.

La ricerca ha suggerito che i bambini possono avere una diversa regolamentazione per l’accorciamento dei telomeri rispetto agli adulti, questo potrebbe renderli più vulnerabili agli effetti dannosi dell’inquinamento atmosferico.

I nostri risultati suggeriscono che la lunghezza dei telomeri potrebbe avere il potenziale per essere utilizzata come biomarker di danno al DNA a causa di esposizioni ambientali e/o infiammazione cronica.” afferma il prof. Balmes della University of California, Berkeley.

Scarica e leggi il documento in full text:
Traffic-Related Air Pollution and Telomere Length in Children and Adolescents Living in Fresno, CA: A Pilot Study
Lee, Eunice Y.; Lin, Jue; Noth, Elizabeth M.; More
Journal of Occupational & Environmental Medicine. 59(5):446-452, May 2017.

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L’obesità infantile legata allo sviluppo del diabete di tipo 2.

Posted by giorgiobertin su aprile 25, 2017

I bambini con obesità hanno un rischio quattro volte più alto di sviluppare diabete di tipo 2 rispetto ai bambini con un indice di massa corporea (BMI) nel range di normalità. Ad affermarlo uno studio condotto dai ricercatori del NIHR Biomedical Research Centre at Guy’s and St. Thomas’ NHS Foundation Trust e King’s College London pubblicato sul “Journal of Endocrine Society“.

I ricercatori hanno anche scoperto che ai bambini con diagnosi di diabete di tipo 1 non è stata trovata nessuna associazione tra obesità e incidenza del diabete di tipo 1, che è una malattia autoimmune.

Leggi abstract dell’articolo:
Body Mass Index and Incident Type 1 and Type 2 Diabetes in Children and Young Adults: A Retrospective Cohort Study
Ali Abbasi, Dorota Juszczyk, Cornelia HM van Jaarsveld, Martin C Gulliford, MA,
J. Endocr. Soc. js.2017-00044. Published: 25 April 2017 DOI: https://doi.org/10.1210/js.2017-00044

Fonte: King’s College London

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Linee Guida sul trattamento dell’epilessia in età pediatrica.

Posted by giorgiobertin su marzo 13, 2017

Sono state pubblicate a cura della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza le linee  guida sul trattamento dell’epilessia in età pediatrica.

epilessia-pediatria
Si tratta delle prime Linee guida nazionali sul trattamento, un documento di consenso basato sull’evidenza, redatto in collaborazione con la Società italiana di Neurologia pediatrica, la Società italiana di Pediatria, la Società italiana di Medicina di emergenza e urgenza pediatrica, la Società italiana di Neurologia, la Società italiana di Farmacologia, la Società italiana di Medicina di emergenza e urgenza e la Federazione italiana Medici pediatri.

Il trattamento delle epilessie in età pediatrica ha implicazioni particolarmente complesse ed è gravato da un ampio margine di arbitrarietà che ha origini multiple, per questo il documento con un consenso molto ampio risulta importante.

Scarica e leggi il documento in lingua italiana:
Il trattamento dell’epilessia in età pediatrica

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CMAJ: Linee guida per la prevenzione e il trattamento del fumo nei giovanissimi.

Posted by giorgiobertin su marzo 5, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “Canadian Medical Association Journal” le linee guida sulla prevenzione e trattamento del tabagismo nei giovanissimi.

fumo-ragazzi

I ragazzi che vogliono abbandonare le sigarette ci provano in maniera poco strutturata, senza sapere come fare o a chi rivolgersi, per questo le linee guida canadesi sottolineano la necessità di un sforzo da parte dei medici di base, dei pediatri e dei familiari.

Leggi il full text dell’articolo:
Recommendations on behavioural interventions for the prevention and treatment of cigarette smoking among school-aged children and youth
Canadian Task Force on Preventive Health Care
CMAJ February 27, 2017 189:E310-E316; doi:10.1503/cmaj.161242

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Linee guida sulla diagnosi di Fibrosi Cistica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 18, 2017

Sono state pubblicate da un gruppo di esperti internazionali guidati da Philip Farrell, della University of Wisconsin School of Medicine and Public Health, Madison, per la Cystic Fibrosis Foundation le linee guida per la diagnosi di fibrosi cistica.

cff

I criteri di diagnosi si basano sull’interpretazione della mutazione del Cftr (conduttanza transmembrana della fibrosi cistica) ottenuti attraverso il progetto Clinical and Functional Translation of Cftr (Cftr2 – (http://www.cftr2.org/index.php)). Lo screening neonatale e la comprensione della genetica CF hanno spinto ad una riconsiderazione dei criteri di diagnosi.
La linea guida comprende 27 dichiarazioni di consenso che si applicano a varie popolazioni di pazienti di ogni età.

Scarica e leggi il documento in full text:
Diagnosis of Cystic Fibrosis: Consensus Guidelines from the Cystic Fibrosis Foundation
Farrell, Philip M. et al.
The Journal of Pediatrics , Volume 181 , S4 – S15.e1 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.jpeds.2016.09.064

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Linee guida sul trattamento dell’epilessia in età pediatrica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 17, 2017

Sono state pubblicate a cura della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia) le prime linee guida nazionali sul trattamento dell’epilessia in età pediatrica.

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“Il trattamento delle epilessie in età pediatrica – spiega Antonella Costantino, presidente Sinpia – ha implicazioni particolarmente complesse ed è gravato da un ampio margine di arbitrarietà dovuto alla eterogeneità delle epilessie in questo periodo della vita, alle difficoltà da parte di chi deve studiare il bambino con epilessia nel disporre di tutti i mezzi necessari per approfondire e concentrare in breve tempo gli elementi su cui si fonda il processo decisionale terapeutico e dalla bassa specificità dei trattamenti disponibili“. Il documento è un riferimento di facile consultazione che vuole contribuire a ridurre il margine di arbitrarietà che, in assenza di informazione sistematizzata, può condizionare le scelte in questo ambito così delicato.

Scarica e leggi il documento in full text.
Il trattamento dell’epilessia in età pediatrica

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Troppo zucchero danneggia il fegato dei bambini.

Posted by giorgiobertin su febbraio 15, 2017

Uno studio dei ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per la prima volta dimostra la correlazione tra consumo di alte quantità di fruttosio e sviluppo di malattie epatiche gravi. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati sul “Journal of Hepatology“.

infografica-merendine-fruttosio

Lo studio è stato condotto tra il 2012 e il 2016 su 271 bambini e ragazzi affetti da fegato grasso. In 1 bambino su 2 gli esami effettuati hanno rilevato livelli eccessivi di acido urico in circolo. L’acido urico è uno dei prodotti finali della sintesi del fruttosio nel fegato. I ricercatori hanno dimostrato l’associazione tra gli alti livelli di acido urico e l’aggravarsi del danno al fegato, soprattutto tra i grandi consumatori di fruttosio: quanto più zucchero ingerivano con la dieta abituale, tanto maggiore era il danno riportato dalle loro cellule epatiche.

Leggi abstract dell’articolo:
Serum uric acid concentrations and fructose consumption are independently associated with NASH in children and adolescents
Antonella Mosca, Valerio Nobili, Rita De Vito, Annalisa Crudele, Eleonora Scorletti, Alberto Villani, Anna Alisi, Christopher D. Byrne
Journal of Hepatology Articles in press DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.jhep.2016.12.025

Fonte ed approfondimenti: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma

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Linee guida sulla diagnosi e trattamento della Fibrosi Cistica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 1, 2017

Un gruppo di ricerca internazionale di 32 esperti provenienti da nove paesi ha aggiornato le linee guida per la diagnosi della malattia genetica della fibrosi cistica. I ricercatori si aspettano che queste linee guida forniscano un miglior orientamento per i medici che esaminano i pazienti con sintomi della malattia per fare una diagnosi corretta e consigliare il trattamento personalizzato.


CFTR2 Intro

Il documento pubblicato sulla rivista “The Journal of Pediatrics“, si basa sui dati del progetto chiamato CFTR2 (the C linical and F unctional TR anslation of CFTR), un progetto iniziato nel 2008 e che finora ha descritto circa 300 delle 2.000 mutazioni conosciute.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Diagnosis of Cystic Fibrosis: Consensus Guidelines from the Cystic Fibrosis Foundation
Philip M. Farrell, Terry B. White, Clement L. Ren, Sarah E. Hempstead, Frank Accurso, Nico Derichs, Michelle Howenstine, Susanna A. McColley, and others
The Journal of Pediatrics, Vol. 181, S4–S15.e1 Published in issue: February 2017

Fonte: John Hopkins Medicine

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Endocrine Society: Linee guida sull’obesità in età pediatrica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 1, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’Endocrine Society e dell’European Society of Endocrinology and the Pediatric Endocrine Society, sulla rivista “The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM)” le linea guida aggiornate che coprono la prevenzione, il trattamento e la valutazione dell’obesità in età pediatrica.

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Il documento oltre alla prevenzione e al trattamento, fornisce raccomandazioni su come valutare i bambini affetti da obesità per complicanze mediche o psicologiche, quando valutare i bambini obesi a seguito di cause genetiche rare e quando a prendere in considerazione farmaci o interventi chirurgici per gli adolescenti gravemente colpiti.

Scarica e leggi il documento in full text:
Pediatric Obesity—Assessment, Treatment, and Prevention: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline.
Dennis M. Styne, Silva A. Arslanian, Ellen L. Connor, Ismaa Sadaf Farooqi, M. Hassan Murad, Janet H. Silverstein, Jack A. Yanovski;
JCEM  2017  jc.2016-2573  doi: 10.1210/jc.2016-2573

Fonte: Endocrine Society

Per statistiche e dati su obesità in età pediatrica, visita: Society’s Endocrine Facts & Figures Report

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Termometro intelligente per monitorare la temperatura.

Posted by giorgiobertin su gennaio 9, 2017

Se avete un bambino piccolo, si sa quanto sia difficile misurare la temperatura con un normale termometro. TempTraq questo è il dispositivo intelligente patch-like, che monitora la temperatura corporea 24/7. La temperatura viene rilevata continuamente, registrata, e i dati inviati a dispositivi mobili in modo gli operatori sanitari possono tenerne traccia, senza disturbare il bambino ammalato.

product-box

Il dispositivo riesce a monitorare la temperatura anche se il bambino si trova nella della stanza accanto. Il cerotto è morbido, sottile e flessibile, ed è comodo da indossare e facile da rimuovere, funziona in modalità wireless su dispositivo Android o iOS.
TempTraq comunica quando è stata raggiunta la temperatura di allarme e può monitorare più bambini in contemporanea. Consente anche l’esportazione dei dati e l’invio al medico; ideale l’utilizzo nei pronto soccorsi pediatrici.

TempTraq
Video

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Omega-3 in gravidanza riducono il rischio di asma.

Posted by giorgiobertin su gennaio 2, 2017

L’assunzione di integratori di acidi grassi omega-3 durante la gravidanza può ridurre il rischio di asma infantile di quasi un terzo, secondo un nuovo studio prospettico condotto dai ricercatori del Copenhagen University Hospital e dell’University of Waterloo.

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Lo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha scoperto che le donne (695 le partecipanti allo studio) a cui sono stati prescritti 2,4 grammi integratori omega-3 a catena lunga durante il terzo trimestre di gravidanza hanno ridotto rischio di asma nei propri figli di oltre il 30 per cento. Gli acidi grassi omega-3 a catena lunga, che includono l’acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), si trovano nei pesci di acqua fredda; la chiave sta nella regolazione della risposta immunitaria umana.

Lo studio ha utilizzato tecniche analitiche rapide sviluppate ed eseguite presso l’Università di Waterloo per misurare i livelli di EPA e DHA nel sangue di donne in gravidanza. La prole è stata monitorata per cinque anni.

Leggi abstract dell’articolo:
Fish Oil–Derived Fatty Acids in Pregnancy and Wheeze and Asthma in Offspring.
Hans Bisgaard, Jakob Stokholm, Bo L. Chawes, Nadja H. Vissing, Elin Bjarnadóttir, Ann-Marie M. Schoos, Helene M. Wolsk, Tine M. Pedersen, Rebecca K. Vinding, Sunna Thorsteinsdóttir, Nilofar V. Følsgaard, Nadia R. Fink, Jonathan Thorsen, Anders G. Pedersen, Johannes Waage, Morten A. Rasmussen, Ken D. Stark, Sjurdur F. Olsen, Klaus Bønnelykke.
New England Journal of Medicine, 2016; 375 (26): 2530 DOI: 10.1056/NEJMoa1503734

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La mortalità infantile nel mondo.

Posted by giorgiobertin su novembre 25, 2016

Un articolo pubblicato sulla rivista “Lancet” fornisce il quadro aggiornato e completo della mortalità infantile nel mondo. L’indagine è stata condotta da ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, del China National Office of Maternal and Child Health Surveillance e della Sichuan University e si riferisce al periodo 2000-15 su 194 Stati membri.

Dallo studio emergono disuguaglianze di salute, con tassi nazionali di mortalità infantile che variano da 1,9 a 155,1 decessi per 1000 nati vivi, e con il 60,4% dei decessi (3,6 milioni) concentrati in soltanto 10 Paesi.
Secondo le stime del gruppo di esperti, nel 2015 si sono verificati nel mondo 5,9 milioni di decessi tra i bambini sotto i 5 anni, quasi la metà (2,7 milioni, 45,1%) dei quali tra i neonati (primi 28 giorni di vita).

Statistics

Scarica e leggi il documento in full text:
Global, regional, and national causes of under-5 mortality in 2000-15: an updated systematic analysis with implications for the Sustainable Development Goals
The Lancet a novembre 2016
appendici

editoriale di Peter Byass “Child mortality is (estimated to be) falling”. The Lancet, novembre 2016

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NICE: linee guida sulla diagnosi e gestione del diabete (tipo 1 e 2) in età pediatrica

Posted by giorgiobertin su novembre 17, 2016

Sono state pubblicate a cura di NICE le linee guida aggiornate, il precedente documento era datato 2015, sulla diagnosi e gestione del diabete di tipo 1 e 2 in pazienti in età pediatrica (età inferiore ai 18 anni).

nice-diabetes

Scarica e leggi il documento in full text:
Diabetes (type 1 and type 2) in children and young people: diagnosis and management
NICE guideline [NG18] Published date: August 2015 Last updated: November 2016

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SIGN: Linee guida sulla gestione dell’asma.

Posted by giorgiobertin su novembre 3, 2016

Sono state pubblicate a cura di SIGN (Scottish Intercollegiate Guidelines Network) le linee guida sulla gestione dell’asma. Il documento è stato prodotto congiuntamente da SIGN e dalla British Thoracic Society (BTS) con documentazione a partire dal 2003, la linea guida riguarda la diagnosi e la gestione dell’asma negli adulti e nei bambini; le sezioni della guida vengono aggiornate ogni due anni.

asthma-web-graphic-2016 Credit image:SIGN

Scarica e leggi il documento in full text:
SIGN 153: BRITISH GUIDELINE ON THE MANAGEMENT OF ASTHMA

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Possibile test della saliva per diagnosticare l’asma.

Posted by giorgiobertin su settembre 29, 2016

I ricercatori della  Loughborough University in collaborazione con il Nottingham City Hospital hanno sviluppato un nuovo test che può diagnosticare l’asma dalla saliva del paziente. Il nuovo test è completamente indolore e offre una diagnosi unica, ed è adatto a persone di tutte le età.

asthma-baby

I ricercatori hanno eseguito le analisi di cromatografia liquida combinata con la spettrometria di massa (LC-MS) sui campioni di saliva in un gruppo relativamente piccolo di persone (30), trovando i biomarker metabolici che mostravano la presenza della malattia, la gravità e la progressione. “Non esiste un’unico, semplice test per diagnosticare l’asma, perché è una condizione così complessa con molte cause diverse, che dobbiamo ancora comprendere appieno. Questa ricerca suggerisce che un test della saliva potrebbe potenzialmente essere un modo semplice per diagnosticare l’asma in futuro“. afferma il Dr Samantha Walker – Director of Research and Policy at Asthma UK.

I ricercatori affermano che ulteriori studi di grandi dimensioni e a lungo termine sono necessari prima che il test possa essere offerto in un ambiente clinico. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Analytical Methods“.

Leggi abstract dell’articolo:
Untargeted metabolic profiling of saliva by liquid chromatography-mass spectrometry for the identification of potential diagnostic biomarkers of asthma
Aditya Malkar, Emma Wilson, Tim Harrrison, Dominick Shaw and Colin Creaser
Anal. Methods, 2016,8, 5407-5413 DOI: 10.1039/C6AY00938G

Fonte: Loughborough University

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Linee guida sulla gestione dell’Attacco Acuto di Asma in Eta’ Pediatrica.

Posted by giorgiobertin su settembre 27, 2016

Sono state aggiornate a cura della Società Italiana di Pediatria (SIP) le linee guida sull’attacco acuto di asma in età pediatrica. L’obiettivo è quello di fornire raccomandazioni il più possibile basate sulle evidenze scientifiche per identificare e valutare i corretti percorsi diagnostici e terapeutici, per evitare la sovrapposizione di interventi e per ottimizzare i risultati. Le LG sono rivolte ai pediatri, ai medici di medicina generale che lavorano sul territorio o in strutture ospedaliere, agli specialisti in medicina di urgenza e agli infermieri che si occupano di bambini con asma.

asma-pediatria-lg

Scarica e leggi il documento in full text:
GESTIONE DELL’ATTACCO ACUTO DI ASMA IN ETA’ PEDIATRICA
Linea Guida SIP- Aggiornamento 2016

Scarica le griglie

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Nuovo test per distinguere tra infezioni virali e batteriche.

Posted by giorgiobertin su agosto 24, 2016

Un team internazionale di scienziati – coordinato dai ricercatori dell’Imperial College di Londra – ha scoperto due geni che vengono attivati quando un bambino ha una infezione batterica. Questo potrebbe consentire ai medici di distinguere rapidamente tra una malattia virale o batterica, e identificare i primi casi di infezioni potenzialmente mortali.

senior-researcher

Lo studio, pubblicato su “JAMA“, ha scoperto che i due geni, chiamati IFI44L e FAM89A, si attivano in posizione “on” quando una infezione batterica è presente. Questo studio, condotto su 250 bambini ha rilevato che i due geni predicono un’infezione batterica con una precisione 95-100 per cento. Lo studio potrebbe consentire ai medici di distinguere tra infezioni batteriche e virali, e individuare i primi casi di infezioni gravi che potrebbero essere mortali.

Meningite, setticemia e polmonite tutte si verificano come risultato di una infezione batterica. Riuscire a differenziare queste condizioni potenzialmente pericolose per la vita dovrebbero consentire ai sanitari di intervenire rapidamente con trattamenti accurati.
Inoltre, facendo una distinzione se un individuo ha una infezione virale o batterica può impedire la prescrizione di antibiotici per i virus. Ricordiamo che gli antibiotici sono efficaci solo contro i batteri e non combattono le infezioni causate da virus come il raffreddore, l’influenza, il mal di gola e la bronchite.

Attualmente, quando un bambino in visita dal medico o al pronto soccorso con una febbre, non esiste nessun metodo rapido per determinare se il bambino ha una malattia batterica o virale. Molti bambini sono ricoverati in ospedale e ricevono antibiotici, perché il team medico non è in grado di escludere immediatamente la possibilità di una infezione batterica – ma in realtà, sono affetti da un virus.
Tagliare il numero di antibiotici prescritti in modo inappropriato è fondamentale per fermare la diffusione della resistenza antimicrobica, che minaccia il futuro della medicina moderna.

Leggi abstracts degli articoli:
Diagnostic Test Accuracy of a 2-Transcript Host RNA Signature for Discriminating Bacterial vs Viral Infection in Febrile Children
Jethro A. Herberg, PhD; Myrsini Kaforou, PhD; Victoria J. Wright, PhD; Hannah Shailes, BSc; Hariklia Eleftherohorinou + al.
JAMA 2016;316(8):835-845. doi:10.1001/jama.2016.11236.

Association of RNA Biosignatures With Bacterial Infections in Febrile Infants Aged 60 Days or Younger
Prashant Mahajan, MD, MPH, MBA; Nathan Kuppermann, MD, MPH; Asuncion Mejias, MD, PhD; Nicolas Suarez + al.
JAMA. 2016;316(8):846-857. doi:10.1001/jama.2016.9207.

Editorial: Genetics and the Evaluation of the Febrile Child

Fonte: Imperial College London

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AHA: Linee guida sull’assunzione di zuccheri nei bambini e adolescenti.

Posted by giorgiobertin su agosto 23, 2016

L’American Heart Association ha pubblicato sulla rivista “Circulation“,  le nuove raccomandazioni per l’assunzione di zuccheri aggiunti nell’alimentazione dei bambini e degli adolescenti. Ricordiamo che gli zuccheri aggiunti sono zuccheri e sciroppi – tra cui fruttosio, glucosio, e alto contenuto di fruttosio sciroppo di mais – che vengono aggiunti agli alimenti e bevande durante la lavorazione o la preparazione.

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L’assunzione di zucchero è diventata una delle principali preoccupazioni negli Stati Uniti, con numerosi studi che collegano il consumo elevato di zucchero ad un aumentato rischio di obesità e malattie correlate.
L’AHA afferma che i bambini e gli adolescenti di età compresa tra i 2 e i 18 anni dovrebbero consumare non più di 6 cucchiaini di zucchero al giorno. Inoltre, i bambini di età inferiore ai 2 non devono assumere zuccheri aggiunti, secondo le nuove linee guida. Questo perché i bambini di questa età non richiedono l’apporto calorico dei bambini più grandi e degli adulti.

Il Dott Miriam Vos, professore di pediatria presso la Emory University School of Medicine di Atlanta e colleghi hanno stilato le nuove raccomandazioni dopo aver condotto un’analisi approfondita di tutta la ricerca scientifica che ha valutato come il consumo di zuccheri aggiunti colpisce la salute dei bambini.

Un’elevata assunzione di zuccheri aggiunti durante l’infanzia può portare allo sviluppo di fattori di rischio di malattie cardiache, tra cui l’obesità e l’ipertensione. I bambini che mangiano cibi carichi di zuccheri aggiunti tendono a mangiare moli meno cibi sani, come frutta, verdura, cereali integrali e latticini a basso contenuto di grassi che fanno bene alla salute del cuore.

Scarica e leggi il documento in full text:
Added Sugars and Cardiovascular Disease Risk in Children
A Scientific Statement From the American Heart Association
Miriam B. Vos, Jill L. Kaar, Jean A. Welsh, Linda V. Van Horn, Daniel I. Feig, Cheryl A.M. Anderson, Mahesh J. Patel, Jessica Cruz Munos, Nancy F. Krebs, Stavra A. Xanthakos, Rachel K. Johnson
Circulation August 23, 2016, Volume 134, Issue 8http://dx.doi.org/10.1161/CIR.0000000000000439

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L’obesità può passare dalla madre al bambino.

Posted by giorgiobertin su agosto 21, 2016

I ricercatori del Joslin Diabetes Center hanno dimostrato che le cellule ombelicali di figli di madri obese o in sovrappeso mostrano l’espressione alterata di geni chiave che regolano l’energia delle cellule e il metabolismo, rispetto alle cellule simili di bambini di madri non-obesi.

obese_mother

Tali risultati possono aiutare a spianare la strada verso una migliore assistenza sanitaria, sia prima che dopo la nascita, per i bambini a rischio elevato di obesità“, dice Elvira Isganaitis coordinatore dello studio.
Attraverso l’analisi del sangue fetale della vena del cordone ombelicale, “Abbiamo scoperto che i neonati di madri obese avevano livelli significativamente più alti di molti lipidi che sono noti per essere metabolicamente deleterei, come gli acidi grassi saturi“.

Isganaitis e il suo team sta esaminando come l’obesità della madre possa incoraggiare alcune cellule staminali che si trovano nel cordone ombelicale a differenziarsi in vari tipi di tessuti, trasformandosi preferenzialmente in cellule adipose.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Maternal obesity programs mitochondrial and lipid metabolism gene expression in infant umbilical vein endothelial cells
S M R Costa, E Isganaitis[…]M-E Patti
International Journal of Obesity preview 17 August 2016; doi: 10.1038/ijo.2016.142

Fonte:Joslin Diabetes Center

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Ipotiroidismo in gravidanza: un fattore di rischio di schizofrenia.

Posted by giorgiobertin su luglio 6, 2016

La prole di donne con ipotiroidismo durante la gravidanza sembrano avere un sostanziale aumento del rischio di sviluppare la schizofrenia. A dimostrarlo una ricerca pubblicata sulla rivista “Biological Psichiatry” da parte dei ricercatori del Department of child psychiatry, University of Helsinki and Helsinki University Central Hospital, Finland.

tiroide-gravidanza

I ricercatori hanno riscontrato che i bambini nati da donne con ipotiroidismo durante la gravidanza hanno avuto un aumento del rischio del 75% di sviluppare la schizofrenia.
Per lo studio caso-controllo sono stati utilizzati i dati del “Finnish Prenatal Study of Schizophrenia” di analisi dei sieri materni durante il primo o il secondo trimestre di oltre 1 milione di gravidanze in Finlandia dal 1983.

Una spiegazione potenziale per l’associazione tra ipotiroidismo materno e la schizofrenia è che l’ipotiroidismo o insufficienza tiroidea contribuisca alla espressione genica alterata nel feto, che incide negativamente nello sviluppo del cervello del feto stesso.” scrivono i ricercatori.

Leggi abstract dell’articolo:
Hypothyroxinemia During Gestation and Offspring Schizophrenia in a National Birth Cohort
David Gyllenberg, Andre Sourander, Heljä-Marja Surcel, Susanna Hinkka-Yli-Salomäki, Ian W. McKeague, Alan S. Brown
Biological Psychiatry June 15, 2016Volume 79, Issue 12, Pages 962–970 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.biopsych.2015.06.014

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Linee guida aggiornate per la sedazione dei pazienti pediatrici.

Posted by giorgiobertin su luglio 2, 2016

L’American Academy of Pediatrics (AAP) e l’American Academy of Pediatric Dentistry (AAPD hanno provveduto ad aggiornare le linee guida sulla sedazione dei pazienti pediatrici. Il precedente documento era datato 2006.

pediatric anesthesia guideline

L’AAP e AAPD hanno realizzato il documento della sedazione pediatrica:

  • Per aumentare la sicurezza e il benessere del paziente;
  • Per ridurre al minimo il disagio fisico e il dolore;
  • Per controllare l’ansia, ridurre al minimo il trauma psicologico, e massimizzare il potenziale di amnesia;
  • Per modificare il comportamento e/o movimento in modo da permettere il completamento sicuro del procedimento;
  • Per riportare il paziente ad uno stato di controllo medico sicuro, come determinato dai criteri riconosciuti;

Le linee guida raccomandano che i medici utilizzino la dose più bassa del farmaco con il più alto indice terapeutico per la procedura.  Se il paziente pediatrico sta per essere sedato, deve essere accompagnato da e per il trattamento da un genitore, tutore legale, o altro soggettoresponsabile.

Se un medico sta per usare la sedazione , lui o lei deve disporre di strutture immediatamente disponibili, personale e apparecchiature per gestire situazioni di emergenza che potrebbero verificarsi, tra cui ostruzione delle vie aeree, ipoventilazione, laringospasmo, ipossiemia, e apnea.

Leggi il documento:
Guidelines for Monitoring and Management of Pediatric Patients Before, During, and After Sedation for Diagnostic and Therapeutic Procedures: Update 2016
Charles J. Coté, Stephen Wilson, AMERICAN ACADEMY OF PEDIATRICS, AMERICAN ACADEMY OF PEDIATRIC DENTISTRY
Pediatrics Jun 2016, e20161212; DOI: 10.1542/peds.2016-1212

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NICE: Linee guida sulle bronchioliti nei bambini.

Posted by giorgiobertin su luglio 2, 2016

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence), con il sostegno delle organizzazioni: Royal College of General Practitioners, British Society for Antimicrobial Chemotherapy, British Lung Foundation, le linee guida sulle Bronchioliti nei bambini.

bronchiolitis in children

La bronchiolite è una condizione che colpisce il tratto respiratorio inferiore. E’ causata da infezione da virus. All’inizio dell’infezione, i sintomi sono di solito quelli di un comune raffreddore, tra cui un naso chiuso o che cola, tosse e starnuti. Seguono alcuni giorni, di respirazione e di alimentazione difficoltosa. Fino a questo punto, non è possibile dire che l’infezione causerà bronchiolite. La diagnosi di bronchiolite può essere fatta se ci sono sibili e/o crepitii attraverso un esame clinico.

Scarica e leggi il documento in full text:
Bronchiolitis in children – Quality standard Published: 22 June 2016 – nice.org.uk/guidance/qs122

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I microRNA: nuovi bersagli per il trattamento dell’asma.

Posted by giorgiobertin su giugno 25, 2016

Un nuovo studio condotto dai ricercatori del Sun Yat-sen University, Guangzhou, in Cina dimostra che i microRNA, che sono piccole molecole di RNA non codificanti che possono tacitare i geni, hanno un ruolo importante nell’indurre l’asma. Regolando la funzione di specifici miRNA identificati nello studio, si potrebbe arrivare ad un nuovo approccio alla terapia dell’asma.

SCDcover

I ricercatori hanno identificato una serie di di microRNA, che avevano diversi livelli di espressione dopo l’induzione di asma e il trattamento BM-MSC (bone marrow-derived mesenchymal stem cells). “Questo emozionante lavoro fornisce non solo un modello per rivelare nuove scoperte nella patogenesi della malattia, ma propone anche l’asse miR21-Acvr2a come un regolatore critico dell’effetto terapeutico di MSC nell’asma“, affermano gli autori.

Leggi il full text dell’articolo:
MicroRNAs Involved in Asthma After Mesenchymal Stem Cells Treatment
Tang Guan-Nan, Li Cheng-Lin, Yao Yin, Xu Zhi-Bin, Deng Meng-Xia, Wang Shu-Yue, Sun Yue-Qi, Shi Jian-Bo, and Fu Qing-Ling.
Stem Cells and Development. June 2016, 25(12): 883-896. doi:10.1089/scd.2015.0339.

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