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Posts Tagged ‘pneumologia’

NICE: Linee guida sulla Fibrosi Polmonare Idiopatica.

Posted by giorgiobertin su maggio 30, 2017

Sono state pubblicate in aggiornamento a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla diagnosi e gestione della Fibrosi Polmonare Idiopatica negli adulti (dai 18 anni in su). Il precedente documento era stato pubblicato nel 2013.

Fibrosi-idiopatica Fonte img: Wikipedia

La fibrosi polmonare idiopatica è una malattia cronica progressiva fibrotica interstiziale polmonare di origine sconosciuta. Si tratta di una malattia difficile da diagnosticare e spesso richiede la competenza di collaborazione di un medico pneumologo, radiologo e istopatologo per raggiungere una diagnosi di consenso.

Scarica e leggi il documento in full text:
Idiopathic pulmonary fibrosis in adults: diagnosis and management
Clinical guideline Published: 12 June 2013 nice.org.uk/guidance/cg163

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Le sigarette light sono più pericolose di quelle normali.

Posted by giorgiobertin su maggio 28, 2017

Le sigarette light non sono meno nocive delle altre sigarette. Al contrario, avrebbero contribuito all’aumento della forma più comune di tumori ai polmoni che si è registrata negli ultimi cinquant’anni nonostante la riduzione del numero di fumatori. Ad affermarlo uno studio condotto dai ricercatori dell’Ohio State University (Usa) pubblicato sulla rivista “Journal of the National Cancer Institute“.

ventilation-sigarrettes ventilation-sigarrettes1

Lo studio ha confermato l’associazione tra il fumo delle sigarette light e l’incidenza dell’adenocarcinoma, tumore che si sviluppa nelle profondità dei polmoni. In questo tipo di sigarette, i fori che circondano il filtro fanno pensare ai fumatori che il fumo inalato sia meno dannoso. Al contrario, i fori consentono una combustione più lenta e ad una temperatura inferiore, il fumo poi si disperde in aria e tutto ciò fa sì che i fumatori tendono ad inalare più intensamente, tanto che i prodotti chimici tossici scendono in profondità nei polmoni.

I nostri dati suggeriscono una chiara relazione tra l’aggiunta di fori di ventilazione nelle sigarette e i tassi crescenti di adenocarcinoma del polmone visti nel corso degli ultimi 20 anni”, ha sottolineato Peter Shields, autore dello studio.
Secondo i ricercatori, è sempre più evidente che queste sigarette “ventilate” sono più pericolose e andrebbero vietate.

Leggi abstract dell’articolo:
Cigarette Filter Ventilation and its Relationship to Increasing Rates of Lung Adenocarcinoma
Min-Ae Song Neal L. Benowitz Micah Berman Theodore M. Brasky K. Michael Cummings Dorothy K. Hatsukami Catalin Marian Richard O’Connor Vaughan W. Rees Casper Woroszylo, Peter G. Shields
J Natl Cancer Inst (2017) 109 (12): djx075. Published: 22 May 2017 DOI: https://doi.org/10.1093/jnci/djx075

Fonte: La Stampa salute

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Promettente un nuovo farmaco per il trattamento dell’asma grave.

Posted by giorgiobertin su maggio 27, 2017

Uno studio condotto dai ricercatori  della McMaster University coordinati dal pneumologo professore Parameswaran Nair, ha mostrato risultati promettenti per un nuovo farmaco per i pazienti di affetti da asma grave.
I risultati dello studio, pubblicato sul “New England Journal of Medicine“, dimostra che i pazienti trattati con questo potenziale nuovo farmaco, chiamato benralizumab, un anticorpo monoclonale che agisce contro la catena alfa del recettore dell’interleuchina 5, erano in grado di ridurre l’uso di corticosteroidi e prednisone per via orale più di quattro volte rispetto a quelli trattati con placebo.

Il trial clinico”ZONDA”  ha valutato l’effetto del benralizumab 30 mg in 220 pazienti di 12 paesi, in un regime di dosaggio di otto o quattro settimane  in pazienti adulti affetti asma grave.

Benralizumab

Il dato è molto impressionante“, ha detto Parameswaran Nair. “Nello studio, i pazienti sono stati in grado di ridurre la loro dose di prednisone di ben il 75 per cento, avevano il 70 per cento in meno di riacutizzazioni e il 93 per cento di visite in meno al pronto soccorso o ricoveri, mantenendo la loro funzione polmonare“.
Benralizumab elimina quasi completamente un globuli bianchi chiamati eosinofili dalla circolazione e dal tessuto polmonare. Sono necessari ulteriori studi a lungo termine con questo farmaco per essere assolutamente certi della sicurezza di questa strategia di trattamento”.

Benralizumab non è un farmaco approvato, ma è in fase di revisione regolamentare in diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti.

Scarica e leggi il documento in full text:
Oral Glucocorticoid–Sparing Effect of Benralizumab in Severe Asthma
Parameswaran Nair, Sally Wenzel, Klaus F. Rabe, Arnaud Bourdin, Njira L. Lugogo, Piotr Kuna, Ph.D., Peter Barker, Stephanie Sproule, M.Math., Sandhia Ponnarambil, and Mitchell Goldman, for the ZONDA Trial Investigators
NEJM May 22, 2017 DOI:10.1056/NEJMoa1703501

ClinicalTrials.gov number, NCT02075255

AstraZeneca

Benralizumab Significantly Reduced Oral Corticosteroid Dosages and Asthma Exacerbation Rates for Patients with Severe, Uncontrolled Asthma: Results of the ZONDA Phase III Trial

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Passo fondamentale nella comprensione del cancro al polmone.

Posted by giorgiobertin su maggio 11, 2017

I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology – Cambridge hanno identificato un interruttore molecolare principale che si attiva nella transizione da adenoma ad adenocarcinoma in un modello murino di cancro ai polmoni. Hanno anche scoperto che bloccando questo interruttore si impedisce che i tumori diventino più aggressivi. I farmaci che interferiscono con questo interruttore possono quindi essere utili nel trattamento di tumori polmonari in fase iniziale, dicono i ricercatori.

MIT-Lung-Cancer
MIT researchers have found that lung tumors such as this one contain stem-cell-like cells that drive tumor aggression. In this image, those cells are tagged with a green fluorescent protein. Image: Tuomas Tammela

Capire i meccanismi molecolari che vengono attivati come transizioni tumorali da uno stato benigno ad uno maligno ha importanti implicazioni per il trattamento. Questi risultati suggeriscono anche i metodi per prevenire o interferire con l’insorgenza della malattia avanzata“, dice Tyler Jacks, direttore del MIT di Koch Institute for Integrative Cancer Research, autore dello studio.

In questo studio, i ricercatori si sono concentrati sul ruolo di una via di segnalazione cellulare nota come Wnt. Questo percorso è solitamente attivato solo durante lo sviluppo embrionale, ma è anche attivo in piccole popolazioni di cellule staminali adulte che possono rigenerare tessuti specifici quali il rivestimento dell’intestino. Negli esperimenti sui topi è stato trovato che la segnalazione Wnt non è attiva negli adenomi, ma si accende durante la transizione in circa il 5 al 10 per cento delle cellule tumorali. Quando i ricercatori hanno dato ai topi un farmaco che interferisce con le proteine ​​Wnt, hanno scoperto che i tumori hanno smesso di crescere, e gli animali hanno vissuto più a lungo.

Nell’adenocarcinoma del polmone umano è stato scoperto che il 70 per cento dei tumori ha mostrato l’attivazione Wnt. L’inibitore Wnt che i ricercatori hanno utilizzato in questo studio, è in sperimentazione clinica per il trattamento di altri tipi di cancro.

Leggi abstract dell’articolo:
A Wnt-producing niche drives proliferative potential and progression in lung adenocarcinoma
Tuomas Tammela, Francisco J. Sanchez-Rivera[…]Tyler Jacks
Nature (2017) Published online 10 May 2017, doi:10.1038/nature22334

Fonte: Massachusetts Institute of Technology

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Fibrosi Cistica: dalla Timosina una nuova terapia.

Posted by giorgiobertin su aprile 12, 2017

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Perugia in collaborazione con i colleghi dell‘Università Telematica San Raffaele di Roma, pubblicato su “Nature Medicine” svela i meccanismi correttori ed antinfiammatori della timosina alfa-1 (Tα1).

Lo studio ha dimostrato come questa molecola sia capace di attivare meccanismi in grado di ricostruire il sistema immunitario e di ridurre i processi infiammatori polmonari ricorrenti nei pazienti colpiti da Fibrosi Cistica (FC).

thymosin_alpha-1

Abbiamo dimostrato l’efficacia di azione di questa molecola su cellule prelevate da alcuni pazienti con risultati sorprendenti” – dichiarano i ricercatori. La FC è causata da mutazioni nel gene che codifica la “cystic fibrosis transmembrane conductance regulator (CFTR)” e che portano ad una compromissione dell’attività del canale del cloro. La più comune mutazione p.Phe508del porta alla produzione di una proteina degradata che presenta un’attività canalare estremamente ridotta.

I ricercatori hanno descritto la capacità di Tα1 – peptide dotato di un eccellente profilo di sicurezza nella clinica – di correggere i molteplici difetti funzionali nei topi FC come in cellule di pazienti colpiti dalla mutazione p.Phe508del.

Se la scoperta sarà confermata anche su pazienti umani si tratterà di un notevole passo in avanti: la timosina sarebbe infatti il primo farmaco ad agire contemporaneamente su tutte le principali cause della malattia.

Scarica e leggi il documento in full text:
Thymosin α1 represents a potential potent single-molecule-based therapy for cystic fibrosis
Luigina Romani, Vasilis Oikonomou, Silvia Moretti, Rossana G Iannitti, Maria Cristina D’Adamo, Valeria R Villella, Marilena Pariano, Luigi Sforna, Monica Borghi, Marina M Bellet, Francesca Fallarino, Maria Teresa Pallotta, Giuseppe Servillo, Eleonora Ferrari, Paolo Puccetti, Guido Kroemer, Mauro Pessia, Luigi Maiuri, Allan L Goldstein & Enrico Garaci
Nature Medicine (2017) Published online 10 April 2017 doi:10.1038/nm.4305

Fonte: Università Telematica San Raffaele di Roma

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Scoperto meccanismo alla base dei tumori polmonari.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2017

I ricercatori del Dipartimento di Medicina clinica e molecolare della Facoltà di Medicina e psicologia della Sapienza Università di Roma, coordinati da Rita Mancini, hanno svelato il meccanismo attraverso il quale le cellule staminali dei tumori polmonari si propagano. La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Oncogene“.

tumore-polmone

Nello studio sono state isolate le cellule staminali tumorali di polmone direttamente dai versamenti pleurici di alcuni pazienti, e si è evidenziato come SCD1, un enzima che determina la sintesi degli acidi grassi insaturi, agisca attivando a cascata due vie metaboliche chiave nelle cellule tumorali. “Si tratta di quella della beta-catenina e successivamente di quella che coinvolge due proteine note per la loro capacità di controllare la crescita cellulare a livello del nucleo, chiamate YAP e TAZ” – afferma la prof. Rita Mancini.
SCD1 è uno dei principali promotori della crescita delle staminali tumorali polmonari. Inoltre abbiamo sufficienti elementi per ritenere che il ruolo chiave di SCD1 si estenda alle cellule staminali di altri tipi di tumori”.

La cosa molto interessante è che inibitori di SCD1 sono già disponibili per l’uso nell’uomo. Il prossimo passo potrà essere quello di trasferire questa possibilità terapeutica nei pazienti, in linea con un approccio di ricerca traslazionale che parte dal paziente, passa attraverso il laboratorio, per poi ritornare nel paziente.

Leggi abstract dell’articolo:
Stearoyl-CoA-desaturase 1 regulates lung cancer stemness via stabilization and nuclear localization of YAP/TAZ
A Noto, C De Vitis, M E Pisanu, G Roscilli, G Ricci, A Catizone, G Sorrentino, G Chianese, O Taglialatela-Scafati, D Trisciuoglio, D Del Bufalo, M Di Martile, A Di Napoli, L Ruco, S Costantini, Z Jakopin, A Budillon, G Melino, G Del Sal, G Ciliberto and R Mancini
Oncogene advance online publication, April 3, 2017; doi:10.1038/onc.2017.75

Fonte: Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

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Terapia con cellule staminali per riparare i danni ai polmoni.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2017

Un nuovo studio ha trovato che la terapia con cellule staminali è in grado di ridurre l’infiammazione polmonare in un modello animale di malattia cronica ostruttiva (BPCO) e nella fibrosi cistica. Anche se, ancora in una fase pre-clinica, questi risultati hanno importanti implicazioni potenziali per il futuro trattamento dei pazienti.

Lung disease

I ricercatori della Queens University Belfast hanno presentato questi risultati durante la “European Respiratory Society’s Lung Science Conference” che si tiene all’Estoril in Portogallo (23-27 marzo).
Negli esperimenti sono state somministrate le cellule staminali mesenchimali (MSC Mesenchymal stem cell) per via endovenosa a topi di quattro e sei settimane di età. Successivamente sono stati raccolti campione di tessuto dai polmoni dopo circa otto settimane. Dai risultati di confronto con un gruppo di controllo che non ha ricevuto la terapia MSC. I risultati hanno dimostrato che l’infiammazione è stata significativamente ridotta nel gruppo in trattamento con MSC. I miglioramenti sono significativi nella struttura dei polmoni, suggerendo che questa forma di trattamento ha il potenziale per riparare il polmone danneggiato.

Questi risultati preliminari dimostrano il potenziale efficacia del trattamento MSC come mezzo per riparare i danni causati da malattie polmonari croniche come la BPCO“, ha detto Declan Doherty della Queens University di Belfast.
Anche se, ancora in una fase iniziale in termini di ricaduta nella malattia umana, questo lavoro è uno degli abstracts all’avanguardia della conferenza.

Leggi abstract:
OP07 – Mesenchymal stem cell therapy reduces inflammation and damage in a model of chronic lung disease
Doherty Declan, Belfast, United Kingdom

Fonte: Queens University Belfast – European Respiratory Society’s Lung Science Conference  –  StemcellResearch

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CMAJ: Linee guida per la prevenzione e il trattamento del fumo nei giovanissimi.

Posted by giorgiobertin su marzo 5, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “Canadian Medical Association Journal” le linee guida sulla prevenzione e trattamento del tabagismo nei giovanissimi.

fumo-ragazzi

I ragazzi che vogliono abbandonare le sigarette ci provano in maniera poco strutturata, senza sapere come fare o a chi rivolgersi, per questo le linee guida canadesi sottolineano la necessità di un sforzo da parte dei medici di base, dei pediatri e dei familiari.

Leggi il full text dell’articolo:
Recommendations on behavioural interventions for the prevention and treatment of cigarette smoking among school-aged children and youth
Canadian Task Force on Preventive Health Care
CMAJ February 27, 2017 189:E310-E316; doi:10.1503/cmaj.161242

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Possibili nuovi trattamenti per chi soffre di asma.

Posted by giorgiobertin su marzo 1, 2017

I ricercatori dell’University of Leicester hanno nei loro studi identificato le cause del restringimento delle vie aeree nei casi di asma.
Gli scienziati hanno, per la prima volta, scoperto che una forma attiva di una proteina chiave, HMGB1, è aumentata e legata al restringimento delle vie aeree nelle persone con asma grave.

asthma

Lo studio, pubblicato su “Journal of Allergy and Clinical Immunology“, è stato effettuato su campioni di mucose delle vie respiratorie raccolti da persone con asma da lieve a moderata, asma grave e volontari sani reclutati presso l’Ospedale Glenfield di Leicester.
Abbiamo dimostrato che la quantità di HMGB1, una proteina che può essere rilasciato nelle vie aeree da parte delle cellule coinvolte nel processo infiammatorio o dalle cellule danneggiate, è aumentato nel muco dalle vie aeree di persone con asma grave“. afferma il prof. Ruth Saunders, autore principale dello studio. “Questo è il primo studio a dimostrare un effetto diretto di HMGB1 sul miglioramento della contrazione muscolare delle vie aeree in risposta agli stimoli“.

La scoperta consentirà la produzione di farmaci a bersaglio specifico nei confronti della proteina HMGB1 per un futuro trattamento dell’asma.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
HMGB1 is upregulated in the airways in asthma and potentiates airway smooth muscle contraction via TLR4
Leonarda Di Candia, Edith Gomez, Emilie Venereau, Latifa Chachi, Davinder Kaur, Marco E. Bianchi, R.A. John Challiss, Christopher E. Brightling, and Ruth M. Saunders.
Journal of Allergy and Clinical Immunology DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.jaci.2016.11.049 Published online: March 1, 2017

Download Images(.ppt)

Fonte: University of Leicester

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Mangiare frutta e verdura riduce il rischio di malattie polmonari.

Posted by giorgiobertin su febbraio 23, 2017

Una ricerca, pubblicata sulla rivista “Thorax“, ha trovato un collegamento tra mangiare grosse quantità di frutta e verdura e la salute dei polmoni.
Alcuni studi precedenti avevano scoperto che i fattori dietetici possano giocare un ruolo nella BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). Per approfondire questo argomento in modo più dettagliato, un gruppo di ricercatori della Karolinska Institutet, Stockholm, Svezia ha monitorato la salute respiratoria di oltre 44.000 uomini svedesi. Di età compresa tra 45-79 all’inizio del processo, i partecipanti sono stati seguiti per una media di 13,2 anni, fino alla fine del 2012.

Dai risultati è emerso che ogni porzione in più di frutta e verdura è stata associata ad un rischio 4 per cento più basso di BPCO in ex fumatori e di un 8 per cento più basso nei fumatori correnti. I ricercatori concludono che: “I risultati ottenuti confermano il forte impatto del fumo di sigaretta sullo sviluppo della BPCO e anche indicano che la dieta ricca di frutta e verdura può avere un ruolo importante nella prevenzione della BPCO“.

lungs-x-ray  green-leafy-veggies

Determinati prodotti alimentari sono stati più efficaci nel ridurre il rischio di BPCO. E’ stato trovato che le verdure a foglia verde, peperoni, mele, pere hanno avuto la più forte influenza sulla riduzione del rischio. Altri come frutti di bosco, agrumi, banane , radici e verdure crocifere, pomodori, aglio, cipolle , piselli non hanno esercitato un effetto significativo.
Poichè il fumo aumenta lo stess ossidativo e l’infiammazione, entrambi sono potenzialmente coinvolti nella BPCO, gli antiossidanti presenti in frutta e verdura possono aiutare a ridurre il loro impatto negativo.

Ricordiamo che fumare e smettere di fumare rimane il principale messaggio di salute pubblica per prevenire lo sviluppo della BPCO.

Scarica e leggi il documento in full text:
Fruit and vegetable consumption and risk of COPD: a prospective cohort study of men
Kaluza J, Larsson SC, Orsini N, et al.
Thorax Published Online First: 22 February 2017. doi: 10.1136/thoraxjnl-2015-207851

Editorial:
Could a healthy diet attenuate COPD risk in smokers?
Raphaëlle Varraso, Seif O Shaheen

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Linee guida sulla diagnosi di Fibrosi Cistica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 18, 2017

Sono state pubblicate da un gruppo di esperti internazionali guidati da Philip Farrell, della University of Wisconsin School of Medicine and Public Health, Madison, per la Cystic Fibrosis Foundation le linee guida per la diagnosi di fibrosi cistica.

cff

I criteri di diagnosi si basano sull’interpretazione della mutazione del Cftr (conduttanza transmembrana della fibrosi cistica) ottenuti attraverso il progetto Clinical and Functional Translation of Cftr (Cftr2 – (http://www.cftr2.org/index.php)). Lo screening neonatale e la comprensione della genetica CF hanno spinto ad una riconsiderazione dei criteri di diagnosi.
La linea guida comprende 27 dichiarazioni di consenso che si applicano a varie popolazioni di pazienti di ogni età.

Scarica e leggi il documento in full text:
Diagnosis of Cystic Fibrosis: Consensus Guidelines from the Cystic Fibrosis Foundation
Farrell, Philip M. et al.
The Journal of Pediatrics , Volume 181 , S4 – S15.e1 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.jpeds.2016.09.064

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Linee guida sulla diagnosi e trattamento della Fibrosi Cistica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 1, 2017

Un gruppo di ricerca internazionale di 32 esperti provenienti da nove paesi ha aggiornato le linee guida per la diagnosi della malattia genetica della fibrosi cistica. I ricercatori si aspettano che queste linee guida forniscano un miglior orientamento per i medici che esaminano i pazienti con sintomi della malattia per fare una diagnosi corretta e consigliare il trattamento personalizzato.


CFTR2 Intro

Il documento pubblicato sulla rivista “The Journal of Pediatrics“, si basa sui dati del progetto chiamato CFTR2 (the C linical and F unctional TR anslation of CFTR), un progetto iniziato nel 2008 e che finora ha descritto circa 300 delle 2.000 mutazioni conosciute.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Diagnosis of Cystic Fibrosis: Consensus Guidelines from the Cystic Fibrosis Foundation
Philip M. Farrell, Terry B. White, Clement L. Ren, Sarah E. Hempstead, Frank Accurso, Nico Derichs, Michelle Howenstine, Susanna A. McColley, and others
The Journal of Pediatrics, Vol. 181, S4–S15.e1 Published in issue: February 2017

Fonte: John Hopkins Medicine

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Linee guida sulla gestione della sepsi e shock settico.

Posted by giorgiobertin su gennaio 20, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “JAMA“, in aggiornamento, le linee guida internazionali sulla gestione della sepsi e dello shock settico (o setticemico). I precedenti documenti erano datati: 2004 – 2008 – 2012.

shock-settico

La linea guida prodotte dalle società: Surviving Sepsis Campaign (SSC), Society of Critical Care Medicine (SCCM), e European Society of Intensive Care Medicine (ESICM) riguarda gli adulti, il documento pediatrico verrà pubblicata separatamente nel corso del 2017.

Scarica e leggi il documento in full text:
Management of Sepsis and Septic Shock
Howell MD, Davis AM.
JAMA. Published online January 19, 2017. doi:10.1001/jama.2017.0131

Approfondimenti:
Singer M, Deutschman CS, Seymour CW, et al. The Third International Consensus Definitions for Sepsis and Septic Shock (Sepsis-3). JAMA. 2016;315(8):801-810.
Levy MM. Early goal-directed therapy: what do we do now? Crit Care. 2014;18(6):705.

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Omega-3 in gravidanza riducono il rischio di asma.

Posted by giorgiobertin su gennaio 2, 2017

L’assunzione di integratori di acidi grassi omega-3 durante la gravidanza può ridurre il rischio di asma infantile di quasi un terzo, secondo un nuovo studio prospettico condotto dai ricercatori del Copenhagen University Hospital e dell’University of Waterloo.

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Lo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha scoperto che le donne (695 le partecipanti allo studio) a cui sono stati prescritti 2,4 grammi integratori omega-3 a catena lunga durante il terzo trimestre di gravidanza hanno ridotto rischio di asma nei propri figli di oltre il 30 per cento. Gli acidi grassi omega-3 a catena lunga, che includono l’acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA), si trovano nei pesci di acqua fredda; la chiave sta nella regolazione della risposta immunitaria umana.

Lo studio ha utilizzato tecniche analitiche rapide sviluppate ed eseguite presso l’Università di Waterloo per misurare i livelli di EPA e DHA nel sangue di donne in gravidanza. La prole è stata monitorata per cinque anni.

Leggi abstract dell’articolo:
Fish Oil–Derived Fatty Acids in Pregnancy and Wheeze and Asthma in Offspring.
Hans Bisgaard, Jakob Stokholm, Bo L. Chawes, Nadja H. Vissing, Elin Bjarnadóttir, Ann-Marie M. Schoos, Helene M. Wolsk, Tine M. Pedersen, Rebecca K. Vinding, Sunna Thorsteinsdóttir, Nilofar V. Følsgaard, Nadia R. Fink, Jonathan Thorsen, Anders G. Pedersen, Johannes Waage, Morten A. Rasmussen, Ken D. Stark, Sjurdur F. Olsen, Klaus Bønnelykke.
New England Journal of Medicine, 2016; 375 (26): 2530 DOI: 10.1056/NEJMoa1503734

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SIGN: Linee guida sulla gestione dell’asma.

Posted by giorgiobertin su novembre 3, 2016

Sono state pubblicate a cura di SIGN (Scottish Intercollegiate Guidelines Network) le linee guida sulla gestione dell’asma. Il documento è stato prodotto congiuntamente da SIGN e dalla British Thoracic Society (BTS) con documentazione a partire dal 2003, la linea guida riguarda la diagnosi e la gestione dell’asma negli adulti e nei bambini; le sezioni della guida vengono aggiornate ogni due anni.

asthma-web-graphic-2016 Credit image:SIGN

Scarica e leggi il documento in full text:
SIGN 153: BRITISH GUIDELINE ON THE MANAGEMENT OF ASTHMA

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Tumore al polmone: Buoni risultati con l’immunoterapia.

Posted by giorgiobertin su ottobre 9, 2016

E’ stata presentata al 41° Congresso della Società europea di Oncologia Medica (European Society for Medical Oncology, ESMO) in corso a Copenaghen, una nuova immunoterapia che nel tumore al polmone riduce del 40% il rischio di mortalità e può migliorare del 50% la sopravvivenza libera da progressione rispetto alla chemioterapia tradizionale a base di platino. Una terapia che potrebbe anche sostituirsi alla chemio.

I risultati di due studi mostrano una concreta opportunità terapeutica nell’utilizzo di pembrolizumab in monoterapia in prima linea.

keynote-024   cancro_polmone

In particolare lo studio KEYNOTE-024, pubblicato sulla rivista “New England Journal of Medicine“,  ha coinvolto 305 pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in fase avanzata (con espressione della proteina PD-L1 sulle cellule tumorali superiore o uguale al 50%) e ha evidenziato una sopravvivenza libera da progressione di 10,3 mesi nei pazienti trattati con pembrolizumab rispetto a 6 mesi con la chemioterapia e una sopravvivenza globale a 6 mesi dell’80,2% rispetto al 72,4%.

Lo studio di fase II Keynote-021 – pubblicato su “The Lancet Oncology” – ha reclutato 123 pazienti con tumore polmonare metastatico non-squamoso in prima linea. I risultati hanno mostrato un raddoppiamento della risposta tumorale e una riduzione del rischio di progressione o di morte del 47% con pembrolizumab in combinazione a chemioterapia (carboplatino in associazione a pemetrexet) rispetto alla sola chemioterapia, indipendentemente dal livello di espressione di PD-L1.
Lo studio ha dimostrato un chiaro vantaggio in termini di risposta obiettiva. Anche sotto il profilo della tollerabilità, la combinazione con la chemioterapia non influisce in modo significativo sull’incidenza degli eventi avversi.

Leggi abstract dell’articolo:
Pembrolizumab versus Chemotherapy for PD-L1–Positive Non–Small-Cell Lung Cancer
Martin Reck, Delvys Rodríguez-Abreu, Andrew G. Robinson, Rina Hui, Tibor Csőszi, Andrea Fülöp, Maya Gottfried, Nir Peled, Ali Tafreshi, Sinead Cuffe, Mary O’Brien, Suman Rao, Katsuyuki Hotta, Melanie A. Leiby, Gregory M. Lubiniecki, Yue Shentu, Reshma Rangwala, Ph.D., and Julie R. Brahmer,
NEJM October 9, 2016 – DOI: 10.1056/NEJMoa1606774

Abstract LBA8_PR ‘KEYNOTE-024: Pembrolizumab (pembro) vs platinum-based chemotherapy (chemo) as first-line therapy for advanced NSCLC with a PD-L1 tumor proportion score (TPS) ≥50%

KEYNOTE-024 ClinicalTrials.gov number, NCT02142738

Abstract for LBA46 – Randomized, phase 2 study of carboplatin and pemetrexed with or without pembrolizumab as first-line therapy for advanced NSCLC: KEYNOTE-021 cohort G will be presented by Dr Corey Langer during Presidential Symposium 2 on Sunday 9 October

KEYNOTE-021 ClinicalTrials.gov number, NCT02039674

Fonte: ESMO Press Release  –   Oncolive

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Possibile test della saliva per diagnosticare l’asma.

Posted by giorgiobertin su settembre 29, 2016

I ricercatori della  Loughborough University in collaborazione con il Nottingham City Hospital hanno sviluppato un nuovo test che può diagnosticare l’asma dalla saliva del paziente. Il nuovo test è completamente indolore e offre una diagnosi unica, ed è adatto a persone di tutte le età.

asthma-baby

I ricercatori hanno eseguito le analisi di cromatografia liquida combinata con la spettrometria di massa (LC-MS) sui campioni di saliva in un gruppo relativamente piccolo di persone (30), trovando i biomarker metabolici che mostravano la presenza della malattia, la gravità e la progressione. “Non esiste un’unico, semplice test per diagnosticare l’asma, perché è una condizione così complessa con molte cause diverse, che dobbiamo ancora comprendere appieno. Questa ricerca suggerisce che un test della saliva potrebbe potenzialmente essere un modo semplice per diagnosticare l’asma in futuro“. afferma il Dr Samantha Walker – Director of Research and Policy at Asthma UK.

I ricercatori affermano che ulteriori studi di grandi dimensioni e a lungo termine sono necessari prima che il test possa essere offerto in un ambiente clinico. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Analytical Methods“.

Leggi abstract dell’articolo:
Untargeted metabolic profiling of saliva by liquid chromatography-mass spectrometry for the identification of potential diagnostic biomarkers of asthma
Aditya Malkar, Emma Wilson, Tim Harrrison, Dominick Shaw and Colin Creaser
Anal. Methods, 2016,8, 5407-5413 DOI: 10.1039/C6AY00938G

Fonte: Loughborough University

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Linee guida sulla gestione dell’Attacco Acuto di Asma in Eta’ Pediatrica.

Posted by giorgiobertin su settembre 27, 2016

Sono state aggiornate a cura della Società Italiana di Pediatria (SIP) le linee guida sull’attacco acuto di asma in età pediatrica. L’obiettivo è quello di fornire raccomandazioni il più possibile basate sulle evidenze scientifiche per identificare e valutare i corretti percorsi diagnostici e terapeutici, per evitare la sovrapposizione di interventi e per ottimizzare i risultati. Le LG sono rivolte ai pediatri, ai medici di medicina generale che lavorano sul territorio o in strutture ospedaliere, agli specialisti in medicina di urgenza e agli infermieri che si occupano di bambini con asma.

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GESTIONE DELL’ATTACCO ACUTO DI ASMA IN ETA’ PEDIATRICA
Linea Guida SIP- Aggiornamento 2016

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Scoperta composizione di farmaci contro il cancro al polmone non a piccole cellule.

Posted by giorgiobertin su agosto 24, 2016

Gli scienziati dell’Institute of Cancer Research, London e dell’Institut Gustave Roussy in France, hanno dimostrato che una combinazione di farmaci rallenta la crescita delle cellule tumorali in un tipo di tumore del polmone non a piccole cellule durante i test in laboratorio. La scoperta, pubblicata sulla rivista “British Journal of Cancer“,  dovrebbe permettere lo sviluppo di nuovi trattamenti per il futuro.

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Lo studio ha trovato che  se si bloccavano le funzioni di due proteine chiamate MEK e m-TOR si fermava o rallentava la crescita dell’adenocarcinoma polmonare non a piccole cellule. Le due proteine sono accese dal gene KRAS, che aiuta a controllare come e quando le cellule si dividono. Quando il gene è mutato le cellule si dividono in maniera incontrollata e possono sviluppare il cancro.
Usando gli inibitori MEK e m-TOR insieme si è riusciti a fermare la crescita delle cellule del cancro in modo migliore rispetto ai farmaci da soli.
Questa è un’importante ricerca, serviranno tuttavia ulteriori esperimenti per avere un controllo sicuro per i pazienti e trovare la giusta dose – prima che la combinazione possa essere utilizzata di routine nella clinica – affermano i ricercatori.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Insights into significance of combined inhibition of MEK and m-TOR signalling output in KRAS mutant non-small cell lung cancer.
S. Broutin, A. Stewart, P. Thavasu, A. Paci, J.M. Bidart, U. Banerji
British Journal of Cancer (2016) 115, 549–552. doi:10.1038/bjc.2016.220

Fonte: Institute of Cancer Research

 

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Una pillola per il trattamento dell’asma.

Posted by giorgiobertin su agosto 10, 2016

I ricercatori della Leicester University coordinati dal prof. Chris Brightling, hanno sviluppato una nuova pillola che potrebbe ridurre la gravità dell’asma negli adulti. Lo studio è stato pubblicato su “Lancet Respiratory Medicine“.

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La nuova pillola contro l’asma si chiama “Fevipiprant (QAW039), ed è stata testata su 60 pazienti con una forma molto grave della malattia, ricorrevano costantemente all’inalatore di steroidi. Il gruppo di persone che si è sottoposto al test, della durata di 3 mesi, è stato suddiviso ancora in 2 sottogruppi, quello a cui è stato dato il farmaco sperimentale e il gruppo di controllo, ovvero quello che ha ricevuto un placebo.
I pazienti che hanno assunto la nuova pillola anti-asma hanno dimostrato un netto miglioramento dell’infiammazione che affliggeva le loro vie aeree. L’asma infatti è una patologia infiammatoria cronica delle vie aeree che porta all’ostruzione dei bronchi.

Il farmaco è attualmente in corso di valutazione in studi clinici fase avanzata di efficacia nei pazienti con asma grave. Saranno necessari trial più vasti e a lungo termine prima che la pillola possa arrivare sul mercato.

Leggi abstract dell’articolo:
Fevipiprant, a prostaglandin D2 receptor 2 antagonist, in patients with persistent eosinophilic asthma: a single-centre, randomised, double-blind, parallel-group, placebo-controlled trial
Gonem, Sherif et al.
The Lancet Respiratory Medicine, Published Online: 05 August 2016, DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S2213-2600(16)30179-5

This trial is registered with ClinicalTrials.gov, number NCT01545726, and with EudraCT, number 2011-004966-13

An audio interview with Professor Chris Brightling about the research and images are available here: https://www.dropbox.com/sh/02pxh4awi5di10s/AAAwqaU8pEnSDpNtqhkdk2B1a?dl=0

Fonti: pharmatimes.com   –  Leicester University

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EMA: Approvato nuovo farmaco per il carcinoma polmonare non a piccole cellule.

Posted by giorgiobertin su agosto 7, 2016

La Commissione europea ha autorizzato la commercializzazione di pembrolizumab (Keytruda) in tutti i 28 Paesi membri dell’Unione. La molecola della Msd (Merck Sharp & Dohme Limited), al centro di oltre 270 studi clinici su 30 tipi di cancro e già disponibile per il trattamento del melanoma, potrà essere impiegata con un dosaggio di 2 mg/kg ogni tre settimane in pazienti con carcinoma non a piccole cellule del polmone localmente avanzato o metastatico (NSCLC) i cui tumori esprimono PD-L1, e che hanno ricevuto almeno un precedente regime chemioterapico.

Keytruda

I risultati aggiornati dello studio Keynote 6 e 1 dimostrano che il pembrolizumab come singola terapia continua a garantire una sopravvivenza superiore rispetto all’ipilimumab anche a lungo termine. In particolare lo studio Keynote 6 ha dimostrato che il 55% dei pazienti con melanoma non operabile in fase avanzata, trattati con pembrolizumab sono ancora vivi a 2 anni dall’inizio del trattamento, rispetto al 43% di quelli trattati con ipilimimumab. La sopravvivenza a 3 anni nei pazienti trattati con pembrolizumab supera invece il 40%.

Comunicati stampa:
CHMP post-authorisation summary of positive opinion for Keytruda

Merck’s KEYTRUDA® (pembrolizumab) Approved by the European Commission for Patients with Advanced Non-Small Cell Lung Cancer (NSCLC) Whose Tumors Express PD-L1

Please see Prescribing Information for KEYTRUDA (pembrolizumab) at  http://www.merck.com/product/usa/pi_circulars/k/keytruda/keytruda_pi.pdf  and Patient Information/Medication Guide for KEYTRUDA at  http://www.merck.com/product/usa/pi_circulars/k/keytruda/keytruda_mg.pdf .

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Scoperto un gene chiave per lo sviluppo del tumore al polmone.

Posted by giorgiobertin su agosto 5, 2016

L’insorgenza del tumore al polmone è fortemente condizionata dall’attività di un oncogene, cioè di un gene che potenzialmente indirizza la cellula verso lo sviluppo di una neoplasia. E’ quanto emerge da una ricerca internazionale guidata dall’italiana Elena Levantini, ricercatrice presso l’Itb-Cnr di Pisa.
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Grazie a questo studio abbiamo scoperto in primo luogo il ruolo chiave di un oncogene (Bmi1) nello sviluppo e nel mantenimento di una larga percentuale di tumori polmonari“, spiega Elena Levantini. “Si tratta di un passo importante, dato che al fine di migliorare la sopravvivenza dei pazienti è necessario identificare i networks molecolari coinvolti nella tumorigenesi e produrre di conseguenza nuovi farmaci diretti contro tali bersagli molecolari (la cosiddetta terapia molecolare). Attualmente la maggior parte dei pazienti riceve trattamenti chemioterapici generalizzati (rivolti alle cellule malate) che, come noto, non colpiscono in modo mirato la molecola specifica coinvolta nel processo tumorale“.

La seconda fase dello studio ha riguardato proprio la messa a punto di un nuovo farmaco diretto contro Bmi1. “Abbiamo sperimentato una sostanza che inibisse l’attività di tale oncogene, dimostrandone l’effetto antitumorale. Attualmente il farmaco è in fase di sperimentazione (fase I) presso il Bidmc e il Dana Farber/Harvard Cancer Center“, prosegue la ricercatrice dell’Itb-Cnr. “I dati che emergeranno dalla sperimentazione potranno avere importanti ricadute nella clinica, dal momento che aprono la strada ad una nuova opzione terapeutica per un rilevante sottogruppo di pazienti affetti da questo tumore“.

La ricerca potrebbe avere ricadute anche per altri tumori. “Dato che l’attività di questo oncogene è significativamente aumentata anche in vari sottotipi di tumori polmonari, così come in altri tumori solidi (tumore della pelle, del seno, del colon ed intestinale, e nel glioblastoma) nonché in leucemie e linfomi, il farmaco, dopo i vari step di sperimentazione, potrebbe essere impiegato con vantaggio anche per i pazienti affetti da queste neoplasie“, conclude Levantini.

Leggi abstract dell’articolo:
Targeted BMI1 inhibition impairs tumor growth in lung adenocarcinomas with low CEBPα expression
Kol Jia Yong1,….Donna Neuberg, Daniel G. Tenen,¶ and Elena Levantini
SCIENCE TRANSLATIONAL MEDICINE03 AUG 2016 : 350RA104

Fonte: Institute of Biomedical Technologies at the Italian National Research Council (Itb-Cnr)  –  Galileonet.it –  Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC)  – Harvard Stem Cell Institute, Boston,

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Dimostrato il legame tra asma e metabolismo.

Posted by giorgiobertin su luglio 20, 2016

Un gruppo di ricercatori della Cleveland Clinic guidati dal pneumologo Serpil Erzurum, ha dimostrato che un enzima chiamato arginasi è legato al metabolismo cellulare e all’asma. In particolare il team di ricerca ha scoperto che il processo di produzione di energia – noto come la respirazione cellulare o metabolismo aerobico – si verifica in misura maggiore rispetto al normale in presenza di asma. Questo aumento metabolico è causata da variazioni di un enzima mitocondriale chiamato appunto arginasi.

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Utilizzando un modello di topo con asma, è stato dimostrato che l’attivazione di arginasi e il rafforzamento della sua disponibilità, permette alle cellule di produrre più energia durante la respirazione cellulare. Questo aumento del metabolismo sopprime l’infiammazione nei polmoni e protegge i topi asmatici nel sviluppare forme più gravi della malattia.

I nostri risultati indicano che il metabolismo potenziato dell’arginina nell’epitelio delle vie aeree asmatiche può contrastare le infiammazioni ed, eventualmente, offre protezione per i pazienti asmatici“, ha detto il dottor Erzurum. “Supporta anche prove crescenti che i cambiamenti bioenergetici e l’infiammazione siano alla base sia dell’asma e dell’obesità“.
La scoperta dei cambiamenti metabolici causati dall’asma suggerisce possibili strategie per nuovi trattamenti.

Leggi il full text dell’articolo:
Increased mitochondrial arginine metabolism supports bioenergetics in asthma
Weiling Xu … Satish C. Kalhan, Serpil C. Erzurum
Published July 1, 2016
J Clin Invest. 2016;126(7):2465-2481. Published July 1, 2016 doi:10.1172/JCI82925.

Fonte:  Cleveland Clinic

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NICE: Linee guida sulle bronchioliti nei bambini.

Posted by giorgiobertin su luglio 2, 2016

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence), con il sostegno delle organizzazioni: Royal College of General Practitioners, British Society for Antimicrobial Chemotherapy, British Lung Foundation, le linee guida sulle Bronchioliti nei bambini.

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La bronchiolite è una condizione che colpisce il tratto respiratorio inferiore. E’ causata da infezione da virus. All’inizio dell’infezione, i sintomi sono di solito quelli di un comune raffreddore, tra cui un naso chiuso o che cola, tosse e starnuti. Seguono alcuni giorni, di respirazione e di alimentazione difficoltosa. Fino a questo punto, non è possibile dire che l’infezione causerà bronchiolite. La diagnosi di bronchiolite può essere fatta se ci sono sibili e/o crepitii attraverso un esame clinico.

Scarica e leggi il documento in full text:
Bronchiolitis in children – Quality standard Published: 22 June 2016 – nice.org.uk/guidance/qs122

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E-sigarette: I vapori sono tossici per la cavità orale.

Posted by giorgiobertin su giugno 30, 2016

Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’UCLA (University of California Los Angeles, Los Angeles, United States of America), ha stabilito che le e-sigarette non sono più sicure rispetto alle sigarette di tabacco. La ricerca, che è stata condotta su cellule in coltura, ha scoperto che e-sigarette contengono sostanze tossiche e nanoparticelle che potrebbero uccidere lo strato superiore delle cellule nella cavità orale. Sulla base di questi risultati, i ricercatori ritengono che possa accadere lo stesso anche negli esseri umani e che le e-sigarette possano aumentare il rischio per i fumatori di malattie del cavo orale.

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I risultati, pubblicati online sulla rivista “PLoS ONE“, suggeriscono anche che gli operatori sanitari dovrebbero fare di più per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi per la salute di questi prodotti.

Il team di ricerca ha scoperto che i vapori di e-sigaretta, che contengono nanoparticelle di metalli, silice e carbonio, variano in concentrazione a seconda della marca e-sigaretta. Questi vapori possono indebolire in modo significativo il meccanismo di difesa naturale della cavità orale, diminuendo i livelli di un antiossidante chiamato glutatione. Ciò ha causato la morte di circa l’85 per cento delle cellule testate.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Characterization of Electronic Cigarette Aerosol and Its Induction of Oxidative Stress Response in Oral Keratinocytes
Eoon Hye Ji, Bingbing Sun, Tongke Zhao, Shi Shu, Chong Hyun Chang, Diana Messadi, Tian Xia, Yifang Zhu, Shen Hu
PLOS ONE Published: May 25, 2016  http://dx.doi.org/10.1371/journal.pone.0154447

Fonte: UCLA

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