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Posts Tagged ‘pneumologia’

Tosse cronica e reflusso gastroesofageo nei bambini: linee guida.

Posted by giorgiobertin su aprile 23, 2019

Il CHEST Expert Cough Panel ha provveduto a pubblicare sulla rivista “Chest“, utilizzando le linee guida metodologiche dell’American College of Chest Physicians le linee guida su tosse cronica e reflusso gastroesofageo (GERD) nei bambini.

Chronic cough

I relatori hanno approvato che: il trattamento per GERD non dovrebbe essere usato quando non ci sono caratteristiche cliniche di GERD e; Le linee guida pediatriche per la GERD dovrebbero essere utilizzate per guidare il trattamento e le indagini.

Leggi il full text dell’articolo:
Chronic cough and gastroesophageal reflux in children – CHEST Guideline and Expert Panel Report
Anne B. Chang, John J. Oppenheimer, Peter J. Kahrilas, Ahmad Kantar, Bruce K. Rubin, Miles Weinberger, Richard S. Irwin on behalf of the CHEST Expert Cough Panel
Chest Published online: April 16, 2019, DOI: https://doi.org/10.1016/j.chest.2019.03.035

Articoli correlati:
Shields MD, Bush A, Everard ML et al. British Thoracic Society Guidelines Recommendations for
the assessment and management of cough in children. Thorax 2008; 63 Suppl 3:iii1-iii15

NICE guideline. Gastro-oesophageal reflux disease in children and young people. https://www
nice org uk/guidance/ng1 2015; accessed 19th Aug 2018

Rosen R, Vandenplas Y, Singendonk M et al. Pediatric Gastroesophageal Reflux Clinical Practice Guidelines: Joint Recommendations of the North American Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition and the European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2018; 66(3):516- 554.

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WHO: linee guida sulla prevenzione e il controllo delle infezioni da tubercolosi.

Posted by giorgiobertin su aprile 4, 2019

Sono state aggiornate a cura dell’WHO (World Health Organization), le linee guida sulla prevenzione e il controllo delle infezioni da tubercolosi.

th-who311259

Le linee guida riviste contengono raccomandazioni per specifici controlli amministrativi, ambientali e protezione respiratoria, volte a prevenire l’esposizione e ridurre il rischio di trasmissione di agenti infettivi. Queste linee guida si concentrano su interventi specifici per prevenire la trasmissione di Mycobacterium tuberculosis.

Scarica e leggi il documento in full text:
WHO guidelines on tuberculosis infection prevention and control – 2019 update
Geneva: World Health Organization; 2019. ISBN-13: 978-92-4-155051-2

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NICE: linee guida sulla diagnosi e gestione del cancro al polmone.

Posted by giorgiobertin su marzo 31, 2019

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida aggiornate sulla diagnosi e gestione del carcinoma polmonare a piccole cellule e non a piccole cellule. Il documento ha l’obiettivo di migliorare i risultati per i pazienti garantendo che vengano utilizzati i test e i trattamenti più efficaci e che le persone abbiano accesso a cure palliative e follow-up adeguati.

Lung-cancer-NICE

Le nuove raccomandazioni includono:
– valutazione del linfonodo intratoracico;
– imaging del cervello per le persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule;
– radioterapia radicale (inclusa radioterapia stereotassica ablativa [SABR]) per persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule;
– chemioradioterapia e chirurgia per le persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio IIIA-N2;
– radioterapia toracica e irradiazione cranica profilattica per le persone con carcinoma polmonare a piccole cellule.

Scarica e leggi il documento in full text:
Lung cancer: diagnosis and management
NICE guideline [NG122] Published date: March 2019

NICE interactive flowchart – Lung cancer

Quality standard – Lung cancer in adults

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ECDC: Standard europei per la diagnosi e trattamento della tubercolosi.

Posted by giorgiobertin su marzo 27, 2019

L’ European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e l’ European Respiratory Society (ERS) hanno redatto 21 standard per garantire i percorsi ottimali per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione ottimali della tubercolosi (TB) in Europa.
Tali standard pongono il paziente con tubercolosi al centro del processo e sono destinati ai medici e a tutti gli operatori sanitari che operano nel campo specifico. Gli standard dell’Unione europea per la cura della tubercolosi (ESTC) sono stati aggiornati nel 2017 con l’integrazione delle tecnologie più recenti e le raccomandazioni internazionali in materia di diagnosi, trattamento e prevenzione della TB.

ecdc_logo

Gli standard internazionali per la cura della tubercolosi (ISTC) sono stati pubblicati per la prima volta nel 2006 e successivamente aggiornati nel 2009 e nel 2014. Gli ISTC riportano gli standard per la gestione della TB e si rivolgono a paesi ad alta incidenza di malattia e risorse economiche limitate. La situazione nei paesi appartenenti alla UE/SEE è invece caratterizzata da una maggiore disponibilità di risorse economiche a fronte di una incidenza di malattia medio-bassa.

Gli standard adattati ai paesi UE/SEE considerano i seguenti fattori:
• l’incidenza di malattia varia nei diversi paesi, bassa nella maggior parte dei paesi, intermedia in alcuni;
• esiste una lunga tradizione di prevenzione e di controllo della TB;
• sono disponibili risorse economiche;
• è necessario che tali risorse siano utilizzate in modo ottimale;
• i servizi per la TB sono integrati nel sistema sanitario;
• ogni paziente ha il diritto di accedere alle migliori cure possibili.

Scarica e leggi il documento in full text:
Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe, 2019 – EN – [PDF-14.62 MB]
All country profiles, 2017 data
Country profile for Italy, 2017 data – EN – [PDF-233.07 KB]

Fonte: European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC)

Approfondimenti:
Diagnosing tuberculosis.
Steingart K, Gilpin C, Kohli M, Garner P. Cochrane Special Collections.
Cochrane Database of Systematic Reviews 2019, Issue 3. DOI: SC000034. (link is external)

Linezolid for drug‐resistant pulmonary tuberculosis.
Singh B, Cocker D, Ryan H, Sloan DJ.
Cochrane Database of Systematic Reviews 2019, Issue 3. Art. No.: CD012836. DOI:10.1002/14651858.CD012836.pub2.

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Rianimazione extraospedaliera: nuovo dispositivo per le vie respiratorie.

Posted by giorgiobertin su febbraio 18, 2019

Un nuovo dispositivo per le vie respiratorie e inserimento del tubo tracheale per la rianimazione extraospedaliera è stato messo a punto dai ricercatori del Wessex Institute, University of Southampton.

Ambulance

Lo studio clinico randomizzato AIRWAYS-2 condotto su 9.296 pazienti, ha analizzato gli effetti funzionali di un dispositivo per le vie aeree supraglottiche rispetto all’intubazione tracheale durante l’arresto cardiaco extraospedaliero.

Le persone che hanno smesso di respirare hanno bisogno di far entrare aria nei polmoni con urgenza. Di solito, un tubo viene inserito attraverso le corde vocali nella trachea per assicurare una via aerea affidabile, ma il corretto posizionamento richiede abilità e pratica e può interrompere le compressioni toraciche durante la rianimazione. Il nuovo dispositivo per le vie aeree supraglottiche, posizionato nella gola sopra le corde vocali, che è più veloce da inserire e richiede meno addestramento per un posizionamento affidabile.
La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “BMJ” e sulla rivista “JAMA“.

Leggi abstracts degli articoli:
New airway device as good as tracheal tube insertion for out-of-hospital resuscitation
Rob Cook,Vaughan Thomas, Rosie Martin.
BMJ 2019; 364 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.k5324 (Published 13 February 2019)

Effect of a strategy of a supraglottic airway device vs tracheal intubation during out-of-hospital cardiac arrest on functional outcome: the AIRWAYS-2 randomized clinical trial.
Benger JR, Kirby K, Black S, et al.
JAMA. 2018;320(8):779-91.

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Lo stetoscopio intelligente può individuare la polmonite senza l’aiuto umano.

Posted by giorgiobertin su febbraio 11, 2019

Uno stetoscopio reinventato attraverso l’intelligenza artificiale potrebbe diagnosticare la polmonite ascoltando i polmoni di un paziente.
Gli scienziati della Johns Hopkins University, negli Stati Uniti hanno progettato il nuovo device che è in grado di individuare i segnali di pericolo – senza la necessità di un orecchio addestrato del medico (video).

Il sistema utilizza la tecnologia di filtraggio del rumore in modo che possa essere utilizzato in qualsiasi ambiente. Il suo software si basa su un database di circa 1.500 suoni polmonari delle persone, è accurato all’87% nel diagnosticare la malattia polmonare.

I ricercatori hanno simulato un ambiente estremamente rumoroso in laboratorio (il misuratore del suono mostra livelli di circa 70 decibel). Hanno confrontato l’audio ascoltato con uno stetoscopio commerciale di prima qualità, in cui i suoni della respirazione sono mescolati con il rumore ambientale, con quello sentito attraverso lo stetoscopio intelligente della  Johns Hopkins, che utilizza un filtro acustico attivo per isolare i suoni della respirazione. I risultati sono molto buoni e si riescono ad individuare condizioni patologiche come la polmonite.


Smart Stethoscope from Johns Hopkins University

Gli sviluppatori sperano che il dispositivo possa salvare vite umane rilevando precocemente la polmonite.

Il nostro stetoscopio digitale è meno sensibile al posizionamento preciso sul corpo, incorpora il controllo attivo del rumore in modo che possa funzionare in quasi tutti gli ambienti ed è in grado di rilevare suoni polmonari anormali” ha detto il professor James West a Digital Trends.

A Smart Stethoscope Puts AI in Medics’ Ears

Fonte: Johns Hopkins University

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Linee guida sulla diagnosi clinica di tosse convulsa (pertosse).

Posted by giorgiobertin su gennaio 16, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “Thorax” le Linee guida dell’American College of Chest Physicians sulla diagnosi clinica di tosse convulsa in pazienti adulti e adolescenti. Le nuove Linee Guida constano di 6 raccomandazioni, frutto di un processo di revisione sistematica della letteratura seguito da classificazione dell’evidenza.

La pertosse (più comunemente conosciuta come tosse convulsa) è un’infezione respiratoria altamente contagiosa causata da Bordetella pertussis, e può essere associata a morbi- mortalità significative, soprattutto nei soggetti in tenera età. Le nuove Linee Guida implementate si sono focalizzate sull’effettuazione della diagnosi in clinica della tosse convulsa in soggetti adulti e pediatrici.

Scarica e leggi il documento in full text:
Clinically Diagnosing Pertussis-associated Cough in Adults and Children.
Moore A et al.
Thorax January 2019 Volume 155, Issue 1, Pages 147–154  DOI: https://doi.org/10.1016/j.chest.2018.09.027

Fonte: Pharmastar.it

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ESMO: linee guida sulla diagnosi e trattamento del cancro al polmone non a piccole cellule.

Posted by giorgiobertin su gennaio 12, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “Annals of Oncology“, a cura dell’ESMO (European Society for Medical Oncology) le linee guida cliniche sulla diagnosi e trattamento del cancro al polmone non a piccole cellule.
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Scarica e leggi il documento in full text:
Metastatic non-small cell lung cancer: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Planchard D, Popat S et al.
Annals of Oncology 2018; 29 (4): iv192–iv237. https://doi.org/10.1093/annonc/mdy275

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NICE: linee guida sulla malattia polmonare ostruttiva cronica.

Posted by giorgiobertin su dicembre 6, 2018

Sono state pubblicate a cura di NICE le linee guida sulla diagnosi e gestione della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), che comprende enfisema e bronchite cronica.

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Le linee guida integrano le raccomandazioni esistenti su:

– diagnosi della BPCO utilizzando sintomi, spirometria e altri test;
– gestione della BPCO stabile con nebulizzatori, terapia orale e riabilitazione polmonare;
– gestione multidisciplinare della BPCO stabile, inclusi fisioterapia, terapia occupazionale, nutrizione e cure palliative;
– gestione delle esacerbazioni della BPCO nelle cure primarie e in ospedale.

Scarica e leggi il documento in full text:
Chronic obstructive pulmonary disease in over 16s: diagnosis and management
NICE guideline [NG115] Published date: December 2018

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Nuove guide australiane sul cancro del polmone.

Posted by giorgiobertin su novembre 22, 2018

Sono state pubblicate a cura del “Cancer Australia” due nuove linee guida che mirano a ottenere migliori risultati e assistenza per tutte le persone affette da cancro ai polmoni.

Tutti i pazienti affetti da cancro del polmone, indipendentemente da dove vivono, dovrebbero avere il beneficio della migliore assistenza possibile. Queste risorse evidenziano gli elementi essenziali di cura“. – afferma il Dr Helen Zorbas CEO Cancer Australia.

cancer research

Fornire le migliori pratiche per la cura del cancro del polmone per i professionisti della salute contiene informazioni, strategie, strumenti e risorse basati sulle prove per supportare i medici nel fornire cure coerenti e di alta qualità per le persone affette da cancro ai polmoni.

Getting the best advice and care – a guide for those affected by lung cancer

Delivering best practice lung cancer care

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Gli ACE-inibitori aumentano il rischio di cancro al polmone.

Posted by giorgiobertin su ottobre 30, 2018

Un ampio studio di coorte basato sulla popolazione, pubblicato sul “British Medical Journal“, dimostra che l’uso di inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) per abbassare la pressione arteriosa si associa a un rischio globale di cancro del polmone aumentato del 14% rispetto alla terapia antipertensiva con bloccanti del recettore dell’angiotensina (ARB).

Per i pazienti che avevano assunto ACE-inibitori per 5 anni, il rischio di cancro del polmone era aumentato del 22% rispetto a quelli che avevano assunto ARB. L’aumento del rischio di cancro del polmone ha raggiunto il picco del 31% per i pazienti che hanno assunto ACE-inibitori per 10 anni o più.

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Lo studio: 335.135 pazienti sono stati trattati con ACE-inibitori: il ramipril è stato prescritto nel 26% dei pazienti, il lisinopril nel 12% e il perindopril nel 7% dei pazienti. Un totale di 29.008 pazienti sono stati trattati con ARB e 101.637 hanno ricevuto sia ACE-inibitori sia ARB.

Certamente sono necessari ulteriori studi per confermare le nostre scoperte, che devono avere un follow-up sufficiente, dato l’effetto a lungo termine osservato nel nostro studio” specificano i ricercatori.

Leggi il full text dell’articolo:
Angiotensin converting enzyme inhibitors and risk of lung cancer: population based cohort study
Hicks Blánaid M, Filion Kristian B, Yin Hui, Sakr Lama, Udell Jacob A, Azoulay Laurent et al.
BMJ 2018; 363 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.k4209 (Published 24 October 2018)

Fonte: Pharmastar

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Tumori della prostata e del polmone aggressivi sono guidati da meccanismi comuni.

Posted by giorgiobertin su ottobre 5, 2018

I ricercatori dell’University of California – Los Angeles (UCLA), hanno scoperto un processo comune nello sviluppo di tumori a piccole cellule della prostata e del polmone in stadio avanzato. Questi meccanismi molecolari condivisi potrebbero portare allo sviluppo di farmaci per trattare non solo i tumori della prostata e del polmone, ma i tumori a piccole cellule di quasi tutti gli organi.

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Microscopic image of small cell neuroendocrine prostate cancer: cancer cells are seen expressing diagnostic prostate cancer markers in green and red (blue color indicates the cell nucleus) Credit: Jung Wook Park & Owen Witte

La scoperta chiave: le cellule della prostata e del polmone hanno modelli di espressione genica molto diversi quando sono sani, ma modelli quasi identici quando si trasformano in tumori a piccole cellule.
I tumori a piccole cellule del polmone, della prostata, della vescica e di altri tessuti erano da lungo tempo ritenuti simili nel solo nome – e sono stati trattati dagli oncologi come entità diverse”, ha detto il prof. Owen Witte. “Negli ultimi anni, tuttavia, i ricercatori hanno iniziato a rendersi conto che ci sono delle somiglianze nei tumori, e questo è ciò che conferma il nostro lavoro“.

Il team sta ora lavorando alla mappatura dei geni che controllano l’intera cascata di eventi che sta alla base della transizione al cancro delle piccole cellule.

Il nostro studio ha rivelato” regolatori genici master “condivisi – le proteine ​​chiave che controllano l’espressione di più geni nelle cellule tumorali a piccole cellule”, afferma il prof. Witte. “Studiare la rete dei regolatori del gene master potrebbe portare a un nuovo modo di combattere i cancri mortali”.

Leggi abstract dell’articolo:
Reprogramming normal human epithelial tissues to a common, lethal neuroendocrine cancer lineage
BY JUNG WOOK PARK, JOHN K. LEE, KATHERINE M. SHEU, LIANG WANG, NIKOLAS G. BALANIS, …….OWEN N. WITTE
Science 05 Oct 2018: Vol. 362, Issue 6410, pp. 91-95 DOI: 10.1126/science.aat5749

Fonte: University of California – Los Angeles (UCLA)

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Come un cancro addormentato si risveglia e metastatizza.

Posted by giorgiobertin su settembre 28, 2018

Gli scienziati del Cold Spring Harbor Laboratory (CSHL),NY,USA hanno determinato uno dei modi in cui i tumori in remissione possono tornare in azione. Questa conoscenza ha ispirato una nuova idea di trattamento progettata per prevenire recidive e metastasi del cancro.


Public lecture: METASTASIS & IMMUNITY

Dallo studio pubblicato su “Science“, i ricercatori affermano che un’infiammazione polmonare prolungata può causare alle cellule del cancro e della prostata dormienti che hanno viaggiato fino ai polmoni di risvegliarsi e metastatizzare. I ricercatori dimostrano il ruolo del sistema immunitario e propongono un modo per superare o ridurre il risveglio. La metastasi rappresenta la maggior parte della letalità dei tumori più comuni.

Il team ha creato un anticorpo che blocca una proteina coinvolta nel risveglio delle cellule tumorali dormienti. I lavoro sull’uso di questo anticorpo appena iniziato dovrebbe condurre alla fine ad esperimenti sulle persone.

Leggi abstract dell’articolo:
Neutrophil extracellular traps produced during inflammation awaken dormant cancer cells in mice
Albrengues J et al.
Science, September 28, 2018 Vol. 361, Issue 6409, eaao4227 DOI: 10.1126/science.aao4227

Fonte: Cold Spring Harbor Laboratory (CSHL)

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WHO: Global Tuberculosis Report 2018.

Posted by giorgiobertin su settembre 26, 2018

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato il “Global Tuberculosis Report 2018“. Secondo il rapporto la tubercolosi rimane la malattia infettiva più mortale al mondo anche se gli sforzi globali hanno evitato dal 2000 circa 54 milioni di morti. L’OMS chiede ai capi di stato e di governo di rispettare l’obiettivo di debellare la malattia entro il 2030.

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Il numero di morti per TBC stimati è sceso da 1,7 milioni nel 2016 a 1,6 milioni nel 2017. Il tasso di mortalità è sceso dal 23% nel 2000 al 16% nel 2017, ma deve scendere al 10% entro il 2020 nell’ambito della strategia End TB, che mira a ridurre del 90% i decessi entro il 2030.

I rapporti sulla TB globale degli anni precedenti sono disponibili presso il Repository istituzionale dell’OMS.

Scarica e leggi il documento in full text:
Global Tuberculosis Report 2018 (full Report)

Executive summary pdf, 1.28Mb

Fonte: World Health Organization (WHO)

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NICE: linee guida sulla diagnosi e gestione dell’asma.

Posted by giorgiobertin su settembre 21, 2018

Sono state pubblicate a cura del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) le linee guida aggiornate sulla diagnosi, monitoraggio e gestione dell’asma nei bambini, giovani e adulti.  Il documento principale è datato 2013 e viene aggiornato annualmente (precedente anno 2017).

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Scarica e leggi il documento in full text:
Asthma Quality standard Published: 21 February 2013 nice.org.uk/guidance/qs25

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Cellule staminali possibile terapia per la Fibrosi Cistica.

Posted by giorgiobertin su agosto 5, 2018

La lotta contro la Fibrosi Cistica (CF) ha fatto un grande passo in avanti, con la ricerca degli scienziati dell’University of Adelaide che hanno dimostrato come le cellule che causano il disturbo genetico debilitante potrebbero essere sostituite con successo con quelle sane.

La ricerca pubblicata sulla rivista “Stem Cell Research and Therapy” applica la terapia di trapianto cellulare, normalmente utilizzata nei trapianti di midollo osseo per trattare i disordini da immunodeficienza.

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La nostra ricerca che applica il trapianto di cellule staminali coinvolge la raccolta di cellule staminali adulte dai polmoni dei pazienti CF, correggendoli con la terapia genica e quindi reintroducendo quelle cellule nel paziente“, dice il dott. Farrow.
Le nuove cellule staminali adulte trapiantate trasmettono i loro geni sani alle loro” cellule figlie “fornendo un mezzo costante per reintegrare le vie aeree con cellule sane, e quindi combattendo l’insorgenza della malattia della fibrosi cistica.”

Questa ricerca pionieristica dimostra che, in linea di principio, le cellule staminali delle vie aeree umane possono essere trapiantate nel rivestimento dei polmoni.

La chiave di questi trapianti di successo è stato il nostro metodo innovativo; abbiamo prima eliminato le celle di superficie esistenti, che poi hanno creato lo spazio necessario per introdurre le nuove celle“, afferma il Dr Farrow.
Se riusciremo a perfezionare ulteriormente questa tecnica, accelereremo questa entusiasmante ricerca che potrebbe migliorare significativamente la vita di coloro che vivono con la fibrosi cistica e potenzialmente combattere questa malattia cronica che limita la vita“, dice il dott. Farrow.

Leggi il full text dell’articolo:
Epithelial disruption: a new paradigm enabling human airway stem cell transplantation
Nigel Farrow, Patricia Cmielewski, Martin Donnelley, Nathan Rout-Pitt, Yuben Moodley, Ivan Bertoncello and David Parsons
Stem Cell Research & Therapy 2018 9:153 Published on: 13 June 2018

Fonte: University of Adelaide

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Cancro polmone, disponibile in Italia nuova immunoterapia.

Posted by giorgiobertin su luglio 20, 2018

E’ disponibile in Italia atezolizumab, la prima immunoterapia anti-PD-L1 sviluppata da Roche e approvata da Aifa per il trattamento in monoterapia di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) localmente avanzato o metastatico, precedentemente sottoposti a chemioterapia.

Tecentriq

Il nuovo anticorpo monoclonale è in grado di assicurare una maggiore sopravvivenza rispetto al trattamento con docetaxel. “Atezolizumab rappresenta un’evoluzione nell’ambito degli anticorpi monoclonali, classe di farmaci che ha rivoluzionato la pratica clinica dei tumori, essendo il primo anti PD-L1 con un’elevata componente di innovazione biotecnologica“. spiega il prof. Fortunato Ciardiello dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Fonte: doctor33.it

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La metformina inverte la fibrosi polmonare idiopatica.

Posted by giorgiobertin su luglio 2, 2018

Un farmaco per il diabete, la metformina, potrebbe essere una potenziale terapia per la fibrosi polmonare idiopatica(IPF). Ad affermarlo una ricerca su fibroblasti polmonari umani e su un modello murino di fibrosi polmonare, portata a termine da un team di ricercatori dell’University of Alabama a Birminghan – USA.

metformina-fibrosi

La ricerca si è concentrata sulla proteina chinasi attivata da AMP (AMPK), un enzima che rileva lo stato energetico nella cellula e regola il metabolismo. Il prof. Jaroslaw Zmijewski e il suo team ha scoperto che l’attività di AMPK era più bassa nelle cellule miofibroblastiche all’interno delle regioni fibrotiche del tessuto polmonare umano da pazienti con IPF. I miofibroblasti depositano la fibra di collagene extracellulare come parte del processo di fibrosi. Questi miofibroblasti erano metabolicamente attivi e resistenti alla morte cellulare programmata denominata apoptosi, un processo naturale che rimuove ogni giorno oltre 50 miliardi di cellule danneggiate o invecchiate negli adulti.

Utilizzando un modello murino per la fibrosi polmonare provocata dalla bleomicina farmaco anti-cancro, il gruppo di ricerca ha trovato che il trattamento con metformina, a partire da tre settimane dopo l’infortunio polmonare e continuando per cinque settimane, ha accelerato la risoluzione della fibrosi ben consolidata.
Abbiamo la prova di concetto che l’attivazione di AMPK da metformina o altri agenti farmacologici che attivano questi percorsi pro-risoluzione può essere una strategia terapeutica utile per i disturbi fibrotici progressivi” – afferma il prof. Zmijewski.

Questo nuovo trattamento, riportato sulla rivista “Nature Medicine“, è importante perché, nonostante i significativi progressi nel rivelare i meccanismi patologici della fibrosi persistente, mancano interventi terapeutici efficaci.

Leggi abstract dell’articolo:
Metformin reverses established lung fibrosis in a bleomycin model
Sunad Rangarajan, Nathaniel B. Bone, Anna A. Zmijewska, Shaoning Jiang, Dae Won Park, Karen Bernard, Morgan L. Locy, Saranya Ravi, Jessy Deshane, Roslyn B. Mannon, Edward Abraham, Victor Darley-Usmar, Victor J. Thannickal & Jaroslaw W. Zmijewski
Nature Medicine Published: 02 July 2018 DOI: 10.1038 / s41591-018-0087-6

Fonte: University of Alabama

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Nuova classe di farmaci contro i tumori aggressivi.

Posted by giorgiobertin su maggio 30, 2018

Un team di ricercatori della Technical University of Munich (TUM) ha dimostrato che una nuova classe di farmaci noti come inibitori di SHP2 è anche efficace contro i tumori aggressivi e difficili da trattare come i polmoni e tumori pancreatici. Gli studi clinici attualmente in corso avevano precedentemente escluso i pazienti con questi tumori.

UTM-team
Kathrin Ciecielski e la prof.ssa Hana Algül (a destra) discutono i risultati dello studio. (Immagine: A. Heddergott/TUM)

Il tumore polmonare e pancreatico vengono definiti collettivamente come tumori KRAS, poiché condividono lo stesso errore genetico. Questo errore significa che la proteina KRAS, coinvolta, tra le altre cose, nella divisione cellulare, non funziona più correttamente ed è sempre attiva. Di conseguenza, le cellule si dividono fuori controllo, portando alla formazione di tumori.
Il problema, tuttavia, è che la proteina KRAS è anche attiva e svolge un ruolo cruciale nelle cellule sane, quindi la semplice disattivazione con farmaci non è un’opzione.

Nei loro esperimenti sui topi con proteina KRAS difettosa, quando è stata rimossa la proteina SHP2, gli animali non hanno più sviluppato tumori. Con questi risultati, il gruppo di ricerca è stato in grado di dimostrare che l’SHP2 è essenziale per la formazione del tumore e che l’SHP2 potrebbe essere anche un bersaglio farmacologico chiave nei tumori KRAS aggressivi.
Il team ha confermato i risultati usando degli inibitori SHP2. Quando ai topi è stato somministrato un inibitore SHP2, i tumori esistenti sono cresciuti più lentamente ed erano più facili da controllare.

Leggi abstract dell’articolo:
Mutant KRAS-driven cancers depend on PTPN11/SHP2 phosphatase
Ruess, D. A., G. J. Heynen, K. J. Ciecielski, J. Ai, A. Berninger, D. Kabacaoglu, K. Görgülü, Z. Dantes, S. M. Wörmann, K. N. Diakopoulos, A. F. Karpathaki, M. Kowalska, E. Kaya-Aksoy, L. Song, E. A. Zeeuw van der Laan, M. P. López-Alberca, M. Nazaré, M. Reichert, D. Saur, M. Erkan, U. T. Hopt, B. Sainz Jr., W. Birchmeier, R. M. Schmid, M. Lesina and H. Algül
Nature Medicine, 2018, DOI: 10.1038/s41591-018-0024-8

Fonte: Technical University of Munich (TUM)

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Nuovo biomarcatore per la diagnosi precoce del cancro del polmone.

Posted by giorgiobertin su maggio 8, 2018

Alti livelli di proteina associata al citoscheletro 4 (CKAP4) sono stati identificati nel sangue di pazienti con carcinoma polmonare. In un nuovo studio condotto dai ricercatori del Kitasato University School of Allied Health Sciences, Japan, pubblicato sulla rivista “The American Journal of Pathology“, è stato scoperto che i livelli di CKAP4 erano significativamente più alti nei pazienti con cancro del polmone rispetto ai soggetti sani.

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Immunoblot analysis using anti-CKAP4 antibody with whole-cell lysates from A549, RERF-LC-AI, N231, and LCN1, and lung tissue samples. Credit: The American Journal of Pathology

Lo studio ha inoltre determinato che i livelli di CKAP4 sono già elevati nel sangue dei pazienti con malattia di stadio I, rendendolo un potenziale indicatore diagnostico non invasivo che potrebbe cambiare le pratiche correnti nella diagnosi e nel trattamento di alcuni tipi di cancro ai polmoni, incluso il polmone non a piccole cellule cancro e carcinoma a cellule squamose.

Gli attuali biomarcatori per il carcinoma polmonare non sono sufficientemente sensibili per rilevare precocemente i tumori, secondo i ricercatori. “I risultati dello studio forniscono la prova che la proteina CKAP4 può essere un nuovo marker di diagnosi precoce per il cancro del polmone.

Leggi abstract dell’articolo:
Cytoskeleton-Associated Protein 4 Is a Novel Serodiagnostic Marker for Lung Cancer
Kengo Yanagita, Ryo Nagashio, Shi-Xu Jiang, Yuki Kuchitsu, Kazuo Hachimura, Masaaki Ichinoe, Satoshi Igawa, Eriko Fukuda, Naoki Goshima, Yukitoshi Satoh, Yoshiki Murakumo, Makoto Saegusa, Yuichi Sato
The American Journal of Pathology Available online 8 May 2018 https://doi.org/10.1016/j.ajpath.2018.03.007

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Cancro: nuovo biomarcatore può distinguere i noduli polmonari.

Posted by giorgiobertin su aprile 21, 2018

I ricercatori del Medical University of South Carolina (MUSC) hanno scoperto che un biomarker è efficace al 98% nel distinguere tra noduli polmonari benigni e maligni in uno studio clinico multicentrico “Pulmonary Nodule Plasma Proteomic Classifier (PANOPTIC)“.
Lo studio clinico ha coinvolto 685 pazienti (di età pari o superiore a 40 anni) con noduli polmonari di 8-30 mm di diametro, evidenziati con una scansione TC.

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Come riportato nella rivista “Chest“, il team ha valutato l’accuratezza di un esame del sangue o “biomarcatore” che misura i livelli di due proteine ​​plasmatiche, LG3BP e C163A, integrate con predittori clinici di cancro, tra cui età, dimensioni del nodulo e altre caratteristiche del nodulo.

L’obiettivo è stato quello di valutare e trattare rapidamente i pazienti con noduli cancerosi, senza esporre i pazienti che non hanno il cancro a procedure invasive costose e talvolta rischiose”. – afferma il prof. Gerard Silvestri, autore principale del lavoro.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Assessment of Plasma Proteomics Biomarker’s Ability to Distinguish Benign From Malignant Lung Nodules: Results of the PANOPTIC (Pulmonary Nodule Plasma Proteomic Classifier) Trial
Gerard A. Silvestri, Nichole T. Tanner, Paul Kearney, Anil Vachani, Pierre P. Massion, Alexander Porter, Steven C. Springmeyer, Kenneth C. Fang, and others.
CHEST Published online: February 26, 2018 DOI: https://doi.org/10.1016/j.chest.2018.02.012

ClinicalTrials.gov; No.: NCT01752114; URL: www.clinicaltrials.gov

Fonte: Medical University of South Carolina (MUSC)

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Nanoparticelle bloccano la crescita del cancro al polmone.

Posted by giorgiobertin su aprile 11, 2018

Il tipo più comune di cancro del polmone, cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC), continua ad essere difficile da trattare, con cinque anni di sopravvivenza tassi di circa il 36 per cento per i tumori fase 3A. I ricercatori del Jefferson College of Pharmacy –  Pennsylvania, United States, stanno sviluppando un nuovo approccio terapeutico basato sulle nanotecnologie che è stato recentemente dimostrato essere efficace nei modelli murini della malattia. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Molecular Pharmaceutics“.

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Credit image: Department of Pharmaceutical Sciences, College of Pharmacy, Thomas Jefferson University

Le nanoparticelle sono state progettate per fornire una molecola che ha dimostrato di bloccare la crescita del tumore e può rendere i tumori più suscettibili alla chemioterapia. La molecola, chiamata microRNA 29b, sarebbe inefficace se somministrata mediante iniezione da sola, poiché rapidamente si degradava nel sangue o veniva prelevata e rimossa dalle cellule immunitarie.

Per risolvere il problema il team del prof. Sunday Shoyele ha sviluppato una nanoparticella composta da quattro parti. Un anticorpo umano, immunoglobulina G (IgG), per nascondere la particella al sistema immunitario, un antigene MUC1, che agisce come un sistema di navigazione che guida le nanoparticelle ai tumori polmonari coperti da MUC1, un carico utile terapeutico, microRNA-29b, ed un insieme di altri due componenti incollati insieme con un polimero appiccicoso chiamato poloxamer-188.

Negli esperimenti si è dimostrato che questi componenti formano una nanoparticella sferica in grado di individuare correttamente i tumori polmonari e di ridurre i tumori nei modelli murini della malattia.
Saranno necessari ulteriori test prima che la tecnologia sia pronta per essere testata in studi clinici sull’uomo. La fase preclinica sembra essere andata a buon fine.

Leggi abstract dell’articolo:
Evaluation of MUC1-Aptamer Functionalized Hybrid Nanoparticles for Targeted Delivery of miRNA-29b to Nonsmall Cell Lung Cancer
Maryna Perepelyuk, Koita Sacko, Karthik Thangavel, and Sunday A. Shoyele
Molecular Pharmaceutics 2018 15 (3), 985-993 DOI: 10.1021/acs.molpharmaceut.7b00900

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ECDC-WHO: report sulla tubercolosi in Europa 2018.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2018

Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) e l’Ufficio regionale per l’Europa dell’OMS hanno pubblicato il decimo Rapporto annuale sulla sorveglianza e il monitoraggio della tubercolosi (TB) in Europa.

TB-Europe-2018

I dati sono relativi all’anno 2016 e i casi di tubercolosi segnalati nei 30 Paesi UE/SEE sono stati 58.994.

Scarica e leggi il documento in full text:
Tubercolosis surveillance and monitoring in Europe 2018

Fonte: ECDC

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L’inquinamento modifica il DNA e scatena le malattie.

Posted by giorgiobertin su marzo 10, 2018

Le sostanze inquinanti presenti nell’ambiente possono ‘prendere il controllo’ del Dna, accendendo in questo modo alcuni geni piuttosto che altri e scatenando malattie cardiache e respiratorie. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Nature Communications“, ed è stata condotta in Canada, dal gruppo dell’Ontario Institute for Cancer Research, guidato dal prof. Philip Awadalla.

inquinamento

I ricercatori hanno trovato prove evidenti del fatto che le esposizioni ambientali, incluso l’inquinamento atmosferico, influenzano le espressioni geniche associate a malattie respiratorie molto più che l’ascendenza genetica. Dall’analisi del Dna raccolto da campioni di sangue, sono stati individuati gli effetti di polveri sottili, biossido di azoto e biossido di zolfo. Lo studio canadese ha analizzato oltre 1,6 milioni di punti dati da campioni biologici, questionari sulla salute e set di dati ambientali, rendendolo uno dei più vasti di sempre per esaminare la relazione tra espressione genica e stimoli ambientali.

Il nostro studio mostra come sia possibile utilizzare l’ampia portata e la scala dei dati in uno dei più grandi studi di coorte del Canada per capire meglio come i nostri geni interagiscono con le esposizioni ambientali e modellano la salute individuale“, dice il prof. Awadalla.

Segnaliamo anche uno studio condotto nei Paesi Bassi ha collegato l’esposizione all’inquinamento atmosferico residenziale durante la vita fetale con anomalie cerebrali che possono contribuire a compromettere la funzione cognitiva nei bambini in età scolare. Lo studio, pubblicato su “Biological Psychiatry“, riporta che i livelli di inquinamento atmosferico correlati alle alterazioni del cervello erano inferiori a quelli considerati sicuri.

Leggi il full text dell’articolo:
Gene-by-environment interactions in urban populations modulate risk phenotypes
Marie-Julie Favé, Fabien C. Lamaze, David Soave, Alan Hodgkinson, Héloïse Gauvin, Vanessa Bruat, Jean-Christophe Grenier, Elias Gbeha, Kimberly Skead, Audrey Smargiassi, Markey Johnson, Youssef Idaghdour & Philip Awadalla
Nature Communications volume 9, Article number: 827 Published online: 06 March 2018 doi:10.1038/s41467-018-03202-2

Accesso controllato a dati di coorte e campioni biologici è disponibile per i ricercatori attraverso il portale dati CPTP e CARTaGENE.

Fonte: Ontario Institute for Cancer Research

Air pollution exposure during fetal life, brain morphology, and cognitive function in school-age children
Mònica Guxens, MD’Correspondence information about the author MD Mònica GuxensEmail the author MD Mònica Guxens, Małgorzata J. Lubczyńska, MSc, Ryan Muetzel, PhD, Albert Dalmau-Bueno, MPH, Vincent W.V. Jaddoe, MD, Gerard Hoek, PhD, Aad van der Lugt, MD, Frank C. Verhulst, MD, Tonya White, MD, Bert Brunekreef, PhD, Henning Tiemeier, MD, Hanan El Marroun, P
Biological Psychiatry DOI: https://doi.org/10.1016/j.biopsych.2018.01.016

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Inquinamento atmosferico possibile causa della fibrosi polmonare idiopatica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 12, 2018

L’inquinamento atmosferico potrebbe favorire l’insorgenza di fibrosi polmonare idiopatica. Ad affermarlo uno studio condotto dai ricercatori del Centro Studi Sanità Pubblica dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Unità Operativa di Pneumologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, Gruppo MultiMedica in collaborazione con l’Università di Harvard.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “European Respiratory Journal“.

   

I ricercatori hanno valutato l’associazione tra esposizione cronica a biossido di azoto, ozono e PM10 e l’incidenza di fibrosi polmonare idiopatica nel Nord Italia tra il 2005 e il 2010. I risultati hanno mostrato che i soggetti esposti a una concentrazione più alta di biossido di azoto avevano un rischio maggiore di sviluppare fibrosi polmonare idiopatica. Un incremento di 10 microgrammi per metro cubo nella concentrazione di biossido di azoto, infatti, è stato associato a un aumento tra il 7,93% e l’8,41% nel tasso di incidenza della malattia a seconda della stagione, tasso che è risultato ancora più elevata dove i livelli del gas hanno superato i 40 microgrammi per metro cubo.

Questo lavoro è la prosecuzione di un primo studio epidemiologico, attuato dallo stesso gruppo di ricercatori, che aveva mappato i casi di IPF in Lombardia, pubblicato l’anno scorso su PLOS ONE (DOI:10.1371/journal.pone.0147072) .

Leggi abstract dell’articolo:
The association between air pollution and the incidence of idiopathic pulmonary fibrosis in Northern Italy
Sara Conti, Sergio Harari, Antonella Caminati, Antonella Zanobetti, Joel D. Schwartz, Pietro A. Bertazzi, Giancarlo Cesana, Fabiana Madotto
European Respiratory Journal Jan 2018, 51 (1) 1700397; DOI: 10.1183/13993003.00397-2017

Epidemiology of Idiopathic Pulmonary Fibrosis in Northern Italy
Harari S, Madotto F, Caminati A, Conti S, Cesana G.
PLOS ONE February 3, 2016. DOI:10.1371/journal.pone.0147072

Fonte: Università di Milano-Bicocca

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