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Posts Tagged ‘malattie infettive’

Remdesivir previene la malattia MERS Coronavirus nelle scimmie.

Posted by giorgiobertin su febbraio 17, 2020

Il remdesivir antivirale sperimentale ha prevenuto con successo la malattia nei macachi rhesus infettati dalla coronavirus della sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS-CoV – Middle East Respiratory Syndrome (MERS)), secondo un nuovo studio condotto dagli scienziati del National Institutes of Health. Remdesivir ha prevenuto la malattia quando somministrato prima dell’infezione e migliorato le condizioni dei macachi quando somministrato dopo che gli animali erano già stati infettati.

L’attuale studio è stato condotto presso i Rocky Mountain Laboratories della NIAID ad Hamilton, nel Montana. Il lavoro ha coinvolto tre gruppi di animali: quelli trattati con remdesivir 24 ore prima dell’infezione con MERS-CoV; quelli trattati 12 ore dopo l’infezione (vicino all’ora di punta per la replicazione di MERS-CoV in questi animali); e animali di controllo non trattati.

MERS
Colorized scanning electron micrograph of Middle East Respiratory Syndrome virus particles attached to the surface of an infected cell. Credit: Credit NIAID-Frederick

Tutti gli animali di controllo hanno mostrato segni di malattie respiratorie. Gli animali trattati prima dell’infezione andavano bene: nessun segno di malattia respiratoria, livelli significativamente più bassi di replicazione del virus nei polmoni rispetto agli animali di controllo e nessun danno polmonare. Gli animali trattati dopo l’infezione sono risultati significativamente migliori rispetto agli animali di controllo: la malattia era meno grave rispetto agli animali di controllo, i loro polmoni avevano livelli di virus più bassi rispetto agli animali di controllo e il danno ai polmoni era meno grave.

Il nuovo rapporto dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (NIAID) del NIH è stato pubblicato sulla rivista “PNAS“.

Leggi il full text dell’articolo:
Prophylactic and therapeutic remdesivir (GS-5734) treatment in the rhesus macaque model of MERS-CoV infection
E de Wit et al.
PNAS first published February 13, 2020 https://doi.org/10.1073/pnas.1922083117

Fonte: https://www.niaid.nih.gov/

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Nuovo coronavirus in Cina.

Posted by giorgiobertin su gennaio 22, 2020

I casi sono in aumento e i numeri vengono costantemente aggiornati. Stando a quanto riportato dal Ministero della Salute, al 21 gennaio sono circa 300 le persone che hanno contratto l’infezione da 2019-nCoV: 291 in Cina, di cui 270 a Wuhan, i rimanenti in Thailandia, Giappone e Corea del Sud. Ieri è arrivata la notizia del primo caso confermato negli Stati Uniti e di altri sospetti in ulteriori Paesi. Considerata la situazione e la possibilità di una propagazione a livello globale, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha convocato per oggi un comitato di emergenza. “La virulenza di questo nuovo virus, cioè la capacità di produrre malattia, non è ancora nota – osserva il prof. Giorgio Palù dell’Università di Padova –. Oggi sappiamo che la forma è epidemica, ma potrebbe anche evolversi in una pandemia”.


Il virologo Giorgio Palù parla del nuovo virus identificato in Cina

Conosciamo il virus dunque che è molto simile, ma non identico a quello della Sars – sottolinea il virologo Giorgio Palù – Probabilmente anch’esso ha un’origine nel pipistrello, ma non è certo dato che non conosciamo la specie che è l’ospite naturale del virus. Ora dai dati epidemiologici abbiamo appreso che esiste anche una diffusione interumana”.

La trasmissione da uomo a uomo infatti è stata confermata, ma servono ulteriori informazioni per valutare la portata di questa modalità di trasmissione. Non è nota la fonte dell’infezione e potrebbe essere ancora attiva. Secondo l’European Center for Disease Control and Prevention, la probabilità di infezione per i viaggiatori in visita a Wuhan, che hanno uno stretto contatto con individui sintomatici, è considerata moderata.

Risk Assessment: Cluster of pneumonia cases caused by a novel coronavirus, Wuhan, China – EN – [PDF-489.65 KB]
Risk assessment pneumonia Wuhan China 22 Jan 2020 – EN – [PDF-506.13 KB]
Risk assessment guidelines for infectious diseases transmitted on aircraft (RAGIDA) – Middle East Respiratory Syndrome Coronavirus (MERS-CoV)

Coronavirus 2019-nCoV: riunita la task-force del Ministero della Salute

Fonte: Unipd.it

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La FDA approva un farmaco per prevenire l’infezione da HIV.

Posted by giorgiobertin su ottobre 18, 2019

La FDA (Food and Drug Administration) ha approvato un nuovo farmaco per la prevenzione della trasmissione del virus Hiv, la cosiddetta ‘Prep‘ (pre-exposure prophylaxis).

descovy

Il farmaco Descovy (Gilead Sciences) contiene due principi attivi antivirali (emtricitabine 200 mg and tenofovir alafenamide 25 mg); ha dimostrato nei test di avere la stessa efficacia di Truvada, l’unica altra terapia approvata a questo scopo, di cui sta per scadere il brevetto, con una migliore tollerabilità per i reni e le ossa. Il farmaco, come dichiarato nella nota dell’FDA, è stato approvato solo per gli uomini e per le persone transgender e non nelle donne.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves second drug to prevent HIV infection as part of ongoing efforts to end the HIV epidemic

https://www.descovy.com/

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HIV: bisogna colpire le cellule “serbatoio”.

Posted by giorgiobertin su settembre 29, 2019

La terapia antiretrovirale combinata (cART) ha rivoluzionato i trattamenti e permette a milioni di persone contagiate di condurre una vita lunga e pressoché normale. Se la terapia viene sospesa il virus ricompare nelle analisi del sangue, ed è potenzialmente letale e contagioso. Ora il National Cancer Institute (USA) e l’Ospedale Sacco di Milano, hanno condotto uno studio che suggerisce che la persistenza di Hiv nell’organismo sia da imputare alla permanenza dei provirus, cioè del genoma virale integrato in quello di cellule “serbatoio”.

hiv-aids-virus

Una volta entrato in una cellula, Hiv è in grado di convertire il suo genoma da Rna in Dna, e poi a integrarlo con il genoma della cellula stessa. Da questo momento il genoma virale integrato viene chiamato provirus. Con questa strategia il virus sfrutta tutti i sistemi della cellula per replicare il suo patrimonio genetico e costruire altre particelle virali che poi andranno a infettare altre cellule.
I farmaci antiretrovirali usati nella cART vanno ad agire su diversi enzimi di Hiv che gli consentono di continuare il ciclo. La cART, dunque, riesce a bloccare l’infezione e a farla regredire così da eliminare le tracce di Hiv nel sangue. Tuttavia il virus è ancora presente, nascosto in forma latente nelle cellule infettate.

Leggi abstract dell’articolo:
No evidence of ongoing HIV replication or compartmentalization in tissues during combination antiretroviral therapy: Implications for HIV eradication
BY G. BOZZI, F. R. SIMONETTI, S. A. WATTERS, E. M. ANDERSON,……
SCIENCE ADVANCES 25 SEP 2019 : EAAV2045

Fonte: Galileonet.it

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NICE: linee guida sulla tubercolosi.

Posted by giorgiobertin su settembre 14, 2019

Questa linea guida copre la prevenzione, l’identificazione e la gestione della tubercolosi latente e attiva (TB) nei bambini, nei giovani e negli adulti. Questa linea guida aggiorna e sostituisce la linea guida NICE CG117 (marzo 2011) e la linea guida NICE PH37 (marzo 2012).

Tuberculosis Guidance NICE

La linea guida include raccomandazioni su:

– prevenire la tubercolosi , anche nei gruppi meno serviti;
– diagnosticare e gestire la tubercolosi latente , comprese raccomandazioni specifiche per bambini e giovani;
– diagnosticare e gestire la tubercolosi attiva , comprese raccomandazioni specifiche per bambini e giovani;
– TB resistente ai farmaci;
– controllo delle infezioni;
– individuazione e aderenza al caso, completamento del trattamento e follow-up , anche in gruppi scarsamente serviti;
– organizzazione di servizio.

Scarica e leggi il documento in full text:
Tuberculosis
NICE guideline [NG33]Published date: January 2016 Last updated: September 2019

 

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Diagnosi e trattamento del Clostridium difficile.

Posted by giorgiobertin su agosto 21, 2019

Clostridium difficile è un batterio anaerobio, Gram-positivo, presente fisiologicamente nella flora batterica della vagina e dell’intestino (rintracciabile quindi nelle feci). Mediante la produzione nell’intestino di una tossina necrotizzante alcuni ceppi possono causare nell’uomo la colite soprattutto quando riescono a moltiplicarsi nell’intestino in grandi quantità.
A maggior rischio di contrarre questa infezione sono in particolare le persone sottoposte a uso prolungato di antibiotici.

clostridium_difficile

Fino a non molto tempo fa il metronidazolo era considerato il farmaco di riferimento per il trattamento dell’infezione, ma più recentemente la vancomicina o fidaxomicina e altri nuovi farmaci hanno mostrato tassi di guarigione più elevati. La ricorrenza dell’infezione rappresenta un parametro chiave nella valutazione di nuovi farmaci e la sfida è quella di colpire la giusta popolazione con la molecola terapeutica adattata.

Questa revisione mira a fornire una base per i medici per comprendere e stratificare la loro scelta nella diagnosi e nel trattamento dell’infezione da C. difficile sulla base dei dati più recenti disponibili.

Scarica e leggi il documento in full text:
Clostridioides Difficile: Diagnosis and Treatments
Guery Benoit, Galperine Tatiana, Barbut Frédéric
BMJ 2019;366:l4609 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.l4609 (Published 20 August 2019)

Linee guida correlate:

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HIV eliminato dai genomi degli animali viventi.

Posted by giorgiobertin su luglio 3, 2019

Una nuova ricerca condotta dai ricercatori della Lewis Katz School of Medicine (LKSOM) presso la Temple University di Philadelphia, in Pennsylvania ha rivelato come una sequenza di due trattamenti possa rimuovere completamente il virus HIV nei topi. Il primo trattamento è una forma di terapia antiretrovirale a rilascio lento e prolungato (LASER ART- long-acting slow-effective release antiviral therapy). Il secondo trattamento prevede la rimozione del DNA virale utilizzando uno strumento di modifica del gene chiamato CRISPR-Cas9.

kamel-khalili

Ricordiamo che attualmente la terapia antiretrovirale è una combinazione di farmaci che bloccano il progresso dell’HIV prendendo di mira diverse fasi del ciclo vitale del virus. Questa terapia non elimina l’HIV dal corpo, quindi le persone devono continuare a prendere i farmaci per prevenire lo sviluppo dell’AIDS.

Se una persona interrompe la terapia antiretrovirale, l’HIV può divampare di nuovo e continuare il suo ciclo vitale. Questo perché il virus inserisce il suo materiale genetico nei genomi delle cellule immunitarie che infetta. Questa capacità consente all’HIV di nascondersi tranquillamente in un posto che la terapia antiretrovirale non può raggiungere.

La nuova terapia antiretrovirale LASER bersaglia l’HIV con farmaci antiretrovirali assunti sotto forma di nanocristalli che possono rapidamente penetrare nei tessuti che ospitano l’HIV dormiente. Una volta all’interno delle cellule affette da HIV, i nanocristalli possono rilasciare lentamente il loro carico utile per diverse settimane. Durante questo periodo avviene il secondo trattamento CRISPR-Cas9 per liberare completamente le cellule dal DNA virale.

Ora abbiamo un percorso chiaro per andare avanti con sperimentazioni sui primati non umani e probabilmente con studi clinici su pazienti umani entro l’anno.
afferma il Prof. Kamel Khalili.

Leggi il full text dell’articolo:
Sequential LASER ART and CRISPR Treatments Eliminate HIV-1 in a Subset of Infected Humanized Mice
Prasanta K. Dash, Rafal Kaminski[…]Howard E. Gendelman
Nature Communications volume 10, Article number: 2753 (2019)  02 July 2019

Fonte: Lewis Katz School of Medicine (LKSOM)

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WHO: linee guida sulla prevenzione e il controllo delle infezioni da tubercolosi.

Posted by giorgiobertin su aprile 4, 2019

Sono state aggiornate a cura dell’WHO (World Health Organization), le linee guida sulla prevenzione e il controllo delle infezioni da tubercolosi.

th-who311259

Le linee guida riviste contengono raccomandazioni per specifici controlli amministrativi, ambientali e protezione respiratoria, volte a prevenire l’esposizione e ridurre il rischio di trasmissione di agenti infettivi. Queste linee guida si concentrano su interventi specifici per prevenire la trasmissione di Mycobacterium tuberculosis.

Scarica e leggi il documento in full text:
WHO guidelines on tuberculosis infection prevention and control – 2019 update
Geneva: World Health Organization; 2019. ISBN-13: 978-92-4-155051-2

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ECDC: Standard europei per la diagnosi e trattamento della tubercolosi.

Posted by giorgiobertin su marzo 27, 2019

L’ European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e l’ European Respiratory Society (ERS) hanno redatto 21 standard per garantire i percorsi ottimali per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione ottimali della tubercolosi (TB) in Europa.
Tali standard pongono il paziente con tubercolosi al centro del processo e sono destinati ai medici e a tutti gli operatori sanitari che operano nel campo specifico. Gli standard dell’Unione europea per la cura della tubercolosi (ESTC) sono stati aggiornati nel 2017 con l’integrazione delle tecnologie più recenti e le raccomandazioni internazionali in materia di diagnosi, trattamento e prevenzione della TB.

ecdc_logo

Gli standard internazionali per la cura della tubercolosi (ISTC) sono stati pubblicati per la prima volta nel 2006 e successivamente aggiornati nel 2009 e nel 2014. Gli ISTC riportano gli standard per la gestione della TB e si rivolgono a paesi ad alta incidenza di malattia e risorse economiche limitate. La situazione nei paesi appartenenti alla UE/SEE è invece caratterizzata da una maggiore disponibilità di risorse economiche a fronte di una incidenza di malattia medio-bassa.

Gli standard adattati ai paesi UE/SEE considerano i seguenti fattori:
• l’incidenza di malattia varia nei diversi paesi, bassa nella maggior parte dei paesi, intermedia in alcuni;
• esiste una lunga tradizione di prevenzione e di controllo della TB;
• sono disponibili risorse economiche;
• è necessario che tali risorse siano utilizzate in modo ottimale;
• i servizi per la TB sono integrati nel sistema sanitario;
• ogni paziente ha il diritto di accedere alle migliori cure possibili.

Scarica e leggi il documento in full text:
Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe, 2019 – EN – [PDF-14.62 MB]
All country profiles, 2017 data
Country profile for Italy, 2017 data – EN – [PDF-233.07 KB]

Fonte: European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC)

Approfondimenti:
Diagnosing tuberculosis.
Steingart K, Gilpin C, Kohli M, Garner P. Cochrane Special Collections.
Cochrane Database of Systematic Reviews 2019, Issue 3. DOI: SC000034. (link is external)

Linezolid for drug‐resistant pulmonary tuberculosis.
Singh B, Cocker D, Ryan H, Sloan DJ.
Cochrane Database of Systematic Reviews 2019, Issue 3. Art. No.: CD012836. DOI:10.1002/14651858.CD012836.pub2.

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Linee guida di pratica clinica per la gestione della batteriuria asintomatica.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2019

Sono state pubblicata a cura dell’Infectious Diseases Society of America (IDSA) e pubblicate in “Clinical Infectious Diseases” le linee guida aggiornate di pratica clinica sulla gestione della batteriuria asintomatica (presenza di batteri nelle urine senza sintomatologia urinaria quale dolore, bruciore).

IDSA

Secondo il documento i medici dovrebbero riflettere attentamente prima di sottoporre i pazienti a una infezione del tratto urinario (UTI) per evitare un’iperdiagnosi e un trattamento antibiotico non necessario.

La presenza di batteri nelle urine senza i sintomi di un’infezione – non deve essere trattata con antibiotici tranne che in alcuni pazienti come quelli che hanno subito chirurgia urologica e donne in gravidanza.
L’abuso di antibiotici si aggiunge al crescente problema della resistenza agli antibiotici.

Scarica e leggi il documento in full text:
Clinical Practice Guideline for the Management of Asymptomatic Bacteriuria: 2019 Update by the Infectious Diseases Society of America
Lindsay E Nicolle, Kalpana Gupta, Suzanne F Bradley, Richard Colgan, Gregory P DeMuri, Dimitri Drekonja, Linda O Eckert, Suzanne E Geerlings, Béla Köves, Thomas M Hooton, Manisha Juthani-Mehta, Shandra L Knight, Sanjay Saint, Anthony J Schaeffer, Barbara Trautner, Bjorn Wullt, Reed Siemieniuk
Clinical Infectious Diseases, Published: 21 March 2019, ciy1121, https://doi.org/10.1093/cid/ciy1121

Fonte: ‘Infectious Diseases Society of America (IDSA)

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HIV: un nuovo caso di remissione dopo il trapianto di staminali.

Posted by giorgiobertin su marzo 6, 2019

Ottenuta per la seconda volta nella storia la remissione a lunga scadenza dell’HIV in un paziente a cui sono state trapiantate le cellule staminali ematopoietiche ottenute da un portatore di una rara mutazione che rende refrattari a contrarre l’infezione.
Il case report, è stato portato a termine da ricercatori dell’Imperial College di Londra, insieme a gruppi dell’Università di Cambridge e dell’Università di Oxford, e arriva dieci anni dopo il primo caso, noto come “il paziente di Berlino“.

Entrambi i pazienti sono stati trattati con trapianti di cellule staminali ematopoietiche da donatori con due copie della mutazione genetica (o “allele”) che impedisce l’espressione di CCR5.

CCR5 è il recettore più utilizzato dall’HIV-1, il tipo più comune e più pericoloso di HIV. Le persone che hanno due copie mutate dell’allele CCR5 sono resistenti al ceppo virale dell’HIV-1 che utilizza questo recettore, poiché il virus non può entrare nelle cellule ospiti.

Virus hiv
The HIV virus infects immune cells JESPER KLAUSEN/SPL

Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche con una particolare mutazione ha permesso di ottenere una remissione di lunga durata del virus HIV-1 in un paziente sieropositivo dal 2003: nel suo sangue non è stato trovato più alcun marcatore della rivitalizzazione del virus, anche a distanza di anni dalla sospensione della terapia farmacologica.
“Ottenendo la remissione in un secondo paziente con un approccio simile, abbiamo dimostrato che il paziente di Berlino non era un’anomalia e che erano proprio gli approcci terapeutici che hanno eliminato l’HIV in queste due persone“, ha affermato il professor Gupta.
Lo studio, condotto da un gruppo internazionale di ricercatori, è descritto su “Nature”.

Leggi abstract dell’articolo:
HIV-1 remission following CCR5Δ32/Δ32 haematopoietic stem cell transplantation
Gupta, R., Sultan, A., McCoy, L., Mok, H., Peppa, D., Salgado, M., Martinez-Picado, J., et al.
Nature https://doi.org/10.17863/CAM.37294

Fonte: Le Scienze – Università di Cambridge

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Linee guida sul trattamento delle malattie cardiovascolari correlate all’HIV.

Posted by giorgiobertin su marzo 6, 2019

Le persone infette dall’HIV vivono più a lungo a causa di terapie efficaci, ora però questi pazienti hanno iniziato a incontrare nuovi rischi da disturbi legati all’età comuni nella popolazione generale, compresa la malattia cardiovascolare (CVD).
Per affrontare queste problematiche nella cura clinica, nell’ultimo numero del Canadian Journal of Cardiology è stata presenta una guida aggiornata per cardiologi e altri medici che trattano questa popolazione di pazienti.

La stragrande maggioranza dei pazienti con HIV è ben trattata conterapia antiretrovirale (ART), tuttavia, rimane il rischio aumentato di CVD. “Stiamo imparando che anche dopo la soppressione del virus nel sangue con questi agenti più recenti, c’è un aumento dell’infiammazione e dei cambiamenti nel sistema immunitario che mettono questi individui a un rischio più elevato di attacchi cardiaci. Il virus dell’HIV si nasconde ancora in alcune parti del il corpo come l’intestino probabilmente porta a questi cambiamenti problematici“, osserva il dott. Feinstein.
Dobbiamo migliorare la nostra capacità di prevedere il rischio di futuri eventi cardiovascolari nelle persone affette da HIV, così da poter identificare chi trarrà beneficio dall’avvio di terapie già disponibili” – concludono i ricercatori.

Il dott. Hsue ritiene che i meccanismi cellulari che sono alla base dell’aterosclerosi “ordinaria” possano essere amplificati nei pazienti HIV. “A livello molecolare, monociti/macrofagi, reattività piastrinica e attivazione delle cellule immunitarie possono essere intensificati nel contesto dell’HIV e contribuire all’aterosclerosi associata all’HIV“.

cardiovascular-issues-in-treating-patients-with-HIV_1

Acquired Immunodeficiency and Heart Disease 
Guest Editors: Girish Dwivedi, MD, DM, PhD, Priscilla Hsue, MD, and David Waters, MD
Canadian Journal of Cardiology, volume 35, issue 3 (March 2019) published by Elsevier.
www.onlinecjc.ca/issue/S0828-282X(18)X0016-6

The featured articles are:“Introduction to Cardiovascular Issues in HIV,” by David D. Waters, MD and Priscilla Y. Hsue, MD (https://doi.org/10.1016/j.cjca.2018.12.009).
Author contact: David D. Waters at David.Waters@ucsf.edu

Mechanisms of Cardiovascular Disease in the Setting of HIV Infection,” by Priscilla Y. Hsue, MD (https://doi.org/10.1016/j.cjca.2018.12.024).
Author contact: Priscilla Y. Hsue at Priscilla.Hsue@ucsf.edu
This study was funded by NIH (K24AI112393).

Coronary Artery Disease Manifestations in HIV: What, How, and Why,” by Arjun Sinha, MD, MS, and Matthew J. Feinstein, MD, MS (https://doi.org/10.1016/j.cjca.2018.11.029).
Author contact: Matthew J. Feinstein at matthewjfeinstein@northwestern.edu
Dr. Feinstein reports grant funding from the American Heart Association (16 FTF 31200010) and the National Institutes of Health (P30 AI 117943 Administrative Supplement).

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Vaccino italiano per la lotta contro l’HIV.

Posted by giorgiobertin su febbraio 14, 2019

La somministrazione del vaccino terapeutico italiano Tat contro l’Hiv/Aids a pazienti in terapia antiretrovirale (cART) è capace di ridurre drasticamente – del 90% dopo 8 anni dalla vaccinazione – il “serbatoio di virus latente”, inattaccabile dalla sola terapia, e apre una nuova via contro l’infezione. È il risultato del follow up, durato 8 anni e pubblicato su “Frontiers in Immunology“, di pazienti immunizzati con il vaccino messo a punto dalla prof.ssa Barbara Ensoli, direttore Centro Ricerca Aids dell’Istituto Superiore di Sanità. Ora, dice, si “aprono nuove prospettive” nella cura.

vaccine-AIDS

Sono risultati – afferma la prof.ssa Ensoli – che aprono nuove prospettive per una cura funzionale dell’HIV, ossia una terapia in grado di controllare il virus anche dopo la sospensione dei farmaci antiretrovirali. In tal modo, si profilano opportunità preziose per la gestione clinica a lungo termine delle persone con HIV, riducendo la tossicità associata ai farmaci, migliorando aderenza alla terapia e qualità di vita, problemi rilevanti soprattutto in bambini e adolescenti. L’obiettivo, in prospettiva, è giungere all’eradicazione del virus“.

Leggi il full text dell’articolo:
Continued Decay of HIV Proviral DNA Upon Vaccination With HIV-1 Tat of Subjects on Long-Term ART: An 8-Year Follow-Up Study
Cecilia Sgadari, Paolo Monini, Antonella Tripiciano, Orietta Picconi, Anna Casabianca, Chiara Orlandi, Sonia Moretti, Vittorio Francavilla, Angela Arancio, Giovanni Paniccia, Massimo Campagna, Stefania Bellino, Marianna Meschiari, Silvia Nozza, Laura Sighinolfi, Alessandra Latini, Antonio Muscatello, Annalisa Saracino, Massimo Di Pietro, Massimo Galli, Aurelio Cafaro, Mauro Magnani, Fabrizio Ensoli and Barbara Ensoli
Front. Immunol. doi: https://doi.org/10.3389/fimmu.2019.00233 Published on 13 February 2019

Phase II clinical trials in Italy (ISS T-002)
Phase II clinical trial conducted in South Africa

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ECDC/WHO: Statistiche sull’HIV in Europa nel 2017.

Posted by giorgiobertin su novembre 30, 2018

L’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e il WHO Regional Office for Europe hanno pubblicato i dati più recenti sull’epidemia di HIV nella regione europea, in occasione del 30° anniversario della Giornata mondiale contro l’AIDS.

hiv-aids-surveillance-in-europe-2018

Con oltre 130 000 nuove diagnosi di HIV nel 2017, la parte orientale della regione ha registrato un aumento del 68% nel 2008-2017, rispetto al 95% nel 2007-2016. Nella parte centrale della Regione, l’aumento è stato del 121% rispetto al 142% rispettivamente.

L’aumento delle nuove diagnosi di HIV è continuato per la Regione Europea dell’OMS nel suo insieme, ma il suo ritmo è stato più lento rispetto agli anni precedenti. Una delle ragioni della persistente epidemia di HIV in Europa è che la diagnosi tardiva rimane una sfida in tutta la regione. Ogni seconda persona con diagnosi di HIV ha già raggiunto uno stadio avanzato dell’infezione.

Le nuove linee guida dell’ECDC sui test integrati dell’HIV e dell’epatite virale forniscono ai paesi le ultime prove scientifiche per aiutare a sviluppare, implementare, migliorare, monitorare e valutare linee guida e programmi di test nazionali o locali sia per l’HIV che per l’epatite virale.

Accedi al documento in full text:
HIV/AIDS surveillance in Europe 2018 – 2017 data – EN – [PDF-10.62 MB]

Presentation: HIV/AIDS Surveillance in Europe 2018 (2017 data)– EN – [PPTX-2.7 MB]

Fonte: ECDC

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Nuovo test identifica rapidamente “superbatteri” resistenti agli antibiotici.

Posted by giorgiobertin su ottobre 17, 2018

Un nuovo ed economico test sviluppato dai ricercatori della University of California – Berkeley può diagnosticare i pazienti con ceppi batterici resistenti agli antibiotici in pochi minuti. La tecnica potrebbe aiutare i medici a prescrivere gli antibiotici giusti per ogni infezione e potrebbe aiutare a limitare la diffusione di “superbatteri” resistenti agli antibiotici, che uccidono ogni anno fino a 700.000 persone in tutto il mondo.


Detecting antibiotic resistance faster than ever before.  Video by Roxanne Makasdjian and Stephen McNally

Il test, denominato DETECT, individua le firme molecolari dei batteri resistenti agli antibiotici direttamente nei campioni di urina. A differenza di altre tecniche attualmente disponibili sul mercato, DETECT non richiede strumenti costosi ed è abbastanza semplice da essere applicato in un ambiente point-of-care.

In teoria, DETECT ti permetterà di diagnosticare infezioni batteriche resistenti agli antibiotici in uno studio medico semplicemente raccogliendo urina e mescolandola con i reagenti DETECT“, ha detto il professor Niren Murthy, della University of California – Berkeley.

La tecnica DETECT utilizza una reazione enzimatica a catena per aumentare il segnale delle beta-lattamasi (enzimi che bloccano i batteri dalla a livello di parete cellulare, rendendo impossibile la crescita e la riproduzione dei microbi) di un fattore di 40.000, abbastanza alto da consentire il rilevamento della presenza di questi enzimi nei campioni di urina. Con DETECT, un paziente che risulta positivo a un’infezione resistente agli antibiotici di prima generazione può essere immediatamente trattato con un antibiotico o un agente alternativo più potente.

Leggi il full text dell’articolo:
An Enzyme‐Mediated Amplification Strategy Enables Detection of β‐Lactamase Activity Directly in Unprocessed Clinical Samples for Phenotypic Detection of β‐Lactam Resistance
Tara R. de Boer Nicole J. Tarlton Reina Yamaji Sheila Adams‐Sapper Tiffany Z. Wu Santanu Maity Giri K. Vesgesna Corinne M. Sadlowski Peter DePaola Lee W. Riley Niren Murthy
ChemBioChem First published: 04 October 2018 https://doi.org/10.1002/cbic.201800571

Fonte: University of California – Berkeley

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WHO: Global Tuberculosis Report 2018.

Posted by giorgiobertin su settembre 26, 2018

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato il “Global Tuberculosis Report 2018“. Secondo il rapporto la tubercolosi rimane la malattia infettiva più mortale al mondo anche se gli sforzi globali hanno evitato dal 2000 circa 54 milioni di morti. L’OMS chiede ai capi di stato e di governo di rispettare l’obiettivo di debellare la malattia entro il 2030.

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Il numero di morti per TBC stimati è sceso da 1,7 milioni nel 2016 a 1,6 milioni nel 2017. Il tasso di mortalità è sceso dal 23% nel 2000 al 16% nel 2017, ma deve scendere al 10% entro il 2020 nell’ambito della strategia End TB, che mira a ridurre del 90% i decessi entro il 2030.

I rapporti sulla TB globale degli anni precedenti sono disponibili presso il Repository istituzionale dell’OMS.

Scarica e leggi il documento in full text:
Global Tuberculosis Report 2018 (full Report)

Executive summary pdf, 1.28Mb

Fonte: World Health Organization (WHO)

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Linee guida su trattamento e prevenzione dell’infezione da HIV negli adulti.

Posted by giorgiobertin su luglio 25, 2018

Sono state pubblicate sulla rivista “JAMA” a cura della International Antiviral Society-USA, le linee guida sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali per il trattamento e la prevenzione dell’infezione da HIV negli adulti.

HIV-infection

Le raccomandazioni indicano che i continui progressi nello sviluppo di farmaci antiretrovirali per la prevenzione e il trattamento dell’HIV sono necessari e stanno contribuendo a migliorare la gestione clinica e gli esiti per le persone a rischio o affette da HIV. Vengono riconfermate le raccomandazioni 2016 della terapia antiretrovirale (ART) come mezzo sostanziale per il trattamento e la prevenzione dell’HIV

Scarica e leggi il documento in full text:
Antiretroviral drugs for treatment and prevention of HIV infection in adults: 2018 recommendations of the International Antiviral Society-USA Panel
Saag MS, Benson CA, Gandhi RT, et al.
JAMA. 2018;320(4):379-396. doi:10.1001/jama.2018.8431

Fonte: International Antiviral Society-USAUniversity of Alabama

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Passo in avanti nella previsione delle epidemie.

Posted by giorgiobertin su luglio 13, 2018

Gli ecologi dell’Università della Georgia hanno compiuto un passo importante nei loro sforzi per sviluppare un sistema di allerta precoce per le epidemie di malattie infettive.

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Il team guidato da Eamon B. O’Dea ha creato un modello matematico che analizza i modelli statistici nelle relazioni sulla salute pubblica per identificare quando una popolazione si sta avvicinando a una soglia epidemica, il punto in cui è possibile un’epidemia. Le loro scoperte, recentemente pubblicate su “Journal of the Royal Society Interface, aprono la strada a un sistema di previsione delle malattie che un giorno potrebbe essere utilizzato da funzionari della sanità pubblica.

Scarica e leggi il full text:
Estimating the distance to an epidemic threshold
Eamon B. O’Dea, Andrew W. Park, John M. Drake
Royal Society journal Interface Published 27 June 2018.DOI: 10.1098/rsif.2018.0034

Fonte: University of Georgia

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ECDC-WHO: report sulla tubercolosi in Europa 2018.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2018

Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) e l’Ufficio regionale per l’Europa dell’OMS hanno pubblicato il decimo Rapporto annuale sulla sorveglianza e il monitoraggio della tubercolosi (TB) in Europa.

TB-Europe-2018

I dati sono relativi all’anno 2016 e i casi di tubercolosi segnalati nei 30 Paesi UE/SEE sono stati 58.994.

Scarica e leggi il documento in full text:
Tubercolosis surveillance and monitoring in Europe 2018

Fonte: ECDC

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Linee guida aggiornate sulle infezioni da Clostridium difficile.

Posted by giorgiobertin su febbraio 26, 2018

L’Infectious Diseases Society of America e la Society for Health Epidemiology of America (SHEA) hanno pubblicato su “Clinical Infectious Diseases” un aggiornamento alle loro linee guida di pratica clinica sull’infezione da Clostridium difficile (CDI) negli adulti. Il precedente documento era stato pubblicato nel 2010.

clostridium-difficile image: epainAssist.com copyright

Le linee guida dichiarano che l’uso di fluorochinoloni, cefalosporine e clindamicina altera il microbioma in modi che aumentano la suscettibilità alle CDI (Infezione da Clostridium Difficile) e pertanto il primo trattamento da attuare è interrompere l’uso di questi antibiotici.

Le raccomandazioni si occupano anche dell’antibiotico di prima linea nel trattamento dell’infezione, con vancomicina o fidaxomicina che prendono il posto del metronidazolo. I probiotici sono menzionati nel documento, ma non sono raccomandati.
Le linee guida raccomandano Trapianto di microbiota fecale (FMT) per il trattamento di persone con due o più recidive di C. diff. e per i quali il tradizionale trattamento antibiotico non ha funzionato.
Le nuove linee guida includono anche raccomandazioni per la sorveglianza epidemiologica, la diagnosi e il trattamento di C. diff. nei bambini, che le linee guida del 2010 non hanno affrontato.

Scarica e leggi il documento in full text:
Clinical Practice Guidelines for Clostridium difficile Infection in Adults and Children: 2017 Update by the Infectious Diseases Society of America (IDSA) and Society for Healthcare Epidemiology of America (SHEA)
L Clifford McDonald, Dale N Gerding, Stuart Johnson, Johan S Bakken, Karen C Carroll, Susan E Coffin, Erik R Dubberke, Kevin W Garey, Carolyn V Gould, Ciaran Kelly, Vivian Loo, Julia Shaklee Sammons, Thomas J Sandora, Mark H Wilcox
Clinical Infectious Diseases, cix1085, https://doi.org/10.1093/cid/cix1085, Published: 15 February 2018

Fonte: Infectious Diseases Society of America – Society for Health Epidemiology of America (SHEA)

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SIMIT: Linee guida sulla diagnosi e trattamento dell’infezione da HIV-1.

Posted by giorgiobertin su febbraio 12, 2018

Sono state pubblicate a cura della Società italiana di malattie infettive e tropicali (SIMIT), in collaborazione con le Sezioni per la lotta contro l’Aids del Comitato tecnico sanitario del ministero della Salute le Linee Guida Italiane sull’utilizzo della Terapia Antiretrovirale e la gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1.

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L’obiettivo principale dell’opera è quello di fornire elementi di guida per la prescrizione della terapia antiretrovirale e per la gestione dei pazienti con infezione da HIV agli infettivologi e agli altri specialisti coinvolti nella gestione multidisciplinare del paziente sieropositivo.

Ricordiamo che la terapia antiretrovirale (ART) è oggi riconosciuta di indubbio beneficio per la persona con HIV – per bloccare la replicazione virale, prevenire le complicanze ed evitare la forma conclamata della patologia detta AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita) garantendo così una prospettiva di vita a lungo termine del paziente, ma anche come strumento efficace per ridurre notevolmente la possibilità di trasmettere l’infezione (TasP).

Scarica e leggi il documento in full text:
Linee Guida Italiane sull’utilizzo della Terapia Antiretrovirale e la gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1- ver. 2017.
Ministero della Salute – Sezioni L e M del Comitato Tecnico Sanitario.

Fonte: Ministero della Salute.

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OMS: Rapporto sulle infezioni resistenti agli antibiotici.

Posted by giorgiobertin su gennaio 30, 2018

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) lancia l’allarme sull’aumento delle infezioni resistenti agli antibiotici. Secondo il primo rapporto dell’Oms sulla sorveglianza dell’antibioticoresistenza del sistema Global Antimicrobial Surveillance System (Glass), nel mondo si contano almeno mezzo milione di casi, ma la stima è molto inferiore ai dati reali.

Secondo il rapporto, i batteri resistenti più comunemente riportati sono Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae e Salmonella spp.
L’Italia, che presto dovrebbe aderire al programma Glass, è ai primi posti in Europa per consumo di antibiotici negli animali e al secondo posto per consumo nell’uomo, oltre a essere tra i Paesi con la prevalenza maggiore di ceppi resistenti (Escherichia Coli, Klebsiella Pneumoniae, Staphylococcus Aureus), che si è attestata tra il 25% e il 50% nel 2015.

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Secondo quanto già riferito dall’Oms, la resistenza agli antibiotici è una delle principali minacce alla salute pubblica e, se non si troverà un rimedio a questo, da qui al 2050 i “superbatteri”, saranno responsabili di almeno 10 milioni di decessi all’anno nel mondo, più di quelli dovuti al cancro. Ma già nel 2025 nella sola Europa si prevedono un milione di morti per la resistenza agli antibiotici, per questo servono urgenti politiche di ricerca e di investimento per rendere disponibili nuovi farmaci efficienti, economici e soprattutto a disposizione di tutti.

Il rapporto è un primo passo fondamentale per migliorare la nostra comprensione dell’entità della resistenza antimicrobica. La sorveglianza è agli inizi, ma è fondamentale svilupparla se vogliamo anticipare e affrontare una delle più grandi minacce alla salute pubblica globale“, afferma il prof. Carmem Pessoa-Silva, che coordina il sistema di sorveglianza Glass.

IL progetto GLASS alla fine incorporerà informazioni provenienti anche da altri sistemi di sorveglianza correlati alla resistenza antimicrobica nell’uomo, come nella catena alimentare, il monitoraggio del consumo di antimicrobici. Tutti i dati prodotti da GLASS sono disponibili gratuitamente online e verranno aggiornati regolarmente.

Scarica e leggi il rapporto in full text:
Global antimicrobial resistance surveillance system (GLASS) report
Early implementation 2016-2017
Publication date: 29 January 2018
Languages: English
ISBN: 978-92-4-151344-9

Fonte: Whonews release – Pharmastar

Portale GLASS

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Riprogettate le cellule immunitarie innate per combattere la tubercolosi.

Posted by giorgiobertin su gennaio 12, 2018

I ricercatori del McGill University Health Centre (RI-MUHC) sono riusciti a riprogrammare – o “allenare” – le cellule immunitarie per uccidere la tubercolosi.

L’attuale vaccino BCG disponibile non è efficace: gli attuali trattamenti antibiotici sono tossici e hanno portato ad una generazione di ceppi resistenti alla TB. L’era degli antibiotici si sta avvicinando alla fine, siamo seriamente in difficoltà con questa malattia se non troviamo un approccio alternativo”, afferma il prof. Maziar Divangahi.

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Il sistema innato – attraverso le cellule staminali del midollo osseo – mobilita i macrofagi, che sono un tipo di globuli bianchi che inghiotte e uccide batteri invasori come Mycobacterium tuberculosis (Mtb) che causa la tubercolosi. Sono i primi soccorritori del sistema immunitario. Il batterio disarma il programma di uccisione dei macrofagi e li usa come una sorta di “santuario” per replicare e crescere.
Siamo stati in grado di riprogrammare o “educare” le cellule staminali a proliferare e generare macrofagi uccidendo la tubercolosi” – afferma il prof. Divangahi.

Ci vuole molta cautela affermano i ricercatori; “Questa è solo la punta dell’iceberg e sono necessarie ulteriori ricerche per sfruttare appieno il potere delle cellule staminali nell’immunità contro le malattie infettive“.

Leggi il full text dell’articolo:
BCG educates hematopoietic stem cells to generate protective innate immunity against tuberculosis
Eva Kaufmann, Joaquin Sanz, Jonathan L. Dunn, Nargis Khan, Laura E. Mendonça, Alain Pacis, Fanny Tzelepis, Erwan Pernet, Anne Dumaine, Jean-Christophe Grenier, Florence Mailhot-Léonard, Eisha Ahmed, Jad Belle, Rickvinder Besla, Bruce Mazer, Irah L. King, Anastasia Nijnik, Clinton S. Robbins, Luis B. Barreiro, and Maziar Divangahi,
Cell published Jan. 11, 2018, DOI: 10.1016/j.cell.2017.12.031

Fonte:  McGill University Health Centre (RI-MUHC)

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Create proteine che combattono i batteri patogeni.

Posted by giorgiobertin su dicembre 17, 2017

Poiché aumenta la resistenza agli antibiotici esistenti, sono necessari nuovi approcci alle infezioni batteriche gravi. Ora i ricercatori della Lund University in Svezia, insieme ai colleghi della University of Massachusetts Medical School negli Stati Uniti, hanno studiato una di queste alternative.

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In precedenza i ricercatori avevano dimostrato che una proteina appositamente progettata, sviluppata e brevettata e nota come proteina di fusione, può essere utilizzata efficacemente come trattamento nei topi affetti da batteri Gram-negativi, che possono causare la gonorrea, meningite e infezioni respiratorie.
Ora siamo stati in grado di dimostrare che una proteina creata su misura, che in precedenza ha funzionato contro vari tipi di batteri Gram-negativi ha anche avuto risultati promettenti nei modelli murini contro un patogeno Gram-positivo“, afferma il professore David Ermert.

La proteina di fusione nello studio pubblicato sulla rivista “Journal of Immunology“, funziona anche contro i batteri Gram-positivi, in particolare gli streptococchi di gruppo A. Negli esperimenti i ricercatori hanno aggiunto streptococchi di gruppo A – che possono causare qualsiasi cosa, dalla tonsillite comune alla sepsi potenzialmente letale – ai campioni di sangue umano. Hanno poi analizzato cosa è successo quando hanno aggiunto la proteina di fusione al sangue infetto.

Siamo stati quindi in grado di osservare che la proteina di fusione ha ridotto drasticamente la quantità di batteri nel sangue. La proteina rimuove il fattore H dalla superficie dei batteri e attiva il sistema immunitario in modo che uccida i batteri. Abbiamo anche studiato come la proteina ha funzionato nell’infezione da sepsi acuta nei topi e siamo stati in grado di dimostrare una riduzione della mortalità“, afferma David Ermert.

Il prossimo passo sarà vedere se la proteina di fusione funziona contro quei batteri resistenti, che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) costituiscono la più grande minaccia per l’umanità.

Leggi abstract dell’articolo:
Factor H–IgG Chimeric Proteins as a Therapeutic Approach against the Gram-Positive Bacterial Pathogen Streptococcus pyogenes
Anna M. Blom, Michal Magda, Lisa Kohl, Jutamas Shaughnessy, John D. Lambris, Sanjay Ram and David Ermert
J Immunol December 1, 2017, 199 (11) 3828-3839; DOI: https://doi.org/10.4049/jimmunol.1700426

Fonte: Lund University

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Esame delle urine per la diagnosi di Tubercolosi.

Posted by giorgiobertin su dicembre 15, 2017

Identificare e misurare i componenti del batterio responsabile della tubercolosi direttamente dalle urine dei pazienti malati. Sono queste le conclusioni di un lavoro pubblicato sulla rivista “Science Translational Medicine” condotto dai ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, della George Mason University e altre istituzioni in USA, Australia, Perù e UK.

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Il lavoro dimostra che è possibile misurare nelle urine dei pazienti affetti da Tubercolosi (TBC) alcuni dei componenti strutturali o secretori del Mycobacterium tuberculosis (Mtb), il batterio responsabile della TBC, con elevata sensibilità e specificità grazie a delle innovative nanoparticelle. Un risultato che riduce i tempi di diagnosi, migliora la precisione, riduce l’invasività delle analisi.

Gli attuali metodi diagnostici per lo screening della TBC (test di Mantoux o il test IGRA), sono basati sulla valutazione della risposta immunitaria del paziente e hanno delle grosse limitazioni. Il nuovo test si basa sull’utilizzo di nanoparticelle capaci di catturare con alta efficienza costituenti microbici con diverse strutture chimiche, fra cui i glicani e le proteine. Con l’utilizzo di queste nanoparticelle è stato possibile concentrare e proteggere dalla degradazione alcuni costituenti strutturali del Mtb, come il lipoarabinomannano, o secreti, come la proteina ESAT-6, che sono rilasciati nei liquidi biologici e (nelle urine in particolare) di tutti i soggetti con TBC, indipendentemente da un’eventuale co-infezione con HIV.

Sono già stati prodotti dei test simili a quelli di gravidanza che saranno disponibili molto rapidamente.

Leggi il full text dell’articolo:
Urine lipoarabinomannan glycan in HIV-negative patients with pulmonary tuberculosis correlates with disease severity
Luisa Paris, Ruben Magni, Fatima Zaidi, Robyn Araujo, Neal Saini, Michael Harpole, Jorge Coronel, Daniela E. Kirwan, Ha…..
Science Translational Medicine 13 Dec 2017: Vol. 9, Issue 420, eaal2807 DOI: 10.1126/scitranslmed.aal2807

Fonte: Istituto Superiore di Sanità

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