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Posts Tagged ‘psicologia’

NICE: Linee guida sulla valutazione e gestione del Disturbo Bipolare.

Posted by giorgiobertin su novembre 12, 2017

Sono state aggiornate a cura di NICE le linee guida sul riconoscimento, la valutazione e il trattamento del disturbo bipolare (precedentemente noto come depressione maniacale) nei bambini, nei giovani e negli adulti. Il precedente documento era stato pubblicato nel settembre del 2014.

bipolar

Scarica e leggi il documento in full text:
Bipolar disorder: assessment and management
Clinical guideline [CG185] Published date: September 2014 Last updated: November 2017

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Depressione e attività cardiaca: dall’ECG un aiuto per lo screening.

Posted by giorgiobertin su settembre 13, 2017

La ricerca del team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova (Claudio Gentili, Daniela Palomba e Simone Messerotti Benvenuti), in collaborazione con i bioingegneri del Centro di ricerca interdipartimentale “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa, suggerisce un nuovo modo di guardare al rapporto tra indici elettrofisiologici e umore.

Psychiatric-research-cover

Nel corso di una depressione sono riscontrabili delle alterazioni elettrofisiologiche misurabili con l’elettrocardiogramma che, se “rilette” attraverso una tecnica di analisi particolare, portano a individuare soggetti con alta probabilità di depressione.
Con l’aiuto di un software di machine learning, adattato alla nostra analisi dai colleghi dell’università di Pisa, abbiamo potuto stimare il grado di depressione in pazienti con patologia cardiovascolare attraverso una lettura attenta del loro elettrocardiogramma (ECG)” afferma Claudio Gentili docente di Psicologia clinica.

La relazione tra attività cardiaca e umore è molto stretta e dimostrata da numerosi lavori scientifici: i pazienti depressi hanno un rischio maggiore di sviluppare una patologia cardiovascolare e, viceversa, dopo un infarto il rischio di un episodio depressivo può aumentare – afferma la prof. Daniela Palomba. “Il nostro lavoro dimostra come l’approccio utilizzato permette da un lato analisi tarate sul singolo individuo, ma anche la possibilità di effettuare uno screening affidabile a livello del singolo paziente”.

Leggi abstract dell’articolo:
Assessing mood symptoms through heartbeat dynamics: An HRV study on cardiosurgical patients
Gentili, Claudio et al.
Journal of Psychiatric Research, article in press, Published online: August 26, 2017, http://dx.doi.org/10.1016/j.jpsychires.2017.08.018

Fonte: Dipartimento di Psicologia generale – Università di Padova

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Linee guida sulla diagnosi e terapia del disturbo bipolare.

Posted by giorgiobertin su luglio 25, 2016

Sono state aggiornate dal British Association for Psychopharmacology le linee guida sulla diagnosi e terapia del disturbo bipolare. Come si rileva nel documento risulta molto importante la diagnosi della patologia, che deve essere accurata per distinguere tra ipomania, mania e depressione. Si devono analizzare i sintomi specifici utilizzando una check list come il DSM-5 o uno strumento di screening completo per il paziente.

BAP-logo

Questa linea guida deve essere presa in considerazione assieme a quella pubblicata da NICE nel 2014 “Bipolar disorder: assessment and management” (NICE2014) (https://www.nice.org.uk/guidance/cg185 ).

Scarica e leggi il documento in full text:
Evidence-based guidelines for treating bipolar disorder: revised third edition Recommendations from the British Association for Psychopharmacology
G.M. Goodwin, P. M. Haddad, I.N. Ferrier, J.K. Aronson,…. + al.
J Psychopharmacol. 2016 Jun; 30(6): 495–553. doi: 10.1177/0269881116636545

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Il sistema immunitario controlla le interazioni sociali.

Posted by giorgiobertin su luglio 22, 2016

Si tratta di una scoperta sorprendente che solleva questioni fondamentali sul comportamento umano, i ricercatori della University of Virginia School of Medicine (UVA) hanno dimostrato che il sistema immunitario influisce direttamente – e anche controlla – il comportamento sociale degli esseri viventi, come ad esempio il loro desiderio di interagire con gli altri.

La scoperta, pubblicata sulla rivista “Nature“, potrebbe avere implicazioni significative per le malattie neurologiche (cervello e nervi) come l’autismo (disturbo dello sviluppo), i disturbi comportamentali e la schizofrenia.


Shocking New Role Found for the Immune System: Controlling Social Interactions

Il cervello e il sistema immunitario adattativo sono stati trattati come isolati gli uni dagli altri, e ogni altra attività immunitaria nel cervello è stata percepita come il segno di una patologia. E ora, non solo stiamo dimostrando che sono strettamente correlati, ma alcuni dei nostri tratti comportamentali potrebbe essersi evoluti a causa della nostra risposta immunitaria agli agenti patogeni“, spiega il prof. Jonathan Kipnis. “…parte della nostra personalità può effettivamente essere dettata dal sistema immunitario“. (video)

I ricercatori UVA hanno dimostrato che una molecola specifica del sistema immunitario, l’interferone gamma, sembra essere un elemento critico per il comportamento sociale e che una varietà di esseri viventi, quali mosche, zebrafish, topi e ratti, attivano risposte al gamma interferone quando sono nelle attività sociali. Normalmente, questa molecola è prodotta dal sistema immunitario in risposta a batteri, virus o parassiti. Bloccando la molecola nei topi utilizzando delle modificazione genetica fatta in regioni del cervello iperattivo, si sono ottenuti dei ratti molto meno sociali. Ripristinando la molecola si ripristinata anche la connettività e il comportamento del cervello alla normalità.

Leggi abstract dell’articolo:
Unexpected role of interferon-γ in regulating neuronal connectivity and social behaviour
Anthony J. Filiano,Yang Xu,Nicholas J. Tustison,Rachel L. Marsh,Wendy Baker,Igor Smirnov,Christopher C. Overall,Sachin P. Gadani,Stephen D. Turner, Zhiping Weng, Sayeda Najamussahar Peerzade,Hao Chen,Kevin S. Lee,Michael M. Scott,Mark P. Beenhakker,Vladimir Litvak & Jonathan Kipnis
Nature 535, 425–429 (21 July 2016) doi:10.1038/nature18626

Fonte: University of Virginia School of Medicine (UVA)

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La felicità è scritta nei geni.

Posted by giorgiobertin su aprile 30, 2016

Secondo uno studio internazionale su larga scala condotto all’Università di Vrije ad Amsterdam su 298.000 persone, apparso su “Nature Genetics“, potrebbe esistere anche una chiave della felicità scritta direttamente nel Dna delle persone. Esisterebbero infatti varianti specifiche che aiutano a mantenere il benessere psicologico anche di fronte ad eventuali avversità, e i portatori di questa particolare variante genetica sarebbero più pronti a superare le difficoltà della vita.
I ricercatori hanno trovato che le varianti genetiche per la felicità sono espresse principalmente nel sistema nervoso centrale, le ghiandole surrenali e il sistema del pancreas.

Nature_genetics

Leggi abstract dell’articolo:
Genetic variants associated with subjective well-being, depressive symptoms, and neuroticism identified through genome-wide analyses
Aysu Okbay, Bart M L Baselmans, Jan-Emmanuel De Neve, Patrick Turley, Michel G Nivard, Mark Alan Fontana….et al.
Nature Genetics Published online 18 April 2016 doi:10.1038/ng.3552

Fonte: Università di Vrije ad Amsterdam

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Scoperto nel cervello umano il ‘Centro della Memoria’.

Posted by giorgiobertin su agosto 18, 2015

Per la prima volta in assoluto, i ricercatori della Ohio State University hanno scoperto dove il cervello umano memorizza il tempo e il luogo dei ricordi. Si tratta dell’ippocampo anteriore sinistro e sembra essere il ‘quadro generale’ del tempo e luogo della memoria.

FindingMemory

Quello che abbiamo scoperto non è l’intera memoria, ma la sostanza di base – dove e quando si memorizza l’esperienza“, spiega il prof. Per Sederberg coordinatore della ricerca. “Questo potrebbe essere visto come il centro della memoria, dove abbiamo le rappresentazioni generali su larga scala delle nostre esperienze.”
Quello che abbiamo trovato può essere solo il meccanismo di targeting che ci dà il senso generale della memoria. Vi è poi un processo che si muove attraverso il resto dell’ippocampo e si estende attraverso la corteccia che permette di rivivere la totalità della memoria“.

I ricercatori, che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences“, affermano che i loro risultati possono aiutare a capire meglio i meccanismi alla base della perdita di memoria tra le persone con malattia di Alzheimer, notando che l’ippocampo è una delle prime aree del cervello a essere danneggiata dalla malattia.

Leggi abstract dell’articolo:
Human hippocampus represents space and time during retrieval of real-world memories
Dylan M. Nielson, Troy A. Smith, Vishnu Sreekumar, Simon Dennis, and Per B. Sederberg
PNAS 2015 ; published ahead of print August 17, 2015, doi:10.1073/pnas.1507104112

Fonte ed approfondimenti:  Ohio State University

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SantePsy: Banca bibliografica di psichiatria e Salute mentale.

Posted by giorgiobertin su gennaio 11, 2015

SantéPsy è una base dati bibliografica in lingua francese specializzata in psichiatria e salute mentale (informazioni a partire dal 1970). Contiene informazioni tratte da riviste, tesi, testi ufficiali, relazioni e pubblicazioni di discipline quali: psichiatria, psicologia, psicanalisi, cure infermieristiche, gestione amministrativa ed ospedaliera, diritto alla salute, dipendenza da droghe. E’ possibile trovare informazioni essenziali tratte da testi ufficiali di psichiatria e salute mentale, abrogati o in vigore.

Base SantéPsy

Accedi alla banca dati: SantéPsy

 

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NICE: linee guida su psicosi e schizofrenia negli adulti.

Posted by giorgiobertin su febbraio 13, 2014

Sono state aggiornate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence)  le linee guida sulla gestione e trattamento delle psicosi e della schizofrenia negli adulti. Il precedente documento era stato pubblicato a marzo 2009.

Psychosis

Il documento è orientato a psichiatri, psicologi, medici e altri professionisti delle cure primarie, infermieri specializzati e operatori sociali.

Scarica e leggi il documento in full text:
Psychosis and schizophrenia in adults: full guideline  12 February 2014 (7.53 Mb)
Psychosis and schizophrenia in adults: full guideline appendices  12 February 2014
(26.46 Mb)

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Hospice in Italia.

Posted by giorgiobertin su gennaio 23, 2014

La Federazione Cure Paliative ONLUS ha attivato all’interno del proprio portale una mappa completa degli Hospice italiani.

cartinaitalia

Sono 230 strutture per 2500 posti letto e forniscono cure palliative e assistenza psicologica, garantendo un’adeguata qualità divita nelle fasi delle malattie inguaribili.

Il database permette di orientarsi rapidamente tra le strutture presenti sul territorio e di comprendere a quali esigenze gli hospice possono dare risposta” – afferma Luca Moroni, Presidente della Federazione Cure Palliative.

Accedi alla mappa:
Federazione Cure Paliative ONLUS

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BioMedCentral: due nuove riviste open access.

Posted by giorgiobertin su settembre 2, 2012

Due nuove riviste sono state inserite all’interno della piattaforma open access BioMed Central.

La prima rivista Longevity & Healthspan raccoglie articoli sulla ricerca e su tutti gli aspetti della biologia dell’invecchiamento, nel contesto di un invecchiamento sano e le malattie legate all’età.

La seconda rivista BMC Psychology  raccoglie articoli su tutti gli aspetti della psicologia del comportamento umano e della mente, tra cui sviluppo, clinica, cognitiva, psicologia sperimentale, sociale, evolutivo ed educativo. La rivista raccoglie anche i metodi di ricerca quantitativi e qualitativi, tra cui studi sugli animali.

Accedi alle riviste:
Longevity & Healthspan
BMC Psychology

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Linee guida sulla depressione in gravidanza.

Posted by giorgiobertin su dicembre 5, 2011

L’ Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDa) ha stilato, insieme con gli specialisti di sei Centri di riferimento nazionali, le prime Linee guida italiane per la gestione della depressione in gravidanza e nel post parto.

“In altri Paesi esistono già strumenti simili – spiega uno degli autori del documento (concluso dopo 8 anni di lavori), Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’ Azienda ospedaliera Fatebenefratelli di Milano -. Le Linee guida sono rivolte a ginecologi, neonatologi, pediatri e medici di famiglia per aiutarli a identificare i fattori di rischio e i sintomi più importanti della depressione perinatale (ad esempio, il pensiero ossessivo di fare del male al bimbo) per offrire alle mamme un primo aiuto”.

Le Linee guida indicano la necessità di raccogliere non solo la storia clinica della donna, ma anche informazioni sulle eventuali patologie psichiatriche precedenti e soprattutto sul contesto familiare (ad esempio, l’ esistenza di una conflittualità con il partner), perché queste possono incidere molto sull’ evoluzione dei disturbi dell’ umore. L’ obiettivo è arrivare a una conoscenza diffusa del problema, sgombrando il campo da valutazioni soggettive e interpretazioni vaghe.

Scarica e leggi le linee guida in formato pdf:
Depressione in gravidanza e nel post-partum

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Ansia: un difetto di comunicazione nel cervello.

Posted by giorgiobertin su agosto 5, 2011

I ricercatori dell’Irccs Medea di San Vito al Tagliamento, in collaborazione con l’Università di Udine e l’Università di Verona , hanno studiato per la prima volta con risonanza magnetica diffusiva la connettività cerebrale in pazienti con disturbo d’ansia generalizzato, riscontrando anomalie nella connettività nell’emisfero destro.

La ricerca, pubblicata su Psychological Medicine, ha evidenziato un difetto di comunicazione tra le regioni del cervello coinvolte nell’elaborazione di stimoli sociali ed emotivi. Secondo i ricercatori questa alterazione potrebbe avere un impatto sul controllo di tali stimoli (rinforzo di pensieri negativi, quali ruminazioni, preoccupazioni e tendenza alla catastrofizzazione) e rappresentare quindi un marker strutturale della malattia

Leggi abstract:
 White-matter abnormalities in the right posterior hemisphere in generalized anxiety disorder: a diffusion imaging study
P. Brambilla , G. Como, M. Isola, F. Taboga, R. Zuliani, S. Goljevscek, M. Ragogna, G. Brondani, M. Baiano, L. Perini, A. Ferro, M. Bazzocchi, C. Zuiani e M. Balestrieri
Psychological Medicine Published online: 25 July 2011

Fonte: Galileo

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La causa del deficit di attenzione/iperattività è genetica.

Posted by giorgiobertin su ottobre 3, 2010

In uno studio pubblicato online sulla rivista “The Lancet“, i ricercatori hanno fornito, per la prima volta, la prova diretta che il disturbo di attenzione/iperattività (ADHD) è una malattia genetica.

I ricercatori del Centre in Neuropsychiatric Genetics and Genomics, Department of Psychological Medicine and Neurology, Cardiff University, Cardiff, hanno analizzato il Dna di 366 bambini affetti dalla patologia, confrontandolo con quello di 1.047 persone sane.
Il 15 per cento dei bambini malati ha mostrato ampie variazioni nei geni, riscontrate solo nel 7 per cento del gruppo di controllo.

“Abbiamo trovato che, confrontati con il gruppo di controllo, i bambini affetti dall’ADHD hanno un tasso molto piu’ alto di frammenti del genoma duplicati o mancanti” – ha spiegato Anita Thapar uno degli autori dello studio. “Noi speriamo che questa scoperta aiuti a superare la situazione di stigma. Troppo spesso le persone liquidano l’ADHD puntando il dito contro i genitori o una cattiva alimentazione. Ora possiamo dire che l’ADHD è una malattia genetica e che il cervello dei bambini che soffrono di questo disturbo si sviluppa in maniera diversa”.

Leggi abstract:
Rare chromosomal deletions and duplications in attention-deficit hyperactivity disorder: a genome-wide analysis
Prof Michael J Owen MD,Prof Michael O’Donovan MD,Prof Anita Thapar, et al.
The Lancet – 30 September 2010

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Regione Emilia: linee guida sul dolore in area medica.

Posted by giorgiobertin su settembre 26, 2010

Il dolore in area medica rappresenta uno dei principali problemi sanitari a livello mondiale, sia per l’invecchiamento della popolazione, sia per l’aumento delle patologie cronico-degenerative (osteoarticolari, neurologiche e vascolari) e dei tumori.

Il documento della Regione Emilia Romagna ha lo scopo di promuovere un approccio clinico integrato e lo sviluppo di relazioni tra équipe assistenziali, malato e contesto familiare, in ogni fase del processo diagnostico, terapeutico e assistenziale.
I 10 capitoli affrontano il tema del dolore in area medica, considerando gli specifici aspetti riguardanti:
dati epidemiologici; fisiopatologia e strategie di inquadramento; valutazione e scale di misurazione; gestione del paziente con dolore; principi generali del trattamento; ruolo del medico di medicina generale; quando chiedere aiuto allo specialista; tecniche invasive; strategie non farmacologiche, con una particolare attenzione al dolore in fine vita; comunicazione e formazione.

Scarica il documento in formato pdf:
Linee di indirizzo per trattare il dolore in area medica (pdf. 701Kb – pag.82).

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Nuova strategia per migliorare la conoscenza.

Posted by giorgiobertin su giugno 30, 2010

Per la prima volta, gli scienziati hanno collegato un composto del cervello chiamato acido chinurenico alla cognizione, aprendo le porte a nuovi modi per migliorare la funzione di memoria e curare le malattie cerebrali catastrofiche. Secondo questo nuovo studio presso la University of Maryland School of Medicine si è dimostrato che diminuendo i livelli di acido chinurenico nel cervello di topi, il loro sistema cognitivo migliora sensibilmente. Lo studio, è stato pubblicato nel numero di luglio della rivista Neuropsychopharmacology.

“Crediamo che interventi mirati specificamente a ridurre il livello di acido chinurenico nel cervello sono una strategia promettente per il miglioramento cognitivo sia in pazienti sani e in quelli affetti da una varietà di malattie cerebrali che vanno dalla schizofrenia al morbo di Alzheimer,” dice il Dott. Schwarcz autore dello studio. “L’ acido chinurenico è noto da oltre 150 anni, ma solo ora ci si riconosce come protagonista in una delle funzioni fondamentali del cervello”.

Leggi abstract:
Reduction of Endogenous Kynurenic Acid Formation Enhances Extracellular Glutamate, Hippocampal Plasticity, and Cognitive Behavior
Michelle C Potter, Greg I Elmer, Richard Bergeron, Edson X Albuquerque, Paolo Guidetti, Hui-Qiu Wu, Robert Schwarcz
Neuropsychopharmacology 35, 1734-1742

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Trattamento non farmacologico della depressione.

Posted by giorgiobertin su gennaio 28, 2010

La network SIGN (Scottish Intercollegiate Guidelines Network ) ha pubblicato una linea guida per coloro affetti da depressione, che scelgono un approccio non farmacologico, o per i quali il farmaco non è efficace.
Il documento sarà di particolare interesse per coloro che sviluppano servizi di salute mentale, operatori sanitari nella cura primaria e secondaria (ad esempio, medici, infermieri di comunità psichiatrica, psicologi clinici e psichiatri).

Questa linea guida fornisce una valutazione, e rappresenta la base per le prove dell’efficacia delle terapie non farmaceutiche, che comprende le terapie psicologiche, l’esercizio fisico strutturato e interventi stile di vita, e una vasta gamma di trattamenti alternativi e complementari.

Scarica e leggi la linea guida in formato pdf:
Non-pharmaceutical management of depression
Guideline No. 114, ISBN 978 1 905813 55 1 January 2010

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Deficit apprendimento: responsabili nove geni.

Posted by giorgiobertin su aprile 21, 2009

Una collaborazione di più di 70 ricercatori di tutto il mondo ha scoperto nove nuovi geni sul cromosoma X che, quando silenziati, sono responsabili di un deficit di apprendimento.

nature_genetics1

La prevalenza delle difficolta’ di apprendimento ammonta a circa il 2 per cento della popolazione generale e  tali disturbi sono piu’ diffusi nei soggetti maschi che nelle femmine. Nello studio, sono stati sequenziati circa 720 dei circa 800 geni che compongono il cromosoma X, a partire da campioni ricavati da individui appartenenti a 208 famiglie a cui sono stati diagnosticati problemi di apprendimento.

Leggi abstract:

A systematic, large-scale resequencing screen of X-chromosome coding exons in mental retardation
Michael R Stratton, et al
Nature Genetics Published online: 19 April 2009

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ISS: i conservanti nei vaccini non provocano danni neuropsicologici.

Posted by giorgiobertin su gennaio 26, 2009

Nessuna prova di danni allo sviluppo dall’uso di vaccini con conservanti al mercurio (tiomersale), secondo l’Istituto Superiore di Sanita’. E’ quanto emerge dalla ricerca pubblicata dalla rivista “Pediatrics“.

Il tiomersale è un derivato del mercurio usato costantemente fino al 2000 come conservante in alcuni vaccini somministrati durante l’infanzia. Serve ad impedire contaminazioni batteriche delle preparazioni da iniettare, soprattutto quando i vaccini sono preparati in fiale multidose.

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Lo studio dei ricercatori dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma (dr. Alberto Eugenio Tozzi) e dell’Università di Padova (dr.ssa Patrizia Bisiacchi) condotto  su 1.403 bambini è particolarmente importante perché per la prima volta viene preso in considerazione in modo rigoroso lo sviluppo neuropsicologico dopo 10 anni dalla vaccinazione. Dai risultati non esiste nessun legame tra danni neuropsicologici e la vaccinazione.

Leggi abstract:
Neuropsychological Performance 10 Years After Immunization in Infancy With Thimerosal-Containing Vaccines
Alberto Eugenio Tozzi, Patrizia Bisiacchi, Vincenza Tarantino, Barbara De Mei, Lidia D’Elia, Flavia Chiarotti, and Stefania Salmaso
Pediatrics 2009; 123: 475-482. Published online January 26, 2009

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Raccomandazione civica sul dolore cronico non oncologico.

Posted by giorgiobertin su ottobre 4, 2008

E’ stata presentata alle Istituzioni il 1 ottobre 2008 presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini -Camera dei Deputati – Roma  da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato e realizzata in collaborazione con FEDERDOLORE, FIMMG, SIAARTI e SIMG e con il sostegno di Medtronic la “Prima Raccomandazione civica sul dolore cronico non oncologico”.

 

La finalità della Raccomandazione civica è quella di dare un contributo concreto per l’identificazione di politiche di tutela volte al superamento delle principali criticità evidenziate nel trattamento del Dolore Cronico Non Oncologico.

Scarica la raccomandazione:
Raccomandazione civica (160 Kb)

Approfondimento: Pain in Europe 2005, http://www.paineurope.com/

Fonte: Cittadinanza attiva

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Fattori genetici alla base della Bisessualità.

Posted by giorgiobertin su agosto 20, 2008

Un gruppo di ricerca guidato da Andrea Camperio Ciani professore di psicobiologia ed etologia dell’Università di Padova ha ipotizzato che la bisessusalità, come per l’omosessualità, potrebbe avere una base genetica.

La ricerca, condotta su un campione di 239 uomini, si basa sull’osservazione, del fatto che le mamme e le nonne di persone con orientamento bisessuale tendono ad avere più figli della media e che l’orientamento sessuale non dipende da un singolo gene, quanto piuttosto da una particolare combinazione genetica presente nel cromosoma X di questi individui.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Sexual Medicine.

Leggi abstract:
Genetic Factors Increase Fecundity in Female Maternal Relatives of Bisexual Men as in Homosexuals

Journal of Sexual Medicine,  Date: August 2008

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Padova: Un gene decide l’omosessualità

Posted by giorgiobertin su giugno 17, 2008

Essere omosessuali non è una scelta ma una predisposizione genetica. A stabilirlo con certezza è un modello matematico elaborato all’Università degli Studi di Padova e pubblicato sulla rivista Plos_ONE del 17 giugno.

Il gruppo di ricerca costituito dai professori:Andrea Camperio Ciani (dipartimento di Psicologia generale), Giovanni Zanzotto (dipartimento di Metodi e Modelli matematici), Paolo Cermelli (dipartimento di Matematica – Università di Torino) ha elaborato un modello matematico che chiarisce l’origine evoluzionistica e il mantenimento dell’omosessualità nelle popolazioni umane.
“Il nostro studio – spiega Andrea Camperio Ciani, docente di etologia e psicologia evoluzionistica – sembra spiegare che gli omosessuali fanno parte di un disegno evoluzionistico assolutamente naturale, che punta ad aumentare la fecondita’”.

Sexually Antagonistic Selection in Human Male Homosexuality.
Camperio Ciani A, Cermelli P, Zanzotto G
PLoS ONE 3(6): e2282. full text

Fonte: MedicalNewsToday

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