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Posts Tagged ‘ematologia’

Diagnosi e gestione dell’eritrocitosi.

Posted by giorgiobertin su agosto 14, 2020

Sulla rivista CMAJ è stata pubblicata una review sulla diagnosi e gestione dell’eritrocitosi. L’eritrocitosi (o eritrocitemia) consiste nell’aumento del numero di globuli rossi (detti anche eritrociti) nel sangue.

CMAJ.32.2020

Spesso, il termine eritrocitosi viene usato come sinonimo di policitemia; tuttavia, quest’ultima condizione può riferirsi anche a un aumento dei leucociti o delle piastrine (oltre che dei globuli rossi). Eritrocitosi è quindi un termine più specifico.

L’eritrocitemia si riscontra in diverse condizioni. Nei fumatori, si verifica un’eritrocitosi reversibile. Questa dipende soprattutto dall’ipossia tissutale dovuta all’aumento ematico della concentrazione di carbossiemoglobina. L’eritrocitosi può essere secondaria a policitemia vera e a diversi tumori, tra cui emangiomi cerebellari, tumori renali secernenti eritropoietina, epatomi e leiomiomi uterini.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Investigation and management of erythrocytosis
Siraj Mithoowani, Marissa Laureano, Mark A. Crowther, Christopher M. Hillis
CMAJ Aug 2020, 192 (32) E913-E918; DOI: 10.1503/cmaj.191587

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Nuovi modi per rilevare i coaguli di sangue.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2020

I ricercatori del Department of Biomedical Engineering at Texas A&M University A&M stanno lavorando a un modo completamente nuovo di rilevare i coaguli di sangue, specialmente nei pazienti pediatrici.

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The red lines in this photo are the microfluidic device Dr. Abhishek Jain and his team have developed to help detect blood clots. | Image: Texas A&M Engineering

Gli attuali test di coagulazione del sangue a base chimica sono costosi, richiedono molto tempo, possono essere inaffidabili e richiedere un tecnico qualificato. Il nuovo sistema microfluidico realizzato dal team del Prof. Jain non richiede sostanze chimiche costose, è rapido, con risultati entro 10-15 minuti, utilizza un volume ridotto di campione di sangue ed è facile da usare.

Il nuovo sistema può essere utilizzato nel rilevamento di disturbi della coagulazione e utilizzato nella medicina di precisione in cui si desidera monitorare le terapie pro-trombotiche o anti-trombotiche e ottimizzare l’approccio terapeutico“, ha detto Abhishek Jain.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista di Nature “Scientific Reports“.

Scarica e leggi il documento in full text:
Tortuosity-powered microfluidic device for assessment of thrombosis and antithrombotic therapy in whole blood
Luna, D.J., R. Pandian, N.K., Mathur, T. et al.
Scientific Reports | (2020) 10:5742 https://doi.org/10.1038/s41598-020-62768-4

Fonte: Department of Biomedical Engineering at Texas A&M University A&M

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Tromboembolismo venoso in pazienti con Covid-19.

Posted by giorgiobertin su maggio 8, 2020

Le autopsie trovano un’alta incidenza di tromboembolia venosa nei pazienti con Covid-19. Ad affermarlo uno studio prospettico di coorte pubblicato sulla rivista “Annals of Internal Medicine“.

coronavirus

Lo studio è stato condotto su 12 pazienti deceduti a seguito di complicanze dovute a COVID-19 l’età mediana dei pazienti era di 73 anni. L’autopsia ha rivelato una trombosi venosa profonda in 7 su 12 pazienti (58%) in cui la tromboembolia venosa non era sospettata prima della morte; L’embolia polmonare è stata la causa diretta della morte in 4 pazienti.

Conclusione:
L’elevata incidenza di eventi tromboembolici suggerisce un ruolo importante della coagulopatia indotta da COVID-19. Sono necessari ulteriori studi per studiare il meccanismo molecolare e l’incidenza clinica complessiva della morte correlata a COVID-19, nonché possibili interventi terapeutici per ridurlo.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Autopsy Findings and Venous Thromboembolism in Patients With COVID-19: A Prospective Cohort Study.
Wichmann D, Sperhake J, Lütgehetmann M, et al.
Ann Intern Med. 2020; [Epub ahead of print 6 May 2020]. doi: https://doi.org/10.7326/M20-2003

Related Study:
Pathological evidence of pulmonary thrombotic phenomena in severe COVID-19 – Journal of Thrombosis and Haemostasis

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COVID-19 e le sue implicazioni per la trombosi e l’anticoagulazione.

Posted by giorgiobertin su aprile 30, 2020

Sulla rivista “Blood i ricercatori della Harvard Medical School, Stati Uniti, hanno pubblicato uno studio su COVID-19 e sue implicazioni per trombosi e anticoagulanti.

blood

La coagulopatia iniziale di COVID-19 presenta un notevole aumento del D-dimero e dei prodotti di degradazione della fibrina/fibrinogeno, mentre anomalie nel tempo di protrombina, tempo parziale di tromboplastina, e la conta piastrinica è relativamente rara nelle presentazioni iniziali. È suggerito lo screening del test di coagulazione, inclusa la misurazione dei livelli di D-dimero e fibrinogeno.

Leggi il full text dell’articolo:
COVID-19 and its implications for thrombosis and anticoagulation.
Jean Marie Connors, Jerrold H Levy;
Blood 2020006000. doi: https://doi.org/10.1182/blood.2020006000

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COVID-19: studio per trovare anticorpi su volontari sani.

Posted by giorgiobertin su aprile 15, 2020

Un nuovo studio ha iniziato a reclutare pazienti presso il National Institutes of Health di Bethesda, nel Maryland, per determinare quanti adulti negli Stati Uniti senza una storia confermata di infezione da SARS-CoV-2, il virus che causa la coronavirus nel 2019 (COVID-19 ), hanno anticorpi contro il virus.
La presenza di anticorpi nel sangue indica un’infezione precedente. In questo “serosurvey“, studio di sieroprevalenza, i ricercatori raccoglieranno e analizzeranno campioni di sangue di ben 10.000 volontari per fornire dati critici per i modelli epidemiologici. I risultati aiuteranno a chiarire fino a che punto il coronavirus si è diffuso inosservato negli Stati Uniti e forniranno spunti su quali comunità e popolazioni sono maggiormente colpite.

COVID-19 NIH
Microfotografia elettronica a scansione colorata di una cellula apoptotica (blu) infettata da particelle virali SARS-COV-2 (giallo), isolata da un campione di un paziente. Immagine catturata presso il NIAID Integrated Research Facility (IRF) a Fort Detrick, nel Maryland. NIAID

Il test anticorpale è come guardare indietro nella storia del sistema immunitario con uno specchietto retrovisore“, ha affermato Matthew J. Memoli, ricercatore principale dello studio. “Analizzando il sangue di un individuo, possiamo determinare se quella persona ha già incontrato Sars-CoV-2“.

Lo studio sarà condotto da ricercatori del Niaid e dell’Istituto nazionale di imaging biomedico e bioingegneria (Nibib).

Lo studio: ClinicalTrials.gov: NCT04334954

Fonti: National Institutes of Health di Bethesda  –  NIAID.NIH.gov

Riportiamo anche l’elenco dei Clinical Trials (524 studi) attualmente in corso su COVID-19

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COVID-19: aggiornamento per oncologi ed ematologi.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2020

Pubblichiamo un aggiornamento per medici oncologi ed ematologi su COVID-19 relativamente a linee guida ed ultimi articoli pubblicati su riviste mediche internazionali.

struttura-coronavirus

Linee guida:

Ultimi articoli:

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L’epidemia di coronavirus COVID-19 ha un’origine naturale.

Posted by giorgiobertin su marzo 20, 2020

Un’analisi dei dati della sequenza del genoma pubblico da SARS-CoV-2 e virus correlati non ha trovato prove del fatto che il virus sia stato prodotto in laboratorio o altrimenti progettato.

La nascita del coronavirus SARS-CoV-2 che è emerso nella città di Wuhan, in Cina,e che ha causato un’epidemia su larga scala COVID-19 diffondendosi in moltissimi altri paesi è il prodotto dell’evoluzione naturale, secondo i risultati pubblicati sulla rivista “Nature Medicine“.

coronavirus1

Confrontando i dati disponibili sulla sequenza del genoma per ceppi di coronavirus noti, possiamo stabilire con certezza che la SARS-CoV-2 ha avuto origine attraverso processi naturali“, ha affermato Kristian Andersen, PhD, professore associato di immunologia e microbiologia presso Scripps Research.

Ricordiamo che i coronavirus sono una grande famiglia di virus che possono causare malattie che variano ampiamente in gravità. La prima malattia nota nota causata da un coronavirus è emersa con l’epidemia di sindrome respiratoria acuta grave (SARS) del 2003 in Cina. Un secondo focolaio di malattia grave è iniziato nel 2012 in Arabia Saudita con la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS).

Gli scienziati hanno analizzato il modello genetico per le proteine ​​dei picchi, le armature all’esterno del virus che utilizza per afferrare e penetrare le pareti esterne delle cellule umane e animali. Più specificamente, si sono concentrati su due importanti caratteristiche della proteina spike: il dominio legante il recettore (RBD), una specie di uncino che si aggrappa alle cellule ospiti e il sito di scissione, un apriscatole molecolare che consente al virus di aprirsi e inserisci le celle host.

Gli scienziati hanno scoperto che la porzione di RBD delle proteine ​​del picco SARS-CoV-2 si era evoluta per colpire efficacemente una caratteristica molecolare all’esterno delle cellule umane chiamata ACE2, un recettore coinvolto nella regolazione della pressione sanguigna. La proteina del picco SARS-CoV-2 era così efficace nel legare le cellule umane, infatti, che gli scienziati hanno concluso che era il risultato della selezione naturale e non il prodotto dell’ingegneria genetica.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
The proximal origin of SARS-CoV-2.
Kristian G. Andersen, Andrew Rambaut, W. Ian Lipkin, Edward C. Holmes, Robert F. Garry.
Nature Medicine, 2020; DOI: 10.1038/s41591-020-0820-9

Fonte: Scripps Research

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Globuli rossi trasformati per la somministrazione di farmaci.

Posted by giorgiobertin su gennaio 20, 2020

Un team di fisici della McMaster University – Canada ha sviluppato un processo per modificare i globuli rossi in modo che possano essere utilizzati per distribuire farmaci in tutto il corpo; questo con lo scopo di colpire specificamente le infezioni o curare malattie catastrofiche come il cancro o l’Alzheimer.

Speedy Delivery from McMaster University (OFFICIAL) on Vimeo.

Chemists design red blood cells that can transport drugs to specific targets.

I globuli rossi modificati sono progettati per circolare nel corpo per diverse settimane, alla ricerca di obiettivi specifici tra cui batteri, tumori o organi.
La tecnologia, descritta sulla rivista “Advanced Biosystems, risolve un grave problema con gli attuali metodi di somministrazione di farmaci che usano molecole sintetiche e non possono raggiungere obiettivi specifici o essere respinti dall’organismo.

Chiamiamo questi globuli rossi superumani. Pensiamo che potrebbero funzionare come perfetti portatori di farmaci invisibili che possono superare in astuzia il nostro sistema immunitario“, spiega il prof. Maikel Rheinstädter della McMaster University. “L’intero processo è molto efficiente e può essere completato in un giorno in laboratorio”.

I ricercatori hanno sviluppato un metodo per aprire i globuli rossi, modificarne la parete cellulare esterna e sostituirne il contenuto con una molecola di farmaco, che verrebbe poi iniettata di nuovo nel corpo.

Leggi il full text dell’articolo:
Hybrid Erythrocyte Liposomes: Functionalized Red Blood Cell Membranes for Molecule Encapsulation
Sebastian Himbert Matthew J. Blacker Alexander Kihm Quinn Pauli Adree Khondker Kevin Yang Sheilan Sinjari Mitchell Johnson Janos Juhasz Christian Wagner Harald D. H. Stöver Maikel C. Rheinstädter
Adv. Biosys. 2020, 1900185 First published: 07 January 2020 https://doi.org/10.1002/adbi.201900185

Fonte: McMaster University – Canada

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Le proteine ​​della coagulazione del sangue, promuovono la progressione del cancro.

Posted by giorgiobertin su gennaio 18, 2020

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Ohio State University Complete Cancer Center – Arthur G. James Cancer Hospital e Richard J. Solove Research Institute (OSUCCC – James) rivela come una proteina coagulante e piastrine nel sangue possono promuovere la progressione del cancro e sopprimere le risposte immunitarie contro il cancro.

I risultati pubblicati su “Science Translational Medicine“, mostrano come la trombina, una proteina della coagulazione nel sangue, provoca il rilascio di piastrine trasformando il fattore di crescita beta-1 (TGF-b1), noto per promuovere la progressione della malattia nel carcinoma mammario, prostatico, del colon-retto e di altro tipo e per sopprimere risposte del sistema immunitario al cancro.
Inoltre, TGF-b1 è una delle principali cause dell’insuccesso delle terapie immunitarie come gli inibitori della PD1 nei pazienti oncologici.


Ohio State Study Reveals Drivers of Immune Evasion, Cancer Progression

In questo studio, descriviamo una connessione diretta tra trombina e TGF-b1, una citochina che promuove la progressione del tumore e sopprime la capacità delle cellule immunitarie di attaccare il tumore“, afferma il prof. Zihai Li. “Dimostriamo anche che interferire sistematicamente con questo meccanismo impedisce il rilascio di TGF-1b e porta a cambiamenti nel microambiente tumorale che sono favorevoli alle risposte immunitarie antitumorali(video).

Il cancro è simile a una ferita non guarita che attiva costantemente la via della coagulazione e genera alte concentrazioni di trombina dentro e intorno a un tumore.
Ciò, a sua volta, provoca l’attivazione e il rilascio piastrinici cronici di TGF-1b.
TGF svolge ruoli importanti nello sviluppo del cancro“, afferma Li. “In particolare, TGF-b1 altera il microambiente tumorale in modi da proteggere le cellule tumorali dagli attacchi delle cellule immunitarie.”

Dai risultati il blocco della trombina mediante l’inibitore dabigatran etexilato ha notevolmente modificato il microambiente tumorale e aumentato il numero e l’attività delle cellule T infiltranti il ​​tumore, delle cellule killer naturali e dei neutrofili.

Leggi il full text dell’articolo:
Thrombin contributes to cancer immune evasion via proteolysis of platelet-bound GARP to activate LTGF-β
BY ALESSANDRA METELLI, BILL X. WU, BRIAN RIESENBERG, SILVIA GUGLIETTA, JOHN D. HUCK, CATHERINE MILLS, ANQI LI, SALEH RACHIDI, CARSTEN KRIEG, MARK P. RUBINSTEIN, DANIEL T. GEWIRTH, SHAOLI SUN, MICHAEL B. LILLY, AMY H. WAHLQUIST, DAVID P. CARBONE, YIPING YANG, BEI LIU, ZIHAI LI
Science Translational Medicine 08 Jan 2020: Vol. 12, Issue 525, eaay4860 DOI: 10.1126/scitranslmed.aay4860

Fonte: Ohio State University Complete Cancer Center

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ASH: linee guida sulla trombocitopenia immune.

Posted by giorgiobertin su dicembre 7, 2019

Queste linee guida basate sull’evidenza dell’American Society of Hematology (ASH) hanno lo scopo di supportare pazienti, clinici e altri operatori sanitari nelle loro decisioni sulla gestione della Trombocitopenia Immune (ITP), rara forma di malattia autoimmune della coagulazione. E’ caratterizzata da una carenza di piastrine nel sangue (piastrinopenia o trombocitopenia) in assenza di altre patologie associate.

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Il documento contiene 21 raccomandazioni riguardanti la gestione dell’ITP negli adulti e nei bambini con malattia di nuova diagnosi, persistente e cronica refrattaria alla terapia di prima linea con sanguinamenti non letali. Approcci di gestione inclusi: osservazione, corticosteroidi, immunoglobulina EV, immunoglobulina anti-D, rituximab, splenectomia e agonisti del recettore della trombopoietina.

Scarica e leggi il documento in full text:
American Society of Hematology 2019 guidelines for immune thrombocytopenia.
Cindy Neunert, Deirdra R. Terrell, Donald M. Arnold, George Buchanan, Douglas B. Cines, Nichola Cooper. et al.
Blood Adv 2019; 3 (23): 3829–3866. doi: https://doi.org/10.1182/bloodadvances.2019000966

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ASH: linee guida per l’anemia falciforme.

Posted by giorgiobertin su dicembre 6, 2019

Sono state pubblicate a cura dall’American Society of Hematology le linee guida basate sull’evidenza per l’anemia falciforme (SCD – sickle cell disease): cardiopolmonare e malattie renali. Il documento è pubblicato sulla rivista “Blood Advances“. Queste linee guida hanno lo scopo di supportare pazienti, clinici e altri operatori sanitari nelle loro decisioni su screening, diagnosi e gestione delle complicanze cardiopolmonari e renali della Anemia Falciforme. Sono state inoltre sviluppate raccomandazioni relative alla durata dell’anticoagulazione per gli adulti con SCD e tromboembolia venosa.

sicklecell

L’anemia falciforme è una grave malattia genetica ereditaria del globulo rosso causata da un’anomalia dell’emoglobina; la malattia è molto diffusa nelle popolazioni dell’Africa, India, Caraibi e bacino del Mediterraneo. Il nome si deve alla caratteristica forma a falce o mezzaluna che viene assunta dai globuli rossi che diventano anche rigidi, viscosi e facilmente aggregabili. La forma irregolare ne ostacola il movimento attraverso i vasi sanguigni, rallentando o bloccando il flusso del sangue.

Scarica e leggi il documento in full text:
American Society of Hematology 2019 guidelines for sickle cell disease: cardiopulmonary and kidney disease.
Robert I. Liem, Sophie Lanzkron, Thomas D. Coates, Laura DeCastro, Ankit A. Desai, Kenneth I. Ataga, Robyn T. Cohen, et al.
Blood Adv (2019) 3 (23): 3867-3897. https://doi.org/10.1182/bloodadvances.2019000916

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Pharmastar: speciale CAR-T.

Posted by giorgiobertin su novembre 13, 2019

Segnaliamo che su Pharmastar è stato pubblicato uno speciale PDF molto ricco di articoli ed interviste sulle CAR-T tante informazioni scientificamente rilevanti. Le CAR T-cell sono una terapia antitumorale innovativa e rivoluzionaria, che in alcuni casi ha già permesso di raggiungere risultati straordinari in pazienti affetti da alcuni tipi di tumori ematologici.

CAR T-cells

Il documento, che consta di 204 pagine, è suddiviso in cinque sezioni e contiene 26 capitoli più 9 interviste ad alcuni dei più qualificati ematologi italiani.

Scarica e leggi il documento in full text:
The Science of CAR T – Cells

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Analisi del sangue per la prognosi del Glioblastoma.

Posted by giorgiobertin su novembre 2, 2019

Un esame del sangue che misura la quantità di DNA libero da cellule (cfDNA) nel flusso sanguigno – chiamato biopsia liquida – si correla con il modo in cui i pazienti progrediranno dopo la diagnosi di glioblastoma (GBM), il tumore cerebrale primario più mortale e più comune negli adulti.
È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista “Clinical Cancer Research” e condotto presso l’Abramson Cancer Center della University of Pennsylvania.

glioblastoma

Lo studio pilota condotto su 42 pazienti ha dimostrato che l’esito del prelievo è predittivo della prognosi del singolo paziente: infatti, le chance di sopravvivenza sono maggiori nei pazienti che presentano meno tracce di Dna libero circolante nel sangue. Inoltre la biopsia liquida individua danni genetici e molecolari alla base della malattia che spesso sfuggono alla biopsia tradizionale.

Non si tratta del primo studio di biopsia liquida sul glioblastoma – ha dichiarato la coordinatrice del lavoro la prof.ssa Erica Carpenter, direttore del Liquid Biopsy Laboratory – Division of Hematology/Oncology, University of Pennsylvania. Cionondimeno questo studio è il primo a mostrare che la biopsia liquida basata su un prelievo di sangue potrebbe avere un valore prognostico per questa malattia“.

Se la biopsia liquida può darci una visione più completa del profilo molecolare del tumore, possiamo potenzialmente scegliere combinazioni più efficaci per ciascun paziente“, ha detto il prof. Bagley.

Leggi abstract dell’articolo:
Clinical utility of plasma cell-free DNA in adult patients with newly diagnosed glioblastoma – a pilot prospective study
Stephen Bagley, Seyed Ali Nabavizadeh, Jazmine Mays, Jacob E Till, Jeffrey Ware, Scott Levy, Whitney Sarchiapone, Jasmin Hussain, Timothy J Prior, Samantha Guiry, Theresa Christensen, Stephanie S Yee, MacLean Nasrallah, Jennifer JD Morrissette, Zev Binder, Donald M. O’Rourke, Andrew J Cucchiara, Steven Brem, Arati S Desai and Erica L Carpenter
Clin Cancer Res October 30 2019 DOI: 10.1158/1078-0432.CCR-19-2533

Fonte: Abramson Cancer Center – University of Pennsylvania

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Prevenzione e gestione del tromboembolismo venoso

Posted by giorgiobertin su settembre 24, 2019

L’ American Society of Hematology (ASH) e il McMaster University GRADE Centre hanno pubblicato in aggiornamento sulla rivista Jama, le linee guida sulla prevenzione e diagnosi del tromboembolismo venoso.

ASH

Scarica e leggi il documento in full text:
Prevention and Management of Venous Thromboembolism.
Paul JD, Cifu AS.
JAMA. Published online September 23, 2019. doi:10.1001/jama.2019.13853

Articoli correlati:
An Update on the Diagnosis and Treatment of Venous Thromboembolic Disease

American Society of Hematology 2018 Guidelines for management of venous thromboembolism: treatment of pediatric venous thromboembolism
Paul Monagle, Carlos A. Cuello,
Blood Advances 2018 2:3292-3316; doi: https://doi.org/10.1182/bloodadvances.2018024786

American Society of Hematology 2018 guidelines for management of venous thromboembolism: optimal management of anticoagulation therapy
Daniel M. Witt, Robby Nieuwlaat…
Blood Advances 2018 2:3257-3291; doi: https://doi.org/10.1182/bloodadvances.2018024893

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Linee guida sulla diagnosi e gestione dell’acidosi metabolica.

Posted by giorgiobertin su agosto 15, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “Annals of Intensive Care“, a cura di un team di esperti francesi, le linee guida sulla diagnosi e gestione dell’acidosi metabolica: una condizione patologica che è caratterizzata da un incremento dell’acidità del plasma sanguigno che può avere molteplici cause. Un’acidosi grave (pH < 7,10) può causare nausea e vomito associati a mal di testa, stanchezza, sonnolenza e malessere.

AIC

Scarica e leggi il documento in full text:
Diagnosis and management of metabolic acidosis: guidelines from a French expert panel
Jung, B., Martinez, M., Claessens, YE. et al.
Ann. Intensive Care (2019) 9: 92. https://doi.org/10.1186/s13613-019-0563-2 First Online: 15 August 2019

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Tumori: la terapia Car-T approvata dall’AIFA.

Posted by giorgiobertin su agosto 7, 2019

La prima cura per leucemie e linfomi basata sull’utilizzo di linfociti T «ingegnerizzati» dello stesso paziente sarà ora rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale.

Car-T

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha dato il via libera alla rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale della prima terapia a base di cellule Car-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) in Italia.

La nuova terapia, denominata Kymriah (tisagenlecleucel) e messa a punto da Novartis– riferisce l’Aifa in una nota – potrà essere prescritta secondo le indicazioni approvate da Ema (European Medicine Agency) e utilizzata presso i centri specialistici che saranno selezionati dalle Regioni, per pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) resistenti alle altre terapie o nei quali la malattia sia ricomparsa dopo una risposta ai trattamenti standard e per pazienti fino a 25 anni di età con leucemia linfoblastica acuta (Lla) a cellule B“.

L’approvazione avviene attraverso un nuovo modello di rimborso, il pagamento al risultato (payment at results), utilizzato da AIFA per la prima volta, è dunque l’atto conclusivo di un lavoro di programmazione sanitaria.

Comunicato stampa AIFA:

AIFA approva la rimborsabilità della prima terapia CAR-T 

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Livelli anormali di emoglobina associati a rischio demenza.

Posted by giorgiobertin su agosto 6, 2019

Nuovi livelli di emoglobina – sia bassi che alti – sono associati ad un aumentato rischio di sviluppare una successiva demenza. Ad affermarlo uno studio condotto dai ricercatori dell’Erasmus Medical Center, Rotterdam, Paesi Bassi – basato su 12.305 partecipanti. Dai risultati è emerso che gli individui con anemia avevano il 41% in più di probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer (AD) e il 34% in più di sviluppare qualsiasi tipo di demenza rispetto agli individui senza anemia.

I ricercatori hanno anche scoperto che quelli con emoglobina alta erano a maggior rischio di sviluppare demenza.

emoglobina

Bassi livelli di emoglobina, inclusa l’anemia, potrebbero portare direttamente a danni neuronali dovuti alla riduzione dell’erogazione di ossigeno, o attraverso alterazioni vascolari o metaboliche concomitanti, ad esempio cambiamenti nel legame con l’amiloide-beta-42, che è un marcatore importante della patologia dell’Alzheimer” afferma il prof. Frank J. Wolters.

Scarica e leggi il documento in full text:
Hemoglobin and anemia in relation to dementia risk and accompanying changes on brain MRI
Frank J. Wolters, Hazel I. Zonneveld, Silvan Licher, Lotte G.M. Cremers, on behalf of the Heart Brain Connection Collaborative Research Group,, M. Kamran Ikram, Peter J. Koudstaal, Meike W. Vernooij, M. Arfan Ikram
Neurology Jul 2019, 10.1212/WNL.0000000000008003; DOI: 10.1212/WNL.0000000000008003

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Riconoscere il Parkinson attraverso delle molecole-spia nel sangue.

Posted by giorgiobertin su luglio 21, 2019

E’ possibile diagnosticare il morbo Parkinson, con un’efficacia che raggiunge il 90% nelle donne, attraverso delle molecole-spia presenti nel sangue e prodotte dalla flora batterica intestinale. Ad affermarlo uno studio italiano coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, e condotto dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento) e dalla Fondazione Santa Lucia di Roma.

Metabolomics5

La ricerca si è basata sull’analisi del sangue di 587 persone, 268 delle quali con il morbo di Parkinson e 319 sane. E’ emerso così che nelle prime la concentrazione nel sangue di molecole (lipidi) chiamate Nape (N-acyl-phosphatidylethanolamines) era più bassa di circa il 15% rispetto a quella riscontrata negli individui sani.
Le molecole-spia del morbo di Parkinson sono, come tutti i lipidi, una sorta di sentinelle delle cellule, incaricate di proteggerne la struttura. Se i neuroni vengono danneggiati, come avviene con il Parkinson, “prelevano” i Nape dal sangue diminuendone la quantità in circolazione nell’organismo.

Questi lipidi, facili da misurare con un semplice prelievo di sangue, potrebbero diventare in futuro – osserva il prof. Andrea Armirotti – un indicatore per la diagnosi del Parkinson”.

Leggi il full text dell’articolo:
Gender specific decrease of a set of circulating N-acylphosphatidyl ethanolamines (NAPEs) in the plasma of Parkinson’s disease patients
Hamid, Z., Basit, A., Pontis, S. et al.
Metabolomics May 2019, 15:74 https://doi.org/10.1007/s11306-019-1536-z)

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NCCN: linee guida sulla Leucemia Mieloide Acuta.

Posted by giorgiobertin su luglio 2, 2019

Le linee guida di pratica clinica NCCN in Oncologia (Linee Guida NCCN) per la Leucemia Mieloide Acuta si concentra sulla gestione della malattia e fornisce raccomandazioni sul workup, sulla valutazione diagnostica e sulle opzioni di trattamento per i giovani (età <60 anni) e più anziani (età ≥60 anni) pazienti adulti.

AML-NCCN

Scarica e leggi il documento in full text:
Acute Myeloid Leukemia, Version 3.2019, NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology
Martin S. Tallman, et al.
Journal of the National Comprehensive Cancer Network J Natl Compr Canc Netw17(6), 721-749. Retrieved Jul 2, 2019, from https://jnccn.org/view/journals/jnccn/17/6/article-p721.xml DOI: https://doi.org/10.6004/jnccn.2019.0028

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Linee guida sulla Leucemia Linfoblastica Acuta Pediatrica.

Posted by giorgiobertin su giugno 25, 2019

Sono state pubblicate a cura del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) le nuove linee guida sulla Leucemia Linfoblastica Acuta Pediatrica, una rara forma di tumore che colpisce le cellule produttrici di linfociti nel midollo osseo.
Le nuove linee guida forniscono consigli sulle migliori cure di supporto anche nei bambini molto piccoli e nei bambini con sindrome di Down.
Sono state incluse numerose nuove strategie terapeutiche, come terapie mirate e la terapia con cellule T con recettore chimerico di antigene (chimeric antigen receptor, CAR) che ha aumentato il tasso di guarigione portandolo a circa il 90%.

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Scarica e leggi il documento in full text (dopo registrazione):
Acute Lymphoblastic Leukemia (Pediatric)
National Comprehensive Cancer Network.

Fonte: National Comprehensive Cancer Network (NCCN)

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Un vaccino per il trattamento del linfoma non-Hodgkin.

Posted by giorgiobertin su giugno 10, 2019

I ricercatori dell’Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York, hanno sviluppato un vaccino in situ (utilizza qualcosa nel corpo) per aiutare a creare una risposta immunitaria a livello del corpo contro il linfoma non Hodgkin (NHL).
Esperimenti condotti dal team di ricerca sui topi hanno suggerito che il vaccino potrebbe essere ancora più efficace se combinato con un inibitore del checkpoint immunitario, una forma di immunoterapia già utilizzata per il trattamento del linfoma di Hodgkin e di molti altri tumori. Di conseguenza, il team di ricerca ha lanciato una sperimentazione clinica per testare il vaccino in combinazione con un inibitore del checkpoint immunitario.

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Considerando che queste ed altre immunoterapie colpiscono direttamente le cellule T, un vaccino in situ agisce principalmente stimolando l’attività di un altro componente del sistema immunitario: le cellule dendritiche.
In particolare l’approccio terapeutico del team Mount Sinai per un vaccino in situ utilizza tre componenti.

– Primo, viene iniettata una forma sintetica di una proteina chiamata FLT3L , che aiuta ad attirare le cellule dendritiche sul tumore.
– Secondo, vengono erogate basse dosi di radiazioni direttamente sul tumore. La radiazione danneggia le cellule tumorali, provocando il rilascio di antigeni che le cellule dendritiche alla fine presentano alle cellule T.
– Terzo, un’altra proteina sintetica, chiamata agonista TLR3, viene iniettata nel tumore. Questo farmaco attiva le cellule dendritiche caricate di antigene all’interno e intorno al tumore, inducendole a viaggiare verso i linfonodi dove risiedono le cellule T e, se tutto va come previsto, avviare una risposta immunitaria a livello dell’intero sistema.

Prima di avviare il processo, il dott. Brody e i suoi colleghi hanno eseguito una serie di esperimenti su modelli murini di linfoma per verificare se l’approccio funzionasse come previsto. I tumori trattati si sono ridotti rapidamente in molti topi e, in circa il 40% degli animali, sono stati completamente estirpati.

La sperimentazione sull’uomo appena avviata (Trial) dal team Mount Sinai accoppierà il vaccino con l’inibitore del checkpoint pembrolizumab (Keytruda) in soggetti con NHL indolente avanzato, carcinoma mammario e tumore della testa e del collo.

Leggi abstract dell’articolo:
Systemic clinical tumor regressions and potentiation of PD1 blockade with in situ vaccination
Linda Hammerich, Thomas U. Marron[…]Joshua D. Brody
Nature Medicine 25 , 814–824

trial (NCT01976585)

Fonte: Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York,

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Diagnosi e trattamento della sindrome antifosfolipidica.

Posted by giorgiobertin su aprile 28, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “The Netherlands Journal of Medicine” un documento di consenso sulla diagnosi e trattamento della Sindrome Antifosfolipidica (una condizione clinica associata alla predisposizione a trombosi arteriose e venose, e ad aborti spontanei ricorrenti, caratterizzata da trombocitopenia e presenza in circolo di particolari anticorpi, detti antifosfolipidi).

antifosfolipidi sindrome

Scarica e leggi il documento in full text:
Diagnosing and treating antiphospholipid syndrome: a consensus paper
M. Limper, K. de Leeuw, … et al.
The Netherlands Journal of Medicine APRIL 2019, VOL. 77, NO. 03

Articoli correlati:
 Guidelines on the investigation and management of antiphospholipid syndrome – British Journal of Haematology (free)

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ASCO/ASH: linea guida sulla gestione dell’anemia associata al cancro.

Posted by giorgiobertin su aprile 13, 2019

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO)e l’American Society of Hematology (ASH) hanno pubblicato sulla rivista “Journal of Clinical Oncology” una linea guida aggiornata sull’uso di agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA) in pazienti con cancro.

ASCO-Anemia

L’uso di agenti stimolanti l’eritropoiesi (ESA) per gestire l’anemia aumenta i livelli di emoglobina (HgB) e riduce la necessità di trasfusioni di globuli rossi, ma aumenta il rischio di eventi tromboembolici. La prima linea guida pratica clinica basata sull’evidenza per l’uso di ESA negli adulti con cancro e anemia è stata pubblicata nel 2002, con aggiornamenti nel 2007 e 2010.

Leggi la linea guida:
Management of Cancer-Associated Anemia With Erythropoiesis-Stimulating Agents: ASCO/ASH Clinical Practice Guideline Update
Julia Bohlius, Kari Bohlke, Roberto Castelli, Benjamin Djulbegovic, Maryam B. Lustberg, Massimo Martino, Giannis Mountzios, Namrata Peswani, Laura Porter, Tiffany N. Tanaka, Gianluca Trifirò, Hushan Yang, and Alejandro Lazo-Langner
Journal of Clinical Oncology DOI: 10.1200/JCO.18.02142 Published online April 10, 2019

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Sintetizzata molecola che agisce in modo mirato contro alcuni tumori.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2019

E’ stata sintetizzata dai ricercatori dell’Università di Padova una nuova molecola che agisce in modo mirato contro i tumori. Questo meccanismo ha per protagonista la Proteina Fosfatasi 2A (PP2A), un naturale regolatore del ciclo cellulare, che si trova ad essere “spenta” nelle cellule tumorali a causa del legame con una piccola proteina (SET).

SApir

PP2A può essere però riattivata usando una piccola molecola, sintetizzata dai ricercatori e brevettata dall’Università di Padova, capace di dissociare il complesso “inattivo” PP2A-SET, così neutralizzando il danno tissutale. Una volta riattivata, PP2A va a ripristinare la naturale mortalità nelle cellule tumorali, altrimenti caratterizzate da una crescita sregolata, ed a ridurre lo stato infiammatorio.

Finora l’attenzione dei ricercatori si è concentrata su tre tipi di tumori: leucemia, tumori epatici e tumori al seno.
Questa strategia, supportata da risultati preclinici molto promettenti, potrebbe aprire la strada a nuovi approcci terapeutici futuri.

La molecola brevettata verrà speditamente avviata allo sviluppo clinico con il fondamentale supporto della Sapir Pharmaceutical.

Articolo correlato:
Targeted activation of the SHP-1/PP2A signaling axis elicits apoptosis of chronic lymphocytic leukemia cells.
Tibaldi E, Pagano MA, Frezzato F, Trimarco V, Facco M, Zagotto G, Ribaudo G, Pavan V, Bordin L, Visentin A, Zonta F, Semenzato G, Brunati AM, Trentin L.
Haematologica. 2017 Aug;102(8):1401-1412. doi: 10.3324/haematol.2016.155747. Epub 2017 Jun 15

Fonte: Unipd

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ASCO: Linee guida sul trattamento del mieloma multiplo.

Posted by giorgiobertin su aprile 4, 2019

Il trattamento del mieloma multiplo è cambiato significativamente negli ultimi 5 anni. Dal 2015, data delle precedenti linee guida, sono stati approvati quattro nuovi farmaci, fornendo così più opzioni e aggiungendo ulteriori opzioni di trattamento.

asco-guidelines

Per la stesura del documento gli esperti hanno condotto una ricerca bibliografica, che includeva revisioni sistematiche, meta-analisi, studi randomizzati controllati e alcuni studi di fase II pubblicati dal 2005 al 2018 – identificati 124 studi pertinenti. I risultati di interesse comprendevano la sopravvivenza, la sopravvivenza libera da progressione, il tasso di risposta e la qualità della vita.

Scarica e leggi il documento in full text:
Treatment of Multiple Myeloma: ASCO and CCO Joint Clinical Practice Guideline
Joseph Mikhael, Nofisat Ismaila, Matthew C. Cheung, Caitlin Costello, Madhav V. Dhodapkar, Shaji Kumar, Martha Lacy, Brea Lipe, Richard F. Little, Anna Nikonova, James Omel, Namrata Peswani, Anca Prica, Noopur Raje, Rahul Seth, David H. Vesole, Irwin Walker, Alexander Whitley, Tanya M. Wildes, Sandy W. Wong, and Tom Martin
Journal of Clinical Oncology Published online April 01, 2019 DOI: 10.1200/JCO.18.02096 – PMID: 30932732

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