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Posts Tagged ‘ematologia’

La vitamina C può fermare la progressione della leucemia.

Posted by giorgiobertin su agosto 17, 2017

Dagli anni Settanta i ricercatori si sono interessati alla vitamina C ad alto dosaggio e il suo potenziale terapeutico per il trattamento del cancro. Ora una nuova ricerca mostra come la vitamina C potrebbe fermare il moltiplicarsi delle cellule staminali leucemiche e quindi bloccare alcune forme di cancro del sangue.

La nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Cell è stata condotta da scienziati del Perlmutter Cancer Center dell’Università di New York (NYU) Langone Health a New York City.

VitaminaC-cancer Credit image Cell

È noto che un enzima chiamato Tet metilcitosina diossigenasi 2 (TET2) ha la capacità di produrre cellule staminali – che sono cellule indifferenziate che non hanno ancora acquisito una specifica identità e funzione. Si differenziano in cellule ematiche mature e normali che finiscono per morire similmente a qualsiasi altre cellule normali.
I pazienti con leucemia myelomonocitica cronica presentano un malfunzionamento genetico che riduce il TET2. Questo enzima può essere geneticamente stimolato e la vitamina C può essere la via per farlo.

Quando il gene era spento, i ricercatori hanno scoperto che le cellule staminali hanno cominciato a funzionare male. Il nuovo studio, ha scoperto che il trattamento endovenoso con vitamina C ha favorito la demetilazione del DNA, le cellule staminali hanno cominciato a maturare e morire. Il trattamento ha anche interrotto la proliferazione delle cellule staminali del cancro della leucemia che erano state trapiantate da pazienti umani ai topi.

Si stanno progettando ulteriori studi preclinici per testare gli effetti della vitamina C ad alta dose in combinazione con gli inibitori di PARP in più modelli di leucemia mieloide acuta.

Leggi abstract dell’articolo:
Restoration of TET2 Function Blocks Aberrant Self-Renewal and Leukemia Progression
Luisa Cimmino,……. Benjamin G. Neel, Iannis Aifantis
Cell Published: August 17, 2017  DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cell.2017.07.032

Fonte: Langone Health – New York City.

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Leucemia: Spogliate le cellule tumorali della loro immortalità.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2017

I ricercatori della University of Bradford West Yorkshire – UK, hanno scoperto un nuovo farmaco che mette a nudo le cellule tumorali della loro “immortalità” e potrebbe aiutare a curare i pazienti affetti da una delle forme più aggressive di leucemia.

AML

Il farmaco, chiamato HXR9, funziona impedendo alle cellule tumorali di evitare il processo naturale che causa la morte di cellule dannose, noto come apoptosi. Il composto mira ad una particolare famiglia di geni, chiamati geni HOX, che sono coinvolti nel controllo della rapida crescita delle cellule. Negli adulti questi geni sono spenti, ma nelle cellule tumorali possono essere riaccesi. Questo permette alle cellule tumorali di crescere e dividersi continuamente aggirando i normali meccanismi che innescano l’apoptosi, rendendoli effettivamente “immortali“. HXR9 elimina nelle cellule tumorali questa capacità spegnendo i geni HOX.

Analizzato i dati sull’espressione genica di 269 pazienti con leucemia mieloide acuta (AML) è stata trovata un’associazione tra l’attività di un gruppo di geni HOX e il tasso di sopravvivenza del paziente. Si sta preparando una sperimentazione clinica prevista per l’anno prossimo, dove una forma di HRX9 sarà somministrata a pazienti affetti da tumore che non hanno reagito ad altri tipi di trattamento.

I ricercatori hanno anche scoperto che quando hanno combinato HXR9 con un altro farmaco, un inibitore della proteina chinasi C chiamato Ro31, si è avuto un aumentato ulteriormente della riduzione della crescita del cancro.

Leggi il full text dell’articolo:
Inhibition of HOX/PBX dimer formation leads to necroptosis in acute myeloid leukaemia cells
Raed A. Alharbi1, Hardev S. Pandha, Guy R. Simpson, Ruth Pettengell, Krzysztof Poterlowicz, Alexander Thompson, Kevin Harrington, Mohamed El-Tanani and Richard Morgan
Oncotarget Published: August 07, 2017 https://doi.org/10.18632/oncotarget.20023

Fonte: University of Bradford

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NICE: Standard di qualità per i tumori ematologici.

Posted by giorgiobertin su giugno 1, 2017

Sono state pubblicati a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) gli standard di qualità per la diagnosi e gestione dei tumori ematologici negli adulti e nei giovani.

Altri standard di qualità che devono essere considerati quando si attiva un servizio o la fornitura di servizi per pazienti con cancro ematologico.

haematological-cancers

Scarica e leggi il documento in full text:
Haematological cancers – Quality standard [QS150] Published date: June 2017

Ultime news su hematological cancer:
https://www.nature.com/subjects/haematological-cancer

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Create in laboratorio le staminali del sangue.

Posted by giorgiobertin su maggio 21, 2017

Due gruppi di ricerca sono riusciti a ottenere in laboratorio cellule staminali progenitrici di tutte le cellule del sangue. Il primo gruppo, guidato dal prof. Shahin Rafii del Weill Cornell Medical College, a New York, ha trasformato cellule mature di topi in cellule staminali del sangue completamente sviluppate.

rafiii
This image shows reprogrammed hematopoietic stem cells (green) that are arising from mouse cells. These stem cells are developing close to a group of cells, called the vascular niche cells (gray), which provides them with the nurturing factors necessary for the reprogramming. Image credit: Dr. Raphael Lis/Flow Cytometry and Microscopy Core, Starr Foundation, Tri-Institutional Stem Cell Derivation Laboratory.

Nel secondo lavoro il prof. George Daley del Boston Children’s Hospital, nel Massachusetts, ha creato cellule umane che agiscono come cellule staminali del sangue, anche se non sono identiche a quelle che si trovano in natura.

Dopo la produzione in laboratorio le cellule staminali sono state iniettate in topi che erano stati trattati con radiazioni per uccidere la maggior parte delle loro cellule ematiche e immunitarie, e si è constatato che gli animali si sono ripresi. Le cellule staminali hanno rigenerato il sangue, incluse le cellule immunitarie, e i topi hanno continuato a vivere nel laboratorio tutta la loro vita, più di un anno e mezzo.

I lavori, descritti su “Nature“, offrono una speranza alle persone con leucemia e altri disturbi del sangue che necessitano di un trapianto di midollo osseo ma non trovano un donatore compatibile. Se i risultati si tradurranno nella clinica, questi pazienti potrebbero ricevere versioni coltivate in laboratorio delle proprie cellule sane.

Leggi abstracts degli articoli:
Conversion of adult endothelium to immunocompetent haematopoietic stem cells
Raphael Lis,Charles C. Karrasch,Michael G. Poulos,Balvir Kunar, David Redmond,Jose G. Barcia Duran,Chaitanya R. Badwe,William Schachterle, Michael Ginsberg,Jenny Xiang, Arash Rafii Tabrizi,Koji Shido,Zev Rosenwaks,Olivier Elemento,Nancy A. Speck,Jason M. Butler,Joseph M. Scandura & Shahin Rafii
Nature Published online 17 May 2017 doi:10.1038/nature22326

Haematopoietic stem and progenitor cells from human pluripotent stem cells
Ryohichi Sugimura,Deepak Kumar Jha,Areum Han,Clara Soria-Valles,Edroaldo Lummertz da Rocha,Yi-Fen Lu,Jeremy A. Goettel, Erik Serrao,R. Grant Rowe, Mohan Malleshaiah,Irene Wong,Patricia Sousa,Ted N. Zhu, Andrea Ditadi,Gordon Keller,Alan N. Engelman,Scott B. Snapper,Sergei Doulatov & George Q. Daley
Nature Published online 17 May 2017 doi:10.1038/nature22370

Fonti: Weill Cornell Medical College,  Boston Children’s Hospital, nel Massachusetts – Le Scienze

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FDA: Nuovo farmaco per la leucemia mieloide acuta.

Posted by giorgiobertin su maggio 5, 2017

La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha approvato Rydapt (midostaurina) per il trattamento di pazienti adulti con nuova diagnosi di leucemia mieloide acuta (AML) che hanno una specifica mutazione genetica chiamata FLT3, in combinazione con la chemioterapia.

La leucemia mieloide acuta è un cancro in rapida progressione che si forma nel midollo osseo e si traduce in un aumento del numero di globuli bianchi nel sangue.
rydapt

Rydapt è un inibitore della chinasi che agisce bloccando diversi enzimi che promuovono la crescita cellulare. Se viene rilevata la mutazione FLT3 in campioni di sangue o di midollo osseo utilizzando LeukoStrat CDx FLT3 Mutation Assay, il paziente può beneficiare di un trattamento con Rydapt in combinazione con la chemioterapia.

Comunicato stampa FDA e Novartis:
FDA approves new combination treatment for acute myeloid leukemia

Novartis receives FDA approval for Rydapt® in newly diagnosed FLT3-mutated acute myeloid leukemia (AML) and three types of systemic mastocytosis (SM)

Rydapt 

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ESMO: Linee guida sul Mieloma Multiplo.

Posted by giorgiobertin su maggio 2, 2017

Sono state pubblicate a cura di ESMO (European Society for Medical Oncology), le linee guida cliniche sulla diagnosi e trattamento del Mieloma Multiplo. La pubblicazione sulla rivista “Annals of Oncology“.

Multiple-Myeloma-ESMO

Scarica e leggi il documento in full text:
Multiple myeloma: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up
P. Moreau, J. San Miguel, P. Sonneveld, M. V. Mateos, E. Zamagni, H. Avet-Loiseau, R. Hajek, M. A. Dimopoulos, H. Ludwig, H. Einsele, S. Zweegman, T. Facon, M. Cavo, E. Terpos, H. Goldschmidt, M. Attal & C. Buske
Ann Oncol 2017; 00: 1–11, 2017, DOI: https://doi.org/10.1093/annonc/mdx096

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UE: Guide sulla gestione del sangue del paziente.

Posted by giorgiobertin su aprile 7, 2017

La Commissione Europea ha pubblicato due guide sull’attuazione della gestione del sangue del paziente (PBM); una indirizzata alle autorità nazionali e l’altra agli ospedali.

2017_eupbm

Le guide sulla gestione del sangue del paziente contribuiranno notevolmente a migliorare lo standard di cura mirata del paziente in tutta l’Europa.

Scarica e leggi documenti in full text:

Building national programmes of Patient Blood Management (PBM) in the EU – A guide for health authorities. – 04 April 2017

Supporting Patient Blood Management (PBM) in the EU – A practical implementation guide for hospitals – 04 April 2017

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Scoperto percorso che stimola la riparazione del fegato.

Posted by giorgiobertin su gennaio 19, 2017

Un team di ricercatori della Michigan State University, guidati dal prof. James Luyendyk, ha scoperto un nuovo percorso nel corpo che stimola la riparazione del fegato.
Utilizzando un modello animale sperimentale di alta dosi acetaminofene, il team ha scoperto che il danno epatico attiva la coagulazione del sangue, che poi ha stimola la riparazione del fegato. Lo studio è stato pubblicato on-line sulla rivista “Journal of Hepatology“.

jour_hepat

L’Acetaminofene, è ampiamente usato come antidolorifico e riduttore di febbre, è il principio attivo in più di 600 farmaci ed è una delle principali cause di insufficienza epatica indotta da farmaci, se utilizzato al di sopra della dose raccomandata. I ricercatori nello studio indicano che la specifica attività della fibrina è necessaria per guidare la riparazione del fegato danneggiato. In particolare la fibrina attiva un tipo di cellule immunitarie, note come macrofagi, che aiutano a rimuovere i detriti cellulari.

Questo percorso di riparazione non è mai stata descritta prima e potrebbe portare a nuove strategie per promuovere la riparazione del fegato“, ha detto Luyendyk, professore associato di pathobiology and diagnostic investigation. “Il danno ai tessuti è strettamente connesso all’attivazione della coagulazione del sangue, questo significa che il nuovo percorso potrebbe essere molto importante nel trattamento di danni al fegato, non solo per overdose di paracetamolo, ma anche per altre cause.

I ricercatori stanno attualmente definendo il ruolo di questo particolare percorso nella cirrosi epatica, malattie autoimmuni del fegato e nell’obesità.

Leggi abstract dell’articolo:
Fibri(nogen) drives repair after acetaminophen-induced liver injury via leukocyte αMβ2 integrin-dependent upregulation of MMP12
Anna K. Kopec, Nikita Joshi, Holly Cline-Fedewa, Anna V. Wojcicki, Jessica L. Ray, Bradley P. Sullivan, John E. Froehlich, Brendan F. Johnson, and others
Journal of Hepatology DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.jhep.2016.12.004

Fonte: Michigan State University

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NICE: Linee guida sulle trasfusioni di sangue.

Posted by giorgiobertin su dicembre 21, 2016

Sono state aggiornate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulle trasfusioni di sangue. Il precedente documento era stato prodotto nel 2015 (Blood transfusion NICE guideline NG24).

nice logo

Il documento riguarda la valutazione e la gestione di trasfusioni di sangue negli adulti, giovani e bambini oltre 1 anno di età.

Scarica e leggi il documento in full text:
Blood transfusion  – Quality standard [QS138] Published date: December 2016

Antonino Cartabellotta, Anna Linda Patti, Franco Berti
Evidence 2016;8(10): e1000155 doi: 10.4470/E1000155

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Nuova terapia genica per la cura delle malattie genetiche del sangue.

Posted by giorgiobertin su ottobre 28, 2016

I ricercatori della Yale University e della Carnegie Mellon University  hanno realizzato delle nanoparticelle contenenti frammenti di DNA sintetico con lo scopo di curare la talassemia nei topi correggendo il DNA delle cellule staminali del sangue con una semplice iniezione endovenosa.
In particolare la nuova tecnica di editing genetico si basa sull’uso di molecole chiamate acido peptidonucleico (Pna) formate da uno ‘scheletro’ simile ad una proteina a cui sono legate le basi azotate tipiche di Dna e Rna.

edit-gene-mutations
(Left) Blood smears from anemic mice indicate irregular shapes of red blood cells; (right) wild type mice indicate normal shapes of red blood cells.

La nuova tecnica ha portato alla riparazione del Dna della cellula, con conseguente correzione della mutazione responsabile della malattia. Questo è avvenuto in un numero di cellule sufficiente a cancellare i sintomi della talassemia, con valori di emoglobina che si sono mantenuti normali anche a distanza di 140 giorni.

Il successo e i prossimi passi per sviluppare un’analoga terapia sull’uomo, più facile e precisa della tecnica Crispr (La Gene-editing CRISPR si basa su enzimi DNA per tagliare il DNA aperto a un sito di destinazione e per modificare un gene specifico), sono stati descritti in un articolo sulla rivista “Nature Communications“.

Leggi abstract dell’articolo:
In vivo correction of anaemia in β-thalassemic mice by γPNA-mediated gene editing with nanoparticle delivery
Raman Bahal, Nicole Ali McNeer[…]Peter M. Glazer
Nature Communications 7, Article number: 13304 Published online: 26 October 2016 doi:10.1038/ncomms13304

Fonti:  Carnegie Mellon University   –   Yale University

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Nuovi biomarcatori nel sangue per la diagnosi precoce del cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 4, 2016

Uno studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Sheffield, ha identificato 788 biomarcatori nel sangue che potrebbero essere utilizzati per sviluppare un test di screening per il cancro in fase iniziale per la popolazione generale. Lo studio è il primo a creare un elenco completo di biomarcatori del cancro nel sangue raggruppandoli per funzione molecolare, e standardizzando le tecnologie per rilevarli.

Il lavoro è stato svolto in collaborazione con l’Early Cancer Detection Consortium, un gruppo di circa 40 organizzazioni che includono università, ospedali e compagnie commerciali.

Cancer Biomarkers

Il professor Ian Cree dichiara: “La nostra aspettativa è che, una volta che gli studi di validazione e clinici sono stati completati, avremo una suite di circa 50 biomarcatori, identificati utilizzando quattro diversi test, che possono andare in sperimentazione clinica. Per completare la validazione e le prove saranno necessari sei a otto anni, ma in teoria, si potrebbe avere già un test pronto entro tre anni per l’utilizzo in gruppi ad alto rischio“.

Leggi il full text dell’articolo:
Building the Evidence Base of Blood-Based Biomarkers for Early Detection of Cancer: A Rapid Systematic Mapping Review
Lesley Uttley, Becky L. Whiteman, Helen Buckley Woods, Susan Harnan, Sian Taylor Philips, Ian A. Cree
EBioMedicine 2016 Jul 6. pii: S2352-3964(16)30309-7. doi:10.1016/j.ebiom.2016.07.004

This systematic review is registered with PROSPERO (no. CRD42014010827).

Fonte: Università di Sheffield

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NICE: Linee guida sulla diagnosi e gestione del Linfoma non-Hodgkin.

Posted by giorgiobertin su luglio 20, 2016

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla diagnosi e gestione dei linfomi non-Hodgkin in pazienti dai 16 anni in su.
Il documento ha lo scopo di migliorare l’assistenza per le persone con linfoma non-Hodgkin promuovendo i migliori test per la diagnosi e la stadiazione ed i trattamenti più efficaci per 6 dei sottotipi.
Test e trattamenti comprendono la biopsia, la radioterapia, l’immunochemioterapia e il trapianto di cellule staminali.


Brunangelo Falini (Università di Perugia), ematologo, parla delle prospettive terapeutiche per i linfomi non Hodgkin

I linfomi non Hodgkin sono neoplasie maligne del tessuto linfatico, con localizzazione primitiva nei linfonodi e che più raramente possono comparire in sede extra-nodale.

Scarica e leggi il documento in full text:
Non-Hodgkin’s lymphoma: diagnosis and management– NICE guidelines [NG52] Published date: July 2016

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Nuovo farmaco dissolve in modo efficace i coaguli di sangue.

Posted by giorgiobertin su giugno 23, 2016

Gli scienziati ITMO University, Laboratory of Solution Chemistry of Advanced Materials and Technologies, St. Petersburg, Russian Federation in cooperazione con Mariinsky Hospital in San Petersburg hanno sviluppato un farmaco magneticamente controllato che può sciogliere un coagulo di sangue mediante un campo magnetico.
L’obiettivo principale è di attuare efficacemente la trombolisi (terapia atitrombotica), cioè sciogliere rapidamente il coagulo.

coaguli-sangue
The influence of developed thrombolytic system on vascular thrombus extracted during the operation. CREDIT: ITMO University

Il nuovo farmaco è sicuro per iniezione endovenosa e può sciogliere i coaguli fino a 4000 volte più efficiente rispetto ai farmaci a base di enzimi normali. Il nuovo studio potrà anche contribuire a ridurre il dosaggio dei farmaci, evitando così numerosi effetti collaterali. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista “Scientific Reports“.

Abbiamo preparato un colloide trombolitico e testato i suoi effetti su dei coaguli di sangue artificiale ottenuti dal plasma e sul sangue degli esseri umani, e trombo estratto dai pazienti. I risultati positivi potrebbero presto permetterci di provare il nuovo sistema sui mammiferi. Ora ci stiamo preparando per gli studi preclinici“. – afferma Vladimir Vinogradov coordinatore dello studio.

Leggi il full text dell’articolo:
Leach-proof magnetic thrombolytic nanoparticles and coatings of enhanced activity
Andrey S. Drozdov, Vasiliy V. Vinogradov, Ivan P. Dudanov & Vladimir V. Vinogradov
Scientific Reports 6, Article number: 28119 Published online: 20 June 2016 doi:10.1038/srep28119

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Seta stabilizza campioni di sangue per mesi senza refrigerazione.

Posted by giorgiobertin su maggio 12, 2016

I ricercatori della Tufts University hanno stabilizzato i campioni di sangue per lunghi periodi di tempo senza refrigerazione e ad alte temperature attraverso una tecnica di incapsulamento con della seta e aria secca. La tecnica, pubblicata online sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” – PNAS, ha ampie applicazioni per la cura clinica e le ricerche che si basano su analisi accurate di sangue ed altri fluidi biologici.

stabilizingbloodPNAS
Encapsulating blood samples in silk protein extracted from silkworm cocoons protected biomarkers effectively even at high temperatures. (Courtesy Tufts Silk Lab)

Il sangue contiene proteine, enzimi, lipidi, metaboliti, e peptidi che fungono da biomarcatori per lo screening della salute, il monitoraggio e la diagnostica. Sono conservati a temperatura controllata, perchè questi marcatori si deteriorano rapidamente, compromettendo la precisione delle successiva analisi di laboratorio. Esistono soluzioni di raccolta e di stoccaggio alternativi, come il sangue di essiccazione su schede di carta, ma ancora non si è riusciti a proteggere efficacemente i biomarcatori dal calore e dall’umidità.

Gli scienziati hanno mescolato con successo una soluzione o una polvere di proteine di seta purificata estratte dai bozzoli con il sangue o plasma e essiccato la miscela. I film di seta sono stati conservati a temperature comprese tra 22 e 45 gradi °C. Ad intervalli prestabiliti, i campioni di sangue sono stati recuperati incapsulati sciogliendo i film in acqua e analizzati.
Abbiamo scoperto che i biomarcatori possono essere analizzati con successo anche dopo stoccaggio per 84 giorni a temperature fino a 45 gradi °C.” afferma il professor David L. Kaplan della Tufts University.

Il team ha anche dimostrato con successo la capacità della seta di stabilizzare una varietà di materiali bioattivi compresi gli antibiotici, vaccini, enzimi e antibiotici monoclonali con numerose applicazioni biomediche e biomateriali.

Leggi abstract dell’articolo:
Silk-based blood stabilization for diagnostics
Jonathan A. Kluge, Adrian B. Li, Brooke T. Kahn, Dominique S. Michaud, Fiorenzo G. Omenetto, and David L. Kaplan
PNAS Published online before print May 9, 2016, doi: 10.1073/pnas.1602493113

Fonte: Tufts University

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BCSH: Linee guida di ematologia.

Posted by giorgiobertin su maggio 9, 2016

Sono state aggiornate a cura del British Committee for Standards in Haematology (BCSH) due linee guida di ematologia.

Ematology_guidelines

Scarica e leggi i documenti in full text (pdf):

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Scoperto legame tra la coagulazione e lo sviluppo dei tumori.

Posted by giorgiobertin su aprile 22, 2016

Uno studio dell’Istituto Europeo di Oncologia, sostenuto dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul cancro, recentemente apparso su Nature Communications, dimostra che esiste un legame di causa ed effetto tra la coagulazione e lo sviluppo dei tumori, aprendo la strada all’uso dei farmaci anticoagulanti nella prevenzione tumorale.

Istituto Europeo Oncologia logo

L’alterazione della coagulazione può in molti casi evidenziare la presenza di tumori agli organi interni (intestino, pancreas, polmoni), un fenomeno noto come la sindrome di Trusseau” – spiega Maria Rescigno, Direttore del programma di Immunoterapia dello IEO. “Tuttavia, non si riusciva a capire se l’aumento della coagulazione fosse una causa o un effetto della presenza di un tumore. Noi abbiamo osservato in modelli che sviluppano spontaneamente tumori intestinali come l’utilizzo di anticoagulanti può prevenire la formazione dei tumori, dimostrando che la coagulazione è uno dei fattori all’origine del processo di cancerogenesi“.

Questi risultati possono portare non solo allo sviluppo di un nuovo approccio terapeutico, ma anche al possibile utilizzo di marker della coagulazione e dell’attivazione dei neutrofili nella diagnosi precoce dei tumori associati ai fenomeni coagulativi, come quelli del pancreas o del piccolo intestino“. conclude la prof.ssa Rescigno.

Leggi abstract dell’articolo:
Coagulation induced by C3aR-dependent NETosis drives protumorigenic neutrophils during small intestinal tumorigenesis
Silvia Guglietta,Andrea Chiavelli,Elena Zagato, Carsten Krieg, Sara Gandini,Paola Simona Ravenda,Barbara Bazolli,Bao Lu, Giuseppe Penna & Maria Rescigno
Nature Communications 7, Article number: 11037 doi:10.1038/ncomms11037

Fonte: Istituto Europeo di Oncologia

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EMA: Via libera alla terapia genica per i bambini.

Posted by giorgiobertin su aprile 7, 2016

La prima terapia genica salva-vita al mondo per i bambini, sviluppata da scienziati italiani dell’Ospedale San Raffaele (OSR) e dalla Fondazione Telethon (Telethon) attraverso l’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica (SR-TIGET) e GlaxoSmithKline, è stata raccomandata per l’approvazione in Europa, aumentando così la tecnologia d’avanguardia per risolvere i geni difettosi.

A vector, which is used to transport the healthy gene into the patient's cells, is seen in this undated handout image provided by GlaxoSmithKline on April 1, 2016.  REUTERS/Grant Thompson/GSK/Handout via Reuters

A vector, which is used to transport the healthy gene into the patient’s cells, is seen in this undated handout image provided by GlaxoSmithKline on April 1, 2016. REUTERS/Grant Thompson/GSK/Handout via Reuters

La terapia genica, chiamata Strimvelis, è stata autorizzata per un piccolo numero di bambini affetti da l’ADA-SCID (immunodeficienza severa combinata legata al deficit di adenosina-deaminasi) per i quali non è disponibile un donatore di cellule staminali HLA (human leukocyte antigen) familiare compatibile.

La malattia genica rarissima è causata dalla presenza di un gene alterato ereditato da entrambi i genitori. Questo gene difettoso blocca la produzione di una proteina essenziale, l’adenosina-deaminasi (ADA), necessaria per la produzione dei linfociti (un particolare tipo di globuli bianchi). I bambini affetti dalla malattia “bolla del bambino”, raramente sopravvivono oltre due anni dal momento che i loro sistemi immunitari sono così deboli che devono vivere in ambienti privo di germi.
Gli effetti di Strimvelis sono stati studiati in un clinical trial che ha coinvolto 12 pazienti. Tutti i pazienti inclusi sono ancora vivi dopo un periodo di di follow-up di 7 anni.

Stiamo scrivendo una pagina del primo capitolo di un nuovo libro di testo medicina” – afferma Martin Andrews, capo dell’unità malattie rare di GlaxoSmithKline. “Questa opinione positiva è una pietra miliare fondamentale nell’impegno di GSK verso lo sviluppo di trattamenti innovativi e correttivi. Se verrà approvato, Strimvelis diventerà il primo trattamento curativo ex-vivo di terapia genica capace di correggere una patologia che colpisce i bambini che riceve un’approvazione regolatoria nel mondo. Con la nostra missione condivisa e le nostre competenze complementari crediamo che questa collaborazione proseguirà per mettere a disposizione nuovi trattamenti per i pazienti affetti da rare malattie genetiche”.

New gene therapy for the treatment of children with ultra-rare immune disorder recommended for approval

Fonte: Ospedale San Raffaele   –  Fondazione Telethon (Telethon)   –  GlaxoSmithKline

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Studio sulle staminali per terapie contro la leucemia.

Posted by giorgiobertin su marzo 11, 2016

Le Cellule staminali del sangue si trovano nel midollo osseo e producono tutte le cellule del sangue nel corpo.
Queste cellule – conosciute come cellule staminali ematopoietiche (HSC) – aiutano a ripristinare l’afflusso di sangue nei pazienti che sono stati trattati per leucemia.

stem-cell-hemopoietic
Credit image SAGE-Buck Institute for Research on Aging

I ricercatori dell’University of Edimburgh hanno dimostrato per la prima volta come tre molecole chiave interagiscono insieme per generare le cellule durante lo sviluppo embrionale, che si ritrovano poi nel midollo osseo dell’adulto. La scoperta è molto importante perchè potrebbe aiutare gli scienziati a ricreare questo processo in laboratorio. Far crescere le cellule artificialmente da cellule staminali pluripotenti potrebbe portare allo sviluppo di terapie personalizzate in pazienti con malattie del sangue.

Vi è un urgente bisogno di migliorare le cure per malattie come la leucemia e questo tipo di ricerca ci porta un passo più vicini a questo traguardo. Quanto più si capisce su come gli embrioni sviluppano queste cellule staminali del sangue, più ci si avvicina ad essere in grado di crearle in laboratorio“. – afferma il professor Alexander Medvinsky del Centro MRC per la medicina rigenerativa all’Università di Edimburgo.
La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Nature Communications“.

Leggi abstract dell’articolo:
Inductive interactions mediated by interplay of asymmetric signalling underlie development of adult haematopoietic stem cells
Céline Souilhol,Christèle Gonneau,Javier G. Lendinez,Antoniana Batsivari,Stanislav Rybtsov,Heather Wilson,Lucia Morgado-Palacin, David Hills,Samir Taoudi,Jennifer Antonchuk,Suling Zhao & Alexander Medvinsky
Nature Communications 7, Article number: 10784 Published 08 March 2016 doi:10.1038/ncomms10784

Fonte: University of Edimburgh

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Nuovo target terapeutico per il Mieloma.

Posted by giorgiobertin su marzo 8, 2016

Un nuovo studio condotto dai ricercatori del Tisch Cancer Institute presso Icahn School of Medicine at Mount Sinai, ha dimostrato che il targeting sia di CDK4 che ARK5, proteine ​​responsabili per il mantenimento del bilancio energetico all’interno della cellula, si è dimostrato estremamente efficace nel causare la morte delle cellule nel mieloma. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Cancer Research“.

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Il mieloma multiplo (MM) è un tumore del sangue fatale. Una migliore comprensione delle basi molecolari del mieloma ha portato ad un crescente elenco di trattamenti per questa malattia difficile. Nonostante i recenti progressi nelle nuove terapie, però la malattia rimane incurabile ed ha una sopravvivenza mediana di 7 a 8 anni.

Un team di Onconova Therapeutics, Inc. USA ha sviluppato un composto, ON123300 che inibisce ARK5 e CDK4. I ricercatori hanno curato le cellule del mieloma primarie con questo nuovo inibitore, che ha provocato la morte delle cellule tumorali, ed ha fermato la crescita delle cellule tumorali in vitro e nei modelli in vivo di topo.
Le cellule del mieloma erano sensibili a ON123300 mentre le normali cellule del sangue periferico sono state risparmiate dagli effetti del composto a conferma di un potente e specifico effetto anti-cancro di ON123300.

Leggi abstract dell’articolo:
Dual Targeting of CDK4 and ARK5 Using a Novel Kinase Inhibitor ON123300 Exerts Potent Anticancer Activity against Multiple Myeloma
Deepak Perumal, Pei-Yu Kuo, Violetta V. Leshchenko, Zewei Jiang, Sai Krishna Athaluri Divakar, Hearn Jay Cho, Ajai Chari, Joshua Brody, M.V. Ramana Reddy, Weijia Zhang, E. Premkumar Reddy, Sundar Jagannath, and Samir Parekh
Cancer Res March 1, 2016 76:1225-1236; Published OnlineFirst February 12, 2016; doi:10.1158/0008-5472.CAN-15-2934

Fonte: Icahn School of Medicine at Mount Sinai

Articolo correlato:
Dual inhibition of CDK4/Rb and PI3K/AKT/mTOR pathways by ON123300 induces synthetic lethality in mantle cell lymphomas
Leukemia (2016) 30, 86–93; doi:10.1038/leu.2015.185; published online 7 August 2015

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Artrite Reumatoide e disturbi della coagulazione.

Posted by giorgiobertin su febbraio 26, 2016

Un team di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, in collaborazione con altri Centri di ricerca, ha dimostrato che TNFalfa, una molecola già conosciuta per il suo ruolo chiave nelle complicanze articolari e infiammatorie dell’artrite reumatoide, induce l’attivazione delle piastrine con capacità aumentata di generare trombina, un enzima che favorisce la coagulazione del sangue.

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I pazienti affetti da artrite reumatoide hanno un rischio di sviluppare patologie cardiovascolari molto elevato, circa il doppio per le coronaropatie e lo scompenso cardiaco e di 2-3 volte maggiore per la trombosi. In questo studio i ricercatori, attraverso studi molecolari e funzionali in vitro e un’indagine condotta su uno studio di coorte su pazienti, hanno identificato il meccanismo tramite cui i farmaci anti-TNFalfa, già utilizzati nei pazienti affetti da artrite reumatoide per combattere l’infiammazione provocata dalla malattia, proteggono dalle complicanze cardiovascolari.

La nostra ricerca potrebbe aiutare a comprendere meglio la relazione tra infiammazione e trombosi” – afferma la dott.ssa Norma Maugeri coordinatrice dello studio. “ In futuro, i farmaci anti-TNFalfa, vista la loro funzione protettiva, potrebbero avere un’utilità anche al di fuori della reumatologia“.

Leggi abstract dell’articolo:
Anti-TNFα agents curb platelet activation in patients with rheumatoid arthritis
Angelo A Manfredi, Mattia Baldini, Marina Camera, Elena Baldissera, Marta Brambilla, Giuseppe Peretti, Attilio Maseri, Patrizia Rovere-Querini, Elena Tremoli, Maria Grazia Sabbadini, Norma Maugeri
Ann Rheum Dis Published Online First: 27 January 2016 doi:10.1136/annrheumdis-2015-208442

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Una nuova terapia contro la leucemia linfatica cronica.

Posted by giorgiobertin su febbraio 15, 2016

Un team di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha dimostrato che la crescita e la disseminazione delle cellule leucemiche sono alimentate dai macrofagi, cellule del sistema immunitario normalmente deputate alla difesa dell’organismo dalle infezioni. Lo studio, finanziato da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro) pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Cell Reports“, ha permesso di identificare inoltre strategie terapeutiche innovative che mirano a colpire l’interazione dei macrofagi con le cellule leucemiche.

Leukemic-cell Credit image: Cell Reports

All’interno del microambiente cellulare, i macrofagi sono molecole molto studiate nella ricerca sul cancro, ma finora era nota principalmente la caratteristica di queste cellule di supportare le difese del nostro organismo. Ora invece sappiamo che i macrofagi in realtà favoriscono la progressione del tumore e che, eliminando queste cellule, la leucemia si arresta e inizia a regredire” – afferma Sabrina Bertilaccio, ricercatrice del San Raffaele. “Oggi dunque una strategia è proprio quella di bersagliare i macrofagi unitamente alle cellule tumorali. Noi in particolare abbiamo utilizzato degli anticorpi monoclonali che inibiscono la molecola CSF1R, un recettore presente sulla superficie del macrofagi.”
Anche se al momento la possibilità di implementare questa terapia sull’uomo è tutta da studiare, le premesse ci sono e sono ottime, i tempi per la messa a punto della fase clinica e per un’eventuale terapia potrebbero non essere troppo lunghi“.

Leggi il full text dell’articolo:
Targeting macrophages sensitizes chronic lymphocytic leukemia to apoptosis and inhibits disease progression
Giovanni Galletti, Cristina Scielzo, Christian Klein, Carola H. Ries, …….,Paolo Ghia, Michele De Palma, Federico Caligaris-Cappio, and Maria Teresa Sabrina Bertilaccio.
Cell Reports  14, 1–13 February 23, 2016 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.celrep.2016.01.042

Fonte: IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano

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NICE: Linee guida sul Mieloma.

Posted by giorgiobertin su febbraio 12, 2016

Sono state pubblicate da NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida aggiornate sulla diagnosi e gestione del Mieloma.

myeloma

Lo scopo è quello di migliorare la cura per le persone con mieloma, promuovendo i test più efficaci e trattamenti per la malattia e le sue complicanze. Questa linea guida contiene raccomandazioni su:

  • comunicazione e sostegno alla malattia;
  • indagini di laboratorio;
  • indagini di imaging;
  • gestione di nuova diagnosi e mieloma recidivo;
  • prevenzione e gestire delle malattie delle ossa e altre complicazioni;
  • monitoraggio

Scarica e leggi il documento in full text:
Myeloma: diagnosis and management
NICE guidelines [NG35] Published date: 10 February 2016

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Nuova App per prevedere il rischio di parto pretermine.

Posted by giorgiobertin su gennaio 19, 2016

Una nuova applicazione chiamata QUiPP potrebbe aiutare i medici a individuare meglio le donne a rischio di parto prematuro. L’applicazione, sviluppata presso il King College di Londra, è stata testata in due studi su donne ad alto rischio monitorate in cliniche prenatali.

Quipp

Nel primo studio, pubblicato sulla rivista “Ultrasound in Obstetrics & Gynecology“, i ricercatori hanno raccolto i dati di 1.249 donne ad alto rischio di parto pre-termine che frequentano le cliniche di sorveglianza pre-termine ed hanno calcolato per ciascun paziente, attraverso l’analisi dei dati un test predittivo per l’effettivo verificarsi del parto pretermine. Il modello è stato validato con successo anche da un secondo studio, sempre pubblicato sulla rivista “Ultrasound in Obstetrics & Gynecology” che ha coinvolto 382 donne ad alto rischio.

L’applicazione sviluppata utilizza un algoritmo che combina la gestazione di gravidanze precedenti e la lunghezza della cervice con livelli di fibronectina fetale per classificare il rischio di una donna di avere un parto prematuro (i livelli del biomarker fibronectina nel fluido vaginale sono testati dopo le 23 settimane).

Development and validation of a predictive tool for spontaneous preterm birth incorporating cervical length and quantitative fetal fibronectin in asymptomatic high-risk women” by Kuhrt et al is published in the journal Ultrasound in Obstetrics & Gynecology in January 2016 (DOI: 10.1002/uog.14865)

Development and validation of a predictive tool for spontaneous preterm birth, incorporating quantitative fetal fibronectin, in symptomatic women” by Kuhrt et al is published in the journal Ultrasound in Obstetrics & Gynecology in February 2016 (DOI: 10.1002/uog.14894)

Scarica la app free da App Store:

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Identificate le fasi iniziali della Leucemia.

Posted by giorgiobertin su gennaio 14, 2016

I ricercatori della McMaster University hanno compiuto un passo in avanti da gigante nell’individuare le fasi iniziali di un cancro mortale, la Leucemia Mieloide e prevedere come si svilupperà negli individui.


Interview with Mick Bhatia regarding study about predicting leukemia in patients” – Interview with Mick Bhatia regarding study about predicting leukemia in patients

Abbiamo riscontrato che la transizione da cellule sane a cellule staminali cancerose avviene in chiaro, in step a compartimenti stagni“, ha detto Mick Bhatia, ricercatore principale dello studio e direttore del McMaster Stem Cell e Cancer Research Institute.
I ricercatori sono stati in grado di rilevare le impronte digitali delle sindromi mielodisplastiche (myelodysplastic syndromes – MDS), una condizione per cui le cellule del sangue si trasformano in leucemia mieloide acuta (acute myeloid leukemia – AML). Lo studio dimostra che è possibile prevedere precocemente ed accuratamente questo cancro aggressivo.

Il team di ricerca del prof. Bhatia, ha trovato che quando viene cancellato una versione del gene importante GSK-3, l’altra versione del gene rimane attiva ma non-cancerogena. Quando è stato eliminato anche la seconda versione del gene, il cancro AML ha iniziato a svilupparsi.

Per verificare ciò, il team di Bhatia ha collaborato con ricercatori italiani presso l’Università di Bologna per applicare questi risultati iniziali in campioni di sangue umano che erano stati precedentemente raccolti da pazienti con MDS, alcuni dei quali poi hanno sviluppato leucemia mieloide acuta (AML).
Questa scoperta migliora la nostra capacità di identificare quali pazienti con MDS svilupperanno AML“, ha detto Bhatia. “Prossimo passo è quello di usare questa espressione genica predittiva come bersaglio per farmaci contro AML. Una nuova era “genetic-based drug discovery.” (video)

Leggi il full text dell’articolo:
GSK3 Deficiencies in Hematopoietic Stem Cells Initiate Pre-neoplastic State that Is Predictive of Clinical Outcomes of Human Acute Leukemia
Borhane Guezguez, Mohammed Almakadi, Yannick D. Benoit, Zoya Shapovalova, Susann Rahmig, Aline Fiebig-Comyn, Fanny L. Casado, Borko Tanasijevic, Silvia Bresolin, Riccardo Masetti, Bradley W. Doble, Mickie Bhatia
Cancer Cells Volume 29, Issue 1, p61–74, 11 January 2016

Fonte:  McMaster University

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Proteine cercano e distruggono le cellule tumorali nel sangue.

Posted by giorgiobertin su gennaio 14, 2016

Utilizzando i globuli bianchi per trasportare proteine ​​anticancro potenti attraverso il flusso sanguigno è possibile eliminare le cellule del carcinoma della prostata metastatico nei topi. Ad affermarlo i ricercatori della Cornell University, che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista “Journal of Controlled Release“.

I ricercatori hanno creato liposomi di dimensioni nanometriche coniugati con una proteina chiamata TRAIL (Tumor Necrosis Factor-Related Apoptosis Indurre Ligand), che si attaccano ai leucociti (globuli bianchi). I liposomi sono circa un centesimo le dimensioni dei globuli bianchi. Poiché i globuli bianchi viaggiano attraverso il flusso sanguigno, la proteina TRAIL individua e uccide le cellule tumorali – lasciando il sangue privo di cancro.

Dagli esperimenti condotti si conclude che l’uso di leucociti circolanti come supporto per la proteina anticancro TRAIL potrebbe essere uno strumento efficace per agire direttamente sulle cellule tumorali circolanti nella prevenzione di metastasi del cancro alla prostata, e potenzialmente anche per altri tumori che si diffondono attraverso il flusso sanguigno. 
TRAIL è una terapia promettente per il cancro a causa della sua capacità di indurre l’apoptosi nelle cellule tumorali, e non nelle cellule normali. Dalla scoperta di TRAIL ci sono stati numerosi studi preclinici (Cancer Res., 68 (15), pp. 6035–6037) (Int. J. Gynecol. Cancer, 18 (4) (Jul 2008), pp. 670–676) che hanno dimostrato l’attività antitumorale.

La terapia è molto efficace in vivo e mostra diversi vantaggi, come l’assenza di tossicità e si ottengono buoni risultati in dosi molto basse”, ha detto l’autore senior Michael King

Scarica e leggi il documento in full text:
TRAIL-coated leukocytes that prevent the bloodborne metastasis of prostate cancer,
Elizabeth C. Wayne, Siddarth Chandrasekaran, Michael J. Mitchell, Maxine F. Chan, Rachel E. Lee, Chris B. Schaffer, Michael R. King,
Journal of Controlled Release, Volume 223, 10 February 2016, Pages 215-223, ISSN 0168-3659, http://dx.doi.org/10.1016/j.jconrel.2015.12.048.

Fonte: Cornell University

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