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Posts Tagged ‘statistica’

Obesità, diabete e cancro alla mammella: firma genetica comune.

Posted by giorgiobertin su luglio 11, 2017

Un gruppo di ricercatori del Centro della Complessità e dei Biosistemi (CC&B) dell’Università di Milano è riuscito a identificare una sorta di firma genetica comune a obesità, cancro alla mammella e diabete.

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Prove cliniche ed epidemiologiche hanno evidenziato il legame fra obesità, cancro alla mammella e diabete, ma non era ancora stata ottenuta una solida conferma di questa relazione a livello di espressione genetica. Grazie a un approccio innovativo all’analisi dei Big Data i ricercatori sono riusciti ad identificare la firma genetica che accomuna obesità, diabete e cancro alla mammella

La forza del nostro lavoro deriva dall’uso di metodi di filtraggio e riduzione del rumore particolarmente appropriati, grazie ai quali siamo riusciti a mitigare il batch effect. Questa strategia di analisi potrebbe venir utilizzata anche per studiare altre patologie, consentendo di sfruttare con maggior accuratezza l’enorme quantità di dati accumulati nella letteratura biomedica”, afferma il professor La Porta. “Grazie a questo approccio, siamo riusciti a identificare una lista di geni caratteristici dell’obesità, che sono anche associati al diabete di tipo 2 e al cancro alla mammella. Il tutto con un grado di precisione simile a quello usato per identificare il Bosone di Higgs”.

Sono stati individuati 38 geni che sono espressi in maniera diversa negli adipociti provenienti da soggetti obesi, confrontati con quelli provenienti da soggetti on obesi. Una sorta di firma genetica che sembra caratterizzare in maniera specifica la condizione di obesità, indipendentemente dal genere del soggetto. Questi geni sono soprattutto associati a processi di infiammazione e risposta immunitaria, e a
complicazioni note dell’obesità come il diabete di tipo 2 e l’infertilità.

Scarica e leggi il documento in full text:
Integrative analysis of pathway deregulation in obesity.
Francesc Font‐Clos, Stefano Zapperi and Caterina A.M. La Porta.
npj Systems Biology and Applications(2017) 3:18; doi:10.1038/s41540‐017‐0018‐z

Fonte: Università Statale di Milano

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Inquinamento atmosferico e mortalità.

Posted by giorgiobertin su giugno 29, 2017

Un nuovo studio dimostra che l’inquinamento atmosferico a livelli inferiori alle qualità dell’aria nell’ambiente secondo gli standard del “National Ambient Air Quality Standards” potrebbe aumentare in modo significativo il rischio di morte prematura. Lo studio è uno dei più grandi sull’inquinamento atmosferico con più di 60 milioni di cittadini anziani partecipanti. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “New England Journal of Medicine“.

Due sono i principali inquinanti atmosferici o inquinanti presenti nello smog – l’ozono e le polveri sottili. Secondo i ricercatori dell’Università di Harvard tutti i livelli di inquinamento atmosferico sono significativi e non c’è nessun limite inferiore di esposizione che può ridurre al minimo il rischio. Prima dello studio c’era in effetti un limite inferiore al di sotto del quale il rischio di morte era basso.

I ricercatori spiegano che le particelle sottili contengono minuscoli granelli di polvere che se inalate si depositano in profondità all’interno dei polmoni e sono collegate a malattie cardiovascolari e polmonari. L’ozono è un gas che irrita i tessuti polmonari se inalato e porta ad un peggioramento di asma ed altri disturbi polmonari nel tempo.

La sorpresa è stata quella di trovare che gli effetti dell’inquinamento dell’aria persistevano anche a livelli giuridicamente sicuri. Un limite di legge di 12 microgrammi per metro cubo d’aria per le particelle sottili, non è sicuro. Gli anziani esposti a partire da 5 microgrammi per metro cubo sono a rischio di morte prematura. Per quanto riguarda l’ozono, il limite di sicurezza di 70 parti per miliardo non è sicuro. Un aumento del rischio di morte è stato osservato anche  negli anziani esposti a livelli più bassi.

Leggi abstract dell’articolo:
Air Pollution and Mortality in the Entire Medicare Population
Qian Di, Yan Wang, Antonella Zanobetti, Yun Wang, Petros Koutrakis, Christine Choirat, Francesca Dominici, Joel D. Schwartz,
New England Journal of Medicine, 29 giugno 2017, doi :10,1056/NEJMoa1702747

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Nuovo calcolatore online per predire la sopravvivenza al cancro del colon-retto.

Posted by giorgiobertin su giugno 18, 2017

Per molti pazienti affetti da cancro, dopo lo shock iniziale della loro diagnosi, il pensiero va subito alla stima di quanto tempo hanno da vivere e se alcuni trattamenti potrebbero prolungare la loro esistenza.
Ora i ricercatori dell’University of Nottingham hanno sviluppato un software online gratuito con lo scopo di aiutare le persone a prendere decisioni più consapevoli circa il trattamento e la gestione delle aspettative dopo la diagnosi di cancro al colon-retto.

La ricerca per verificare l’accuratezza del nuovo calcolatore è stata pubblicata sul “British Medical Journal (BMJ)“. E’ stato dimostrato che lo strumento può prevedere in modo affidabile i tassi di sopravvivenza assoluti per gli uomini e le donne con cancro del colon-retto.

QCancer

Il nuovo strumento esamina anche una serie di fattori di rischio del paziente tra cui, storia di fumatore, indice di massa corporea, storia familiare, altre malattie e trattamenti come l’aspirina o statine, così come altre informazioni tra cui la chirurgia o trattamenti come la chemioterapia o trattamenti personalizzati.

Il team ha utilizzato informazioni provenienti da più di 44.000 pazienti da 947 pratiche per sviluppare equazioni separate per uomini e donne di età compresa tra i 15 e i 99 anni al momento della diagnosi di cancro al colon-retto.

Accedi al calcolatore online: QCancer®-2017(colorectal, survival)

Leggi il full text dell’articolo:
Development and validation of risk prediction equations to estimate survival in patients with colorectal cancer: cohort study
Hippisley-Cox Julia, Coupland Carol.
BMJ 2017; 357 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.j2497 (Published 15 June 2017)

Fonte: University of Nottingham

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AIFA: Report sulle reazioni avverse ai vaccini 2014-15.

Posted by giorgiobertin su giugno 8, 2017

L’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) rende disponibile ilRapporto sorveglianza post-marketing dei vaccini per gli anni 2014 e 2015“.
Il Rapporto fornisce una fotografia dello status delle segnalazioni relative alla sicurezza dei diversi tipi di vaccini nel periodo preso in esame.

Rapporto-vaccini-AIFA

Nella prima parte sono riportate le elaborazioni effettuate sulle segnalazioni spontanee dei sospetti eventi avversi che seguono l’immunizzazione registrati nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza. “Le reazioni avverse segnalate attraverso i sistemi di vigilanza passiva – spiega il report Aifa – rappresentano dei sospetti e non la certezza di una relazione causale tra prodotto medicinale (vaccino) somministrato ed evento avverso”.

Nella seconda parte sono descritti i principali eventi regolatori che hanno riguardato i vaccini, ovvero gli approfondimenti e le azioni intraprese a livello regionale, nazionale ed europeo nel biennio in esame.

Il Rapporto si conclude con approfondimenti dedicati alle malattie prevenibili da vaccino in relazione all’andamento delle coperture, con la descrizione dei progetti di farmacovigilanza attiva coordinati dall’AIFA.

Scarica e leggi il report in full text:
Rapporto sulla sorveglianza postmarketing dei vaccini in Italia 2014-2015
Numero pagine: 170 Data: 05/06/2017

Fonti: AIFA – DIRE – Notiziario settimanale Sanita’

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Creata la più grande banca dati di cellule staminali.

Posted by giorgiobertin su maggio 12, 2017

I ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute hanno realizzato in collaborazione con il King College di Londra, l’Istituto Europeo di Bioinformatica, l’Università di Dundee e l’Università di Cambridge la più grande collezione al mondo di cellule staminali ricavate da volontari sani. Il lavoro è descritto sulla rivista “Nature“.

Abbiamo realizzato una grande banca dati, di alta qualità, di cellule staminali pluripotenti indotte (IPS), cioè capaci di seguire diverse evoluzioni nello sviluppo, da volontari sani“, precisa il prof. Gaffney. Ognuna di queste linee cellulari è stata studiata e resa disponibile ad una comunità di ricercatori più ampia. Un passo fondamentale per realizzare migliori modelli cellulari di molte malattie.

I gruppi di staminali di riferimento sono stati ricavati dalle biopsie della pelle di 301 volontari sani, con cui sono state prodotte più linee di staminali per ogni persona, arrivando ad un totale di 711 linee cellulari, con informazioni dettagliate sul loro genoma, le proteine presenti e la loro biologia.

iPS cells
Skin cells can be reprogrammed into iPS cells that can then develop into different types of cells. Credit: Sanger Institute, Genome Research Limited

I progressi tecnologici hanno permesso di prendere una cellula adulta e utilizzare condizioni di crescita specifiche per far tornare indietro l’orologio – il ritorno ad uno stato embrionale precoce. Tutto ciò si traduce in una cellula staminale pluripotente indotta (IPSC), che può svilupparsi in qualsiasi tipo di cellula del corpo. Queste cellule iPSCs hanno un potenziale enorme per lo studio scientifico lo sviluppo e l’impatto delle malattie tra cui il cancro, il morbo di Alzheimer e le malattie cardiache.

Leggi abstract dell’articolo:
Common genetic variation drives molecular heterogeneity in human iPSCs
Helena Kilpinen, Angela Goncalves[…]Daniel J Gaffney
Nature (2017) Published online 10 May 2017, doi:10.1038/nature22403

Fonte: Wellcome Trust Sanger Institute

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Creato un ‘catalogo’ delle malattie legate alle variazioni genetiche del sistema immunitario.

Posted by giorgiobertin su maggio 11, 2017

Uno studio condotto da ricercatori della Vanderbilt University Medical Center (VUMC) e della University of Arizona College of Pharmacy ha generato il primo catalogo completo di malattie associate alle variazioni dell’antigene leucocitario umano (HLA), il locus dei geni che codificano le proteine sulla superficie delle cellule che sono responsabili della regolazione del sistema immunitario nell’uomo.

STM389

Il catalogo ha lo scopo di aiutare ad identificare le persone che sono a rischio per alcune malattie autoimmuni, che possono generare anticorpi che attaccano i loro stessi tessuti in risposta ad un’infezione.
I ricercatori hanno descritto l’iniziativa in un articolo sulla rivista “Science Translational Medicine” e pubblicato il catalogo online all’indirizzo http://www.phewascatalog.org.

HLA (antigene leucocitario umano) sono proteine ​​espresse sulla superficie delle cellule che – come targhette – che consentono al sistema immunitario di distinguere “propri” tessuti del corpo da “non-propri”, come patogeni“.- spiega il prof. Karnes della University of Arizona College of Pharmacy a Tucson.
Si ritiene che le persone con alcune varianti HLA possano – in risposta ad un’infezione, per esempio – generare anticorpi che attaccano i propri tessuti. Ciò suggerisce che alcune malattie autoimmuni potrebbero essere evitate in persone ad alto rischio identificandole e trattandole prima delle infezioni” – specifica Denny  co-autore dello studio.

Leggi abstract dell’articolo:
Phenome-wide scanning identifies multiple diseases and disease severity phenotypes associated with HLA variants
Jason H. Karnes, Lisa Bastarache, Christian M. Shaffer, Silvana Gaudieri, Yaomin Xu, Andrew M. Glazer, Jonathan D. Mosley, Shilin Zhao, Soumya Raychaudhuri, Simon Mallal, Zhan Ye, John G. Mayer, Murray H. Brilliant, Scott J. Hebbring, Dan M. Roden, Elizabeth J. Phillips and Joshua C. Denny
Science Translational Medicine 10 May 2017: Vol. 9, Issue 389, eaai8708 DOI: 10.1126/scitranslmed.aai8708

Accedi al catalogo: http://www.phewascatalog.org

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ISTAT: Dati di mortalità per causa 2003-2014.

Posted by giorgiobertin su maggio 8, 2017

Malattie del cuore, tumore del polmone, ipertensione, demenze, alzheimer e diabete: sono queste le prime cause di morte degli italiani rilevate dall’Istat per il periodo 2003-2014.

ISTAT-cause-morte

L’Istituto di statistica ISTAT ha pubblicato un report completo sui dati di mortalità per causa, evidenziando le prime 25 cause di mortalità nel nostro Paese.
Nel 2014 i decessi in Italia sono stati 598.670 e dal 2003 al 2014 il tasso di mortalità si è ridotto del 23% a fronte, però, di un aumento dell’1,7% dei decessi (+9.773) dovuto all’invecchiamento della popolazione. Sia nel 2003 che nel 2014 le prime tre cause di morte in Italia sono le malattie ischemiche del cuore, le malattie cerebrovascolari e le altre malattie del cuore (rappresentative del 29,5% di tutti i decessi), anche se i tassi di mortalità per queste cause si sono ridotti in 11 anni di oltre il 35%.

Scarica e leggi il report in full text:
L’EVOLUZIONE DELLA MORTALITÀ PER CAUSA: LE PRIME 25 CAUSE DI MORTE

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Mappatura genetica per il diabete di tipo 2.

Posted by giorgiobertin su maggio 8, 2017

Gli scienziati sono più vicini alla comprensione delle cause genetiche del diabete di tipo 2, individuando 111 nuove sedi cromosomiche (‘loci’) sul genoma umano che indicano la suscettibilità alla malattia, in precedenza solo 76 loci erano conosciuti e studiati. Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’University College London (UCL) in collaborazione con l’Imperial College of London.

genetics-diabetes

Lo studio, pubblicato su “The American Journal of Human Genetics“, ha utilizzato un metodo sviluppato presso UCL sulla base di mappe genetiche realizzate per indagare patologie complesse come il diabete di tipo 2. Sono stati analizzati campioni di pazienti di popolazioni europee, africane, americane, comprendente 5.800 soggetti con diabete di tipo 2 e 9.691 soggetti di controllo.

Nessuna malattia con una predisposizione genetica è stata più intensamente studiata come il diabete di tipo 2. Abbiamo dimostrato i benefici della mappatura genetica per identificare centinaia di luoghi in cui le mutazioni causali potrebbero essere presenti in molti popolazioni, tra cui gli afro-americani. Fornire un maggior numero di loci caratteristici per la malattia permetterà agli scienziati di studiare e costruire un quadro più dettagliato dell’architettura genetica del diabete di tipo 2″, ha spiegato l’autore principale, il prof. Nikolas Maniatis.

Attualmente stiamo studiando se questi loci alterano l’espressione dei geni in altri tessuti come il pancreas, fegato e muscolo scheletrico che sono anche rilevanti per diabete di tipo 2.

Leggi abstract dell’articolo:
High-Resolution Genetic Maps Identify Multiple Type 2 Diabetes Loci at Regulatory Hotspots in African Americans and Europeans
Winston Lau, Toby Andrew, Nikolas Maniatis
The American Journal of Human Genetics, Volume 100, Issue 5, 803 – 816, 4 May 2017

Fonte: University College London

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Scoperte varianti genetiche associate alla longevità.

Posted by giorgiobertin su aprile 24, 2017

I ricercatori della Boston University School of Public Health (BUSPH) and School of Medicine hanno individuato nuove varianti rare nei cromosomi 4 e 7 associate alla longevità e con rischi ridotti per cardiovascolare e morbo di Alzheimer.

senior women

Il gruppo di ricerca coordinato da Paola Sebastiani, professore di Biostatistics alla BU School of Public Health (BUSPH), ha creato un consorzio di quattro studies — the New England Centenarian Study, the Long Life Family Study, the Southern Italian Centenarian Study, and the Longevity Gene Projec. Sono stati analizzati i profili genetici di 2070 persone ultracentenarie. Le nuove varianti sono state individuate sui cromosomi 4 e 7.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Journals of Gerontology: Biological Sciences“.

Leggi abstract dell’articolo:
Four Genome-Wide Association Studies Identify New Extreme Longevity Variants
Paola Sebastiani Anastasia Gurinovich Harold Bae Stacy Andersen Alberto Malovini Gil Atzmon Francesco Villa Aldi T. Kraja Danny Ben-Avraham Nir Barzila… et al
J Gerontol A Biol Sci Med Sci glx027. DOI: https://doi.org/10.1093/gerona/glx027

Fonte: Boston University School of Public Health (BUSPH) and School of Medicine

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Identificati i rischi genetici di due sottotipi di Glioma.

Posted by giorgiobertin su marzo 28, 2017

Un consorzio internazionale di ricercatori guidato dal dottor Melissa Bondy, professore di medicina, presso il Dan L Duncan Comprehensive Cancer Center e McNair Scholar al Baylor College of Medicine, ha condotto il più grande studio sui dati dei tumori maligni al cervello alla ricerca per di marcatori genetici del glioma, una forma molto aggressiva di cancro al cervello.

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I ricercatori hanno analizzato milioni di varianti genetiche da quasi 12.500 persone con glioma e 18.000 senza la malattia. I dati sono stati ottenuti mediante analisi di associazione dell’intero genoma, un approccio che ha implicato scansione sui genomi completi nell’uomo. I risultati sono pubblicati sulla rivista “Nature Genetics“.

Fino ad ora la nostra comprensione dei rischi di sviluppare il glioma è stato limitato“, ha detto Bondy. “In questo lavoro abbiamo confermato 13 marcatori precedentemente identificati e scoperto 13 nuovi marcatori genetici associati a questa malattia aggressiva. Ora abbiamo un profilo genetico più completo dello spettro della malattia che amplia la nostra comprensione della suscettibilità glioma“. Mettendo insieme tante fonti di dati esistenti e nuovi, questo studio pone le basi per altre analisi più mirate dei rischi del glioma. “Si tratta di un significativo passo avanti che credo avrà chiare implicazioni per la nostra capacità di identificare le persone ad alto rischio, e per il loro trattamento.”

Leggi abstract dell’articolo:
Genome-wide association study of glioma subtypes identifies specific differences in genetic susceptibility to glioblastoma and non-glioblastoma tumors
Beatrice S Melin, Jill S Barnholtz-Sloan, Margaret R Wrensch, …….Richard S Houlston & Melissa L Bondy
Nature Genetics Published online 27 March 2017 doi:10.1038/ng.3823

Fonte: Baylor College of Medicine

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ASCO: Stato di cura del cancro in America: 2017.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2017

E’ stato pubblicato a cura dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), il rapporto sullo Stato di cura del cancro in America: 2017. Il documento a periodicità annuale, analizza le tendenze demografiche, economiche, e pratiche dell’oncologia che interessano la cura del cancro negli Stati Uniti e descrive il sistema di erogazione delle cura del cancro che è in rapida trasformazione.

2017-report-ASCO

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Journal of Oncology Practice“.

Scarica e leggi il Report in full text:
State of Cancer Care in America: 2017
A Report by the American Society of Clinical Oncology
Journal of Oncology Practice – published online before print March 22, 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1200/JOP.2016.020743

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Open data: Catalogo Dati Italiano ed Europeo.

Posted by giorgiobertin su marzo 15, 2017

Il Portale dati.gov.it è il catalogo nazionale dei metadati relativi ai dati rilasciati in formato aperto dalle pubbliche amministrazioni italiane. Il Portale è promosso dal Governo Italiano e gestito dall’Agenzia per l’Italia digitale con il supporto di FormezPA.
Il catalogo dati aperti espone, al momento, circa 18.000 dataset in formato aperto, così come pubblicati e aggiornati dalle rispettive amministrazioni. Nella home page è presente la finestra di ricerca dei dati e le aree (o categorie) tematiche in cui sono raggruppati i dataset del catalogo.
Es. Sanità:
– Elenco delle Aziende Ospedaliere e delle Aziende Ospedaliere Universitarie;
– Previdenza e assistenza;
– Dati e indicatori riguardanti il tema della sanità nelle regioni;
– Dati con cadenza semestrale malattie professionali per data;
– Dataset ministeriale contiene l’elenco completo delle farmacie aperte al pubblico;
– Parafarmacie;
……

European Data Portal         Dati Aperti Pubblica Amministrazione

Segnaliamo anche il portale Open Data dell’Ue (https://www.europeandataportal.eu/)che offre, attraverso un catalogo di metadati, un punto di accesso ai dati prodotti dalle istituzioni, dalle agenzie e dagli organismi europei. La qualità dei metadati viene verificata su base settimanale.
Es. Health

Accedi al portale nazionale Open Data italiano: dati.gov.it.

Accedi al portale europeo Open Data: Open Data Ue

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ACS: Statistiche sul cancro al colon-retto 1974-2013.

Posted by giorgiobertin su marzo 2, 2017

Sono stati pubblicati a cura dell’American Cancer Society” sulla rivista “Journal of the National Cancer Institute” i dati statistici sul tumore al colon-retto negli Stati Uniti dal 1974 al 2013.

ACSlogo

Le giovani generazioni sono più a rischio per il cancro al colon retto. Aumentano infatti i casi fra le persone di età inferiore ai 55 anni mentre incredibilmente diminuiscono tra i più anziani. Ad oggi infatti, 3 casi su 10 di cancro all’intestino e al colon, sono diagnosticati su ragazzi di età inferiore ai 55 anni. Una situazione che riporta indietro di quasi 100 anni, come conferma la dottoressa Rebecca Siegel curatrice dello studio. “I giovani sono a rischio di tumore al colon e al retto, esattamente come succedeva ai giovani nati alla fine del 1800 ed è un dato assai preoccupante e deludente“.

È necessario procedere con campagne di formazione e di prevenzione sia per i giovani che per i medici che devono essere sempre aggiornati su questo spinoso argomento per ridurre i ritardi nelle diagnosi e incoraggiare i ragazzi a mangiare sano e a mantenere uno stile di vita attivo.

I millennial seguirebbero un regime alimentare molto disordinato, prediligendo i cibi spazzatura alla dieta mediterranea, le carni rosse poco cotte e i cibi fritti. Troppo fast-food favorirebbe l’accumulo di grassi, zuccheri anche a causa dell’eccessivo consumo di bevande gassate.
A ciò poi vanno aggiunti il fumo e l’alcol che sono sempre più diffusi fra i giovani.

È possibile ridurre il rischio:
– Mangiando perecchie verdure, frutta e cereali integrali e meno carne rossa (manzo, maiale, o agnello),carni trasformate (hot dog ed altre carni).
– Seguendo un regolare esercizio fisico.
– Controllando il peso.
– Evitando il tabacco.
– Limitando l’alcool. L’American Cancer Society non raccomanda più di 2 bicchieri al giorno per gli uomini e 1 drink al giorno per le donne.

Scarica e leggi il documento in full text:
Colorectal Cancer Incidence Patterns in the United States, 1974–2013
Rebecca L. Siegel; Stacey A. Fedewa; William F. Anderson; Kimberly D. Miller; Jiemin Ma Philip S. Rosenberg Ahmedin Jemal
J Natl Cancer Inst (2017) 109 (8): djw322. DOI: https://doi.org/10.1093/jnci/djw322 Published: 28 February 2017

Fonte: American Cancer Society

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L’andamento della mortalità per tumori in Europa nel 2017.

Posted by giorgiobertin su febbraio 24, 2017

Sulla rivista “Annals of Oncology” è stato pubblicato uno studio epidemiologico internazionale, coordinato dall’Università Statale di Milano, che stima – per il 2017 – un generale miglioramento nei tassi di mortalità per tumore nell’Unione Europea, con una diminuzione della mortalità più veloce negli uomini rispetto alle donne.

Lo studio ha esaminato i tassi di mortalità di 28 stati membri dell’UE in totale e nei suoi sei maggiori paesi – Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito – sia per tutti i tumori, sia singolarmente per stomaco, intestino, pancreas, polmone, prostata, mammella, utero (compresa cervice) e leucemie, per uomini e donne.

images-cancer Unimi logo

Il fatto che le diminuzioni dei tassi di mortalità siano minori nelle donne rispetto agli uomini essenzialmente riflette i diversi andamenti di mortalità del tumore del polmone e dei tumori correlati al fumo fra i due sessi” afferma il professor La Vecchia. “Infatti i tassi di mortalità per cancro al polmone nelle donne sono in continuo aumento rispetto al 2012; abbiamo predetto un aumento di circa il 5% per quest’anno e un tasso di 14,5 per 100.000 donne; al contrario, negli uomini il tasso di mortalità per il tumore del polmone diminuirà dell’11%, raggiungendo un valore di 33 per 100.000.”

Leggi abstract dell’articolo:
European cancer mortality predictions for the year 2017: with focus on lung cancer
M. Malvezzi, G. Carioli, P. Bertuccio, P. Boffetta, F. Levi, C. La Vecchia and E. Negri
Annals of Oncology. doi:10.1093/annonc/mdx033

Fonti: Università di Milano Comunicato stampa – LeScienze

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Trapianti e donazione organi in Italia 2016.

Posted by giorgiobertin su gennaio 11, 2017

E’ stato pubblicato il report sulle Attività di donazione e trapianto nel 2015, elaborato dal Centro nazionale trapianti (Cnt). In Italia si fanno sempre più trapianti, soprattutto nelle regioni del Nord.

Centro_Nazionale_Trapianti

Nel 2015 i trapianti sono stati 3.326, mentre erano stati 3.250 nel 2014 e 3.089 nel 2013. Ad aumentare sono anche le donazioni, che sono state 1.489 rispetto alle 1.443 del 2014 ed alle 1.350 del 2013. Malgrado i numeri positivi, la situazione italiana resta di emergenza. Al 31 dicembre 2015 erano 9.070 le persone in attesa di trapianto, tre quarti delle quali in lista per ricevere un rene, per il quale si attendono in media tre anni; due anni invece è la media dell’attesa per il fegato, 2,8 per il cuore, oltre tre per il pancreas.

Con 273 donatori la Lombardia si conferma la regione più ‘generosa’. A seguirla, con 180 donatori, la Toscana, quindi Emilia Romagna (135) e Veneto (128). Solo 20 casi in Calabria, 27 in Abruzzo, 36 in Sardegna, 47 nelle Marche, 50 in Puglia e Sicilia.

Scarica e consulta i dati.

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Annuario statistico italiano 2016.

Posted by giorgiobertin su gennaio 2, 2017

L’Annuario statistico italiano offre di anno in anno un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto. Con il suo apparato di informazioni e metadati, l’Annuario costituisce per esperti, policy maker e cittadini un importante strumento per orientarsi all’interno dell’offerta di dati e fonti.

cover-asi2016

Scarica e leggi dati in full text:
Annuario Statistico 2016 – Anno di edizione: 2016 Pagine: 779

Capitolo 4. Sanità e salute

ISTAT: comunicato stampa

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Osservatorio nazionale screening: report 2016.

Posted by giorgiobertin su dicembre 22, 2016

Sono stati presentati i dati del rapporto 2016 dell’Osservatorio nazionale screening (Ons). L’edizione di quest’anno si presenta in una forma completamente rinnovata che intende facilitare l’accesso ai dati presentando i risultati dell’attività dei programmi di screening in modalità dinamica.

ons-rapporto-2016

I dati presentati si riferiscono all’attività svolta dai programmi di screening nel 2014 e nel 2015 e dicono che ci sono progressi. Quasi 13 milioni di inviti nel 2015 (12.987.253, un milione di più che nel 2014) e poco meno di 6 milioni di test (5.876.046, oltre 300.000 in più rispetto al 2014) effettivamente eseguiti. Nel 2015 più dell’80% della popolazione italiana in età target viene regolarmente invitata allo screening mammografico, poco meno a quello cervicale e colorettale. Sempre in evidenza il divario fra Centro Nord e Sud.

Scarica e leggi il full text del rapporto:
Consulta il Rapporto dell’Osservatorio nazionale screening 2016, con i dati sugli screening organizzati aggiornati al 2015.

RAPPORTO ONS 2016

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La mortalità infantile nel mondo.

Posted by giorgiobertin su novembre 25, 2016

Un articolo pubblicato sulla rivista “Lancet” fornisce il quadro aggiornato e completo della mortalità infantile nel mondo. L’indagine è stata condotta da ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, del China National Office of Maternal and Child Health Surveillance e della Sichuan University e si riferisce al periodo 2000-15 su 194 Stati membri.

Dallo studio emergono disuguaglianze di salute, con tassi nazionali di mortalità infantile che variano da 1,9 a 155,1 decessi per 1000 nati vivi, e con il 60,4% dei decessi (3,6 milioni) concentrati in soltanto 10 Paesi.
Secondo le stime del gruppo di esperti, nel 2015 si sono verificati nel mondo 5,9 milioni di decessi tra i bambini sotto i 5 anni, quasi la metà (2,7 milioni, 45,1%) dei quali tra i neonati (primi 28 giorni di vita).

Statistics

Scarica e leggi il documento in full text:
Global, regional, and national causes of under-5 mortality in 2000-15: an updated systematic analysis with implications for the Sustainable Development Goals
The Lancet a novembre 2016
appendici

editoriale di Peter Byass “Child mortality is (estimated to be) falling”. The Lancet, novembre 2016

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ECDC: Epatiti B e C nell’unione Europea.

Posted by giorgiobertin su novembre 24, 2016

L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), come aggiornamento del precedente documento che copriva il periodo 2000-2009, ha pubblicato una approfondita revisione della più recente letteratura scientifica (2005-2015) sulla prevalenza delle epatiti B e C nei Paesi dell’Unione Europea.

hepatitis-b-and-c

Scarica e leggi il documento in full text:
Systematic review on hepatitis B and C prevalence in the EU/EEA
Lara Tavoschi, Erika Duffell, Helena de Carvalho Gomes and Andrew Amato-Gauci; and produced by Sanne
Hofstraat, Abby Falla, Irene Veldhuijzen,Susan Hahné and Birgit van Benthem

Read more:

Annual Epidemiological Report 2016 – hepatitis B

Annual Epidemiological Report 2016 – hepatitis C

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OMS Europa: Hub europeo su migranti e salute.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2016

L’ Oms Europa e il Consiglio sanitario regionale siciliano (che ha fornito anche supporto finanziario), ha creato il primo European Knowledge Hub on Health and Migration (Hub europeo della conoscenza su salute e migrazione). Il portale è pensato per supportare il lavoro di coloro che si occupano direttamente degli aspetti sanitari legati ai fenomeni migratori, il Knowledge Hub mira ad essere un vero e proprio repository delle evidenze scientifiche sul tema e una piattaforma di formazione per tutti gli stakeholder nel campo della migrazione e salute, con un approccio intersettoriale.

who-europe

Scarica e leggi il documento:
EUR/RC66/8 Strategy and action plan for refugee and migrant health in the WHO European Region

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Approfondimenti tematici

Fonte: Epicentro.iss.it

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The Global Burden of Cancer in Women

Posted by giorgiobertin su ottobre 31, 2016

L’American Cancer Society (ACS) e la Merck KGaA, Darmstadt, Germania hanno pubblicato un rapporto che mostra tutte e quattro le principali cause di decessi per cancro nelle donne in tutto il mondo; sono in gran parte prevenibili o spesso possono essere diagnosticate precocemente, quando il trattamento può avere successo.

cancer-women

La ricerca esamina il crescente impatto del cancro tra le donne nei paesi a basso e medio reddito – e delinea possibili soluzioni per ridurre al minimo l’impatto economico e sociale della malattia per le donne, le loro famiglie e i sistemi sanitari.

Scarica e leggi il documento in full text:
The Global Burden of Cancer in Women

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Ricostruito in 3D un modello di genoma umano.

Posted by giorgiobertin su ottobre 27, 2016

Un gruppo internazionali di ricercatori, coordinato dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, ha ricostruito al computer un modello Tridimensionale del genoma Umano. La forma del DNA (oltre alla sua sequenza) incide significativamente sui processi biologici ed e dunque fondamentale per conoscerne la funzione.


SISSA – International School for Advanced Studies – Simulation of chromosomes in the cell nucleus

Questo nuovo studio ha fornito un primo tridimensionale, approssimativo ma realistico, identikit del genoma umano. Grazie alle caratteristiche del nuovo metodo, la ricostruzione strutturale sulla base sia dati sperimentali e metodi statistici sarà raffinato come diventano disponibili nuovi dati sperimentali. Lo studio, realizzato in collaborazione con l’Università di Oslo, è stato pubblicato su “Scientific Reports“.

Scarica e leggi il documento in full text:
Hi-C-constrained physical models of human chromosomes recover functionally-related properties of genome organization
Marco Di Stefano, Jonas Paulsen[…]Cristian Micheletti
Scientific Reports 6, Article number: 35985 Published online: 27 October 2016

Fonte: Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste

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Cancro alla prostata: Terapia ormonale aumenta il rischio di demenza.

Posted by giorgiobertin su ottobre 14, 2016

Gli uomini con cancro alla prostata che sono trattati con una forma di terapia ormonale per abbassare il testosterone, hanno il doppio delle probabilità di sviluppare demenza entro cinque anni. Ad affermarlo uno studio retrospettivo delle cartelle cliniche dei pazienti con cancro alla prostata  condotto alla Stanford Universtity e pubblicato sulla rivista “JAMA Oncology“.

androgen-deprivation

Il testosterone può promuovere la crescita dei tumori della prostata, e così i medici hanno utilizzato terapia di deprivazione androgenica per abbassare il testosterone e altri androgeni nei pazienti con cancro alla prostata sin dal 1940.

Il team ha esaminato i record (cartelle cliniche) di quasi 10.000 pazienti con carcinoma della prostata. Dei 1.829 che hanno ricevuto la terapia di deprivazione androgenica (ADT), 7,9 per cento ha sviluppato la demenza entro cinque anni, contro il 3,5 per cento di quelli non trattati con ADT.

Il rischio è reale e, a seconda della storia di demenza del paziente, si può prendere in considerazione dei trattamenti alternativi” – afferma Nigam Shah, professore associato di informatica biomedica alla Stanford Universtity.
I ricercatori avvertono comunque che i malati di cancro alla prostata che stanno ricevendo ADT non dovrebbe apportare modifiche ai loro farmaci senza parlare prima con i loro medici.

Leggi il full text dell’articolo:
Association Between Androgen Deprivation Therapy and Risk of Dementia
Kevin T. Nead, MD, MPhil; Greg Gaskin, BS; Cariad Chester, BS; Samuel Swisher-McClure, MD, MSHP; Nicholas J. Leeper, MD; Nigam H. Shah, PhD, MBBS
JAMA Oncol. 2016; doi: 10.1001/jamaoncol.2016.3662

Fonte: Stanford Universtity

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Nuovi dati dal Global Burden of Disease Study 2015.

Posted by giorgiobertin su ottobre 7, 2016

Questa settimana, “The Lancet” pubblica una ampia relazione per valutare lo stato di salute del mondo. Nel complesso, 1.870 esperti provenienti da 127 paesi hanno unito i loro sforzi per produrre il Global Burden of Disease 2015.


New results from the Global Burden of Disease Study 2015 examine causes of death and categorise regions according to the Socio-demographic Index, or ‘SDI’.

Il Global Burden of Disease Study (GBD) è il più completo studio epidemiologico osservazionale fatto in tutto il mondo fino ad oggi. Esso descrive la mortalità e morbilità da malattie gravi, lesioni e fattori di rischio per la salute a livello globale, nazionale e regionale. Esaminando le tendenze dal 1990 ad oggi è possibile fare confronti tra popolazioni consentendo la comprensione delle mutevoli sfide per la salute che devono affrontare le persone in tutto il mondo nel 21° secolo.

Scarica e leggi i documenti in full text:
Global Burden of Disease
The Lancet, Vol. 388, No. 10053 Published: October 08, 2016

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I numeri del cancro in Italia 2016.

Posted by giorgiobertin su settembre 28, 2016

E’ stata pubblicata da AIOM e AIRTUM la sesta edizione del volume “I numeri del cancro in Italia – 2016”. La pubblicazione mette in luce la qualità del nostro sistema assistenziale: la sopravvivenza nel nostro Paese è allineata alla media europea e per molti tipi di tumore è superiore. Anche il confronto con i Paesi del Nord Europa, dove si documentano i valori più elevati, offre informazioni incoraggianti sull’efficacia globale del nostro sistema sanitario nelle sue componenti preventive, diagnostiche e terapeutiche.

2016_rapporto_oncologia

Nel 2015 le persone vive nel nostro Paese dopo una diagnosi neoplastica sono state per l’esattezza 3.037.127, corrispondente al 4,7% della popolazione della penisola. Di questi il 46% erano maschi e il 54% femmine, con oltre un terzo (il 35%) di popolazione over 75. Nel 2016 sono stimate complessivamente più di 365mila nuove diagnosi di cancro: la neoplasia più frequente è quella del colon-retto (52mila), seguita da seno (50mila) e polmone (41mila). Questi sono a grandi linee i principali numeri del cancro.

Le donne sono più a rischio. Dall’atlante di quest’anno emergono due tendenze opposte ma chiare. Aumentano i nuovi casi di tumore fra le donne e diminuiscono fra gli uomini. Nel 2016 le italiane colpite dalla malattia sono 176.200 (erano 168.900 nel 2015). Per gli uomini invece si assiste a un fenomeno opposto, con 189.600 nuove diagnosi e un calo del 2,5 per cento ogni 12 mesi (erano 194.400 nel 2015): oltre ai tumori del polmone e della prostata, per la prima volta si assiste anche ad un calo dei tumori del colon-retto, a testimoniare l’impatto che hanno avuto nella popolazione generale i programmi di screening organizzati sul territorio nazionale.

Scarica e leggi il rapporto in full text:
I numeri del cancro in Italia 2016

Fonte ed approfondimenti: AIOM.it

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