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Posts Tagged ‘virologia’

Scoperto come rendere le cellule resistenti al virus HIV.

Posted by giorgiobertin su aprile 11, 2017

Gli scienziati dello Scripps Research Institute (TSRI) – La Jolla, CA, hanno trovato un modo per legare degli anticorpi HIV-combattenti alle cellule del sistema immunitario. Una metodica di ingegneria immunochimica che ha permesso di creare una popolazione di cellule resistenti al virus. Nei loro esperimenti in laboratorio i ricercatori hanno dimostrato che queste cellule resistenti possono sostituire rapidamente le cellule malate, potenzialmente curare la malattia in una persona con HIV.

HIV resistenza
Here, cells protected from rhinovirus by membrane-tethered, receptor-blocking antibodies survive well and form colonies.
CREDIT: Jia Xie, Lerner Lab

Questa protezione sarebbe a lungo termine“, ha detto Jia Xie, primo autore dello studio pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)“.

Prima di testare il nuovo sistema contro l’HIV, gli scienziati hanno usato rhinovirus (responsabile di molti casi di raffreddore comune) come modello. E’ stato utilizzato un vettore chiamato lentivirus per fornire un nuovo gene per le cellule umane in coltura. Il gene è incaricato di sintetizzare anticorpi che si legano con il recettore delle cellule umane (ICAM-1). Con la nuova tecnica il virus non può entrare nella cellula di diffondere l’infezione. “Questa è davvero una forma di vaccinazione cellulare“, ha detto il prof. Lerner.

In sostanza, i ricercatori hanno costretto le cellule ad una competizione darwiniana, “sopravvivenza del più forte“. Le cellule senza protezione dell’anticorpo sono morte, lasciando le cellule protette a sopravvivere e moltiplicarsi, riuscendo a trasmettere il gene protettivo a nuove cellule.

Leggi abstract dell’articolo:
Immunochemical engineering of cell surfaces to generate virus resistance
Jia Xie, Devin Sok, Nicholas C. Wu, Tianqing Zheng, Wei Zhang, Dennis R. Burton, and Richard A. Lerner
PNAS 2017 ; published ahead of print April 10, 2017, doi:10.1073/pnas.1702764114

Fonte: Scripps Research Institute (TSRI)

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Creato un virus che attacca selettivamente il tumore.

Posted by giorgiobertin su marzo 16, 2017

Gli scienziati del Biomedical Research Institute IDIBAPS e dell’ Institute for Research in Biomedicine (IRB Barcellona) hanno condotto uno studio in cui hanno progettato una nuova strategia per ottenere virus geneticamente modificati per attaccare selettivamente le cellule tumorali senza intaccare i tessuti sani.
Lo studio, pubblicato sulla rivista “Nature Communications“.

Virus-cancer
The image shows tumour cells infected by the virus, which expresses a fluorescent protein. Over the days (in the image fifth day), the virus multiplies, generating new virions that infect more cancer cells (IDIBAPS, IRB Barcelona)

Abbiamo approfittato della diversa espressione di un tipo di proteina, CPEBs, nei tessuti normali e tumorali“, spiega il prof. Raúl Méndez. CPEB è una famiglia di quattro RNA-binding protein (le molecole che trasportano le informazioni dai geni per sintetizzare le proteine) che controllano l’espressione di centinaia di geni e mantengono la funzionalità e la capacità di riparare tessuti in condizioni normali. Quando CPEBs si sbilanciano, cambiano l’espressione di questi geni nelle cellule e contribuiscono allo sviluppo di processi patologici come il cancro.

CPEB4, è altamente espresso nelle cellule tumorali ed è necessario per la crescita del tumore, CPEB1, è espresso in tessuti normali e non nelle cellule tumorali. Abbiamo sfruttato questo squilibrio per fare un virus che attacca solo le cellule con alti livelli di CPEB4, e bassi valori di CPEB1, che significa che interessa solo le cellule tumorali, ignorando i tessuti sani“- afferma il prof. Mèndez. Quando i virus modificati sono stati immessi nelle cellule tumorali hanno replicato il loro genoma ed hanno distrutto le cellule tumorali.

Questa strategia oncoselective potrebbe essere valida per molti tumori solidi.

Leggi il full text dell’articolo:
Translational reprogramming in tumor cells can generate oncoselectivity in viral therapies
Eneko Villanueva, Pilar Navarro, María Rovira-Rigau, Annarita Sibilio, Raúl Méndez, Cristina Fillat
Nature Communications. DOI: 10.1038/NCOMMS14833 Published online:16 March 2017

Fonte: Biomedical Research Institute IDIBAPS-IRB Barcellona

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Viroterapia per reindirizzare il sistema immunitario contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su febbraio 16, 2017

I ricercatori virologi dell’Institut d’Investigació Biomèdica de Bellvitge (IDIBELL) – Barcelona – Spain, coordinati dal professore Ramon Alemany, hanno sviluppato un virus oncolitico che può reindirizzare il sistema immunitario del paziente contro le cellule tumorali. Il lavoro, pubblicato sulla rivista “Cancer Research“, apre la porta allo sviluppo di nuovi percorsi terapeutici contro vari tipi di cancro.

virus-terapia
The T cells (in gray) of the immune system surround the tumor cells (in green) thanks to the action of BiTE antibodies secreted by the oncolytic adenovirus. CREDIT IDIBELL

Lavoriamo con gli adenovirus oncolitici, virus modificati che attaccano solo le cellule tumorali senza attaccare il tessuto normale, in forma di terapia mirata“, spiega Carlos Fajardo, primo autore dello studio. Gli adenovirus sono una famiglia di virus che possono causare raffreddori, gastroenteriti e congiuntiviti. Tuttavia, questi virus una volta modificati possono prendere di mira selettivamente le cellule tumorali fornendo un grande potenziale per un uso terapeutico anti-cancro.

La viroterapia contro il cancro è una ricerca molto attiva, grazie ai progressi della immunoterapia sviluppata negli ultimi anni. In questo campo ci sono però diverse limitazioni; uno di queste è che il nostro sistema immunitario riconosce il virus come un patogeno e attacca entrambi. I ricercatori affermano di essere riusciti a reindirizzare il sistema immunitario ad attaccare solo le cellule tumorali piuttosto che il virus.

Leggi abstract dell’articolo:
Oncolytic adenoviral delivery of an EGFR-targeting T cell engager improves antitumor efficacy
Carlos A Fajardo, Sonia Guedan, Luis A Rojas, Rafael Moreno, Marcel Arias-Badia, Jana de Sostoa, Carl H. June and Ramon Alemany
Cancer Research DOI: 10.1158/0008-5472.CAN-16-1708 Published 31 January 2017

Fonte ed approfondimenti: Institut d’Investigació Biomèdica de Bellvitge (IDIBELL) – Barcelona – Spain

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Diabete di tipo 1 legato alle infezioni da enterovirus nei bambini.

Posted by giorgiobertin su gennaio 10, 2017

Una nuova ricerca condotta dai ricercatori University of Tampere in Finland indaga il legame tra la malattia e un tipo di infezione da enterovirus nei bambini. Lo studio è pubblicato sulla rivista “Diabetologia“.

diabetologia1-2

Il team – guidato dal Prof. Heikki Hyöty e il Dr. Hanna Honkanen – ha analizzato un totale di 1.673 campioni di feci da 129 bambini che erano risultati positivi per gli anticorpi del Diabete tipo 1, e 3.108 campioni di feci da un gruppo di controllo di 282 bambini. I risultati suggeriscono che le infezioni da enterovirus diagnosticate rilevando RNA virale nelle feci sono associate con lo sviluppo del Diabete di tipo 1  con un ritardo anche di diversi mesi.

I tipi di enterovirus più frequentemente riscontrati sono: Coxsackievirus A4 (che rappresentano il 28 per cento dei virus genotipizzati), A2 coxsackievirus, (che ha il 14 per cento dei virus), e A16 Coxsackievirus (che ha rappresentato l’11 per cento dei virus).

Questa scoperta supporta le osservazioni precedenti di altri studi prospettici che suggerivano che le infezioni da enterovirus possono svolgere un ruolo nell’avvio del processo che danneggia le cellule beta“.
Sarà importante esplorare la possibilità di creare un vaccino contro questi virus per scoprire se si può prevenire il diabete di tipo 1“, affermano i ricercatori.
Gli autori hanno convenuto che ulteriori ricerche sono necessarie per validare ulteriormente i risultati dello studio in corso.

Ricordiamo che il Diabete di tipo 1 (malattia autoimmune che blocca nel corpo la produzione di insulina) è di solito diagnosticato nei bambini e negli adulti, e si verifica quando il sistema immunitario del corpo non riconosce le proprie cellule beta produttrici di insulina; anzi le attacca e le danneggia. Il corpo ha bisogno di insulina per trasformare il glucosio nel sangue in energia.

Leggi abstract dell’articolo:
Detection of enteroviruses in stools precedes islet autoimmunity by several months: possible evidence for slowly operating mechanisms in virus-induced autoimmunity
Honkanen, H., Oikarinen, S., Nurminen, N. et al.
Diabetologia (2017) First Online: 09 January 2017 doi:10.1007/s00125-016-4177-z

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Scoperto anticorpo che neutralizza il virus HIV.

Posted by giorgiobertin su novembre 19, 2016

I ricercatori del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) del Nih (National Institutes of Health), in uno studio pubblicato sulla rivista “Cell” affermano di aver identificato un nuovo modo per combattere il virus Hiv utilizzando l’anticorpo N6, aprendo così la strada allo sviluppo di nuovi potenziali trattamenti più efficaci per la cura e la prevenzione del virus.

antibodyasf

La scoperta di anticorpi contro l’HIV è stata molto difficile perché il virus cambia rapidamente le sue proteine di superficie per eludere il riconoscimento da parte del sistema immunitario.

Il team di scienziati ha identificato N6 nel sangue di un paziente affetto da hiv, osservando che l’anticorpo, oltre a essere capace di neutralizzare il 98% dei ceppi del virus, previene l’infezione legandosi ad una regione specifica della capsula che lo avvolge, impedendogli in questo modo di attaccare le cellule immunitarie che sono il suo bersaglio naturale.

Leggi abstract dell’articolo:
Identification of a CD4-binding site antibody to HIV that evolved near-pan neutralization breadth.
J Huang, BH Kang, E Ishida, T Zhou et al.
Immunity 45, 1108–1121, November 15, 2016 DOI: 10.1016/j.immuni.2016.10.027 (2016).

Fonte: Wired.it

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Nuovo test per distinguere tra infezioni virali e batteriche.

Posted by giorgiobertin su agosto 24, 2016

Un team internazionale di scienziati – coordinato dai ricercatori dell’Imperial College di Londra – ha scoperto due geni che vengono attivati quando un bambino ha una infezione batterica. Questo potrebbe consentire ai medici di distinguere rapidamente tra una malattia virale o batterica, e identificare i primi casi di infezioni potenzialmente mortali.

senior-researcher

Lo studio, pubblicato su “JAMA“, ha scoperto che i due geni, chiamati IFI44L e FAM89A, si attivano in posizione “on” quando una infezione batterica è presente. Questo studio, condotto su 250 bambini ha rilevato che i due geni predicono un’infezione batterica con una precisione 95-100 per cento. Lo studio potrebbe consentire ai medici di distinguere tra infezioni batteriche e virali, e individuare i primi casi di infezioni gravi che potrebbero essere mortali.

Meningite, setticemia e polmonite tutte si verificano come risultato di una infezione batterica. Riuscire a differenziare queste condizioni potenzialmente pericolose per la vita dovrebbero consentire ai sanitari di intervenire rapidamente con trattamenti accurati.
Inoltre, facendo una distinzione se un individuo ha una infezione virale o batterica può impedire la prescrizione di antibiotici per i virus. Ricordiamo che gli antibiotici sono efficaci solo contro i batteri e non combattono le infezioni causate da virus come il raffreddore, l’influenza, il mal di gola e la bronchite.

Attualmente, quando un bambino in visita dal medico o al pronto soccorso con una febbre, non esiste nessun metodo rapido per determinare se il bambino ha una malattia batterica o virale. Molti bambini sono ricoverati in ospedale e ricevono antibiotici, perché il team medico non è in grado di escludere immediatamente la possibilità di una infezione batterica – ma in realtà, sono affetti da un virus.
Tagliare il numero di antibiotici prescritti in modo inappropriato è fondamentale per fermare la diffusione della resistenza antimicrobica, che minaccia il futuro della medicina moderna.

Leggi abstracts degli articoli:
Diagnostic Test Accuracy of a 2-Transcript Host RNA Signature for Discriminating Bacterial vs Viral Infection in Febrile Children
Jethro A. Herberg, PhD; Myrsini Kaforou, PhD; Victoria J. Wright, PhD; Hannah Shailes, BSc; Hariklia Eleftherohorinou + al.
JAMA 2016;316(8):835-845. doi:10.1001/jama.2016.11236.

Association of RNA Biosignatures With Bacterial Infections in Febrile Infants Aged 60 Days or Younger
Prashant Mahajan, MD, MPH, MBA; Nathan Kuppermann, MD, MPH; Asuncion Mejias, MD, PhD; Nicolas Suarez + al.
JAMA. 2016;316(8):846-857. doi:10.1001/jama.2016.9207.

Editorial: Genetics and the Evaluation of the Febrile Child

Fonte: Imperial College London

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Scoperto come il virus HIV entra nelle cellule immunitarie.

Posted by giorgiobertin su giugno 24, 2016

La maggior parte dei virus entrano nel nucleo della cellula quando questa si divide e la membrana nucleare – il muro che protegge il nucleo e il suo prezioso carico di DNA – si rompe. Ma il virus HIV-1 non aspetta che ciò avvenga; in qualche modo, riesce a entrare nel nucleo delle cellule prima della divisione. Come riesce a fare questo è un mistero.

Ora il prof. Edward M. Campbell e il suo team del Department of Microbiology and Immunology at Loyola’s Stritch School of Medicine hanno trovato che il virus dirotta una proteina chiamata KIF5B, che trasporta normalmente vari materiali all’interno della cella, in modo tale che i pori diventano abbastanza grandi da consentire all’HIV-1 di passare. I pezzi che vengono strappati via sono proteine chiamate Nup358.

Nelle cellule che non hanno KIF5B o Nup358, gli autori notano che HIV-1 è molto ridotto, e il virus si accumula intorno alla parte esterna della membrana nucleare e non riesce ad entrare.

HIV-cell-nuclear
In cells that have no KIF5B or Nup358, the researchers note that HIV-1 entry is much reduced, and the virus (red) accumulates around the outside of the cell nucleus (blue).Image credit: Loyola University Chicago

Il team suggerisce che la scoperta è molto importante perchè potrebbe portare a un nuovo tipo di farmaco anti-HIV che blocca KIF5B. Tale farmaco potrebbe rallentare l’ingresso di HIV nel nucleo della cellula ospite abbastanza a lungo per dare il tempo sistema immunitario a dare l’allarme e distruggere il virus.

E’ come fare un caveau in una banca dove diventa più difficile entrare. Oltre a rendere il denaro più sicuro, aumenterebbe la possibilità di suonare l’allarme e catturare i ladri.” – afferma il prof. Campbell.

Leggi il full text dell’articolo:
KIF5B and Nup358 Cooperatively Mediate the Nuclear Import of HIV-1 during Infection
Adarsh Dharan, Sarah Talley, Abhishek Tripathi, João I. Mamede, Matthias Majetschak, Thomas J. Hope, Edward M. Campbell
PLOS Pathogens Published: June 21, 2016    http://dx.doi.org/10.1371/journal.ppat.1005700

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Virus Zika: A Padova primo isolamento dalla saliva.

Posted by giorgiobertin su marzo 15, 2016

Un gruppo di virologi dell’Unità operativa di microbiologia e virologia dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova diretto dal professor Palù sono riusciti, per la prima volta in letteratura, ad isolare Zika virus in coltura dalla saliva.

Zika_virus

Il campione proveniva da un paziente che presentava i sintomi tipici di febbre, mialgia, artralgia, congiuntivite e eritema cutaneo maculare, dopo un viaggio nella Repubblica Domenicana.

Il soggetto, che è stato monitorato con tecniche di diagnostica molecolare per oltre un mese per la presenza del genoma virale nei fluidi organici, aveva concentrazioni di Rna di Zika virus molto più elevate nella saliva (3 milioni di copie/ml) che nelle urine (1 milione di copie/ml) e nel sangue (30 copie/ml) e una persistenza più lunga nel tempo del virus nella saliva (oltre 30 giorni).

La scoperta dei virologi padovani, pubblicata sulla rivista “Eurosurveillance“, apre dunque nuovi, suggestivi scenari di ricerca per controllare la diffusione ed approntare misure di contenimento dell’infezione da Zika virus.

Scarica e leggi il documento in full text:
Isolation of infectious Zika virus from saliva and prolonged viral RNA shedding in a traveller returning from the Dominican Republic to Italy
Barzon L, Pacenti M, Berto A, Sinigaglia A, Franchin E, Lavezzo E, Brugnaro P, Palù G.
Euro Surveill. 2016;21(10):pii=30159. DOI: http://dx.doi.org/10.2807/1560-7917.ES.2016.21.10.30159

Fonte: Università degli Studi di Padova

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Sigarette elettroniche: un veleno per le vie aeree.

Posted by giorgiobertin su gennaio 31, 2016

I ricercatori dell’UC San Diego School of Medicine and Veterans Affairs San Diego Healthcare System, in uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of Molecular Medicine“, riportano che le sigarette elettroniche espongono i polmoni alla tossicità, riducono l’efficacia del sistema immunitario e favoriscono l’attività batterica, rendendo potenzialmente i superbatteri più mortali.

e-cigarette
E-cigarettes are shown to promote bacterial virulence and inflammation in the latest study.

I ricercatori hanno effettuato gli studi sui topi per esaminare gli effetti degli e-liquidi provenienti da sette diversi produttori. Gli animali sono stati esposti a vapori di e-sigaretta per 1 ora al giorno, 5 giorni alla settimana per 4 settimane.

I risultati hanno mostrato che i marcatori infiammatori delle vie aeree e nel sangue dei topi dopo l’inalazione di e-vapori sono stati il 10% superiori a quelli nei topi non esposti. I batteri esposti a vapori di e-sigaretta erano molto più virulenti nei topi infettati con una polmonite. In particolare il Staphylococcus aureus diventa più virulento quando esposto al vapore della sigaretta elettronica.

Ricordiamo anche che secondo uno studio riportato sulla rivista “Oral Oncology” a dicembre 2015, le sigarette elettroniche portano un danno alle cellule collegato al cancro.

Leggi abstract dell’articolo:
Electronic cigarette inhalation alters innate immunity and airway cytokines while increasing the virulence of colonizing bacteria
John H. Hwang, Matthew Lyes, Katherine Sladewski,…. Sagar Bapat
Journal of Molecular Medicine pp 1-13 – First online: 25 January 2016

Electronic cigarettes induce DNA strand breaks and cell death independently of nicotine in cell lines
Vicky Yu, Mehran Rahimy, Avinaash Korrapati, Yinan Xuan, Angela E. Zou, Aswini R. Krishnan, Tzuhan Tsui, Joseph A. Aguilera, and others
Oral Oncology, Vol. 52, p58–65

Fonte: UC San Diego School of Medicine and Veterans Affairs San Diego Healthcare System

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CDC: linee guida per l’infezione da virus Zika nei neonati.

Posted by giorgiobertin su gennaio 29, 2016

I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) e l’American Academy of Pediatrics hanno pubblicato le linee-guida su prevenzione, trasmissione, sintomi e gestione dell’infezione congenita da virus Zika nei neonati.

zika-virus-infection

Il virus è trasmesso dalla puntura della zanzara Aedes (che rappresenta il vettore anche di dengue e chikungunya), e in genere causa una sintomatologia blanda di tipo influenzale, con febbre, rash, dolori articolari e congiuntivite della durata di alcuni giorni. Solo raramente causa il ricovero ospedaliero.

Scarica e leggi i documenti in full text:
Interim Guidelines for the Evaluation and Testing of Infants with Possible Congenital Zika Virus Infection — United States, 2016
J. Erin Staples, Eric J. Dziuban, Marc Fischer, + al.
Weekly / January 29, 2016 / 65(3);63–67

Interim Guidelines for Pregnant Women During a Zika Virus Outbreak – United States, 2016
Emily E. Petersen, J. Erin Staples, Dana Meaney-Delman, + al.
Mmwr Early Release / January 26, 2016 / 65(3);1-5

Recognizing, Managing, and Reporting Zika Virus Infections in Travelers Returning from Central America, South America, the Caribbean, and Mexico Health Alert Network (HAN) Message, January 15, 2016

Zika Infezione da virus (Pan American Health Organization/Organizzazione Mondiale della Sanità)

Fonti: American Academy of Pediatrics

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Prescrizione Antibiotici per le infezioni respiratorie: Linea guida

Posted by giorgiobertin su gennaio 22, 2016

Sulla rivista “Annals of Internal Medicine“, l’American College of Physicians e i Centers for Diseases Control and Prevention (CDC) hanno pubblicato le raccomandazioni sulla corretta prescrizione di antibiotici per il trattamento delle infezioni acute del tratto respiratorio [ Acute respiratory tract infection (ARTI)] (dal raffreddore alle bronchiti semplici, faringiti, sinusiti, polmoniti) negli adulti (video).


ACP and CDC issue advice for prescribing antibiotics for acute respiratory tract infections in adults.

L’inappropriata prescrizione degli antibiotici – ricordano gli esperti – è un comportamento da evitare, considerando la diffusione del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, oramai riconosciuto come una vera e propria minaccia per la salute pubblica. Essa non comporta solo conseguenze dal punto di vista clinico ed economico-sanitario, ma implica anche l’esposizione dei pazienti a possibili reazioni avverse.

Scarica e leggi il documento in full text:
Appropriate Antibiotic Use for Acute Respiratory Tract Infection in Adults: Advice for High-Value Care From the American College of Physicians and the Centers for Disease Control and Prevention.
Harris AM, Hicks LA, Qaseem A, for the High Value Care Task Force of the American College of Physicians and for the Centers for Disease Control and Prevention.
Ann Intern Med. [Epub ahead of print 19 January 2016] doi:10.7326/M15-1840

Fonti: Medicaldaily.com

Watch video

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L’epatite C aumenta il rischio di Parkinson.

Posted by giorgiobertin su dicembre 24, 2015

I ricercatori del China Medical University Hospital di Taiwan, coordinati dal prof. Chia-Hung Kao,suggeriscono che gli individui con infezione da virus dell’epatite C possono essere a maggior rischio per la malattia di Parkinson.

Gli scienziati che hanno pubblicato sulla rivista “Neurology“, sottolineano che il virus dell’epatite C (HCV) può innescare la morte dei neuroni che secernono il neurotrasmettitore dopamina, che è un fattore chiave per la malattia di Parkinson.

Neurology cover

Lo studio ha coinvolto 49.967 persone sia con epatite B, epatite C o entrambi, e 199,868 persone senza epatite. Tutti i partecipanti sono stati seguiti per una media di 12 anni, al fine di monitorare ogni sviluppo del Parkinson.
Dopo il controllo per possibili fattori confondenti,l’età, il sesso e la diagnosi di diabete o cirrosi, i ricercatori hanno che trovato i partecipanti con epatite C erano al 30% più a rischio di sviluppare il Parkinson rispetto a quelli che non hanno avuto l’epatite.

Leggi abstract dell’articolo:
Hepatitis C virus infection as a risk factor for Parkinson disease: A nationwide cohort study
Hsin-Hsi Tsai, Horng-Huei Liou, Chih-Hsin Muo, Cha-Ze Lee, Ruoh-Fang Yen, and Chia-Hung Kao
Neurology; published ahead of print December 23, 2015 doi:10.1212/WNL.0000000000002307 1526-632X

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SIMIT:Linee guida sull’uso degli antiretrovirali in HIV.

Posted by giorgiobertin su dicembre 24, 2015

Sono state pubblicate dal SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) le Linee Guida Italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1.
Il documento ha lo scopo di fornire le indicazioni al governo clinico della patologia con l’obiettivo di giungere all’uso ottimale della terapia antiretrovirale.

Hiv

L’edizione del 2015, oltre ad avere aggiornato tutte le parti in merito alle evidenze scientifiche disponibili, propone particolari novità sul perché, quando e come iniziare la terapia antiretrovirale di combinazione (cART) nonché sulla sua sull’ottimizzazione, sulla continuità di cura, la profilassi post-esposizione, la gravidanza e sul trattamento della coinfezione HIV/HCV, a seguito dell’avvento dei nuovi farmaci ad azione diretta contro l’HCV.

Scarica e leggi il documento in full text:
Linee guida italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1 – anno 2015 on line

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Piano nazionale per la prevenzione delle epatiti virali.

Posted by giorgiobertin su dicembre 7, 2015

E’ stato presentato dal Ministero della Salute il “Il Piano nazionale per la prevenzione delle epatiti virali da virus B e C (PNEV)“, elaborato dai Componenti del Gruppo di lavoro per la prevenzione delle epatiti, si compone di 5 linee strategiche:

  1. Epidemiologia
  2. Prevenzione
  3. Sensibilizzazione informazione e formazione
  4. Cura trattamento e accesso
  5. Impatto sociale.

ministero
Le epatiti B e C rappresentano un rilevante problema di Sanità Pubblica, oltre che per la frequenza, per l’alta percentuale di casi clinicamente non manifesti che rappresentano una importante fonte di contagio; per l’elevata percentuale di cronicizzazione dell’infezione, che può portare ad un danno
epatico più severo, quale la cirrosi ed il carcinoma epatocellulare.

Scarica il documento in full text:
Piano nazionale per la prevenzione delle epatiti virali da virus B e C (PNEV) (PDF 423.2 Kb)

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Cina: Allarme superbatteri resistenti a tutti gli antibiotici.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2015

Secondo uno studio, pubblicato su ‘Lancet Infectious Diseases‘, il mondo è sull’orlo di un’era post-antibiotica. Questo perché sono stati scoperti in Cina dei superbatteri resistenti anche ai farmaci finora utilizzati. Gli scienziati hanno identificato batteri in grado di sfuggire al farmaco di ultima generazione – la colistina – in pazienti e bestiame.
Secondo gli scienziati cinesi la resistenza sviluppata da questi super-batteri è dovuta all’abuso di antibiotici (colistina) negli allevamenti animali. La mutazione individuata dai ricercatori è stata soprannominata MCR-1, un gene che impedisce ai farmaci di eliminare i batteri. Il gene MCR-1 gene è stato trovato su plasmidi, il DNA cellulare che può essere facilmente copiato e trasferito tra diversi batteri.

Antibiotici     antibiotics

Quando Mrc-1 diventerà globale, che è una questione di ‘quando’ e non di ‘se’, e quando il gene si allineerà con altri geni resistenti agli antibiotici, che è inevitabile, allora avremo molto probabilmente raggiunto l’inizio di un’era post-antibiotica“, ha detto il prof. Timothy Walsh, ricercatore dell’Università di Cardiff (Regno Unito) e uno degli autori dello studio.

A quel punto se un paziente sarà gravemente malato, per esempio per l’e.Coli, allora non ci sarà praticamente niente da fare“. Il governo cinese si sta già muovendo rapidamente per affrontare il problema.

Leggi abstract dell’articolo:
Emergence of plasmid-mediated colistin resistance mechanism MCR-1 in animals and human beings in China: a microbiological and molecular biological study
Liu, Yi-Yun, Prof Timothy R Walsh, et al.
The Lancet Infectious Diseases – Published Online: 18 November 2015

COMMENT
Colistin resistance: a major breach in our last line of defence
David L Paterson, Patrick N A Harris

Fonte: Cardiff University

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Linee guida sulla prevenzione e controllo dei batteri Gram-negativi negli ospedali.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2015

Sono state pubblicate sulla rivista “The Journal of Hospital Infection (JHI)” le linee guida sulla prevenzione e controllo dei batteri Gram-negativi multi-resistenti ai farmaci (MDRGNB) negli ospedali.

batteri

Il professor Peter Wilson, Professore di Microbiologia presso l’University College London Hospitals NHS Foundation Trust, presidente del gruppo di lavoro che ha sviluppato le linee guida ha spiegato, “I batteri Gram-negativi multi-resistenti si sono diffusi rapidamente in alcune zone d’Europa. Abbiamo condotto un un’ampia revisione delle prove che vanno per prevenire la diffusione di queste infezioni e abbiamo prodotto semplice consigli pratici che ci auguriamo possano essere utilizzati da tutti i gradi di personale in ogni contesto sanitario. Se ampiamente adottati possono impedire che il problema si diffonda ulteriormente“.

Scarica e leggi il documento in full text:
Prevention and control of multi-drug-resistant Gram-negative bacteria: recommendations from a Joint Working Party by A.P.R. Wilson, D.M. Livermore, J.A. Otter, R.E. Warren, P. Jenks, D.A. Enoch, W.Newsholme, B. Oppenheim, A. Leanord, C. McNulty, G. Tanner, S. Bennett, M. Cann, J. Bostock, E. Collins, S.Peckitt, L. Ritchie, C. Fry, P. Hawkey
Journal of Hospital Infection Published Online: November 15, 2015 – doi:10.1016/j.jhin.2015.08.007)

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FDA approva nuovo trattamento per HIV.

Posted by giorgiobertin su novembre 16, 2015

La U.S. Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Genvoya, una combinazione di elvitegravir, cobicistat, emtricitabina e tenofovir alafenamide per il trattamento dell’infezione da HIV-1 in pazienti adulti e in pazienti pediatrici di età pari o superiore ai 12 anni.

Genvoya

La sicurezza e l’efficacia del farmaco Genvoya sono state valutate in 3.171 partecipanti arruolati in quattro diversi studi clinici; i risultati hanno mostrato che il trattamento ha un’efficacia paragonabile agli altri regimi nel ridurre la carica virale.

Genvoya è commercializzato da Gilead Sciences Inc. con sede a Foster City, California.

Leggi comunicato stampa FDA:
FDA approves new treatment for HIV

http://gileadhivmedia.com/

Fonte ed approfondimenti: Gilead

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Un test per rilevare tutti i virus.

Posted by giorgiobertin su ottobre 1, 2015

Un nuovo test rileva praticamente qualsiasi virus che infetta le persone e gli animali, secondo una ricerca condotta presso la Washington University School of Medicine di St. Louis, dove è stata sviluppata la tecnologia.

ViroCap-viruses

Il test, denominato “ViroCap” che è stato pubblicato sulla rivista “Genome Research“, può essere utilizzato per rilevare quasi tutti i virus negli esseri umani e animali, tra cui Ebola, Marburg e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Può anche essere utilizzato per rilevare i virus più di routine, come i rotavirus o norovirus, entrambi causano gravi infezioni gastrointestinali.

Con questo test“, ha spiegato il coordinatore prof. Gregory Storch. “non ci sarà più bisogno di sapere in anticipo quale virus cercare. È sensibile a una vastissima gamma di virus e può rilevarne la presenza anche a concentrazioni molto basse. Pensiamo che il test sarà particolarmente utili in situazioni in cui è difficile formulare una diagnosi o in cui non si conosce la causa di un particolare disturbo“.

ViroCap è sensibile quanto la pcr (ovvero reazione a catena della polimerasi, la tecnica tradizionale di rilevazione del materiale genetico) ma è in grado di rilevare più virus contemporaneamente, comprese le variazioni genetiche dei virus più comuni. Il test ha fatto registrare un miglioramento del 52% rispetto alla pcr.

Un risultato che se confermato su un campione  più ampio, renderebbe decisamente più precise e veloci le diagnosi mediche.

Leggi il full text dell’articolo:
Enhanced virome sequencing using targeted sequence capture.
Wylie TN, Wylie KM, Herter BN and Storch GA
Genome Research, online Sept. 22, 2015.

ViroCap   –    Washington University in St. Louis

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Scoperta una proteina contro l’HIV.

Posted by giorgiobertin su settembre 9, 2015

I ricercatori del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova, diretto dal professor Giorgio Palù, hanno dimostrato come la nucleolina, interagendo con una specifica sequenza genica di Hiv, sia in grado di inibire efficacemente la riattivazione del virus dallo stato di latenza bloccando l’avvio dell’infezione e la produzione di proteine virali. I risultati della ricerca, finanziata da Bill & Melinda Gates Foundation e European Research Council, sono stati pubblicati sulla rivista “Nucleic acids research“.

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La nucleolina è una proteina multifunzionale presente nelle cellule umane e normalmente coinvolta nei processi di trascrizione, trasporto e replicazione degli acidi nucleici, che riconosce in modo specifico una porzione regolatoria del genoma del virus dell’Aids (Hiv) quando questo è integrato nel cromosoma cellulare.

Leggi abstract dell’articolo:
Nucleolin stabilizes G-quadruplex structures folded by the LTR promoter and silences HIV-1 viral transcription.
Tosoni, E., Frasson, I., Scalabrin, M., Perrone, R., Butovskaya, E., Nadai, M., Palù, G., Fabris, D., Richter, SN. (2015)
Nucleic Acids Res. published September 9, 2015 – DOI: 10.1093/nar/gkv897

Fonte: Università degli Studi di Padova

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Il limone protegge dalle infezioni gastrointestinali.

Posted by giorgiobertin su agosto 30, 2015

I ricercatori dell’Università di Heidelberg, del German Cancer Research Center (DKFZ) e dell’University of New South Wales in Australia, in uno studio pubblicato sulla rivista “Virology” hanno scoperto che il succo di limone protegge dalle infezioni, riducendo la possibilità di contrarre infezioni da Norovirus, causa di disturbi gastrointestinali anche gravi.

lemon

Il norovirus è un virus molto contagioso. Costituisce la più frequente causa di gastroenteriti acute di origine non batterica, i cui sintomi sono crampi allo stomaco, diarrea, nausea e vomito. Si trasmette per via orale e fecale o tramite le mani o gli alimenti contaminati. Il citrato del succo di limone o i disinfettanti contenenti citrato possono cambiare la forma delle proteine esterne del virus, impedendogli così di infettare le cellule.

Treatment of norovirus particles with citrate
Anna D. Koromyslova, Peter White, and Grant S. Hansman
Virology 2015, DOI: 10.1016/j.virol.2015.07.009

Fonte ed approfondimenti: The German Cancer Research Center

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Prevenzione del Citomegalovirus in gravidanza.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2015

Uno studio condotto su 9000 gestanti dalle cliniche ostetrico-ginecologiche dell’Ospedale Sant’Anna di Torino e del San Matteo di Pavia ha permesso di scoprire come prevenire l’infezione primaria da citomegalovirus nelle donne in gravidanza.

citomegalovirus

Il citomegalovirus (CMV) è il principale agente infettivo responsabile di sordità e di ritardo psicomotorio congenito. Il CMV è frequentemente e abbondantemente presente nelle urine e nella saliva dei bambini al di sotto dei tre anni di vita ed una delle più frequenti modalità di infezione avviene quando si portano inavvertitamente alla bocca mani o oggetti contaminati.

Lo studio dimostra in modo inequivocabile, che una donna incinta ben informata sulle norme igieniche da seguire è in grado di evitare l’infezione durante la gravidanza e quindi di non infettare il suo bambino.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “EBioMedicine“.

Leggi abstract dell’articolo:
Prevention of Primary Cytomegalovirus Infection in Pregnancy
Maria Grazia Revello, Cecilia Tibaldi, Giulia Masuelli, Valentina Frisina, Alessandra Sacchi, Milena Furione, Alessia Arossa, Arsenio Spinillo, Catherine Klersy, Manuela Ceccarelli, Giuseppe Gerna, Tullia Todros, for the CCPE Study Group
EBioMedicine – Published online: August 8 2015 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.ebiom.2015.08.003

Supplemental Materials

Fonte: Ospedale Sant’Anna di Torino

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Oms: efficace il primo vaccino contro Ebola.

Posted by giorgiobertin su agosto 3, 2015

Il vaccino rVSV-Zebov sviluppato da Merck and Co. (in Italia MSD) in collaborazione con NewLink Genetics, ha mostrato il 100% di efficacia in più di 4 mila persone in un’ analisi ad interim di uno studio condotto in Guinea. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista “The Lancet“.

guinea-vaccines

Il vaccino ricombinante è costituito da una glicoproteina di superficie di Zaire Ebolavirs. Nello studio, il vaccino è stato testato sul campo, su persone che vivono in aree della Guinea in cui ebola è molto diffuso.
Questi risultati dimostrano che rVSV-Zebov è altamente efficace e sicuro nel prevenire la malattia da virus Ebola e potrebbe essere efficace anche a livello di popolazione durante un’epidemia di Ebola attraverso una specifica strategia di vaccinazione”. “Il successo è avvenuto in tempo record. Si tratta di un risultato notevole, che mostra la potenza di partnership internazionali eque e flessibili”, ha affermato il team dell’Oms. Il “vaccino potrebbe aiutare a combattere la maggiore epidemia di Ebola mai registrata che finora in Africa Occidentale ha ucciso più di 11.200 persone”.

Leggi il full text dell’articolo:
Efficacy and effectiveness of an rVSV-vectored vaccine expressing Ebola surface glycoprotein: interim results from the Guinea ring vaccination cluster-randomised trial
Ana Maria Henao-Restrepo, Ira M Longini, Matthias Egger, Natalie E Dean, W John Edmunds, Anton Camacho, Miles W Carroll, Moussa Doumbia, et al.
Lancet http://dx.doi.org/10.1016/

Approfondimenti: WHO News release   –   Ebola research and development   –  NewLink Genetics

Fonte: Pharmastar

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Epatite C: linee guida sull’uso degli antivirali.

Posted by giorgiobertin su luglio 3, 2015

Sono state pubblicate sulla rivista “Hepatology” a cure dell’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD) e dell’Infectious Diseases Society of America (IDSA) in collaboratione con International Antiviral Society-USA (IAS-USA) le linee guida sulla diagnosi, la gestione e il trattamento dell’epatite C.

Hepatology-cover

Queste linee guida sono un documento su come utilizzare al meglio la nuova generazione di antivirali ad azione diretta e le altre opzioni di trattamento dell’Hcv, saranno continuamente aggiornate con le indicazioni provenienti degli ultimi studi scientifici” afferma Keith Lindor uno degli autori.

Scarica e leggi il documento in full text:
HEPATITIS C GUIDANCE: AASLD-IDSA RECOMMENDATIONS FOR TESTING, MANAGING, AND TREATING ADULTS INFECTED WITH HEPATITIS C VIRUS
Authors On behalf of the Hepatitis C Guidance Panel
Hepatology  2015 25 june –  DOI: 10.1002/hep.27950

http://www.idsociety.org/HCV_Cost_Effectiveness/

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VirScan: una goccia di sangue per scoprire la nostra storia virale.

Posted by giorgiobertin su giugno 5, 2015

I ricercatori del Brigham and Women’s Hospital e dell’Harvard Medical School hanno realizzato un test (VirScan) capace di identificare in una volta sola le tracce di tutti virus con cui siamo venuti a contatto nel corso della vita. Le infezioni presenti e passate, e anche quelle da cui ci siamo protetti con la vaccinazione. Raffreddori, influenze, herpes, morbillo, rosolia ecc.


Geneticist Stephen Elledge describes what his team’s new technology is revealing about human immunology and disease. Video: Stephanie Dutchen

Per realizzarlo il prof. Stephen Elledge e colleghi hanno sintetizzato oltre 90.000 segmenti di Dna che sono serviti a produrre altrettanti pezzetti di proteine virali (peptidi). Una volta messi a contatto con la goccia di sangue, solo quelli che trovano degli anticorpi corrispondenti vengono legati, gli altri possono essere lavati via. Gli anticorpi vengono prodotti dal sistema immunitario in seguito all’infezione e possono rimanere nel sangue per decenni, perciò rappresentano le tracce lasciate dai virus a cui siamo stati esposti. Si tratta
I ricercatori hanno analizzato in questo modo la storia virale di 569 persone provenienti da quattro continenti (Stati Uniti, Tailandia, Perù e Sudafrica). “VirScan è un po ‘come guardare indietro nel tempo: con questo metodo, possiamo prendere una piccola goccia di sangue e determinare ciò che virus una persona è stata infettata con nel corso di molti anni“, ha detto il prof. Stephen Elledge.

Il nuovo test dovrebbe aiutare i ricercatori a capire meglio il funzionamento del sistema immunitario, in particolare come le sue interazioni con i virus contribuiscano a patologie complesse come diabete di tipo 1 e asma.

Leggi abstract dell’articolo:
Comprehensive serological profiling of human populations using a synthetic human virome
George J. Xu, Tomasz Kula, Qikai Xu, Mamie Z. Li, Suzanne D. Vernon, Thumbi Ndung’u, Kiat Ruxrungtham, Jorge Sanchez, Christian Brander, Raymond T. Chung, Kevin C. O’Connor, Bruce Walker, H. Benjamin Larman, and Stephen J. Elledge
Science 5 June 2015: 348 (6239), aaa0698 [DOI:10.1126/science.aaa0698]

Fonte ed approfondimenti: Harvard Medical School   –   Brigham and Women’s Hospital   –   Wired.co.uk

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Immunoterapia virale contro il cancro della pelle.

Posted by giorgiobertin su maggio 29, 2015

In uno studio internazionale (trial in fase III) coordinato dall’Institute of Cancer Research del Regno Unito, gli scienziati hanno dimostrato che un nuovo trattamento basato su un virus geneticamente modificato ha permesso ad alcuni pazienti con il cancro della pelle avanzato di vivere per più di tre anni – gli oncologi si spingono a definirla quasi una cura.

 

La terapia – chiamato T-VEC (Talimogene laherparepvec) – agisce infettando ed uccidendo le cellule tumorali, scatenando il sistema immunitario in azione contro il tumore. T-VEC è una forma modificata di herpes virus  che si moltiplica all’interno delle cellule tumorali e scoppia dall’interno. E ‘stato geneticamente modificato (sono stati rimossi due geni chiave ICP34.5 and ICP47) per produrre una molecola chiamata GM-CSF, che stimola il sistema immunitario ad attaccare e distruggere il tumore.
Attualmente la maggior parte dei tumori sono trattati con l’utilizzo invasivo di chemioterapia, radioterapia e chirurgia, i quali aumentano il rischio di ulteriori danni. La nuova terapia ha molti meno effetti collaterali e non danneggia tessuti o cellule sane.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Journal of Clinical Oncology“.

Leggi abstract dell’articolo:
Talimogene Laherparepvec Improves Durable Response Rate in Patients With Advanced Melanoma
Robert H.I. Andtbacka, Howard L. Kaufman, Frances Collichio,…., Ai Li, Susan Doleman, Ari VanderWalde, Jennifer Gansert, and Robert Coffin
JCO published online on May 26, 2015; JCO.2014.58.3377

ClinicalTrials.gov Identifier: NCT02211131

Fonte: Institute of Cancer Research

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