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Posts Tagged ‘odontoiatria’

Nuova membrana per rigenerare tessuto e osso nella parodontite.

Posted by giorgiobertin su marzo 21, 2019

Un team di ricercatori dell’Department of Bioengineering, University of California, Los Angeles, UCLA ha sviluppato metodi che possono portare a una terapia più efficace e affidabile per la malattia parodontale – quelli che promuovono la rigenerazione delle cellule gengivali e ossee con caratteristiche biologiche e meccaniche che possono essere regolate in base alle esigenze di trattamento.
Lo studio è pubblicato online su “ACS Nano“.

Le membrane attuali non hanno la capacità di rigenerare direttamente il tessuto gengivale e non sono in grado di mantenere la loro struttura e stabilità se poste in bocca. La membrana inoltre non può supportare un rilascio prolungato del farmaco, necessario per aiutare a guarire il tessuto gengivale infetto. Per le membrane non biodegradabili, sono necessari più interventi chirurgici per rimuovere la membrana dopo che qualsiasi farmaco è stato rilasciato, compromettendo il processo di guarigione.

Considerati gli attuali svantaggi con la rigenerazione guidata dei tessuti, abbiamo visto la necessità di sviluppare una nuova classe di membrane, che hanno proprietà di rigenerazione tissutale e ossea insieme a un rivestimento flessibile in grado di aderire a una serie di superfici biologiche“, ha affermato la prof.ssa Alireza Moshaverinia.


A multifunctional periodontal membrane is surgically inserted into the pocket between affected gums and tooth. This new membrane has shown to protect the site from further infection as well as to help regrow bone. CREDIT UCLA School of Dentistry

Ad un polimero approvato dalla FDA. i ricercatori hanno introdotto un rivestimento in polidopamina – un polimero che ha eccellenti proprietà adesive e può attaccarsi alle superfici in condizioni di bagnato. L’altro vantaggio dell’utilizzo di tale rivestimento è che accelera la rigenerazione ossea promuovendo la mineralizzazione dell’idrossiapatite, che è il minerale che compone lo smalto e l’osso dei denti.

Abbiamo determinato che le nostre membrane sono state in grado di rallentare l’infezione parodontale, promuovere la rigenerazione di ossa e tessuti e rimanere sul posto abbastanza a lungo da prolungare la somministrazione di farmaci utili” – spiegano i ricercatori.

Leggi abstract dell’articolo:
Hierarchically Patterned Polydopamine-Containing Membranes for Periodontal Tissue Engineering
Mohammad Mahdi Hasani-Sadrabadi, Patricia Sarrion, Nako Nakatsuka, Thomas D. Young, Nika Taghdiri, Sahar Ansari, Tara Aghaloo, Song Li, Ali Khademhosseini, Paul S. Weiss, and Alireza Moshaverinia
ACS Nano Article ASAP DOI: 10.1021/acsnano.8b09623

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Un batterio orale accelera il cancro al colon.

Posted by giorgiobertin su marzo 5, 2019

I ricercatori della Columbia University College of Dental Medicine hanno determinato come Fusobacterium nucleatum, un comune batterio orale spesso implicato nella carie, accelera la crescita del cancro del colon. Lo studio è stato pubblicato online nella rivista “EMBO Reports”.
Lo studio spiega perché alcuni casi di cancro al colon avanzano molto più rapidamente rispetto ad altri, la causa è questo batterio trovato nella placca dentale.

I ricercatori sanno da tempo che il cancro al colon è causato da mutazioni genetiche che si accumulano tipicamente nel corso di un decennio. “Le mutazioni sono solo una parte della storia”, afferma il leader dello studio prof. Yiping W. Han. “Anche altri fattori, inclusi i microbi, possono avere un ruolo.”
In uno studio precedente, il team di ricerca ha scoperto che il batterio F. nucleatum crea una molecola chiamata FadA adesina, attivando una via di segnalazione nelle cellule del colon che è stata implicata in diversi tumori. Hanno anche scoperto che l’adesina FadA stimola solo la crescita delle cellule cancerose, non delle cellule sane. Il team ha anche scoperto che F. nucleatum aumenta la produzione di Annexina A1, attirando più batteri.

Annexin Credit image Columbia University – College of Dental Medicine.

Analizzando i dati provenienti da 466 pazienti con carcinoma del colon primario, coloro che presentavano una aumentata espressione di Annexina A1 hanno avuto una prognosi peggiore, indipendentemente dal grado di cancro e dallo stadio, dall’età o dal sesso.
I ricercatori stanno attualmente cercando modi per sviluppare l’Annexina A1 come biomarcatore per i tumori più aggressivi e come potenziale bersaglio per lo sviluppo di nuovi trattamenti per il colon e altri tipi di cancro.

Leggi abstract dell’articolo:
Fusobacterium nucleatum promotes colorectal cancer by inducing Wnt/ß-catenin modulator Annexin A1.
Mara Roxana Rubinstein, Jung Eun Baik, Stephen M Lagana, Richard P Han, William J Raab, Debashis Sahoo, Piero Dalerba, Timothy C Wang, Yiping W Han
EMBO Reports (2019). DOI: 10.15252/embr.201847638 | Published online 04.03.2019

Fonte: Columbia University College of Dental Medicine

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Focus sulle cause dell’Alzheimer – e come fermarlo.

Posted by giorgiobertin su gennaio 28, 2019

Gingivalis di Porphyromonas (Pg), l’agente patogeno chiave nella parodontite cronica, è stato identificato nel cervello dei pazienti con malattia di Alzheimer. Proteasi tossiche del batterio chiamato gingipain sono state identificate anche nel cervello dei pazienti di Alzheimer e livelli correlati con la patologia tau e ubiquitina. L’ infezione da P. gingivalis nei topi ha provocato la colonizzazione cerebrale e aumentato la produzione di Aβ 1-42, un componente delle placche amiloidi. Inoltre, i gingipain erano neurotossici in vivo e in vitro, esercitando effetti dannosi sul tau, una proteina necessaria per la normale funzione neuronale.
Per bloccare questa neurotossicità, i ricercatori del Department of Oral Immunology and Infectious Diseases, University of Louisville School of Dentistry, Louisville, USA. hanno “progettato e sintetizzato inibitori di piccole molecole che hanno come target gingipain“.

oral_bacteria

Ricordiamo che batteri coinvolti in malattie gengivali e altre malattie sono stati trovati dopo la morte nel cervello di persone che avevano l’Alzheimer, ma fino ad ora non è stato chiaro se questi batteri causassero la malattia o semplicemente entrassero attraverso il danno cerebrale causato dalla malattia.

Questo è il primo rapporto che mostra il DNA di P. gingivalis nel cervello umano e le associate gengivali, co-lococalizzanti con placche“, afferma il prof. Sim Singhrao, dell’University of Central Lancashire, UK. Il nostro team aveva precedentemente scoperto che P. gingivalis invade attivamente il cervello dei topi con infezioni gengivali. Il nuovo studio è anche il primo a dimostrare che le gingipaini riducono la proteina tau in modo da consentirle di uccidere i neuroni, causando la demenza“.

La società Cortexyme, come riportato in ottobre 2018 ha realizzato dei bloccanti gingipain che hanno superato i primi test di sicurezza nelle persone, e riescono ad entrare nel cervello (trial clinico di fase 1b – ClinicalTrials.gov Identifier: NCT03331900). I ricercatori di Melbourne hanno a loro volta sviluppato un vaccino per P. gingivalis che ha iniziato i test nel 2018. Questo vaccino contro la gengivite sarebbe il benvenuto – ma se ferma anche l’Alzheimer l’impatto potrebbe essere enorme.

Leggi abstract dell’articolo:
Porphyromonas gingivalis in Alzheimer’s disease brains: Evidence for disease causation and treatment with small-molecule inhibitors
BY STEPHEN S. DOMINYCASEY LYNCHFLORIAN ERMINI, ………, ERIC C. REYNOLDSRICHARD L. M. FAULLMAURICE A. CURTISMIKE DRAGUNOWJAN POTEMPA
Science Advances 23 Jan 2019: vol. 5, no. 1, eaau3333 DOI: 10.1126/sciadv.aau3333

World-first vaccine for highly prevalent and damaging gum disease – 2018

Fonte:  Department of Oral Immunology and Infectious Diseases, University of Louisville School of Dentistry, Louisville, USA

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Identificate le cellule immunitarie coinvolte nella parodontite.

Posted by giorgiobertin su ottobre 18, 2018

La malattia parodontale è un disturbo molto comune caratterizzato da batteri che innescano l’infiammazione dei tessuti che circondano i denti, il che può portare alla perdita di ossa e denti in uno stadio avanzato della malattia chiamato parodontite.
Secondo i ricercatori del National Institute of Dental and Craniofacial Research (NIDCR) e del National Institutes of Health e dell’University of Pennsylvania School of Dental Medicine, Philadelphia le cellule immunitarie conosciute come cellule T helper 17 sono i driver di questo processo, fornendo il collegamento tra i batteri orali e l’infiammazione.

Moutsopoulos-ToothImage                        Th17 Hajishengallis
A new study led by NIDCR clinical investigator Niki Moutsopoulos suggests that periodontal disease is driven by Th17 immune cells, which are triggered by an unhealthy bacterial community. ǀ NIDCR/NIH

Il prof. Moutsopoulos e il suo team hanno osservato che le cellule T helper (Th) 17 erano molto più prevalenti nel tessuto gengivale umano con parodontite rispetto alle gengive delle loro controparti sane e che la quantità di cellule Th17 era correlata alla gravità della malattia.

Le nostre osservazioni cliniche indicano la rilevanza dei nostri studi sugli animali per l’uomo e forniscono ulteriori prove che le cellule Th17 sono i driver della periodontite” – afferma il prof. Nicolas Dutzan primo autore dello studio pubblicato su “Science Translational Medicine“.

Questi risultati forniscono approfondimenti chiave sui meccanismi che sono alla base dello sviluppo della malattia parodontale“, ha detto il direttore del NIDCR Martha J. Somerman. “È importante sottolineare che offrono anche prove convincenti per il targeting terapeutico di cellule specifiche , che potrebbero eventualmente aiutarci a fornire un trattamento migliore e più sollievo ai pazienti con questa malattia comune“.

Leggi abstract dell’articolo:
A dysbiotic microbiome triggers TH17 cells to mediate oral mucosal immunopathology in mice and humans,
BY NICOLAS DUTZAN, TETSUHIRO KAJIKAWA, L…., GIORGIO TRINCHIERI, PATRICIA I. DIAZ, STEVEN M. HOLLAND, YASMINE BELKAID, GEORGE HAJISHENGALLIS, NIKI M. MOUTSOPOULOS
Science Translational Medicine (2018). stm.sciencemag.org/lookup/doi/ … scitranslmed.aat0797

Fonte: National Institute of Dental and Craniofacial Research (NIDCR) – University of Pennsylvania School of Dental Medicine, Philadelphia

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Nanoparticelle per il trattamento della placca dentale.

Posted by giorgiobertin su agosto 17, 2018

Quando i batteri buoni e cattivi nella nostra bocca diventano squilibrati, i batteri cattivi formano un biofilm (cioè placca), che può causare le carie, e se non trattata nel tempo, può portare a malattie infiammatorie e cardiovascolari come il diabete e la polmonite batterica.

Ora un team di ricercatori dell‘Università dell’Illinois ha messo a punto un pratico metodo basato sulla nanotecnologia per rilevare e trattare i batteri nocivi che causano la placca, senza l’uso di farmaci.

placca-nanoparticelle
In this illustration, nanoparticles attach to or are taken up by the bacteria cells. Pan and his students are the first group to demonstrate that early detection of dental plaque in the clinic is possible using the regular intraoral X-ray machine which can seek out harmful bacteria populations.

Abbiamo dimostrato per la prima volta che la diagnosi precoce della placca dentale in clinica è possibile utilizzando una normale macchina radiografica intraorale che può individuare popolazioni di batteri nocivi noti come Streptococcus mutans (S. mutans) in una complessa rete di biofilm.” – afferma il prof. Dipanjan Pan.”Abbiamo dimostrato che modificando la composizione chimica della sonda, è possibile mirare e distruggere i batteri di S. mutans“.
La sonda è composta da nanoparticelle di ossido di afnio (HfO2), un metallo non tossico che è attualmente in fase di sperimentazione clinica per uso interno nell’uomo. “Le nostre nanoparticelle HfO2 sono molto più efficaci nell’uccidere i batteri e nel ridurre il carico di biofilm nelle colture cellulari di batteri e nei ratti [infetti]”.

Leggi abstract dell’articolo:
Dual purpose hafnium oxide nanoparticles offer imaging Streptococcus mutans dental biofilm and fight it In vivo via a drug free approach
Fatemeh Ostadhossein, Santosh K. Misra, Indu Tripathi, Valeriya Kravchuk, … Dipanjan Pan
Biomaterials Volume 181, October 2018, Pages 252-267 https://doi.org/10.1016/j.biomaterials.2018.07.053

Fonte: University of Illinois

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Creata dentiera in 3D anti-infezioni.

Posted by giorgiobertin su maggio 12, 2018

I ricercatori dell’University of  Buffalo School of Dental Medicine hanno realizzato con innovative stampanti 3D dentature artificiali munite al loro interno di capsule microscopiche che periodicamente rilasciano nella bocca amfotericina B, un efficace farmaco antimicotico.

A differenza delle tradizionali strategie igieniche, come immersioni nei collutori o nel bicarbonato di sodio o passaggi nel forno a microonde, il nuovo dispositivo aiuterebbe a prevenire le infezioni mentre è in uso.

La nuova protesi realizzata in acrilammide, il materiale attualmente usato per le dentiere, è stata sottoposta a una serie di test per valutarne la resistenza e la capacità di rilasciare il farmaco (video).


3-D Printed Dentures That Bite Back at Infection

I risultati dei test, pubblicati sulla rivista “Materials Today Communications“, hanno dimostrato che la nuova dentiera presenta proprietà meccaniche paragonabili a quelle dei prodotti tradizionali, offrendo un efficace sistema per ridurre il rischio di stomatiti.

Il principale impatto di questo innovativo sistema di stampa 3D è il suo potenziale impatto sul risparmio di tempo e costi” – afferma il prof. Praveen Arany. “La tecnologia consente ai medici di creare rapidamente una protesi dentaria personalizzata, un enorme miglioramento rispetto alla produzione convenzionale che può variare da pochi giorni a qualche settimana”.

Leggi asbtract dell’articolo:
Functionalized prosthetic interfaces using 3D printing: Generating infection-neutralizing prosthesis in dentistry
Malvika Nagrath, Alexander Sikora, Jacob Graca, Jennifer L. Chinnici, … Praveen R. Arany
Materials Today CommunicationsVolume 15, June 2018, Pages 114-119 https://doi.org/10.1016/j.mtcomm.2018.02.016

Fonte: University of  Buffalo School of Dental Medicine

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Un prodotto naturale per curare le carie dentali.

Posted by giorgiobertin su aprile 12, 2018

I ricercatori del Department of Oral Health Sciences, University of Washington hanno progettato un prodotto naturale che utilizza le proteine ​​per ricostruire lo smalto dei denti e trattare le cavità dentali.
La ricerca è stata pubblicata su “ACS Biomaterials Science and Engineering“.

peptides-caries Credit image Department of Oral Health Sciences, University of Washington

I batteri metabolizzano lo zucchero e altri carboidrati fermentabili in ambienti orali e l’acido, come sottoprodotto, demineralizzerà lo smalto dentale. Ispirandosi alle proteine ​​naturali che formano il corpo, il team ha trovato un modo per riparare lo smalto dei denti. I ricercatori hanno raggiunto questo obiettivo catturando l’essenza dell’amelogenina – una proteina cruciale per la formazione dello smalto della corona dura – per progettare peptidi derivati ​​da amelogenina che biomineralizzano. Il processo di riparazione bioispirato ripristina la struttura minerale trovata nello smalto dei denti nativi. “Si è dimostrato che questi peptidi si legano alle superfici dei denti e reclutano ioni di calcio e fosfato“, affermano i ricercatori.

La tecnologia abilitata per il peptide consente la deposizione di 10-50 micrometri di nuovo smalto sui denti dopo ogni utilizzo. Una volta completamente sviluppata, la tecnologia può essere utilizzata sia in ambito sanitario pubblico che privato, in dentifricio, gel, soluzioni e compositi biomimetici come alternativa sicura alle procedure e ai trattamenti dentali esistenti. La tecnologia consente alle persone di ricostruire e rafforzare lo smalto dei denti ogni giorno come parte di una routine di cura dentale preventiva. Dovrebbe essere sicuro per l’uso da parte di adulti e bambini.

Leggi abstract dell’articolo:
Biomimetic Tooth Repair: Amelogenin-Derived Peptide Enables in Vitro Remineralization of Human Enamel
Sami Dogan, Hanson Fong, Deniz T. Yucesoy, Timothee Cousin, Carolyn Gresswell, Sefa Dag, Greg Huang, and Mehmet Sarikaya
ACS Biomater. Sci. Eng., Article ASAP DOI: 10.1021/acsbiomaterials.7b00959 Publication Date (Web): March 9, 2018

Fonte: Università di Washington

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Staminali dei denti per riparare osso e legamento ‘erosi’ da parodontite.

Posted by giorgiobertin su marzo 2, 2018

Cellule staminali presenti nei denti potrebbero divenire una soluzione per ricostruire i tessuti della bocca persi a causa della parodontite, ovvero l’osso “alveolare” che circonda i denti e il legamento parodontale (la struttura che si interpone tra radice del dente ed osso), il tutto con una tecnica di microchirurgia estremamente poco invasiva.

PRD

Ad affermarlo uno studio pilota condotto per ora sui primi 11 pazienti dal Prof. Mario Aimetti Presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia. Lo studio è stato pubblicato su “The International Journal of Periodontics and Restorative Dentistry“.

Il processo è semplice, in genere le staminali si isolano dalla polpa di un dente che deve essere estratto per diversi motivi (ad esempio un dente del giudizio) e poi, in condizioni sterili e sostenute da ‘spugnette’ di collagene che si riassorbe, le staminali si innestano a livello dei tessuti parodontali danneggiati da ricostruire.

Le staminali, probabilmente favorite anche dal microambiente dove sono state innestate, hanno dimostrato la capacità di rigenerare i tessuti nell’arco di 12 mesi. “Evidenziamo clinicamente e con radiografie una rigenerazione dell’osso intorno ai denti – precisa Aimetti. “Naturalmente siamo ancora in una fase di studio iniziale con diversi aspetti da chiarire e attualmente stiamo svolgendo un’altra sperimentazione clinica su più pazienti”. 

Leggi l’abstract dell’articolo:
Regenerative Treatment of Periodontal Intrabony Defects Using Autologous Dental Pulp Stem Cells: A 1-Year Follow-Up Case Series
Mario Aimetti, MD, DDS/Francesco Ferrarotti, DDS/Mara Noemi Gamba, DDS/Marta Giraudi, DDS/Federica Romano, DDS
The International Journal of Periodontics and Restorative Dentistry Volume 38 , Issue 1 January/February 2018 Pages 51–58 DOI: 10.11607/prd.3425

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Odontoiatria, linee guida nazionali per la diagnosi radiologica in età evolutiva.

Posted by giorgiobertin su gennaio 31, 2018

Sono state pubblicate a cura del Gruppo tecnico sull’odontoiatria (GTO), operante presso l’Ufficio 2 del Segretariato generale del Ministero della Salute, le “Linee guida nazionali per la diagnostica radiologica odontoiatrica negli individui in età evolutiva“.

LG DIAGN RAD

Le raccomandazioni consentono al sanitario di individuare, tra le apparecchiature radiologiche in uso in ambito odontoiatrico (radiografici per endorali, ortopantomografi, cefalometri e Cone Beam Computed Tomography (CBCT)), quelle più utili per la risoluzione di specifici quesiti diagnostici, garantendo inoltre il minimo rischio di esposizione a radiazioni ionizzanti, nel rispetto del principio As Low As Reasonably Achievable (ALARA).

Scarica e leggi il documento in full text:
Linee guida nazionali per la diagnostica radiologica odontoiatrica in età evolutiva
G. Nicoletti, C. Arcuri, P. Attanasi, G. Carnevale, B. Condorelli, P. De Logu, R.
Gatto, E. Gherlone, G. Marzo, A. Federici, M. Nardone, G. Prada, G. Renzo, L. Strohmenger.

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Odontoiatria: nuova strategia per aumentare l’efficacia dell’anestesia topica.

Posted by giorgiobertin su ottobre 4, 2017

I ricercatori dell’University of Campinas (Unicamp) in São Paulo, Brazil e del Department of Chemical Engineering at Texas Tech University (TTU), hanno iniziato a sperimentare sugli esseri umani una nuova strategia per aumentare l’efficacia dell’anestesia topica utilizzata in odontoiatria.

SPRINT-FAPESP
Projects conducted by researchers from São Paulo and Texas through SPRINT-FAPESP were presented at symposium in the United States (photo: device with 57 microneedles/release)

La tecnica consiste in un piccolo dispositivo contenente 57 microneedoli che, quando posto sulle gengive, nella guancia o in un’altra posizione della bocca da anestetizzare, crea piccoli fori attraverso cui le sostanze anestetiche come la lidocaina possono penetrare più in profondità nelle regioni della mucosa orale.
La paura dell’iniezione è una delle principali ragioni che inducono i pazienti a sviluppare fobie dentali ed evitano i trattamenti dentali. “L’attuale tecnica anestetica provoca ansietà per i pazienti e dentisti, e potrebbe compromettere l’esito del trattamento“, ha detto Gill. “È necessaria un’iniezione profonda per intorpidire l’area da trattare e bloccare un nervo, questa iniezione è di solito dolorosa“.
I microaghi di lunghezza di 700 micrometri rendono il sistema molto efficace espandendo l’azione dell’anestesia topica“.
Il metodo ben tollerato, è stato testato con successo su 10 pazienti.

Microneedles can increase the effectiveness of topical anesthesia used in dentistry

Agenzia FASEP – Brazil

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Nuove raccomandazioni cliniche in odontostomatologia.

Posted by giorgiobertin su settembre 14, 2017

Il Ministero della salute e, in particolare, il Gruppo tecnico sull’odontoiatria, ha ritenuto necessario procedere ad un aggiornamento dei contenuti delle linee guida pubblicate nel 2014 sull’odontostomatologia.
La revisione delle raccomandazioni si è resa necessaria in considerazione del cambiamento dell’evidenza scientifica, dell’immissione in commercio di nuovi materiali e dell’utilizzo di nuove tecnologie, specie in ambito protesico.

odontostomatologia

Scopo del documento è la definizione di indirizzi tecnici di livello nazionale sia di natura clinica che di appropriato utilizzo, in ambito odontoiatrico, di attrezzature e materiali. Inoltre, il documento riporta indicazioni su come evitare l’erogazione di prestazioni di qualità non accettabile, in modo da prevenire conseguenti rischi per la salute.

Scarica e leggi il documento in full text:
RACCOMANDAZIONI CLINICHE IN ODONTOSTOMATOLOGIA – Settembre 2017

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Carie: nuovi materiali dentali, con vetro bioattivo e fluoruro.

Posted by giorgiobertin su luglio 4, 2017

I ricercatori del Departamento de Odontología Restauradora de la Universidad de Turku (Finlandia); della Facoltà di Odontoiatria della Università di Fortaleza (Brasile); del gruppo dei Biomateriali della Università di Ghent (Belgio); dell’ Università Friedrich Schiller di Jena (Germania); del King College di Londra Dental Institute, Londra (UK), e dell’University CEU-Cardenal Herrera, Valencia, hanno sviluppato nuovi materiali dentali basati sull’impiego di vetro bioattivo che riduce la degradazione delle fibre di collagene e promuovere la remineralizzazione della dentina.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Journal of Dental Research“, ha confrontato l’azione inibitoria di enzimi proteolitici e la remineralizzazione della dentina attraverso l’utilizzo di due tipi di resine sperimentali contenenti vetro bioattivo: una con microparticelle Bioglass 45S5 e l’altra con vetro bioattivo sperimentale arricchito con fluoro e fosfati. Gli effetti dei due tipi di materiale sperimentale sono stati testati su campioni di dentina demineralizzata, immersi in saliva artificiale per un periodo di trenta giorni.

La resina con vetro bioattivo arrichita con fluoro e fosfato ha dimostrato di essere più attiva nell’inibire enzimi proteolitici rispetto alla resina che contiene solo Bioglass. Come abbiamo notato nello studio, questo è perché gli ioni di fluoro rilasciati e la grande quantità di fosfati accelerano la remineralizzazione della dentina e rallentano il degrado” – afferma il prof. Salvatore Sauro.

Questo tipo di materiale bioattivo sperimentale arricchito potrebbe essere il più adatto per lo sviluppo di nuovi materiali dentali per il trattamento della carie, che distrugge i tessuti dentali a seguito della demineralizzazione causata da acidi generati dalla placca dei batteri.

Leggi abstract dell’articolo:
Effects of Composites Containing Bioactive Glasses on Demineralized Dentin
A. Tezvergil-Mutluay, R. Seseogullari-Dirihan, V.P. Feitosa, G. Cama, D.S. Brauer, S. Sauro
Journal of Dental Research DOI: https://doi.org/10.1177/0022034517709464

Fonte: University CEU-Cardenal Herrera, Valencia

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Sviluppato impianto dentale per combattere le infezioni.

Posted by giorgiobertin su gennaio 19, 2017

Un team multidisciplinare di ricercatori della KU Leuven (Università di Lovanio, Belgio) ha messo a punto un impianto dentale che rilascia gradualmente i farmaci da un serbatoio incorporato. Questo aiuta a prevenire e combattere le infezioni.

Il nostro impianto ha un serbatoio incorporato sotto la corona del dente,” spiega il prof. Kaat De Cremer. “Attraverso una vite di copertura è molto facile da riempirlo con farmaci antimicrobici. L’impianto è realizzato in un materiale composito poroso, in modo che i farmaci gradualmente si diffondono dal serbatoio all’esterno dell’impianto. Come risultato, i batteri non possono più formare un biofilm“.

ku-leuven-dental                ku-leuven-dental2 Credit image K De Cremer 

Lo studio dimostra che i Streptococcus mutans, un tipo di batteri della bocca che colpisce i denti, non può formare il biofilm all’esterno dell’impianto quando il serbatoio è pieno di collutorio (clorexidina).
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “European Cells and Materials“.

Scarica e leggi il documento in full text:
CONTROLLED RELEASE OF CHLORHEXIDINE FROM A MESOPOROUS SILICA-CONTAINING MACROPOROUS TITANIUM DENTAL IMPLANT PREVENTS MICROBIAL BIOFILM FORMATION
K. De Cremer, A. Braem, E. Gerits, K. De Brucker, K. Vandamme, J.A. Martens, J. Michiels, J. Vleugels, B.P.A. Cammue and K. Thevissen
European Cells and Materials Vol. 33 2017 (pages 13-27) DOI: 10.22203/eCM.v033a02

Fonte: Centre of Microbial and Plant Genetics, KU Leuven, Leuven, Belgium

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Staminali ricostruiscono la struttura originaria del dente.

Posted by giorgiobertin su gennaio 10, 2017

Stimolando le cellule staminali presenti nella polpa dentaria è possibile ricostituire la struttura originaria del dente, con il ripristino dello strato naturale di dentina che lo protegge. La nuova tecnica descritta sulla rivista “Scientific Reports“, è stata messa a punto dai ricercatori del Dental Institute King’s College London.

stem-cells

Nella polpa dentaria sono presenti cellule staminali che permettono al dente di ripristinare le lesioni alla dentina, ma solo se sono molto piccole.
Ora l’équipe diretta dal prof. Paul T. Sharpe ha trovato il modo per stimolare queste cellule staminali in misura sufficiente da permettere la ricostituzione della struttura originaria del dente.

Una delle molecole usate per innescare la proliferazione delle staminali e la loro diversificazione nelle cellule che costituiscono il dente è il Tideglusib, già usato in studi clinici per il trattamento di disturbi neurologici come il morbo di Alzheimer.

Queste molecole stimolatrici delle staminali sono già state testate clinicamente e vengono somministrate attraverso delle spugne di collagene già in commercio, la nuova tecnica potrebbe entrare nella pratica odontoiatrica in tempi abbastanza brevi.

Leggi abstract dell’articolo:
Promotion of natural tooth repair by small molecule GSK3 antagonists
Vitor Neves, Rebecca Babb, Dhivya Chandrasekaran and Paul T Sharpe
Scientific Reports 9 January 2017

Fonte: Dental Institute King’s College London

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Possibile causa batterica per l’Artrite Reumatoide.

Posted by giorgiobertin su dicembre 15, 2016

I ricercatori della Division of Rheumatology, Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, USA, hanno nuove prove che un batterio (Aggregatibacter actinomycetemcomitans (Aa)) noto per causare infezioni croniche infiammatorie gengivali (parodontite) innesca anche il sistema “autoimmune” caratteristico della risposta infiammatoria cronica nell’artrite reumatoide (RA).

I ricercatori hanno osservato una associazione clinica tra la malattia parodontale e l’Artrite Reumatoide sin dai primi anni del 1900, ipotizzando che entrambe le malattie possano essere attivate da un fattore comune.

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Un’infezione con A. actinomycetemcomitans sembra indurre la produzione di proteine citrullinate, che sono sospettate di attivare il sistema immunitario che guida la cascata di eventi che portano alla RA. Il batterio A. actinomycetemcomitans avvia la secrezione di una tossina, leucotossina A (LtxA), come strategia di autodifesa per uccidere le cellule immunitarie. La tossina crea fori sulla superficie dei neutrofili, consentendo un flusso elevato di calcio nelle cellule dove le concentrazioni sono normalmente tenute basse.

Utilizzando 196 campioni provenienti da un ampio studio di pazienti con artrite reumatoide, i ricercatori hanno scoperto che quasi la metà dei pazienti – 92 di 196 – avevano avuto un’evidenza di infezione da A. actinomycetemcomitans.

Questa ricerca ci porta molto vicini a scoprire la causa principale del RA“, afferma il primo autore Massimiliano Konig.

Leggi abstract dell’articolo:
Aggregatibacter actinomycetemcomitans-induced hypercitrullination links periodontal infection to autoimmunity in rheumatoid arthritis.
M. F. Konig, L. Abusleme, J. Reinholdt, R. J. Palmer, R. P. Teles, K. Sampson, A. Rosen, P. A. Nigrovic, J. Sokolove, J. T. Giles, N. M. Moutsopoulos, F. Andrade.
Science Translational Medicine, 2016; 8 (369): 369ra176 DOI: 10.1126/scitranslmed.aaj1921

Fonte: Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, USA

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Verso un vaccino contro la parodontite.

Posted by giorgiobertin su dicembre 10, 2016

Un team di ricercatori dell’Oral Biology Research Group – University of Melbourne, Australia, ha pubblicato sulla rivista “NPJ Vaccine” i risultati della sperimentazione di un nuovo vaccino contro la parodontite, una grave infezione della gengiva. Il nuovo prodotto sarà testato sull’uomo nel 2018.

paradontite

I ricercatori australiani sono riusciti a individuare gli enzimi prodotti dal batterio Porphyromonas gingivalis nei topi, il microrganismo che favorisce lo sviluppo di malattie della bocca e dei denti. Il vaccino allo studio stimola la risposta immunitaria e la produzione di anticorpi mirati.

Leggi abstract dell’articolo:
A therapeutic Porphyromonas gingivalis gingipain vaccine induces neutralising IgG1 antibodies that protect against experimental periodontitis
Neil M O’Brien-Simpson, James A Holden, Jason C Lenzo, Yan Tan, Gail C Brammar, Katrina A Walsh, William Singleton, Rebecca K H Orth, Nada Slakeski, Keith J Cross, Ivan B Darby, Dorit Becher, Tony Rowe, Adriana Baz Morelli, Andrew Hammet, Andrew Nash, Anna Brown, Bing Ma, Didier Vingadassalom, Jacqueline McCluskey, Harold Kleanthous & Eric C Reynolds
npj Vaccines 1, Article number: 16022 (2016) doi:10.1038/npjvaccines.2016.22

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La parodontite aumenta il rischio di malattie cardiache.

Posted by giorgiobertin su agosto 3, 2016

Secondo uno studio condotto presso il Department of Oral and Maxillofacial Diseases of the University of Helsinki, un’infezione della della radice dei denti aumenta il rischio di malattia coronarica, anche se l’infezione è asintomatica.
La Sindrome coronarica acuta è 2,7 volte più comune tra i pazienti con i denti non trattati che necessitano di terapia canalare rispetto ai pazienti senza questo problema“, afferma John Liljestrand primo autore dello studio.

paradontite

I ricercatori hanno scoperto questo legame tra infezione dentale della radice, nota come parodontite apicale, e il rischio di sindrome coronarica acuta (ACS). La periodontite apicale è una condizione caratterizzata da lesioni infiammatorie della polpa al centro del dente, più comunemente innescato da infezione. Le carie dentarie sono la causa più comune di periodontite apicale.

Lo studio ha coinvolto 508 pazienti finlandesi con un’età media di 62 anni che avevano sintomi cardiaci. Le loro arterie coronarie sono state esaminate mediante angiografia. I loro denti sono stati esaminati utilizzando la tomografia panoramica dei denti e mascelle, e ben il 58 per cento sono stati trovati essere affetti da una o più lesioni infiammatorie.

Ricordiamo che la Malattia Coronarica (CAD -Coronary artery disease) è la forma più comune di malattia cardiaca, causata da un accumulo di placca nelle arterie coronarie, riducendo il flusso di sangue al cuore. I fattori di rischio sono: l’obesità , l’inattività fisica, il fumo, l’alta pressione sanguigna , il colesterolo alto e il diabete, ora anche la cattiva salute dentale.

Leggi il full text dell’articolo:
Association of Endodontic Lesions with Coronary Artery Disease.
J. M. Liljestrand, P. Mäntylä, S. Paju, K. Buhlin, K. A. E. Kopra, G. R. Persson, M. Hernandez, M. S. Nieminen, J. Sinisalo, L. Tjäderhane, P. J. Pussinen.
J Dent Res 2016. Published online before print July 27, 2016, doi: 10.1177/0022034516660509

Fonte: University of Helsinki

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Cancro al pancreas legato a specifici batteri della bocca.

Posted by giorgiobertin su aprile 20, 2016

La presenza di alcuni batteri nella bocca può indicare un aumentato rischio di cancro al pancreas – una malattia che spesso inizia con pochi sintomi e per i quali non esiste un test screening di routine. E’ questa la conclusione di uno studio prospettico di coorte della NYU Langone Medical Center a New York, presentato all’American Association for Cancer Research annual meeting a New Orleans, LA, April 16-20, 2016.

Il nostro studio offre la prima prova diretta che i cambiamenti specifici nel mix microbico in bocca – microbioma orale – rappresentano un fattore di rischio probabile per il cancro del pancreas assieme all’età avanzata, il sesso maschile, il fumo, la razza afro-americana, e una storia di famiglia della malattia.” – afferma l’epidemiologo Dr Jiyoung Ahn della NYU School of Medicine.

oral-diseases  pancreas

In particolare, è stato trovato che la presenza di Porphyromonas gingivalis comporta un rischio del 59% in più di sviluppare il cancro al pancreas, rispetto a coloro che non avevano il batterio. Allo stesso modo, la presenza di Actinomycetemcomitans Aggregatibacter è collegato a un rischio superiore al 50%. Entrambi i tipi di batteri sono noti per essere associati con la periodontite (un’infiammazione ed un’infezione di ossa e legamenti che sostengono i denti).

Questi cambiamenti batteriche del cavo orale potenzialmente ci mostrano chi è più a rischio di sviluppare il cancro al pancreas.” – conclude il Dr. Ahn. I dati dovranno essere confermati in uno studio più ampio.

In un’altro studio pubblicato qualche mese fa, Ahn e colleghi dimostravano che il fumo delle sigarette era collegato ad un cambio del microbioma orale.

Leggi abstract della presentazione:
Human oral microbiome and prospective risk for pancreatic cancer: a population based, nested case control study
Xiaozhou Fan, Alexander V. Alekseyenko, Jing Wu, Eric J. Jacobs, Susan M. Gapstur, Mark P. Purdue, Christian C. Abnet, Rachael Stolzenberg-Solomon, George Miller, Jacque Ravel, Richard B. Hayes, Jiyoung Ahn
Presentation time: Tuesday, Apr 19, 2016, 4:20 PM – 4:35 PM

Fonte: NYU Langone Medical Center a New York

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Linee guida sulla prevenzione della salute orale.

Posted by giorgiobertin su dicembre 26, 2015

Sono state pubblicate dal Ministero della Salute in aggiornamento anno 2015, le linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta. Il precedente documento risaliva al 2009.

logo_ministerosalute

Gli argomenti trattati nel documento sono:
– prevenzione delle patologie dei tessuti duri dentari;
– prevenzione delle malattie parodontali;
– prevenzione dell’edentulia;
– prevenzione dei tumori maligni del cavo orale.

Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione” (PDF 414.8 Kb)

Sito tematico

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Stampati denti in 3D liberi da batteri.

Posted by giorgiobertin su ottobre 22, 2015

I ricercatori dell’Università di Groningen (Olanda) hanno sviluppato un materiale plastico antimicrobico che stampato in 3D permette di ottenere delle protesi dentarie in grado di sostituire un dente perso e sopratutto eliminare il 99% dei batteri che causano la carie.

3d-printed-teeth
The 3D printed plastic material that can kill 99% of bacteria could revolutionise dental implants
Image credit: J Yue, P Zhao, J Y Gerasimov/
University of Groningen

Lo studio ha integrato sali quaternari di ammonio, altamente efficace contro una grande varietà di microrganismi, germi e batteri, in una resina di polimeri. Questo ‘mix’ è stato usato con resine dentali già esistenti per creare, grazie ad una stampa in 3D, denti di ricambio resistenti all’attacco di questi nemici del sorriso. “Il materiale – ha spiegato il professore Herrmann – può uccidere i batteri al solo contatto e non è dannoso per l’organismo“. “Per passare ad una fase successiva dobbiamo ancora lavorare su altri test e sulla compatibilità con i dentifrici“.

Leggi abstract dell’articolo:
3D-Printable Antimicrobial Composite Resins
Jun Yue, Pei Zhao, Jennifer Y. Gerasimov, Marieke van de Lagemaat, Arjen Grotenhuis, Minie Rustema-Abbing, Henny C. van der Mei, Henk J. Busscher, Andreas Herrmann and Yijin Ren
Advanced Functional Materials Article first published online: 9 OCT 2015 | DOI: 10.1002/adfm.201502384

Fonte ed approfondimenti: New Scientist   – ScienceAlert

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Analcolici e succhi di frutta responsabili dell’erosione dentale.

Posted by giorgiobertin su maggio 12, 2015

Le bevande analcoliche sono il fattore più scatenante nell’erosione dentale, secondo un nuovo studio pubblicato sul “Journal of Dentistry Public Health“.

L’erosione dentale è quando lo smalto – rivestimento protettivo del dente – si usura con l’esposizione all’acido. Questa acidità normalmente è annullata dalla saliva, che ripristina lentamente l’equilibrio naturale all’interno della bocca. Ma se questo non avviene in un tempo sufficiente breve gli acidi permangono all’interno della bocca e consumano la superficie dei denti. Tutte le bibite con un valore di pH (misura di acidità) inferiore a 5,5 può danneggiare i denti.

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Esaminando 3.773 partecipanti, i ricercatori hanno scoperto il 79% ha avuto una grossa erosione dentale, il 64% ha avuto l’usura dei denti lieve, il 10% ha avuto un’usura dei denti moderata e il 5% segni molto gravi di usura dei denti. I partecipanti allo studio con moderata e grave usura dei denti avevano consumato molte bevande analcoliche e succhi di frutta ogni giorno rispetto agli altri gruppi.

Il succo di frutta può essere una bevanda nutriente, ma le alte concentrazioni di zuccheri e acidi possono portare a gravi danni ai denti specialmente se queste bevande vengono consumate ogni giorno. Dallo studio emerso anche che l’acqua e il latte sono le scelte migliori non solo per il bene della nostra salute orale ma anche per la nostra salute generale.

The relationship between consumption of beverages and tooth wear among adults in the United States
Christopher Okunseri, May C. M. Wong, David T. W. Yau, Colman McGrath and Aniko Szabo
Journal of Public Health Dentistry Article first published online: 28 APR 2015 | DOI: 10.1111/jphd.12096

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Linee guida nazionali sulle Apnee Ostruttive nel sonno.

Posted by giorgiobertin su febbraio 18, 2015

Sono state pubblicate le linee guida nazionali per la prevenzione ed il trattamento odontoiatrico della Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.

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Si stima che il 30% degli adulti russi abitualmente; percentuale che aumenta nella popolazione attorno ai 60 anni, fino ad interessare circa il 60% degli uomini e il 40% delle donne.
La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Obstructive Sleep Apnea Syndrome, Osas) è un disturbo respiratorio del sonno caratterizzato da episodi ripetuti di completa (apnea) o parziale (ipopnea) ostruzione delle vie aeree superiori, con riduzioni fasiche dei valori della saturazione d’ossigeno arteriosa e possibile aumento dell’anidride carbonica ematica. Le ripetute apnee e ipopnee determinano uno sforzo respiratorio con possibili variazioni della frequenza cardiaca, frammentazione del sonno ed aumento dei valori della pressione arteriosa, sia sistemica sia polmonare.

Questo disturbo respiratorio causa fra l’altro di sonnolenza diurna, è all’origine di incidenti stradali anche mortali. L’odontoiatra deve avere, nei confronti di questa patologia, un ruolo importante come “sentinella diagnostica”.

Scarica e leggi il documento in full text (pdf):
Linee guida nazionali per la prevenzione ed il trattamento odontoiatrico della Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS)

Fonte: Ministero della Salute

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Linee guida sull’igiene orale nei bambini.

Posted by giorgiobertin su dicembre 4, 2014

L’American Academy of Pediatrics ha pubblicato sulla rivista “Pediatrics” le nuove linee guida sull’igiene orale nei bambini.

AAP
Le linee guida raccomandano ai pediatri di informare i genitori sull’importanza di allattare, se possibile, i neonati al seno nei primi sei mesi dal parto, ma anche di ridurre l’esposizione ad alimenti e bevande zuccherate, e di evitare le bibite gassate. “I bambini andrebbero incoraggiati a bere solo acqua tra i pasti, preferibilmente quella fluorata del rubinetto” affermano gli autori, sottolineando inoltre la grande importanza di una corretta igiene orale.

Scarica e leggi il documento in full text:
Maintaining and improving the oral health of young children.
SECTION ON ORAL HEALTH
PEDIATRICS Vol. 134 No. 6 December 1, 2014 pp. 1224 -1229 (doi: 10.1542/peds.2014-2984)

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NICE: linee guida sulla salute orale.

Posted by giorgiobertin su ottobre 23, 2014

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida sulla salute orale.

nice logo

La salute orale è importante per la salute generale e il benessere fisico. I problemi di salute orale includono malattia paradontale, carie dentaria, la perdita dei denti e tumori del cavo orale. Il documento sottolinea il fatto che la salute orale ha bisogno dello sviluppo di una strategia di interventi e di attività a livello di comunità.
Le raccomandazioni mirano a:

  1. promuovere e proteggere la salute orale, migliorando la dieta e riducendo il consumo di cibi zuccherati e bevande, alcol e tabacco;
  2. migliorare l’igiene orale;
  3. aumentare la disponibilità di fluoro (nota: fluorizzazione dell’acqua è al di fuori del campo di applicazione di questa linea guida);
  4. incoraggiare le persone ad andare dal dentista regolarmente;
  5. aumentare l’accesso ai servizi odontoiatrici.

Scarica e leggi il documento in full text:
Oral health: approaches for local authorities and their partners to improve the oral health of their communities.

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Nuovo trattamento delle carie: autoriparazione.

Posted by giorgiobertin su giugno 17, 2014

La carie dentale è una delle malattie batteriche più comuni che provoca la demineralizzazione e la distruzione dei tessuti duri del dente (smalto, dentina). L’attuale trattamento comporta la perforazione del dente per eliminare la carie e riempimento con materiali di restauro come amalgalma, resina, etc.

Tooth

Ora, i ricercatori dentali del King College di Londra hanno trovato il modo di invertire elettricamente il processo di decadimento consentendo ai denti la ‘rimineralizzazione’ – Electrically Accelerated and Enhanced Remineralisation (EAER).
In particolare affermano che il dispositivo aumenta processo di riparazione naturale del dente accelerando il processo con cui calcio e fosfato sali minerali rientrano nel dente per riparare il danno.

Il metodo si sviluppa in due fasi: la prima permette di preparare la parte danneggiata dello strato esterno dello smalto del dente, la seconda utilizza una bassa corrente elettrica indolore per riparare il sito danneggiato. Sembra proprio la fine delle otturazioni

La società Reminova Ltd in collaborazione con il King College porterà la nuova tecnica sul mercato entro 3 anni.

Approfondimenti: WebMD   –   King College of London

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