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Scoperto il meccanismo di un gene che guida i tumori metastatici.

Posted by giorgiobertin su aprile 3, 2019

I tumori ovarici, prostatici e mammari metastatici sono notoriamente difficili da trattare e spesso mortali. Ora, i ricercatori del Salk Institute hanno rivelato un nuovo ruolo per la proteina CDK12. I risultati sono stati pubblicati su “Genes & Development“.

Gendev-CDK12
Left: The process of cell division, called mitosis, showing structures called microtubules (orange) pulling the chromosomes (blue) to opposite sides, called spindle poles, of the cell. CDK12 is critical for proper chromosome alignment and progression through mitosis. Right: Without CDK12 the chromosomes become misaligned and detach from the spindle poles. Click here for a high-resolution image.

Analizzando il ruolo di CDK12 nel proteggere le cellule dalla chemioterapia, il team ha scoperto un nuovo gruppo di geni che sono controllati dal CDK12, inclusi molti geni che sono regolati da un’altra proteina chiamata mTORC1, che controlla il metabolismo delle cellule tumorali.

Il team, coordinato dal prof. Alan Saghatelian, è stato in grado di identificare specifici geni regolati dal CDK12 a livello di traduzione. Diverse centinaia di geni vengono controllati dal CDK12, molti di questi sono legati alla crescita delle cellule tumorali.

Abbiamo scoperto un nuovo percorso di traduzione che nessuno sapeva esistesse, utilizzato da molti fattori coinvolti nella divisione cellulare – in particolare, separando i cromosomi“, affermano i ricercatori. “Questa nuova informazione sul ruolo del CDK12 ci aiuta a capire come le cellule tumorali sono disorganizzate, e anche come gli inibitori chimici del CDK12 potrebbero aiutare ad uccidere le cellule tumorali“.

Leggi abstract dell’articolo:
CDK12 phosphorylates 4E-BP1 to enable mTORC1-dependent translation and mitotic genome stability
Seung H. Choi, Thomas F. Martinez, Seongjae Kim, Cynthia Donaldson, Maxim N. Shokhirev, Alan Saghatelian and Katherine A. Jones
Genes & Dev. February 28, 2019, doi:10.1101/gad.322339.118

Fonte: The Salk Institute for Biological Studies, La Jolla, California – La Jolla

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Cancro al colon: diagnosi precoce con il microbioma intestinale.

Posted by giorgiobertin su aprile 2, 2019

uN gruppo di ricerca del Cibio dell’Università di Trento hanno scoperto il collegamento tra la composizione della popolazione batterica intestinale e il cancro al colon e individuato un insieme di batteri ricorrenti nei pazienti a cui viene diagnosticata la malattia. I risultati dello studio, che rappresentano una possibile svolta per la diagnosi precoce non invasiva, sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Medicine“.

Segato CIBIO

“Nei campioni fecali di persone affette da cancro al colon abbiamo osservato la presenza di un insieme di batteri “marcatori” del carcinoma, in primis il Fusobacterium nucleatum che era già stato associato alla malattia, ma anche una decina di altri batteri che rafforzano tale associazione” – afferma il prof. Nicola Segata, responsabile del laboratorio di Metagenomica computazionale al Dipartimento Cibio dell’Università di Trento.

Oltre a batteri e altri microorganismi, i ricercatori hanno individuato un’altra particolare caratteristica del microbioma associato al cancro al colon-retto: un numero statisticamente più elevato di copie di un gene che codifica per l’enzima cutC. “Questo enzima”, spiega Nicola Segata, “è coinvolto nel metabolismo della colina – un composto organico preveniente dalla dieta – e nella conseguente produzione di una molecola (la trimetilammina) che è stata associata in altri studi a un rischio più elevato di contrarre il cancro al colon-retto“.

La scoperta della correlazione tra microbioma intestinale e cancro al colon-retto può avere immediata applicazione sul piano della diagnosi precoce. “Il microbioma rilevato nelle feci è altamente predittivo per la presenza della malattia e, combinato con altri test disponibili come quello del sangue occulto nelle feci, può aumentare l’accuratezza diagnostica di test non invasivi” – concludono i ricercatori.

Leggi abstract dell’articolo:
Metagenomic analysis of colorectal cancer datasets identifies cross-cohort microbial diagnostic signatures and a link with choline degradation
Andrew Maltez Thomas, Paolo Manghi, […]Nicola Segata
Nature Medicine Published: 01 April 2019

Fonte: Cibio dell’Università di Trento

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Nuova strategia per combattere la resistenza agli antibiotici.

Posted by giorgiobertin su aprile 2, 2019

Una nuova strategia per combattere la resistenza agli antibiotici è emersa da uno studio condotto dai ricercatori del Baylor College of Medicine. Pubblicato sulla rivista “Molecular Cell“, il rapporto rivela per la prima volta come i batteri evolvono mutazioni che conferiscono resistenza agli antibiotici e che questo processo può essere inibito con edaravone, un farmaco approvato dalla FDA.

antibiotic-resistance

La resistenza agli antibiotici è una delle minacce più urgenti per la salute pubblica. I batteri sviluppano resistenza grazie alla comparsa di nuove mutazioni nel loro DNA che consentono ai batteri di superare gli effetti mortali dell’antibiotico“, ha detto Susan M. Rosenberg professore di genetica molecolare e umana, di virologia molecolare e microbiologia e di biochimica e biologia molecolare presso Baylor.

Questi risultati suggeriscono che i batteri esposti a basse dosi di antibiotico mettono in atto una strategia molecolare che conferisce un vantaggio di sopravvivenza alla popolazione batterica nel suo complesso ed è probabilmente svantaggiosa per alcuni dei batteri in un’infezione“, ha affermato Rosenberg. “Ci siamo resi conto che esistono farmaci approvati dalla FDA che riducono la produzione di specie reattive dell’ossigeno, uno dei passaggi cruciali che portano a mutazioni“.
Abbiamo scoperto che il farmaco edaravone, che viene utilizzato per il trattamento della sclerosi laterale amiotrofica e dell’ictus, si adatterebbe nei meccanismi molecolari che avevamo descritto inibendo la produzione di specie reattive dell’ossigeno“.

I ricercatori hanno in programma di studiare se questo farmaco è in grado di rallentare il decorso di un’infezione, con o senza trattamento antibiotico, in modelli di infezioni.

Leggi abstract dell’articolo:
Gamblers: An Antibiotic-Induced Evolvable Cell Subpopulation Differentiated by Reactive-Oxygen-Induced General Stress Response
John P. Pribis,Libertad García-Villada,Yin Zhai,Ohad Lewin-Epstein,Anthony Z. Wang,Jingjing Liu,Jun Xia,Qian Mei,Devon M. Fitzgerald,Julia Bos,Robert H. Austin,Christophe Herman,David Bates,Lilach Hadany,P.J. Hastings,Susan M. Rosenberg
Molecular Cell Published: April 1, 2019 DOI: https://doi.org/10.1016/j.molcel.2019.02.037

Fonte: Baylor College of Medicine.

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AULAR: linee guida sul Lupus eritematoso sistemico.

Posted by giorgiobertin su aprile 1, 2019

Sono state pubblicate in aggiornamento a cura di EULAR (European League Against Rheumatism) le linee guida sulla gestione del Lupus eritematoso sistemico. Il precedente documento era stato pubblicato nel 2008. Il Lupus eritematoso sistemico (LES) è una malattia del connettivo caratterizzata da manifestazioni eritematose cutanee e mucose, sensibilità alla luce del sole e coinvolgimento sistemico di quasi tutti gli organi e apparati come il rene, le articolazioni, il sistema nervoso centrale, le sierose e il sistema emopoietico, dovute a deposito di immunocomplessi e complemento. Colpisce più frequentemente le donne, soprattutto fra i 15 e i 40 anni.

SLE

L’idrossiclorochina è raccomandata in tutti i pazienti con lupus, ad una dose non superiore a 5 mg/kg di peso corporeo reale. Durante il trattamento di mantenimento cronico, i glucocorticoidi (GC) devono essere ridotti a meno di 7,5 mg / die (equivalente al prednisone) e, quando possibile, ritirati.

Le raccomandazioni aggiornate forniscono ai medici e ai pazienti una guida di orientamento aggiornata sulla gestione del LES, combinando la base di conoscenze e l’opinione di esperti. I pazienti con LES devono essere valutati per il loro status di anticorpi antifosfolipidi, il profilo di rischio di malattie infettive e cardiovascolari e le strategie preventive devono essere adattate di conseguenza.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Annals of Rheumatic Diseases“.

Scarica e leggi il documento in full text:
2019 update of the EULAR recommendations for the management of systemic lupus erythematosus
Fanouriakis A, Kostopoulou M, Alunno A, et al.
Annals of the Rheumatic Diseases Published Online First: 29 March 2019. doi: 10.1136/annrheumdis-2019-215089

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NICE: linee guida sulla diagnosi e gestione del cancro al polmone.

Posted by giorgiobertin su marzo 31, 2019

Sono state pubblicate a cura di NICE (National Institute for Health and Care Excellence) le linee guida aggiornate sulla diagnosi e gestione del carcinoma polmonare a piccole cellule e non a piccole cellule. Il documento ha l’obiettivo di migliorare i risultati per i pazienti garantendo che vengano utilizzati i test e i trattamenti più efficaci e che le persone abbiano accesso a cure palliative e follow-up adeguati.

Lung-cancer-NICE

Le nuove raccomandazioni includono:
– valutazione del linfonodo intratoracico;
– imaging del cervello per le persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule;
– radioterapia radicale (inclusa radioterapia stereotassica ablativa [SABR]) per persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule;
– chemioradioterapia e chirurgia per le persone con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio IIIA-N2;
– radioterapia toracica e irradiazione cranica profilattica per le persone con carcinoma polmonare a piccole cellule.

Scarica e leggi il documento in full text:
Lung cancer: diagnosis and management
NICE guideline [NG122] Published date: March 2019

NICE interactive flowchart – Lung cancer

Quality standard – Lung cancer in adults

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Iss: Notiziario gennaio-febbraio 2019.

Posted by giorgiobertin su marzo 30, 2019

Dall’Istituto Superiore di Sanità segnaliamo il Notiziario gennaio-febbraio 2019.

notiziario

I contenuti:
– A_IATRIS e i workshop itineranti: l’importanza della formazione dei ricercatori su proprietà intellettuale e trasferimento tecnologico per valorizzare i risultati della ricerca.
– Banca dati sostanze chimiche. Requisito della lingua italiana in etichette e schede di dati di sicurezza (SDS) secondo i Regolamenti CLP e REACH.
– Workshop. Zeroquattro: bambini a tavola… nessuno escluso!
– BEN (Bollettino Epidemiologico Nazionale)

Scarica e leggi il documento in full text:
Notiziario volume 32, n.1-2, gennaio-febbraio 2019

Notiziario
Volume 32, n. 1-2, gennaio-febbraio 2019, Supplemento 1

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Linee guida sul trattamento dell’osteoporosi in post-menopausa.

Posted by giorgiobertin su marzo 29, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism” le linee guida di pratica clinica per la gestione farmacologica dell’osteoporosi nelle donne in postmenopausa.

JCEM_cover

Nel documento sono stati focalizzati i principi di gestione:

  • il rischio di future fratture nelle donne in postmenopausa dovrebbe essere determinato utilizzando strumenti di valutazione specifici per paese per guidare il processo decisionale.
  • Le preferenze dei pazienti dovrebbero essere incorporate nella pianificazione del trattamento.
  • Gli interventi nutrizionali e sullo stile di vita e la prevenzione delle cadute dovrebbero accompagnare tutti i regimi farmacologici per ridurre il rischio di fratture.

Nella stesura della linea guida il team dell’Endocrine Society, ha preso in considerazione due revisioni sistematiche. La prima ha incluso 107 studi (193.987 donne in postmenopausa, età media di 66 anni, 55% bianco, follow-up mediano di 28 mesi) (J Clin Endocrinol Metab. 2019;104(5):1623–1630). La seconda revisione è stata mirata alla valutazione di valori e preferenze rilevanti per la gestione dell’osteoporosi nelle donne e ha seguito un approccio qualitativo (J Clin Endocrinol Metab. 2019;104(5):1631–1636).

Scarica e leggi il documento in full text:
Pharmacological Management of Osteoporosis in Postmenopausal Women: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline
Richard Eastell Clifford J Rosen Dennis M Black Angela M Cheung M Hassan Murad Dolores Shoback
The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Volume 104, Issue 5, May 2019, Pages 1595–1622, https://doi.org/10.1210/jc.2019-00221

Commentary: Managing Osteoporosis in Postmenopausal Women: An Endocrine Society Guideline – Endocrinology Advisor (free)

Fonte: Endocrine Society

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Study Connect: piattaforma digitale sugli studi clinici in corso.

Posted by giorgiobertin su marzo 28, 2019

Si chiama Study Connect ed è una piattaforma digitale online “aperta”, che permette a pazienti e medici di accedere a informazioni su tutti gli studi clinici in corso, in Italia e nel mondo, condotti da Bristol-Myers Squibb in ambito oncologico, cardiovascolare e autoimmune, aree terapeutiche in cui è attiva la ricerca dell’azienda.

study-connect

Le sperimentazioni (di fase I, II e III) contenute in Study Connect vanno dai tumori del sangue alle neoplasie solide (ad esempio del polmone, pancreas, testa-collo, urogenitali e gastrointestinali, melanoma), alle malattie cardiovascolari (insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale e trombosi) e autoimmuni (artrite reumatoide e lupus).

La piattaforma, disponibile anche in versione italiana, permette di accedere, per aree terapeutiche alle informazioni sulle sperimentazioni in corso anche di altre aziende, tramite un link diretto a clinicaltrials.gov

Accedi alla piattaforma: Study Connect

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Iss: Notiziario novembre-dicembre 2018.

Posted by giorgiobertin su marzo 28, 2019

Dall’Istituto Superiore di Sanità segnaliamo i notiziari: volume 31, n.11 novembre 2018volume 31, n.12 dicembre 2018.

notiziario

Novembre 2018 contenuti:
– Il Progetto europeo EURE-CART: nuovo approccio terapeutico e personalizzato contro le malattie neoplastiche.
– Progetto E-PROs: piattaforma digitale per la gestione di strumenti centrati sul paziente.
– L’attività di valutazione del mutuo riconoscimento per i prodotti fitosanitari.
– Esposizione a sostanze e miscele pericolose: Progetto pilota su dati dei Centri Antiveleni.
– BEN (Bollettino Epidemiologico Nazionale)

Dicembre 2018 contenuti:
– Sorveglianza delle batteriemie da Enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE) in Italia nel 2017.
– Impatto delle tecnologie wireless sulla gestione dei processi di Emergenza-Urgenza.
– Aggiornamento della Banca Dati online del Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse relativa ai Centri diagnostico-clinici territoriali.
– BEN (Bollettino Epidemiologico Nazionale)

Scarica i documenti in full text:
volume 31, n.11 novembre 2018
volume 31, n.12 dicembre 2018

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Cancro al pancreas: scoperto un nuovo potenziale bersaglio terapeutico.

Posted by giorgiobertin su marzo 28, 2019

I ricercatori dell’University of Texas MD Anderson Cancer Center potrebbero aver identificato un nuovo approccio per affamare le cellule di uno dei più tumori comuni e mortali, il cancro al pancreas.

pancreas

Nello studio pubblicato sulla rivista “Nature” hanno dimostrato il ruolo della proteina syndecan-1 (SDC1) nella regolazione del gene KRAS. In particolare questa proteina, chiamata , che si sposta sulla superficie cellulare in risposta ai segnali del KRAS mutante, è una proteina nota per essere presente in oltre il 90 percento degli adenocarcinomi duttali del pancreas (Pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC)).

Lo studio inoltre ha spiegato che il posizionamento di SDC1 sulla superficie cellulare è essenziale per le cellule tumorali del pancreas per sovraregolare la macropinocitosi, un meccanismo utilizzato dalle cellule per raccogliere risorse dal loro ambiente per trasformare in energia per la divisione.

Ad oggi, l’inibizione farmacologica della macropinocitosi non è stata completata”, ha detto il prof. Giulio Draetta. “Le nostre scoperte sul ruolo cruciale della SDC1 nella regolazione della macropinocitosi nel carcinoma pancreatico controllato da KRAS invitano all’esplorazione del targeting SDC1 per l’intervento terapeutico”.
Pensiamo che la superficie cellulare sia un luogo eccitante per cercare ulteriori indizi su come le cellule tumorali siano fondamentalmente diverse dalle cellule normali“, spiega il prof. Draetta. “Già, anticorpi monoclonali diretti all’SDC1 sono stati testati per il mieloma multiplo, una fase scientifica che potrebbe aprire lo studio clinico di terapie simili per il cancro del pancreas“.

Leggi abstract dell’articolo:
Syndecan 1 is a critical mediator of macropinocytosis in pancreatic cancer
Wantong Yao, Johnathon L. Rose, […]Giulio F. Draetta
Nature Published: 27 March 2019

Fonte: University of Texas MD Anderson Cancer Center

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FDA autorizza immunoterapia contro il cancro al seno.

Posted by giorgiobertin su marzo 27, 2019

L’Fda ha dato il via libera ad atezolizumab (Tecentriq, della Genentech/Roche) per la somministrazione insieme alla chemioterapia con nab-paclitaxel (Abraxane, della Celgene) per trattare il cancro al seno inoperabile, localmente avanzato o metastatico triplo-negativo (TNBC) nelle donne i cui tumori esprimono PD-L1, una proteina che può aiutare i tumori ad evitare la rilevazione da parte del sistema immunitario.

atezolizumab

L’approvazione si basa sullo studio IMpassion130, un trial di fase III, in cui l’aggiunta dell’inibitore di PD-L1 atezolizumab a nab-paclitaxel ha ridotto il rischio di progressione o morte del 40% rispetto al solo nab-paclitaxel in questa popolazione di pazienti.
I risultati erano stati pubblicati sul ‘New England Journal of Medicine‘ a novembre 2018.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves atezolizumab for PD-L1 positive unresectable locally advanced or metastatic triple-negative breast cancer

View full prescribing information for TECENTRIQ.

Atezolizumab and Nab-Paclitaxel in Advanced Triple-Negative Breast Cancer.
N Engl J Med. 2018 Nov 29;379(22):2108-2121. doi: 10.1056/NEJMoa1809615. Epub 2018 Oct 20.

Fonte: Pharmastar

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La sicurezza dei tipi di Anestesia in Cardiochirurgia.

Posted by giorgiobertin su marzo 27, 2019

Uno studio multicentrico pubblicato sulla prestigiosa rivista “The New England Journal of Medicine dimostra  che non c’è alcuna differenza fra i due tipi di anestesia (anestesia volatile (o inalatoria) – intravenosa) dal punto di vista della sicurezza.
La ricerca, condotta in 36 centri e 13 paesi con un coinvolgimento di 5.400 pazienti, è stata coordinata interamente da medici e ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. Si tratta di uno degli studi più grandi mai condotti su questo argomento.

Anestesia

Negli anni, ricerche pre-cliniche e meta-analisi hanno suggerito di preferire, negli interventi al cuore, l’anestesia inalatoria rispetto a quella intravenosa per le sue conseguenze farmacologiche positive, come la riduzione di infarto miocardico. Lo scopo della ricerca è stato quello di verificare l’effettiva differenza fra i due tipi di anestesia generale nelle operazioni di bypass aortocoronarico, monitorando la mortalità a un anno dei pazienti ed eventuali reazioni avverse all’anestesia.
Anestesia volatile e intravenosa sono, quindi, ugualmente sicure.

I risultati dello studio verranno presentati a Brussels il 19-22 marzo durante la 39esima edizione del congresso ISICEM (International Symposium on Intensive Care and Emergency Medicine).

Leggi abstract dell’articolo:
Volatile Anesthetics versus Total Intravenous Anesthesia for Cardiac Surgery
Giovanni Landoni, M.D., Vladimir V. Lomivorotov, M.D., Ph.D., Caetano Nigro Neto, M.D., Ph.D., Fabrizio Monaco, M.D., Vadim V. Pasyuga, M.D., Nikola Bradic, M.D., Rosalba Lembo, M.Sc., Gordana Gazivoda, M.D., Valery V. Likhvantsev, M.D., Ph.D., Chong Lei, M.D., Ph.D., Andrey Lozovskiy, M.D., Nora Di Tomasso, M.D., et al., for the MYRIAD Study Group
NEJM March 19, 2019 DOI: 10.1056/NEJMoa1816476

(Funded by the Italian Ministry of Health; MYRIAD ClinicalTrials.gov number, NCT02105610.)

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Gestione del sanguinamento gastrointestinale superiore acuto.

Posted by giorgiobertin su marzo 27, 2019

Sanguinamento gastrointestinale superiore (UGIB) è un’emergenza medica comune in tutto il mondo e si riferisce al sanguinamento da esofago, stomaco o duodeno. L’emorragia gastrointestinale superiore è gestita da molti clinici in molte specialità, tra cui medici di pronto soccorso, ospedalieri, internisti, gastroenterologi, chirurghi, radiologi interventisti ed ematologi.

upper gastrointestinal bleeding

Una revisione basata sull’evidenza della valutazione e della gestione dei pazienti con emorragia gastrointestinale superiore acuta, che è rilevante per specialisti clinici, accademici e ricercatori clinici, è stat pubblicata sulla rivista “BMJ“.

I ricercatori hanno cercato sui database PubMed, Medline e Cochrane dal 2010 ad agosto 2018 utilizzando i termini di ricerca emorragia gastrointestinale, sanguinamento da ulcera peptica e sanguinamento da varici. Sono stati inoltre identificati riferimenti dalle linee guida internazionali, britanniche, europee, americane e dell’Asia-Pacifico sul sanguinamento superiore del tratto gastrointestinale pubblicate durante questo periodo, oltre a articoli di revisione pertinenti.

Leggi abstract dell’articolo:
Management of acute upper gastrointestinal bleeding
Adrian J Stanley, Loren Laine.
BMJ 2019; 364 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.l536 (Published 25 March 2019)

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ECDC: Standard europei per la diagnosi e trattamento della tubercolosi.

Posted by giorgiobertin su marzo 27, 2019

L’ European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e l’ European Respiratory Society (ERS) hanno redatto 21 standard per garantire i percorsi ottimali per la diagnosi, il trattamento e la prevenzione ottimali della tubercolosi (TB) in Europa.
Tali standard pongono il paziente con tubercolosi al centro del processo e sono destinati ai medici e a tutti gli operatori sanitari che operano nel campo specifico. Gli standard dell’Unione europea per la cura della tubercolosi (ESTC) sono stati aggiornati nel 2017 con l’integrazione delle tecnologie più recenti e le raccomandazioni internazionali in materia di diagnosi, trattamento e prevenzione della TB.

ecdc_logo

Gli standard internazionali per la cura della tubercolosi (ISTC) sono stati pubblicati per la prima volta nel 2006 e successivamente aggiornati nel 2009 e nel 2014. Gli ISTC riportano gli standard per la gestione della TB e si rivolgono a paesi ad alta incidenza di malattia e risorse economiche limitate. La situazione nei paesi appartenenti alla UE/SEE è invece caratterizzata da una maggiore disponibilità di risorse economiche a fronte di una incidenza di malattia medio-bassa.

Gli standard adattati ai paesi UE/SEE considerano i seguenti fattori:
• l’incidenza di malattia varia nei diversi paesi, bassa nella maggior parte dei paesi, intermedia in alcuni;
• esiste una lunga tradizione di prevenzione e di controllo della TB;
• sono disponibili risorse economiche;
• è necessario che tali risorse siano utilizzate in modo ottimale;
• i servizi per la TB sono integrati nel sistema sanitario;
• ogni paziente ha il diritto di accedere alle migliori cure possibili.

Scarica e leggi il documento in full text:
Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe, 2019 – EN – [PDF-14.62 MB]
All country profiles, 2017 data
Country profile for Italy, 2017 data – EN – [PDF-233.07 KB]

Fonte: European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC)

Approfondimenti:
Diagnosing tuberculosis.
Steingart K, Gilpin C, Kohli M, Garner P. Cochrane Special Collections.
Cochrane Database of Systematic Reviews 2019, Issue 3. DOI: SC000034. (link is external)

Linezolid for drug‐resistant pulmonary tuberculosis.
Singh B, Cocker D, Ryan H, Sloan DJ.
Cochrane Database of Systematic Reviews 2019, Issue 3. Art. No.: CD012836. DOI:10.1002/14651858.CD012836.pub2.

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Medicina di Laboratorio: premiato il prof. Plebani.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2019

L’American Association for Clinical Chemistry, la più prestigiosa Società Scientifica della medicina di laboratorio a livello internazionale, ha conferito al prof. Mario Plebani il “2019 AACC Outstanding Contributions Through Service to the Profession of Clinical Chemistry Award”. Il Premio sarà consegnato nel mese di agosto ad Anaheim (Los Angeles, California) nel corso del 71° Annual Scientific Meeting della Società americana che riunisce oltre 10.000 delegati provenienti da tutto il mondo.

plebaniProf. Mario Plebani

Questo Premio riconosce il valore dei ricercatori e professionisti della medicina di laboratorio che, nell’arco della loro carriera, abbiano dato un rilevante contributo al miglioramento della professione e delle conoscenze scientifiche nell’ambito della disciplina.

«La medicina di laboratorio», spiega il prof. Plebani, riconosciuto fra i 100 patologi più influenti nel mondo, «si occupa di analisi chimiche, biochimiche, ematologiche, microbiologiche, virologiche e oggi sempre più anche diagnostica molecolare. Fino a qualche decennio fa le analisi servivano a confermare la diagnosi clinica, oggi invece riusciamo a fare prevenzione grazie all’identificazione di fattori di rischio. Riusciamo a determinare la dose ottimale di determinati farmaci, anticoagulanti e antitumorali, in base ai diversi tipi di metabolismo del paziente, massimizzando gli effetti terapeutici e riducendo il rischio di eventi avversi».

Dal 2017 è Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova ed in tale veste ha promosso un corso di laurea in lingua veicolare (inglese) arricchendo così l’offerta formativa di una delle Scuole di Medicina più conosciute al mondo ed ha contribuito al programma del Festival della Salute Globale che si terrà a Padova dal 5 al 7 aprile di quest’anno.

Fonti: Insaluetnews.itMattino-Padova

 

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ASCO: linee guida per la terapia adiuvante nei tumori del tratto biliare.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2019

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO) ha pubblicato sulla rivista “Journal of Clinical Oncology” le nuove linee guida sull’uso della terapia adiuvante nei tumori del tratto biliare sottoposti a resezione.

asco-guidelines

ASCO ha convocato un gruppo di esperti per condurre una revisione sistematica della letteratura sulla terapia adiuvante per il cancro del tratto biliare resecato e fornire opzioni di cura raccomandate per questa popolazione di pazienti.

RISULTATI:
Sulla base delle prove di uno studio randomizzato controllato di fase III, ai pazienti con cancro del tratto biliare resecato deve essere offerta una chemioterapia adiuvante con capecitabina per un periodo di 6 mesi. Il dosaggio utilizzato in questo studio è descritto nelle dichiarazioni qualificanti, mentre va osservato che la dose di capecitabina può anche essere determinata da pratiche istituzionali e regionali.

Scarica e leggi il documento in full text:
Adjuvant Therapy for Resected Biliary Tract Cancer: ASCO Clinical Practice Guideline.
Rachna T. Shroff, Erin B. Kennedy, Melinda Bachini, Tanios Bekaii-Saab, Christopher Crane, Julien Edeline, Anthony El-Khoueiry, Mary Feng, Matthew H.G. Katz, John Primrose, Heloisa P. Soares, Juan Valle, and Shishir K. Maithel
J Clin Oncol. 2019 Mar 11:JCO1802178. doi: 10.1200/JCO.18.02178. [Epub ahead of print]

Fonte: ASCO

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ESMO: aggiornate le linee guida sul tumore al pancreas.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2019

L’European Society for Medical Oncology (ESMO) ha pubblicato un aggiornamento delle proprie Linee guida per la pratica clinica del 2015 concernenti il trattamento, la diagnosi e il follow-up del tumore al pancreas.

logo_ESMO

Queste linee guida di pratica clinica aggiornate di ESMO presentano le ultime informazioni sul cancro del pancreas incluse le raccomandazioni per lo screening e la diagnosi, insieme a strategie terapeutiche abbinate allo stadio.

Documento del 2015:
Cancer of the pancreas: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up.
Ducreux M, Sa Cuhna A, Caramella C, et al.
Ann Oncol 2015; 26(suppl 5): v56-v68.

eUpdate 15 March 2019: New treatment recommendations for pancreatic cancer
eUpdate 20 June 2017: New recommendation for nanoliposomal irinotecan in second line treatment of pancreatic cancer

Fonte: European Society for Medical Oncology (ESMO)

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FDA approva primo medicinale per la depressione post partum.

Posted by giorgiobertin su marzo 25, 2019

La Food and Drug Administration (FDA) americana, ha approvato il primo farmaco specifico Zulresso (brexanolone) per il trattamento della depressione postpartum (PDP). Il farmaco si assume per via endovenosa e sarà disponibile solo attraverso un programma ristretto che ne prevede la somministrazione solo da parte di un operatore sanitario, all’interno di una struttura certificata.

zulesso

L’efficacia di Zulresso è stata dimostrata in due studi clinici in partecipanti che hanno ricevuto un’infusione endovenosa continua di 60 ore di Zulresso o placebo e sono stati poi seguiti per quattro settimane. In entrambi gli studi, Zulresso ha dimostrato una superiorità rispetto al placebo nel miglioramento dei sintomi depressivi alla fine della prima infusione. Il miglioramento della depressione è stato osservato anche alla fine del periodo di follow-up di 30 giorni.

Le reazioni avverse più comuni riportate da pazienti trattati con Zulresso in studi clinici includono sonnolenza, secchezza delle fauci, perdita di conoscenza e arrossamento. Gli operatori sanitari dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di modificare il regime terapeutico, compreso l’interruzione di Zulresso in pazienti in cui la PDP si aggrava o che manifesta comportamenti e pensieri suicidari emergenti.

Il farmaco è prodotto dalla società Sage Therapeutics.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves first treatment for post-partum depression

Zulresso Generic name: brexanolone

Please see full Prescribing Information

For more information, please visit www.sagerx.com.

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Particelle di inquinamento atmosferico portano ad una ridotta produzione di spermatozoi.

Posted by giorgiobertin su marzo 25, 2019

L’esposizione a minuscole particelle di inquinamento atmosferico possono portare a una ridotta produzione di spermatozoi, a suggerirlo nuove ricerche sui topi presentate all’ENDO 2019 a New Orlean: 23-26 marzo 2019.

inquinamento

I tassi di infertilità sono in aumento in tutto il mondo e l’inquinamento atmosferico può essere uno dei fattori principali“, dice la prof.ssa Elaine Maria Frade Costa della Sao Paulo University di San Paolo, Brasile.
Lo studio ha esaminato l’effetto del particolato (PM) sulla produzione di spermatozoi. Il PM è una miscela di particelle solide e goccioline liquide che si trovano nell’aria.

Dagli esperimenti sui topi è emerso che l’esposizione a PM 2.5 ha portato a cambiamenti nei livelli dei geni correlati alla funzione delle cellule testicolari. L’esposizione al PM 2,5 dopo la nascita sembrava essere la più dannosa per la funzione testicolare.

La ricerca dimostra per la prima volta che l’esposizione all’inquinamento atmosferico di una grande città danneggia la produzione di spermatozoi attraverso l’epigenetica, principalmente dopo la nascita, afferma la prof.ssa Costa. “Questi risultati forniscono ulteriori prove del fatto che i governi devono attuare politiche pubbliche per controllare l’inquinamento atmosferico nelle grandi città“.

Particulate air pollution linked with reduced sperm production in mice | Endocrine Society

Comunicato stampa: Endocrine Society

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Linee guida di pratica clinica sul trattamento dell’obesità.

Posted by giorgiobertin su marzo 24, 2019

Sono state pubblicate sulla rivista “JAMA” le linee guida di pratica clinica sul trattamento dell’obesità negli adulti.

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L’obesità è un problema di salute pubblica in quanto è associato con l’aumento dei costi sanitari e sociali. La prevalenza della malattia è in continuo aumento in tutto il mondo, specialmente nei paesi a basso e medio reddito. Queste linee guida sono di pratica quotidiana, si basano su argomenti che sono spesso trascurati: comunicare con pazienti affetti da obesità e motivarli a cambiare, educazione terapeutica paziente ed evitare la stigmatizzazione.

Scarica e leggi il documento in full text:
Obesity Treatment, Beyond the Guidelines
Kahan S, Manson JE.
JAMA. Published online March 21, 2019. doi:10.1001/jama.2019.2352

Approfondimenti:
European Practical and Patient-Centred Guidelines for Adult Obesity Management in Primary Care
Durrer Schutz D, Busetto L, Dicker D, Farpour-Lambert N, Pryke R, Toplak H, Widmer D, Yumuk V, Schutz Y
Obes Facts 2019;12:40–66 https://doi.org/10.1159/000496183

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Bevande zuccherate legate a malattie cardiovascolari e tassi più elevati di cancro.

Posted by giorgiobertin su marzo 24, 2019

Un nuovo studio apparso sulla rivista “Circulation“, ha dimostrato che quando le persone consumano più bevande zuccherate hanno un rischio più elevato di morte a seguito di malattie cardiovascolari e un tasso più alto di sviluppare il cancro.
Per comprendere questa associazione, i ricercatori hanno esaminato i dati di 37.716 uomini nello studio di follow-up e 80.647 donne. Dopo aver controllato i fattori dietetici, l’attività fisica e il BMI, il team ha stabilito che queste bevande zuccherine erano associate a tassi di mortalità più elevati da malattie cardiovascolari (CVD) e a tassi di cancro più elevati.

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L’acqua potabile al posto delle bevande zuccherate è una scelta salutare che potrebbe contribuire alla longevità”, afferma il prof. Vasanti Malik.
L’AHA suggerisce dal punto di vista nutrizionale, di evitare gli zuccheri aggiunti. Questo non include solo bevande zuccherate, ma anche cibi, dato che lo zucchero aggiunto può davvero aumentare nel corso della giornata e portare a effetti indesiderati.

Questi risultati sono coerenti con i noti effetti avversi dell’elevato apporto di zuccheri sui fattori di rischio metabolici e la forte evidenza che bere bevande zuccherate aumenta il rischio di diabete di tipo 2, a sua volta un importante fattore di rischio per morte prematura“, spiega Walter Willett.

Leggi abstract dell’articolo:
Long-Term Consumption of Sugar-Sweetened and Artificially Sweetened Beverages and Risk of Mortality in US Adults
Vasanti S. Malik , Yanping Li , An Pan , Lawrence De Koning , Eva Schernhammer , Walter C. Willett , and Frank B. Hu
Circulation. 2019 Originally published 18 Mar 2019 https://doi.org/10.1161/CIRCULATIONAHA.118.037401

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Intelligenza artificiale e risonanze per la diagnosi dei tumori cerebrali.

Posted by giorgiobertin su marzo 23, 2019

Un team di ricercatori e specialisti – del Department of Animal Medicine, Productions and Health, University of Padua, Legnaro – ha testato una tecnica innovativa, basata su rete neurale, su pazienti con diagnosi radiologica (tramite Risonanza Magnetica) di meningioma e successiva conferma istopatologica (a seguito dell’asportazione chirurgica dello stesso). Il risultato è stato, ex ante, il riconoscimento del grado di malignità della neoplasia, in ben 109 casi su 117, a partire direttamente dalle immagini diagnostiche.

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L’esperienza che abbiamo maturato con gli studi di risonanza magnetica sul cane, unica per metodologia, caratteristiche e numerosità – afferma il prof. Tommaso Banzato – l’abbiamo voluta condividere con i colleghi del reparto di Neuroradiologia dell’azienda ospedaliera di Padova. Questo ha aperto ad entrambe le équipe nuovi scenari da cui stanno emergendo ulteriori interessanti sviluppi”.

L’accuratezza di questo modello preliminare, pubblicato sulla rivista pubblicato sul “Journal of Magnetic Resonance Imaging“,  è un’evidente dimostrazione che, in un futuro non così lontano, nuove metodologie basate sull’intelligenza artificiale potranno non solo supportare il radiologo nel proprio processo decisionale verso la diagnosi finale, ma anche guidare scelte terapeutiche mediche, chirurgiche e mininvasive.
L’applicazione delle reti neurali alla diagnostica per immagini sta diventando, a tutt’oggi, uno degli interessi centrali per la comunità scientifica internazionale.

Leggi abstract dell’articolo:
Accuracy of Deep Learning to Differentiate the Histopathological Grading of Meningiomas on MR Images: A Preliminary Study
Tommaso Banzato, Francesco Causin, Alessandro Della Puppa, Giacomo Cester Linda Mazzai Alessandro Zotti.
JMRI First published: 21 March 2019 https://doi.org/10.1002/jmri.26723

Fonte: UNIPD:IT

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Linee guida di pratica clinica per la gestione della batteriuria asintomatica.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2019

Sono state pubblicata a cura dell’Infectious Diseases Society of America (IDSA) e pubblicate in “Clinical Infectious Diseases” le linee guida aggiornate di pratica clinica sulla gestione della batteriuria asintomatica (presenza di batteri nelle urine senza sintomatologia urinaria quale dolore, bruciore).

IDSA

Secondo il documento i medici dovrebbero riflettere attentamente prima di sottoporre i pazienti a una infezione del tratto urinario (UTI) per evitare un’iperdiagnosi e un trattamento antibiotico non necessario.

La presenza di batteri nelle urine senza i sintomi di un’infezione – non deve essere trattata con antibiotici tranne che in alcuni pazienti come quelli che hanno subito chirurgia urologica e donne in gravidanza.
L’abuso di antibiotici si aggiunge al crescente problema della resistenza agli antibiotici.

Scarica e leggi il documento in full text:
Clinical Practice Guideline for the Management of Asymptomatic Bacteriuria: 2019 Update by the Infectious Diseases Society of America
Lindsay E Nicolle, Kalpana Gupta, Suzanne F Bradley, Richard Colgan, Gregory P DeMuri, Dimitri Drekonja, Linda O Eckert, Suzanne E Geerlings, Béla Köves, Thomas M Hooton, Manisha Juthani-Mehta, Shandra L Knight, Sanjay Saint, Anthony J Schaeffer, Barbara Trautner, Bjorn Wullt, Reed Siemieniuk
Clinical Infectious Diseases, Published: 21 March 2019, ciy1121, https://doi.org/10.1093/cid/ciy1121

Fonte: ‘Infectious Diseases Society of America (IDSA)

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Il Cancro al pancreas dipende dall’equilibrio di due enzimi.

Posted by giorgiobertin su marzo 22, 2019

Gli enzimi della proteina chinasi C (PKC) sono cruciali per un certo numero di attività cellulari, tra cui sopravvivenza, proliferazione e migrazione delle cellule, funzioni che devono essere attentamente controllate per evitare che le cellule vadano fuori controllo e formino un tumore. I ricercatori della School of Medicine della University of California di San Diego hanno scoperto che un altro enzima, chiamato PHLPP1, agisce come un “correttore” per mantenere l’attività su PKC. Nel cancro del pancreas, hanno scoperto che alti livelli di PHLPP1 portano a bassi livelli di PKC, associati alla scarsa sopravvivenza dei pazienti.

Il team ha anche scoperto come le cellule regolano l’attività di PKC. Ogni volta che un PKC iperattivo viene prodotto inavvertitamente, il “correttore” PHLPP1 lo contrassegna per la distruzione.

Ciò significa che la quantità di PHLPP1 nelle celle determina la quantità di PKC“, ha detto il prof. Newton. “Abbiamo scoperto che i livelli di questi enzimi sono particolarmente importanti nel cancro del pancreas.

Se potessimo testare un paziente con cancro al pancreas e sapere che ha un PHLPP1 alto e un PKC basso, potremmo dire che la prognosi non è buona“, ha detto la prof.ssa Newton. “E forse potremmo inibire il PHLPP1, ripristinare l’attività di PKC e in definitiva migliorare le possibilità di sopravvivenza.”

Leggi abstract dell’articolo:
Protein Kinase C Quality Control by Phosphatase PHLPP1 Unveils Loss-of-Function Mechanism in Cancer
Timothy R. Baffi, An-Angela N. Van, Wei Zhao, Gordon B. Mills, Alexandra C. Newton
Molecular Cell Published: March 20, 2019 DOI: https://doi.org/10.1016/j.molcel.2019.02.018

Fonte: School of Medicine della University of California di San Diego

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Nuova membrana per rigenerare tessuto e osso nella parodontite.

Posted by giorgiobertin su marzo 21, 2019

Un team di ricercatori dell’Department of Bioengineering, University of California, Los Angeles, UCLA ha sviluppato metodi che possono portare a una terapia più efficace e affidabile per la malattia parodontale – quelli che promuovono la rigenerazione delle cellule gengivali e ossee con caratteristiche biologiche e meccaniche che possono essere regolate in base alle esigenze di trattamento.
Lo studio è pubblicato online su “ACS Nano“.

Le membrane attuali non hanno la capacità di rigenerare direttamente il tessuto gengivale e non sono in grado di mantenere la loro struttura e stabilità se poste in bocca. La membrana inoltre non può supportare un rilascio prolungato del farmaco, necessario per aiutare a guarire il tessuto gengivale infetto. Per le membrane non biodegradabili, sono necessari più interventi chirurgici per rimuovere la membrana dopo che qualsiasi farmaco è stato rilasciato, compromettendo il processo di guarigione.

Considerati gli attuali svantaggi con la rigenerazione guidata dei tessuti, abbiamo visto la necessità di sviluppare una nuova classe di membrane, che hanno proprietà di rigenerazione tissutale e ossea insieme a un rivestimento flessibile in grado di aderire a una serie di superfici biologiche“, ha affermato la prof.ssa Alireza Moshaverinia.


A multifunctional periodontal membrane is surgically inserted into the pocket between affected gums and tooth. This new membrane has shown to protect the site from further infection as well as to help regrow bone. CREDIT UCLA School of Dentistry

Ad un polimero approvato dalla FDA. i ricercatori hanno introdotto un rivestimento in polidopamina – un polimero che ha eccellenti proprietà adesive e può attaccarsi alle superfici in condizioni di bagnato. L’altro vantaggio dell’utilizzo di tale rivestimento è che accelera la rigenerazione ossea promuovendo la mineralizzazione dell’idrossiapatite, che è il minerale che compone lo smalto e l’osso dei denti.

Abbiamo determinato che le nostre membrane sono state in grado di rallentare l’infezione parodontale, promuovere la rigenerazione di ossa e tessuti e rimanere sul posto abbastanza a lungo da prolungare la somministrazione di farmaci utili” – spiegano i ricercatori.

Leggi abstract dell’articolo:
Hierarchically Patterned Polydopamine-Containing Membranes for Periodontal Tissue Engineering
Mohammad Mahdi Hasani-Sadrabadi, Patricia Sarrion, Nako Nakatsuka, Thomas D. Young, Nika Taghdiri, Sahar Ansari, Tara Aghaloo, Song Li, Ali Khademhosseini, Paul S. Weiss, and Alireza Moshaverinia
ACS Nano Article ASAP DOI: 10.1021/acsnano.8b09623

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