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Posts Tagged ‘anestesia’

Endoscopia digestiva: linee guida aggiornate su sedazione e anestesia.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2018

L’American society for gastrointestinal endoscopy (Asge) ha pubblicato una versione aggiornata delle linee guida pratiche relative alla sedazione e all’anestesia in endoscopia gastrointestinale (Gi).

Sedation-anesthesia-ASGE

Scarica e leggi il documento in full text:
Guidelines for sedation and anesthesia in GI endoscopy
Dayna S. Early, FASGE, Jenifer R. Lightdale, FASGE, et al.
Gastrointest Endosc 2018 Feb, Volume 87, Issue 2, Pages 327–337 / DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.gie.2008.09.029

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Anestesia generale: scoperto nuovo meccanismo d’azione.

Posted by giorgiobertin su gennaio 11, 2018

I ricercatori dell’Università del Queensland coordinati dal professore associato Bruno van Swinderen hanno ribaltato la precedente comprensione di ciò che gli anestetici generici fanno al cervello, scoprendo che questi farmaci fatto molto più che indurre il sonno.


General anaesthetics do more than put you to sleep

Abbiamo esaminato gli effetti del propofol – uno dei più comuni farmaci anestetici generali usati durante la chirurgia – sul rilascio sinaptico“, ha detto il prof. van Swinderen (video). Il rilascio sinaptico è il meccanismo mediante il quale i neuroni – o le cellule nervose – comunicano tra loro.
Il nostro studio ha scoperto che il propofol sconvolge anche i meccanismi presinaptici, probabilmente influenzando la comunicazione tra i neuroni attraverso l’intero cervello in modo sistematico che differisce dal semplice addormentarsi. In questo modo è molto diverso da un sonnifero.

In particolare i ricercatori hanno scoperto che diversi anestetici (anche se non tutti) limitano la capacità di movimento di una proteina che si trova nella membrana delle sinapsi di tutti i neuroni, provocando un forte calo della comunicazione tra i neuroni.

Questa riduzione delle comunicazioni – osservano van Swinderen e colleghi – interessa tutti i tipi di neuroni del cervello e tutte le aree cerebrali, e questo potrebbe spiegare sia perché dopo un’anestesia generale si sperimenta una sensazione di stordimento e disorientamento sia la particolare sensibilità delle persone in cui la connettività cerebrale è più vulnerabile – come i bambini, il cui cervello è ancora in via di sviluppo, o le persone affette da patologie neurodegenerative.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Trapping of Syntaxin1a in Presynaptic Nanoclusters by a Clinically Relevant General Anesthetic
Adekunle T. Bademosi, James Steeves, Shanker Karunanithi, Oressia H. Zalucki, Rachel S. Gormal, Shu Liu, Elsa Lauwers, Patrik Verstreken, Victor Anggono, Frederic A. Meunier, Bruno van Swinderen
Cell Reports Volume 22, Issue 2, p427–440, 9 January 2018 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.celrep.2017.12.054

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Odontoiatria: nuova strategia per aumentare l’efficacia dell’anestesia topica.

Posted by giorgiobertin su ottobre 4, 2017

I ricercatori dell’University of Campinas (Unicamp) in São Paulo, Brazil e del Department of Chemical Engineering at Texas Tech University (TTU), hanno iniziato a sperimentare sugli esseri umani una nuova strategia per aumentare l’efficacia dell’anestesia topica utilizzata in odontoiatria.

SPRINT-FAPESP
Projects conducted by researchers from São Paulo and Texas through SPRINT-FAPESP were presented at symposium in the United States (photo: device with 57 microneedles/release)

La tecnica consiste in un piccolo dispositivo contenente 57 microneedoli che, quando posto sulle gengive, nella guancia o in un’altra posizione della bocca da anestetizzare, crea piccoli fori attraverso cui le sostanze anestetiche come la lidocaina possono penetrare più in profondità nelle regioni della mucosa orale.
La paura dell’iniezione è una delle principali ragioni che inducono i pazienti a sviluppare fobie dentali ed evitano i trattamenti dentali. “L’attuale tecnica anestetica provoca ansietà per i pazienti e dentisti, e potrebbe compromettere l’esito del trattamento“, ha detto Gill. “È necessaria un’iniezione profonda per intorpidire l’area da trattare e bloccare un nervo, questa iniezione è di solito dolorosa“.
I microaghi di lunghezza di 700 micrometri rendono il sistema molto efficace espandendo l’azione dell’anestesia topica“.
Il metodo ben tollerato, è stato testato con successo su 10 pazienti.

Microneedles can increase the effectiveness of topical anesthesia used in dentistry

Agenzia FASEP – Brazil

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Linee guida aggiornate per la sedazione dei pazienti pediatrici.

Posted by giorgiobertin su luglio 2, 2016

L’American Academy of Pediatrics (AAP) e l’American Academy of Pediatric Dentistry (AAPD hanno provveduto ad aggiornare le linee guida sulla sedazione dei pazienti pediatrici. Il precedente documento era datato 2006.

pediatric anesthesia guideline

L’AAP e AAPD hanno realizzato il documento della sedazione pediatrica:

  • Per aumentare la sicurezza e il benessere del paziente;
  • Per ridurre al minimo il disagio fisico e il dolore;
  • Per controllare l’ansia, ridurre al minimo il trauma psicologico, e massimizzare il potenziale di amnesia;
  • Per modificare il comportamento e/o movimento in modo da permettere il completamento sicuro del procedimento;
  • Per riportare il paziente ad uno stato di controllo medico sicuro, come determinato dai criteri riconosciuti;

Le linee guida raccomandano che i medici utilizzino la dose più bassa del farmaco con il più alto indice terapeutico per la procedura.  Se il paziente pediatrico sta per essere sedato, deve essere accompagnato da e per il trattamento da un genitore, tutore legale, o altro soggettoresponsabile.

Se un medico sta per usare la sedazione , lui o lei deve disporre di strutture immediatamente disponibili, personale e apparecchiature per gestire situazioni di emergenza che potrebbero verificarsi, tra cui ostruzione delle vie aeree, ipoventilazione, laringospasmo, ipossiemia, e apnea.

Leggi il documento:
Guidelines for Monitoring and Management of Pediatric Patients Before, During, and After Sedation for Diagnostic and Therapeutic Procedures: Update 2016
Charles J. Coté, Stephen Wilson, AMERICAN ACADEMY OF PEDIATRICS, AMERICAN ACADEMY OF PEDIATRIC DENTISTRY
Pediatrics Jun 2016, e20161212; DOI: 10.1542/peds.2016-1212

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Linee guida sulla gestione del dolore post-operatorio.

Posted by giorgiobertin su febbraio 16, 2016

Sono state pubblicate dall'”American Pain Society”, l’American Society for Regional Anesthesia ed altre Società, le linee guida sulla gestione del dolore post-operatorio.

logoAPS

E’ una linea guida di pratica clinica basata sulle prove; efficace e sicura per la gestione del dolore post-operatorio nei bambini e negli adulti. Il documento fornisce istruzioni su:  la pianificazione nella gestione del dolore nella fase pre-operatoria, perioperatorio, l’uso di diverse modalità farmacologiche e non farmacologiche, politiche organizzative, e sulla transizione a cure ambulatoriali. Le raccomandazioni si basano sul presupposto di fondo che la gestione ottimale inizia nel periodo preoperatorio con una valutazione del paziente e lo sviluppo di un piano di cura su misura per l’individuo che coinvolge anche la procedura chirurgica.

Scarica e leggi il documento in full text:
Management of Postoperative Pain: A Clinical Practice Guideline From the American Pain Society, the American Society of Regional Anesthesia and Pain Medicine, and the American Society of Anesthesiologists’ Committee on Regional Anesthesia, Executive Committee, and Administrative Council
Roger Chou, Debra B. Gordon, Oscar A. de Leon-Casasola, Jack M. Rosenberg, Stephen Bickler, Tim Brennan, Todd Carter, Carla L. Cassidy, Eva Hall Chittenden, Ernest Degenhardt, Scott Griffith, Renee Manworren, Bill McCarberg, Robert Montgomery, Jamie Murphy, Melissa F. Perkal, Santhanam Suresh, Kathleen Sluka, Scott Strassels, Richard Thirlby, Eugene Viscusi, Gary A. Walco, Lisa Warner, Steven J. Weisman, Christopher L. Wu
The Journal of Pain, Vol 17, No 2 (February), 2016: pp 131-157

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PINHUB: Network Nazionale per la Terapia del Dolore.

Posted by giorgiobertin su gennaio 20, 2016

Si chiama PINHUB (Pain Interregional Network HUB) la prima rete nazionale di terapia del dolore che unisce in un “network del dolore” i Centri HUB da tutta Italia, dalla Lombardia alla Calabria, passando per Toscana, Lazio, Campania, e fino alla Sardegna.

PINHUB, come si rileva dal portale non è e non vuole essere una Società Scientifica ma un network che condivide l’interesse per la Ricerca clinica e di base sulla malattia del dolore, attraverso la condivisione dei dati. Questo, unitamente ad una programmazione per la definizione di PDTA (Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali) a stretto contatto con i Medici di Medicina Generale, che fanno riferimento a ciascun Centro HUB, per la corretta e completa applicazione della Legge 38/2010 (“Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative ed alla terapia del dolore“).

Accedi al portale: Pinhub.it

PINHUB – il Progetto

Il futuro delle reti di terapia del dolore: parla Guido Fanelli, Direttore Scientifico di PINHUB (video)

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Linee guida sulla gestione perioperatoria nei pazienti anziani.

Posted by giorgiobertin su gennaio 5, 2016

I ricercatori dell’American College of Surgeons e American Geriatrics Society hanno pubblicato le linee guida sulla gestione degli adulti anziani immediatamente prima, durante e dopo le operazioni chirurgiche (un lasso di tempo conosciuto come periodo “perioperatorio”).

JACS-logo

La nuova linea guida affronta il trattamento perioperatorio di tutti i pazienti chirurgici dai 65 anni di età in su, come definito dalla normativa Medicare. La linea guida fornisce un quadro operativo sulle questioni complesse che questi pazienti devono affrontare dal momento che sono più inclini a sperimentare complicanze postoperatorie e recupero prolungato con l’età avanzata.
La linea guida perioperatoria è organizzato in tre sezioni distinte:
– Gestione immediata preoperatoria;
– Gestione intraoperatoria (durante intervento operatorio);
– Gestione postoperatoria.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Journal of American College of Surgeons (JACS)“.

Scarica e leggi il documento in full text:
Optimal Perioperative Management of the Geriatric Patient: A Best Practices Guideline from the American College of Surgeons NSQIP and the American Geriatrics Society.
Sanjay Mohanty, Ronnie A. Rosenthal, Marcia M. Russell, Mark D. Neuman, Clifford Y. Ko, Nestor F. Esnaola
Journal of the American College of Surgeons. DOI: ACS_8139: 10.1016/j.jamcollsurg.2015.12.026

Fonti: American College of Surgeons – American Geriatrics Society

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SIAARTI-SIN: Linee guida sulle sindromi di danno renale acuto.

Posted by giorgiobertin su maggio 30, 2015

Sono state pubblicate dalla Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) e dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN) le linee guida sulla prevenzione, diagnosi e terapia delle sindromi di danno renale acuto.

siaarti-logo

Linee guida alla prevenzione, diagnosi e terapia delle sindromi di danno renale acuto: versione italiana delle KDIGO, integrata con le nuove evidenze e i commentari internazionali
Commissione congiunta SIN-SIAARTI – Pubblicato il 27-05-2015

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Gli anestetici causano una perdita di memoria prolungata.

Posted by giorgiobertin su novembre 3, 2014

I ricercatori dell’Università di Toronto – Facoltà di Medicina hanno dimostrato il motivo per cui gli anestetici possono causare la perdita di memoria a lungo termine, una scoperta che può avere gravi implicazioni per i pazienti post-intervento chirurgico.

Gli anestetici attivano dei recettori con conseguente perdita della memoria nel cervello, questo permette ai pazienti di non ricordare eventi traumatici durante l’intervento chirurgico. Il professor Beverley Orser e il suo team hanno scoperto che l’attività dei recettori di perdita di memoria rimane elevata molto tempo dopo che i farmaci hanno lasciato il sistema del paziente, a volte per giorni e giorni.

logo_uni-toronto

La nostra ricerca dimostra che le ipotesi fondamentali su come funzionano questi farmaci è sbagliata“, afferma Orser. “Si consiglia ai medici e familiari di monitorare attentamente i pazienti dopo l’intervento chirurgico per eventuali segni di perdita di memoria“.

La probabilità che un paziente manifesti compromissione cognitiva dipende dall’età, dalla salute, dal tipo di intervento chirurgico e dall’anestesia. L’incidenza è più alta negli anziani o in coloro che sono sottoposti a interventi di chirurgia maggiore, come bypass cardiopolmonare.
“Gli anestetici non mettono a dormire, inducono un coma farmacologico. Non dobbiamo prendere questi farmaci con leggerezza” – avverte il Prof. Orser.

Leggi abstract dell’articolo:
Sustained increase in α5GABAA receptor function impairs memory after anesthesia
Agnieszka A. Zurek … Eric W.R. Salter, Beverley A. Orser
J Clin Invest. Published November 3, 2014 – doi:10.1172/JCI76669.

Fonte ed approfondimenti:
University of Toronto’s Faculty of Medicine

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Linee guida italiane sul trattamento del dolore in emergenza.

Posted by giorgiobertin su giugno 11, 2014

Sono state pubblicate a cura del consorzio: Società italiana di anestesia analgesia, rianimazione e terapia intensiva (SIAARTI), Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (SIMEU), e ad altre cinque Società scientifiche le prime linee guida nazionali sulla gestione del dolore in emergenza.

Pronto soccorso

Le linee guida hanno lo scopo di dare una traccia per uniformare i percorsi terapeutici in tutte le strutture di emergenza sanitaria in italia. Il documento è uno strumento di lavoro finalmente condiviso con molte figure professionali, che supporta gli operatori della Medicina d’Emergenza Urgenza che operano tutti i giorni nei Pronto Soccorso italiani.

Scarica e leggi il dcoumento in full text:
Linee guida sulla gestione del dolore in emergenza

Fonte: Comunicato stampa SIAARTI

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Analgesia e sedazione in emergenza.

Posted by giorgiobertin su febbraio 7, 2014

Sono state pubblicate dall’American College of Emergency Physicians, sulla rivista “Annals of Emergency Medicine le linee guida sulla sedazione e analgesia in un dipartimento di emergenza/urgenza.

AEM

La linea guida abbraccia una serie molto ampia di problematiche d’urgenza-emergenza medica che spaziano dalla semplice analgesia con FANS nel traumatizzato minore fino a complesse sedazioni multifarmacologiche di tipo prettamente anestesiologico. Il documento è una revisione di una precedente versione del 2005.

Scarica e leggi il documento in full text:
Clinical Policy: Procedural Sedation and Analgesia in the Emergency Department
Members of the American College of Emergency Physicians Clinical Policies Committee
Ann Emerg Med. 2014;63:247-258

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Operazione di tumore della pelle in ipnosi senza anestesia.

Posted by giorgiobertin su agosto 21, 2013

Ad una donna con problemi di allergie ai farmaci, è stato rimosso un tumore della pelle con la sola ipnosi come anestesia. L’intervento è stato effettuato a Padova e pubblicato sulla rivista “Anaesthesia“.

chirurgia-ipnosi

La paziente, una donna di 42 anni che presentava diverse allergie a sostanze chimiche nonché precedenti reazioni anafilattoidi all’anestesia locale – spiega il prof. Facco docente di Anestesia e rianimazione del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova – è stata sottoposta a rimozione di un tumore della pelle alla coscia destra con la sola ipnosi come anestesia. L’ipnosi è stata indotta facendo chiudere gli occhi e contemporaneamente suggerendo verbalmente la realizzazione di uno stato di rilassamento e senso di benessere”.
Durante l’intervento la paziente non ha provato dolore e i parametri pressori e cardiaci erano normali.

Leggi il full text dell’articolo.
Hypnosis as sole anaesthesia for skin tumour removal in a patient with multiple chemical sensitivity
E. Facco, S. Pasquali, G. Zanette and E. Casiglia
Anaesthesia  (pages 961–965)  Article first published online: 12 JUL 2013 | DOI: 10.1111/anae.12251

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Uno studio svela il mistero delle esperienze “pre morte”.

Posted by giorgiobertin su agosto 13, 2013

Un’intensa attività cerebrale in punto di morte spiegherebbe le esperienze ‘extra-sensoriali’ che molte persone sopravvissute a un arresto cardiaco (20%) raccontano di aver vissuto nell’istante in cui il loro cuore ha smesso di battere. Ad affermarlo uno studio dei ricercatori dell’Università del Michigan che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

immunofluorescent_astrocyte_brain_cells Neurons in the brain may go into overdrive around the point of death. Credit image BBC

Siamo rimasti sorpresi dagli elevati livelli di attività cerebrale rilevati – commenta il co-autore della ricerca George Mashour – In effetti, in punto di morte, molti segnali elettrici registrati in stato di incoscienza eccedevano quelli registrati allo stato di veglia, il che suggerisce che il cervello e’ in grado di produrre un’attività elettrica ben organizzata anche durante la fase iniziale di morte clinica“. “I dati hanno confermato la presenza di attività cerebrale ‘cosciente’ durante l’arresto cardiaco, spiega Borjigin. “Questo studio dimostra che la mancanza di ossigeno e glucosio nel cervello, causata dall’arresto cardiaco, e’ in grado di stimolare l’attività cerebrale tipica dell’elaborazione cosciente. E offre anche un primo quadro scientifico sulle esperienze pre-morte, raccontate da molti sopravvissuti all’arresto cardiaco“.

Leggi abstract:
Surge of neurophysiological coherence and connectivity in the dying brain
Jimo Borjigin, UnCheol Lee, Tiecheng Liu, Dinesh Pal, Sean Huff, Daniel Klarr, Jennifer Sloboda, Jason Hernandez, Michael M. Wang, and George A. Mashour
PNAS 2013 ; published ahead of print August 12, 2013, doi:10.1073/pnas.1308285110

Fonte ed approfondimenti: Dailymail.co.uk   –  BBC news   –  Science2.0

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Anestesia: linee guida sui disturbi dell’emostasi.

Posted by giorgiobertin su aprile 8, 2013

Sono state pubblicate dalla French Society of Anaesthesia and Intensive Care le linee guida dedicate alle valutazioni dei disturbi emostatici nello screening anestesiologico pre-operatorio di routine. L’obiettivo dello screening pre-anestetico per i disturbi dell’emostasi congenite o acquisite è quello di prevenire le complicanze emorragiche perioperatorie attraverso un’appropriata gestione medico-chirurgica.

EJA

Scarica e leggi la linea guida in formato pdf:
Pre-interventional haemostatic assessment: Guidelines from the French Society of Anaesthesia and Intensive Care
Bonhomme, Fanny; Ajzenberg, Nadine; Schved, Jean-François; Molliex, Serge; Samama, Charles-Marc; for the French Anaesthetic and Intensive Care Committee on Evaluation of Routine Preoperative Testing
European Journal of Anaesthesiology. 30(4):142-162, April 2013. doi: 10.1097/EJA.0b013e32835f66cd

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SIGN: linee guida sulla gestione del dolore cronico.

Posted by giorgiobertin su novembre 29, 2012

Sono state pubblicate da Scottish Intercollegiate Guidelines Network (SIGN) le linee guida in formato provvisorio (presentazione ufficiale al meeting programmato il 12 December 2012 dal Royal College of Physicians of Edinburgh) sulla gestione del dolore cronico.

Scarica e leggi il documento:
Management of Chronic Pain: National Meeting Draft Guideline.

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Iniezioni di ossigeno possono salvare la vita.

Posted by giorgiobertin su luglio 1, 2012

Durante le situazioni di pazienti in pericolo di vita in cui è compromesso lo stato respiratorio (sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), polmonite severa, ecc), c’è una forte esigenza di ossigenare il sangue per evitare danni irreversibili o la morte. I ricercatori del Children Hospital di Boston hanno sviluppato un modo per iniettare ossigeno nel sangue, un metodo che potrebbe presto essere un’opzione per i medici di terapia intensiva, e forse anche di primo intervento.

 This syringe, containing particles of oxygen gas mixed with liquid.

La tecnica  IV oxygen delivery, si basa su incapsulare gas ossigeno puro all’interno di strutture lipidiche. La sospensione risultante contiene tra 50 e 90 ml di ossigeno per decilitro, e la sua efficacia è stata confermata dal prolungamento della vita negli animali. Le microparticelle sono stati infusi per via endovenosa nei conigli ipossiemici, la saturazione arteriosa è aumentato in pochi secondi fino a valori normali, c’è stata da una diminuzione delle tensioni di ossigeno dopo l’arresto le infusioni.

La capacità di titolare le infusioni di gas, può ridurre al minimo l’ossigeno-tossicità. La pubblicazione sulla rivista Science Translational Medicine.

Leggi abstract:
Oxygen Gas–Filled Microparticles Provide Intravenous Oxygen Delivery J. N. Kheir, L. A. Scharp, M. A. Borden, E. J. Swanson, A. Loxley, J. H. Reese, K. J. Black, L. A. Velazquez, L. M. Thomson, B. K. Walsh, K. E. Mullen, D. A. Graham, M. W. Lawlor, C. Brugnara, D. C. Bell, F. X. McGowan
Sci. Transl. Med. 4, 140ra88 (2012).

Fonte ed approfondimenti: Children Hospital of Boston   – Medgadget  –  VectorBlog  – Scientific American

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