Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 430 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento

Posts Tagged ‘Tecno Sanità’

Una mano robot per le persone quadriplegiche.

Posted by giorgiobertin su dicembre 12, 2016

Per la prima volta sono state restituite capacità di presa della mano, sufficienti a compiere azioni come mangiare e bere in maniera autonoma, a persone quadriplegiche, immobilizzate nel tronco e negli arti inferiori e superiori. La momentanea restituzione di questa capacità di presa è risultata possibile grazie a un robot esoscheletrico, indossabile, per l’assistenza della mano e a un’interfaccia non invasiva con il sistema nervoso. La descrizione della nuova tecnica è stata pubblicata sulla rivista del gruppo “Science” “Science Robotics“.


Direct brain control of advanced robotic systems promises substantial improvements in health care, for example, to restore intuitive control of hand movements required for activities of daily living in quadriplegics, like holding a cup and drinking, eating with cutlery, or manipulating different objects.

La funzionalità del nuovo sistema robotico, un’interfaccia robotica costituita da una cuffietta e da un esoscheletro di mano, è stata compiuta con successo da un gruppo di scienziati europei, coordinati in Italia da Nicola Vitiello e Maria Chiara Carrozza dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna. Nella sperimentazione, sei persone con quadriplegia sono riuscite ad afferrare un foglio, bere da una tazza, impugnare una forchetta per mangiare e stringere tra le mani una carta di credito (video).

Questi risultati appaiono molto promettenti, ma gli scienziati del consorzio europeo sono tutti consapevoli delle necessità di studi clinici che coinvolgano una popolazione più ampia e con tempi di sperimentazione più lunghi. “Soltanto grazie a una sperimentazione più estensiva – sottolinea Nicola Vitiello dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna – sarà infatti possibile capire come migliorare ancora le prestazioni dei vari moduli che compongono il sistema, ovvero il sistema robotico e la sua interfaccia con l’utente, e come pianificare una strategia di lungo periodo per portare questo tipo di tecnologie sul mercato“.

Leggi abstract dell’articolo:
Hybrid EEG/EOG-based brain/neural hand exoskeleton restores fully independent daily living activities after quadriplegia
BY S. R. SOEKADAR, M. WITKOWSKI, C. GÓMEZ, E. OPISSO, J. MEDINA, M. CORTESE, M. CEMPINI, M. C. CARROZZA, L. G. COHEN, N. BIRBAUMER, N. VITIELLO
SCIENCE ROBOTIC 06 DEC 2016

Fonti: Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna  –  Università di Tübingen

Annunci

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ama: Linee guida per uso sicuro ed efficace delle apps in sanità.

Posted by giorgiobertin su novembre 22, 2016

Sono state pubblicate dall’American Medical Association (Ama) le linee guida per promuovere un uso sicuro ed efficace delle applicazioni sanitarie per smartphones e tablet.

physicians-wire

Scarica e leggi i documenti in full text:
High-quality mHealth apps can be blended into care

Posted in News dal web, Tecnologia Web | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Cerotto intelligente ascolta i suoni del corpo.

Posted by giorgiobertin su novembre 17, 2016

Un nuovo cerotto o tatuaggio elettronico, realizzato dai ricercatori dell’University of Illinois a Urbana-Champaign, riprende i rumori sottili all’interno del corpo umano, compreso il suono del cuore, muscoli e tratto gastrointestinale.

Il dispositivo è costituito da sensori racchiusi in un guscio di silicone flessibile e fiancheggiato da elettrodi. Si attacca alla pelle come un cerotto o tatuaggio temporaneo e misura soli 20 millimetri in tutto. Si può attaccare su quasi ogni parte del corpo e sarà pronto per raccogliere i suoni e le vibrazioni da 0,5 a 550 Hertz – tutto, da un battito cardiaco ad un discorso.


Electronic tattoo listens to sounds in the body

Il nostro corpo genera un sacco di suoni diversi,” afferma Howard Liu presso la University of Illinois a Urbana-Champaign. “Progettando sensori con una costruzione leggera e sottile, siamo in grado di catturare suoni o segnali di vibrazione dalla nostra pelle.”
Il team pensa che la patch potrebbe essere utile per il monitoraggio di una vasta gamma di suoni clinicamente significativi. Si potrebbero tenere sotto controllo gli impianti biologici, allertando i medici a problemi medici potenziali o guasti meccanici.

Liu afferma che la patch potrebbe anche permettere alle persone di comunicare con i droni o protesi a comando vocale.

In un esperimento, il team ha messo il dispositivo in gola delle persone e istituito con un gioco a controllo vocale di Pac-Man. I sensori hanno ascoltato le vibrazioni delle corde vocali dei giocatori, come hanno detto “su“, “giù“, “sinistra” o “destra” per spostare l’avatar del Pac-Man in tempo reale (video).
Quello che abbiamo catturato è la vibrazione direttamente dalla gola“, dice Liu. “Se si catturano i segnali di questo tipo direttamente, si è praticamente immune da tutti i rumori circostanti. Questo tipo di segnali sono a bassa frequenza e vanno dalle attività muscolari, al cuore; tutto questo apre una nuova dimensione delle informazioni“.

Leggi abstract dell’articolo:
Epidermal mechano-acoustic sensing electronics for cardiovascular diagnostics and human-machine interfaces
Yuhao Liu, James J. S. Norton, Raza Qazi, Zhanan Zou, Kaitlyn R. Ammann, Hank Liu, Lingqing Yan, Phat L. Tran, Kyung-In Jang, Jung Woo Lee, Douglas Zhang, Kristopher A. Kilian, Sung Hee Jung, Timothy Bretl, Jianliang Xiao, Marvin J. Slepian, Yonggang Huang, Jae-Woong Jeong, and John A. Rogers
Science Advances 16 Nov 2016: Vol. 2, no. 11, e1601185 DOI: 10.1126/sciadv.1601185

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

FDA approva il primo “pancreas artificiale”.

Posted by giorgiobertin su settembre 29, 2016

La U.S. Food and Drug Administration ha approvato il primo “pancreas artificiale“, un dispositivo che può aiutare alcuni pazienti diabetici a gestire la loro malattia, monitorando costantemente la glicemia e la consegna di insulina in base alle esigenze.
Il dispositivo prodotto da Medtronic è stato approvato per i pazienti con diabete di tipo 1, il tipo di solito diagnosticato durante l’infanzia.

pancreas-artificiale

Attualmente i pazienti affetti da diabete di tipo 1 gestiscono la loro insulina attraverso iniezioni multiple per tutta la giornata con una pompa di consegna del farmaco attraverso un tubo. Il loro pancreas non produce insulina, un ormone necessario per trasformare il cibo in energia.
Il nuovo MiniMed 670g consiste di una pompa per il farmaco, un sensore che misura la glicemia e un tubo che trasporta l’insulina. Il sensore misura i livelli di zucchero ogni 5 minuti, infondendo o sospendendo l’insulina a seconda delle necessità.

La Food and Drug Administration ha approvato il dispositivo Medtronic sulla base di uno studio di tre mesi su oltre 120 pazienti. Lo studio non ha riportato eventi avversi, come pericolosi abbassamenti di zucchero nel sangue, dimostrando che il dispositivo è sicuro dai 14 anni in su. Il sistema MiniMed 670g non è approvato per l’uso in donne in gravidanza e pazienti con funzione renale compromessa.

Questa approvazione rappresenta una pietra miliare significativa nella storia della gestione del diabete, ed è il culmine di molti anni di lavoro dedicato. Con questa approvazione, siamo un passo più vicini a fornire un sistema a circuito chiuso completamente automatizzato, affermano i ricercatori.

Mentre il dispositivo attualmente può essere commercializzato solo per il tipo 1, i medici affermano che potrebbe eventualmente essere utilizzato da persone con diabete di tipo 2, in cui il corpo perde gradualmente la capacità di produrre o utilizzare l’insulina.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves first automated insulin delivery device for type 1 diabetes

www.medtronicdiabetes.com

MiniMed 670g

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

MED-EL: Stimolazione elettroacustica per il trattamento della sordità parziale.

Posted by giorgiobertin su settembre 28, 2016

MED-EL, una società austriaca, ha ricevuto l’approvazione dall’FDA per il suo SYNCHRONY EAS (Stimolazione elettroacustica) Hearing Implant System. Il prodotto è il primo sistema di apparecchio acustico che funziona simultaneamente sia come impianto cocleare che come amplificatore audio più tradizionale.
Il sistema uditivo impiantabile EAS™ rappresenta la prima soluzione di impianto acustico al mondo concepita specificamente per le persone affette da sordità parziale. La sordità parziale è definita come una ipoacusia caratterizzata da perdite uditive neurosensoriali lievi o moderate nelle basse frequenze che si aggravano in perdite uditive profonde nelle alte frequenze.


Electric Acoustic Stimulation (EAS) Hearing Implant System Video | MED-EL

Il 97 per cento dei pazienti che hanno partecipato alla sperimentazione clinica MED-EL EAS ha riferito un beneficio da EAS entro i primi 12 mesi. Lo studio ha mostrato che il 92 per cento dei partecipanti ha riferito un miglioramento della loro capacità di sentire il rumore di fondo, uno degli ambienti di ascolto più difficili per le persone con perdita di udito, e il 90 per cento ha riferito di essere soddisfatto del dispositivo in generale.

Comunicato stampa SYNCHRONY EAS Hearing Implant System

http://www.medel.com/it/

Fonte: Medgadget  –  BUSINESS WIRE

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Beat2Phone: Dispositivo mobile che rileva battiti cardiaci irregolari.

Posted by giorgiobertin su settembre 17, 2016

Il VTT Technical Research Centre of Finland ha sviluppato una app mobile e un piccolo dispositivo che aiutano a prevenire infarti cerebrali in una fase iniziale, durante la fibrillazione atriale asintomatica. Il dispositivo mobile, che rileva aritmia (battito cardiaco irregolare) è stato testato con ottimi risultati per circa due anni in condizioni di vita reale, in collaborazione con l’Ospedale centrale di Turku University.

Con il dispositivo mobile sviluppato da VTT, gli utenti possono registrare il loro ECG quando aritmie o altri sintomi cardiaci si verificano. Il dispositivo è adatto anche per il monitoraggio pre e post-operatorio del cuore dei pazienti a casa; non è necessario per i pazienti recarsi ad un ospedale, perché i dati vengono inviati automaticamente da un telefono cellulare al personale medico tramite un servizio di cloud“, dice Timo Varpula uno dei ricercatori.

Beat2Phone, questo è il nome del dispositivo, misura con precisione la frequenza cardiaca e la variabilità della frequenza cardiaca dell’utente al fine di individuare non solo un battito cardiaco irregolare, ma anche il sovraccarico e lo stress prolungato. Beat2Phone è stato finora testato su circa 30 utenti, alcuni dei quali hanno anche indossato il dispositivo durante la notte.

Fonte: VTT Technical Research Centre

Approfondimenti: www.beat2phone.com

Posted in Tecno Sanità, Tecnologia Web | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Paraplegici riacquistano movimento con allenamento robotico del cervello.

Posted by giorgiobertin su agosto 13, 2016

Otto persone paralizzate da anni per lesioni del midollo spinale hanno riacquistato la sensazione parziale e il controllo muscolare a carico degli arti inferiori dopo un allenamento robotico controllato del cervello, secondo uno studio pubblicato su “Scientific Reports“.

I pazienti hanno utilizzato un’interfaccia cervello-macchina, tra cui un sistema di realtà virtuale per simulare il pieno controllo delle gambe attraverso l’attività cerebrale. (Video)


Walk Again Project reports first clinical results

La ricerca condotta dalla Duke University e coordinata dal neuroscienziato Miguel Nicolelis, offre una promessa per le persone con lesioni del midollo spinale, ictus e altre condizioni per recuperare le forze, la mobilità e l’indipendenza.
Quello che abbiamo dimostrato in questo lavoro è che i pazienti che hanno utilizzato una interfaccia cervello-macchina per un lungo periodo di tempo hanno sperimentato miglioramenti nel comportamento motorio, sensazioni tattili e funzioni viscerali di sotto del livello della lesione del midollo spinale,” spiega il prof. Nicolelis. “Fino ad ora, nessuno ha visto il recupero di queste funzioni in un paziente così dopo tanti anni dalla diagnosi di paralisi completa.

Non avremmo potuto prevedere questo risultato clinico sorprendente quando abbiamo iniziato il progetto“, ha detto Nicolelis, co-direttore del Duke Center per Neuroengineering. “Il feedback tattile è sincronizzato ed il cervello del paziente crea una sensazione come stesse camminando da solo, non con l’ausilio di dispositivi. “Questo induce un’illusione e i pazienti tendono a muovere le gambe. La nostra teoria è che, così facendo, abbiamo indotto plasticità non solo a livello corticale, ma anche a livello di midollo spinale.

Leggi abstract dell’articolo:
Long-Term Training with a Brain-Machine Interface-Based Gait Protocol Induces Partial Neurological Recovery in Paraplegic Patients
Ana R. C. Donati, Solaiman Shokur, Edgard Morya, Debora S. F. Campos, Renan C. Moioli, Claudia M. Gitti, Patricia B. Augusto, Sandra Tripodi, Cristhiane G. Pires, Gislaine A. Pereira, Fabricio L. Brasil, Simone Gallo, Anthony A. Lin, Angelo K. Takigami, Maria A. Aratanha, Sanjay Joshi, Hannes Bleuler, Gordon Cheng, Alan Rudolph & Miguel A. L. Nicolelis
Scientific Reports 6, Article number: 30383 (2016) doi:10.1038/srep30383

Fonte: Duke University

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Cancro alla prostata: Analisi computazionale per possibili trattamenti.

Posted by giorgiobertin su agosto 12, 2016

I ricercatori dell’UC Santa Cruz e UCLA hanno applicato una serie completa di strumenti di analisi di casi letali di cancro alla prostata metastatico [castration-resistant prostate cancer (CRPC)], producendo una mappa dettagliata delle complesse reti di interazioni tra geni e proteine che consentono alle cellule tumorali della prostata a proliferare e di eludere il trattamento.

graphical-abstract-425

Sono stati analizzati campioni di tessuto ottenuti durante l’autopsia da pazienti con carcinoma della prostata metastatico letale; le analisi sofisticate hanno permesso di caratterizzare le cellule tumorali di ciascun paziente in dettagli senza precedenti. L’analisi computazionale dei set di dati risultanti ha prodotto schemi personalizzati delle vie di segnalazione delle cellule tumorali con dettagli che suggeriscono potenziali bersagli per la terapia.

Un passaggio chiave in molte delle vie di segnalazione è la “fosforilazione“, l’attivazione o la disattivazione di una proteina aggiungendo un gruppo fosfato in certi siti della proteina. Gli enzimi che fosforilano le proteine sono chiamati chinasi, e molti nuovi farmaci contro il cancro sono inibitori proprio della chinasi. Una componente importante di questo studio è un’analisi completa della “fosfoproteoma” dei tumori e delle cellule tumorali della prostata, che permettono di rivelare i cambiamenti negli stati di fosforilazione di proteine cellulari. E’ stata prodotta una nuova enciclopedia di fosforilazione delle proteine nelle cellule tumorali della prostata e dei tessuti.

I profili individuali basati sull’analisi di cellule tumorali di ogni paziente hanno rivelato informazioni clinicamente rilevanti. Lo strumento utilizzato per generare questi profili individuali va sotto l’acronimo pChips (phosphorylation-based cancer hallmarks using integrated personalized signatures).

Phosphoproteome Integration Reveals Patient-Specific Networks in Prostate Cancer
Drake, Justin M. … James A. Wohlschlegel, Thomas G. Graeber, Owen N. Witte
Cell – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cell.2016.07.007

Fonte: UNIVERSITY OF CALIFORNIA Santa Cruz

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Identificati 15 geni che causano la depressione.

Posted by giorgiobertin su agosto 2, 2016

Un team di ricercatori dell’Harvard/Massachusetts General Hospital (Usa) guidati da Roy Perlis ha scoperto per la prima volta 15 regioni del genoma legate alla depressione nelle persone di origine europea. I ricercatori sono arrivati a questi risultati analizzando i dati condivisi da persone che avevano acquistato i propri profili genetici tramite un servizio online e scelto di partecipare alla ricerca.
Complessivamente sono stati analizzati i dati di 338.000 persone di origine europea presenti nella banca dati della società americana 23andMe oltre 75.000 dei quali con problemi di depressione.

depressione

Nonostante sia noto che la familiarità è un elemento importante nella depressione, per la maggior parte gli studi genetici precedenti non sono stati in grado di identificare le varianti genetiche responsabili della malattia.
La scoperta pubblicata sulla rivista “Nature Genetics” potrebbe aiutare a sviluppare nuove terapie.

Leggi abstract dell’articolo:
Identification of 15 genetic loci associated with risk of major depression in individuals of European descent
Craig L Hyde,Michael W Nagle,Chao Tian, Xing Chen,Sara A Paciga,Jens R Wendland, Joyce Y Tung, David A Hinds, Roy H Perlis & Ashley R Winslow
Nature Genetics (2016) doi:10.1038/ng.3623 Published online 01 August 2016

Fonte: Harvard/Massachusetts General Hospital (Usa)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Mappa fornisce in dettaglio l’organizzazione del cervello.

Posted by giorgiobertin su luglio 26, 2016

Una nuova mappa dettagliata, realizzata dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis delinea il paesaggio della corteccia cerebrale – lo strato più esterno del cervello e la struttura dominante coinvolta nella percezione sensoriale e attenzione, così come le funzioni distintamente umane come la lingua, l’uso di utensili e il pensiero astratto.


A new map of the human brain could be the most accurate yet, as it combines all sorts of different kinds of data. This might finally solve a century of disagreements over the shapes and positions of different brain areas.

La nuova mappa sarà un grosso vantaggio per i ricercatori che studiano i disturbi cerebrali come l’autismo, la schizofrenia, la demenza e l’epilessia. Gli scienziati saranno in grado di usarla per capire le differenze nel cervello di pazienti affetti da queste malattie rispetto agli adulti sani. Sarà anche possibile accelerare i progressi nel decifrare il funzionamento del cervello sano e chiarire ciò che ci rende unici come specie.

La nuova mappa divide gli emisferi cerebrali di destra e di sinistra in 180 aree sulla base differenze fisiche (ad esempio lo spessore della corteccia), le distinzioni funzionali (ad esempio quali aree rispondono agli stimoli della lingua), e le differenze nei collegamenti delle aree.
I ricercatori hanno mappato la corteccia, uno strato di tessuto neurale che racchiude il resto del cervello come un foglio di carta spiegazzato. La corteccia è importante per la sensazione, l’attenzione, la memoria, la percezione, il pensiero, il linguaggio e la coscienza.

Le mappe individuali del cervello potrebbe essere molto utili. I neurochirurghi della Washington University già utilizzano le mappe individuali cerebrali, meno dettagliate, durante la preparazione per un intervento chirurgico e per evitare di danneggiare le zone più importanti, come quelle coinvolte nella lingua o nelle funzioni motorie. Le mappe del cervello potrebbero anche guidare il trattamento di malattie neurologiche o psichiatriche.
Il lavoro è pubblicato sulla rivista “Nature“.

Leggi abstract delòl’articolo:
A comprehensive transcriptional map of primate brain development
Trygve E. Bakken,Jeremy A. Miller,Song-Lin Ding,Susan M. Sunkin,Kimberly A. Smith, Lydia Ng,Aaron Szafer,Rachel A. Dalley,Joshua J. Royall, Tracy Lemon,Sheila Shapouri, Kaylynn Aiona,James Arnold + al.
Nature 535, 367–375 (21 July 2016) doi:10.1038/nature18637

Fonte: Washington University School of Medicine di St. Louis

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vista 3D all’interno delle cellule.

Posted by giorgiobertin su luglio 14, 2016

Le nuove tecniche di microscopia hanno aperto il mondo all’interno delle cellule. I ricercatori della Yale School of Medicine – Department of Cell Biology, impiegando alcuni trucchi dei potenti telescopi astronomici, hanno scoperto un modo per visualizzare in tre dimensioni piccole strutture all’interno delle cellule, come i mitocondri, le centraline cellulari, e membrane nucleari che avvolgono il DNA.


Yale University researchers, employing some tricks of powerful astronomy telescopes, have discovered a way to view in three dimensions tiny structures within cells such as mitochondria, the cellular power packs, and nuclear membranes that envelope DNA.

I ricercatori hanno registrato le rappresentazioni tridimensionali di 19 cromosomi paterni e materni del topo utilizzando i tag fluorescenti colorati attaccati alle proteine con un legame (video).
La tecnica è stata pubblicata online sulla rivista Cell.

Leggi il full text dell’articolo:
Ultra-High Resolution 3D Imaging of Whole Cells
Fang Huang, George Sirinakis, Edward S. Allgeyer, Lena K. Schroeder, Whitney C. Duim, Emil B. Kromann, Thomy Phan, Felix E. Rivera-Molina, Jordan R. Myers, Irnov Irnov, Mark Lessard, Yongdeng Zhang, Mary Ann Handel, Christine Jacobs-Wagner, C. Patrick Lusk, James E. Rothman, Derek Toomre, Martin J. Booth, Joerg Bewersdorf
Cell Published: July 7, 2016 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cell.2016.06.016

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità, Video | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Stimolazione elettrica per il trattamento dell’artrite reumatoide.

Posted by giorgiobertin su luglio 11, 2016

I dati di uno studio clinico pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” (PNAS) dimostrano che stimolare il nervo vago con un dispositivo di bioelettronica impiantabile porta ad un significativo miglioramento dell’attività della malattia nei pazienti con artrite reumatoide (RA).

Nello studio, i ricercatori hanno utilizzato un dispositivo bio-elettronico impiantato chirurgicamente sul nervo vago, il nervo che dal tronco encefalico si irradia fino all’addome, coinvolto nella risposta infiammatoria. L’attività del generatore è stata poi controllata a distanza. L’accensione del dispositivo ha prodotto l’inibizione della produzione di citochine e una sostanziale attenuazione dei sintomi della malattia nei 18 partecipanti allo studio, anche in coloro che non avevano risposto al precedente trattamento farmacologico, inclusi i farmaci biologici.


Nerve Stimulators in the Treatment of Rheumatoid Arthritis

Questo trattamento può essere applicato anche ad altre patologie infiammatorie, come il morbo di Chron, l’Alzheimer o il Parkinson” afferma Paul P. Tak dell’Università di Amsterdam, autore principale dello studio. “Credo che questo studio cambierà la medicina moderna, perché ci dice che il sistema nervoso può, da solo e se opportunamente stimolato, produrre i farmaci che servono al nostro corpo per curarsi” aggiunge Kevin J. Tracey, co-autore dello studio e presidente del Feinstein Institute for Medical Research di New York.

L’artrite reumatoide è la forma più comune di artrite autoimmune, e agisce soprattutto sulle articolazioni, portando a una progressiva erosione dell’osso e della cartilagine, con conseguente grave disabilità.

Leggi abstract:
Vagus nerve stimulation inhibits cytokine production and attenuates disease severity in rheumatoid arthritis
Frieda A. Koopman, Sangeeta S. Chavan, Sanda Miljko, Simeon Grazio, Sekib Sokolovic, P. Richard Schuurman, Ashesh D. Mehta, Yaakov A. Levine, Michael Faltys, Ralph Zitnik, Kevin J. Tracey, and Paul P. Tak
PNAS 2016 ; published ahead of print July 5, 2016, doi:10.1073/pnas.1605635113

Fonte ed approfondimenti:
The Feinstein Institute for Medical Research
Vagus nerve stimulation: a new bioelectronics approach to treat rheumatoid arthritis? video

Galileonet.it

This article contains supporting information online at www.pnas.org/lookup/suppl/doi:10.1073/pnas.1605635113/-/DCSupplemental.

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cuore: Nuova pompa wireless senza contatto con il sangue.

Posted by giorgiobertin su giugno 29, 2016

Gli scienziati del Politecnico federale di Losanna (EPFL) in Svizzera hanno sviluppato un nuovo tipo di pompa del cuore che non ha alcun contatto con il sangue che deve pompare.
Le attuali pompe sul mercato causano inevitabilmente danni ai globuli rossi. Inoltre, la turbolenza prodotta dalle pompe può portare alla formazione di coaguli, e i pazienti debbono prendere degli anticoagulanti.


An innovative cardiac support system for weakened hearts

La nuova pompa a supporto cardiaco consiste in una serie di anelli che sono posizionati intorno all’aorta che sono in grado di contrarsi ed espandersi. Quando il loro movimento è coordinato, gli anelli sono in grado di creare onde di pressione che aiutano lo spostamento del sangue attraverso l’aorta (video).

La tecnologia si basa su un Dielectric Electro Active polymer (DEAP) che cambia rapidamente forma in risposta alla corrente elettrica. La corrente viene indotta mediante un campo magnetico con un dispositivo esterno, modalità Wireless, quindi senza cavi che devono penetrare la pelle e le infezioni quindi sono meno probabili. Ci sono più fasi di sviluppo necessarie prima che la tecnologia possa essere trasferita sugli esseri umani, ma i ricercatori stanno già lavorando con l’University Hospital di Berna per la sperimentazione clinica.

Fonti: École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL) – medgadget.com

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cancro: Scoperti i biomarcatori per le stime di sopravvivenza.

Posted by giorgiobertin su giugno 10, 2016

La tecnica, sviluppata da un team guidato dal professore Yi Xing dell’UCLA (University of California – Los Angeles), è un modo innovativo di utilizzare grandi dati biomedici (Big Data sulle sequenze genetiche dei pazienti) per ottenere la medicina di precisione dando ai medici la possibilità di meglio adattare la cura ad ogni singolo paziente.

Il nuovo metodo sviluppato dagli scienziati potrebbe produrre previsioni più attendibili sui tempi di sopravvivenza e come potrebbero rispondere ai possibili trattamenti i singoli pazienti affetti dal cancro.

Surviv
A SURVIV analysis of breast cancer isoforms developed at UCLA. Blue lines are associated with longer survival times, and magenta lines with shorter survival times. Courtesy of Yi Xing

Il nuovo metodo Surviv (survival analysis of mRNA isoform variation) analizza le diverse isoforme del gene – combinazioni di sequenze genetiche che possono produrre una enorme varietà di RNA e proteine da un singolo gene – utilizzando i dati provenienti da molecole di RNA in campioni di cancro. Questo processo, chiamato RNA sequencing, o RNA-seq, rivela la presenza e la quantità di molecole di RNA in un campione biologico. Nel metodo sviluppato presso la UCLA, gli scienziati hanno analizzato le leggere differenze nelle sequenze genetiche all’interno delle isoforme. Al contrario, le attuali analisi aggregano tutte le isoforme insieme, il che significa che la tecnica non trova differenze importanti all’interno delle isoforme.

Sono state identificate circa 200 isoforme che sono associate ai tempi di sopravvivenza per le persone con il cancro al seno; alcuni prevedono tempi di sopravvivenza più lunghi, altri sono legati a tempi più brevi.

Surviv è il primo metodo statistico per lo svolgimento di analisi di sopravvivenza su isoforme utilizzando i dati RNA-Seq“, ha detto l’autore senior Yi Xing. La ricerca è pubblicata sulla rivista “Nature Communications“.

Scarica e leggi il documento in full text:
SURVIV for survival analysis of mRNA isoform variation
Shihao Shen, Yuanyuan Wang, Chengyang Wang, Ying Nian Wu, Yi Xing
Nature Communications 09 Jun 2016 doi: 10.1038/ncomms11548

Fonte: University of California – Los Angeles

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 1 Comment »

Una lunghezza d’onda della luce uccide i batteri resistenti ai farmaci.

Posted by giorgiobertin su giugno 10, 2016

Gli scienziati sanno da tempo che la luce UV ha la capacità di uccidere i batteri, anche patogeni come l’MRSA, denominati “superbatteri“. Tuttavia, le lampade UV richieste per questo tipo di trattamento rappresentano una minaccia per la salute per i pazienti e per il personale medico. Essi possono causare una serie di problemi di salute, danneggiano la pelle e gli occhi. Per esempio, la luce UV è nota per indurre il cancro della pelle e la cataratta.

Ora gli scienziati del Center for Radiological Research at Columbia University Medical Center, hanno trovato una stretta banda di luce UV con una lunghezza d’onda di circa 207 nanometri che non può penetrare nello strato della pelle che riveste gli esseri viventi, o nello strato esterno dell’occhio , e riesce ad uccidere le cellule batteriche 10-25 volte più piccole delle cellule umane come l’MRSA (Staphylococcus aureus) resistente alla meticillina.

Batteri
MRSA bacteria (Source: NIH/Tim Sandle, PhD)

I nostri risultati offrono un potenziale percorso pratico per ridurre in modo significativo i tassi di infezioni del sito chirurgico senza rischi per la salute e la sicurezza dei pazienti e del personale medico.” – afferma il prof. David J. Brenner, autore principale.

Leggi il full text dell’articolo:
207-nm UV Light—A Promising Tool for Safe Low-Cost Reduction of Surgical Site Infections. II: In-Vivo Safety Studies
Manuela Buonanno, Milda Stanislauskas, Brian Ponnaiya, Alan W. Bigelow, Gerhard Randers-Pehrson, Yanping Xu, Igor Shuryak, Lubomir Smilenov, David M. Owens, David J. Brenner
PLOS ONE Published: June 8, 2016  http://dx.doi.org/10.1371/journal.pone.0138418

Fonte: Center for Radiological Research at Columbia University Medical Center

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Un algoritmo scova le alterazioni genomiche del cancro.

Posted by giorgiobertin su maggio 26, 2016

I ricercatori dell’Eli and Edythe Broad Institute of Harvard and Massachusetts Institute of Technology, Cambridge, Massachusetts, USA, hanno sviluppato un algoritmo informatico denominato “REVEALER” per scoprire alterazioni genomiche complementari connesse al cancro.

Il cancro è raramente il risultato di una singola mutazione in un singolo gene, piuttosto, i tumori derivano dalla complessa interazione tra un qualsiasi numero di variazioni anomale presenti nel genoma, le combinazioni di queste anomalie possono essere univoche per ogni singolo paziente.

gene-pattern

REVEALER è stato progettato per aiutare i ricercatori ad identificare i gruppi di variazioni genetiche che associate assieme attivano le cellule tumorali, e come queste rispondono a determinati trattamenti. REVEALER è disponibile free per la comunità, scientifica attraverso il portale: GenePattern.org.

Leggi abstract dell’articolo:
Characterizing genomic alterations in cancer by complementary functional associations
Jong Wook Kim, Olga B Botvinnik,Omar Abudayyeh,Chet Birger,Joseph Rosenbluh, Yashaswi Shrestha,Mohamed E Abazeed + al.
Nature Biotechnology Published online 18 April 2016 doi:10.1038/nbt.3527

GenePattern.org.

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Creato dispositivo indossabile wireless alimentato con il calore del corpo.

Posted by giorgiobertin su maggio 15, 2016

Un gruppo di ingegneri americani della North Carolina State University’s Center for Advanced Self-Powered Systems of Integrated Sensors (ASSIST), ha creato un prototipo di sensore wireless in grado di monitorare i livelli di idratazione durante l’attività fisica intensa o sport e inviare i dati a un telefono cellulare senza ricorrere alle batterie perché ottengono tutta l’energia necessaria dal calore del corpo dell’utente.

IEEE-Spectrum Photo: Evan Ackerman/IEEE Spectrum

Il sensore termoelettrico è una lamina flessibile ad energia elettrica ottenuta a causa della differenza di temperatura tra la pelle e l’aria, fintanto che ci sono almeno tre gradi Celsius di differenza. La piastra sulla superficie della pelle occupa circa sette centimetri quadrati. Il generatore di corrente è di 40-50 microwatt per centimetro quadrato di pelle.
Se l’utente di questo dispositivo esegue attività fisica intensa, come correre o praticare sport, l’energia prodotta dal generatore termoelettrico è moltiplicata per tre.

Il dispositivo è perfettamente in grado di gestire un processore a basso consumo con sensori come accelerometri, un monitor ECG, sensori di temperatura, sensori di pressione, o monitor di rilevazione dell’idratazione. Contiene un Wireless integrato per la trasmissione dei dati. I ricercatori stanno sviluppando uno standard Bluetooth a ultra basso consumo per la comunicazione dei dati, consentendo alla patch di comunicare con il telefono. L’obiettivo è quello di creare piccoli sensori indossabili autoalimentati.

Fonte: Spectrum IEEE

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Wrec e Piec: Elettrocardiografi indossabili.

Posted by giorgiobertin su maggio 15, 2016

Si chiamano Wrec e Piec, hanno le dimensioni di un orologio da polso e di una pastiglia, e si connettono allo smartphone per fargli inviare al cardiologo l’elettrocardiogramma della persona che li porta con sé. Sono due dispositivi progettati dal laboratorio Neuronica del Politecnico di Torino, sotto la guida del professor Eros Pasero del dipartimento di Elettronica e Tlc., che permettono di acquisire un tracciato elettrocardiografico in soli dieci secondi e a basso costo.

ECG-indossabile  elettrocardiografi-indossabili

Wrec (Wrist Ecg) e Piec (Pill Ecg) si connettono via Bluetooth all’Android Ecg sensor app, un software che raccoglie ed elabora i dati rilevati dal dispositivo (aritmie, fibrillazioni atriali e altre problematiche cardiache), li visualizza, li memorizza e li ritrasmette via email al cardiologo che potrà disporre di dati su un’interfaccia grafica semplice e intuitiva.

Gli inventori stimano una spesa attorno ai 100-150 per ogni cittadino. Tutta la strumentazione verrà provata in via sperimentale in alcune strutture sanitarie del Torinese.

Fonte: Politecnico di Torino

Il manuale d’uso è scaricabile da http://tiny.cc/ecgsensormanual

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Un minirobot inghiottibile opera all’interno dello stomaco.

Posted by giorgiobertin su maggio 14, 2016

I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology – MIT, dell’Università di Sheffield, e il Tokyo Institute of Technology hanno creato un piccolo robot che si può piegare (Origami robots) ed inserire in una capsula da ingerire, guidato da campi magnetici esterni, attraverso la parete dello stomaco permette di rimuovere una batteria o un bottone ingerito o riparare una ferita. (video)

Il minirobot è stato costruito come alternativa alla chirurgia per i pazienti che hanno inghiottito oggetti estranei.


Researchers at MIT and elsewhere developed a tiny origami robot that can unfold itself from a swallowed capsule and, steered by external magnetic fields, crawl across the stomach wall to remove a swallowed button battery or patch a wound. Video: Melanie Gonick/MIT

Le proprietà meccaniche del dispositivo sono state testate in uno stomaco di maiale; ed è stata usata una miscela di acqua e succo di limone per simulare i fluidi acidi nello stomaco.
E’ davvero emozionante vedere i nostri piccoli origami robot fare qualcosa all’interno del corpo, si aprono delle importanti applicazioni per l’assistenza sanitaria“, spiega Rus, che dirige anche Computer Science del MIT e Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL).

Il dispositivo è stato presentato all’International Conference on Robotics and Automation in Svezia la settimana 16-21 maggio 2016.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Creato in laboratorio l’osso bionico che si stampa in 3D.

Posted by giorgiobertin su maggio 13, 2016

I ricercatori del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con i colleghi del Dipartimento di Materiali dell’Imperial College, hanno sintetizzato nuovi materiali ibridi per rigenerare il tessuto osseo e cartilagineo, danneggiato da traumi o da patologie.

Il tessuto osseo naturale, come la cartilagine, ha una forte resistenza meccanica, ma è allo stesso tempo dinamico. I ricercatori hanno studiato il modo per mimare queste caratteristiche con materiali sintetici. E utilizzando una componente inorganica a base di silicio con una nuova matrice organica mai utilizzata prima è stato creato un materiale con caratteristiche molto particolari, che possono anche essere modulate cambiando i rapporti tra le componenti organiche e inorganiche. Il materiale brevettato è così in grado di auto-ripararsi in caso di fratture nette o in caso di scheggiature, è elastico, resiste alla compressione e alla trazione.


Bouncy bio glass scaffolds computer animation

Grazie alle caratteristiche modulabili, verrà studiato il suo utilizzo nell’ambito della medicina rigenerativa. In particolare, dopo un’ulteriore fase di ricerca, si potrebbe giungere alla realizzazione di un materiale che, opportunamente ingegnerizzato, mimi il tessuto e ne stimoli la riparazione, fino ad arrivare alla rigenerazione della cartilagine consumata o danneggiata sia a livello del menisco sia a livello dei dischi intervertebrali.

Guarda e scarica i video che mostrano le proprietà del materiale brevettato dai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Imperial College di Londra.

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

HuMix: modello di intestino con processi reali.

Posted by giorgiobertin su maggio 11, 2016

Uno dei più complessi organi umani è l’apparato digerente: Quì, il corpo entra in contatto con tutti i tipi di composti dieta-derivati e con innumerevoli batteri. Gli scienziati del Centro di Lussemburgo per sistemi biomedicina (LCSB) dell’Università del Lussemburgo in collaborazione con i colleghi presso l’Istituto di Lussemburgo di Sanità e l’Università di Arizona, negli Stati Uniti hanno sviluppato e brevettato un modello dell’intestino umano – HuMiX, il modello “Human microbica Cross-talk” – è rappresentativa delle condizioni reali e dei processi che avvengono all’interno dei nostri intestini (video).


HuMiX, Human-Microbial-Co-culture Device
Study of human-microbial molecular interactions using a model microbial community representative of the gastrointestinal tract.

Con HuMiX, i ricercatori possono analizzare le complesse interazioni tra cellule umane e batteri, prevedere i loro effetti sulla salute o l’insorgenza delle malattie, e studiare l’azione di probiotici e farmaci. I ricercatori hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista “Nature Communications“.

Scarica e leggi il full text del’articolo:
A microfluidics-based in vitro model of the gastrointestinal human-microbe interface
Pranjul Shah, Joëlle V. Fritz, Enrico Glaab, Mahesh S. Desai, Kacy Greenhalgh, Audrey Frachet, Magdalena Niegowska, Matthew Estes, Christian Jäger, Carole Seguin-Devaux,Frederic Zenhausern, Paul Wilmes
Nature Communications in press

Fonte: Luxembourg Centre for Systems Biomedicine (LCSB) of the University of Luxembourg

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

SpiroCall: Misura la funzionalità polmonare con una telefonata.

Posted by giorgiobertin su maggio 11, 2016

Un nuovo strumento per il rilevamento della salute è stato sviluppato da un team di informatici, ingegneri e ricercatori dell’Università di Washington (UW). Attraverso la tecnologia “SpiroSmart“, nata nel 2012, si è in grado di misurare con precisione la funzione polmonare con una semplice telefono.

Tradizionalmente in ambito clinico la spirometria è accettata dalla comunità medica come metodica per il rilevamento di esacerbazioni polmonari e/o in generale disturbi polmonari cronici. Tuttavia, il costo e la facilità d’uso sono spesso causa di notevoli ostacoli alla sua adozione su larga scala.

Ora nuovo dispositivo, denominato SpiroCall, permette ai pazienti di eseguire la spirometria su qualsiasi telefono. I pazienti prendere aria con un respiro profondo e la espellano velocemente fino allo svuotamento dei polmoni.
Il microfono del telefono rileva il suono e la pressione dell’esalazione e invia i dati ad un server centrale, che utilizza algoritmi di apprendimento automatico per convertire i dati in misure standard di funzionalità polmonare. Il server calcola le misure di funzionalità e invia la risposta al paziente e al medico (video).

SpiroCall è progettato per funzionare su tutti i tipi di telefoni, utilizzando il canale telefono standard anziché su Internet, al fine di raggiungere le persone nei paesi in via di sviluppo che soffrono di asma, fibrosi cistica o altre malattie polmonari croniche.

Siamo in grado di misurare la funzione polmonare su qualsiasi tipo di telefono che si può incontrare in tutto il mondo – smartphone, telefoni muti, telefoni fissi, telefoni a pagamento“, dice il prof. Shwetak Patel, della Washington Research Foundation. “Con SpiroCall, è possibile chiamare un numero 1-800, soffiare nel telefono e utilizzare la rete telefonica per verificare la vostra funzione polmonare.”

Il team ha documentato i risultati confrontando la nuova tecnica rispetto ai spirometri clinici utilizzati in ospedali e studi medici. SpiroCall è conforme agli standard di precisione ed accuratezza della comunità medica.

Leggi l’articolo full text:
SpiroCall: Measuring Lung Function over a Phone Call
Mayank Goel, Elliot Saba, Maia Stiber, Eric Whitmire, Josh Fromm, Eric C. Larson, Gaetano Borriello, Shwetak N. Patel

Fonti: Techtimes.com  –  Università di Washington (UW)

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Creata una “seconda pelle” che ringiovanisce e ripara la cute.

Posted by giorgiobertin su maggio 11, 2016

I ricercatori del Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston hanno realizzato una pellicola biomimetica elastica e durevole, in grado di restituire all’epidermide sia la funzione meccanica che quella fisiologica, annullando gli inestetismi. Soprattutto potrebbe essere utilizzata come vettore di farmaci per la cura di malattie come l’eczema e la psoriasi.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Nature Materials“.


New material temporarily tightens skin. “Second skin” polymer could also be used to protect dry skin and deliver drugs.
Video: Melanie Gonick/MIT

Le proprietà della pelle – spiega Robert Langer del Mit – possono cambiare nel tempo, ma anche in seguito ad alcune malattie o a fattori ambientali. Questi cambiamenti possono tradursi nella perdita di normali funzioni dell’epidermide, ma anche in antiestetiche modifiche dell’aspetto. Due elementi che possono riflettersi sullo stato di una persona. Esistono già trattamenti per ripristinare la funzione meccanica o quella fisiologica della pelle, ma pochi agiscono contemporaneamente su entrambi questi aspetti(video).

Gli autori concludono che questa tecnologia simile a una ‘seconda pelle’ può offrire soluzioni davvero utili a una pelle dalle funzioni compromesse, ma può essere usata anche per la somministrazione di farmaci e per il trattamento delle ferite. Permettendo così alla pelle di avere un aspetto naturale. Questa “seconda pelle” resiste all’acqua e al sapone e i primi test non hanno rilevato effetti secondari.

Leggi abstract dell’articolo:
An elastic second skin
Betty Yu, Soo-Young Kang, Ariya Akthakul, Nithin Ramadurai, Morgan Pilkenton, Alpesh Patel, Amir Nashat, Daniel G. Anderson, Fernanda H. Sakamoto, Barbara A. Gilchrest, R. Rox Anderson & Robert Langer
Nature Materials Published online 09 May 2016 doi:10.1038/nmat4635

Fonte: Mit (Massachusetts Institute of Technology)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

EchoPixel per guardare dentro al corpo.

Posted by giorgiobertin su maggio 7, 2016

EchoPixel è una nuova tecnologia di imaging medicale che consente ai medici di individuare le aree problematiche da scansioni CT utilizzando occhiali 3D e un display speciale. Un’opportunità senza precedenti per visualizzare ed interagire con i tessuti dei pazienti e organi in una forma veramente 3D, come se fossero oggetti fisici reali.


EchoPixel wants to bring virtual reality to the medical world. The startup’s new technology creates an interactive 3D view of CT scans. This is 360 degree imagery that help doctors pinpoint the exact location of a disease.

Con EchoPixel e gli occhiali 3D, gli organi interni escono fuori dallo schermo come ologrammi in modo che i medici possono praticamente esaminare un paziente da qualsiasi angolazione. EchoPixel potrebbe migliorare radicalmente l’assistenza sanitaria, riducendo i tempi e i costi per gli ospedali e i pazienti. E’ una delle applicazioni più promettenti che la realtà virtuale sta facendo nel settore sanitario.

La tecnologia 3D per allargare virtualmente piccole parti del corpo è particolarmente utile per il trattamento di neonati. Studi clinici hanno dimostrato che i medici sono stati in grado di trovare il 90 per cento in più di difetti cardiaci congeniti tra i neonati nel 40 per cento in meno di tempo.

EchoPixel ha già il via libera da parte della FDA, e ora si aspettano le approvazioni per l’Europa e l’Asia.

Guardate il video qui sopra per vedere come questa tecnologia potrebbe accelerare la produttività in ospedale e contribuire a salvare più vite.

http://www.echopixeltech.com/

EchoPixel Adds 3D Visualization to CT Scans (video)

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un cerotto può predire l’infarto prima che arrivi.

Posted by giorgiobertin su aprile 29, 2016

Nell’epoca dei dispositivi indossabili desta grande interesse un sensore indossabile usa e getta che pesa solo 11 grammi e registra l’attività cardiaca oltre ad altre funzione vitali.

Il cerotto applicato al petto dei pazienti, ne monitora l’attività cardiaca, la frequenza, la temperatura, il movimento fisico, il ritmo della respirazione, la postura e anche eventuali cadute.


BEPATIENT BEVITAL

Il cerotto può trasmettere segni vitali allo studio del medico curante 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana, nonché inviare segnali di allarme, a volte con settimane di anticipo, prima che comincino i problemi seri. Una connessione bluetooth a basso consumo energetico, alimentata da una piccola batteria zinc-air della durata di circa quattro giorni, trasmette i dati a uno smartphone o un hub prima di essere memorizzato in un server cloud gestito da BePATIENT.

Il sistema è stato testato con successo su circa 100 pazienti in cinque ospedali in Europa. BeVITAL verrà utilizzato in uno studio di monitoraggio del paziente con insufficienza cardiaca post-dimissione al John Muir Medical Center di Walnut Creek e Concord, California. Valeska Schroeder, product manager di Vital Connect, spera dopo il trial di ricevere il nulla osta regolamentare a BeVITAL, in modo da lanciare il prodotto a milioni di nuovi pazienti a rischio.

Fonte: QZ.com

Posted in News-ricerca, Tecno Sanità | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »