Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 438 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento

Posts Tagged ‘staminali’

Linee guida internazionali sul Gene Editing.

Posted by giorgiobertin su febbraio 15, 2017

Sono state pubblicate a cura del National Academy of Sciences (NAS) e della National Academy of Medicine (NAM), le prime linee guida di gene editing – ovvero l’aggiunta, rimozione o sostituzione di sequenze di Dna in gameti o embrioni in stadio precoce di sviluppo.

hge-cover

Il documento illustra le condizioni rigorose che andrebbero verificate prima di consentire l’avvio di studi clinici che impieghino queste tecniche applicate alla linea germinale. L’applicazione dell’editing del genoma a cellule germinali è molto controversa perché le modifiche introdotte verrebbero ereditate dalle generazioni successive.

Scarica e leggi il documento (necessaria registrazione):
Human Genome Editing: Science, Ethics, and Governance (2017)
DOI: https://doi.org/10.17226/24623

Fonti ed approfondimenti:
National Academy of Sciences (NAS)
National Academy of Medicine (NAM)
SaluteH24 (italiano)

 

Annunci

Posted in E-journal E-Book, News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Individuato potenziale bersaglio per il cancro al cervello.

Posted by giorgiobertin su gennaio 13, 2017

I ricercatori dell’University of Leeds hanno scoperto che spegnendo la molecola RAD51 viene molto aumentata l’efficacia della radioterapia per uccidere le cellule di glioblastoma (tumore al cervello) in laboratorio.

rad_51
Glioblastoma cells grown in the lab. Credit: Dr Susan Short, University of Leeds.

Alcuni gruppi specializzati di cellule di glioblastoma sono in grado di riprodurre copie identiche di se stesse, più resistenti al trattamento. I ricercatori di Leeds hanno scoperto che uno dei sottogruppi, chiamato cellule staminali di glioblastoma (GSC), hanno alti livelli della molecola RAD51. RAD51 aiuta le cellule tumorali a riparare i danni che la radioterapia causa al loro DNA. Questa riparazione permette alle cellule tumorali di riprendersi dopo il trattamento e ripopolare il tumore.

Prendendo di mira RAD51 con un inibitore siamo stati in grado di rendere questo tipo di tumori più sensibili agli effetti della radioterapia, contribuendo alla loro rimozione.” – afferma il prof. Susan C. Short, autore principale dello studio pubblicato sulla rivista “Stem Cell Reports“. “Questo studio promettente nelle cellule e nei topi potrebbe essere un modo per tagliare l’alimentazione e il carburante del tumore“. “L’esatto meccanismo attraverso il quale RAD51 viene aumentato in cellule che sopravvivono alla radioterapia non è ancora noto”.

Leggi il full text dell’articolo:
RAD51 is a Selective DNA Repair Target to Radiosensitise Glioma Stem Cells.
Harry O. King, Tim Brend, Helen L. Payne, Alexander Wright, Thomas A. Ward, Karan Patel, Teklu Egnuni, Lucy F. Stead, Anjana Patel, Heiko Wurdak, Susan C. Short
Stem Cell reports Volume 8, Issue 1, p125–139, 10 January 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.stemcr.2016.12.005

Fonte: Cancer Research UK  –  University of Leeds

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Cellule staminali rigenerano la parete esterna del cuore.

Posted by giorgiobertin su gennaio 12, 2017

I ricercatori della Penn State – University Park, Pennsylvania, hanno utilizzato cellule staminali per rigenerare lo strato esterno (epicardio) di un cuore umano.

Nel 2012, abbiamo scoperto che se trattiamo le cellule staminali umane con sostanze chimiche che in sequenza attivano e inibiscono percorso di segnalazione Wnt, diventano cellule muscolari del miocardio“, ha detto Xiaojun Lance Lian, professore di ingegneria biomedica e biologia, che sta conducendo lo studio presso Penn State.
Ora, in questo studio abbiamo dimostrato che fornendo alle cellule progenitrici cardiache informazioni aggiuntive, siamo in grado di ri-guidare queste cellule progenitrici cardiache a diventare cellule dell’epicardio, invece che cellule del miocardio“.

lance-lian
Heart progenitors cells derived from human stem cells can be further specified to become either heart cells belonging to the external layer, the epicardium, or the muscle layer, myocardium, of a human heart. Image: Lance Lian/Penn State

I risultati, pubblicati sulla rivista “Nature Biomedical Engineering” portano ad un passo alla rigenerazione di un’intera parete del cuore. “Generare cellule dell’epicardio potrebbe essere utile in applicazioni cliniche, per i pazienti che soffrono di un attacco di cuore. Queste cellule dell’epicardio nuove potrebbero essere trapiantate al paziente e potenzialmente riparare le regioni danneggiate“. – afferma il prof. Xiaojun Lance Lian.

Leggi abstract dell’articolo:
Long-term self-renewing human epicardial cells generated from pluripotent stem cells under defined xeno-free conditions
Xiaoping Bao, Xiaojun Lian[…]Sean P. Palecek
Nature Biomedical Engineering 1, Article number: 0003 (2016) doi:10.1038/s41551-016-0003

Stem cell culture: Simply derived epicardial cells
David T. Paik & Joseph C. Wu

Fonte:  Penn State – University Park, Pennsylvania

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Topi tornano a vedere con una retina ottenuta da cellule staminali.

Posted by giorgiobertin su gennaio 12, 2017

Le malattie degli occhi, come la retinite pigmentosa o la degenerazione maculare legata all’età, sono caratterizzate da una degenerazione della retina, che porta alla perdita della vista perché danneggia le cellule nervose sensibili alla luce (fotorecettori) che si trovano su questo tessuto. Attualmente non ci sono terapie in grado di bloccare la perdita della vista nelle persone con un processo di degenerazione della retina all’ultimo stadio.
Ora i ricercatori del RIKEN Center for Developmental Biology in Kobe, Japan sono riusciti a coltivare in provetta a partire da cellule staminali una retina che trapiantata ha restituito la vista ai topi.

Il nostro studio è preliminare per un possibile trapianto della retina, derivata da cellule staminali, per la cura di alcune malattie dell’occhio” ha detto il prof. Takahashi. “Dopo ulteriori ricerche supplementari, abbiamo in programma di procedere a studi sull’uomo“.

stem-cells-retina
This image shows synaptic integration of graft retina into host mice. 3-D observation of contact between host bipolar cells (green) and graft retina (red). Credit: Mandai et al./Stem Cell Reports 2017

Negli esperimenti sono state utilizzate cellule della pelle di topi, riprogrammate usando un cocktail di 4 geni per farle diventare pluripotenti, ossia capaci di seguire diverse direzioni nello sviluppo. Queste cellule, che vengono chiamate cellule staminali pluripotenti indotte (Ips), sono state poi indotte a svilupparsi in cellule della retina che sono state la base per coltivare in provetta il tessuto completo.
Quando è stato trapiantato nei topi, il tessuto ha sviluppato i collegamenti con le cellule vicine e ha restituito la vista in metà dei topi con una degenerazione della retina a uno stadio avanzato.

Scarica e leggi il documento in full text:
iPSC-Derived Retina Transplants Improve Vision in rd1 End-Stage Retinal-Degeneration Mice
Mandai, Michiko et al. Masayo Takahashi
Stem Cell Reports, Volume 8, Issue 1, 69 – 83  10 January 2017  DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.stemcr.2016.12.008

Fonte: RIKEN Center for Developmental Biology in Kobe  –  ANSA

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Staminali ricostruiscono la struttura originaria del dente.

Posted by giorgiobertin su gennaio 10, 2017

Stimolando le cellule staminali presenti nella polpa dentaria è possibile ricostituire la struttura originaria del dente, con il ripristino dello strato naturale di dentina che lo protegge. La nuova tecnica descritta sulla rivista “Scientific Reports“, è stata messa a punto dai ricercatori del Dental Institute King’s College London.

stem-cells

Nella polpa dentaria sono presenti cellule staminali che permettono al dente di ripristinare le lesioni alla dentina, ma solo se sono molto piccole.
Ora l’équipe diretta dal prof. Paul T. Sharpe ha trovato il modo per stimolare queste cellule staminali in misura sufficiente da permettere la ricostituzione della struttura originaria del dente.

Una delle molecole usate per innescare la proliferazione delle staminali e la loro diversificazione nelle cellule che costituiscono il dente è il Tideglusib, già usato in studi clinici per il trattamento di disturbi neurologici come il morbo di Alzheimer.

Queste molecole stimolatrici delle staminali sono già state testate clinicamente e vengono somministrate attraverso delle spugne di collagene già in commercio, la nuova tecnica potrebbe entrare nella pratica odontoiatrica in tempi abbastanza brevi.

Leggi abstract dell’articolo:
Promotion of natural tooth repair by small molecule GSK3 antagonists
Vitor Neves, Rebecca Babb, Dhivya Chandrasekaran and Paul T Sharpe
Scientific Reports 9 January 2017

Fonte: Dental Institute King’s College London

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Metabolismo dei lipidi alla base delle cellule staminali del cancro.

Posted by giorgiobertin su gennaio 8, 2017

I ricercatori hanno scoperto una firma metabolica cruciale per il funzionamento delle “cellule staminali del cancro” che avviano la formazione del tumore. Il team ha anche dimostrato come interferire con questo meccanismo metabolico nel carcinoma ovarico, inibisce la crescita tumorale.

La nuova ricerca si concentra sul targeting delle cellule staminali tumorali, inibendo l’attività degli enzimi necessari per realizzare un processo metabolico chiamato “desaturazione” delle molecole lipidiche.


Lipid Metabolism key to potential treatment for Ovarian Cancer

I lipidi insaturi nelle cellule staminali del cancro sono molto importanti per mantenere la segnalazione necessaria per funzionare“, ha detto il prof. Cheng coordinatore dello studio. “La comprensione del metabolismo dei lipidi nelle cellule staminali del cancro apre una nuova strada per il rilevamento e il trattamento del cancro.”

I nostri risultati mostrano che l’aumento dell’insaturazione dei lipidi è un marker metabolico per le cellule staminali del cancro ovarico ed è un bersaglio per la terapia. Bisogna concentrarsi su questi tipi di cellule” ha concluso il prof. Cheng (video).

L’inibizione della desaturasi dei lipidi ha efficacemente eliminato le cellule staminali del cancro, nelle colture di laboratorio, ed ha  bloccato la capacità di iniziazione del tumore nei topi di laboratorio.

Il lavoro è stato eseguito dai ricercatori della Purdue, Indiana University School of Medicine, e Feinberg School della Northwestern University of Medicine, che hanno pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell“.

Leggi il full text dell’articolo:
Lipid Desaturation Is a Metabolic Marker and Therapeutic Target of Ovarian Cancer Stem Cells
Junjie Li, Salvatore Condello, Jessica Thomes-Pepin, Xiaoxiao Ma, Yu Xia, Thomas D. Hurley, Daniela Matei, Ji-Xin Cheng,
Cell Stem Cell, doi: 10.1016/j.stem.2016.11.004, published 29 December 2016.

Fonte:  Purdue, Indiana University School of Medicine

Posted in News-ricerca, Video | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Create cellule staminali cardiache sintetiche.

Posted by giorgiobertin su gennaio 4, 2017

I ricercatori della North Carolina State University, dell’University of North Carolina al Chapel Hill e Hospital of Zhengzhou University hanno sviluppato una versione sintetica di cellule staminali cardiache.
Queste cellule staminali sintetiche offrono benefici terapeutici paragonabili a quelle delle cellule staminali naturali e potrebbero ridurre alcuni dei rischi connessi con le terapie con cellule staminali. Inoltre, queste cellule hanno una migliore stabilità, conservazione e la tecnologia è generalizzabile ad altri tipi di cellule staminali.

synthetic-cell-stem

Mentre le terapie con cellule staminali possono essere efficaci, sono però associate ad alcuni rischi sia di crescita del tumore che di rigetto immunitario. Le nuove cellule sintetiche potrebbero risolvere questi problemi.

Le nuove cellule sperimentate in vitro e in vivo su un modello di topo con infarto del miocardio, è stato scoperto che hanno la capacità di legarsi al tessuto cardiaco e promuoverne la crescita, dopo un attacco di cuore. La crescita era paragonabile a quella delle cellule staminali cardiache normali.
La pubblicazione sulla rivista “Nature Communications“.

Leggi il full text dell’articolo:
Therapeutic microparticles functionalized with biomimetic cardiac stem cell membranes and secretome
Junnan Tang, Deliang Shen, Thomas George Caranasos, Zegen Wang, Tyler A. Allen, Adam Vandergriff, Michael Taylor Hensley, Phuong-Uyen Dinh, Jhon Cores, Taosheng Li, Jinying Zhang, Quancheng Kan, Ke Cheng
Nature Communications 8, Article number: 13724 (2017) doi:10.1038/ncomms13724

Fonte: North Carolina State University

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Osteoporosi: Scoperto fattore di crescita che inverte la perdita di tessuto osseo.

Posted by giorgiobertin su dicembre 30, 2016

Un team di ricercatori del Children’s Medical Center Research Institute al UT Southwestern (CRI) ha scoperto un nuovo fattore di crescita di formazione ossea l’Osteolectin (Clec11a,) che può invertire la perdita di tessuto osseo associata con l’osteoporosi. Questa scoperta ha implicazioni per la medicina rigenerativa.

Il prof. Morrison e colleghi hanno scoperto che quando Osteolectin è stata eliminato nei topi, essi hanno avuto un’accelerazione nella perdita di tessuto osseo durante l’età adulta.

osteolectin

Questi risultati dimostrano il ruolo importante che l’Osteolectin svolge nella formazione di nuovo osso e nel mantenimento della massa ossea adulta. Questo studio apre la possibilità di utilizzare questo fattore di crescita per il trattamento di malattie come l’osteoporosi“, afferma il prof. Morrison che ha pubblicato i risultati sulla rivista “e-Life“.

L’Osteolectin è nota per essere fatta da alcune cellule del midollo osseo e delle ossa, i ricercatori del CRI sono stati i primi a dimostrare che l’Osteolectin promuove la formazione di nuovo tessuto osseo dalle cellule staminali scheletriche nel midollo osseo.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Clec11a/osteolectin is an osteogenic growth factor that promotes the maintenance of the adult skeleton
Rui Yue Bo Shen Sean J Morrison
eLife 2016;5:e18782 DOI: http://dx.doi.org/10.7554/eLife.18782 Published December 13, 2016

Fonte: Children’s Medical Center Research Institute al UT Southwestern

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’invecchiamento potrebbe essere reversibile, almeno negli animali.

Posted by giorgiobertin su dicembre 18, 2016

I ricercatori del Salk Institute di La Jolla (California) coordinati dal prof. Juan Carlos Izpisua Belmonte hanno messo a punto una nuova tecnica per il ringiovanimento degli organi negli animali da esperimento e questo ha permesso loro di vivere più a lungo.

In particolare hanno scoperto che l’espressione di geni intermittente, normalmente associati con uno stato embrionale, può invertire i segni distintivi della vecchiaia. La tecnica di terapia genica ha permesso di “riprogrammare” l’orologio genetico interno delle cellule dei topi, in sei settimane è stato possibile ringiovanire gli animali, migliorandone la salute cardiovascolare, la solidità della colonna vertebrale e l’aspettativa di vita (durata di vita del 30% in più).

Il nostro studio dimostra che l’invecchiamento non può procedere in una sola direzione“, afferma Juan Carlos Izpisua Belmonte. “Ha una certa plasticità e, con un’attenta modulazione, l’invecchiamento potrebbe essere invertito.”
Questo lavoro mostra che i cambiamenti epigenetici sono in parte una guida per l”invecchiamento, i risultati ci danno spunti interessanti per dei percorsi che potrebbero essere mirati per ritardare l’invecchiamento cellulare.

Il trattamento usato nello studio non può essere replicato per ora o almeno nelle stesse condizioni sull’uomo.


Salk scientists reverse signs of aging in mice.

Leggi abstract dell’articolo:
In Vivo Amelioration of Age-Associated Hallmarks by Partial Reprogramming
Ocampo, Alejandro,………….Pedro Guillen, Juan Carlos Izpisua Belmonte.
Cell , Volume 167 , Issue 7 , 1719 – 1733.e12 – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cell.2016.11.052

Fonte: Salk Institute di La Jolla (California)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cellule staminali per il trattamento delle lesioni cerebrali.

Posted by giorgiobertin su novembre 6, 2016

I ricercatori della University of Texas Health Science Center a Houston (UTHealth) hanno ottenuto dei buoni risultati in uno studio clinico di terapia cellulare con staminali per il trattamento delle lesioni cerebrali traumatiche (TBI). La terapia sembra smorzare la risposta neuro-infiammatoria del corpo al trauma preservando il tessuto cerebrale.
I risultati, che anche confermato la sicurezza e la fattibilità già evidenziata in precedenti studi, sono stati pubblicati online sulla rivista “Stem Cells“.

stem-cells-cover1

Il nuovo studio si basa su ricerche precedentemente pubblicate dallo stesso team di ricercatori che documentano come la terapia con cellule staminali autologhe dopo TBI è sicura e riduce i requisiti e riduce l’infiammazione. La teoria è che le cellule staminali lavorino nel cervello per alleviare la risposta infiammatoria del corpo al trauma.

Nello studio (fase 2) sono stati arruolati pazienti adulti (di età 18-55) con gravi lesioni cerebrali traumatiche (GCS 5-8) e senza segni di altre lesioni cerebrali irreversibili. Le cellule staminali sono state prelevate dal midollo osseo, il trattamento ha permesso di isolare la frazione mononucleare. Successivamente sono state re-infusione per via endovenosa entro 48 ore dopo l’infortunio. Dai risultati è emerso che i biomarcatori infiammatori (citochine) sono drasticamente scesi dopo l’infusione.

Leggi abstract dell’articolo:
Treatment of Severe Adult Traumatic Brain Injury Using Bone Marrow Mononuclear Cells
Cox, C. S., Hetz, R. A., Liao, G. P., Aertker, B. M., Ewing-Cobbs, L., Juranek, J., Savitz, S. I., Jackson, M. L., Romanowska-Pawliczek, A. M., Triolo, F., Dash, P. K., Pedroza, C., Lee, D. A., Worth, L., Aisiku, I. P., Choi, H. A., Holcomb, J. B. and Kitagawa, R. S.
Stem Cells doi:10.1002/stem.2538

Fonte: University of Texas Health Science Center

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Staminali neuronali: Nuova strategia per il recupero da ictus.

Posted by giorgiobertin su ottobre 19, 2016

Il trapianto di cellule staminali neuronali potrebbe in futuro esser una possibile terapia per il recupero del danno cerebrale  causato da un ictus. Il meccanismo che sta dietro a questo recupero è stato studiato dai ricercatori dell’Unità di Neuroimmunologia, coordinati da Gianvito Martino, direttore Scientifico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e professore all’Università Vita-Salute San Raffaele.

jour-neur

I ricercatori hanno dimostrato che nei topi le cellule staminali neurali somministrate tramite un’iniezione nel sangue sono capaci di raggiungere l’area del cervello danneggiata e di produrre una proteina detta “fattore di crescita dell’endotelio vascolare“.
La proteina accelera i processi naturali di contenimento degli effetti neurotossici dell’ictus e promuove la plasticità cerebrale.

Le cellule staminali neurali si sono evolute per reagire in modo adattivo ai bisogni dell’organismo, ovvero al microambiente con cui entrano in contatto. A seconda del tipo di malattia neurologica, e quindi del tipo di danno presente nel tessuto, le cellule staminali neurali entrano in azione in modo diverso, un meccanismo definito in gergo plasticità terapeutica“, spiega Gianvito Martino.

Leggi il full text dell’articolo:
Neural Stem Cell Transplantation Induces Stroke Recovery by Upregulating Glutamate Transporter GLT-1 in Astrocytes
Marco Bacigaluppi, Gianluca Luigi Russo, ….Claudia Villani, Roberto William Invernizzi, Dirk Matthias Hermann, Diego Centonze and Gianvito Martino
Journal of Neuroscience October 2016, 36 (41) 10529-10544; DOI: http://dx.doi.org/10.1523/JNEUROSCI.1643-16.2016

Fonte: IRCCS Ospedale San Raffaele

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sclerosi multipla: Trapianto con staminali blocca la malattia.

Posted by giorgiobertin su settembre 21, 2016

Il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche, un trattamento sperimentato da più di 20 anni nei pazienti con sclerosi multipla severa o refrattaria ai trattamenti, potrebbe avere un successo a lungo termine nella terapia di questi individui. A dimostrare questo o risultati di una meta analisi presentata al 32° Congresso European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS), che si è tenuto a Londra dal 14 al 17 settembre.

ectrims-logo

La meta analsi (17 studi che includono 887 pazienti trapiantati) dimostra che dopo 5 anni dal trapianto, il 67% dei pazienti trattati in 15 trial clinici ha raggiunto lo stato di NEDA (No Evidence of Disease Activity), ovvero nessuna attività di malattia. Inoltre, l’83% dei 764 soggetti inclusi nella meta analisi e sottoposti a trapianto autologo di cellule staminali ha mantenuto lo stato di NEDA per un periodo di due anni.
I ricercatori affermano: “Risultati molto positivi. Per valutare l’efficacia di questo trattamento occorrono studi clinici ad hoc per raggiungere un livello di evidenze accettabile per la comunità neurologica e le autorità regolatorie“.

Leggi abstract dell’articolo:
Autologous haematopoietic stem cell transplantation in multiple sclerosis: a meta-analysis
M.P Sormani , I Schiavetti , A Signori , P.A Muraro , R Saccardi , G Mancardi
ECTRIMS Online Library Sep 15, 2016; 146591

Fonte: Pharmastar

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Positivi i primi risultati della terapia con staminali per lesioni del midollo spinale.

Posted by giorgiobertin su settembre 14, 2016

Una terapia sperimentale con cellule staminali (AST-OPC1 – una popolazione progenitrice degli oligodendrociti derivati da cellule staminali embrionali umane), sviluppata da Asterias Biotherapeutics ha ristabilito qualche movimento ai pazienti paralizzati da recenti lesioni del midollo spinale. I dati provengono da un piccolo studio di coorte condotto solo su 4 dei 5 pazienti seguiti per 90 giorni dopo la somministrazione. Tutti i pazienti hanno mostrato un livello motorio di miglioramento. I miglioramenti dei pazienti sono misurati sulla scala di classificazione neurologica ISNCSCI ampiamente utilizzata per quantificare lo stato funzionale dei pazienti con lesioni del midollo spinale.

scistar

I risultati dello studio, ancora aperto, con somministrazione di 10 milioni di cellule, dimostrano un miglioramento significativo nella funzione motoria, in particolare nell’uso delle mani, delle dita e delle braccia del paziente, che è di fondamentale importanza per la qualità della vita e la capacità di agire in modo indipendente.” – ha affermato Steve Cartt, Amministratore Delegato di Asterias. “Siamo molto incoraggiati da questo primo step di risultati di efficacia e non vediamo l’ora di pubblicare i dati di efficacia per sei mesi, come previsto, nel mese di gennaio 2017″.

I medici stanno monitorando attivamente i partecipanti per uno studio di ricerca clinica per valutare tre dosi crescenti di AST-OPC1, un farmaco sperimentale per le persone che hanno subito lesioni del midollo spinale (SCI). Tutte le dosi di sperimentazione del farmaco devono essere somministrate in un unico punto in un periodo tra i 14 e 30 giorni dopo l’infortunio.

Fonte ed approfondimenti: Asterias Biotherapeutics, Inc

Additional information on the Phase 1/2a trial, including trial sites, can be found at www.clinicaltrials.gov, using Identifier NCT02302157, and at the SCiStar Study Website (www.scistar-study.com).

Per ulteriori informazioni sui dati, si prega di consultare la conferenza di presentazione ISCOS (ISCoS Meeting September 14, 2016) sul sito internet della società all’indirizzo: http://asteriasbiotherapeutics.com/wp-content/uploads/2016/09/Wirth-ISCoS-14SEP2016-talk-FINAL.pdf .

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le cellule staminali contro il morbo di Crohn.

Posted by giorgiobertin su settembre 9, 2016

Il trapianto di cellule staminali mesenchimali può essere considerato un nuovo e promettente approccio per la cura delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino (IBD), in particolare nel morbo di Crohn. L’uso delle staminali, secondo quanto dimostrato dai ricercatori dell’Humanitas di Rozzano – Milano, a 24 settimane dall’iniezione di staminali ha portato nel 50% dei pazienti alla completa cicatrizzazione delle fistole causate dall’infiammazione del tessuto di rivestimento della parete dell’intestino.

adam

Come illustrato in uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista medica “The Lancet“, i ricercatori hanno sottoposto al trattamento, tra il luglio 2012 e luglio 2015, 212 malati di Crohn in 49 ospedali di Europa, Canada, USA e Israele. I pazienti affetti da fistola perianale sono stati suddivisi in due gruppi, il primo (107 pazienti) trattato con cellule mesenchimali da tessuto adiposo (Cx601), il secondo (105 pazienti) trattato con placebo, in cui rispettivamente il 45% e il 31% presentavano più di una fistola perianale. A 24 settimane dall’iniezione di 120milioni di cellule Cx601, nel 50% dei pazienti del primo gruppo, rispetto al 34% del secondo, le fistole erano completamente cicatrizzate e il trattamento risultava ben tollerato dai pazienti.

Le cellule mesenchimali da tessuto adiposo rappresentano una valida ed efficace opzione terapeutica rispetto alla chirurgia, ai trattamenti con immunosoppressori sistemici, agli antibiotici o agli inibitori del fattore di necrosi tumorale“, sottolinea Silvio Danese, responsabile del Centro per le malattie infiammatorie croniche intestinali di Humanitas. Le cellule staminali mesenchimali sono cellule naturalmente ‘immunoprivilegiate‘, significa che vengono riconosciute e tollerate dal sistema immunitario del paziente senza provocare il fenomeno del rigetto.

Le cellule staminali mesenchimali sono cellule staminali adulte presenti in molti tessuti del nostro organismo. Una delle fonti più accessibili e più ricche di cellule staminali mesenchimali è rappresentata dal midollo osseo. Una volta isolate possono essere cresciute in laboratorio mantenendo la loro capacità di differenziarsi in una varietà di tessuti, come tessuto osseo, tessuto nervoso, tessuto adiposo e muscoli.

Leggi abstract dell’articolo:
Expanded allogeneic adipose-derived mesenchymal stem cells (Cx601) for complex perianal fistulas in Crohn’s disease: a phase 3 randomised, double-blind controlled trial
Panés, Julián Damián García-Olmo, MD, Prof Gert Van Assche, MD, Prof Jean Frederic Colombel, MD, Prof Walter Reinisch, MD, Prof Daniel C Baumgart, MD, Prof Axel Dignass, et al.
The Lancet Published Online: 28 July 2016

ClinicalTrials.gov, number NCT01541579.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

L’obesità può passare dalla madre al bambino.

Posted by giorgiobertin su agosto 21, 2016

I ricercatori del Joslin Diabetes Center hanno dimostrato che le cellule ombelicali di figli di madri obese o in sovrappeso mostrano l’espressione alterata di geni chiave che regolano l’energia delle cellule e il metabolismo, rispetto alle cellule simili di bambini di madri non-obesi.

obese_mother

Tali risultati possono aiutare a spianare la strada verso una migliore assistenza sanitaria, sia prima che dopo la nascita, per i bambini a rischio elevato di obesità“, dice Elvira Isganaitis coordinatore dello studio.
Attraverso l’analisi del sangue fetale della vena del cordone ombelicale, “Abbiamo scoperto che i neonati di madri obese avevano livelli significativamente più alti di molti lipidi che sono noti per essere metabolicamente deleterei, come gli acidi grassi saturi“.

Isganaitis e il suo team sta esaminando come l’obesità della madre possa incoraggiare alcune cellule staminali che si trovano nel cordone ombelicale a differenziarsi in vari tipi di tessuti, trasformandosi preferenzialmente in cellule adipose.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Maternal obesity programs mitochondrial and lipid metabolism gene expression in infant umbilical vein endothelial cells
S M R Costa, E Isganaitis[…]M-E Patti
International Journal of Obesity preview 17 August 2016; doi: 10.1038/ijo.2016.142

Fonte:Joslin Diabetes Center

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Riprogrammate cellule staminali per il trattamento delle ulcere del piede diabetico.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2016

La possibilità di usare le cellule del paziente per il trattamento delle ulcere croniche – una grave complicanza del diabete – ha compiuto un importante passo in avanti. I ricercatori hanno riprogrammato con successo le cellule della pelle prelevate dalle ulcere del piede diabetico per acquisire le proprietà delle cellule staminali pluripotenti (iPSCs). Queste cellule staminali pluripotenti indotte potrebbero un giorno essere usati per curare le ferite croniche. Lo studio condotto dai ricercatori della School of Dental Medicine and the Sackler School of Graduate Biomedical Sciences, Tufts University (Boston, MA), e Beth Israel Deaconess Medical Center e School of Engineering and Applied Sciences, Harvard University (Boston and Cambridge, MA), è stato pubblicato sulla rivista “Cellular Reprogramming“.

piede diabetico

La tecnica di riprogrammazione era simile in termini di efficienza ai risultati raggiunti con la pelle del piede sano in pazienti non diabetici. Il team di ricerca ha riprogrammato con successo le cellule da ferite diabetiche ad uno stato embrionale-like e li ha trasformati in tipi di cellule che sono importanti per la guarigione delle ferite.

Un secondo studio dello stesso team di ricercatori pubblicato su “Wound Repair and Regeneration” ha scoperto che una proteina chiamata fibronectina è legata al processo di guarigione delle ferite nelle ulcere del piede diabetico.

Leggi abstracts degli articoli:
Generation of Induced Pluripotent Stem Cells from Diabetic Foot Ulcer Fibroblasts Using a Nonintegrative Sendai Virus
Gerami-Naini Behzad, Smith Avi, Maione Anna G., Kashpur Olga, Carpinito Gianpaolo, Veves Aristides, Mooney David J., and Garlick Jonathan A. Cellular Reprogramming. July 2016, 18(4): 214-223. doi:10.1089/cell.2015.0087.

Altered ECM deposition by diabetic foot ulcer-derived fibroblasts implicates fibronectin in chronic wound repair.
Maione, A.G.; Smith, A.; Kashpur, O.; Yanez, V.; Knight, E.; Mooney, D.J.; Veves, A.; Tomic-Canic, M.; and Garlick, J.A. (2016).
Wound Repair and Regeneration. Accepted manuscript published online, DOI: 10.1111/wrr.12437. First published: 8 June 2016.

Fonte: Sackler School of Graduate Biomedical Sciences, Tufts University (Boston, MA)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cellule staminali ingegnerizzate per far crescere cartilagine.

Posted by giorgiobertin su luglio 19, 2016

I ricercatori della Washington University School of Medicine in St. Louis e della Cytex Therapeutics Inc. hanno programmato le cellule staminali a crescere come nuova cartilagine su un modello 3-D a forma di palla, come un’articolazione dell’anca. Inoltre, utilizzando la terapia genica hanno attivato la nuova cartilagine a rilasciare molecole anti-infiammatorie per respingere un ritorno dell’artrite.

Hip_secondary  cartilage-hemisphere
A 3-D, biodegradable, synthetic scaffold has been molded into the precise shape of a hip joint. The scaffold is covered with cartilage made from stem cells taken from fat beneath the skin.

Farshid Guilak, professore di chirurgia ortopedica presso la Washington University afferma: “Abbiamo sviluppato un modo per creare un giunto artritico utilizzando cellule staminali del paziente per far crescere nuova cartilagine, in combinazione con la terapia genica per rilasciare molecole anti-infiammatorie per tenere a bada l’artrite. La nostra speranza è quella di prevenire, o almeno ritardare, la sostituzione dell’articolazione protesica di metallo o plastica“.

Il ponteggio 3-D è costruito utilizzando un modello di tessitura che fornisce la struttura e le proprietà della cartilagine normale. la struttura unica è il risultato di circa 600 fasci di fibre biodegradabili tessute insieme per creare un maglia ad alte prestazioni in grado di funzionare come la cartilagine normale. Il ponteggio viene coperto con la cartilagine costituita da cellule staminali del paziente prelevate dal grasso sotto la pelle.

La scoperta, pubblicata sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences – PNAS“, potrebbe fornire un’alternativa alla chirurgia di sostituzione dell’anca, soprattutto nei pazienti più giovani.

Leggi abstract dell’articolo:
Anatomically shaped tissue-engineered cartilage with tunable and inducible anticytokine delivery for biological joint resurfacing
Franklin T. Moutos, Katherine A. Glass, Sarah A. Compton, Alison K. Ross, Charles A. Gersbach, Farshid Guilak, and Bradley T. Estes
PNAS 2016 ; published ahead of print July 18, 2016, doi:10.1073/pnas.1601639113

Fonte: Washington University School of Medicine in St. Louis

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Individuate le “cellule origine” dei tumori della pelle.

Posted by giorgiobertin su luglio 8, 2016

Gli scienziati guidati dal professor Cédric Blanpain presso l’Université Libre de Bruxelles, Belgio, e dal Professor Ben Simons presso l’Università di Cambridge hanno identificato per la prima volta la ‘cellula di origine‘ – in altre parole, la prima cellula da cui il cancro si sviluppa – nel carcinoma basocellulare, la forma più comune di cancro della pelle.

basal_cell_carcinoma
Basal cell carcinoma associated with the clonal activation of the Smoothened receptor within a single lineage labelled interfollicular epidermal stem cell. Tumour cells marked in Green. Credit Adriana Sánchez-Danés, IRB Brussels 

Il team è stato in grado di dimostrare che solo i cloni derivati da cellule staminali mutanti sono stati in grado di superare un meccanismo noto come ‘apoptosi’, o morte cellulare programmata, continuando a dividersi e a proliferare senza controllo, sviluppando una forma di cancro della pelle (carcinoma basocellulare).

Questa scoperta dimostra non solo che la cellula all’origine di cancro è di fondamentale importanza, ma anche che le cellule staminali sono più suscettibili di iniziazione tumorale a causa della loro naturale capacità di auto-rinnovamento e di resistenza alla morte delle cellule“. “Questa modalità di sviluppo del tumore suggerisce che le terapie che stimolano la differenziazione cellulare o apoptosi dovrebbero essere efficaci per il trattamento del carcinoma a cellule basali, e dovrebbero portare ad una regressione del tumore e prevenire le recidive del tumore.“, spiega Cédric Blanpain.

Leggi abstract dell’articolo:
Defining the clonal dynamics leading to mouse skin tumour initiation
Adriana Sánchez-Danés,Edouard Hannezo,Jean-Christophe Larsimont,Mélanie Liagre, Khalil Kass Youssef,Benjamin D Simons & Cédric Blanpain
Nature Published online 08 July 2016 doi:10.1038/nature19069

Fonte: Université Libre de Bruxelles

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cellule staminali per trattare i pazienti gravi ustioni.

Posted by giorgiobertin su giugno 27, 2016

Gli scienziati dell’University of Texas Medical Branch, hanno scoperto un nuovo modo di trattare e potenzialmente rigenerare la muscolatura nei pazienti con ustioni gravi secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of Physiology“.

stem-cell
Activated satellite cell (white) in a pediatric burn patient. The scale bar represents 50μm. Image was taken in the laboratory of the first author, Christopher Fry. Credit: Christopher Fry

Gravi ustioni a seguito di un trauma provocano un esteso danno muscolare scheletrico. Le cellule satelliti sono responsabili per il mantenimento e la rigenerazione del muscolo scheletrico a seguito dell’infortunio.
I ricercatori hanno raccolto campioni di tessuto da 12 pazienti con gravi ustioni e 12 soggetti sani, ed hanno scoperto che nei pazienti ustionati, queste cellule satelliti ricevono un segnale misto, che induce la morte cellulare e uno che induce rigenerazione muscolare.
Concentrandosi su questo secondo aspetto Christopher S. Fry, primo autore spiega, “Abbiamo trovato una quantità molto elevata di proteina marcatore Ki67, che indica che l’ustione attiva le cellule satelliti e stimola quindi muscolo scheletrico rigenerazione. I nostri risultati evidenziano il potenziale terapeutico di queste cellule satelliti“.
Stiamo lavorando a delle terapie che possano impedire alle cellule satelliti di morire e promuovere la loro attività di rigenerazione in cellule scheletriche, migliorando di conseguenza il recupero dei pazienti con gravi ustioni“.

Leggi il full text dell’articolo:
Satellite cell activation and apoptosis in skeletal muscle from severely burned children
Christopher S. Fry, Craig Porter, Labros S. Sidossis, Christopher Nieten, Paul T. Reidy, Gabriel Hundeshagen, Ronald Mlcak, Blake B. Ramussen, Jong O. Lee, Oscar E. Suman, David N. Herndon, Celeste C. Finnerty
The Journal of Physiology Accepted manuscript online: 27 June 2016

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I microRNA: nuovi bersagli per il trattamento dell’asma.

Posted by giorgiobertin su giugno 25, 2016

Un nuovo studio condotto dai ricercatori del Sun Yat-sen University, Guangzhou, in Cina dimostra che i microRNA, che sono piccole molecole di RNA non codificanti che possono tacitare i geni, hanno un ruolo importante nell’indurre l’asma. Regolando la funzione di specifici miRNA identificati nello studio, si potrebbe arrivare ad un nuovo approccio alla terapia dell’asma.

SCDcover

I ricercatori hanno identificato una serie di di microRNA, che avevano diversi livelli di espressione dopo l’induzione di asma e il trattamento BM-MSC (bone marrow-derived mesenchymal stem cells). “Questo emozionante lavoro fornisce non solo un modello per rivelare nuove scoperte nella patogenesi della malattia, ma propone anche l’asse miR21-Acvr2a come un regolatore critico dell’effetto terapeutico di MSC nell’asma“, affermano gli autori.

Leggi il full text dell’articolo:
MicroRNAs Involved in Asthma After Mesenchymal Stem Cells Treatment
Tang Guan-Nan, Li Cheng-Lin, Yao Yin, Xu Zhi-Bin, Deng Meng-Xia, Wang Shu-Yue, Sun Yue-Qi, Shi Jian-Bo, and Fu Qing-Ling.
Stem Cells and Development. June 2016, 25(12): 883-896. doi:10.1089/scd.2015.0339.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Staminali e sclerosi multipla, esiti positivi ma molti rischi.

Posted by giorgiobertin su giugno 14, 2016

Secondo uno studio di fase 2, pubblicato sulla rivista “The Lancet”  la chemioterapia seguita dal trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe (aHSCT) blocca a lungo termine le recidive e lo sviluppo di nuove lesioni cerebrali nei pazienti con sclerosi multipla senza necessità di farmaci aggiuntivi.

SM-Lancet-stem-cell

La terapia molto aggressiva ha permesso di controllare la sclerosi multipla in un piccolo gruppo di 24 pazienti con malattia resistente alle terapie standard. La terapia, consiste nel prelevare dal midollo osseo dei pazienti cellule staminali, “bombardare” con un mix di chemioterapici ad alte dosi il loro sistema immunitario e poi reiniettare loro le staminali precedentemente prelevate e conservate. E’ come “resettare” il sistema immunitario del paziente in modo tale da bloccare la progressione della malattia.

I risultati in termini di efficacia sono molto buoni: dopo la terapia i pazienti non hanno più ricadute e non si verificano nuove lesioni al sistema nervoso. La cura, molto aggressiva, è molto rischiosa, infatti uno dei 24 pazienti è deceduto in seguito a complicanze per intossicazione grave da chemio.

Ricordiamo che le terapie standard consistono nel tenere a bada il sistema immunitario impazzito del paziente con dei farmaci immunosoppressori.

Leggi abstract dell’articolo:
Immunoablation and autologous haemopoietic stem-cell transplantation for aggressive multiple sclerosis: a multicentre single-group phase 2 trial
Dr Harold L Atkins, Marjorie Bowman, David Allan, Grizel Anstee, Prof Douglas L Arnold, Prof Amit Bar-Or, Isabelle Bence-Bruckler, Paul Birch, Prof Christopher Bredeson, Jacqueline Chen, Prof Dean Fergusson, Mike Halpenny,… et al.
The Lancet Published Online: 09 June 2016 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(16)30169-6

This study was registered at ClinicalTrials.gov, NCT01099930

Fonte: Multiple Sclerosis Society of Canada

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ictus: Recuperate funzioni con iniezioni di cellule staminali.

Posted by giorgiobertin su giugno 4, 2016

Dei pazienti con disabilità motorie permanenti dopo un ictus sono stati ‘curati’ con una terapia a base di cellule staminali iniettate direttamente nelle zone del cervello colpite attraverso un forellino praticato sulla testa.
Il trattamento avrebbe dato risultati positivi e, in alcuni casi, avrebbe portato al recupero di alcune funzioni motorie. L’obiettivo è stato raggiunto nell’ambito di una sperimentazione clinica pilota su 18 persone che avevano avuto un ictus almeno un anno prima, riportando disabilità motorie permanenti.

Stroke6cover
Lo studio, pubblicato sulla rivista “Stroke“, è stato condotto da ricercatori della Stanford University in California ed è stato coordinato da Gary Steinberg che ha anche eseguito personalmente 12 dei 18 interventi.

La terapia cellulare utilizzata, non ha causato effetti collaterali avversi se non un mal di testa transitorio attribuito all’immobilizzazione del capo durante l’intervento. Le staminali utilizzate, peraltro, non danno problemi di rigetto quindi sono sicure. Resta da capire quale sia il meccanismo d’azione di questo protocollo. Poiché le cellule iniettate non rimangono a lungo nelle aree neurali trattate, i ricercatori ipotizzano che le staminali agiscano rilasciando dei fattori ‘trofici’ (protettivi e nutritivi) che favoriscono la riparazione spontanea del danno cerebrale.

Abbiamo sempre pensato che nell’ictus alcuni circuiti cerebrali erano morti. E abbiamo imparato che non lo sono” – afferma il prof. Gary Steinberg.
I ricercatori ora attendono di vedere se l’effetto della cura sui 18 pazienti sarà duraturo. Nel frattempo è partita la fase 2 (studio randomizzato in doppio cieco), con l’arruolamento di 156 pazienti con ictus cronico.

Leggi abstract dell’articolo:
Clinical Outcomes of Transplanted Modified Bone Marrow–Derived Mesenchymal Stem Cells in Stroke: A Phase 1/2a Study
Gary K. Steinberg, Douglas Kondziolka, Lawrence R. Wechsler,…., Ernest W. Yankee, and Neil E. Schwartz.
Stroke Published online before print June 2, 2016, doi: 10.1161/STROKEAHA.116.012995

Clinical Trial Registration—URL: https://www.clinicaltrials.gov. Unique identifier:NCT01287936.

Fonte: Stanford University in California  –  NewScientist

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ottenute staminali da pelle e campioni di urina.

Posted by giorgiobertin su aprile 23, 2016

Ottenere staminali pluripotenti da un piccolo campione di pelle o di urina, mediante il processo della riprogrammazione cellulare: tutto questo è possibile, e lo dimostra uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova e dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (Vimm), pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature Methods“.

L’innovativa tecnologia, dicono i ricercatori, è cinquanta volte più efficace delle precedenti e cento volte più economica. Non solo: permette anche di riprogrammare cellule “difficili o senescenti” e, in sostanza, estende ad ogni paziente la possibilità di ottenere le proprie cellule staminali, permettendo ai medici di curarlo in modo sempre più specifico e personalizzato.

Grazie a queste nuove prospettive scientifiche e tecnologiche” spiega il professor Nicola Elvassore, responsabile scientifico del laboratorio BioERA e coordinatore dello studio “si è riusciti ad ottenere staminali pluripotenti da cellule isolate da una biopsia cutanea o da un campione di urina: grazie alla potenzialità di queste staminali abbiamo quindi ricreato in laboratorio quello che possiamo definire un micro-fegato, ovvero cellule del fegato che presentano la medesima patologia del paziente in esame e che ci permette di andare a sviluppare una terapia mirata sul paziente stesso“.

Leggi abstract dell’articolo:
High-efficiency cellular reprogramming with microfluidics
Camilla Luni,Stefano Giulitti,Elena Serena,Luca Ferrari,Alessandro Zambon,Onelia Gagliano,Giovanni G Giobbe,Federica Michielin, Sebastian Knöbel,Andreas Bosio & Nicola Elvassore
Nature Methods (2016) Published online 18 April 2016 doi:10.1038/nmeth.3832

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nessun rischio di cancro da terapie con cellule staminali.

Posted by giorgiobertin su aprile 11, 2016

Le cellule staminali terapeutiche possono essere ottenute senza l’introduzione di cambiamenti genetici che possono poi portare al cancro. Ad affermarlo uno studio pubblicato su “PLoS Genetics” a cura dei ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute.

L’idea alla base della ricerca è stata quella di seguire l’intero viaggio cellule staminali pluripotenti indotte (iPS); quando vengono utilizzate nella terapia clinica.
Nessuna delle mutazioni che abbiamo trovato nelle mutazioni delle cellule staminali pluripotenti indotte erano veicoli per il cancro o mutazioni nei geni che causano il cancro. Non abbiamo trovato nulla che possa precludere l’uso delle cellule iPS nella medicina terapeutica” – afferma il Dr Foad Rouhani del Wellcome Trust Sanger Institute, primo autore dello studio.

IPSC Credit image:  PLOS Genetics

Il team ha anche scoperto che i cambiamenti genetici che avvengono nelle cellule iPS in laboratorio potrebbero essere causati da un meccanismo noto come stress ossidativo. La speranza è che queste conoscenze aiuteranno a trovare sistemi per migliorare il processo di creazione di cellule iPS.

Lo studio è importante perchè apre alla possibilità di monitorare i cambiamenti genetici nelle cellule nel corso della vita. Questo potrebbe migliorare la comprensione da parte degli scienziati di come, quando e perché le mutazioni possono portare al cancro.

Leggi abstract dell’articolo:
Mutational History of a Human Cell Lineage from Somatic to Induced Pluripotent Stem Cells.
Rouhani FJ, Nik-Zainal S, Wuster A, Li Y, Conte Net al.
PLoS Genetics 2016 ; 12 ; 4 ; e1005932 DOI: 10.1371 / journal.pgen.1005932

Fonte ed approfondimenti: Wellcome Trust Sanger Institute.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Terapia con staminali migliora l’insufficienza cardiaca grave.

Posted by giorgiobertin su aprile 5, 2016

Una nuova terapia con cellule staminali ha migliorato in modo significativo la salute a lungo termine in pazienti con insufficienza cardiaca grave. La tecnica è descritta in uno studio pubblicato sulla rivista “Lancet” e presentato all’American College of Cardiology’s 65th Annual Scientific Session.


IxCell-DCM: Transendocardial Injection of Ixmyelocel-T in Patients With Ischemic Dilated Cardiomyopathy

La nuova terapia con cellule staminali, nota come ixmyelocel-T, ha coinvolto in un trial randomizzato 109 pazienti con classe III o IV insufficienza cardiaca derivanti da cardiomiopatia ischemica. Il medico estrae un campione di cellule dal midollo osseo del paziente, le elabora per due settimane al fine di “migliorare” ed aumentarne il numero di quelle benefiche, poi inietta il prodotto trasformato nel muscolo cardiaco dello stesso paziente, l’iniezione avviene per via percutanea tramite l’inguine e non con chirurgia a cuore aperto.
L’obiettivo della procedura è quello di rafforzare il cuore aumentando il numero di cellule del muscolo cardiaco funzionanti, un approccio noto sostanzialmente come terapia rigenerativa.

“Questo è un risultato entusiasmante e ci spinge a fare una prova siu un campione più grande di pazienti per confermare la riduzione degli eventi clinici cardiovascolari.” – afferma Timothy Henry, direttore di cardiologia presso Heart Institute Cedars-Sinai.

Leggi abstract dell’articolo:
Ixmyelocel-T for patients with ischaemic heart failure: a prospective randomised double-blind trial
Patel, Amit N …..Prof Anthony DeMaria, MD for the ixCELL-DCM Investigators
Lancet Published Online: 05 April 2016 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(16)30137-4

This trial is registered with ClinicalTrials.gov, number NCT01670981.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »