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Posts Tagged ‘oculistica’

FDA approva nuovo farmaco per la malattia dell’occhio secco.

Posted by giorgiobertin su luglio 13, 2016

La Food and Drug Administration negli Stati Uniti ha approvato Xiidra (lifitegrast soluzione oftalmica) per il trattamento dei segni e sintomi della malattia dell’occhio secco.

xiidra   Eyes

Il programma clinico a sostegno dell’approvazione di Xiidra è il più grande condotto fino ad oggi sulla malattia dell’occhio secco, i pazienti partecipanti sono stati 2.500,” ha affermato Edward Olanda, MD, Professore di Oftalmologia Clinica, Università di Cincinnati.
Questi studi hanno incluso pazienti di età compresa dai 19 AI 97 anni, la maggioranza dei quali erano donne (76 per cento). I pazienti sono stati randomizzati a ricevere Ugualmente colliri Xiidra o colliri placebo, due volte al giorno per dodici settimane. Gli studi hanno trovato che i gruppi trattati con Xiidra hanno dimostrato un grosso miglioramento sia nei segni che nei sintomi di secchezza oculare rispetto ai gruppi trattati con placebo.

Comunicato stampa FDA:
FDA approves new medication for dry eye disease

Xiidra e prodotto da Shire US Inc., of Lexington, Massachusetts

PR Newswire, Lexington, Mass. – July 11, 2016

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Campi elettrici e guarigione delle ferite diabetiche.

Posted by giorgiobertin su giugno 17, 2016

Le persone con diabete spesso soffrono di ferite che sono lente a guarire e possono portare a ulcere, cancrena e amputazione. Una nuova ricerca condotta da un gruppo internazionale guidato da Min Zhao, professore di oftalmologia e dermatologia presso l’University of California, Davis, mostra che, in modelli animali di diabete, la lenta guarigione è associata a deboli correnti elettriche nelle ferite.

diabetes-cornea
UC Davis researchers measured electric fields and wound healing in eyes from three different models of diabetes. Left to right, green fluorescence shows damaged area shrinking over time. Top row, eyes from normal mice. Other rows are eyes from three different mouse models of diabetes. Credit: Min Zhao and Brian Reid, UC Davis

Questa è la prima dimostrazione che nelle ferite diabetiche o eventuali ferite croniche il segnale elettrico presente in natura è compromesso e correlato con un ritardo della guarigione“, ha detto Zhao. “La correzione di questo difetto offre un approccio totalmente nuovo per le ferite diabetiche.”

Il gruppo di ricerca ha dimostrato che i campi elettrici sono associati con la guarigione dei danni alla cornea, lo strato esterno trasparente dell’occhio nei diabetici.

Leggi abstract dell’articolo.
Diabetic cornea wounds produce significantly weaker electric signals that may contribute to impaired healing
Yunyun Shen, Trisha Pfluger, Fernando Ferreira, Jiebing Liang, Manuel F. Navedo, Qunli Zeng, Brian Reid & Min Zhao
Scientific Reports 6, Article number: 26525 Published online: 10 June 2016 – doi:10.1038/srep26525

Fonte: University of California, Davis

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Una lunghezza d’onda della luce uccide i batteri resistenti ai farmaci.

Posted by giorgiobertin su giugno 10, 2016

Gli scienziati sanno da tempo che la luce UV ha la capacità di uccidere i batteri, anche patogeni come l’MRSA, denominati “superbatteri“. Tuttavia, le lampade UV richieste per questo tipo di trattamento rappresentano una minaccia per la salute per i pazienti e per il personale medico. Essi possono causare una serie di problemi di salute, danneggiano la pelle e gli occhi. Per esempio, la luce UV è nota per indurre il cancro della pelle e la cataratta.

Ora gli scienziati del Center for Radiological Research at Columbia University Medical Center, hanno trovato una stretta banda di luce UV con una lunghezza d’onda di circa 207 nanometri che non può penetrare nello strato della pelle che riveste gli esseri viventi, o nello strato esterno dell’occhio , e riesce ad uccidere le cellule batteriche 10-25 volte più piccole delle cellule umane come l’MRSA (Staphylococcus aureus) resistente alla meticillina.

Batteri
MRSA bacteria (Source: NIH/Tim Sandle, PhD)

I nostri risultati offrono un potenziale percorso pratico per ridurre in modo significativo i tassi di infezioni del sito chirurgico senza rischi per la salute e la sicurezza dei pazienti e del personale medico.” – afferma il prof. David J. Brenner, autore principale.

Leggi il full text dell’articolo:
207-nm UV Light—A Promising Tool for Safe Low-Cost Reduction of Surgical Site Infections. II: In-Vivo Safety Studies
Manuela Buonanno, Milda Stanislauskas, Brian Ponnaiya, Alan W. Bigelow, Gerhard Randers-Pehrson, Yanping Xu, Igor Shuryak, Lubomir Smilenov, David M. Owens, David J. Brenner
PLOS ONE Published: June 8, 2016  http://dx.doi.org/10.1371/journal.pone.0138418

Fonte: Center for Radiological Research at Columbia University Medical Center

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Ripristinata la visione in conigli ciechi dopo trapianto di cellule staminali.

Posted by giorgiobertin su marzo 10, 2016

Un team di ricercatori della Cardiff University e dell’Osaka University in Giappone ha descritto, in uno studio pubblicato sulla rivista “Nature“, un metodo per generare vari tipi di tessuto oculare da cellule staminali umane in un modo da rispecchiare l’intero sviluppo dell’occhio.
Quando sono stati trapiantato in un modello animale di cecità corneale, questi tessuti hanno permesso di riparare la parte anteriore dell’occhio e restituire la vista, secondo gli scienziati questi risultati potrebbero aprire la strada per la sperimentazione clinica umana del trapianto anteriore dell’occhio per ripristinare la visione persa o danneggiata.


Growing eye tissue
Human induced pluripotent stem cells are shown here differentiating into four different types of eye tissue, mimicking cell types found in the cornea, retina and lens.

L’occhio è composto da tessuti altamente specializzati che sono derivati ​​da una varietà di linee cellulari durante lo sviluppo. Studi precedenti hanno dimostrato che particolari tipi di cellule, come quelli che costituiscono la retina o cornea, possono essere creati in laboratorio da cellule staminali pluripotenti. Tuttavia, questi studi non rappresentano la complessità dello sviluppo dell’intero occhio. Gli esperimenti descritti riportano la generazione di molteplici linee cellulari dell’occhio, compreso il trasparente, la cornea e la congiuntiva, utilizzando le cellule staminali pluripotenti indotte umane. Gli scienziati sono stati in grado di dimostrare che le cellule epiteliali corneali possono essere coltivate e trapiantate chirurgicamente sugli occhi dei conigli con cecità indotta sperimentalmente per riparare la parte anteriore dell’occhio.

Un secondo lavoro pubblicato sempre ieri sulla rivista “Nature” descrive una procedura chirurgica che attiva le cellule staminali del corpo per rigenerare le funzionalità degli occhi in bambini nati con la cataratta.

I due studi sono “incredibili, quasi fantascienza”.

Co-ordinated ocular development from human iPS cells and recovery of corneal function
Ryuhei Hayashi, Yuki Ishikawa, Yuzuru Sasamoto, Ryosuke Katori, Naoki Nomura, Tatsuya Ichikawa, Saori Araki, Takeshi Soma, Satoshi Kawasaki, Kiyotoshi Sekiguchi, Andrew J. Quantock,Motokazu Tsujikawa & Kohji Nishida
Nature (2016) Published online 09 March 2016 doi:10.1038/nature17000

Lens regeneration using endogenous stem cells with gain of visual function
Haotian Lin,Hong Ouyang,Jie Zhu,Shan Huang,Zhenzhen Liu,Shuyi Chen,Guiqun Cao, Gen Li,Robert A. J. Signer,Yanxin Xu, Christopher Chung,Ying Zhang,Danni Lin, Sherrina Patel, …..Kang Zhang & Yizhi Liu
Nature Published online 09 March 2016 – doi:10.1038/nature17181

Approfondimenti:
‘Sci fi’ eye experiments improve vision in children — and rabbits
Nature 09 March 2016

Fonte: Cardiff University

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Malattie rare: Trovata la cura per la Sindrome EEC che causa cecità.

Posted by giorgiobertin su marzo 1, 2016

I pazienti affetti da Sindrome EEC (Ectrodattilia, Displasia Ectodermica labio/palatoschisi), ovvero una severa patologia corneale responsabile della progressiva perdita della capacità visiva fino alla completa cecità, hanno finalmente una nuova speranza di cura.

logo_unipd           Stem-cells-cover

Nello studio, condotto dal dottor Enzo Di Iorio del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova in collaborazione con la dottoressa Vanessa Barbaro (Officina Farmaceutica della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus), i ricercatori hanno corretto il difetto genetico nelle cellule staminali epiteliali dei pazienti affetti da EEC mediante l’impiego di piccole molecole di RNA capaci di annullare in modo efficiente l’effetto della mutazione genica, consentendo quindi un recupero completo della funzionalità delle cellule staminali.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Stem Cells“.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Correction of mutant p63 in EEC syndrome using siRNA mediated allele specific silencing restores defective stem cell function.
Barbaro V, Nasti AA, Del Vecchio C, Ferrari S, Migliorati A, Raffa P, Lariccia V, Nespeca P, Biasolo M, Willoughby CE, Ponzin D, Palù G, Parolin C, Di Iorio E.
Stem Cells. 2016 Feb 17. doi: 10.1002/stem.2343. [Epub ahead of print]

Fonte: Università di Padova

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Editing genetico per il trattamento della perdita della vista.

Posted by giorgiobertin su febbraio 11, 2016

I ricercatori della Columbia University Medical Center (CUMC) e University of Iowa hanno utilizzato una tecnologia di editing-genetico chiamato CRISPR per riparare una mutazione genetica responsabile della retinite pigmentosa (RP), una malattia ereditaria che causa un degrado della retina e porta alla cecità.


Using CRISPR to Repair Blindness-causing Genetic Defect

Nello studio, i ricercatori hanno usato delle cellule staminali di un campione di pelle prelevato da un paziente con retinite pigmentosa. Il team ha poi attraverso la metodica CRISPR riparato il gene difettoso nelle staminali di derivazione che ospitavano la mutazione che causa la malattia. Le cellule staminali è possibile così trasformarle in cellule sane della retina. Il prossimo passo sarà quello di trapiantarle nuovamente dentro lo stesso paziente per il trattamento della perdita della vista.

I ricercatori affermano che utilizzare le stesse cellule del paziente comporta meno problemi di rigetto da parte del sistema immunitario. Precedenti studi clinici hanno dimostrato che la generazione di cellule della retina da cellule staminali embrionali e riutilizzarle per il trapianto è una procedura sicura e potenzialmente efficace. Ricordiamo che la tecnologia CRISPR non è ancora stata approvata per l’uso negli esseri umani.

Leggi il full text dell’articolo:
Precision Medicine: Genetic Repair of Retinitis Pigmentosa in Patient-Derived Stem Cells
Alexander G. Bassuk, Andrew Zheng, Yao Li, Stephen H. Tsang & Vinit B. Mahajan
Scientific Reports 6, Article number: 19969 (2016) Published online: 27 January 2016 doi:10.1038/srep19969

Fonte ed approfondimenti: Columbia University Medical Center (CUMC)  –  University of Iowa

CRISPR Cas9 And The Mind-Blowing Future of Medicine (video)

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Cellule ombelicali per rigenerare i neuroni della retina.

Posted by giorgiobertin su novembre 26, 2015

I ricercatori della Duke University hanno isolato le cellule del tessuto ombelicale umano ed hanno dimostrato che è possibile produrre molecole che aiutano i neuroni della retina a crescere, a collegarsi e a sopravvivere. Tutti gli esperimenti sono stati condotti, per ora sugli animali.

SynaptogenDuke
Cells isolated from newborns’ umbilical cords help neurons make new connections (shown in yellow) with their neighbors. Image credit: Sehwon Koh, Duke University

Le molecole studiate appartengono alla famiglia delle trombospondine (glicoproteine, contenute nei granuli alfa delle piastrine del sangue); possono avere un potenziale terapeutico per il trattamento di malattie oculari degenerative.
In particolare attraverso una serie di esperimenti, i ricercatori hanno determinato che relativamente grandi molecole, trombospondina 1, 2 e 4, sono le principalmente responsabili dell’effetto. Queste molecole vengono rilasciate dalle cellule cerebrali chiamate astrociti e aumentano la formazione di sinapsi tra i neuroni nel cervello.

E’ eccitante che le trombospondine abbiano avuto un forte effetto sulla crescita dei neuriti“, ha detto Cagla Eroglu, coordinatore della ricerca. “I neuriti che formano nuove connessioni tra loro sono fondamentali per aiutare i neuroni a crescere di fronte a infortuni e a malattie neurodegenerative“.

Leggi abstract dell’articolo:
Human Umbilical Tissue-Derived Cells (hUTC) Promote Synapse Formation and Neurite Outgrowth via Thrombospondin Family Proteins
Sehwon Koh, Namsoo Kim, Henry H. Yin, Ian R. Harris, Nadine S. Dejneka, and Cagla Eroglu.
Journal of Neuroscience, November 25, 2015. DOI: 10.1523/JNEUROSCI.1364-15.2015

Human umbilical tissue-derived cells (hUTC) promote synapse formation and neurite outgrowth via Thrombospondin family proteins: A potential mechanism for hUTC-based therapy in retinal-degenerative diseases
Sehwon Koh; Namsoo Kim; Nadine S Dejneka; Ian R Harris; Henry H Yin; Cagla Eroglu
Invest. Ophthalmol. Vis. Sci. 2015; 56(7):2258

Fonte ed approfondimenti: Duke University

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Safe Walk – Bastone elettrico per non vedenti.

Posted by giorgiobertin su novembre 15, 2015

Il dispositivo Safe Walk intende fornire un valido aiuto alle persone non vedenti o agli ipovedenti fornendo indicazioni sensoriali sugli ostacoli presenti durante il loro cammino, sia in ambienti chiusi che all’aperto.

Fonte: Telemedicina
Video

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Un collirio per curare la cataratta.

Posted by giorgiobertin su novembre 9, 2015

La chirurgia della cataratta potrebbe presto essere un ricordo del passato. Questo è quanto emerge da due studi pubblicati sulla rivista “Science” e sulla rivista “Nature” a cura dei ricercatori dell’University of Durham.

Cataratta

Le cataratte sono regioni oscure che si sviluppano nel cristallino dell’occhio. Si formano nell’arco di parecchi anni a seguito di un’aggregazione di proteine, una volta formatesi c’è una sola soluzione: la chirurgia.
Ora secondo i ricercatori (articolo su Nature) questi aggregati possono essere sciolti in poche settimane con una sostanza chiamata lanosterolo, un precursore del colesterolo e/o diversi steroli correlati.

Negli studi si dimostra che gli steroli potrebbero aiutare nel trattamento di una serie di altre malattie umane come la cardiomiopatia e malattie neurodegenerative in cui sono coinvolte le proteine. Il meccanismo di azione è poco noto, è possibile però che tali farmaci a base di sterolo possano avere applicazioni per il trattamento del morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer e altri tipi di demenza.

Leggi abstract dell’articolo:
Pharmacological chaperone for α-crystallin partially restores transparency in cataract models
Leah N. Makley, Kathryn A. McMenimen, Brian T. DeVree, Joshua W. Goldman, Brittney N. McGlasson, Ponni Rajagopal, Bryan M. Dunyak, Thomas J. McQuade, Andrea D. Thompson, Roger Sunahara, Rachel E. Klevit, Usha P. Andley, and Jason E. Gestwicki
Science 6 November 2015: Vol. 350 no. 6261 pp. 674-677 DOI: 10.1126/science.aac9145

Supplementary Material

Lanosterol reverses protein aggregation in cataracts
Ling Zhao, Xiang-Jun Chen, Jie Zhu, Yi-Bo Xi, Xu Yang+ et al.
Nature 523, 607–611 (30 July 2015) doi:10.1038/nature14650

Fonte: University of Durham

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Primo trial per il trapianto di staminali nella retina.

Posted by giorgiobertin su settembre 30, 2015

I ricercatori del Moorfields Eye Hospital di Londra, Regno Unito hanno trapiantato con successo cellule dell’occhio derivate da cellule staminali nella retina di un paziente con degenerazione maculare umida legata all’età – age-related macular degeneration (AMD). Queste cellule sono state utilizzate per sostituire quelle nella parte posteriore dell’occhio che sono malate nell’AMD.


AMD leads to an individual’s central vision becoming blurry, dark or distorted due to damaged retinal cells.

Il primo intervento è stato eseguito con successo su un paziente lo scorso mese, i risultati saranno pubblicati entro dicembre 2015.
La tecnica utilizza cellule staminali prevenienti da un embrione, che vengono fatte differenziare in cellule dell’epitelio pigmentato retinico, lo strato di tessuto più esterno di quelli che formano la retina. Uno strato di cellule così ottenute viene quindi impiantato nell’occhio dei pazienti, con la speranza che sostituisca quelle danneggiate dalla degenerazione maculare senile, ripristinando (almeno in parte) le normali funzioni dell’occhio.
Il trial clinico (condotto su 10 pazienti), ha come obiettivo quello di dimostrare per la prima volta la reale efficacia del trattamento in termini di recupero della vista per i pazienti.

The operation is part of a programme, the London Project to Cure Blindness

Fonte ed approfondimenti: Moorfields Eye Hospital   –   BBC Health

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Primo smartwatch in braille per non vedenti.

Posted by giorgiobertin su agosto 6, 2015

Una startup coreana ha inventato un gadget capace convertire qualsiasi testo in caratteri braille. A dicembre il lancio in America e Canada a un prezzo di 272 euro. I lettori braille elettronici esistono da diverso tempo sul mercato, ma questa è la prima volta che viene creato un prodotto dalle dimensioni compatte, così piccolo da poter essere indossato sul polso.

Lo smartwatch Dot da una parte può convertire in braille qualsiasi testo: basta connetterlo tramite Bluetooth a uno smartphone per poter leggere con le dita messaggi o documenti più lunghi; dall’altra, è davvero economico a confronto dei lettori in braille già sul mercato (meno di 300 dollari contro 2500).
Naturalmente, il device funziona anche come un vero e proprio orologio.

Accedi al sito Dot: http://fingerson.strikingly.com/

Fonte: Factodesign.com

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La cataratta può essere trattata con un collirio.

Posted by giorgiobertin su luglio 24, 2015

La cataratta, una delle principali causa di cecità negli esseri umani, un giorno potrebbe essere curabile con un collirio invece che con un intervento chirurgico.

senior-eye
Surgery to treat cataracts is not available to everyone. Treatment with eye drops could be a game changer.

I ricercatori dell’Universtà di California San Diego (UCSD) e dell’Universtità di Pechino hanno dimostrato in un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” come una soluzione contenente uno steroide naturale, il Lanosterolo che può somministrato sotto forma di collirio, diminuisce la cataratta nei cani.

Il nostro studio identifica il lanosterolo come molecola chiave nella prevenzione e trattamento della cataratta.” – afferma il Professor Kang Zhang, coordinatore del progetto.
Attualmente, l’unico modo per curare la cataratta è la chirurgia. Il potenziale terapeutico del lanosterolo è stato scoperto dopo che il team ha studiato due famiglie affette da cataratta, rilevando che i membri erano portatori di mutazioni a livello di un gene coinvolto nella produzione del lanosterolo.

Leggi abstract dell’articolo:
Lanosterol reverses protein aggregation in cataracts
Ling Zhao,Xiang-Jun Chen,Jie Zhu,Yi-Bo Xi,Xu Yang,Li-Dan Hu,Hong Ouyang, Sherrna H. Patel,Xin Jin, Danni Lin,Frances Wu +al.
Nature Published online 22 July 2015

Ophthalmology: Cataracts dissolved by Hejtmancik

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Un collirio per la cura delle malattie neurodegenerative.

Posted by giorgiobertin su luglio 13, 2015

I ricercatori dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Ibcn-Cnr), guidati da Paola Tirassa, hanno dimostrato su modello animale come la somministrazione di una soluzione contente Ngf – il fattore responsabile della crescita delle cellule nervose scoperto da Rita Levi Montalcini – sia in grado di stimolare la generazione di nuovi neuroni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista European Journal of Neuroscience e potrebbe aprire nuove strade per il trattamento non invasivo delle patologie neurodegenerative.

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La somministrazione dell’Ngf avviene attraverso un collirio, i ricercatori hanno infatti dimostrato che questo trattamento è in grado di contrastare gli effetti del danno neuronale, inducendo le cellule cerebrali progenitrici presenti nel cervello a produrre nuovi neuroni.

Leggi abstract dell’articolo:
Ocular nerve growth factor administration counteracts the impairment of neural precursor cell viability and differentiation in the brain subventricular area of rats with streptozotocin-induced diabetes
Paola Tirassa, Mattia Maccarone, Valentina Carito, Sara De Nicolò and Marco Fiore
EUROPEAN JOURNAL OF NEUROSCIENCE Volume 41, Issue 9, May 2015, Pages: 1207–1218

Approfondimenti:
Eye drop NGF administration promotes the recovery of chemically injured cholinergic neurons of adult mouse forebrain
The nerve growth factor administrated as eye drops activates mature and precursor cells in subventricular zone of adult rats.

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Retinite Pigmentosa: Il ruolo delle cellule immunitarie.

Posted by giorgiobertin su luglio 9, 2015

I ricercatori del National Eye Institute coordinati dal prof. Wai T. Wong  hanno studiato la funzione protettiva di una popolazione di cellule immunitarie denominate microglia, che hanno il compito di rimuovere le cellule morte o malate fagocitandole, per difendere il sistema nervoso centrale. Nello studio è stato scoperto che possono avere un ruolo determinante nell’accelerare la progressione delle malattie retiniche degenerative, come la retinite pigmentosa.

Come riportato nello studio pubblicato sulla rivista “Nature Reports“, le microglia si infiltrano in uno strato della retina in prossimità dei fotorecettori (lo strato nucleare esterno), dove di solito non si avventurano e fagocitano i singoli bastoncelli ancora vivi, pur danneggiati dalla malattia (video). Tale funzione di “pulizia” non viene invece esercitata sui coni, ancora non intaccati dalla retinite pigmentosa nella sua fase iniziale. Secondo i ricercatori, le cellule della microglia vengono richiamate nella retina da un segnale fisiologico di stress emesso dai fotorecettori malati.

Questi risultati indicano come le strategie terapeutiche che inibiscono l’attivazione della microglia possano aiutare a rallentare il tasso di degenerazione dei fotorecettori e a garantire la visione“, ha dichiarato il prof. Wai T. Wong
Le cellule della microglia possano costituire un bersaglio per strategie terapeutiche interamente nuove – l’obiettivo è quello di arrestare la progressione delle malattie dell’occhio che possono portare alla cecità“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
7-Ketocholesterol Increases Retinal Microglial Migration, Activation, and Angiogenicity: A Potential Pathogenic Mechanism Underlying Age-related Macular Degeneration.
Indaram M‡, Ma W‡, Zhao L, Fariss RN, Rodriguez IR, Wong WT.
Scientific Reports, 2015, 5:9144.

Video from National Eye Institute

Fonte ed approfondimenti: National Eye Institute

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FDA approva un dispositivo che aiuta i ciechi a vedere con la lingua.

Posted by giorgiobertin su giugno 22, 2015

Un nuovo dispositivo che aiuta i ciechi a ‘vedere’ utilizzando la loro lingua è stato approvato dalla US Food and Drug Administration .

BrainPort-V100

Il BrainPort V100 è un dispositivo alimentato a batteria che include una videocamera montata su un paio di occhiali e un piccolo dispositivo intraorale piatto contenente una serie di elettrodi che l’utente tiene contro la propria lingua. Il software converte l’immagine catturata dalla telecamera in segnali elettrici che vengono poi inviati al dispositivo intraorale e percepiti come vibrazioni o formicolio sulla lingua dell’utente. Con la formazione e l’esperienza, l’utente impara ad interpretare i segnali per determinare la posizione, la dimensione e la forma degli oggetti, e determinare se questi sono in movimento o fermi.

Le persone non vedenti sono in grado di apprendere e interpretare i modelli di stimolazione con la loro lingua, e conoscere in questo modo l’oggetto che hanno di fronte“. – afferma il prof.  William Maisel del Centro FDA.

Gli studi hanno mostrato che il 69 per cento dei 74 soggetti che hanno completato un anno di formazione con il dispositivo hanno con successo riconoscimento gli oggetti dei test.

La commercializzazione del dispositivo nei paesi dell’Unione europea è prevista nei prossimi mesi.

FDA presse release:
FDA allows marketing of new device to help the blind process visual signals via their tongues

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Terapia genica contro una malattia ereditaria degli occhi.

Posted by giorgiobertin su maggio 3, 2015

Uno studio condotto dai ricercatori della “Perelman School of Medicine at the University of Pennsylvania” ha dimostrato che funziona la terapia genica per l’amaurosi congenita di Leber (Leber congenital amaurosis (LCA)), una malattia ereditaria che causa la perdita della vista a partire dall’infanzia: la capacità di vedere e la sensibilità della retina sono migliorate nei pazienti trattati, anche se entrambi questi vantaggi hanno raggiunto un picco di efficacia da 1 a 3 anni e dopo il trattamento sono diminuiti (ClinicalTrials.gov number, NCT00481546).

Anche se la terapia non sembra essere il trattamento permanente che speravamo, il guadagno in termini di conoscenza del decorso temporale di efficacia ottenuto da questo studio è un’opportunità per migliorarlo, in modo che si possa ottenere un ritorno della vista a lunga durata nei pazienti” – afferma il professore  Samuel G. Jacobson, oftalmologo alla University of Pennsylvania.

LCA-disorder
LCA is an inherited disorder that causes vision loss in childhood. It primarily affects the functioning of the retina, the light-sensitive tissue at the back of the eye, as shown here. Photo credit: National Eye Institute.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “New England Journal of Medicine“.

Leggi abstract dell’articolo:
Improvement and Decline in Vision with Gene Therapy in Childhood Blindness
Samuel G. Jacobson, Artur V. Cideciyan, Alejandro J. Roman, Alexander Sumaroka, Sharon B. Schwartz, Elise Heon, and William W. Hauswirth
May 3, 2015 DOI: 10.1056/NEJMoa1412965

ClinicalTrials.gov number, NCT00481546

Fonti: National Eye Institute (audio) – Perelman School of Medicine at the University of Pennsylvania

Approfondimenti:
Long-Term Effect of Gene Therapy on Leber’s Congenital Amaurosis

Editorial

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SIGN: Linee guida sul glaucoma.

Posted by giorgiobertin su marzo 26, 2015

Sono state pubblicate a cura di SIGN (Scottish Intercollegiate Guidelines Network) le linee guida sull’assistenza primaria e valutazione dei pazienti con sospetto glaucoma (malattia dell’occhio caratterizzata da una neuropatia ottica progressiva, associata alla perdita del campo visivo).

SIGN144

La linea guida sarà di particolare interesse per la comunità optometristi, medici di base e operatori sanitari ospedalieri coinvolti nella cura del glaucoma.

Scarica e leggi il documento in full text:
GLAUCOMA REFERRAL AND SAFE DISCHARGE
Guideline No.144 – ISBN 978 1 909103 36 8 – Published March 2015

PATIENT INFORMATION

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Scoperta una proteina cruciale per la visione.

Posted by giorgiobertin su marzo 5, 2015

I ricercatori del “LSU Health New Orleans Neuroscience Center of Excellence”, coordinati dal professor Nicolas Bazan, hanno scoperto una proteina della retina cruciale per la visione. La ricerca rivela i meccanismi alla base della degenerazione visiva e della cecità.

ncomms7228

Il team di ricerca ha scoperto che la proteina recettore per adiponectina, un ormone che promuove la sensibilità all’insulina coinvolto nella sindrome metabolica, ha una funzione finora non conosciuta. Il recettore regola la ritenzione DHA (acido docosaesaenoico) e la conservazione delle cellule negli occhi, ed è necessario per la funzione delle cellule fotorecettori. E’ stato scoperto che neuroprotectin D1 (NPD1), una molecola a base di DHA è compromessa (perdita o diminuzione) nei casi di retinite pigmentosa e altre malattie degenerative della retina.

Ricordiamo che DHA, che si trova in olio di pesce, è un acido grasso omega-3 essenziale ed è di vitale importanza per il corretto funzionamento del cervello. E ‘anche necessario per lo sviluppo del sistema nervoso, tra cui la visione.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Adiponectin receptor 1 conserves docosahexaenoic acid and promotes photoreceptor cell survival
Dennis S. Rice, Jorgelina M. Calandria, William C. Gordon, Bokkyoo Jun, Yongdong Zhou, Claire M. Gelfman, Songhua Li, Minghao Jin, Eric J. Knott, Bo Chang, Alex Abuin, Tawfik Issa, David Potter, Kenneth A. Platt, Nicolas G. Bazan
Nature Communications 6, Article number:6228 Published 04 March 2015

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Holoclar: un farmaco a base di staminali per i danni alla cornea.

Posted by giorgiobertin su febbraio 23, 2015

La Commissione europea ha notificato l’autorizzazione condizionata per l’immissione in commercio di Holoclar, terapia avanzata a base di cellule staminali autologhe in grado di restituire la vista a pazienti con gravi ustioni della cornea. Si tratta del primo farmaco al mondo a base di cellule staminali. E’ stato sviluppato nei laboratori di Holostem Terapie Avanzate di Modena, strettamente collegati col Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari“, una collaborazione tra pubblico e privato. Grazie alla registrazione ottenuta, il nuovo farmaco potrà essere disponibile per tutti i pazienti europei.


Seminario Prof.ssa Gabriella Pellegrini: Cellule staminali somatiche in medicina rigenerativa: il paradigma delle cellule staminali epiteliali

Holoclar è un prodotto di ingegneria dei tessuti per terapie avanzate consistente in un epitelio corneale umano autologo ricostruito ex-vivo contenente cellule staminali, indicato per la ricostruzione della superficie corneale in pazienti con mancanza di cellule staminali limbari dovuta ad ustioni oculari. E’ commercializzato da Chiesi Farmaceutici e preparato a partire dalle cellule del paziente stesso, e non presenta rischio di rigetto.

Le indicazioni: trattamento di pazienti adulti con carenza di cellule staminali limbari da moderata a severa (definita come la presenza di neovascolarizzazione superficiale cornelae in almeno due quadranti della cornea, con coinvolgimento centrale della cornea, e acutezza visiva gravemente compromessa), unilaterale o bilaterale, dovuta a ustioni ocluari fisiche o chimiche. Per la biopsia è richiesto un minimo di 1-2 mm2 di limbo non danneggiato.

CHMP summary of positive opinion for Holoclar 19/12/2014

Fonte: CHIESI Farmaceutici S.p.A

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Rigenerare la cornea con le staminali.

Posted by giorgiobertin su gennaio 31, 2015

I ricercatori del Cedars-Sinai Board of Governors Regenerative Medicine Institute  hanno ideato un nuovo modo per generare delle cellule staminali trapiantabili corneali che possono essere utilizzate per pazienti affetti da diverse forme di cecità.

SCTM

La tecnica – pubblicata sulla rivista Stem Cells Translational Medicine e già utilizzata in precedenza – consiste nel prelevare le cellule corneali staminali da una zona chiamata limbus (un anello che si trova in corrispondenza dell’iride), moltiplicarle in laboratorio e riutilizzarle nelle zone dove c’è un deficit cellulare.

La nostra ricerca – ha affermato Alexander Ljubimov, direttore dello studio – dimostra che le cellule derivate dalle staminali corneali sono candidate per generare cellule corneali in laboratorio“.
Il lavoro ha come scopo principale quello di riuscire a creare delle banche dati di staminali corneali; ricordiamo che attualmente si ricorre al trapianto di cornea.

Leggi abstract dell’articolo:
Differentiation of Human Limbal-Derived Induced Pluripotent Stem Cells Into Limbal-Like Epithelium
Dhruv Sareen, Mehrnoosh Saghizadeh, Loren Ornelas, Michael A. Winkler, Kavita Narwani, …., Alexander V. Ljubimov
Stem Cells Trans Med 2014; 3:1002-1012; first published on July 28, 2014; doi:10.5966/sctm.2014-0076

Fonte: Cedars-Sinai Medical Center (California, Usa)

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Staminali: Sicurezza e tollerabilità nell’uomo.

Posted by giorgiobertin su ottobre 15, 2014

Una nuova ricerca pubblicata su The Lancet fornisce la prima prova sulla sicurezza e tollerabilità sul medio e lungo termine del trapianto di cellule staminali embrionali umane (hESC) negli esseri umani.

Lancet141015

I ricercatori dell’Advanced Cell Technology in the USA hanno pubblicato i risultati positivi di sicurezza e tollerabilità a medio e lungo termine (fino a sei mesi post-trapianto) su 18 pazienti trattati con staminali embrionali (hESC) per la perdita di visione grave a seguito di degenerazione maculare legata all’età (AMD) e degenerazione maculare di Stargardt (SMD).
Il trattamento ha ripristinato la visione in oltre la metà dei pazienti e c’è stato un aumento della pigmentazione a livello dello strato RPE (Retinal Pigment Epithelium) dopo trapianto in 13 su 18 pazienti.

Il professor Steven Schwartz – uno degli autori afferma: I nostri risultati confermano la sicurezza e la promessa nell’uso di hESC per la perdita progressiva della vista nelle persone con malattie degenerative e segnano un passo emozionante verso l’utilizzo hESC- cellule staminali derivate  per il trattamento di vari disturbi che richiedono la riparazione o la sostituzione del tessuto“.

Leggi il full text dell’articolo:
Human embryonic stem cell-derived retinal pigment epithelium in patients with age-related macular degeneration and Stargardt’s macular dystrophy: follow-up of two open-label phase 1/2 studies.
Steven D Schwartz, Carl D Regillo, Byron L Lam, Dean Eliott, + al.
The Lancet Published online October 15, 2014 http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(14)61376-3

ClinicalTrials.gov, numbers: NCT01345006 (Stargardt’s macular dystrophy) NCT01344993(age-related macular degeneration).

Fonte ed approfondimenti: Advanced Cell Technology

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Nanoparticelle per la sindrome dell’occhio secco.

Posted by giorgiobertin su ottobre 11, 2014

Milioni di persone che soffrono di sindrome dell’occhio secco hanno come unica possibilità quella di utilizzare delle gocce di collirio con farmaco tre o quattro volte al giorno. Ora, i ricercatori dell’University of Waterloo in Canada hanno sviluppato una soluzione topica contenente nanoparticelle in grado di combattere la sindrome da occhio secco con una sola applicazione una volta alla settimana.

dry eye syndrome Credit image: Nano Research
Le nanoparticelle, circa 1/1000 del diametro di un capello umano, non irritano la superficie dell’occhio e usano solo il cinque per cento del farmaco normalmente richiesto. “Ci siamo concentrati sull’uso di nanoparticelle biocompatibili con Ciclosporina A, il farmaco attualmente utulizzato in collirio, rendendolo disponibile al bulbo oculare senza irritazione per lunghi periodi di tempo, questo dovrebbe permettere di risparmiare tempo e ridurre nei pazienti l’esposizione tossica causata da un uso eccessivo del collirio“, ha detto il Prof. Shengyan (Sandy) Liu.

Il team di ricerca si sta ora concentrando sulla preparazione di nanoparticelle gocce per le sperimentazioni cliniche con la speranza che questa terapia possa raggiungere gli scaffali delle farmacie entro tre-cinque anni.

Leggi il full text dell’articolo:
Phenylboronic acid modified mucoadhesive nanoparticle drug carriers facilitate weekly treatment of experimentally induced dry eye syndrome.
Shengyan Liu, Chu Ning Chang, Mohit S. Verma, Denise Hileeto, Alex Muntz, Ulrike Stahl, Jill Woods, Lyndon W. Jones, Frank X. Gu.
Nano Research, 2014; DOI: 10.1007/s12274-014-0547-3

Fonte: University of Waterloo

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Cecità: speranza dalle staminali.

Posted by giorgiobertin su ottobre 2, 2014

I ricercatori dell’ Università di Southampton hanno scoperto una riserva di cellule staminali in una zona dell’occhio chiamata limbus corneale. Hanno inoltre dimostrato che queste cellule, nel giusto ambiente, possono essere trasformate in cellule foto-recettori che reagiscono alla luce. Gli scienziati sperano che impiantando le cellule staminali coltivate in un occhio danneggiato si può invertire la cecità.

Eye-stem-cells

Queste cellule sono facilmente accessibili, e hanno una plasticità sorprendente, sono una risorsa attraente per terapie.” ha detto il professor Andrew Lotery, dell’Università di Southampton “Ciò contribuirebbe a evitare complicazioni come il rigetto o la contaminazione perché le cellule prelevate dall’occhio sarebbero le stesse restituite al paziente stesso. E’ necessaria ancora della ricerca prima che queste cellule possano essere utilizzate nei pazienti.”

Anche se i tempi sono lunghi, gli studi clinici dovrebbero iniziare entro cinque anni, questa è una potenziale cura per le centinaia di migliaia di persone che soffrono di degenerazione maculare e retinite pigmentosa, patologie causate dalla perdita di cellule foto-recettori nell’occhio.

Leggi il full text dell’articolo.
Adult Limbal Neurosphere Cells: A Potential Autologous Cell Resource for Retinal Cell Generation
Xiaoli Chen, Heather Thomson, Jessica Cooke, Jennifer Scott, Parwez Hossain, Andrew Lotery
PLOS ONE 9(10): e108418 published 01 Oct 2014 – 10.1371/journal.pone.0108418

Fonte: University of Southampton

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Scoperta possibile causa del glaucoma.

Posted by giorgiobertin su settembre 16, 2014

Uno studio internazionale coordinato dalla Northwestern University di Evanston indica come possibile causa del glaucoma una alterazione meccanica di alcune cellule degli occhi che diventano rigide e ostacolano il drenaggio del liquido, causando un aumento della pressione oculare.

Ricordiamo che il glaucoma è una condizione che danneggia il nervo ottico ed è la seconda causa di cecictà a livello mondiale ed è causata da un accumulo di liquido negli occhi con conseguente innalzamento della pressione. Per molti anni i ricercatori hanno cercato di scoprire che cosa causa il blocco che ferma l’umore acqueo – il liquido chiaro che nutre l’occhio.

glaucoma1

Ora lo studio condotto dal prof. Mark Johnson, presso la Northwestern University di Evanston, rivela che la causa del blocco è un difetto meccanico delle cellule endoteliali che rivestono il canale – noto come canale di Schlemm – attraverso il quale si scarica il fluido dall’occhio. Le cellule porose che rivestono le pareti del canale di drenaggio diventano troppo rigide, ed è più difficile far defluire attraverso i pori il liquido all’esterno dell’occhio. Nello studio, sono state confrontate le cellule di occhi sani e malati utilizzando la microscopia atomica, la torsione ottica con citometria magnetica, e un apparato di perfusione cellulare. La rigidità sembra essere dovuta ad un guasto meccanico cellulare dovuto ad un cambiamento di un gene chiave.

Il prof. Johnson, afferma che i farmaci che hanno come target la rigidità delle cellule che rivestono il canale di Schlemm potrebbero portare a una cura per il glaucoma.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Altered mechanobiology of Schlemm’s canal endothelial cells in glaucoma
Darryl R. Overby, Enhua H. Zhou,Rocio Vargas-Pinto, Ryan M. Pedrigi,Rudolf Fuchshofer, Sietse T. Braakman, Ritika Gupta, Kristin M. Perkumas, Joseph M. Sherwood, Amir Vahabikashi, Quynh Dang,Jae Hun Kim, C. Ross Ethier, W. Daniel Stamer, Jeffrey J. Fredberg, and Mark Johnson
PNAS 2014 ; published ahead of print September 8, 2014, doi:10.1073/pnas.1410602111
Download Supporting Information (PDF)

 

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Un display che corregge la vista.

Posted by giorgiobertin su agosto 5, 2014

I ricercatori americani del MIT Media Laboratory – University of California a Berkeley  hanno realizzato un display in grado di adattarsi ai difetti visivi degli utenti, eliminando la necessità di utilizzare occhiali o lenti a contatto.

La tecnologia utilizza l’uso di hardware 3D e algoritmi software personalizzabili. Gli occhiali da vista sono incorporati direttamente all’interno del display e l’utente non necessita più di supporti esterni (video).

Le persone sono oramai dipendenti dai display”, spiega Wetzstein, uno degli sviluppatori. Avere un tipo di schermo in grado di adattarsi alle capacità visive di ognuno rappresenterebbe un passo avanti importante per migliorare la qualità della vita di utenti affetti da miopia o presbiopia“.

Fonti ed approfondimenti: MIT Media Laboratory – University of California

Punto-informatico.it

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