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Archive for 15 Mag 2019

Terapia glaucoma: un collirio dal cordone ombelicale.

Posted by giorgiobertin su Mag 15, 2019

Un collirio per il trattamento del glaucoma, lo ha brevettato un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna dopo che il suo effetto neuroprotettivo è stato dimostrato in studi preclinici in vitro, ex vitro e in vivo.

Il nuovo prodotto si basa sulle proprietà del sangue contenuto nel cordone ombelicale. Al suo interno, infatti, gli studiosi hanno individuato una serie di fattori di crescita in grado di contrastare il glaucoma. E gli stessi effetti riparativi potrebbero essere efficaci anche su altri tipi di malattie degenerative oculari.

Glaucoma

Il glaucoma è caratterizzato da un aumento della pressione intraoculare e da fenomeni degenerativi che influenzano la testa del nervo ottico causando un progressivo deterioramento del campo visivo e danni permanenti della vista; se non curato in tempo può portare alla cecità.

Nel sangue del cordone ombelicale, e in particolare in una sua parte, il siero, ci sono una serie di fattori di crescita che sono in grado di esercitare un’azione riparatoria contrastando le malattie degenerative dell’occhio, come il glaucoma ma non solo”, sottolinea il professore dell’Università di Bologna Emilio Campos, “il prodotto potrà essere utilizzato anche su altre malattie degenerative dell’occhio”.

Scarica e leggi il documento in full text:
Topical Treatment with Cord Blood Serum in Glaucoma Patients: A Preliminary Report.
Campos E, Versura P, Giannaccare G, Terzi A, Bisti S, Di Marco S, Buzzi M.
Case Rep Ophthalmol Med. 2018 Jul 25;2018:2381296. doi: 10.1155/2018/2381296

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Cell and Tissue Research: nuova rivista open access.

Posted by giorgiobertin su Mag 15, 2019

“Cell and Tissue Research” è una rivista di lunga data che presenta articoli nelle aree della biologia molecolare, cellulare e sovracellulare. Ora Springer ha reso open access le rivista. Le aree di ricerca sono quelle della ricerca sulle cellule e sui tessuti includendo: neurobiologia, neuroendocrinologia, endocrinologia, biologia riproduttiva, sistema scheletrico e immunitario e sviluppo.

CTR

Ultimi articoli pubblicati:
Three-dimensional architecture of pericardial nephrocytes in Drosophila melanogaster revealed by FIB/SEM tomography
Yuto Kawasaki, Akira Matsumoto, Takayuki Miyaki, Mui Kinoshita (May 2019)

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Honoo Satake, Shin Matsubara, Akira Shiraishi, Tatsuya Yamamoto… (May 2019)

Circadian neurogenetics of mood disorders
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Virus bioingegnerizzati usati per combattere infezioni resistenti agli antibiotici.

Posted by giorgiobertin su Mag 15, 2019

Gli scienziati dell’Howard Hughes Medical Institute sono riusciti per primi al mondo a battere un’infezione batterica usando un virus ingegnerizzato. Questo è stato fatto in una ragazza di 15 anni con fibrosi cistica che aveva un caso grave di Mycobacterium.

3_phages
Scientists used three phages (Muddy, BPs, and ZoeJ, shown, left to right, in electron micrographs) to treat a patient’s bacterial infection. All three phages were discovered by college students (Muddy – Durban, South Africa/2010; BPs – University of Pittsburgh/2006; ZoeJ – Providence College/2012). Credit: R. M. Dedrick et al./Nature Medicine 2019

La ragazza ha ricevuto un doppio trapianto di polmone, ma poi ha sviluppato l’infezione da micobatteri che gli antibiotici non potevano uccidere. L’infezione si diffonde attraverso il corpo, sviluppandosi anche in noduli sulla pelle. Come ultima risorsa sono stati iniettati batteriofagi modificati, che sono virus che infettano i batteri. Questi virus sono stati raccolti come parte del programma SEA-PHAGES dell’Howard Hughes Medical Institute, che ha coinvolto oltre un centinaio di università.

Attraverso l’utilizzo dell’ingegneria genetica sono stati modificati due batteriofagi per renderli molto più potenti e dopo la miscela è stata iniettata per un periodo di sei settimane alla paziente. I fagi hanno funzionato quasi immediatamente e durante il trattamento di sei settimane, la paziente ha avuto una remissione completa dell’infezione. La tecnica ancora sperimentale è molto lenta e costosa, ha aperto però la strada a un nuovo standard di cura contro le infezioni resistenti ai batteri.

Leggi i full text degli articolo:

Engineered bacteriophages for treatment of a patient with a disseminated drug resistant Mycobacterium abscessus.”
Rebekah M. Dedrick et al.
Nature Medicine. Published online May 8, 2019. doi: 10.1038/s41591-019-0437-z

Phage therapy’s latest makeover
Charles Schmidt
Nature Biotechnology (2019)

Fonti:
Howard Hughes Medical Institute
Sixty seconds on . . . bacteriophages BMJ 2019; 365 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.l2183 (Published 13 May 2019)

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Generate grandi quantità di cellule staminali da piccole quantità di sangue.

Posted by giorgiobertin su Mag 15, 2019

Una scoperta dei ricercatori della Queen’s University di Belfast e del King’s College di Londra (KCL) potrebbe rivoluzionare il trattamento delle malattie cardiovascolari vascolari legate al diabete.

I ricercatori hanno sviluppato una tecnologia in grado di produrre grandi quantità di cellule staminali in breve tempo, utilizzando solo un piccolo campione di sangue. Hanno anche scoperto che le cellule staminali prodotte possono generare e sostituire le cellule danneggiate all’interno dei vasi sanguigni. Questo trattamento potrebbe prevenire una serie di complicazioni vascolari tra cui attacchi cardiaci, malattie renali, cecità e amputazioni nelle persone con diabete.

ESM1

La dott.ssa Andriana Margariti del Wellcome-Wolfson Institute for Experimental Medicine della Queen’s University di Belfast, spiega: “Essere in grado di produrre grandi quantità di cellule staminali da pochi millilitri di sangue in un breve lasso di tempo è davvero rivoluzionario. Questo potrebbe rivoluzionare il modo in cui trattiamo un vasto numero di malattie dei vasi sanguigni.”Questo studio si è concentrato sulle cellule staminali per le malattie vascolari, ma lo stesso processo può essere utilizzato per produrre cellule staminali per un numero di organi, inclusi cervello e reni, che ha enormi implicazioni per il futuro dell’assistenza sanitaria“.

I ricercatori hanno anche scoperto che l’attivazione di un particolare gene noto come Endecialial Specific Molecule 1 (ESM1) nelle cellule staminali migliora la produzione e la funzione delle cellule endoteliali di nuova generazione. Le cellule endoteliali rivestono i vasi sanguigni, fungendo da barriera protettiva; come lo strato superiore di cellule nei vasi sanguigni, sono queste cellule che si danneggiano gravemente nelle malattie cardiovascolari, e questo è spesso accelerato nei pazienti con diabete.

Lo studio preclinico, pubblicato su “Stem Cell Journals“, ha dimostrato che le cellule staminali che esprimono il gene ESM1 hanno un notevole potenziale rigenerativo e hanno aumentato significativamente il flusso sanguigno quando sono state testate su vasi sanguigni danneggiati.

Leggi il full text dell’articolo:
Enhanced Function of Induced Pluripotent Stem Cell‐Derived Endothelial Cells Through ESM1 Signaling
Marta Vilà‐González Sophia Kelaini Corey Magee Rachel Caines David Campbell Magdalini Eleftheriadou Amy Cochrane Daiana Drehmer Marianna Tsifaki Karla O’Neill Edoardo Pedrini Chunbo Yang Reinhold Medina Denise McDonald David Simpson Anna Zampetaki Lingfang Zeng David Grieve Noemi Lois Alan W. Stitt Andriana Margariti.
Stem Cells, 37: 226-239. doi:10.1002/stem.2936

Fonte: Wellcome-Wolfson Institute for Experimental Medicine della Queen’s University di Belfast

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