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Archive for 11 ottobre 2018

Un farmaco riduce il rischio cardiovascolare nei pazienti con diabete tipo 2.

Posted by giorgiobertin su ottobre 11, 2018

Un team di ricercatori ha individuato un nuovo farmaco capace di ridurre del 22 per cento il rischio di infarto del miocardio, di ictus o mortalità cardiovascolare nei pazienti affetti da diabete di tipo 2 con pregressa malattia cardiovascolare.

Lo studio denominato Harmony-Outcomes è stato coordinato dai professori Stefano Del Prato del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa e John McMurray del British Heart Foundation Cardiovascular Research Centre dell’Università di Glasgow.

Albiglutide-HARMONY

Complessivamente la ricerca, che ha coinvolto 9463 pazienti di 28 paesi diversi, ha mostrato le capacità cardioprotettive di albiglutide, un farmaco della classe degli agonisti del recettore del GLP1. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista “The Lancet“.

Siamo veramente contenti di questi risultati che forniscono un’ulteriore, solida evidenza dell’effetto cardioprotettivo di alcuni agonisti del recettore del GLP1, farmaci già impiegati per il controllo della glicemia nei pazienti con diabete tipo 2“. – afferma il prof. Stefano Del Prato.

Leggi abstract dell’articolo:
Albiglutide and cardiovascular outcomes in patients with type 2 diabetes and cardiovascular disease (Harmony Outcomes): a double-blind, randomised placebo-controlled trial
The Lancet Published:October 02, 2018DOI: https://doi.org/10.1016/S0140-6736(18)32261-X

This study is registered with ClinicalTrials.gov, number NCT02465515.

Fonte: Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa

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La fibrillazione atriale aumenta il rischio di demenza.

Posted by giorgiobertin su ottobre 11, 2018

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Neurology, i ricercatori del Karolinska Institute e dell’Università di Stoccolma, in Svezia, spiegano che la fibrillazione atriale è associata ad un aumentato rischio di sviluppare demenza di circa il 40%.

Nella Fibrillazione Atriale gli atri del cuore – o le camere che ricevono il sangue e poi lo mandano ai ventricoli, che lo pompano nel resto del corpo – battono in modo irregolare. A causa di ciò, il sangue può accumularsi nel cuore e formare coaguli, che possono successivamente circolare nel cervello, portando ad un ictus.

Spiega la dott.ssa Mozhu Ding: “In questo studio sugli adulti più anziani, abbiamo scoperto che le persone con fibrillazione atriale, un tipo particolare di battito cardiaco irregolare, possono sperimentare un declino più veloce nelle prestazioni cognitive, come pensare e memorizzare le abilità e avere un maggiore rischio di demenza rispetto a quelli senza fibrillazione atriale“.
La nostra ricerca ha mostrato un chiaro legame tra Fibrillazione Atriale e Demenza e ha scoperto che l’assunzione di anticoagulanti può effettivamente ridurre il rischio di demenza anche del 60%“.

Mentre i fluidificanti del sangue sembrano abbassare il rischio di demenza nei pazienti con fibrillazione atriale, i farmaci aumentano il rischio di sanguinamento“, ha detto Ding. “Pertanto, nelle persone anziane con fibrillazione atriale, la decisione di iniziare una terapia per la fluidificazione del sangue dovrebbe essere personalizzata.”

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Atrial fibrillation, antithrombotic treatment, and cognitive aging: a population-based study
Mozhu Ding, Laura Fratiglioni, Kristina Johnell, Giola Santoni, Johan Fastbom, Petter Ljungman, Alessandra Marengoni, Chengxuan Qiu
Neurology First published October 10, 2018, DOI: https://doi.org/10.1212/WNL.0000000000006456

Fonte: Karolinska Institute – Reuters Health

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