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Archive for 5 luglio 2018

Scoperto il meccanismo che causa metastasi al cervello.

Posted by giorgiobertin su luglio 5, 2018

Un team di ricerca internazionale composto dal gruppo di ricerca neuro-oncologica del dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino – diretto dal professor Riccardo Soffietti, e dal Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas (CNIO), spagnolo, ha scoperto che dietro la crescita delle metastasi al cervello, provenienti da tumori del polmone e della mammella, ci sarebbe un fattore molecolare, chiamato Stat3, presente nelle cellule del cervello sano.

STAT3

Nei campioni di metastasi cerebrali provenienti da interventi neurochirurgici, si è visto che i pazienti con espressione di Stat3 sugli astrociti reattivi hanno una sopravvivenza molto più breve.

Gli scienziati hanno dimostrato come la somministrazione di silibinina (estratta dal cardo mariano) in pazienti con metastasi cerebrali riduce le lesioni cerebrali senza causare effetti indesiderati, agendo proprio su STAT3.
Abbiamo dimostrato, con tutte le considerazioni implicate in uno studio di uso compassionevole come il nostro, che possiamo trattare con successo le metastasi cerebrali”, afferma il prof. Valiente. “Questo trattamento potrebbe essere valido, per qualsiasi tipo di metastasi cerebrale, indipendentemente dal tumore primario che lo ha generato”.

La prossima tappa sarà quella di verificare in studi clinici più ampi la possibilità di bloccare con farmaci specifici la Stat3 – che potrebbe rappresentare in futuro un bersaglio terapeutico – in modo da migliorare la terapia farmacologica.

La pubblicazione del lavoro è stata fatta sulla rivista “Nature Medicine“.

Leggi abstract dell’articolo:
STAT3 labels a subpopulation of reactive astrocytes required for brain metastasis
Neibla Priego, Lucía Zhu[…]Manuel Valiente
Nature Medicine Published: 11 June 2018 DOI: 10.1038/s41591-018-0044-4

Fonti: Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas (CNIO)elmundo.es

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Nuove molecole per il trattamento delle malattie autoinfiammatorie.

Posted by giorgiobertin su luglio 5, 2018

Gli scienziati del Global Health Institute, Swiss Federal Institute of Technology Lausanne (EPFL), Svizzera hanno scoperto due serie di composti a piccole molecole che possono bloccare efficacemente una via centrale del sistema immunitario innato, offrendo un nuovo modo promettente per il trattamento delle malattie autoinfiammatorie. Ricordiamo che il sistema immunitario innato può agire contro il corpo stesso, causando una serie di malattie, che vengono chiamate autoinfiammatorie.
Lo studio è pubblicato su “Nature“.

STINGCredit image Seton Hall University

Il sistema immunitario innato è la prima linea di difesa, con le cellule che identificano rapidamente gli elementi estranei, virus e batteri e organizzano un contrattacco per eliminarli. Come strategia chiave per rilevare la presenza di agenti patogeni, le cellule del sistema immunitario innato utilizzano i recettori che possono identificare il DNA microbico e, a sua volta, attivare una proteina chiamata STING (STimulator of Interferon Genes). STING attiva geni che aiutano le cellule a combattere il patogeno infettante.
I ricercatori hanno scoperto composti che legano in modo specifico STING e bloccano efficacemente la sua attività. Gli esperimenti sui topi sono stati molto positivi.

Sono stati eseguiti inoltre dei test in vitro su cellule umane coltivate con queste piccole molecole ed è stata dimostrata l’efficacia nel bloccare la versione umana di STING che supporta ulteriormente il potenziale terapeutico di questi composti nell’uomo.

Il nostro lavoro ha scoperto un meccanismo inaspettato per colpire STING e ha fornito la prima dimostrazione che le terapie anti-STING sono efficaci nella malattia autoinfiammatoria“, afferma il prof. Andrea Ablasser.

Leggi abstract dell’articolo:
Targeting STING with covalent small-molecule inhibitors
Simone M. Haag, Muhammet F. Gulen, Luc Reymond, Antoine Gibelin, Laurence Abrami, Alexiane Decout, Michael Heymann, F. Gisou van der Goot, Gerardo Turcatti, Rayk Behrendt & Andrea Ablasser
Nature Published: 04 July 2018

Fonte: Global Health Institute, Swiss Federal Institute of Technology Lausanne (EPFL)

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