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Scoperta la proteina che rallenta l’invecchiamento.

Posted by giorgiobertin su giugno 1, 2018

I ricercatori dell’University of Texas Southwestern Medical Center hanno scoperto che una mutazione della proteina denominata Beclin-1 sembrerebbe essere in grado non solo di allungare la vita, ritardando la vecchiaia, ma perfino di preservare la salute dalle malattie, più o meno gravi, a cui si va incontro in età avanzata.

levine-team
The UTSW research team that reported on autophagy in Nature includes, from left: (front) Drs. Ming Chang Hu, Beth Levine, and Orson Moe, and (back) Salwa Sebti and Álvaro Fernández.

Il meccanismo in cui questa proteina è coinvolta è quello dell’autofagia, il processo che una cellula usa per smaltire sostanze indesiderate o tossiche che possono danneggiare la salute cellulare. Più le cellule si ‘puliscono‘ più la vita sembra allungarsi e la salute migliorare. Quando si invecchia, questo processo si riduce. Una mutazione della beclin-1, allora, eviterebbe la riduzione di questo meccanismo.

In particolare la mutazione nella proteina autofagica Beclin 1, diminuisce il suo legame con un’altra proteina, Bcl-2, che normalmente inibisce la funzione di Beclin 1 nell’autofagia.
Gli esperimenti, come pubblicato sulla rivista “Nature“, hanno evidenziato che i topi con livelli persistentemente aumentati di autofagia vivono più a lungo e sono più sani.

“I risultati suggeriscono che è importante aumentare l’autofagia su base cronica per trattare malattie come la neurodegenerazione. Inoltre, rivelano un obiettivo specifico per lo sviluppo di farmaci che aumentano l’autofagia – vale a dire l’interruzione del legame di Beclin 1 con Bcl-2. Questi studi hanno importanti implicazioni per la salute umana e per lo sviluppo di farmaci per migliorarla“, afferma il dott. Beth Levine.

Leggi abstract dell’articolo:
Disruption of the beclin 1–BCL2 autophagy regulatory complex promotes longevity in mice
Álvaro F. Fernández, Salwa Sebti[…]Beth Levine
Nature Published: 30 May 2018 doi:10.1038/s41586-018-0162-7

Fonte: University of Texas Southwestern Medical Center

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