Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 460 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento
  • Annunci

Archive for 6 maggio 2018

Trovato il “tallone d’Achille” del tumore alla prostata aggressivo.

Posted by giorgiobertin su maggio 6, 2018

Gli scienziati dell’Helen Diller Family Comprehensive Cancer Center, University of California, San Francisco (UCSF), USA, coordinati dal prof. Davide Ruggero hanno scoperto che bloccando la proteina P-eIF2a si spinge il tumore a lavorare troppo fino a quando non esaurisce tutte le energie, portandolo alla morte.
Si tratta di una proteina sosia di quella prodotta dalle cellule sane in condizioni di stress. Bloccandola si innesca l’autodistruzione delle cellule malate. Negli esperimenti con topi geneticamente modificati, gli studiosi hanno dimostrato che un specifico composto riesce a bloccare la proteina P-eIF2a e portare i tumori all’autodistruzione. La riduzione della massa tumorale è stata osservata a partire dalla terza settimana dal trattamento.

Ruggero-Lab
Metastatic human prostate cancer cells transplanted into a mouse self-destruct (red) when treated with ISRIB, an experimental drug that exposes cancer cells to their full, unhealthy appetite for protein synthesis. Credit: Ruggero Lab/UCSF

I tumori più aggressivi, che formano anche metastasi“, afferma il prof. Ruggero, “devono lavorare di più rispetto ai tumori meno aggressivi, spendendo maggiori energie” e per crescere velocemente, hanno imparato a ottimizzare l’uso del carburante, senza restare a ‘secco’, grazie a questa proteina“. “Abbiamo scoperto che questi tumori hanno imparato a controllare l’attività di questa proteina che ha una funzione di freno, come fosse una soglia oltre la quale sanno di non potersi spingere. Per tale motivo questi tumori aggressivi “diventano dipendenti da questa soglia, cruciale per la loro crescita”.

Bloccando la proteina “i tumori muoiono – soiegano i ricercatori – perché lavorano troppo e non hanno più energie“. Il prossimo passo sarà sperimentare il composto sull’uomo e i ricercatori sperano di cominciare i test entro un anno.

Leggi abstract dell’articolo:
Development of a stress response therapy targeting aggressive prostate cancer
BY HAO G. NGUYEN, CRYSTAL S. CONN, YAE KYE, LINGRU XUE, CRAIG M. FORESTER, JANET E. COWAN, ANDREW C. HSIEH, JOHN T. CUNNINGHAM, CHARLES TRUILLET, FEVEN TAMEIRE, MICHAEL J. EVANS, CHRISTOPHER P. EVANS, JOY C. YANG, BYRON HANN, CONSTANTINOS KOUMENIS, PETER WALTER, PETER R. CARROLL, DAVIDE RUGGERO
Science Translational Medicine 02 May 2018: Vol. 10, Issue 439, eaar2036 DOI: 10.1126/scitranslmed.aar2036

Fonte: Helen Diller Family Comprehensive Cancer Center, University of California, San Francisco (UCSF), USA

Annunci

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »