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Archive for 3 aprile 2018

Un nuovo composto aiuta ad attivare le cellule T che combattono il cancro.

Posted by giorgiobertin su aprile 3, 2018

Un team internazionale di immunologi, biologi molecolari e chimici guidati dalla professoressa di chimica dell’University of Connecticut, Amy Howell, riporta sulla rivista “Cell Chemical Biology” la creazione di un nuovo composto che sembra avere le proprietà di stimolare le cellule T (i NKT) killer naturali, potenti armi che il sistema immunitario del nostro corpo conta per combattere le infezioni e combattere malattie come il cancro, la sclerosi multipla e il lupus.

AmyHowell
An illustration showing interactions between components of the AH10-7 compound (yellow), an immune system antigen-presenting cell (gray), and an invariant natural killer T cell (green and blue) that spark activation of iNKT cells in ‘humanized’ mice. (Image courtesy of Jose Gascon/UConn)

Il composto – una versione modificata di un ligando α-GalCer (alpha-galactosylceramides) sintetizzato in precedenza – è altamente efficace nell’attivazione di cellule iNKT umane. È anche selettivo – stimola le cellule NKT per rilasciare un insieme specifico di proteine note come citochine Th1, che stimolano l’immunità anti-tumorale. Il nuovo composto è chiamato AH10-7.

Abbiamo sintetizzato un nuovo composto, ne abbiamo dimostrato l’efficacia con i dati biologici e abbiamo imparato di più sulle sue interazioni con le proteine ​​attraverso la cristallografia a raggi X e l’analisi computazionale“, ha affermato il professore associato di chimica José Gascón. “Stiamo fornendo i protocolli in modo che altri scienziati possono razionalmente progettare molecole correlate che suscitano risposte desiderate da cellule NKT”.

Leggi abstract dell’articolo:
Dual Modifications of α-Galactosylceramide Synergize to Promote Activation of Human Invariant Natural Killer T Cells and Stimulate Anti-tumor Immunity.
Divya Chennamadhavuni, Noemi Alejandra Saavedra-Avila, Leandro J. Carreño, Matthew J. Guberman-Pfeffer, Pooja Arora, Tang Yongqing, Hui-Fern Koay, Dale I. Godfrey, Santosh Keshipeddy, Stewart K. Richardson, Srinivasan Sundararaj, Jae Ho Lo, Xiangshu Wen, José A. Gascón, Weiming Yuan, Jamie Rossjohn, Jérôme Le Nours, Steven A. Porcelli, Amy R. Howell.
Cell Chemical Biology, 2018; DOI: 10.1016/j.chembiol.2018.02.009

Fonte: University of Connecticut

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Cottura “al sangue” della carne rossa abbassa il rischio di tumore del colon-retto.

Posted by giorgiobertin su aprile 3, 2018

Da una ricerca condotta da diverse Università spagnole emergono nuovi tasselli a sostegno da un lato al consumo moderato di carni, secondo quanto consigliato dalle linee guida internazionali e, dall’altro, alla scelta oculata dei metodi di preparazione.

carne rossa

Lo studio spagnolo, multicentrico caso-controllo, ha approfondito alcuni aspetti ancora non del tutto chiari dell’associazione tra un alto consumo di carni e un aumento del rischio di tumore del colon-retto: il ruolo dei metodi di preparazione (cottura e/o lavorazione) e del tipo di carne
consumata (rossa, bianca, frattaglie). La ricerca ha analizzato le abitudini alimentari di uomini e donne tra i 20 e gli 85 anni, ricoverati in 23 ospedali su tutto il territorio spagnolo: 1.671 di loro per diagnosi di tumore del colon-retto e 3.095 per cause diverse e non tumorali.
L’indagine ha confermato l’associazione tra un alto consumo di carne e un aumento del rischio di tumore del colon-retto.

E’ stato confermato, per tutti i tipi di carne, che la cottura alla piastra/grill o barbecue è associata all’aumento del rischio per questo tipo di tumore. Importante, nel caso della carne rossa, è anche la durata della cottura: l’eccesso di rischio si ridurrebbe infatti, in entrambi i sessi, se la carne viene consumata poco cotta (al sangue).

Leggi abstract dell’articolo:cottura “al sangue” della carne rossa
Meat intake, cooking methods and doneness and risk of colorectal tumours in the Spanish multicase-control study (MCC-Spain).
de Batlle J, Gracia-Lavedan E, Romaguera D, Mendez M, Castaño-Vinyals G, Martín V et al.
Eur J Nutr. 2018 Mar;57(2):643-653. doi: 10.1007/s00394-016-1350-6. Epub 2016 Nov 24.x

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Cancro: relazione tra i batteri intestinali ed efficacia dell’immunoterapia.

Posted by giorgiobertin su aprile 3, 2018

Secondo una nuova ricerca della Perelman School of Medicine presso l’Università della Pennsylvania, la composizione dei batteri nel tratto gastrointestinale può contenere indizi per aiutare a prevedere quali pazienti oncologici sono più propensi a beneficiare delle terapie cellulari personalizzate (terapia T-cellulare adottiva (ACT)) che hanno dimostrato una promessa senza precedenti nella lotta contro i tumori difficili da trattare.

Come riportato sulla rivista “Journal of Clinical Investigation Insights“, l’efficacia della terapia T-cellulare adottiva (ACT) nei topi affetti da cancro è significativamente influenzata dalle differenze nella composizione naturale di batteri intestinali.

Facciabene gut bacteria
Bacterial taxa observed in Jackson and Harlan mice at 7 days and 21 days following ACT. (Credit: Andrea Facciabene, Perelman School of Medicine, University of Pennsylvania; JCI)

La terapia T-cellulare adottiva (ACT) arruola il sistema immunitario di un paziente per combattere malattie come il cancro e alcune infezioni. Le cellule T di un paziente sono raccolte e cresciute in laboratorio per aumentare il numero di cellule T che uccidono il tumore. Le cellule vengono quindi restituite al paziente come rinforzo al corpo.

La risposta microbiota-dipendente all’ACT è stata dimostrata con successo nei topi e la modulazione con antibiotici specifici può essere utilizzata per aumentare l’efficacia dell’ACT“, ha detto il prof. Andrea Facciabene.

Leggi abstract dell’articolo:
Gut microbiota modulates adoptive cell therapy via CD8α dendritic cells and IL-12.
Mireia Uribe-Herranz, Kyle Bittinger, Stavros Rafail, Sonia Guedan, Stefano Pierini, Ceylan Tanes, Alex Ganetsky, Mark A. Morgan, Saar Gill, Janos L. Tanyi, Frederic D. Bushman, Carl H. June, Andrea Facciabene.
JCI Insight, 2018; 3 (4) DOI: 10.1172/jci.insight.94952

Fonte: Perelman School of Medicine presso l’Università della Pennsylvania

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ASCO: nuove opzioni per il cancro alla prostata metastatico.

Posted by giorgiobertin su aprile 3, 2018

L’aggiunta di docetaxel o abiraterone (Zytiga) alla tradizionale terapia di deprivazione androgenica (ADT) ha migliorato significativamente la sopravvivenza generale negli uomini con neoplasia prostatica resistente alla mastecografia non diagnosticata (mnCRPC), secondo una nuova linea guida dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

JCO

Dai risultati di due studi randomizzati (The CHAARTED trial  –  LATITUDE randomized trial) è stato dimostrato che i pazienti trattati con abiraterone più ADT vivevano più a lungo di quelli trattati con ADT da solo.

Leggi il documento in full text:
Optimizing Anticancer Therapy in Metastatic Non-Castrate Prostate Cancer: American Society of Clinical Oncology Clinical Practice Guideline
Michael J. Morris, R. Bryan Rumble, Ethan Basch, Sebastien J. Hotte, Andrew Loblaw, Dana Rathkopf, Paul Celano, Rick Bangs, and Matthew I. Milowsky
Journal of Clinical Oncology Published online ahead of print April 2, 2018, DOI: 10.1200/JCO.2018.78.0619

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Molecular Medicine: nuova rivista open access.

Posted by giorgiobertin su aprile 3, 2018

Molecular Medicine è una rivista ad accesso aperto che pubblica recenti scoperte che chiariscono la patogenesi della malattia a livello molecolare o fisiologico, che può portare alla progettazione di strumenti specifici per la diagnosi, il trattamento o la prevenzione della malattia.

MM

Molecular Medicine è stata fondata nel 1994 e trasferita a BMC (BioMedCentral) dal Feinstein Institute Press nel 2017. Un archivio di tutti i contenuti precedentemente pubblicati in Molecular Medicine sarà presto disponibile sulla piattaforma open access BMC.

Accedi alla rivista: https://molmed.biomedcentral.com/

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