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Archive for gennaio 2018

Odontoiatria, linee guida nazionali per la diagnosi radiologica in età evolutiva.

Posted by giorgiobertin su gennaio 31, 2018

Sono state pubblicate a cura del Gruppo tecnico sull’odontoiatria (GTO), operante presso l’Ufficio 2 del Segretariato generale del Ministero della Salute, le “Linee guida nazionali per la diagnostica radiologica odontoiatrica negli individui in età evolutiva“.

LG DIAGN RAD

Le raccomandazioni consentono al sanitario di individuare, tra le apparecchiature radiologiche in uso in ambito odontoiatrico (radiografici per endorali, ortopantomografi, cefalometri e Cone Beam Computed Tomography (CBCT)), quelle più utili per la risoluzione di specifici quesiti diagnostici, garantendo inoltre il minimo rischio di esposizione a radiazioni ionizzanti, nel rispetto del principio As Low As Reasonably Achievable (ALARA).

Scarica e leggi il documento in full text:
Linee guida nazionali per la diagnostica radiologica odontoiatrica in età evolutiva
G. Nicoletti, C. Arcuri, P. Attanasi, G. Carnevale, B. Condorelli, P. De Logu, R.
Gatto, E. Gherlone, G. Marzo, A. Federici, M. Nardone, G. Prada, G. Renzo, L. Strohmenger.

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Creato dispositivo tascabile per mappare il genoma umano.

Posted by giorgiobertin su gennaio 31, 2018

Un team di scienziati delle Università di Birmingham, Nottingham, East Anglia, California, Salt Lake City, British Columbia e Toronto, oltre al National Human Genome Research Institute del NIH coordinati dal prof. Nicholas Loman, ha sviluppato un dispositivo “MinION – sequencer Minion Oxford Nanopore Technologies” per mappare il genoma umano, tanto piccolo da stare nel palmo di una mano: è stato ideato e sperimentato per sequenziare e poi ri-assemblare un intero genoma umano. (video)


Scientists have used a pocket-sized DNA-scanner to sequence the most complete human genome ever assembled with a single device.
The £700 ($1,000) portable gadget, which is no bigger than a mobile phone, could one day help us detect diseases in real-time.

Il ‘mappatore’ portatile a nanopori permette di sequenziare e assemblare un genoma umano, producendo dati che hanno consentito di analizzare regioni del Dna precedentemente non trattabili, con un’elevata accuratezza, un’eccezionale rapidità e costi molto contenuti.

Siamo passati da una situazione in cui potevi mappare il genoma solo con una grande quantità di denaro e in laboratori sofisticati, a una in cui puoi letteralmente tenere la mappatura del genoma in tasca, proprio come un telefonino“, spiega il Professor Nick Loman dell’Institute of Microbiology and Infection at the University of Birmingham. “Questo ci dà l’eccitante opportunità di iniziare a considerare la mappatura del Dna come uno strumento di routine, qualcosa che alcune persone potranno fare a casa“.

Le caratteristiche del dispositivo sono state pubblicate sulla rivista “Nature Biotechnology“.

Leggi abstract dell’articolo:
Nanopore sequencing and assembly of a human genome with ultra-long reads
Miten Jain, Sergey Koren, Karen H Miga, Josh Quick, Arthur C Rand, Thomas A Sasani, John R Tyson, Andrew D Beggs, Alexander T Dilthey, Ian T Fiddes, Sunir Malla, Hannah Marriott, Tom Nieto, Justin O’Grady, Hugh E Olsen, Brent S Pedersen, Arang Rhie, Hollian Richardson, Aaron R Quinlan, Terrance P Snutch, Louise Tee, Benedict Paten, Adam M Phillippy, Jared T Simpson, Nicholas J Loman & Matthew Loose
Nature Biotechnology Published online:29 January 2018 doi:10.1038/nbt.4060

MinION – sequencer Minion Oxford Nanopore Technologies

Fonte: University of Birmingham

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La realtà aumentata aiuta i chirurghi a ricollegare i vasi sanguigni.

Posted by giorgiobertin su gennaio 31, 2018

L’utilizzo della realtà aumentata nella sala operatoria potrebbe aiutare i chirurghi a migliorare l’esito della chirurgia ricostruttiva per i pazienti.

In una serie di procedure condotte da un team dell’Imperial College di Londra al St. Mary’s Hospital, i ricercatori hanno dimostrato per la prima volta come i chirurghi possono utilizzare le cuffie Microsoft HoloLens mentre operano su pazienti sottoposti a chirurgia ricostruttiva degli arti inferiori.


The surgeon’s view. Credit: ‘Philip Pratt, et al. Eur Radiol Exp, 2018’

Il team di Imperial ha utilizzato la tecnologia per sovrapporre le immagini delle scansioni TC – compresa la posizione delle ossa e dei vasi sanguigni chiave – sulla gamba di ciascun paziente, in effetti consentendo al chirurgo di “vedere attraverso” l’arto durante l’intervento.
Siamo uno dei primi gruppi al mondo ad utilizzare con successo gli HoloLens in sala operatoria“, ha affermato il prof. Philip Pratt.

Attraverso questa serie iniziale di casi di pazienti abbiamo dimostrato che la tecnologia è praticabile e che può fornire un beneficio al team chirurgico. Con gli HoloLens, guardi la gamba e in sostanza la vedi all’interno. Vedi le ossa, il corso dei vasi sanguigni e puoi identificare esattamente dove si trovano gli obiettivi“, spiega il prof. Pratt.

I ricercatori nel lavoro pubblicato sulla rivista “European Radiology Experimental“, sono fiduciosi che, una volta perfezionato, l’approccio potrebbe essere applicato ad altre aree della chirurgia ricostruttiva che richiedono lembi di tessuto, come la ricostruzione del seno dopo mastectomia.

Scarica e leggi il documento in full text:
Through the HoloLens™ looking glass: augmented reality for extremity reconstruction surgery using 3D vascular models with perforating vessels
Philip Pratt, Matthew Ives, Graham Lawton, Jonathan Simmons, Nasko Radev, Liana Spyropoulou and Dimitri Amiras
European Radiology Experimental 20182:2 Published on: 31 January 2018 https://doi.org/10.1186/s41747-017-0033-2

Fonte: Imperial College di Londra al St. Mary’s Hospital

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Creato il «correttore» perfetto del Dna malato.

Posted by giorgiobertin su gennaio 31, 2018

La tecnica di “taglia e cuci del Dna”, conosciuta con la sigla Cripsr-Cas9, si sta perfezionando. Al Cibio dell’Università di Trento si è trovato il modo di renderlo un’arma di precisione pressoché assoluta, che spara un solo proiettile e uccide il Dna malato. Uno strumento preciso capace di eliminare il Dna difettoso. “Un enzima di affidabilità assoluta, che effettua il cambiamento solo nel punto stabilito“, affermano i ricercatori.

Secondo lo studio, pubblicato su “Nature Biotechnology“, il genome editing sarà utilizzabile per la correzione delle alterazioni presenti, ad esempio in malattie genetiche e tumori.


Università Trento, scoperta molecola che uccide il Dna malato

La scoperta dei ricercatori trentini sta nel fatto di avere “costruito” un Cas9, chiamato evo-Cas9, capace di entrare in azione, cioè di tagliare il frammento di Dna (cioè il gene) soltanto quando l’Rna lo identifica con una precisione assoluta. “In questo momento la nostra evoCas9 è la macchina molecolare migliore al mondo per il genome editing” sottolineano i ricercatori.

evoCas9 è stata sviluppata sottoponendo Cas9 a una evoluzione darwiniana in provetta, da qui il nome evoCas9. Cas9 nasce nei batteri, dove la sua imprecisione è un vantaggio perché funziona come una sorta di sistema immunitario contro i DNA estranei che, tagliando qua e là, inattiva meglio il nemico. La nostra intuizione è stata di fare evolvere Cas9 in cellule non batteriche, i lieviti, che sebbene semplici sono molto più vicine a quelle umane. Qui l’abbiamo fatta diventare ciò che ci interessa sia: un cesello che intarsia solo dove deve, un’arma di precisione che colpisce in un punto e risparmia tutto il resto. Questo renderà il suo impiego nella clinica finalmente sicuro”. – Spiega la professoressa del CIBIO Anna Cereseto.

Gli ambiti di applicazione del “correttore perfetto” evoCas9 non si limitano alle malattie genetiche e ai tumori, ma si estendono agli altri settori non medici in cui il genome editing è ormai essenziale: il miglioramento delle piante di interesse alimentare e degli animali da allevamento.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
A highly specific SpCas9 variant is identified by in vivo screening in yeast
Antonio Casini, Michele Olivieri, Gianluca Petris, Claudia Montagna, Giordano Reginato, Giulia Maule, Francesca Lorenzin, Davide Prandi, Alessandro Romanel, Francesca Demichelis, Alberto Inga & Anna Cereseto
Nature Biotechnology Published online: 29 January 2018 doi:10.1038/nbt.4066

Fonte: CIBIO – Centro di biologia integrata dell’Università di Trento

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Una mutazione genetica innesca la malattia immunitaria.

Posted by giorgiobertin su gennaio 30, 2018

Gli scienziati del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center – USA, hanno scoperto come una mutazione genetica influenzi la funzione delle cellule T per promuovere i disordini immunitari e quindi hanno testato un trattamento basato sulla scoperta, con successo, fissando cellule immunitarie donate da un ragazzo di 16 anni con un livello anormalmente basso di globuli bianchi chiamato linfopenia.

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La scoperta è incentrata su mutazione del gene Gimap5, che è importante per la formazione in buona salute e la funzione di T CD4 + cellule , uno dei super soldati del sistema immunitario contro le infezioni e le malattie.
La proteina associata al gene Gimap5 (GTPase of immunity-associated protein 5), è importante perché regola una proteina che inattiva un enzima chiamato GSK3, hanno detto i ricercatori. Se GSK3 non viene disattivato, provoca danni al DNA nelle cellule T che si stanno espandendo, causando la sopravvivenza e il corretto funzionamento delle cellule.

I nostri dati suggeriscono che gli inibitori della GSK3 miglioreranno la sopravvivenza e la funzione delle cellule T e potrebbero prevenire o correggere i disturbi immuno-correlati nelle persone con mutazioni di perdita di funzione Gimap5“, ha detto il prof. Kasper Hoebe.

Ricordiamo che gli inibitori GSK3 sono già utilizzati per il trattamento di altre malattie come l’Alzheimer, i disturbi dell’umore e il diabete mellito.

Leggi il full text dell’articolo:
Gimap5-dependent inactivation of GSK3β is required for CD4+ T cell homeostasis and prevention of immune pathology,
Andrew R. Patterson, Mehari Endale, Kristin Lampe, Halil I. Aksoylar, Aron Flagg, Jim R. Woodgett, David Hildeman, Michael B. Jordan, Harinder Singh, Zeynep Kucuk, Jack Bleesing & Kasper Hoebe
Nature Communications (2018) Published online:DOI: 10.1038/s41467-018-02897-7

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OMS: Rapporto sulle infezioni resistenti agli antibiotici.

Posted by giorgiobertin su gennaio 30, 2018

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) lancia l’allarme sull’aumento delle infezioni resistenti agli antibiotici. Secondo il primo rapporto dell’Oms sulla sorveglianza dell’antibioticoresistenza del sistema Global Antimicrobial Surveillance System (Glass), nel mondo si contano almeno mezzo milione di casi, ma la stima è molto inferiore ai dati reali.

Secondo il rapporto, i batteri resistenti più comunemente riportati sono Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae e Salmonella spp.
L’Italia, che presto dovrebbe aderire al programma Glass, è ai primi posti in Europa per consumo di antibiotici negli animali e al secondo posto per consumo nell’uomo, oltre a essere tra i Paesi con la prevalenza maggiore di ceppi resistenti (Escherichia Coli, Klebsiella Pneumoniae, Staphylococcus Aureus), che si è attestata tra il 25% e il 50% nel 2015.

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Secondo quanto già riferito dall’Oms, la resistenza agli antibiotici è una delle principali minacce alla salute pubblica e, se non si troverà un rimedio a questo, da qui al 2050 i “superbatteri”, saranno responsabili di almeno 10 milioni di decessi all’anno nel mondo, più di quelli dovuti al cancro. Ma già nel 2025 nella sola Europa si prevedono un milione di morti per la resistenza agli antibiotici, per questo servono urgenti politiche di ricerca e di investimento per rendere disponibili nuovi farmaci efficienti, economici e soprattutto a disposizione di tutti.

Il rapporto è un primo passo fondamentale per migliorare la nostra comprensione dell’entità della resistenza antimicrobica. La sorveglianza è agli inizi, ma è fondamentale svilupparla se vogliamo anticipare e affrontare una delle più grandi minacce alla salute pubblica globale“, afferma il prof. Carmem Pessoa-Silva, che coordina il sistema di sorveglianza Glass.

IL progetto GLASS alla fine incorporerà informazioni provenienti anche da altri sistemi di sorveglianza correlati alla resistenza antimicrobica nell’uomo, come nella catena alimentare, il monitoraggio del consumo di antimicrobici. Tutti i dati prodotti da GLASS sono disponibili gratuitamente online e verranno aggiornati regolarmente.

Scarica e leggi il rapporto in full text:
Global antimicrobial resistance surveillance system (GLASS) report
Early implementation 2016-2017
Publication date: 29 January 2018
Languages: English
ISBN: 978-92-4-151344-9

Fonte: Whonews release – Pharmastar

Portale GLASS

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NICE: Linee guida sulla diagnosi e gestione della Degenerazione Maculare Senile.

Posted by giorgiobertin su gennaio 29, 2018

Sono state pubblicate a cura di NICE le linee guida aggiornate sulla Degenerazione Maculare Senile negli adulti. Il documento ha lo scopo di migliorare la velocità di diagnosi e trattamento per prevenire la perdita della vista.

Scarica e leggi il documento in full text:
Age-related macular degeneration
NICE guideline [NG82] Published date: January 2018

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Un enzima che lega lo zucchero favorisce il cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su gennaio 29, 2018

I ricercatori hanno identificato un enzima che è assente nel tessuto sano del colon ma abbondante nelle cellule del cancro del colon, secondo un rapporto pubblicato sulla rivista “Journal of Biological Chemistry.

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The enzyme GalNAc-T6 is selectively up-regulated in colon adenocarcinomas, and its expression is associated with a cancer-like growth pattern.
CREDIT: Kirstine Lavrsen, University of Copenhagen

Il team di Hans Wandall dell’Università di Copenhagen ha studiato un gruppo di 20 enzimi che avviano il primo passo in un particolare tipo di modifica dei glicani chiamata glicosilazione di tipo GalNAc. Questi enzimi, chiamati galNAc transferasi (GalNAc -Ts) sono presenti in quantità diverse in diversi tessuti, ma le loro funzioni non sono ancora state ben comprese.

La squadra di Wandall, guidata dalla dott.ssa Kirstine Lavrsen, ha scoperto che uno degli GalNAc-Ts, chiamato GalNAc-T6 è assente nel tessuto sano del colon ma abbondante nelle cellule del cancro del colon.
Quando guardiamo alla crescita tridimensionale di una linea di cellule cancerose con GalNAc-T6, vediamo che essa può formare strutture tubulari con formazione di qualcosa che assomiglia al tessuto del cancro del colon”, ha detto il prof. Wandall. “Quando eliminiamo GalNAc-T6, improvvisamente la formazione del tessuto cambia per assomigliare più alle strutture che si trovano in un colon sano“.

Leggi abstract dell’articolo:
De novo expression of human polypeptide N-acetylgalactosaminyltransferase 6 (GalNAc-T6) in colon adenocarcinoma inhibits the differentiation of colonic epithelium
Kirstine Lavrsen, Sally Dabelsteen, Sergey Y. Vakhrushev, Asha M. R. Levann, Amalie Dahl Haue, August Dylander, Ulla Mandel, Lars Hansen, Morten Frödin, Eric P. Bennett and Hans H. Wandall
The Journal of Biological Chemistry January 26, 2018 doi: 10.1074/jbc.M117.812826

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Researcher Academy: Moduli di e-learning gratuiti per ricercatori.

Posted by giorgiobertin su gennaio 28, 2018

Researcher Academy è una nuova piattaforma di proprietà dell’editore Elsevier di orientamento e consulenza di carriera per i ricercatori. Il percorso si articola in 5 step con moduli e argomenti:

  • Preparazione alla ricerca (6 moduli – 2 argomenti);
  • Scrivere per la ricerca (15 moduli – 4 argomenti);
  • Processo di pubblicazione (23 moduli – 5 argomenti);
  • Revisione tra pari (12 moduli – 3 argomenti);
  • Comunicare la ricerca (7 moduli – 2 argomenti)

Researcher Academy

Accedi al piattaforma: Researcher Academy

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AASLD: Linee guida sulla diagnosi e trattamento del cancro al fegato.

Posted by giorgiobertin su gennaio 27, 2018

Sono state aggiornate a cura dell’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD) le nuove linee guida per la diagnosi e il trattamento della malattia del fegato grasso non alcolico e del cancro al fegato, o carcinoma epatocellulare (HCC).

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I documenti pubblicati sulla rivista “Hepatology” aiuteranno a migliorare la diagnosi e il trattamento dei pazienti con cancro al fegato e pazienti con steatosi epatica non alcolica (NAFLD), che può portare al cancro del fegato ed è caratterizzata dall’accumulo di grasso in più nelle cellule del fegato, spesso a causa dell’obesità e del diabete.

Per quanto riguarda la diagnosi, questo documento fornisce una guida ai medici con informazioni aggiornate sull’elaborazione di soggetti con sospetta NAFLD, incluso quando considerare la biopsia epatica. Elabora anche test non invasivi per NAFLD“, precisa il prof. Naga Chalasani. “Negli ultimi 5 anni dalla linea guida del 2012, ci sono stati importanti sviluppi nella nostra comprensione relativi alla valutazione non invasiva con elastografia transitoria controllata da vibrazione e elastografia a risonanza magnetica.“.

Gli esperti presentano anche raccomandazioni ufficiali dell’AASLD sulla sorveglianza, la diagnosi e il trattamento dell’HCC in una linea guida pratica aggiornata.

Scarica e leggi i documenti in full text:
The Diagnosis and Management of Nonalcoholic Fatty Liver Disease: Practice Guidance From the American Association for the Study of Liver Diseases.
Naga Chalasani, Zobair Younossi, Joel E. Lavine, Michael Charlton, Kenneth Cusi, Mary Rinella, Stephen A. Harrison, Elizabeth M. Brunt, and Arun J. Sanyal.
Hepatology; DOI: 10.1002/hep.29367

AASLD Guidelines for the Treatment of Hepatocellular Carcinoma.
Juie K. Heimbach, Laura M. Kulik, Richard Finn, Claude B. Sirlin, Michael Abecassis, Lewis R. Roberts, Andrew Zhu, M. Hassan Murad, and Jorge Marrero.
Hepatology DOI: 10.1002/hep.29086

Therapies for Advanced Stage Hepatocellular Carcinoma with Macrovascular invasion or Metastatic Disease: A Systematic Review and Meta-analysis.
Richard S. Finn, Andrew X. Zhu, Wigdan Farah, Jehad Almasri, Feras Zaiem, Larry J Prokop, Mohammad Hassan Murad, MD, and Khaled Mohammed.
HEPATOLOGY, VOL. 67, NO. 1, 2018

 

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NICE: linea guida sul trattamento del mal di gola acuto.

Posted by giorgiobertin su gennaio 26, 2018

NICE (The National Institute for Health and Care Excellence) ha pubblicato questa linea guida che stabilisce una strategia di prescrizione antimicrobica per il mal di gola acuto. Ha lo scopo di limitare l’uso di antibiotici e ridurre la resistenza antimicrobica. Il mal di gola acuto è spesso causato da un virus, dura circa una settimana e la maggior parte delle persone guarisce senza antibiotici. Sospendere gli antibiotici raramente porta a complicazioni.

NICE-Sore

Scarica eleggi il documento in full text:
Sore throat (acute): antimicrobial prescribing
NICE guideline [NG84] Published date: January 2018

NICE interactive flowchart – Self-limiting respiratory tract infections – antibiotic prescribing

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Realtà aumentata consente di vedere sotto la pelle dei pazienti senza il bisturi.

Posted by giorgiobertin su gennaio 25, 2018

La nuova tecnologia sta portando il potere della realtà aumentata nella pratica clinica. Il sistema, denominato ProjectDR,  realizzato dai ricercatori dell’University of Alberta – Canada, consente di visualizzare immagini mediche come scansioni TC e dati RM direttamente sul corpo del paziente.


ProjectDR is an augmented reality system that allows medical images such as CT scans and MRI data to be displayed directly on a patient’s body in a way that moves as the patient does.

Volevamo creare un sistema che mostrasse ai clinici l’anatomia interna di un paziente nel contesto del corpo“, ha spiegato Ian Watts, sviluppatore di ProjectDR.
La tecnologia include un sistema di rilevamento del movimento che utilizza telecamere a infrarossi e marker sul corpo del paziente, oltre a un proiettore per visualizzare le immagini. Ma la parte davvero difficile, ha spiegato Watts, consiste nel tenere correttamente la traccia dell’immagine sul corpo del paziente anche mentre avvengono degli spostamenti (video).

Ci sono molte applicazioni per questa tecnologia, tra cui l’insegnamento, la fisioterapia, la chirurgia laparoscopica e persino la pianificazione chirurgica“, afferma Watts.

Presto, distribuiremo ProjectDR in una sala operatoria in un laboratorio di simulazione chirurgica per testare i pro e i contro nelle applicazioni chirurgiche della vita reale“, ha detto il prof. Boulanger. “Stiamo anche conducendo studi pilota per testare l’usabilità del sistema per l’insegnamento delle procedure chiropratiche e di terapia fisica.”

Scarica e leggi il documento del progetto:
ProjectDR: Augmented Reality System for Displaying Medical Images Directly onto a Patient
Ian Watts, Pierre Boulanger, Greg Kawchuk
Proceedings of ACM VRST conference, Gothenburg, Sweden, November 2017 (VRST’17), 2 pages. https://doi.org/10.1145/3139131.3141198

Mp4 (0:55) (5.76 MB)

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Cancro al pancreas: il virus influenzale modificato distrugge i tumori.

Posted by giorgiobertin su gennaio 25, 2018

I ricercatori del Barts Cancer Institute alla Queen Mary University di Londra nel Regno Unito hanno modificato un virus dell’influenza e l’hanno usato per colpire con successo le cellule di cancro del pancreas.

Bacterial cell or virus,

Bacterial cell or virus

Al fine di evitare la resistenza ai farmaci, i ricercatori stanno studiando l’uso di virus mutati per colpire le cellule tumorali pancreatiche in modo più preciso. Con questo obiettivo un team di ricercatori guidati dal prof. Gunnel Halldén, della Queen Mary University, si è proposto di modificare geneticamente un virus influenzale.

A differenza delle cellule pancreatiche sane, le cellule del cancro del pancreas contengono una molecola chiamata αvβ6 [alfa v beta 6]. I ricercatori hanno alterato geneticamente il virus dell’influenza per contenere una proteina extra che si lega all’alfa v beta 6. Quando il virus dell’influenza accede alla cellula cancerosa, si moltiplica all’interno della cellula, facendola infine scoppiare e distruggendola.

Il team ha testato questo nuovo approccio nel modello murino con cellule tumorali umane e ha scoperto che il virus modificato ha fermato con successo la crescita del cancro.

Se riusciremo a confermare questi risultati negli studi clinici sull’uomo“, afferma la Dott.ssa  Stella Man, “allora questo potrebbe diventare un nuovo trattamento promettente per i pazienti con cancro al pancreas, [che] potrebbe essere combinato con farmaci chemioterapici esistenti per uccidere le cellule tumorali perseveranti“.  A breve partiranno gli studi clinici sull’uomo.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Molecular Cancer Therapeutics“.

Leggi abstract dell’articolo:
The Novel Oncolytic Adenoviral Mutant Ad5-3Δ-A20T Retargeted to αvβ6 Integrins Efficiently Eliminates Pancreatic Cancer Cells
Y. K. Stella Man, James A. Davies, Lynda Coughlan, Constantia Pantelidou, Alfonso Blázquez-Moreno, John F. Marshall, Alan L. Parker and Gunnel Halldén
Mol Cancer Ther January 24 2018 DOI: 10.1158/1535-7163.MCT-17-0671

Fonte: Barts Cancer Institute

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Linee guida sui trattamenti dei pazienti con ictus.

Posted by giorgiobertin su gennaio 25, 2018

Sono state pubblicate a cura dell’American Heart Association/American Stroke Association delle nuove linee guida sul trattamento dell’ictus ischemico acuto, il tipo più comune di ictus, quello causato da un coagulo di sangue che riduce o interrompe il flusso di sangue a una porzione del cervello.

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Le linee guida raccomandano che più persone colpite da ictus dovrebbero essere sottoposte ad una procedura chiamata trombectomia meccanica, in cui i medici rimuovono i coaguli di sangue usando un dispositivo infilato attraverso un vaso sanguigno. Inoltre, le linee guida suggeriscono che più persone dovrebbero essere considerate eleggibili per un farmaco per la riduzione del coagulo chiamato alteplase.

Alcuni pazienti possono ora avere la rimozione del coagulo meccanico fino a 24 ore dopo dall’inizio dei sintomi. Il limite delle precedenti linee guida era di sei ore. La procedura di recupero del coagulo richiede ad un medico di infilare un catetere attraverso un’arteria, utilizzando un dispositivo che raggiunga e rimuova il coagulo. Questo se il coagulo di sangue è in una grande arteria all’interno della testa che fornisce parte del cervello. Questo tipo di coaguli potrebbe non rispondere bene ai farmaci per via endovenosa, e possono causare gravi complicazioni come il gonfiore del cervello portando ad una considerevole disabilità o morte.

Il farmaco Alteplase è stato approvato per il trattamento dell’ictus ischemico nel 1996 e rimane l’unico farmaco approvato dalla FDA per sciogliere i coaguli. Alteplase è in una classe di farmaci noti come attivatori del plasminogeno tissutale (o tPA). È stato dimostrato che riduce la disabilità quando viene somministrato tempestivamente.

Le nuove linee guida sono state pubblicate sulla rivista “Stroke dell’American Heart Association. Sulla base di una revisione di oltre 400 studi di ricerca, le linee guida sostituiscono le precedenti del 2013.

Scarica e leggi il documento in full text:
2018 Guidelines for the Early Management of Patients With Acute Ischemic Stroke: A Guideline for Healthcare Professionals From the American Heart Association/American Stroke Association
William J. Powers, Alejandro A. Rabinstein, Teri Ackerson, Opeolu M. Adeoye, Nicholas C. Bambakidis, Kyra Becker, José Biller, Michael Brown, Bart M. Demaerschalk, Brian Hoh, Edward C. Jauch, Chelsea S. Kidwell, Thabele M. Leslie-Mazwi, Bruce Ovbiagele, Phillip A. Scott, Kevin N. Sheth, Andrew M. Southerland, Deborah V. Summers, David L. Tirschwell and on behalf of the American Heart Association Stroke Council
Stroke. 2018;STR.0000000000000158, originally published January 24, 2018 https://doi.org/10.1161/STR.0000000000000158

Fonte: ‘American Heart Association

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I segreti della proteina della longevità.

Posted by giorgiobertin su gennaio 24, 2018

Prendono il nome dalla dea greca che filava il filo della vita, le proteine ​​Klotho svolgono un ruolo importante nella regolazione della longevità e del metabolismo.
I ricercatori della University of Yale hanno rivelato la struttura tridimensionale di una di queste proteine, la beta-Klotho, illuminando il suo intricato meccanismo e potenziale terapeutico.


Study reveals secrets of hormone that binds to ‘longevity’ protein: Structure of extracellular domain of beta-Klotho ‘longevity’ protein bound to FGF21 hormone unveils critical molecular interactions required for hormone binding and cell activation. Beta-Klotho is green, FGF21 is salmon and nanobody (chaperone used for crystallization) is orange.

La famiglia Klotho di due proteine ​​recettrici si trova sulla superficie delle cellule di specifici tessuti. Le proteine ​​si legano a una famiglia di ormoni, denominati FGF endocrini, che regolano i processi metabolici critici nel fegato, nei reni e nel cervello, tra gli altri organi. Per capire come funziona beta-Klotho, il team di ricerca ha utilizzato la cristallografia a raggi X, una tecnica che fornisce visualizzazioni tridimensionali ad alta risoluzione di queste proteine.

Avendo districato la struttura della beta-Klotho, il prof. Schlessinger e i suoi colleghi hanno una piattaforma per esplorare potenziali terapie per più malattie. Sviluppando farmaci i ricercatori possono prendere di mira il diabete e l’obesità. Al contrario, usando agenti che bloccano il percorso, sperano di esplorare terapie per condizioni come il cancro del fegato e le malattie delle ossa.

Leggi abstract dell’articolo:
Structures of β-klotho reveal a ‘zip code’-like mechanism for endocrine FGF signalling
Sangwon Lee, Jungyuen Choi, Jyotidarsini Mohanty, Leiliane P. Sousa, Francisco Tome, Els Pardon, Jan Steyaert, Mark A. Lemmon, Irit Lax & Joseph Schlessinger
Nature Published online:17 January 2018 doi:10.1038/nature25010

Fonte:  University of Yale

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Linee guida sui test diagnosti per il cancro al polmone.

Posted by giorgiobertin su gennaio 24, 2018

Tre importanti società mediche – il College of American Pathologists (CAP), l’International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC) e l’Association for Molecular Pathology (AMP) – hanno aggiornato la linea guida per i test diagnostici molecolari di pazienti con cancro del polmone, il precedente documento risaliva al 2013.

Lung-cancer

Le nuove linee guida riflettono i recenti progressi per identificare le basi genetiche della principale causa di decessi correlati al cancro al polmone in tutto il mondo. Servono a guidare il trattamento dei pazienti ed aiutare gli oncologi e i patologi a coordinare i pazienti con le terapie più efficaci.

La linea guida è disponibile su  Archives of Pathology & Laboratory MedicineJournal of Thoracic Oncology, and the Journal of Molecular Diagnostics.

Scarica e leggi il documento in full text:
Updated Molecular Testing Guideline for the Selection of Lung Cancer Patients for Treatment With Targeted Tyrosine Kinase Inhibitors: Guideline From the College of American Pathologists, the International Association for the Study of Lung Cancer, and the Association for Molecular Pathology
Neal I. Lindeman, Philip T. Cagle, Dara L. Aisner, Maria E. Arcila, Mary Beth Beasley, Eric Bernicker, Carol Colasacco, Sanja Dacic, Fred R. Hirsch, Keith Kerr, David J. Kwiatkowski, Marc Ladanyi, Jan A. Nowak, Lynette Sholl, Robyn Temple-Smolkin, Benjamin Solomon, Lesley H Souter, Erik Thunnissen, Ming S. Tsao, Christina B. Ventura, Murry W Wynes and Yasushi Yatabe
The Archives of Pathology & Laboratory Medicine https://doi.org/10.5858/arpa.2017-0388-CP

Fonti:
College of American Pathologists (CAP),
International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC)
Association for Molecular Pathology (AMP)

 

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Janssen DiseaseLens: confronta i dati epidemiologici rapidamente e gratuitamente.

Posted by giorgiobertin su gennaio 23, 2018

Janssen DiseaseLens: confronta i dati epidemiologici per 30 malattie in 48 paesi, in modo rapido e gratuito. E’ uno strumento di ricerca interattivo per mettere a fuoco i dati chiave sulle malattie in tutto il mondo.

DiseaseLens consente di scegliere tra più punti di accesso per cercare, confrontare e condividere dati per paese, malattia e parola chiave.


Janssen DiseaseLens™ – Mobile App

E’ un’applicazione web che offre la possibilità di analizzare, da un’unica dashboard, i dati più completi sulle malattie più diffuse tra cui: tubercolosi (TB), diabete, epatite C, HIV, Schizofrenia, depressione, morbo di Alzheimer, psoriasi, colite ulcerosa, morbo di Crohn, mieloma multiplo e linfoma a cellule del mantello, così come forme diffuse di cancro come la prostata, la leucemia linfatica cronica e altro ancora.

I dati inclusi nel database DiseaseLens sono regolarmente aggiornati e provengono da tutte le fonti pubbliche più credibili tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Commissione Europea.

Janssen DiseaseLens è ora disponibile anche come app mobile per dispositivi iOS e Android. Puoi scaricarlo da iTunes App Store o Google Play. Basta digitare “DiseaseLens” nella barra di ricerca e scaricarlo gratuitamente.

Accedi al portale: http://www.diseaselens.com/

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Dislipidemia: linee guida a confronto sull’uso delle statine.

Posted by giorgiobertin su gennaio 22, 2018

E’ stato pubblicato sulla rivista “Annals of Internal medicine” uno studio osservazionale sul confronto delle diverse linee guida sull’uso delle statine nella gestione della dislipidemia.

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I ricercatori hanno evidenziato che la percentuale di eventi cardiovascolari aterosclerotici potenzialmente evitabili con l’uso di statine su 10 anni, assumendo una riduzione del 50% del colesterolo LDL, fosse del 34% con le linee guida canadesi e statunitensi, del 32% con quelle di NICE, del 27% con le indicazioni USPSTF e solo del 13% con le raccomandazioni ESC/EAS.

Scarica e leggi il documento in full text:
Comparison of Five Major Guidelines for Statin Use in Primary Prevention in a Contemporary General Population
Martin Bødtker Mortensen, MD, PhD; Børge Grønne Nordestgaard, MD, DMSc
Ann Intern Med. 2018 Jan 16;168(2):85-92. doi: 10.7326/M17-0681. Epub 2018 Jan 2.

Fonte: Doctor33.it

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Ottenute immagini “incredibili” del DNA in azione.

Posted by giorgiobertin su gennaio 21, 2018

Grazie alla crio-microscopia elettronica , tecnica vincitrice del premio Nobel per la chimica nel 2017, un team di ricercatori dell’Institute of Cancer Research di Londra coordinati dal prof. Alessandro Vannini ha ottenuto «incredibili» immagini dell’Rna polimerasi III, che è in grado di leggere le istruzioni genetiche contenute nel Dna ed è utilizzato dalle cellule cancerogene per moltiplicarsi.


ICR Researchers use Cryo-Electron Microscopy to zoom in on DNA code being read in cells

Nel corso della ricerca, pubblicata su “Nature, i ricercatori hanno purificato l’Rna polimerasi III e dopo averlo immesso in acqua lo hanno velocemente congelato, per preservarne la struttura microscopica. Al termine di questo procedimento l’Rna è stato colpito da un fascio di elettroni al fine di ottenerne immagini da diverse angolazioni che sono state in seguito utilizzate per creare una fotografia tridimensionale molto dettagliata.

Si tratta di un nuovo modo di pensare e di mirare a un meccanismo molto importante – ha dichiarato il prof. Alessandro Vannini – poiché se noi bloccassimo completamente l’Rna polimerasi III tutte le cellule morirebbero, ma se riusciremo a bloccarne solo una parte potremmo riuscire a fermare lo sviluppo del cancro”  (video).

Leggi abstract dell’articolo:
Structural basis of RNA polymerase III transcription initiation

Guillermo Abascal-Palacios, Ewan Phillip Ramsay, Fabienne Beuron, Edward Morris & Alessandro Vannini
Nature 553, 301–306 (18 January 2018) doi:10.1038/nature25441

Fonte: Institute of Cancer Research

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Un test del sangue per la diagnosi otto tipi diversi di cancro.

Posted by giorgiobertin su gennaio 20, 2018

I ricercatori della John Hopkins University di Baltimora hanno realizzato un test del sangue capace di rilevare otto tipi diversi di cancro, quelli tra i più comuni, molto prima che insorgano i sintomi.

cancer-cell

Il nuovo test combina l’analisi del Dna e delle proteine tumorali ed ha un’affidabilità che varia dal 69 al 98% dei casi a seconda del tipo di cancro. Il metodo, testato su oltre mille malati, è stato chiamato CancerSEEK e ha dato un risultato positivo in circa il 70% delle volte.

Il team guidato dal prof. Joshua Cohen, che ha pubblicato i risultati sulla rivista “Science“, è riuscito a valutare le mutazioni di 16 geni tumorali, insieme ai livelli di 10 proteine circolanti nel sangue, per il cancro del seno, fegato, ovaie, polmone, stomaco, pancreas, esofago e colon retto.

“Questo test rappresenta il prossimo passo nel cambiare il focus della ricerca sul cancro dalla malattia in stadio avanzato alla malattia precoce, che credo sarà fondamentale per ridurre le morti per cancro a lungo termine”, dice il prof. Vogelstein. Al momento sono in corso studi più ampi del test.

Leggi abstract dell’articolo:
Detection and localization of surgically resectable cancers with a multi-analyte blood test
BY JOSHUA D. COHEN, LU LI, YUXUAN WANG, CHRISTOPHER THOBURN, BAHMAN AFSARI, LUDMILA DANILOVA, CHRISTOPHER DOUVILLE, AMMAR A. JAVED, FAY WONG, AUSTIN MATTOX, RALPH. H. HRUBA………
Science 18 Jan 2018:eaar3247 DOI: 10.1126/science.aar3247

Fonte:  John Hopkins University di Baltimora

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Trovano un modo per far morire di fame il cancro.

Posted by giorgiobertin su gennaio 19, 2018

I ricercatori del Vanderbilt University Medical Center (VUMC) hanno dimostrato per la prima volta che è possibile affamare un tumore e fermare la sua crescita con un piccolo composto appena scoperto che blocca l’assorbimento della glutammina nutriente vitale.

I risultati sono riportati su “Nature Medicine” e gettano le basi per lo sviluppo di potenziali terapie “paradigm-shifting” mirate al metabolismo delle cellule cancerogene che potrebbero essere monitorate in modo non invasivo mediante tomografia a emissione di positroni (PET).

Glutamine-image
This computationally derived homology model of glutamine transporter shows small molecule inhibitor binding in the transporter’s orange-red transmembrane region.

La glutammina è un aminoacido essenziale per molte funzioni cellulari tra cui la biosintesi, la segnalazione cellulare e la protezione dal danno ossidativo. Poiché le cellule tumorali si dividono più rapidamente delle cellule normali, hanno bisogno di più glutammina.

Una proteina chiamata ACST2 è il principale trasportatore di glutammina nelle cellule tumorali. Elevati livelli di ASCT2 sono stati collegati alla scarsa sopravvivenza in molti tumori umani, compresi quelli di polmone, mammella e colon. Gli studi genetici che mettono a tacere il gene ACST2 nelle cellule tumorali hanno prodotto effetti antitumorali drammatici.

I ricercatori di Vanderbilt hanno fatto un ulteriore passo in avanti: hanno sviluppato V-9302, il primo inibitore di piccole molecole altamente potente per il trasportatore di glutammina. Nelle cellule tumorali coltivate in vitro e nei modelli murini, il blocco farmacologico dell’ACST2 con V-9302 ha portato a una riduzione della crescita e della proliferazione delle cellule tumorali, e ad un aumento del danno ossidativo con conseguente aumento della morte cellulare.

Leggi abstract dell’articolo:
Pharmacological blockade of ASCT2-dependent glutamine transport leads to antitumor efficacy in preclinical models
Michael L Schulte, Allie Fu[…]H Charles Manning
Nature Medicine Published online:15 January 2018 doi:10.1038/nm.4464

Fonte: Vanderbilt University Medical Center (VUMC)

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Nuova tecnica per curare i disturbi neurologici.

Posted by giorgiobertin su gennaio 19, 2018

I ricercatori dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazione delle ricerche (Istc-Cnr), che hanno messo a punto una nuova tecnica di stimolazione elettrica non invasiva e personalizzata, la stimolazione transcranica neurodinamica individuale (tIDS), in grado di modificare l’eccitabilità della regione target, con efficacia superiore ai metodi oggi in uso.

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Uno dei sistemi per ristabilire la comunicazione cerebrale senza passare attraverso i sensi è la neuromodulazione transcranica, un insieme di tecniche non invasive che attraverso segnali elettrici o magnetici modifica l’attività di alcune regioni del nostro cervello e la loro connessione con le altre aree cerebrali“. – afferma la dott.ssa Franca Tecchio.

Utilizzando le neuro-immagini è infatti possibile osservare e misurare il funzionamento delle aree compromesse. La tIDS consiste in una stimolazione elettrica a bassa intensità che, prima di agire, è in grado di capire come lavora l’area cerebrale su cui va a operare“, spiega la dott.ssa Franca Tecchio. “In tal modo riesce a ottimizzare la capacità di reazione della zona target, sfruttandone le caratteristiche specifiche. La stimolazione non invasiva e personalizzata del cervello consente di aumentare l’efficacia dell’intervento“.

Lo studio, realizzato con il contributo del Servizio di statistica medica della Fondazione Fatebenefratelli-Isola Tiberina, è stato pubblicato sulla rivista “Journal of Neuroscience.”

Leggi abstract dell’articolo:
A New, High-Efficacy, Noninvasive Transcranial Electric Stimulation Tuned to Local Neurodynamics
Carlo Cottone, Andrea Cancelli, Patrizio Pasqualetti, Camillo Porcaro, Carlo Salustri and Franca Tecchio
Journal of Neuroscience 17 January 2018, 38 (3) 586-594; DOI: https://doi.org/10.1523/JNEUROSCI.2521-16.2017

Fonte: Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazione delle ricerche (Istc-Cnr)

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Inalazione di nanoparticelle per migliorare l’insufficienza cardiaca.

Posted by giorgiobertin su gennaio 18, 2018

Alcuni respiri profondi potrebbero presto trattare l’insufficienza cardiaca – il deterioramento del cuore dopo un infarto – grazie a uno spray inalabile che ha funzionato bene nei test sugli animali.
Il farmaco erogato dallo spray è contenuto in nanoparticelle che sono abbastanza piccole da essere assorbite attraverso le sacche d’aria dei polmoni e nel flusso sanguigno. Da qui, il sangue viaggia dritto al cuore, dove le nanoparticelle rilasciano il farmaco.

miragoli

Le nanoparticelle sono costituite da fosfato di calcio, un minerale naturale che è abbondante nelle ossa. Il farmaco che contengono è progettato per riparare i canali del calcio sulla superficie delle cellule cardiache, che normalmente aiutano a mantenere il normale battito del cuore.

Quando i topi con insufficienza cardiaca  hanno ricevuto lo spray per nanoparticelle, hanno recuperato quasi completamente l’attività cardiaca”. – afferma Michele Miragoli dell’Università di Parma in Italia. Partiranno a breve le sperimentazioni sull’uomo.

Leggi abstract dell’articolo:
Inhalation of peptide-loaded nanoparticles improves heart failure
Michele Miragoli, Paola Ceriotti, Michele Iafisco, Marco Vacchiano, Nicolò Salvarani, Alessio Alogna, Pierluigi Carullo, Gloria Belén Ramirez-Rodríguez, Tatiana Patrício, Lorenzo Degli Esposti, Francesca Rossi, Francesca Ravanetti, Silvana Pinelli, Rossella Alinovi, Marco Erreni, Stefano Rossi, Gianluigi Condorelli, Heiner Post, Anna Tampieri and Daniele Catalucci
Science Translational Medicine 17 Jan 2018: Vol. 10, Issue 424, eaan6205 DOI: 10.1126/scitranslmed.aan6205

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Sviluppato test per rivelare l’esofago di Barrett.

Posted by giorgiobertin su gennaio 18, 2018

I ricercatori del Case Western Reserve University School of Medicine e degli ospedali universitari Cleveland Medical Center hanno sviluppato un test semplice e deglutibile per la diagnosi precoce dell’esofago di Barrett. Una promessa per prevenire la morte da adenocarcinoma esofageo.


5-Minute Test for Barrett’s esophagus

L’esofago di Barrett (BE) è la lesione precursore dell’adenocarcinoma esofageo (EAC), un tumore altamente letale con più dell’80% di mortalità a cinque anni. Il team ha sviluppato un semplice test ambulatoriale di cinque minuti che è più sensibile del 90% per rilevare individui con BE. I pazienti semplicemente ingoiano un palloncino di dimensioni di una pillola di vitamine che tampona l’esofago e che, dopo il recupero attraverso la bocca, viene testato per le anormalità del DNA. I due geni, VIM e CCNA1, ognuno viene chimicamente modificato dalla metilazione del DNA nell’esofago di Barrett (video).

Il test di metilazione del DNA del Dr. Moinova è risultato accurato oltre il 90% nel rilevamento di BE o nel riconoscimento di un esofago come normale.
Lo studio che descrive lo sviluppo del test e i risultati della sua sperimentazione clinica sui pazienti è stato pubblicato su “Science Translational Medicine“.

Leggi abstract dell’articolo:
Identifying DNA methylation biomarkers for non-endoscopic detection of Barrett’s esophagus
BY HELEN R. MOINOVA, THOMAS LAFRAMBOISE, JAMES D. LUTTERBAUGH,……JOSEPH E. WILLIS, AMITABH CHAK, SANFORD D. MARKOWITZ
Science Translational Medicine 17 Jan 2018: Vol. 10, Issue 424, eaao5848 DOI: 10.1126/scitranslmed.aao5848

Fonte; Case Western Reserve University School of Medicine

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Il fast food rende il sistema immunitario più aggressivo.

Posted by giorgiobertin su gennaio 18, 2018

Uno studio dell’Università di Bonn dimostra che il cibo non salutare sembra rendere le difese del corpo più aggressive a lungo termine. Anche molto tempo dopo il passaggio a una dieta sana, l’infiammazione verso la stimolazione immunitaria innata è molto più pronunciata. Questi cambiamenti a lungo termine possono essere coinvolti nello sviluppo di arteriosclerosi e diabete, malattie legate al consumo di dieta occidentale ricca di grassi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Cell“.

Hamburger

Gli scienziati hanno nutrito i topi per un mese con una cosiddetta “dieta occidentale“: ricca di grassi, ricca di zuccheri e povera di fibre. Gli animali hanno quindi sviluppato una forte risposta infiammatoria in tutto il corpo, quasi come dopo un’infezione da batteri pericolosi. “La dieta malsana ha portato ad un inaspettato aumento del numero di alcune cellule immunitarie nel sangue dei topi, in particolare granulociti e monociti. Questa era un’indicazione per un coinvolgimento dei progenitori delle cellule immunitarie nel midollo osseo“, spiega la prof.ssa Anette Christ.
Quando i ricercatori hanno offerto ai roditori la loro tipica dieta a base di cereali per altre quattro settimane, l’infiammazione acuta è scomparsa. Ciò che non è scomparso è stata la riprogrammazione genetica delle cellule immunitarie e dei loro precursori: anche dopo queste quattro settimane, molti dei geni che erano stati attivati ​​durante la fase di fast food erano ancora attivi.

Le risposte infiammatorie possono accelerare lo sviluppo di malattie vascolari o diabete di tipo 2. Nell’arteriosclerosi, ad esempio, i tipici depositi vascolari, le placche, consistono in gran parte di lipidi e cellule immunitarie. La reazione infiammatoria contribuisce direttamente alla loro crescita, poiché le cellule immunitarie appena attivate migrano costantemente nelle pareti dei vasi alterati.

Molta attenzioni quindi: la nutrizione sbagliata può avere conseguenze drammatiche.

Leggi abstract dell’articolo:
Western diet triggers NLRP3-dependent innate immune reprograming
Anette Christ, Patrick Günther, Mario A.R. Lauterbach , Peter Duewell,…., Mihai G. Netea, Joachim L. Schultze und Eicke Latz
Cell Volume 172, Issues 1-2, p162–175.e14, 11 January 2018 DOI: 10.1016/j.cell.2017.12.013

Fonte: Università di Bonn

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