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Archive for novembre 2017

Linee guida di endoscopia per la sedazione con propofol.

Posted by giorgiobertin su novembre 30, 2017

Sono state pubblicate a cura della SIED (Società Italiana di Endoscopia Digestiva) le linee guida sull’utilizzo del propofol per la sedazione nelle procedure endoscopiche. Il documento schematizza i vantaggi, le modalità di somministrazione e i possibili effetti avversi legati all’uso del prodotto da parte di medici non anestesisti in corso di procedure endoscopiche.

Propofol   SIED-logo

Nel documento vengono forniti dettagli relativi alla formazione adeguata del personale non anestesista coinvolto nell’utilizzo del propofol. I protocolli relativi all’uso del prodotto devono essere condivisi con il personale di anestesiologia dell’ospedale e approvati dal direttore esecutivo dell’ospedale.
Nel documento, SIED supporta le precedenti raccomandazioni delle Società americane di gastroenterologia e delle Società europee di gastroenterologia ed endoscopia.

Leggi il documento:
Italian Society of Digestive Endoscopy (SIED) position paper on the non-anaesthesiologist administration of propofol for gastrointestinal endoscopy
Rita Conigliaro, Lorella Fanti, Mauro Manno, Piero Brosolo, Italian Society of Digestive Endoscopy (SIED) Sedation Group
Digestive and Liver Disease 49 (2017) 1185–1190 https://doi.org/10.1016/j.dld.2017.08.038

Approfondimenti:
European Society of Gastrointestinal Endoscopy, European Society of Gastroenterology and Endoscopy Nurses and Associates, and the European Society of Anaesthesiology Guideline: non-anaesthesiologist administration of propofol for GI endoscopy—update June 2015. Endoscopy. 2015; 47: 1175–1189

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Cellule tumorali rese visibili e bloccate dal sistema immunitario.

Posted by giorgiobertin su novembre 30, 2017

Rendere le cellule tumorali visibili al sistema immunitario, che riesce così a bloccarne lo sviluppo. Sono questi i risultati della ricerca condotta dall’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo, in collaborazione con l’Università di Torino e pubblicati sulla rivista “Nature“.

nature-v551

Sappiamo –spiega il prof. Alberto Bardelliche molti tipi di neoplasie riescono a mascherarsi e, eludendo i meccanismi di difesa, si diffondono nell’organismo. Ci siamo chiesti come affrontare questo problema partendo dalla cellula tumorale, per poi vederne gli effetti sul sistema immunitario. Abbiamo ipotizzato che inattivando il processo di riparazione del DNA di una cellula si inducessero nuove mutazioni, alcune di queste dette ‘neoantigeni’, riconoscibili come estranee e quindi attaccabili dal sistema immunitario“.
“Usando un’innovativa tecnologia genetica, abbiamo costretto cellule di tumori del colon e del pancreas ad uscire allo scoperto e a diventare un bersaglio da aggredire e neutralizzare per le cellule del sistema immunitario“.

Si tratta di un successo ottenuto in laboratorio, su linee cellulari trasferite poi su modelli animali fondamentali per avvalorare la nostra ipotesi. La strada per arrivare al letto dei pazienti è appena iniziata e il traguardo non imminente, ma si apre un nuovo percorso che potrà un giorno costringere tumori, capaci di nascondersi ai radar-controllori, a rendersi visibili e individuabili per poter essere debellati.

Dove potrà portare questa scoperta? “E’ presto per dirlo – afferma Bardelli – ma stiamo studiando se farmaci antitumorali, che come effetto collaterale causano danni al DNA, provocano la formazione di neoantigeni che possono risvegliare il sistema immunitario. Abbiamo già in mente potenziali candidati e stiamo lavorando anche con l’Istituto Nazionale dei Tumori, il Niguarda Cancer Center e l’Università di Milano per verificare la nostra ipotesi per futuri sviluppi clinici” – conclude il prof. Bardelli.

Leggi abstract dell’articolo:
Inactivation of DNA repair triggers neoantigen generation and impairs tumour growth
Giovanni Germano, Simona Lamba[…]Alberto Bardelli
Nature Published online:29 November 2017 doi:10.1038/nature24673

Fonte: Università di Torino

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Fegato grasso legato al cervello che si restringe.

Posted by giorgiobertin su novembre 29, 2017

La steatosi epatica non alcoolica o patologia epatica grassa non alcoolica (NAFLD, Non Alcoholic Fatty Liver Disease) è una condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato, pur in assenza di consumo di alcolici; è associata a una maggiore contrazione del cervello rispetto a quanto avviene normalmente con l’età. Ad affermarlo un team internazionale di ricercatori coordinati dal Massachusetts General Hospital, a seguito dei risultati del The Framingham Study condotto dal 30 dicembre, 2015, al 15 giugno, 2016.

nafld

Le persone con NAFLD hanno un pensiero alterato e una diminuzione dell’attività cerebrale rispetto ad altre, notano gli autori. Nello studio sono state usate le scansioni MRI per misurare il volume complessivo del cervello di 766 uomini e donne di mezza età e hanno usato le scansioni CT addominali per esaminare i loro fegati. Circa il 18 percento dei partecipanti aveva una malattia del fegato grasso.

Il ridotto volume cerebrale associato alla steatosi epatica non alcolica (NAFLD) equivale a 4,2 anni extra di invecchiamento per le persone tra i 60 e i 70 anni, o 7,3 anni in più per le persone di età inferiore a 60 anni, secondo quanto riportato sulla rivista “Jama Neurology“. La NAFLD è associata a dimensioni cerebrali totali significativamente inferiori.
Il grasso epatico può avere un’associazione diretta con l’invecchiamento cerebrale“, ha detto l’autore principale il prof. Galit Weinstein della School of Public Health dell’Università di Haifa in Israele.

Il fegato grasso può essere prevenuto conducendo uno stile di vita e una dieta adeguati“, ha aggiunto il prof. Weinstein.

Leggi abstract dell’articolo:
Association of Nonalcoholic Fatty Liver Disease With Lower Brain Volume in Healthy Middle-Aged Adults in the Framingham Study
Galit Weinstein; Shira Zelber-Sagi; Sarah R. Preis; et al.
JAMA Neurol. Published online November 20, 2017. doi:10.1001/jamaneurol.2017.3229

The Framingham Study

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Cancro al colon-retto e ai polmoni: aggiornamenti 2017.

Posted by giorgiobertin su novembre 29, 2017

Il 2017 è stato pieno di nuove scoperte che influenzeranno il trattamento del cancro del colon-retto e dei polmoni.

colonretto-uptade-2017
In particolare sul cancro al colon-retto metastatico:
– Sulla base dei risultati dello studio IDEA, 3 mesi, rispetto agli attuali 6 mesi standard di cura, della chemioterapia adiuvante per i pazienti con carcinoma del colon in stadio III, diminuiscono drasticamente il rischio di neurotossicità senza compromettere l’efficacia complessiva.
– Gli inibitori del checkpoint immunitario che bersagliano il PD-1 (pembrolizumab e nivolumab) sono stati approvati nel 2017 dalla FDA, fornendo così ulteriori opzioni di trattamento per questi pazienti.
– Tumore unilateralità è un biomarker emergente e promettente sia prognostico che predittivo che può influenzare la scelta dell’agente biologico (anti-VEGF rispetto anticorpi anti-EGFR) per il trattamento di prima linea di pazienti con cancro al colon-retto metastatico.

I principali progressi nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) hanno continuato a provenire dai campi della terapia molecolare mirata e dell’immunoterapia. Nuovi farmaci con maggiore efficacia e ridotta tossicità sono entrate nella clinica come Osimertinib diventato un nuovo standard di cura per questi pazienti.

Le review sono state pubblicate sulla rivista “Nature Reviews Clinical Oncology“.

Scarica e leggi la review:
Colorectal cancer in 2017: Practice-changing updates in the adjuvant and metastatic setting
Alberto Puccini & Heinz-Josef Lenz
Nature Reviews Clinical Oncology doi:10.1038/nrclinonc.2017.185 Published online 28 November 2017

Lung cancer in 2017: Giant steps and stumbling blocks
Nature Reviews Clinical Oncology doi:10.1038/nrclinonc.2017.178 Published online 21 November 2017

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NICE: Linee guida sulla diagnosi e gestione dell’asma.

Posted by giorgiobertin su novembre 29, 2017

Sono state pubblicate a cura di NICE le linee guida sulla diagnosi, monitoraggio e gestione cronica dell’asma negli adulti, giovani e bambini.

Asthma_NICE

Il documento ha lo scopo di migliorare l’accuratezza della diagnosi, aiutare le persone a controllare l’asma e ridurre il rischio di attacchi d’asma.

Scarica e leggi il documento in full text:
Asthma: diagnosis, monitoring and chronic asthma management
NICE guideline [NG80] Published date: November 2017

 NICE interactive flowchart – Asthma

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Nuovo portale dedicato al carcinoma alla mammella.

Posted by giorgiobertin su novembre 29, 2017

“Breast Cancer Academy” è una nuova piattaforma web per la pubblicazione e la divulgazione di nuove evidenze scientifiche e della loro applicazione nella pratica clinica sul carcinoma alla mammella.
Tutti i contenuti sono a cura di un Board scientifico (l’Academy), costituito da specialisti oncologi e di altre discipline coinvolte nella gestione della paziente con carcinoma della mammella.

Breast Cancer Academy-logo

I materiali saranno accessibili attraverso 3 aree dedicate a utenti diversi:

  • una a supporto del medico oncologo e dei diversi specialisti medici che operano all’interno delle Breast Units (con registrazione gratuita obbligatoria);
  • un’altra dedicata alla paziente e contenente materiale apposito (anche da stampare);
  • una terza, ad accesso riservato, ad esclusivo uso del Board scientifico (“Academy”), responsabile di tutti i contenuti presenti nella piattaforma, all’interno della quale gli esperti coinvolti troveranno documenti e strumenti collaborativi appositamente predisposti per il loro lavoro.

Accedi al portale: https://www.breastcanceracademy.it/

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Scoperto nuovo meccanismo che impedisce ai macrofagi di combattere il tumore.

Posted by giorgiobertin su novembre 28, 2017

Un nuovo meccanismo che impedisce ai macrofagi, le più importanti cellule “spazzine” dell’organismo, di fagocitare e distruggere le cellule tumorali è stato identificato da un gruppo di ricercatori della Stanford University School of Medicine. La scoperta, descritta su “Nature Immunology“, promette di ampliare e rendere più efficace l’immunoterapia contro il cancro.

macrophage

I macrofagi sono globuli bianchi che si trovano in quasi tutti i tessuti del corpo e che fanno parte del cosiddetto sistema immunitario innato. Oltre a distruggere batteri, virus e cellule morte, possono riconoscere alcune proteine anomale presenti sulla superficie delle cellule tumorali e quindi fagocitarle.
Nel nuovo studio, è stato scoperto che molte cellule cancerose esprimono sulla loro superficie alti livelli di una proteina, chiamata CD47, che invia ai macrofagi una segnale che ne blocca la loro azione, una sorta di “non mangiarmi”. In particolare CD47 si lega a una proteina chiamata SIRPalpha sulla superficie dei macrofagi, inibendo la loro capacità di uccidere le cellule tumorali.

Lo studio condotto sugli animali hanno mostrato che la somministrazione di un anticorpo anti-CD47, che blocca il segnale, migliora la capacità dei macrofagi di uccidere le cellule tumorali, tanto che sono in corso studi clinici di fase I per verificare la sicurezza e l’efficacia del trattamento negli esseri umani.
Questa scoperta apre la strada allo sviluppo di terapie che blocchino questa via di fuga delle cellule tumorali dalla distruzione da parte dei macrofagi.

Leggi abstract dell’articolo:
Engagement of MHC class I by the inhibitory receptor LILRB1 suppresses macrophages and is a target of cancer immunotherapy
Amira A. Barkal, Kipp Weiskopf, Kevin S. Kao, …, Robin Z. Cheng, James Y. Chen, Layla J. Barkal, Aaron M. Ring, Irving L. Weissman & Roy L. Maute
Nature Immunology Published online: 27 November 2017

Fonte: Stanford University School of Medicine – Le Scienze

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La soia potrebbe aumentare il rischio di cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su novembre 28, 2017

In uno studio pubblicato sulla rivista “International Journal of Cancer” i ricercatori del Fairbanks School of Public Health dell’Università dell’Indiana, hanno trovato che alcuni elementi presenti nella soia, aumentano il rischio di cancro alla prostata.

soia

In particolare alimenti ricchi di fitoestrogeni e isoflavoni, appunto come la soia, possano aumentare il rischio di cancro in alcuni organi per la loro somiglianza strutturale al 17 β-estradiolo.

Il presente studio indaga se l’assunzione di questi composti può influenzare il rischio di cancro alla prostata nelle popolazioni umane. Durante un follow-up mediano di 11,5 anni, sono stati identificati 2.598 casi di cancro alla prostata (inclusi 287 casi avanzati) tra i 27.004 uomini inseriti in un test di screening del cancro della prostata, del polmone e del colon-retto. Valutando gli stili di vita e le abitudini alimentari attraverso i dati statistici è risultato che il cancro della prostata, soprattutto le sue forme avanzate ed aggressive, era più frequente in coloro che assumevano alimenti ricchi di isoflavoni.

Leggi abstract dell’articolo:
Dietary intake of isoflavones and coumestrol and the risk of prostate cancer in the Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian Cancer Screening Trial
Reger, M. K., Zollinger, T. W., Liu, Z., Jones, J. F. and Zhang, J.
Int. J. Cancer. doi:10.1002/ijc.31095

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Epatite B: linee guida di pratica clinica.

Posted by giorgiobertin su novembre 28, 2017

E’ stata pubblicata a cura dell’American College of Physicians (ACP) e dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), sulla rivista “Annals of Internal Medicine“, una linea guida di pratica clinica congiunta sull’epatite B.

Hepatitis_B

Scarica e leggi il documento in full text:
Hepatitis B Vaccination, Screening, and Linkage to Care: Best Practice Advice From the American College of Physicians and the Centers for Disease Control and Prevention
Winston E. Abara, MD, PhD; Amir Qaseem, MD, PhD, MHA; Sarah Schillie, MD, MPH, MBA; Brian J. McMahon, MD; Aaron M. Harris, MD, MPH (*); for the High Value Care Task Force of the American College of Physicians and the Centers for Disease Control and Prevention
Ann Intern Med [Epub ahead of print 21 November 2017] doi: 10.7326/M17-1106

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Linee guida canadesi sulla prevenzione dell’HIV.

Posted by giorgiobertin su novembre 27, 2017

Una nuova linea guida canadese sottolinea come le nuove strategie biomediche per prevenire l’infezione da HIV possano essere utilizzate al meglio nelle popolazioni ad alto rischio sia prima che dopo l’esposizione al virus. Il documento si applica agli adulti a rischio di infezione da HIV attraverso l’attività sessuale o l’uso di droghe iniettabili.

cmaj

La linea guida, di facile consultazione delinea i consigli pratici per la prevenzione, e si rivolge a: medici di cure primarie, malattie infettive, medicina d’urgenza, infermieristica, farmacia ed altre discipline.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Canadian guideline on HIV pre-exposure prophylaxis and nonoccupational postexposure prophylaxis
Darrell H. S. Tan, Mark W. Hull,….Tim Rogers and Stephen Shafran; for the Biomedical HIV Prevention Working Group of the CIHR Canadian HIV Trials Network
CMAJ November 27, 2017 189 (47) E1448-E1458; DOI: https://doi.org/10.1503/cmaj.170494

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Verso un vaccino per il cancro al pancreas:

Posted by giorgiobertin su novembre 27, 2017

È stato scoperto dai ricercatori dell’Ospedale le Molinette di Torino e del Centro Oncologico ed Ematologico Subalpino (COES), un vaccino contro il tumore al pancreas. Il vaccino è già stato sperimentato sugli animali con esiti positivi. Se i risultati si potessero estendere agli esseri umani, aumenterebbe la sopravvivenza dei malati affetti da tumore al pancreas, un tumore molto aggressivo da combattere, troppo spesso fatale.

pancreatic-cancer

La presentazione di questa scoperta è stata fatta durante il convegno “La ricerca pre-clinica e l’approccio multidisciplinare nel tumore del pancreas: vantaggi e opportunità nella pratica clinica”, che si è svolto il 24 novembre.

La maggior parte dei pazienti con tumore pancreatico produce anticorpi contro alfa-enolasi ed i ricercatori del mio gruppo hanno dimostrato che i pazienti che hanno anticorpi anti-alfa enolasi nel sangue rispondono meglio alle terapie antitumorali“, ha affermato il professor Novelli. Analizzando le risposte anticorpali nei pazienti contro l’alfa-enolasi, è stato sviluppato un vaccino risultato efficace nell’aumentare l’aspettativa di vita di animali da esperimento con tumore pancreatico.
L’approccio combinato tra nuove chemioterapie, nuovi farmaci immunoterapici e vaccini può rappresentare la chiave per aumentare la sopravvivenza dei malati affetti da questo tumore.

Leggi il full text dell’articolo:
Targeting of surface alpha-enolase inhibits the invasiveness of pancreatic cancer cells
Moitza Principe, Patrizia Ceruti, Neng-Yao Shih, Michelle S. Chattaragada, Simona Rolla, Laura Conti, Marco Bestagno, Lorena Zentilin, Sheng-Hui Yang, Paola Migliorini, Paola Cappello, Oscar Burrone, and Francesco Novelli
Oncotarget. 2015 May 10; 6(13): 11098–11113.

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Iss: Notiziario settembre 2017 supplemento 1.

Posted by giorgiobertin su novembre 26, 2017

E’ stato pubblicato dall’Istituo Superiore di Sanità il Notiziario Volume 30, n. 9, settembre 2017, Supplemento 1.
I contenuti:
– Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2016.

notiziario

Scarica e leggi il documento in full text:
Volume 30, n. 9, settembre 2017, Supplemento 1

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Neurodegenerazione: luce sul meccanismo di morte cellulare.

Posted by giorgiobertin su novembre 25, 2017

I ricercatori del Department of Basic and Clinical Neuroscience, King’s College London nel Regno Unito, in uno studio pubblicato sulla rivista “Current Biology” hanno scoperto come una disfunzione nel cosiddetto sistema di auto-digestione del cervello (autofagia) conduca alla morte cellulare nei disturbi neurodegenerativi.

Un cervello sano ha un meccanismo autopulente chiamato “autofagia”, che significa letteralmente “mangiare se stessi”. dove parti delle cellule cerebrali che non sono più utili sono suddivise in parti più piccole, riciclate, e vengono quindi utilizzate per creare nuove cellule. Tuttavia, in condizioni neurodegenerative come la demenza, il morbo di Parkinson, la malattia di Huntington e molti altri disturbi incurabili, il processo di autofagia è difettoso.

Autophagy

L’autofagia è importante per tutte le condizioni neurologiche degenerative e ciò che sta emergendo dal nostro studio è come il blocco dell’autofagia uccide le cellule nervose in un modo nuovo, non descritto in precedenza.” afferma il prof. Manolis Fanto.
Se i risultati vengono replicati, si potrebbero realizzare terapie migliori e più precise per migliorare i sintomi della neurodegenerazione.

Leggi il full text dell’articolo:
Stall in Canonical Autophagy-Lysosome Pathways Prompts Nucleophagy-Based Nuclear Breakdown in Neurodegeneration
Olga Baron, Adel Boudi, Catarina Dias, Michael Schilling, Anna Nölle, Gema Vizcay-Barrena, Ivan Rattray, Heinz Jungbluth, Wiep Scheper, Roland A. Fleck, Gillian P. Bates, Manolis Fanto.
Current Biology Published Online: November 22, 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cub.2017.10.054

Fonte: Department of Basic and Clinical Neuroscience, King’s College London

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Ecco come i tumori sviluppano resistenza alla radioterapia.

Posted by giorgiobertin su novembre 24, 2017

I ricercatori del Ludwig Cancer Research hannop scoperto il meccanismo chiave attraverso il quale i tumori sviluppano resistenza alla radioterapia ed hanno dimostrato come tale resistenza possa essere superata con farmaci attualmente in fase di sviluppo.

nature_communications

È noto da tempo che le radiazioni inducono una infiammazione, e abbiamo dimostrato nei nostri lavori precedenti che ciò avviene attraverso un sensore molecolare trovato nelle cellule conosciute come stimolatore dei geni di interferone, o STING“, afferma il prof. Ralph Weichselbaum.

Quello che abbiamo dimostrato in questo studio preclinico è che se si blocca l’afflusso delle cellule MDSC, – particolari cellule immunitarie soppressive conosciute come cellule soppressorie derivate da mieloidi monocitiche (M-MDSCs) attivate da STING/Type 1, è possibile, in larga misura, prevenire la resistenza alla radioterapia“, afferma Weichselbaum. “Il nostro studio attuale è di immediata rilevanza per la radioterapia, ma pensiamo che possa avere anche implicazioni significative per la chemioterapia e l’immunoterapia“.

In particolare, negli esperimenti sui topi la distruzione dei tumori è stata significativamente aumentata quando la radioterapia è stata erogata insieme ad un farmaco attivante STING e anticorpi anti-CCR2 (recettore della superficie cellulare). Le aziende farmaceutiche stanno sviluppando farmaci attivanti STING per la terapia del cancro e uno è attualmente in fase di valutazione in studi clinici in combinazione con il blocco del checkpoint, un tipo di immunoterapia che potenzia l’attacco delle cellule T su determinati tipi di tumori.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Nature Communications“.

Leggi full text dell’articolo:
Host STING-dependent MDSC mobilization drives extrinsic radiation resistance
Hua Liang, Liufu Deng[…]Ralph R. Weichselbaum
Nature Communications 8, Article number: 1736 (2017) doi:10.1038/s41467-017-01566-5 Published online: 23 November 2017

Fonte: Ludwig Cancer Research

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Report sullo stato della salute in Europa 2017.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2017

E’ stato pubblicato dall’Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) e dall’European Observatory on Health Systems and Policies il report “The State of Health in the EU“. E’ un’iniziativa intrapresa dalla Commissione europea con cadenza biennale che fornisce ai responsabili delle politiche, ai gruppi di interesse e agli operatori sanitari dati fattuali e comparativi sui sistemi sanitari nei paesi dell’UE.

 

state_health             speranza-vita

Il rapporto trae delle conclusioni trasversali dai 28 profili sanitari nazionali. Vengono messi in evidenza gli obiettivi politici condivisi in tutti i paesi dell’UE e analizzate le potenziali aree in cui la Commissione europea può essere di aiuto nel facilitare l’apprendimento reciproco e lo scambio di buone pratiche.

Dal documento è estratto il report relativo all’Italia, dove si evidenzia: La speranza di vita alla nascita in Italia ha raggiunto 82,7 anni nel 2015, contro i 79,9 anni del 2000, ponendo il paese al secondo posto nell’Unione europea dopo la Spagna. L’allungamento della speranza di vita si deve soprattutto alla riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari. Permangono tuttavia notevoli disparità legate al sesso e alle condizioni socioeconomiche.

Conclusioni: Solo riprogettando i nostri sistemi sanitari possiamo garantire che restino all’altezza dei loro compiti e forniscano assistenza centrata sul paziente.

Scarica e leggi i documenti:
State of Health in the EU: Companion Report 2017

Country Health Profiles – Country-specific reports provide an in-depth analysis of EU Member States’ health systems

Press release – Commission diagnoses the state of health in the EU

Video – State of health in the EU

State of Health in the EU Italia – Profilo della sanità 2017

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Trovata la chiave per rigenerare i vasi sanguigni.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2017

I ricercatori del Sanford Burnham Prebys Medical Discovery Institute (SBP) hanno identificato una via di segnalazione essenziale per l’angiogenesi, la crescita di nuovi vasi sanguigni da vasi preesistenti.

Lo studio pubblicato sulla rivista “Nature Communications” potrebbe perfezionare le attuali strategie per migliorare il flusso sanguigno nel tessuto ischemico, come quello riscontrato nell’aterosclerosi e nella malattia vascolare periferica associata al diabete.

nature_communications

La nostra ricerca mostra che la formazione di vasi sanguigni pienamente funzionali richiede l’attivazione della proteina chinasi Akt da una proteina chiamata R-Ras, e questo meccanismo è necessario per la formazione della struttura di un vaso sanguigno.” dice il prof. Masanobu Komatsu.”I risultati sono importanti perché gettano nuova luce sul processo biologico necessario per aumentare il flusso di sangue nei tessuti ischemici”.
Il nostro prossimo passo è lavorare per promuovere la segnalazione combinata di Akt negli studi clinici, spingendo l’attivazione di R-Ras attraverso la terapia genica o farmacologicamente in parallelo con la terapia VEGF – fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF)“, dice Komatsu.

Scarica e leggi il documento in full text:
R-Ras-Akt axis induces endothelial lumenogenesis and regulates the patency of regenerating vasculature
Fangfei Li, Junko Sawada & Masanobu Komatsu
Nature Communications 8, Article number: 1720 (2017) Published online: 23 November 2017 doi:10.1038/s41467-017-01865-x

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Linee guida sul Parto naturale dopo un Cesareo.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2017

L’ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) ha pubblicato su “Obstetrics & Gynecology” l’aggiornamento delle proprie linee guida del 2010 sul parto vaginale dopo taglio cesareo – TOLAC (Trial Of Labor After Caesarian).

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Le condizioni che rendono il parto vaginale non opportuno sono:
– età materna avanzata
– alto indice di massa corporea
– peso alla nascita elevato
– precedente cesareo eseguito in assenza di dilatazione cervicale.

L’ACOG raccomanda che il travaglio dopo cesareo venga tentato solo in strutture che possano offrire un taglio cesareo nel caso di minacce immediate per la vita della donna o del feto.

Leggi abstract del documento:
Practice Bulletin No. 184: Vaginal Birth After Cesarean Delivery
American College of Obstetricians and Gynecologists’ Committee on Practice Bulletins—Obstetrics in collaboration with William Grobman.
Obstetrics & Gynecology: November 2017 – Volume 130 – Issue 5 – p e217–e233 doi: 10.1097/AOG.0000000000002398.

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Linee guida sulla gestione degli effetti collaterali dell’immunoterapia.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “Journal for ImmunoTherapy of Cancer“, a cura della “Society for Immunotherapy of Cancer (SITC)“, le prime raccomandazioni di consenso sul riconoscimento e la gestione clinica degli effetti collaterali dell’immunoterapia del cancro.

sitc

L’immunoterapia contro il cancro è il trattamento che istruisce il sistema immunitario del paziente a riconoscere e combattere il cancro; è diventato un pilastro della cura del cancro negli ultimi anni. Una classe di agenti ampiamente utilizzata, gli inibitori del checkpoint, opera “togliendo i freni” al sistema immunitario, consentendo alle cellule tumorali di essere bersaglio della distruzione.

“Nuovi agenti immunoterapici vengono approvati a un ritmo rapido. Siamo entusiasti che i pazienti abbiano nuove opzioni di trattamento, ma molti di questi agenti hanno effetti collaterali che non abbiamo mai visto prima. Stiamo vedendo effetti sulla pelle, i polmoni, il sistema gastrointestinale ed endocrino, le articolazioni, il cuore e altri organi, e alcuni di questi sono stati appena descritti. I medici hanno bisogno di indicazioni su come riconoscere i segni precoci, come trattare gli effetti avversi e quando fare riferimento a specialisti della malattia“. – afferma il prof. Igor Puzanov del Roswell Park Cancer Institute, NY.

Le raccomandazioni si evolveranno e saranno aggiornate man mano che nuovi dati e nuovi farmaci e combinazioni saranno disponibili.

Scarica e leggi il documento in full text:
Managing toxicities associated with immune checkpoint inhibitors: consensus recommendations from the Society for Immunotherapy of Cancer (SITC) Toxicity Management Working Group
the Society for Immunotherapy of Cancer Toxicity Management Working Group
Journal for ImmunoTherapy of Cancer 2017 5:95 Published: 21 November 2017 https://doi.org/10.1186/s40425-017-0300-z

Fonte: Society for Immunotherapy of Cancer (SITC)

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Un composto dello zafferano contro l’Alzheimer.

Posted by giorgiobertin su novembre 23, 2017

Un nuovo studio condotto dai ricercatori italiani del Laboratorio di Neurogenetica – Centro Europeo di Ricerca sul Cervello (CERC) – IRCCS Santa Lucia coordinati dal prof. Antonio Orlacchio ha dimostrato che un estratto dello zafferano potrebbe favorire la degradazione della proteina tossica beta-amiloide, che sarebbe la più probabile causa della malattia.

zafferano

Nello studio sono state prese in esame le cellule immunitarie di 22 pazienti affetti dalla forma più diffusa di Alzheimer e con un quadro di declino cognitivo ancora lieve. Le cellule sono state trattate in provetta con la trans-crocetina, un componente attivo dello zafferano. Secondo i risultati della ricerca, questa sostanza favorirebbe la degradazione della proteina tossica beta-amiloide attraverso il potenziamento dell’attività di un enzima di degradazione cellulare chiamato catepsina B, reso più efficiente proprio dal componente attivo.

In altri studi lo zafferano si è dimostrato efficace nel trattamento di tessuti neurali degenerati come la retina mentre crocine e crocetine hanno mostrato effetti antinfiammatori in cellule cerebrali in provetta.

Il prossimo step è quello a breve di avviare a un trial clinico sull’uomo. Se i risultati venissero confermati si apre la strada alla produzione di nuovi farmaci contro l’Alzheimer dallo zafferano.

Leggi abstract dell’articolo:
Trans-crocetin improves amyloid-β degradation in monocytes from Alzheimer’s Disease patients
Roberto Tiribuzi, Lucia Crispoltoni, Valerio Chiurchiù, Antonella Casella, Celeste Montecchiani, Alberto Marco Del Pino, Mauro Maccarrone, Carlo Alberto Palmerini, and others
Journal of the Neurological Sciences, Vol. 372, p408–412 Published online: November 6, 2016

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Nuova opzione di trattamento per il carcinoma polmonare.

Posted by giorgiobertin su novembre 22, 2017

I pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con una mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) hanno registrato un miglioramento sostanziale degli esiti dopo trattamento con il farmaco osimertinib rispetto a quelli che ricevono un trattamento standard di cura. I risultati, pubblicati sulla rivista “New England Journal of Medicine” on-line, sono basati sullo studio “FLAURA” condotto da Suresh S. Ramalingam, del Winship Cancer Institute of Emory University (video).


New Treatment Option for EGFR Mutated Lung Cancer

Questi risultati inaugurano un nuovo paradigma terapeutico per il trattamento di pazienti con un tumore polmonare mutato con EGFR“, afferma Ramalingam. “L’uso di osimertinib ha comportato una riduzione del 54% del rischio di progressione della malattia o della morte rispetto all’attuale approccio standard di trattamento.

La Food and Drug Adminstration (FDA) ha recentemente concesso la designazione “Breakthrough Therapy” per osimertinib per la terapia di prima linea dei pazienti positivi alla mutazione di EGFR.

Leggi abstract dell’articolo:
Osimertinib in Untreated EGFR-Mutated Advanced Non–Small-Cell Lung Cancer
Jean-Charles Soria, Yuichiro Ohe,……..and Suresh S. Ramalingam, for the FLAURA Investigators
NEJM November 18, 2017 DOI: 10.1056/NEJMoa1713137

(Funded by AstraZeneca; FLAURA ClinicalTrials.gov number, NCT02296125.)

Fonte: Winship Cancer Institute of Emory University

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Scoperto meccanismo utilizzato dalle cellule tumorali per disattivare le cellule immunitarie.

Posted by giorgiobertin su novembre 21, 2017

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Ontario State University Comprehensive Cancer Center – James Cancer Hospital e Solove Research Institute (OSUCCC – James) identifica una sostanza rilasciata da cellule tumorali pancreatiche che le protegge dagli attacchi delle cellule immunitarie chiamate macrofagi.

GDF15 

Lo studio ha rilevato che la sostanza, chiamata Gdf-15 (growth and differentiation factor 15), potrebbe essere necessaria per lo sviluppo dei tumori pancreatici precoci. La ricerca ha anche rivelato che una molecola siglata NF-kappa-B (NF-kB) aiuta le cellule tumorali a produrre Gdf-15. Quando i macrofagi assumono il Gdf-15, questo impedisce loro di produrre ossido di azoto [nitric oxide (NO)] e fattore di necrosi tumorale (TNF), due sostanze chimiche che vengono rilasciate per uccidere le cellule tumorali.

Riteniamo che questo meccanismo per il disarmo dei macrofagi si sviluppi presto nelle cellule tumorali, consentendo ai piccoli tumori di sopravvivere e crescere“, dice il principale investigatore Denis Guttridge
i nostri risultati rivelano che NF-kB è responsabile della sintesi e della secrezione di GDF-15 dalle cellule tumorali pancreatiche e che GDF-15 inibisce quindi l’attività di NF-kB nei macrofagi e li blocca impedendo loro di uccidere le cellule del tumore ” – puntualizza il prof. Guttridge.

I risultati sono riportati sulla rivista “Journal of Clinical Investigation“.

Leggi abstract dell’articolo:
NF-κB regulates GDF-15 to suppress macrophage surveillance during early tumor development
Nivedita M. Ratnam … David J. Wang, Denis C. Guttridge
J Clin Invest. 2017;127(10):3796-3809. doi:10.1172/JCI91561.

Fonte: Ontario State University Comprehensive Cancer Center

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Scoperto composto contro le malattie autoimmuni.

Posted by giorgiobertin su novembre 20, 2017

I ricercatori della University of Colorado Builder hanno sviluppato un potente composto che potrebbe un giorno rivoluzionare il trattamento delle malattie autoimmuni inibendo una proteina strumentale che sollecita il corpo ad iniziare ad attaccare il suo stesso tessuto.

Si ricorda che le malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, lo scleroderma e il lupus, si ha una risposta immunitaria eccessiva che porta a dolore, infiammazione, disturbi della pelle e altri problemi di salute cronici.

nchembio-v13-n11

Abbiamo scoperto una chiave per bloccare questa proteina in uno stato di riposo“, ha detto Hang Hubert Yin, professore di biochimica presso il BioFrontiers Institute e autore principale dello studio, pubblicato su “Nature Chemical Biology“. “Questo potrebbe essere un cambio di paradigma“. Per anni, gli scienziati hanno sospettato che una proteina chiamata recettore Toll-like 8 (TLR8) svolga un ruolo chiave nella risposta immunitaria innata. Quando avverte la presenza di un virus o di un batterio, passa attraverso una serie di passaggi per trasformarsi dal suo stato passivo a attivo, innescando una cascata di segnali infiammatori per combattere l’invasore straniero. Quando la risposta è eccessiva si arriva alla malattia.

Il nuovo studio dimostra che una molecola chiamata CU-CPT8m si lega e inibisce TLR8 ed esercita “potenti effetti anti-infiammatori” sul tessuto di pazienti con artrite, artrosi e malattia di Still, una rara malattia autoimmune.

Leggi abstract dell’articolo:
Small-molecule inhibition of TLR8 through stabilization of its resting state
Shuting Zhang, Zhenyi Hu, Hiromi Tanji, Shuangshuang Jiang, Nabanita Das, Jing Li, Kentaro Sakaniwa, Jin Jin, Yanyan Bian, Umeharu Ohto, Toshiyuki Shimizu & Hang Yin
Nature Chemical Biology Published online: 20 November 2017 doi:10.1038/nchembio.2518

Fonte: University of Colorado Builder

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Un nuovo sensore chimico per la diagnosi precoce dell’autismo.

Posted by giorgiobertin su novembre 19, 2017

I ricercatori dell’Institute of Physical Chemistry of the Polish Academy of Sciences di Varsavia hanno realizzato un sensore che riconosce le molecole di ossitocina, un composto considerato uno dei biomarcatori dell’autismo.

Molecole di molti composti chimici diversi circolano nel sangue umano. Uno di questi è l’ossitocina, un composto più comunemente noto come “l’ormone dell’amore“. Distinti cambiamenti nella sua concentrazione ematica suggeriscono che il paziente potrebbe essere potenzialmente predisposto all’autismo. Il sensore chimico realizzato riconosce selettivamente anche piccole quantità di ossitocina, come riportato sulla rivista “Biosensors and Bioelectronics“, fascicolo di febbraio 2018.

oxytocin  autism

Il team del Prof. Kutner ha già sviluppato molti strati polimerici che reagiscono selettivamente anche a basse concentrazioni di sostanze chimiche importanti, tra cui melamina, nicotina, albumina e neopterina (uno dei biomarcatori del cancro). L’ossitocina si è appena unita a questo gruppo.
Nei test sperimentali, si è scoperto che il nuovo sensore rileva le concentrazioni micromolari di ossitocina e reagisce alla sua presenza anche quando è circondato da molecole di una struttura molto simile” – afferma il prof. Kutner. “Il nostro sensore chimico dell’ossitocina è davvero solo il primo passo verso la costruzione di un dispositivo medico più avanzato che diagnostichi una predisposizione all’autismo“.

Fino ad ora, la concentrazione di ossitocina è stata misurata mediante analisi enzimatica e radioimmunologica nei fluidi corporei, come plasma sanguigno , saliva e urina così come nel fluido cerebrospinale ( Szeto et al., 2011 ).

Leggi abstract dell’articolo:
Synthesis and application of a “plastic antibody” in electrochemical microfluidic platform for oxytocin determination
Piyush Sindhu Sharma, Zofia Iskierko, Krzysztof Noworyta, Maciej Cieplak, Wlodzimierz Kutner
Biosensors and Bioelectronics, Volume 100, 15 February 2018, Pages 251-258

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Nuovo stimolatore muscolare impiantabile per prevenire le ulcere da pressione.

Posted by giorgiobertin su novembre 18, 2017

Un team di ricercatori guidati da Kath Bogie, un ingegnere biomedico e professore associato di ortopedia e ingegneria biomedica presso la Scuola di Medicina della Case Western Reserve University e colleghi del Case Western Reserve ed altre istituzioni, ha sviluppato uno stimolatore muscolare impiantabile per prevenire le ulcere da pressione e lesioni profonde dei tessuti dei glutei. Queste gravi condizioni mediche, che sono causate da lunghi periodi di tempo a letto o seduti, possono portare a forti dolori e infezioni, e persino alla morte.

flextstim flextstim1

flexSTIM, così si chiama questo piccolo stimolatore, flessibile, completamente impiantabile con elettrodi che, con il semplice tocco di un pulsante, fornirà una stimolazione intermittente ai tre muscoli glutei che costituiscono i glutei. Imitando il regolare spostamento del peso corporeo – aumentando di conseguenza la massa muscolare – la stimolazione migliorerà la salute dei muscoli e aiuterà a prevenire le ulcere da pressione e le lesioni dei tessuti profondi.

FlexSTIM sarà adatto praticamente per tutti i pazienti con lesioni del midollo spinale e altri con condizioni mediche debilitanti” afferma il prof. Bogie.
I benefici del nuovo sistema completamente impiantato includeranno una maggiore qualità della vita e una riduzione dei costi delle cure mediche. I rischi saranno ridotti al minimo perché sarà necessaria solo una piccola incisione per impiantare il dispositivo di 4 mm di spessore da effettuarsi ambulatorialmente previa anestesia locale.

Preliminary development of an advanced modular pressure relief cushion: Testing and user evaluation.
Freeto T, Mitchell SJ, Bogie KM.
J Tissue Viability. 2017 Mar 20. pii: S0965-206X(17)30041-4. doi: 10.1016/j.jtv.2017.03.001

Case Western Reserve University Receives DOD Grant for Implantable Muscle Stimulator

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Realtà Virtuale: Terapia efficace dopo l’ictus.

Posted by giorgiobertin su novembre 18, 2017

L’uso della terapia della realtà virtuale per migliorare il movimento delle braccia e delle mani dopo un ictus è altrettanto efficace della terapia regolare, secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Neurology” e condotto dai ricercatori dell’Aarhus University, Hammel Neurocenter in Danimarca.

RV  VR1

Lo studio ha coinvolto 120 persone con un’età media di 62 anni che avevano avuto un ictus in media circa un mese prima dell’inizio dello studio. La metà dei partecipanti ha avuto una terapia fisica e occupazionale standard. L’altra metà aveva una formazione sulla realtà virtuale progettata per la riabilitazione e adattabile alle capacità della persona. I partecipanti hanno utilizzato uno schermo e guanti con sensori per giocare a diversi giochi che incorporavano movimenti di braccia, mani e dita.

Entrambi i gruppi hanno avuto miglioramenti sostanziali nel loro funzionamento, ma non c’è stata differenza tra i due gruppi nei risultati“, ha detto il prof. Brunner. “Questi risultati suggeriscono che è possibile utilizzare entrambi i tipi di allenamento, a seconda di ciò che il paziente preferisce“. “Il sistema di realtà virtuale non era un’esperienza immersiva, possiamo solo ipotizzare che l’utilizzo degli occhiali di realtà virtuale o altre tecniche per creare un’esperienza più coinvolgente potrebbe aumentare l’effetto riabilitativo“.

Leggi abstract dell’articolo:
Virtual Reality Training for Upper Extremity in Subacute Stroke (VIRTUES) – A multicenter RCT
Iris Brunner, PhD, Jan Sture Skouen, PhD, Håkon Hofstad, PhD, Jörg Aßmus, PhD, Frank Becker, PhD, Anne-Marthe Sanders, MSc, Hanne Pallesen, PhD, Lola Qvist Kristensen, MSc, Marc Michielsen, MSc, Liselot Thijs, MSc and Geert Verheyden, PhD
Neurology Published online before print November 15, 2017, doi: http:/​/​dx.​doi.​org/​10.​1212/​WNL.​0000000000004744

ClinicalTrials.gov identifier: NCT02079103

Fonte: AAN

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