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Archive for ottobre 2017

Un nuovo modello statistico rivela nuovi geni del cancro.

Posted by giorgiobertin su ottobre 31, 2017

Un nuovo modello statistico ha permesso ai ricercatori del Francis Crick Institute di Londra di individuare 27 nuovi geni per prevenire la formazione del cancro, in un’analisi di oltre 2212 tumori primari su 12 tipi di cancro umano,  inclusi i tumori del seno, del polmone e dell’intestino. I risultati potrebbero aiutare a creare nuovi trattamenti contro il cancro mirando a questi geni e aprendo a nuovi percorsi di ricerca sul cancro.

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Utilizzando questo potente toolkit, abbiamo scoperto dei geni rari del tumore che causano il cancro“, dice Jonas Demeulemeester, uno degli autori. “Questo potrebbe aprire la strada per lo sviluppo di trattamenti personalizzati contro il cancro“.

Il team ha sviluppato strumenti computazionali che permettono di determinare le proporzioni delle cellule cancerose e sane in ciascun campione analizzato, elaborando il numero di copie di ciascun gene nelle cellule tumorali. “Il nostro studio dimostra che rari geni del soppressore del tumore possono essere identificati attraverso un’analisi su vasta scala del numero di copie di geni nei campioni di cancro“, afferma il professore Peter Van Loo.

La genomica del cancro è una area di ricerca in espansione e gli strumenti di calcolo che usiamo sono un molto potenti per trovare nuovi geni coinvolti nel cancro” conclude il prof. Peter Van Loo.
I nuovi geni soppressori tumorali identificati in questo studio possono essere studiati dagli scienziati in laboratorio per comprendere il loro meccanismo d’azione e cercare di trovare i bersagli farmacologici.

La ricerca è stata pubblicata su “Nature Communications“.

Leggi abstract dell’articolo:
Pan-cancer analysis of homozygous deletions in primary tumours uncovers rare tumour suppressors
Jiqiu Cheng, Jonas Demeulemeester, David C. Wedge, Hans Kristian M. Vollan, Jason J. Pitt, Hege G. Russnes, Bina P. Pandey, Gro Nilsen, Silje Nord, Graham R. Bignell, Kevin P. White, Anne-Lise Børresen-Dale, Peter J. Campbell, Vessela N. Kristensen, Michael R. Stratton, Ole Christian Lingjærde, Yves Moreau & Peter Van Loo
Nature Communications 8, Article number: 1221 (2017) doi:10.1038/s41467-017-01355-0 Published online: 31 October 2017

Fonte: Francis Crick Institute

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Attività cellulare e limiti dell’immunoterapia contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su ottobre 31, 2017

I ricercatori dell’University of Michigan hanno scoperto un processo sorprendente all’interno di una cellula immunitaria chiave che può aiutare a spiegare le limitazioni dell’immunoterapia come trattamento per il cancro.

Le cellule T regolatori, o le cellule Treg, funzionano all’interno del sistema immunitario per sopprimere la funzione immunitaria. È un processo normale: le cellule T combattono un’infezione e, quando la minaccia è finita, le cellule di Treg trasmettono il segnale di fine combattimento.

I trattamenti di immunoterapia del cancro funzionano sovraccaricando il sistema immunitario per combattere il cancro. Quindi, quando Tregs entra in gioco sopprime la risposta immunitaria, e si arresta l’effetto contro il cancro. Eliminare però i Treg non aiuta, i ricercatori hanno provato attraverso delle sperimentazioni cliniche, e l’idea non ha mostrato alcun beneficio ai pazienti.

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Nel loro lavoro gli scienziati coordinati dal professore Weiping Zou, hanno sperimentato che quando i Tregs non muoiono a seguito di terapie, diventano ancora più soppressivi. Tutte le cellule che sembrano morte in realtà non lo sono e la macchina è ancora in funzione. Per questo quando induciamo l’apoptosi delle cellule Treg non abbiamo il beneficio atteso.

È una spada a doppio taglio: se i Treg non muoiono, sono combattivi” afferma il professore Zou. “Se muoiono sono ancora più combattivi“. Lo studio ha rilevato che quando le cellule Treg muoiono, rilasciano molti piccoli metaboliti chiamati ATP. Normalmente l’ATP fornisce l’energia al corpo. Le cellule Tregs convertono rapidamente l’ATP in adenosina. L’adenosina ha come target le cellule T, legandosi a un recettore sulla superficie della cellula. Questo influenza le funzioni delle cellule T del sistema immunitario.

I ricercatori stanno lavorando sulle opzioni che permettano di bloccare o controllare l’attività soppressiva delle Treg.

Leggi abstract dell’articolo:
Oxidative stress controls regulatory T cell apoptosis and suppressor activity and PD-L1-blockade resistance in tumor
Tomasz Maj, Wei Wang, Joel Crespo, Hongjuan Zhang, Weimin Wang, Shuang Wei, Lili Zhao, Linda Vatan, Irene Shao, Wojciech Szeliga, Costas Lyssiotis, J Rebecca Liu, Ilona Kryczek & Weiping Zou
Nature Immunology Published online:30 October 2017 doi:10.1038/ni.3868

Fonte: University of Michigan

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MicroRNA regola la mobilità delle cellule tumorali.

Posted by giorgiobertin su ottobre 30, 2017

Le cellule tumorali possono riattivare un processo cellulare che è una parte essenziale dello sviluppo embrionale. Ciò consente loro di lasciare il tumore primario, penetrare nel tessuto circostante e formare metastasi negli organi periferici. Nella rivista “Nature Communications“, i ricercatori dell’ University of Basel’s Department of Biomedicine forniscono una panoramica sulle reti molecolari che regolano questo processo.

EMT
Epithelial breast cancer cells following treatment with an EMT activator: they adopt the properties of mesenchymal cells; in addition, individual cells break away from the cell cluster and migrate into the surrounding tissue. Blue: nucleus, green: paxillin (adhesion protein), red: actin (cytoskeleton). (Image: University of Basel, Department of Biomedicine)

I ricercatori si sono concentrati in particolare sui microRNAs (miRNAs), una classe di RNA non codificanti con un notevole effetto sulla regolazione dei geni. Hanno identificato un microRNA finora sconosciuto, miR-1199-5p, che induce il comportamento delle cellule epiteliali e impedisce la malignità delle cellule tumorali, nonché il loro potenziale per formare tumori secondari.
Il microRNA appena scoperto impedisce la sintesi di una proteina specifica, il fattore di trascrizione Zeb1, che inibisce il programma EMT/MET, noto come transizione epiteliale-mesenchimale (EMT) in mesenchimale-epiteliale (MET).

Le cellule tumorali epiteliali possono ottenere capacità invasive e metastatiche subendo una transizione epiteliale-mesenchimale. I regolatori transcriptionali e quelli post-trascrizionali come i microRNAs orchestrano questo processo di alta plasticità cellulare e le sue conseguenze maligne.
Ricordiamo che una transizione epiteliale-mesenchimale (EMT) e la sua inversione, una transizione mesenchimale-epiteliale (MET), riflettono due processi graduali e ben controllati durante l’embriogenesi, la guarigione delle ferite negli adulti, promuovendo la formazione del tessuto e degli organi compresa l’omeostasi. Ora questa transizione svolge anche un ruolo importante nella diffusione delle cellule tumorali all’interno del corpo e nella formazione di metastasi.

Leggi abstract dell’articolo:
miR-1199-5p and Zeb1 function in a double-negative feedback loop potentially coordinating EMT and tumour metastasis
Maren Diepenbruck, Stefanie Tiede, Meera Saxena, Robert Ivanek, Ravi Kiran Reddy Kalathur, Fabiana Lüönd, Nathalie Meyer-Schaller und Gerhard Christofori.
Nature Communications (2017), Published online: 27 October 2017 doi: 10.1038/s41467-017-01197-w

Fonte: University of Basel’s Department of Biomedicine

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Sintetizzato composto contro le staminali del cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su ottobre 30, 2017

I ricercatori del Key Laboratory of Molecular Drug Research presso la Nankai University, China, hanno sintetizzato un depsipeptide con il nome molto tecnico BE-43547A, che ha una struttura con diversi tipi di articolazioni di sottoparti, tre centri chirali e due doppi legami. I depsipeptidi ciclici sono composti naturali che hanno una struttura impegnativa e molto complessa, e si trovano in una varietà di organismi come funghi, batteri e organismi marini ed è stato dimostrato intervengono in diverse attività biologiche, incluse le prestazioni antitumorali. Il nuovo composto di sintesi  è risultato particolarmente promettente per uccidere le cellule staminali del cancro al pancreas (pancreatic cancer stem cells -PCSCs).

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Gli scienziati hanno scoperto che l’attività antitumorale del composto è stata molto migliore di quella di diversi farmaci attualmente in uso e in studi clinici contro PCSC. BE-43547A  ha ridotto la percentuale di cellule staminali del cancro al pancreas 21 volte rispetto al gruppo di controllo, una attività senza precedenti.

I ricercatori hanno descritto la sintesi e i primi risultati delle prove del nuovo prodotto sulla rivista Angewandte Chemie.

Leggi abstract dell’articolo:
Cyclic Depsipeptide BE-43547A2: Synthesis and Activity against Pancreatic Cancer Stem Cells
Sun, Y., Ding, Y., Li, D., Zhou, R., Su, X., Yang, J., Guo, X., Chong, C., Wang, J., Zhang, W., Bai, C., Wang, L. and Chen, Y.
Angew. Chem. Int. Ed.. doi:10.1002/anie.201709744

Fonte: News Wiley

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LiveAs: Nuovo portale per la chirurgia mininvasiva di fegato e pancreas.

Posted by giorgiobertin su ottobre 29, 2017

Si chiama LiveAs (Minimally Invasive Surgery Community for Liver&Pancreas) una piattaforma digitale dedicata alla chirurgia mininvasiva del fegato e del pancreas.
La piattaforma è suddivisa in due aree: una dedicata al pancreas, l’altra al fegato. All’interno del portale è possibile conoscere e approfondire tecniche chirurgiche all’avanguardia condivise dai più autorevoli esperti a livello internazionale e di conoscere le tecnologie di ultima generazione.
La piattaforma offre inoltre la possibilità di interagire e di confrontarsi anche con esperti internazionali. Uno strumento per condividere video ad alta definizione, interventi live e per scambiare opinioni e pareri in tempo reale oltre a condividere report e risultati dei più importanti studi clinici e di sessioni scientifiche.

liveas-devices

Tutti i contenuti scientifici e i video di casi clinici ad alta risoluzione sono disponibili nell’area di formazione. Ogni caso clinico è disponibile in diverse lingue. Tutti i video sono accompagnati da procedure dettagliate dell’operazione e sono integrate con le procedure di intervento eseguite nei diversi casi clinici.

La piattaforma è disponibile anche su dispositivi mobili, ipad, iphone e android.

Accedi alla piattaforma: http://www.liveas.eu/

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Creata la prima banca dati di cellule cerebrali vive.

Posted by giorgiobertin su ottobre 28, 2017

E’ online la prima banca dati sul cervello fatta con neuroni umani ‘vivi’: ottenuti da tessuti di scarto derivanti dagli interventi neurochirurgici di 39 pazienti, sono stati mantenuti in attività fuori dal corpo umano per tre giorni, in modo da poterne analizzare l’anatomia e la funzionalità. Lo studio, realizzato negli Stati Uniti dall’Allen Institute for Brain Science di Seattle, ha permesso di ricavare il profilo genetico di 16.000 neuroni e informazioni circa l’attività elettrica di 300 neuroni della corteccia cerebrale, di cui 100 sono stati perfino ricostruiti in 3D.


First open database of live human brain cells

Il database, accessibile a tutti, apre una “finestra” inedita sul cervello umano, che finora era stato studiato usando elettroencefalogramma, tecniche di diagnostica per immagini (come la risonanza magnetica) e campioni di tessuto prelevati da cadavere.

The Allen Cell Types Database is freely available at http://celltypes.brain-map.org.

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NICE: Linee guida sulla Fibrosi Cistica.

Posted by giorgiobertin su ottobre 28, 2017

Sono state aggiornate a cura di NICE le linee guida sulla diagnosi e gestione della Fibrosi Cistica. Il documento contiene anche indicazioni su: monitoraggio, valutazione e gestione, anche per le malattie polmonari , l’infezione polmonare , la sindrome da obstruzione intestinale distale , la malattia epatica e il diabete associato alla fibrosi cistica.

cystic fibrosis diagnosis and management

Ricordiamo che la fibrosi cistica è la malattia genetica grave più diffusa. E’ una patologia multiorgano, che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e quello digerente. E’ dovuta ad un gene alterato, cioè mutato, chiamato gene CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator), che determina la produzione di muco eccessivamente denso.

Scarica e leggi il documento in full text:
Cystic fibrosis: diagnosis and management NICE guideline [NG78] Published date: October 2017

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Scoperti meccanismi molecolari implicati nel cancro e malattie autoimmuni.

Posted by giorgiobertin su ottobre 27, 2017

Uno studio condotto dai ricercatori dell’University of North Carolina Lineberger Comprehensive Cancer Center fornisce nuovi dettagli sullo sviluppo di una particolare cellula immunitaria che può svolgere un ruolo nel cancro e nelle malattie autoimmuni e infiammatorie.

I ricercatori riportano sulla rivista “Nature” nuovi dettagli di ciò che innesca lo sviluppo di Th17, una cellula T helper CD4. Questo tipo di cellule inviano segnali per aiutare il sito dei tumori o le infezioni. I ricercatori sperano che la loro scoperta possa aiutare nella ricerca di nuovi trattamenti per i disturbi autoimmuni e cancro.

Th17Image

Mentre scopriamo questi meccanismi molecolari, offriamo nuovi obiettivi molecolari potenziali che potrebbero permettere di puntare precisamente a queste cellule immunitarie per curare le malattie correlate“, ha dichiarato il professore Yisong Wan. “Questo è un tipo di cellula molto importante per le malattie autoimmuni, l’infiammazione e il cancro, ma come queste cellule sono generate non è mai stato chiarito“.

I ricercatori hanno scoperto come una complessa combinazione di segnali aiuta a sciogliere il DNA in un determinato sito, permettendo l’espressione di un gene chiave per lo sviluppo del sottotipo Th17.
Sapevamo che l’interleukin-6 segnala la riprogrammazione di un particolare sito del DNA che rende la cellula pronta per esprimere questo gene, ma ha bisogno di un altro evento – questa è la una nuova scoperta – che Ski-Smad4 attraverso la segnalazione TGF-beta possa essere espresso“, ha detto Wan. Mentre l’interleukin-6 è come un acceleratore che guida l’espressione Th17, Ski-Smad4 è come un freno che deve essere rilasciato.
Sveliamo un importante meccanismo che sottende la generazione di cellule Th17″, ha dichiarato Wan. “La carenza di Smad4 nelle cellule T è stata associata a tumori gastrici e sviluppo Th17“.
“Lo sviluppo delle cellule Th17 è stato associato anche a danni tissutali delle cellule immunitarie donatrici dopo il trapianto di cellule staminali per malattie maligne”.

Leggi abstract dell’articolo:
Reversing SKI–SMAD4-mediated suppression is essential for TH17 cell differentiation
Song Zhang, Motoki Takaku, Liyun Zou, Ai-di Gu, Wei-chun Chou, ….. Jenny P. Y. Ting & Yisong Y. Wan
Nature Published online 25 October doi:10.1038/nature24283

Fonte: UNC School of Medicine Department of Microbiology & Immunology

Cellula TH17 :un nuovo attore sulla scena della risposta immunitaria (Rivista di Immunologia e Allergologia Pediatrica)

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Nuove linee guida per lo screening del cancro ai polmoni.

Posted by giorgiobertin su ottobre 27, 2017

Ogni anno sempre più persone muoiono di cancro polmonare rispetto ai tumori del colon, del seno e della prostata combinati e lo screening a basso dosaggio CT (LDCT) per il cancro ai polmoni è diventato una pratica standard.

Le nuove linee guida sullo screening del cancro al polmone sono state presentate durante il  CHEST Annual Meeting 2017.

CHEST Annual Meeting2017

Questa linea guida è diversa dalla precedente, perché siamo andati a discutere danni e benefici“, ha affermato il prof. Peter Mazzone. “Abbiamo affrontato l’implementazione di screening CT a basso dosaggio, incluso chi lo deve fare, come identificare i pazienti appropriati per lo screening, come effettuare una visita condivisa, come eseguire LDCT e come gestire i risultati anormali“.

Leggi il full text dell’articolo:
Screening for Lung Cancer: CHEST Guideline and Expert Panel Report
Peter J Mazzone, MD, MPH, FCCP; Gerard A Silvestri, MD, MS, FCCP; Sheena Patel, MPH; Jeffrey P Kanne, MD, FCCP; Linda S Kinsinger, MD; Renda Soylemez Wiener, MD, MPH; Guy Soo Hoo, MD, FCCP; Frank C. Detterbeck, MD, FCCP

http://chestmeeting.chestnet.org/

Browse the CHEST Annual Meeting 2017 abstracts

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Linee guida europee sul trattamento dell’Hiv.

Posted by giorgiobertin su ottobre 27, 2017

Sono state pubblicate dall’European AIDS Clinical Society (EACS) le linee guida europee per il trattamento dell’Hiv negli adulti. Le linee guida EACS sono state pubblicate per la prima volta nel 2005. Le linee guida sono tradotte in diverse lingue e sono formalmente riviste almeno annualmente.

EACS-Guidelines

Le linee guida sono costituite da cinque sezioni principali, tra cui una tabella generale generale di tutti i principali problemi dell’infezione da HIV, nonché raccomandazioni dettagliate sul trattamento antiretrovirale, la diagnosi, il monitoraggio e il trattamento delle co-morbidità, delle co-infezioni. Ogni sezione è gestita da un gruppo di esperti europei sull’HIV.

Scarica e leggi il documento full text in pdf:

  English PDF – Version 9.0 – October 2017

  Chinese – 中文版 – 9.0 版本

  French – Français – Version 9.0

  German – Deutsch – Version 9.0

  Portuguese – Português – Versão 9.0

  Russian – Русский – Версия 9.0

  Spanish – Español – Versión 9.0

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Nuovo scenario terapeutico per la distrofia muscolare.

Posted by giorgiobertin su ottobre 26, 2017

Una ricerca condotta dall’Università Statale di Milano apre ad un approccio completamente alternativo nello studio – e anche nell’approccio terapeutico – delle distrofie muscolari, gravi patologie che compromettono la mobilità dei pazienti e, nei casi più severi, le funzioni respiratorie e cardiache, per arrivare a morte prematura.

Le distrofie muscolari sono caratterizzate da degenerazione cronica e atrofia primaria del muscolo scheletrico, tessuto capace di rigenerarsi in seguito a danno acuto o cronico, grazie a una popolazione di cellule staminali adulte, chiamate Cellule Satelliti. Nel caso delle distrofie muscolari, però, le Cellule Satellite portano con sé lo stesso difetto genetico, producendo quindi fibre muscolari che sono a loro volta soggette a degenerarsi e a esaurirsi per essere sostituite da tessuto connettivo e adiposo.

distrofia-muscolare   unimi

Il team di ricerca coordinato dalla Prof.ssa Graziella Messina del Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano, che ha pubblicato i risultati dello studio su “Nature Communications” – ha avuto l’idea di non aumentare ma di rallentare la rigenerazione muscolare, recuperando alcuni studi, rimasti a lungo dimenticati, che avevano già evidenziato come le fibre muscolari che si contraggono lentamente (fibre lente) fossero quelle che degeneravano più tardi nei pazienti.
Rallentare la rigenerazione del muscolo è possibile utilizzando Nfix – Nuclear Factor One, una proteina su cui da anni il gruppo di Milano lavora e che, quando assente nel muscolo scheletrico, rallenta la rigenerazione e converte tutte le fibre muscolari a fibre a contrazione lenta.

Questi risultati hanno introdotto nella comunità scientifica una prospettiva molto innovativa, ponendo le basi per una nuova strategia terapeutica per la cura delle Distrofie Muscolari. Cordis ha anche pubblicato un articolo su questo studio consultabile al seguente link:
http://cordis.europa.eu/result/rcn/202897_en.html

Leggi il full text dell’articolo:
Silencing Nfix rescues muscular dystrophy by delaying muscle regeneration
Giuliana Rossi, Chiara Bonfanti, Stefania Antonini, Mattia Bastoni, Stefania Monteverde, Anna Innocenzi, Marielle Saclier, Valentina Taglietti & Graziella Messina
Nature Communications 8, Article number: 1055 (2017) Published online: 20 October 2017 doi:10.1038/s41467-017-01098-y

Fonte: Università di Milano

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Nuovi strumenti di editor genetico per modificare l’RNA.

Posted by giorgiobertin su ottobre 26, 2017

Il Broad Institute e gli scienziati del MIT che hanno utilizzato prima CRISPR per il montaggio del genoma dei mammiferi, hanno ora progettato un nuovo sistema molecolare per la modifica efficiente del RNA nelle cellule umane. L’editing RNA, che può alterare i prodotti genetici senza apportare modifiche al genoma, ha un profondo potenziale come strumento per la ricerca e il trattamento delle malattie.

L’RNA è stato modificato utilizzando la tecnologia di modifica base CRISPR-Cas13 (A differenza di Cas9, le proteine ​​Cas13 mirano e tagliano l’RNA). Il nuovo sistema è denominato “REAPAIR” – (RNA Editing per Programmable A to I Replacement).
Il sistema può cambiare nucleotidi singoli RNA in cellule di mammiferi in modo programmabile e preciso. REPAIR ha la capacità di invertire le mutazioni che causano malattie a livello di RNA, nonché altre potenziali applicazioni di scienze terapeutiche e di base.

“Finora abbiamo ottenuto ottimi risultati inattivando i geni, ma effettivamente recuperare la funzione proteina persa è molto più impegnativa. Questa nuova capacità di modificare l’RNA apre molte potenziali opportunità per recuperare tale funzione e trattare molte malattie, in quasi tutte le cellule” – afferma il prof. Feng Zhang.

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Infographic: What is Cas13?
Credit: Broad Communications, Susanna M. Hamilton

REPAIR ha la capacità di individuare singole lettere di RNA, o nucleosidi, commutando adenosina in inosina. Queste lettere sono coinvolte in cambiamenti a base singola noti per causare regolarmente malattie nell’uomo. Nella malattia umana, una mutazione della lettera G ad A è estremamente comune; queste alterazioni sono implicate in, ad esempio, casi di epilessia focale, distrofia muscolare di Duchenne e malattia di Parkinson. REPAIR ha la capacità di invertire l’impatto di qualsiasi mutazione da G ad A patogena indipendentemente dalla sua sequenza nucleotidica circostante, con il potenziale di operare in qualsiasi tipo di cellula.
Finora la nuova tecnica è stata sperimentata in vitro e su cellule umane.

Il professore Zhang e il suo team intendono condividere ampiamente il sistema REPAIR. Come i precedenti strumenti CRISPR, questa tecnologia sarà libera per la ricerca accademica tramite la pagina del laboratorio Zhang sul sito web di Addgene per la condivisione di plasmidi, attraverso il quale il laboratorio Zhang ha già condiviso dati con ricercatori in più di 2.200 laboratori in 61 paesi, accelerando la ricerca in tutto il mondo.

In un secondo lavoro il team di ricerca, guidato da David Liu, professore di chimica e biologia chimica all’Università di Harvard, membro del Broad Institute, ha sviluppato una macchina molecolare che può trasformare la base DNA T in C o A in G. Può dunque annullare i tipi più comuni di “mutazione puntuale“, che coinvolgono una singola base aberrante. Tutto questo senza tagliare la doppia elica, con alta efficienza e praticamente senza nessun prodotto indesiderato.
Lo sviluppo di questa tecnica è un’aggiunta importante alla crescente suite di strumenti di editing del genoma.
Il nuovo sistema, soprannominato Adenine Base Editor o ABE, può essere programmato per individuare una coppia di base specifica in un genoma utilizzando un RNA guida e una forma modificata di CRISPR-Cas9. Per dimostrare il potenziale di ABE, Liu e colleghi hanno utilizzato ABE per correggere direttamente una mutazione che causa l’emocromatosi ereditaria (HHC) nelle cellule umane.

Il nuovo editor è descritto sulla rivista Nature.

Leggi abstracts degli articoli:
RNA editing with CRISPR-Cas13
BY DAVID B. T. COX, JONATHAN S. GOOTENBERG, OMAR O. ABUDAYYEH, BRIAN FRANKLIN, MAX J. KELLNER, JULIA JOUNG, FENG ZHANG
Science 25 Oct 2017: PUBLISHED ONLINE 25 OCT 2017 DOI: 10.1126/science.aaq0180

Programmable base editing of A•T to G•C in genomic DNA without DNA cleavage
Nicole M. Gaudelli,Alexis C. Komor,Holly A. Rees,Michael S. Packer,Ahmed H. Badran, David I. Bryson & David R. Liu
Nature (2017) Published online 25 October 2017 doi:10.1038/nature24644

Fonte: Broad Institute

Approfondimenti: Addgene

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Immunoncologia: Scoperto bersaglio molecolare contro il cancro.

Posted by giorgiobertin su ottobre 26, 2017

Una proteina IL-1R8 (ovvero il recettore numero 8 dell’interleuchina 1), presente sulle cellule del sistema immunitario chiamate Natural Killer (NK) e sui linfociti T, agisce da blocco alla naturale azione anti-cancro del corpo umano. Se addirittura si toglie il blocco, cioè si spegne il gene che la esprime, l’azione antitumorale tanto degli NK quanto dei linfociti T è molto più potente.

Mantovani Alberto Mantovani 

Al centro del lavoro di ricerca dell’equipe dell’Irccs Humanitas di Rozzano diretta dal prof. Alberto Mantovani, vi sarebbe lo studio del gene IL-1R8, già oggetto di studio nel lontano 1998.
Identificare l’azione di IL-1R8 come freno all’attività delle nostre cellule di difesa, in particolare delle Natural Killer (NK), presenti in sedi specifiche quali fegato e polmone, ci ha permesso di vedere che, togliendo ‘il freno’, le cellule NK si attivano a difesa di questi organi contro cancro e metastasi” – afferma Martina Molgora, ricercatrice di Humanitas.

Questa nuova e rivoluzionaria scoperta pubblicata sulla rivista “Nature“, di fatto, sembra confermare che la strada della guerra immunologica al al tumore sia quella giusta. La scoperta del gene IL-1R8 va infatti ad aggiungersi a quella dei geni CTLA4 (immunoterapico ipilimumab) e PD-1/PD-L1 (immunoterapico nivolumab) già ampiamenti utilizzati per la cura del melanoma e di altre forme di cancro.

La scoperta del ruolo di IL-1R8 – auspicano gli scienziati – apre ora la strada all’uso sempre più efficace di armi immunologiche contro diversi tumori, a vantaggio di un sempre maggiore numero di malati“.

Leggi abstract dell’articolo:
IL-1R8 is a checkpoint in NK cells regulating anti-tumour and anti-viral activity
Martina Molgora, Eduardo Bonavita[…]Alberto Mantovani
Nature (2017) Published online 25 October doi:10.1038/nature24293

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Scoperti nuovi meccanismi di resistenza delle cellule tumorali alle terapie.

Posted by giorgiobertin su ottobre 26, 2017

Uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Communications” cui ha partecipato l’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Ispaam-Cnr) di Napoli e il Laboratorio di biologia molecolare e stabilità genomica dell’Università di Udine, getta nuova luce su alcuni meccanismi molecolari responsabili della resistenza delle cellule tumorali alla chemio e radioterapia.
Lo studio potrebbe aprire nuovi scenari su possibili sviluppi di nuovi farmaci capaci di rendere le cellule tumorali più sensibili alla chemio e alla radio terapia, aumentandone così efficacia e specificità.

APE1

Applicando moderne tecniche di analisi genomica e proteomica abbiamo individuato un nuovo meccanismo funzionale della proteina Ape1, un enzima di riparazione del danno al Dna che contribuisce al processo di instabilità genetica associata a diversi tumori, come quelli che colpiscono seno, ovaie e il cervello (glioblastoma), scoprendo un nuovo ruolo nel processo di tumorigenesi”, spiega il prof. Andrea Scaloni, direttore dell’Ispaam-Cnr. “Abbiamo capito che la proteina Ape1 è in grado di regolare il processamento dei microRna, piccole molecole dell’acido ribonucleico (Rna), contribuendo alla regolazione dell’espressione di geni coinvolti nei fenomeni di chemioresistenza. Inoltre abbiamo evidenziato come questa proteina, interagendo con molte altre, giochi un ruolo importante nello sviluppo del cancro“.

I risultati di questa ricerca saranno fondamentali per lo studio e la messa a punto di farmaci innovativi, capaci di interferire con questo meccanismo di resistenza e di rendere le cellule malate maggiormente sensibili al trattamento con gli agenti terapeutici comunemente utilizzati, come i chemio e i radio-terapici, aumentandone così l’efficacia e la specificità“. conclude il prof. Scaloni.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Mammalian APE1 controls miRna processing and its interactome is linked to cancer Rna metabolism
Giulia Antoniali, Fabrizio Serra, Lisa Lirussi, Mikiei Tanaka, Chiara D’Ambrosio, Shiheng Zhang, Slobodanka Radovic, Emiliano Dalla, Yari Ciani, Andrea Scaloni, Mengxia Li, Silvano Piazza & Gianluca Tell
Nature Communications 8, Article number: 797 Published online:06 October 2017

Fonte: Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Ispaam-Cnr)

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Nuove nanoparticelle auto-regolanti per trattare il cancro.

Posted by giorgiobertin su ottobre 25, 2017

Gli scienziati dell’Università di Surrey hanno sviluppato delle nanoparticelle “intelligenti” che si riscaldano ad una temperatura abbastanza elevata per uccidere le cellule cancerose, ma che poi si autoregolano e perdono calore prima di danneggiare i tessuti sani.

Hyperthermia          HyperThermia

La termoterapia è da tempo utilizzata come metodo di trattamento per il cancro, ma è difficile curare i pazienti senza danneggiare le cellule sane. Le cellule tumorali possono essere indebolite o uccise senza influenzare il tessuto normale se le temperature sono controllate con precisione entro un intervallo da 42°C a 45°C.
I ricercatori dell’University of Surrey con i colleghi dell’Università di Tecnologia di Dalian in Cina hanno creato delle nanoparticelle di ferrite Zn-Co-Cr chimicamente stabili auto-regolanti, il che significa che quando vengono impiantate e usate in una sessione di termoterapia, possono indurre temperature fino a 45°C. Importante, le nanoparticelle sono a bassa tossicità ed è improbabile che causino danni permanenti al corpo.

L’ipertermia oncologica indotta è un modo tradizionale di trattare i tumori maligni, ma le difficoltà nel controllo della temperatura hanno ridotto significativamente il suo utilizzo. Se possiamo modulare le proprietà magnetiche delle nanoparticelle, la temperatura terapeutica può essere auto-regolata” – afferma il prof. Wei Zhang. “Una grande innovazione dal punto di vista dei nanomateriali“.

Leggi abstract dell’articolo:
Novel nanoparticles with Cr3+ substituted ferrite for self-regulating temperature hyperthermia
Wei Zhang, Xudong Zuo, Ying Niu, Chengwei Wu, Shuping Wang, Shui Guan and S. Ravi P. Silva
Nanoscale, 2017,9, 13929-13937 http://dx.doi.org/10.1039/C7NR02356A

Fonte: University of Surrey, Guildford, United Kingdom

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Acc: Linee guida sulla stenosi aortica e insufficienza mitralica.

Posted by giorgiobertin su ottobre 25, 2017

L’American College of Cardiology (Acc) ha pubblicato sul “Journal of the American College of Cardiology” le linee guida per i trattamenti  della stenosi aortica severa e insufficienza mitralica.

AHA-ACC-logo

Scarica e leggi i documenti in full text:
2017 ACC Expert Consensus Decision Pathway on the Management of Mitral Regurgitation: A Report of the American College of Cardiology Task Force on Expert Consensus Decision Pathways
Writing Committee, Patrick T. O’Gara, Paul A. Grayburn, Vinay Badhwar, Luis C. Afonso, John D. Carroll, Sammy Elmariah, Aaron P. Kithcart, Rick A. Nishimura, Thomas J. Ryan, Allan Schwartz, Lynne Warner Stevenson
Journal of the American College of Cardiology Available online 18 October 2017 – https://doi.org/10.1016/j.jacc.2017.09.019

ACC/AATS/AHA/ASE/EACTS/HVS/SCA/SCAI/SCCT/SCMR/STS 2017 Appropriate Use Criteria for the Treatment of Patients With Severe Aortic Stenosis: A Report of the American College of Cardiology Appropriate Use Criteria Task Force, American Association for Thoracic Surgery, American Heart Association, American Society of Echocardiography, European Association for Cardio-Thoracic Surgery, Heart Valve Society, Society of Cardiovascular Anesthesiologists, Society for Cardiovascular Angiography and Interventions, Society of Cardiovascular Computed Tomography, Society for Cardiovascular Magnetic Resonance, and Society of Thoracic Surgeons
Aortic Stenosis Writing Group, Robert O. Bonow, Alan S. Brown, Linda D. Gillam, Samir R. Kapadia, Clifford J. Kavinsky, Brian R. Lindman, Michael J. Mack, Vinod H. Thourani
Journal of the American College of Cardiology Available online 17 October 2017

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Rapporto sui ricoveri ospedalieri in Italia 2016.

Posted by giorgiobertin su ottobre 25, 2017

Il Rapporto sui ricoveri ospedalieri fotografa l’attività di ricovero e cura per acuti degli ospedali italiani, pubblici e privati, in modo affidabile e completo.

logo_ministerosalute

Dai dati delle schede di dimissione ospedaliere relative all’anno 2016 si osserva una generale diminuzione del volume di attività erogata: rispetto all’anno precedente, il numero complessivo di dimissioni per Acuti, Riabilitazione e Lungodegenza mostra una diminuzione di circa il 2,7%, mentre il corrispondente volume complessivo di giornate si riduce di circa il 2,1%.

Il trend del tasso di ospedalizzazione, standardizzato per età e sesso mostra un andamento decrescente, che interessa sostanzialmente l’attività per Acuti, sia in regime ordinario che diurno, che passano, rispettivamente, da 115,8 e 48,8 per mille abitanti nel 2010 a 95 e 31 nel 2016. Il tasso di ospedalizzazione complessivo si riduce da 171,9 per mille abitanti nel 2010 a 132,5 nel 2016.

Scarica e leggi i documenti in full text:

Fonte: Ministero della Salute

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Nuove mutazioni genetiche associate al tumore al seno.

Posted by giorgiobertin su ottobre 24, 2017

Sono stati pubblicati su “Nature” e “Nature Genetics” due studi che descrivono l’identificazione di nuove varianti genetiche associate al rischio di sviluppare carcinoma mammario. Gli studi sono stati coordinati dall’University of Cambridge. Il contributo italiano è dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Istituto Europeo di Oncologia e Istituto FIRC di Oncologia Molecolare, grazie anche al sostegno di AIRC. Un lavoro del Consorzio OncoArray, un enorme impegno che ha coinvolto 550 ricercatori provenienti da circa 300 istituti diversi in sei continenti.

breast cancer

Sale così a 167 il numero di varianti comuni di predisposizione alla malattia (incluse 125 varianti specificamente associate ai tumori cosiddetti “ER-negativi”). Queste nuove varianti (72 per la precisione) sono state identificate mediante l’analisi genetica effettuata sul DNA di più di 137.000 donne colpite da carcinoma mammario, 18.900 donne portatrici di mutazioni in BRCA1, e più di 119.000 donne sane.

Ci sono alcuni modelli chiari nelle varianti genetiche che dovrebbero aiutarci a capire perché alcune donne sono predisposte al cancro al seno e quali geni e meccanismi sono coinvolti” – afferma il prof. Doug Easton dell’University of Cambridge.

In pratica questi studi fanno intravedere la possibilità futura di condurre test basati sulla tipizzazione simultanea di tutte le varianti comuni di rischio di carcinoma mammario ed ovarico. – spiega Paolo Peterlongo, Istituto FIRC di Oncologia Molecolare – Modelli teorici suggeriscono che il cosiddetto PRS (Polygenic Risk Score o punteggio di rischio poligenico), un valore calcolato in base al numero di varianti simultaneamente presenti in un individuo, potrebbe essere utilizzato come fattore predittivo del rischio di sviluppare carcinoma mammario“.

È verosimile – aggiunge Peterlongo – immaginare un futuro in cui l’utilizzo di test basati sul PRS potrà influenzare le politiche nazionali sanitarie al fine di offrire alle donne della popolazione generale e a quelle portatrici di mutazioni ad alto rischio percorsi clinici personalizzati.”

Leggi abstracts degli articoli:
Identification of ten variants associated with risk of estrogen-receptor-negative breast cancer
Roger L Milne, Karoline B Kuchenbaecker[…]Jacques Simard
Nature Genetics Published online: 23 October 2017 doi:10.1038/ng.3785

Association analysis identifies 65 new breast cancer risk loci
Kyriaki Michailidou, Sara Lindström[…]Douglas F. Easton
Nature Published online 23 October 2017 doi:10.1038/nature24284

Fonti: Ufficio stampa Istituto Nazionale dei Tumori, Noesis s.r.l. –  University of Cambridge

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Nuovo test diagnostico per il cancro alla prostata.

Posted by giorgiobertin su ottobre 24, 2017

I ricercatori della Queen’s University Belfast hanno condotto il più grande studio di ricerca al mondo utilizzando un test diagnostico sviluppato da Almac Diagnostics, per comprendere meglio la biologia del cancro alla prostata; questo potrebbe portare ad una trasformazione di come attualmente viene diagnosticato e trattato il cancro alla prostata.

Prostate-DX

La diagnosi attuale del cancro alla prostata comprende biopsie, scansioni e analisi del sangue per determinare quanto è aggressivo il cancro e successivamente sviluppare un appropriato piano di trattamento. I medici ripetutamente riportano che questi strumenti non sono sempre efficaci nel determinare quanto è aggressivo il cancro, il che può significare che è difficile decidere il miglior trattamento per un singolo paziente”. afferma il prof. Suneil Jain del  Centre for Cancer Research & Cell Biology presso la Queen’s University Belfast.

Almac Diagnostics ha sviluppato un biomarker di espressione genica, noto come Metastatic Assay, che mira a diagnosticare rapidamente il tipo di cancro alla prostata. Il test condotto su 248 pazienti precedentemente trattati per il cancro alla prostata ha analizza la genetica del tumore consentendo ai medici di comprendere il tipo di tumore, sia che si tratti di una crescita lenta o aggressiva e se quest’ultima, in che misura.

I risultati della ricerca pubblicati sulla rivista “Annals of Oncology“, hanno dimostrato che il test diagnostico è più efficace dei test clinici standard.

Leggi il full text dell’articolo:
Validation of a Metastatic Assay using biopsies to improve risk stratification in patients with prostate cancer treated with radical radiation therapy
S Jain C A Lyons S M Walker S McQuaid S Hynes D Mitchell B Pang G E Logan A M McCavigan D O’Rourke D McArt S McDade I Mills K M Prise L A Knight C J Steele P W Medlow V Berge B Katz D A Loblaw D P Harkin J James J M O’Sullivan R D Kennedy D J Waugh
Annals of Oncology, mdx637, https://doi.org/10.1093/annonc/mdx637, Published: 10 October 2017

Fonti: Queen’s University Belfast Almac Diagnostics

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Scoperto il gene associato alla Fibrosi Polmonare.

Posted by giorgiobertin su ottobre 24, 2017

I ricercatori dell’Università di Leicester e dell’Università di Nottingham hanno annunciato in un articolo pubblicato sulla rivista “The Lancet Respiratory Medicine” la scoperta di un gene associato alla fibrosi polmonare.

polmoni

I ricercatori Louise Wain dell’Università di Leicester e il professor Gisli Jenkins dell’Università di Nottingham, autori principali dello studio, hanno analizzato il DNA di oltre 2700 persone con IPF (fibrosi polmonare idiopatica (IPF)) e 8500 persone senza IPF da tutto il mondo ed hanno scoperto che le persone con IPF hanno maggiori probabilità di avere cambiamenti in un gene chiamato AKAP13.

“Abbiamo urgentemente bisogno di nuovi modi per trattare questa terribile malattia. I nostri risultati evidenziano un potenziale nuovo modo per il trattamento e ora abbiamo bisogno di ulteriori ricerche per identificare il motivo per cui questo gene è importante nel IPF e come possiamo utilizzare queste informazioni per identificare nuove terapie” – affermano i ricercatori  delle due università.
Questo gene influisce su un percorso che può essere mirato da farmaci attualmente in sviluppo, aprendo la porta alla medicina di precisione per la IPF.

La fibrosi polmonare idiopatica porta ad una cicatrizzazione del tessuto tra gli alveoli del polmone (interstizio polmonare), ed è la causa del peggioramento della dispnea (mancanza di fiato). La fibrosi si associa solitamente a una prognosi infausta. E’ identificata istologicamente come polmonite interstiziale usuale. Il termine “idiopatica” viene utilizzato poiché la causa della fibrosi polmonare è ancora sconosciuta.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Genetic variants associated with susceptibility to idiopathic pulmonary fibrosis in people of European ancestry: a genome-wide association study
Richard J Allen, Joanne Porte, Rebecca Braybrooke, Carlos Flores, Tasha E Fingerlin, Justin M Oldham, Beatriz Guillen-Guio, Shwu-Fan Ma, Tsukasa Okamoto, Alison E John, Ma’en Obeidat, Ivana V Yang…. Prof. Louise V Wain, Prof. R Gisli Jenkins.
The Lancet Respiratory Medicine Published: 20 October 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S2213-2600(17)30387-9

Fonte: University of Leicester   –  University of Nottingham

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Identificata la proteina chiave nella retinopatia diabetica.

Posted by giorgiobertin su ottobre 24, 2017

I ricercatori della University of Utah Health hanno identificato una proteina (ARF6) che, quando inibita, riduce la retinopatia diabetica, una condizione che si traduce quando i vasi sanguigni sul retro dell’occhio perdono fluido negli occhi, compromettendo la visione.
Questi risultati pubblicati sulla rivista “Journal of Clinical Investigation“, offrono l’opportunità di sviluppare nuovi trattamenti per questo disturbo dell’occhio.

DiabeticRetinopathy
Image of left retina with spots from hemorrhages and scar tissue from diabetic retinopathy. Credit: M. Elizabeth Hartnett

Quello che è interessante in questo studio è che siamo riusciti ad identificare un composto (NAV-2729) che inibisce l’ARF6, cruciale per lo sviluppo della retinopatia diabetica“, ha spiegato il professore Weiquan Zhu, primo autore dello studio.
La retinopatia diabetica può svilupparsi nel corso del tempo, portando a una perdita drammatica della vista che non può essere migliorata con gli occhiali. “Nuovi trattamenti sono necessari, perché la retinopatia diabetica è in aumento in tutto il mondo e si prevede possa aumentare ulteriormente nei prossimi decenni” afferma il prof. Weiquan.

Pensiamo che questi risultati siano importanti perché identificano il meccanismo con il quale ARF6 controlla il segnale del recettore VEGF (fattore di crescita endoteliale – (VEGF)) e quindi può avere implicazioni molto più ampie” – conclude il prof. Weiquan.

Il team dei ricercatori prevede di continuare a esplorare il ruolo di ARF6 anche in altre malattie infiammatorie.

Leggi abstract dell’articolo:
Small GTPase ARF6 controls VEGFR2 trafficking and signaling in diabetic retinopathy
Weiquan Zhu, Dallas S. Shi, Jacob M. Winter, Bianca E. Rich, Zongzhong Tong, Lise K. Sorensen, Helong Zhao, Yi Huang, Zhengfu Tai, Tara M. Mleynek, Jae Hyuk Yoo, Christine Dunn, Jing Ling, Jake A. Bergquist, Jackson R. Richards, Amanda Jiang, Lisa A. Lesniewski, M. Elizabeth Hartnett, Diane M. Ward, Alan L. Mueller, Kirill Ostanin, Kirk R. Thomas, Shannon J. Odelberg, Dean Y. Li
J Clin Invest. Published October 23, 2017 doi:10.1172/JCI91770.

Fonte: University of Utah Health

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Profilassi del tromboembolismo venoso – linee guida Regione Toscana.

Posted by giorgiobertin su ottobre 23, 2017

Sono state pubblicate dalla Regione Toscana le linee guida sulla “Profilassi del tromboembolismo venoso“.
La malattia tromboembolica venosa o tromboembolismo venoso (TEV) è una delle patologie più comuni del sistema circolatorio. Il TEV prende origine da una trombosi venosa profonda (TVP) quando, all’interno di una vena profonda, generalmente degli arti inferiori, si forma un iniziale aggregato di piastrine cementato dalla fibrina, ovvero un trombo. Il distacco di frammenti dal trombo determina la formazione di emboli che, tramite le vie venose, possono raggiungere le camere destre del cuore e quindi il circolo polmonare, là dove la sezione del vaso è inferiore alla dimensione dell’embolo. Si realizza, così, la più temuta complicanza della trombosi venosa, ovvero l’embolia polmonare (EP).

Linee guida per la profilassi del tromboembolismo venoso

Questa nuova edizione delle linee guida della Regione Toscana sulla profilassi del tromboembolismo venoso è stata significativamente rinnovata rispetto alla prima edizione del 2011 ed è stata aggiornata la bibliografia.

Scarica e leggi il documento in full text:
Linee guida per la profilassi del tromboembolismo venoso

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Human Cell Atlas: Tutte le cellule umane in un Atlante.

Posted by giorgiobertin su ottobre 23, 2017

Si chiama Human Cell Atlas il progetto internazionale che fornirà l’identikit delle cellule umane che costituiscono tutti i tessuti e gli organi. All’atlante partecipano centinaia di ricercatori in tutto il mondo e la cui portata e’ confrontabile a quella del Progetto Genoma Umano iniziato nel 2000 che ha portato alla mappatura del DNA dell’uomo.

Atlas-cell-human
Villani, A.-C. ET AL. SCIENCE 356, EAAH453 (2017); image Kathryn White; reconstruction James Fletcher
A new type of human dendritic cell recently discovered using single-cell RNA sequencing.

L’Atlante presenta già ora un primissimo risultato con l’identikit del primo milione di cellule, insieme alla descrizione delle tecniche utilizzate per ottenerlo.
Le nuove tecniche di analisi oggi disponibili permettono di capire perchè le cellule, pur avendo quasi lo stesso Dna, sono diverse; come la loro composizione cambia nel tempo, ad esempio quando invecchiamo o durante le malattie.

La risorsa aiuterà gli scienziati a capire come le varianti genetiche influenzino il rischio di malattie, definisce le tossicità dei farmaci, scoprendo le migliori terapie per la medicina rigenerativa avanzata. Una risorsa di tale ambizione e di scala mondiale deve essere costruita in fasi, aumentando le dimensioni, la larghezza e la risoluzione man mano che le tecnologie si sviluppano e la comprensione si approfondisce.

Scarica e leggi il full text:
THE HUMAN CELL ATLAS – White Paper
The HCA Consortium – October 18, 2017

Human Cell Atlas

THE INTERNATIONAL HUMAN CELL ATLAS PUBLISHES STRATEGIC BLUEPRINT; ANNOUNCES DATA FROM FIRST ONE MILLION CELLS

The Human Cell Atlas: from vision to reality
Orit Rozenblatt-Rosen, Michael J. T. Stubbington, Aviv Regev& Sarah A. Teichmann

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MyGene2: Nuovo portale di malattie genetiche rare.

Posted by giorgiobertin su ottobre 22, 2017

L’University of Washington ha realizzato MyGene2, una nuova risorsa di dati aperta che aiuta i pazienti con malattie genetiche rare, clinici e ricercatori a condividere informazioni, collegandosi tra loro.

MyGene2

Abbiamo creato MyGene2 per affrontare le limitazioni informative sulle malattie genetiche rare, come luogo unico per i pazienti e le famiglie per cercare e condividere le informazioni piuttosto che un approccio di termini e piattaforme di ricerca“, ha dichiarato il dottor Bamshad. Il sito web aiuta i pazienti a inserire i loro dati genetici in modo da essere ricercabili e utili ai ricercatori e ai medici, oltre a informazioni dettagliate sui loro fenotipi e le loro esperienze per contribuire a definire i sintomi e descrivere il corso della malattia. “Questi dati possono essere identificati proteggendo la privacy dei pazienti, ma rimangono completi e accessibili, consentendo il contatto tra famiglie, ricercatori e clinici“.
Attualmente sono stati creati oltre 1000 profili.

Il portale è stato presentato all’American Society of Human Genetics 2017 Annual Meeting. Orlando, Florida.
Chong JX et al. (2017 Oct 18). Abstract: Gene discovery via direct-to-family engagement using MyGene2

Accedi al portale: MyGene2

Video: Goals and purpose of MyGene2.

Fonte: American Society of Human Genetics 

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Linee guida sull’epatite C in gravidanza.

Posted by giorgiobertin su ottobre 21, 2017

Sono state pubblicate a cura della Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM) le linee guida specifiche per lo screening, il trattamento e la gestione dell’epatite C in gravidanza.
Il documento è pubblicato sulla rivista “American Journal of Obstetrics and Gynecology” ed è stato approvato dal College of Obstetricians and Gynekologists (ACOG).

SMFM

L’epatite C (hepatitis C virus – HCV) durante la gravidanza è associata a gravi effetti negativi. I neonati nati da donne con HCV hanno maggiori probabilità di avere una bassa crescita fetale e un basso peso alla nascita. Per le donne, l’HCV cronico è associato a un danno epatico progressivo e, durante la gravidanza, può essere trasmesso dalla madre al feto.

Scarica e leggi il documento in full etxt:
Hepatitis C in pregnancy: screening, treatment, and management
Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM) Brenna L. Hughes, Charlotte M. Page, Jeffrey A. Kuller
American Journal of Obstetrics & Gynecology

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