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Archive for 11 settembre 2017

Nuova cura contro il cancro al polmone.

Posted by giorgiobertin su settembre 11, 2017

Sono stati presentati al congresso della Società europea di oncologica medica – Esmo 2017 (European Society of Clinical Oncology), che si svolge a Madrid, i risultati dello studio PACIFIC – questo il nome dello studio clinico di fase III.  Lo studio è stato guidato dal Moffitt Cancer Center di Tampa, in Florida, e ha coinvolto 235 centri di 26 paesi. Per la prima volta per il cancro al polmone è stato testato il farmaco immunoterapico durvalumab, un inibitore del checkpoint immunitario PD-L1.

Il durvalumab agisce bloccando un recettore, presente sulle cellule tumorali, chiamato Pd-L1 (è proprio questo recettore che “disinnesca” i linfociti T, rendendoli inattivi: in questo modo il farmaco fa sì che i linfociti T si riattivino e attacchino di nuovo il tumore.

Durvalumab

La sperimentazione è stata condotta su 713 pazienti già trattati con chemioterapia a base di platino e radioterapia.  Dai risultati, pubblicati sulla rivista “New England Journal of Medicine“, è emerso in media una sopravvivenza libera da progressione della malattia di 16,8 mesi nel gruppo trattato con durvalumab, rispetto a 5,6 mesi del placebo: circa il triplo. “Durvalumab diminuisce la probabilità di progressione del 48%, con miglioramenti in tutti i sottogruppi di pazienti”, ha detto il prof. Luis Paz-Ares.
Il farmaco potrebbe agire su eventuali micrometastasi già diffuse nell’organismo, sebbene troppo piccole per essere rilevate dagli strumenti diagnostici.
E’ stato anche visto che la radioterapia eseguita in concomitanza con l’immunoterapia può aumentare l’efficacia di quest’ultima nello stimolare il sistema immunitario.

Leggi abstract dell’articolo:
Durvalumab after Chemoradiotherapy in Stage III Non–Small-Cell Lung Cancer
Scott J. Antonia, Augusto Villegas,……and Mustafa Özgüroğlu, for the PACIFIC Investigators
NEJM September 8, 2017 DOI: 10.1056/NEJMoa1709937

AstraZeneca; PACIFIC ClinicalTrials.gov number, NCT02125461.)

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Riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell’alimentazione.

Posted by giorgiobertin su settembre 11, 2017

Sono stati pubblicati a cura del Ministero della Salute le “Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell’alimentazione“.

Quaderno-alimentazione

Il documento fa parte della collana dei “Quaderni del Ministero della Salute” e vuole essere un pratico ausilio per gli operatori sanitari coinvolti nella cura dei disturbi dell’alimentazione per identificare correttamente le persone che necessitano di un supporto nutrizionale e mettere in atto i trattamenti più appropriati al momento opportuno.

Scarica e leggi il documento in full text:
Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell’alimentazione
Settembre 2017

Workshop nazionale, Presentazione – Roma 7 settembre 2017

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Scoperto come interrompere la malattia di Parkinson.

Posted by giorgiobertin su settembre 11, 2017

Gli scienziati del Department of Neurology, Northwestern University Feinberg School of Medicine, Chicago, USA, hanno identificato una cascata tossica che porta alla degenerazione neuronale nei pazienti con malattia di Parkinson (PD) ed hanno capito come interromperla, secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Science“.

Dimitri-Krainc Professor Dimitri Krainc.

Lo studio dimostra che un intervento con un antiossidante all’inizio del processo di malattia può rompere il ciclo degenerativo e migliorare la funzione dei neuroni nella malattia di Parkinson.
Utilizzando i neuroni umani dai pazienti con Parkinson, il prof. Krainc e il suo team hanno identificato una cascata tossica di disfunzione mitocondriale e lisosomica avviata da un accumulo di dopamina ossidata e da una proteina chiamata alfa-sinucleina.
In particolare, lo studio ha dimostrato che un accumulo di dopamina ossidata ha depresso l’attività della glucosocerebrosidasi lisosomiale (GCase), un enzima implicato nella malattia. I ricercatori hanno cercato di interrompere questa cascata tossica.

“Una delle strategie chiave che ha funzionato nei nostri esperimenti è trattare i neuroni della dopamina all’inizio della cascata tossica con antiossidanti specifici che migliorano lo stress ossidativo mitocondriale e la dopamina ossidata”, ha dichiarato Krainc. “Con questo approccio abbiamo scoperto che possiamo attenuare o prevenire gli effetti tossici a valle nei neuroni dopaminergici umani“.

Leggi abstract dell’articolo:
Dopamine oxidation mediates mitochondrial and lysosomal dysfunction in Parkinson’s disease
BY Lena F. Burbulla, Pingping Song, Joseph R. Mazzulli, Enrico Zampese, Yvette C. Wong, Sohee Jeon, David P. Santos, Judith Blanz, Carolin D. Obermaier, Chelsee Strojny, Jeffrey N. Savas, Evangelos Kiskinis, Xiaoxi Zhuang, Rejko Krüger, D. James Surmeier, Dimitri Krainc.
Science PUBLISHED ONLINE 07 SEP 2017 DOI: 10.1126/science.aam9080

Fonte: Northwestern Medicine University

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