Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica "PINALI" Università degli Studi di Padova

  • Categorie

  • Archivi

  • Pagine

  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 438 follower

  • QR Code Blog

    Scarica e installa il software direttamente dal telefonino: sito i-nigma; fotografa il codice e avrai le news dal blog sempre con te.


  • Seguimi su Libero Mobile

  • sito internet

  • Sito d'argento

Archive for agosto 2017

FDA: Approvata la prima terapia genica contro la leucemia.

Posted by giorgiobertin su agosto 31, 2017

L’US Food and Drug Administration (FDA) ha reso disponibile un nuovo farmaco per la prima terapia genica per il trattamento dei bambini con una forma di leucemia linfatica acuta (ALL).

Il farmaco prodotto da Novartis e denominato Kymriah (tisagenlecleucel – CTL019) sospensione per iniezione endovenosa, è una immunoterapia autologa a cellule T geneticamente modificata. Ogni dose di Kymriah è un trattamento personalizzato creato utilizzando le cellule T del singolo paziente, un tipo di globuli bianchi noti come linfociti.  I linfociti T del paziente subiscono un processo di modificazione genetica presso un centro specializzato che è in grado di inserire un nuovo gene. Tale gene contiene una proteina precisa e specifica (CAR o chimeric antigen receptor) in grado di direzionare il linfocita verso le cellule tumorali, sulle quali è presente l’antigene CD19, e che causano questo particolare tipo di leucemia e distruggerle. Dopo aver subito questa modifica, i linfociti vengono infusi nel paziente per ottenere l’effetto terapeutico.

kymriah

La sicurezza e l’efficacia di Kymriah sono stati dimostrati in uno studio clinico multicentrico su 63 pazienti pediatrici e giovani adulti con precursore ALL cellule B recidivato o refrattario (Phase II ELIANA trial). Il tasso di remissione globale entro tre mesi dal trattamento è stato dell’83%.

E’ la prima terapia genica disponibile negli Stati Uniti, e promuove un nuovo approccio al trattamento del cancro e di altre malattie gravi. Il prezzo è di 475.000 dollari.

Comunicato stampa FDA:
FDA approval brings first gene therapy to the United States – 30 agosto 2017

Phase II ELIANA trial

KYMRIAH

Novartis

Annunci

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Cellule staminali riprogrammate: possibile terapia contro il Parkinson.

Posted by giorgiobertin su agosto 31, 2017

I ricercatori giapponesi del Center for iPS Cell Research and Application, Kyoto University – Japan, hanno scoperto che la loro terapia sperimentale con le cellule staminali per la malattia di Parkinson funziona.
Nella sperimentazione, il team di ricercatori ha “riprogrammato” le cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) per farle diventare neuroni e le hanno impiantate poi nel cervello delle scimmie con malattia di Parkinson (scimmie macachi che hanno sviluppato la malattia di Parkinson dando loro una tossina che uccide il neurone).

Le cellule cerebrali trapiantate hanno vissuto senza alcun danno, o alcun danno per almeno due anni, ed hanno formato reti di collegamento con le altre cellule cerebrali della scimmia.  La terapia delle cellule staminali ha mostrato un miglioramento dei sintomi ed il trattamento è risultato essere sicuro.
Queste nuove cellule non hanno innescato risposte immunitarie e nessuna delle cellule impiantate si è trasformata in tumori.

Gli studi  sono stati pubblicati sulla rivista “Nature”. e su “Nature Communications“.

ttherapy-ips-Parkinson
Credit image: Center for iPS Cell Research and Application, Kyoto University, Kyoto

Il prof. Takahashi coordinatore della ricerca ha detto che il team “si sta preparando per iniziare il trapianto di neuroni, creati da cellule staminali pluripotenti (iPS) in persone che soffrono di malattia di Parkinson come passo successivo di questo lavoro di ricerca“.
Due ragioni hanno impedito questo trattamento fino ad oggi. Uno è trovare neuroni dopaminergici per il trapianto, e due la scarsa sopravvivenza delle cellule trapiantate a causa del sistema immunitario del paziente, rigetto del trapianto. Le cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) sembrano risolvere il problema.

La malattia di Parkinson è una malattia degenerativa del cervello. Colpisce parti del cervello che sono associate al normale movimento ed equilibrio. La malattia è causato principalmente dalla morte delle cellule chiamate neuroni dopaminergici. Questi normalmente agiscono su un neurotrasmettitore chiamato dopamina che in alcune aree del cervello si occupa del movimento e dell’equilibrio. La malattia può essere controllata inizialmente con diversi gruppi di farmaci, ma è progressiva e non ha cura.

Leggi abstracts degli articoli:
Human iPS cell-derived dopaminergic neurons function in a primate Parkinson’s disease model
Tetsuhiro Kikuchi,Asuka Morizane,Daisuke Doi,Hiroaki Magotani,Hirotaka Onoe,Takuya Hayashi,Hiroshi Mizuma,Sayuki Takara, Ryosuke Takahashi,Haruhisa Inoue,Satoshi Morita,Michio Yamamoto,Keisuke Okita,Masato Nakagawa,Malin Parmar & Jun Takahashi
Nature 548, 592–596 (31 August 2017) doi:10.1038/nature23664

MHC matching improves engraftment of iPSC-derived neurons in non-human primates
Asuka Morizane, Tetsuhiro Kikuchi, Takuya Hayashi, Hiroshi Mizuma, Sayuki Takara, Hisashi Doi, Aya Mawatari,…., Shinya Yamanaka, and Jun Takahashi
Nature Communications 8, Article number: 385 Published online: 30 August 2017

Fonte: Center for iPS Cell Research and Application, Kyoto University – Japan

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Network per il trattamento dei tumori solidi pediatrici.

Posted by giorgiobertin su agosto 31, 2017

Il St. Jude Children’s Research Hospital offre alla comunità scientifica internazionale un accesso gratuito ad una raccolta di dati di campioni di tumori solidi pediatrici con lo scopo di alimentare la ricerca e nuovi possibili trattamenti. Si tratta dell’unico database di ricerca ad accesso libero per il cancro infantile.

La risorsa: Childhood Solid Tumor Network è descritta sulla rivista scientifica “Nature“.

retinoblastoma
This stained image represents a retinoblastoma sample, much like researchers and physicians can request from the Childhood Solid Tumor Network. The top section of the image is the retina, followed by xenografted retinoblastoma cells.

I tumori solidi pediatrici sono rari e così sono molto importanti i campioni di tessuto e altre risorse necessarie per promuovere la loro comprensione e il loro trattamento. I tumori solidi dell’osso, del muscolo, del rene, dell’occhio e di altri organi escluso il cervello rappresentano circa il 30% dei tumori infantili.

Il network ora include campioni da più di 67 diversi tumori,  che rappresentano 12 tipi di tumori solidi pediatrici. Oltre ai campioni tumorali sono disponibili anche informazioni sulla sensibilità farmacologica, sulla farmacocinetica e sulla composizione molecolare dei tumori.

Gli scienziati intendono espandere lo sforzo per includere cellule staminali pluripotenti indotte da bambini che sono geneticamente predisposti per sviluppare il cancro.

Accedi al database: Childhood Solid Tumor Network

Leggi abstract dell’articolo:
Orthotopic patient-derived xenografts of paediatric solid tumours
Elizabeth Stewart, Sara M. Federico[…]Michael A. Dyer
Nature Published online 30 August 2017 doi:10.1038/nature23647

Fonte: St. Jude Children’s Research Hospital

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

I carboidrati e non i grassi aumentano la mortalità cardiovascolare.

Posted by giorgiobertin su agosto 30, 2017

Un elevato apporto di carboidrati è associato a un aumentato del rischio di mortalità, mentre i lipidi non solo correlano con una minore mortalità totale, ma non si legano ad alcun aumento di morbilità o mortalità cardiovascolare.

Questi sono i risultati dello studio prospettico PURE, (Prospective Urban Rural Epidemiology) condotto su più di 135.000 persone in cinque continenti (18 paesi) seguite in media per 7,4 anni e valutate dal punto di vista alimentare da parte della McMaster University di Hamilton in Canada. La ricerca è stata pubblicata su due articoli della rivista “The Lancet“.

diete_vegetali

Lo studio ha dimostrato che una dieta che include una moderata assunzione di grassi, frutta e verdura, ed evita elevati livelli di carboidrati, è associata a un minore rischio di morte.
La ricerca sui grassi dietetici ha scoperto che non sono associati a grandi malattie cardiovascolari, ma il consumo di grasso superiore è stato associato con una minore mortalità. Questo è stato visto per tutti i principali tipi di grassi (grassi saturi, grassi polinsaturi e grassi mono insaturi), con grassi saturi associati a un rischio di ictus inferiore.

I grassi totali e i singoli tipi di grasso non sono stati associati al rischio di attacchi di cuore o di morte a causa di malattie cardiovascolari.

Una diminuzione dell’assunzione di grassi ha portato automaticamente ad un aumento del consumo di carboidrati e le nostre scoperte potrebbero spiegare perché alcune popolazioni come i sud asiatici, che non consumano molto grassi ma consumano molti carboidrati, hanno tassi di mortalità più elevati” – spiega il prof. Mahshid Dehghan, autore principale dello studio.
Piuttosto che concentrarsi sulla riduzione dei grassi alimentari, le linee guida dovrebbero invece consigliare di ridurre i carboidrati” – concludono i ricercatori.

Nello stesso studio, pubblicato contemporaneamente da “The Lancet Diabetes and Endocrinology“, i ricercatori hanno esaminato l’impatto dei grassi e dei carboidrati sui lipidi nel sangue e sulla pressione sanguigna. Hanno scoperto che LDL (cosiddetto colesterolo “cattivo”) non è affidabile nel prevedere gli effetti del grasso saturo sugli eventi cardiovascolari futuri. Invece, il rapporto tra Apolipoprotein B (ApoB) e Apolipoprotein A1 (ApoA1) fornisce la migliore indicazione dell’impatto del grasso saturo sul rischio cardiovascolare.

Leggi abstracts degli articoli:
Fruit, vegetable, and legume intake, and cardiovascular disease and deaths in 18 countries (PURE): a prospective cohort study
Victoria Miller,…et al.
The Lancet Published: August 29, 2017

Associations of fats and carbohydrate intake with cardiovascular disease and mortality in 18 countries from five continents (PURE): a prospective cohort study
Mahshid Dehghan, …. et al.
The Lancet Published: August 29, 2017

Association of dietary nutrients with blood lipids and blood pressure in 18 countries: a cross-sectional analysis from the PURE study
Andrew Mente,…. et al.
The Lancet Diabetes & Endocrinology Published: August 29, 2017

Fonte: McMaster University di Hamilton

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Un farmaco riduce l’infiammazione e previene infarto, ictus e cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 30, 2017

I ricercatori del Center for Cardiovascular Disease Prevention-  Brigham and Women’s Hospital hanno presentato al Congresso della Società Europea di Cardiologia, che si tiene a Barcellona, Spagna dal 26 al 30 agosto, i risultati dello studio denominato CANTOS (Canakinumab Anti-inflammatory Thrombosis Outcomes Study) su un farmaco che potrebbe “spegnere” il processo infiammatorio.


Paul Ridker, MD recaps the results of the CANTOS trial – The Canakinumab Anti-Inflammatory Thrombosis Outcomes Study presented at ESC Congress 2017.

Dai risultati dello studio è emerso che il canakinumab, anticorpo monoclonale anti interleuchina 1β prodotto da Novartis, finora largamente impiegato nel trattamento di malattie infiammatorie autoimmuni come l’artrite reumatoide, potrebbe essere utile anche nella riduzione dell’infiammazione.

Nella sperimentazione il farmaco è stato somministrato ad oltre diecimila pazienti con infarto pregresso e alti livelli di proteina C-reattiva ad alta sensibilità. I pazienti sono stati poi suddivisi in diversi gruppi e seguiti dai ricercatori per quattro anni: alcuni hanno ricevuto il trattamento con canakinumab, altri un placebo.

Alla fine del periodo d’osservazione è emerso che nel gruppo di pazienti che avevano ricevuto la cura anti infiammatoria c’era stata una diminuzione del 15% dell’incidenza del rischio vascolare, inclusi infarti e ictus, e si era ridotto del 30% il ricorso a interventi come bypass e altre pratiche chirurgiche cardiache. Ma non solo: anche il numero di morti per tumore, in particolare di quello ai polmoni, era diminuito.

Per la prima volta siamo stati in grado di dimostrare che una molecola è in grado di agire sull’infiammazione e può ridurre il rischio di eventi cardiovascolari gravi, senza agire sui livelli di colesterolo”, ha affermato il prof. Ridker. Si apre forse una nuova sulla cardiologia cardiovascolare (video).

Leggi abstract degli articoli:
Anti-Inflammatory Therapy with Canakinumab for Atherosclerotic Disease
Ridker PM et al.
New England Journal of Medicine August 27, 2017 DOI: 10.1056/NEJMoa1707914

Effects of Interleukin-1b Inhibition with Canakinumab on Incident Lung Cancer in Patients with Atherosclerosis: Exploratory Results from a Randomised Double-blind Placebo Controlled Trial
Prof Paul M Ridker, MD’Correspondence information about the author Prof Paul M RidkerEmail the author Prof Paul M Ridker, Jean G MacFadyen, BA, Tom Thuren, MD, Brendan M Everett, MD, Prof Peter Libby, MD*,, Prof Robert J Glynn, ScD* on behalf of the show CANTOS Trial Group†
Lancet Published: 27 August 2017 DOI: http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(17)32247-X

CANTOS trial (ClinicalTrials.gov identifier: NCT01327846),

Fonte: Center for Cardiovascular Disease Prevention-  Brigham and Women’s Hospital

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Test del sangue per diagnosticare l’autismo.

Posted by giorgiobertin su agosto 30, 2017

I ricercatori italiani del Consiglio Nazionale della Ricerca di Bologna coordinati dalla prof.ssa Carla Ferreri hanno sviluppato un nuovo test per la diagnosi dell’autismo. Il nuovo metodo, che si basa sull’analisi della membrana cellulare e del suo stato di equilibrio, permette la diagnosi con appena 20-30 gocce di sangue.

Il test descritto sulla rivista “Scientific Reports“, mette per la prima volta insieme due metodiche diagnostiche, quella “lipidomica” e quella “biofotonica“. Per individuare le disfunzioni autistiche, sono state utilizzate le membrane dei globuli rossi, che testimoniano lo stato dei vari tessuti, come quello nervoso, non raggiungibili per un prelievo in un essere vivente. Gli studiosi hanno esaminato la qualità e quantità degli acidi grassi presenti nella membrana del globulo rosso maturo attraverso la metodica lipidomica. Successivamente, con la biofotonica, hanno analizzato la luce riflessa dalla membrana dei globuli rossi, rilevando le caratteristiche ‘spia‘ dell’autismo.

Il test è stato condotto su 20 bambini con diagnosi di disordine dello spettro autistico e 21 bambini sani. “Le metodiche per il test – afferma la Ferreri – sono semplici e non costose, quindi daranno anche la possibilità di monitorare nel tempo la membrana cellulare dei pazienti e soprattutto di valutare gli effetti di interventi di tipo nutrizionale e nutraceutico personalizzati”.

Scarica e leggi il documento in full text:
High predictive values of RBC membrane-based diagnostics by biophotonics in an integrated approach for Autism Spectrum Disorders
Giorgia Giacometti, Carla Ferreri, Anna Sansone, Chryssostomos Chatgilialoglu, Carla Marzetti, Ellas Spyratou, Alexandros G. Georgakilas, Marina Marini, Provvidenza M. Abruzzo, Alessandra Bolotta, Alessandro Ghezzo, Renato Minguzzi, Annio Posar & Paola Visconti
Scientific Reports 7, Article number: 9854 Published online: 29 August 2017

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scoperto meccanismo per la rigenerazione delle cellule del fegato.

Posted by giorgiobertin su agosto 29, 2017

Un team di ricercatori internazionali ha dimostrato per la prima volta il ruolo dei colangiociti (cellule epiteliali dei dotti biliari) nella rigenerazione epatica. I risultati dello studio sono molto promettenti per la medicina rigenerativa e la lotta contro le malattie del fegato. La scoperta del team è stata pubblicata su “Nature“.

Il fegato è uno dei pochi organi del corpo umano capace di rigenerarsi. In caso di danni al fegato a seguito di traumi o malattie croniche, le cellule epatiche principali – gli epatociti, che sono responsabili di tutte le funzioni di base del fegato – sono in grado di rigenerarsi dividendosi in nuovi epatociti. I dettagli di questo meccanismo e se altri tipi di cellule epatiche sono coinvolte nel processo di formazione di nuovi epatociti rimane poco chiaro.

Nello studio condotto su animali transgenici, è stato dimostrato che le cellule epiteliali dei canali biliari – coloangiociti – sono coinvolti nella rigenerazione degli epatociti. Inoltre, gli scienziati suggeriscono che il potenziale di rigenerazione negli epatociti derivanti da colangiociti può essere superiore a quello dei normali epatociti.
I ricercatori stanno cominciando i lavori volti ad isolare e a trapiantare dei colangiociti autologhi a pazienti con cirrosi del fegato. Sono inoltre impegnati nella sperimentazione di nuovi geni bersaglio, il cui blocco potrebbe impedire o stabilizzare i processi associati alla fibrosi e alla cirrosi del fegato.

Leggi abstract dell’articolo:
Cholangiocytes Act as Facultative Liver Stem Cells during Impaired Hepatocyte Regeneration
Raven, Alexander, Wei-Yu Lu, Tak Yung Man, Sofia Ferreira-Gonzalez, Eoghan O’Duibhir, Benjamin J. Dwyer, John P. Thomson, et al.
Nature 547, no. 7663 (July 20, 2017): 350–54. DOI: 10.1038/nature23015

Fonte: Skolkovo Institute for Science and Technology (Skoltech; Russia)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Una app per la diagnosi precoce del cancro al pancreas.

Posted by giorgiobertin su agosto 29, 2017

Il cancro al pancreas ha una delle previsioni peggiori – con un tasso di sopravvivenza di cinque anni del 9 percento – Questo è dovuto in parte alla mancanza di sintomi evidenti e di strumenti di screening non invasivi che permettano di individuare il tumore prima che si diffonda.

Ora i ricercatori dell’University of Washington hanno sviluppato un’applicazione che potrebbe consentire alle persone, scattando semplicemente un selfie con lo smartphone, di individuare il cancro al pancreas o altre malattie (video).

BiliScreen: Smartphone-based App for Measuring Adult Jaundice

BiliScreen utilizza una telecamera smartphone, algoritmi di visione informatica e strumenti di apprendimento macchina per rilevare i livelli di bilirubina aumentati nella sclera di una persona o nella parte bianca dell’occhio. La nuova applicazione è descritta in un documento che sarà presentato il 13 settembre a Ubicomp 2017, the Association for Computing Machinery’s International Joint Conference on Pervasive and Ubiquitous Computing.

Uno dei primi sintomi del cancro al pancreas, così come per altre malattie, è l’itterizia, una macchia gialla della pelle e degli occhi causata da un accumulo di bilirubina nel sangue. La capacità di rilevare segni di ittero quando i livelli di bilirubina sono minimamente elevati; ma prima che siano visibili a occhio nudo, potrebbe consentire uno screening completamente nuovo per i soggetti a rischio.

La speranza è che le persone possano fare questa semplice prova una volta al mese – nella privacy delle proprie case – e qualcuno potrebbe individuare la malattia abbastanza presto per sottoporsi a un trattamento che potrebbe salvargli la vita” – affermano i ricercatori. Gli occhi sono un gateway davvero interessante nel corpo – le lacrime possono dirci quanto glucosio abbiamo, la sclera ci può dire quanta bilirubina abbiamo nel sangue.

Scarica e leggi il documento in full text:
BiliScreen: Smartphone-Based Scleral Jaundice Monitoring for Liver and Pancreatic Disorders
ALEX MARIAKAKIS, MEGAN A. BANKS, LAUREN PHILLIPI, LEI YU, JAMES TAYLOR, and SHWETAK
N. PATEL, University of Washington

Fonte: University of Washington

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scoperto un nuovo biomarcatore per la terapia al cancro del colon.

Posted by giorgiobertin su agosto 28, 2017

Il gruppo di ricerca oncologica dell’Università e dell’Azienda ospedaliera di Verona, ha identificato un biomarcatore – HOXB9 – come fattore predittivo di risposta ai farmaci anti-angiogenici per il trattamento personalizzato dei pazienti con cancro del colon-retto in stadio avanzato. I risultati dello studio, sostenuto dall’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (Airc), sono pubblicati sulla rivista scientifica internazionale “Clinical Cancer Research“.

CCR16.cover

I ricercatori hanno dimostrato che il fattore trascrizionale HOXB9 ha un ruolo chiave nella resistenza del cancro del colon ai farmaci anti-angiogenici comunemente impiegati nel trattamento di questa patologia.
Abbiamo così potuto dimostrare che HOXB9 è il mediatore di una potente reazione infiammatoria responsabile della resistenza ai trattamenti anti-angiogenici in diversi tipi di tumore” – afferma il prof. Davide Melisi.
Tra gli sviluppi futuri di questi risultati c’è sicuramente a breve l’inizio di una sperimentazione clinica prospettica randomizzata nell’ambito della quale i pazienti con cancro del colon-retto riceveranno una terapia personalizzata sulla base dell’espressione di HOXB9. Inoltre tale marcatore potrebbe essere utile nel predire la risposta ai farmaci anti-angiogenici anche in altre patologie di grande interesse come il cancro dell’esofago e dello stomaco“, conclude il professore.

Leggi abstract dell’articolo:
Homeobox B9 Mediates Resistance to Anti-VEGF Therapy in Colorectal Cancer Patients
Carmine Carbone, Geny Piro, Francesca Simionato, Francesca Ligorio, Chiara Cremolini, Fotios Loupakis, Greta Alì, Daniele Rossini, Valeria Merz, Raffaela Santoro, Camilla Zecchetto, Marco Zanotto, Federica Di Nicolantonio, Alberto Bardelli, Gabriella Fontanini, Giampaolo Tortora and Davide Melisi
Clin Cancer Res August 1 2017 23 (15) 4312-4322; DOI:10.1158/1078-0432.CCR-16-3153

Fonte: Università degli Studi di Verona

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

ESC: Linee guida sull’infarto miocardico di elevazione del segmento ST.

Posted by giorgiobertin su agosto 27, 2017

L’European Society of Cardiology (ESC) ha pubblicato le linee guida per la gestione dell’infarto miocardico acuto nei pazienti con sopra elevazione del tratto ST sulla rivista “European Heart Journal“.
Il documento è un aggiornamento di quello pubblicato nel 2012.

ESC_Logo

Scarica e leggi il documento in full text:
Acute Myocardial Infarction in patients presenting with ST-segment elevation (Management of)
ESC Clinical Practice Guidelines
Borja Ibanez, Stefan James,…..et al.
European Heart Journal, ehx393, https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehx393
Published: 26 August 2017

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

ESC: Linee guida sulla diagnosi e trattamento delle malattie arteriose periferiche.

Posted by giorgiobertin su agosto 26, 2017

Sono state pubblicate a cura dell’European Society of Cardiology (ESC) le linee guida sulla diagnosi e cura delle malattie arteriose periferiche. Il documento è pubblicato in contemporanea sulle riviste: “European Heart Journal” ed “European Journal of Vascular and Endovascular Surgery“.

Il documento aggiorna il precedente pubblicato nel 2011.

33.cover-EHJ

Scarica e leggi il documento in full text:
Peripheral Arterial Diseases (Diagnosis and Treatment of) – ESC Clinical Practice Guidelines
Victor Aboyans Jean-Baptiste Ricco…. et al.
European Heart Journal, ehx095, https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehx095

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

AAP: Linee guida sull’ipertensione nei bambini e adolescenti.

Posted by giorgiobertin su agosto 21, 2017

Le prime nuove linee guida sull’identificazione e il trattamento dell’alta pressione sanguigna nei bambini e negli adolescenti (dai 3 ai 18 anni) sono stati pubblicati dall’Accademia Americana di Pediatria (AAP) nel 2004. Ora un team di esperti ha provveduto all’aggiornamento a seguito delle prove derivanti da una revisione completa di quasi 15.000 studi pubblicati dal 2004.

Il trattamento di prima linea rimane il cambiamento nello stile di vita, in quanto vi è un’alta correlazione tra ipertensione e obesità. Quando non trattata, l’ipertensione di lunga data può danneggiare il cuore, i reni e il cervello.
Le nuove raccomandazioni consigliano di effettuare solamente misure di pressione sanguigna di routine a seguito delle visite annuali di prevenzione. Le linee guida pubblicate sulla rivista “Pediatrics“, sono state sviluppate attraverso l’armonizzazione con le linee guida per adulti.

Scarica e leggi il documento in full text:
Clinical Practice Guideline for Screening and Management of High Blood Pressure in Children and Adolescents
Joseph T. Flynn, David C. Kaelber,…. et al.
Pediatrics 21 August 2017

Fonte: American Academy of Pediatrics

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

E’ possibile la riparazione delle cellule cardiache danneggiate.

Posted by giorgiobertin su agosto 20, 2017

Una nuova ricerca del Genome Institute of Singapore (GIS) e del National Health System System (NUHS) ha portato alla scoperta di un potenziale mezzo per attivare la guarigione delle cellule cardiache danneggiate. La scoperta, pubblicata sulla rivista “Nature Communications“, potrebbe portare a nuove forme di trattamento per le malattie cardiache. Per la prima volta, i ricercatori hanno identificato un lungo acido ribonucleico non codificante (ncRNA) che regola i geni che controllano la capacità delle cellule cardiache di subire riparazioni o rigenerazioni.

nature_communications  

A differenza di molte altre cellule del corpo umano, le cellule del cuore non hanno la capacità di auto-ripararsi o rigenerarsi in modo efficace, rendendo gravi e debilitanti l’infarto e l’insufficienza cardiaca.
C’è sempre stato il sospetto che il cuore possieda la chiave per la propria capacità di guarigione, rigenerazione e riparazione, ma questa capacità sembra bloccarsi non appena il cuore ha passato il suo stadio di sviluppo”, ha spiegato il prof. Roger Foo. “Questa nuova ricerca è un passo significativo per sbloccare il pieno potenziale rigenerativo del cuore“.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Single cardiomyocyte nuclear transcriptomes reveal a lincRNA-regulated de-differentiation and cell cycle stress-response in vivo
Kelvin See, Wilson L. W. Tan[…]Roger S. Foo
Nature Communications 8, 225 Published online: 09 August 2017

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

NICE: Linee guida sul trattamento del cancro al seno avanzato.

Posted by giorgiobertin su agosto 19, 2017

La linea guida pubblicata da NICE copre la cura e il sostegno per le persone con un tumore al seno avanzato (fase 4). Il documento mira a aiutare i pazienti e i loro professionisti sanitari a prendere decisioni condivise su test e trattamenti per migliorare i risultati e la qualità della vita.

nice logo

Questa linea guida aggiorna e sostituisce la precedente sempre di NICE pubblicata nel maggio del 2003 ed aggiornata nel 2009.

Scarica e leggi il documento in full text:
Advanced breast cancer: diagnosis and treatment
Clinical guideline [CG81] Published date: February 2009 Last updated: August 2017

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli antibiotici indeboliscono il sistema immunitario.

Posted by giorgiobertin su agosto 18, 2017

I ricercatori della University of Virginia School of Medicine hanno scoperto che l’uso di antibiotici porta ad una riduzione della varietà dei microbi nell’intestino ed interferisce con la capacità del sistema immunitario di combattere le malattie.

In particolare i neutrofili, un tipo di cellule immunitarie, sono meno efficaci nel combattere le infezioni e viene indebolita la barriera intestinale contro gli agenti patogeni che invadono il corpo.

Antibiotici

I neutrofili svolgono un ruolo importante come una risposta immunitaria innata quando i patogeni invadono il corpo”, ha dichiarato il prof. Koji Watanabe. “Abbiamo scoperto che la disgregazione antibiotica dei microbi naturali nell’intestino lo lascia suscettibile di infezioni gravi”.
Gli antibiotici vanno usati nei casi strettamente necessari. “L’uso ingiusto degli antibiotici non solo aumenta il rischio di batteri resistenti a molteplici farmaci e il rischio di infezione da C. difficile ma incide anche sulla funzione delle cellule del sangue“. affermano i ricercatori che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista scientifica “PLOS Pathogens“. 

Leggi il full text dell’articolo:
Microbiome-mediated neutrophil recruitment via CXCR2 and protection from amebic colitis
Koji Watanabe, Carol A. Gilchrist, Md Jashim Uddin, Stacey L. Burgess, Mayuresh M. Abhyankar, Shannon N. Moonah, Zannatun Noor, Jeffrey R. Donowitz,…et al.
Plos Pathogens Published: August 17, 2017 https://doi.org/10.1371/journal.ppat.1006513

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La malattia di Alzheimer influenza la retina.

Posted by giorgiobertin su agosto 18, 2017

I ricercatori di neuroscienze del Cedars-Sinai hanno scoperto che la malattia di Alzheimer influenza la retina – la parte posteriore dell’occhio – simile al modo con cui colpisce il cervello. Lo studio, in fase di sperimentazione a anche rivelato che l’esplorazione dell’occhio non invasiva è in grado di rilevare i segni principali della malattia di Alzheimer anni prima che i pazienti presentino i sintomi.

Utilizzando una scansione dell’occhio ad alta definizione sviluppata appositamente per lo studio, i ricercatori hanno scoperto i principali segnali di avvertimento della malattia di Alzheimer: depositi di amiloide beta, un accumulo di proteine ​​tossiche. I risultati rappresentano un importante progresso verso l’individuazione di persone a rischio elevato anni prima della condizione debilitativa.

AD-retina

I risultati suggeriscono che la retina possa servire da fonte affidabile per la diagnosi della malattia di Alzheimer“, ha dichiarato l’autore principale dello studio, la prof.ssa Maya Koronyo-Hamaoui. “Uno dei maggiori vantaggi dell’analisi della retina è la ripetibilità, che ci permette di monitorare i pazienti e di seguire la progressione della loro malattia“.
La sperimentazione clinica è stata condotta su 16 pazienti affetti da Alzheimer.

Scarica e leggi il full text:
Retinal amyloid pathology and proof-of-concept imaging trial in Alzheimer’s disease
Yosef Koronyo … Keith L. Black, Maya Koronyo-Hamaoui
JCI Insight. 2017;2(16):e93621. Published August 17, 2017 doi:10.1172/jci.insight.93621.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La vitamina C può fermare la progressione della leucemia.

Posted by giorgiobertin su agosto 17, 2017

Dagli anni Settanta i ricercatori si sono interessati alla vitamina C ad alto dosaggio e il suo potenziale terapeutico per il trattamento del cancro. Ora una nuova ricerca mostra come la vitamina C potrebbe fermare il moltiplicarsi delle cellule staminali leucemiche e quindi bloccare alcune forme di cancro del sangue.

La nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Cell è stata condotta da scienziati del Perlmutter Cancer Center dell’Università di New York (NYU) Langone Health a New York City.

VitaminaC-cancer Credit image Cell

È noto che un enzima chiamato Tet metilcitosina diossigenasi 2 (TET2) ha la capacità di produrre cellule staminali – che sono cellule indifferenziate che non hanno ancora acquisito una specifica identità e funzione. Si differenziano in cellule ematiche mature e normali che finiscono per morire similmente a qualsiasi altre cellule normali.
I pazienti con leucemia myelomonocitica cronica presentano un malfunzionamento genetico che riduce il TET2. Questo enzima può essere geneticamente stimolato e la vitamina C può essere la via per farlo.

Quando il gene era spento, i ricercatori hanno scoperto che le cellule staminali hanno cominciato a funzionare male. Il nuovo studio, ha scoperto che il trattamento endovenoso con vitamina C ha favorito la demetilazione del DNA, le cellule staminali hanno cominciato a maturare e morire. Il trattamento ha anche interrotto la proliferazione delle cellule staminali del cancro della leucemia che erano state trapiantate da pazienti umani ai topi.

Si stanno progettando ulteriori studi preclinici per testare gli effetti della vitamina C ad alta dose in combinazione con gli inibitori di PARP in più modelli di leucemia mieloide acuta.

Leggi abstract dell’articolo:
Restoration of TET2 Function Blocks Aberrant Self-Renewal and Leukemia Progression
Luisa Cimmino,……. Benjamin G. Neel, Iannis Aifantis
Cell Published: August 17, 2017  DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.cell.2017.07.032

Fonte: Langone Health – New York City.

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Virus geneticamente modificato per combattere il cancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 15, 2017

I ricercatori del Sanford Health Center negli Stati Uniti hanno lanciato una sperimentazione clinica di fase 1 utilizzando un virus geneticamente modificato che mira a distruggere tumori resistenti alla terapia.

Il trattamento inietta un virus oncolitico (cancro-distruggente) – virus della stomatite vescicolare (VSV) – nel tumore. Il virus è progettato per crescere nelle cellule tumorali, distruggere questi tumori e poi diffondersi in altri siti di cancro. Durante questo processo, attiva il sistema immunitario nell’area con l’obiettivo di avviare una risposta immunitaria.

Il virus è alterato geneticamente aggiungendo due geni. Il primo gene è un gene interferone umano, che è una proteina naturale anti-virale. Ciò protegge le cellule normali e sane da essere infettate, pur lasciando che il virus possa funzionare contro le cellule tumorali.

Il secondo gene rende la proteina NIS trovata nella ghiandola tiroide, che consente ai ricercatori di monitorare il virus in quanto si diffonde nei siti tumorali.

I virus oncolitici sono la prossima ondata di promettenti trattamenti immunoterapici per il cancro“, afferma l’oncologo prof. Steven Powell.
Vyriad, è la società biofarmaceutica a Rochester, Minnesota, che ha sviluppato questa tecnologia.

Viral Therapy in Treating Patient With Refractory Liver Cancer or Advanced Solid Tumors

Oncolytic Vesicular Stomatitis Virus as a Viro-Immunotherapy – MDPI

Fonte: prweb.com

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Creati nuovi farmaci anticancro.

Posted by giorgiobertin su agosto 15, 2017

I ricercatori del Boise State University hanno creato farmaci anticancro che possono uccidere le cellule tumorali di 58 dei 60 tipi di tumori conosciuti dal National Cancer Institutes NCI-60 panel, che attaccano 9 sistemi e organi del corpo umano.

Lo studio pubblicato sulla rivista “BMC Cancer” a cura dei professori Abdelkrim Alileche e Greg Hampikian riporta che due farmaci, 9R e 9S1, sono effettivamente attivi su 58 dei 60 tumori.

boise-state

Le proteine, comunemente note come “Nullomeri”, sono delle sequenze  di nucleotidi o aminoacidi molto brevi, assenti in natura. I ricercatori hanno utilizzato alcune delle sequenze di queste proteine, con soli cinque aminoacidi, per uccidere le cellule tumorali umane. I peptidi 9S1R e 9R sono risultati con un ampio effetto letale sulle linee cellulari tumorali resistenti ai farmaci e ormonali e persino sulle cellule staminali del cancro.

Dopo la straordinaria scoperta il prof. Hampikian afferma: “Ci sono ancora 196 peptidi di Nullomer che sono sotto screening, e abbiamo altri candidati promettenti “.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
The effect of Nullomer-derived peptides 9R, 9S1R and 124R on the NCI-60 panel and normal cell lines
Abdelkrim AlilecheEmail and Greg Hampikian
BMC Cancer 2017 17:533 https://doi.org/10.1186/s12885-017-3514-z© Published: 9 August 2017

Fonte: Boise State University

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Demenza legata a bassi livelli di serotonina.

Posted by giorgiobertin su agosto 14, 2017

Uno studio condotto dai ricercatori della Johns Hopkins ha esaminato le scansioni del cervello di persone con una perdita di pensiero e di capacità di memoria, ed hanno trovato che questo era dovuto a livelli inferiori del trasportatore della serotonina – una sostanza chimica naturale del cervello che regola l’umore, il sonno e l’appetito.

Serotonin
A brain showing decreases of serotonin transporters (blue) in the whole mild cognitive impairment group compared to the whole healthy control group.
CREDIT: Gwenn Smith lab

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Neurobiology of Disease“, suggerisce i modi per prevenire la perdita di serotonina con l’introduzione di un neurotrasmettitore sostitutivo che potrebbe rallentare o arrestare la progressione della malattia di Alzheimer e forse altre demenze.

Ora che abbiamo più prove che la serotonina è una sostanza chimica che sembra colpita precocemente dal declino cognitivo, sospettiamo che aumentare la funzione della serotonina nel cervello potrebbe impedire la perdita di memoria e rallentare la progressione della malattia”, afferma il prof. Gwenn Smith primo autore.

Il team sta anche studiando se l’imaging PET della serotonina può essere un marker per rilevare la progressione della malattia, sia da solo che in combinazione con le scansioni che rilevano la proteina nota come amiloide che si accumula nel cervello di coloro che hanno la malattia di Alzheimer.

Leggi abstract dell’articolo:
Molecular imaging of serotonin degeneration in mild cognitive impairment
Gwenn S. Smith, Frederick S. Barrett, Jin Hui Joo, Najlla Nassery, Clifford I. Workman
Neurobiology of Disease, Volume 105, September 2017, Pages 33-41

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

EANO: Nuove linee guida per il trattamento dei tumori al cervello.

Posted by giorgiobertin su agosto 13, 2017

Sono state pubblicate sulla rivista “The Lancet Oncology” a cura dell’EANO (European Association for Neuro-Oncology) le linee guida  sulla diagnosi e trattamento dei pazienti adulti con tumore al cervello (Gliosi astrocitici e oligodendrogliali, inclusi glioblastomi).

Le linee guida forniscono indicazioni per le decisioni diagnostiche e gestionali, limitando inutili trattamenti e costi. Le raccomandazioni riguardano la prevenzione, la diagnosi precoce e lo screening, la diagnosi istologica e molecolare, la terapia e il follow-up. Gli autori hanno anche integrato i risultati di recenti studi clinici che hanno modificato la pratica clinica.

Il professor Pilkington, responsabile del Brain Tumour Research Centre at the University of Portsmouth, ha dichiarato: “L’attuazione di questa linea guida richiede strutture multidisciplinari di cura e processi di diagnosi e di trattamento definiti, che si concentrano sulla diagnostica patologica e radiologica e i principali metodi di trattamento di Chirurgia, radioterapia e farmacoterapia”.

Scarica e leggi il documento in full text:
European Association for Neuro-Oncology (EANO) guideline on the diagnosis and treatment of adult astrocytic and oligodendroglial gliomas
Prof Michael Weller, …….the European Association for Neuro-Oncology (EANO) Task Force on Gliomas
The Lancet Oncology Volume 18, Issue 6, June 2017, Pages e315-e329

Approfondimenti: New research could help to prevent the development of brain tumours

European Association for Neuro-Oncology (EANO) guidelines for palliative care in adults with glioma – 2017

EANO Guideline on the Diagnosis and Treatment of Malignant Glioma. Lancet Oncol 2014;15:e395–403

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Cancro: Identificati i geni essenziali per l’immunoterapia.

Posted by giorgiobertin su agosto 12, 2017

Un nuovo studio condotto da un team di ricercatori americani del National Cancer Institute (NCI) e di altre istituzioni, coordinati dal prof. Nicholas Restifo ha identificato i geni nelle cellule tumorali che sono necessari affinchè queste non siano distrutte dalle cellule T. Si è cercato di affrontare il problema del perché alcuni tumori non rispondono alla immunoterapia o rispondono solo inizialmente, per poi fermarsi, in pratica come le cellule tumorali sviluppano resistenza alla immunoterapia.

La pubblicazione dello studio è stata fatta su “Nature.

genes-immunotherapy

L’immunoterapia del cancro si basa su cellule T, un tipo di cellule del sistema immunitario, utilizzate per distruggere i tumori. Tuttavia, alcune cellule tumorali sono resistenti alla distruzione scatenata dalle cellule T. Per studiare la base di questa resistenza, i ricercatori hanno cercato di identificare i geni nelle cellule tumorali implicati nel processo. Sono stati trovati più di 100 geni che possono giocare un ruolo nel facilitare la distruzione del tumore da parte delle cellule T.

Uno di questi geni è chiamato APLNR. Il prodotto di questo gene è una proteina chiamata recettore apelin. Anche se era stato sospettato di contribuire allo sviluppo di alcuni tipi di cancro, questa è stata la prima indicazione di un ruolo nella risposta alle cellule T. Ulteriori analisi dei tumori da pazienti resistenti alle immunoterapie ha mostrato che la proteina recettore apelin era non funzionale in alcuni di essi, indicando che la perdita di questa proteina può limitare la risposta al trattamento di immunoterapia.

E’ stata creata una lista di geni potrebbe servire come modello per studiare la comparsa di resistenza del tumore alle terapie contro il cancro cancro a base di cellule T. I ricercatori osservano che se questo insieme di geni viene convalidato in studi clinici, si potrebbe a breve arrivare a trattamenti più efficaci per i pazienti.
Se siamo in grado di capire veramente i meccanismi di resistenza alla immunoterapia, potremmo essere in grado di sviluppare nuove terapie” , afferma il prof. Restifo.

Leggi abstract dell’articolo:
Identification of essential genes for cancer immunotherapy.
Patel SJ, …. Glenn Merlino,Feng Zhang & Nicholas P. Restifo
Nature. Online August 7, 2017. DOI:10.1038/nature23477

Fonte:  National Cancer Institute (NCI)

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tecnica CRISPR per creare suini privi di virus pericolosi per uomo.

Posted by giorgiobertin su agosto 12, 2017

Un gruppo internazionale di ricercatori a cui hanno preso parte università e centri di ricerca statunitensi e cinesi, coordinati dall’azienda biotech eGenesis di Cambridge, grazie al ‘taglia-incolla‘ del Dna, la famosa tecnica Crispr-Cas9 (editing genetico), è riuscito per la prima volta ad ottenere dei cuccioli di maiale con il genoma completamente riscritto e privato di alcuni virus ‘nascosti‘ e pericolosi per l’uomo i retrovirus endogeni (porcine endogenous retroviruses (PERVs)).

pigs_0

Il punto di forza di questo nuovo lavoro pubblicato sulla rivista “Science“, sta nell’aver riprodotto nei maiali vivi un risultato che finora era stato ottenuto solo su cellule coltivate in provetta, ovvero l’eliminazione di 25 retrovirus endogeni porcini (PERVs): questi sono dei virus integrati nel genoma del maiale che possono essere inaspettatamente rilasciati, causando infezioni rischiose per la salute umana in caso di trapianto d’organo. I ricercatori li hanno disinnescati usando le forbici molecolari della Crispr.

I nuclei delle cellule modificate sono stati trasferiti all’interno di cellule uovo private del loro nucleo originale: in questo modo si sono creati embrioni che poi, impiantati nell’utero di una scrofa, hanno dato vita a cuccioli completamente privi dei virus. La prole possiede, infatti, un genoma differente, completamente riscritto e privato dei virus pericolosi. I 37 maialini verranno monitorati per tutta la vita al fine di rilevare eventuali anomalie.

Ora l’animale è il nuovo candidato per i trapianti d’organo. In un prossimo futuro gli organi di questo animale da allevamento permetteranno di accorciare notevolmente le liste di attesa: molte persone avranno così la possibilità di vivere una vita completamente nuova, una possibilità che potrebbe diventare realtà.

Leggi abstract dell’articolo:
Inactivation of porcine endogenous retrovirus in pigs using CRISPR-Cas9
BY DONG NIU, HONG-JIANG WEI, LIN LIN, HAYDY GEORGE, TAO WANG, I-HSIU LEE, HONG-YE ZHAO, YONG WANG, YINAN KAN, ELLEN SHROCK, EMAL LESHA, GANG WANG, YONGLUN LUO, YUBO QING, DELING JIAO, HENG ZHAO, XIAOYANG ZHOU, SHOUQI WANG, HONG WEI, MARC GÜELL, GEORGE M. CHURCH, LUHAN YANG
SCIENCE PUBLISHED ONLINE 10 AUG 2017 DOI: 10.1126/science.aan4187

Fonti: eGenesis – Cambridge

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

La mappatura del cervello scopre le differenze neuronali.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2017

Utilizzando metodi molecolari, i ricercatori del Salk Institute for Biological Studies in La Jolla, CA – in collaborazione con l’University of California (UC), San Diego – sono riusciti a mappare le differenze individuali dei neuroni a un livello di dettaglio senza precedenti.

Salk scientists identify new brain cells

Il lavoro del team coordinato dal prof. Joseph Ecker, direttore Salk’s Genomic Analysis Laboratory, è stato pubblicato sulla rivista “Science“.
I ricercatori hanno esaminato i neuroni sia nel cervello del topo che nel cervello umano. Gli sforzi precedenti di identificazione delle singole cellule erano centrato in un’analisi dell’ mRNA, ma l’RNA può cambiare sotto l’influenza dell’ambiente. La ricerca allora si è focalizzata sui metilomi del DNA che tendono ad essere stabili durante l’età adulta.

I metilomi di DNA sono il risultato del processo di metilazione del DNA, ossia l’aggiunta di gruppi metilici alle basi azotate di una molecola del DNA che porta a cambiamenti epigenetici. Durante i cambiamenti epigenetici, l’espressione del gene è alterata, il che significa che può essere “acceso” o “spento” – ma la sequenza genetica, o il suo codice, non cambia.
Sono state sequenziate un totale di 3.377 neuroni del topo (generando metilomi e coprendo il 4,7% del genoma del topo) e 2,784 neuroni umani (coprendo il 5,7% del genoma umano).

Sulla base dei modelli di metilazione, i ricercatori hanno potuto raggruppare i neuroni del topo in 16 sottotipi e quelli umani in 21 sottotipi. Gli scienziati hanno anche definito nuovi sottotipi di neuroni umani.
Il metodo che abbiamo sviluppato estende la risoluzione a livello della singola cellula, potenzialmente consentendoci di individuare i tipi di cellule che giocano un ruolo nelle malattie neurologiche “.” afferma il prof. Ecker (video). “Siamo entusiasti di cominciare ad applicare questo metodo all’intero cervello del topo e all’intero cervello umano, sia normale che malato“.

Leggi abstract dell’articolo:
Single-cell methylomes identify neuronal subtypes and regulatory elements in mammalian cortex.
Chongyuan Luo, Christopher L. Keown, Laurie Kurihara, Jingtian Zhou, Yupeng He, Junhao Li, Rosa Castanon, Jacinta Lucero, Joseph R. Nery, Justin P. Sandoval, Brian Bui, Terrence J. Sejnowski, Timothy T. Harkins, Eran A. Mukamel, M. Margarita Behrens, Joseph R. Ecker.
Science, 11 Aug 2017: Vol. 357, Issue 6351, pp. 600-604 DOI: 10.1126/science.aan3351

project website, http://brainome.org.

Fonti: Salk Institute for Biological Studies   –   University of California

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La fibra alimentare aiuta a mantenere sano l’intetsino.

Posted by giorgiobertin su agosto 11, 2017

I ricercatori di UC Davis Health, in una ricerca pubblicata sulla rivista “Science“, hanno scoperto come i sottoprodotti della digestione della fibra alimentare da parte dei microbi intestinali fungono da combustibile giusto per aiutare le cellule intestinali a mantenere la salute dell’intestino.

Gut-Bacteria-Infographic

La ricerca è importante perché identifica un potenziale obiettivo terapeutico per riequilibrare il microbiota intestinale e aggiunge un crescente consenso sulla complessa interazione tra microbiota intestinale e fibra alimentare.
La nostra ricerca suggerisce che uno dei migliori approcci per mantenere la salute dell’intestino potrebbe essere quello di nutrire i microbi intestinali benefici con la fibra alimentare, la loro fonte preferita di sostentamento“, ha dichiarato Andreas Bäumler, professore di microbiologia medica e immunologia a UC Davis Health e autore dello studio.

I microbi intestinali residenti metabolizzano la fibra alimentare non digerita per produrre acidi grassi a catena corta, che segnalano alle cellule dell’intestino di massimizzare il consumo di ossigeno, limitando così la quantità di ossigeno diffuso nel lumen intestinale. I batteri utili non sopravvivono in un ambiente ricco di ossigeno, il che significa che il nostro microbioma e le cellule intestinali lavorano insieme per promuovere un ciclo virtuoso che mantiene la salute dell’intestino.

I livelli di ossigeno più elevati ci rendono più suscettibili agli agenti patogeni enterosi aerobici come Salmonella o Escherichia coli, che usano l’ossigeno per eliminare i microbi benefici concorrenti” – afferma il prof. Andreas Bäumler.
La nuova ricerca ha identificato il recettore peroxisome proliferator receptor gamma (PPARg) come regolatore responsabile del mantenimento del ciclo di protezione.

Leggi abstract dell’articolo:
Microbiota-activated PPAR-γ signaling inhibits dysbiotic Enterobacteriaceae expansion
BY MARIANA X. BYNDLOSS, ERIN E. OLSAN, FABIAN RIVERA-CHÁVEZ,…….ANDREAS J. BÄUMLER
SCIENCE 11 AUG 2017 : 570-575

Gut cell metabolism shapes the microbiome
BY PATRICE D. CANI
SCIENCE 11 AUG 2017: 548-549

Posted in News-ricerca | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »