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Archive for 2 marzo 2017

ACS: Statistiche sul cancro al colon-retto 1974-2013.

Posted by giorgiobertin su marzo 2, 2017

Sono stati pubblicati a cura dell’American Cancer Society” sulla rivista “Journal of the National Cancer Institute” i dati statistici sul tumore al colon-retto negli Stati Uniti dal 1974 al 2013.

ACSlogo

Le giovani generazioni sono più a rischio per il cancro al colon retto. Aumentano infatti i casi fra le persone di età inferiore ai 55 anni mentre incredibilmente diminuiscono tra i più anziani. Ad oggi infatti, 3 casi su 10 di cancro all’intestino e al colon, sono diagnosticati su ragazzi di età inferiore ai 55 anni. Una situazione che riporta indietro di quasi 100 anni, come conferma la dottoressa Rebecca Siegel curatrice dello studio. “I giovani sono a rischio di tumore al colon e al retto, esattamente come succedeva ai giovani nati alla fine del 1800 ed è un dato assai preoccupante e deludente“.

È necessario procedere con campagne di formazione e di prevenzione sia per i giovani che per i medici che devono essere sempre aggiornati su questo spinoso argomento per ridurre i ritardi nelle diagnosi e incoraggiare i ragazzi a mangiare sano e a mantenere uno stile di vita attivo.

I millennial seguirebbero un regime alimentare molto disordinato, prediligendo i cibi spazzatura alla dieta mediterranea, le carni rosse poco cotte e i cibi fritti. Troppo fast-food favorirebbe l’accumulo di grassi, zuccheri anche a causa dell’eccessivo consumo di bevande gassate.
A ciò poi vanno aggiunti il fumo e l’alcol che sono sempre più diffusi fra i giovani.

È possibile ridurre il rischio:
– Mangiando perecchie verdure, frutta e cereali integrali e meno carne rossa (manzo, maiale, o agnello),carni trasformate (hot dog ed altre carni).
– Seguendo un regolare esercizio fisico.
– Controllando il peso.
– Evitando il tabacco.
– Limitando l’alcool. L’American Cancer Society non raccomanda più di 2 bicchieri al giorno per gli uomini e 1 drink al giorno per le donne.

Scarica e leggi il documento in full text:
Colorectal Cancer Incidence Patterns in the United States, 1974–2013
Rebecca L. Siegel; Stacey A. Fedewa; William F. Anderson; Kimberly D. Miller; Jiemin Ma Philip S. Rosenberg Ahmedin Jemal
J Natl Cancer Inst (2017) 109 (8): djw322. DOI: https://doi.org/10.1093/jnci/djw322 Published: 28 February 2017

Fonte: American Cancer Society

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Un farmaco blocca la via metabolica nei tumori aggressivi.

Posted by giorgiobertin su marzo 2, 2017

I ricercatori dell’Icahn School of Medicine at Mount Sinai – New York – hanno scoperto che un farmaco, utilizzato per l’artrite reumatoide, può bloccare una via metabolica che si verifica nei tumori con una mutazione del gene PTEN che causa il cancro, offrendo una nuova terapia possibile per i tumori aggressivi con poche opzioni terapeutiche.

PTEN (Phosphatase and tensin homolog): è uno dei principali geni oncosoppressori del nostro corpo. Fornisce le istruzioni necessarie per produrre una proteina che è presente in tutti i tessuti. Quando lavora correttamente aiuta a controllare il ciclo di vita e di morte delle nostre cellule impedendo alle cellule di crescere e di moltiplicarsi troppo rapidamente ed in modo incontrollato. Una ricerca condotta presso la Ohio State University nel 2010 aveva dimostrato che l’insorgenza dei differenti tipi di tumore è legata a specifiche mutazioni a carico del gene PTEN (Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)).

leflunomide                     PTEN-metabolic

Il team di ricercatori del Mount Sinai ha studiato ora come una mutazione del gene PTEN ricabla una via metabolica nei tumori , aumentando la quantità di glutammina nel percorso, accelerando la produzione di DNA, e causando la crescita incontrollata del tumore.
Il team ha scoperto inoltre che leflunomide, un farmaco contro l’artrite reumatoide orale approvato dalla US Food and Drug Administration (chimicamente è un’aramide. Si trova in commercio col nome di Arava), blocca un enzima in questo percorso e danneggia il DNA creato attraverso la via metabolica, uccidendo le cellule tumorali PTEN mutate, lasciando intatte le cellule sane.

Parsons e la sua squadra hanno trapiantato le cellule del cancro al seno umano in topi per testare l’efficacia del leflunomide. Il farmaco ha drasticamente ridotto i tumori del cancro al seno nei topi.

Questa scoperta ha implicazioni nei tumori aggressivi con la mutazione PTEN, con poche opzioni di trattamento, come il cancro al seno triplo negativo, il cancro alla prostata, cancro dell’endometrio, e glioblastoma, un tumore al cervello.

Il Dr. Parsons, che ha pubblicato lo studio sulla rivista “Cancer Discovery“,  spera di creare una sperimentazione clinica per utilizzare leflunomide in pazienti con cancro al seno e al colon.

Leggi abstract dell’articolo:
PTEN Regulates Glutamine Flux to Pyrimidine Synthesis and Sensitivity to Dihydroorotate Dehydrogenase Inhibition
Deepti Mathur, Elias Stratikopoulos, Sait Ozturk, Nicole Steinbach, Sarah Pegno, Sarah Schoenfeld, Raymund Yong, Vundavalli V. Murty, John M. Asara, Lewis C. Cantley and Ramon Parsons
Cancer Discov March 2 2017 DOI: 10.1158/2159-8290.CD-16-0612

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Un cerotto «wireless» per combattere l’emicrania.

Posted by giorgiobertin su marzo 2, 2017

I ricercatori del Rambam Healthcare Campus and Technion Faculty of Medicine di Haifa hanno realizzato un cerotto ingegnerizzato con un chip autoalimentato da una microbatteria, attivabile con un’app via wireless da smartphone o tablet per effettuare una neurostimolazione delle terminazioni nervose sottocute e alleviare il dolore.

theranica theranicaiconstech

Lo studio è stato realizzato in 71 pazienti che avevano da 2 a 8 attacchi di emicrania al mese, il trattamento ha riportato un dimezzamento del dolore nel 64% dei casi a due ore dall’attivazione del dispositivo, soprattutto se l’accensione era fatta alle prime avvisaglie dell’attacco, cioè 20 minuti prima dell’arrivo del dolore. Il confronto è stato fatto con il gruppo di controllo che aveva ricevuto solo una falsa stimolazione.

I risultati del trial clinico non sono sufficienti ad affermare che questo device, prodotto dall’azienda israeliana Theranica Bio-Electronics, sia davvero la soluzione finale per l’emicrania anche perchè non è chiaro il meccanismo d’azione. I risultati preliminari sono promettenti, ma la dimensione del campione è relativamente piccola. I risultati dovranno essere confermati con uno studio multicentrico più grande.

Quello effettuato da Theranica e dai ricercatori israeliani per il device Nerivio Migra è  comunque il primo studio pubblicato che ottiene risultati simili a quelli dei famosi triptani, da vent’anni i farmaci di riferimento per questa malattia. I triptani ricordiamo includono una serie di effetti collaterali, e le persone con disturbi cardiaci non possono prenderli. Così una alternativa per il sollievo dal dolore sarebbe accolta da molte persone che soffrono di emicrania.

La fase successiva prevede studi presso tre centri di mal di testa degli Stati Uniti per raccogliere dati che permetteranno all’azienda di presentare la documentazione per l’approvazione da parte dell’FDA.

Leggi abstract dell’articolo:
Nonpainful remote electrical stimulation alleviates episodic migraine pain
David Yarnitsky, Lana Volokh, Alon Ironi, Boaz Weller, Merav Shor, Alla Shifrin, and Yelena Granovsky
Neurology; published ahead of print March 1, 2017, doi:10.1212/WNL.0000000000003760: 1526-632X

ClinicalTrials.gov identifier: NCT02453399.

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