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Sced: la biopsia liquida che identifica i tumori.

Posted by giorgiobertin su novembre 30, 2016

Si chiama SCED -Solid Cancer Early Detenction- la nuova Biopsia liquida capace di riassumere quasi tutti gli screening oncologici: dalla mammografia, all’HPV test, passando per colonscopie e TAC spirale, arrivando a condensare anche tutti gli screening invasivi a cui vengono sottoposte le persone quando il rischio di neoplasie è quasi certo, come le biopsie degli organi.

sced      nihresearche

La nuova tecnica di biopsia liquida, può essere eseguita su soggetti sani che vogliono sapere se sono predisposti ad ammalarsi di qualche forma tumorale o nei casi di familiarità o di esposizione ad agenti cancerogeni come possono essere i fumatori o chi sta tutti i giorni nel traffico cittadino. Attraverso il controllo di 50 geni, questo sistema può identificare ben 2.800 mutazioni favorenti l’insorgenza di un tumore.
Sarà sufficiente un campione di sangue per una diagnosi precoce di almeno 100 forme differenti di tumore.

Un fiore all’occhiello della ricerca Italiana, presentato a Roma da Bioscience Genomics, spinoff dell’Università di Roma Tor Vergata.

Dopo la diagnosi, il test serve anche a monitorare i cambiamenti del tumore nel tempo in maniera rapida e minimamente invasiva, per fornire informazioni necessarie a valutare le varie opzioni di trattamento. Serve, ad esempio, a monitorare nel tempo la comparsa dimutazioni di resistenza alle terapie antitumorali.
In pochi anni, potrà diventare il gold standard nella diagnostica in oncologia.

Il procedimento prevede alcune fasi:
· Prelievo di sangue (7-8 cc)
· Stabilizzazione del campione di sangue per più di 96 ore e spedizione all’HUB (tramite una rigorosa catena di custodia) ai laboratori Bioscience Genomics di Roma (Tor Vergata), Milano (c/o San Raffaele) o San Marino per l’isolamento e sequenziamento del cfDNA, DNA germinale e CTC;
· Rilascio del referto da personale medico specializzato in sede di counseling.

Fonte: www.aboutpharma.com

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