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Alzheimer: nuovi possibili trattamenti.

Posted by giorgiobertin su ottobre 22, 2016

I ricercatori della Lancaster University finanziati dall’Alzheimer Society, hanno sviluppato un nuovo trattamento che potrebbe bloccare lo sviluppo della malattia di Alzheimer tramite microscopiche goccioline di grasso che permettono di trasportare i farmaci nel cervello.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista: Nanomedicine: Nanotechnology, Biology and Medicine.

nanoliposomi

Il trattamento utilizza minuscole goccioline di grasso, chiamati nanoliposomi, che sono rivestiti di frammenti di proteine che sono in grado di fermare l’accumulo in placche della proteina β-amiloide, anche a basse concentrazioni. Le placche amiloidi sono i ciuffi tossici di proteine che causano danni alle cellule nel cervello delle persone con malattia di Alzheimer.

Nei topi, che sono stati geneticamente modificati per sviluppare la malattia di Alzheimer, sono stati trattati con  nanoliposomi contenenti farmaci per tre settimane. Coloro che ha ricevuto il farmaco hanno recuperato la loro memoria a lungo termine, dopo un periodo di 24 ore.

L’uso di nanoliposomi offre un modo alternativo per inibire l’accumulo tossico delle placche amiloidi senza attivare una risposta immunitaria nel cervello. La nostra speranza è che questo possa un giorno un sistema semplice e non invasivo di trattamento anche sotto forma di spray nasale, che i pazienti possono utilizzare nella comodità della propria casa.” – afferma il professore David Allsop.

Leggi abstract dell’articolo:
Retro-inverso peptide inhibitor nanoparticles as potent inhibitors of aggregation of the Alzheimer’s Aβ peptide
Maria Gregori, Mark Taylor, Elisa Salvati, Francesca Re, Simona Mancini, Claudia Balducci, Gianluigi Forloni, Vanessa Zambelli, Silvia Sesana, Maria Michael, Christos Michail, Claire Tinker-Mill, Oleg Kolosov, Michael Scherer, Stephen Harris, Nigel J. Fullwood, Massimo Masserini, David Allsop.
Nanomedicine: Nanotechnology, Biology and Medicine  – DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.nano.2016.10.006

Fonte: Lancaster University

 

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