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Passo avanti nella cura dell’artrite reumatoide.

Posted by giorgiobertin su ottobre 4, 2016

E’ stato scoperto un ‘grilletto molecolare’ dell’artrite reumatoide che attiva la sintesi di anticorpi nocivi nell’organismo dei pazienti e amplifica processi infiammatori patologici. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Nature Communications”.

La studio è stato portato a termine dai ricercatori della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Si tratta di una molecola chiamata microRNA155 e gli studiosi, grazie alla collaborazione con colleghi dell’Università di Glasgow, hanno testato con successo un potenziale ‘farmaco’ per disinnescare questo grilletto.

ferraccioli-team  Gianfranco Ferraccioli team – Università Cattolica

Studiando campioni biologici di oltre 60 pazienti, gli esperti hanno scoperto che la “chiave di volta” della malattia è il micro-RNA155 (miR155): hanno visto che questa molecola è in grado di attivare le cellule B di memoria (oltre ai monociti-macrofagi) e farle divenire patogene. Inoltre gli scienziati hanno scoperto che miR155 è a sua volta attivato da altre molecole infiammatorie, come CD40L, IL6, BAFF, IL21.

L’eccesso di microRNA riduce l’espressione (presenza) di una importante molecola anti-infiammatoria chiamata Pu-1. Ridurre l’espressione di Pu-1 significa aumentare l’infiammazione.  Gli scienziati hanno visto che bloccando miR155 attraverso una molecola specifica, fornita dai ricercatori dell’Università di Glasgow, è possibile spegnere l’infiammazione determinando l’aumento di Pu-1, che è, appunto, un potente inibitore dell’ infiammazione.

Leggi abstract dell’articolo:
MicroRNA-155 influences B-cell function through PU.1 in rheumatoid arthritis
Stefano Alivernini, Mariola Kurowska-Stolarska, Barbara Tolusso, Roberta Benvenuto, Aziza Elmesmari, Silvia Canestri, Luca Petricca, Antonella Mangoni, Anna Laura Fedele, Clara Di Mario, Maria Rita Gigante, Elisa Gremese, Iain B. McInnes & Gianfranco Ferraccioli
Nature Communications 7, Article number: 12970 (2016) doi:10.1038/ncomms12970

Fonte ed approfondimenti: Università Cattolica del Sacro Cuore – Roma

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