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Tumore ovarico: la pillola anticoncezionale riduce la mortalità.

Posted by giorgiobertin su settembre 7, 2016

In Europa la mortalità per il tumore dell’ovaio si è ridotta mediamente del 10% dal 2002 al 2013 e negli Stati Uniti del 16%. Questa riduzione è dovuta all’utilizzo della pillola anticoncezionale che esercita un effetto protettivo contro il cancro dell’ovaio. Ora uno studio italiano condotto dai ricercatori dell’Università di Milano e dall’Irccs Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri ne ha quantificato l’effetto.

pillola

La cosa nuova e importante di questo lavoro – spiega La Vecchia epidemiologo dell’Università di Milano – è l’aver osservato, nei Paesi cui la pillola era già stata usata frequentemente negli anni sessanta, una netta diminuzione di mortalità per cancro dell’ovaio nelle donne che oggi hanno più di 75 anni. Questo effetto a lunghissimo termine della diffusione della pillola era noto ma non in maniera così evidente“.
Abbiamo fatto proiezioni al 2020 e abbiamo previsto che l’andamento positivo possa mantenersi perché le successive generazioni di donne hanno usato la pillola sempre più diffusamente e nelle varie fasce d’età“.

La pubblicazione è stata fatta sulla rivista “Annals of Oncology

Leggi il full text dell’articolo:
Global trends and predictions in ovarian cancer mortality
Malvezzi, M., Carioli, G., Rodriguez, T., Negri, E., La Vecchia, C.
Ann Oncol (2016) doi: 10.1093/annonc/mdw306 – First published online: September 5, 2016

Una Risposta to “Tumore ovarico: la pillola anticoncezionale riduce la mortalità.”

  1. DANIELA PELOTTI said

    Chi soffre di colon irritabile è a rischio di tumore ovarico! soggetti che soffrono di ipersensibilità al glutine (gluten sensitivity) mostrano sintomi dalla sindrome del colon irritabile ( gonfiore, dolori addominali, mal di testa, ecc.) per cui tale
    nuova entità clinica può consentire finalmente un corretto inquadramento di quei pazienti che per molti
    anni sono stai considerati come affetti da colon irritabile o con problematiche di tipo psicologico ed
    ansioso–depressivo o pazienti da sorvegliare per il possibile sviluppo in futuro di celiachia.
    Il glutine causa infiammazione intestinale detta colite o sindrome da overgrowth batterico Questa alterazione cronica
    della flora batterica intestinale è caratterizzata da eccessiva proliferazione di germi nel lume del piccolo intestino.
    L’abnorme proliferazione di batteri nel lume del piccolo intestino è secondaria a modificazioni dell’“ecosistema intestinale”, a sua volta regolato da un equilibrio tra meccanismi di difesa, fattori ambientali ed interazioni microbiche:
    non si riconosce uno specifico microrganismo responsabile, benché nei casi conclamati si assista all’invasione batterica
    della parete intestinale (traslocazionebatterica – BT) da parte di batteri ,o, ancora più frequentemente, dal
    lipopolisaccaride di parete (LPS) fino alle stazioni linfonodali periviscerali e/o ad altre sedi extraintestinali tra cui
    vagina utero ovaia prostata vescica.L’infiammazione cronica comporta rischio di sviluppo di patologie tumorali.Gli antigeni carboidratici CA 125, CA 15-3 e CA 19-9, si trovano elevati nel sangue di pazienti sia apparentemente sane che con patologie infiammatorie benigne e, con maggior frequenza, in pazienti con patologie maligne. Sono usati come indicatori tumorali, soprattutto in campo ginecologico, ma non tutte le pazienti con tumore dell’apparato ginecologico mostrano indici elevati di questi marchers tumorali. Poiché la loro concentrazione nel sangue dipende, per alcune pazienti, dalla quantità e frequenza di assunzione di cibi con glutine e carboidrati composti come gli amidi dei cereali, oltre che di carboidrati semplici, si può presupporre che per queste pazienti, geneticamente predisposte, l’assunzione di questi alimenti comporti uno stato infiammatorio cronico intestinale con passaggio di macromolecole batteri e sostanze tossiche dall’intestino negli organi pelvici e nel sangue.

    Questi marchers tumorali quindi possono indicare semplicemente la presenza di uno stato di colite cronica. Uno stato di colite cronica potrebbe determinare una condizione di infiammazione ovarica e conseguente iperstimolazione ipotalamica con rischio di patologia ovarica. L’infiammazione ovarica può causare iperestrogenismo che può costituire un rischio per il tessuto mammario ed endometriale. Lo stato di colite inoltre altera i processi di assimilazione di sostanze ed elementi necessari al corretto funzionamento del sistema immunitario il cui equilibrio è determinante per la prevenzione di tante patologie compresa quella tumorale.

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