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Poco sale nella dieta aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.

Posted by giorgiobertin su maggio 25, 2016

Poco sale nella dieta è dannoso come assumerne troppo. A sostenerlo un nuovo studio condotto dai ricercatori della McMaster University e dell’Hamilton Health Sciences, pubblicato sulla rivista “Lancet“, secondo il quale anche ridurre troppo le dosi giornaliere esporrebbe a un maggior rischio di infarto o ictus.

McMaster-University   sale

In quattro grandi studi prospettici e stato studiato il rapporto tra il consumo di sale e ictus, patologie cardiache e mortalità, sia per quanto riguarda i soggetti ipertesi che coloro che non presentavano tale disturbo circolatorio.
Le analisi sono state condotte su 133.118 individui (63.559 con ipertensione e 69.559 senza ipertensione), età media di 55 anni (IQR 45-63), provenienti da 49 paesi.
Attraverso l’esame delle urine: bassi livelli di sodio (fino a 3 grammi al giorno), consumo medio (4-5 grammi) e consumi elevati (7 grammi o più al dì). Dai dati è emerso che quei soggetti che si assestavano su un consumo quotidiano di 4-5 grammi avevano un rischio più basso di morte e di soffrire di patologie cardiovascolari, quali appunto infarti e ictus.

Mentre da un lato i nostri dati supportano l’importanza di ridurre livelli troppo elevati di sale nella dieta di persone ipertese, non supportano altresì la necessità di ridurre l’assunzione di sale fino a bassi livelli“. afferma il prof. Andrew Mente professore di Epidemiologia Clinica e Biostatistica alla McMaster University.

Sulla base di quanto emerso, gli esperti suggeriscono dunque che le strategie per ridurre il consumo di sale dovrebbero essere mirate solo per coloro che soffrono di pressione alta e che consumano troppo sale.

Associations of urinary sodium excretion with cardiovascular events in individuals with and without hypertension: a pooled analysis of data from four studies
Andrew Mente, Martin O’Donnell, Sumathy Rangarajan, Gilles Dagenais, Scott Lear, Matthew McQueen, and others
The Lancet Published online: May 20, 2016

Fonte: McMaster University

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