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Ictus: Riabilitazione con stimolazione trans-cranica.

Posted by giorgiobertin su marzo 21, 2016

Un team dell’Oxford’s Nuffield Department of Clinical Neurosciences, guidato dal professor Heidi Johansen-Berg e il dottor Charlotte Stagg, ha studiato l’uso della stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS)

La tecnica usata si chiama stimolazione anodale trans-cranica con corrente diretta (tDCS, anodal transcranial direct current stimulation), una forma di neuro-stimolazione che usa una corrente costante e a bassa intensità per stimolare specifiche aree del cervello, tramite degli elettrodi applicati al cuoio capelluto.

Transcranial_stimulation
A healthy volunteer demonstrates Transcranial Direct Current Stimulation

Lo studio ha incluso ventiquattro volontari che avevano avuto un ictus che aveva colpito le funzioni  motorie della mano e del braccio, divisi in due gruppi. Il gruppo che ha avuto tDCS durante le sessioni di allenamento, dopo tre mesi di allenamento, aveva migliorato notevolmente il movimento delle mani e delle braccia rispetto a quelli del gruppo di controllo.
Anche la scansione MRI ha mostrato che coloro che avevano avuto la stimolazione avevano una maggiore attività nelle aree cerebrali rilevanti per le capacità motorie rispetto al gruppo di controllo.

I pazienti che avevano ricevuto tDCS sono stati in grado di usare le loro mani e le braccia per movimenti come il sollevare, raggiungere e afferrare oggetti“. – afferma il professor Heidi Johansen-Berg.
Secondo i ricercatori saranno necessari studi più ampi prima che questo approccio potrebbe entrare di routine nella cura clinica.

Leggi abstract dell’articolo:
Ipsilesional anodal tDCS enhances the functional benefits of rehabilitation in patients after stroke
Claire Allman, Ugwechi Amadi, Anderson M. Winkler, Leigh Wilkins, Nicola Filippini, Udo Kischka, Charlotte J. Stagg1 and Heidi Johansen-Berg
SCIENCE TRANSLATIONAL MEDICINE 16 MAR 2016 : 330RE1

Fonte: University of Oxford

Una Risposta to “Ictus: Riabilitazione con stimolazione trans-cranica.”

  1. Se è vero che chi subisce un ictus ha infezioni batteriche virali e parassitarie nel sangue , la distruzione con onde elettromagnetiche di questi invasori può ottenere dei benefici effetti.
    Un approccio come quello propugnato da Hulda Clark (Ph.D., N.D.) prevede l’uso della stimolazione bioelettrica (che lei definisce con il termine “zapping”) combinato con interventi nutrizionali appropriati.
    La dottoressa Clark ritiene che tutti gli organismi invasori siano parassitari e che possano essere distrutti con lo zapping o esponendoli a un campo elettronico preso dalla loro stessa banda frequenziale di bioradiazioni, e che esistano apparecchi capaci di generare le frequenze appropriate. Sostenendo un’ipotesi simile alla mia, secondo la quale tutta la materia appare emettere un qualche tipo di energia elettromagnetica la dottoressa Clark ha ipotizzato che tutto ciò che vive emetta un qualche tipo di energia ad alta frequenza (da lei definita “bioradiazione”). La dottoressa Clark è convinta che per ciascuna forma di materia vivente sia possibile identificare una particolare banda frequenziale, e che si possa ottenere un effetto letale attraverso un apparecchio da lei denominato “zapper” . Prima di lei, altri hanno costruito dispositivi che anticipavano le sue affermazioni, e ciò fin dal 19mo secolo. In effetti sono ormai disponibili al pubblico istruzioni su come fabbricare tali tipi di apparecchi, istruzioni che provengono da fonti coperte da copyright (e questi dispositivi vengono spesso costruiti e usati dai profani senza alcun tipo di supervisione). La dottoressa Clark afferma che uno zapper può selettivamente fulminare con la corrente organismi parassitari senza dare effetti negativi per gli esseri umani, poiché gli umani non sono danneggiati da un voltaggio così basso, e che le frequenze che agiscono sui parassiti sono sufficientemente lontane da quelle che potrebbero disturbare gli esseri umani , tali interventi possano avere una qualche efficacia quando sono combinati con interventi nutrizionali.

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