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Rischio infarto con i farmaci antiacido.

Posted by giorgiobertin su giugno 24, 2015

I ricercatori della Stanford University School of Medicine hanno trovato un’associazione tra l’uso di inibitori della pompa protonica e la probabilità di incorrere in un attacco di cuore.

PPI  Stride

Gli inibitori di pompa protonica o PPI, sono tra i farmaci più prescritti al mondo, con 14 miliardi dollari di vendite annuali. Essi sono efficaci nel ridurre e prevenire l’acidità dello stomaco, una sensazione di bruciore al petto che si verifica quando l’acido dello stomaco sale nell’esofago (GERD – gastroesophageal reflux disease).

I dati sono stati ottenuti dal database STRIDE della Stanford University (1.8 milioni di pazienti) e da un sistema di registrazione sanitaria elettronica della Practice Fusion (1.1 milioni di pazienti). Gli inibitori della pompa protonica valutati hanno incluso: Dexlansoprazolo, Esomeprazolo, Lansoprazolo, Omeprazolo, Pantoprazolo e Rabeprazolo. Un legame tra uso di inibitori della pompa protonica e infarto miocardico è stato osservato in entrambi i set di dati.

I ricercatori hanno anche valutato i dati raccolti da 1503 pazienti arruolati nello studio prospettico di coorte GenePAD (the Genetic Determinants of Peripheral Arterial Disease), ed è emerso un aumento significativo del rischio di mortalità cardiovascolare negli utilizzatori di inibitori della pompa protonica.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Plos One.

Scarica e leggi l’articolo in full text:
Proton Pump Inhibitor Usage and the Risk of Myocardial Infarction in the General Population.
Shah NH, LePendu P, Bauer-Mehren A, Ghebremariam YT, Iyer SV, Marcus J, et al. (2015)
PLoS ONE 10(6): e0124653. doi:10.1371/journal.pone.0124653

Fonte ed approfondimenti: Stanford University School of Medicine

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